ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 19 agosto 2016

LA COREA DEL NORD AVVERTE CHE PER DIFENDERSI POTREBBE NEUTRALIZZARE TUTTE LE BASI AMERICANE DELL'OCEANO PACIFICO

Il ministero degli Esteri nordcoreano ha dichiarato che la situazione della penisola coreana sta raggiungendo un livello estremamente pericoloso ed esorta gli USA a rinunciare a qualsiasi mossa insensata. Ne parla un comunicato dello stesso dicastero, citato da RIA Novosti.

"La situazione nella penisola coreana sta toccando il livello di massimo pericolo a causa delle costanti manovre degli USA per il posizionamento di armi nucleari dirette contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Se gli USA… avranno il coraggio di fare mosse insensate allora tutte le basi americane operative nell'Oceano Pacifico, inclusa l'isola di Guam, non eviteranno la distruzione e il reale attacco del nostro esercito", recita il comunicato.
I diplomatici ricordano che in agosto gli USA hanno trasferito diversi bombardieri strategici B-1B e B-2B nella base aerea Andersen sull'isola di Guam, dove si trovano già i B-52H. Questo, per il ministero degli Esteri nordcoreano, è un segnale molto allarmante.
"Gli USA spediscono continuamente nella penisola coreana e nella regione circostante le portaerei nucleari, i sottomarini con armi atomiche e altri armamenti strategici, inoltre ultimamente è stato ufficializzato lo spiagamento del sistema di difesa missilistica THAAD nella Corea del Sud", continua il comunicato, evidenziando che per Pyongyang il trasferimento degli aerei sull'isola di Guam risponde ai "piani degli USA di un attacco atomico preventivo alla Repubblica Popolare Democratica di Corea".
Il ministero rileva che la condotta degli americani non è solo finalizzata ad un attacco nucleare alla Corea del Nord, "ma anche all'esecuzione della subdola strategia di contenimento della Russia e della Cina nella regione Asia-Pacifico e il mantenimento della loro supremazia".
"Noi elimineremo radicalmente il rischio di una guerra nucleare proveniente dagli USA e difenderemo la pace e la sicurezza nella regione e nel mondo intero", sottolinea il comunicato.


Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160818/3278386/corea-nord-minacce.html

giovedì 11 agosto 2016

IN SIRIA PUTIN COGLIE PER L'ENNESIMA VOLTA IMPREPARATO L'OCCIDENTE


Gli Stati Uniti sono rimasti sbalorditi: la mossa improvvisa di Putin ha letteralmente sbalordito l'America. Come notato dai media, l'inizio delle operazioni per liberare Aleppo, sembra aver preso la Casa Bianca di sorpresa, così come un aspetto a tempo debito dell'esercito russo in Siria. In altre parole, la decisione improvvisa di Putin ha sbalordito gli Stati Uniti.
John Kerry è in un lungo negoziato con Mosca sulla Siria, ma Mosca vede chiaramente gli Stati Uniti sul serio.
Washington ha sostenuto che gli Stati Unit stavano cercando un accordo su una operazione congiunta con la Russia "contro i ribelli siriani, che sono considerati terroristi", ma invece richiede che la Federazione Russa tenti ci convincere la leadership siriana a non effettuare attentati in diverse aree della Siria.
"Sembra che Putin, ancora una volta abbia stordito l'amministrazione Obama, così come a settembre, quando Mosca ha inviato in Siria, le forze armate," - ha detto il giornale americano. "I dati che sono oggi disponibili sono molto inquietanti," - ha detto Kerry, notando che è molto importante capire, "La Russia ha intenzione di agire con Assad nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite."


Fonte:http://rayzest.com/33931-v-ssha-izumleny-vnezapnyi-xod-putina-oshelomil-ameriku--smi-full.html

mercoledì 6 luglio 2016

RUSSIA: IL CAPO DELLA RICERCA AVANZATA CONFERMA CHE LE GUERRE DEL FUTURO SARANNO COMBATTUTE CON DRONI E ROBOT

Le guerre del futuro saranno condotte da robot e droni uniti in sistemi di ricognizione e di attacco. I soldati diventeranno operatori.

Lo ha affermato il capo del Fondo di ricerca avanzato della Federazione, Andrei Grigoriev.
"Immagino sempre più robotica, praticamente una guerra tra gli operatori e le macchine, piuttosto che i soldati sul campo di battaglia che si sparano a vicenda — ha sottolineato. — I compiti militari verranno assolti con un minimo di perdita di personale. Il soldato gradualmente si trasformerà in un operatore e si allontanerò dal campo di battaglia".
Test su sistemi di combattimento robottizzati verranno condotti in Russia entro un anno.
"Il primo obiettivo che penso raggiungeremo entro un anno — ha spiegato a questo riguardo — è una valutazione e dei test attraverso metodi uniformi".
Gli scienziati russi stanno lavorando alla creazione della terza generazione dell'equipaggiamento per il "soldato del futuro", Ratnik-3.
"Le operazioni sul Ratnik-2 sono portate avanti dal ministero della Difesa — ha spiegato —, mentre noi ci occupiamo del Ratnik-3".

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160706/3054642/fondo-ricerca-avanzata.html

mercoledì 18 maggio 2016

SIRIA: I RIBELLI ISLAMISTI CHIEDONO AUSILIO AD ISRAELE PER COMBATTERE ASSAD


Nabil al-Dandel, un comandante del cosiddetto Esercito siriano libero (FSA), in un'intervista al quotidiano Yedioth Ahronoth, rilasciata domenica scorsa, ha espresso la volontà del FSA per tenere negoziati di pace con il regime israeliano.
"Israele ha la possibilità di fare la pace con il popolo siriano e il popolo siriano vuole la pace con Israele. Tuttavia, Israele deve annunciare chi è dalla sua parte e non certo il governo siriano", ha detto Al-Dandel, che la scorsa settimana ha inviato una lettera al presidente del parlamento israeliano, Yuli Edelstein, nella quale ha chiesto il sostegno del regime Tel Aviv alla cosiddetta opposizione armata nella sua lotta contro il governo di Damasco.
Al-Dandel, ex generale siriano della Direzione Immigrazione e passaporti a Deir al-Zur, ha spiegato che il regime israeliano è coinvolto nel conflitto siriano e si rammarica che la sua politica di non intervento nella crisi Siria, il regime israeliano non sta facendo abbastanza per il popolo siriano, rispetto ad altri popoli.
Circa il suo tempo nell'esercito della Siria, ha ricordato che "quando faceva parte delle forze armate siriane, era convinto che il presidente siriano Hafez al-Assad avesse perso la possibilità di fare la pace con Israele, al contrario, il presidente egiziano Anwar Al- Sadat l'ha colta. Ma quando si serve un regime, non si deve dire ciò che si vuole e quello che si pensa veramente", ha aggiunto.
Il comandante del FSA ha ignorato che diverse occasioni, il regime israeliano ha rivelato il suo sostegno ai gruppi terroristici che operano in Siria.
Dal 2011, quando la crisi è iniziata in Siria, il regime di Tel Aviv ha fornito assistenza medica ai terroristi feriti sul campo di battaglia nel corso degli scontri contro le forze governative siriane.

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=8&pg=15708

mercoledì 11 maggio 2016

L'EX PREMIO NOBEL PER LA PACE HA DEFINITO GIUSTA LA POSIZIONE DI TRUMAN SULL'USO DELLA BOMBA ATOMICA A HIROSHIMA


Barack Obama ritiene che l’allora presidente Usa, Harry Truman, prese la decisione di usare la bomba atomica a Hiroshima “per motivi giusti”, per “far cessare una guerra terribile”. Lo ha detto Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca, poco dopo l’annuncio della visita di Obama proprio a Hiroshima in calendario il 27 maggio. Sarà il primo presidente a farlo durante il mandato, ma, ha precisato la Casa Bianca, non chiederà scusa per il bombardamento.


Fonte:http://www.imolaoggi.it/2016/05/10/casa-bianca-secondo-obama-truman-uso-l%CA%BCatomica-per-motivi-giusti/

lunedì 11 aprile 2016

IL CREMLINO PONE FINE AD UN'ALTRA GUERRA IN NAGORNO-KARABAKH


Il Ministero della Difesa dell'Azerbaijan ha confermato che l'accordo sul cessate il fuoco sulla linea di contatto nella zona del conflitto del Nagorno-Karabakh è stato raggiunto attraverso la mediazione della Russia in occasione della riunione di alti funzionari militari dell'Azerbaigian e dell'Armenia a Mosca.
All'incontro hanno partecipato i capi di Stato Maggiore delle Forze Armate dell'Azerbaigian e dell'Armenia, Najmaddin Sadigov e Yuri Khatchaturov. "Nel corso della riunione è stato raggiunto un accordo per porre fine operazioni militari sulla linea di contatto delle forze dell'Azerbaigian e dell'Armenia", ha detto il ministero in un comunicato.
La situazione lungo la linea di contatto nella zona di conflitto del Nagorno-Karabakh è peggiorata drammaticamente durante la notte al 2 aprile, quando feroci scontri sono iniziati.
Le parti in conflitto si sono accusate a vicenda di aver violato la tregua.
I ministeri della difesa armeni e azeri hanno annunciato la cessazione delle operazioni di combattimento in Nagorno-Karabakh dalle 11:00 (0800GMT) ora di Mosca il 5 aprile.
Il ministro della Difesa armeno Seyran Ohanyan ha detto in precedenza nel corso della giornata che l'accordo era stato raggiunto a Mosca.
Il conflitto tra la vicina Armenia e Azerbaigian per il Nagorno-Karabakh, è un territorio conteso che aveva fatto parte dell'Azerbaijan prima della disgregazione dell'Unione Sovietica, ma è stato soprattutto popolato da armeni, è scoppiato alla fine del 1980.
Nel 1991-1994, il confronto si è esteso in un'azione militare su larga scala per il controllo della zona franca e dei territori adiacenti.
Migliaia lasciato le loro case su entrambi i lati in un conflitto che ha ucciso 30.000 persone. Un cessate il fuoco non ufficiale è stato raggiunto il 12 maggio 1994. Da allora, Armenia e Azerbaigian hanno tenuto negoziati mediati dalla Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione (OSCE) Gruppo di Minsk sullo stato contestato della regione.

Fonte:http://russia-insider.com/en/politics/moscow-stops-another-war-nagorno-karabakh/ri13775

lunedì 14 marzo 2016

COREA DEL NORD: ABBIAMO IL POTENZIALE DI RADERE AL SUOLO MANHATTAN

Gli ultimi sviluppi sono significativamente superiori rispetto alla forza distruttiva della bomba all'idrogeno che è stata creata nell'Unione Sovietica, affermano convinti gli scienziati nordcoreani. Tuttavia la maggior parte degli esperti è molto scettica sulle "innovazioni" di Pyongyang.

Nel fine settimana le autorità nordcoreane hanno dichiarato di poter distruggere Manhattan con la loro bomba all'idrogeno, scrive il "Washington Post".
"Se la bomba all'idrogeno sarà montata su un missile balistico intercontinentale e colpirà Manhattan a New York, non ci saranno superstiti e la città sarà rasa al suolo," — ha affermato il fisico nucleare nordcoreano Cho Hyong Il.
Secondo la rivista "Corea Oggi", la bomba all'idrogeno sviluppata da Pyongyang ha "una potenza estremamente maggiore" rispetto a quella che è stata testata dall'Unione Sovietica nel 1961: potrebbe provocare ustioni di terzo grado fino ad un raggio di 100 chilometri, mentre l'onda d'urto infrangerebbe le finestre delle abitazioni fino ad un raggio di 1000 chilometri.
"Se gli imperialisti americani commetteranno anche la più piccola imprudenza militare e violeranno il nostro orgoglio e la sovranità nazionale, la nostra Repubblica non si lascerà sfuggire l'occasione di cancellare dalla faccia della Terra con un attacco potente e giusto gli Stati Uniti," — scrive "Corea Oggi."
Tuttavia, la maggior parte degli esperti ritiene che Pyongyang stia esagerando le sue capacità tecniche, scrive il "Washington Post".
La situazione diviene tesa giorno dopo giorno. In Corea del Sud a partire dall'inizio della scorsa settimana si stanno svolgendo le esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti con la partecipazione del più grande contingente di truppe americane degli ultimi 40 anni per distruggere la leadership nordcoreana in caso di guerra, così come i suoi arsenali nucleari e missilistici. Pyongyang ha già risposto facendo sapere di essere pronta ad un attacco nucleare preventivo e di voler proseguire i test nucleari e missilistici.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160314/2271604/Corea-USA-Nucleare-BombaH-Urss.html#ixzz42tQ2meif

