ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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giovedì 13 ottobre 2016

LA FEDERAZIONE RUSSA RIACQUISTA LO STATUS DI SUPERPOTENZA


Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha dichiarato di valutare il ritorno di basi militari russe a Cuba e Vietnam. A giudicare da ciò, le informazioni sono trapelate al pubblico, per caso, mentre i funzionari preferiscono o rimanere in silenzio o rispondere evasivamente alle domande dei giornalisti.
Tuttavia, Tsargrad è riuscita a chiarire in quali Paesi la Russia potrebbe tornare nel prossimo futuro. Questo compito è prima di tutto dei nostri militari e non è questione semplicemente di aumentare il numero dei truppe all’estero, ma anche, per esempio, di provvedere ai voli a lungo raggio, garantire il supporto logistico alla Marina e creare efficaci centri di raccolta delle informazioni. Con questo obiettivo, per esempio, i punti di rifornimento dovranno essere organizzati all’equatore. Ma tutto a suo tempo.

Vietnam
Durante la guerra del Vietnam, la base di Cam Ranh apparteneva agli Stati Uniti avendo grandi porto e aeroporto. La Russia iniziò ad usarla nel 1979, quando l’URSS firmò l’accordo corrispondente con il Vietnam per 25 anni. In questo periodo, Cam Ranh divenne la maggiore base militare dell’URSS all’estero e ospitava in modo permanente parte della Flotta del Pacifico, con aerei, navi e sottomarini. La base fu affittata gratuitamente fino al 1991. Nei primi anni 2000 l’accordo non fu rinnovato, dato che l’uso di molte basi militari all’estero era ritenuto inefficace e la manutenzione non necessaria. Uno dei maggiori ruppi di pressione di tale idea fu quello dell’allora Ministro degli Esteri russo Igor Ivanov. La Russia ebbe colloqui sul ritorno a Cam Ranh nel 2010. Poi, i piani non riguardavano una base militare, ma un punto logistico per la Marina russa.
Il processo fu bloccato finché le dirigenze dei due Paesi s’incontrarono ai vertici. Nel 2013, i Presidenti di Russia e Vietnam firmarono l’accordo per creare una base per riparazione e manutenzione della navi da guerra russe. Un anno dopo, il Vietnam approvò una procedura semplificata per l’ingresso delle navi russe nella baia di Ranh Cam e l’aeroporto locale iniziò la manutenzione dei nostri aerei.
Nel 2016 si ebbero informazioni da varie fonti secondo cui l’esercito russo era pronto al pieno ritorno in Vietnam. La leadership della Repubblica dichiarò di non essere contraria al ristabilimento di una base militare, perché Hanoi vede Mosca come partner prioritario. Il ritorno delle forze russe nella base di Cam Ranh e la manutenzione annuale costeranno circa 300 milioni di dollari.

Cuba
La situazione con Cuba s’è sviluppata in modo simile.
Prima del crollo dell’URSS l’uso delle nostre basi militari sull’isola era libero.
Negli anni post-sovietici, la Russia pagò centinaia di milioni di dollari per il mantenimento della base di Lourdes, del porto di Cienfuegos, delle basi militari di Marocco e Guanabo, e di un contingente di specialisti.
Ma ne era valsa la pena, dato che i due terzi dell’intelligence sugli Stati Uniti proveniva dalla base di Lourdes, e non solo militare ma anche, ad esempio, registrazioni telefoniche. Tali opportunità erano offerte dalla posizione strategica della base, a 250 km dagli Stati Uniti.
Nel 2001 la Russia abbandonò la presenza a Cuba a causa, si crede, della pressione degli Stati Uniti, ma ufficialmente per i costi elevati. Ma il territorio ex-militare e del centro di intelligence elettronica non sono stati abbandonati. L’Istituto d’Informazione Tecnologica di Cuba si trova a Lourdes e truppe cubane a Guanabo e Marocco. La Russia ha già provato a ritornare al precedente livello di cooperazione.
Ad esempio, le forze aeree russe possono utilizzare gli aeroporti cubani e nel 2014 vi furono colloqui per ripristinare la nostra presenza a Lourdes. Anche se le fonti ufficiali continuano a negare questa informazione, una prova indiretta dice altro.
Circoli militari attendono l’ampio ritorno in questa base proprio sotto il naso degli Stati Uniti. Il caporedattore della rivista Difesa Nazionale ed esperto di questioni militari Igor Korotchenko, ritiene che “il ritorno della Russia a Cuba e la ripresa dell’intelligence elettronica siano importanti per garantire la nostra sicurezza nel mondo, dove la principale minaccia alla Russia sono gli Stati Uniti“. Korotchenko è convinto che abbiamo bisogno del centro d’intelligence elettronica di Lourdes e che un accordo su ciò debba essere concluso subito per 99 anni.

Siria
L'”officina galleggiante” a Tartus, Latakia, era ultima roccaforte della Russia all’estero. Prima dell’inizio del conflitto siriano era utilizzata dalle nostre navi nel Mar Mediterraneo per i rifornimenti di carburante o riparazioni svolte da poche persone. Nel 2010-2012, la base fu ampiamente modernizzata, dopo di che il punto logistico divenne una base navale. Oggi, 2000 specialisti sono impiegati a Tartus e portaerei possono stazionarvi.
Questa base è indispensabile nel caso della ripresa della presenza navale russa nel Mar Mediterraneo.
E non sembra così lontano.
Un altro avamposto delle truppe russe nel Mar Mediterraneo è la base aerea di Humaymim. I compiti di questa base comprendono non solo alloggio e sostegno dei nostri aerei in Siria, ma anche mantenimento dell’equilibrio di forze contro la NATO nella regione. Ora, informazioni non ufficiali indicano diverse basi militari russe da costruire in Siria, in particolare di basi aeree nella zona di Shayrat, a sud-est di Homs, e vicino la città di Qamishli, al confine con Turchia ed Iraq. Vi sono anche diversi rapporti sullo schieramento di unità militari russe in almeno due quartieri di Lataqia.

Yemen
Le basi di Aden e Socotra furono tra le più importanti per l’URSS. I nostri aerei potrebbero teoricamente raggiungere la base statunitense di Diego Garcia da questi punti. Dopo la partenza delle truppe sovietiche dalla Somalia, lo Yemen divenne una base per la nostra flotta e un perno delle comunicazioni della Russia su Mar Rosso e Corno d’Africa. Ora negoziamo con cautela la creazione di un punto logistico nello Yemen.
Abdullah Salah, l’ex-presidente del Paese e principale alleato militare yemenita di Ansarullah che controlla il nord del Paese e la capitale Sana, ha fatto una dichiarazione su questo. Ansarullah e truppe fedeli al presidente Salah resistono efficacemente all’invasione dai Paesi del Golfo Persico guidati dall’Arabia Saudita, e sono pronti a fornire alla Russia basi strategiche in cambio di sostegno. Sarebbe miope per la Russia rifiutare un’offerta tanto generosa, restaurando il controllo russo sul traffico marittimo nel Mar Rosso, Golfo Persico, Aden e altre rotte cruciali nella regione.

