ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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giovedì 17 dicembre 2015

LA FONDAZIONE E LA COSTITUZIONE DI UN NUOVO ORDINE GEOPOLITICO - PRIMA PARTE


Quello che si sta osservando su scala globale in questi ultimoi anni a partire in particolare dal 2011 ma iniziato già con l'aggressione all'Iraq con il pretesto inesistente delle armi di distruzione di massa è un susseguirsi di cambiamenti sempre più rapidi e un'escalation che comprende sia il mondo anglosassone ma anche quello islamico che ha lo scopo di sovvertire l'esistente ordine mondiale venutosi a creare in seguito alla Seconda Guerra Mondiale e dopo il collasso dell'Unione Sovietica.
Le nazioni che sono state abbattute dagli Stati Uniti rappresentavano sistemi di governo del mondo islamico che funzionavano in modo molto differente dal sistema politico europeo e americano e le prospettive di vita erano in alcuni migliori e si godeva di una maggiore libertà rispetto al periodo successivo all'arrivo del terrorismo.
Tutto questo rappresentava chiaramente una mentalità della popolazione e un sistema geopolitico mondiale dominato da diverse potenze che non erano molto simpatizzanti del sistema americano, tuttavia tale sistema esisteva e con la propaganda di un regime dittatoriale l'asse NATO capeggiato dal governo americano hanno dischiarato guerra portando in quelle che erano nazioni prospere solo un susseguirsi di macerie e distruzione dove periodicamente si hanno incursioni dei terroristi oppure il sistema economico è semplicemente molto debole.
Altre nazioni come la ex Jugolsavia sono semplicemente finite suddivise in altre nazioni minori successivamente entrate a far parte dell'Unione Europea.
Tutto questo rappresenta per l'interesse della superpotenza americana di creare un sistema geopolitico mondiale chiamato "Sistema Unipolare" vale a dire dominato dall'economia statunitense e controllato indirettamente da essa sia nella decisioni politiche sia nel controllo e la spartizione delle risorse oltre che al modo di pensare presente nella popolazione.
L'Unione Europea dal collasso dell'Unione Sovietica e dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si è sempre più allargata andando a includere nuove nazioni prima facenti parte del governo sovietico, in seguito venne introdotta la moneta unica chiamata "euro" la quale rese le economie delle nazioni europee che vi aderirono dipendente unicamente dal sistema economico europeo mentre quelle che mantennero la propria moneta (Inghilterra, Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania, Ungheria, Svezia, ecc), governate da sistemi di governo o conservatori o nazionalisti mantennero un'economia più forte e che in seguito alla crisi del 2008 furono quelle che ebbero una ripresa economica molto più rapida e un'aumento dell'occupazione lavorativa molto al di sopra delle altre nazioni dell'area euro, tutt'ora con una ripresa economica stagnante.
In realtà tutto questo è abbastanza normale in quanto l'Unione Europea, in seguito alla fine della Seconda Guerra Mondiale, venne creata dalla stessa politica americana con lo scopo di avere un sistema economico piuttosto modesto, oltre al fatto di poter esportare all'estero le proprie basi americane che con il passare degli anni nonostante il crollo dell'Unione Sovietica si sono sempre più avvicinate ai confini con un'altra superpotenza, la Federazione Russa.
"Documenti governativi americani declassificati mostrano che la comunità dell' intelligence degli Stati Uniti ha condotto una campagna negli anni Cinquanta e Sessanta per costruire lo slancio per l'Europa unita. (Che cosa sono i documenti vengono declassificati vedi qui)
E anche finanziato e diretto il movimento federalista europeo.
I documenti confermano i sospetti espressi al momento in cui l'America stava lavorando aggressivamente dietro le quinte per spingere la Gran Bretagna in uno Stato europeo.
Un memorandum, datato al 26 Luglio 1950, fornisce le istruzioni per una campagna per promuovere un parlamento europeo a pieno titolo.
E 'firmato da Gen William J. Donovan, capo dell'Ufficio di guerra americano of Strategic Services, precursore della CIA.
I documenti sono stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore presso la Georgetown University di Washington.
Essi comprendono i file rilasciati dagli Archivi Nazionali degli Stati Uniti.
Il principale strumento di Washington per definire l'agenda europea è stato il Comitato americano per un'Europa unita, creata nel 1948.
Il presidente era Donovan, apparentemente un avvocato privato da allora.
Il vice-presidente era Allen Dulles, direttore della CIA negli anni Cinquanta. La pensione includeva Walter Bedell Smith, primo direttore della CIA, ed un elenco di figure e funzionari ex OSS che si muovevano dentro e fuori della CIA.
I documenti dimostrano che ha ACUE finanziato il Movimento europeo, la più importante organizzazione federalista negli anni del dopoguerra.
Nel 1958, per esempio, ha fornito il 53,5 per cento dei fondi del movimento.
La Campagna europea della gioventù, un braccio del Movimento europeo, è stato interamente finanziato e controllato da Washington.
Il regista belga, il barone Boel, ha ricevuto pagamenti mensili in un conto speciale. Quando la testa del Movimento europeo, di origine polacca, Joseph Retinger, aveva imbrigliato questo livello di controllo americano e ha cercato di raccogliere fondi in Europa, è stato subito rimproverato.
I leader del Movimento Europeo - Retinger, il visionario Robert Schuman e l'ex primo ministro belga Paul-Henri Spaak - sono stati tutti trattati come braccianti dai loro sponsor americani.
Il ruolo degli Stati Uniti è stato gestito come un'operazione segreta.
Il finanziamento di ACUE è venuto dalle fondazioni Ford e Rockefeller, nonché i gruppi d'affari con stretti legami con il governo degli Stati Uniti.
Il capo della Fondazione Ford, ex ufficiale-OSS Paul Hoffman, è stato visto come capo dell'ACUE alla fine degli anni Cinquanta.
Il Dipartimento di Stato ha svolto un ruolo. Una nota dalla sezione europea, in data 11 giugno 1965, consiglia il vice-presidente della Comunità economica europea, Robert Marjolin, di perseguire l'unione monetaria di nascosto.
Si raccomanda di sopprimere il dibattito fino al punto in cui "l'adozione di tali proposte sarebbe diventato praticamente inevitabile".""Quando si parla di "sopprimere il dibattito" si fa riferimento alla creazione di un multipartitismo tale che porta la popolazione di un'intera nazione, come ad esempio l'Italia, a confondere l'idea generale in più partiti, in tal modo il consenso politico sarà sparso e si genererà una vera e propria confusione e suddivisione dell'orientamento politico della popolazione generale, in questo modo nessun partito di una nazione sarà più in grado di raggiungere un totale consenso con un simile numero di partiti.
Un'altro esempio lo possiamo osservare nella creazione di "Partiti Fantasma", partiti che non prendono nessuna posizione e con il prestesto di rappresentare il popolo fanno da "contenimento" dei voti elettorali, in particolar modo quando partiti non graditi (Forza Italia) e in particolare quelli nazionalisti come la Lega Nord stanno raggiungendo un elevato numero di consensi.
Il cosidetto Movimento Cinque Stelle, capeggiato da un comico della propaganda e gestito da un blogger informatico che sfruttando il negativo della crisi politica ed economica italiana ed europea, specialmente tra i giovani, ha manifestato in un susseguirsi di comizi nelle piazze di fronte a folle gremite sollevando il morale sfruttando il proprio senso dell'umorismo ereditato dalla sua carriera di comico e abbracciando consensi, sebbene negli anni successivi l'obiettivo politico del Movimento (guai a chiamarlo partito) si sia rivelato non solo un controsenso ma da la sensazione di essere privo di qualque scopo politico, se non quello di contenere voti.
Un'esempio di questi controsensi lo osserviamo in due occasioni: la prima, durante le elezioni del Presidente della Repubblica, quando proposero la candidatura di Romano Prodi, colui che portò l'Italia nella zona euro; la seconda, quando decisero di indire un referendum per uscire dalla zona euro.
Tornando a noi, quello che si sta attualmente osservando a livello europeo è un ritrovamento dell'importanza dell'Identità e della Sovranità Nazionale, sentimenti che si sono acuiti con la recente recessione economica e con la minaccia portata alla nazioni europee con l'arrivo dalla Siria e da altri paesi non in guerra di una marea composta da centinaia di migliaia di immigrati diretti verso le nazioni europee.
A questo problema la maggioranza, tra cui Romania, Inghilterra, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Svezia, Polonia e altre si sono opposte fermamente ai cosidetti ricollocamenti obbligatori imposti dalla Comissione Europea; altre nazioni, come l'Ungheria, hanno risolto il problema alla radice costruendo alle proprie frontiere una barriera ed emanato leggi più severe che hanno posto fine al problema, almeno in quella nazione.
Fatto sta che per i prossimi anni è previsto un flusso ancora maggiore che come hanno notato molti leader europei potrebbe minacciare non solo con il terrorismo come abbiamo osservato in Francia, ma bensì l'identità etnica stessa delle nazioni europee.
Ci sono diversi attivisti e anche la stessa politica della Comissione Europea che sono dell'idea che il multiculturalismo europeo sia il futuro dell'Europa.
Inutile dire che contrariamente a tale pensiero questo non può funzionare per le nazioni eurasiatiche in quanto il ceto etnico eurasiatico è quello che ha dato origine alla popolazione multietnica anglosassone, ma non si può sovvertire tale modello in quanto la storia delle popolazioni eurasiatiche e della loro etnia e identità risale a millenni prima della fondazione della nazione americana, neo zelandese e australiana che sono nate con il multiculturalismo.
L’immaginario collettivo europeo è fortemente influenzato dalla cultura di massa made in USA: da Hollywood a Playboy; dai jeans alla Coca Cola; dalla leggenda imprenditoriale di Steve Jobs alle spregiudicate esibizioni della popstar Madonna. Questo stretto legame con i marchi di fabbrica d’oltreoceano ci rende simili agli statunitensi come abitudini, ma la mentalità e la cultura delle nazioni europee sono radicalmente differenti.
Essendo una nazione costituita da immigrati l’identità americana non si è formata su base etnica come nel Vecchio Continente, ma su un credo ideologico, politico e istituzionale espresso dalla Dichiarazione di indipendenza (1776) e dalla Costituzione (1787).
Questa è la ragione per la quale il ricollocamento di milioni di immigrati nel corso dei prossimi anni semplicemente non è una cosa attuabile, specialmente in mancanza e di una forte incompetenza nella politica dell'immigrazione europea.
La ragione per la quale una simile marea di immigrati sia arrivata solo tra il 2014 e quest'anno, composta da individui provenienti da varie nazioni, resta un mistero, sebbene sembra che ci sia qualche meccanismo (politico?) che ha messo in moto questo problema.
Nel frattempo la guerra in Siria tra più fazioni continua più riprese, la Federazione Russa da mesi ha deciso di mettere a disposizione una frazione del proprio arsenale per debellare l'esercito di mercenari dell'ISIS, si parla di una cifra di centinaia di migliaia di soggetti.
Recentemente sono stati resi noti dati che dimostrano come la Turchia sia in commercio con tale organizzazione con l'esportazione di enormi quantità di petrolio dal territorio iracheno e siriano.
Tutto questo è successo solo in seguito all'abbattimento di un jet russo in territorio al confine tra la Turchia e la Siria che in base ai dati non era nemmeno ancora entrato nel territorio della Turchia.
«Volavamo a seimila metri. Il cielo era limpido. Il missile è arrivato improvvisamente sulla coda dell’aereo. Non l’abbiamo proprio visto. Non c’è stato neanche il tempo di fare una manovra. Pochi secondi dopo, già precipitavamo. E ci siamo buttati fuori...». ha affermato il pilota superstite.«È escluso che siamo sconfinati in Turchia, nemmeno per un secondo>>
L'aereo è stato abbattuto mentre bombardava uno dei numerosi centri base dei mercenari, ma cosa ancora più importante minacciava il traffico petrolifero che dalla Siria arrivava alla Turchia.
Si può verificare perfettamente sulle mappe radar dov’è il confine e dov’eravamo noi».
«Non c’è stato alcun tipo di contatto, non sono arrivati avvertimenti visivi, né via radio. Se i loro F-16 avessero voluto metterci in guardia prima di tirarci addosso, avrebbero potuto affiancarsi. E mostrarsi».
Successivamente il presidente russo ha confermato che la Turchia, e in particolare la famiglia di Erdogan, sono coinvolti in un massiccio traffico petrolifero con i mercenari dello Stato Islamico.
Pochi giorni dopo uno dei più elevati gradi dell'esercito russo ha indetto una conferenza stampa alla quale hanno partecipato un'enorme numero di giornalisti da tutto il mondo e quindi hanno mostrato in una sequenza fotografica scattata dal satellite le prove che dimostrano in modo concreto come la Turchia collabori con i mercenari in Siria.


