ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 1 febbraio 2017

LA MAGGIORANZA DEGLI AMERICANI APPOGGIA LA DECISIONE DELLA CASA BIANCA DI LIMITARE PROVVISORIAMENTE L'IMMIGRAZIONE


Se le minoranze in protesta nelle strade e negli aeroporti proseguono a rilento in America contro la clamorosa stretta anti-immigrazione, il consenso popolare per Donald Trump non sembra ridursi. Questo in base ai sondaggi di opinione condotti negli ultimi giorni negli Stati Uniti.
L'ultimo Reuters/Ipsos, condotto il 30 e 31 gennaio, mostra come il 49 per cento degli americani sostenga le politiche migratorie del neopresidente e le frontiere chiuse per tutti i cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana, Iraq, Iran, Siria, Libia, Sudan, Yemen e Somalia.
Il 41 per cento invece disapprova quello che alcuni estremisti hanno definito "muslim ban", "un bando islamico", mentre il 10 per cento non sa.
La rivista "Breitbart" fondato da Steve Bannon, conferma: "La gente supporta in modo schiacciante le decisioni del Presidente per limitare l'immigrazione".
Anche i democratici sono divisi. Ma se il consenso popolare per Trump è relativamente alto.

martedì 22 novembre 2016

LA MAGGIORANZA DEGLI AMERICANI STA CON IL PRESIDENTE TRUMP


Il 53% degli americani e' convinto che il neo presidente Donald Trump sara' un buon presidente mentre una larga maggioranza si aspetta che raggiunga gli obiettivi importanti promessi durante la campagna elettorale. E' quanto emerge da un sondaggio della Cnn/Orc. ''Quasi i tre quarti si aspettano che Trump abroghi o modifichi l'Obamacare, i due terzi pensano che rinegoziera' i termini del Nafta, mentre sei su dieci sono convinti che creera' posti di lavoro ben retribuiti in aree economicamente svantaggiate'', spiega la Cnn nella relazione che accompagna il sondaggio. Inoltre, il 63 per cento degli intervistati ha dichiarato che si aspetta un miglioramento dell'economia degli Stati Uniti da qui a un anno. Nelle ultime due settimane dal voto le opinioni espresse sono meno nette con il 48% che si dice piu' sicuro nel neo presidente, contro un 43% meno sicuro e il 7% senza parere.
Nel complesso, gli americani ha dichiarato di avere piu' fiducia in Trump rispetto a sondaggi simili condotti durante i periodi di transizione per Obama e i predecessori George W. Bush, Bill Clinton e Ronald Reagan.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-5004_53_AMERICANI_STA_CON_TRUMP

venerdì 4 marzo 2016

DONALD TRUMP VISTO DA VICINO


WASHINGTON - Quello che all'inizio sembrò a molti un candidato allo sbaraglio, un miliardario in vena di buttare dalla finestra decine di milioni di dollari in pubblicità elettorale, insomma uno sconfitto in partenza, oggi è l'avverario da battere, dentro e fuori il Partito Repubblicano. Sì, parliamo di lui, di Donald Trump.
Passato il Super Tuesday, la principale tappa elettorale delle primarie statunitensi, "Washington non ha ancora capito davvero la potenza del messaggio di Donald Trump", che ha vinto sette degli undici Stati in palio. "Le élite si lamentano di Trump ai cocktail party e si consolano etichettando come ignoranti i suoi sostenitori. E mentre il partito repubblicano sprofonda in una guerra civile, Trump continua ad allargare la base del suo sostegno".
A scriverlo è il Washington Post, che analizza la situazione nel Grand Old Party dopo l'importante affermazione del miliardario newyorkese. "Molti lettori sarebbero stupiti nell'apprendere i nomi di alcune delle persone che sostengono in segreto Trump, ma che non lo ammettono pubblicamente. Tra i suoi sostenitori non ci sono soltanto conservatori irriducibili ed evangelici timorati di Dio, ma anche professionisti che si sono formati nelle più esclusive università statunitensi" scrive il Washington Post.
"Alcuni sanno che Trump non è un vero conservatore, ma fingono di non vedere. Altre persone, a cui piace definirsi moderate, ammirano la sua duttilità come imprenditore". "Più le élite del partito repubblicano sono in allarme, più queste persone si convincono che Trump possa essere il cambiamento necessario per distruggere Washington" fa notare il quotidiano, secondo cui non bisogna dimenticare che la maggior parte degli attivisti del partito considera i politici e gli opinionisti di Washington come parte dei problemi degli Stati Uniti.
Chip Saltsman, che ha lavorato per la campagna elettorale di Mike Huckabee, ex candidato alle presidenziali, ha spiegato che la forza di Trump in Stati come il Tennessee è dovuta al fatto che i suoi sostenitori sono sparsi in modo omogeneo in tutto lo Stato, e non solo in aree rurali, dove sono concentrati gli elettori di Ted Cruz, o nelle periferie urbane, dove ci sono molti sostenitori di Marco Rubio. "Trump non ha una base naturale e quindi non c'è nessun'area in cui non possa vincere: è davvero incredibile" ha detto Saltsman. "Trump - scrive il Washington Post - non è un candidato regionale", come dimostrato dal voto di martedì.
Fin qua, il ritratto scritto da uno dei più importanti quotidiani di area democratica degli Stati Uniti. Ora vediamo il versante opposto.
Anche il Wall Street Journal ha provato a comprendere chi compagna l'elettore medio di Trump. A prescindere dai tratti peculiari, quello che è emerso dalla sua analisi è che gli elettori del miliardario sono una formazione nuova, che si inserisce tra i due sottogruppi tradizionali in cui si sono generalmente concentrate le preferenze dei votanti alle primarie repubblicane: il blocco centrista, vicino all'establishment, e l'ala conservatrice.
Lo chiariscono i sondaggi nazionali finali prima dell'inizio delle primarie: nel 2008 e nel 2012, il 51% era per i candidati conservatori, il 34% per l'establishment, il 15% per altri; quest'anno, il 33% per i conservatori, il 29% per l'establishment, il 5% per altri e il 29% per Trump. Secondo un sondaggio della Cnn del primo marzo, Trump ha il sostegno del 49% dei repubblicani a livello nazionale e i suoi sostenitori sono più motivati rispetto ai suoi detrattori: 8 tra i 10 elettori che lo sostengono sono più entusiasti per le elezioni presidenziali di quest'anno, rispetto alle precedenti.
"Dopo aver pensato per mesi che bloccare Trump non fosse un suo problema, la classe dirigente ora è nel panico". I risultati di martedì hanno dimostrato quanto sia difficile, ora, fermare la sua corsa verso la nomination repubblicana. Il 15 marzo è un giorno cruciale: se Trump dovesse vincere in Florida e Ohio, non ci sarebbero speranze per i suoi rivali. A quel punto, alla convention di Cleveland il partito non potrebbe più ignorare la volontà della sua base. Insomma, l'uomo nuovo della politica americana si chiama Donald Trump. E le probabilità che diventi presidente degli Stati Uniti crescono ogni giorno che passa.


