ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 14 settembre 2016

L'AUMENTO DELLE TURBOLENZE AEREE E LA TENDENZA AL RAFFREDDAMENTO CLIMATICO

L'abbassamento della temperatura globale 2017-2053, la ragione dell'aumento delle turbolenze aeree.


da Theodore White, astrometeo

Questo autunno sto preparando diversi anni di previsioni climatiche e meteo per gli agricoltori di tutto il mondo.
E 'un periodo molto intenso per me, in quanto sto lavorando su previsioni di 5 anni come tema del raffreddamento globale in moto del 2017.
Da mesi, sono stato inondato di domande su ciò che sta accadendo al clima della Terra come eventi meteorologici estremi e gli incidenti che continuano a fare notizia.
Risponderò a questa domanda in questo post.
In primo luogo, una spiegazione di un recente evento che è stato sempre più comune:
Due settimane fa, il 31 agosto, 2016, il volo United Airlines # 880 trasportava più di 207 passeggeri su un volo transatlantico da Houston, Texas per l'aeroporto londinese di Heathrow, quando fu improvvisamente messo in crisi dalle turbolenze così gravi che hanno scagliato alcuni passeggeri che non indossano il loro le cinture di sicurezza fino al soffitto della cabina.
L'aereo, un Boeing 767-300, ha dovuto fare un atterraggio di emergenza all'aeroporto di Shannon, Irlanda e i passeggeri feriti sono stati portati al University Hospital, Limerick.
Ventitre persone sono rimaste ferite e tutti i passeggeri hanno detto che è stata un'esperienza terrificante.
"Stavamo volando tutto liscio quando all'improvviso siamo stati schiaffeggiati massicciamente dalla parte superiore, come se qualcuno ci avesse silurato", ha detto un passeggero.
Un altro passeggero ha detto a NBC News, "Le cose volavano in tutta l'area della cabina e cucina. Un addetto aveva incrinato il lato della testa e sanguinava. "
Il passeggero ha aggiunto che le sue spalle erano "molto, molto male da afferrarsi al bracciolo durante quei cali di altitudine."
Già nel 2009, ho previsto che le correnti a getto della Terra si stavano spostando.

Solo negli Stati Uniti si stima che l'improvvisa turbolenza dell'aria costa più di $ 500 milioni all'anno.
Il passaggio dal clima caldo all'abbassamento delle temperature è la causa e non è una sorpresa per me che i voli dei passeggeri aerei, incontrerino una maggiore estrema turbolenza.
Ad altezze di circa 10 a 12 chilometri (6-7 miglia), che è una tipica quota di crociera per i moderni aerei passeggeri, i modelli di vento della corrente a getto e sbalzi di temperatura sono le cause di ciò che è in corso nell'atmosfera superiore dell'atmosfera terrestre.
Questo importante cambiamento di atmosfere è parte integrante della transizione dal clima caldo al clima freddo che si era previsto, con i normali modelli delle correnti a getto sta cambiando da un flusso zonale ad un flusso 'meridionale'.
Si tratta di un flusso d'aria instabile che produce una chiara turbolenza d'aria.
Spesso, non ci sono indizi visivi per dare piloti un'avvertimento avanzato - poi all'improvviso un aereo è scosso con notevole forza.
L'estrema turbolenza di questa gravità è vissuta sempre più a causa dell'alterazione delle correnti a getto della Terra.
Per esempio, io sono sicuro che gli scienziati del clima stanno osservando cambiamenti di pattern inusuali del oscillazione quasi biennale.
In media, i venti equatoriali verso est e verso ovest si snodavano alternandosi circa ogni 28 a 29 mesi, in modo piuttosto prevedibile.
Ma non succede più.
I cambiamenti sono causati dall'irradiamento solare che colpisce l'atmosfera superiore della stratopausa, che è stato in fase di riscaldamento, quindi l'aria polare è costretta a migrare più a sud dallo spostamento delle correnti a getto nell'emisfero settentrionale.
Nei soli Stati Uniti, i ritardi e interruzioni di turbolenza già costano più di 500 milioni di $ l'anno - e tutti i rapporti mostrano che gli incidenti sono sempre più frequenti.
Molte compagnie aeree di tutto il mondo stanno segnalando un aumento costante delle turbolenze.
La turbolenza estrema è perché le correnti a getto polari stanno cambiando da un modello di flusso 'zonale' a 'meridionale'.
Questi cambiamenti nelle correnti a getto da zonale a flussi meridionali forniscono anche tutta l'aria fredda densa da latitudini più alte verso il basso per l'atmosfera piena di umidità della troposfera e nelle medie latitudini.
Questo sta per diventare sempre più il principale motore delle cause di maltempo, estrema turbolenza e violente tempeste nel nuovo sistema climatico terrestre.
Mentre il sole si sta abbassando nella sua fase quiescente, o il suo Grandr Minimo c'è una profonda riduzione delle macchie solari, rivelando un sole vuoto.
Ora, a causa di questo, la radiazione ultravioletta (UV) del Sole si abbassa diminiendo.
Con declino di riscaldamento della stratopausa della Terra, la sua atmosfera superiore vede le temperature salire sopra lo zero. (Questo è il motivo per cui l'Artico si sta parzialmente riscaldando.)
All'interno del stratopausa, le temperature aumentano e così tutta l'umidità evapora congelandosi poi cade fuori della sua zona di reazione.
L'umidità è super raffreddata ad un livello in cui i cristalli di ghiaccio chiamati 'polvere di diamante' si formano nell'atmosfera polare.
I "Diamond Dust" sono microscopici cristalli di ghiaccio a forma di di esagoni.

I cristalli di ghiaccio sono altamente riflettenti e rifrangono la luce del sole come un prisma.
Por il fatto che polvere di diamante è super-leggera, questi cristalli di ghiaccio possono rimanere a galla per mesi nell'atmosfera con sacche di aria molto fredda e densa si sviluppano sotto di loro.
I Diamond Dust sono le cause principali per i gradienti di temperatura che alimentano il vortice polare per isolare e bloccare l'aria estremamente fredda alle regioni polari della Terra.
Tuttavia, con il profondo abbassamento dell'attività solare, e la riduzione della radiazione ultravioletta, l'area nell'alta atmosfera dove le forme di polvere di diamante nella stratopausa diminuiscono.
Così con questi cristalli di ghiaccio, la densa aria gelida che circola all'interno della regione polare diminuiscono, e l'Artico si riscalda con il vortice polare che si deforma.
Permette all'aria fredda densa di migrare, più a sud, e nella bassa atmosfera umida e medie latitudini - dove la maggioranza della popolazione della Terra vive.
L'indebolimento indebolimento del Sole fa sì che le correnti a getto polare cambino da un sistema di flusso 'zonale' ad un flusso 'meridionale'.
Un sistema di flusso meridionale ha contorni più definiti con più vorticità ed è responsabile per alterare i modelli della Corrente a Getto.

La turbolenza estrema è il risultato della corrente a getto alterata, soprattutto nell'emisfero nord.
Il flusso meridionale provoca anche creste di blocco che forniscono aria più fredda e temperature; con abbondanti nevicate.
Questo modello meridionale sta per diventare il driver primario della turbolenza estrema e severi sistemi meteorologici di tempeste durante l'età del raffreddamento globale.
Sta per diventare molto più difficile per i meteorologi convenzionali prevedere il tempo anche nel corto raggio.
Il tempo si svilupperà rapidamente e fornirà maggiori precipitazioni di pioggia e neve, con venti forti e temperature sopra e sotto le medie.
Quelli in volo devono essere consapevoli che il trasporto aereo sta per diventare più pericoloso a causa dello spostamento delle correnti a getto ad un più marcato flusso del vento meridionale ad angoli acuti.
Questo flusso meridionale produrrà anche tempeste più in un periodo in cui il clima diventerà più freddo e instabile.



