ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 18 dicembre 2015

SIAMO ALLA FINE DEL PERIODO INTERGLACIALE


In dettaglio i cicli combinati delle Ere Glaciali che hanno colpito il nostro Pianeta negli ultimi 420 mila anni.
Basta guardare il grafico ricostruito delle temperature grazie ai carotaggi del ghiaccio sulla stazione antartica di Vostok, forse il luogo più freddo della Terra.
Queste “carote”, lunghe centinaia di metri, permettono, nelle loro stratificazioni, la “ricostruzione” del clima antartico, e, di riflesso, quello del nostro pianeta.
Riusciamo così a capire quali sono i valori in gioco, nell’ambito dei tempi di ritorno e della durata dei periodi interglaciali (quello che stiamo vivendo adesso).
Una generazione di uomini di circa 70 anni costituisce, in questo caso, appena un punto del grafico complesso sotto indicato, nel quale le glaciazioni si ripetono ciclicamente per una durata di circa 100 mila anni, intervallate da periodi interglaciali della durata di circa 10 mila anni.
I picchi glaciali si sono verificati per la precisione 125 mila, 280 mila, 325 mila e 415 mila anni fa, con temperature più basse delle attuali di circa 8-10°C nei periodi più freddi.
Possiamo notare come una glaciazione inizi all’improvviso, con un calo termico subitaneo anche di 6-8°C, per poi proseguire tra alti e bassi, ma caratterizzati da un trend in lenta discesa.
Altrettanto subitanea è la fine di una glaciazione, con risalite termiche dell’ordine di 10-12°C in pochi millenni, e forse anche in tempistiche minori.
Ma la cosa da notare è che, nel nostro attuale periodo interglaciale, le temperature sono risalite appena nella norma, in pratica rimanendo dagli 1 ai 3°C inferiori rispetto a quelle che dovrebbero essere in un interglaciale normale.
Questo ordine di cose tende a fare riflettere su quella che è la portata del Periodo Caldo Moderno e (+0,7° rispetto al 1850 a livello globale), e su quelle che erano le temperature molto più alte attraversate dal nostro pianeta durante una normale fase interglaciale.

Altra cosa che deve fare riflettere, il fatto che l’attuale interglaciale è ad 11600 anni, già superiore ad altri interglaciali che sono stati di appena 10 mila anni (in particolare 325 e 240 mila anni fa), di conseguenza i dati indicano che la prossima avanzata glaciale è imminente.
Un'altro dato ci evidenzia come anche al polo opposto del pianeta i dati indichino la stessa cosa.
Il grafico delle temperature di un’altra zona nella quale è relativamente facile estrarre “carote” di ghiaccio dello spessore di centinaia di metri, dalle quali è possibile, utilizzando alcuni metodi, ricostruire le temperature passate è la Groenlandia, e di conseguenza si comprendono anche le temperature globali.

Il grafico mostra anzitutto la fine dell’ultima glaciazione, tra 11 mila e 10 mila anni fa, con la curva delle temperature che cresce rapidamente nell’arco di pochi secoli.
Dopo un rapido e breve ritorno al clima freddo avvenuto circa 8200 anni fa, la temperatura globale ha toccato la sua punta massima circa 7300, 7000 e 3300 anni fa, quando le temperature erano di almeno 3° superiori a quelle attuali.
L’ultimo di questi periodi viene indicato come “Minoan Warm Period”, seguito da un rapido raffreddamento, e da un nuovo periodo caldo, denominato “Periodo Romano”, quando le temperature circa 2000 anni fa erano 1,5° più alte delle attuali.
Infine, dopo un raffreddamento molto pronunciato attorno al 700 d.C, le temperature sono risalite nel lungo Massimo Medievale, culminato attorno all’anno Mille, mentre dal 1200 in poi è cominciato quel periodo di freddo denominato Piccola Età del Ghiaccio.
L’attuale riscaldamento moderno è attualmente di circa 1°C inferiore al periodo del riscaldamento medievale.
Da notare che il trend termico degli ultimi 4000 anni in Groenlandia è discendente, questo è compatibile con i primi segnali dell’inizio della prossima glaciazione.
Un altro appunto legato alla quantità di CO2 presente in atmosfera, e ricavata dalle “bolle d’aria” intrappolate nel ghiaccio.
Le temperature raggiunsero un massimo di +3°C oltre il livello attuale con quantità di CO2 pari a circa 260 ppm.
La concentrazione di CO2 poi sale costantemente negli ultimi 4 mila anni, mentre contemporaneamente la temperatura scende.
Attualmente la concentrazione di CO2 è vicina alle 400 ppm, superiori di ben 120 ppm ai periodo romano, quando le temperature globali erano di 1,5°C superiori alle attuali.
Di conseguenza i dati indicano due cose: siamo prossimi alla prossima avanzata dei ghiacci; l'anidride carbonica di produzione industriale non influisce sul clima.




