ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 18 novembre 2016

FENOMENI DI VULCANISMO RESPONSABILI DEL RITIRO DI ALCUNI GHIACCIAI OCCIDENTALI DELL'ANTARTIDE


Alcuni dei ghiacciai dell Antartide occidentale che si trovano direttamente sopra il West Antarctic Rif lungo 5.000 miglia una continua fonte di calore geotermico si stanno ritirando dal basso a causa del calore geotermico.

-La massa di ghiaccio complesso e la portata della massa glaciale dell'Antartide è aumentata per 35 anni.
-Altri vicini ghiacciai antartici occidentali sono in crescita.
-Alcuni ghiacciai dell'Antartide occidentale che non sono sulla parte superiore del acqua dell'oceano sono anche qui in ritiro dagli strati inferiori.
Questo indica ancora una volta che qualche altra forza naturale è in gioco in regioni localizzate dell'Antartide occidentale.

Prendendo uno sguardo più da vicino a questa immagine si può osservare qualcosa di molto interessante. C'è un complesso vulcanico appena a est dell'area il cui si verifica un parziale ritiro dei fronti glaciali.
Molto probabilmente i fronti glaciali in ritirata si trovano sopra quelli che possono essere definiti dei "Campi Flegrei Antartici."

La figura sopra mostra un taglio trasversale del lago Vostok, un lago subglaciale forato e ricercato da numerosi gruppi scientifici.
È importante sottolineare notare che il fondo glaciale del lago Vostok è classificato con "attività geotermica" che si estende lateralmente per 26 miglia.
C'è una quantità assolutamente impressionante di informazioni geologiche che conferma la Antarctic Fault / Rift West System emette calore geotermico e acqua riscaldata sulla base dei ghiacciai dell'Antartide occidentale sovrastanti.

In primo luogo, ci sono 61 vulcani attivi o semi-attivi lungo il sistema di Rift dell'Antartico occidentale.
E' chiaro che il ritiro di alcuni di questi fronti glaciali in questa regione è causato da fenomeni di vulcanismo secondario, presenti del continente più freddo della terra.

Fonte:http://climatechangedispatch.com/west-antarctic-glacial-melting-from-deep-earth-geological-heat-flow-not-global-warming/

martedì 7 febbraio 2012

IL SOLE OGNI 12.000 ANNI...

"Oltre lo spazio e il tempo, i gas fluttuavano. Quella materia era caduta da diecimila soli, in un miasma di esplosioni spente, di fuochi infernali estinti e nella furia di cento milioni di macchie solari...il tutto senza forma, senza scopo. Ma era solo il principio."(da "I ribelli dei 50 soli" di A.E. Van Vogt)

Sin da quando sono cominciate le sue osservazioni il Sole è una stella che non smette di celare sorprese,nonostante in molti pensino di conoscere la sua struttura interna,e i suoi cicli.
Esistono ancora numerosi fatti ignorati dagli accademici circa quanto l'attività delle macchie possa influire sul clima,provocando riscaldamenti del pianeta con conseguente ritiro dei ghiacciai,e sulla geologia terrestre innescando terremoti e attività vulcaniche.
"L'anno scorso uno studio preliminare pubblicato dal centro di ricerca spaziale e la scienza in Florida.
Una rassegna di documenti storici è stata effettuata per 350 anni di attività vulcanica globale (1650-2009) e sismico (terremoto) attività per gli ultimi 300 anni (1700 al 2009) negli Stati Uniti continentali e quindi rispetto al record del Sole, come delle macchie solari una misura di attività solare.
Secondo questo studio, esiste una forte correlazione tra attività solare e grandi eventi sismici e vulcanici della Terra.
Hanno trovato un grado impressionante di correlazione per l'attività vulcanica globale (> 80,6%) e per i più grandi terremoti Stati Uniti (100% dei primi 7 più potente) contro i bassi di attività solare. "

Il Monte Penatubo ha eruttato nel 1991, così come il Monte. Aetna in congiunzione con la fine del massimo solare.
Poi due vulcani messicani,il mt. Popocatpetyl e il Mt Colima hanno eruttato nel 2000.
Andando ad un precedente ciclo delle macchie solari,il Mt. St. Helens esplose pennacchi caldi di fumo e cenere nel cielo nel 1980.
Il Mt. Aetna ha l'abitudine di eruttare in tandem con i picchi di attività solare, come le eruzioni del 2000, 1991, 1969 e 1908, anni solari di massimo.
Il Mt. Lassen ha eruttato per l'ultima volta, nel 1917 durante la prima guerra mondiale al picco del ciclo delle macchie solari.
Il Mt. Popocataptel e il monte Colima sono diventati di nuovo attivo come Aetna durante il ciclo delle macchie solari 23 nel 2000.
Non tutte le eruzioni significative hanno luogo durante gli anni di Massimo Solare,ma ne esiste una buona percentuale.
Tuttavia l'attuale attività delle macchie solari,sembra essere molto minore rispetto a quella che si vide un millennio fa quando in Cina
Nel 28 prima dell'Era Volgare un documento cinese narra dell’osservazione di una macchia solare che viene descritta come “un vapore nero grande come una moneta”. La macchia in questione doveva essere veramente grande; stime attuali indicano un diametro di circa 40mila chilometri.
Se il sole può generare macchie solari di tali dimensioni pensiamo a cosa deve essere successo 12.000 anni fa alla fine del Pleistocene.
"Il Dr.Paul La Violette ha trovato prove che dimostrerebbero che questo tremendo sconvolgimento, potrebbe aver avuto causa grazie ad Super flare solare!
Nella prima settimana di Giugno La Violette ha pubblicato la sua ricerca sulla rivista radiocarbonio.
L’estrema precisione ed accuratezza della sua ricerca, ha portano La Violette a concludere che questo straordinario evento di emissione di protoni SPE dell’ordine di 1,31 ⋅ 1011 protoni/cm2 , da parte della nostra stella e che avrebbe impattato con la Terra, sarebbe avvenuto 12837 anni fa.
Datazione che conterebbe un errore di soli +/- 10 anni."

