ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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giovedì 29 settembre 2016

LA FINE DI UN PESSIMO PRESIDENTE



L'esercito russo ha presentato il video di un convoglio di aiuti umanitari delle Nazioni Unite che è arrivato sotto attacco in Siria, che mostra un veicolo pick-up dei militanti 'che trasporta un mortaio di grosso calibro come parte del convoglio.
Il video mostra che il convoglio di aiuti delle Nazioni Unite è stato accompagnato da fuoristrada dei mercenari dell'Isis con un mortaio lanciatore di grosso calibro, conferma il portavoce del ministero della Difesa russo.
"L'esame del filmato realizzato tramite droni del movimento del convoglio umanitario nelle zone controllate dai militanti nella provincia di Aleppo ha rivelato nuovi dettagli. Il video mostra chiaramente come i terroristi riconfigurando un pick-up con un mortaio di grosso calibro su di esso utilizzavano il convoglio come copertura ", ha detto Maj. Gen. Igor Konashenkov.
Egli ha detto che "non è chiaro ancora chi accompagnava chi: il [pick-up con un] mortaio accompagnava il convoglio con" volontari Caschi Bianchi "o viceversa.
Più tardi, i funzionari delle Nazioni Unite hanno dichiarato che il convoglio era stato bombardato e ci sono state vittime.
In precedenza, il ministero della Difesa russo ha detto che ne la Russia, ne la Siria hanno effettuato attacchi contro il convoglio di aiuti delle Nazioni Unite.