Fonti:
http://freddofili.it/2015/12/18/antartide-un-alternarsi-di-periodi-caldi-e-freddi-ciclici-negli-ultimi-400-mila-anni-siamo-alla-fine-dellinterglaciale-moderno/
http://freddofili.it/2015/12/17/groenlandia-le-temperature-in-calo-negli-ultimi-4-mila-anni-indicano-come-imminente-la-nuova-glaciazione/

martedì 1 dicembre 2015

L'ATMOSFERA DEL PIANETA NON SI RISCALDA DA DECENNI


L'atmosfera terrestre non si è riscaldato per decenni, come dimostrano entrambi i satelliti e dati di radiosonde.


Negli Stati Uniti le giornate e stanno diventando sempre meno calde e negli ultimi tre anni la tendenza è peggiorata verso il basso.

E' chiaro che la tendenza termica sta diventando molto negativa.

Fonti:
http://cdiac.esd.ornl.gov/ftp/trends/temp/angell/global.dat
http://data.remss.com/msu/graphics/TLT/time_series/RSS_TS_channel_TLT_Global_Land_And_Sea_v03_3.txt
http://realclimatescience.com/2015/11/biggest-fraud-in-history-perpetrated-by-tom-karl-and-gavin-schmidt/

lunedì 26 ottobre 2015

L'ESTENSIONE DELLA COPERTURA NEVOSA AUTUNNALE E' IN COSTANTE AUMENTO DA CINQUANT'ANNI


L'estensione della copertura nevosa autunnale è in costante aumento per 50 anni, a causa delle invasioni di aria artica che vanno più a sud. L'anno scorso ha avuto la più grande misura di neve autunnale sulle registrazioni.

La coltre di neve è ben superiore al normale anche quest'anno.

E' sufficientemente chiaro che i nostri figli e nipoti cresceranno in un mondo molto più freddo di quello attuale, noi invece siamo testimoni dei suoi cambiamenti.


Fonte:https://stevengoddard.wordpress.com/2015/10/22/autumn-snow-extent-continues-to-set-records/

martedì 20 ottobre 2015

DALL'ALASKA ALLA GROENLANDIA IL CIRCOLO POLARE ARTICO SI STA RAFFREDDANDO


I satelliti mostrano che l'Artico sta manifestando una forte tendenza al raffreddamento negli ultimi dieci anni, e in modo particolarmente veloce dal 2010.

Lo strato di ghiaccio che ricopre la superficie del mare è la più alta dal 1995.

Il vicino stato dell'Alaska invece si sta raffreddando di 0,1 gradi dal 1977.

Segnali più acuti invece stanno arrivando dalla Groenlandia.
La Groenlandia ha guadagnato 150 miliardi di tonnellate di neve e ghiaccio solo nelle ultime sei settimane, neutralizzando tutti i record precedenti.

I dati del sud-ovest della Groenlandia invece mostrano che le temperature sono in calo ad una velocità di 24 ° C per secolo dal 2003.

Quella che una volta era chiamata Terra Verde, Greenland, ora sepolta da uno strato di ghiaccio spesso dai 500 metri ai cinque chilometri nello strato più profondo sta diventando ancora più fredda.