Nel nord america il 95% della fauna si estinse. In prevalenza erano mammiferi con un peso compreso fra i 25 e i 50 kg, ma scomparvero anche piccoli animali e 10 specie d’uccelli.
Anche se il nord america fu il più colpito, un forte impatto si registrò anche in Europa, Siberia e sud america.
La causa di questo tremendo sconvolgimento è tuttora un mistero.
Tuttavia analizziamo la scena del delitto.
-Le rocce sparse sui monti Jura sono state trasportate dalle Alpi,la composizione dei loro minerali e diversa da quella delle formazioni Jura.
Tali blocchi di roccia si trovano sui Jura ad un altezza di 600 metri al di sopra del lago di Ginevra.
-Sulle coste della Gran Bretagna,sulle spiagge e sulle zone montuose,se ne trovano di strappati dai massicci norvegesi e trascinati da forze mostruose per tutta l'estensione che li separa arrivando fino in Germania.
Sulla cima dei monti Harz,Germania Centrale,si trovano rocce provenienti dalla Norvegia.
-Negli Usa,i massi erratici strappati dalle montagne di granito del Canada e del Labrador,sono stati disseminati in tutto il Maine,New Hampshire,Vermont..ecc.
Sono sparsi in cima a dorsali su pendii e nelle valli.
Alcuni in precario equilibrio sulle linee di dispulvio.
-Gli scienziati russi stimano che in un'area di 527.000 miglia quadrate di Siberia,un tempo abbiano vissuto almeno 11 milioni di mammut.
E' stato inoltre stimato che aggiungendo un numero equo di rinoceronti lanosi,e uno ancora maggiore di bufali e cavalli,le cui ossa superano quelle dei mammut,la stima degli animali che un tempo abitavano l'area era di 174 milioni,a ciò sommiamo il resto della Siberia,Europa settentrionale,Groelandia,Canada e Alaska e comprendiamo da soli che non fu una banale catastrofe.
-Nella Manica,vicino a Plymouth,crepacci di varia grandezza sono pieni di frammenti rocciosi,spigolosi e taglienti,con ossa di Mammut,ippopotami,rinoceronti,cavalli,orsi polari e bisonti.
Le ossa sono "spaccate in numerose schegge.Nessun scheletro è stato ritrovato integro.
Le ossa di fatto sono state disperse nel modo più irregolare,senza alcuna relazione alla loro posizione nello scheletro dell'animale."
Nessuna mostra segni di usura,morsi da animali da preda,anche se sono in compagnia di iene,orsi e leoni."
-Nel Devonshire e anche nel Galles,brecce ricolme di ossa o conglomerati di ossa spezzate e pietre nelle fenditure del calcare consistono in frammenti di rocce irte e ossa spezzate,senza traccia di morsi.
-Francia,sono state descritte brecce ricolme di ossa nelle valli attorno a Parigi,così come nelle rocce sulle cime di colline isolate nella Francia centrale.
Sul monte Genay,450 metri,la cima è ricoperta da un deposito di mammut,renne,cavalli e altri animali.
-Francia,nelle rocce sulla cima del monte de Sautenay c'è una frattura ricolma di ossa animali.
"Perchè mai così tanti lupi,orsi,cavalli e buoi devono essere saliti su una collina isolata da tutti i lati?"
"Non è possibile credere che animali di così differenti abitudini abbiano vissuto assieme."
Si suppone che i resti di animali diversi,vennero trovati mescolati assieme perchè"stavano fuggendo dalle acque che stavano salendo".
-Le colline attorno a Palermo,Sicilia,presentano una "straordinaria quantità di ossa di ippopotami,una completa ecatombe."
"Venti tonellate di queste ossa sono state prelevate a San Ciro,nei pressi di Palermo...le ossa di animali sono di ogni età,a partire dai feti,e non mostrano i segni del tempo."
-Se ora osserviamo il numero di mammut che da millenni continuiamo ad esumare scopriamo che quello che avvenne in quel periodo fu un autentica carneficina della quale a causa dell'enorme numero di vittime,non potremmo mai fare una stima completa,ma non possiamo negare l'evidenza con banali teorie della quale furono solo i cambiamenti climatici la causa di tutto ciò.
-I mercanti cinesi compravano ossa di mammut già 2000 anni fa e stessa cosa vale per gli arabi 1000 anni fa.
-Ossa di mammut sono state ritrovate in tutto il mondo,dall'Alaska alla Cecosolovacchia,dalla Siberia al Messico e alla Francia.
-Nel Delfinato francese vennero ritrovate così tante ossa che venne chiamato Le Champ des gèants,il campo dei giganti.
-In alcune aree della Siberia,c'era così tanto avorio che veniva considerato inesauribile come un giacimento di carbone.
-Un enorme giacimento di ossa è stato scoperto lungo il fiume Berelyakh,un affluente dell'Indigirka.
Sorvolando le località in elicottero,membri dell'Accademia Yakuta delle Scienze videro migliaia di ossa affiorare dal terreno,così fitte da proteggere le rive del fiume dall'erosione.
"E questo non è niente rispetto le ossa sepolte" afferma il professor Nikolaj Vereshchagin,dell'Istituto di Zoologia di Leningrado.
"L'erosione delle coste artiche getta in mare migliaia di zanne ossa ogni anno".
-"Alcune stime suggeriscono che sotto il terreno ghiacciato vi siano ancora 10 milioni di mammut"scrivono Adrian Lister e Paul Bahn in Mammoths.
-Il primo mammut in piedi fu scoperto nel 1839 lungo il fiume Shangin.
-Il primo mammut ancora commestibile venne trovato sulle rive del fiume Bereskova,nella Siberia nord occidentale,nell'agosto del 1900.
Gli scopritori,un gruppo di cacciatori Lamut i cui cani avevano fiutato l'odore della carne,informarono l'Accademia russa delle Scienze che un anno dopo mandò sul posto una squadra di studiosi.
Sporgendo dalla banchina solo con la testa,e con il resto del corpo sigillato in una combinazione di terra pietre e ghiaccio,l'animale era quasi integro e surgelato.
Il ghiaccio attorno alla carcassa non proveniva da un lago o da un fiume scrisse un commentatore,"ma era evidentemente prodotto dalla neve."
A distanza di migliaia di anni dopo la morte il corpo era eretto per metà,si presentava seduto interrata tesa in avanti e la parte anteriore del corpo piegata come se cercasse di mantenersi in equilibrio.
Era un maschio e a quanto sembrava era morto per soffocamento.
Il membro eretto si poteva spiegare solo in una condizione si asfissia.
Numerosi altri animali di quella stessa epoca mostrano condizioni identiche.
Ad esempio i vasi sanguigni di un rinoceronte lanoso scoperto lungo il fiume Vilnyu,Siberia,erano pieni di sangue coaugulato,segno evidente della sua morte per asfissia dice William Farrand del Lamont-Doherthy Earth Observatory.
Nel suo stomaco vennero ritrovati dei semi,fiori e muschio e rametti di cespugli che crescono tutt'ora in quella zona.
I semi fecero capire agli scienziati che era morto all'improvviso in autunno.
Una persona normale si chiederebbe,come può essere successo tutto ciò?
Innanzitutto la presenza di tutta quella selvaggina al Nord,le foreste abbattute,e l'enorme numero di animali,evidenzia che il clima era temperato e non è stata la deglaciazione ad ucciderli.
La presenza di colline di legno,a tratti bruciate,cenere vulcanica e alberi abbattuti,animali di differenti specie da quelle tropicali a quelle di climi freddi,significa che i primi furono trasportati lì da qualche agente di enorme potenza.
-Alaska,F.Rainey,Università dell'Alaska,"Squarci larghi spesso lunghi parecchi chilometri e profondi anche 50 metri...questa fanghiglia spesso contiene enormi giacimenti di ossa congelate di animali estinti quali mammut,mastodonti,superbisonti e cavalli."
-Frank C.Hibben,Università del New Messico,"...I mammiferi spesso sono trovati in buona parte smembrati e disarticolati,anche se certi frammenti trattengono ancora nel loro stato congelato,porzioni di legamenti,pelle,peli, e carne."
"Alberi contorti e ammucchiati in masse scheggiate...in questi strati si possono trovare almeno 4 strati di ceneri vulcaniche."
-Siberia,mammut,"E' assolutamente necessario credere che i corpi vennero congelati immediatamente dopo la loro morte,e non vennero scongelati fino al loro ritrovamento."
-Isole della Nuova Siberia"Il suolo di queste isole desolate è completamente ricoperto da un numero impressionante di ossa di elefanti e rinoceronti."
"Queste ossa erano stracolme di ossa di mammut,e la quantità di ossa di rinoceronti ed elefanti è assolutamente stupefacente."
-Nell'isola di Kotelnoi"..non esistono alberi,arbusti,cespugli...eppure in questo territorio incolto si sono trovate ossa di elefanti,rinoceronti,bisonti e cavalli in numero tale da sfidare qualsiasi calcolo."
-Isole della Nuova Siberia"enormi foreste pietrificate"visibili a decine di chilometri.
"I tronchi degli alberi di queste antiche foreste erano parzialmente ritti in piedi,in parte stesi orizzontalmente,sepolti nel terreno gelato.La loro estensione è notevole."
"Sulla costa meridionale della Nuova Siberia si trovano le notevoli colline di legno(ammassi di tronchi)alte 30 fathom,55 metri,assieme a strati orizzontali di sabbia.
Salendo queste colline si incontrano ovunque mucchi di carbone di legna ,apparentemente coperti di cenere"
Ecco una epigrafe parziale alcuni di ritrovamenti alquanto singolari di specie animali di climi diversi in differenti aree del mondo:
-Germania:alberi di origine non locale-molti depositi di lignite sono di sequoia,un albero che non cresce in stagni e che l'unica ipotesi logica è che siano stati trasportati e sepolti lì.
-Australia,morwell:depositi simili a 200 piedi al livello del suolo, spessi fino a 800 piedi,stato di conservazione sorprendente quanto è sorprendente che si trovino alberi non comuni in quella stessa regione.
unica soluzione,stessa di sopra.
-Brasile,Camerun e Iola indonesiana di Java nei depositi di lignite si trovano funghi e alghe attaccati a fogliame ancora verde di clorofilla.
ciò implica un sotterramento rapido e non graduale.
tali depositi contengono goglie non solo locali ma da tutto il mondo.
-Stati Uniti:Wisconsin,Iowa meridionale,Illinois e Ohio ci sono zone dove si trovano immense foreste di conifere e alberi decidui seppelliti sotto il suolo,a una profondita che varia da pochi piedi a 10 metri di spessore.
non essendosi ancora pietrificate si ritiene tali foreste relativamente giovani.
-Isole Elisabetta, nord del circolo polare artico dove anche in estate soffiano venti gelidi,si trovano foglie,pigne e ghiande fino 300 metri al di sopra del livello del mare in ammassi spessi fino a 40 metri.
-Groelandia,terra assolutamente priva di alberi ,si trovano i resti di pigne ghiande e sequoie,querce e aceri insieme in mucchi scomposti.
-Svizzera lago di Zurigo:depositi d lignite contenenti ossa di mammut,ippopotami rinoceronti ecc.
-Inghilterra:foreste di alberi gigantschi trovate sepolte,in alcuni di essi erano ancorA attaccati noci e bacche ed insieme ad essi ossa di mammut cavalli,ippopotami...
-Alaska Canada:campi di detriti e melma profondi fino a 60 metri,molti di essi in zone che non sono mai ghiacciate,stipate in frammenti di materiale:vegetale,frammenti di alberi,rocce e schegge di ghiaccio,almeno 4 differenti strati di cenere troviamo ossa dicoiattoli,castori,pecore,lupi,antilopi,caribu,gatti dai denti a sciabola,leoni,cavalli,cammelli,bisonti,buoi muschiati,mastodonti e mammut.
In molti casi sopravvive parte del tessuto corporeo pelle o pelo...cosa ancora più interessante è che non sono in scheletri interi ma addirittura in frammenti misti ..come se i poveri disgraziati fossero prima stati fatti a pezzi e in seguito sepolti o congelati
Innumerevoli teorie sono state redatte, dai cacciatori paleolitici del nord america a l’impatto di una cometa per passare a sciami di meteore. Tutti ipotesi che hanno dimostrato di contenere gravi lacune
La Violette continua sostenendo che l’evento di 12837 anni fa, abbia riversato sulla Terra, in soli due giorni, un contenuto di radiazioni superiore, se non compreso, fra 3 e 6 Sv (Sieverts). E’ risaputo (Epelman&Hamilton 2006) che un una dose radiazioni superiore a 3,5 Sv può essere letale per l’uomo. Quando le radiazioni sono comprese fra 4 e 6 Sv è sicuro il decesso al 100%. L’evento riportato in precedenza (Febbraio 1956) fu in grado di produrre una diminuzione del 1% della magnetosfera, di conseguenza La Violette sostiene che l’evento registrato nel Pleistocene potrebbe aver sostanzialmente indebolito se non sopraffatto il campo geomagnetico terrestre permettendo ai raggi cosmici di penetrare, in notevole dose, nell’atmosfera terrestre.
La sua ipotesi come riportato in precedenza si basa sulle registrazioni dei carotaggi di ghiaccio GISP2, nello specifico sulla registrazione e la misurazione della conducibilità elettrica ECM , alla profondità di 1657,51 -1522,2 ed a 1708,65. In particolare alla profondità di 1657,51 metri che corrisponde ai 12837 anni fa (+/- 10 anni) si sarebbe registrato il picco d’acidità più grande dello Younger Dryas. La neve che cadde in quel periodo presenta infatti una conducibilità mille volte superiore alla conducibilità di fondo prima di tale periodo. L’elevata acidità della Neve suggerisce che l’atmosfera è stata esposta ad un elevato flusso di raggi cosmici durante lo straordinario evento solare!
Nella finestra sotto riportata è possibile osservare lo straordinario picco di conducibilità elettrica registrato nello strato di ghiaccio.

Se il campo magnetico terrestre è stato sopraffatto probabilmente le conseguenze sarebbero state fin troppo evidenti quali:spaventoso incremento dell'attività vulcanica e sottomarina terrestre con conseguenti effetti di raffreddamento sul clima e riscaldamento degli oceani;elettricità nell'atmosfera e negli strati conduttivi geologici del pianeta con possibili effetti anche in superficie;terremoti e tsunami su larga scala,oltre che devastanti perturbazioni atmosferiche e anche una possibile inversione del campo magnetico terrestre.
Nel nord-america si trovano dei sottili depositi, che sottoposti ad analisi ci rilevano dei picchi di : grani magnetici di iridio, microsferule magnetiche, carbone, fuliggine, sferule di carbonio, vetro, nano diamanti, fullereni con elio ET ed altre prove ha sostegno di un’ impatto ET con combustione di biomasse.
L’età di questi strati coincide con l’oramai ben noto raffreddamento dello YD e crescenti evidenze suggeriscono che questa dinamica si è verificata improvvisamente ed è stata pronunciata nel nord-america dove 33 generi di mammiferi sono scomparsi.
L’ evidenze geologiche e geochimiche sono ancora insufficienti per la scienza ufficiale.Le due ipotesi principali sono : l’intervento umano o il brusco raffreddamento.
Il primo logicamente da escludere.
La spiegazione per questo genere di fenomeni verrà trattata nel dettaglio nella seconda parte.



Fonti:
http://georgewashington2.blogspot.com/2011/08/does-solar-activity-influence.html
http://www.exploratetide.com/pages/home-page/articoli-vari/la-storia-del-pianeta/lultimo-milione-di-anni.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/01/i-cadaveri-dellera-glaciale.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/01/i-cadaveri-dellera-glaciale-ii-parte.html
http://daltonsminima.altervista.org/?p=15643

lunedì 22 giugno 2009

LA PRESUNTA ARMA SISMICA PER INNESCARE UN' ERUZIONE VULCANICA

Riprendendo l’ipotesi che la Pamir, l’arma sismica, sia stata "testata" e utilizzata per scopi politici, prendiamo ad esempio alcuni terremoti che sono coincisi, stranamente, con accadimenti geopolitici, ad esempio: il devastante terremoto in Armenia nel dicembre 1988 contemporaneo all’inizio dei disordini etnici in questa regione; e ancora fra l’Armenia e l’Azerbaijan sempre nel 1988.

Poiché l’Unione Sovietica era in pericolo, qualche generale sovietico non potrebbe, ripeto è solo un’ipotesi, aver cercato di interrompere l’insurrezione nella regione, utilizzando la Pamir?

Terremoti, tsunami, ma un’eruzione vulcanica può essere provocata artificialmente?

Il nome geyser deriva da Geysir che è il nome del più noto geyser islandese.
Un geyser è un pozzo naturale, una colonna piena d’acqua bollente, che scende profondamente nella terra in corrispondenza di una sorgente di calore.
(La cosa sorprendente che quest’acqua è verdognola, a causa dei batteri che vi vivono "nutrendosi di questa energia" e non dell’energia del sole. Questi batteri muoiono se la temperatura scende al di sotto di un certo limite (80-90°)).
L’acqua nella colonna è vicino all’ebollizione. Più la pressione è elevata e più la temperatura è alta.
Quando l’acqua non riesce a bollire il geyser cessa la sua attività, perché il peso della colonna d’acqua crea una pressione sufficiente per impedire l’ebollizione (tutti noi sappiamo che più la pressione è alta più la temperatura d’ebollizione aumenta (perché la pasta in montagna cuoce male).
Ma questo stato è instabile.
La pressione che regna nella colonna non può essere modificata, ma la temperatura aumenta sempre di più fino a creare un punto critico. Allora una bolla si forma e rimonta alla superficie e provoca l’ebollizione dell’acqua che si trova sul suo passaggio. Anche il volume del vapore che monta cresce, e può aumentare di molti metri cubi.
Quando raggiunge la superficie, la bolla esplode e provoca l’emissione di una colonna di vapore, che può arrivare a molti metri di altezza.

Un vulcano attivo ha un modo di funzionare analogo, ma la sua colonna contiene magma e gas in equilibrio. In generale questa colonna è collegata in profondità ad una sacca di magma.
Possiamo capire allora come è possibile, con l’aiuto di micro-onde pulsate a tre bassa frequenza, capaci di trasportare dell’energia termica nelle profondità del vulcano, e riscaldare il magma, rendere instabile il sistema, se questo è vicino al suo punto critico.

L’URSS progettava di devastare l’America.
Articolo numero 914-novembre 1993 della rivista Science et Vie:

I militari sovietici studiavano la " guerra geofisica ".
Durante 20 anni gli scienziati dell’URSS hanno sognato di far crollare gli odiati capitalisti.




