ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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giovedì 2 marzo 2017

LA GERMANIA RECORD DI ESPORTAZIONE CON UN MOSTRUOSO TASSO DI POVERTA'


Il rapporto contraddice le storie di successo della performance dell'economia tedesca.
Egli confuta anche l'orgoglio del cancelliere tedesco Angela Merkel sul fatto che la disoccupazione si è dimezzata dal suo insediamento del 2005.
Schneider, amministratore delegato del Welfare Association, ha criticato questa propaganda di successo del governo.
"Lo sviluppo economico non porta ad una diminuzione della povertà". Ha presentato in una conferenza stampa prima del rapporto insieme con i rappresentanti delle altre organizzazioni sociali. "Nonostante profitti record dell'economia sempre più persone sono scollegate da essa," Schneider ha detto di fronte alle cifre attuali.
Questo va avanti, è sicuro. Il rapporto fornisce la prova che l'aumento dell'occupazione da solo non è una migliore situazione della preoccupazione sociale su come scrivono gli autori.
Bremen ha in proporzione più residenti poveri . "Ogni quarta persona deve ora essere annoverato tra i poveri", dice il rapporto.
La capitale Berlino ha poi i secondi peggiori numeri con oltre il 22 per cento delle persone povere nella popolazione.
Il tasso di povertà è qui, secondo Schneider "superiore di quasi il 14 per cento di dieci anni fa." ma più fortemente il numero dei poveri è aumentato nel Nord Reno-Westfalia.


Fonte:https://de.sputniknews.com/gesellschaft/20170302314748217-rekord-armut-berlin-bremen/

venerdì 3 febbraio 2017

IL MEDIO EUROEVO


Riflettiamo su una questione molto semplice, cosa ha prodotto l'L'Unione Europea ai 27(-1) Paesi membri che la compongono?
Tutto inizia con il successo del referendum inglese di lasciare il cosidetto mercato unico europeo e la stessa Comunità Europea.
La strada per il divorzio ha avuto inizio con Heath, che ha detto in una trasmissione televisiva, Gennaio 1973:
"Ci sono alcuni in questo paese che temono che ad andare in Europa, saremo in qualche modo a sacrificare l'indipendenza e la sovranità. Questi timori, non ho bisogno di dire, sono del tutto ingiustificati."
Tuttavia, il blocco si è trasformato dall'essere un blocco commerciale - basato sulla vecchia europa del carbone e dell'acciaio (CECA) e la Comunità Economica Europea (CEE), formato da Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Germania Ovest nel 1951 e 1958, rispettivamente, - ad un blocco più politico sotto controllo del Trattato di Maastricht del 1992, che ha istituito l'Unione Europea nel 1993.
Il trattato di Maastricht - firmato da un altro conservatore primo ministro, John Major - ha portato ad un'ulteriore controllo e integrazione dell'UE, maggiori poteri per il Parlamento, nonché la creazione della moneta unica dell'euro. Tuttavia, il Regno Unito non è andato insieme a tutti del Trattato di Maastricht. Né ha un account con altri emendamenti.
Da allora le creazione di regole e la formazione di un sistema di politiche sempre più rigoroso all'interno dell'Europa ha sottratto sempre più liquidità e flessibilità agli altri Paesi, arrivando così a limitarne persino le azioni politiche di ognuno di essi senza chiedere il permesso all'Europa.
Il cosidetto motto "Ce lo chiede l'Europa" è direttamente un enfasi di quello che oggi è l'Unione Europea, un regime di regole talmente fitto da non necessitare nemmeno di una politica autoritaria per limitare la decisioni sovrane dei Paesi membri.
Eppure quando Donald Trump ha fatto una recente osservazione circa l'euro ha confermato chiaramente chi ha guadagnato con l'avvento della cosidetta moneta unica.

Il capo del Consiglio per il Commercio di Donald Trump, ha fatto un'osservaziona alla Germania e l'euro lanciando accuse di sottovalutazione che solitamente l'amministrazione Usa riserva alla Cina.
In un'intervista al Financial Times, Navarro ha definito l'euro "un marco tedesco" fortemente sottovalutato, del quale Berlino si avvantaggia nei confronti degli Usa, ma anche nei confronti dei suoi partner dell'area euro.
La realtà dei fatto è che di tutti i Paesi che in tutta la zona-euro ci hanno guadagnato di più sono in particolare quelli tedeschi, ma più di tutti proprio la Germania.
Le mappe regionali in Europa del PIL dal 2000 in poi mostrano che la Germania si “arricchisce”, mentre rallentano le ex-aree produttive dell’Eurozona (in primis il Nord Italia).
Quali aree d’Europa c’hanno guadagnato e quali c’hanno rimesso con l’Euro?
Per rispondere a questa domanda, utilizziamo un parametro: il Prodotto Interno Lordo procapite a parita’ di potere d’acquisto.
Partiamo dal Periodo 2000-2008:
– L’area d’Europa che s’e’ maggiormente impoverita e’ il NORD ITALIA; seguono a ruota le regioni industriali e piu’ avanzate della Francia
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: EST EUROPA, Grecia e le regioni meno avanzate della Spagna
In sintesi si sono impoverite maggiormente le regioni forti ed industriali, competitors della Germania, e si sono arricchite maggiormente alcune aree piu’ remote ed arretrate dell’Europa, guarda caso esattamente le aree dove maggiore e’ stato l’afflusso di capitali esteri, spesso spinte da bolle immobiliari.

Ora vediamo il Periodo 2008-2011:
– Le aree d’Europa che si sono maggiormente impoverite sono quelle PERIFERICHE
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: GERMANIA ed alcune nazioni ad essa connesse
In sintesi si sono impoverite ancora una volta le regioni forti ed industriali, competitors della Germania, e con esse hanno fatto un balzo all’indietro le aree dove precedentemente erano arrivati copiosi capitali esteri e dove con la crisi sono fuggiti, e sono esplose le bolle immobiliari. A questo punto la Germania ed alcune piccole nazioni limitrofe si arricchiscono.
Non abbiamo una Mappa disponibile per il Periodo 2011-2014, ma possiamo dirvi che in conclusione:
– Le aree d’Europa che si sono maggiormente impoverite sono quelle PERIFERICHE dell’Eurozona
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: GERMANIA ed alcune nazioni ad essa connesse, nonche’ le nazioni fuori dall’Eurozona
Tra il 2000 ed il 2014, nel complesso il prodotto interno lordo procapite a parita’ di potere d’acquisto vede:
- Un ‘arricchimento della GERMANIA e di alcune piccole nazioni collegate
- Un’impoverimento evidente dei maggiori Competitors continentali della Germania, aree forti economicamente dell’Eurozona, a partire dal NORD ITALIA, ma anche CATALONIA, OLANDA, IRLANDA e FRANCIA del Nord Est.
Al di fuori di questo perimetro, rallentano Grecia e Sud Italia e si rafforzano alcune nazioni dell’Est Europa che generalmente non adottano l’Euro.
Ad oggi lo scenario che sta emergendo in generale sulla Comunità Europea è quello di un'area continentale che sta economicamente morendo a vantaggio di una sempre più crescente potenza economica che è la Germania e altri Paesi tedeschi del Nord Europa.
La situazione che si sta venendo a produrre da alcuni anni è quella che Paesi come Grecia, Italia, Spagna, Portogallo ecc stanno vivendo quello che risulta essere un gigantesco esodo verso Paesi economicamente più affidabili.
Italia:Nel 2015 il numero di italiani che sono fuggiti all'estero sono stati 107mila, soprattutto gli under 35.
Nel primo gennaio 2016 una stima più di lungo termine ha calcolato 4.8 milioni (4.811.163), con una crescita del 3,7% rispetto l’anno precedente (+174.516 unità).
Chiaramente la nuova generazione di europei se ne sta andando in Paesi più consoni alle loro necessità.
Per contro ormai dal 2014 ad oggi la Comunità Europea ha favorito, incentivato e promosso una massiccia immigrazione di extracomunitari, un mix di profughi e immigrati illegali per renderne più difficile la distinzione dai Paesi africani e dalla Siria arrivando a promuovere programmi di finanziamento e integrazione dal costo di diversi miliardi di euro.
La cifra ormai del numero di extracomunitari arrivati in Europa è attorno ai 2 milioni.
Il numero di crimini legati da parte di extracomunitari verso le comunità locali si è tradotto in un ondata di auto incendiate negli ultimi anni nelle principali città svedesi; aumento delle aggressioni a sfondo sessuale tra Germania, Austria, Svezia e Finlandia; un certo numero di attentati in Francia, Belgio e Germania .
La sicurezza all'interno della Comunità Europea ha mostrato di non saper controllare questi fenomeni, nonostante le numerose dichiarazioni che vengono fatte per tutelare l'immagine.
Ma a preoccupare è semmai il panorama continentale che si è venuto a creare.