Filippine
Queste isole erano fino a poco prima un affidabile partner militare e satellite degli Stati Uniti. Già nel 1951, Stati Uniti e Filippine firmarono un accordo di mutua difesa. Durante la guerra fredda, le isole furono letteralmente coperte da una rete di basi militari statunitensi. Infatti, un recente rapporto del centro di analisi del Pentagono, la RAND, considerava un attacco alle Filippine ragione per istigare un’ipotetica guerra tra Cina e Stati Uniti.
Cina e Filippine hanno dispute territoriali sull’arcipelago delle Spratly nel Mar Cinese Meridionale, scambiandosi periodicamente dichiarazioni di rabbia e bandiere cinesi vengono spesso bruciate nella capitale delle Filippine. Ma tutto ciò è cambiato 6 mesi fa, con l’ascesa del nuovo presidente Rodrigo Duterte.
Nel corso della sua ancora giovane presidenza, il presidente è arrivato a chiamare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama figlio di puttana e a voler sparare agli spacciatori. Duterte sostiene che il punto di non ritorno nei rapporti con gli Stati Uniti è già stato attraversato e che vede Russia e Cina nuovi partner.
Il Ministero della Difesa delle Filippine dichiarava di non aver bisogno del sostegno militare e logistico degli Stati Uniti. Le basi militari statunitensi nelle Filippine già vengono chiuse ed è probabile che i funzionari degli Stati Uniti siano presto messi alla porta. Per compensare le perdite degli affitti, le Filippine dovranno trovare un nuovo partner. Se i rapporti con la Cina rimangono tesi, più probabilità di poter sostituire gli Stati Uniti avrà la Russia.

Somalia
Un’altra eredità del periodo sovietico è la base aeronavale di Berbera in Somalia che permise alla Russia di controllare Golfo di Aden, Mar Rosso e Corno d’Africa. Questa base aerea dalla pista più lunga dell’Africa e un porto dalle acque profonde fu costruita appositamente per i nostri militari. La base inoltre aveva un importante centro di comunicazione ed intelligence. Abbandonammo edifici che potevano ospitare 1500 persone, e più depositi per combustibile e missili. Dopo il ritiro dell’URSS, la base fu immediatamente occupata dagli Stati Uniti. Berbera e le sue attività sono ora controllate dallo Stato autoproclamato del Somaliland, la cui pirateria è la fonte di reddito principale. Gli Emirati Arabi Uniti hanno espresso interesse a riavviare la base militare. Per la Russia, tornare nella base sarebbe estremamente utile assieme al “pacchetto” di porti comprendente Socotra. In generale, queste basi potrebbero consentire il pieno ripristino della presenza della flotta russa nella regione, completandone la rinascita globale nei vari oceani.

Libia
Poco prima della “primavera araba”, la Russia restaurò alcune basi militari in Medio Oriente. Tra di esse i centri della Marina russa in Libia. Il defunto leader della Jamahiriya, Muammar Gheddafi si offrì di ospitare una base navale russa presso Tripoli e Bengasi, nel corso di negoziati ad alto livello. Ma, ahimè, i tragici eventi del 2011 chiusero tutti i piani per la presenza militare russa in Libia. Tuttavia, se tali piani saranno realizzati, la Russia avrebbe due potenti avamposti navali, oltre alla presenza permanente nel Mediterraneo. In futuro, questo significherebbe la rinascita completa dello squadrone del Mediterraneo. Tuttavia, con l’attuale governo, o meglio, l’anarchia nella ex-Jamahiriya, ciò è impossibile. Ma dato lo stretto legame con la Russia del governo del generale Qalifa Balqasim Haftar nell’oriente del Paese, non lo si può escludere in futuro.

Altri Paesi

Altre opzioni per il dispiegamento di basi russe vengono occasionalmente sentite al telegiornale, tra cui Venezuela, Nicaragua, Iran, Serbia e altri. Tuttavia, discussioni serie potranno iniziare solo una volta che questi Paesi modificheranno la legislazione. Al momento, le basi straniere in questi Paesi sono vietate. Nel migliore dei casi, potremmo parlare di punti logistici o concessione dell’uso di aeroporti e porti all’esercito russo, come nel recente caso dell’Iran, per esempio.

Uniformi e paracadute nuovi per le forze russe in Egitto

A fine ottobre, le truppe aeroportate russe della 106.ma Divisione aeroportata della Guardia che si dirigeranno in Africa per le esercitazioni antiterrorismo congiunte con l’esercito egiziano, saranno dotate di nuove uniformi e dai più avanzati paracadute militari.
Le manovre “Defenders of Friendship-2016” delle truppe russe ed egiziane, insieme ad osservatori di oltre 30 Paesi, inizieranno a fine mese, e simuleranno la distruzione di gruppi terroristici in ambiente desertico, nel primo schieramento delle truppe aeroportate russe con proprie armi ed equipaggiamenti nel continente africano. La scorsa settimana, il Ministero della Difesa dichiarava che le truppe delle forze aviotrasportate russe avranno nuove uniformi, sviluppate appositamente per i climi caldi, dall’elevata capacità di termoregolazione e resistenza all’umidità. Il Ministero della Difesa aveva anche detto che le forze russe utilizzeranno i più recenti paracadute governabili della serie Arbalet (Balestra). I paracadutisti russi partecipando a Difensori dell’Amicizia-2016 in Egitto utilizzeranno i più avanzati paracadute per impieghi speciali Arbalet.
Sarà il primo impiego in massa dei sistemi Arbalet-1 e Arbalet-2 “nel deserto del continente africano”, confermava un comunicato del Ministero. La serie di paracadute Arbalet è utilizzata dalle forze speciali e dalle unità da ricognizione delle Forze Aeroportate russe, ed è stata testata con successo nell’Artico all’inizio dell’anno, con le truppe che effettuavano sbarchi sui pack alla deriva nel Mar Glaciale Artico. L’Arbalet-2 è stato consegnato ai militari russi nel 2013. I paracadute sono progettati specificamente per i lanci dagli aerei da trasporto An-2, An-26, An-12 e Il-76, ed anche da appositamente attrezzati elicotteri da trasporto Mi-8; e possono reggere truppe e attrezzature del peso di 150 kg, a temperature da -35 a +35 gradi, in lanci da aeromobili che volano a 400 km/h. La speciale forma a cupola dell’Arbalet (dei paracadute principale e di riserva) è progettata per garantire un atterraggio sicuro anche alle truppe con scarsa esperienza nel paracadutismo.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/10/11/il-ritorno-della-superpotenza-russia-2/

giovedì 3 marzo 2016

GLI INTERESSI ECONOMICI RUSSI IN COREA DEL NORD NON SARANNO SFIORATI DALLA SANZIONI


Gli interessi economici russi in Corea del Nord non saranno toccati dalle nuove sanzioni introdotte dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Lo ha detto l'ambasciatore russo presso le Nazioni Unite Vitaly Churkin, dopo la decisione del Consiglio di Sicurezza Onu di espandere le misure imposte nei confronti di Pyongyang.
"Abbiamo particolari interessi economici che siamo riusciti a difendere", ha detto Churkin ai giornalisti dopo l'adozione della risoluzione.
Le nuove sanzioni influenzeranno molteplici settori dell'economia della Corea del Nord, limitando o vietando l'esportazione di carbone, ferro, oro, titanio e minerali naturali rari e vietando la vendita di armi. Secondo Churkin, il piano della Russia di costruire una ferrovia che passerà attraverso la Corea del Nord per consegnare carbone russo in Cina non sarà influenzato dalle nuove sanzioni.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160303/2202159/corea-del-nord-sanzioni-russia-churkin.html#ixzz41rGiFOsl

venerdì 27 novembre 2015

LA COREA DEL NORD METTE SULL'ATTENTI LA TURCHIA


La Corea del Nord ha annunciato ufficialmente che la Turchia sarà distrutta se pensa metterà ancora una bomba in Siria.
Analisti internazionali temono che la Federazione Russa che sta applicando operazioni militari in Siria e ha alleati come la Repubblica Cinese e l'Iran.
Ora la Corea del Nord ha dichiarato la sua adesione alla Russia, Cina e Iran per aiutare la Siria. Kim Jong-un ha avvertito che potrebbe applicare l'uso di armi nucleari. (e lui parole al vento non ne ha).
Quando stiamo parlando di una nazione come la Corea del Nord bisogna tenere presente che si tratta una delle poche in seguito alla caduta dell'Unione Sovietica ad aver mantenuto la disciplina e a tradizione del periodo, senza contare che si tratta di uno stato con armi nucleari e un'elevata tecnologia militare.
Il paese può contare anche su uno dei più grandi eserciti del mondo: con circa 1,2 milioni di soldati (e più di 8 milioni di riservisti) di cui 180 mila membri scelti.
È un numero incredibile, circa 49 soldati ogni 1.000 abitanti, senza contare i riservisti. Negli Usa sono 5 su 1.000 per fare un confronto.
La gran parte del loro addestramento si basa sull'ipotetica invasione della Corea del Sud, dove sono stati trovati 4 tunnel segreti in grado di permettere lo spostamento di 30 mila soldati in un'ora.