giovedì 10 marzo 2016

LA POTENZA MILITARE RUSSA COGLIE IMPREPARATO L'OCCIDENTE


I media occidentali alzano i toni piagnucolando per accusare la Russia di gravi danni collaterali in Siria. Molti hanno detto che gli attacchi aerei russi non erano abbastanza precisi da ridurre al minimo i danni alle infrastrutture civili e i morti tra i civili.
Per decenni, i capi militari occidentali vedevano le capacità militari della Russia con condiscendenza, parlando di equipaggiamenti “obsoleti” e molti inconvenienti. Si diceva che la Russia non potesse competere con la NATO.
Ma la dimostrazione delle capacità militari della Russia in Siria sono scioccanti. Un rapporto riservato della NATO appena pubblicato sulla questione ammette la superiorità della Russia sull’alleanza elogiando Mosca per “precisione ed efficienza” negli attacchi aerei.
Secondo le informazioni della rivista tedesca Focus, le operazioni delle Forze Aerospaziali russe sono molto più efficaci degli attacchi aerei della NATO, nonostante la superiorità numerica dell’alleanza. L’articolo di Josef Hufelschulte pubblicato su Focus il 5 marzo si riferisce ad un rapporto classificato della NATO, che informa che 40 aerei da combattimento russi compiono 75 sortite al giorno compiendo attacchi di precisione contro obiettivi dello Stato islamico. In confronto, l’aviazione della NATO compie 180 sortite al giorno per colpire solo 20 bersagli. Gli esperti della NATO ritengono i velivoli russi Su-35 superiori a qualsiasi cosa l’alleanza abbia nell’arsenale.
Il documento sottolinea il fatto che gli equipaggi russi sono meglio addestrati. La capacità di combattimento della Russia è migliorata grazie all’intelligence militare siriana. Secondo il documento, l’operazione militare russa fa abbandonare ai terroristi le posizioni occupate. Ciò che è particolarmente importante, il rapporto non menziona alcuna vittima civile degli attacchi aerei russi. Non è la prima volta che l’operazione militare della Russia vine descritta come un grande successo. “I rinforzi russi hanno cambiato la situazione del tutto”, aveva detto il Tenente-Generale Vincent R. Stewart, capo della Defense Intelligence Agency, in una testimonianza al Senato degli USA. Assad è “in una posizione negoziale molto più forte di quanto non lo fosse appena sei mesi fa”, osservava Stewart.
“Sono più propenso a crederlo un attore in scena assai più di quanto lo non fosse sei mesi o un anno fa”. Nel tentativo di pareggiare i successi della Russia, gli Stati Uniti inviavano i velivoli nucleari B-52 per bombardare il gruppo terroristico dello Stato islamico, confermavano i funzionari della difesa a Fox News il 4 marzo. I B-52 Stratofortress inizieranno la prima operazione di bombardamenti contro lo Stato islamico ad aprile, afferma Air Force Times. Non è chiaro quanti B-52 o aviatori saranno coinvolti.
Un rapporto del Consiglio Atlantico di fine febbraio avverte della grave “mancanza di progressi” nei piani dell’alleanza per rafforzarsi. L’ex-segretario generale Jaap de Hoop Scheffer, il vicecomandante supremo Sir Richard Shirreff e l’ex-ministro della Difesa italiano e presidente della commissione militare della NATO Giampaolo di Paola sono tra gli autori. Nel documento si legge “Molti membri chiave dell’alleanza sono ancora perseguitati da “carenze critiche” nel loro “vuoto” militare”. Un documento della RAND Corporation che modella decine di scenari di guerra nelle consulenze per il Pentagono, trova che le forze russe avrebbero invaso la NATO dal Mar Baltico, catturando Tallinn e Riga in massimo 60 ore, una sconfitta “catastrofica” per la difesa dell’Alleanza. La Rete della Leadership europea ha pubblicato un rapporto dell’8 febbraio avvertendo i molti punti deboli e svantaggi della postura della difesa della NATO. “Credo che la Russia abbia il sopravvento nella regione e questo è una novità storica. Ed impiegando le Forze Armate”, secondo Norbert Roettgen, capo della commissione esteri del parlamento tedesco e membro del partito conservatore di Merkel. Grazie al continuo aggiornamento, le Forze Armate russe hanno un netto vantaggio, ha detto uno dei capi della NATO, il Generale Hans-Lothar Domroese. Questo è stato possibile grazie alle competenze d’ingegneria ed elettronica russe, secondo lui.
Gli aviogetti militari russi hanno, a volte, attuato più sortite in un giorno in Siria che la coalizione degli Stati Uniti in un mese. La Marina russa ha lanciato missili da crociera dal Mar Caspio a 900 miglia di distanza, e mantenuto le linee di rifornimento per la Siria. I sistemi di difesa aerea installati dall’esercito russo in Siria sono le armi a lungo raggio più potenti al mondo mantenendo alla larga qualsiasi potenziale nemico. Hanno radar a scansione che monitorano costantemente i cieli. Un missile può abbattere bersagli a 250 miglia di distanza. Ci sono circa 40 velivoli ad ala fissa basati a Lataqia: 12 cacciabombardieri Su-25SM, 4 Su-30SM, 12 Su-24M2 e 6 Su-34. I più avanzati Su-34, nome in codice Fullback per la NATO, sostituiscono gli aerei più vecchi. Vi sono anche elicotteri e un numero imprecisato di droni.
L’impiego di sistemi di guerra elettronica russa in Siria, come ad esempio il Krasukha-4 che può bloccare i sistemi AWACS e i radar satellitari, è un’altra esperienza deludente per la NATO. Ronald Ponzio, vicecapo del Cyber Command dell’esercito statunitense, ha dichiarato: “Non si può non giungere alla conclusione che non facciamo progressi al ritmo che la minaccia richiede”. Il Tenente-Generale Ben Hodges, comandante dell’US Army in Europa, ha descritto i progressi russi nella guerra elettronica in Siria “da far piangere”. La NATO sarà al posto giusto conoscendo la realtà che la sua intelligence non vedeva.
Come il Presidente Vladimir Putin ha detto, sottolineando l’importanza dell’occidente che vede “per la prima volta che esistono queste armi, avanzate, e che abbiamo personale ben addestrato che può utilizzarle efficacemente. Inoltre ha visto che la Russia è pronta ad usarle se è nell’interesse del nostro Paese e del nostro popolo”. Gli eventi in Siria aprono gli occhi all’occidente che si rende conto di aver seriamente sottovalutato le capacità militari della Russia. La sua intelligence ha fallito ancora una volta. Gli eventi in Siria rettificano tale omissione.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/03/10/siria-la-potenza-militare-della-russia-sorprende-loccidente/

martedì 23 febbraio 2016

LA POPOLAZIONE EUROPEA DECRESCE, QUELLA DELLA FEDERAZIONE RUSSA LIEVITA


Contrariamente alla credenza popolare, la situazione demografica della Russia sta migliorando quando invece i tassi di fertilità occidentali continuano a precipitare.
Una popolazione umana ha bisogno di avere un tasso di fertilità di almeno 2.1 figli per donna, se vuole raggiungere una crescita naturale.
Nell'Unione europea il numero è 1.3.
Negli Stati Uniti è 2.01. Per il mondo intero è 2.3.
A livello mondiale il tasso di fertilità è in calo.
E 'stato al di sotto dei livelli di sostituzione in Europa dal 1972 e negli Stati Uniti dal 2005.
Questo ha innescato il campanello d'allarme della Banca Mondiale, il Demographic Institute di Berlino, anche la CIA.
Questo calo dei tassi di fertilità occidentale non attrae alcun interesse da parte dei politici occidentali o dei mass media.
Essi rimangono bloccati nel breve termine.
Questo rispecchia gli atteggiamenti di altre società che cadevano in crisi a causa dei bassi tassi di natalità: l'impero romano, la società etrusca, il califfato abbaside etc.
In Russia il tasso di fertilità è in aumento. Secondo la Banca Mondiale si è passato da 1,34 nel 2009, a 1,54 nel 2013 ed è attualmente a 1,60.
Tale incremento è quasi unico in Europa.
Da quando il presidente Vladimir Putin ha agito per affrontare il problema, la Russia è stato uno dei pochi paesi dell'emisfero occidentale ad aver registrato un aumento stabile nel suo tasso di fertilità.
In contrasto, l'Unione europea e gli Stati Uniti stanno cercando di mascherare la loro situazione demografica in deterioramento importando manodopera qualificata da altre regioni.
Tuttavia, questa può essere solo una soluzione temporanea.
La guerra in Ucraina, con tutte le sue numerose altre conseguenze, farà sì che il tasso di fertilità della Russia a lieviti ulteriormente.
Questo suona strano considerare che le guerre storicamente causino la crescita della popolazione.
Il più grande aumento della popolazione europea è nato a causa della Seconda Guerra Mondiale.
La popolazione della Cecenia è cresciuto da 800.000 a 1.2 milioni a causa del conflitto lì.
A New York il numero dei matrimoni è aumentato del 25% nel periodo immediatamente successivo l'attacco al World Trade Center il 9/11.
Quattro anni dopo, tale aumento era stato perso in pieno.
Il quadro demografico reale è quindi quasi l'esatto opposto di quello che si legge sui media occidentali.
Se i tassi di fertilità continuano a crescere in Russia e continuano a cadere nella zona ovest, in linea con le tendenze attuali, allora il futuro appartiene alla Russia.

Fonte:http://russia-insider.com/en/politics/russias-baby-boom-fertility-rate-far-higher-eu-rising-quickly/ri385

giovedì 11 febbraio 2016

SIRIA: LA BATTAGLIA DI ALEPPO (DETTAGLI)


L’operazione della coalizione russo-siriana ha cambiato notevolmente il teatro delle operazioni e ha causato ogni sorta di conseguenze geopolitiche. In una settimana, il corridoio strategico a nord di Aleppo, utilizzato per rifornire i terroristi dalla Turchia, è stato chiuso. Il successo prevedibile ha fatto fallire il primo round dei negoziati di Ginevra, e la Turchia ha iniziato a prendere seriamente in considerazione un’operazione di terra in Siria. Gli espansionisti di Washington ne sono colpiti assieme alla loro coalizione. I media occidentali hanno diffuso altra propaganda sulle decine di migliaia di civili siriani in fuga dalle bombe russe. La situazione cambia di giorno in giorno, ma la Russia continua ad avere l’iniziativa strategica che impedisce alle potenze arabe e occidentali di reagire.

Appendicite curata
L’Esercito arabo siriano (EAS) non ha ancora forze sufficienti per l’offensiva su larga scala su tutti i fronti, l’Aeronautica russa ha anche i suoi limiti. Pertanto truppe e milizie siriane operano in difesa in alcuni settori e in attacco in altri (province di Lataqia e Dara). Gli intensi preparativi per l’operazione di Aleppo sono durati diverse settimane concentrando formazioni di fanteria e meccanizzate, tra cui lanciarazzi multipli pesanti e carri armati T-90 con equipaggi ben addestrati. Ma la direttrice dell’attacco rimaneva sconosciuta, preoccupando gli estremisti. C’erano molte opzioni disponibili. Con il senno del poi, possiamo trarre la conclusione che lo Stato Maggiore Generale continuasse ad adottare lo stesso concetto operativo: il compito principale della prima fase dell’operazione è chiudere il confine con Turchia e Giordania, da cui arrivano armi e volontari ai jihadisti. Damasco ha colpito la provincia del nord-ovest di Aleppo, puntando all’enclave sciita delle città di Nubul e Zahra circondate da quattro anni. Questa operazione ha mostrato la nuova tattica dell’EAS: le posizioni fortificate vengono bypassate ed invece le punte blindate vengono lanciate sui punti deboli individuati dall’artiglieria pesante e dai bombardamenti aerei. Poi la posizione difensiva viene attaccata dal tergo. Così in pochi giorni decine di città sono state liberate, e il “cuneo” dell’EAS si rafforza ai contrattacchi. L’offensiva di Damasco è sostenuta dai curdi di Ifrin, capitale della provincia curda omonima. A giudicare da coordinamento e sostegno attivo ai curdi della VKS russa, questa coalizione non è un caso, e l’intera operazione è sotto il controllo effettivo degli ufficiali dello Stato Maggiore russo. Le forze curde hanno preso il controllo di diverse città e, nonostante i difficili rapporti con l’EAS, organizzato pattuglie e posti di blocco comuni. Qui è opportuno solo integrare i soldati che hanno pianificato le operazioni in Siria negli ultimi sei mesi. Il loro lavoro è invisibile agli osservatori esterni, ma hanno un’influenza decisiva sul successo delle battaglie e il numero di vittime. Si tratta di questioni come assicurare la cooperazione tra le diverse parti della coalizione siriana (libanesi, iracheni, iraniani, siriani, milizie curde e naturalmente EAS), tra sciiti e sunniti delle varie nazionalità, tra formazioni dai diversi gradi di addestramento, equipaggiamento ed esperienza. Per non parlare di logistica, rifornimenti e trasporto. L’alto livello di professionalità mostrata dai consiglieri militari russi è evidente. Le formazioni di EAS, milizie e forze curde continuano ad allargare il corridoio da nord e sud, anche se la velocità dell’avanzata è rallentata per fortificare il terreno già liberato. Le forze jihadiste ad Aleppo affrontano il pericolo dell’accerchiamento. E’ evidente che le forze della coalizione avanzano a nord, verso la frontiera con la Turchia. Qui gli islamisti fortificano in fretta le posizioni rivolte a sud e ricevono rinforzi dalla Siria. L’obiettivo finale è prendere il controllo del confine. Sarà un grande evento geopolitico, che naturalmente causa notevole nervosismo ad Ankara e tra i suoi alleati.