-Sulla Catena Alpina il risultato dalla carenza di finanziamenti ad infrastrutture ha portato le aree di montagna a spopolarsi dove specialmente la nuova generazione si sposta nelle aree urbane dove vi è una maggior probabilità di trovare lavoro, ma questa è anche una tendenza naturale del maggior sviluppo.

-In Grecia, a causa delle restrittive politiche europee, l'aumento delle tasse e la povertà diffusa in quella che una volta era un'economia prospera i greci ora sono letteralmente costretti a mangiare gli avanzi dei profughi immigrati.

-In Italia il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni risale a dicembre superando quota 40%. È quanto rileva l'Istat spiegando che la quota di disoccupati sul totale degli attivi in quella fascia di età (occupati e disoccupati) a dicembre è al 40,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese precedente, al livello più alto da giugno 2015.

-I paesi ex-comunisti che hanno aderito all'Unione europea dal 2004 in poi hanno sognato di trasformarsi rapidamente nella Germania o nella Gran Bretagna.
Invece, molti dei loro lavoratori stessi sono costretti a trasferirsi in Germania o in Gran Bretagna.
La popolazione in età lavorativa della Lettonia è scesa di un quarto a partire dal 2000; un terzo di coloro che si è laureato presso l'Università tra il 2002 e il 2009 era emigrato dal 2014.
I sondaggi di studenti di medicina bulgari mostrano il piano del 80-90% di loro di emigrare dopo la laurea.
La perdita di lavoratori della Lituania è costosa, dice Stasys Jakeliunas, un economista.
Le rimesse e i fondi UE per gli aggiornamenti delle infrastrutture hanno aiutato, ma la carenza di manodopera scoraggia gli investimenti stranieri e la crescita economica.
Secondo FMI, in alcuni paesi dell'Est Europa, l'emigrazione ha rasato 0.6-0.9 punti percentuali di crescita annua del PIL nel 1999-2014.

Sotto molti punti di vista l'Unione Europea si è manifestata un sistema politico di controllo che vincola, limita e controlla i suoi Paesi membri, ma quello che non ci si è resi contro è che la Germania sta guadagnando pericolosamente influenza sull'interno Vecchio Continente.
Un'Europa con un debole PIL e una società divisa e condizionata da sistemi mediatici che promuovono tale sistema come esempio da seguire sono in grado di mantenere lo status quo per molto tempo, mentre lo stesso sistema sociale con piccoli ma costanti cambiamenti continua a indebolirsi anche nei cambiamenti politici.
Per esempio, in Grecia la popolazione sembra essersi abituata alla povertà quotidiana, in Italia invece la popolazione si è abituata ad aver avuto Quattro Legislature, ovvero quattro Presidenti del Consiglio, mai eletti alle urne in mezzo decennio e l'economia italiana a differenza del resto del mondo resta stagnante come la media dell'eurozona.
Tale status quo delle cose sembra destinato a continuare anche quando la stessa Unione Europea ha manifestato in appena tre anni un segnale forte che le sue fondamente non sono così solide come si pensava, semmai è inclinata a picco sull'oceano in progressiva fase di affondamento.

I cinque sistemi di allarme sono già tutti attivati:
-In un solo anno e mezzo: Islanda, Svizzera e Turchia hanno ritirato la domanda di adesione all'Unione Europea.
-L'Inghilterra ha iniziato le fasi di separazione dell'Unione Europea.
-In tutti i Paesi europei sta crescendo un forte senso di opposizione al sistema europeo.
-Il sistema politico che gestisce l'Unione Europea si limita alla continuità ma non possiede alcuna prospettiva politica sul futuro, sommato al fatto che l'economia e l'occupazione continano circa allo stesso livello ogni anno.
-Nel 2017 si terranno le elezioni politiche in diversi Paesi principali dell'Unione Europea: Olanda, Francia, Repubblica Ceca e Germania e in ognuno di questi Paesi i sondaggi danno un forte consenso ai partiti di formazione nazionalista.
Come a sottolineare questo fatto recentemente il parlamento europeo ha fatto una dichiarazione la quale da sola dice molto.
Alla Commissione europea, dopo una promessa generica di intervento del presidente lussemburghese Jean-Claude Juncker, il commissario estone Andrus Ansip ha annunciato interventi sui vari Facebook, Google o Twitter, qualora questi social network non introducano adeguati controlli per impedire la circolazione in rete di notizie ipoteticamente false.
Oltre alla Germania, vari governi Ue appaiono favorevoli ad approvare una legislazione europea per arginare la cosidetta disinformazione tramite i social network.
Numerosi premier europei si sono allertati dopo quanto è successo nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, dopo la vittoria del repubblicano Donald Trump.
Ma in alcune capitali Ue non vorrebbero rischiare le polemiche e le proteste del popolo della rete, che scaturirebbero in caso di restrizioni della libertà di far circolazione le notizie sul web. Per questo la Commissione europea intenderebbe iniziare a fare pressione sui principali social network per convincerli ad attuare un «codice di condotta» contro i tentativi di disinformazione sul web.
Il commissario Ue Ansip ha però ammonito che, se i vari Facebook, Google o Twitter non si assumeranno maggiori responsabilità nel controllare le notizie che consentono di diffondere, l’alternativa saranno gli interventi di Bruxelles. «Sono preoccupato, e tutti sono preoccupati, dalle notizie false, specialmente dopo le elezioni negli Stati Uniti — ha dichiarato Ansip al quotidiano britannico «Financial Times» —. Credo fermamente nelle misure di autocontrollo. Ma, se sarà necessario qualche tipo di chiarimento, saremo pronti».
Una palese minaccia che dimostra quanto la crisi di credibilità da parte della gente abbia allarmato i palazzi del potere europeo che stanno lentamente perdendo i loro interessi.
Un fatto positivo ma che sicuramente si cercherà di evitare.
Sicuramente la situazione di disagio non proviene dalla notizie false ma dai danni di chi ha fatto irresponsabili scelte a danno e spese degli europei.



martedì 22 aprile 2014

UE: PERDE IL LAVORO, SI DA FUOCO IL GIORNO DI PASQUA


Si è dato fuoco un uomo 38 anni, era stato licenziato da un’azienda di autotrasporti di Agrigento.
L’ENNESIMO dramma della disperazione si è consumato il giorno di Pasqua, nel primo pomeriggio, quando. G. P., sposato con due figli piccoli, intorno alle 14 ha detto alla moglie che usciva per andare a farsi un giro in auto.
Come racconta la gazzetta del sud l’uomo, che evidentemente aveva premeditato il gesto, si è allontanato di poco da casa, si è chiuso all’interno della sua auto, una Audi A3 e, dopo essersi cosparso il corpo di liquido infiammabile, si è dato fuoco.
Le sue grida hanno attirato l’attenzione di un cugino che abita nelle vicinanze, il quale purtroppo ha assistito impietrito e quasi incredulo all’a g g h i a c c i a nte scena.
Il 38enne si trova ora ricoverato a Napoli al centro grandi ustionati dell’ospedale “Cardarelli”. E’ gravissimo ed ha ustioni sul 60% del corpo.