Fonte:http://news-islam.ru/world/item/2742

lunedì 26 ottobre 2015

COSA HA SPINTO GLI AMERICANI A REVOCARE LE SANZIONI ALLA REPUBBLICA DELL'IRAN


Le sanzioni imposte all’Iran dagli Stati Uniti per il programma nucleare, sono state revocate per le pressioni esercitate da Mosca. Israele, che riceve aiuti militari annuali dagli Stati Uniti del valore di 4,3-4,5 miliardi di dollari, si sentì tradito dal partner principale. Israele aveva messo a punto un piano per attacchi aerei contro obiettivi in Iran utilizzando lo spazio aereo della Turchia, L’Arabia Saudita, il più ricco rivale sunnita dell’Iran sciita, ha reagito male verso la Casa Bianca. Molti analisti hanno cercato di trovare una spiegazione a tale sorprendente decisione degli Stati Uniti. Il mistero è ancora più fitto quando, subito dopo che la Russia aveva iniziato gli attacchi in Siria, la portaerei statunitense USS Theodore Roosevelt ebbe l’ordine di lasciare il Golfo Persico tornando negli Stati Uniti. È la prima volta dal 2007 che non ci sono portaerei degli Stati Uniti nel Golfo Persico, di responsabilità della V Flotta degli Stati Uniti. Qual è esattamente la causa di queste decisioni apparentemente inspiegabili di Washington? Un indizio è che, sebbene soggetto alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, il governo iraniano ha investito negli ultimi dieci anni una quota insolitamente grande del bilancio nella ricerca. La conseguenza logica di questo investimento fu che il 14 settembre il Generale di Brigata iraniano Farzad Esmail, comandante della base aerea di Khatam al-Anbiya, disse che da marzo 2016 entrerà in servizio un radar a onde corte in grado di rilevare bersagli aerei e spaziali a 3000 km di distanza. Nel giugno 2014 l’Iran attivava il primo radar ad ampio spettro d’azione a Garmsar, provincia di Semnan. Il radar è stato nominato Qadir ed ha un raggio d’azione di 1100 km. Il 4 luglio 2015 l’Aeronautica iraniana annunciava l’attivazione di un altro radar ad onde corte Qadir, ad Ahvaz. Il radar è situato nell’ovest dell’Iran in prossimità del Golfo Persico, al confine del Quwayt e della città irachena di Bassora. La maggior parte dei radar militari svolge compiti di controllo del tiro e rilevamento nelle gamme centimetriche e millimetriche. Un rilievo può essere d’ostacolo ai raggi elettromagnetici emessi dai radar millimetrici e centimetrici perché questi fasci si muovono parallelamente al terreno. Un altro ostacolo è la curvatura della terra, così la distanza di rilevamento massima è 300-500 km. I radar ad onde corte (chiamate anche frequenza UHF da 3 a 30 MHz) del tipo Qadir emettono fasci ad un angolo di 45 gradi rispetto al terreno. I fasci sono riflessi più volte dallo strato ionosferico dell’atmosfera terrestre. Il vantaggio è che la perdita di segnale è insignificante nella riflessione ionosferica. Il radar bistatico iraniano, con stazioni di trasmissione e ricezione separate e distanti tra esse, sembra copiato dai radar russi della classe Dnepr con un campo visivo dall’apertura di 240° e che possono monitorare lo spazio aereo fino a 3000 km di distanza. Al di fuori dei radar Dnepr, la Russia ha in linea una serie di radar tipo 77Ja6DM Voronezh (raggio di rilevamento di 6000 km), presso l’aeroporto Dunaevka di Kaliningrad, a Lekhtusi (vicino San Pietroburgo) e Olenegorsk nella penisola di Kola, al confine con la Finlandia. Un altro radar Voronezh è ad Armavir (150 km a nord di Sochi), sul Mar Nero.
Completando il quadro, ricordiamo che il Generale Philip Breedlove, comandante militare della NATO, ha riconosciuto che in Siria la Russia ha creato una zona di esclusione, impenetrabile a tutte le risorse della NATO (Anti-Access/Area Denial – A2/AD bubble). Una zona di esclusione con mezzi antiaerei navali e terrestri di ultima generazione. Il Generale Philip Breedlove aveva aggiunto che la Siria non era l’unica zona di esclusione della NATO creata dai russi. Queste aree, ha detto, esistono già nell’enclave di Kaliningrad (dove c’è il radar Voronezh dell’aeroporto Dunaevka), sulle coste del Mar Baltico e sulle coste del Mar Nero (radar Voronezh di Armavir), comprendente la Crimea. E in queste zone, i sistemi Krasukha-4 eseguono il continuo disturbo della sorveglianza dei radar della famiglia dei satelliti militari Lacrosse/Onyx, di quelli a terra e di quelli degli AWACS, E-8C e aerei senza pilota Northrop Grumman RQ-4 Global Hawk, General Atomics MQ-1 Predator e MQ-9 Reaper degli Stati Uniti. Un drone “stealth” da ricognizione statunitense Lockheed Martin RQ-170 Sentinel, inviato dalla CIA in missione di spionaggio nel nord-est dell’Iran, fu disturbato sui canali (satellitari e terrestri) che permettevano di pilotare il drone. Qualcuno ne prese il controllo a distanza, facendolo atterrare in buone condizioni sull’aeroporto militare iraniano di Kurt. Gli iraniani avevano una stazione Krasukha con cui effettuarono questa operazione?

Estrapolando e raccogliendo tutti questi piccoli dettagli, di fabbricazione russa, le conclusioni tratte dagli Stati Uniti sul sistema difensivo iraniano ora sembrano ben fondate.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/10/26/cosa-ha-spinto-washington-a-revocare-le-sanzioni-alliran/

venerdì 19 giugno 2015

PROGETTI COME IL TURKISH STREAM FARANNO SOLO BENE ALLA GRECIA

Progetti come quello di “Turkish Stream” aiutano a stabilizzare la situazione nella regione, ha dichiarato il primo ministro della Grecia Alexis Tsipras.

"I progetti di questo calibro creano possibilità per rafforzare la stabilità e la sicurezza della regione nel suo insieme. Crediamo che ciò serva anche a migliorare i nostri rapporti con la Turchia, pertanto siamo aperti all'analisi delle possibilità per finanziare il progetto, nel rispetto però del framework istituzionale derivante dalla nostra appartenenza all'UE e della legge greca", — ha detto Tsipras ai giornalisti dopo il suo colloquio con Vladimir Putin.
Secondo il presidente della Russia, la partecipazione al progetto del gasdotto "Turkish Stream" servirà ad elevare "lo status geopolitico della Grecia, che grazie a ciò diventerà un importante paese di transito per tutto il Sud dell'Europa, e forse anche per l'Europa Centrale, e riceverà ingenti somme di denaro: si tratta di centinaia di milioni di euro ogni anno semplicemente da incassare".