Le tre vie lungo le quali il greggio dell'Isis arriva in Turchia.


1.Da Raqqa ai porti sul Mediterraneo

La prima, la più occidentale, parte dai pozzi che si trovano vicino a Raqqa, in Siria, e arriva al villaggio di Azaz, nei pressi della frontiera.

Il confine turco-siriano: nell'area A, in Turchia si trovano 240 veicoli. Nell'area B, in Siria, almeno 46 autocisterne aspettano di attraversare la frontiera. La foto è del 15 novembre.
Da lì, le autocisterne passano dalla città di Reyhanli, già in territorio turco, come - stando alla Difesa russa - dimostrano le foto: centinaia di camion attraversano il confine senza alcuna ispezione né controllo da parte della polizia.

Il passaggio di autocisterne senza ispezioni e controllo a Reyhanli, in Turchia, a fine novembre.


Alcuni carichi sono destinati al mercato interno, altri all'esportazione attraverso i porti di Iskenderun e Dortyol.

Il porto di Dortyol: 395 tanker aspettano l'imbarco. La foto è del 25 novembre.


  • Il porto di Scanderoon, con 60 tank individuati dal satellite.

2. Da Deir Ez-zour alla città di Batman

La seconda via parte invece da Deir Ez-zour in Siria per arrivare al valico di Al-Qamishli.
Il greggio è poi raffinato nella città turca di Batman.

3. Dalla Siria e dall'Iraq all'hub di Cizre

La terza rotta invece parte dall'Iraq e dalla Siria per arrivare all'hub di Cizre, nella Turchia sudorientale.
Sempre secondo la versione del Cremlino, dopo l'inizio dei bombardamenti russi nell'area - il 30 settembre scorso - i guadagni dello Stato Islamico sono stati «sensibilmente ridotti», da 3 milioni di dollari al giorno a 1 milione e mezzo circa.
Negli ultimi due mesi, le operazioni hanno colpito 32 aree di estrazione, 11 raffinerie e 23 pompe. E distrutto 1.080 autocisterne.


NON SOLO PETROLIO. Ma non è solo il greggio ad attraversare il confine.
Lo stesso network criminale armerebbe e addestrerebbe i jihadisti del Califfato e del gruppo al Nusra. Al momento, Mosca ha documentato il passaggio attraverso la Turchia di 2 mila miliziani, 120 tonnellate di munizioni e 250 veicoli.
Considerando che Libia, Siria e Iraq sono nazioni con il più elevato numero di giacimenti petroliferi e gas naturale non sorprende che l'esercito di mercenari sia dislocato esclusivamente in queste aree, la ragione potrebbe essere la più semplice.
L'ISIS altro non è che un'esercito mercenario assoldato per fare il lavoro spoorco di altre nazioni come lo descrive lo stesso termine.
Merceario: che combatte e lavora per mestiere e dietro pagamento.
Molto probabilmente non solo la Turchia.
La leadership turca vuole dividere la Siria e distruggerla nella speranza di far rivivere l'Impero Ottomano nei territori occupati anticamente ha affermato il ministro dell'Informazione siriano Omran al-Zoubi in una intervista.
"L'obiettivo della Turchia è quello di far rivivere l'Impero Ottomano che in precedenza era diviso in province. C'erano le province di Damasco, Mosul, Aleppo, Gerusalemme, Beirut, e così via, ed è questo obiettivo principale che sta portando al desiderio di dividere la Siria e l'Iraq in emirati o province. Che esisterebbe sotto il protettorato dell'impero e dei suoi interessi. Questi tipi di ambizioni sollevano polemiche con gli Stati Uniti", ha chiarito al-Zoubi aggiungendo che le ambizioni di Ankara e degli alleati occidentali sono state messe a rischio dopo l'inizio della campagna militare russa in Siria.
"L'Intervento inaspettato della Russia ha cambiato l'equilibrio dei poteri" ma l'Occidente "vuole guidare la Russia fuori dal mondo arabo e renderlo un nemico della regione come la Libia o lo Yemen", ha concluso al-Zoubi.
Quello che più lascia perplessi è come stanno evolvendo le questioni negli ultimi giorni.
L'Iraq ha fatto riferimento alla presenza illegale dell'esercito turco all'interno del suo territorio e da più giorni sta chiedendo alla Turchia di ritirare le sue truppe in quanto si tratta di una vera e propria violazione della sovranità territoriale, quindi resta alta la tensione tra i due Paesi.
Nel frattempo una vasta porzione del mondo arabo ha creato un'alleanza militare composta dalla maggior parte dei Paesi mussulmani capeggiata dall'Arabia Saudita.
L'alleanza sarebbe formata dalle seguenti nazioni:Bahrein, Bangladesh, Benin, Chad, Comoros, Costa d’Avorio, Gibuti, Egitto, Gabon, Guinea, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Malaysia, Maldives, Mali, Marocco, Mauritania, Niger, Nigeria, Pakistan, Palestina, Qatar, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Togo, Tunisia, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Yemen.
In un sommarsi di effetti si osserva chiaramente come si stanno formando delle nuove coalizioni di come non se ne osservavano dal periodo delle Guerre Mondiali.
Considerando inoltre l'evolversi della situazione delle relazioni Russia-Turchia e l'intervento russo in Siria con la coalizione Iraq-Iran-Federazione Russa ed esercito siriano, c'è da comprendere come il Medioriente stia diventando sempre più caldo nel prossimo futuro.


















