Recentemente gli Stati Uniti sono stati colti in flagrante che fornivano supporto aereo ai mercenari ISIS in Siria, aiutando i terroristi a superare una base aerea strategica di Deir Ezzor.
Questo è stato un attacco evidente su una nazione sovrana, a sostegno di un gruppo terrorista radicale.
Gli Stati Uniti l'hanno definito un "errore".
E 'stato un messaggio alla Siria, la Russia e l'Iran.
Gli Stati Uniti stanno perdendo la guerra e stanno vedendo Assad e le forze governative siriane vincere la guerra sul terreno.
La politica degli Stati Uniti sulla Siria è chiara, Assad deve andarsene, vogliono comandare anche in terre straniere.
La Russia ha condannato gli Stati Uniti sull'attacco Deir Ezzor, e ha confermato che l'America sta fornendo supporto aereo ai combattenti ISIS .
Durante il vertice delle Nazioni Unite a New York, e un attacco a un convoglio umanitario delle Nazioni Unite ad Aleppo, gli Stati Uniti hanno tentato di scaricare la colpa sulla Russia e il governo siriano.
Un attacco a un convoglio umanitario delle Nazioni Unite esattamente al momento del vertice delle Nazioni Unite, chiaramente una mossa astuta ma che nel discorso di Barack Obama, di cui citeremo tra poco, si ha la conferma di come la politica americana sulla Siria stia perdendo su tutti i fronti.
A Russia e Siria è stato rapidamente data la colpa, senza però fornire prove.
Ora abbiamo la prova video dal ministero della Difesa russo, dimostrando che loro non avevano alcuna possibilità di aver attaccato il convoglio, lasciando l'unica opzione su chi realmente ha attaccato il convoglio delle Nazioni Unite ad Aleppo interamente sulle spalle del "moderati" ribelli ... che sono collegati alla coalizione a guida USA.
L'esercito russo ha rilasciato un video da un drone che riprendeva un camioncino che trasporta un mortaio pesante e guidava passando il convoglio umanitario.
Il russo Portavoce del Ministero della Difesa Magg. Gen. Igor Konashenkov ha confermato in un comunicato:
"Nessun raid aereo sono stati effettuati contro un convoglio di aiuti umanitari in un sobborgo sud-occidentale di Aleppo da parte dell'aviazione russa e siriana. Visto che il percorso del convoglio ha mentito attraversando i territori controllati da militanti, il centro della riconciliazione russo ha monitorato il suo passaggio ieri tramite droni ".
Konashenkov ha aggiunto che il monitoraggio è finito quando tutti gli aiuti umanitari sono stati consegnato alle 10:40 GMT.
"Ulteriori movimenti del convoglio, non sono stati monitorati dalla parte russa. Solo i militanti che controllano questa zona conoscono i dettagli della posizione del convoglio".
L'esame dei video non mostra segni di munizioni che colpiscono il convoglio.
"Abbiamo attentamente studiato i video di cosiddetti attivisti del sito e non abbiamo trovato segni di qualsiasi tipo di munizione che colpiscono il convoglio. Non ci sono buchi nei corpi delle vetture . Tutti i prodotti visualizzati nel filmato sono una diretta conseguenza  che il carico è stato dato alle fiamme. Il fuoco stranamente coinciso con una grande offensiva da parte di militanti di Aleppo ".
Chiaramente l'attacco del raid americano all'esercito siriano e pochi giorni dopo l'attacco al convoglio delle Nazioni Unite per non parlare del punto interrogativo "chi accompagnava chi?" evidenziano che alla Casa Bianca qualcuno sta diventando sempre più nervoso.
Tanto nervoso che il discorso di Barack Obama al Vertice delle Nazioni Unite ha messo a nudo il declino di un leader che non verrà ricordato bene a livello storico, e indubbiamente dopo la presidenza, avrà molto a cui rimuginare.Nell’assemblea generale dedicata al tema delle migrazioni, Obama ha lanciato il proprio appello: “Dobbiamo fare di più per aiutare i rifugiati, dobbiamo aprire i nostri cuori per accogliere i rifugiati nelle nostre case”. “Dobbiamo correggere la globalizzazione, ma no ai nazionalismi e ai populismi. Un Paese circondato dai muri – ha aggiunto – imprigionerebbe sé stesso”.
La Russia sta cercando di riguadagnare la gloria perduta tramite la forza”, ha detto Obama ribadendo il proprio “no agli uomini forti e a modelli di società guidate dall’alto. La democrazia resta il vero percorso da compiere. E la strada verso la vera democrazia è meglio dell’autoritarismo”.
Chiaramente questo discorso è volto in parte a raccogliere consensi tra i leader presenti al Vertice della Nazioni Unite, ma anche a forzare una maggiore presa di posizione e apparire ancora una volta come una persona che ha il controllo della situazione, tuttavia le azioni che la politica americana ha portato in Siria e in Libia, con il sostegno politico di Hillary Clinton, sono state le cause che hanno spinto la Russia su richiesta della Siria a intervenire ridimensionando in modo considerevole l'enorme esercito mercenario appoggiato da nazioni straniere che è sorto con il sostegno a base di soldi e armi ai cosidetti ribelli siriani, parte indiretta dell'ISIS.