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20150408/226904.html#ixzz3dW29b6Nz

venerdì 5 giugno 2015

TURCHIA: LA POSIZIONE DELL'OCCIDENTE SUL TURKISH STREAM E' DA INGENUI

Il ministro dell'Energia e delle Risorse Naturali della Turchia Taner Yildiz ritiene strana e illogica la posizione dell'Occidente riguardo la realizzazione del gasdotto “Turkish Stream”.

"Trovo strana la posizione dell'Occidente, che da un lato si oppone a questo progetto e dall'altro esprime il desiderio di ricevere il gas tramite questa infrastruttura. È incoerente, è una posizione illogica," — il ministro Yildiz ha detto in un'intervista all'edizione turca di "Sputnik" (Sputnik Turkiye).

Ha aggiunto che la Turchia ha inviato una richiesta sulle coordinate della sezione terrestre di "Turkish Stream", e dopo la risposta inizieranno i lavori di costruzione in questa parte del gasdotto.

"Dopo la cancellazione di "South Stream", la sezione del gasdotto di 190 chilometri, che doveva passare attraverso il territorio della Bulgaria, sarà prolungata tramite la Turchia. Abbiamo bisogno di ottenere le coordinate del passaggio di questo tratto. La Turchia aveva chiesto alla Russia di presentare le informazioni necessarie. La risposta da parte russa era pervenuta, ma era incompleta, così è stato deciso di inviare una richiesta con studi più approfonditi del lato russo,"- ha detto Yildiz.

Lo scorso 1° dicembre "Gazprom" e la società turca "Botas" avevano firmato un memorandum d'intesa per la costruzione di un gasdotto dalla capacità di 63 miliardi di metri cubi di gas all'anno dalla Russia alla Turchia attraverso il Mar Nero. Con una lunghezza di 1.100 chilometri, il gasdotto porterà nel confine turco-greco 47 miliardi di metri cubi di gas. Secondo le previsioni, l'accordo intergovernativo relativo al nuovo gasdotto sarà firmato nel corso del secondo trimestre del 2015, mentre le prime forniture di gas si effettueranno nel dicembre 2016.
"Gazprom" e "Botas hanno già determinato il percorso del tratto sottomarino del gasdotto: per 660 chilometri si snoderà nello stesso percorso per cui era stata prevista la costruzione di "South Stream", mentre 250 chilometri faranno parte del nuovo corridoio in direzione della parte europea della Turchia. La lunghezza del tratto di superficie, secondo le dichiarazioni di "Gazprom", sarà di 180 chilometri.



Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20150605/503569.html#ixzz3cDsU5umY

giovedì 4 giugno 2015

LA POLITICA DELL'ENERGIA TRA MONOPOLIO E MULTIPOLIO


Esistono particolari ragioni per la quale gli Stati Uniti temono l'ascesa della superpotenza russa e della superpotenza cinese.
Non conta solo il numero di armamenti e di eserciti, della quale indubbiamente la Federazione Russa e la Repubblica Cinese sono al primo posto, ma conta piuttosto anche la questione di quante nazioni-potenze entrambi gli schieramenti abbiano alleate e più di ogni altra cosa la loro politica energetica a lungo termine.
Gli Stati Uniti e l'Unione Europea sono stati soggetti alle medesime politiche energetiche statunitensi in promozione di quella che viene definita GreenEconomy.
Questa politica energetica è un sistema politico con la quale le nazioni devono rallentare il loro sviluppo industriale con lo scopo emettere meno anidride carbonica, la quale secondo una controversa teoria molto appoggiata in Occidente ma osteggiata da un elevato numero di scienziati sarebbe responsabile di un riscaldamento climatico definito "effetto serra".
Gli Stati Uniti dopo il crollo dell'Unione Sovietica, sono diventati l'unica superpotenza esistente, fino all'attuale risollevamento della Federazione Russa, alla fine della Seconda Guerra Mondiale sono riusciti a intervenire contemporaneamente due zone differenti del pianeta influenzarne la politica e la mentalità della popolazione.
Sono riusciti a sconfiggere l'armata nazista sull'Europa occidentale, mentre la fetta più importante fu dilaniata ad est dall'armata sovietica.

Successivamente sono stati il primo Stato ad attuare un bombardamento atomico in un paese non nucleare, il Giappone, su Hiroshima e Nagasaki. Ponendo quindi fine alla Seconda Guerra Mondiale.
Da allora i giapponesi che in passato difendevano la loro Patria fino alla morte e facendosi esplodere con gli aerei, da cui deriva il termine "Kamikaze", hanno letteralmente perso la loro identità nazionale sottomettendosi ad avere rapporti con gli Stati Uniti e permettendo loro di occupare il loro territorio con la costruzione di basi americane.
In Europa le cosa andarono diversamente, molto diversamente da quello che pensiamo.
Tempo fa sulla Rai girava una pubblicità di propaganda pro-europeista che affermava che i soldati europei che combatterono contro i nazi-fascisti lo faceno per la pace in Europa, quindi la fondazione dell'Unione Europea sarebbe stata voluta da essi per garantire la pace e la libertà.
In realtà i soldati combatterono per la difesa della loro singola nazione: Italia, Spagna, Francia, Inghilterra ecc, ma non ebbero alcun ruolo nella fondazione dell'Unione Europea, piuttosto furono gli interessi americani a fondare l'Unione Europea.
Il video in questione di propaganda era il seguente.