"Mentre Gorbatchev discuteva con Reagan dei mezzi per porre fine alla guerra fredda, alcuni generali sovietici, studiavano il modo e i mezzi per devastare l’America con terremoti e tsunami." Così ha dichiarato il generale del KGB, Oleg Kalougine.
La devastazione degli Stati Uniti e del Canada sarebbe stata realizzata grazie “alle bombe sismiche" cioè bombe termonucleari che si sarebbero fatte esplodere sotto terra. Negli anni sessanta, i sismologi sovietici si erano accorti che, ogni volta che procedevano ad un’esplosione sotterranea, vi era un terremoto nei giorni seguenti, a volte a centinaia di chilometri di distanza.
È così, riporta Alexeï Nikolaïev, dell’istituto di geologia di Mosca, che una bomba che era stata fatta esplodere vicino a Semipalatinsk, nel Kazachstan, ha scatenato terremoti nel Tagikistan, l’Uzbekistan ed anche l’Iran.
Si dubitò inizialmente che ci fosse un legame tra le esplosioni termonucleari sotterranee ed i sismi dei giorni successivi, ma infine, l’evidenza era là. E Nikolaïev ed il suo gruppo dimostrarono che anche esplosioni di debole intensità provocavano sismi fino a 1.600 km dall’epicentro.
Alcuni scienziati sovietici sarebbero attualmente persuasi che terremoto che devastò l’Armenia nel 1988 e fece 45.000 morti fu causato da un’esplosione termonucleare a 3.500 km di distanza, a Novaya Zemlya.
I sovietici fecero dunque esplodere 32 bombe sotterranee sul loro territorio, per studiarne gli effetti. All’inizio degli anni ottanta, geologi civili concepirono un progetto per realizzare bombe molto potenti, capaci di provocare spinte violente alle placche tettoniche.
I sismi non si scatenavano mai subito dopo le esplosioni, ma si producevano a molti giorni di distanza, cosa che poteva permettere ai sovietici di dichiararsi innocenti, nel caso di sismi e tsunami devastanti.
Nikolaïev riconosce tuttavia che sarebbe stato difficile dirigere gli effetti contro un obiettivo scelto. Se la California è particolarmente vulnerabile, per il fatto che la faglia di San Andrea coincide con la dorsale (bordo orientale) della placca del Pacifico, le placche tettoniche si prestano male infatti a "giochi" di questo tipo. Ed Ikram Kerimov, direttore assistente dell’istituto di geologia dell’Azerbaigian, ritiene che siano necessario ulteriori studi prima di riuscire a raggiungere l’America, che si trova a oltre 8.000 km della costa orientale della Siberia. Rileviamo, incidentalmente, che giocare in tal modo al "biliardo" tettonico i sovietici avrebbero potuto devastare il Giappone, e che, se fossero riusciti a spingere la placca del Pacifico, nulla dice che la scossa non si sarebbe riflessa sulla placca di Nazca,e devastare anche la costa occidentale del Sud America – Perù, Bolivia, Cile, ecc.
Ex capo del contro-spionaggio diventato da un politico riformista, Kalougine dichiara che scoprì i piani quando fu incaricato, nel 1988, di dirigere le ricerche segrete dell’accademia delle scienze.
Questo tipo di rivelazione senza dubbio indurrà alcuni paesi a verificare se esplosioni nucleari sotterranee (le quali sono state tutte monitorate dai sismografi mondiali) hanno provocato in seguito sismi sul loro territorio. Pensiamo a quello che accadde in Australia, uno dei continenti più stabili, nel 1990 (5,5 sulla scala di Richter, 11 morti, 120 feriti), senza parlare del sisma che devastò, il Tagikistan lo stesso anno.
Il nostro commento:
quello scritto nell’articolo potrebbe accadere. Si osserverà che la famosa faglia di San Andrea è nata dall’attrito di due placche una contro l’altra.
Se un sisma si producesse a San Francisco, simile a quello che devastò la città un secolo fa, ci sarebbe un epicentro, un punto dove le due placche inizierebbero a scivolare. Quindi il movimento si propagherebbe allora con rapidità estendendosi su oltre mille chilometri. L’intensità del terremoto cresce con la lunghezza della placca interessata.
L’articolo di Science et Vie segnala che i Russi avevano previsto, ancor prima dell’inizio degli anni novanta che esplosioni nucleari sotterranee possano essere utilizzate per scatenare sismi. Ma non si sa come i Russi avrebbero potuto attaccare, in modo diretto un paese come gli Stati Uniti, procedendo con esplosioni nucleari sotterranee nel loro territorio, a oltre otto mila chilometri di distanza, o come avrebbero potuto usare la Pamir vicino alla costa occidentale americana, senza "firmare" il loro atto.
Ricordiamo infine che film Hollywoodiani, come Superman, hanno già ripreso questo tema del sisma nella vicinanze di San Francisco scatenato da esplosioni nucleari sotterranee.

Traduzione di Giuditta liberamente tratta da Arme Sismique

Fonte: http://tuttouno.blogspot.com

martedì 16 giugno 2009

IL RISVEGLIO DELLA TERRA

IN UN ARTICOLO PRECEDENTE SI FACEVA RIFERIMENTO AL POSSIBILE RISVEGLIO DI UN VULCANO COLLOCATO PROPRIO AL DI SOTTO DI MOSCA,MA A GUARDARSI INTORNO PARE PROPRIO CHE NON SIA L'UNICO!!

(1)


12/05/2009: Roma magnitudo 2.1 profondit� 10.6 km
20/04/2009: Albano/Ariccia magnitudo 2.3 profondità 7.0 km
27/03/2009: Albano/Castel Gandolfo magnitudo 2.4 profondità 8.0 km
11/07/2008: Velletri/Rocca di Papa magnitudo 2.1
09/07/2008: Velletri/Rocca di Papa magnitudo 2.3
12/04/2008: Ciampino/Roma magnitudo 2.2
12/04/2008: Ciampino/Roma magnitudo 3.8
19/12/2007: Lanuvio magnitudo 2.2 profondità 10.0 km
04/02/2007: Colonna magnitudo 2.3 profondità 9.0 km
21/01/2007: Poli magnitudo 2.5 profondità ND km
18/03/2006: Colonna/Monte Porzio Catone magnitudo 2.6 profondità 8.2 km
06/03/2006: Cori magnitudo 3.0 profondità 9.1 km
08/01/2006: Monte Porzio Catone magnitudo 2.4 profondità 10.0 km
05/01/2006: Colonna/Monte Compatri/Monte Porzio Catone magnitudo 2.7 profondità 10.4 km
04/01/2006: Monte Porzio Catone magnitudo 2.3 profondità 10.3 km
04/01/2006: Frascati/Monte Porzio Catone magnitudo 2.6 profondità 11.1 km
22/08/2005: Mar Tirreno magnitudo 4.7 profondità 30.0 km
22/03/2005: Ciampino magnitudo 2.3 profondità ND
05/10/2004: San Vito Romano/Olevano Romano magnitudo 3.0 profondità 5.6 km
14/03/2004: Velletri magnitudo 2.3 profondità ND
22/10/2003: Ciampino magnitudo 2.7 profondità ND
27/12/2002: Mar Tirreno magnitudo 3.1 profondità 5.0 km
05/10/2004: Pisoniano magnitudo 3.7 profondità 17.43 km
22/10/2003:Grottaferrata/Marino magnitudo 2.6 profondità ND km
19/12/2001: San Vito Romano magnitudo 3.1 profondità 23.08 km
20/03/2001: Velletri/Lariano magnitudo 2.8 profondità ND km
13/11/2000: Rocca Canterano magnitudo 3.0 profondità 3.99 km
28/06/2000: Marano Equo magnitudo 3.0 profondità 8.63 km
27/06/2000: Cave/Valmontone magnitudo 3.9 profondità 1.77 km
27/06/2000: Rocca Canterano magnitudo 4.1 profondità ND km
11/03/2000: Rocca Canterano magnitudo 4.3 profondità 9.0 km
01/11/1999: Monte Porzio Catone magnitudo 2.2 profondità ND km
16/09/1998:Poli/Tivoli magnitudo 2.8 profondità ND km
06/01/1998:Monti Tiburtini magnitudo III/IV profondità ND km
23/11/1997: Lanuvio/Albano magnitudo III/IV profondità ND km
06/11/1997: Guidonia Montecelio magnitudo 3.7 profondità 24.10 km
09/05/1997: Castelli Romani magnitudo IV/V profondità ND km
31/03/1997: Labico/Lariano magnitudo III/IV profondità ND km
26/07/1996: Roma/Monte Compatri magnitudo III/IV profondità ND km
27/02/1996: Lanuvio magnitudo 2.6 profondità ND km
03/11/1995: Zagarolo magnitudo 3.1 profondità ND km
12/06/1995: Roma magnitudo VI profondità ND km
10/03/1995: Roma magnitudo 3.2 profondità 3.00 km
18/02/1995: San Cesareo/Zagarolo magnitudo 2.1 profondità ND km
18/02/1995: San Cesareo/Zagarolo magnitudo 2.8 profondità ND km
07/09/1994: Colli Albani magnitudo II/III profondità ND km
06/05/1994: Colli Albani magnitudo II/III profondità ND km
26/04/1994: Colli Albani magnitudo 2.2 profondità ND km
19/06/1990: Palombara Sabina/Moricone/Licenza magnitudo 3.1 profondità 1.88 km
17/03/1990: Pomezia magnitudo 3.0 profondità 11.77 km
19/12/1989: Albano magnitudo 3.0 profondità 7.47 km
15/11/1989: Albano magnitudo 3.1 profondità 5.38 km
24/10/1989: Pomezia/Ardea magnitudo 3.0 profondità 6.43 km
23/10/1989: Pomezia magnitudo 3.7 profondità 4.18 km
28/08/1989: Monte Compatri magnitudo 3.1 profondità 7.13 km
23/04/1989: Albano magnitudo 3.0 profondità 4.94 km
11/05/1987: Albano/Aprilia/Roma magnitudo 3.2 profondità 11.53 km
11/04/1987: Lanuvio magnitudo 3.7 profondità 16.82 km
11/04/1987: Cisterna di Latina magnitudo 3.0 profondità 15.60 km
14/03/1987: Lanuvio/Aprilia magnitudo 3.0 profondità 1.12 km
18/05/1983: Rocca Massima magnitudo 3.1 profondità 18.07 km
29/09/1982: Frascati/Monte Porzio Catone magnitudo 3.8 profondità 11.04 km
20/05/1981: Rocca di Papa/Nemi magnitudo 3.0 profondità 1.40 km
09/05/1981: Velletri/Cisterna di Latina magnitudo 3.1 profondità ND km
03/04/1981: Rignano Flaminio magnitudo 3.4 profondità ND km
26/12/1927: Colli Albani magnitudo 5.0
22/10/1919: Anzio magnitudo 5.4
10/04/1911: Frascati magnitudo 3.9
21/02/1906: Albano magnitudo 4.4
11/03/1902: Frascati magnitudo 4.4
24/04/1901: Montelibretti magnitudo 5.2
19/07/1899: Colli Albani magnitudo 5.2
01/11/1895: Castelporziano magnitudo 4.4
12/03/1893: Albano magnitudo 4.2
22/01/1892: Colli Albani magnitudo 4.7
17/01/1886: Albano magnitudo 5.0
07/08/1884: Rocca di Papa magnitudo 4.4
06/02/1884: Albano magnitudo 5.0
02/09/1883: Frascati magnitudo 4.2
16/03/1883: Albano magnitudo 4.7
12/03/1878: Castel San Pietro magnitudo 4.7
16/08/1877: Rocca di Papa magnitudo 4.2
26/10/1876: Palestrina magnitudo 4.7
12/12/1861: Rocca di Papa magnitudo 4.7
29/06/1855: Frascati magnitudo 4.2
17/07/1844: Palestrina magnitudo 4.8
01/06/1829: Colli Albani magnitudo 4.7
22/03/1812: Roma magnitudo 4.7
18/02/1811: Roma magnitudo 4.5
13/07/1810: Albano magnitudo 5.0
26/08/1806: Colli Albani magnitudo 5.6
29/12/1800: Velletri magnitudo 5.0
ND/03/1784: Albano magnitudo 4.4
24/09/1782: Rocca di Papa magnitudo 5.0
25/02/1781: Albano magnitudo 4.2
22/06/1773: Albano magnitudo 4.2
ND/03/1773: Colli Albani magnitudo 4.7
08/06/1754: Rocca di Papa magnitudo 4.4
28/01/1750: Albano magnitudo 4.4
17/09/1748: Frascati magnitudo 4.4
06/06/1577: Velletri magnitudo 4.4
19/01/1484: Monterotondo magnitudo 4.7
02/02/1438: Grottaferrata magnitudo 5.4
17/03/1404: Roma magnitudo 4.1
27/01/1091: Roma magnitudo 5.1
29/04/801: Roma magnitudo 5.4
06/08/618: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/484: Roma magnitudo 5.4
ND/ND/443: Roma magnitudo 5.6
ND/ND/275: Roma magnitudo 4.5
ND/ND/262: Roma magnitudo 4.5
19/10/223: Roma magnitudo 4.3
17/09/223: Roma magnitudo 4.3
09/09/223: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/217: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/191: Roma magnitudo 3.9
ND/ND/51: Roma magnitudo 5.6
ND/ND/15: Roma magnitudo 5.4
ND/04/-56: Colli Albani magnitudo ND
ND/ND/-72: Roma magnitudo 5.4
ND/ND/-83: Roma magnitudo 5.4
ND/09/-179: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/-192: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/-461: Roma magnitudo 4.5