mercoledì 1 luglio 2015

IL MONDO UNIPOLARE: VOGLIONO COSTRUIRE UNA SOCIETA' DEBOLE


Quando in un discorso del maggio 2015 il presidente russo Vladimir Putin confermava i sospetti di molte persone, circa la questione che gli Stati Uniti stessero cercando di espandere la loro giurisdizione oltre i confini del loro paese e interferendo nelle politiche interne di altri paesi e nelle loro questioni come Grecia, Macedonia e specialmente Ucraina con lo scopo di portare avanti i loro interessi economici e politici, è diventato chiaro che l'America sta cominciando a diventare un serio problema per la pace e la stabilità mondiale.
Da molto tempo considerata l'unica superpotenza, si è scoperta invece una nazione minacciata da un'altra superpotenza oltreoceano risorta economicamente dopo il declino dell'Unione Sovietica, la Federazione Russa.
Non mi soffermerò a parlare dei particolare di questa rivalità, tuttavia gli Stati Uniti nel corso dei decenni hanno aumentato in modo drammatico la loro spesa militare quanto l'occupazione e l'aggressione di territori stranieri ostili alla loro politica quali Afghanistan, Iraq e lungo gli ex territori sovietici circondando la Federazione Russa.
Durante la Guerra Fredda nacque la NATO come unione dei paesi dell'ovest. Subito dopo nacque il Patto di Varsavia che univa le forze dell'est.
La NATO faceva capo agli USA e il Patto di Varsavia all'URSS.
Dopo lo scioglimento dell'Unione Sovietica il Patto Atlantico (la NATO appunto) era diventata semplicemente una coalizione, ma senza un vero "nemico" con cui raffrontarsi non aveva più uno scopo.
In seguito al risollevamento della Federazione Russa e alla crisi ucraina dove la Russia è riuscita a salvare la Crimea con l'intervento dell'esercito e ad annettere al paese la regione autonoma tramite un referendum legale, quando nella capitale stava avvenendo un colpo di stato appoggiato da americani ed europei, la propaganda mediatica ha trasformato il paese in un "aggressore" e da cui è nuovamente cominciato un nuovo rafforzamento della NATO nei confronti della Federazione Russa e continu provocazioni lungo i suoi confini.
A ciò si è accompagnata una lunga serie di sanzioni e contro sanzioni che avevano principalmente lo scopo di indebolire l'economia della Federazione Russa con esito piuttosto insofferente.
Ciò sottolinea l'interesse degli Stati Uniti di tentare di indebolire tale superpotenza, per la questione che semplicemente non è conforme alle loro politiche e interessi politico-economico-sociali.
Un mondo unipolare è un mondo dominato da un'unica superpotenza con economie e sistemi politici delle altre nazioni approvati e appoggiati unicamente da tale superpotenza, economie moderate o deboli dominate da un'economia principale.
Il tutto si sta realizzando con lo scopo di creare una società moderna, debole, multiculturale, senza identità e sovranità nazionale (Unione Europea), accompagnata da una stagnazione morale e degrado sociale mettendo alla pari delle persone normali alcune tendenze sottoculturali quali l'omosessualità, i transgender e altre minoranze della società.
Tutto ciò ovviamente grazie al modo di trasmettere l'informazione da parte dei media.
Spiegare un argomento tanto complesso richiede la suddivisione in paragrafi.

Guerre e Debito Americano

Per sostenere la loro economia e il loro debito gli Stati Uniti si comportano a tutti gli effetti come una nazione-parassita. che necessita delle risorse di altri paesi per sopravvivere.
E' risaputo che aggressione come quelle al governo della Libia di Ghedaffi servono principalmente a detto scopo.
l debito pubblico e privato degli Stati Uniti ha raggiunto proporzioni tali che una semplice azione aleatoria potrebbe rovinare l’economia a livello globale. La situazione attuale mostra che il paese cerca una soluzione e questa soluzione – secondo gli specialisti – è una guerra.
I politici americani “falchi della guerra” e i militari concentrano il loro sguardo verso la Russia, come mostra la conferenza stampa dell'agosto 2014 del capo dello Stato maggiore dell’esercito statunitense Martin Dempsey.
E’ la prima volta che questo generale evita di abbordare le questioni su Iran e Afghanistan, dove la progressione dell’estremismo islamico chiama in causa la fattibilità di un ritiro parziale delle truppe americane.
Dempsey si è invece concentrato su temi quali la Russia e le sue forze armate e sulla riduzione dei fondi dell’esercito.
Seguendo la linea politica di Washington, Dempsey accusa il governo russo di aver deciso di applicare la forza militare in Ucraina e avverte : “E ‘il primo caso dal 1939. L’esercito americano non ha paura della guerra. Il paese può pensarla diversamente, ma noi eseguiremo tutti gli ordini.”
Sul portale d’informazione Vest.ru, il giornalista Konstantin Siomin scrive : “Né i tassi d’interesse a zero, né quelli negativi, né l’incessante stampa di moneta hanno risolto la crisi che dura da sei anni. La continua iniezione di liquidità sui mercati ha creato un aumento del prezzo delle azioni ma non ha stimolato né la produzione né la domanda, non ha ridotto la disoccupazione. L’economia mondiale si è trasformata in un gigantesco casinò.”
“Quando i benefici nel sistema capitalistco cadono, è necessario mantenerli e aumentarli in due modi : captando nuovi mercati e ottenendo accesso a risorse naturali meno care – spiega la politologa Veronika Krasheninnikova.
Il progetto di legge sulla “prevenzione dell’aggressione russa” presentato al Congresso degli Stati Uniti dal senatore repubblicano Bob Kocker, dà l’impressione che le grandi compagnie del settore dell’armamento, come Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman o General Dinamics, partecipino alla sua elaborazione.
Ci si può ricordare dell’esperienza della Seconda guerra mondiale, che aveva dato un impulso all’economia e specialmente al settore finanziario.
Un impulso talmente importante che gli Stati Uniti avevano potuto mettere fine alle conseguenza della Grande Depressione.
All’inizio di luglio il governo americano e la presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, hanno pubblicamente dichiarato che non sanno come risolvere il problema del debito del paese e del settore bancario.
C’è una costante nella storia economica degli Stati Uniti da più di un secolo a questa parte.
Ed è la stretta correlazione tra interventi militari e ripresa dell’economia. Questa correlazione è così stretta che chi legga la tabella dettagliata dei cicli economici americani che si trova sul sito di un istituto governativo come il National Bureau of Economic Research si imbatte in questa avvertenza: "i dati in grassetto si riferiscono all’espansione economica dei periodi di guerra [wartime expansions], alle contrazioni economiche postbelliche e all’intero ciclo che include le espansioni dei periodi bellici".
In altri termini: dalla guerra civile americana in poi, il nesso tra guerra ed espansione economica è indiscutibilmente accertato e assolutamente ricorrente.
Ma vediamo più da vicino la questione, prendendo in esame le principali avventure belliche americane dagli anni Quaranta del secolo scorso ai nostri giorni.
Fu soltanto grazie all’ingresso nella Seconda Guerra Mondiale e alla messa in opera della macchina bellica relativa, e non grazie agli investimenti di Roosevelt in opere pubbliche, che gli USA riuscirono a risollevarsi dalla Grande Crisi degli anni Trenta. Lo ha ribadito non più tardi di qualche settimana fa il premio Nobel per l’economia Peter North, replicando ad un incauto giornalista che faceva presenti i meriti del keynesismo per l’uscita dalla crisi degli anni Trenta: “Non siamo usciti dalla depressione grazie alla teoria economica, ne siamo venuti fuori grazie alla Seconda guerra mondiale”.
Le cifre, del resto, parlano da sole. 
Durante il New Deal rooseveltiano la spesa pubblica civile era cresciuta dai 10,2 miliardi di dollari del 1929 ai 17,5 del 1939. Ciò però non aveva potuto impedire che, nello stesso periodo, il PIL calasse da 104,4 a 91,1 miliardi di dollari, e che la disoccupazione invece salisse dal 3,2% al 17,2% della forza lavoro complessiva.
Dal 1939 lo scenario cambia. Il sistema economico è dapprima tonificato dalla vendita di armi agli Inglesi ed ai Francesi (ma - come oggi sappiamo - le grandi imprese americane, dalla Ford alla IBM, non disdegnarono di fare contemporaneamente affari anche con i nazisti), e poi definitivamente rimesso in carreggiata con l’ingresso diretto degli USA in guerra (dicembre 1941): il PIL riprende a crescere, la disoccupazione viene praticamente azzerata.

b) La guerra di Corea

Finita la guerra torna la crisi economica, pur mitigata dalla domanda differita di beni di consumo accumulatasi durante il conflitto, e dall’avvio del Piano Marshall in Europa. Nel 1949, comunque, gli USA sono nuovamente in recessione. Provvidenziale, nell’estate del 1950, scoppia la guerra di Corea. Il risultato è una fortissima spinta al riarmo. I Paesi della NATO triplicano in soli 3 anni le loro spese militari, che passano infatti dai 38 miliardi di dollari del 1949 ai 108 miliardi del 1952.
Ma la parte del leone la fanno gli Stati Uniti, le cui spese militari nel 1952-3 giungono al 15% del PIL. Non a caso la guerra di Corea è tuttora considerata "un caso paradigmatico" di "forte incremento esogeno della spesa pubblica".
Un incremento che durerà a lungo: anche dopo la fine della guerra, infatti, le spese militari - pur diminuendo - resteranno a lungo attestate su percentuali del PIL più che doppie rispetto agli anni precedenti la guerra di Corea.
Ma, ciò che più conta, all’enorme incremento delle spese per gli armamenti corrisponde una nuova fase di espansione economica: definita, per l’appunto, il "boom coreano".