’ancora di salvezza dei terroristi
Cosa significa quel corridoio verde per le forze anti-siriane? Prima di tutto, è il corridoio per inviare armi e carne da cannone, provenienti in grandi quantità. Sì, la provincia di Idlib condivide un confine più a lungo con la Turchia, quindi è troppo presto per parlare di sacca, ma è anche una questione di comodità di accesso, e il corridoio verde dispone di autostrade, valichi di frontiera, rotte del contrabbando ben consolidate, e Aleppo stessa, in parte persa da Damasco, è un importante nodo logistico per i flussi di uomini e mezzi ai terroristi. Idlib ha un confine assai meno conveniente, in quanto il terreno montagnoso impedisce il trasporto di grandi quantità di rifornimenti. Ma c’è anche un’altra importante via logistica che appare in appendice, il commercio tra i jihadisti e lo Stato islamico. L’accordo con la partecipazione di Ankara precisa che le s’invia il carburante dalle province settentrionali siriane, ricevendo cibo in cambio. Questo ne fa l’ancora di salvezza per entrambi, dato che lo SIIL controlla i principali giacimenti di petrolio nel deserto, e i gruppi filo-turchi occupano terreni agricoli, senza petrolio e raffinerie. La Turchia usa naturalmente lo scambio per affrontare le carenze di carburante e cibo in queste parti della Siria occupate dai terroristi. I giornalisti ad Idlib e nelle parti di Aleppo controllate dai jihadisti indicano una situazione umanitaria difficile. Stabilimenti alimentari, trasporti, servizi chiudono per mancanza di carburante per i generatori diesel. Non c’è luce o energia elettrica. Naturalmente, non indicano che gli autoveicoli dei jihadisti circolano allegramente. Il rapido peggioramento delle condizioni sociali nelle province occupate dai terroristi, in combinazione con l’offensiva dell’EAS, ha causato alcune manifestazioni di crisi umanitaria. Vi sono segnali di panico, soprattutto tra i terroristi che hanno sfruttato la Siria da tempo, arricchendosi con il contrabbando e che hanno anche creato famiglie, con l’obiettivo ultimo di utilizzare i fondi accumulati per passare poi in luoghi più prosperi come Turchia o Europa. Fuggono verso la frontiera con la Turchia e si concentrano nei campi specializzati. Ankara afferma che ci sono 50mila rifugiati e chiede che il mondo presti attenzione alla crisi apparentemente causata dalle bombe russe. I valichi di frontiera sono chiusi, le persone continuano ad arrivare e l'”apocalisse umanitaria” riceve ampia copertura dei media occidentali. Questo piano probabilmente sarà usato da Ankara e occidente per fare pressione sulla coalizione Russia-Siria, e potrebbe servire come pretesto per l’invasione via terra.

La Turchia si prepara alla guerra

Il 4 febbraio il MoD Russo riferiva che Ankara aveva avviato un’inaudita “attività militare imprevista“. La Turchia ha rifiutato di permettere un volo d’osservazione russa sul suo territorio in conformità al trattato Open Skies.
Un aereo russo doveva sorvolare le regioni di confine turche e le basi aeree della NATO.
Questo incidente, che molti media non hanno segnalato, avrebbe fermato l’operazione di terra turca. Gli specialisti russi hanno proposto una rotta chiarendo che lo Stato Maggiore russo sa molto bene cos’è in preparazione, e che la sua reazione sarà estremamente dura.
Più tardi, il rappresentante ufficiale del MoD, Maggior-Generale Igor Konashenkov, ha detto che, beh, la Siria ha fornito foto che mostrano obici semoventi turchi al confine:
“Ogni giorno ci sono sempre più segnali dei preparativi per invadere la Siria. Riteniamo che le azioni turche siano sforzi pericolosi e criminali per nascondere le attività militari al confine con la Siria“.
Ankara vede prioritario creare una zona cuscinetto sul confine meridionale, ma la questione è se tale zona sarà in territorio turco o siriano.
Una volta che la speranza di rovesciare Assad s’è dissipata all’arrivo della Russia, Ankara ha dovuto istituire distaccamenti al confine per evitare che i terroristi, sottraendosi agli attacchi aerei russi, entrino in Turchia.
La zona cuscinetto è destinata anche a tenere a bada l’offensiva curda e ad impedirgli di collegare le due grandi enclavi curde in Siria, a nord-ovest e nord-est. Infine, è necessaria un’ipotetica zona d’influenza per assicurarsi che i terroristi continuino ad essere riforniti e per continuare a commerciare con lo SIIL. L’avvertimento russo ha fermato l’avanzata turca, ma non ha risolto il problema generale: con ogni nuova città liberata nel “saliente” a nord di Aleppo, Ankara ha sempre meno tempo per intervenire in Siria. E’ una cosa prendere territorio ai terroristi, e qualcos’altro combattere l’EAS o i curdi ora attivamente sostenuti dagli Stati Uniti. Il bivio decisionale è questo: la Turchia o è pronta ad agire unilateralmente con il tacito supporto occidentale, o si coordinerà con la coalizione filo-USA.
La prima opzione potrebbe seguire il precedente del Libano: Israele invase il Libano meridionale molte volte per combattere Hezbollah senza l’autorizzazione delle Nazioni Unite e nonostante le condanne dei Paesi limitrofi. Tel Aviv operò con rapidità e decisione, creando una zona di non volo, inviando truppe e attaccando l’avversario con operazioni speciali di incursioni e bombardamenti di artiglieria mirati. Il risultato fu sempre discutibile, ma Israele non subì conseguenze fatali.
Ankara potrebbe usare la crisi umanitaria artificiale al confine come pretesto per un’operazione simile, già spiegata, se necessario, per garantire la stabilità dell’UE. Erdogan continua a ricattare sapientemente gli infantili eurocrati:
“Possiamo aprire le porte verso Grecia e Bulgaria e portarvi i profughi sugli autobus. Se ci date 3 miliardi di euro per due anni, non vi sarà alcuna ulteriore discussione. La Grecia ha ricevuto 400 milioni durante la crisi. Dovremmo utilizzare questo denaro per creare una zona di sicurezza in Siria per risolvere tutti i problemi dei rifugiati“. L’UE, per inciso, potrebbe decidere di salvarsi da ulteriori problemi e chiudere gli occhi sulle operazioni militari della Turchia, così come ha ignorato il massacro nelle province curde della Turchia. Merkel ha chiarito che è disposta a giocare a tale gioco: “Siamo non solo stupiti ma sconvolti negli ultimi giorni dalla sofferenza di decine di migliaia di persone a causa dei bombardamenti anche russi“, e gli altri Paesi della NATO sono “scioccati” dagli attacchi aerei russi, e il segretario generale della NATO Stoltenberg ha detto che la nostra operazione in Siria impedisce la risoluzione pacifica del conflitto e aumenta le tensioni nella regione.
Il MoD russo ha risposto: “Vorremmo ricordare a Stoltenberg che non sono gli attacchi aerei russi che hanno causato la crisi in Siria, ma le azioni insensate della NATO che hanno precipitato il Medio Oriente nel caos. Inoltre, prima che gli aerei russi arrivassero in Siria, la NATO fece finta per tre anni di distruggere il terrorismo internazionale. Per tutto il tempo, nessuno in occidente e in particolare a Bruxelles ha così tanto parlato di negoziato sulla Siria. Stavano solo calcolando quando il Paese sarebbe finalmente crollato, come la Libia dove i Paesi della NATO si erano impegnati a creare la “democrazia” occidentale. Se qualcuno in questo momento in Siria è preoccupato dagli aerei russi, sono i terroristi. Vorremmo chiedere a Stoltenberg perché certi Paesi della NATO sono preoccupati dagli aerei russi in Siria“. Va ricordato che l’intervento della Turchia non significa affatto lo scontro diretto tra Russia e Turchia. Probabilmente sarà limitata a un’altra guerra ibrida, ed è del tutto possibile che le truppe siriane indurite da quattro anni di guerra possano affrontare da sole i soldati turchi. “Ogni intervento militare senza l’approvazione del governo siriano va considerato un’aggressione. Gli invasori saranno rispediti a casa nelle bare“, è la risposta diretta di Damasco. C’è anche un’altra possibilità, e cioè che la Turchia non solo tenti di creare una zona cuscinetto, ma di sfondare verso Aleppo o Raqqa. Ma ciò è possibile solo se agisce nell’ambito di una coalizione.

I problemi della coalizione
La maggior parte dei tentativi di discutere un’ipotetica guerra tra Russia e Turchia non valutano realisticamente tutti gli attori del conflitto siriano. Ankara è descritta come un manicomio pronto al suicidio in qualsiasi momento. Il ruolo degli Stati Uniti, che chiaramente hanno perso l’iniziativa nella regione, tende ad essere sminuito e in generale le politiche di Obama sono trattate con disprezzo. Sottovalutare la potenza più forte del mondo potrebbe essere costoso, ma per fortuna sono soprattutto dei cittadini a farlo, non gli specialisti. Certo, Washington è stata colta di sorpresa dalla manovra russa in Siria e ha perso le sue teste di ponte tattiche in Siria. Ma è ancora dominante in Iraq, dove sembra disposta ad avviare una grande operazione contro lo SIIL per muoversi verso Raqqa. L’inizio delle operazioni è indicativamente prevista per la primavera 2016. La sua fattibilità è discutibile.
Non è chiaro chi combatterà: l’Esercito iracheno che di solito subisce sconfitte, le ipotetiche forze degli Stati Uniti, il cui schieramento dovrebbe superare le prove pre-elettorali, o i mercenari sauditi che bruciano dal desiderio di attaccare gli iraniani sul fronte siriano, ma che ancora contare le proprie perdite nello Yemen. Quindi, ecco la “fresca” e relativamente potente macchina militare turca che qui potrebbe rivelarsi necessaria. A dire il vero, gli Stati Uniti hanno complicato i rapporti con Ankara sostenendo i curdi. Il 7 febbraio, Erdogan ha praticamente dato a Washington un ultimatum, chiedendo di scegliere alleato, indignato dalla visita del rappresentante presidenziale statunitense Brett McGurk ad Ayn al-ARab, dove ha incontrato le milizie curde: “Come possiamo fidarci? Chi è il vostro partner? Io o questi terroristi di Kobane“, ha detto il primo ministro della Turchia Davutoglu mostrando al vicepresidente degli Stati Uniti Biden la mappa del confine contrassegnata dai luoghi utilizzati dai curdi siriani per inviare armi ai curdi turchi.
Ankara trova qualsiasi cooperazione di Washington con i curdi inaccettabile, ne è il principale ostacolo. Non è chiaro come Washington risolva tale problema. Da un lato, i curdi sono deboli militarmente rispetto ai turchi, e non importa quante armi gli diano gli Stati Uniti, la fanteria curda troverà difficoltà a combattere grandi battaglie. I curdi non operano al di fuori delle zone in cui abitano, soprattutto senza la garanzia di avere un proprio Stato (che la Casa Bianca non vuole dare). Dall’altra parte, i curdi sono l’unico vero punto d’appoggio di Washington sul suolo siriano, la cui perdita significherebbe lasciare il teatro delle operazioni siriano. La pressione turca costringerebbe i curdi in Iraq e Siria a puntare le armi contro i loro nemici storici turchi, lasciando così lo SIIL sulla coscienza degli Stati Uniti o aderendo alla coalizione russo-siriana. La guerra si complicherebbe, ed è del tutto possibile che gli Stati Uniti ne siano semplicemente espulsi.
Il problema è che gli Stati Uniti sono costretti a tenere a freno le ambizioni turche, ma non hanno influenza sufficiente per costringere Erdogan a fare ciò che vogliono. “La crescente ostilità della Turchia verso i combattenti curdi in Siria, gli alleati più efficaci degli USA contro lo SIIL, mina gli sforzi per lanciare operazioni più efficaci contro tale gruppo estremista“, hanno detto dei funzionari degli Stati Uniti al Wall Street Journal. Washington è anche scontenta del fallimento dei colloqui di Ginevra e ne accusa Ankara, implicando che abbia istruito i terroristi che controlla.
Ciò non significa che Washington accetta le condizioni di Damasco, ma il processo di pace è un’altra leva d’influenza con cui la Turchia stordisce l’occidente con la sua testardaggine. La creazione di una coalizione filo-USA con la partecipazione di Ankara e la prospettiva di un’operazione terrestre imminente poteva contenere temporaneamente le ambizioni di Erdogan e renderle compatibili con la politica estera degli Stati Uniti, fino al punto di compensarne il costo quale alleato instabile. Tuttavia, in questo momento alcuna delle parti nel conflitto siriano ha la potenza militare sufficiente per risolvere tutto. Gli ultimi mesi hanno dimostrato che l’iniziativa appartiene a chi ha la fanteria meglio addestrata ed equipaggiata, ed è Damasco.

