ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 28 ottobre 2016

UN PERIODO DI RAFFREDDAMENTO CLIMATICO PORTO' ALLA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO E ALL'ASCESA DI QUELLO ARABO


I ricercatori del Past Global Changes (PAGES)del progetto di scrittura sulla rivista Nature Geoscience hanno identificato un inedito, di lunga durata raffreddamento nell'emisfero boreale 1500 anni fa. Il calo della temperatura è stato immediatamente seguito tre grandi eruzioni vulcaniche in rapida successione negli anni 536, 540 e 547 AD (noto anche come Common Era CE).
I vulcani possono causare il raffreddamento del clima ed eruttare grandi volumi di piccole particelle - aerosol solfati - che entrano nell'atmosfera schermando la luce del sole.
Entro cinque anni dalla comparsa della "tardoantico Little Ice Age" (Piccola Età del Ghiaccio o Piccola Era Glaciale), come i ricercatori hanno ribattezzato, la peste pandemia di Giustiniano si è diffusa in tutta l'area del Mediterraneo tra il 541 e il 543 dC, colpendo Costantinopoli e uccidendo milioni di persone nei secoli successivi.
Gli autori suggeriscono che questi eventi hanno contribuito al declino dell'Impero Romano d'Oriente.
L'autore principale, il dendroclimatologo Ulf Büntgen dall'Istituto federale di ricerca ha detto: "Questo è stato il raffreddamento più drammatico nell'emisfero settentrionale negli ultimi 2000 anni."
Una successiva "Piccola Era Glaciale" tra il 14 ° e 19 ° secolo è stata ben documentato e legato alla sconvolgimenti politici e ha afflitto pandemie in Europa, ma il nuovo studio è il primo a fornire una completa analisi del clima attraverso sia l'Asia centrale e l'Europa in questo periodo precedente .
"Con così tante variabili, dobbiamo rimanere cauti nela causa ambientale ed effetto politico, ma è sorprendente quanto strettamente questo cambiamento climatico si allinea con grandi sconvolgimenti in tutte le diverse regioni", ha aggiunto Büntgen.
Il team di ricerca multidisciplinare formato da climatologi, naturalisti, storici e linguisti ha mappato le nuove informazioni del clima nei confronti di un periodo particolarmente turbolento della storia in Europa e in Asia centrale.
Le eruzioni vulcaniche probabilmente hanno influenzato gli approvvigionamenti di generi alimentari - una grande carestia ha colpito la regione proprio in quel momento, seguito immediatamente dalla pandemia.
Più a sud, la penisola arabica ha ricevuto più pioggia permettendo alla vegetazione di crescere.
I ricercatori ipotizzano che questa espansione potrebbe aver guidato l'Impero Arabo in Medio Oriente, perché la vegetazione avrebbe sostenuto più grandi mandrie di cammelli usati dagli eserciti arabi per le loro campagne.
Nelle zone più fredde, diverse tribù migrarono a est verso la Cina, forse scacciate da una carenza di pascoli in Asia centrale.
Ciò ha portato ad ostilità tra i gruppi nomadi e le potenze dominanti locali nelle regioni steppa del nord della Cina.
Un'alleanza tra queste popolazioni steppa e i romani orientali ha abbattuto l'Impero Sasanide in Persia, l'Ultimo Impero nella regione prima della nascita dell'Impero arabo.
I ricercatori scrivono, la "tardoantico Piccola Età del Ghiaccio si adatta bene con i principali eventi di trasformazione che si sono verificati in Eurasia durante quel tempo."
Le grandi eruzioni vulcaniche possono influenzare la temperatura globale per decenni.
I ricercatori suggeriscono che l'ondata di eruzioni in combinazione con un Grande Minimo Solare, e un'aumento del congelamento del mare in risposta agli effetti dei vulcani, ha esteso la portata del clima in raffreddamento per oltre un secolo.
Büntgen sottolinea che il loro studio serve come un esempio di come improvvisi cambiamenti climatici possono cambiare i sistemi politici esistenti. "Possiamo imparare qualcosa dalla velocità e la portata delle trasformazioni che hanno avuto luogo in quel momento", ha detto.
La ricostruzione della temperatura, in base a nuove misurazioni degli anelli degli alberi delle montagne Altai in cui la Russia, la Cina, la Mongolia e Kazakistan si incontrano, corrisponde molto bene con le temperature nelle Alpi negli ultimi due millenni. La larghezza degli anelli degli alberi è un modo affidabile per stimare le temperature estive.
Un chiaro segnale di un evento che potrebbe ripetersi.

Fonte:http://phys.org/news/2016-02-ice-age-coincides-fall-eastern.html

giovedì 29 settembre 2016

LA SUPERFICIE CONGELATA DELL'OCEANO ARTICO STA AUMENTANDO AD UN TASSO RECORD


L'estensione della superficie di mare ghiacciato nell'Oceano Artico è la più alta almeno dal 2011, e in crescita ad un tasso record.