L'enorme massa di extracomunitari che all'improvviso si sono messi in moto da diversi Paesi dell'Africa, non solo la Libia, è chiaramente un tentativo assommato, alle masse di siriani che arrivano dalla Siria, di spingere sensibili cambiamenti all'interno della popolazione europea e alla sua demografia, il termine più adatto è "sciogliere i popoli" dell'Europa.
Dopo la guerra in Iraq e in Afghanistan non si è mai assistito a masse simili di extracomunitari che giungevano in Europa, questo è iniziato solo dopo l'aggressione americana alla Siria e alla Libia.
Tuttavia l'arrivo di migliaia di extracomunitari illegali in Europa, definiti tutti quanti ormai "richiedenti asilo" è un business gigantesco non solo per quei migliaia di scafisti, che non si sa da dove sono saltati fuori, ma anche per il traffico di droga all'interno dell'Europa proveniente dall'estero.
Le grandi metropoli americane hanno assistito grazie alle politiche "no borders" di Barack Obama e Hillary Clinton, uno spaventoso degrado sociale dovuto al traffico di stupefacenti dall'estero.
I decessi per overdose da eroina che coinvolgono e la prescrizione degli oppioidi antidolorifici sono aumentati a livelli senza precedenti, e in alcune zone le autorità sanitarie nazionali si ritrovano assolutamente sopraffatte da casi di sovradosaggio di questa estate.
Le forze dell'ordine stanno facendo quello che possono per combattere questa epidemia, perché Barack Obama ha lasciato i loro confini aperti a bande che sono in grado di trasportare questi farmaci pericolosi in questo paese con facilità.
Si sa che l'overdose da prescrizione da antidolorifici oppioidi sono un fattore trainante in crescita da 15 anni in decessi per overdose da oppiacei.
Dal 1999, la quantità di oppiacei da prescrizione venduti negli Stati Uniti è quasi quadruplicata, ma non vi è stato un cambiamento generale nella quantità di antidolorifici che gli americani consumano.
Circa 3,4 morti per la prescrizione di oppioidi-farmaci come ossicodone, idrocodone, e methadone sono quadruplicati dal 1999.
E tenere a mente che quei numeri sono due anni. Le cose sono andate molto, molto peggio, da allora, e questa estate i numeri sono andati fuori scala.
Incredibilmente le statistiche della criminalità e l'aumento della tossicodipendenza all'interno delle grandi metropoli americane mostrano uno spaventoso trend al rialzo, questo da quando il presidente Barack Obama è salito al governo.
Nel contempo sembra nel corso dell'ultimo anno e mezzo dilagare una sorta di tendenza che mostra come la polizia americana si stia rendendo responsabile dell'uccisione di pregiudicati di colore, quasi si stesse osservando un'aumento del razzismo all'interno del continente americano.
In realtà quello che sta succedendo non è una tendenza nuova, ma non è neppure una tendenza.
Quando si selezionano dei particolari casi di criminalità e li si diffonde a più riprese con caratteri cubitali dei titoli a livello mediatico, la suggestione nelle masse è estremamente efficace, di conseguenza sono spinti a credere che ci sia un serio problema delle armi e che la polizia americana sia razzista al punto da iniziare e uccidere persone di colore, quando in realtà non hanno visto la situazione in cui stava avvenendo.
Il fatto che alla poltrona della Casa Bianca sia seduto il primo presidente nero degli Stati Uniti, e nel contempo vengano selezionati esclusivamente i casi in cui i neri vengono uccisi in situazioni descritte ad arte, non è una coincidenza.
Il punto di domanda da porsi è il seguente: a chi giova inventare un problema che non è nuovo?
Nelle parole di Barack Obama troviamo la risposta: "Ho corso contro di lei ed è stata dura, perché Hillary è una dura. E' una che non molla". E ribadisce: "Credo che non ci sia mai stato un uomo o una donna più qualificato di Hillary Clinton per essere presidente", "voglio davvero con forza che venga eletta".
Tutta questa ondata cause che il presidente americano ha sollevato dal problema delle armi al problema dei neri uccisi dai poliziotti, è stato esclusivamente per creare un vasto consenso che portasse all'elezione di Hillary Clinton, del Partito dei Democratici e impedire che il Partito dei Repubblicani tornasse al governo.
In realtà il problema dei neri uccisi dai poliziotti è falso, in quanto dalle centinaia di casi che avvengono su trecentodiciotto milioni di abitanti americani, sono stati selezionati solo i casi in cui un poliziotto uccideva qualcuno di colore.
Un'indagine ha chiarito che sono più frequenti i pregiudicati bianchi ad essere uccisi dalle polizia, che piuttosto quelli di colore:
I «neri» uccisi dalla polizia sono il doppio dei bianchi. Parola di Barack Obama, primo presidente di colore degli Stati Uniti d’America. Dopo il massacro degli agenti a Dallas, l’inquilino della casa Bianca ha spiegato che le uccisioni degli afroamericani da parte della polizia «non sono una questione solo nera o ispanica, ma americana» e «tutte le persone imparziali dovrebbero essere preoccupate della frequenza con cui la polizia uccide gli afroamericani». Ma è vero che le vittime di colore sono il doppio di quelle caucasiche? Senza voler sottovalutare il problema razziale negli Usa e neppure la gravità di certi comportamenti degli agenti, i dati ci dicono che non è così.