Fonte:https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10154498695229872&set=pcb.10154498701939872&type=3&theater

giovedì 5 maggio 2016

GENNAIO 2016: LA TORMENTA DI NEVE CHE HA INVESTITO NEW YORK E' STATA LA PEGGIORE DAL 1869


I dati relativi alla grande tempesta di neve che ha colpito New York lo scorso mese di Gennaio sono stati sottoposti a revisione, in particolare le rilevazioni effettuate in Central Park, nel cuore della città.
E’ così emerso che sono caduti 0,5 cm il 22 Gennaio 2016; 69,1 cm il giorno 23, e tracce di neve il giorno 24 Gennaio.
Il totale complessivo è stato così, per i giorni 22-24 Gennaio, di 69,9 cm, che rappresenta la massima tormenta di neve che abbia mai colpito la città di New York dal 1869 ad oggi.
L’errore è derivato da una mancanza di comunicazione tra le misurazioni esatte effettuate dal Central Park, ed il Weather Service di New York, che avevano sottostimato il dato.
Altri record, ma con database molto più corti di quello di Central Park, sono stati misurati ai due aeroporti Newyorkesi di Fiorello La Guardia e di JFK, nonchè in tre aree della zona di Washington DC.


Fonte:http://freddofili.it/13521-la-tormenta-neve-new-york-del-gennaio-2016-stata-la-maggiore-della-storia-dal-1869-mai-visto-niente-simile/

martedì 22 marzo 2016

MONGOLIA: A CAUSA DEL PESANTE INVERNO CI SI ASPETTA UN'ECATOMBE DI ANIMALI MORTI


Più di 350.000 animali da fattoria sono già morti in un disastro naturale lento in Mongolia, ha detto che la Croce Rossa.
Mongolia è stata colpita da un "dzud" devastante - un periodo di siccità estiva calda seguita da un rigido inverno.
Durante un dzud, capre, pecore e mucche muoiono in massa, non essendo state in grado di trovare abbastanza da mangiare in estate per consentire loro di resistere a temperature invernali che scendono regolarmente a -50 C (-58 F).
Più di un milione di animali da fattoria ci aspetta mouoiano, secondo gli ultimi dati disponibili della missione delle Nazioni Unite nel paese, IFRC ha detto.
"Questo inverno è il più duro che ho vissuto", ha detto Bayankhand Myagmar, 50 anni, che ha già perso 400 dei suoi 700 animali.


Fonte:http://iceagenow.info/disaster-mongolia-million-farm-animal-deaths-expected/

lunedì 1 febbraio 2016

STATI UNITI: TENDENZA ALL'AUMENTO DELLE TEMPESTE DI NEVE E ONDATE DI FREDDO NELL'EST DELLA NAZIONE


C’è almeno una zona del mondo dove le tempeste di neve ed il freddo sono in netto aumento, negli ultimi anni, e questa è il settore nord est statunitense, dove il freddo invernale la sta facendo da padrone, negli ultimi anni, ed anche le notizie di cronaca confermano questo tipo di tendenza, con tormente di neve sempre più da record.
I grafici sottostanti sono stati elaborati dal climatologo Steve Goddard, e mostrano quelle che sono le temperature medie del periodo Gennaio – Marzo del nord est statunitense negli ultimi venti anni, con la forte diminuzione delle temperature.
Mentre, nel secondo grafico, viene mostrata l’incidenza del numero delle grandi tempeste di neve invernali per decennio, negli ultimi 60 anni.
E’ incredibile l’aumento del numero di queste tempeste che si è verificato nell’ultimo decennio, passando da una media di 6-7 ogni 10 anni, ad un numero di 25.
E’ forse responsabile di questo un decadimento delle temperature dell’Atlantico Settentrionale, ipotesi avanzata da alcuni studiosi?

Oppure si tratta di un vero e proprio cambiamento della circolazione invernale del Nord Emisfero, che previlegia le ondate di freddo su queste zone?


Fonte:http://freddofili.it/2016/02/01/aumentano-le-tempeste-di-neve-e-si-acuisce-il-freddo-invernale-sul-nord-est-degli-stati-uniti/

lunedì 25 gennaio 2016

I RECORD DEFINITIVI DELLA TEMPESTA DI NEVE JONAS NEGLI STATI UNITI ORIENTALI


Possiamo dare ora un’occhiata a quelli che sembrano gli accumuli definitivi di questa grande tempesta di neve, ben prevista ed annunciata dai centri di calcolo matematici, ma che ha riservato comunque delle sorprese.
Gli accumuli massimi erano infatti previsti nella zona di Washington, mentre stavolta sono giunti in quella di New York, che doveva rimanere più ai margini della tormenta.
Anche con gli accurati modelli LAM disponibili si verificano ancora delle sorprese, ed è questo, dopotutto, il bello della meteorologia, la sua imprevedibilità.
Osservando dunque i quantitativi, possiamo notare come vi siano degli accumuli record su diverse località, in particolare sulla città di New York.
Abbiamo detto di Washington, che ha registrato 51 cm di accumulo (anche se ancora non ufficiali), che porrebbe la Tempesta Jonas al 2° -3° posto nella classifica di sempre.
Il Ronald Reagan Airport ha misurato invece 46 cm di accumulo.
Stando ai dati ufficiali del NOAA, però, Washington IAD avrebbe misurato 59,7 cm di accumulo, pari quindi al secondo posto assoluto dopo i 72 cm del Gennaio 1922.
67,3 cm sarebbero invece la misura ufficiale del Dulles International Airport di Washington, come vediamo gli accumuli della Capitale variano moltissimo da zona a zona e da aeroporto ad aeroporto, a causa dell’esposizione differente e del forte vento che ha accompagnato la bufera.
Pochi dubbi invece sul record di New York: qui sarebbero caduti 71 cm di neve all’aeroporto Fiorello La Guardia, 68 cm a Central Park, nel cuore della città, e ben 77,5 cm all’aeroporto JFK di New York, che è la massima misura di sempre!
Anche città come Philadelphia ha misurato 57 cm di neve fresca, in West Virginia si sono superati i 40 inches di spessore (101,6 cm), nella città di Glengary.
Per la prima volta nella loro storia, si sono superati i 46 cm di spessore contemporaneamente sia a Washington che a New York, non era mai successo prima-

Nel filmato, un time lapse nel Maryland, il giorno 23 Gennaio scorso, che mostra i grandi quantitativi di neve caduti nella tormenta.


Fonte:http://freddofili.it/2016/01/25/la-tempesta-jonas-gli-accumuli-definitivi/

giovedì 21 gennaio 2016

ECCEZIONALE MORTE DEL BESTIAME A CAUSA DELLE ABBONDANTI NEVICATE IN MONGOLIA

Il manto nevoso ha sepolto il 90 per cento della Mongolia con condizioni sempre più severe.
Il 20 gennaio 2016 - Il paese ha registrato temperature molto basse e abbondanti nevicate dall'inizio di novembre 2015, localmente chiamato dzud (o iuta, morti di massa di bestiame in inverno).
Sulla base l'ultimo rapporto del governo mongolo, 50 distretti in 16 province sono attualmente classificati in condizioni dzud, mentre 120 distretti di 20 province si trovano sul bordo di entrare in condizioni dzud.
Alcuni governi locali hanno già dichiarato dzud come parte delle misure di allerta e preparazione precoce.
Nevicate continue sono previste nelle prossime settimane, con temperature diurne in media al di sotto di -25 ° C (-13 ° F) e -38C (-36 ° C) durante la notte.
Queste condizioni influenzano ulteriormente più di 965.000 persone, soprattutto i pastori vulnerabili nei distretti colpiti.