Fonti:
https://stevengoddard.wordpress.com/2015/10/20/ten-years-of-arctic-cooling-eight-years-of-obama-lies/
https://stevengoddard.wordpress.com/2015/10/18/greenland-blowing-away-all-records-for-ice-growth/

lunedì 19 ottobre 2015

UNO STUDIO SUL CLIMA PASSATO DELLA GROENLANDIA

Il titolo dello studio: Dahl-Jensen, D., Mosegaard, K., Gundestrup, N., Clow, GD, Johnsen, SJ, Hansen, AW and Balling, N. 1998. Past temperatures directly from the Greenland Ice Sheet. Science 282 : 268-271.

Cosa è stato fatto
Sono state fatte misure di temperatura da due trivellazioni dalla Greenland Ice Sheet usati per ricostruire la storia della temperatura del ghiaccio della Groenlandia negli ultimi 50.000 anni in base all'analisi dei sedimenti delle epoche passate.

Quanto appreso
I dati hanno rivelato che le temperature sulla calotta della Groenlandia durante l'ultimo massimo glaciale (circa 25.000 anni fa) erano 23 ± 2 ° C più fredda rispetto a quella attuale.
Dopo la fine del periodo glaciale, le temperature sono aumentate costantemente a un massimo di 2,5 ° C più calde rispetto a quelle attuali durante il Climatic Optimum (4000 a 7000 anni fa).
Il Periodo Caldo Medioevale e la Piccola Età del Ghiaccio sono stati anche documentati nel record, con temperature di 1 ° C più calde e 0,5-0,7 ° C più fredde rispetto a quelle attuali, rispettivamente.
Dopo la Piccola Età del Ghiaccio, gli autori riferiscono che "le temperature hanno raggiunto un massimo intorno al 1930 dC" e che "le temperature sono diminuite negli ultimi decenni."

Cosa significa

I risultati di questo studio stanno in diretto contrasto con le previsioni dei modelli di circolazione generale (GCM) che ipotizzano esserci un riscaldamento nelle alte latitudini settentrionali nel corso degli ultimi decenni.
Essi mostrano anche grandi escursioni termiche nel corso degli ultimi 10.000 anni.


Fonte:http://www.co2science.org/articles/V1/N4/C1.php

venerdì 9 ottobre 2015

DUE STUDI SCIENTIFICI INDIPENDENTI TRA LORO CONFERMANO CHE IL DECLINO DELLA CORRENTE DEL GOLFO POTREBBE PORTARE AD UN FORTE RAFFREDDAMENTO DEL CLIMA


Si tratta di due studi indipendenti, effettuati negli Stati Uniti, sulla base dei quali si potrebbero verificare scenari glaciali dove potrebbero collassare le Correnti Oceaniche che trasportano calore alle alte latitudini.
Questo potrebbe, nel giro di appena tre anni, provocare un crollo delle temperature di circa 18°F, causando una forte siccità in Asia Centrale, ed una forte avanzata di ghiacci e nevi sull’Emisfero Settentrionale.
Il più importante dei due studi è stato pubblicato ad opera di Jud Partin ,pubblicato sulla rivista Nature Communication
Il suo “modello della circolazione termoalina” dell’Atlantico Settentrionale, con un nastro trasportatore che trascina calore dai Tropici verso il Polo, è un modello estremamente fragile, nel quale l’irruzione di acque fredde provenienti dallo scioglimento dei ghiacci delle calotte glaciali potrebbe determinarne il collasso.
Lo stesso evento si verificò 12 mila anni fa, il cosiddetto “Dryas recente”, dove il collasso della Corrente del Golfo provocò una nuova Era Glaciale della durata di mille anni.
Lo studio prevede un crollo delle temperature della Groenlandia di circa 18°F, ed un raffreddamento climatico di almeno 5-6°C a Parigi e New York, provocando conseguenze molto importanti per la vita e la società delle zone interessate da questo drastico calo termico.
Tale calo infatti potrebbe verificarsi nel giro di pochi anni, tre circa, in quanto il clima in questo caso potrebbe funzionare come un interruttore , e non secondo un lungo e lento cambiamento nel giro di diversi decenni.