Fonte:http://www.imolaoggi.it/2014/04/22/perde-il-lavoro-e-si-da-fuoco-il-giorno-di-pasqua-e-gravissimo/

UE: PERDE IL LAVORO, SI AMMAZZA IN DIRETTA SU FACEBOOK


Mario M. non c’è più. Si è ucciso sfiancato dalle difficoltà della vita. Conoscevamo Mario solo su Facebook, amicizie virtuali. Qualche status, un paio di commenti.
Per un’intera giornata abbiamo ragionato se raccontare o meno questa storia. Se fosse giusto renderla pubblica oppure no. Alla fine crediamo sia giusto mostrare quello che in pochi vorrebbero vedere. Che Facebook può diventare qualcosa di triste, perché oggi piangiamo Mario, ma sarebbe potuto essere anche qualcosa di miracoloso se la corsa per salvargli la vita fosse andata a buon fine.
E’ da poco passata l’ora di pranzo quando su Facebook ci compare lo status di Mario. Eccolo

Nei minuti seguenti la prima sensazione, quella dello scherzo di cattivo gusto, perde consistenza.
Il messaggio è reale.
Lo capiamo dalle decine di commenti allarmati di altri suoi amici virtuali. C’è chi pubblica il numero di telefono di Mario.
“Il telefono squilla a vuoto, poi entra la segreteria”. Si cercano i contatti delle forze dell’ordine del luogo. Qualcuno pubblica i riferimenti dei carabinieri di Tertenia.
Il popolo della rete riesce ad avvertire i soccorsi che si precipitano a casa di Mario.
Nel frattempo gli amici virtuali di Mario cercano gli amici reali.
Chi vive vicino al paese dell’Ogliastra si precipita a Tertenia.
In molti si mobilitano per provare a evitare l’inevitabile. Dopo due ore, il messaggio che nessuno avrebbe voluto leggere. Mario non c’è più. Di lui sappiamo solo che ha perso la madre da poco e non è riuscito a superare quel lutto. Nient’altro.

Finché un suo collega, o meglio, un suo ex collega pubblica questo status per salutare il suo amico. Anche lui, “morto per crisi”. today.it

Fonte:http://www.imolaoggi.it/2014/04/22/perde-il-lavoro-mario-si-suicida-in-diretta-su-facebook/

venerdì 18 aprile 2014

GLI "AIUTI" DELL'UNIONE EUROPEA HANNO DISTRUTTO IL PORTOGALLO


Il Portogallo, membro dell'Unione europea dal 1986, sta rapidamente perdendo la sua popolazione a causa dell'emigrazione significativa. In termini di indicatori economici, il Portogallo si avvicina al livello dei paesi meno sviluppati dell’Europa orientale. Il declino è diventato particolarmente rapido tre anni fa, quando il Portogallo ha cominciato a ricevere assistenza finanziaria da parte dell'Unione europea. Non è una strana coincidenza?
Il paese si sta deteriorando politicamente, economicamente e moralmente. Il debito pubblico e la disoccupazione sono in aumento, e sempre più persone abili in età riproduttiva stanno lasciando il paese. Secondo i dati dell’Observatório da Emigração, dal 2008 circa 400.000 persone hanno lasciato il Portogallo; in termini di percentuale sulla popolazione totale (10,6 milioni di persone) è il secondo tasso più alto in Europa dopo Malta, che ha una popolazione di poco meno di un milione di persone. Il paese ha perso un quinto delle sue risorse di manodopera qualificata.
Inoltre, secondo i media portoghesi, il Portogallo è diventato il paese con il minor numero di immigrati in percentuale sulla popolazione totale.
Secondo l’Associação Portuguesa de Psicologia da Saúde ocupacional, nove portoghesi su dieci vogliono cambiare la loro vita e sono insoddisfatti del proprio lavoro. L'Associazione avverte che lo stress continuo e la depressione causano un danno significativo alla salute pubblica. Le stesse conclusioni possono sicuramente riferirsi a tutti i paesi della "periferia sud" dell'Unione Europea.
Tutti questi paesi hanno previsto tagli alle spese di bilancio per salari, pensioni, sicurezza sociale e privatizzazioni, il che comporta una riduzione significativa di posti di lavoro. In particolare, secondo le statistiche europee, Lituania, Romania e Bulgaria sono senza speranza.
Il Portogallo riceve aiuti attraverso le tranche di prestiti da parte dell'UE (per un totale di 78 miliardi di euro). Il programma di assistenza è stato stanziato nel 2010, per favorire la ripresa economica e per pagare l'enorme debito pubblico. Tuttavia, sembra che nel corso dei tre anni la situazione non si sia stabilizzata, ma anzi sia peggiorata.
"Il Portogallo è vicino ai paesi meno sviluppati dell'Europa orientale" ha detto Rui Pena Pires, in rappresentanza dell'Università di Lisbona ISCTE - IU, al giornale Económico. Rui Pena Pires ritiene che la situazione possa essere corretta, ma tutto dipende dalla ripresa della crescita economica. Secondo Pena Pires, se questo processo viene ritardato sarà molto difficile correggere il declino demografico, e vi è anche il rischio di peggiorarne le conseguenze.
Gli esperti stimano che l'esodo dei portoghesi sia al livello di 100-120.000 persone all'anno. Analizzando le qualifiche e la fascia di età degli immigrati, sono giunti alla conclusione che coloro che se ne vanno sono principalmente lavoratori semi-qualificati che dispongono di mezzi sufficienti per affittare abitazioni all'estero, e possiedono un piccolo capitale per sopravvivere per qualche tempo senza lavoro. La popolazione più povera non emigra, ad eccezione dei rari casi dei ricongiungimenti con le loro famiglie.
I lavoratori qualificati sono una minoranza. Ad esempio, in Lussemburgo, dove il 19% della popolazione è portoghese, solo il 2% è costituito da lavoratori qualificati del settore finanziario e scientifico. Per lo più i portoghesi all'estero lavorano nell’edilizia, nelle utilities, nel settore alberghiero, nel commercio e nei servizi.
Nonostante i luoghi comuni, la maggior parte degli emigranti non è formata da disoccupati (la disoccupazione nel paese è al 17,5%), ma da persone insoddisfatte della propria vita. Vogliono avere la propria carriera, stipendi più competitivi, e status e riconoscimenti che non possono ottenere a casa. In alcuni settori, come quello medico, la situazione è catastrofica. Sia i medici che il personale ospedaliero stanno lasciando il paese. Questo è il settore in cui lo Stato spende una grande quantità di denaro nella formazione. Ad esempio, per formare un infermiere vengono spesi all’incirca 16.500 euro.
La maggior parte degli emigrati sono giovani in età riproduttiva, e questo provoca un calo della naturale crescita della popolazione. Secondo il programma nazionale di diagnosi precoce, nel 2011 il Portogallo, per la prima volta nella sua storia, ha toccato il livello più basso di natalità - 100.000 bambini.
La situazione ha continuato a peggiorare, e nel 2013 ci sono stati solo 90.026 neonati. Quest'anno, le proiezioni dicono che questa cifra sarà più bassa di 8.000 unità. "L'emigrazione dei giovani è un segno dell'attuale sfavorevole metodo di governo dell'economia portoghese, e il principale fattore che limita il potenziale di crescita", ha avvertito la Banca del Portogallo.
Albert Martins, il leader del Partito Socialista all’opposizione (la coalizione di governo è guidata dai Socialdemocratici), ha detto che il governo ha perseguito una politica che ha portato a disoccupazione, povertà, immigrazione, insicurezza e depressione.
Tuttavia, per poter vedere più chiaramente l’abisso in cui è sprofondato il Portogallo, guardiamo ai dati presentati non dal presunto leader dell'opposizione (i Socialdemocratici al potere sono rimpiazzati dai Socialisti, creando un'apparenza di opposizione), ma dai Comunisti, che sono rappresentati in Parlamento e godono di un certo consenso presso il popolo portoghese.
Il 22 febbraio l'Assemblea Nazionale del CPR ha fornito i seguenti dati. Fin dall'inizio degli aiuti da parte della UE, nessuno degli obiettivi fissati dai tre creditori (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) è stato raggiunto. Il PIL è calato del 5,8%, il doppio del previsto. In termini assoluti, il PIL è diminuito di 9,4 miliardi di euro.
Ci si aspettava che la caduta degli investimenti sarebbe stata del 15%, ma nel corso dei tre anni di aiuti questo dato ha già raggiunto il 37%. Il numero di posti di lavoro è diminuito cinque volte più di quello che era stato annunciato, il che significa che sono stati distrutti 464.000 posti di lavoro. Il debito del paese nel 2010 era del 93% del PIL, ed era stato assicurato che non sarebbe salito sopra il 115%, ma oggi è al 130% del PIL ed è cresciuto di oltre 51.5 miliardi di euro.
Il deficit di bilancio non si è mantenuto al 3% come promesso, e quest'anno sarà superiore al 5%, nonostante il forte calo della spesa per i servizi sociali e nel settore pubblico. E' una vittoria del cartello delle mega-banche che controllano l’economia reale, e i perdenti sono il paese e le generazioni future, ha detto nel suo discorso il Segretario Generale del PPC Jeronimo de Sousa.
Qual'è il prossimo passo? Il prossimo passo è la crescita presumibile del servizio del debito, perché le banche prendono in prestito dalla BCE allo 0.25% annuo, e investono in titoli portoghesi al 5.1% (il rendimento medio dei titoli di Stato), ottenendo un enorme profitto. Questo è il motivo per cui il Portogallo deve pagare oltre 7 miliardi di euro all’anno di soli interessi.
Il governo non si assume la responsabilità per la dilagante devastazione dell’economia reale del paese e per le migliaia di imprese fallite, per la brutale e massiccia disoccupazione che contribuisce all'emigrazione quotidiana di migliaia di portoghesi, per l’indebolimento del paese e del suo futuro, per l'aumento dello sfruttamento del lavoro e per la concentrazione della ricchezza che porta ad un processo accelerato di impoverimento di milioni di portoghesi, per la diffusione della povertà e dell'esclusione sociale, per la violazione dei fondamentali diritti costituzionali al lavoro, alla salute, alla sicurezza sociale e all'istruzione, ha concluso Jeronimo de Sousa.