c) La guerra del Vietnam

Nel 1961, quando John F. Kennedy raggiunge la presidenza, gli USA sono da tempo in piena crisi economica. La risposta - secondo un luogo comune storiografico - sarebbe quella del "Welfare" e dell’aumento della spesa pubblica. Quello che di solito si dimentica di aggiungere è che l’82% di questo aumento è ascrivibile alle spese militari. Viene inoltre potenziata la vendita delle armi ad altri Paesi (prima cedute per i nove decimi gratuitamente). I risultati non si fanno attendere: il valore delle armi vendute dagli USA aumenta in 6 anni di ben 6 volte. Ma sarà in particolare la guerra del Vietnam - e le relative spese militari, tornate a superare il 10% del PIL - a ridare slancio all’economia americana. Che infatti, a partire dal 1964, conoscerà una delle più lunghe fasi espansive della sua storia (sfuggendo alle recessioni che in quegli stessi anni attanagliano l’Europa). Anche in questo caso, il nesso tra impegno bellico ed espansione dell’economia è chiaro come il sole. Tanto chiaro da essere entrato nel senso comune di chi si occupa di economia. Tant’è vero che qualche tempo fa un editorialista del Sole 24 ore si è potuto lasciar sfuggire, come se niente fosse, un’affermazione come questa: "La pur magra crescita del quarto trimestre del 2000 ha conferito a Bill Clinton l’alloro di essere stato l’unico presidente dai tempi di Lyndon Johnson - ma quelli di Johnson erano tempi di guerra (del Vietnam) - a non aver conosciuto neanche un trimestre di regressione del PIL".

L'inizio della nuova Guerra Fredda attuale potrebbe spiegare la ragione per la quale l'attuale economia Euro-Americana sia nuovamente in ripresa.
A ciò si aggiungono le intenzioni dell'amministrazione di Barack Obama di un possibile intervento di aggressione sul territorio della Siria con lo scopo di abbattere un'altro governo ostile alla politica americana che ha l'appoggio della Federazione Russa.


Il controllo dei Media


La televisione e i giornali sono un'utilissimo catalizzatore delle masse e controllo dell'informazione con lo scopo di informare la gente solo sulle questioni di interesse, sul lungo termine condizionandone il morale e motivandola a credere in una causa quando per esempio si descrive il governo russo o turco o libico come dei "regimi", quindi delle dittature e si parla di "aggressione" della Federazione Russa all'Ucraina.
Tutte questioni dalla realtà inconsistente.
Per fare un'esempio di come l'informazione mediatica sia parzialmente obsoleta è sufficiente menzionare i casi di omicidio che periodicamente avvengono in Italia ma anche nel resto del mondo.
Per esempio un'omicidio avvenuto in Piemonte, Marche, Veneto o in altri posti diventa un'argomento di informazione nazionale.
A cosa ci serve tale informazione? Cambia la nostra vita?
In realtà ha solo il risultato di farci fare dei commenti negativi e condizionarci lievemente, ma pur sempre condizionare il nostro stato d'animo con un'informazione negativa di importanza appena locale del posto ma assolutamente inutile per la società e per il suo progredire giornaliero.
Sul lungo termine tutte queste informazioni contribuiscono unicamente a portare una società a essere negatica e diffidente nei confronti del prossimo.
Un telegiornale serio dovrebbe informare su questioni utili come ad esempio scoperte importanti, dati dell'economia, eventi importanti nel mondo dati che condizionano il nostro avvenire.ù
Quello che trasmettono oggi è perlopiù processi, omicidi, incidenti stradali ecc.
Una massa di dati di importanza sterile se non per le questioni del posto in cuio avvengono.
Invece con tale informazione si fa propaganda di sistemi di governo definiti "regimi" e si induce le persone a essere diffidenti nei confronti di una categoria di persone, una nazione ecc.
Tutto ciò non si può definire informazione seria.
Una delle più grandi utilità della divulgazione mediatica controllata è quella di creare delle emergenze che in realtà non esistono selezionando delle quotidianità che sono sempre esistite e trasmetterle e ritrasmetterele in modo da accrescerne la loro importanza tra la popolazione.
Uno di questi esempi lo possiamo attribuire alla cosidetta emergenza climatica secondo la cui teoria l'emissione di anidride carbonica dalle attività di produzione umane siano la causa di un incontrollato riscaldamento climatico che starebbe avvenendo tutt'ora, così facendo si trasmettono immagini di ghiacciai polari che quotidianamente crollano in mare e li si attribuisce allo scioglimento della calotta polare a causa di temperature troppo elevate.
Ovviamente si tratta di propaganza per promuovere politiche energetiche di sottosviluppo e generare una politica di tasse sulle emissioni di anidride carbonica.
In realtà questo problema non è mai esistito in quanto la temperatura del pianeta attualmente sta evidenziando una tendenza verso il basso.
Ci stiamo raffreddando, anche qui siamo soggetti ad una politica americana di cui parlemo tra poco.
Tornando al modo in cui vengono selezionati dei problemi quotidiani sempre esistiti per poi ingigantirli facendo un'estesa propaganda e ritrasmissione mediatica anche la questione delle "armi facili" e del razzismo in America è un problema che è stato fatto apparire più grande di quello che in realtà sembra essere.
Il punto interrogativo che molti non si sono posti è per quale ragione di tali casi sono usciti solo in questo periodo?
Le scene con la quale un poliziotto sparava ad una persona di colore disarmata si sono susseguite in numerosi casi differenti e in un periodo di tempo tanto breve da farci comprendere che questi fatti avvenivano da molto tempo.
Un'altra questione è stata quella delle "armi facili" che il presidente statunitense stesso ha spesso attaccato, più su suo parere personale, i casi di sparatorie avvenuti negli Stati Uniti sono molto sporadici rispetto a numerosi altro paesi eppure quando avvengono il sistema mediatico americano ovviamente serve il suo governo e ne fa propaganda sia all'estero sia all'interno del paese, per indurre la credenza che in America ci sia il problema delle "armi facili."
I casi della polizia che spara su persone disarmate di colore è stato tanto appesantito da aver spinto la popolazione afroamericana a ribellarsi, scendere in strada in un'ondata di delinquenza a dir poco incredibile, in seguito dopo la sparatoria in una chiesa da parte di un folle che molto probabilmente aveva visto troppi film violenti, la propaganda dell'amministrazione Obama ha trovato un sistema per fondere e ingigantire i due problemi: "armi facili" e "uccisione di afroamericani."
Così ha commentato il presidente Barack Obama sui social network:"Obama sceglie Twitter per pubblicare le statistiche che mostrano l'urgenza di un provvedimento. "Con le armi ci uccidiamo uno con l'altro 297 volte in più che in Giappone, 49 volte in più che in Francia e 33 volte in più che in Israele" twitta il presidente.
E aggiunge: "Le espressioni di compassione non sono abbastanza. È ora di fare qualcosa"."