Fonte:http://freddofili.it/2015/10/08/gli-scienziati-temono-larrivo-di-uno-scenario-simile-al-film-the-day-after-tomorrow-con-una-prossima-glaciazione-globale/

giovedì 3 settembre 2015

UNO STUDIO DI RICERCA CONFERMA CHE L'OCEANO ARTICO SEIMILA ANNI FA ERA LIBERO DAL GHIACCIO


Questo è interessante, buona parte della calotta glaciale artica era senza ghiaccio durante l’Olocene circa 10,000-6,000 anni fa.
Questo nuovo documento pubblicato in Quaternary Science in cui si è scoperto che l’estensione del ghiaccio artico del mare e lo spessore era molto minore rispetto alle condizioni attuali e secondo gli autori “Le analisi dei dati e del ghiaccio marino dell’Oceano artico indicano generalmente una riduzione del ghiaccio marino durante le parti del primo e medio Olocene (6000-10,000 anni fa) rispetto alla condizioni attuali.”
Gli autori mostrano come 8 diversi studi dei dati delegati, in base alla sedimentazione, rivelano lunghi periodi della durata di centinaia di anni senza ghiaccio marino perenne nelle condizioni senza ghiaccio artiche, e osservano che l’irraggiamento solare spiega questi cambiamenti.

Il grafico in alto mostra che lo spessore simulato medio annuo del ghiaccio marino era molto minore durante l’Olocene Climate Optimum ~ 13,000-6,000 anni fa, rispetto alla fine del 20 ° secolo sul lato destro del grafico.
Il grafico in basso mostra più ulteriori dato delegati sulle condizioni del ghiaccio marino con periodi più scuri-verdi che indicano meno ghiaccio marino.

Il moderno ghiaccio marino è a livelli elevati rispetto al resto del dell’Olocene.
Quindi si osserva ancora una volta come i periodi moderni siano più freddi rispetto a quelli di migliaia di anni fa.

Il documento:
Ripartizione del ghiaccio marino dell’Oceano Artico perenne durante l’insolazione massima del periodo Olocene
Christian Stranne , Martin Jakobsson, Göran Björk

Estratto

Le deleghe di dati del ghiaccio marino artico indicano generalmente una riduzione del ghiaccio marino durante le parti del primo e medio Olocene (~ 6000-10,000 anni prima del presente) rispetto alla condizioni attuali.
Questo minimo del ghiaccio marino è stato attribuito all’insolazione massima nell’emisfero settentrionale durante l’Olocene (EHIM) associata ai cicli orbitali della Terra.
Qui si indaga l’effetto transitorio delle variazioni di irraggiamento durante la parte finale dell’ultima glaciazione e l’Olocene mediante simulazioni climatiche continue con il modello l’atmosfera-oceano-ghiaccio marino CCAM.
Ci mostrano che l’aumento dell’insolazione durante EHIM ha il potenziale per spingere la copertura di ghiaccio marino dell’Oceano Artico in un regime dominato dal ghiaccio stagionale, vale a dire estati libere dal ghiaccio marino.
La forte risposta del mare nello spessore del ghiaccio è causata anomalia positive sul albedo del ghiaccio.
Gli studi delle carote di ghiaccio GRIP e le carote di sedimenti alle alte latitudini del Nord Atlantico indicano che il periodo Bølling-Allerød (c. 12,700-14,700 anni BP) è stato un periodo climaticamente instabile nelle latitudini settentrionali elevate e ipotizzano che questa instabilità possa essere collegato alla duplice modalità di stabilità della copertura del ghiaccio marino dell’Artico caratterizzata ad esempio da transizioni tra periodi con e senza copertura di ghiaccio marino perenne.