I carri armati ‘Vladimir’ nella battaglia per Aleppo

image14Il carro armato T-90, tra i nuovi equipaggiamenti entrati in servizio nelle Forze Armate russe, ha il battesimo del fuoco sui campi di battaglia in Siria. I media turchi e iraniani segnalano la presenza dei carri armati russi T-90 Vladimir in Siria, di cui fonti del Ministero della Difesa russo hanno confermato la presenza. Il giornale filo-governativo turco Yeni Safak citava un capo locale chiamato Mahmut Hasan dire che “sono stati attaccati da più di 80 carri armati T-72 e T-90“. Le truppe governative riconquistavano le città di Nubul e al-Zahra a nord di Aleppo. Il loro sforzo è controllare la “zona di sicurezza” tra le città di Azaz e Jarabulus sul confine siriano. L’agenzia iraniana Fars nel frattempo riferiva il 2 febbraio che l’Esercito arabo siriano impiega carri armati T-90 nei pressi di Aleppo, dicendo che erano stati dispiegati nei pressi della città di Qan Tuman, a sud di Aleppo, dopo che l’Esercito arabo siriano l’ha ripresa a dicembre. “Sfruttando la superiorità dei carri armati T-90, le truppe governative siriane ed alleate circondavano le importanti città di Qan Tuman e al-Qarasi sulla strada Aleppo-Damasco“, ha detto una fonte militare. Un’offensiva congiunta di Esercito arabo siriano, Forze di difesa nazionale e militari iracheni aveva inizio il 1° febbraio, con la conseguente liberazione dei villaggi di Hardatnin, Duwayr al-Zaytun e Tal Jabin. L’agenzia stampa russa RNS il 5 febbraio citava fonti del Ministero della Difesa russo dire che numerosi carri armati russi T-90A, precedentemente in servizio nelle Forze Armate russe, erano stati consegnati alla Siria verso la fine del 2015. I militari siriani avevano ricevuto l’addestramento necessario nei poligoni russi, secondo l’agenzia, aggiungendo che i carri armati T-90A forniti alla Siria sono utilizzati dall’Esercito arabo siriano nei pressi di Aleppo, sostenendo l’avanzata dei gruppi d’assalto dell’EAS. Il carro armato russo T-90A, entrato in servizio nel 2004, è una versione aggiornata del T-90, noto come Vladimir, costruito negli anni ’90 sulla base del carro armato T-72B; è chiamato Vladimir in onore del capo progettista del carro Vladimir Potkin. Le caratteristiche distintive del T-90A sono il motore, la torretta e i visori termici. Il carro armato ha blindature reattive di terza generazione che garantiscono la protezione contro i proiettili ad alta velocità de-calibrati da 120mm M829A2 e DM43A1 usati dai carri armati M1 Abrams e Leopard-2. Aleksej Ramm, osservatore militare del Corriere Militare-Industriale, ha detto che le caratteristiche del terreno permettono il “pieno impiego di questi carri armati presso Aleppo, Idlib, Hama, Homs, ma i principali sforzi sono ora concentrati su due aree: a nord di Aleppo e a nord di Lataqia“.



Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/02/11/la-battaglia-di-aleppo-unanalisi-dettagliata/








venerdì 23 ottobre 2015

GLI STATI UNITI ECCESSIVAMENTE INFERIORI ALLA FEDERAZIONE RUSSA NELLA GESTIONE DELLA GUERRA ELETTRONICA

I militari statunitensi riconoscono la superiorità dell'esercito russo nella gestione della guerra elettronica; nel prossimo futuro è improbabile che la situazione cambi, scrive la rivista “Foreign Policy”.

Le possibilità della Russia di condurre una guerra elettronica hanno svegliato l'esercito degli Stati Uniti. Dopo essersi imbattuti in Siria e in Ucraina con i sistemi russi di guerra elettronica "Krasuha-4", che neutralizzano radar e sistemi elettronici di bordo, la leadership militare americana è stata costretta ad ammettere di non essere in grado di raggiungere la Russia, scrive la rivista "Foreign Policy".
La rivista riporta le parile del comandante del contingente militare degli Stati Uniti in Europa, il generale Ben Hodges, che ha definito "incredibili" le potenzialità della Russia nella gestione della guerra elettronica. A sua volta il vice comandante del Centro di comando cibernetico dell'esercito USA Ronald Pontius ha riconosciuto che i progressi degli Stati Uniti in questa materia non sono sufficienti alle minacce esistenti.
Dall'inizio dell'operazione in Crimea, l'esercito ucraino ha osservato che le loro radio e telefoni potevano rimanere non funzionanti per alcune ore, scrive "Foreign Policy". Da parte sua la missione di monitoraggio dell'OSCE aveva riferito che i loro droni a volte erano costretti ad atterrare dopo che il sistema di navigazione satellitare GPS si inceppava.
La Russia ha intere unità di combattimento che sono impegnate nella guerra elettronica, ritiene Jeffrey Church, direttore del dipartimento di guerra elettronica dell'esercito USA.
Secondo lui, queste unità hanno attrezzature speciali ed una particolare catena di comando per la conduzione della guerra elettronica. Nell'esercito degli Stati Uniti queste attività normalmente sono svolte da 2 soldati del battaglione, che monitorano 24 ore su 24. Complessivamente l'esercito americano offre più di mille posti per questa posizione, ma al momento solo 813 sono i soldati che operano in questo campo, racconta il militare
Church ammette che gran parte del materiale a disposizione delle forme armate statunitensi acquistato negli ultimi 10 anni è stato finanziato con fondi aggiuntivi, pertanto sono necessari ammodernamenti e lavori di manutenzione.
"Senza finanziamenti costanti diventano obsoleti," — ha detto il funzionario.
L'esercito americano sta sviluppando diversi programmi per aggiornare e migliorare la gestione della guerra elettronica, ma nessuno di loro sarà realizzato nel breve periodo, scrive "Foreign Policy".

Fonte.http://it.sputniknews.com/mondo/20151023/1411633/Difesa-Esercito-Tecnologia-Geopolitica.html#ixzz3pOmStrIG

venerdì 10 luglio 2015

LA REPUBBLICA CINESE AVVERTA LA FEDERAZIONE RUSSA DELLO "STATO DI GUERRA" CON GLI STATI UNITI


Il Ministero degli Esteri (MoFA) riporta oggi che la Federazione è stata informata dal Consiglio di Stato della Repubblica Popolare della Cina (PRC) dello stato “di Guerra” de facto esistente tra la nazione asiatica e gli Stati Uniti d’America. Secondo questo rapporto, a seguito di “disposizioni e protocolli” dell’Accordo russo-cinese sulla cyber-sicurezza dell’8 maggio 2015, che dichiara che un firmatario del patto che prevede le ostilità deve informare immediatamente la controparte in modo che provveda “ai preparativi di guerra” necessari per proteggere le infrastrutture critiche, quindi la PRC ha informato la Federazione che “ora esistono tali condizioni”. A portare a tale grave avvertimento della Repubblica popolare cinese, spiega la relazione, è stata la perdita catastrofica di oltre 3700 miliardi di dollari sui mercati azionari cinesi in due settimane, che hanno visto un crollo di oltre il 30% e portato il panico tra investitori finanziari e semplici cittadini. Sulle cause di tale devastante crollo, continua la relazione, gli esperti della RPC hanno dichiarato che “malvagie” forze di mercato erano vicine a rovinare l’economia cinese, sospettando “predatori” di investimenti occidentali in agguato dietro a disordini, citando anche il gigante bancario degli Stati Uniti Morgan Stanley. Inoltre, questa relazione rileva che cinque importanti professori universitari della Cina hanno ampiamente diffuso una lettera pubblica, il 2 luglio, sulle sinistre forze di mercato che sfruttano le debolezze del sistema finanziario cinese per profitto, paragonando la situazione in cui il “burattinaio” del presidente Obama, il finanziere George Soros, e altri, scommisero contro le valute asiatiche orientali durante la crisi finanziaria asiatica del 1997-1998.
Ciò che ha precipitato tale devastante attacco finanziario alla PRC da parte del regime Obama, secondo gli esperti del MOFA per la presente relazione, fu specificato il mese scorso dal Washington Post News Service che diceva: “Gli hacker che lavorano per lo Stato cinese hanno violato il sistema informatico della direzione del personale a dicembre, hanno detto funzionari statunitensi (il 4 giugno), e l’agenzia informava circa 4 milioni di attuali ed ex dipendenti federali che i loro dati personali erano compromessi. L’hackeraggio è stato la più grande violazione dei dati dei dipendenti federali negli ultimi anni. La seconda grande intrusione nella stessa agenzia da parte della Cina in meno di un anno, e la seconda significativa violazione estera delle reti governative statunitensi negli ultimi mesi“. Sulla saggezza del regime Obama di attaccare i mercati finanziari della RPC in rappresaglia per il presunto hackeraggio dei server del governo degli Stati Uniti, la relazione continua, sembra essere “infantile” ed “affrettata” avendo la Cina una partecipazione di oltre 4000 miliardi di dollari in riserve estere, in confronto ai 121 miliardi di dollari degli Stati Uniti… mentre i cittadini cinesi hanno un sconcertante risparmio di 21000 miliardi di dollari rispetto ai soli 614 miliardi di dollari delle controparti statunitensi… molto più con cui preparare una risposta. Rendendo la situazione ancora più pericolosa, gli esperti del MoFA in questo rapporto avvertono che come ulteriore risposta agli attacchi del regime Obama, due alti ufficiali cinesi hanno invitato l’Esercito di Liberazione del Popolo a rafforzare la propria capacità navale e la prontezza al combattimento davanti a maggiori rischi di “una guerra alle porte”. In un articolo di 5000 parole pubblicato sul Quotidiano del Popolo, giornale di punta del Partito comunista, il Generale Cai Yingting, comandante della regione militare di Nanjing, e il suo commissario politico Generale Zheng Weiping, avvertivano che l’EPL doveva apprendere le lezioni della guerra con il Giappone, conclusa 70 anni fa. I generali cinesi inoltre dichiaravano: “Ci sono profonde dispute territoriali alla periferia del nostro Paese, competizione geopolitica tra grandi potenze e attriti etnico-religiosi. Le tensioni nei circostanti punti caldi aumentano, e il rischio di caos e guerra alle nostre porte è aumentato. Dovremmo essere più vigili… e prepararci mentalmente al combattimento“. Su come il regime di Obama “risponde/prepara” la guerra con la Cina, tuttavia questa relazione nota che la Terza Guerra Mondiale è la prima notizia calda al Pentagono mentre il Wall Street Journal ha appena recensito “The Ghost Fleet” di Peter Singer e August Cole. Singer, “preminente futurologo degli Stati Uniti” ora è “nelle sale del Pentagono a presentare un sinistro avvertimento ai capi militari statunitensi: la terza guerra mondiale con la Cina è imminente“. In realtà, Singer avvertiva anche che i nuovi avanzati jet da combattimento F-35 possono essere “spazzati via dai cieli avendo microchip di fabbricazione cinese, che gli hacker cinesi possono facilmente infiltrarsi nei servizi d’intelligence militari… e l’esercito cinese un giorno potrebbe occupare le Hawaii “. Speculazione? No, Dion Nissenbaum del Wall Street Journal ha ricordato ai lettori che gli hacker cinesi hanno già preso i “computer della Casa Bianca, i piani dell’industria della difesa e milioni di file segreti governativi degli Stati Uniti“. Inoltre è importante notare, la relazione continua, che la Cina ha superato gli Stati Uniti quale prima economia del mondo e come, forse meglio ne scrive Vanity Fair News Service: “Quando la storia del 2014 sarà scritta, si dovrà notare che grandi fatti hanno ricevuto poca attenzione: il 2014 è stato l’ultimo anno in cui gli Stati Uniti potevano pretendersi la più grande potenza economica del mondo. La Cina entra nel 2015 al vertice, dove probabilmente rimarrà per molto tempo se non per sempre. Così ritorna nella posizione che ha avuto per la maggior parte della storia umana“.
E su chi vincerà una guerra tra Repubblica popolare cinese e Stati Uniti, questa relazione conclude che Market Watch News Service nell’articolo intitolato “Fuochi del 4 luglio: la terza guerra mondiale con la Cina si avvicina“, riassume meglio scrivendo: “Quando la Rand pubblicò un rapporto nel 2000 descrivendo il potenziale esito di un conflitto sino-statunitense su Taiwan, gli Stati Uniti vincevano facilmente. Nove anni dopo, il think tank nonpartisan rivide l’analisi, assegnando a Pechino l’aggiornamento della forza aerea, l’attenzione sulla guerra cibernetica e la capacità di usare missili balistici per eliminare i satelliti statunitensi. La conclusione della Rand nel 2009 fu: “Gli Stati Uniti finirebbero per perdere la guerra aerea, e il conflitto generale sarebbe più duro e costoso di quanto molti avevano immaginato“.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/07/09/la-cina-avverte-la-russia-dello-stato-di-guerra-con-gli-usa/

mercoledì 1 luglio 2015

IL MONDO UNIPOLARE: VOGLIONO COSTRUIRE UNA SOCIETA' DEBOLE


Quando in un discorso del maggio 2015 il presidente russo Vladimir Putin confermava i sospetti di molte persone, circa la questione che gli Stati Uniti stessero cercando di espandere la loro giurisdizione oltre i confini del loro paese e interferendo nelle politiche interne di altri paesi e nelle loro questioni come Grecia, Macedonia e specialmente Ucraina con lo scopo di portare avanti i loro interessi economici e politici, è diventato chiaro che l'America sta cominciando a diventare un serio problema per la pace e la stabilità mondiale.
Da molto tempo considerata l'unica superpotenza, si è scoperta invece una nazione minacciata da un'altra superpotenza oltreoceano risorta economicamente dopo il declino dell'Unione Sovietica, la Federazione Russa.
Non mi soffermerò a parlare dei particolare di questa rivalità, tuttavia gli Stati Uniti nel corso dei decenni hanno aumentato in modo drammatico la loro spesa militare quanto l'occupazione e l'aggressione di territori stranieri ostili alla loro politica quali Afghanistan, Iraq e lungo gli ex territori sovietici circondando la Federazione Russa.
Durante la Guerra Fredda nacque la NATO come unione dei paesi dell'ovest. Subito dopo nacque il Patto di Varsavia che univa le forze dell'est.
La NATO faceva capo agli USA e il Patto di Varsavia all'URSS.
Dopo lo scioglimento dell'Unione Sovietica il Patto Atlantico (la NATO appunto) era diventata semplicemente una coalizione, ma senza un vero "nemico" con cui raffrontarsi non aveva più uno scopo.
In seguito al risollevamento della Federazione Russa e alla crisi ucraina dove la Russia è riuscita a salvare la Crimea con l'intervento dell'esercito e ad annettere al paese la regione autonoma tramite un referendum legale, quando nella capitale stava avvenendo un colpo di stato appoggiato da americani ed europei, la propaganda mediatica ha trasformato il paese in un "aggressore" e da cui è nuovamente cominciato un nuovo rafforzamento della NATO nei confronti della Federazione Russa e continu provocazioni lungo i suoi confini.
A ciò si è accompagnata una lunga serie di sanzioni e contro sanzioni che avevano principalmente lo scopo di indebolire l'economia della Federazione Russa con esito piuttosto insofferente.
Ciò sottolinea l'interesse degli Stati Uniti di tentare di indebolire tale superpotenza, per la questione che semplicemente non è conforme alle loro politiche e interessi politico-economico-sociali.
Un mondo unipolare è un mondo dominato da un'unica superpotenza con economie e sistemi politici delle altre nazioni approvati e appoggiati unicamente da tale superpotenza, economie moderate o deboli dominate da un'economia principale.
Il tutto si sta realizzando con lo scopo di creare una società moderna, debole, multiculturale, senza identità e sovranità nazionale (Unione Europea), accompagnata da una stagnazione morale e degrado sociale mettendo alla pari delle persone normali alcune tendenze sottoculturali quali l'omosessualità, i transgender e altre minoranze della società.
Tutto ciò ovviamente grazie al modo di trasmettere l'informazione da parte dei media.
Spiegare un argomento tanto complesso richiede la suddivisione in paragrafi.