Gli afroamericani rappresentano il 13 per cento della popolazione statunitense. Su tutte le persone uccise dalla polizia, però, la percentuale dei «neri» disarmati caduti sotto i colpi dei «cops» è del 37 per cento, rivela il portale «MappinPolice Violence», facendo riferimento alla situazione nel 2015. Questo significa semplicemente che il 63 per cento delle vittime (non armate) della «violenza» poliziesca non sono di colore. Molti dei morti, tra l’altro, sarebbero di origine ispanica.

Obama, parlando dopo la morte di Alton Sterling in Louisiana e di Philando Castile in Minnesota per mano delle forze dell'ordine, ha sottolineato che il fenomeno rappresenta un «grave problema» e non si tratta di «casi isolati». Ma non ha detto che, sebbene siano tredici su cento, gli afroamericani rappresentano il 43% degli uccisori di poliziotti durante l’esecuzione di crimini, escludendo quindi uccisioni casuali, almeno secondo cifre fornite dall’Fbi in relazione ai nove anni che vanno dal 2004 al 2013. Il Federal Buerau of Investigation ha calcolato che, sempre nello stesso lasso di tempo, ci sono stati 511 «officers» (agenti) uccisi e 540 sparatori.

Sempre parlando fuor di propaganda, in base a una recente ricerca di Gary Ridgeway, dell’università di Pennsylvania, i «cops» di colore hanno il grilletto molto più facile di quelli bianchi. Insomma, sparano e uccidono di più. E, ovviamente, questo non è attribuibile a un atteggiamento razzista o discriminante nei confronti dei «neri». Secondo il quotidiano Washington Post, l’anno scorso la polizia ha ucciso 965 persone. Di queste, 564 impugnavano un’arma da fuoco; 281 un’altra arma e solo 90 erano disarmati. Il famoso giornale Usa ha sottolineato che la polizia usa la forza principalmente per proteggere la vita umana e l’uso contro soggetti disarmati è raro. Non solo: l’uso della forza contro afroamericani è largamente proporzionale al numero di crimini commessi da questi ultimi. Nel 2014, per fare un esempio, gli afroamericani hanno rappresentato la maggioranza di arrestati per omicidio e rapina e l’82 per cento di tutte le morti causate da armi da fuoco nella comunità nera sono state omicidi.
Sempre il Post, ha precisato, cifre alla mano, che il genere di uccisioni che ha lanciato il movimento «Black Live Matters» (le vite dei neri contano) costituiscono meno del 4 per cento di tutte le uccisioni da parte degli agenti. Insomma, anche se il presidente Obama ha precisato che esistono «disparità razziali evidenti nel sistema anno dopo anno» e che quanto «accaduto è il risultato di una mancanza di fiducia che esiste tra i tutori della legge e troppe delle comunità di cui sono al servizio».
Adesso facciamo chiarezza anche se il problema delle armi è reale o piuttosto falso:
Nel 2010, infatti, i reati violenti negli Stati Uniti sono scesi ai livelli più bassi mai registrati negli ultimi 40 anni: stupri, omicidi e rapine, secondo le cifre comunicate dall’Fbi, sono in picchiata in tutto il Paese. E i tassi di crimine che avevano reso alcuni quartieri delle grandi metropoli zone di guerra sono ormai ricordi del passato
A New York nel 1990 si sono registrati 2.245 omicidi, una cifra degna di un conflitto.
Dagli anni Novanta, dopo la cura di Rudolph Giuliani e la sua «zero tolerance» (tolleranza zero), il dato è andato via via diminuendo e, nella sorpresa generale, nel 2009, al culmine della crisi finanziaria, il numero di omicidi è sceso sotto i 500, ai minimi da quando il dato viene statisticamente rilevato. Dopo una piccola crescita nel 2010, sulle statistiche del 2011 è comparso ancora il segno meno.
Un dato interessante invece lo si legge nel 2009 nella quale un'aumento dei cittadini armati ha portato ad un declino della criminalità, evidente segno che questo mezzo funziona per abbassare i tassi di criminalità.
""Per il terzo anno consecutivo, negli Stati Uniti si conferma il trend positivo: i crimini violenti sono in calo, mentre i cittadini onesti autorizzati a portare armi sono in aumento. Secondo l'Fbi Uniform crime report, i crimini violenti nel 2009 sono calati del 5,5 per cento rispetto al 2008, e il calo riguarda tutte le tipologie di reati violenti: omicidi, rapine, aggressioni. In proporzione, il calo dei crimini è stato più avvertibile nelle metropoli, rispetto alle campagne. Per contro, la National shooting sports foundation ha certificato l'aumento degli introiti determinati dalle tasse dovute per le licenze federali in materia di armi, il che indica senza ombra di dubbio l'aumento di armi e munizioni vendute sul mercato regolare a cittadini autorizzati. «Questa è la conferma inconfutabile di un fatto», ha dichiarato Alan Gottlieb, presidente della Second amendment foudation, «ci sono più armi in mano ai privati cittadini rispetto a qualsiasi momento del passato, eppure il tasso di criminalità è in calo. In parole povere, questo significa che le teorie degli anti-armi hanno semplicemente torto: più cittadini armati non significa più sangue per le strade, contrariamente a quanto i proibizionisti ci vogliono far credere con le loro previsioni da "giorno del giudizio"». Il numero di omicidi è calato, nelle grandi città, del 7,2 per cento nel 2009 rispetto al 2008, i furti sono calati di oltre l'8 per cento, le rapine del 3,1 per cento. «Forse», ha osservato Gottlieb, «semplicemente perché i criminali sono meno disponibili ad aggredire qualcuno sapendo che con tutta probabilità è armato».""
Possiamo osservare che contrariamente ai media che preferiscono parlare delle più recenti sparatorie negli Stati Uniti che piuttosto all'aumento delle sicurezza, l'aumento dell'acquisto di armi da fuoco tra i civili ha spinto i criminali a diffidare di compiere atti criminosi, in quanto nessuno va in un centro abitato sapendo che il proprietario detiene delle armi da fuoco.
Alla fine del Secondo Mandato, Barack Obama si è rivelato essere non più il Premio Nobel per la Pace alla quale molti avevano fatto eloggio, ma piuttosto un uomo forse fin troppo ambizioso che ha sostentuto attivamente la Crisi Ucraina e l'ascesa di un dittatore all'interno del Paese; imposto un pesante embargo alimentare in Venezuela dopo che due ambasciatori americani erano entrati nel Paese a cui ha conciso la morte in circostanze misteriose del Presidente Hugo Chavez; portato la guerra nella prospera Libia di Ghedaffi, trasformando il Paese in un territorio di bande di guerriglia; sostenuto e armato la guerra civile in Siria che continua da ormai sei anni; e cosa più importante, inaugurato la Seconda Guerra Fredda con la Russia in una continua escalation di tensioni.
Se Hillary Clinton è il migliore esempio che può andare alla Casa Bianca con l'ex presidente Bill Clinton, forse un'altro tentativo dell'ex presidente di tornare al potere lasciando però il titolo di Presidente alla moglie, allora Donald Trump dovrà escogitare qualcosa di efficace, in quanto rappresenta quello che i Paesi europei hanno più bisogno in un momento di disgregazione, un'identità nazionale che difenda gli interessi di ogni Paese.

