(2)Allarme dei geologi: tra il 1951 e il 1995 il territorio a sud est di Roma si e' alzato di trenta centimetri
Il vulcano nascosto solleva i Colli Albani

Allarme dei geologi: tra il 1951 e il 1995 il territorio a sud est di Roma si e' alzato di trenta centimetri TITOLO: Il vulcano nascosto solleva i Colli Albani.
Cosa sta succedendo al di sotto dei Colli Albani? Tra il 1951 e il 1995 infatti, questi si sono sollevati di circa trenta centimetri. Un ulteriore sollevamento di circa dodici centimetri e' ipotizzabile possa essere avvenuto tra il 1927 e il 1951. Nello stesso periodo si e' verificata una lunga serie di episodi sismici, pur di bassa intensita' , strettamente legati al primo fenomeno. "Tutto cio' puo' essere causato dal sopraggiungere di magma fresco nella crosta superiore . spiegano Alessandro Amato e Claudio Chiarrabba dell' Istituto Nazionale di Geofisica di Roma, in un loro recente articolo apparso su Geophysical Research Letters .. Il tipo di sismicita' e le deformazioni sono simili solo a quelle descritte per vulcani attivi e molto pericolosi. Per questo motivo . spiegano ancora i due geofisici . e' necessario valutare in modo del tutto nuovo il rischio vulcanico della regione". I Colli Albani appartengono a una regione vulcanica dell' Italia centrale la cui attivita' inizio' circa 60 mila anni fa con l' eruzione di un enorme volume di materiale piroclastico a cui segui' la formazione di una caldera. In altre parole cioe' , si formo' un cratere sulla sommita' del vulcano a causa del collasso della parte superiore di quest' ultimo, molto probabilmente per mancanza di materiale nella parte sottostante. L' attivita' vulcanica e' continuata sino a circa 20 30 mila anni fa, quando si formavano numerosi piccoli crateri sui lati occidentali del vulcano. Ai nostri giorni l' attivita' e' ridotta solo a piccoli terremoti e a limitati fenomeni idrotermali. Una piccola eruzione e' stata segnalata nel 290 a.C., ma le fonti storiche danno adito a qualche dubbio. Per quel che riguarda i sismi, si e' notato, prendendo in considerazione quelli registrati dal 1700 a oggi, che ogni 50 70 anni vi e' un incremento notevole del loro numero. Nel nostro secolo il massimo degli episodi e' iniziato attorno al 1980, quando l' attivita' e' aumentata di colpo. All' inizio di questo decennio un nuovo sciame di piccoli terremoti e' stato utilizzato dai ricercatori per definire con precisione le caratteristiche geologiche di cio' che vi e' al di sotto dei Colli Albani. Le onde di energia che i terremoti producono, infatti, vengono riflesse dai vari strati geologici presenti al di sotto della superficie terrestre e, una volta giunte ai sismografi di superficie, permettono di ricostruire le caratteristiche fisiche delle rocce attraversate. I centri dei sismi sono stati localizzati fra tre e sei chilometri di profondita' e sembrano essere quasi tutti causati dal movimento di piccole fratture. L' innalzamento del suolo, invece, e' stato localizzato con precisione tra 12 e 15 chilometri verso sud est da Roma Capannelle. Non si e' potuto stabilire se la deformazione sia lineare nel tempo, con una media di 0,7 centimetri ogni anno, oppure se si manifesta con specifici episodi. Secondo Amato e Chiarrabba tuttavia, la risalita dovrebbe essere legata all' attivita' sismica e quindi dovrebbe essere episodica. Ma da cosa e' causato il rigonfiamento dei Colli Albani? Il modello piu' plausibile vede in un processo magmatico in atto la causa principale. E' molto probabile, infatti, che la camera magmatica ancora in attivita' al di sotto della regione sia iniettata da magma proveniente da maggiori profondita' . L' aumento di pressione che determina tale processo causa un notevole accumulo di energia, che in parte si scarica con i piccoli terremoti che si registrano nel tempo. La camera magmatica dovrebbe essere situata a circa 5 6 chilometri di profondita' e potrebbe contenere diverse centinaia di chilometri cubi di magma. Potra' quest' ultimo raggiungere la superficie in tempi brevi, dando origine a nuove eruzioni vulcaniche? Stando ai dati in loro possesso, i ricercatori dell' Istituto Nazionale di Geofisica non azzardano alcuna previsione, tuttavia sottolineano in modo deciso che la situazione non dovrebbe essere assolutamente sottovalutata.

Bignami Luigi


(3)Mistero in Oregon: Scosse sismiche, ma non c'è nessun Vulcano !
Francis Ferri

C'è un mistero in queste ore da svelare in Oregon, ed è un piccolo grande mistero geologico che sta facendo impazzire gli scienziati. I quali hanno rilevato - stanno rilevando da giorni - nello stato americano attività sismica simile a quella che si verifica prima di un'eruzione vulcanica, ma a lasciare perplessi gli studiosi è il fatto che nella zona non sono presenti vulcani !
Al momento i sismologi brancolano nel buio e non riescono a dare una spiegazione logica all'evento, che potrebbe essere stato causato dal distaccamento di rocce da una faglia presente nella zona, come ha ipotizzato Robert Dziak, studioso di geofisica della National Oceanic and Atmospheric Administration e dell'Oregon State University, anche se un tale evento - almeno di queste proporzioni - non è mai stato registrato.
Negli ultimi dieci giorni sono stati rilevate circa 600 scosse in un raggio di 240 chilometri nella zona a sud di Newport. Le più forti sono state rispettivamente di magnitudo 5,4 e 5.0 sulla scala Richter.

L'inquieta caldera di Yellowstone

Il movimento verso l'alto del pavimento della caldera è stato di circa 7 centimetri all'anno negli ultimi tre anni, cioè con una velocità tripla rispetto a quella misurata a partire dal 1923.
Dalla metà del 2004 il supervulcano di Yellowstone si sta alzando con una velocità record a causa di una enorme massa di roccia fusa che è stata iniettata a circa 10 chilometri di profondità.
È quanto riferiscono in un articolo sulla rivista ?Science? i geofisici dell?Università dello Utah.
"Non ci sono indicazioni del fatto che sia imminente una eruzione vulcanica o una esplosione idrotermale", ha spiegato il sismologo Robert B. Smith, primo autore dello studio e professore di geofisica dell?Università dello Utah.
Molti crateri vulcanici come questo si sollevano e si abbassano in tutto il mondo per decenni senza eruttare."

Il movimento verso l'alto del pavimento della caldera di Yellowstone è stato di circa 7 centimetri all'anno negli ultimi tre anni, cioè con una velocità tripla rispetto a quella osservata e misurata a partire dal 1923", spiegano gli autori.
L'unico dato evidente è che la camera magmatica della crosta si sta riempiendo di roccia fusa - ha commentato Smith - ma non abbiamo idea di quanto a lungo questo processo continuerà e se darà luogo a una eruzione oppure se l'iniezione di roccia fusa si fermerà, determinando un nuovo abbassamento della caldera.


Fonte:
1:http://meteocompatri.altervista.org/terremoti.htm
2:http://archiviostorico.corriere.it/1996/febbraio/11/vulcano_nascosto_solleva_Colli_Albani_co_0_9602118202.shtml
3:http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/L_inquieta_caldera_di_Yellowstone/1316748

mercoledì 10 giugno 2009

VULCANO A MOSCA

Ogni primavera e in estate, quando la terra si riscalda, dopo le gelate invernali qua e là pezzi di strada asfaltata sprofondano sottoterra.
Le Autorità di Mosca non sanno dire qual è la ragione perchè ciò accade ma possono solo fare delle ipotesi, anche se non si dà nulla per certo.
Tuttavia i geologi di Mosca sembrano conoscere la risposta.
"Mosca sorge sulla cima di un antico gigantesco vulcano",spiega uno scienziato, "noi chiamiamo spesso Mosca - la città dei sette colli (come Roma e alcuni anche altre città), ma solo pochi sanno che i sette colli sono effettivamente la collina di un antica struttura vulcanica.
Non importa che non sia attivo per migliaia di anni, ancora ci sono i cosiddetti 'flussi fluidi' di gas dal centro della Terra che arrivano in superficie attraverso i condotti vulcanici antichi,che provocano tremori capaci di rovinare la superficie,le strade e gli edifici di Mosca. ".
Egli ha inoltre ammesso che circa il 15% della superficie della città di Mosca può arrivare sotto la terra.
E c'è ancora una possibilità che il vulcano possa svegliarsi.
"Non sono chiare quali siano le effettive cause per cui alcuni antichi vulcani che non sono stati attivi per migliaia di anni possano risvegliarsi improvvisamente". In questo caso tutta la città sarebbe sepolta.










Fonte:http://www.russia-italia.com/nessuno-sa-nulla-di-un-vulcano-sotto-la-citta-di-mosca-vt8855.html

LA PICCOLA ERA GLACIALE E I VULCANI CHE SCONFISSERO NAPOLEONE BONAPARTE

(1)PICCOLA ERA GLACIALE




La Piccola era glaciale (in inglese Little Ice Age) è un periodo di tempo che va dall'inizio del XIV alla metà del XIX secolo in cui ci fu un brusco abbassamento della temperatura terrestre nell'emisfero settentrionale. Questo periodo fu preceduto da un lungo periodo di temperature relativamente elevate chiamato periodo caldo medioevale.

Dal 1300 si è assistito ad un graduale avanzamento dei ghiacciai fino ad una massima espansione intorno al 1850 quando le temperature hanno iniziato ad aumentare favorendo il ritiro dei ghiacci. Questa fase è attualmente in corso e se non vi sarà un cambiamento entro breve molti ghiacciai spariranno.

In un primo tempo si credette che la piccola era glaciale fosse un fenomeno globale, ma attualmente si tende a dubitarne. Per esempio la ricostruzione delle temperature medie dell'emisfero nord negli ultimi 1000 anni non mostra un pronunciato raffreddamento. Dai dati raccolti sembra che in questo periodo le temperature medie si siano abbassate soltanto di 1° C circa. Il dibattito sull’entità di tale raffreddamento, così come del precedente riscaldamento medioevale, rimane tuttavia ancora aperto e non concluso.

L'emisfero nord

La piccola era glaciale ha causato inverni molto freddi in molte parti del mondo, ma sono documentati dettagliatamente soltanto in Europa ed in America del Nord. Nella metà del XVII secolo i ghiacciai delle Alpi svizzere avanzarono gradualmente inglobando fattorie e distruggendo interi villaggi.