Guerre e Debito Americano

Per sostenere la loro economia e il loro debito gli Stati Uniti si comportano a tutti gli effetti come una nazione-parassita. che necessita delle risorse di altri paesi per sopravvivere.
E' risaputo che aggressione come quelle al governo della Libia di Ghedaffi servono principalmente a detto scopo.
l debito pubblico e privato degli Stati Uniti ha raggiunto proporzioni tali che una semplice azione aleatoria potrebbe rovinare l’economia a livello globale. La situazione attuale mostra che il paese cerca una soluzione e questa soluzione – secondo gli specialisti – è una guerra.
I politici americani “falchi della guerra” e i militari concentrano il loro sguardo verso la Russia, come mostra la conferenza stampa dell'agosto 2014 del capo dello Stato maggiore dell’esercito statunitense Martin Dempsey.
E’ la prima volta che questo generale evita di abbordare le questioni su Iran e Afghanistan, dove la progressione dell’estremismo islamico chiama in causa la fattibilità di un ritiro parziale delle truppe americane.
Dempsey si è invece concentrato su temi quali la Russia e le sue forze armate e sulla riduzione dei fondi dell’esercito.
Seguendo la linea politica di Washington, Dempsey accusa il governo russo di aver deciso di applicare la forza militare in Ucraina e avverte : “E ‘il primo caso dal 1939. L’esercito americano non ha paura della guerra. Il paese può pensarla diversamente, ma noi eseguiremo tutti gli ordini.”
Sul portale d’informazione Vest.ru, il giornalista Konstantin Siomin scrive : “Né i tassi d’interesse a zero, né quelli negativi, né l’incessante stampa di moneta hanno risolto la crisi che dura da sei anni. La continua iniezione di liquidità sui mercati ha creato un aumento del prezzo delle azioni ma non ha stimolato né la produzione né la domanda, non ha ridotto la disoccupazione. L’economia mondiale si è trasformata in un gigantesco casinò.”
“Quando i benefici nel sistema capitalistco cadono, è necessario mantenerli e aumentarli in due modi : captando nuovi mercati e ottenendo accesso a risorse naturali meno care – spiega la politologa Veronika Krasheninnikova.
Il progetto di legge sulla “prevenzione dell’aggressione russa” presentato al Congresso degli Stati Uniti dal senatore repubblicano Bob Kocker, dà l’impressione che le grandi compagnie del settore dell’armamento, come Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman o General Dinamics, partecipino alla sua elaborazione.
Ci si può ricordare dell’esperienza della Seconda guerra mondiale, che aveva dato un impulso all’economia e specialmente al settore finanziario.
Un impulso talmente importante che gli Stati Uniti avevano potuto mettere fine alle conseguenza della Grande Depressione.
All’inizio di luglio il governo americano e la presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, hanno pubblicamente dichiarato che non sanno come risolvere il problema del debito del paese e del settore bancario.
C’è una costante nella storia economica degli Stati Uniti da più di un secolo a questa parte.
Ed è la stretta correlazione tra interventi militari e ripresa dell’economia. Questa correlazione è così stretta che chi legga la tabella dettagliata dei cicli economici americani che si trova sul sito di un istituto governativo come il National Bureau of Economic Research si imbatte in questa avvertenza: "i dati in grassetto si riferiscono all’espansione economica dei periodi di guerra [wartime expansions], alle contrazioni economiche postbelliche e all’intero ciclo che include le espansioni dei periodi bellici".
In altri termini: dalla guerra civile americana in poi, il nesso tra guerra ed espansione economica è indiscutibilmente accertato e assolutamente ricorrente.
Ma vediamo più da vicino la questione, prendendo in esame le principali avventure belliche americane dagli anni Quaranta del secolo scorso ai nostri giorni.
Fu soltanto grazie all’ingresso nella Seconda Guerra Mondiale e alla messa in opera della macchina bellica relativa, e non grazie agli investimenti di Roosevelt in opere pubbliche, che gli USA riuscirono a risollevarsi dalla Grande Crisi degli anni Trenta. Lo ha ribadito non più tardi di qualche settimana fa il premio Nobel per l’economia Peter North, replicando ad un incauto giornalista che faceva presenti i meriti del keynesismo per l’uscita dalla crisi degli anni Trenta: “Non siamo usciti dalla depressione grazie alla teoria economica, ne siamo venuti fuori grazie alla Seconda guerra mondiale”.
Le cifre, del resto, parlano da sole. 
Durante il New Deal rooseveltiano la spesa pubblica civile era cresciuta dai 10,2 miliardi di dollari del 1929 ai 17,5 del 1939. Ciò però non aveva potuto impedire che, nello stesso periodo, il PIL calasse da 104,4 a 91,1 miliardi di dollari, e che la disoccupazione invece salisse dal 3,2% al 17,2% della forza lavoro complessiva.
Dal 1939 lo scenario cambia. Il sistema economico è dapprima tonificato dalla vendita di armi agli Inglesi ed ai Francesi (ma - come oggi sappiamo - le grandi imprese americane, dalla Ford alla IBM, non disdegnarono di fare contemporaneamente affari anche con i nazisti), e poi definitivamente rimesso in carreggiata con l’ingresso diretto degli USA in guerra (dicembre 1941): il PIL riprende a crescere, la disoccupazione viene praticamente azzerata.

b) La guerra di Corea

Finita la guerra torna la crisi economica, pur mitigata dalla domanda differita di beni di consumo accumulatasi durante il conflitto, e dall’avvio del Piano Marshall in Europa. Nel 1949, comunque, gli USA sono nuovamente in recessione. Provvidenziale, nell’estate del 1950, scoppia la guerra di Corea. Il risultato è una fortissima spinta al riarmo. I Paesi della NATO triplicano in soli 3 anni le loro spese militari, che passano infatti dai 38 miliardi di dollari del 1949 ai 108 miliardi del 1952.
Ma la parte del leone la fanno gli Stati Uniti, le cui spese militari nel 1952-3 giungono al 15% del PIL. Non a caso la guerra di Corea è tuttora considerata "un caso paradigmatico" di "forte incremento esogeno della spesa pubblica".
Un incremento che durerà a lungo: anche dopo la fine della guerra, infatti, le spese militari - pur diminuendo - resteranno a lungo attestate su percentuali del PIL più che doppie rispetto agli anni precedenti la guerra di Corea.
Ma, ciò che più conta, all’enorme incremento delle spese per gli armamenti corrisponde una nuova fase di espansione economica: definita, per l’appunto, il "boom coreano".

c) La guerra del Vietnam

Nel 1961, quando John F. Kennedy raggiunge la presidenza, gli USA sono da tempo in piena crisi economica. La risposta - secondo un luogo comune storiografico - sarebbe quella del "Welfare" e dell’aumento della spesa pubblica. Quello che di solito si dimentica di aggiungere è che l’82% di questo aumento è ascrivibile alle spese militari. Viene inoltre potenziata la vendita delle armi ad altri Paesi (prima cedute per i nove decimi gratuitamente). I risultati non si fanno attendere: il valore delle armi vendute dagli USA aumenta in 6 anni di ben 6 volte. Ma sarà in particolare la guerra del Vietnam - e le relative spese militari, tornate a superare il 10% del PIL - a ridare slancio all’economia americana. Che infatti, a partire dal 1964, conoscerà una delle più lunghe fasi espansive della sua storia (sfuggendo alle recessioni che in quegli stessi anni attanagliano l’Europa). Anche in questo caso, il nesso tra impegno bellico ed espansione dell’economia è chiaro come il sole. Tanto chiaro da essere entrato nel senso comune di chi si occupa di economia. Tant’è vero che qualche tempo fa un editorialista del Sole 24 ore si è potuto lasciar sfuggire, come se niente fosse, un’affermazione come questa: "La pur magra crescita del quarto trimestre del 2000 ha conferito a Bill Clinton l’alloro di essere stato l’unico presidente dai tempi di Lyndon Johnson - ma quelli di Johnson erano tempi di guerra (del Vietnam) - a non aver conosciuto neanche un trimestre di regressione del PIL".

L'inizio della nuova Guerra Fredda attuale potrebbe spiegare la ragione per la quale l'attuale economia Euro-Americana sia nuovamente in ripresa.
A ciò si aggiungono le intenzioni dell'amministrazione di Barack Obama di un possibile intervento di aggressione sul territorio della Siria con lo scopo di abbattere un'altro governo ostile alla politica americana che ha l'appoggio della Federazione Russa.


Il controllo dei Media


La televisione e i giornali sono un'utilissimo catalizzatore delle masse e controllo dell'informazione con lo scopo di informare la gente solo sulle questioni di interesse, sul lungo termine condizionandone il morale e motivandola a credere in una causa quando per esempio si descrive il governo russo o turco o libico come dei "regimi", quindi delle dittature e si parla di "aggressione" della Federazione Russa all'Ucraina.
Tutte questioni dalla realtà inconsistente.
Per fare un'esempio di come l'informazione mediatica sia parzialmente obsoleta è sufficiente menzionare i casi di omicidio che periodicamente avvengono in Italia ma anche nel resto del mondo.
Per esempio un'omicidio avvenuto in Piemonte, Marche, Veneto o in altri posti diventa un'argomento di informazione nazionale.
A cosa ci serve tale informazione? Cambia la nostra vita?
In realtà ha solo il risultato di farci fare dei commenti negativi e condizionarci lievemente, ma pur sempre condizionare il nostro stato d'animo con un'informazione negativa di importanza appena locale del posto ma assolutamente inutile per la società e per il suo progredire giornaliero.
Sul lungo termine tutte queste informazioni contribuiscono unicamente a portare una società a essere negatica e diffidente nei confronti del prossimo.
Un telegiornale serio dovrebbe informare su questioni utili come ad esempio scoperte importanti, dati dell'economia, eventi importanti nel mondo dati che condizionano il nostro avvenire.ù
Quello che trasmettono oggi è perlopiù processi, omicidi, incidenti stradali ecc.
Una massa di dati di importanza sterile se non per le questioni del posto in cuio avvengono.
Invece con tale informazione si fa propaganda di sistemi di governo definiti "regimi" e si induce le persone a essere diffidenti nei confronti di una categoria di persone, una nazione ecc.
Tutto ciò non si può definire informazione seria.
Una delle più grandi utilità della divulgazione mediatica controllata è quella di creare delle emergenze che in realtà non esistono selezionando delle quotidianità che sono sempre esistite e trasmetterle e ritrasmetterele in modo da accrescerne la loro importanza tra la popolazione.
Uno di questi esempi lo possiamo attribuire alla cosidetta emergenza climatica secondo la cui teoria l'emissione di anidride carbonica dalle attività di produzione umane siano la causa di un incontrollato riscaldamento climatico che starebbe avvenendo tutt'ora, così facendo si trasmettono immagini di ghiacciai polari che quotidianamente crollano in mare e li si attribuisce allo scioglimento della calotta polare a causa di temperature troppo elevate.
Ovviamente si tratta di propaganza per promuovere politiche energetiche di sottosviluppo e generare una politica di tasse sulle emissioni di anidride carbonica.
In realtà questo problema non è mai esistito in quanto la temperatura del pianeta attualmente sta evidenziando una tendenza verso il basso.
Ci stiamo raffreddando, anche qui siamo soggetti ad una politica americana di cui parlemo tra poco.
Tornando al modo in cui vengono selezionati dei problemi quotidiani sempre esistiti per poi ingigantirli facendo un'estesa propaganda e ritrasmissione mediatica anche la questione delle "armi facili" e del razzismo in America è un problema che è stato fatto apparire più grande di quello che in realtà sembra essere.
Il punto interrogativo che molti non si sono posti è per quale ragione di tali casi sono usciti solo in questo periodo?
Le scene con la quale un poliziotto sparava ad una persona di colore disarmata si sono susseguite in numerosi casi differenti e in un periodo di tempo tanto breve da farci comprendere che questi fatti avvenivano da molto tempo.
Un'altra questione è stata quella delle "armi facili" che il presidente statunitense stesso ha spesso attaccato, più su suo parere personale, i casi di sparatorie avvenuti negli Stati Uniti sono molto sporadici rispetto a numerosi altro paesi eppure quando avvengono il sistema mediatico americano ovviamente serve il suo governo e ne fa propaganda sia all'estero sia all'interno del paese, per indurre la credenza che in America ci sia il problema delle "armi facili."
I casi della polizia che spara su persone disarmate di colore è stato tanto appesantito da aver spinto la popolazione afroamericana a ribellarsi, scendere in strada in un'ondata di delinquenza a dir poco incredibile, in seguito dopo la sparatoria in una chiesa da parte di un folle che molto probabilmente aveva visto troppi film violenti, la propaganda dell'amministrazione Obama ha trovato un sistema per fondere e ingigantire i due problemi: "armi facili" e "uccisione di afroamericani."
Così ha commentato il presidente Barack Obama sui social network:"Obama sceglie Twitter per pubblicare le statistiche che mostrano l'urgenza di un provvedimento. "Con le armi ci uccidiamo uno con l'altro 297 volte in più che in Giappone, 49 volte in più che in Francia e 33 volte in più che in Israele" twitta il presidente.
E aggiunge: "Le espressioni di compassione non sono abbastanza. È ora di fare qualcosa"."