Fonte:http://iceagenow.info/17683-2/

martedì 29 dicembre 2015

IN KAZAKHSTAN OLTRE TRECENTO PERSONE SALVATE DAL MANTO NEVOSO


Quasi 300 persone soccorse dalla neve.
Una forte tempesta di neve ha paralizzato il traffico su "Ust-Kamenogorsk - Almaty" e per 6 passeggeri in autobus è stato necessaro l'aiuto dei soccorritori.
Gli autobus si muovevano in direzione Urdzhar-Almaty-Taldykorgan prima di voltarsi verso. Taskesken "- dice il rapporto del Dipartimento di situazioni di emergenza della regione orientale del Kazakistan.
Gli autobus trasportavanop in totale 270 persone.
Inoltre, il DES ha riferito che nel distretto Zharma, a 40 km dal paese Kalbatau, i vigili del fuoco hanno salvato altre 4 persone dai cumuli di neve, di cui 1 bambino.
Gli uomini sono stati portati al paese di Kalbatau.
DES EKR chiede ai cittadini di rinviare il viaggio a causa dei forti venti.
Allo stesso tempo vi è ghiaccio nero sulle strade.
Zyryanovsk è completamente coperto di neve. In città nei giorni scorsi è sceso mezzo metro di neve.
I cittadini si lamentano che nessuno può guidare. "Tutta la città è sepolta nella neve. Derive Ovunque. Trasporti a malapena camminare. Al fine muoversi dalle loro case, alcune persone hanno dovuto scavare trincee o guadare attraverso la neve alta fino alla vita o al torace, ha detto un residente di Zyryanovsk Denis Karelin.

Fonte:http://informburo.kz/novosti/trista-chelovek-spasli-iz-snezhnogo-plena-za-sutki-v-vostochnom-kazahstane-.html

lunedì 21 dicembre 2015

URAGANO DI NEVE ALLE ISOLE SVALBARD


Grande tempesta di neve sulle Isole Svalbard, situate a nord della Norvegia, in prossimità del Polo, ma rese abitabili grazie al benefico influsso della Corrente del Golfo (è la zona dell’Oceano Artico dove i ghiacci polari restano più a nord).
Ma le tempeste come quella capitata ieri sull’Arcipelago settentrionale sono rarissime, in quanto la potente depressione di origine Nord Atlantica ha raggiunto l’intensità di venti da Uragano, seppellendo ogni cosa sotto grandi “drifts” (dune) di neve fresca.
10 case sono state distrutte da una valanga, i venti hanno raggiunto velocità di 40 m/s (quasi 150 kmh!).
Queste sono le immagini della città di Longyearbyen, sepolta da immense quantità di neve fresca.
Le immagini sono tratte da Severe Weather Scandinavia.


Fonte:http://freddofili.it/2015/12/20/luragano-di-neve-delle-svalbard-un-evento-eccezionale/

venerdì 18 dicembre 2015

TEMPESTE DI NEVE NEGLI STATI UNITI OCCIDENTALI


Nei giorni scorsi gran parte degli Stati Uniti centro-occidentali sono stati interessati da una serie di fasi di maltempo, con neve e gelo anche in pianura. Si è trattato di una fase di gelo molto intenso, giunta dopo un lungo periodo di bel tempo con temperature (sia minime che massime) ben al di sopra della media stagionale. La suddetta fase fredda ora si sta dirigendo verso la costa Est, dove sono attese nevicate anche a New York, Boston e Philadelphia, anche se le temperature dovrebbero scendere nel momento in cui le precipitazioni diminuiranno considerevolmente.

Le immagini che vi alleghiamo qui di seguito sono state scattate a Denver e a Salt Lake City, dove al suolo sono caduti abbondanti quantità di neve. Ci sono stati pesanti disagi in entrambe le città, visto che gli accumuli di neve hanno raggiunto i 20 cm all’aeroporto internazionale di Denver ed i 56 cm a Salt Lake City nel periodo compreso tra il 12 ed il 16 Dicembre. Prime nevicate con accumulo anche sul Grand Canyon.

Fonte:http://freddofili.it/2015/12/17/tempeste-di-neve-sugli-stati-uniti-occidentali-imbiancati-gran-canyon-salt-lake-city-e-denver/

martedì 1 dicembre 2015

LE PIANURE AMERICANE TEMPESTATE DA FREQUENTI TEMPESTE DI NEVE


Un avviso di “winter storm”, tempesta invernale, è stato emesso per la parte superiore del Midwest, entro la giornata di mercoledì prossimo.
Infatti, lo spostamento verso levante della massa di aria artica che ha colpito l’ovest statunitense, provocherà intense nevicate, che dovrebbero interessare in particolare le città di Minneapolis, Duluth , Sioux City, Watertown, come mostrato dalla mappa pubblicata da Weather Channel.
La seconda mappa, tratta da weatherbell, mostra gli accumuli nevosi che sono previsti nei prossimi due giorni sulla parte centrale degli Stati Uniti, sotto il mirino della Tempesta di neve!

Abbondanti nevicate sono previste anche sulla costa ovest canadese, e sulla British Columbia.


Fonte:http://freddofili.it/2015/12/01/ancora-tempeste-di-neve-sulle-grandi-pianure-statunitensi/

martedì 1 settembre 2015

AUSTRALIA: TORMENTE DI NEVE IN TASMANIA


Ancora notizie dal freddo e nevosissimo inverno che sta colpendo l’Australia orientale e la Tasmania, che, non molti giorni fa, si è risvegliata con le coste ricoperte dalla neve, evento abbastanza raro.
Adesso è toccato alla parte meridionale della Tasmania di affrontare delle pesanti tempeste di neve: centinaia di automobilisti sono rimasti bloccati sulla Midland Highway, tra Lovely Banks e Spring Hill, ed i mezzi di soccorso sono dovuti intervenire per risolvere la situazione.
Un fronte freddo ha infatti portato a pesanti nevicate al di sopra dei 300 metri di quota.
La situazione è stata critica anche sulla Huon Highway, a sud di Hobart, a cui si riferisce questa foto tratta da www.abc.net.au

Fonte:http://freddofili.it/2015/08/30/ancora-tormente-di-neve-in-tasmania/

mercoledì 26 agosto 2015

BRUTTA ONDATA DI FREDDO E NEVE SU CANADA E STATI UNITI


Non si tratta della prima ondata di freddo di questa strana estate nord americana, dove già nevicate improvvisate avevano colpito le cime californiane nel mese di Luglio, per non parlare di episodi nevosi avvenuti in alta quota tra Maggio e Giugno.
Questa volta la massa d’aria fredda è scesa nei giorni scorsi di gran carriera dall’Artico canadese, per poi scendere lungo il lato occidentale del Nord America.
La mappa edita da Weatherbell mostra le anomalie termiche presenti sul Nord America negli ultimi sette giorni, con temperature che sono rimaste sotto la norma di sei-sette gradi nella parte centrale statunitense, e con freddo dall’Alaska fino al Golfo del Messico.