Il fiume Tamigi ed i canali dei fiumi dei Paesi Bassi si congelarono spesso durante l'inverno e la gente pattinò e perfino tenne fiere sul ghiaccio. Nell'inverno del 1780 il porto di New York ghiacciò, consentendo alle persone di camminare da Manhattan a Staten Island. Il mare ghiacciato circondante l'Islanda si estese per molti chilometri in tutte le direzioni impedendo l'accesso navale ai porti dell'isola. Così anche in Groenlandia. In entrambe le nazioni le navi commerciali dalla Danimarca non riuscivano a penetrare nella terra. Questo fece sì che la Danimarca cominciò a dimenticare anche l'esistenza delle due isole. Si hanno riferimenti del 1500 di una spedizione danese che trovò la Groenlandia completamente disabitata. In particolar modo, viene ricordato l'Inverno 1709 che, secondo gli esperti, è considerato il più freddo degli ultimi 500 anni per il continente Europeo.

Gli inverni più rigidi ebbero effetti sulla vita umana in larga e piccola misura. Le carestie divennero più frequenti (quella del 1315 uccise 1,5 milioni di persone) e le morti per le malattie aumentarono. La piccola era glaciale è visibile nelle opere d'arte dell'epoca, per esempio la neve domina molti paesaggi del pittore fiammingo Pieter Brueghel il giovane, vissuto tra il 1564 ed il 1638.

Cause
Gli scienziati hanno identificato due possibili cause principali per la piccola era glaciale: la diminuzione dell'attività solare e l'aumento dell'attività vulcanica. Tuttavia, mancando degli elementi certi ed assoluti, vi sono molte altre ipotesi che tentano di spiegarne le cause.
Ci sono numerosi indizi - che proprio in questi ultimi anni stanno emergendo in ambito scientifico - di come un'ulteriore causa della piccola era glaciale (e delle ere glaciali in genere) possa essere rappresentata dal rallentamento della Corrente del Golfo e delle altre correnti oceaniche. Questa corrente contribuisce infatti al clima temperato delle nostre latitudini; sembra che nei periodi di totale glaciazione del pianeta tutte le correnti oceaniche si fossero arrestate dando luogo alle ere glaciali vere e proprie, mentre la piccola era glaciale potrebbe essere stata provocata solo da un temporaneo rallentamento della Corrente del Golfo, unita ad una diminuzione dell'attività solare. Non è ancora noto se questi fenomeni siano interconnessi.

È necessario ribadire che, ad oggi, non si conoscono le vere cause della Piccola Era Glaciale. Le ipotesi esposte in questo articolo sono realistiche, ma nessuna di esse ha mai trovato la consacrazione definitiva presso la comunità scientifica. Questa precisazione è molto importante, infatti recentemente si parla di un nuovo possibile rallentamento della Corrente del Golfo che potrebbe influenzare il clima entro un periodo relativamente breve.


L'attività solare
Nel periodo compreso tra il 1645 ed il 1715, proprio nell'intervallo centrale della piccola era glaciale, le macchie solari rilevate furono insolitamente poche, con alcuni anni senza la rilevazione di nessuna macchia (l'osservazione delle macchie solari e la loro catalogazione iniziò intorno al 1610, qualche anno dopo l'invenzione del telescopio). Questo periodo di poche macchie solari è conosciuto anche come minimo di Maunder e combaciò con il periodo più rigido durante la piccola era glaciale. Bisogna dire che attualmente non è noto nessun collegamento diretto tra basso numero di macchie solari e basse temperature terrestri, ma questa coincidenza suggerisce che tale collegamento ci possa essere. Altri indicatori di una bassa attività solare in questo periodo sono rappresentati dai livelli di carbonio-14 e di berillio-10. Recenti studi effettuati studiando carotaggi di ghiaccio prelevati in Groenlandia hanno determinato i minimi di Maunder degli ultimi 1000 anni studiando l'isotopo di berillio; questo è creato dall'interazione dei raggi cosmici con il ghiaccio. Questi studi suggeriscono che le variazioni dell'attività solare influenzino in qualche modo il clima terrestre provocandone riscaldamenti e raffreddamenti. Come risultato ulteriore questi dati mostrano che il sole non è mai stato così attivo nell'ultimo millennio come negli ultimi 60 anni.

Attività vulcanica

Durante la piccola era glaciale il mondo ha sperimentato un aumento dell'attività vulcanica. Quando un vulcano erutta, le sue ceneri raggiungono le parti alte dell'atmosfera e da qui si espandono per tutta la Terra. Queste nuvole di ceneri possono bloccare parte delle radiazioni solari, causando di conseguenza un raffreddamento del clima che può protrarsi fino a due anni dall'eruzione. Le eruzioni emettono anche zolfo sotto forma di gas SO2. Quando questo gas raggiunge la stratosfera si trasforma in particelle di acido solforico che riflettono i raggi solari, aumentando così la riduzione di radiazioni solari che raggiungono il suolo terrestre.
L'eruzione nel 1815 del vulcano Tambora in Indonesia imbiancò l'atmosfera con le sue ceneri; l'anno seguente, il 1816, è conosciuto come l'anno senza estate: gelo e neve furono segnalati in giugno ed in luglio sia nella Nuova Inghilterra che nel nord Europa.


Fine della piccola era glaciale
La piccola era glaciale si è conclusa intorno al 1850, quando il clima terrestre ha iniziato gradualmente a riscaldarsi. Un'evidente testimonianza dell'incremento della temperatura durante gli ultimi 150 anni è costituito dall'impressionante arretramento delle lingue glaciali in pressoché tutti i ghiacciai del mondo.

Un esempio spettacolare di questo fenomeno è visibile nell'alta valle del Rodano:




Il ghiacciaio del Rodano un secolo fa (1890-1900)



L'area del ghiacciaio del Rodano oggi (2004)



ALTRI ARTICOLI RIGUARDANTI LA PICCOLA ERA GLACIALE:

(2)Piccola Era Glaciale: L'inverno del 1814: l'ultima gelata del Tamigi

Numerosi sono stati gli inverni rigidissimi che hanno colpito la Capitale, sia nel XIX Secolo, che nel XX Secolo, tuttavia le temperature non sono più scese a tale punto, e così a lungo, da permettere l'organizzazione di "Fiere del Ghiaccio" sulla superficie gelata del Tamigi!
Sono anche cambiate le condizioni al contorno: il cuore di Londra è infatti diventato sempre più caldo, con la crescita della città, abbiamo sul fiume l'immissione di scarichi industriali che ne riscaldano le acque, e, soprattutto, i ponti sul Tamigi sono adesso a pochissime arcate, favorendo lo scorrimento del fiume.
Mentre, un tempo, il London Bridge aveva almeno 15 arcate, ostacolando lo scorrimento del Tamigi e favorendone così il ghiacciamento delle acque nel caso di episodi di freddo intenso.
Comunque, tornando al 1814, il gelo iniziò il 27 di Dicembre, con tutto il suo rigore, tanto che, in Gennaio, non superarono i 37°F (approssimativamente i +3°C), a Richmond, nel Surrey, con temperature che scesero al di sotto dello zero dal 27 Dicembre al 4 Febbraio, per quaranta giorni consecutivi.
Grandi masse di ghiaccio, alla fine di Gennaio, bloccarono il fiume nel tratto tra il Ponte dei Frati Neri ed il London Bridge, tanto che, il 1° di Febbraio, tanta gente iniziò ad "invadere" il fiume, costruendovi sopra l'ultima di una lunga serie di "Fiere del Ghiaccio" che ebbero inizio alla metà del Cinquecento, e che proseguirono nei due Secoli successivi.
Nel Seicento il Tamigi gelava approssimativamente in media ogni 7 anni, ed ogni 14 anni circa in modo tale da sostenere il peso di persone, animali, carri, ed era così in grado di permettere il verificarsi della "Fiera del ghiaccio" sul Fiume.
Venivano aperti veri e propri negozi, di barbiere, di macellaio, ecc, ed avevano luogo divertimenti vari, come piste di pattinaggio, caccia alla volpe, e così via.
Negli episodi più celebri, come quello dell'Inverno 1683-84, si costruiva una vera e propria piccola città, con vie e negozi sopra il fiume.
Come detto, l'ultima volta accadde due secoli fa, dopo il 1814, malgrado diversi inverni molto rigidi (come nel 1829-30, nel 1895, nel 1963), il fenomeno non si è ripetuto, anche per i motivi elencati all'inizio dell'articolo.


Marco Rossi


(3)Piccola Era Glaciale: La terribile carestia del 1764 a Casalciprano (Campobasso)

Dagli archivi storici un interessante documento sulla terribile carestia che ci fu a cavallo tra il 1763-64 ( una replica ci fu nel 1816 ), quando si cita in modo esplicito l'assoluta mancanza di neve per tutta quella stagione invernale.
Importante ricordare che tale periodo rientra nella famosa "Piccola Era Glaciale" che ebbe il suo apice di espansione nel 1850.
"terribile fu la carestia del 1764 anche a Casalciprano, e l'arciprete del tempo D. Tommaso Perna così ne fa la descrizione in uno dei libri parrocchiali: "Avviso che si dà ai nostri successori sulla carestia insoffribile patita nel 1763 in 64, affinché spesso la manifestassero ai Figliani nei discorsi parrocchiali per ritirarli dalla strada del peccato a quella della virtù, giacché è verissimo che propter peccata venient adversa, e Dio non essendo corrisposto con la vocazione delle prosperità in questa valle di lacrime, affinché l'uomo non abbia di chi lamentarsi sarà nel giudizio finale.
E voi, o miei cari successori, nel pubblicarlo farete in carità pregare Dio per me ed io lo pregherò per voi, se sarò in luogo di salvezza, come spero. Essendo uscito dallo scorso anno 1764, in cui abbiamo sperimentato, a proprie spese, come la Divina Giustizia, da peccatori offesa, se farsi conoscere, quando sa punire in questa valle di miserie qualora gli uomini vogliono essere ostinati nelle loro iniquità e trasgrediscono la sua legge, voglio per salutifero ricordo narrare brevemente le angustie in cui si è trovato non solo questo mio popolo di Casalciprano, ma tutta la Diodesi, anzi le provincie di tutto questo Regno, e punto non erro se dico quasi il mondo, per la carestia sofferta per un intero anno incominciato e terminato fra il 1763 in 64, avendo voluto che verificato si fosse quella sua terribile minaccia che nel salmo 88 ci fa per bocca del
Profeta: "Si iustitias meas profanaverint et mandata mea non custodierint, visitabo in virga iniquitates sua; et in verberibus peccata eorum.
Sicché scorgendo che ai nostri tempi ugualmente che a quelli antidiluviani omnis caro corrupevat viam suam, destinò un diluvio di miserie nella Terra. Questo nostro Regno che se ha vantato per favore della Divina Provvidenza l'abbondanza di tutti i viveri, in detti tempi ha sofferta la scarsezza totale dei medesimi.
Avvegnacchè il grano giunse al prezzo di ducati 6 al tomolo (cosa mai intesa dai nostri vecchi) se era di qualche buona condizione, e quello di qualsivoglia
qualità a ducati 5; il granodindia, orzo e spelta a ducati quattro e mezzo e anche cinque, i legumi allo stesso prezzo. Il vino a grani 3 la caraffa, l'olio a carlini 3 lo staio ed anche a grani 34 e 35; il lardo a carlini 12 e più la decina, le galline a carlini due l'una, li pollastri a grani 10 l'uno, l'ova a un grano e talvolta a mezza cinquina l'uno.
Fu totale la scarsezza di pesci, di frutta e di ghiande ed anche di neve, la verdura non comparve sulla terra, neppure la campestre e quel che non mangiano i bruti, furono cibi desiderati dagli uomini.
Si mangiano carni più abominevoli e che non sono in uso, dei cani, dei gatti, asini e più anche serpi. Le ossa di qualsivoglia sorte si raccoglievano nei luoghi sporchi dai poveri famelici, si bruciavano nel fuoco, si rodevano coi denti le parti abbrustolite e servivano per cibi.
Entravano nelle stalle dove erano cavalli, scioglievano di questi lo sterco e sceglievano grani di orzo e se li mangiavano, siccome con somma mia afflizione osserva con i propri occhi nell'amministrare i SS.
Sacramenti e nell'assistenza ai moribondi. Per l'insoffribile fame, anche le persone onestissime cedevano al proprio onore, a cui non avrebbero mancato prima per qualsiasi tesoro"

Pasqualino Battista

(4)Piccola Era Glaciale: L'inverno 1683-84: il più rigido che si ricordi in Inghilterra

Una vasta cellula anticiclonica estesa dalla Russia fino all'Atlantico, con relativa zona di bassa pressione sul centro sud italiano, determinò un'intensa ondata di gelo sul nostro Continente, ma furono le Isole Britanniche a sperimentare le temperature più discostanti dalla norma stagionale.