Fonte:http://vocidallestero.blogspot.it/2014/04/gli-aiuti-dellunione-europea-hanno.html?spref=fb

UNIONE EUROPEA: UN BAMBINO SU QUATTRO A RISCHIO POVERTÀ'


La crisi e la mancata distribuzione di risorse hanno messo 27 milioni di bambini in Europa a rischio povertà. Più di 1 su 4. In quattro anni, dal 2008 al 2012, sono aumentati di un milione. Lo rivela un rapporto di Save the Children, il primo dell'organizzazione sulla povertà minorile in Europa, diffuso oggi, in vista delle elezioni europee. Il Rapporto riguarda i Paesi Ue28, quindi anche quelli del Nord Europa, dove le percentuali oscillano tra il 12 e il 19%. In Italia siamo al 33,8%.

Fonte:http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/04/15/un-bimbo-su-4-a-rischio-poverta-in-ue_085454df-70f1-40b4-a4e5-4c57b043fe4f.html

domenica 16 marzo 2014

L'OCCIDENTE SCATENA LA NUOVA GUERRA FREDDA



In una recente dichiarazione il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ancora una volta rivolto minacce nei confronti del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin affermando che il referendum in Crimea, è assolutamente illegittimo.
Nel frattempo anche una riunione del G7 ha cercato di ricattare il referendum di annessione della Crimea alla Russia, da loro erroneamente classificato illegale.
Il referendum sulla secessione della Crimea e’ illegale e i membri del G7 non ne riconosceranno il risultato.
E’ quanto si legge in una dichiarazione pubblicata dal gruppo dei 7 grandi. “Noi – si legge nella dichiarazione appena diffusa – leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Stati Uniti, il presidente del Consiglio europeo e il presidente della Commissione europea, chiediamo alla Federazione russa di cessare tutti i tentativi di cambiare lo status della Crimea, contro la legge ucraina e in violazione delle norme internazionali.
L’annessione russa della Crimea – prosegue la dichiarazione – sarebbe una chiara violazione dello Statuto delle Nazioni Unite, degli impegni della Russia nell’ambito dell’Atto finale di Helsinki, dei suoi obblighi verso l’Ucraina secondo il trattato di amicizia, cooperazione e associazione del 1997, dell’accordo di base Russia-Ucraina del 1997 e dei suoi impegni nel Memorandum di Budapest del 1994. Oltre all’impatto sull’unita’, la sovranita’, e l’integrita’ territoriale dell’Ucraina, l’annessione della Crimea potrebbe avere gravi implicazioni per l’ordine legale che protegge l’unita’ e la sovranita’ di tutti gli Stati. Se la Federazione russa dovesse fare questo passo, decideremmo ulteriori azioni, individualmente e collettivamente”, conclude la dichiarazione del G7.
Forse sarebbe il caso di far notare che la maggioranza della popolazione della Crimea, in base a dati certi, è di origine russa.
Allo stesso modo un referendum della Crimea sull'annessione alla Russia, è una scelta puramente rivolta alla popolazione, non a capi di stato, di conseguenza alla popolazione della Crimea viene rivolta una libera scelta di entrare nella Federazione Russa o rifiutare, una cosa che l'Unione Europea e gli Stati Uniti, al contrario stanno cercando di impedire e allo stesso modo non hanno di fatto permesso di scegliere con gli altri paesi che sono entrati a far parte dell'Unione Europea.
In particolare, fatto curioso, nemmeno l'attuale provvisorio presidente dell'Ucraina, ha indetto un referendum per entrare a far parte dell'Unione Europea, e allo stesso modo non è stato nemmeno eletto egli stesso dal popolo.
Dopo il colloquio con Obama Yatseniuk invece ha affermato che l'Ucraina firmerà probabilmente un accordo politico con la Ue la prossima settimana.“Sono sicuro - ha detto Yatsenyuk - che la prossima settimana l’Ucraina firmerà la parte politica di un accordo di associazione con la Ue. Sarà un passo solido e forte verso la piena integrazione dell’Ucraina alla Ue”.
Sarebbe in particolare da correggere un punto: non è l'Ucraina, e per Ucraina si intende la popolazione Ucraina che sceglie con un referendum di entrare o rifiutare l'Unione Europea, bensì l'attuale capo di stato che senza fare da tramite per la popolazione Ucraina, pensa di scegliere per essa di entrare nell'Unione.
In una decisione così importante la responsabilità dovrebbe essere rivolta principalmente al popolo, come si dovrebbe fare in qualunque democrazia.
Da questo punto di vista la Russia si è dimostrata di gran lunga più democratica e un'esempio da seguire per l'Occidente.
La popolazione italiana non ha potuto scegliere di entrare nell'Unione Europea, ma lo ha scelto Romano Prodi, l'ex Presidente del Consiglio, senza nemmeno indire un referendum e affermando che "Con l'euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più." a distanza di anni dalla sua tragica decisione, il fallimento dell'Italia si è palesato sotto gli occhi di tutti.