Le temperature minime sono scese al di sotto dello zero su numerose località canadesi (-2,6°C a Willow Creek), ma anche su alcune località statunitensi, come i -1,6°C misurati all’aeroporto di Casper, in Wyoming, a 1630 metri di altezza.
Le foto seguenti mostrano le abbondanti nevicate che sono cadute su alcune località montane dell’Alberta, in Canada, e dell’ovest del Montana, decisamente inusuali per il mese di Agosto (tratte da www.weather.com).





Fonte:http://freddofili.it/2015/08/25/severa-ondata-di-gelo-e-neve-su-canada-e-parte-degli-stati-uniti/

lunedì 17 agosto 2015

FREDDO E NEVE FANNO STRAGE DI BESTIAME IN BOLIVIA


La Bolivia, così come il Perù, sono state pesantemente colpiti quest’anno dalle ondate di gelo invernali, ed il termometro è sceso sulla Bolivia fino a -16°C, temperature del tutto inusuali per queste zone.
Ed a farne le spese sono stati i capi di bestiame, si stima oltre 60 mila perdite in questo importante settore di produzione dello Stato.
Il grande freddo ha provocato anche 5 vittime.
Nell’immagine, da WeatherBell, vengono mostrate le anomalie termiche di questo mese nel Sudamerica: si nota molto bene una “lingua” di aria freddissima di origine antartica che va a colpire l’Argentina Meridionale per risalire verso nord lungo il Cile.
Le ondate di freddo ripetute però non si sono limitate al mese di Agosto, ma hanno interessato anche Giugno e Luglio.



Fonte:http://freddofili.it/2015/08/14/bufere-di-neve-e-grande-gelo-distruggono-gli-allevamenti-di-bestiame-in-bolivia/

IL FREDDO INVERNO AUSTRALIANO


I meteorologi australiani stanno facendo i conti in tasca, al momento, al mese di Luglio, nel quale le temperature sono state ovunque al di sotto della media mensile, ma un’altra consistente ondata di freddo è giunta anche nel mese di Agosto.
La neve è caduta a Canberra per la prima volta dal 1965, ma alcuni impianti sciistici sono rimasti completamente sepolti dalle abbondanti nevicate.
Nel mese di Luglio, le temperature su diverse località sono state al di sotto della norma di alcuni decimi di grado.
In particolare, Melbourne ha avuto un -0,2°C rispetto alla norma, Brisbane -0,8°C, Adelaide -0,7°C, Canberra -0,6°C.
Ma il maltempo e la neve hanno fatto da padrone, registrando nevicate in località insolite settentrionali dove questo fenomeno non capitava da molti anni.
Nelle immagini seguenti: la neve caduta a Canberra, prima consistente dopo la grande nevicata del 1965.
Ed inoltre la situazione degli impianti di risalita al Monte Mawson, vicino Hobart, con gli skilift completamente sepolti dalle grandi nevicate.



Fonte:http://freddofili.it/2015/08/17/il-gelido-inverno-dellaustralia/

mercoledì 12 agosto 2015

IL FORTE EL NINO CHE SI STA SVILUPPANDO POTREBBE PORTARE A FORTI TEMPESTE INVERNALI IN CALIFORNIA QUESTO INVERNO


La tendenza è un'aumento significativo delle probabilità che le tempeste invernali inzupperanno la California questo inverno, secondo un nuovo rapporto pubblicato dagli scienziati federali.
Dicono che le condizioni sono in fila in un modo che non si vedeva dall'inverno 1997-98, quando acquazzoni hanno fatto tracimare laghi e infuriare i fiumi durante l'ultimo grande El Niño.
Le probabilità sono ora "superiori al 90 per cento", che le condizioni di El Niño che hnnoa avuto inizio a marzo rimarranno attraverso questo inverno, secondo il rapporto mensile di El Niño dal National Oceanic and Atmospheric Administration.

Fonte:http://iceagenow.info/2015/08/strongest-el-nino-since-1997-may-trigger-soaking-winter-storms/

venerdì 21 novembre 2014

CONTINUE BUFERE DI NEVE SENZA PRECEDENTI NEGLI STATI UNITI



Le nevicate non danno tregua allo Stato di New York.
 Una seconda ondata di ‘lake effect snow’ sta imperversando in particolare nella zona gia’ colpita di Buffalo, non lontano dalle cascate del Niagara, con un altro metro e mezzo di neve previsto per le prossime ore. Intanto le autorita’ hanno confermato che le vittime sono almeno otto. L’ultima e’ un uomo sulla sessantina con problemi di cuore colpito da infarto mentre era alla guida di uno spazzaneve. La tempesta ha gia’ portato piu’ neve di quanto di solito se ne vede in un’intera stagione e molte abitazioni sono letteralmente sepolte. Il peso della neve sui tetti – spiegano i soccorritori – equivale a quello di tre furgoni.
La tempesta, che sta interessando l’intera regione dei Grandi Laghi al confine col Canada, e’ senza precedenti negli ultimi anni. Le temperature sono ben al di sotto dello zero. Sembra migliorare invece la circolazione stradale, e il governatore Andrew Cuomo ha annunciato che parte della statale che attraversa lo stato di New York da est a ovest e’ stata riaperta e non ci sono piu’ vetture bloccate dalla neve. L’ondata di gelo e’ arrivata anche nella Grande Mela dove pero’ al momento non e’ prevista neve.
Intanto però a Buffalo c’è grande preoccupazione per i prossimi giorni: le previsioni annunciano pioggia ed un innalzamento delle temperature nel weekend, con probabile rischio di inondazioni a causa delle neve che si scioglierà nelle strade. “E’ stata una forza della natura” ha affermato il deputato Richard Tobe durante una conferenza svoltasi stamattina riferendosi alla bufera di neve. Lo stesso Tobe ha poi aggiunto: “siamo stati preparati ma la tempesta che è arrivata è stata gigantesca e persistente”.

David Zaff del servizio meteorologico nazionale ha dichiarato che la tempesta di neve si è mossa sulla città di Buffalo da nord verso sud, mandando il traffico in tilt e bloccando centinaia di automobilisti sulle strade e nelle abitazioni e luoghi di lavoro.
Tom Wilson, ad esempio, ha condiviso la cena con i suoi colleghi dato che è rimasto bloccato nel suo magazzino per 36 ore. “ Ho dormito su di un panca e sulle sedie dell’ufficio” ha dichiarato Wilson, “poi ho trovato dei cuscini e li ho accatastati per dormire”.
Altre persone hanno dovuto lasciare le loro case che altrimenti sarebbero rimasti schiacciati per il crollo dei tetti dovuto al peso della neve.
Anche lo stadio Ralph Wilson è stato sommerso della neve, circa 220,000 tonnellate da rimuovere prima delle gare di domenica. La Squadra ha offerto incentivi per chiunque aiuti a spalare la neve in tempo per le gare.
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La neve più abbondante caduta in questa nevicata sulla città di Buffalo è stata circa 1 metro e 20 cm, un dato registrato a Cheektowaga. David Church del servizio meteo nazionale ha detto che gli esperti non hanno ancora stabilito la quantità di neve caduta complessivamente su Buffalo, ma si aggira intorno al metro e mezzo caduta in 24 ore.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2014/11/bufere-di-neve-senza-tregua-negli-usa-buffalo-e-sommersa-foto-incubo-inondazioni-nel-weekend/354662/