Nel Somerset, sud dell'Inghilterra, il grande gelo e la mancanza di neve al suolo, fecero sì che il terreno gelò fino ad una profondità di addirittura un metro.

Masse di ghiaccio vennero segnalate fino a 5 km al largo delle coste Francesi ed Inglesi sul Canale della Manica, e fino a 40 km al largo delle coste olandesi sul Mare del Nord.

Ma l'evento, in Inghilterra, divenne presto l'occasione per una grande festa.

Venne effettuata, infatti, la più lunga e duratura "Fiera dei ghiacci" sopra il Tamigi gelato.

Dopo un inizio di Dicembre rigidissimo, infatti, il giorno 19 del mese ci sono i primi tentativi di attraversamento del fiume a piedi.

Durante la settimana dal 23 Dicembre, fino al 1° Gennaio, il ghiaccio si consolida ulteriormente, ed a questo evento segue un mese rigidissimo, tanto da causare la chiusura di diversi porti lungo le di Dover, a causa della formazione di piccoli Icebergs nel mare in prossimità delle coste.

In Inghilterra morirono anche numerosi pesci, uccelli, tutte le piante esotiche importate.

Ogni genere di sport e di divertimento venne organizzato sopra il fiume, e numerosi negozi furono eretti per la vendita di birra, brandy, ed altri generi, alimentari e non.

Il ghiaccio sul Tamigi divenne così spesso da poter essere attraversato tranquillamente da carri e carrozze.

Si costruì addirittura una strada, sul fiume, circondata da negozi, e denominata "Freezland Street".

Ma l'inverno fu rigidissimo anche nel resto del Continente Europeo.

Gelò la Laguna Veneta, ed il gelo in Italia durò per ben due mesi e dieci giorni.

Grosse nevicate avvolsero la Francia, l'inverno fu severissimo anche in Spagna.

Il Lago di Costanza gelò completamente, tanto da sostenere il passaggio di carrozze, e così accadde a tutti i laghi della Svizzera.

Po ed Arno ghiacciarono, la neve nelle pianure marchigiane venne segnalata fino a dopo Pasqua.

16 settimane di nevicate e di freddo imperversarono sulla nostra Penisola, e la neve a Roma fu talmente abbondante da trasformare il Colosseo in una gigantesca pista di pattinaggio su ghiaccio.

Banchi di ghiaccio marino vennero segnalati anche sull'Adriatico settentrionale.


Marco Rossi

(5)Piccola Era Glaciale: Cambiamenti climatici ed eruzioni vulcaniche

Le eruzioni vulcaniche sono in grado di scatenare cambiamenti climatici enormi ed in tempi brevi con un'efficacia che non ha pari in natura.

In pochi mesi possono abbassare le temperature atmosferiche dell'intero globo, scatenando siccità od inondazioni e memorabili ondate di freddo.

La più intensa eruzione vulcanica degli ultimi mille anni si è verificata nel 1815, quando esplose il vulcano Tambora, in Indonesia. Gli anni seguenti furono segnati dalle carestie. Il 1816 sarà ricordato come "l'anno senza estate" nell'emisfero settentrionale, perchè nei mesi estivi sia in Europa che nell'America del nord si verificarono continue alluvioni e le temperature furono così basse e le precipitazioni talmente abbondanti, che in vaste zone il grano non maturò causando gravi carestie.

Nel mio paese, in quegli anni visse una poetessa, Caterina Percoto, che molto scrisse della vita quotidiana di quell'epoca.
Al l'anno successivo al 1816 (il 1817), a causa della carestia derivante dalla disastrosa precedente estate, dedicò un racconto, il cui titolo fa ben capire quali negative conseguenze ebbe l'eruzione del Tambora, avvenuta in effetti quasi nella parte opposta del pianeta rispetto all'Italia. Il racconto si intitola "l'anno della fame".

Di quel racconto, riporto un brano che parla delle condizioni dei contadini nel Friuli dell'epoca: "nudrivansi di radici di erbe selvatiche raccolte nei prati, e, se veniva lor fatto trovare in qualche recesso una covata di piantaggine ("Plantain") ancora verde, se la mangiavano allessata così senza sale e senza condimento di sorta. Macinavano i torsi del cinquantino, e quella sterile e scheggiosa farina mescevano a poche di buona, e ne facevano un arido pane insalubre, senza sapore, e piuttosto inganno alla fame che verace nutrimento. Vicino al villaggio fu seminato un campicello a fave; se ne accorsero i meschini che pativano la fame, e tosto a disseppellire, e colle unghie le razzolavano fuori, e in poco di ora fu voltata sottosopra ".

Ma le cronache di quegli anni sono ricolme di episodi legati all'estrema povertà della popolazione.

Riporto due esempi che a mio modo di vedere illustrano bene la situazione.

Una testimonianza, tratta dalle cronache di uno storico di Cervignano del Friuli:
"Si uccisero buoi, asini, cavalli, cani e gatti per sfamarsi, specie in aprile e maggio. In. autunno erano poche le famiglie che avevano bestie per il lavoro della terra. Alcune famiglie cedettero case e campi interi per poche staia di grano e fecero affaroni quelli che ne avevano in serbo".

Infine, una notizia tratta dalle note storiche del comune di Rovigo:
"anno infausto che sarà ricordato a Rovigno come l'anno della fame e della carestia. Il rovignese Filippo Ferrara viene impiccato per aver rapinato una donna di un pò di frumento che, per l'estrema fame, aveva avidamente mangiato a manate ".
Consideriamo ora alcuni dati climatici. Esiste una serie storica di dati meteorologici di Udine che comprende anche quell'anno.

Nel periodo che va dal 1803 al 1842, proprio l'estate del 1816 fu la più piovosa: nei mesi di giungo, luglio ed agosto caddero 777,6 mm di pioggia, mentre la media per quei tre mesi prevede un totale di 465 mm. Non solo, il 1816 nel complesso fu il terzo anno per ammontare di precipitazioni. Ovviamente l'estate fu eccezionale anche dal punto di vista termico, essendo la più fredda del periodo con una temperatura inferiore di 1,7 c° rispetto alla media climatica.

Questi dati trovano conferma, come già abbiamo riportato, in molte località dell'Europa e dell'America settentrionale.

Conosciamo gli effetti anche di un'altra grande eruzione. Nel 1783 il Laki, un vulcano islandese, eruttò per ben 8 mesi. Nel complesso l'eruzione non raggiunse i livelli del Tambora, ma fu geograficamente molto più vicina all'Italia rispetto al vulcano indonesiano e gli effetti non si fecero attendere. L'inverno del 1784 fu tremendo, uno dei più duri che si ricordino in Europa.

Torniamo ai dati di Udine, che non lasciano dubbi sull'impatto dell'eruzione.

Su 171 anni presi in considerazione, il 1784 risulta nettamente il più nevoso, caddero ben 166,4 centimetri di neve.

Non solo, ma sempre per quantità di neve caduta, troviamo il 1785 al terzo posto, il 1786 all'ottavo posto, il 1787 all'undicesimo posto ed il 1789 al tredicesimo posto. Ben cinque anni fra i sei anni che vanno dal 1784 al 1789 sono fra i primi tredici anni della serie, la firma del vulcano è inequivocabile, come inequivocabile è la testimonianza del famoso scienziato Benjamin Franklin che in quel periodo si trovava a Parigi e descrisse la permanente presenza di una nebbia scura, differente dalla tipica e normale nebbia umida che scompare sotto i raggi del sole: questa era secca e non veniva dissipata dalla luce solare. La stessa luce solare giungeva a terra estremamente debole ed anche in estate faticava a produrre ombre e non era in grado di scaldare il terreno.

Innumerevoli sono gli esempi degli effetti negativi delle eruzioni, ma probabilmente la più importante per la storia per l'uomo è anche una delle meno conosciute.

Infatti nel 535 dopo Cristo, probabilmente ci fu una gigantesca eruzione nel sud-est asiatico, talmente intensa da contribuire agli eventi che cambiarono la storia dell'uomo introducendo il medioevo. Affronteremo le conseguenze climatiche di questo evento nel prossimo articolo.

Paolo Zamparutti

(6) Piccola Era Glaciale: 1816: l'anno senza estate nel New England
L'inverno che precedette l'anno senza estate, quello del 1815-1816, fu gelido e nevoso ma ciò è quanto di più normale per le regioni del Quebec e del New England, abituate a stagioni invernali molto dure e prolungate. Alla fine di marzo, come di regola, la morsa del ghiaccio cominciò ad allentare la presa sui laghi e sui fiumi e la neve fu sostituita da pioggia e nebbia. Anche aprile fece il suo dovere, con giornate assolate e luminose che permisero l'arrivo di milioni di uccelli migratori e che favorirono l'esplosione dei germogli e del verde dei boschi.

In seguito però le cose cominciarono ad andare storte... La gente si accorgeva che la bella stagione proseguiva più lentamente di quanto avesse mai fatto a memoria d'uomo. Ma pochi erano allarmati da un aprile sempre più freddo, perché nel New England non è escluso che nevichi anche in pieno maggio! A maggio però il freddo fuori stagione divenne il principale argomento di conversazione in quelle terre popolate per lo più da agricoltori ed allevatori. Gli anziani della regione ricordavano comunque altre annate in cui, seppur molto in ritardo, l'estate era poi arrivata.

Eppure, con l'inizio di giugno fu chiaro a tutti che quell'annata sarebbe stata diversa da tutte quelle precedenti: dopo alcuni giorni con temperature massime che raggiungevano anche i +27°C, mercoledì 5 giugno 1816 un tempestoso vento freddo proveniente dalla Baia di Hudson cominciò a spazzare tutto il Quebec ed il New England. Piogge torrenziali e venti tesi sferzarono la regione fino alla notte successiva ed il mattino seguente i termometri di molte località segnavano +4°C. La temperatura scendeva senza tregua e così cominciò a cadere la neve! A Bennington, Vermont, i fiocchi bianchi scesero dall'alba fino a metà pomeriggio. La tempesta si placò entro sera ma a quel punto Quebec City era sotto una coltre bianca spessa 30 cm., coltre che raggiungeva i 15 cm. in gran parte del New England!

Giorno dopo giorno il tempo invernale non dava segni di cedimento, anzi peggiorava. I termometri non superarono mai i +8°C e molti restarono fermi su -1°C. I teneri germogli non sopravvissero al gelo fuori stagione e tutto il New England sembrava ora bruciato da un devastante incendio.

La gente si allarmò particolarmente in luglio ed agosto, vedendo che le temperature all'inizio del giorno erano ancora sui +4°C. Alcuni giorni prima di settembre le minime scesero nuovamente sottozero. Per tutta quell'estate gelo e neve falciarono a più riprese le colture che i contadini si affrettavano a piantare durante gli effimeri e brevi miglioramenti del tempo. Dalla metà di settembre del 1816 giunse infine un freddo micidiale che pose fine ad ogni speranza. L'inverno che seguì fu particolarmente rigido e i contadini se la cavarono a stento, sopravvivendo con le scorte delle annate precedenti. Ma poi per fortuna la primavera e l'estate del 1817 si presentarono normali così come quelle seguenti.Ma il terrore che simili bizzarrie stagionali potessero ripresentarsi restò a lungo impresso tra la popolazione del New England.

Le cause che portarono all'"anno senza estate" vanno ricercate nelle gigantesche eruzioni vulcaniche avvenute negli anni precedenti, che avevano accumulato nell'atmosfera superiore immense quantità di polveri. A queste eruzioni si sommò quella del vulcano Tambora, nell'Isola di Giava, avvenuta nel 1815. La spessa coltre di polveri rese meno incisiva la radiazione solare e tale azione si sommò alle condizioni atmosferiche particolarmente avverse che imperversavano all'inizio dell'estate sulla zona del San Lorenzo e del New England, dando vita a questo fenomeno forse irripetibile.