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4727_DONALD_TRUMP_VISTO_DA_VICINO__IL_SUO_RITRATTO_SCRITTO_DAL_WALL_STREET_JOURNAL_E_DAL_WASHINGTON_POST_DA_LEGGERE

martedì 1 marzo 2016

STATI UNITI: TRUMP SEMPRE PIU' FAVORITO


Il 'supermartedi' delle primarie Usa e' arrivato: milioni di americani stanno aspettando che si aprano le urne per scegliere il loro candidato per la corsa alla Casa Bianca. E anche se il voto di oggi potrebbe non essere decisivo, di certo sara' fondamentale per capire quante chance restano agli avversari dei due favoriti, Hillary Clinton e Donald Trump. Sono chiamati al voto 12 Stati per i Democratici e 13 per i Repubblicani. Analisti e sondaggi sono d'accordo nell'indicare Trump e la Clinton come favoriti.Il magnate newyorchese dopo aver vinto in Sud Carolina, Nevada e New Hampshire con un margine impensabile fino a qualche settimana fa, continua a essere avanti nei sondaggi rispetto ai due rivali, Marco Rubio e Ted Cruz. I sondaggi lo danno avanti in almeno sei Stati e secondo una rilevazione Cnn/Orc, il tycoon raccoglie il 49% delle intenzioni di voto dei repubblicani a livello nazionale, percentuale molto alta, tenuto conto del fatto che le primarie sono all'inizio e normalmente non c'è un candidato che domini la scena come sta facendo Donald Trump. ''Hillary dice che non ama i miei toni - ha detto Trump ieri di fronte a 3 mila persone in Virginia - ma il mondo e' un posto violento e noi abbiamo bisogno di toni forti''.


Fonte:http://www.ilnord.it/i-3093_SUPERMARTEDITRUMP_FAVORITO

lunedì 21 dicembre 2015

LA FONDAZIONE DI UN NUOVO ORDINE GEOPOLITICO- SECONDA PARTE


Negli ultimi mesi, c'è stato un grande aumento della crescita ghiaccio artico, che porta nella misura più ampia per la data almeno dal 2004.
E 'andato avanti per tutta la COP21 - dove si è indirettamete deciso un nuovo sistema per sottrarre il vostro denaro, la libertà e la sicurezza energetica.

La zona in verde che segue mostra la crescita di ghiaccio da metà novembre.

La crescita rallenterà rapidamente adesso perché non ci sono molte aree a sinistra in cui il mare ghiacciato possa avanzare, tuttavia i dati dimostrano che siamo molto al di sopra della media da oltre dieci anni per il periodo, di conseguenza non si osserva alcuna tendenza al riscaldamento climatico nella regione.
Anzi piuttosto si osserva come la tendenza negli ultimi anni sia stata un trend di abbassamento della temperatura.
Piuttosto quello che si osserva altro non è che una tendenza al raffreddamento climatico (vedi questo articolo)che sta culminando verso un nuovo periodo di clima freddo, di conseguenza l'importanza del controllo delle risorse energetiche per lo sviluppo di una nazione viene al primo posto, specialmente per superpotenze come Stati Uniti, Federazione Russa, India e Repubblica Cinese ma anche altre potenze minori.
Quindi quello che si è assistito con la Conferenza del Clima di Parigi, è un elevato livello di propaganda di un'emergenza che ha come il pretesto di sostenere a livello scientifico che le emissioni di anidride carbonica emesse dall'uomo stiano in realtà riscaldando il clima, quando è appurato che non vi sia alcuna connessione tra l'aumento dell'anidride carbonica e l'aumento delle temperature globali. (vedi 1-2-3)
Tutto questo cosidetto "consenso scientifico" che si tenta di sbandierare con spot pubblicitari e manifestazioni ambientaliste, le quali non hanno nulla di scientifico, altro non è che un sistema di controllo della scienza del clima da parte dell'IPCC (International Panel Climatic Change) che non possiede alcuna reale competenza scientifica e si tratta in realtà di un ente di controllo del governo americano con l'interesse di dettare una nuova politica energetica alle nazioni sviluppate del pianeta, con lo scopo di rallentare il loro sviluppo energetico/economico imponendo tasse sulle emissioni di anidride carbonica e portando quindi ad una maggiore deindustrializzazione.
Lo scopo di tali azioni è quella di rendere la politica e l'economia di tali paesi dipendente da quella statunitense con un modello di vita simile a quello esportato fuori dai propri confini come nell'Unione Europea.
La ragione per la quale la Federazione Russa e la Repubblica Cinese hanno aderito a tale accordo in realtà conserva una visione lungimirante di entrambe superpotenze della propria politica energetica nel proprio futuro, meno dipendente dal carbone, il quale nonostante sia più economico è anche quello più dannoso. Basti vedere la nebbia di smog di Pechino.
Nel prossimo futuro la Repubblica Cinese ha in programma di ampliare la propria capacità nel settore dell'energia nucleare.
Power construction corp of China, azienda costruttrice di un terzo delle centrali nucleari cinesi, ha annunciato che entro il 2030 la Cina avrà 110 reattori nucleari operativi.
Attualmente in Cina ci sono ventidue reattori nucleari in funzione e ventisei in costruzione.