Ci sono però tre realtà da prendere in considerazione: A) La popolazione del Giappone è composta da 127,3 milioni di soggetti. La popolazione della Francia è composta da 66,03 milioni di soggetti. La popolazione di Israele è composta da 8,059 milioni di soggetti. La popolazione americana è composta da 318,9 milioni di soggetti. Certamente questo influisce notevolmente sulla questione delle statistiche, di conseguenza come esempio non si può neppure fare un paragone.B) Anche in Italia abbiamo avuto alcuni casi di omicidi fatti con armi da fuoco legalmente detenute non molto differenti dai casi americani, e nel contempo è interessante chiedersi perchè mediaticamente si faccia una cernita su 300 milioni di eventi che accadono in sul territorio americano proprio esclusivamente quello delle armi da fuoco, se non per scopo di propaganda del governo di creare un emergenza. C) Quello di cui non si fa menzione è il fatto che l'aumento dell'acquisto delle armi tra la popolazione americana ha incredibilmente portato a una rapida diminuzione del crimine nelle grandi e piccole città della nazione. Le statistiche parlano da sole.
I dati parlano chiaro che la criminalità negli Stati Uniti è drasticamente in calo negli ultimi anni.
Nel 2010, infatti, i reati violenti negli Stati Uniti sono scesi ai livelli più bassi mai registrati negli ultimi 40 anni: stupri, omicidi e rapine, secondo le cifre comunicate dall’Fbi, sono in picchiata in tutto il Paese. E i tassi di crimine che avevano reso alcuni quartieri delle grandi metropoli zone di guerra sono ormai ricordi del passato
A New York nel 1990 si sono registrati 2.245 omicidi, una cifra degna di un conflitto. Dagli anni Novanta, dopo la cura di Rudolph Giuliani e la sua «zero tolerance» (tolleranza zero), il dato è andato via via diminuendo e, nella sorpresa generale, nel 2009, al culmine della crisi finanziaria, il numero di omicidi è sceso sotto i 500, ai minimi da quando il dato viene statisticamente rilevato. Dopo una piccola crescita nel 2010, sulle statistiche del 2011 è comparso ancora il segno meno.
Un dato interessante invece lo si legge nel 2009 nella quale un'aumento dei cittadini armati ha portato ad un declino della criminalità, evidente segno che questo mezzo funziona per abbassare i tassi di criminalità.
""Per il terzo anno consecutivo, negli Stati Uniti si conferma il trend positivo: i crimini violenti sono in calo, mentre i cittadini onesti autorizzati a portare armi sono in aumento. Secondo l'Fbi Uniform crime report, i crimini violenti nel 2009 sono calati del 5,5 per cento rispetto al 2008, e il calo riguarda tutte le tipologie di reati violenti: omicidi, rapine, aggressioni. In proporzione, il calo dei crimini è stato più avvertibile nelle metropoli, rispetto alle campagne. Per contro, la National shooting sports foundation ha certificato l'aumento degli introiti determinati dalle tasse dovute per le licenze federali in materia di armi, il che indica senza ombra di dubbio l'aumento di armi e munizioni vendute sul mercato regolare a cittadini autorizzati. «Questa è la conferma inconfutabile di un fatto», ha dichiarato Alan Gottlieb, presidente della Second amendment foudation, «ci sono più armi in mano ai privati cittadini rispetto a qualsiasi momento del passato, eppure il tasso di criminalità è in calo. In parole povere, questo significa che le teorie degli anti-armi hanno semplicemente torto: più cittadini armati non significa più sangue per le strade, contrariamente a quanto i proibizionisti ci vogliono far credere con le loro previsioni da "giorno del giudizio"». Il numero di omicidi è calato, nelle grandi città, del 7,2 per cento nel 2009 rispetto al 2008, i furti sono calati di oltre l'8 per cento, le rapine del 3,1 per cento. «Forse», ha osservato Gottlieb, «semplicemente perché i criminali sono meno disponibili ad aggredire qualcuno sapendo che con tutta probabilità è armato».""
C'è anche un'altra sostanziale differenza tra gli Stati Uniti e quanto osserviamo in Italia.
In Italia la popolazione ammonta a 60,72 milioni di abitanti, secondo le statistiche, negli Stati Uniti invece il numero di abitanti ammonta a 315 milioni di abitanti, il che rende statisticamente rispetto all'Italia possibile i casi di persone che impazzendo imbracciano il fucile e si mettano a far fuoco tra la gente.
Ma tutto questo non ha nulla a che fare con la maggiore diffusione di armi da fuoco, in quanto questi casi possono verificarsi anche senza l'utilizzo di armi da fuoco, se un'individuo vuole scatenare una strage, può farlo anche con altri mezzi.
Un'esempio ce lo conferma.
Durante l'attentato a Brindisi di Melissa Bassi, il demente fece uso di bombole del gas all'interno di un cassonetto dell'immondizia.
Quindi si dovrebbero bandire le bombole del gas in quanto potenziali armi esplosive alla pari delle bombe?
Non si crede che questa logica abbia senso più di quanto non lo abbia il fatto di mettere al bando la diffusione delle armi da fuoco tra i cittadini, in quanto garantiscono il loro diritto all'autodifesa.
In realtà l'emergenza creata dai media sulle cosidette "armi facili" è funge da propaganda del governo con lo scopo di convincere la popolazione a sostenere il governo per creare una legge che imponga la sottrazione e il controllo delle armi posseduti dagli americani.
Un'ulteriore politica volta a indebolire l'autodifesa della popolazione americana in modo da renderla più malleabile e soggiogabile.