Francesco Silenzi




(7)VESUVIO, SOUFRIERE, AWU, MAYON, TAMBORA: I VULCANI CHE SCONFISSERO NAPOLEONE




TAMBORA



SOUFRIERE HILLS



MAYON





AWU



VESUVIO




Le ultime campagne militari di Napoleone Bonaparte, dalla disastrosa campagna di Russia del 1812 alla sconfitta di Waterloo nel 1815, vennero fortemente condizionate dalle pessime condizioni meteorologiche.
Queste tuttavia vennero precedute da eruzioni vulcaniche di notevole entità che liberarono nell'atmosfera grandi quantità di gas e pulviscolo.
Quale ruolo ebbero sulle condizioni meteorologiche e sulle sconfitte militari di Napoleone ?
Gli storici hanno fatto notare come dal punto di vista militare nella campagna di Russia del 1812 non mancarono errori strategici: il fatto stesso di inseguire a marce forzate l'esercito russo in ritirata fino a Mosca in un vastissimo territorio fu già di per sè un errore militare, in primo luogo per la difficoltà di mantenere i collegamenti con le retrovie.
Ma come fece notare lo stesso Napoleone, il protagonista principale del disastro si rivelò il terribile gelo arrivato in forte anticipo sul calendario.
Anche tenendo conto del fatto che il clima generale del nostro pianeta in quel periodo storico era tendenzialmente più freddo, si trattò solo di una eccezionale congiuntura climatica, o vi furono altri motivi ? Dobbiamo fare un passo indietro e vedere cos'era accaduto a partire dal 27 aprile del medesimo anno 1812 in due lontane isole tropicali.

L'isola di St. Vincent, un po' più a nord delle coste del Venezuela, è oggi uno dei tanti paradisi tropicali del Mar dei Caraibi ed è frequentata soprattutto dal turismo d'elite.
Oggi politicamente indipendente, al tempo di Napoleone costituisce invece una colonia inglese dove gli schiavi neri lavorano nelle piantagioni di caffè e cacao. Mappa del vulcano Soufriere Le piante crescono bene, non solo perchè scaldate dal sole dei tropici, ma anche grazie al suolo dell'isola che è di origine vulcanica.
La sua cima più alta, il Soufriere (1234 m.) è infatti un vulcano sonnacchioso che periodicamente si risveglia con potenti e pericolose eruzioni. Il 27 aprile 1812, mentre Napoleone è tutto impegnato nei preparativi per la campagna contro lo zar, il vulcano viene scosso da un'improvvisa esplosione, e come nella classica eruzione di Pompei, emette una tale quantità di ceneri e gas da distruggere buona parte delle piantagioni. Le stime degli studiosi parlano di 550.000 Km3 di emissioni tra gas, ceneri e polveri la maggior parte dei quali rimangono sospesi nell'atmosfera per poi venir diffusi dalle correnti aeree un po' su tutto l'emisfero settentrionale.
Qualche mese dopo, il 6 agosto, mentre l'Armata napoleonica insegue l'esercito russo alla volta di Mosca, da tutt'altra parte del mondo, sull'isola maggiore dell'arcipelago delle Sangihe in Indonesia, un altro vulcano, l' Awu si risveglia anch'esso con una potente eruzione, brucia tutto quanto intorno a sè con una nube ardente uccidendo anche 953 persone, e a sua volta libera nell'atmosfera, ceneri, polveri e una gran quantità di gas (anche qui per un totale 550.000 Km3). Anche in questo caso, sia i gas che le polveri sottili rimangono in sospensione nell'atmosfera e vengono anch'esse sparpagliate ai quattro angoli del globo, sommandosi a quelle del Soufriere.
E' ormai assodato che le emissioni vulcaniche, in particolare quelle esplosive, sono in grado di modificare il clima provocando un certo calo nelle temperature medie in misura proporzionale alla quantità di gas e polveri che liberano, anche se limitatamente ad una durata di tempo pari a due o tre anni.
I meccanismi responsabili di tale fenomeno sono sostanzialmente due.
Il primo è il velo di pulviscolo sottile che filtra i raggi solari riducendone la quantità e l'intensità che giunge negli strati bassi dell'atmosfera, sul suolo e sui mari, diminuendone quindi il riscaldamento da parte del Sole.
Il secondo fa entrare in causa l'anidride solforosa (SO2), emessa anch'essa in gran quantità dai vulcani, che combinandosi con le molecole d'acqua dell'umidità atmosferica si trasforma in acido solforico. Le molecole di quest'ultimo sospese nell'aria respingono anch'esse la luce solare verso lo spazio esterno, anche in condizioni di cielo sereno, e dunque contribuiscono a ridurre il riscaldamento della Terra. In più il pulviscolo vulcanico in sospensione nelle nubi è in grado di incrementare sia le precipitazioni piovose che quelle nevose in quanto sia le gocce di pioggia che i fiocchi di neve hanno necessità di trovare un nucleo di polvere per aggregarsi e formarsi.
Sulla base delle ricerche effettuate dai climatologi in questi ultimi decenni, ad esempio in occasione della gigantesca eruzione del Pinatubo nel giugno del 1991, è stato appurato che già dopo tre mesi dall'eruzione le emissioni vengono diffuse dalle correnti atmosferiche in ogni parte dell'emisfero (e normalmente solo in un emisfero, nord o sud, quello a cui appartiene il vulcano in questione), mentre all'incirca dopo 300 giorni/un anno si verifica la concentrazione maggiore di elementi vulcanici in maniera omogenea su tutta la superficie emisferica, con i relativi e proporzionali effetti sul clima. Dal momento che il Soufriere eruttò alla fine di aprile, tutto fa pensare che proprio verso la fine di luglio/inizio agosto del 1812 abbia cominciato a produrre i suoi effetti climatici sull'intero emisfero nord, Russia compresa, proprio nei giorni in cui l'Awu eruttava a sua volta. Con lo stesso intervallo di tempo nei primi giorni di novembre dovrebbero Mappa dei vulcani Awu, Mayon e Tambora essersi sommate le emissioni dell'Awu a quelle del Soufriere, queste ultime per di più notevolmente incrementate essendo trascorsi più di sei mesi dall'eruzione del vulcano caraibico. In effetti come abbiamo visto più sopra nella descrizione della ritirata, ad un agosto tutt'altro che estivo seguì un settembre pre-invernale nel quale oltre a continue piogge fredde cadde anche del nevischio. A metà ottobre con la caduta della prima neve (il 14) giunse praticamente l'inverno con due mesi di anticipo, mentre il 5 ed il 6 di novembre – cioè esattamente tre mesi dopo l'eruzione dell'Awu – la temperatura scese a 20-22 gradi sotto zero, per poi raggiungere anche i -31 alla fine dello stesso mese. E questi forti cali nelle temperature non furono un'esclusiva del territorio russo, ma coinvolsero anche le altre regioni europee. A partire proprio dal 1812 per continuare poi anche negli anni successivi, in Francia e altrove, sia le primavere che le estati furono fredde, i frutti della terra ebbero difficoltà a maturare, e le vendemmie vennero effettuate in ritardo. Anche i ghiacciai alpini subirono un'avanzata (Le Roy Ladurie, 1982, p. 63).
E' lecito dunque ipotizzare che le emissioni vulcaniche del Soufriere e dell'Awu possano da sole rendere conto del clima polare durante quella disastrosa campagna di Russia ? Se esse non dovessero sembrare sufficienti si potrebbe aggiungere – a puro titolo di cronaca – che nei primissimi giorni di quel vulcanico anno 1812 (tra il 1 e il 4 gennaio per la precisione) si era fatto sentire anche il Vesuvio con una eruzione mista, effusiva ed esplosiva, che se è vero che non ebbe certo la potenza di quella degli altri due vulcani, tuttavia non mancò di liberare nell'atmosfera la sua brava dose di emissioni, cominciando così a preannunciare l'“aria cattiva” di quell'anno. Inoltre, proprio nel giorno in cui Napoleone invase la Russia, il 24 giugno, ebbe termine una lunga eruzione dell'Etna - esclusivamente effusiva, con semplice emissione di lava - iniziata il 27 ottobre del 1811.

Le emissioni del Soufriere e dell'Awu rimasero in circolo nell'atmosfera terrestre anche nel successivo anno 1813 influenzando, con condizioni meteorologiche di abbondante pioggia, anche la campagna di Napoleone in Germania, rallentando gli spostamenti delle sue truppe e intralciando il traino dei cannoni che si impantanavano nel fango. Tuttavia poichè tali difficoltà coinvolgevano ugualmente anche i suoi avversari, in realtà la sconfitta da lui subita a Lipsia ed il progressivo arretramento dell'esercito francese fino in Francia si dovettero più che al maltempo, alla superiorità numerica di Russi, Svedesi, Tedeschi e Austriaci e, come già detto, alla loro nuova strategia di attaccare e sconfiggere i suoi corpi d'armata isolati, sfuggendo nel contempo a Napoleone stesso quando questi si avvicinava.
Mentre l'imperatore dei francesi aveva il suo bel da fare per difendersi dagli eserciti avversari che ormai premevano ai confini della Francia, alla fine del 1813 (tra il 25 ed il 27 dicembre) l'irrequieto Vesuvio rovinò il Natale ai napoletani prorompendo con una forte esplosione in una ennesima eruzione. Una parte del cono vulcanico addirittura crollò, una certa quantità di ceneri vennero scagliate fino a Napoli ed Ischia, e almeno 75.000 Km3 di emissioni vennero liberate in aria. Poco più di un mese dopo, nella notte tra il 31 gennaio ed il 1 febbraio 1814 un altro vulcano addormentato, il Mayon nelle Filippine, improvvisamente si risvegliò con tutta la sua potenza distruttiva. Fra lampi e bagliori infuocati un'enorme colonna di polveri e gas velenosi si innalzò verso l'alto, per poi ricadere alle pendici del cono bruciando e avvelenando ogni cosa al suo passaggio. Almeno 1200 persone morirono a causa dell'eruzione, mentre la quantità di emissioni liberate nell'atmosfera fu all'incirca uguale a quelle sprigionatisi dal Soufriere e dall'Awu, cioè 500.000 Km3. Quando dunque le emissioni di questi due ultimi vulcani si andavano esaurendo insieme ai loro effetti sul clima, quelle del Vesuvio e del Mayon subentrarono a loro volta, rimanendo in sospensione non solo per tutto l'anno 1814 (durante la permanenza di Napoleone sull'isola d'Elba), ma anche nel successivo 1815, allorchè si sommarono con quelle prodotte dalla più colossale eruzione della storia umana: quella del Tambora.
il 7 aprile la tranquilla isola indonesiana di Sumbawa venne sconvolta da un evento geologico di inaudita violenza. Il vulcano Tambora improvvisamente si risvegliò con una immane esplosione che disintegrò ben 1400 metri della sua struttura montuosa, liberando in aria nell'arco di cinque giorni – dal 7 al 12 aprile – non solo una quantità di gas pari a 200 milioni di tonnellate, ma soprattutto una enorme quantità di polveri e ceneri: tra i 100 ed i 300 chilometri cubici, secondo differenti calcoli. Quantità così gigantesche di emissioni furono sufficienti non solo per provocare decine di migliaia di vittime, ma anche per modificare già in breve tempo l'atmosfera ed il clima soprattutto dell'emisfero settentrionale, riducendo il passaggio e l'assorbimento della luce solare e favorendo le precipitazioni. Per dare un'idea, l'anno successivo, il 1816, è stato definito dai climatologi “l'anno senza estate” in quanto nel corso della primavera, ma in maniera sorprendente anche in estate, si ebbero gelate e precipitazioni nevose, alternate a periodi più miti ma per nulla caldi. L'inverno che ne seguì fu rigidissimo, tanto nel nord degli Stati Uniti, quanto in Europa. Persino il regolare ritmo dei monsoni nell'Oceano Indiano venne sconvolto, ed anche la Cina subì disastrose alluvioni. L'agricoltura ne soffrì moltissimo, e si ebbero gravi carestie sia in America che in Europa.
In quella tarda primavera del 1815 comunque, i gas e le polveri del Tambora, unite a quelle del Vesuvio e del Mayon, provocarono un aumento sostanzioso delle precipitazioni piovose, anche nella zona di Bruxelles, dove tra il 16 ed il 18 giugno si svolsero le ultime operazioni militari di Napoleone, a Quatre-Bras, Ligny e Waterloo.
Così come in Russia, anche a Waterloo le sfavorevoli condizioni meteorologiche, certamente aggravate dalle emissioni vulcaniche, si rivelarono una variabile di fondamentale importanza nel determinare la sconfitta di Napoleone. Senza quelle catastrofiche eruzioni vulcaniche il maltempo sarebbe stato altrettanto intenso da ostacolare la Grande Armata francese ? E l'imperatore dei francesi sarebbe riuscito ad avere ragione dei suoi avversari ? In definitiva tuttavia, porsi domande di tal genere sarebbe come chiedersi quale sarebbe stata la storia della Francia e dell'Europa intera se il figlio più famoso dell'avvocato Carlo Buonaparte invece di intraprendere la carriera militare avesse fatto tutt'altro mestiere.