Fonte:http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0277379113004162?np=y

lunedì 17 agosto 2015

UNO STUDIO DIMOSTRA CHE LE TEMPERATURE DELLA GROENLANDIA ERANO PIU' CALDE DURANTE IL PERIODO CALDO MEDIEVALE E ANCHE DURANTE GLI ANNI QUARANTA CHE OGGI


Un nuovo documento pubblicato in Climate of the Past Discussions ricostruisce le temperature da 12 nuclei di ghiaccio del nord della Groenlandia negli ultimi 1100 anni e dimostra che le temperature durante il Periodo Caldo Medioevale iniziato 1065 anni fa erano più caldo rispetto alla fine del record nel 2000.
Inoltre, i dati mostrano che le temperature del 1450 (durante la Piccola Età del Ghiaccio) e 1920-1940 sono state anche molto più calde rispetto al secondo 20 ° secolo.

d18O ice core temperature proxy shows Medieval Warm Period in red box labeled "MCA", Little Ice Age in blue box labelled "LIA" and Early Twentieth Century Warming (from 1920-1940) in red box labeled "ETCW".
e sorprendenti conclusioni sono state tratte da uno studio effettuato delle “carote di ghiaccio”, studi che sono stati già esaminati in precedenti articoli, ma che adesso riguardano con maggiore precisione l’ultimo millennio di dati climatici.
Come sappiamo, viene esaminata la concentrazione dell’isotopo dell’Ossigeno O18, che è più alto nei periodi in cui il clima è caldo, più basso nei periodi di clima freddo.
Lo studio esamina pazientemente gli strati nevosi delle “carote” di ghiaccio estratte da alcuni luoghi della calotta glaciale groenlandese, studiando le variazioni dell’O18 in ciascuno strato.
Il risultato dello studio è che le temperature sono state molto alte nel periodo Medievale, cioè fino al 1420 circa, e, sorprendentemente, tra il 1920 ed il 1940, quando si raggiungono valori simili a quelli medievali, mentre successivamente le temperature sono andate calando.
Si conferma anche la Piccola Età Glaciale, che è stata datata con grande precisione, tra il 1420 (+ o – 20 anni), ed il 1850-70.
Lo studio sembra quindi smentire, sorprendentemente, la teoria del Riscaldamento Globale che vede raggiungere i massimi picchi termici alla fine del XX Secolo.
E stata ricostruita anche la curva dell’estensione del ghiaccio artico nel mese di Agosto, e, alla fine del XX Secolo, l’estensione è nella norma dell’ultimo millennio e non lontana dall’estensione raggiunta nel Medioevo.

Fonte:http://www.clim-past-discuss.net/11/2341/2015/cpd-11-2341-2015.html


METEOROLOGO DEL NOA: STIAMO COMINCIANDO A VEDERE UN DRAMMATICO RAFFREDDAMENTO NELLA REGIONE ARTICA


"Stiamo iniziando a vedere un raffreddamento drammatico nella regione artica", dice David Dilley, ex meteorologo NOAA.
I recenti gelidi inverni l'espansione calotte polari sono segnali inquietanti di un raffreddamento globale già in corso, dice Dilley.
Invece di un periodo di riscaldamento, abbiamo bisogno di preoccuparci per il prossimo periodo di raffreddamento di 125 anni.