Scienza Politicizzata

Tratto dal libro di Michael Cricton, Stato di Paura.
"Immaginate che ci sia una nuova teoria scientifica che metta in guardia su un'emergenza impellente e indichi una via d'uscita.
Questa teoria viene subito sosten uta dai più importanti scienziati, politici e celebrità di tutto il
mondo. 
La ricerca è finanziata dafilantropi di primo piano, ed è portata avanti da università
prestigiose. 
I media si occupano spesso dell'emergenza in atto. La teoria scientifica in questione viene insegnata nelle università e nelle scuole superiori.
Non mi riferisco al surriscaldamento globale. 
Sto parlando di un'altra teoria, che è salita alla ribalta un secolo fa.
Tra i suoi fautori c'erano Theodore Roosevelt, Woodrow Wilson e Winston Churchill.
Era appoggiata dai giudici della corte suprema Oliver Wendell Holmes e Louis Brandeis, che emanarono leggi in suo favore. 
Tra le personalità che la sostenevano erano annoverati Alexander Graham Bell, l'inventore del telefono; l'attivista Margaret Sanger; il botanico Luther Burbank; Leland Stanford, il fondatore della Stanford University; il romanziere H.G. Wells; il drammaturgo George Bernard Shaw; e centinaia di altri. 
Diversi premi Nobel si schierarono in suo favore. 
La ricerca venne finanziata dalle fondazioni Carnegie e Rockefeller. 
Per portare avanti le ricerche venne istituito il Cold Springs Harbor Institute, ma una parte importante del lavoro venne svolto nelle università di Harvard, Yale e Princeton, Stanford e Johns Hopkins. Vennero promulgate leggi ad hoc in molti stati, da New York alla California.
Quegli sforzi ebbero il sostegno dell'Accademia Nazionale delle Scienze, dell'American Medical Association e del National Research Council. 
Si disse che se Gesù fosse stato in vita, avrebbe appoggiato quell'impresa.
In definitiva, la ricerca, la legislazione e il sostegno dell'opinione pubblica che ruotavano attorno a quella teoria durarono per almeno mezzo secolo. 
Coloro che osteggiavano la teoria venivano zittiti e chiamati reazionari, illusi o semplicemente ignoranti totali.
Ma a posteriori ciò che sorprende è che furono in pochi a combatterla.
Oggi, sappiamo che questa famosa teoria che
ottenne tutto quel consenso era in realtà una pseudoscienza. 
L'emergenza che sollevava era inesistente. 
E le azioni intraprese in nome di quella teoria erano moralmente sbagliate.
In ultima analisi, causarono la morte di milioni di persone.
La teoria in questione era l'eugenetica, e la sua storia è così spaventosa - e, per quelli che ci si sono trovati invischiati, così imbarazzante - che ora se ne parla raramente. 
Ma è una storia cheogni cittadino dovrebbe conoscere, così che quell'orrore non possa ripetersi.
La teoria dell'eugenetica postulava un decadimento dei geni destinato a portare a un deterioramento della razza umana.
I migliori esseri umani non si stavano riproducendo altrettanto rapidamente quanto i peggiori- gli stranieri, gli immigrati, gli ebrei, i criminali, i minorati fisici e mentali. Francis Galton, un rispettato scienziato inglese, fu il primo a teorizzare in questo campo, ma le sue idee vennero radicalizzate. 
Vennero adottate dagli scienziati americani, così come da coloro che, pur non nutrendo alcun interesse nella scienza, vedevano nell'immigrazione delle
razze inferiori dell'inizi o del Ventesimo secolo una minaccia, una «pericolosa peste umana» che si traduceva in un «afflusso crescente di imbecilli», che stavano inquinando il meglio della razza umana.
Gli eugenisti e gli anti-immigrazionisti unirono le forze per fermare questo fenomeno.Il piano consisteva nell'identificare gli individui deboli di mente - si credeva che gli ebrei fossero in gran parte deboli di mente, così come molti stranieri, e i neri - e impedire loro di riprodursi per mezzo
dell'isolamento in istituzioni o della sterilizzazione.
Come disse Margaret Sanger: «Favorire i buoni-a-nulla a spese di coloro che valgono è di una crudeltà estrema... non c'è offesa maggiore alla posterità di quella di lasciarle in eredità una popolazione di imbecilli». 
Parlava del fardello che era prendersi cura di «questo peso morto di rifiuti umani».
Questo punto di vista era ampiamente condiviso. H.G. Wells si schierò contro la «moltitudine di cittadini inferiori».
 Theodore Roosevelt disse che la «Società non guadagna alcunché dal permettere che i criminali si riproducano».
 Luther Burbank: «Impediamo ai criminali e ai deboli di riprodursi».
George Bernard Shaw disse che solo l'eugenetica era in grado di salvare il mondo. In quel movimento c'era un palese razzismo, esemplificato da testi come The Rising Tide Of Color Against White World Supremacy, dell'autore americano Lothrop Stoddard. 
Ma, a quel tempo, il razzismo era considerato un aspetto marginale dello sforzo teso a raggiungere un obiettivo meraviglioso: il miglioramento futuro del genere umano.
Era questa nozione avanguardista che attrasse le menti più liberali e progressiste di una generazione.
La California fu uno dei ventinove stati che promulgarono leggi che autorizzavano la sterilizzazione, e dimostrò di essere quello più lungimirante ed entusiastico - la California superò in sterilizzazioni qualsiasi altro stato americano.
La ricerca eugenetica venne finanziata dalla Carnegie Foundation, e più tardi dalla Rockefeller Foundation. 
Quest'ultima era così entusiasta che, anche dopo che la Germania divenne il centro
dell'attività eugenetica, e si cominciarono a gasare gli individui ricoverati nei centri di igiene mentale, la Rockfeller Foundation continuò a finanziare generosamente i ricercatori tedeschi. (La fondazione fece passare la cosa sotto silenzio, ma nel 1939, pochi mesi prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale, stava ancora finanziando la ricerca.)
Dagli anni Venti, gli eugenisti americani soffrirono per il fatto che la Germania aveva sottratto loro la leadership del movimento. 
I tedeschi erano ammirevolmente progressisti. 
Misero su case dall'aria anonima dove i «minorati mentali» venivano portati e intervistati uno alla volta, prima di essere condotti in una stanza sul retro che, in realtà, era una camera a gas. 
Lì, venivano gasati con l'ossido di carbonio, e i loro corpi finivano in un crematorio situato all'interno della proprietà.
Alla fine, questo programma venne allargato a una
vasta rete di campi di concentramento situati vicino a binari ferroviari, che sveltirono i trasporti e l'uccisione di milioni di indesiderati.
Dopo la seconda guerra mondiale, nessuno era un eugenista, e nessuno lo era mai stato. 
I biografi dei potenti e famosi non si dilungavano sull'attrazione che quella filosofiaaveva avuto sui protagonisti dei loro testi, e a volte non ne accennavano nemmeno. 
L'eugenetica cessò di essere una materia di studio nelle università, anche se alcuni sostengono che le sue idee continuano a essere presenti in svariate forme.
Ma a posteriori, spiccano tre punti fondamentali. Primo: a dispetto dell'istituzione del Cold
Springs Harbor Laboratory, a dispetto degli sforzi delle università e degli avvocati che peroravano la causa, l'eugenetica non ha alcun fondamento scientifico. 
In realtà, all'epoca nessuno sapeva che cosa fosse realmente un gene. Il movimento fu in grado di prosperare perché utilizzava termini vaghi e mai rigorosamente definiti.
 La «debolezza di mente» poteva significare qualsiasi cosa: dalla povertà all'analfabetismo, e all'epilessia. 
Analogamente, non c'era una definizione chiara per «degenerato» o «minorato fisico».
Secondo: il movimento eugenetico era in realtà un programma sociale mascherato da programma scientifico. 
Ciò che lo muoveva era la preoccupazione per l'immigrazione e per l'arrivo di gente non gradita nel proprio vicinato o nel proprio paese. 
Ancora una volta, questa terminologia vaga aiutò a nascondere quello che stava davvero succedendo.
Terzo: l'establishment scientifico di Stati Uniti e Germania non organizzò alcuna forma di protesta. Alcontrario. 
In Germania, gli scienziati abbracciarono il programma. Ricercatori tedeschi contemporanei sono tornati a esaminare i documenti nazisti degli anni Trenta.
Si erano aspettati di trovare direttive che dicessero agli scienziati che tipo di ricerca doveva essere portata avanti. Ma non fu necessario nulla delgenere. 
Nelle parole di Ute Deichman, «Gli scienziati, inclusi quelli che non facevano parte del partito (nazista), riuscirono a trovare finanziamenti per il loro lavoro cambiando atteggiamento e cooperando direttamente con lo Stato».
 Deichman parla del «ruolo attivo degli stessi scienziati nei confronti della politica razziale nazista... dove la ricerca era tesa a confermare la dottrina della superiorità della razza...non è stata documentata alcuna pressione». 
Gli scienziati tedeschi adattarono i loro interessi di ricercatori alle nuove politiche. E quei pochi che non lo fecero scomparvero.
Il secondo esempio di scienza politicizzata è piuttosto diverso nella sostanza, ma esemplifica i rischi del controllo, da parte dell'ideologia governativa, sul lavoro degli scienziati, e della diffusione da parte dei media di concetti falsi.
Trofim Denisovié Lysenko era un agricoltore che, si disse, «risolse il problema della fertilizzazione dei campi senza far uso di fertilizzanti o minerali». 
Nel 1928, affermò di aver inventato una procedura chiamata vernalizzazione, che consisteva nel sottoporre i semi a basse
temperature in determinate condizioni di umidità, in modo da accelerare il ciclo biologico delle specie vegetali in questione.
I metodi di Lysenko non superarono mai test rigorosi, ma la sua teoria secondo la quale i semi trattati trasmettevano le loro caratteristiche alla generazione futura rappresentava un revival delle idee lamarckiane, in un'epoca in cui il resto del mondo stava abbracciando la genetica mendeliana. 
Iosif Stalin abbracciò le idee di Lamarck, che implicavano un futuro libero da vincoli ereditari; voleva anche incrementare la produzione agricola. 
Lysenko prometteva entrambe le cose, e divenne l'eroe dei media
sovietici, in cerca di storie su agricoltori intelligenti che avevano sviluppato tecniche rivoluzionarie.
Lysenko fu descritto come un genio, e sfruttò la sua celebrità fino in fondo. In particolare, era abile nel denunciare i suoi avversari. 
Sottopose dei questionari ai contadini per provare che la vernalizzazione
incrementava i raccolti di grano, e così facendo evitò qualsiasi test diretto. 
Favorito da un'ondata di entusiasmo fomentata dallo stato, la sua ascesa fu rapida. 
Nel 1937, divenne membro del Soviet Supremo.
Lysenko e le sue teorie arrivarono a dominare la biologia russa.
 Il risultato furono carestie che portarono a milioni di morti, e purghe che spedirono centinaia di scienziati russi dissenzienti nei gulag.
Lysenko fu aggressivo nell'attaccare la genetica, che nel 1948 fu infi ne liquidata come «pseudoscienzaborghese». 
Le idee di Lysenko non trovarono mai alcun fondamento scientifico, eppure controllarono la ricerca sovietica per trent'anni.
Il lysenkismo cessò negli anni Sessanta, ma la biologia russa non si è ancora ripresa del tutto da quel periodo.
Ora abbiamo a che fare con una nuova teoria, che ancora una volta ha ottenuto l'appoggio di politici, scienziati e celebrità di tutto il mondo. 
Ancora una volta, la teoria è promossa dalle più importanti fondazioni.
Ancora una volta, la ricerca è portata avanti da università di prima grandezza. 
Ancora una volta, la legislazione è approvata e in suo nome si chiedono programmi sociali.
 Ancora unavolta, i critici sono pochi e bistrattati.
Ancora una volta, le misure auspicate hanno ben poca solidità in campo scientifico.
Ancora una volta, i gruppi con altre tabelle di marcia si stanno nascondendo dietro un movimento che si appella a nobili sentimenti. 
Ancora una volta, ci si appella a una sorta di superiorità morale per giustificare azioni estreme. 
Ancora una volta, il fatto che alcune persone soffrano passa in secondo piano perché si pone una causa astratta davanti a qualsiasi conseguenza umana. 
Ancora una volta, espressioni vaghe come sostenibilità o giustizia generazionale -prive di un significato preciso - vengono impiegate al servizio di una nuova emergenza.
Non sto mettendo il surriscaldamento globale sullo stesso piano dell'eugenetica. Ma le similitudini non sono trascurabili. 
E sostengo che ci è negata una discussione franca e aperta dei dati, e delle questioni in ballo.
Riviste scientifiche di primo piano hanno preso una posizione in maniera molto decisa a favore della teoria del surriscaldamento globale, cosa che, immagino, non avevano alcun diritto di fare.
 Date le circostanze, qualsiasi scienziato che abbia dei dubbi capisce che sarebbe più saggio tenerli per sé.
Una prova di questa repressione è il fatto che la maggior parte di coloro che criticano apertamente le teorie che riguardano il surriscaldamento globale sono professori in pensione.
Questi individui non cercano più i finanziamenti, e non devono più affrontare colleghi i cui finanziamenti e le cui promozioni potrebbero essere minacciati dalle loro critiche.
In campo scientifico, i vecchi di solito si sbagliano. Ma in politica, i vecchi sono saggi, cauti e hanno spesso ragione.
La storia passata delle convinzioni umane dovrebbe metterci in guardia. 
Abbiamo ucciso migliaia di nostri simili perché credevamo che avessero firmato un patto col diavolo, e fossero diventati streghe. 
Ogni anno continuiamo ad ammazzare un migliaio di persone per stregoneria. Dal mio punto di vista, c'è un'uni ca speranza perché l' umanità emerga da quello che Carl Sagan chiamava «il mondo infestato dai  demoni» del nostro passato. Quella speranza è la scienza.
E Alston Chase dichiarò che «quando la ricerca della verità viene confusa con la perorazione della politica, la ricerca del sapere si riduce alla lotta per il potere».
È questo il perico lo che ci troviamo ad affrontare. 
Ed è per questo motivo che la mescolanza di scienza e politica è una pessima combinazione, con una pessima storia alle spalle. 
Dobbiamo ricordare la nostra storia, ed essere certi che ciò che presentiamo al mondo come «sapere» sia onesto e disinteressato. "
Le politiche energetiche sulla quale si sta tentando "in teoria" di rallentare il Riscaldamento Globale e i vari paesi che le promuovono sono in realtà un modo di rallentare lo sviluppo dei paesi industrializzati e in via di industrializzazione con l'idea che se continuiamo ad emettere quel gas da combustione chiamato anidride carbonica il pianeta continuerà a scaldarsi e diventare sempre più caldo, quando in realtà non c'è nessuna evidenza che l'anidride carbonica sia un gas serra.
Facciamo due esempi Venere e Marte hanno delle atmosfere composte per la maggior parte da anidride carbonica, eppure il primo è rovente per emissione termica dal suolo e per il fatto che si trova vicino al sole mentre il secondo è un arido deserto rossastro dove le tempertaure durante il giorno la temperatura media è di circa 218 K (pari a -55 C), mentre le temperature alla superficie variano ampiamente dai 140 K (-133 C) al polo nella stagione invernale ai quasi 300 K (+27 C) durante le giornate estive.
Di conseguenza la politica energetica che gli Stati Uniti vogliono imporre ad altri paesi in rapido sviluppo come la Cina tramite "l'emergenza climatica" è quella di rallentare l'utilizzo di carbone e petrolio per il fatto che sono tra le risorse più energentiche e imporre la cosidetta Green Economy, pannelli fotovoltaici e pale eoliche e imporre tassazioni sulle emissioni di anidride carbonica.
Immaginate lo sviluppo industriale di un paese che adotta tali politiche e comprenderete che ciò è semplicemente impossibile, specialmente per un paese con un miliardo e mezzo di soggetti come la Cina.


Elogio alla Sottocultura

E' un dato di fatto che gli Stati Uniti tempo addietro avevano progettato una cosidetta "Bomba-Gay"-
L'"alito cattivo" e "bomba gay" sono nomi informali di due teorici delle armi chimiche non letali che un laboratorio di ricerca dell'United States Air Force speculava sulla produzione; le teorie implicavano lo scarico femminili sessuali feromoni oltre le forze nemiche, al fine di renderli attratti sessualmente gli uni agli altri.
Nel 1994 il Laboratorio Wright in Ohio, un predecessore dell'attuale United States Air Force Research Laboratory, ha prodotto una proposta di tre pagine proposta su una varietà di possibili armi chimiche non letali.
Wright Laboratory ha vinto il 2007 Ig Nobel per la Pace per "istigazione nella ricerca e sviluppo su una sostanza chimica arma la cosiddetta 'bomba gay' / 'puf bomb' -che farà si che i soldati nemici diventino sessualmente irresistibili per l'altro".
Tuttavia, il personale dell'Air Force contattato non erano disposto a partecipare alla cerimonia di premiazione a Sanders Theatre dell'Università di Harvard per ritirare il premio di persona.
E' una coincidenza che in questi anni il governo americano si stia tanto battendo sia negli Stati Uniti che all'estero per l'elogio e diritti di queste minoranze sottoculturali verso persone dello stesso sesso?
Non lo sapremo mai.
Ma è un dato di fatto che l'adozione di minori, la diffusione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso ecc è ampiamente considerato da molti un degrado dei valori morali e della società stessa.
Personalmente chi scrive non ha alcun interesse a parlare male di alcune categorie di persone o di altre, l'argomento mi è indifferente che esista o non esista, tuttavia l'opinione diffusa e i dati di fatto ci fanno capire che la diffusione di certe propagande su questioni sottoculturali provoca molti danni sia alla società sia ai minori.
Durante una manifestazione di protesta a Roma in difesa della famiglia il numero di persone si aggirava a circa non poche migliaia ma un milione, certamente un fatto non indifferente.

Non sorprende che molti paesi abbiano adottato politiche contrarie a tali sistemi di propaganda e abbiano cominciato a difendere i valori tradizionali.
Un'ulteriore fatto preoccupante è cosa porterà sul lungo termine simili politiche se non ad un notevole calo della natalità.
Si è notato inoltre che un termine con la quale veniva descritta l'omosessualità è letteralmente scomparso dalle ricerche di google per un certo periodo, prima che riapparisse, il termine di base era "Sodomia" da Sodoma e Gomorra.
Un'ulteriore questione che dovrebbe sollevare importanti interrogativi è quali altre politiche in futuro verranno adottate.
In Olanda è inquietante che costituzionalmente possa esistere quello che viene ribattezzato il "Partito dei Pedofili."
Certamente sul lungo termine di questo passo è anche possibile che verranno promulgate leggi anche a favore di matrimoni tra membri della stessa famiglia, ma si tratta solo di un'ipotesi per quanto impossibile da non escludere.
Le politiche sociali americane e quelle europeists sembrano condividere gli stessi punti, proprio come il multiculturalismo.
Questo non si tratta di un danno ne tantomeno di un degrado sociale, ma ogni società ha una capienza massima per quanto riguarda l'immigrazione.
Negli Stati Uniti questo problema non esiste in quanto si tratta di una nazione multiculturale che condivide numerose diversità sin dalla sua nascita le quali sono regolate da uno stesso ordinamento giuridico.
Per le nazioni europee invece la questione è differente in quanto in cosidetto Vecchio Continente condivide numerose diversità suddivise in nazione, tali nazionalità e diversità hanno sviluppato una loro etnia, cultura e tradizione che caratterizza l'identità nazionale di ogni singolo paese quali Francia, Ungheria, Italia, Spagna, Portogallo ecc di conseguenza il limite di immigrati che tali paesi può ospitare è estremamente limitato al fatto che un'eccessivo numero porterebbe a una disgregazione sociale etnica e culturale di tale paese compresa l'omogeneità della popolazione che lo caratterizza.
"Documenti governativi americani declassificati mostrano che la comunità dell' intelligence degli Stati Uniti ha condotto una campagna negli anni Cinquanta e Sessanta per costruire lo slancio per l'Europa unita.
E anche finanziato e diretto il movimento federalista europeo.
I documenti confermano i sospetti espressi al momento in cui l'America stava lavorando aggressivamente dietro le quinte per spingere la Gran Bretagna in uno Stato europeo.
Un memorandum, datato al 26 Luglio 1950, fornisce le istruzioni per una campagna per promuovere un parlamento europeo a pieno titolo.
E 'firmato da Gen William J. Donovan, capo dell'Ufficio di guerra americano of Strategic Services, precursore della CIA.
I documenti sono stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore presso la Georgetown University di Washington.
Essi comprendono i file rilasciati dagli Archivi Nazionali degli Stati Uniti.
Il principale strumento di Washington per definire l'agenda europea è stato il Comitato americano per un'Europa unita, creata nel 1948.
Il presidente era Donovan, apparentemente un avvocato privato da allora.
Il vice-presidente era Allen Dulles, direttore della CIA negli anni Cinquanta. La pensione includeva Walter Bedell Smith, primo direttore della CIA, ed un elenco di figure e funzionari ex OSS che si muovevano dentro e fuori della CIA.
I documenti dimostrano che ha ACUE finanziato il Movimento europeo, la più importante organizzazione federalista negli anni del dopoguerra.
Nel 1958, per esempio, ha fornito il 53,5 per cento dei fondi del movimento.
La Campagna europea della gioventù, un braccio del Movimento europeo, è stato interamente finanziato e controllato da Washington.
Il regista belga, il barone Boel, ha ricevuto pagamenti mensili in un conto speciale. Quando la testa del Movimento europeo, di origine polacca, Joseph Retinger, aveva imbrigliato questo livello di controllo americano e ha cercato di raccogliere fondi in Europa, è stato subito rimproverato.
I leader del Movimento Europeo - Retinger, il visionario Robert Schuman e l'ex primo ministro belga Paul-Henri Spaak - sono stati tutti trattati come braccianti dai loro sponsor americani.
Il ruolo degli Stati Uniti è stato gestito come un'operazione segreta.
Il finanziamento di ACUE è venuto dalle fondazioni Ford e Rockefeller, nonché i gruppi d'affari con stretti legami con il governo degli Stati Uniti.
Il capo della Fondazione Ford, ex ufficiale-OSS Paul Hoffman, è stato visto come capo dell'ACUE alla fine degli anni Cinquanta.
Il Dipartimento di Stato ha svolto un ruolo. Una nota dalla sezione europea, in data 11 giugno 1965, consiglia il vice-presidente della Comunità economica europea, Robert Marjolin, di perseguire l'unione monetaria di nascosto.
Si raccomanda di sopprimere il dibattito fino al punto in cui "l'adozione di tali proposte sarebbe diventato praticamente inevitabile".""