Questo è un fenomeno interessante in quanto si sta verificando per il secondo anno di fila.

Fonte:http://realclimatescience.com/2016/09/record-arctic-sea-ice-growth-continues-4/

mercoledì 28 settembre 2016

PRECOCE AUMENTO DELL'ESTENSIONE DEL CONGELAMENTO MARINO DELL'OCEANO ARTICO


Probabilmente un Oceano Atlantico più freddo del normale, oppure un raffreddamento delle alte latitudini, stanno generando un incremento del congelamento del oceano polare Artico che è nettamente superiore a quello medio degli ultimi vent’anni.
Dal grafico del Servizio meteorologico Danese, si osserva che quest’anno la stagione del disgelo artico è finita notevolmente in anticipo rispetto alla norma degli ultimi anni, mentre il ghiaccio polare sta crescendo ad una velocità che non ha uguali, almeno dal 1998 ad oggi.

E’ stato superato il record che risaliva al 1987.
Questa velocità altissima di congelamento nei mare artico è semplicemente notevole.
Lo stesso fenomeno si era verificato anche nel periodo del settembre-ottobre 2015 quando l'Oceano Artico ha vissuto la sua più breve stagione di disgelo portando ad una precoce quanto superiore alla norma degli ultimi anni avanzata dell'estensione del congelamento della superficie del mare.

I grafici arrivano da sidads.colorado.edu e da dmi.dk.

venerdì 9 settembre 2016

SI MOLTIPLICANO I SEGNALI DI UN PROSSIMO ARRETRAMENTO CLIMATICO


Negli ultimi dieci anni la tendenza termica dell'Oceano Atlantico ha manifestato un sempre più progressivo abbassamento termico, che tradotto in termini semplici significa che l'Oceano Atlantico sta diventando sempre più freddo.
Una recensione nel nel numero di Science 19 GIUGNO 2015 ha confermato un'evidenza osservativa solida di un trend di 10 anni di declino nel Atlantic Conveyor (Trasportatore Atlantico).
Questo declino è confermato da dati solidi sulla base di una serie di boe che reistrano la temperatura che si estendono attraverso l'Atlantico dalle coste della Florida in Africa a 26.5ºN.
Particolarmente interessante è stata la correlazione tra l'enorme riduzione del 30% della portata dell'AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation) con il calo record nel oscillazione artica durante l'inverno del 2010.

Questo è stato lo Snowmageddon che ha spinto ogni stato nord-orientale a registrare eccezionali basse temperature da record o quasi record di basse temperature per il mese di febbraio.
E ora ci sono nuovi dati da un altro schieramento attraverso il Nord Atlantico, chiamato OSNAP, che mostra anche un AMOC in declino.
Con il declino della radiazione solare in corso verso un nuovo lungo periodo di bassa attività e un arresto nel AMOC, i problemi per la tendenza termica del clima dovrebbe essere un importante punto di domanda. Non dovremmo ignorare i dati di queste nuove stringhe di boe.
È importante notare che 10 anni di dati non è abbastanza lungo per fare qualsiasi previsione a lungo termine sullo stato della AMOC.

Una più marcata e forte tendenza al raffreddamento termico invece si sta registrando nel settore del Nord Atlantico dove le temperature dello strato superficiale di acqua stanno evidenziando un potente raffreddamento accelerato in modo significativo negli ultimi anni.
I segni premonitori sono stati lì da qualche tempo - persistenti fallimenti del raccolto di grano in Norvegia, per esempio.
Il Nord Atlantico si sta raffreddando. La tendenza al raffreddamento è stato evidente al momento di una spedizione per studiare questo fenomeno tre anni fa.
Il tasso di raffreddamento è ora accentuato da allora in base agli ultimi dati raccolti dal professor Humlum dell'Università di Oslo.
Da quel set di dati, questo grafico mostra la perdita di calore dal 2004 per i primi 700 metri della superficie marina:

Figura 1: contenuto di calore mensile anomali nei più alti 700 metri del Nord Atlantico
Come mostra la Figura 1, il contenuto termico del Nord Atlantico ha raggiunto il picco nel 2004.
Il calo dopo il picco è stato in più ripida ascesa.
La ragione per la quale il periodo del picco è stato il 2004, è il fatto che in quel periodo c'erano un modesto numero di macchie solari, di conseguenza una maggiore attività solare che successivemante è andata ad abbassarsi sempre di più con il passare degli anni.
Potremmo non preoccuparsi troppo di animali che vivono nella colonna d'acqua del Nord Atlantico, ma la temperatura della superficie è il controllo principale sul clima dell'Europa.