In questa ipresentazione di 49 minuti di video il signor Dilley, CEO e ricercatore senior presso Global Weather Oscillations, Inc., spiega perché dobbiamo concentrarci sul vero problema di un raffreddamento a venire.
Dilley, che ha 42 anni di esperienza professionale in meteorologia e climatologia, è stato con il NOAA per venti di quegli anni.
Ecco le sue osservazioni:
1. Il lieve decremento della temperatura negli ultimi 18 anni è reale. (4,09)
2. Cicli naturali sono dietro la pausa corrente.
3. Le carote di ghiaccio mostrano il ritardo della CO2 con il rialzo delle temperature. (5,00)
4. 7000 anni fa c'era il 50% di ghiaccio marino artico rispetto ad oggi. (8,20)
5. Il ciclo di 1000 anni è reale. (9,20)
6. Il pianeta negli ultimi diecimila anni ha avuto una tendenza al raffreddamento. (9.34)
7. Cicli naturali stanno guidando il nostro clima. (10.04)
8. Il raffreddamento si accentuerà in modo pesantissimo dal 2023 a 2150.
9. Il riscaldamento attuale è perfettamente naturale.
10. I cicli di Milankovitch guidano cicli di grandi dimensioni. (Ore 13.00)
11. Le forze gravitazionali possono gonfiare il nucleo della Terra da 1,4 km (15.35)
12. Le forze gravitazionali hanno impatto sulla temperatura globale (17.20)
13. Sia il rscaldamento sia il raffreddamento iniziano ai poli (17.48)
14. Il raffreddamento e lo scioglimento del ghiaccio artuco è stato causato da impulsi delle correnti oceaniche calde (19,50)
15. "Ora stiamo iniziando a vedere un raffreddamento drammatico nell'Artico". (22,50)
16. "L'Artico ora si sta raffreddando rapidamente. "(24.06)
17. Entrambi i poli si stanno raffreddando rapidamente ora. (25.05 (
18. I poli non mostrano segni di riscaldamento. (26.30)
19.La siccità occidentale e orientale fredda è a causa del ciclo di 26 anni. (27.55)
20. I vortici polari sono la causa del raffreddamento artico e anche di quello globale. (29.25)
21. I cicli lunari sono correlati con cicli di riscaldamento / raffreddamento. (31.30)
22. Ci sarà un rapido raffreddamentoentro il 2019. (32.00)
(punti saltati perchè non conformi alle nostre tematiche )
31. "Il consenso del 97% sul fatto che il pianeta si stia scaldando è falso". (41.00)
(punti saltati perchè non conformi alle nostre tematiche )
33. L'85% meteorologi dicono che il cambiamento climatico è naturale. (42.20) 
34. Il raffreddamento globale è il vero pericolo. (43.20)
35. Vulcani e raffreddamento sono spesso correlati. (44.00)
36. Cattivi raccolti a causa di questo raffreddamento sono "molto probabili". (45.45)
37. "Sarà estremamente freddo" dal 2025 al 2050. (46.36)



Fonte:ttp://notrickszone.com/2015/08/12/now-starting-to-see-a-dramatic-cooling-in-the-arctic-says-former-noaa-meteorologist-extremely-cold-from-2025-to-2050/


mercoledì 12 agosto 2015

LE PASSATE ETA' DEL GHIACCIO ASSOMIGLIAVANO A FENOMENI DI EL NINO


Durante ere glaciali passate l'Oceano Pacifico tropicale si è comportato piuttosto come fa oggigiorno in un evento di El Niño, portando acquazzoni in alcuni luoghi e la siccità per gli altri."
Inizia così una rivista Nature in un articolo del 2002 (12 lug 2002).
Gli studi di Stott e Kouvatas suggeriscono che "spostamenti tra le temperature medie globali calde e fredde sembrano, dal punto di vista del Pacifico tropicale, come super El Niños.
Così fanno anche le oscillazioni di riscaldamento e di raffreddamento a più breve termine, chiamati interstadiali e stadials, che punteggiavano l'ultima era glaciale ".
"Non è chiaro se questi cambiamenti implicano che il clima era costantemente in una fase di El Niño durante le ere glaciali, o se tali fasi andavano e venivano ogni pochi anni, come avviene attualmente, ma più spesso e più intensamente", dice Lowel Stott della University of Southern California.


Fonte:http://www.nature.com/news/1998/020708/full/news020708-19.html

giovedì 13 novembre 2014

QUANDO L'ISLANDA MORI DI FREDDO




L'Islanda è una fredda isola circondata dall'Oceano Atlantico appena poco più a sud del Circolo Polare Artico e ad est della Groenlandia.
E' un’isola di origine vulcanica, geologicamente giovane (circa 20 milioni di anni) e ancora in corso di formazione.
La geologia di quest'isola è molto particolare, infatti l'Islanda è la più ampia parte emergente della lunga dorsale medio-atlantica ed è l’espressione terrestre e visibile di ciò che troveremo, al di sotto della superficie marina, nella dorsale medio oceanica.
Più dell'11% del territorio è ricoperto da ghiacciai, tra i quali il Vatnajokull che è il più esteso d'Europa.