La realtà documentata venuta fuori da documenti ufficiali incontrovertibili di cui i media non hanno mai parlato, testimonia l’esatto contrario.
Chi ha concepito, creato e finanziato l’Unione Europea aveva bisogno di un’Europa debole, di un Europa in crisi, di Stati e Governi senza potere decisionale e di popoli senza sovranità.
Nel 1950, Monnet decise fosse venuto il momento di tentare un passo verso l’unione dei paesi europei.
Prepara, con alcuni collaboratori, il testo di quella che sarà la Dichiarazione Schuman dove per la prima volta verrà ufficialmente annunciato il progetto dell’Unione Europea.
Nel 1952 Jean Monnet diventò il primo presidente dell’Alta Autorità della Comunità europea del carbone e dell’acciaio del 1952 giudicata il primo importante passo di cessione di sovranità statali ad un ente sovranazionale.
Egli sosteneva che: “Non ci sarà mai pace in Europa se gli stati si ricostituiranno su una base di sovranità nazionale”.
E’ Monnet ad aver redatto il Victory program per l’America durante la seconda guerra mondiale dove si dice chiaramente che “L’America deve diventare l’arsenale della democrazia”.
Possibile che chi professa l’egemonia americana possa parallelamente aver contribuito a formare l’Unione Europea che se fosse diventata davvero ricca e forte avrebbe contrastato quell’egemonia stessa ?
E’ stato Presidente Della Repubblica francese, ed ha presieduto la Convenzione Europea dalla quale poi è nata la Costituzione europea. (Bocciata nei paesi dov’è stata proposta con il referendum com’è’ avvenuto nella stessa Francia.) Sarà poi Il Trattato di Lisbona del 2007 approvato senza referendum a riprendere quasi totalmente le disposizioni della bocciata Costituzione).
Presidente del Consiglio francese, fu ministro degli esteri ed è stato il primo presidente dell’Assemblea parlamentare europea.
La Dichiarazione Schuman portò alla creazione della CECA e costituì il punto di partenza del processo di integrazione europea che condusse poi alla formazione dell’Unione Europea. Per ricordare tale origine, il 9 maggio viene celebrata annualmente la Festa dell’Europa.
Per l’Italia sappiamo che tra i padri fondatori si annoverano De Gasperi poi Spinelli poi addirittura Prodi.
Per la Germania, Adenauer.
Ecco che diventa chiaro chi ha voluto l’Europa Unita, quali erano gli scopi precisi; perché è stato accelerato il processo di unificazione e soprattutto perché volevano un’Europa debole, in perenne crisi e subordinata agli USA.
L’unica volta che sui media hanno parlato delle vere origini dell’Europa Unita è accaduto 14 anni fa ossia il 19 Settembre del 2000 quando un articolo del Telegraph britannico mai ripreso da altri media ha rivelato che:
"Documenti governativi americani declassificati mostrano che la comunità dell' intelligence degli Stati Uniti ha condotto una campagna negli anni Cinquanta e Sessanta per costruire lo slancio per l'Europa unita. (Che cosa sono i documenti vengono declassificati vedi qui)
E anche finanziato e diretto il movimento federalista europeo.
I documenti confermano i sospetti espressi al momento in cui l'America stava lavorando aggressivamente dietro le quinte per spingere la Gran Bretagna in uno Stato europeo.
Un memorandum, datato al 26 Luglio 1950, fornisce le istruzioni per una campagna per promuovere un parlamento europeo a pieno titolo.
E 'firmato da Gen William J. Donovan, capo dell'Ufficio di guerra americano of Strategic Services, precursore della CIA.
I documenti sono stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore presso la Georgetown University di Washington.
Essi comprendono i file rilasciati dagli Archivi Nazionali degli Stati Uniti.
Il principale strumento di Washington per definire l'agenda europea è stato il Comitato americano per un'Europa unita, creata nel 1948.
Il presidente era Donovan, apparentemente un avvocato privato da allora.
Il vice-presidente era Allen Dulles, direttore della CIA negli anni Cinquanta. La pensione includeva Walter Bedell Smith, primo direttore della CIA, ed un elenco di figure e funzionari ex OSS che si muovevano dentro e fuori della CIA.
I documenti dimostrano che ha ACUE finanziato il Movimento europeo, la più importante organizzazione federalista negli anni del dopoguerra.
Nel 1958, per esempio, ha fornito il 53,5 per cento dei fondi del movimento.
La Campagna europea della gioventù, un braccio del Movimento europeo, è stato interamente finanziato e controllato da Washington.
Il regista belga, il barone Boel, ha ricevuto pagamenti mensili in un conto speciale. Quando la testa del Movimento europeo, di origine polacca, Joseph Retinger, aveva imbrigliato questo livello di controllo americano e ha cercato di raccogliere fondi in Europa, è stato subito rimproverato.
I leader del Movimento Europeo - Retinger, il visionario Robert Schuman e l'ex primo ministro belga Paul-Henri Spaak - sono stati tutti trattati come braccianti dai loro sponsor americani.
Il ruolo degli Stati Uniti è stato gestito come un'operazione segreta.
Il finanziamento di ACUE è venuto dalle fondazioni Ford e Rockefeller, nonché i gruppi d'affari con stretti legami con il governo degli Stati Uniti.
Il capo della Fondazione Ford, ex ufficiale-OSS Paul Hoffman, è stato visto come capo dell'ACUE alla fine degli anni Cinquanta.
Il Dipartimento di Stato ha svolto un ruolo. Una nota dalla sezione europea, in data 11 giugno 1965, consiglia il vice-presidente della Comunità economica europea, Robert Marjolin, di perseguire l'unione monetaria di nascosto.
Si raccomanda di sopprimere il dibattito fino al punto in cui "l'adozione di tali proposte sarebbe diventato praticamente inevitabile".""
Lo scopo che ha portato alla fondazione dell'Unione Europea era molteplice:1) Garantirsi degli alleati e un territorio sempre più ampio dove posizionare gli armamenti americani e le basi NATO. 2) Portare le nazioni a sacrificare la sovranità nazionale e quindi indebolire la ricchezza dei singoli stati. 3)Aumentando gli Stati aderenti all'Unione Europea aumentare il territorio "Alleati" con la quale posizionare personale militare NATO sempre più in prossimità della Russia. 4) Condizionare le politiche dei governi "Alleati" e allinearle con gli interessi statunitensi.
Non soprende che nell'attuale Unione Europea sempre più divisa dal risanamento nazionalista la cancelliera tedesca Angela Merkel voglia una riforma radicale delle politiche europee.
Angela Merkel è a favore di una radicale riforma dell’Eurozona, secondo quanto emerge da un documento segreto franco-tedesco, di cui riferisce Die Zeit.
L'idea della cancelliera tedesca? Riformare l'Unione europea dando più poteri all'Unione Europea.
Si parla di vertici regolari dell’Eurozona e di un rafforzamento del presidente dell’Eurogruppo, che dovrebbe avere più risorse a disposizione.
Secondo il documento, citato da una anticipazione del settimanale tedesco, in futuro gli Stati dell’Eurozona dovrebbero lavorare in modo molto più coeso.