Ignazio Burgio


Fonte:
1:http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale
2:http://www.meteogiornale.it/news/archive.php?type=topic&id=111
3:http://www.meteogiornale.it/news/archive.php?type=topic&id=111
4:http://www.meteogiornale.it/news/archive.php?type=topic&id=111
5:http://www.meteogiornale.it/news/archive.php?type=topic&id=111
6:http://www.meteogiornale.it/news/archive.php?type=topic&id=111
7:http://www.russia-italia.com/nessuno-sa-nulla-di-un-vulcano-sotto-la-citta-di-mosca-vt8855.html(www.cataniacultura.com)

giovedì 4 giugno 2009

IL NERO VENTO DELLA MORTE

UN MESSAGGIO DI AL QAEDA CHE RIVENDICAVA GLI ATTENTATI DI MADRID DICEVA LE SEGUENTI PAROLE:
"Quando attaccammo le truppe italiane a Nassiriya - si legge -, inviammo un ultimatum a voi e agli americani affinché si ritirassero dall'alleanza anti-islamica. Ma non avete compreso il messaggio. Ora, lo ripetiamo a chiare lettere, e speriamo che stavolta lo comprendiate"
"E' un regolamento di vecchi conti con la Spagna , alleato dell'America nella sua guerra contro l'Islam". "Siamo riusciti ad infiltrarci nel cuore dei 'crociati' dell'Europa, ed abbiamo colpito una delle basi della loro alleanza", recita la lettera di oggi, che chiama gli attentati "Operazione treni di morte"
"Portiamo ai musulmani nel mondo la buona notizia che l'atteso attacco 'Venti della morte nera' contro l'America è ora nella sua fase finale, pronto al 90 per cento e, a Dio piacendo, vicino".
"Tre massoni di alto grado sono stati uccisi, e se non fosse stato per un errore tecnico, sarebbero morti tutti".
"Noi delle brigate Abu Hafs - afferma un altro passaggio della rivendicazione - non siamo rattristati per i cosiddetti civili", un apparente riferimento alle vittime di Madrid. "E' ok per voi uccidere i nostri bambini, le nostre donne, anziani e giovani in Afghanistan, Iraq, Palestina e Kashmir? Ed è vietato per noi uccidere i vostri?".

(1)http://www.repubblica.it/2004/c/sezioni/esteri/spagna/corano/corano.html

NEL MESSAGGIO SCRITTO DA QUESTE TESTE FULMINATE PROVATE A LEGGERE LE PAROLE CHE HO MESSO IN GRASSETTO..
BENE,PROVATE ORA A SEGUIRE LA MIA RIFLESSIONE..
CIRCA UN ANNO FA UN AMICA MI MANDO' UN MESSAGGIO CON NUMEROSE E STRANE RIPETIZIONI DEL NUMERO 11..
ECCOLO:
New York City ha 11 lettere.

Afghanistan ha 11 letter.

Ramsin Yuseb (il terrorista, che nel 1993 diceva di volere abbattere le torri gemelle) ha 11 lettere.

George W Bush ha pure 11 lettere

Qui ancora di +:
New York e' l'11 stato dell'america.
Il primo aereo che si e' schiantato contro le torri gemelle aveva come num di volo il 11 3. Questo aereo aveva 92 passeggeri 9+2 = 11 . IL secondo aereo aveva come numero di volo 77 il quale si e' schiantato come 2o nelle torri gemelle. Questo come passeggeri aveva 65 quindi 6+5=11. Questa tragedia come tutti sanno e' successa nel 11 settembre o come viene chiamato oggi "9/11" . 9+1+1= 11

il numero coincide col numero di emergenza americano 911. 9+1+1

In tutto i passeggeri morti di questa sciagura erano 254. 2+5+4 = 11

11 settembre e' il 254 giorno nel calendario e ancora 2+5+4= 11 9.

L'attentato a madrid e' successo nel giorno 3/11/2004
di nuovo 3+1+1+2+4= 11 9

l'attentato a madrid e' successa proprio dopo 911 giorni dell'attentato delle due torri gemelli quindi di nuovo 911, 9/11 , 9+1+1=1

ORA VI SEGNALO UN ARTICOLO SU YELLOWSTONE,UN PO VECCHIO MA UTILISSIMO PER COMPRENDERNE LE CAUSE DI UNA SUA ERUZIONE..


Il Punto Caldo di Yellowstone e la sua attività vulcanica.

I fenomeni geotermici di Yellowstone, quali i “geysers” e le sorgenti termali, sono causati da un flusso termico insolitamente alto. Questo è probabilmente generato da un punto caldo stazionario sopra il quale la placca nordamericana slitta da nordest verso sudovest:










Migrazione apparente del punto caldo di Yellowstone: posizioni precedenti della caldera sono indicate dalle macchie colorate. Da sinistra verso destra: 16.5-15 milioni di anni fa (celeste), 15-13, 12-10.5, 10.5-8.6, 10-7, 6.5-4.3 (azzurro), 2.1 (bruno, parzialmente nascosto), 1.3 (rosso) e 0.63 milioni di anni fa (arancione). Si suppone che il punto caldo sia fermo sotto la placca nordamericana che si muove verso sudovest (in basso a sinistra). I puntini arancione indicano i terremoti registrati dal 1961 al 2001.
Si noti come il punto caldo lasci una scia di terreno relativamente piatto, la piana dello Snake River in mezzo a regioni altrimenti assai corrugate. Inoltre, tutte le posizioni del punto caldo più vecchie di 2 milioni d’anni sono sismicamente tranquille. Al contrario, una zona a forma parabolica ad alta sismicità circonda la traccia del punto caldo.

Le eruzioni vulcaniche che hanno formato la caldera furono di dimensioni veramente gigantesche: l’ultima di queste, 630’000 anni fa, eruttò 1000 chilometri cubici di cenere che si disperse sopra quasi tutti Stati Uniti occidentali:

















Estensione approssimata del deposito di cenere dalla gigantesca eruzione di Yellowstone circa 630’000 anni fa.

L’eruzione che ha formato la caldera 1.3 milioni di anni fa eruttò 280 chilometri cubici di piroclasti; quella di 2.1 milioni di anni fa un’impressionante volume di 2450 chilometri cubici di cenere. Queste e quella della caldera di Toba a Sumatra sono le più grandi eruzioni vulcaniche quaternarie conosciute al mondo. L’eruzione del 1980 del Mount St. Helens, in confronto, appare davvero piccola: appena 1.3 chilometri cubici di lava. Le eruzioni vulcaniche più recenti a Yellowstone avvennero 70’000 anni fa.

Prossima eruzione del supervulcano di Yellowstone?
Non va bene creare allarmismo, però l’informazione è utile, per preparare l’umanità a qualcosa che ha dell’incredibile. Sotto il Parco di Yellowstone si nasconde un vulcano. Quel vulcano occupa un terzo dell’area del parco: precisamente un’area di 30*70 km pressappoco come quella occupata dalla Val d’Aosta.
Il materiale proiettato nell’atmosfera dal Saint Helens nel 1980 sarebbe circa un millesimo di quello di una futura esplosione di Yellowstone.

I grandi cambiamenti che gli uomini e il loro comportamento possono provocare al clima sono niente, o comunque piccola cosa, rispetto alle rivoluzioni che la natura ha in serbo. È quello che s’evince dallo sconvolgente rapporto degli scienziati inglesi - riportato dalla BBC - sulla probabile eruzione di uno dei supervulcani monitorati sulla terra, quello nel parco di Yellowstone in America: la storia geologica certifica che il mega vulcano erutta circa ogni 600.000 anni.
L’ultima eruzione risale a 640 mila anni fa. Vuol dire che questa volta l’abbiamo passata liscia? No, vuol dire solo che è in ritardo: la prossima esplosione, secondo quegli scienziati inglesi, è prevista entro il 2074.
Le conseguenze, inutile dirlo, sarebbero di enorme portata, soprattutto sul clima.
Quando un supervulcano erutta - dice il professor Bill McGuire del centro ricerche sui rischi naturali dell’università di Londra - produce energia pari all’impatto con una cometa o un asteroide.
Forse è possibile tentare di evitare un asteroide, ma niente può essere fatto con un supervulcano. Ma cos’è un supervulcano? Intanto non è a forma di montagna, come siamo abituati a immaginare, ma è una depressione, un’enorme cratere collassato sotto terra e per questo anche molto difficile da individuare. Il supervulcano di Yellowstone è lungo 70 chilometri, largo 30 e si trova 8 chilometri sotto la crosta terrestre: una grande bolla di magma e roccia fusa pronta a saltare in aria. Ma altri sono stati individuati sul pianeta: uno, per esempio, si trova in California, si chiama Pacific Rim, un altro - dicono gli inglesi - è vicino a Napoli, ed è chiamato Phlegraean Fields Campi Flegrei).
Se Yellowstone esplodesse, come prevede il Centro Ricerche di Londra, per il mondo intero vorrebbe dire una sola cosa, entrare in una sorta di inverno nucleare. Eruttando, spiega ancora il professor McGuire, il supervulcano getterebbe nell’atmosfera chilometri cubi di roccia, cenere, polveri, materiale sulfureo. Una massa di sostanze che farebbe rimbalzare le radiazioni solari in arrivo sul pianeta facendo così sensibilmente abbassare la temperatura della superficie terrestre.
Le ricerche geologiche dicono che l’eruzione di 74mila anni fa del Toba, in Sumatra, provocò un raffreddamento del clima di quasi cinque gradi Celsius. È tanto, è comunque abbastanza per modificare e/o estinguere intere specie animali. Negli ultimi anni le scosse sismiche stanno via via intensificandosi, e la bolla sovrastante la caldera si sta gonfiando, al punto che il lago di Yellowstone ha inondato luoghi prima all’asciutto. Speriamo nel meglio, ma prepariamoci al peggio. La catastrofe potrebbe essere imminente.

Alcuni scienziati sostengono che, circa 75.000 anni fa, l’ultima eruzione vulcanica davvero colossale sulla Terra giunse quasi a spazzare via dal pianeta tutti gli esseri viventi, compresi gli umani. L’eruzione si verificò quando esplose il vulcano Toba in Indonesia.
Alcuni esperti temono che in un futuro non troppo distante il supervulcano, situato sotto il Parco Nazionale di Yellowstone, potrebbe eruttare e riportare l’umanità sull’orlo della estinzione.

Per contro, gli scienziati dell’Università del North Carolina di Chapel Hill consigliano di non preoccuparsi troppo, almeno per ora.
Secondo Allen F. Glazner, docente di scienze geologiche, che ha condotto lo studio con i colleghi Drew S. Coleman e John M. Bartley, l’immagine tradizionale dei vulcani come colossi sotto i quali ribollono giganteschi pozzi di magma in grado di porre fine alla civiltà è errata. In due studi pubblicati sul numero di aprile della rivista "GSA Today" e sul numero di maggio della rivista "Geology", lo scienziato presenta nuovi dati sulla possibilità che un vulcano produca un’eruzione gigantesca, migliaia di volte superiore a quella del Monte Saint Helens nel 1980.
"Anche se nei reperti geologici ci sono prove che simili eruzioni sono già avvenute in passato, - spiega Glazner - il nostro studio del magma congelato sotto ai vulcani da tempo estinti nella Sierra Nevada, in California, ci fa concludere che le eruzioni più grandi sono significativamente meno probabili di quanto si ritiene comunemente".

(2)http://vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=2496

CONCLUDO FACENDOVI NOTARE UN PARTICOLARE:QUANTE LETTERE HA IL NOME YELLOWSTONE?

LASCIO A VOI DECIDERE SE IL MESSAGGIO SI RIFERISSE O NO A QUELL'ATTENTATO.

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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