E’ arrivato, come ogni mese a gennaio 2014, il dato ISTAT sulla disoccupazione e come ogni mese a creare allarme è il dato della disoccupazione giovanile che si attesta al 41,6% in crescita di 0,2% rispetto al mese precedente (ottobre) e a 4 punti percentuali rispetto all’anno precedente (Novembre 2012).
I disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono circa un quinto di tutti i disoccupati in Italia (3 milioni e 254 mila).
La nostra generazione vive da anni un continuo peggioramento della propria condizione, il lavoro diventa sempre più un miraggio e tra pochi mesi o anni, si rischia che un giovane su due sia disoccupato.
La Grecia invece, è fallita anch'essa a causa dell'euro e delle scadenti politiche di gestione dell'Unione, eppure c'era stato un ministro che aveva proposto di fare un referendum sulla decisione del popolo greco di decidere o meno se rimanere a far parte dell'Unione Europea, successivamente però i stessi membri l'hanno, curiosamente boicottato.
“Il popolo greco ha la saggezza e la conoscenza per prendere le decisioni corrette che garantiscano la permanenza del paese nell'eurozona”. È quanto ha affermato il primo ministro greco Georges Papandreou nel 2011.
Non l'avesse mai detto!
Un annuncio, quello del premier greco, che ha diviso il Governo di Atene.
Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, si è detto fortemente contrario al referendum in quanto considera l'appartenenza della Grecia all'Euro “una conquista storica del popolo greco che non può essere rimessa in questione”.
Un 'no' alla consultazione sul piano di riforme concordato con l'Ue per arginare la crisi finanziaria greca arriva anche dal ministro greco dello Sviluppo, Michalis Chryssohoidis, che ha chiesto una rapida ratifica del piano europeo di riforme concordato con l'Ue da parte del parlamento di Atene, opponendosi così di fatto alle intenzioni di Papandrou.
E l'annuncio del primo ministro greco ha scatenato le critiche delle massime autorità politiche europee, contrarie alla consultazione popolare in Grecia.
In quel periodo un'altro ministro britannico si era chiaramente fatto avanti contro le attuali politiche europee e in favore di un referendum per la popolazione della Grecia.
Nigel Farage.