Ci dovrebbero essere “vertici dell’Eurozona più regolari”, dovrebbe essere migliorata la capacità di azione del gruppo dei ministri delle Finanze, “con un rafforzamento del loro presidente e più risorse a sua disposizione”. Inoltre “si dovrebbero costituire specifiche strutture dell’Eurozona nel Parlamento Europeo”, in modo da garantire un controllo democratico.
Il documento, elaborato insieme al presidente francese Francois Hollande, è il contributo di Germania e Francia al cosiddetto rapporto dei ‘cinque presidenti’ (Juncker, Tusk, Draghi, Dijsselbloem e Schulz, rispettivamente per Commissione, Consiglio, Bce, Eurogruppo e Parlamento europeo) che sarà sottoposto al vertice del 25 e 26 giugno, con le proposte per la riforma della governance dell’ Unione economica e monetaria.
Purtroppo questa non rappresenta l'Europa che i cittadini europei vorrebbero, lo dimostra il recente risanamento nazionalista delle elezioni politiche in Polonia, l'ennesimo paese diventato nazionalista negli ultimi anni.
E' curioso notare come l'economia degli Stati Uniti sia nettamente in ripresa mentre quella dei paesi Alleati: Giappone, Unione Europea sia ancora piuttosto stagnante, o meglio con una ripresa davvero ai minimi che la propaganda mediatica definisce "Fuori dalla Crisi."
Il documento di chi si faceva riferimento in precedenza ci dimostra come l'Occidente volesse un'Europa debole che cedeva la sovranità nazionale, e così sembra essere stato non solo in Unione Europea, ma anche in Giappone, tanto che a dicembre 2014 si è addirittura parlato di un Rischio Default.
Per portare un paese alla crisi costante bisogna innanzitutto condizionarne le politiche energetiche e imporre delle tasse in settori strategici, e questo ci porta alla cosidetta GreenEconomy.
La politica energetica con la quale si afferma che bisogna diminuire le emissioni di anidride carbonica e quindi tagliare drasticamente l'industrializzazione dei paesi sviluppati comincia negli Stati Uniti da parte di un'organizzazione più politica che scientifica denominata IPCC (International Panel Climatic Change) il quale regolarmente pubblica dei rapporti che affermano che a causa dell'eccessiva industrializzazione e le costanti emissioni di anidride carbonica la temperatura del pianeta sta salendo e siamo quindi responsabili del cambiamento climatico.
Grazie a questa assai controversa teoria si è riusciti a trovare un sistema per tagliare e tassare addirittura le emissioni industriali di anidride carbonica, portando quindi l'Europa e altri paesi a diminuire e a far chiudere numerosi impianti industriali.
Per promuovere questa controversa teoria in tutto il mondo si sono mobilitati movimenti dell'estremismo ambientalista quali: Greenpeace, WWF ecc.
Addirittura, in una campagna divulgazione si è mosso l'ex candidato presidente Al Gore, che ha fatto personalmente un giro di conferenze in tutto il mondo divulgando un film-documentario scientifico definito "Una Scomoda Verità" alla quale apparenza si dimostravano dati su dati documentati del ritiro dei ghiacciai e statistiche di temperatura record.
Una volta analizzato il contenuto però, il politico Al Gore è stato al centro di una marea di critiche e contestazioni da tutti i paesi che aveva visitato in quanto il testo presentava non solo esagerazioni apocalittiche in stile Hollywood ma addirittura i dati scientifici riportati erano errati, esagerati e talvolta distorti.
La questione triste è stata che nonostante lo scandalo Al Gore è stato premiato per tale campagna di propaganda con il premio Nobel della Pace 2007.
La teoria del Riscaldamento Globale è una teoria che si sviluppa nel corso della Storia con altre teorie scientifiche in passato passate per "dati di fatti" ma in seguito diventate pseudoscienza.(Testo)
Osservando da vicino osserviamo come la stessa organizzazione dell'Ipcc non possa essere classificata un'ente scientifico.
Molte organizzazioni ambientaliste impiegano persone il cui unico scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’ipotesi del riscaldamento globale.
Più efficacemente riescono a convincere il pubblico che si sarebbe un problema urgente, più soldi queste organizzazioni ricevono in donazioni.
Gli attivisti sono quindi la cosa più lontana da parti neutrali.
Essi hanno il diritto di partecipare alle discussioni sui cambiamenti climatici, ma tutti devono capire che lo fanno in modo che stanno avanzando all’ordine del giorno.
Dal momento che gli ordini del giorno e la scienza non si mescolano, gli ambientalisti dovrebbero mantenere le distanze dalle attività che dovrebbero essere scientifiche, in modo da non condizionare con le loro politiche la ricerca, una cosa che ultimamente è seriamente venuta a mancare.
La loro sola presenza mina l’integrità della ricerca.
Si getta un’ombra sui dati e si mette in discussione le conclusioni.
Ma gli attivisti non hanno mantenuto la loro distanza dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), anche se tale organismo avrebbe dichiarato di essere una organizzazione scientifica.
Né l’IPCC ha provveduto a salvaguardare la sua reputazione da mantenere una rigida separazione tra sé e i gruppi ambientalisti.
Questo è forse meglio illustrato da una pubblicazione sul cambiamento climatico di Greenpeace che è apparsa agli inizi del 2007.
La prefazione di questo documento, che si è concentrata sulla Nuova Zelanda, è stata scritta nientemeno che da Rajendra Pachauri.
Alla fine del suo intervento, accanto alla sua fotografia, egli viene identificato non come un privato esprimere opinioni private, ma, come il presidente del IPCC.
Il fatto che Richard Klein abbia lavorato come attivista di Greenpeace all’età di 23 anni non è stato di alcun impedimento all’IPCC nominarlo all’interno del suo stesso istituto.
E’ stata anche richiamata l’attenzione sul fatto che alcuni di coloro che hanno servito all’IPCC come revisori esperti sono in realtà dipendenti di Greenpeace.
Ma il rapporto intimo non finisce qui.
Bill Hare è stato un portavoce di Greenpeace dal 1992.
Entro il 2000 è stato il clima direttore delle politiche per Greenpeace International. Secondo vari post di Greenpeace sul suo blog è ” una leggenda “ in questa organizzazione, ha servito come il suo capo negoziatore climatico nel 2007, e rimane un capo consigliere per la politica.
Eppure tutto questo non gli ha impedito di essere nominato – e scelta – per riempire alti ruoli dell’IPCC.
Nel 2000 la politica del direttore Hare è stata servita come un esperto revisore per un documento sugli scenari dell’influenza delle emissioni dell’IPCC.
Durante l’edizione del 2007 del clima è stato rilasciato, abbiamo appreso che aveva servito come autore principale, che era stato un revisore esperto per 2 su 3 sezioni del report, e che egli era uno di un gruppo selezionato di sole 40 persone che componevano il ” team di scrittura di base “per l’importante relazione di sintesi.
Hare è stato ancora una volta nominato un autore importante per la prossima versione del clima, che dovrebbe essere rilasciato nel 2013.
Vale la pena notare che l’IPCC è meno chiaro circa i suoi legami di Greenpeace.
Nel 2007 nella versione del rapporto del clima dice che ha affiliato con l’Istituto di Potsdam per la Climate Impact Research in Germania.
Quando l’IPCC ha annunciato, lo scorso giugno, la lista degli autori per la versione del rapporto sul clima attualmente in corso dell’Istituto di Potsdam è stato ancora una volta utilizzato come copertura.
Dal Hare è, infatti, un ricercatore in visita presso l’istituto l’IPCC.
Nel 2009 EcoEquity, un attivista think tank, ha osservato che una persona di nome Malte sono stati entrambi ” a lungo i membri chiave del team del clima di Greenpeace International.”
Infatti, Malte Meinshausen di Greenpeace ha legami che risalgono al giugno 2001, quando lui e Hare erano co-autori di un analisi di Greenpeace relativa al protocollo di Kyoto. Per tutto il 2002 e il 2003 il nome di Meinshausen, spesso accompagnato da un indirizzo di posta elettronica di Greenpeace, è apparso in una serie di dichiarazioni di Greenpeace e nei comunicati stampa.
Ma questi fatti non gli impediscono di essere reclutati come autori di contributi a non uno , non due , ma tre capitoli del rapporto del clima del 2007.
Come Klein, soprattutto, la partecipazione di Meinshausen è un’ulteriore prova che alcuni autori dell’IPCC sono tutt’altro che esperti di livello mondiale, al culmine della loro carriera.
Meinshausen ha solo ricevuto il dottorato nel 2005.
Un certo numero di passaggi nel rapporto del clima nel 2007 blandamente cita articoli di ricerca scritti da Hare e Meinshausen come se fosse irrilevante il fatto che essi sono il personale di Greenpeace.
In effetti, l’IPCC si spinge fino a ristampare un grafico che la prima volta in un documento per la quale questi due uomini sono gli unici autori.
E si chiedono perché la reputazione del IPCC ha sprofondato così in basso.
Se ne conclude che se i rapporti di un’ente scientifico sono stati condizionati da persone meno competenti appartenenti ad attivisti ambientali di Greenpeace si può concludere che la politica delle ambientalista ha gravemente corrotto negli ultimi anni la ricerca scientifica, di per se quindi si può tranquillamente dichiarare che i rapporti del Ipcc non sono stati scritti da mani di persone competenti, o meglio da scienziati.
I dati scientifici dimostrano inequivocabilmente che il pianeta è più freddo oggi che in passato:

Un grafico delle temperature dei nucleo di ghiaccio in Groenlandia, per gli ultimi 10.000 anni è illustrato sotto.
Esso mostra essenzialmente le stesse temperature elaborate da Cuffy e Clow (1997), ma con un po ‘più in dettaglio. Entrambe le curve di temperatura mostrano che gli ultimi 10.000 anni sono stati più caldi di quello attuali.


Un'altro grafico confrontato con l'aumento della percentuale di anidride carbonica in base ai dati elaborati dai carotaggi effettuati in Groelandia, evidenzia che il calo delle temperature storico-attuale,è avvenuto nonostante l'aumento della percentuale di anidride carbonica nell'atmosfera, confermando qualunque mancanza di causa-effetto che connetta l'influenza di queste temperature da parte di tale gas.

Il livello di CO2 durante le epoche interglaciali passate si attestava al massimo intorno ai 290ppm, contro i quasi 400ppm odierni, eppure l’attuale epoca è di due gradi più fredda della precedente. Inoltre se esaminiamo il dettaglio delle temperature dell’olocene:

Ci accorgiamo, inoltre, che dal periodo minoico ad oggi c’è stato un calo costante delle temperature medie globali, nonostante un livello di CO2 in costante crescita.
I dati parlano da soli.
Lo stesso presidente russo Vladimir Putin si è dimostrato scettico sul fatto che l'uomo sia responsabile del clima che cambia.