Ci sono però tre realtà da prendere in considerazione: A) La popolazione del Giappone è composta da 127,3 milioni di soggetti. La popolazione della Francia è composta da 66,03 milioni di soggetti. La popolazione di Israele è composta da 8,059 milioni di soggetti. La popolazione americana è composta da 318,9 milioni di soggetti. Certamente questo influisce notevolmente sulla questione delle statistiche, di conseguenza come esempio non si può neppure fare un paragone.B) Anche in Italia abbiamo avuto alcuni casi di omicidi fatti con armi da fuoco legalmente detenute non molto differenti dai casi americani, e nel contempo è interessante chiedersi perchè mediaticamente si faccia una cernita su 300 milioni di eventi che accadono in sul territorio americano proprio esclusivamente quello delle armi da fuoco, se non per scopo di propaganda del governo di creare un emergenza. C) Quello di cui non si fa menzione è il fatto che l'aumento dell'acquisto delle armi tra la popolazione americana ha incredibilmente portato a una rapida diminuzione del crimine nelle grandi e piccole città della nazione. Le statistiche parlano da sole.
I dati parlano chiaro che la criminalità negli Stati Uniti è drasticamente in calo negli ultimi anni.
Nel 2010, infatti, i reati violenti negli Stati Uniti sono scesi ai livelli più bassi mai registrati negli ultimi 40 anni: stupri, omicidi e rapine, secondo le cifre comunicate dall’Fbi, sono in picchiata in tutto il Paese. E i tassi di crimine che avevano reso alcuni quartieri delle grandi metropoli zone di guerra sono ormai ricordi del passato
A New York nel 1990 si sono registrati 2.245 omicidi, una cifra degna di un conflitto. Dagli anni Novanta, dopo la cura di Rudolph Giuliani e la sua «zero tolerance» (tolleranza zero), il dato è andato via via diminuendo e, nella sorpresa generale, nel 2009, al culmine della crisi finanziaria, il numero di omicidi è sceso sotto i 500, ai minimi da quando il dato viene statisticamente rilevato. Dopo una piccola crescita nel 2010, sulle statistiche del 2011 è comparso ancora il segno meno.
Un dato interessante invece lo si legge nel 2009 nella quale un'aumento dei cittadini armati ha portato ad un declino della criminalità, evidente segno che questo mezzo funziona per abbassare i tassi di criminalità.
""Per il terzo anno consecutivo, negli Stati Uniti si conferma il trend positivo: i crimini violenti sono in calo, mentre i cittadini onesti autorizzati a portare armi sono in aumento. Secondo l'Fbi Uniform crime report, i crimini violenti nel 2009 sono calati del 5,5 per cento rispetto al 2008, e il calo riguarda tutte le tipologie di reati violenti: omicidi, rapine, aggressioni. In proporzione, il calo dei crimini è stato più avvertibile nelle metropoli, rispetto alle campagne. Per contro, la National shooting sports foundation ha certificato l'aumento degli introiti determinati dalle tasse dovute per le licenze federali in materia di armi, il che indica senza ombra di dubbio l'aumento di armi e munizioni vendute sul mercato regolare a cittadini autorizzati. «Questa è la conferma inconfutabile di un fatto», ha dichiarato Alan Gottlieb, presidente della Second amendment foudation, «ci sono più armi in mano ai privati cittadini rispetto a qualsiasi momento del passato, eppure il tasso di criminalità è in calo. In parole povere, questo significa che le teorie degli anti-armi hanno semplicemente torto: più cittadini armati non significa più sangue per le strade, contrariamente a quanto i proibizionisti ci vogliono far credere con le loro previsioni da "giorno del giudizio"». Il numero di omicidi è calato, nelle grandi città, del 7,2 per cento nel 2009 rispetto al 2008, i furti sono calati di oltre l'8 per cento, le rapine del 3,1 per cento. «Forse», ha osservato Gottlieb, «semplicemente perché i criminali sono meno disponibili ad aggredire qualcuno sapendo che con tutta probabilità è armato».""
C'è anche un'altra sostanziale differenza tra gli Stati Uniti e quanto osserviamo in Italia.
In Italia la popolazione ammonta a 60,72 milioni di abitanti, secondo le statistiche, negli Stati Uniti invece il numero di abitanti ammonta a 315 milioni di abitanti, il che rende statisticamente rispetto all'Italia possibile i casi di persone che impazzendo imbracciano il fucile e si mettano a far fuoco tra la gente.
Ma tutto questo non ha nulla a che fare con la maggiore diffusione di armi da fuoco, in quanto questi casi possono verificarsi anche senza l'utilizzo di armi da fuoco, se un'individuo vuole scatenare una strage, può farlo anche con altri mezzi.
Un'esempio ce lo conferma.
Durante l'attentato a Brindisi di Melissa Bassi, il demente fece uso di bombole del gas all'interno di un cassonetto dell'immondizia.
Quindi si dovrebbero bandire le bombole del gas in quanto potenziali armi esplosive alla pari delle bombe?
Non si crede che questa logica abbia senso più di quanto non lo abbia il fatto di mettere al bando la diffusione delle armi da fuoco tra i cittadini, in quanto garantiscono il loro diritto all'autodifesa.
In realtà l'emergenza creata dai media sulle cosidette "armi facili" è funge da propaganda del governo con lo scopo di convincere la popolazione a sostenere il governo per creare una legge che imponga la sottrazione e il controllo delle armi posseduti dagli americani.
Un'ulteriore politica volta a indebolire l'autodifesa della popolazione americana in modo da renderla più malleabile e soggiogabile.