Ecco la sua dichiarazione:
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=eJn___ql5-U]
Le consultazioni popolari sono nel diritto costituzionale le decisioni del popolo nella veste di elettore e nella veste di legislatore, assunte per mezzo degli istituti costituzionali di partecipazione popolare e nell'esercizio delle forme di democrazia diretta, di conseguenza se il popolo greco dovesse decidere in maggioranza in un referendum di uscire dall'Unione Europea, le massima autorità europee non avrebbero voce in capitolo, in quanto violerebbero i diritti democratici del popolo greco.
I risultati dell'Unione Europea sulla Grecia sono stati per la sua economia collassata l'equivalente di un martello che si abbatte con furia su una tavola colma di piatti e bicchieri.
I dati sono spaventosi per quanto riguarda il disastro economico greco.
Mentre l’impatto reale è visibile in ogni ospedale, scuola, ufficio o azienda, sottolinea, ci sono alcuni indicatori che devono essere presi in considerazione per comprenderne l’estensione: il 34.6% della popolazione vive a rischio povertà o esclusione sociale (dati del 2012), il reddito dei proprietari di immobili si è contratto del 30% dall’inizio della crisi, con circa un terzo che dichiara ormai di essere indietro con i pagamenti e il 40% che non è in grado di adempiere a tutte le scadenze per quest’anno.
La Public Power Corporation, prosegue Malkoutzis, slaccia la corrente a circa 30 mila case ed uffici al mese per bollette non pagate. La disoccupazione è cresciuta del 160% complessivo e oggi 3,5 milioni di persone occupate devono tenere in vita i 4,7 milioni di disoccupati o inattivi. Solo il 15% dei disoccupati poi riceve assistenza finanziaria dallo stato, non c’è, infine alcun Welfare poi per i lavoratori autonomi – o partite Iva – che rappresentano il 25% della forza lavoro del paese.
I trasferimenti sociali sono stati tagliati di oltre il 18%, i tagli alla sanità di oltre l’11,1% tra il 2009 e il 2011 e sono i maggiori mai registrati nella storia dall’Ocse. Crescono per questo infezioni per HIV e tubercolosi. Per il 48,6% delle famiglie greche, le pensioni rappresentano il principale introito, e verrà tagliato ancora. Le vecchie pensioni da 700 euro, conclude l’autore, sono state ridotte di circa il 25% dal 2010 e vedranno ulteriori grandi tagli nei prossimi anni.
Eppure Mario Monti, un'altro ex Presidente del Consiglio eletto tale senza elezioni democratiche dopo la caduta di Silvio Berlusconi nel 2011, ha dichiarato "Qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell'Euro? La Grecia."
Ovviamente non può essere classificato come un vero e proprio Presidente del Consiglio, ma di questo si discuterà più avanti.
Di recente la Troika (Troika = Fondo Monetario Internazionale + Unione Europea + Banca centrale europea) ha dato un'ulteriore stangata alla Grecia portando a ulteriori proteste.
Uffici e scuole chiusi, ospedali che garantiscono solo le emergenze.
Dopo portuali e farmacie, in Grecia scioperano – per 24 ore – anche i dipendenti pubblici.
Nel mirino della piazza governo e creditori internazionali: questi ultimi (GERMANIA)  hanno chiesto altri 11.400 licenziamenti nel settore pubblico, pretentendo tagli per il quinto anno consecutivo. Un’emorragia che ha portato il tasso di disoccupazione al 27.5%.
“Continueremo la nostra lotta per tutto il tempo che ci vorrà – dice un lavoratore residente ad Atene – queste misure sono incostituzionali”.
“Ho due figli disoccupati e devo provvedere ad entrambi – spiega una madre disoccupata – Che altro posso dire? Voglio il mio lavoro indietro”.
Il salvataggio dalla bancarotta – attraverso un prestito di 240 miliardi da parte dei creditori internazionali – ha innescato la più lunga recessione della storia greca.
I senza lavoro sono triplicati in 5 anni.
“La manifestazione di oggi segna l’inizio delle proteste dei dipendenti pubblici contro la mobilità e la cassa integrazione. Un altro sciopero di due giorni è stato già convocato per il 19 marzo – conclude il corrispondente di euronews ad Atene, Stamatis Giannisis – I sindacati sono determinati ad andare avanti fino a quando il governo non farà marcia indietro”.
Ecco come l'Unione Europea ha spento il faro di quella che un tempo era stata la patria del mondo occidentale.
Un'ulteriore fatto su cui ragionare è il fatto che non solo i paesi membri dell'Unione Europea sono entrati senza un referendum, ne tanto meno il fatto l'attuale provvisorio premier ucraino o della Lettonia, hanno scelto da se di far entrare i rispettivi paesi paesi nell'Unione, ma bensì il fatto che dal 2011 non c'è stato un premier italiano che sia stato direttamente eletto dal popolo, ne dopo le fallite elezioni del 2013 ne dopo la caduta del Presidente del Consiglio Enrico Letta.
Se il rappresentante di un partito eletto Presidente del Consiglio cade, significa che non ha saputo svolgere il suo lavoro in modo apprezzabile, di conseguenza spetterebbe ancora una volta alla gente di scegliere un nuovo responsabile per portare avanti il paese, ancora una volta non è stato fatto.
Cosa ha portato il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, a difendere la propria popolazione della Crimea dopo gli scontri a Kiev e la possibiltà di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea, specialmente senza referendum?
In primo luogo la tutela della popolazione russa e filo russa della Crimea, di cui come già spiegato è una vastissima maggioranza (vedi qui) in secondo luogo per il fatto stesso che essa stessa non perisca nello stesso stato in cui sono sprofondati l'Italia, Francia, Spagna, Grecia in una sorta di desertificazione di povertà e deflazione economica che ha portato a una disastrosa disoccupazione, aumento dei prezzi, tagli della spesa pubblica ecc.
Un'esempio lo abbiamo già osservato in Lettonia, a poche settimane di entrata in vigore dell'euro dopo aver aderito all'Unione Europea, nel mese di gennaio.
Nella prima settimana di gennaio i prezzi di alcuni beni sono aumentati significativamente.
Ad esempio il costo dei singoli farmaci è aumentato del 10,7-11,2% come e' anche aumentato il prezzo del grano.
Un aumento dei prezzi di circa il 10% è stato registrato nei ristoranti e nei locali per il divertimento.
E' probabile pero' che l'aumento reale sia stato ben superiore a quello ufficiale visto che le statistiche sull'inflazione sono notoriamente falsificate per far credere all'opinione pubblica che gli aumenti sono stati contenuti. (vedi qui)
Di conseguenza tornando ora alla situazione in Crimea si può concludere che l'azione della Russia in difesa della regione autonoma russa, è stato un buon esempio in quanto sono state le stesse autorità della Crimea a chiedere l'intervento russo, e allo stesso modo un referendum di adesione è quanto di più semplice e democratico si possa fare per permettere alla gente di scegliere il proprio futuro.
Perchè i confini territoriali del paese sono sotto il controllo dall'esercito russo?Per il semplice fatto che i manifestanti pro-Kiev filoeuropei, i quali non rappresentano ricordiamo la maggioranza della popolazione ucraina, responsabili degli scontri in piazza a Kiev, con tanto di morti, cercherebbero di entrare nella regione autonoma scatenando ulteriori scontri i quali diventerebbero un'ottimo Capro espiatorio
da strumentalizzare sia dall'Unione Europea sia dagli Stati Uniti, facendo ricadere le colpe sui russi.
In questo modo si mantiene la regione autonoma sterile o neutra da influenze esterne, una cosa che indubbiamente non è successa a Kiev.
Oltre ottanta esponenti del mondo della cultura russa hanno espresso “sostegno alla posizione del presidente Vladimir Putin sull’Ucraina”, firmando una lettera aperta in cui mettono in evidenza la “comunanza” tra i popoli della Russia e della Crimea. Pittori, musicisti, attori, direttori di musei e registi scrivono che “nei giorni in cui si decide la sorte dalla Crimea e dei connazionali”, non si può rimanere “osservatori indifferenti, con il cuore freddo” perché “la nostra storia comune e le comuni radici, la nostra cultura e le sue origini spirituali, i nostri valori fondamentali e la lingua ci hanno uniti per sempre”, si legge nella lettera, pubblicata sul sito del quotidiano ‘Izvestia’.
Intanto però agli Stati Uniti non va giù che le loro questioni territoriali vengano decise dalla gente e ci sia di mezzo l'intervento lungimirante della Russia, di conseguenza i ricatti piovono sia dagli Stati Uniti sia dall'Unione Europea.
Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha detto che la Russia rischia “enormi” danni politici ed economici se rifiuta di cambiare la rotta sull’Ucraina, ma ha escluso l’opzione militare. “Signore e signori, se la Russia continua il suo corso delle ultime settimane, sara’ non solo una catastrofe per l’Ucraina.”
In realtà la scelta di adesione della Crimea alla Federazione Russa è legata puramente ad una decisione democratica, di conseguenza l'Unione Europea, quanto la stessa Germania non hanno voce in capitolo.
Per bocca del presidente Vladimir Putin, la Russia risponde anche “sanzioni simmetriche” se l’Occidente deciderà di mettere in pratica misure economiche contro la Federazione Russa.
Intanto però i giochi di guerra fra i due schieramenti sembrano riportare indietro le lancette della storia, ai tempi della guerra fredda.
Vladimir Putin dai giochi paralimpici di Sochi, afferma che: “Non siamo stati noi gli iniziatori delle circostanze in cui ci troviamo oggi”.
E certamente su questo ha palesemente ragione. ( vedi qui e specialmente qui)
Intanto, sarebbe sembrato strano il contrario, dagli Stati Uniti, il Generale Dempsey, afferma che l'Europa orientale "è esposta ad un rischio significativo".
Dempsey non è un generale qualsiasi, è il Capo dello Stato Maggiore congiunto delle Forze Armate Usa.
Il Generale Martin Dempsey ha dichiarato - a Washington - che nel caso di una escalation di disordini in Crimea, l'Esercito Americano è pronto per una "risposta militare" in Ucraina.
Secondo il generale, l'incursione delle truppe russe in Crimea crea rischi per tutti i paesi d'Europa e gli alleati della NATO. "Se alla Russia è consentito intervenire in un Paese sovrano con il pretesto di proteggere i russi in Ucraina, l'Europa orientale è esposta ad un rischio significativo, perché ci sono enclavi etniche in tutta l'Europa orientale e nei Balcani" , ha spiegato Dempsey.
In realtà, un paese che non tutela principalmente i propri cittadini all'estero, è letteralmente un paese condannato da se.
La Russia ancora una volta continua a dare esempi da prendere all'Occidente, piuttosto che da rinnegare, finora l'esercito non ha fatto uso di alcuna violenza sui cittadini della Crimea, fatto ancora una volta esonerato dal dichiarare dai media occidentali, di conseguenza l'intervento dell'Esercito degli Stati Uniti usa piuttosto la questione Crimea, come un pretesto di intervento territoriale che come una reale difesa del territorio ucraino.
Ci sono voci che affermano che l'attuale referendum di annessione alla Russia da parte della Crimea, non sia stato fatto da autorità legittime.
In particolare Arseny Yatseniuk, il neopremier che senza consultazioni popolari ha già stabilito l'annessione dell'Ucraina all'Unione Europeaha affermato: "Non e' vero che e' stata convocata dalle autorita' legittime della Crimea perche' quelle non lo sono", ha avvertito Yatseniuk, "sono una banda di criminali che hanno preso il potere in modo incostituzionale e con la protezione di 18.000 militari russi".
Questa è una palese dichiarazione del falso specialmente in favore di Stati Uniti-Unione Europea.
In particolare luogo si può notare come sia stato lo stesso Parlamento della Crimea, a chiedere l'intervento russo, quindi se si tratta del Parlamento, non si può mettere in discussione che non siano state le stesse più alte autorità della penisola autonoma, in carica da anni, a convocare l'intervento russo.
In secondo luogo lo stesso parlamento della regione ha stabilito quasi all'unanimità l'indipendenza della Crimea, rispetto all'Ucraina, già giorni prima del referendum,e in secondo luogo ha votato a favore del referendum.
"Il Consiglio Superiore (parlamento regionale) della Crimea ha dichiarato l'indipendenza dall’Ucraina ancora prima del referendum fissato per il 16 marzo prossimo e ha rinnovato la sua aspirazione ad entrare nella Federazione Russa. La risoluzione, entrata in vigore subito dopo esser stata approvata, è passata con il sì di 78 dei 100 deputati del parlamento dell’autonoma regione ribelle ucraina. La risoluzione è passata praticamente all’unanimità perchè al momento del voto erano presenti in aula 81 deputati. Nel corso della seduta, riferisce l’agenzia russa Interfax, i deputati del Parlamento regionale della Crimea hanno anche adottato una serie di decisioni a favore della popolazione tatara della penisola: "In particolare", ha spiegato il portavoce dell’assemblea legislativa regionale, "a sostegno della cultura e della lingua tatara, dello sviluppo del sistema pre-scolare, universitario in lingua tatara, insieme ad una serie di altri incentivi"." (qui e qui)
Di conseguenza gli altri paesi non dovrebbero più avere gioco in capitolo: il referendum è democratico, tutela la maggioranza russa e filorussa della regione, il governo regionale ha votato in netta maggioranza il favore del referendum e l'indipendenza dell'Ucraina e la tutela delle altre minoranze della regione.
Non sorprende che migliaia di membri dell'esercito ucraino e il capo della Marina, dell'Ucraina, abbiano giurato fedeltà alla Crimea.
Intervenire ora consisterebbe solo in una netta violazione dei diritti legali di un'altro paese che rifiuta l'Unione Europea.
Per vedere come i media occidentali stiano invece cercando di far apparire la Russia sempre più isolata e specialmente diffamata nelle sue decisioni, esattamente come ai tempi della Guerra Fredda tra Unione Sovietica, Europa e Stati Uniti osserviamo come nei giorni scorsi sono state diffuse notizie palesemente false.
Si legge per esempio:
"È però significativo la posizione all'Onu della Cina che si allontana dalla Russia. L'ambasciatore di Pechino all'Onu, Liu Jieyi, ha affermato in Consiglio di Sicurezza «la necessità di rispettare l'integrità territoriale dell'ex repubblica sovietica» e si è detto «aperto a tutte le proposte che siano in grado di ridurre la tensione». Secondo i diplomatici, la Cina potrebbe decidere di astenersi in caso di voto della bozza di risoluzione americana, lasciando la Russia isolata all'interno dei Quindici."
In realtà come si può leggere qui fatti realmente contrari sono descritti minuziosamente dalla Agenzia Popolare Cinese Xinhua, il quale scrive: “Visto che Russia ed Ucraina hanno profonde legami culturali, storici ed economici è tempo che le potenze Occidentali abbandonino il loro atteggiamento da Guerra Fredda e finiscano di tentare di escludere la Russia dalle crisi politiche che essi non riescono a mediare, rispettando inoltre il ruolo unico che la Russia ha nel disegnare il futuro dell’Ucraina.” 
Messaggio chiaro, ma Xinhua continua: “In Crimea il 58% degli abitanti sono etnicamente russi e la Russia ha una base navale…è del tutto comprensibile che Putin si ritenga in diritto di proteggere gli interessi della Russia e dei russi in Ucraina”.
Poi c’è l’attacco istruttivo  nei confronti dell' UE: “L’Occidente dovrebbe apprezzare la mediazione russa e dovrebbe ammettere che la mediazione occidentale ha solo peggiorato le cose nel paese. L’Ucraina oggi è in una depressione finanziaria tale che difficilmente potrà essere curata dai suoi vicini visto che la stessa UE attraversa difficoltà economiche e, guardando al futuro, l’assistenza della Russia sembra indispensabile per Kiev. Per questo USA e UE dovrebbero lavorare con Mosca e non contro di essa”.
A Pechino dunque hanno capito quel che qui non si vuol comprendere: come farà un’Europa che lascia morire di fame i greci a trovare i 35 miliardi di euro che chiede l’Ucraina? Oggi la UE, pur di far dispetto ai russi, tralascia le emergenze interne all’Unione e dichiara di aver trovato 11 miliardi da regalare a Kiev, cui si aggiunge 1 miliardo garantito da Obama.
Esiste un'ulteriore sbaglio a riguardo delle sanzioni contro la Russia con cui i media che favoriscono i governi dell'Unione Europea e Stati Uniti vogliono farla apparire "sempre più isolata." (vedi qui)
La Russia condivide quasi 5000 chilometri di confine con la Cina che ha quasi un miliardo e mezzo di abitanti, l’economia più forte del globo e che ha fatto chiaramente sapere che sull’Ucraina comprende la posizione russa.
Se non bastasse, anche il Kazakistan, mastodontico confinante, ha ribadito la sua piena fiducia nel Cremlino e lo stesso hanno fatto la Bielorussia, il Tagikistan e la Turchia che, in maniera per nulla scontata, attraverso il presidente Erdogan ha speso parole di appoggio per la Russia dirimpettaia nel Mar Nero e, un tempo, rivale in Crimea.
Tra i paesi confinanti, dunque, a strepitare contro i russi sono soltanto i baltici: 6 milioni di abitanti in tutto, a fronte di quasi due miliardi di persone che popolano gli stati “pro-russi” summenzionati.
Se aggiungiamo che anche l’India (1 miliardo e mezzo di abitanti) ha detto di comprendere le ragioni russe arriviamo ad oltre metà del pianeta schierata con Mosca, cui si aggiungono decine di paesi neutrali.
Come si può parlare di isolamento?
Certo, dietro all’avanguardia baltica ci sono la Polonia, la Francia, mezza UE e gli americani, ma dal punto di vista della loro importanza economica e geopolitica per la Russia parliamo sempre minoranze visto che gli scambi con gli USA sono minimali.
In particolare Mosca ha pianificato già da molto tempo, come contromossa, un immediato rifiuto del dollaro nelle contrattazioni commerciali di “petrolio, gas energia e altro” con un cambio regolamentato nelle rispettive valute nazionali, in particolare con quei Paesi come “Cina, India, Turchia e altri per i quali non si vede il perché le transazioni debbano essere concluse adottando la valuta Usa” ha spiegato tranquillamente il ministro alla Sviluppo Economico di Mosca Aleksei Ulyukaiev.
Piuttosto sembrerebbe quindi che le sanzioni avranno l'effetto opposto di autoisolamento da parte dell'Occidente.
Nel frattempo questo l'Asse Occidentale, sotto l'inaugurarsi di questa nuova Guerra Fredda, si sta già indebolendo e fratturando.
Siamo prossimi alle Elezioni Europee e i sondaggi danno chiaramente per scontato che questa volta sarà la posizione dei partiti contrari alle attuali politiche europee ad imporre un possibile prossimo cambiamento, politico e sociale, all'attuale voragine di desertificazione nella povertà che l'Unione Europea porta andando ad aggregarsi ad altri stati senza referendum popolari e innescando rivolte.
Uno dei partiti che stanno riscuotendo un sempre maggior successo è quello in Francia, Front National di Marine Le Pen, screditato dai media come Xenofobo, per il fatto che è molto rigoroso contro le attuali politiche immigratorie in Europa.
Altri titani all'interno dell'Unione Europea, contrari alle attuali politiche di distruttive che hanno caratterizzato questo assembramento di stati gestito dalla Germania, hanno ormai una maggioranza scontata, in continua crescita.
Alleati con il Front National, di Marine Le Pen, per le prossime elezioni europee, c'è un vero e proprio "esercito" di partiti che stanno prendendo un'estesa maggioranza tra gli elettori, ovviamente stanchi di patire le politiche di decrescita dell'Unione Europea, ha già convinto gli olandesi conservatori del Partito per la Libertà, guidato da Geert Wilders, a fare un’alleanza alle prossime elezioni europee.
Anche Matteo Salvini, della Lega Nord, sarà della partita.
Per la formazione padana, Le Pen ha avuto sempre parole di grande apprezzamento.
Nel Gruppo Parlamentare di destra dovrebbero entrare, salvo sorprese, anche il partito austriaco FPÖ, la formazione belga Vlaams Belang e i Democratici Svedesi.
Nel frattempo il premier svedese ha già preso atto del fallimento dell'Unione Europea.
Il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt concorda con lo speculatore miliardario George Soros.
L'Europa sia realista: la ripresa è "molto debole".