Il clima dell'Islanda è oceanico freddo (classificazione dei climi di Köppen: Cfc) vicino alla costa meridionale e nelle aree di tundra sugli altipiani interni. L'isola si trova sul percorso della Corrente nord-atlantica, il che rende il clima più temperato di quanto la latitudine leggermente a sud del circolo polare artico lasci immaginare.

Il tempo in Islanda è notoriamente variabile.
L'aurora boreale è spesso visibile durante le sere e le notti invernali.
La temperatura media di luglio nell'area meridionale dell'isola va dai 10 °C ai 13 °C. Nei giorni caldi possono invece essere raggiunti anche i 25 °C, sebbene ciò accada piuttosto raramente.
La temperatura più alta mai registrata fu di 30,5 °C e si verificò nel 1939 nella regione dell'Austurland.
L'inverno islandese invece è mite relativamente alla latitudine dell'isola.
Le pianure a sud dell'isola hanno una temperatura media di 0 °C, mentre sugli altipiani si arriva a -10 °C.
Nella parte settentrionale dell'isola la media oscilla tra i -25 °C e i -30 °C. La temperatura più fredda mai registrata fu di -39,7 °C.
E' anche degno di nota far notare come la superficie forestale dell'Islanda arrivi solamente all'1%.
Ora la domanda interessante da porci è la seguente: è sempre stato così?
In realtà l'Islanda in passato era una terra molto più calda e fertile di quanto non la sia oggi.
Si suppone che prima degli insediamenti umani del X secolo, gli alberi coprissero circa il 30-40% dell'isola, ma oggi gli unici esempi di foresta di betulle sono a Hallormstaðarskógur e Vaglaskógur.
Quando i vichinghi arrivarono prima in Islanda durante l'anno 874, tutte le pianure islandesi erano coperte di superfici forestali, anche se solo di betulla, sorbo e salice, la copertura forestale era di circa il 25-40%.
Durante gli anni 800 dC - 1200 dC, la Groenlandia e l'Islanda sono state conquistate e abitate dai Vichinghi, proprio per il fatto che in quel periodo esisteva un clima di gran lunga più caldo dell'attuale.
Il "Periodo Caldo Medievale" ha permesso questa grande migrazione a fiorire.
Bisogna però ora che ci siamo soffermati sul Periodo Caldo Medievale, smentire un errore fatto abbastanza spesso, ossia che il Periodo Caldo Medievale, era un periodo caldo limitato all'emisfero settentrionale del nostro pianeta.
Il rapporto del 2001 dell'Intergovernmental Panel on Climate Change, organismo dell'ONU che studia la variazione delle temperature sulla terra, dichiarò sommarie queste affermazioni, sostenendo che: "...le conoscenze attuali non consentono di sostenere che possano essere esistiti periodi globalmente sincroni di particolare caldo o freddo su tutto il globo terrestre ed i termini periodo caldo medioevale e piccola era glaciale hanno dei significati limitati e non possono essere ascritti a tutto il globo terrestre nei singoli periodi in cui furono osservati".[
Purtroppo i dati invece smentiscono il rapporto dell'Ipcc e dimostrano che sia il Periodo di Caldo Medievale e la successiva Piccola Età del Ghiaccio invece erano un fenomeno che comprendeva sia l'emisfero settentrionale sia l'emisfero australe.
La ragione per la quale l'Ipcc non si possa classificare come una certa fonte scientifica consta nel fatto che in primo luogo tale ente è composto da gruppi di ricercatori che basano le loro previsioni climatiche su modelli di computer che includono l'anidride carbonica prodotta dalle attività umane, ma non considerano l'attività del sole, la radiazione cosmica, il vulcanismo sottomarino ecc.