La Cina, raggiungendo gli 88 gigawatt di energia elettrica prodotta, sarà già nel 2020 il più grande utente di energia nucleare al mondo.
Il governo stanzierà 500 miliardi di yuan, corrispondenti a 78 miliardi di dollari ogni anno. In questo modo, il paese del Dragone rinnoverà le centrali elettriche a carbone, riducendo lo scarico di sostanze inquinanti del 60% ed evitando l'emissione di oltre 180 milioni di tonnellate d'anidride carbonica ogni anno.
Nel contempo la Federazione Russa e la Repubblica Cinese stanno assemblando una serie di gasdotti che entro i prossimi anni porterà entrambe le superpotenze ad un'elevata fornitura energetica portando quindi ad un maggiore sviluppo anche in altri ambiti secondari ma fondamentali per lo sviluppo del benessere in entrambe le nazioni.
Nel contempo anche la Federazione Russa ha in programma di sviluppare una nuova serie di centrali nucleari, tra la quali quelle galleggianti entro i prossimi anni, riducendo la propria dipendenza dal carbone.
"In diverse parti del mondo s'intravede una svolta a favore dell'energia nucleare e si prospetta il conseguente abbandono di trent'anni di politica post-industriale.
Tra i fattori di questa svolta consideriamo il ruolo della Russia, che si ripromette di costruire 40 nuove centrali nucleari entro il 2030, e prospetta di cooperare in questa tecnologia con molti paesi, con implicazioni strategiche notevoli, a cominciare dal caso particolarmente urgente dell'Iran.
Al summit della Comunità Economica Eurasiatica tenutosi il 25 gennaio a San Pietroburgo, il presidente russo Vladimir Putin ha parlato dell'uso pacifico dell'energia nucleare: "la Russia è fermamente impegnata ad espandere la sua cooperazione sulla sicurezza energetica globale, all'interno del quadro della Comunità Economica Eurasiatica. Una delle priorità in quest'area è lo sviluppo della cooperazione nell'uso pacifico dell'energia nucleare.""
La Russia si sta muovendo per creare un impero globale di energia nucleare - un gioco di potere audace che suscita opportunità ben oltre i reattori nucleari stesso.
Con i suoi stratagemmi in Ucraina e in Siria provenienti in gran parte dall'imprevisto agli occhi occidentali, la Russia ha coltivato la tendenza a perseguire una politica estera che non è immediatamente evidente agli osservatori a livello di superficie.
Mentre queste avventure militari audaci hanno attirato molta attenzione da parte degli investitori finora, una strategia energetica russa condotta più furtivo potrebbe riservare ugualmente importanti implicazioni: la creazione del nucleare russo in Nazioni strategiche vitali in tutto il mondo.
In considerazione della propaganda post-Fukushima verso l'energia nucleare, la nozione di costruire un impero nucleare globale potrebbe apparire come inizialmente diretta verso il fallimento.
Eppure, sotto il radar dell'interesse della Russia di diventare il fornitore globale di energia nucleare sembra pronto per avere successo e - come è anche il caso di Ucraina - in gran parte incontrastato dai pochi grandi giocatori in grado di insistere un corso diverso.

Il Modello Rosatom

La strategia è stata finora relativamente semplice.
Il programma di energia nucleare russo risale all'avvento del nucleare, e il produttore russo statale nucleare - Rosatom - è l'unica azienda in grado di offrire al nucleare "tutta la gamma del settore di prodotti e servizi."
Negli ultimi cinque anni, Rosatom ha tranquillamente conquistato il mercato per l'energia nucleare, cercando sistematicamente accordi e contratti con circa 30 nazioni interessate per l'installazione di centrali nucleari (NPPs).

Così, la diplomazia nucleare russa è penetrata nella scena internazionale in modo già significativo.
I paesi che hanno aderito agli accordi nucleari Rosatom si estendono in tutte le regioni del mondo, e sono dotate di lettori strategicamente importanti come Argentina, Egitto, Arabia Saudita e Turchia.
A partire dal 2014, 29 reattori russi erano in programma per la costruzione all'estero e Rosatom prevede che il numero crescerà fino a circa 80 nel giro di pochi anni "."
Mentre altri paesi, come gli Stati Uniti e la Francia hanno la conoscenza nucleare necessaria per l'esportazione delle tecnologie nucleari all'estero, nessuna entità al di fuori della Russia ha cercato aggressivamente di capitalizzare la domanda internazionale per l'energia nucleare.
Il predominio russo dell'energia nucleare globale che ha seguito contiene importanti connotazioni geopolitiche in medio termine e oltre.

Implicazioni economiche positive
Per uno, la capacità della Russia di mantenere non solo gli accordi nucleari pre-Fukushima, ma anche allargare il proprio internazionale NPP è un chiaro segnale che - da una prospettiva globale - il secondo come riferito "storico" declino dell'energia nucleare può essere meno drammatico che attualmente compreso.
Il successo della Russia nel garantire una litania di contratti NPP può essere un indicatore precoce che l'energia nucleare aumenterà nel medio termine lungo la stessa marea delle cosidette energie rinnovabili.
Naturalmente, l'invio di energia nucleare all'estero fornisce anche utili economici a Mosca; Il Dipartimento del Commercio statunitense ha progetti $ 740.000.000.000 di generazione di entrate da tecnologie per l'energia nucleare da qui al 2025.
Con Rosatom non vanta nessun altro concorrente internazionale analogo, vaste aree di cui le entrate saranno dirottate nell'economia del Cremlino, con l'energia nucleare in piedi saldamente a fianco di petrolio e gas come saldatura dell'economia altrimenti molto moderata.
Infine, le centrali nucleari sono stati considerate come un "efficace strumento di sviluppo locale" per la comunità circostante.
Le economie locali attraverso la lista diversa di Rosatom possono beneficiare non solo dal lavoro necessario per la manutenzione degli impianti nucleari, ma anche il prestigio che una centrale nucleare comporta.