Scienza Politicizzata

Tratto dal libro di Michael Cricton, Stato di Paura.
"Immaginate che ci sia una nuova teoria scientifica che metta in guardia su un'emergenza impellente e indichi una via d'uscita.
Questa teoria viene subito sosten uta dai più importanti scienziati, politici e celebrità di tutto il
mondo. 
La ricerca è finanziata dafilantropi di primo piano, ed è portata avanti da università
prestigiose. 
I media si occupano spesso dell'emergenza in atto. La teoria scientifica in questione viene insegnata nelle università e nelle scuole superiori.
Non mi riferisco al surriscaldamento globale. 
Sto parlando di un'altra teoria, che è salita alla ribalta un secolo fa.
Tra i suoi fautori c'erano Theodore Roosevelt, Woodrow Wilson e Winston Churchill.
Era appoggiata dai giudici della corte suprema Oliver Wendell Holmes e Louis Brandeis, che emanarono leggi in suo favore. 
Tra le personalità che la sostenevano erano annoverati Alexander Graham Bell, l'inventore del telefono; l'attivista Margaret Sanger; il botanico Luther Burbank; Leland Stanford, il fondatore della Stanford University; il romanziere H.G. Wells; il drammaturgo George Bernard Shaw; e centinaia di altri. 
Diversi premi Nobel si schierarono in suo favore. 
La ricerca venne finanziata dalle fondazioni Carnegie e Rockefeller. 
Per portare avanti le ricerche venne istituito il Cold Springs Harbor Institute, ma una parte importante del lavoro venne svolto nelle università di Harvard, Yale e Princeton, Stanford e Johns Hopkins. Vennero promulgate leggi ad hoc in molti stati, da New York alla California.
Quegli sforzi ebbero il sostegno dell'Accademia Nazionale delle Scienze, dell'American Medical Association e del National Research Council. 
Si disse che se Gesù fosse stato in vita, avrebbe appoggiato quell'impresa.
In definitiva, la ricerca, la legislazione e il sostegno dell'opinione pubblica che ruotavano attorno a quella teoria durarono per almeno mezzo secolo. 
Coloro che osteggiavano la teoria venivano zittiti e chiamati reazionari, illusi o semplicemente ignoranti totali.
Ma a posteriori ciò che sorprende è che furono in pochi a combatterla.
Oggi, sappiamo che questa famosa teoria che
ottenne tutto quel consenso era in realtà una pseudoscienza. 
L'emergenza che sollevava era inesistente. 
E le azioni intraprese in nome di quella teoria erano moralmente sbagliate.
In ultima analisi, causarono la morte di milioni di persone.
La teoria in questione era l'eugenetica, e la sua storia è così spaventosa - e, per quelli che ci si sono trovati invischiati, così imbarazzante - che ora se ne parla raramente. 
Ma è una storia cheogni cittadino dovrebbe conoscere, così che quell'orrore non possa ripetersi.
La teoria dell'eugenetica postulava un decadimento dei geni destinato a portare a un deterioramento della razza umana.
I migliori esseri umani non si stavano riproducendo altrettanto rapidamente quanto i peggiori- gli stranieri, gli immigrati, gli ebrei, i criminali, i minorati fisici e mentali. Francis Galton, un rispettato scienziato inglese, fu il primo a teorizzare in questo campo, ma le sue idee vennero radicalizzate. 
Vennero adottate dagli scienziati americani, così come da coloro che, pur non nutrendo alcun interesse nella scienza, vedevano nell'immigrazione delle
razze inferiori dell'inizi o del Ventesimo secolo una minaccia, una «pericolosa peste umana» che si traduceva in un «afflusso crescente di imbecilli», che stavano inquinando il meglio della razza umana.
Gli eugenisti e gli anti-immigrazionisti unirono le forze per fermare questo fenomeno.Il piano consisteva nell'identificare gli individui deboli di mente - si credeva che gli ebrei fossero in gran parte deboli di mente, così come molti stranieri, e i neri - e impedire loro di riprodursi per mezzo
dell'isolamento in istituzioni o della sterilizzazione.
Come disse Margaret Sanger: «Favorire i buoni-a-nulla a spese di coloro che valgono è di una crudeltà estrema... non c'è offesa maggiore alla posterità di quella di lasciarle in eredità una popolazione di imbecilli». 
Parlava del fardello che era prendersi cura di «questo peso morto di rifiuti umani».
Questo punto di vista era ampiamente condiviso. H.G. Wells si schierò contro la «moltitudine di cittadini inferiori».
 Theodore Roosevelt disse che la «Società non guadagna alcunché dal permettere che i criminali si riproducano».
 Luther Burbank: «Impediamo ai criminali e ai deboli di riprodursi».
George Bernard Shaw disse che solo l'eugenetica era in grado di salvare il mondo. In quel movimento c'era un palese razzismo, esemplificato da testi come The Rising Tide Of Color Against White World Supremacy, dell'autore americano Lothrop Stoddard. 
Ma, a quel tempo, il razzismo era considerato un aspetto marginale dello sforzo teso a raggiungere un obiettivo meraviglioso: il miglioramento futuro del genere umano.
Era questa nozione avanguardista che attrasse le menti più liberali e progressiste di una generazione.
La California fu uno dei ventinove stati che promulgarono leggi che autorizzavano la sterilizzazione, e dimostrò di essere quello più lungimirante ed entusiastico - la California superò in sterilizzazioni qualsiasi altro stato americano.
La ricerca eugenetica venne finanziata dalla Carnegie Foundation, e più tardi dalla Rockefeller Foundation. 
Quest'ultima era così entusiasta che, anche dopo che la Germania divenne il centro
dell'attività eugenetica, e si cominciarono a gasare gli individui ricoverati nei centri di igiene mentale, la Rockfeller Foundation continuò a finanziare generosamente i ricercatori tedeschi. (La fondazione fece passare la cosa sotto silenzio, ma nel 1939, pochi mesi prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale, stava ancora finanziando la ricerca.)
Dagli anni Venti, gli eugenisti americani soffrirono per il fatto che la Germania aveva sottratto loro la leadership del movimento. 
I tedeschi erano ammirevolmente progressisti. 
Misero su case dall'aria anonima dove i «minorati mentali» venivano portati e intervistati uno alla volta, prima di essere condotti in una stanza sul retro che, in realtà, era una camera a gas. 
Lì, venivano gasati con l'ossido di carbonio, e i loro corpi finivano in un crematorio situato all'interno della proprietà.
Alla fine, questo programma venne allargato a una
vasta rete di campi di concentramento situati vicino a binari ferroviari, che sveltirono i trasporti e l'uccisione di milioni di indesiderati.
Dopo la seconda guerra mondiale, nessuno era un eugenista, e nessuno lo era mai stato. 
I biografi dei potenti e famosi non si dilungavano sull'attrazione che quella filosofiaaveva avuto sui protagonisti dei loro testi, e a volte non ne accennavano nemmeno. 
L'eugenetica cessò di essere una materia di studio nelle università, anche se alcuni sostengono che le sue idee continuano a essere presenti in svariate forme.
Ma a posteriori, spiccano tre punti fondamentali. Primo: a dispetto dell'istituzione del Cold
Springs Harbor Laboratory, a dispetto degli sforzi delle università e degli avvocati che peroravano la causa, l'eugenetica non ha alcun fondamento scientifico. 
In realtà, all'epoca nessuno sapeva che cosa fosse realmente un gene. Il movimento fu in grado di prosperare perché utilizzava termini vaghi e mai rigorosamente definiti.
 La «debolezza di mente» poteva significare qualsiasi cosa: dalla povertà all'analfabetismo, e all'epilessia. 
Analogamente, non c'era una definizione chiara per «degenerato» o «minorato fisico».
Secondo: il movimento eugenetico era in realtà un programma sociale mascherato da programma scientifico. 
Ciò che lo muoveva era la preoccupazione per l'immigrazione e per l'arrivo di gente non gradita nel proprio vicinato o nel proprio paese. 
Ancora una volta, questa terminologia vaga aiutò a nascondere quello che stava davvero succedendo.
Terzo: l'establishment scientifico di Stati Uniti e Germania non organizzò alcuna forma di protesta. Alcontrario. 
In Germania, gli scienziati abbracciarono il programma. Ricercatori tedeschi contemporanei sono tornati a esaminare i documenti nazisti degli anni Trenta.
Si erano aspettati di trovare direttive che dicessero agli scienziati che tipo di ricerca doveva essere portata avanti. Ma non fu necessario nulla delgenere. 
Nelle parole di Ute Deichman, «Gli scienziati, inclusi quelli che non facevano parte del partito (nazista), riuscirono a trovare finanziamenti per il loro lavoro cambiando atteggiamento e cooperando direttamente con lo Stato».
 Deichman parla del «ruolo attivo degli stessi scienziati nei confronti della politica razziale nazista... dove la ricerca era tesa a confermare la dottrina della superiorità della razza...non è stata documentata alcuna pressione». 
Gli scienziati tedeschi adattarono i loro interessi di ricercatori alle nuove politiche. E quei pochi che non lo fecero scomparvero.
Il secondo esempio di scienza politicizzata è piuttosto diverso nella sostanza, ma esemplifica i rischi del controllo, da parte dell'ideologia governativa, sul lavoro degli scienziati, e della diffusione da parte dei media di concetti falsi.
Trofim Denisovié Lysenko era un agricoltore che, si disse, «risolse il problema della fertilizzazione dei campi senza far uso di fertilizzanti o minerali». 
Nel 1928, affermò di aver inventato una procedura chiamata vernalizzazione, che consisteva nel sottoporre i semi a basse
temperature in determinate condizioni di umidità, in modo da accelerare il ciclo biologico delle specie vegetali in questione.
I metodi di Lysenko non superarono mai test rigorosi, ma la sua teoria secondo la quale i semi trattati trasmettevano le loro caratteristiche alla generazione futura rappresentava un revival delle idee lamarckiane, in un'epoca in cui il resto del mondo stava abbracciando la genetica mendeliana. 
Iosif Stalin abbracciò le idee di Lamarck, che implicavano un futuro libero da vincoli ereditari; voleva anche incrementare la produzione agricola. 
Lysenko prometteva entrambe le cose, e divenne l'eroe dei media
sovietici, in cerca di storie su agricoltori intelligenti che avevano sviluppato tecniche rivoluzionarie.
Lysenko fu descritto come un genio, e sfruttò la sua celebrità fino in fondo. In particolare, era abile nel denunciare i suoi avversari. 
Sottopose dei questionari ai contadini per provare che la vernalizzazione
incrementava i raccolti di grano, e così facendo evitò qualsiasi test diretto. 
Favorito da un'ondata di entusiasmo fomentata dallo stato, la sua ascesa fu rapida. 
Nel 1937, divenne membro del Soviet Supremo.
Lysenko e le sue teorie arrivarono a dominare la biologia russa.
 Il risultato furono carestie che portarono a milioni di morti, e purghe che spedirono centinaia di scienziati russi dissenzienti nei gulag.
Lysenko fu aggressivo nell'attaccare la genetica, che nel 1948 fu infi ne liquidata come «pseudoscienzaborghese». 
Le idee di Lysenko non trovarono mai alcun fondamento scientifico, eppure controllarono la ricerca sovietica per trent'anni.
Il lysenkismo cessò negli anni Sessanta, ma la biologia russa non si è ancora ripresa del tutto da quel periodo.
Ora abbiamo a che fare con una nuova teoria, che ancora una volta ha ottenuto l'appoggio di politici, scienziati e celebrità di tutto il mondo. 
Ancora una volta, la teoria è promossa dalle più importanti fondazioni.
Ancora una volta, la ricerca è portata avanti da università di prima grandezza. 
Ancora una volta, la legislazione è approvata e in suo nome si chiedono programmi sociali.
 Ancora unavolta, i critici sono pochi e bistrattati.
Ancora una volta, le misure auspicate hanno ben poca solidità in campo scientifico.
Ancora una volta, i gruppi con altre tabelle di marcia si stanno nascondendo dietro un movimento che si appella a nobili sentimenti. 
Ancora una volta, ci si appella a una sorta di superiorità morale per giustificare azioni estreme. 
Ancora una volta, il fatto che alcune persone soffrano passa in secondo piano perché si pone una causa astratta davanti a qualsiasi conseguenza umana. 
Ancora una volta, espressioni vaghe come sostenibilità o giustizia generazionale -prive di un significato preciso - vengono impiegate al servizio di una nuova emergenza.
Non sto mettendo il surriscaldamento globale sullo stesso piano dell'eugenetica. Ma le similitudini non sono trascurabili. 
E sostengo che ci è negata una discussione franca e aperta dei dati, e delle questioni in ballo.
Riviste scientifiche di primo piano hanno preso una posizione in maniera molto decisa a favore della teoria del surriscaldamento globale, cosa che, immagino, non avevano alcun diritto di fare.
 Date le circostanze, qualsiasi scienziato che abbia dei dubbi capisce che sarebbe più saggio tenerli per sé.
Una prova di questa repressione è il fatto che la maggior parte di coloro che criticano apertamente le teorie che riguardano il surriscaldamento globale sono professori in pensione.
Questi individui non cercano più i finanziamenti, e non devono più affrontare colleghi i cui finanziamenti e le cui promozioni potrebbero essere minacciati dalle loro critiche.
In campo scientifico, i vecchi di solito si sbagliano. Ma in politica, i vecchi sono saggi, cauti e hanno spesso ragione.
La storia passata delle convinzioni umane dovrebbe metterci in guardia. 
Abbiamo ucciso migliaia di nostri simili perché credevamo che avessero firmato un patto col diavolo, e fossero diventati streghe. 
Ogni anno continuiamo ad ammazzare un migliaio di persone per stregoneria. Dal mio punto di vista, c'è un'uni ca speranza perché l' umanità emerga da quello che Carl Sagan chiamava «il mondo infestato dai  demoni» del nostro passato. Quella speranza è la scienza.
E Alston Chase dichiarò che «quando la ricerca della verità viene confusa con la perorazione della politica, la ricerca del sapere si riduce alla lotta per il potere».
È questo il perico lo che ci troviamo ad affrontare. 
Ed è per questo motivo che la mescolanza di scienza e politica è una pessima combinazione, con una pessima storia alle spalle. 
Dobbiamo ricordare la nostra storia, ed essere certi che ciò che presentiamo al mondo come «sapere» sia onesto e disinteressato. "
Le politiche energetiche sulla quale si sta tentando "in teoria" di rallentare il Riscaldamento Globale e i vari paesi che le promuovono sono in realtà un modo di rallentare lo sviluppo dei paesi industrializzati e in via di industrializzazione con l'idea che se continuiamo ad emettere quel gas da combustione chiamato anidride carbonica il pianeta continuerà a scaldarsi e diventare sempre più caldo, quando in realtà non c'è nessuna evidenza che l'anidride carbonica sia un gas serra.
Facciamo due esempi Venere e Marte hanno delle atmosfere composte per la maggior parte da anidride carbonica, eppure il primo è rovente per emissione termica dal suolo e per il fatto che si trova vicino al sole mentre il secondo è un arido deserto rossastro dove le tempertaure durante il giorno la temperatura media è di circa 218 K (pari a -55 C), mentre le temperature alla superficie variano ampiamente dai 140 K (-133 C) al polo nella stagione invernale ai quasi 300 K (+27 C) durante le giornate estive.
Di conseguenza la politica energetica che gli Stati Uniti vogliono imporre ad altri paesi in rapido sviluppo come la Cina tramite "l'emergenza climatica" è quella di rallentare l'utilizzo di carbone e petrolio per il fatto che sono tra le risorse più energentiche e imporre la cosidetta Green Economy, pannelli fotovoltaici e pale eoliche e imporre tassazioni sulle emissioni di anidride carbonica.
Immaginate lo sviluppo industriale di un paese che adotta tali politiche e comprenderete che ciò è semplicemente impossibile, specialmente per un paese con un miliardo e mezzo di soggetti come la Cina.