giovedì 25 agosto 2016

ECCEZIONALE AUMENTO DI ACQUISTI DI ARMI DA FUOCO IN AUSTRIA, SVIZZERA E REPUBBLICA CECA

Il punto è chiaro: GLIeuropei affrontano un pericolo che non è più esterno

Alcuni dei recenti attacchi sono stati perpetrati con armi da fuoco considerando Charlie Hebdo (7 gennaio 2015) e la sala da concerto Bataclan e altri luoghi di Parigi (13 novembre 2015).
Altri attacchi sono stati effettuati con coltelli e / o di machete considerando la stazione di Londra Leytonstone (5 dicembre 2015), Magnanville, Francia (13 giugno 2016), e l'attacco a un sacerdote di Saint-Etienne-du-Rouvray (26 luglio , 2016).
Ancora più attacchi sono stati effettuati con poco ortodosse armi considerando l'attacco del camion a Nizza (14 luglio 2016), che ha preso la vita di 84 civili e ha lasciato più di 200 feriti.
E molti altri attacchi potrebbero essere elencati.
Il punto è chiar gli europei devono affrontare un pericolo che non è lunga l'esterno; gli autori sono tra loro e pronti ad attaccare in qualsiasi momento.
E uno dei risultati di questi attacchi, e la trepidazione su quelle future, sembra essere un nuovo apprezzamento per l'auto-difesa.
Secondo Reuters, un aumento delle vendite di pistola è particolarmente visibile in Austria, Svizzera e Repubblica Ceca.
Hanspeter Kruesi "un portavoce della polizia nel cantone svizzero di San Gallo" ha dichiarato "Non c'è spiegazione ufficiale per l'aumento [delle vendite di pistola], ma in generale si vede una connessione agli attacchi terroristici in Europa."
Un residente di 55 anni in Svizzera che ha appena comprato armi per la prima volta nella sua vita ha suggerito il senso di insicurezza creato da attacchi è stata la sua motivazione.
Volendo mantenere l'anonimato, il residente in Svizzera, ha detto, "L'acquisto di armi per l'autodifesa non protegge da attacchi terroristici. Nondimeno, questi attacchi stanno contribuendo ad un senso personale di minaccia, come è la pressione crescente dalla migrazione e l'alto tasso di criminalità tra gli immigrati dal Maghreb ".
E Daniel Wyss proprietario di un negozio di armi e presidente dell'Associazione Svizzera Armi Flash ha detto: "Nessuno dice direttamente: sto comprando una pistola a causa degli attacchi a Nizza o Monaco. Ma la somma di questi eventi ha favorito una generale sensazione di vulnerabilità ".
Nella Repubblica Ceca, il presidente Milos Zeman incoraggia attivamente il possesso di armi. Zeman ha detto a Nova TV, "I cittadini devono essere in grado di armarsi ... al fine di essere in grado di agire contro questi terroristi."
Breitbart News ha riferito che la leader del partito Alternativa per la Germania, Frauke Petry, difende l'acquisto di pistole private come una risposta necessaria alla minaccia islamista in tutta Europa. Si alza contro ogni azione in Germania che renderebbe più difficile per i cittadini rispettosi della legge di acquisire armi per l'autodifesa.

Fonte:http://www.breitbart.com/london/2016/08/25/terrorism-threat-driving-gun-sales-austria-switzerland-czech-republic/

giovedì 11 febbraio 2016

IL FUTURO PRESIDENTE AMERICANO PREDICE FUTURE RIVOLTE IN EUROPA A CAUSA DEGLI IMMIGRATI


Trump - che ha recentemente stimato la sua fortuna a 10 miliardi di dollari ha dichiarato:
"Quello che sta succedendo in Europa, può portare al suo collasso. E 'drammatico quello che (Merkel) ha permesso che accada, questa marea.
Se non affronta la situazione con competenza e con fermezza, quindi sì, è la fine dell'Europa".