Espansione dell'Influenza Geopolitica della Federazione Russa

Anche se queste implicazioni economiche sono da prendere in considerazione, sono di gran lunga oscurato dagli effetti geopolitici della strategia di espansione dell'energia nucleare della Russia. Gli stessi governi locali in cui possono verificarsi dipendenze economiche a causa delle centrali nucleari della Russia saranno anche una sutura per l'industria nucleare russa - e quindi il governo russo.
Per essere chiari, l'influenza acquisita dalla Russia attraverso ogni accordo nucleare bilaterale non deve essere sottovalutato.
Per uno, la linea temporale della costruzione di centrali nucleari è tipicamente a lungo termine, assicurando che la Russia avrà una presenza in qualsiasi paese che firma un contratto nucleare con un minimo di diversi anni.
Inoltre, Mosca si è assicurata contratti speciali globali con i paesi altamente strategici come la Turchia sotto la premessa di "costruire-operare" - un sistema in cui la Russia costruisce, possiede e gestisce in modo permanente una centrale nucleare.
Da questo punto di vista, le centrali nucleari di fabbricazione russa in paesi stranieri diventano più simili alle ambasciate - o anche basi militari - che semplici progetti di infrastrutture bilaterali.
Il lungo termine o presenza permanente che accompagna l'esportazione di energia nucleare russa offrirà al presidente Vladimir Putin una notevole influenza in paesi cruciali per la geopolitica regionale.
L'influenza occidentale verrà successivamente compromessa in stati cruciali come alleato l'Egitto, la Turchia, e l'Algeria. Questa presenza russa ormai giustificato all'estero fornirà anche al Cremlino opportunità di intelligence che altrimenti sarebbe molto più difficile e rischiosa.
La competenza nucleare russa sarà necessaria anche in qualche forma a fini operativi e di manutenzione anche in paesi che non firmano su il pacchetto completo di costruire-operare.
Tutti questi vantaggi saranno la leva tradizionale russo che emerge quando le nazioni diventano dipendenti dalla Russia per il loro fabbisogno energetico.
Allo stato attuale, sembra che la Russia è ben posizionata per continuare la sua espansiva diplomazia nucleare nel perseguimento di una più ampia sfera di influenza.  Per comprendere la ragione per la quale il settore dell'energia nucleare è più pulito e necessario del carbone è proponiamo questo articolo.

La Federazione Russa nell'Artico
Tratto da Saker

La Russia ha intrapreso uno sforzo massiccio e ben pubblicizzato per mettere in sicurezza i 6.200 km del suo confine settentrionale e per essere pronta a difendere i suoi interessi nella Piattaforma Artica fino a 500 km dalla linea di confine. Questo vuol dire che bisogna tenere sotto controllo 3.100.000 chilometri quadrati di territorio estremamente difficile ed inospitale.
Innanzitutto perché bisogna proteggere le enormi risorse della Siberia e delle zone marine della Piattaforma Artica, stimate al 15% delle riserve di petrolio e al 30% di quelle di gas. In secondo luogo, la Russia vuole espandere la cosiddetta “rotta marittima del nord” che sta diventando sempre più sicura per la navigazione. Attualmente, solo 4 milioni di tonnellate di merci transitano attraverso questa scorciatoia (la rotta a nord fra Europa e Asia richiede 35 giorni, contro i 48 del Canale di Suez), ma i russi pensano che in futuro questa cifra si possa incrementare di un fattore 20, portando il totale a 80 milioni di tonnellate. I mezzi impiegati per proteggere questa rotta sono enormi e comprendono droni, satelliti in orbita, stazioni subacquee di monitoraggio e una rete di radar. La Russia sta anche costruendo 14 nuove navi rompighiaccio, comprese alcune a propulsione atomica. Lo sforzo maggiore sarà comunque quello militare.
La Russia ha deciso di creare un “Comando Strategico Unificato Nord” (JSCN) che si appoggerà alla Flotta del Nord (che era precedentemente sotto il comando del Distretto Militare Occidentale). Il JSCN non avrà lo status ufficiale di distretto militare o di direzione strategica ma, in pratica, sarà un singolo, indipendente, comando strategico-operativo con una forte componente navale (la Flotta del Nord è sempre stata la più poderosa delle 4 flotte della Russia) e aerea, che comprenderà i mezzi per le operazioni di soccorso, quelli per la lotta anti-sommergibile, aerei ed elicotteri di allerta precoce e, naturalmente, intercettori a lungo raggio, compreso il formidabile MiG-31BM. Verranno anche dispiegati per la difesa costiera i missili della classe “Rubezh”.
La parte riguardante la difesa aerea verrà all’inizio affidata al sistema Pantsir-S1, ma in futuro la Russia ha in progetto di dispiegare sui propri confini settentrionali i suoi ultimi S-400 Triumf. Le unità dei diversi distretti militari sono state attualmente poste sotto il comando del JSCN ed è stato creato un Gruppo Tattico Unificato (JTG). E’ troppo presto per poter valutare le dimensioni di questo JTG, ma le manovre tenute dalla Russia questa estate nell’Artico comprendevano 80.000 uomini, 220 aerei, 41 navi e 15 sottomarini, e questo ci può forse dare una indicazione approssimativa di quello che è stato pianificato per il futuro.
Infine, sia il Servizio di Sicurezza Federale (FSB) che il Comitato Anti-Terrorismo (ATK) hanno annunciato che, a causa dell’enorme, fragile e costosa infrastruttura della Russia, i servizi di sicurezza russi faranno uno sforzo particolare per prevenire ogni attacco terroristico in questo settore così delicato. Considerando la fragilità dell’ecosistema artico, sembra un proponimento molto sensato.
Guardate questa mappa che illustra la situazione corrente:

Prevedibilmente, l’Occidente è abbastanza sconvolto da questi sforzi della Russia. Le reazioni vanno tipicamente dalla preoccupazione allo sconcerto, fino al vero e proprio panico. L’assoluta ipocrisia di tutte queste lamentele toglie il respiro.
In realtà, naturalmente, l’Occidente ha studiato per anni come assumere il controllo delle risorse dell’Artico.
Gli attori di questa opera di pianificazione sono stati il Consiglio per le Relazioni con l’Estero, il Pentagono e la Marina Americana. Infatti, a Washington c’è chiaramente un consenso: gli Stati Uniti vogliono accaparrarsi quanto più è possibile dell’Artico. Il problema è che, a differenza della Russia, non hanno ne le conoscenze ne le risorse finanziarie, ne i mezzi per farlo.
E' chiaro di conseguenza che la Federazione Russa sta aumentando il controllo e il monitoraggio della sua sovranità territoriale dove lo sfruttamento delle risorse minerarie e idrocarburi del settore Artico preveniranno ogni sua carenza nel prossimo futuro, compresa una maggiore autonomia nello sviluppo.