Si tratta di dati dalla parte principale dell'Nord Atlantico. La temperatura media è scesa 1.0 ° C dal 2006 al 2016.
Questa è una tendenza di 1.0 ° C per decennio, ma con il 60% del raffreddamento negli ultimi due anni. Il clima in Europa ha risposto con la neve a soli 2000 metri ad agosto in Germania quest'anno 2016. E quanto più bassa possibile la temperatura del Nord Atlantico andrà? Il punto più basso della figura 1 è stata nel 1973 durante il periodo di raffreddamento 1970 e corrisponde ad una caduta di altri 1.5 ° C.
Alla tendenza decennale dal 2016, arriveremmo nel 2031. Alla tendenza degli ultimi due anni, saremmo già nel 2021.
Ciò è supportato da ciò che sta accadendo per l'attività solare. Nel corso di questi ultimi due anni il flusso di radiazione solare F10.7 è stato in un ripido trend al ribasso:

La Figura 5 mostra che il flusso F10.7 è in una ripida, tendenza al ribasso ordinata che porterà al piano immutabile di 64 circa tre anni in anticipo del Minimo Solare.
Nel 2003, i rispettati fisici solari Ken Schatten e Kent Tobiska hanno avvertito che:
"Il risultato sorprendente di queste previsioni a lungo raggio è un rapido declino dell'attività solare, a partire dal ciclo # 24. Se questa tendenza continua, possiamo vedere il Sole in direzione di un tipo "di attività solare del Minimo di Maunder. Un lungo periodo di riduzione dei livelli di attività solare "
Hanno ottenuto che il rapido declino dell'attività solare e il rNord Atlantico si raffredda in risposta diretta a tutto ciò.
Se sarà quasi certamente un Minimo di Maunder, allora sarà qualche anno prima che il raffreddamento del Nord Atlantico sia consolidato ai livelli del 1973.
In risposta a questo raffreddamento il Nord Europa ha già manifestato una tendenza meteorologica di tipo autunnale, già nel periodo di agosto.
Sono stati registrati record di freddo estivi in Olanda e in Norvegia e neve in Germania a 2000 metri ad agosto e a 1500 metri a luglio.
Ora poniamoci una domanda: come e in che condizioni si formano i ghiacciai?
I ghiacciai si formano in condizioni climatiche fresche che permettono a elevati accumuli di neve di ritirarsi in minima parte, permettendo alle masse di neve ad alte quote di resistere per tutto l'anno a aumentare il volume inverno dopo inverno.
In Scozia sta succedendo questo.
La notizia risale ad una ventina di giorni fa, ed è stata pubblicata dalla BBC, stando alla quale, sulla parete settentrionale del Ben Nevis (la montagna più alta della Scozia, 1344 metri di quota), sono presenti ancora delle grandi quantità di ghiaccio che non si fonderanno più prima della fine dell’estate.
Il Ben Nevis è una nota palestra di roccia, e tanti scalatori affrontano la ripida parete nord durante il periodo estivo.

Data la latitudine settentrionale, le forti quantità di neve invernale e le frequenti valanghe, non è insolito ritrovare tracce di neve anche nella stagione estiva.
Ma quest’anno la situazione sembra essere del tutto eccezionale: i rilevamenti e le foto scattate dalla Highland Mountain Company mostrano altezze di oltre 15 metri.

Già dal 2014, dopo un’estate molto fresca, si erano formati accumuli nevosi sul Ben Nevis, sotto forma di placche, che, nel giro di due anni, si sono trasformate in glacionevai, primo stadio per la formazione di ghiacciai veri e propri.
Negli ultimi due anni il fenomeno sta avvenendo anche in altre aree montuose della Scozia.





Fonti:
https://wattsupwiththat.com/2016/09/06/new-data-shows-10-year-decline-in-the-atlantic-conveyer/
http://nazioneurasia.blogspot.it/2016/08/fredde-acque-sul-nord-europa.html
http://www.freddofili.it/14391-neve-estiva-presente-abbondanza-sul-ben-nevis-scozia-si-formano-dei-piccoli-ghiacciai/

giovedì 25 agosto 2016

FREDDE ACQUE SUL NORD EUROPA

I segni premonitori sono stati lì per qualche tempo - persistenti fallimenti del raccolto di grano in Norvegia, per esempio.
Il Nord Atlantico si sta raffreddando. La tendenza al raffreddamento è stato evidente al momento di una spedizione per studiare questo fenomeno tre anni fa.
Il tasso di raffreddamento è ora accentuato da allora in base agli ultimi dati raccolti dal professor Humlum dell'Università di Oslo.
Da quel set di dati, questo grafico mostra la perdita di calore dal 2004 per i primi 700 metri della superficie marina:

Figura 1: contenuto di calore mensile anomali nei più alti 700 metri del Nord Atlantico
Come mostra la Figura 1, il contenuto termico del Nord Atlantico ha raggiunto il picco nel 2004.
Il calo dopo il picco è stato in più ripida ascesa.
La ragione per la quale il periodo del picco è stato il 2004, è il fatto che in quel periodo c'erano un modesto numero di macchie solari, di conseguenza una maggiore attività solare che successivemante è andata ad abbassarsi sempre di più con il passare degli anni.
Potremmo non preoccuparsi troppo di animali che vivono nella colonna d'acqua del Nord Atlantico, ma la temperatura della superficie è il controllo principale sul clima dell'Europa.