giovedì 13 novembre 2014

UN SILENZIOSO RAFFREDDAMENTO CLIMATICO





La Piccola Età del Ghiaccio non è più cominciata! L'Europa quest'anno si è crogiolata in un'inverno particolarmente caldo e piovoso mentre il mese di marzo ha assistito ad un periodo di temperature insolitamente alte.
Quindi possiamo dire che la teoria del riscaldamento globale antropico è confermata e che le temperature anormalmente alte del periodo siano state la causa di esso?
Forse per l'osservatore locale potrebbe essere così, ma facendo un'analisi scientifica e storica dei dati oltre di quello avvenuto su scala globale abbiamo invece un'ulteriore conferma che il clima non si sta scaldando, ma i suoi effetti comprendono anche eccezionali ondate di caldo.
Esagerazioni e false interpretazioni?
No. Studi fatti ancora decenni or sono si stanno rivelando oggi più esatti dei modelli computerizzati che comprendevano addirittura l'anidride carbonica come un gas climalterante.
Nel 1975 gli scienziati del clima avevano capito che il raffreddamento globale causa condizioni meteorologiche estreme, e il riscaldamento globale provoca invece clima mite.
Il cambiamento del tempo principale rischia di accompagnare il trend di raffreddamento con aumentata variabilità alternando estremi di temperatura e delle precipitazioni in una determinata zona, e quasi sicuramente inferiori rese medie delle colture.
La causa di questa maggiore variabilità può essere meglio vista esaminando i modelli atmosferici dei venti superiori che accompagnano clima più fresco.
Durante i periodi caldi una "circolazione zonale" predomina, in cui i venti prevalenti da ovest delle zone temperate sono spazzate su lunghe distanze da pochi potenti centri di alta e bassa pressione.
Il risultato è un modello più uniformemente distribuito del tempo, che varia relativamente poco di mese in mese o stagione a stagione.
Durante i periodi climatici più freddi, invece, i venti di alta quota sono suddivise in celle irregolari con centri di pressione più deboli e più abbondanti, causando la formazione di un pattern di "circolazione meridionale".

Queste piccole cellule deboli possono ristagnare su vaste aree per molti mesi, portando clima insolitamente freddo su un lato e clima insolitamente caldo dall'altro.
Si può osservare tutto ciò con le estreme ondate di freddo polare negli Stati Uniti, mentre nel continente europeo le temperature sono pressochè miti, che ancora non hanno visto il vero inverno.

L'Europa in nel gennaio 2014

Gli Stati Uniti nel gennaio 2014
Siccità e inondazioni diventano sempre più frequenti e possono alternare stagione a stagione, come hanno fatto l'anno scorso in India.
Un'ulteriore fatto che conferma questa analisi è come queste celle che hanno portato freddo estremo negli Stati Uniti ed eccezionale caldo umido nelle regioni del Nord Europa sembrino essersi stabilizzate ben oltre gennaio ma fino a marzo continuando a portare ondate di freddo intenso nel continente americano e caldo anomalo nelle regioni europee.

Negli Stati Uniti come mostra infatti il grafico in allegato, l’intero periodo da Ottobre a Marzo 2013-14, risulta essere il più freddo dal 1899, ma, considerato l’aumento termico fisiologico nella restante parte del mese, dovrebbe risultare il più freddo dal 1912 almeno.

Allo stesso modo evidenziando il raffreddamento del continente che si sta verificando da ormai diversi decenni , gli Stati Uniti hanno vissuto il più gelido inizio di primavera da almeno 50 anni.
Tutt'altro mondo in Europa dove nel periodo di marzo le temperature oltre ad essere alquanto eccessivamente elevate hanno battuto in diverse delle principali città record che vanno attorno ai 25 C° proprio grazie ad un drastico rafforzamento dell'alta pressione africana.
In Svizzera, in particolare in Canton Ticino dove sono state esaltate dal foehn, con 26,4°C a Stabio, 26,3°C a Locarno-Monti, 25,5°C a Grono, 25,3°C a Locarno-Magadino. Notevoli anche i 22,1°C di Sion, i 20,0°C di Basilea, i 19,4°C di Ginevra e Zurigo, i 19,3°C di Berna.

Temperature del 17 marzo 2014
Non è stato da meno l'altro paese alpino per eccellenza, ovvero l'Austria, con Klagenfurt e Villach 23,9°C, Bad Gleichenberg 23,1°C, Bad Radkersburg 22,9°C, Graz 22,7°C, Obervellach 21,6°C, Dellach im Drautal 21,1°C, Lienz 20,9°C, Innsbruck 20,8°C.
Queste ondate di caldo però vista dagli attivisti ambientali, i quali ricordiamo non sono scienziati, sono il segnale che la Terra si sta riscaldando troppo a causa delle emissioni artificiali di anidride carbonica, ma purtroppo per loro i dati vanno da un'altra parte.
Dall'estremo oriente, dove la ricerca scientifica non è come negli Stati Uniti condizionata da ingenti somme di denaro che ne favoriscono settore e ne sopprimono un'altro, giungono conferma che nei prossimi vent'anni le temperature medie continueranno ad abbassarsi.
Gli scienziati russi e cinesi sono giunti alla conclusione che in Estremo Oriente nei prossimi 20 anni, la temperatura scenderà al livello del 1960 - ha detto "RIA Novosti".
Studiando i sedimenti sul fondo di Okhotsk e in Giappone, nei mari di Bering e Chukchi, gli esperti hanno identificato alla comunità scientifica il modello di alternanza di aumento e diminuzione della temperatura del clima della regione.
I fondali praticamente non sono esposti alle influenze esterne e rappresentano un materiale unico per l'analisi di vario genere.
I dati hanno permesso loro di concludere che in Estremo Oriente dopo un periodo di riscaldamento, in due decenni le letture di temperatura torneranno ad essere quelle di mezzo secolo fa - l'Estremo Oriente diventerà freddo.
Già nel 1971 era stato osservato in un'analisi dei dati dal satellite un'aumento dell'albedo dovuto alla copertura nevosa di circa il 12%.
A quanto pare hanno rilevato ampie variazioni di albedo via satellite, con un aumento del 12% in neve e ghiaccio nell'emisfero settentrionale che è iniziato nel 1971 e continuato nel 1974 quando questo articolo è stato pubblicato:

Essi sostengono che a causa dei cambiamenti di albedo che aiutano a indurre il raffreddamento, vento, siccità e precipitazioni diventeranno peggiori, molto simili affermazioni identiche fatte oggi sugli effetti del riscaldamento globale.
L'articolo sostiene inoltre, citando il dottor Reid Bryson, che ci sarebbe un aumento di incertezza sui "modelli stabili del tempo" che possono influenzare le "riserve alimentari" e ha anche affermavano allora che "gran parte di quel cambiamento era di origine umana".
Suona familiare?
L'articolo si basa su un articolo di George J. Kukla, e Helena J. Kukla del Geological dell'Osservatorio Lamont-Doherty della Columbia University.
Di sicuro prendere un'articolo scientifico e mediaticamente attribuirne la causa alle attività umane è una cosa che si fa ancora al giorno d'oggi.
In passato lo facevano, sempre erroneamente, con il Buco dell'Ozono, le piogge acide e successivamente con il Riscaldamento Globale.
Ognuna di queste affermazioni si è rivelata falsa, ma intanto ha messo in movimento abbondanti fiumi di denaro per promuovere cause.
Eppure è reale una cosa, l'effetto albedo dovuto all'aumento della copertura nevosa invernale è sensibilmente in crescita e continua ancora oggi.
Nel febbraio del 2014 è stata effettivamente registrata la seconda più estesa copertura nevosa di sempre.

Secondo il global snow Lab, della Rutgers University, l’estensione della copertura nevosa invernale misurata è stata la seconda più alta mai registrata, a 52.166.840 km2.
Questo è stato superato solo dalla seconda settimana di febbraio 1978 a circa 53.647.305 km2.