Si riferiva al bando del Cancelliere tedesco Angela Merkel le cui porte della Germania erano aperte ai rifugiati siriani in una mossa controversa che in origine ha portato il suo elogio per la sua umanità, ma che è tornato a morderla politicamente in quanto il paese sta ora lottando per far fronte con il 1.1 milioni profughi che affluiscono in Germania.
"I miei amici tedeschi non sanno più dove sono. Non possono credere ai loro occhi su quanto sta accadendo ... sono disperati", ha detto al giornal, senza suffragare le sue affermazioni nel contesto della politica e della storia tedesca.
In un contesto di accresciute minacce terroristiche in Europa - dopo gli attacchi Charlie Hebdo e quelli del 13 novembre a Parigi nel 2015 - Trump ha avvertito che il peggio doveva ancora venire.
Ha detto che gli europei avranno "vere rivoluzioni di fronte a voi [...] non saranno risparmiati da un disastro stile 9/11".
Il candidato presidenziale ha affermato che molte vite avrebbero potuto essere salvate il 13 novembre, se la gente comune avesse posseduto una pistola, chiaro riferimento alla legittima difesa negli Stati Uniti.
"Purtroppo, la Francia non è quello che era, e non a Parigi. Le uniche persone che avevano le armi erano i killer ... è stato un 'open bar' per un massacro.
"Credete davvero che se ci fossero state persone in mezzo alla folla, che erano armati e addestrati, le cose sarebbero andate allo stesso modo? Io non la penso così. Avrebbero ucciso i terroristi. Ha senso.
"Ho sempre un'arma con me. Se fossi stato al Bataclan o uno di quei bar, avrei aperto il fuoco. Forse sarei morto, ma almeno avrei sparato un colpo.
La cosa peggiore è l'impotenza a rispondere a chi vuole ucciderti. "
"E 'stato un tiro al piattello, [gli assassini erano] come bambini in un negozio di caramelle", ha detto.

Fonte:http://sputniknews.com/europe/20160211/1034584276/trump-interview-europe-revolutions.html