Come mostra la figura 3 dal lavoro del professor Humlum, il riscaldamento estivo penetra a metà della profondità rispetto a 10 anni fa e nel corso degli ultimi dieci anni la tendenza al riscaldamento estivo è stata sempre più ridotta. Questa tendenza al raffreddamento è quantificato nel grafico seguente:
Si tratta di dati dalla parte principale dell'Nord Atlantico. La temperatura media è scesa 1.0 ° C dal 2006 al 2016.
Questa è una tendenza di 1.0 ° C per decennio, ma con il 60% del raffreddamento negli ultimi due anni. Il clima in Europa ha risposto con la neve a soli 2000 metri ad agosto in Germania quest'anno 2016. E quanto più bassa possibile la temperatura del Nord Atlantico andrà? Il punto più basso della figura 1 è stata nel 1973 durante il periodo di raffreddamento 1970 e corrisponde ad una caduta di altri 1.5 ° C.
Alla tendenza decennale dal 2016, arriveremmo nel 2031. Alla tendenza degli ultimi due anni, saremmo già nel 2021.
Ciò è supportato da ciò che sta accadendo per l'attività solare. Nel corso di questi ultimi due anni il flusso di radiazione solare F10.7 è stato in un ripido trend al ribasso:

La Figura 5 mostra che il flusso F10.7 è in una ripida, tendenza al ribasso ordinata che porterà al piano immutabile di 64 circa tre anni in anticipo del Minimo Solare.
Nel 2003, i rispettati fisici solari Ken Schatten e Kent Tobiska hanno avvertito che:
"Il risultato sorprendente di queste previsioni a lungo raggio è un rapido declino dell'attività solare, a partire dal ciclo # 24. Se questa tendenza continua, possiamo vedere il Sole in direzione di un tipo "di attività solare del Minimo di Maunder. Un lungo periodo di riduzione dei livelli di attività solare "
Hanno ottenuto che il rapido declino dell'attività solare e il rNord Atlantico si raffredda in risposta diretta a tutto ciò.
Se sarà quasi certamente un Minimo di Maunder, allora sarà qualche anno prima che il raffreddamento del Nord Atlantico sia consolidato ai livelli del 1973.
In risposta a questo raffreddamento il Nord Europa ha già manifestato una tendenza meteorologica di tipo autunnale, già nel periodo di agosto.
Sono stati registrati record di freddo estivi in Olanda e in Norvegia e neve in Germania a 2000 metri ad agosto e a 1500 metri a luglio.




Fonte:https://wattsupwiththat.com/2016/08/21/the-north-atlantic-ground-zero-of-global-cooling/

giovedì 12 maggio 2016

SI TEME UNA FORTE NINA ENTRO IL PROSSIMO INVERNO


Dopo i tanti cambiamenti climatici vissuti nell’ultimo anno a causa della presenza di un Nino eccezionale, da valori record, altrettanti sconvolgimenti dovremo forse subirli a causa della presenza della Nina, il raffreddamento della superficie marina equatoriale dell’Oceano Pacifico, che segue solitamente il Nino, ma che quest’anno sembra assumere proporzioni straordinarie!
Le ultime previsioni indicano un valore inferiore ai -2°C di anomalia nella regione del Pacifico Centrale, raggiungendo un massimo di -2,38°C nel trimestre invernale 2016-17 (mappa da weatherbell).
In questo caso, già la prossima Estate presenterebbe un principio di Nina, ed il fenomeno si intensificherebbe sempre più nel corso della prossima stagione autunnale.
Da notare anche che gli episodi del 1985 e del 2010 hanno coinciso con alcune delle ondate di freddo invernale più forti che siano venute nel Continente Europeo ed anche in Italia.

In questi casi la Nina aveva coinciso con periodi di minimo delle macchie solari, una situazione che sarebbe simile a quella di quest’anno, con l’attività solare in piena corsa verso il nuovo minimo.
Nello stesso tempo, abbiamo anche l’inizio di una fase negativa dell’AMO, cioè con le temperature superficiali del Nord Atlantico in netta diminuzione, tutti indizi che, combinati tra di loro, potranno forse farci capire quale potrebbe essere l’evoluzione della prossima stagione invernale in Italia.