Secondo i dati della Rutgers University fino a metà febbraio, l’estensione della neve invernale misurata nell’Emisfero Settentrionale neve invernale è aumentata ad un ritmo di oltre 100.000 km2 all’anno.
Sul lungo termine questa è la tendenza effettivamente osservata, ma la seconda tendenza da considerare è l'aumento dei fenomeni meteorologici locali legati agli effetti del raffreddamento climatico, spesso con gravi danni all'agricoltura.
Nelle Isole Britanniche, la primavera è ancora assai lontana, il primo giorno della Primavera astronomica inizia come fosse il primo giorno dell’Inverno.
I meteorologi del Meteoffice britannico, infatti, hanno lanciato un allarme per una “Artic blast” (severa ondata di freddo artico), che sta per investire tutto il settore, con rischio di ghiaccio primaverile in Scozia ed Irlanda, ma anche di nevicate abbondanti su tutta la Scozia.
Si tratta di un pesante passo indietro della stagione primaverile, che aveva oramai preso piede su tutte le Isole Britanniche.

A Terranova, in Canada, in questo periodo è talmente freddo che ingenti quantità di neve hanno sepolto le case sotto uno spesso manto nevoso mentre i delfini nel mare ghiacciato stanno letteralmente morendo a branchi.

La maggior parte di un branco di delfini bianchi dal becco hanno già ceduto dopo essere stati intrappolati dal ghiaccio al largo della costa sud-ovest.
Un branco di circa 30-40 delfini si è ritrovato circondato dal ghiaccio nei pressi di Cape Ray durante il weekend e si sono spostati fino alla costa.
La situazione degli animali ha catturato l'attenzione dei residenti locali, ma i funzionari affermano che c'è poco che si può fare a causa delle condizioni climatiche e del ghiaccio.
Certamente possiamo chiamare il WWF e Greenpeace a protestare contro il riscaldamento climatico che sta minacciando queste specie, non sarebbe un bello spot per la loro causa.
Certamente però non possiamo fare a meno di osservare che anche se questo inverno è stato estremamente caldo e umido per l'Europa, in tutta la Catena Alpina invece la neve è caduta tanto abbondante da seppellire tutto quanto sotto un manto dallo spessore variabile che superava abbondantemente la media minima dei due metri.
Uno studio mostrerebbe che il regresso dei ghiacciai alpini si sarebbe fermato nel 2013, in alcuni casi i ghiacciai sono avanzati nuovamente.
L’Istituto di Glaciologia e Geofisica di Grenoble ha asserito che alcuni ghiacciai hanno aumentato il proprio volume, oppure hanno interrotto il proprio declino.
Nel 2013 vi sono stati bilanci di massa positivi su diversi ghiacciai del Monte Bianco, della Oisans e della Vanoise.

Il ghiacciaio De Bossons, sul Monte Bianco, è rimasto stabile, quest’anno, mentre la Mer del Glace e quello di Argentiere hanno avuto perdite molto ridotte.
In genere i ghiacciai del Monte Bianco hanno avuto un bilancio di massa positivo per la terza volta negli ultimi 14 anni.


Pian dei Fiacconi, sulla Marmolada, a 2.633 metri di altitudine sul livello del mare, dove si misurano più di 6 metri di neve.
Anche la seggiovia è praticamente sparita sotto una coltre nevosa da record!
Un'ulteriore fatto interessante è che anche nella regione dell'Altopiano Tibetano, in Asia, si è registrato un'aumento della massa glaciale su scala pluriannuale, in parole povere: i ghiacciai stanno guadagnando terreno.

Gli scienziati annunciano “notevole” crescita dei ghiacciai dell’Altopiano Tibetano che “è difficile da spiegare.”
Un nuovo documento pubblicato nel Journal of Geophysical Research, Terra Solida, ritiene che i ghiacciai interiori dell’Altopiano del Tibet stanno state guadagnando quantità “notevoli” di ghiaccio negli ultimi dieci anni.
Secondo gli autori, Yi Shuang e Wenke Sun, il “segnale positivo notevole (30 Gt / anno)” … “è difficile da spiegare.”
Gli autori inoltre rivelano che un ciclo di 5 anni si trova in altri asiatiche masse glaciali di alta montagna “, che può essere spiegato con l’influenza dell’ Oscillazione Artica ed El Nino.
Il documento, che è uscito proprio questa settimana (4 Mar 2014), è intitolato “Evaluation of Glacier Changes in High Mountain Asia Based on 10-year GRACE-RL05 Models.”

La stessa cosa riguarda anche la Scozia, Isole Britanniche, dove nelle catene montuose più alte lo spessore del manto nevoso è il maggiore di sempre, al punto che si prevede si continuerà a sciare anche d'estate.
Un resort che ha conosciuto il suo giorno più trafficato in un decennio, questa settimana ha svelato i piani per “sciare in estate”, se le condizioni lo consentono.
All’inizio della settimana Iain Sykes, il fondatore del Nevis Range Ski Resort ha sostenuto che il paese aveva più neve che mai nella storia dello sci lì.
Il resort ha registrato la caduta della neve per 59 giorni consecutivi.
La copertura nevosa è stata descritta come “wall-to-wall”.

La profondità media della neve si pensa sia 1,6 metri sulle pendici più basse, 4,5 metri sulle pendici superiori, con alcune aree profonde stimate essere oltre 18 m (58 ft) di profondità. (Più di 5 piani di profondità!)
Il paese non era nemmeno in grado di operare tutti i suoi impianti di risalita durante il weekend perché alcuni impianti sono ancora sepolti sotto le quantità senza precedenti di neve.
L’amministratore delegato Marian Austin ha detto: “Tutti i nostri staff hanno lavorato molto duramente in condizioni difficili e le squadre di collina sono state a scavare gli impianti di risalita a monte quasi quotidianamente.
“I nostri dati dimostrano che è nevicato in ogni periodo di 24 ore da quando abbiamo aperto per questa stagione invernale il 20 dicembre 2013, quindi abbiamo quasi dimenticato cosa vuol dire non avere la neve che cade ogni giorno.
Indubbiamente sembra che la linea della nevi, sia molto cambiata, proprio come è cambiato il Vortice Polare che durante il periodo invernale tende ad abbassarsi oltre più a Sud, spostando ulteriormente la Corrente a Getto nelle regioni più meridionali.
Sommiamo tutto ciò all'aumento delle precipitazioni, sia piovose che nevose e comprendiamo che questi fenomeni porteranno sul lungo termine un aumento della massa glaciale delle catene montuose, in tal caso favorendo l'avanzare dei ghiacciai.
Perché stanno aumentando le precipitazioni?
Dall'inizio del 2013, i rapporti di gravi inondazioni sono osservati tutto il
mondo: Gennaio 2013 - Sud Africa, Zimbabwe, Mozambico, orientale
In Australia
; febbraio 2013 - Perù, Cile, Bolivia, aprile 2013 - Buenos Aires (Argentina); maggio 2013; Cina meridionale; GIUGNO 2013 - India settentrionale, Calgary (Canada), Nuova Zelanda (Otago, Nelson &
Distretti Tasman).

Tuttavia, più sorprendenti erano le piogge torrenziali in Europa (fine maggio-inizio giugno 2013), portando fiumi come il Danubio e l'Elba a inondare o minacciare molte città e paesi.
Città storiche come Budapest, Praga e Dresda sono stati gravemente colpite.