Reinfeldt avverte che le autorità dovrebbero smetterla di autocompiacersi dei progressi timidi che la crescita economica ha registrato.
Qualcuno dovrebbe avere il coraggio di ammetterlo: l'area euro non ha effettuato quel rimbalzo convincente sperato dopo la crisi del debito scoppiata tre anni fa.
La crisi persiste e compromette il buon andamento delle attività commerciali e minaccia le nazioni che tanto fanno affidamento sull'export, come la Svezia.
Lo ha sottolineato il premier scandinavo in un'intervista rilasciata a Stoccolma.
Questo contesto è "senza dubbio una minaccia per la Svezia", ha dichiarato il 48enne politico.
Sul versante della crescita "quelli che stiamo vedendo sono numeri molto deboli, la domanda continua a essere bassa".
I nodi stanno continuando a venire al pettine.
L’Unione europea potrebbe essere una cosa del passato”.
E’ quanto ha affermato l’investitore miliardario George Soros, nel corso di un evento che si è tenuto in mattinata a Londra.
Nel suo nuovo libro “The Tragedy of the European Union,” ovvero “La Tragedia dell’Unione europea“, Soros si chiede se per caso non sia troppo tardi riuscire ad assicurare la sopravvivenza dell’Ue.
“Nell’ultimo decennio, l’Ue si è trasformata da un potere globale a una confederazione frazionata di stati, caratterizzati da una sbalorditiva disoccupazione e dal risentimento verso una Germania riluttante a fare qualcosa.”
Il risentimento verso il cuore della Germania e nei confronti degli Stati Uniti sta crescendo non solo nei paesi membri dell'Unione Europea, ma anche nei confronti di altri paesi esteri in particolare anche in Venezuela, dove sembra, ancora una volta, che gli Stati Uniti siano coinvolti nel fomentare la rivolta popolare.
Il presidente boliviano Evo Morales ha affermato che le proteste in Venezuela sono finanziate "dall'imperialismo americano" e dall'oligarchia venezuelana per porre fine alla rivoluzione di Nicolas Maduro.
"Gli Stati Uniti pagano gruppi di giovani per creare tensioni, aggressività e violenza," - i media messicani citano le parole di Morales.
Mercoledì scorso in diverse città del Venezuela erano scesi in piazza i sostenitori e gli oppositori del presidente.
A seguito dei disordini e degli scontri in tutto il Paese hanno perso la vita 3 persone, sono rimaste ferite 66 e sono state arrestate 69.
Stesso modello, stessa situazione, stesse modalità come in Ucraina, cambia solo il paese ma stavolta gli Stati Uniti, si stanno creando un massiccio numero di avversari a cui fare fronte, e visto che i rapporti tra Venezuela e Russia sono sono estremamente solidi, sembra che l'asse occidentale verrà a trovarsi ulteriormente più isolato.
Una vera e propria Guerra Fredda.
Di conseguenza vista le recenti necessità della Russia ad ampliare i proprio livello strategico a mondiale, il Venezuela sembra che diventerà un potenziale alleato.
In un momento di escalation delle tensioni con l’Occidente più dell’Ucraina, la Russia conferma che sta negoziando con otto governi di tutto il mondo per l’accesso alle strutture militari, per consentirle di estendere le proprie capacità di bombardieri navali e strategici a lungo raggio.
Il ministro della Difesa Sergei Shoigu afferma che il personale il militare è’ impegnato in colloqui con Cuba, Venezuela, Nicaragua, Algeria, Cipro, Seychelles, Vietnam e Singapore.
Gli Stati Uniti e l'Unione Europea sembra piuttosto che stavolta abbiano fatto il passo più lungo della gamba imponendo la propria influenza sui paesi esteri...rompendosi un piede.
La nuova Guerra Fredda, sembra triste dirlo, ma sembra essere ormai alle porte, e stavolta possiamo proprio dirlo l'Unione Europea e gli Stati Uniti se ne faranno carico nel loro futuro prossimo se le loro politiche non cambieranno.
In Italia cosa possiamo fare noi a riguardo oltre che a leggere tutto ciò?
1) Alle prossime elezioni Europee fare la scelta giusta non solo per il nostro futuro ma anche per quello di quelli che ora sono i nostri figli; 2) La celebre banda di motociclisti russa (di cui Putin è membro onorario) sfila solidale in Crimea, a Sebastopoli.
Il suo leader all'Italia: << L'Italia stia con la Russia, non con gli USA. [...] In Italia ci vado spesso perchè ci abita mia sorella Irina, noi litighiamo spesso perchè lei ormai ha preso la "mentalità italiana" >> (vedi qui)
Auguriamo un buon esito al referendum in Crimea!!