Fonte:http://freddofili.it/13596-esplode-la-nina-previsto-un-fenomeno-eccezionale-prossimo-inverno/

giovedì 5 maggio 2016

L'OCEANO PACIFICO CONTINUA A RAFFREDDARSI


Il settore del Pacifico più importante per mostrare la presenza o meno del Nino, oppure la sua intensità, è il settore del Pacifico Centrale, quello denominato “Nino 3.4”, che comprende la maggior parte dell’estensione del fenomeno in questione.
Notiamo allora come il “picco” del Nino si sia verificato tra il 06 ed il 10 Febbraio scorso, con un’anomalia termica delle acque superficiali di +2,8°C, valore eccezionale e del tutto paragonabile a quello del Grande Nino del 1998, considerato il maggiore almeno dal dopo guerra ad oggi.
Al primo di Maggio, il valore è sceso oramai a +0,861°C di anomalia, dopo una discesa costante a partire dalla seconda metà di Febbraio.

Siamo vicini alla neutralità, che, per definizione internazionale, si raggiunge quando l’anomalia termica scende sotto i +0,5°C.
Nella zona “Nino 1+2”, quella adiacente alle coste del Sudamerica (in particolare del Perù), notiamo una notevole variabilità in questi ultimi mesi, con un principio (per ora abortito) di Nina, una discesa a metà Aprile fino ad un valore di anomalia pari a quasi -1,5°C, risalita a +0,53°C al 01 Maggio.

Gli altri due settori, nel Pacifico Orientale, mostrano anch’essi un calo costante nelle anomalia termiche: siamo oramai vicini al punto di svolta, con l’abbandono del fenomeno e l’avvio di una iniziale fase di neutralità.
Tutto fa parte di una fase ciclica: il Pacifico, dopo essersi riscaldato tantissimo ed avere ceduto all’atmosfera una notevole quantità di calore, adesso si sta raffreddando e l’anomalia termica diverrà rapidamente negativa, dando origine al fenomeno opposto, La Nina, che potrebbe anch’essa rasentare l’eccezionalità.


Fonte:http://freddofili.it/13562-landamento-del-nino-nei-vari-settori-continua-la-discesa-verso-la-nina/

martedì 26 aprile 2016

IL RAFFREDDAMENTO DELL'OCEANO PACIFICO DOMINERA' GIA' LA PROSSIMA ESTATE


Le ultime previsioni dei vari modelli, per il mese di Luglio, già saremmo in piena fase di Nina, con una anomalia della temperatura superficiale della zona Nino 3.4 pari a -0,8°C (basta che scenda sotto i -0,5°C per parlare di Nina conclamata).
Per Settembre 2016 tale valore precipita a -1,0°C, in costante diminuzione e tale da fare pensare che, realmente, in Dicembre, potrebbero verificarsi valori negativi da record!
Questo avrà una grande influenza sull’andamento delle temperature globali: la presenza di una forte diminuzione delle temperature delle acque equatoriali, e di quelle dell’Atlantico Settentrionale, fa pensare che gli Oceani si siano liberati del surplus di calore accumulato negli ultimi due decenni, cedendolo all’atmosfera che si è surriscaldata negli ultimi due anni.
Adesso gli Oceani si sono raffreddati, facendo partire il fenomeno inverso.
Tutto questo fa parte di un ciclo naturale, ma gli effetti potrebbero essere esasperati da un ciclo solare molto poco attivo, e fare parte dell’inizio di un processo di raffreddamento globale.
Tra gli effetti della Nina, ci potrebbe essere quello di una stagione estiva sotto tono per il nostro Paese, seguito da una stagione invernale molto fredda ma asciutta, almeno queste sarebbero le stagioni del Mediterraneo Centrale correlate con la Nina intensa.

In alcune Estati, si sono verificate anche alluvioni sull’Europa Centrale.


Fonte:http://freddofili.it/13440-nina-grande-spolvero-gia-nella-prossima-estate/

martedì 19 aprile 2016

DOPO EL NINO ARRIVA LA NINA, IL RAFFREDDAMENTO DELL'OCENO PACIFICO


Viene dal meteorologo statunitense Joe Bastardi e dal suo sito Weather Bell l’allarme per quello che potrebbe essere un evento meteorologico mai visto in tempi recenti, ed in grado di sconvolgere il clima globale nei prossimi mesi.
Così come abbiamo avuto un evento straordinario come il Nino 2015-16, in grado di stravolgere l’andamento della stagione invernale nel Nord Emisfero, e di provocare varie altre anomalie climatiche a livello mondiale, adesso sta per affacciarsi il fenomeno opposto, la Nina, di cui abbiamo già parlato in precedenti articoli, cioè un forte raffreddamento dell’Oceano Pacifico Equatoriale.
Avevamo visto come le acque equatoriali presentassero delle forti anomalie negative di temperatura in profondità, fino almeno a -600 metri, e tale grande massa di acque fredde stia per giungere in superficie.
Il meteorologo Joe Bastardi ha pubblicato gli aggiornamenti di previsione della Nina da parte del Noaa, e, rispetto alle precedenti previsioni pubblicate in Febbraio, abbiamo una intensificazione del fenomeno, fino a Nina “Strong”, con un valore di anomalia termica nella zona Centrale Pacifica di -3,5°C, valore mai visto finora, un’anomalia di segno negativo addirittura superiore a quella positiva del Nino “mostruoso” di quest’anno.
Le conseguenze sul clima mondiale sarebbero quasi catastrofiche, visto i fenomeni di alluvione e siccità presenti in fase Nina su molte zone del Mondo, che sarebbero ulteriormente intensificate dall’eccezionalità del fenomeno.
Grandi siccità, ad esempio, potrebbero verificarsi sul lato orientale del Sudamerica, mentre una inibizione degli Uragani potrebbe verificarsi nei Caraibi.
E forte potrebbe essere l’influenza anche sul clima europeo, specie nella stagione invernale, che potrebbe essere più fredda del normale, ma in genere una diminuzione sensibile delle temperature globali è prevista già nella seconda parte del 2016.