Tutta questa ricostruzione ci porta alla situazione attuale e all'interessa degli Stati Uniti di contenere lo sviluppo economico ed energetico della Federazione Russa.
In un mondo unipolare con tali politiche gli Stati Uniti sarebbero la principale economia mondiale con un monopolio politico-economico simile a quello che avevano e hanno tutt'ora con l'Unione Europea.

la Repubblica Cinese in paurosa espansione ha in programma entro i prossimi anni di ampliare lo sfruttamento dei più potenti settori energetici: energia nucleare, aumento delle centrali a carbone e l'esportazione petrolifera.

La quantità di elettricità generata dalle centrali nucleari di tutto il mondo raddoppierà entro il 2040 rispetto ai dati del 2010. Lo riferiscono le previsioni dell'International Energy Outlook 2013 realizzato dall'Energy Information Administration (EIA), il ramo del Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti dedicato all'analisi dei dati.
Più precisamente, il totale passerà dai 2620 miliardi di kWh prodotti nel 2010 ai 5492 miliardi di kWh stimati nel 2040. Il balzo in avanti sarà il frutto di un aumento medio del 2,5% all'anno: un tasso pari a quello del gas naturale e secondo solo al 2,8% delle rinnovabili, ma ampiamente davanti al carbone, che in media crescerà solo dell'1,8% all'anno.
In percentuale, l'energia nucleare salirà dal 13% al 14% dell'elettricità prodotta a livello mondiale.
Come ampiamente previsto da altri studi, la crescita dell'energia nucleare si concentrerà soprattutto in Asia. Secondo i dati dell'EIA, la potenza nucleare installata in Cina passerà dai circa 10.700 MW del 2010 a 160.000 MW nel 2040, con un aumento del 1400%.
Circa 103 nuovi reattori nucleari saranno costruiti nella regione Asia-Pacifico entro il 2025, che saranno a cementare il dominio della regione nel mercato nucleare globale.
Lo studio dalla società di ricerca GlobalData identifica la Cina e l'India, quando le centrali elettriche nucleari nella regione rappresenteranno oltre il 60 per cento dei reattori progettati in arrivo entro il 2025.
Fortunatamente a differenza degli Stati Uniti, la Cina non ha scrupoli di aumentare notevolmente la sua produzione di energia elettrica a carbone e le emissioni di anidride carbonica.
Attualmente la Cina ottiene il 70 per cento della sua energia e il 80 per cento della sua elettricità da carbone.
La Cina è il più grande produttore e consumatore di carbone al mondo, e molti delle grandi riserve di carbone della Cina sono ancora da sviluppare.
Il paese attualmente è al terzo posto nelle riserve di carbone, dopo gli Stati Uniti e la Russia, con il 13 per cento del totale mondiale.
L'EIA sta proiettando che tali percentuali cambieranno molto poco in futuro, nonostante il cosiddetto piombo che l'amministrazione americana dice che la Cina ha in energia verde.
Entro il 2035, VIA aspetta che la Cina ottenga il 62 per cento della sua energia e il 74 per cento della sua elettricità da carbone.
L'agenzia di statistica prevede che la Cina aggiungerà 737 gigawatt di capacità a carbone per i suoi attuali 496 gigawatt, con un incremento di circa il 150 per cento. La capacità a carbone della Cina nel 2007 ha superato quella degli Stati Uniti da oltre 180 gigawatt e le aggiunte che la Cina dovrebbe far capacità al carbone entro il 2035 sarà più che doppia rispetto alla attuale capacità a carbone negli Stati Uniti. Infatti, la prevista capacità a carbone della Cina nel 2035 (1233 gigawatt) supera la capacità totale di tutti i tipi previsti per tutti gli Stati Uniti nello stesso anno (1216 gigawatt).
L'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), è anche d'accordo che la Cina sarà la costruzione di un massiccio numero di centrali a carbone nel futuro.
La loro previsione è di ulteriori 773 mila megawatt di capacità a carbone che saranno costruite entro il 2030 ai livelli del 2007, superando la capacità di generazione totale negli Stati Uniti nel 2030.
Si aspettano anche che il settore dell'energia elettrica della Cina sarà principalmente a carbone, con cui il carbone produrrà il 75 per cento di energia elettrica del paese nel 2030.
NETL concorda con EIA e Outlook dell'IEA per quanto riguarda la costruzione di capacità a carbone come la figura sotto indica.
Negli ultimi dieci anni, la Cina ha costruito 10 a 70 gigawatt di capacità a carbone ogni anno, e ha circa 185 gigawatt previsti.
Le barre blu e verdi mostrano la nuova capacità a carbone della Cina, costruite, in costruzione, e pianificate, e sono confrontati con le barre rosse e gialle per il carbone capacità degli Stati Uniti che sono operativi e in costruzione.

Nel frattempo anche la produzione di petrolio dalla Cina è andata costantemente aumentando.
A partire dal 2010 la Cina ha consumato 455 milioni di tonnellate di petrolio, di cui sono stati importati più di 200 milioni di tonnellate.
La domanda di petrolio della Cina è stata in aumento del 6% nel 2011 secondo PetroChina.
Nel 2013 il ritmo di crescita economica della Cina ha superato gli Stati Uniti nel mese di settembre 2013 per diventare il più grande importatore mondiale di petrolio al mondo.

Intanto anche la Federazione Russa ha in programma di aumentare la produzione di energia nucleare nel prossimo futuro.
La Russia utilizza circa 3800 tonnellate di uranio naturale all'anno.
Vi è di alto livello preoccupazione per lo sviluppo di nuovi giacimenti di uranio, e una riunione del Consiglio federale in aprile 2015 ha convenuto di proseguire il finanziamento federale di esplorazione e la lavorazione stimata alla miniera di uranio Vitimsky nella Regione in Buriazia.

Ha inoltre deciso di finanziare la costruzione di infrastrutture di ingegneria alla Miniera n ° 6 del Priargunsky of Priargunsky Industrial Mining and Chemical Union (PIMCU).
Il mese successivo il Consiglio ha approvato misure di sostegno chiave, tra cui l'introduzione di un tasso zero per tassa di estrazione mineraria e l'imposta fondiaria; una semplificazione del sistema di concessione di diritti di utilizzo del sottosuolo.
La Russia ha molte risorse economiche di uranio, con circa il 10% del mondo di risorse ragionevolmente assicurate più risorse fino a 130 dollari / kg - 487 mila tonnellate di Uranio.
La spesa storia di esplorazione alla ricerca di uranio è segnalata per essere stata di circa 4 miliardi di dollari.
La Federal Natural Resources Management Agency (Rosnedra) ha riferito che le riserve di uranio russe sono cresciute del 15% nel 2009, in particolare attraverso l'esplorazione negli Urali e la Repubblica di Kalmykia Repubblica, a nord del Mar Caspio.
L'efficienza della generazione nucleare in Russia è aumentato a partire dalla metà degli anni 1990.
Più di 20 reattori nucleari sono confermati o previsti per la costruzione nel prossimo futuro.
La capacità di produzione di energia nucleare globale è destinata ad aumentare del 60% fino al 2040, secondo il rapporto World Energy Outlook dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE).
Così come la Corea e la Russia, la Cina e l'India sono suscettibili di condurre l'aumento in tutto il mondo.
La capacità nucleare installata globale è salita del 392GW nel 2013 e aumenterà del 624GW nel 2040.
La Cina da sola genererà 100GW dell'energia nucleare nel 2040, dice il rapporto.
Nel frattempo anche la produzione di petrolio russo è in sensibile aumento, tanto che nel mese di maggio 2015 ha registrato un nuovo record.
Tutto questo parlare di energia e di aumento della produzione dell'energia nucleare ha uno scopo ben preciso.
Con l'aumento della popolazione eurasiatica, aumenta anche la necessità di una maggiore produzione di energia elettrica e di conseguenza un'ulteriore sviluppo economico delle principali potenze quali Russia, India, Cina ecc.
Nel frattempo aumenta anche la necessità degli altri paesi confinanti di importare energia dall'estero e questo ci porta alla ragione per la quale gli Stati Uniti, minacciano il programma nucleare irainiano e hanno causato il colpo di stato in Ucraina.