giovedì 10 dicembre 2015

PERCHE' QUELLO DELLE ARMI E' UN FALSO PROBLEMA

L'opinione pubblica spesso è molto sensibile sul tema della armi e quindi facilmente condizionabile.
Si sa che spesso le armi sono pericolose che si tratti di armi bianche o armi da fuoco e questo spesso invoca i movimenti pacifisti a fare manifestazioni in favore di un ipotetico futuro privo di armi dove la gente vive in pace.
Su questo tema in particolare l'amministrazione di Barack Obama sta da tempo lavorando per elaborare un sistema per confiscare con maggior facilità le armi legittime alla popolazione americana e quindi limitarne la distribuzione affermando che si tratta di un'anomalia che gli Stati Uniti abbiano un'elevato numero di morti in crescita a causa della diffusione delle cosidette "armi facili".
Il modo con cui si crea tale campagna negli Stati Uniti e all'estero sempre nei confronti del popolo americano è la propaganda mediatica che strumentalizza spesso e volentieri incidenti o omicidi dando loro un certo spazio nei telegiornali e usando certi toni con l'obiettivo di infondere un certo senso di timore su tale questione.
Gli Stati Uniti sono composti da una popolazione complessiva di 300 milioni di abitanti, un numero a dir poco enorme che tuttavia quando si somma il numero di uccisioni a causa di armi da fuoco si scopre come tale problema sia in realtà molto minore di quanto si pensi, specie per il fatto che il numero di uccisioni a causa delle armi da fuoco è in drastico calo da diversi anni e ancora prima che il presidente Barack Obama sedesse alla Casa Bianca.
In realtà negli anni scorsi è stata, per quanto possa sembrare assurdo, la maggiore diffusione delle armi che ha portato a una drastica diminuzione delle morti per arma da fuoco negli Stati Uniti e quindi garantire una maggiore sicurezza alla popolazione americana.
Qualcuno potrebbe obiettare che la legalizzazione delle armi porta agli esempi di sparatorie che raramente avvengono negli Stati Uniti, nella quale un pazzo imbraccia il fucile o la pistola, e si mette a sparare all'impazzata colpendo i passanti.
Eventi simili indubbiamente colpiscono l'attenzione del grande pubblico, ma il fatto che colpiscano l'attenzione non porta necessariamente a favore di una prova o allo stesso modo che negli Stati Uniti esiste un maggiore tasso di criminalità diffuso tra la gente in quanto rispetto all'Italia le armi sono più diffuse tra i cittadini.
I dati parlano chiaro che la criminalità negli Stati Uniti è drasticamente in calo negli ultimi anni.
Nel 2010, infatti, i reati violenti negli Stati Uniti sono scesi ai livelli più bassi mai registrati negli ultimi 40 anni: stupri, omicidi e rapine, secondo le cifre comunicate dall’Fbi, sono in picchiata in tutto il Paese. E i tassi di crimine che avevano reso alcuni quartieri delle grandi metropoli zone di guerra sono ormai ricordi del passato
A New York nel 1990 si sono registrati 2.245 omicidi, una cifra degna di un conflitto.
Dagli anni Novanta, dopo la cura di Rudolph Giuliani e la sua «zero tolerance» (tolleranza zero), il dato è andato via via diminuendo e, nella sorpresa generale, nel 2009, al culmine della crisi finanziaria, il numero di omicidi è sceso sotto i 500, ai minimi da quando il dato viene statisticamente rilevato. Dopo una piccola crescita nel 2010, sulle statistiche del 2011 è comparso ancora il segno meno.
Un dato interessante invece lo si legge nel 2009 nella quale un'aumento dei cittadini armati ha portato ad un declino della criminalità, evidente segno che questo mezzo funziona per abbassare i tassi di criminalità.
""Per il terzo anno consecutivo, negli Stati Uniti si conferma il trend positivo: i crimini violenti sono in calo, mentre i cittadini onesti autorizzati a portare armi sono in aumento. Secondo l'Fbi Uniform crime report, i crimini violenti nel 2009 sono calati del 5,5 per cento rispetto al 2008, e il calo riguarda tutte le tipologie di reati violenti: omicidi, rapine, aggressioni. In proporzione, il calo dei crimini è stato più avvertibile nelle metropoli, rispetto alle campagne. Per contro, la National shooting sports foundation ha certificato l'aumento degli introiti determinati dalle tasse dovute per le licenze federali in materia di armi, il che indica senza ombra di dubbio l'aumento di armi e munizioni vendute sul mercato regolare a cittadini autorizzati. «Questa è la conferma inconfutabile di un fatto», ha dichiarato Alan Gottlieb, presidente della Second amendment foudation, «ci sono più armi in mano ai privati cittadini rispetto a qualsiasi momento del passato, eppure il tasso di criminalità è in calo. In parole povere, questo significa che le teorie degli anti-armi hanno semplicemente torto: più cittadini armati non significa più sangue per le strade, contrariamente a quanto i proibizionisti ci vogliono far credere con le loro previsioni da "giorno del giudizio"». Il numero di omicidi è calato, nelle grandi città, del 7,2 per cento nel 2009 rispetto al 2008, i furti sono calati di oltre l'8 per cento, le rapine del 3,1 per cento. «Forse», ha osservato Gottlieb, «semplicemente perché i criminali sono meno disponibili ad aggredire qualcuno sapendo che con tutta probabilità è armato».""
C'è anche un'altra sostanziale differenza tra gli Stati Uniti e quanto osserviamo in Italia.
In Italia la popolazione ammonta a 60,72 milioni di abitanti, secondo le statistiche, negli Stati Uniti invece il numero di abitanti ammonta a 315 milioni di abitanti, il che rende statisticamente rispetto all'Italia possibile i casi di persone che impazzendo imbracciano il fucile e si mettano a far fuoco tra la gente.
Ma tutto questo non ha nulla a che fare con la maggiore diffusione di armi da fuoco, in quanto questi casi possono verificarsi anche senza l'utilizzo di armi da fuoco, se un'individuo vuole scatenare una strage, può farlo anche con altri mezzi.
Un'esempio ce lo conferma.
Durante l'attentato a Brindisi di Melissa Bassi, il demente fece uso di bombole del gas all'interno di un cassonetto dell'immondizia.
Quindi si dovrebbero bandire le bombole del gas in quanto potenziali armi esplosive alla pari delle bombe?
Ancora oggi negli Stati Uniti si osserva come la tendenza della criminialità e le uccisioni con armi da fuoco sono drasticamente in declino nonostante il presidente americano si ostini ad affermare l'esatto opposto.

Il tasso di omicidi con uso di pistole in stati dove le persone sono armate sono molto più bassi rispetto alle aree con condizioni di basso possesso di armi.
I dieci stati con il più basso ​​possesso di armi da fuoco ha in media 3.9 omicidi con armi da fuoco ogni 10.000 persone.
I dieci stati con detenzione di pistole ha in media circa la metà di circa 2.0 omicidi ogni 10.000 persone.
La prova è inequivocabile è che i criminali sono scoraggiati dalle armi.
Nello stato del Colorado le armi sono il "passatempo nazionale"o.
AR-15, Mini-14 e AK-47 ovunque.

I dati mostrano chiaramente che i tassi di omicidio stanno precipitando da anni.
Dopo la sparatoria di San Bernardino, l'evento è stato colto dalla politica americana come un'occasione per rilanciare lo slogan "contro le armi facili" in un momento in cui l'opinione pubblica era più sensibilizzata sul tema.