Insomma, arriva un vero e proprio sconvolgimento climatico globale a partire dalla prossima Estate.


Fonte:http://freddofili.it/13402-allarme-nina-monster-clima-mondiale-sconvolto-qualche-mese/

mercoledì 13 aprile 2016

L'OCEANO ATLANTICO STA DIVENTANDO SEMPRE PIU' FREDDO


Sta continuando ed estendendosi l’imponente raffreddamento in atto dell’Atlantico Settentrionale, le anomalie negative sono così estese (anche in profondità) e così pronunciate, da far supporre che persisteranno a lungo nei prossimi anni.
Seguiremo ovviamente l’evoluzione di questa particolarità climatica, ma, nel frattempo, facendo il punto della situazione, notiamo, nell’ultima mappa del NOAA riferita al 04 Aprile, che le anomalie termiche negative sono oramai estese alle acque delle coste europee, spingendosi verso settentrione fino al Canada, al Mare del Nord ed all’Islanda.
Nella mappa del contenuto di calore dell’Atlantico Settentrionale alle medie latitudini, notiamo il forte calo della quantità di calore presente a partire dal 2010: in questo caso si sta ritornando a valori simili a quelli misurati negli anni Novanta, anche se i dati sono fermi a Dicembre 2015 (ma il calo è ulteriormente proseguito nei tre mesi successivi).
Guardiamo infine l’indice AMO, l’oscillazione multidecadale delle temperature dell’Atlantico Settentrionale.
Negli ultimi 150 anni, ha seguito tre fasi fredde, in particolare prima del 1850, tra il 1910 ed il 1920, e tra gli anni Settanta ed Ottanta dello scorso secolo, e due grandi fasi calde, in particolare tra gli anni Trenta e Cinquanta, e, soprattutto, negli anni Duemila.
Il “picco” ultimo del riscaldamento dell’Atlantico Settentrionale sembra essersi raggiunto nel 2010, sta seguendo un lento calo che, tuttavia, sembra accelerare sempre di più, come mostra la caduta dell’indice AMO nel mese di Marzo, a partire dall’anno 2014, facendo registrare, con tutta probabilità, il valore più basso dal 1990.
Bisogna ricordare che le temperature dell’Atlantico Settentrionale, e quindi anche l’AMO, presentano delle variazioni da mese a mese, più fredde nei mesi invernali, più calde in quelli estivi, per questo motivo l’AMO viene misurato annualmente come media dei 12 mesi, ma il calo termico che ha mostrato in paragone ai mesi di Marzo passati è particolarmente significativo.
Le conseguenze sul clima europeo potrebbero manifestarsi improvvisamente e rapidamente: le temperature dell’Atlantico hanno grandi ripercussioni sull’andamento termico del nostro Continente, come visibile dalle fasi fredde che hanno accompagnato le fasi di AMO negativo, e quelle calde che hanno invece accompagnato le anomalie dell’AMO fortemente positive.



Fonte:http://freddofili.it/13341-limponente-raffreddamento-del-nord-atlantico-lamo-raggiunge-marzo-suo-valore-minimo-dagli-anni-90/

venerdì 25 marzo 2016

IN ANTARTIDE NEI PROSSIMI GIORNI LE TEMPERATURE SARANNO DI 15 GRADI DOTTO LA NORMA


L’Antartide aveva visto un progresso che sembrava inarrestabile dei propri ghiacci marini, almeno fino all’avvento del possente Nino, che ha sconvolto gli equilibri climatici di questa stagione invernale un po’ su tutto il nostro Pianeta.
Il grafico mostra infatti l’improvvisa caduta nell’anomalia dell’estensione dei ghiacci Antartici nel corso di questa stagione invernale (estiva per il Sud Emisfero), ma mostra anche un ritorno ad anomalie positive proprio in questi ultimi giorni.

Il Nino sta infatti esaurendo progressivamente i propri effetti, e le temperature dell’Antartide sono previste precipitare a valori di 10-15°C al di sotto della norma dai principali centri di calcolo mondiali, per i prossimi 7-10 giorni, come mostrato nell’immagine successiva tratta da weatherbell.