Perché gli Stati Uniti vogliono rallentare la Federazione Russa e la Repubblica Cinese

Tratto da qui
La mentalità delle popolazioni slave rispetto a quello dei paesi europei e anglosassoni sono sempre state tra le più forti e vitali.
Basandosi sulle affermazioni di P. Ciaadaev e di E. Fromm, che consideravano, ciascuno in proprio tempo, che esiste il carattere sociale generico dell'Europa Occidentale ( il quale E. Fromm chiamo’ «di mercato»), si puo’ avanzare l’ipotesi seguente: il carattere russo e’ un carattere sociale particolare, formatosi nelle condizioni specifiche della societa’ russa; contrariamente al carattere dell'Europa Occidentale si puo’ definirlo come « non di mercato».
In cosa consiste la forza della mentalita’ russa, che hanno accettato e hanno assimilato anche i popoli cosi’ singolari ed autosufficienti culturalmente come tedeschi ed ebrei.
L’uomo russo ha ereditato dai propri antenati slavi un carattere difficile e di talento ed anche il temperamento forte.
Gli storici segnalavano la sorprendente vitalita’ dei slavi, che da secoli combattevano con i goti, gli ugri, gli unni ed altri tribu. Gli autori antichi rilevavano i pregi del popolo barbaro. «Sono numerosi, resistenti alla fatica, facilmente sopportano il caldo, il freddo, la nudita’, la scarsa alimentazione. Accolgono affettuosamente gli stranieri, che arrivano da loro, mostrandoli i segni della loro disponibilita’ » (Maurikius Stratego).

Le qualita’ importanti della mentalita’ russa sono l’ecumenicita’ ed il carattere nazionale.
L’ecumenicita’ esprime lo spirito della concordia e della riconciliazione tra i popoli. La tolleranza verso la religione ed i costumi altrui sono l’espressione dell’ecumenicita’ dei russi.
All’uomo russo e’ propria la direttivita verso qualcosa di infinito.
La qualita’ del carattere russo come l’infinita pazienza spesso oltrepassa il confine del dotato della ragione. L’uomo russo da sempre senza protestare patisce le umiliazioni e le oppressioni. In parte qui giocano il loro ruolo la pigrizia gia’ menzionata e la fiducia cieca in un futuro migliore. L’uomo russo piuttosto di lottare per i propri diritti preferisce sopportare. Pero’, anche se la pazienza del popolo e’ grande, non e’ illimitata. Arriva un giorno e questa pazienza si trasforma in furia indomabile, e allora guai a chi si mette sulla sua strada! Non per caso l’uomo russo viene paragonato a un orso.
I russi sono profondamente patriotici e hanno la forza dello spirito molto alta, sono capaci fino all’ultima goccia del sangue di difendere la nostra terra. Dall’antichita’ tutti insieme, i vecchi ed i giovani, si mettevano a combattere contro i nemici- invasori.
La questione particolare e’ il carattere delle donne russe. La donna russa ha una forza dello spirito non pieghevole, lei e’ pronta a sacrificare tutto per una persona cara ed andare a seguirla in capo al mondo. Pero’, questa caratteristica non e’ una cieca osservanza del decoro delle donne orientali, ma e’ una decisione indipendente e consapevole. Cosi’ si comportavano le moglie dei decabristi, seguendo i mariti in lontana Siberia e costrigendosi a una vita piena di privazioni. Da quei tempi non e’ cambiato nulla: anche ora la donna russa per l’amore e’ pronta a passare gli anni della propria vita negli angoli piu’ sperduti della terra.
Attualmente la Federazione Russa si trova in una fase di forte sviluppo, seguito al crollo dell'Unione Sovietica, tutto questo sommato al fatto che si tratta di una grande superpotenza militare e al fatto che preserva la propria indipendenza dalle decisioni di politica internazionale, spesso a guida dell'Occidente, e possiede una quantità di risorse pressochè illimitata ha portato l'Occidente a farne una propaganda pressochè discriminatoria, non solo contro lo stesso presidente russo ma anche contro la popolazione stessa.
Nel contempo osserviamo un comportamento simile anche verso la Repubblica Cinese e la sua grande economia in fase di consolidamento ed espansione.
La mentalità e lo sviluppo della popolazione cinese si possono leggere in questo articolo.
La capacità, la mentalità e il sistema di sviluppo delle superpotenze cinese e russa molto differente da quello statunitense ed europeo rappresentano un vero e proprio grattacapo per il sistema americano di condizionare altre nazioni.
Quando spesso si ha come un'effetto a catena una serie di notizie che riportano esplosioni di diverse fabbriche cinesi in punti differenti della nazione, bisogna guardare con sospetto in quanto potrebbero in realtà essere dei veri e propri atti di sabotaggio volti a portare ad un decremento della produzione stessa del Paese.
Un'ulteriore problema che l'Europa Occidentale e il mondo anglosassone hanno nei confronti di tali nazioni che attualmente guidano un sistema geopolitico mondiale Multipolare coinvolge anche la mentalità di tali superpotenze di sviluppare nuove tecnologie e il rischio di attuare nuove scoperte scientifiche che potrebbero mettere in dubbio quelle occidentali.
Facciamo un'esempio: per decenni ormai l'intera storia della civiltà umana e scienze della terra sono state guidate pressochè unicamente dal mondo Occidentale, come ad esempio l'origine degli idrocarburi (petrolio e gas).
Tuttavia il differente sistema scientifico sovietico ha portato invece ad una differente scoperta sull'origine degli idrocarburi, la quale trova riscontro ancora nei giorni nostri.
Finora il mondo è stato dominato dalla scienza occidentale ma nuove scoperte scientifiche della Repubblica Cinese e della Federazione Russa, oltre che portare ad un nuovo modello scientifico nel prossimo futuro, potrebbero mettere in crisi tale dominio.
La stessa Repubblica Cinese è capace di sviluppare nuove tecnologie sofisticate renderle disponibili in un lasso di tempo pressochè breve.
Recentemente la Cina ha testato un nuovo missile ultrasonico capace di penetrare la difese degli Stati Uniti.