I Democratici americani hanno affermato di voler fermare il terrorismo islamico attraverso il controllo rigoroso delle pistola come hanno a Parigi e San Bernardino.
Il loro obiettivo è quello di rendere i cittadini completamente indifesi contro gli assassini psicotici.
Un approccio più realistico è quello di andare alla radice del problema. La stragrande maggioranza dei crimini con le pistole negli Stati Uniti è impegnata solo in alcune piccole aree blu del paese.
Le aree dove avvengono i maggiori crimini con armi da fuoco sono proprio quelle amministrate dalla fazione politica dei Democratici, rispetto ai Repubblicani, le aree in rosso.
E' chiaro che sio tratta più di un problema di incompetenza che un reale problema della diffusione delle "armi facili."
Ci sono dati chiari alla mano che la maggior diffusione di armi a livello Nazionale scoraggia i criminali e porta contrariamente alle aspettative ad un declino dei tassi di omicidio con armi da fuoco, a livello politico è chiaro che l'obiettivo dell'amministrazione americana di Barack Obama è quello di rendere la società americana più fragile e quindi più facilmente controllabile.
A livello globale invece possiamo afferma la medesima cosa, la presenza di eserciti numerosi o estremamente forti ha scoraggiato altre nazioni, in primo luogo gli Stati Uniti, ad attaccare altre nazioni maggiormente sviluppate e più di ogni altra cosa le armi nucleari hanno evitato negli ultimi Settant'anni il nascere di nuove Guerre Mondiali.
"Finché ci sono armi nucleari, non ci sarà nessuna guerra questo è certo al 100%. Questa è una garanzia della nostra sicurezza. Il nostro arsenale nucleare è più forte della forza nucleare strategica americana. E sarà ancora più forte. Dico questo non per vantarmi ma perchè è il mio lavoro professionale." conferma il progettista generale del 'Moscow Institute of Thermal Technologies' Yuri Solomonov.
Secondo lui, a causa delle armi nucleari nel mondo si riesce ad evitare un nuovo conflitto globale.
Solomonov ha detto: "Grazie alle armi nucleari per 70 anni non ci sono guerre mondiali sul globo considerando che i conflitti locali esistevano, esistono e esisteranno. Ciò è dovuto al fatto che la presenza delle armi nucleari e la paura di usarle è così alta che le persone hanno semplicemente paura di questo ", ha detto lo stilista, che ha guidato lo sviluppo di tali missili come il 'Bulava', 'Yars', 'Topol' e altri.
Questa è la ragione per la quale gli Stati Uniti vanno molto cauti prima di attaccare superpotenze come la Repubblica Cinese e la Federazione Russa e la stessa cosa si può dire della Corea del Nord.

Il recente episodio di tensione tra le due Coree è un chiaro segno che la Corea è stata recuperata dalla Cina contro il suo creatore. La cancellazione delle esercitazioni congiunte tra eserciti di Stati Uniti e Corea del Sud è un evento eccezionale che non viene discusso, e per una buona ragione. Gli Stati Uniti hanno davvero paura, dato il contesto esplosivo (in senso letterale e figurato) con la Cina. Proprio come il Vietnam che avevano diviso in due si è riunito, la Corea diventerà un solo Paese, firmando la fine di uno dei principali pilastri della politica degli Stati Uniti nella regione da oltre 60 anni.
Il leader nordcoreano Kim Jong-Un il 28 agosto ha assicurato che le armi nucleari, piuttosto che i negoziati, hanno permesso di concludere un accordo “storico” con Seoul ponendo fine al teso confronto militare. Il giovane leader, che ha presieduto la riunione della Commissione militare centrale, ha detto che grazie al Nord tale accordo è stato raggiunto, mettendo i due Stati rivali sulla via della “riconciliazione e fiducia”, ha riferito l’agenzia stampa ufficiale KCNA.








Fonti:
http://www.lettera43.it/attualita/27016/stati-sicuri-d-america.htm
http://www.armietiro.it/usa-piu-cittadini-armati-meno-criminali-armi-3028
http://www.lastampa.it/2010/05/25/blogs/anteprime-dagli-usa/usa-criminalita-in-declino-ZhaXS5lUurqDxPjd1dotaK/pagina.html
http://stevengoddard.wordpress.com/2013/06/08/understanding-weapons-of-war/
http://realclimatescience.com/2015/12/more-guns-means-fewer-gun-murders/
https://stevengoddard.wordpress.com/2015/12/07/more-guns-less-murders/
http://realclimatescience.com/2015/12/a-simple-solution-to-gun-violence/
http://sputniknews.com/military/20151126/1030826979/russia-nuclear-arsenal-us-global-conflict.html
https://aurorasito.wordpress.com/2015/08/29/kim-jong-un-le-armi-nucleari-non-le-discussioni-hanno-posto-fine-alla-crisi/





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