E’ molto probabile quindi un nuovo picco di estensione positiva nei ghiacci antartici, ed è anche un segnale importante della fine delle anomalie termiche provocate dal forte Nino del 2015-16.
Freddo è previsto, come si può notare, nel periodo delle festività pasquali, anche in Sud Africa ed in Australia.


Fonte:http://freddofili.it/2016/03/25/antartide-molto-freddo-temperature-di-oltre-15c-inferiori-alla-norma-nei-prossimi-giorni-gli-effetti-sullestensione-dei-ghiacci/

martedì 22 marzo 2016

DURANTE GLI ULTIMI DUE INVERNI L'EROSIONE COSTIERA DELLE TEMPESTE ATLANTICHE E' STATA LA PIU' INTENSA DEGLI ULTIMI 70 ANNI


Le continue nuove tempeste che hanno martoriato la costa atlantica dell'Europa durante l'inverno del 2013/14 sono state le più energici di quasi sette decenni, ha dimostrato una nuova ricerca
Ed erano parte di un trend in crescita che gli scienziati dicono che ha il potenziale di cambiare radicalmente lo stato di equilibrio delle spiagge lungo il lato occidentale del continente, portando a cambiamenti permanenti nella spiaggia di pendenza, l'allineamento delle coste e posizione della costa.
In uno studio accettato per la pubblicazione su Geophysical Research Letters, una rivista della American Geophysical Union, i ricercatori hanno confrontato modellato e misurato i dati dai siti in tutta la Scozia, Irlanda, Inghilterra, Francia, Portogallo, Spagna e Marocco, e hanno mostrato che le condizioni meteorologiche estreme sono state le più energiche almeno dal 1948.
Hanno dimostrato che lungo gli esposti iiti a cielo aperto della costa nel Regno Unito e in Francia, c'era stata ampia spiaggia e l'erosione delle dune a causa del trasporto dei sedimenti, con perdite di sedimenti fino a 200 m3 per ogni striscia di 1m di spiaggia.
Ad alcuni degli altri siti, l'equilibrio tra i diversi contributi del trasporto solido lungo costa è stata interrotto, provocando cambiamenti nella allineamento costiero, di cui la conformazione della spiaggia.
La ricerca è stata guidata dalla Plymouth University in collaborazione con gli scienziati del Centre National de la Recherche Scientifique, l'Université de Bordeaux, l'Institut Universitaire Européen de la Mer e l'Ulster University.
Gerd Masselink, docente di Geomorfologia costiera a Plymouth University e autore principale dello studio, ha dichiarato: "Abbiamo già condotto una ricerca che mostra gli effetti devastanti causati al Regno Unito dalla tempesta invernale del 2013/14 ma il danno causato alle comunità costiere c'era. Replicato - e in alcuni casi superato -.. in tutta la Francia occidentale tranne uno dei siti valutati per questo studio hanno raggiunto il loro stato più impoverito alla fine dell'inverno 2014, e ci vorranno molti anni per recuperare pienamente "
Hanno dimostrato che le condizioni di onde estreme si sono verificate fino a cinque volte più frequentemente nel 2013/14, e l'altezza delle onde d'inverno erano fino al 40% maggiore, rispetto alla media.
Il Dr Tim Scott, docente dell'Ocean Exploration a Plymouth University, ha aggiunto: "L'estremo inverno del 2013/14 è in linea con le tendenze storiche e si prevede anche che si verificheranno sempre più, secondo alcuni dei modelli climatici, l'inverno del 2015/16 è anche impostato essere tra i tempestoso degli ultimi 70 anni sia a causa di tempeste più intense e / o più frequenti, si dovrebbe senza dubbio considerare in futuro la pianificazione costiera la difesa dal mare della costa atlantica dell'Europa ".


Fonte:http://www.sott.net/article/314512-Storms-battering-Europes-Atlantic-coastline-were-the-most-energetic-in-70-years-causing-extensive-erosion-along-coasts

UN NUOVO STUDIO EVIDENZIA CHE IL MINIMO DI MAUNDER HA RALLENTATO LA FREQUENZA DEGLI URAGANI


Durante la Piccola Età del Ghiaccio nel periodo tra il 1645 e il 1715 la frequenza degli uragani atlantici è cessata del 75 per cento, evidenzia un nuovo studio.
Nello studio intitolato "“Shipwreck rates reveal Caribbean tropical cyclone response to past radiative forcing” un gruppo di ricerca guidato dalla University of Arizona a Tucson, ha analizzato il periodo che ha coinciso con il Minimo di Maunder, quando il sole era al punto più basso di luminosità registrata.
"Non siamo andati alla ricerca del Minimo di Maunder; è saltato fuori dai dati, "afferma Valerie Trouet, il coautore di studi, a Science News .
Dopo l'analisi attraverso tutte le osservazioni dettagliate degli uragani che risalgono al 1851, e un catalogo di naufragi atlantici, Trouet e il suo team sono stati in grado di identificare più di 650 navi spagnole affondate dagli uragani tra il 1495 e il 1825.
I ricercatori contrappongono questi dati con gli anelli degli alberi dei pini raccolti lungo la costa orientale della Florida, che potrebbero essere databile al 1707.
I ricercatori hanno utilizzato gli anelli degli alberi come una variante di confronto perché i danni degli uragani sono noti arrestare la crescita degli alberi, misurabile attraverso l'analisi degli anelli annuali ristretti tra i pini.
Ciascuno di questi record contemporaneamente ha mostrato una chiara correlazione, permettendo ai ricercatori di compilare una registrazione della frequenza degli uragani per il periodo.