Recentemente in Macedonia si è riuscito ad evitare un'altro colpo di stato simile a quello in Ucraina, dove una sequenza di proteste fomentate dall'estero tramite una folta campagna di propaganda occidentale è divampata con lo scopo di far dimettere il presidente legittimo.
"Non posso giudicarlo con assoluta certezza, ma oggettivamente emerge che gli eventi in Macedonia si stanno sviluppando sullo sfondo del rifiuto del governo locale ad aderire alla politica di sanzioni contro la Russia e del sostegno attivo per la costruzione del gasdotto "Turkish Stream", opera contrastata da Bruxelles e da molti all'estero" — ha confermato il Ministro degli Esteri russo Lavrov.
Qui si osserva chiaramente i costanti tentativi dell'Occidente si contrastare qualunque tentativo politico di paesi come la Macedonia, di avvicinamento alla Federazione Russa.
Il 12 maggio scorso il ministro della Produzione, della Ricostruzione dell’Ambiente e dell’Energia della Grecia, Panagiotis Lafazanis ha confessato che l’inviato speciale del Dipartimento di Stato gli ha detto apertamente che gli USA non vogliono che il nuovo gasdotto venga costruito.
Durante un incontro ad Atene, l'inviato speciale del Dipartimento di Stato USA per gli affari energetici Amos Hochstein ha apertamento dichiarato che gli USA non vogliono che venga costruito il nuovo gasdotto per le forniture di gas russo verso l'Europa, a sostituzione di "South Stream".
Lo ha fatto sapere il ministro della Produzione, della Ricostruzione dell'Ambiente e dell'Energia della Grecia Panagiotis Lafazanis in un intervista al giornale "Pro Thema".
Secondo Lafazanis, il governo greco aderisce in maniera incondizionata alla costruzione del gasdotto per la fornitura di metano russo, pertanto entrambe le parti hanno già intrapreso e continuano a intraprendere dei passi per l'implementazione del progetto. "Dagli USA questo gasdotto non è certamente gradito, e Hochstein me l'ha detto onestamente durante un nostro recente incontro", — ha spiegato Lafazanis.
"Crediamo comunque che questo gasdotto sia nell'interesse del nostro paese e che sia economicamente ed energeticamente consistente", — ha detto il ministro greco. Secondo Lafazanis, i vantaggi del gasdotto, che dovrebbe entrare in esercizio dopo il 2019, non si limitano al transito del gas o ai contratti di costruzione. "I vantaggi saranno anche diretti".

L'aggressione alla Macedonia da parte dell'Occidente è avvenuta a pochi giorni da questi colloqui per il fatto che il Turkish Stream e tutti i vantaggi economici che ne deriveranno saranno attivi già dal prossimo anno, 2016, e tutto questo porterebbe paesi come Grecia, Bulgaria, Turchia e Macedonia più vicini al polo economico della Federazione Russa.
Gli Stati Uniti stanno cercando di eliminare qualsiasi tentativo di esportazione estera di energia da parte della Federazione Russa ad altri paesi vicini e la stessa cosa stanno cercando di farla con l'Iran e il suo programma nucleare.
Lo scopo è quello di bloccare la formazione di stati-satellite attorno alla Federazione Russa facendo terra bruciata.

L'Unione Sovietica era circondata da numerosi stati-satellite.
Non sorprende le che le guerre degli ultimi anni siano state intraprese dall'asse NATO contro tutte le potenze economiche alleate dalla Federazione Russa.
Uno stato satellite in generale, è uno Stato che "dipende" da altri Stati, sotto il profilo economico.
Si tratta di uno Stato in via di sviluppo, che appunto per "svilupparsi" dipende dalle risorse e/o finanziamenti di altri Stati che al contrario, stanno messi bene.
Questa è anche la ragione per la quale si tenta di osteggiare lo sviluppo economico della Repubblica Cinese e il programma nucleare iraniano con la propaganda che voglia fabbricare la bomba atomica.
E' la stessa cosa delle armi di distruzione di massa in Iraq, tutti i media affermavano con convinzione ciò che affermava il Congresso Americano, finita la guerra non c'erano e non c'erano mai state prove di queste armi di distruzione di massa.

Come firmatario del nucleare trattato di non proliferazione l'Iran ha il diritto in base al trattato di sviluppare energia nucleare.
L'Iran ha avuto i suoi diritti ai sensi del trattato annullati dalle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti e dalla minaccia di un attacco militare degli Stati Uniti.
Né intelligence degli Stati Uniti, né l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che ispeziona i siti di arricchimento dell'Iran, ha riportato alcun segno di un programma iraniano di armi nucleari negli ultimi dieci anni.
Nonostante l'assenza di prove di un programma di armi nucleari iraniano, il governo di Israele e dei suoi agenti neoconservatori, che rappresentano gli interessi di Israele, non degli Stati Uniti, hanno quasi spinto gli Stati Uniti in guerra con l'Iran.
L'accordo sull'energia nucleare che è stato raggiunto elimina ogni possibilità che l'Iran sposti l'uranio arricchito per un programma di armi.
Ciononostante Washington e l'aggressivo stato di Israele stanno tentando di bloccare l'accordo con l'argomento che "i leader iraniani non sono affidabili."
Inoltre, al fine di ottenere l'accordo, l'Iran ha dovuto rinunciare a molti dei suoi diritti concessi all'Iran dal Trattato di non proliferazione.
Unico tra i firmatari, l'Iran è discriminato.
L'Iran ha dovuto accettare questa umiliazione per evitare l'attacco militare e al fine di avere le sanzioni economiche rimosse.
La vera importanza dell'accordo energia nucleare è che Washington è stato in grado di utilizzare con successo una coercizione per costringere l'Iran a rinunciare i suoi diritti trattati in modo da evitare assalto militare ed economico.
Tuttavia entro il breve termine la questione potrebbe radicalmente cambiare.

Nel febbraio 2015 l'ex presidente iraniano decisamente più deciso del suo attuale successore ha confermato un suo prossimo ritorno in politica.
Mahmud Ahmadinejad potrebbe scendere di nuovo in campo e candidarsi alle elezioni del prossimo anno in Iran.
L'ex presidente ha infatti lanciato un suo sito, ahmadinejad.ir, che si apre con una foto sorridente accompagnata dalla scritta: "Arriviamo presto".
Ahmadinejad, i cui otto anni alla guida del Paese sono stati segnati da un atteggiamento molto contrarie alla politiche dell'Occidente e di Israele.
Certamente possiamo dire che se gli Stati Uniti decidessero di attaccare l'Iran sarà decisamente più dura rispetto a quanto avvenne in Iraq, di conseguenza nonostante i vari tentativi dell'Occidente di arginare la nascita di stati-satellite e minacciare costantemente la Federazione Russa e la Repubblica Cinese nemmeno l'utopistico sogno americano dello Zio Sam può arginare la nascita del Mondo Multipolare.
Non è di Europa, ma di Eurasia si deve parlare.



























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TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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