"Il DF-ZF è un missile ad altissima velocità in grado di penetrare i sistemi di difesa aerea degli Stati Uniti sulla base di missili intercettori," ha detto Bill Gertz del The Washington Free Beacon.
Il DF-ZF HGV è stato avviato presso il centro test missilistico Wuzhai nel centro della Cina nella provincia dello Shanxi.
È stato trasportato da un missile balistico vicino al bordo dell'atmosfera, dove separato dal suo avvio è poi scivolato a un intervallo di impatto a qualche centinaio di chilometri di distanza in Cina occidentale, secondo il The Washington Free Beacon.
"Il volo DF-ZF è stato rintracciato dai servizi segreti americani e volava a velocità oltre Mach 5, cinque volte la velocità del suono", ha osservato Gertz.
La testata DF-ZF è trasportata con mezzi pesanti al confine tra spazio e atmosfera terrestre, circa 100 km sopra la terra, da un missile balistico di richiamo.
E' chiaro che la situazione mondiale e lo stesso sistema geopolitico stanno convergendo verso una fase di forti cambiamenti.


giovedì 10 dicembre 2015

PERCHE' QUELLO DELLE ARMI E' UN FALSO PROBLEMA

L'opinione pubblica spesso è molto sensibile sul tema della armi e quindi facilmente condizionabile.
Si sa che spesso le armi sono pericolose che si tratti di armi bianche o armi da fuoco e questo spesso invoca i movimenti pacifisti a fare manifestazioni in favore di un ipotetico futuro privo di armi dove la gente vive in pace.
Su questo tema in particolare l'amministrazione di Barack Obama sta da tempo lavorando per elaborare un sistema per confiscare con maggior facilità le armi legittime alla popolazione americana e quindi limitarne la distribuzione affermando che si tratta di un'anomalia che gli Stati Uniti abbiano un'elevato numero di morti in crescita a causa della diffusione delle cosidette "armi facili".
Il modo con cui si crea tale campagna negli Stati Uniti e all'estero sempre nei confronti del popolo americano è la propaganda mediatica che strumentalizza spesso e volentieri incidenti o omicidi dando loro un certo spazio nei telegiornali e usando certi toni con l'obiettivo di infondere un certo senso di timore su tale questione.
Gli Stati Uniti sono composti da una popolazione complessiva di 300 milioni di abitanti, un numero a dir poco enorme che tuttavia quando si somma il numero di uccisioni a causa di armi da fuoco si scopre come tale problema sia in realtà molto minore di quanto si pensi, specie per il fatto che il numero di uccisioni a causa delle armi da fuoco è in drastico calo da diversi anni e ancora prima che il presidente Barack Obama sedesse alla Casa Bianca.
In realtà negli anni scorsi è stata, per quanto possa sembrare assurdo, la maggiore diffusione delle armi che ha portato a una drastica diminuzione delle morti per arma da fuoco negli Stati Uniti e quindi garantire una maggiore sicurezza alla popolazione americana.
Qualcuno potrebbe obiettare che la legalizzazione delle armi porta agli esempi di sparatorie che raramente avvengono negli Stati Uniti, nella quale un pazzo imbraccia il fucile o la pistola, e si mette a sparare all'impazzata colpendo i passanti.
Eventi simili indubbiamente colpiscono l'attenzione del grande pubblico, ma il fatto che colpiscano l'attenzione non porta necessariamente a favore di una prova o allo stesso modo che negli Stati Uniti esiste un maggiore tasso di criminalità diffuso tra la gente in quanto rispetto all'Italia le armi sono più diffuse tra i cittadini.
I dati parlano chiaro che la criminalità negli Stati Uniti è drasticamente in calo negli ultimi anni.
Nel 2010, infatti, i reati violenti negli Stati Uniti sono scesi ai livelli più bassi mai registrati negli ultimi 40 anni: stupri, omicidi e rapine, secondo le cifre comunicate dall’Fbi, sono in picchiata in tutto il Paese. E i tassi di crimine che avevano reso alcuni quartieri delle grandi metropoli zone di guerra sono ormai ricordi del passato
A New York nel 1990 si sono registrati 2.245 omicidi, una cifra degna di un conflitto.
Dagli anni Novanta, dopo la cura di Rudolph Giuliani e la sua «zero tolerance» (tolleranza zero), il dato è andato via via diminuendo e, nella sorpresa generale, nel 2009, al culmine della crisi finanziaria, il numero di omicidi è sceso sotto i 500, ai minimi da quando il dato viene statisticamente rilevato. Dopo una piccola crescita nel 2010, sulle statistiche del 2011 è comparso ancora il segno meno.
Un dato interessante invece lo si legge nel 2009 nella quale un'aumento dei cittadini armati ha portato ad un declino della criminalità, evidente segno che questo mezzo funziona per abbassare i tassi di criminalità.
""Per il terzo anno consecutivo, negli Stati Uniti si conferma il trend positivo: i crimini violenti sono in calo, mentre i cittadini onesti autorizzati a portare armi sono in aumento. Secondo l'Fbi Uniform crime report, i crimini violenti nel 2009 sono calati del 5,5 per cento rispetto al 2008, e il calo riguarda tutte le tipologie di reati violenti: omicidi, rapine, aggressioni. In proporzione, il calo dei crimini è stato più avvertibile nelle metropoli, rispetto alle campagne. Per contro, la National shooting sports foundation ha certificato l'aumento degli introiti determinati dalle tasse dovute per le licenze federali in materia di armi, il che indica senza ombra di dubbio l'aumento di armi e munizioni vendute sul mercato regolare a cittadini autorizzati. «Questa è la conferma inconfutabile di un fatto», ha dichiarato Alan Gottlieb, presidente della Second amendment foudation, «ci sono più armi in mano ai privati cittadini rispetto a qualsiasi momento del passato, eppure il tasso di criminalità è in calo. In parole povere, questo significa che le teorie degli anti-armi hanno semplicemente torto: più cittadini armati non significa più sangue per le strade, contrariamente a quanto i proibizionisti ci vogliono far credere con le loro previsioni da "giorno del giudizio"». Il numero di omicidi è calato, nelle grandi città, del 7,2 per cento nel 2009 rispetto al 2008, i furti sono calati di oltre l'8 per cento, le rapine del 3,1 per cento. «Forse», ha osservato Gottlieb, «semplicemente perché i criminali sono meno disponibili ad aggredire qualcuno sapendo che con tutta probabilità è armato».""
C'è anche un'altra sostanziale differenza tra gli Stati Uniti e quanto osserviamo in Italia.
In Italia la popolazione ammonta a 60,72 milioni di abitanti, secondo le statistiche, negli Stati Uniti invece il numero di abitanti ammonta a 315 milioni di abitanti, il che rende statisticamente rispetto all'Italia possibile i casi di persone che impazzendo imbracciano il fucile e si mettano a far fuoco tra la gente.
Ma tutto questo non ha nulla a che fare con la maggiore diffusione di armi da fuoco, in quanto questi casi possono verificarsi anche senza l'utilizzo di armi da fuoco, se un'individuo vuole scatenare una strage, può farlo anche con altri mezzi.
Un'esempio ce lo conferma.
Durante l'attentato a Brindisi di Melissa Bassi, il demente fece uso di bombole del gas all'interno di un cassonetto dell'immondizia.
Quindi si dovrebbero bandire le bombole del gas in quanto potenziali armi esplosive alla pari delle bombe?
Ancora oggi negli Stati Uniti si osserva come la tendenza della criminialità e le uccisioni con armi da fuoco sono drasticamente in declino nonostante il presidente americano si ostini ad affermare l'esatto opposto.