I dati hanno mostrato che il numero di naufragi causati da uragani durante il Minimo di Maunder era meno di un terzo del numero di relitti nei decenni precedenti.
Trouet ha detto a Science News che un rallentamento degli uragano durante quel periodo solare ha un senso, soprattutto perché l'alimentazione degli uragani deriva da temperature superficiali elevate degli oceani e tempeste elettriche.


Fonte:http://www.trunews.com/17th-century-little-ice-age-caused-drop-in-hurricanes-study/#rTysUXKysri3XGLY.99

venerdì 18 marzo 2016

DAL MESE DI AGOSTO 2015 LA CALOTTA GLACIALE DELLA GROENLANDIA HA GUADAGNATO 400 MILIARDI DI TONNELLATE DI GHIACCIO


La superficie della Groenlandia ha guadagnato 400 miliardi di tonnellate di ghiaccio da agosto, continuando a evidenziare un netto guadagno della massa glaciale durante gli ultimi 6 mesi.

Stessa cosa equivale per il mare ghiacciato dell'Oceano Artico che è essenzialmente normale ovunque ad eccezione del Mare di Barents.

I fatti continuano a confermare una netta tendenza al raffreddamento della zona polare.


Fonte:http://realclimatescience.com/2016/03/dumbest-commie-ever-by-a-huge-margin/

mercoledì 24 febbraio 2016

I GHIACCI POLARI IN CONTROTENDENZA NONOSTANTE LE PREVISIONI


Sta facendo piuttosto scalpore, nel mondo dei climatologi, questo grafico che è tratto dal Servizio Glaciologico Danese, e che illustra l’andamento per l’anno 2016 della superficie coperta dai ghiacci polari.

Si tratta, per la precisione, dei dati relativi alle superfici marine che sono coperte per almeno il 30% da ghiaccio.

In questo caso il ghiaccio polare sarebbe a livelli record per gli ultimi 10 anni, un livello che, a metà del mese di Febbraio, si presenta già oltre i massimi raggiunti dal 2005 ad oggi (la massima estensione dei ghiacci polari si raggiunge, solitamente, nei primi giorni di Aprile).
Questo grafico stride notevolmente con quello che mostra un’estensione di ghiaccio inferiore alla norma degli ultimi anni, con valori simili a quelli del 2012, in zone di concentrazione superiori al 15% di superficie gelata.
La differenza tra zone con 30% e zone con 15% è notevole, e potrebbe essere spiegata con la risoluzione dei satelliti e dei Pixels, che rende difficoltoso riconoscere le superfici congelate dalla linea costiera frastagliata, tra Groenlandia, Canada e Siberia.
Anche i differenti algoritmi di calcolo portano a risultati differenti a seconda dei centri di studio.
La cosa migliore resta sempre quella di paragonare i grafici agli anni precedenti, sempre nello stesso tipo di grafico.


Fonte:http://freddofili.it/2016/02/20/ghiacci-polari-un-elemento-di-controtendenza-rispetto-alle-previsioni-sul-global-warming/

IL GHIACCIO MARINO ARTICO E' RIENTRATO NELLA NORMA


All’interno della polemica inserita nella discussione sull’estensione dei Ghiacci Artici, c’è anche questa immagine elaborata da MASIE, e che mostra un’estensione dei ghiacci artici superiore di circa 500 mila kmq rispetto all’elaborazione dati da parte della NASA (che, ripetiamo, osserva le zone con più del 15% di concentrazione dei ghiacci).
MASIE effettua una migliore risoluzione delle zone costiere e del limite marino del ghiaccio, che rappresenta il problema principale nell’osservazione dei ghiacci polari, questo grazie ad una risoluzione particolareggiata a 4 km di griglia di maglia.

Ne risulta un’estensione complessiva di 14,9 milioni di kmq, che è sostanzialmente nella norma degli ultimi 10 anni, se non lievemente superiore.
Abbiamo già visto, in un articolo precedente, che l’estensione calcolata sulle zone con almeno il 30% di superficie congelata è notevolmente superiore alla norma degli ultimi dieci anni.


Fonte:http://freddofili.it/2016/02/23/estensione-ghiacci-artici-siamo-praticamente-nella-norma/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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