Fonti:
http://www.repubblica.it/esteri/2014/03/12/news/ucraina_yatseniuk_da_obama-80790237/
http://www.imolaoggi.it/2014/03/12/ucraina-i-paesi-del-g7-non-riconosceranno-il-risultato-del-referendum/
http://www.retedellaconoscenza.it/2014/01/non-e-un-paese-per-giovani-aumenta-la-disoccupazione-in-attesa-del-job-act/
http://www.ilcambiamento.it/crisi/referendum_grecia_ue.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Consultazione_popolare
http://www.ilcambiamento.it/crisi/referendum_grecia_ue.html
http://it.wikiquote.org/wiki/Mario_Monti
http://www.imolaoggi.it/2014/03/13/grecia-la-troika-chiede-altri-11mila-licenziamenti-proteste/
http://qn.quotidiano.net/esteri/2014/03/12/1037993-ucraina-crimea-referendum-obama.shtml
http://www.imolaoggi.it/2014/03/13/ucraina-la-merkel-continua-a-minacciare-la-russia-danni-enormi-per-mosca/
http://www.ilnord.it/c-2664_IL_CAPO_DI_STATO_MAGGIORE_USA_GENERALE_DEMPSEY_LESERCITO_AMERICANO_E_PRONTO_A_UNA_RISPOSTA_MILITARE_IN_UCRAINA
http://www.agi.it/estero/notizie/201403101500-est-rt10146-ucraina_scontro_su_referendum_crimea_obama_no_pistola_a_tempia
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-03-14/ucraina-borsa-mosca-picco-referendum-crimea-kerry-tenta-convincere-lavrov-extremis--085959.shtml?uuid=ABQSc02
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23134
http://www.wallstreetitalia.com/article/1676546/politica/svezia-premier-basta-falsita-ripresa-europa-debolissima.aspx
http://www.imolaoggi.it/2014/03/13/soros-forse-e-troppo-tardi-per-assicurare-la-sopravvivenza-dellue/
http://italian.ruvr.ru/news/2014_02_16/Bolivia-Evo-Morales-accusa-gli-USA-di-finanziare-le-proteste-in-Venezuela-8515/
http://en.wikipedia.org/wiki/Russia%E2%80%93Venezuela_relations
http://www.cnsnews.com/news/article/patrick-goodenough/russia-seeks-access-bases-eight-countries-its-ships-and-bombers

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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