Elogio alla Sottocultura

E' un dato di fatto che gli Stati Uniti tempo addietro avevano progettato una cosidetta "Bomba-Gay"-
L'"alito cattivo" e "bomba gay" sono nomi informali di due teorici delle armi chimiche non letali che un laboratorio di ricerca dell'United States Air Force speculava sulla produzione; le teorie implicavano lo scarico femminili sessuali feromoni oltre le forze nemiche, al fine di renderli attratti sessualmente gli uni agli altri.
Nel 1994 il Laboratorio Wright in Ohio, un predecessore dell'attuale United States Air Force Research Laboratory, ha prodotto una proposta di tre pagine proposta su una varietà di possibili armi chimiche non letali.
Wright Laboratory ha vinto il 2007 Ig Nobel per la Pace per "istigazione nella ricerca e sviluppo su una sostanza chimica arma la cosiddetta 'bomba gay' / 'puf bomb' -che farà si che i soldati nemici diventino sessualmente irresistibili per l'altro".
Tuttavia, il personale dell'Air Force contattato non erano disposto a partecipare alla cerimonia di premiazione a Sanders Theatre dell'Università di Harvard per ritirare il premio di persona.
E' una coincidenza che in questi anni il governo americano si stia tanto battendo sia negli Stati Uniti che all'estero per l'elogio e diritti di queste minoranze sottoculturali verso persone dello stesso sesso?
Non lo sapremo mai.
Ma è un dato di fatto che l'adozione di minori, la diffusione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso ecc è ampiamente considerato da molti un degrado dei valori morali e della società stessa.
Personalmente chi scrive non ha alcun interesse a parlare male di alcune categorie di persone o di altre, l'argomento mi è indifferente che esista o non esista, tuttavia l'opinione diffusa e i dati di fatto ci fanno capire che la diffusione di certe propagande su questioni sottoculturali provoca molti danni sia alla società sia ai minori.
Durante una manifestazione di protesta a Roma in difesa della famiglia il numero di persone si aggirava a circa non poche migliaia ma un milione, certamente un fatto non indifferente.

Non sorprende che molti paesi abbiano adottato politiche contrarie a tali sistemi di propaganda e abbiano cominciato a difendere i valori tradizionali.
Un'ulteriore fatto preoccupante è cosa porterà sul lungo termine simili politiche se non ad un notevole calo della natalità.
Si è notato inoltre che un termine con la quale veniva descritta l'omosessualità è letteralmente scomparso dalle ricerche di google per un certo periodo, prima che riapparisse, il termine di base era "Sodomia" da Sodoma e Gomorra.
Un'ulteriore questione che dovrebbe sollevare importanti interrogativi è quali altre politiche in futuro verranno adottate.
In Olanda è inquietante che costituzionalmente possa esistere quello che viene ribattezzato il "Partito dei Pedofili."
Certamente sul lungo termine di questo passo è anche possibile che verranno promulgate leggi anche a favore di matrimoni tra membri della stessa famiglia, ma si tratta solo di un'ipotesi per quanto impossibile da non escludere.
Le politiche sociali americane e quelle europeists sembrano condividere gli stessi punti, proprio come il multiculturalismo.
Questo non si tratta di un danno ne tantomeno di un degrado sociale, ma ogni società ha una capienza massima per quanto riguarda l'immigrazione.
Negli Stati Uniti questo problema non esiste in quanto si tratta di una nazione multiculturale che condivide numerose diversità sin dalla sua nascita le quali sono regolate da uno stesso ordinamento giuridico.
Per le nazioni europee invece la questione è differente in quanto in cosidetto Vecchio Continente condivide numerose diversità suddivise in nazione, tali nazionalità e diversità hanno sviluppato una loro etnia, cultura e tradizione che caratterizza l'identità nazionale di ogni singolo paese quali Francia, Ungheria, Italia, Spagna, Portogallo ecc di conseguenza il limite di immigrati che tali paesi può ospitare è estremamente limitato al fatto che un'eccessivo numero porterebbe a una disgregazione sociale etnica e culturale di tale paese compresa l'omogeneità della popolazione che lo caratterizza.
"Documenti governativi americani declassificati mostrano che la comunità dell' intelligence degli Stati Uniti ha condotto una campagna negli anni Cinquanta e Sessanta per costruire lo slancio per l'Europa unita.
E anche finanziato e diretto il movimento federalista europeo.
I documenti confermano i sospetti espressi al momento in cui l'America stava lavorando aggressivamente dietro le quinte per spingere la Gran Bretagna in uno Stato europeo.
Un memorandum, datato al 26 Luglio 1950, fornisce le istruzioni per una campagna per promuovere un parlamento europeo a pieno titolo.
E 'firmato da Gen William J. Donovan, capo dell'Ufficio di guerra americano of Strategic Services, precursore della CIA.
I documenti sono stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore presso la Georgetown University di Washington.
Essi comprendono i file rilasciati dagli Archivi Nazionali degli Stati Uniti.
Il principale strumento di Washington per definire l'agenda europea è stato il Comitato americano per un'Europa unita, creata nel 1948.
Il presidente era Donovan, apparentemente un avvocato privato da allora.
Il vice-presidente era Allen Dulles, direttore della CIA negli anni Cinquanta. La pensione includeva Walter Bedell Smith, primo direttore della CIA, ed un elenco di figure e funzionari ex OSS che si muovevano dentro e fuori della CIA.
I documenti dimostrano che ha ACUE finanziato il Movimento europeo, la più importante organizzazione federalista negli anni del dopoguerra.
Nel 1958, per esempio, ha fornito il 53,5 per cento dei fondi del movimento.
La Campagna europea della gioventù, un braccio del Movimento europeo, è stato interamente finanziato e controllato da Washington.
Il regista belga, il barone Boel, ha ricevuto pagamenti mensili in un conto speciale. Quando la testa del Movimento europeo, di origine polacca, Joseph Retinger, aveva imbrigliato questo livello di controllo americano e ha cercato di raccogliere fondi in Europa, è stato subito rimproverato.
I leader del Movimento Europeo - Retinger, il visionario Robert Schuman e l'ex primo ministro belga Paul-Henri Spaak - sono stati tutti trattati come braccianti dai loro sponsor americani.
Il ruolo degli Stati Uniti è stato gestito come un'operazione segreta.
Il finanziamento di ACUE è venuto dalle fondazioni Ford e Rockefeller, nonché i gruppi d'affari con stretti legami con il governo degli Stati Uniti.
Il capo della Fondazione Ford, ex ufficiale-OSS Paul Hoffman, è stato visto come capo dell'ACUE alla fine degli anni Cinquanta.
Il Dipartimento di Stato ha svolto un ruolo. Una nota dalla sezione europea, in data 11 giugno 1965, consiglia il vice-presidente della Comunità economica europea, Robert Marjolin, di perseguire l'unione monetaria di nascosto.
Si raccomanda di sopprimere il dibattito fino al punto in cui "l'adozione di tali proposte sarebbe diventato praticamente inevitabile".""

La realtà documentata venuta fuori dai documenti ufficiali di cui i media non hanno mai parlato, testimonia che chi ha concepito, creato e finanziato l’Unione Europea aveva bisogno di un’Europa debole," di un Europa in crisi, di Stati e Governi senza potere decisionale e di popoli senza sovranità."
Ed è esattamente quello che è avvenuto quando le monete nazionali dei singoli stati sono state soppresse sostituite dalla moneta unica chiamata: Euro.
L'Europa di oggi si trova in una fase di ripresa piuttosto moderata e diseguale.
Alcuni stati europei stanno meglio economicamente di altri e allo stesso tempo gli europeisti stanno attualmente portando avanti politiche migratorie che vogliono letteralmente imporre ad altri stati come le cosidette "quote" obbligatorie del Presidente della Comissione Europea, Jean-Claude Juncker.
Molti stati si sono opposti con decisione a tali costrizioni tanto che le "quote obbligatorie" non sono più diventate tali.
Si è fatto un gran parlare di solidarietà verso i migranti ma i vari capi di stato dei paesi europei non si sono fatti ingannare.
Le parole di Matteo Renzi hanno chiaramente dimostrato la debolezza dell'europeismo nei confronti dell'importanza delle identità nazionali.
La lituana Grybauskaitè lo prende di punta: «Noi dovremmo assumerci la responsabilità dei vostri fallimenti?» Il premier contrattacca. «Fatte pure; se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela. O c’è solidarietà, o non fateci perdere tempo. Possiamo fare da soli».
Sempre Renzi avrebbe esclamato “Se non siete d’accordo su 40 mila rifugiati non meritate di essere chiamati Europa”, e “se pensiamo che l’Europa serva solo al budget, non è l’Europa che pensammo nel 1957 a Roma”.
Certamente il fatto che i paesi abbiano potuto decidere per la propria nazione se continuare a prendere immigrati sul proprio territorio, anzichè essere costretti come voleva fare l'Unione Europea dimostra che il nazionalismo in Europa è ancora forte, tuttavia il fatto siano state imposte simili questioni anzichè essere discusse fin dal principio dimostra chiaramente l'indifferenza europea per le decisioni dei popoli e la preservazione della loro identità nazionale.