Il tasso di omicidi con uso di pistole in stati dove le persone sono armate sono molto più bassi rispetto alle aree con condizioni di basso possesso di armi.
I dieci stati con il più basso ​​possesso di armi da fuoco ha in media 3.9 omicidi con armi da fuoco ogni 10.000 persone.
I dieci stati con detenzione di pistole ha in media circa la metà di circa 2.0 omicidi ogni 10.000 persone.
La prova è inequivocabile è che i criminali sono scoraggiati dalle armi.
Nello stato del Colorado le armi sono il "passatempo nazionale"o.
AR-15, Mini-14 e AK-47 ovunque.

I dati mostrano chiaramente che i tassi di omicidio stanno precipitando da anni.
Dopo la sparatoria di San Bernardino, l'evento è stato colto dalla politica americana come un'occasione per rilanciare lo slogan "contro le armi facili" in un momento in cui l'opinione pubblica era più sensibilizzata sul tema.

I Democratici americani hanno affermato di voler fermare il terrorismo islamico attraverso il controllo rigoroso delle pistola come hanno a Parigi e San Bernardino.
Il loro obiettivo è quello di rendere i cittadini completamente indifesi contro gli assassini psicotici.
Un approccio più realistico è quello di andare alla radice del problema. La stragrande maggioranza dei crimini con le pistole negli Stati Uniti è impegnata solo in alcune piccole aree blu del paese.
Le aree dove avvengono i maggiori crimini con armi da fuoco sono proprio quelle amministrate dalla fazione politica dei Democratici, rispetto ai Repubblicani, le aree in rosso.
E' chiaro che sio tratta più di un problema di incompetenza che un reale problema della diffusione delle "armi facili."
Ci sono dati chiari alla mano che la maggior diffusione di armi a livello Nazionale scoraggia i criminali e porta contrariamente alle aspettative ad un declino dei tassi di omicidio con armi da fuoco, a livello politico è chiaro che l'obiettivo dell'amministrazione americana di Barack Obama è quello di rendere la società americana più fragile e quindi più facilmente controllabile.
A livello globale invece possiamo afferma la medesima cosa, la presenza di eserciti numerosi o estremamente forti ha scoraggiato altre nazioni, in primo luogo gli Stati Uniti, ad attaccare altre nazioni maggiormente sviluppate e più di ogni altra cosa le armi nucleari hanno evitato negli ultimi Settant'anni il nascere di nuove Guerre Mondiali.
"Finché ci sono armi nucleari, non ci sarà nessuna guerra questo è certo al 100%. Questa è una garanzia della nostra sicurezza. Il nostro arsenale nucleare è più forte della forza nucleare strategica americana. E sarà ancora più forte. Dico questo non per vantarmi ma perchè è il mio lavoro professionale." conferma il progettista generale del 'Moscow Institute of Thermal Technologies' Yuri Solomonov.
Secondo lui, a causa delle armi nucleari nel mondo si riesce ad evitare un nuovo conflitto globale.
Solomonov ha detto: "Grazie alle armi nucleari per 70 anni non ci sono guerre mondiali sul globo considerando che i conflitti locali esistevano, esistono e esisteranno. Ciò è dovuto al fatto che la presenza delle armi nucleari e la paura di usarle è così alta che le persone hanno semplicemente paura di questo ", ha detto lo stilista, che ha guidato lo sviluppo di tali missili come il 'Bulava', 'Yars', 'Topol' e altri.
Questa è la ragione per la quale gli Stati Uniti vanno molto cauti prima di attaccare superpotenze come la Repubblica Cinese e la Federazione Russa e la stessa cosa si può dire della Corea del Nord.

Il recente episodio di tensione tra le due Coree è un chiaro segno che la Corea è stata recuperata dalla Cina contro il suo creatore. La cancellazione delle esercitazioni congiunte tra eserciti di Stati Uniti e Corea del Sud è un evento eccezionale che non viene discusso, e per una buona ragione. Gli Stati Uniti hanno davvero paura, dato il contesto esplosivo (in senso letterale e figurato) con la Cina. Proprio come il Vietnam che avevano diviso in due si è riunito, la Corea diventerà un solo Paese, firmando la fine di uno dei principali pilastri della politica degli Stati Uniti nella regione da oltre 60 anni.
Il leader nordcoreano Kim Jong-Un il 28 agosto ha assicurato che le armi nucleari, piuttosto che i negoziati, hanno permesso di concludere un accordo “storico” con Seoul ponendo fine al teso confronto militare. Il giovane leader, che ha presieduto la riunione della Commissione militare centrale, ha detto che grazie al Nord tale accordo è stato raggiunto, mettendo i due Stati rivali sulla via della “riconciliazione e fiducia”, ha riferito l’agenzia stampa ufficiale KCNA.