Diverse notizie hanno riportato dati che queste erano le peggiori inondazioni in 500 anni.
Ciò significa che inondazioni simili si sono verificate circa durante il 1500 dC . Questo è stato durante la Piccola Età del Ghiaccio ( 1300 al
1850).
Esistono record storici di inondazioni catastrofiche durante la Piccola Età del Ghiaccio .
Per esempio quella di St Elisabeth, dove catastrofiche alluvioni in Olanda nel 1404 e il 1421 annegarono decine di migliaia di persone.
Nel calamitoso 14 secolo (1978 , Balantyne Books, New York ) , descrive gli effetti disastrosi dell'inizio della Piccola Età del Ghiaccio .
All'inizio di questo secolo ebbe l'avvio l'inizio della miseria.
Il Mar Baltico congelato si ricoprì di uno strato di ghiaccio per due volte, nel 1303 e 1306-07, anni di seguito con freddo fuori stagione, tempeste e piogge, e un aumento del livello del Mar Caspio.

Il Mar Caspio è un mare interno senza alcun legame con i mari e gli oceani del mondo, il suo livello è quindi direttamente dipendente dal flusso di acqua dai fiumi e dall' evaporazione.
Piogge più pesanti portano ad un'innalzamento del livello di questo mare.
I contemporanei non potevano sapere che era l'inizio di ciò che è da allora stata riconosciuto come la Piccola Età del Ghiaccio, causata da un anticipo di ghiacciai polari ed alpini e che durerà fino al 1850.
Di particolare importanza a questo saggio ci sono riferimenti all'inizio di questo secolo che affermano: "Nel 1315, dopo le piogge così incessanti che essi sono state confrontate con il Diluvio biblico, le colture fallirono in tutta Europa, e la carestia, il cavaliere oscuro della Apocalisse, è diventato familiare a tutti. "
Le inondazioni sono un segnale del Raffreddamento Globale?
E 'quindi legittimo chiedersi se queste "piogge incessanti" in molti luoghi al momento, ma soprattutto in Europa, non potrebbero essere uno dei segni che potremmo essere entrando in un periodo di raffreddamento, forse così grave come alcuni periodi della Piccola Età del Ghiaccio.
Diversi scienziati si sono rivolti a questa possibilità di raffreddamento, sulla base delle indicazioni scientifiche, come il Sole entrato in un periodo di quiete e
il Pacific Decadal Oscillation (PDO) che hanno portato alla fase di raffreddamento.
Per spiegare questo, dobbiamo andare indietro nella storia, per il Periodo Caldo Medievale (MWP, 900-1300) e la Piccola Età del Ghiaccio (1300-1850).

Quando il ciclo undecennale delle Macchie Solari raggiunge la sua fase di massima intensità il flusso di particelle del Vento Solare subisce una sostanziale impennata accompagnando l'intensificarsi e l'espandersi del campo magnetico della nostra stella, andando così a formare una sorta di colossale "bolla magnetica" che isola il Sistema Solare dal flusso della Radiazione Cosmica proveniente dagli esterni spazi siderali.
L'effetto opposto invece avviene alla fine della fase di massima attività solare ossia quando il ciclo undecennale si approssima a raggiungere la sua fase di minimo undecennale e il Sole giunge la sua fase di quiete nella sua attività, raggiungendo quindi un progressivo indebolimento del proprio campo magnetico e permettendo quindi in misura maggiore al flusso di Radiazione Cosmica di penetrare all'interno del Sistema Solare e influenzare le atmosfere planetarie, Terra compresa.
Diversi studi sembrano chiaramente dimostrare che un'incremento della Radiazione Cosmica che colpisca gli strati alti dell'atmosfera ionizzandoli sia in grado di condizionare l'aumento della nuvolosità, favorendo quindi un'aumento delle precipitazioni e l'aumentare di fenomeni climatici e meteorologici estremi.
Effettivamente se consideriamo che l'ultima Piccola Età del Ghiaccio ebbe inizio con un prolungato periodo di estremamente bassa attività solare detto Minimo di Wolf nel 1280 e terminato nel 1350 scopriamo che durante i primi decenni del 1300 l'Italia, il Nord Europa e la Cina furono spazzati da devastanti alluvioni che portarono carestia e milioni di morti.
Tra le numerose alluvioni che si verificarono nella penisola Italiana possiamo ricordare quella del 1330 che coinvolse il Polesine e il Mantovano causando il decesso di oltre 10.000 persone.
La stessa cosa si ripeterà anche l'anno successivo nel Mantovano e nel Ferrarese e in numerosi altri fiumi della Toscana.
Nel 1333 invece si ebbe una serie di eccezionali eventi meteorologici come ad esempio un ciclone che nel Nord Italia distrusse numerose abitazioni e i raccolti, la cui grandine raggiunse l'altezza di un metro.
Nel 1336 il Po straripò nuovamente rompendo gli argini e allagando le campagne circostanti, le cui acque geleranno durante l'arrivo dell'inverno.
Successive e frequenti alluvioni si ripeteranno anche negli anni successivi almeno fino al 1385, tra di esse possiamo ricordare la cosiddetta piena del millennio del fiume Reno nel 1342 e le forti piene del fiume Tevere nel dicembre del 1376 e nel novembre del 1379 il cui livello fiume raggiunse l'altezza di 17 metri.
Questo periodo di forti piogge coinvolse anche il Nord Europa la cui Grande Carestia che lo coinvolse dal 1315 al 1317 fu causato da eccezionali stagioni piovose, la cui primavera,l'estate e l'autunno furono soggetti a frequenti piogge che impedirono ai cereali di maturare nei campi, decimando per fame oltre un milione di persone e portando come conseguenza all'abbandono dei bambini, come narra la fiaba di Hansel e Gretel.
A Oriente, il caso della Cina tra il 1333 e il 1347 è un chiaro esempio di ciò che in un prossimo futuro potrebbe ripetersi.
Nel 1333 il periodo iniziò con una devastante siccità nella Cina sud-orientale, nell'area compresa tra i fiumi Xiang e Hoai.
Come conseguenza, i raccolti avvizzirono, il bestiame morì di fame e seguì la carestia.
Il numero dei morti lievitava sempre più e la gente invocava gli dei per la pioggia.
Furono ascoltati, si scatenarono rovesci torrenziali che decimarono 400.000 persone.
Mentre si cercava di riprendersi un violento terremoto causò il crollo della vicina montagna di Tsinceheou, uccidendone molti altri.
L'anno seguente la situazione deteriorò ulteriormente.
La città di Canton, ora Quang Zhou, capitale del Impero Cinese, fu spazzata da terribili inondazioni.
Nel contempo la città di Tche fu soggetta ad una grave siccità dalla quale partorì la Peste, la cui falce decimò 5 milioni di persone.
Mesi dopo la stessa regione venne investita da uno spaventoso terremoto che fece crollare le montagne dando origine a crateri inondati.
Uno di essi era largo almeno 160 chilometri e vi annegarono migliaia di persone nel "cratere" formato dal terremoto.
Nel 1336 la Cina Meridionale fu colpita da una sorprendente alternanza di siccità e inondazioni.
L'effetto combinato portò ad una delle peggiori carestie per un totale di almeno 4 milioni di morti.
A ciò fecero seguito invasioni di locuste, inondazioni intermittenti, e scosse di terremoto che si perpetuarono per sei giorni.
Nel 1339 la routine dell'Apocalisse di Giovanni non era cambiata.
Si ebbe il crollo della montagna di Hong-Tchang, con un diluvio devastante.
Nel Pien-Tcheou, dopo tre mesi di pioggia battente, si verificarono inondazioni mai viste che spazzarono via parecchie città.
Dal 1340 al 1343 la Cina fu ripetutamente colpita da frequenti e catastrofiche scosse di terremoto.
Il '44 vide anche un'enorme tsunami che distrusse la città di Ven-Tcheou mentre nel '45 seguirono altre inondazioni e carestie a Ki-Tcheou.
Questa fase si concluse nel '46 con l'inondazione di Canton, con altre carestie e scosse di terremoto.
La ragione di questo incremento delle alluvioni stà nel fatto che una volta crollata l'attività delle Macchie Solari e l'attività solare andò scemando, il flusso della Radiazione Cosmica proveniente dallo spazio esterno si fece più consistente contribuendo ad aumentare la nuvolosità, come le precipitazioni stesse e la loro frequenza, il medesimo fenomeno riguardò anche gli eccezionali innevamenti che accompagnarono i freddi secoli della Piccola Età del Ghiaccio.
La Radiazione Cosmica e la sua incidenza è modulata dall'intensità dell'attività solare, quindi durante i periodi in cui quest'ultima è estremamente debole si ha una maggiore incidenza da parte del flusso della Radiazione Cosmica sul clima terrestre, condizionando la formazione dello strato nuvoloso e fornendo più nuclei di condensazione per le gocce d'acqua su cui crescere.
Una maggior percentuale di nubi sulla Terra equivale ad una maggior quantità di luce riflessa, e quindi ad pianeta più freddo.
Dopo essere gradualmente uscita del prolungato freddo torpore della Piccola Età del Ghiaccio nel 1850, il nostro pianeta è stato soggetto ad un'incremento dell'attività solare e dell'irradiamento della nostra stella, quindi anche del campo magnetico solare, e questa tendenza generale sul lungo termine si è mantenuta fino al minimo undecennale del 2008, quando l'attività solare ha evidenziato un sensibile e significativo crollo oltre ogni previsione.
Quello che abbiamo vissuto i decenni scorsi si definisce un Massimo Solare Moderno.
Alla fine del 1990 alcuni ricercatori hanno suggerito che quando l'attività solare è alta contribuisce ad abbassare il livello della Radiazione Cosmica, riducendo la copertura nuvolosa e riscaldando il pianeta.
In tal caso sulle basi di queste ricerche è logico ritenere che il riscaldamento climatico che abbiamo avuto nei decenni scorsi sia stato parte di un ciclo del tutto naturale, paragonabile al periodo di Caldo Medievale che precedette l'ultima Piccola Età del Ghiaccio, nulla a che vedere con l'ipotesi di un ruolo dell'anidride carbonica emessa dalle attività umane che avrebbe fatto venire la febbre al pianeta.
Dal 2008 ad oggi stiamo assistendo ad una prolungata fase di bassa attività solare ridotta ai minimi storici e da allora il flusso di Radiazione Cosmica che colpisce il nostro pianeta ha subìto un sensibile aumento, in corrispondenza con un'incremento delle inondazioni e degli eventi meteo estremi.