Degrado Sociale

Esiste un vero e proprio controsenso nelle nostre abitudini quotidiane.
E' provato che il tabacco provoca il cancro eppure chiamiamola stupidità sociale continuiamo a consumarlo quanto l'alcol.
Indubbiamente tutti nella vita ne facciamo largo uso eppure sempre più spesso osserviamo numerosi casi in cui minori fino ad arrivare addirittura all'età di 12 anni cominciano già con le prime consumazioni alcoliche.
Negli ultimi decenni si è assistito infatti ad un aumento graduale del consumo di alcol da parte di adolescenti e pre-adolescenti, aumento influenzato anche da pressioni sociali, mediatiche e pubblicitarie sempre più considerevoli e incalzanti.Accanto alle pressioni mediatiche sollecitate tramite social network o spot pubblicitari (si stima che vengono investiti circa 65 milioni di euro per la pubblicità di bevande alcoliche sul web) anche la maggiore disponibilità di offerta e il cambiamento di modelli di consumo hanno esposto i giovani all’acquisizione di comportamenti non salutari.
Negli ultimi anni infatti i giovani, ma non solo loro, hanno adottato un modello di consumo “anglosassone”: il bere ha perso il significato di ritualità dei pasti per assumere invece un valore comportamentale legato all’uso dell’alcol in funzione degli effetti che esso è in grado di esercitare sulle performance personali.
Da un consumo mediterraneo, in cui il vino veniva consumato ogni giorno durante i pasti, si è passati dunque a un consumo realizzato prevalentemente fuori pasto, il cui obiettivo non è il piacere della bevanda alcolica legata ai sapori del cibo, ma la ricerca dell’effetto secondario dell’assunzione alcolica, che per i giovani si esplicita nella percezione di essere maggiormente disinvolti, loquaci, disinibiti e maggiormente integrati nel gruppo dei pari.
Ad un livello generale da un recente rapporto condotto dall’Istat si evince che nel 2011 la quota di persone di 14 anni e più che bevono alcolici è pari al 66,9%. A seguito del cambiamento di modello di consumo sopra esposto appare in netto calo il consumo giornaliero di alcol (da 34,8% nel 2001 al 26,7% nel 2011), mentre aumenta la quota di chi dichiara di bere alcolici fuori pasto, nel 2011 raggiunge il 27,7% registrando un incremento del 24,9% rispetto al 2001.
Per quanto riguarda gli adolescenti, se nel 2001 consumava alcolici fuori pasto il 15,5% dei 14-17enni, nel 2011 la quota si assesta intorno al 18,8%, con una crescita più evidente tra i maschi. I comportamenti a rischio1 sono più diffusi tra i giovani di 18-24 anni (il 22,8% dei maschi e l’8,4% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei maschi e l’8,4% delle femmine).
Il degrado dei valori sociali è arrivato al punto che una vasta percentuale di giovani vivono letteralmente alla giornata e in prevalenza quasi senza uno scopo tanto che per sopportare la noia abusano di sostanze alcoliche.
A ciò si somma anche un forte aumento del consumo della Marijuana.
Nel 2012 quasi un ragazzo su 4 fumava spinelli, e il consumo è in aumento.
Lo rivela la Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze 2014.
Tra gli studenti di 15-19 anni, quelli che hanno fumato cannabis negli ultimi 12 mesi sono passati dal 21,56% (2013) al 23,46% (2014).
Mentre continua a calare l'uso di cocaina; resta stabile quello di eroina, di stimolanti e allucinogeni.
Per comprendere come ciò possa costituire un problema sociale da affrontare è sufficiente immaginare il passaggio di queste generazioni alla fase adulta e quelle successive ancora come saranno.
Certamente un'aumento del consumo di alcol nella popolazione ne contribuisca anche a ridurre il numero di nascite quanto l'estesa diffusione di droghe come la Marijuana non contribuiscono certamente a rendere la società più lucida.
Non fatevi ingannare a chi afferma il contrario su possibili effetti benefici circa il suo consumo.




Sistemi Informatici

La diffusione delle reti WI-FI e di altri mezzi informatici che collegano alla rete come Tablet, Ipad, Iphone ecc ha una sua indiscutibile utilità ma ha anche le sue controindicazioni.
Osserviamo sempre più spesso la dipendenza dei minori che sono sempre più attaccati al telefono a scriversi con il prossimo soggetto X mentre il dialogo tra le persone sta drammaticamente diminuendo a vista d'occhio.
Giovani in particolara stanno sviluppando una forte dipendenza verso tali sistemi e spesso passano ore e ore su facebook a guardare i dati privati altrui oppure a giocare.
Sul lungo termine ciò sta portando le prossime generazioni a essere sempre meno produttive, molto soggette a stanchezza mentale e a perdere la forza di volontà quando si tratta di fare qualcosa di pratico.


Economia

L'introduzione della moneta unica in Europa ha distrutto le sovranità nazionali dei singoli paesi portandoli ad una stagnazione economica che fluttua tra alti e bassi con notevoli differenze disuguali tra i vari paesi membri dell'Unione Europea, eccettuati quelli che hanno scelto di mantenere la propria moneta nazionale che si sono salvati dalla fase peggiore della crisi e a differenza dei paesi della zona euro hanno notevoli crescità economica.
Tutto ciò all'interno della zona euro ha portato ad una stagnazione partitaria di economia e morale della gente dove la disoccupazione e le persone soggette ai debiti si sono suicidate, le pensioni si sono viste tagliare e il malumore e l'apatia regnano sovrani tra la gente.
In una situazione simile si trova anche il Giappone.
Tutti i paesi che stanno condividendo le politiche statunitensi sono in questa situazione.
Questo è il mondo unipolare.
Gli Stati Uniti sono riusciti a soggiogare le politiche di questi paesi e condizionarne lo status quo.

Distruggere le Alternative

Tutti i paesi con sistemi di governo ostili alla politica americana si sono visti fare una brutta fine, nonostante avessero economie prospere ma con sistemi di governo differenti al quello americano e al modello europeo.
Così oggi lo chiamano "Portare la Democrazia":
Libia, prima e dopo l'aggressione della NATO:



Iraq, prima e dopo l'aggressione americana



Yugoslavia, prima e dopo l'aggressione americana e NATO

Afghanistan, prima e dopo l'aggressione americana

Giappone, prima e dopo il primo attacco atomico americano contro un paese non nucleare

Solleviamoci un punto interrogativo: ci sono dei prima e dopo di paesi attaccati dalla Federazione Russa?

Generare Rivolte

La politica estera americana contro gli Stati ostili alla loro politica non si ferma solo alle guerra ma bensì a generare e finanziare rivolte con il sostegno degli europeisti tramite sistemi di propaganda che discriminano un dato governo e descrivendolo come un regime.
Tale meccanismo è descritto qui.
Tentativi di sposdestare governi sono avvenuti in: Hong Kong, Brasile, Venezuela, Iran, Ecuador, Argentina, Macedonia, Pakistan, Armenia..la lista è piuttosto lunga.
Il colpo di stato più noto e che ha avuto successo è stato quello dell'Ucraina soggetta attualmente a un regime dittatoriale i cui esercito ucraino composto da giovani reclutati con la forza contro le regioni ribelli mostra forti tendenze al nazi-fascismo.
Le cosidette Rivoluzioni Colorate sono fortemente sostenute, propagandate e usate dalle ambasciate statunitensi presenti nei vari paesi, proprio come in Francia l'ambasciata americana intercettava e spiava ciò che faceva il presidente Hollande.
Tuttavia le più note sono le ONG (Organizzazioni non Governative) ad appoggiare e preparare tali Rivoluzioni a Colori, non per niente ma il presidente russo ha prevenuto possibili Rivoluzioni Colorate sul suo territorio proprio mettendo al bando le ONG dal suo paese.
Ecco una breve lista di tali organizzazioni sospettate dagli altri paesi di appoggiare simili rivolte in base ad articoli vari letti: Save the Children, Scientology, Greenpeace, USAID.


Conclusione


Il mondo unipolare è lo sviluppo di un sistema globale dove gli Stati Uniti interferiscono nelle questioni interne di altri stati per propri interessi geopoltici o di risorse, specialmente in quelli che non sono a favore della politica e del sistema politico americano-europeista.
Quanto si evvince è che si sta poco alla volta costruendo una società dipendente dai social media e dai sistemi informatici e facilmente malleabile.
Il sistema politico di paesi che sono sottoposti alla politica americana è quello di un sistema di multipartitismo come in Italia, dove troppe voci in capitolo portano solo ad una popolazione suddivisa in spicchi idealistici dove non esiste nessuna maggioranza e se esiste è molto debole e quindi sistemi politici fragili.
Le stesse nuove generazioni di oggi stanno vivendo una crisi culturale e di identità, quasi senza scopo.
Abbiamo osservato come paesi prosperi sono diventati "mediaticamente" da un giorno all'altro dei "regimi dittatoriali" e in seguito sono stati abbattuti e bombardati.
Nel mondo la NATO e gli Stati Uniti non hanno mai costruito nulla ma solo portato uno scenario da dopoguerra.
L'unica alternativa finora a tale sistema è rappresentata dalla Federazione Russa la quale si sta cercando di discriminarla e sanzionarla per contenerne lo sviluppo.
Il mondo unipolare è un mondo con poche nascite, un calo demografico e una società debole.













































BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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