Fonti:
http://www.lettera43.it/attualita/27016/stati-sicuri-d-america.htm
http://www.armietiro.it/usa-piu-cittadini-armati-meno-criminali-armi-3028
http://www.lastampa.it/2010/05/25/blogs/anteprime-dagli-usa/usa-criminalita-in-declino-ZhaXS5lUurqDxPjd1dotaK/pagina.html
http://stevengoddard.wordpress.com/2013/06/08/understanding-weapons-of-war/
http://realclimatescience.com/2015/12/more-guns-means-fewer-gun-murders/
https://stevengoddard.wordpress.com/2015/12/07/more-guns-less-murders/
http://realclimatescience.com/2015/12/a-simple-solution-to-gun-violence/
http://sputniknews.com/military/20151126/1030826979/russia-nuclear-arsenal-us-global-conflict.html
https://aurorasito.wordpress.com/2015/08/29/kim-jong-un-le-armi-nucleari-non-le-discussioni-hanno-posto-fine-alla-crisi/





lunedì 19 ottobre 2015

LA CNN CHIEDE ALLA POPOLAZIONE AMERICANA DI SMETTERLA DI AMMIRARE PUTIN, IL CUI CONSENSO AMERICANO E' ORMAI FUORI CONTROLLO

Senza voler esagerare, in Siria, Washington, Riyadh e Doha hanno fatto qualcosa di incredibilmente stupido


Quando un paese fa qualcosa di incredibilmente stupido in politica estera, apre le porte alle critiche degli avversari che possono sbeffeggiarlo pubblicamente, e ii) utilizzare l'incompetenza lordo e il generale disprezzo per tutto ciò che si avvicina anche il buon senso, a loro vantaggio geopolitico. 
E, senza voler esagerare, scrive il blog americano ZeroHedge, in Siria, Washington, Riyadh e Doha hanno fatto qualcosa di incredibilmente stupido.
Hanno finanziato, armato e addestrato un miscuglio di estremisti sunniti nel tentativo di destabilizzare un governo considerato ostile agli interessi dell'Occidente e dei suoi alleati regionali. 
Dal punto di vista della sofferenza umana, i risultati sono stati semplicemente terribili: centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati.
Dal punto di vista reputazionale, i risultati sono stati altrettanto catastrofici. Non solo gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita, e il Qatar hanno dato una mano a creare un gruppo che voleva ricreare un califfato medievale, ma gli sforzi successivi per armare e addestrare i ribelli "moderati" sono falliri e il tutto si è concluso con l'ammissione imbarazzante che il "programma" del Pentagono - di schierare 5.400 combattenti entro la fine dell'anno - era riuscito a produrre solo "quattro o cinque" soldati con un costo per i contribuenti americani di 41 milioni di dollari.
E per finire, gli Stati Uniti hanno paracadutato centinaia di tonnellate di munizioni in mezzo al nulla, sperando che siano le persone "giuste" a raccoglierlo.
Considerato tutto questo potrebbe essere perdonabile essere un po' innamorati dei russi in questo frangente perché, in una straordinariamente elegante mossa di scacchi geopolitica, Vladimir Putin ha, tutto in una volta i) esposto il fatto che forse gli Stati Uniti hanno secondi fini nel decidere di non eliminare definitivamente d'ISIS, ii) ha segnato un ritorno trionfale per la Russia sulla scena mondiale, iii) ha rafforzato rapporti di Mosca con Teheran prima del riemergere di quest'ultima come una forza nel mondo dei paesi esportatori di petrolio, e iv) ha stabilizzato Bashar al-Assad in modo da stabilire una maggiore presenza russa in Medio Oriente. 
E questo è nello spazio di sole tre settimane. 
Questo è stato a a dir poco un'umiliazione per Washington ma ora gli Stati Uniti vogliono che tu sappia che è già abbastanza con il culto di Putin. Ecco allora Fareed Zakaria della CNN che chiede agli americani di "smetterla di ammirare Putin":
Vladimir Putin ha conquistato l'establishment della politica estera Usa. Un editorialista degli Stati Uniti 'ammira la "fermezza" che lo ha messo "in posizione di forza" in Medio Oriente. Un diplomatico veterano nota «E' il punto più basso, dalla Seconda Guerra Mondiale, per influenza degli Stati Uniti e l'impegno nella regione." Un esperto dichiara: "Era dalla la fine della Guerra Fredda, un quarto di secolo fa, che la Russia non era così assertiva o Washington così acquiescente".
E' vero che è da un quarto di secolo che Mosca non è così interventista al di fuori dei suoi confini. L'ultima volta che ha fatto questo genere di mosse, alla fine del 1970 e 1980, ha invaso l'Afghanistan e ha interferito in diversi altri paesi. All'epoca, i commentatori hanno similmente salutato quelle azioni come segni che Mosca stava vincendo la guerra fredda. Com'è andata poi per l'Unione Sovietica?
Ma Zakaria non si ferma qui e prosegue così:  
Washington ha deposto regime di Saddam Hussein in Iraq (vicino della Siria, con molte delle stesse tribù e divisioni settarie). Ha fatto molto di più in Iraq rispetto a qualunque cosa sia mai stata chiesta per la Siria, dispiegando 170,000 uomini e spendndo quasi due trilioni di dollari. Eppure ha causato una catastrofe umanitaria  - con circa 4 milioni di civili sfollati e almeno 150.000 morti. Washington ha deposto il regime di Muammar Gheddafi in Libia, ma ha scelto di lasciare la costruzione della nazione alla gente del posto. Nello Yemen, gli Stati Uniti hanno sostenuto un cambiamento di regime e nuove elezioni. Il risultato: una guerra civile che sta lacerando il paese.
E alla fine Zakaria salta direttamente a questo:
Coloro che sono così giusti e certi che il prossimo intervento salverà delle vite dovrebbero almeno mettere in pausa e riflettere sulle conseguenze umanitarie degli ultimi tre.
Per cui ZH commenta: Fareed, forse hai dimenticato che non è stata la Russia che ha addestrato e armato i gruppi che hanno fatto sprofondare la Siria in una guerra civile prima e in una guerra per procura poi, sono stati gli Stati Uniti ed i loro alleati regionali.

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=13047

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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