La realtà documentata venuta fuori dai documenti ufficiali di cui i media non hanno mai parlato, testimonia che chi ha concepito, creato e finanziato l’Unione Europea aveva bisogno di un’Europa debole," di un Europa in crisi, di Stati e Governi senza potere decisionale e di popoli senza sovranità."
Ed è esattamente quello che è avvenuto quando le monete nazionali dei singoli stati sono state soppresse sostituite dalla moneta unica chiamata: Euro.
L'Europa di oggi si trova in una fase di ripresa piuttosto moderata e diseguale.
Alcuni stati europei stanno meglio economicamente di altri e allo stesso tempo gli europeisti stanno attualmente portando avanti politiche migratorie che vogliono letteralmente imporre ad altri stati come le cosidette "quote" obbligatorie del Presidente della Comissione Europea, Jean-Claude Juncker.
Molti stati si sono opposti con decisione a tali costrizioni tanto che le "quote obbligatorie" non sono più diventate tali.
Si è fatto un gran parlare di solidarietà verso i migranti ma i vari capi di stato dei paesi europei non si sono fatti ingannare.
Le parole di Matteo Renzi hanno chiaramente dimostrato la debolezza dell'europeismo nei confronti dell'importanza delle identità nazionali.
La lituana Grybauskaitè lo prende di punta: «Noi dovremmo assumerci la responsabilità dei vostri fallimenti?» Il premier contrattacca. «Fatte pure; se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela. O c’è solidarietà, o non fateci perdere tempo. Possiamo fare da soli».
Sempre Renzi avrebbe esclamato “Se non siete d’accordo su 40 mila rifugiati non meritate di essere chiamati Europa”, e “se pensiamo che l’Europa serva solo al budget, non è l’Europa che pensammo nel 1957 a Roma”.
Certamente il fatto che i paesi abbiano potuto decidere per la propria nazione se continuare a prendere immigrati sul proprio territorio, anzichè essere costretti come voleva fare l'Unione Europea dimostra che il nazionalismo in Europa è ancora forte, tuttavia il fatto siano state imposte simili questioni anzichè essere discusse fin dal principio dimostra chiaramente l'indifferenza europea per le decisioni dei popoli e la preservazione della loro identità nazionale.

Degrado Sociale

Esiste un vero e proprio controsenso nelle nostre abitudini quotidiane.
E' provato che il tabacco provoca il cancro eppure chiamiamola stupidità sociale continuiamo a consumarlo quanto l'alcol.
Indubbiamente tutti nella vita ne facciamo largo uso eppure sempre più spesso osserviamo numerosi casi in cui minori fino ad arrivare addirittura all'età di 12 anni cominciano già con le prime consumazioni alcoliche.
Negli ultimi decenni si è assistito infatti ad un aumento graduale del consumo di alcol da parte di adolescenti e pre-adolescenti, aumento influenzato anche da pressioni sociali, mediatiche e pubblicitarie sempre più considerevoli e incalzanti.Accanto alle pressioni mediatiche sollecitate tramite social network o spot pubblicitari (si stima che vengono investiti circa 65 milioni di euro per la pubblicità di bevande alcoliche sul web) anche la maggiore disponibilità di offerta e il cambiamento di modelli di consumo hanno esposto i giovani all’acquisizione di comportamenti non salutari.
Negli ultimi anni infatti i giovani, ma non solo loro, hanno adottato un modello di consumo “anglosassone”: il bere ha perso il significato di ritualità dei pasti per assumere invece un valore comportamentale legato all’uso dell’alcol in funzione degli effetti che esso è in grado di esercitare sulle performance personali.
Da un consumo mediterraneo, in cui il vino veniva consumato ogni giorno durante i pasti, si è passati dunque a un consumo realizzato prevalentemente fuori pasto, il cui obiettivo non è il piacere della bevanda alcolica legata ai sapori del cibo, ma la ricerca dell’effetto secondario dell’assunzione alcolica, che per i giovani si esplicita nella percezione di essere maggiormente disinvolti, loquaci, disinibiti e maggiormente integrati nel gruppo dei pari.
Ad un livello generale da un recente rapporto condotto dall’Istat si evince che nel 2011 la quota di persone di 14 anni e più che bevono alcolici è pari al 66,9%. A seguito del cambiamento di modello di consumo sopra esposto appare in netto calo il consumo giornaliero di alcol (da 34,8% nel 2001 al 26,7% nel 2011), mentre aumenta la quota di chi dichiara di bere alcolici fuori pasto, nel 2011 raggiunge il 27,7% registrando un incremento del 24,9% rispetto al 2001.
Per quanto riguarda gli adolescenti, se nel 2001 consumava alcolici fuori pasto il 15,5% dei 14-17enni, nel 2011 la quota si assesta intorno al 18,8%, con una crescita più evidente tra i maschi. I comportamenti a rischio1 sono più diffusi tra i giovani di 18-24 anni (il 22,8% dei maschi e l’8,4% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei maschi e l’8,4% delle femmine).
Il degrado dei valori sociali è arrivato al punto che una vasta percentuale di giovani vivono letteralmente alla giornata e in prevalenza quasi senza uno scopo tanto che per sopportare la noia abusano di sostanze alcoliche.
A ciò si somma anche un forte aumento del consumo della Marijuana.
Nel 2012 quasi un ragazzo su 4 fumava spinelli, e il consumo è in aumento.
Lo rivela la Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze 2014.
Tra gli studenti di 15-19 anni, quelli che hanno fumato cannabis negli ultimi 12 mesi sono passati dal 21,56% (2013) al 23,46% (2014).
Mentre continua a calare l'uso di cocaina; resta stabile quello di eroina, di stimolanti e allucinogeni.
Per comprendere come ciò possa costituire un problema sociale da affrontare è sufficiente immaginare il passaggio di queste generazioni alla fase adulta e quelle successive ancora come saranno.
Certamente un'aumento del consumo di alcol nella popolazione ne contribuisca anche a ridurre il numero di nascite quanto l'estesa diffusione di droghe come la Marijuana non contribuiscono certamente a rendere la società più lucida.
Non fatevi ingannare a chi afferma il contrario su possibili effetti benefici circa il suo consumo.




Sistemi Informatici

La diffusione delle reti WI-FI e di altri mezzi informatici che collegano alla rete come Tablet, Ipad, Iphone ecc ha una sua indiscutibile utilità ma ha anche le sue controindicazioni.
Osserviamo sempre più spesso la dipendenza dei minori che sono sempre più attaccati al telefono a scriversi con il prossimo soggetto X mentre il dialogo tra le persone sta drammaticamente diminuendo a vista d'occhio.
Giovani in particolara stanno sviluppando una forte dipendenza verso tali sistemi e spesso passano ore e ore su facebook a guardare i dati privati altrui oppure a giocare.
Sul lungo termine ciò sta portando le prossime generazioni a essere sempre meno produttive, molto soggette a stanchezza mentale e a perdere la forza di volontà quando si tratta di fare qualcosa di pratico.


Economia

L'introduzione della moneta unica in Europa ha distrutto le sovranità nazionali dei singoli paesi portandoli ad una stagnazione economica che fluttua tra alti e bassi con notevoli differenze disuguali tra i vari paesi membri dell'Unione Europea, eccettuati quelli che hanno scelto di mantenere la propria moneta nazionale che si sono salvati dalla fase peggiore della crisi e a differenza dei paesi della zona euro hanno notevoli crescità economica.
Tutto ciò all'interno della zona euro ha portato ad una stagnazione partitaria di economia e morale della gente dove la disoccupazione e le persone soggette ai debiti si sono suicidate, le pensioni si sono viste tagliare e il malumore e l'apatia regnano sovrani tra la gente.
In una situazione simile si trova anche il Giappone.
Tutti i paesi che stanno condividendo le politiche statunitensi sono in questa situazione.
Questo è il mondo unipolare.
Gli Stati Uniti sono riusciti a soggiogare le politiche di questi paesi e condizionarne lo status quo.

Distruggere le Alternative

Tutti i paesi con sistemi di governo ostili alla politica americana si sono visti fare una brutta fine, nonostante avessero economie prospere ma con sistemi di governo differenti al quello americano e al modello europeo.
Così oggi lo chiamano "Portare la Democrazia":
Libia, prima e dopo l'aggressione della NATO:



Iraq, prima e dopo l'aggressione americana



Yugoslavia, prima e dopo l'aggressione americana e NATO

Afghanistan, prima e dopo l'aggressione americana

Giappone, prima e dopo il primo attacco atomico americano contro un paese non nucleare

Solleviamoci un punto interrogativo: ci sono dei prima e dopo di paesi attaccati dalla Federazione Russa?

Generare Rivolte

La politica estera americana contro gli Stati ostili alla loro politica non si ferma solo alle guerra ma bensì a generare e finanziare rivolte con il sostegno degli europeisti tramite sistemi di propaganda che discriminano un dato governo e descrivendolo come un regime.
Tale meccanismo è descritto qui.
Tentativi di sposdestare governi sono avvenuti in: Hong Kong, Brasile, Venezuela, Iran, Ecuador, Argentina, Macedonia, Pakistan, Armenia..la lista è piuttosto lunga.
Il colpo di stato più noto e che ha avuto successo è stato quello dell'Ucraina soggetta attualmente a un regime dittatoriale i cui esercito ucraino composto da giovani reclutati con la forza contro le regioni ribelli mostra forti tendenze al nazi-fascismo.
Le cosidette Rivoluzioni Colorate sono fortemente sostenute, propagandate e usate dalle ambasciate statunitensi presenti nei vari paesi, proprio come in Francia l'ambasciata americana intercettava e spiava ciò che faceva il presidente Hollande.
Tuttavia le più note sono le ONG (Organizzazioni non Governative) ad appoggiare e preparare tali Rivoluzioni a Colori, non per niente ma il presidente russo ha prevenuto possibili Rivoluzioni Colorate sul suo territorio proprio mettendo al bando le ONG dal suo paese.
Ecco una breve lista di tali organizzazioni sospettate dagli altri paesi di appoggiare simili rivolte in base ad articoli vari letti: Save the Children, Scientology, Greenpeace, USAID.


Conclusione


Il mondo unipolare è lo sviluppo di un sistema globale dove gli Stati Uniti interferiscono nelle questioni interne di altri stati per propri interessi geopoltici o di risorse, specialmente in quelli che non sono a favore della politica e del sistema politico americano-europeista.
Quanto si evvince è che si sta poco alla volta costruendo una società dipendente dai social media e dai sistemi informatici e facilmente malleabile.
Il sistema politico di paesi che sono sottoposti alla politica americana è quello di un sistema di multipartitismo come in Italia, dove troppe voci in capitolo portano solo ad una popolazione suddivisa in spicchi idealistici dove non esiste nessuna maggioranza e se esiste è molto debole e quindi sistemi politici fragili.
Le stesse nuove generazioni di oggi stanno vivendo una crisi culturale e di identità, quasi senza scopo.
Abbiamo osservato come paesi prosperi sono diventati "mediaticamente" da un giorno all'altro dei "regimi dittatoriali" e in seguito sono stati abbattuti e bombardati.
Nel mondo la NATO e gli Stati Uniti non hanno mai costruito nulla ma solo portato uno scenario da dopoguerra.
L'unica alternativa finora a tale sistema è rappresentata dalla Federazione Russa la quale si sta cercando di discriminarla e sanzionarla per contenerne lo sviluppo.
Il mondo unipolare è un mondo con poche nascite, un calo demografico e una società debole.













































BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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