Il grafico dalla presentazione degli studi sedimentari mostra che le inondazioni erano più frequenti ed estreme durante la Piccola Era Glaciale (vedi qui)

L'idea che la Radiazione Cosmica di origine stellare, specialmente le Supernove, composta perlopiù da protoni, possa condizionare la formazione dello strato nuvoloso dell'atmosfera che avvolge il nostro pianeta, risale a diversi decenni or sono.
Quando venne scoperto che la condensazione del vapore acqueo nelle microscopiche gocce d'acqua che compongono le nubi è un processo complesso che coinvolge non solo macroscopici effetti dinamici, ma importanti meccanismi microscopici che possono essere condizionati dalla Radiazione Cosmica e la materia costituente la nostra atmosfera.
La condensazione del vapore acqueo nelle nubi avviene attorno a delle particelle materiali di dimensioni macroscopiche come ad esempio aerosol, cristalli di sali, pollini, polveri vulcaniche.
Queste particelle materiali vengono definite: nuclei di condensazione.
Le radiazioni cosmiche galattiche che hanno energie superiori a 100 MeV (megaelettronvolt) e le particelle che essi producono entrando nell'atmosfera sono le principali cause della ionizzazione dell'atmosfera terrestre.
Anche lo stesso campo magnetico terrestre influisce sul moto della Radiazione Cosmica, favorendone la concentrazione specialmente in circoscritte aree del pianeta.
Le radiazioni cosmiche ionizzando l'atmosfera sono supposte di favorire il processo di condensazione del vapore acqueo sui nuclei di condensazione, oltre che agevolare la formazione dei nuclei stessi.
Sono allo stesso modo responsabili dell'alterazione delle proprietà elettriche delle nuvole, in particolare di quelle non temporalesche, e secondo certi autori l'elettrificazione delle nubi risulta importante per l'efficenza con cui si formano i cristalli di ghiaccio all'interno di esse stesse.
Ne consegue che la Radiazione Cosmica condizione la formazione delle nuvole e quindi anche la quantità di precipitazioni.
In ultima analisi non dovremmo sorprenderci delle eccezionali quantità di pioggia scaricate sulle Isole Britanniche quest'inverno, proprio come non dovremmo sorprenderci delle abbondanti quantità di pioggia e neve cadute sul continente europeo.
Certamente in questo periodo l'escalation di tensioni che stanno avvenendo tra gli Stati Uniti, Unione Europea e la Russia ci stanno facendo capire che se ci sarà una guerra, lo sfondo di questo Raffreddamento Climatico potrebbe giocare gravissimi danni principalmente nelle forniture alimentari, non sono meno responsabili quelli che dai loro modelli previsionali da computer, pensano di avere la prova scientifica di incolpare la società cuocere questo pianeta.





Fonti:
http://wattsupwiththat.com/2010/12/28/2010%E2%80%94where-does-it-fit-in-the-warmest-year-list/
http://www.thegwpf.org/1975-global-cooling-extreme-weather/
https://www.sciencenews.org/search?st=view%20download%20id%20name%20CHILLING%20POSSIBILITIES
http://freddofili.it/12/03/2014/i-sei-mesi-piu-freddi-dal-1912/
http://freddofili.it/19/03/2014/nord-america-il-piu-gelido-inizio-di-primavera-da-oltre-50-anni/
http://www.meteogiornale.it/notizia/31665-1-impazza-il-caldo-in-mezza-europa-temperatura-record-a-lubiana
http://oblast45.ru/publication/3869
http://www.sott.net/article/275555-Support-for-theory-of-a-cooling-world
http://www.thegwpf.org/northern-hemisphere-snow-extent-highest-record/
http://freddofili.it/21/03/2014/la-primavera-inizia-con-gelo-freddo-e-neve-sulla-gran-bretagna/
http://www.sott.net/article/275820-Pod-of-over-30-dolphins-die-after-being-trapped-by-ice-Cape-Ray-Newfoundland
http://www.cbc.ca/news/canada/newfoundland-labrador/port-au-choix-house-buried-in-snow-owners-worry-about-collapse-1.2578292
ttp://freddofili.it/13/03/2014/ghiacciai-alpini-in-avanzata/
http://www.meteoweb.eu/2014/02/immagini-incredibili-dalle-alpi-rifugi-alberi-e-seggiovie-sepolti-da-metri-e-metri-di-neve-foto/263388/
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/2013JB010860/abstract
http://iceagenow.info/2014/03/record-snowfall-scotland-skiing-summer/
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/12/la-caduta-della-radiazione-cosmica.html

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