In secondo luogo la maggior parte dei ricercatori dell'Ipcc non sono veri e propri scienziati climatici che hanno testato le ricerche sul campo, ma sono composti da persone selezionate da movimenti ambientalisti (vedi qui), in tal caso l'unico sistema per avere chiarezza da fonti scientifiche, è sempre quello da dati presi sul posto (Tibet, Australia..).
Un sostanzioso numero di studi scientifici hanno dimostrato l'influenza del Periodo Caldo Medievale in tutto il mondo.(vedi qui)
Un breve resoconto dimostra come il Periodo Caldo Medievale fosse diffuso anche nell'altro emisfero.
Il clima equatoriale orientale dell'Africa ha alternato un periodo più secco rispetto ad oggi, e relativamente umido.
Il clima secco ha avuto luogo durante il Periodo Caldo Medievale (~ 1000-1270 dC).
Un nucleo di sedimenti dal bacino orientale di Bransfield, nella Penisola Antartica conserva eventi climatici della Piccola Età del Ghiaccio e del Periodo Caldo Medievale. Il nucleo mostra un periodo decisamente freddo tra il 1000-1100 dC, illustrando che durante il Periodo Caldo Mediavale ci sono stati, a livello regionale, periodi di calore e freddo, anche se potrebbe tranquillamente collegarsi con il Minimo Solare di Oort, tra il 1040 al 1080.
Coralli nel tropicale Oceano Pacifico suggeriscono che clima relativamente fresco e asciutto potrebber aver persistito all'inizio del millennio, coerente con una La Niña. Anche se vi è una estrema scarsità di dati dall'Australia (sia per il Periodo Caldo Medievale e la Piccola Età del Ghiaccio) prove dalle terrazze con ghiaia costruite dalle onde per una permanenza piena del lago Eyre nel corso dei secoli 9 ° e 10 sono coerenti con questa configurazione de La Niña, anche se di per sé è insufficiente a mostrare come i livelli del lago variavano da un anno all'altro o quali condizioni climatiche erano altrove in Australia.
Il Periodo Caldo Medievale è stato notato in Cile nel letto di un lago nei nuclei di sedimento di 1500 anni, nonché nella Cordigliera orientale dell'Ecuador.
Adhikari e Kumon (2001), mentre stavano indagando nei sedimenti nel lago Nakatsuna nel Giappone centrale, hanno trovato un periodo caldo dal 900-1200 dC che corrispondeva al Periodo Caldo Medievale e tre fasi fredde, di cui potrebbero essere legate alla Piccola Età del Ghiaccio.
Un'altra ricerca nel nordest del Giappone dimostra che c'è un intervallo di caldo / umido dal 750 dC al 1200, e due intervalli di freddo / secco da 1 a 750 dC e il 1200 ad oggi.
Ge et al hanno studiato le temperature della Cina nel corso degli ultimi 2000 anni, e hanno trovato elevata incertezza prima del 16 ° secolo, ma buona consistenza nel corso degli ultimi 500 anni, evidenziando dai due periodi freddi 1620-1710 e 1800-1860, e il riscaldamento durante il 20 ° secolo.
Hanno anche scoperto che il riscaldamento durante i secoli 10-14 in alcune regioni potrebbe essere paragonabile in grandezza al riscaldamento degli ultimi decenni del 20 ° secolo.
Un studio del 1979 presso l'Università di Waikato ha rilevato che "Le temperature derivate dal profilo del O 18 / O 16 (Ossigeno) attraverso una stalagmite ha trovata in una caverna in Nuova Zelanda (40.67 ° S, 172.43 ° E) ha suggerito che il Periodo Caldo Medievale che si è verificato tra il 1050 e il 1400 dC ed è stato 0,75 ° C più caldo rispetto al periodo caldo corrente.
Il Periodo Caldo Medievale è stato anche evidenziato in Nuova Zelanda da un record di albero anelli d'albero risalenti all'anno 1100.
Una ricostruzione basata sulle carote di ghiaccio ha trovato che il Periodo Caldo Medievale si distingueva nel tropicali Sud America dal 1050 al 1300, seguito nel 15 ° secolo dalla Piccola Età del Ghiaccio.
Le temperature di picco non sono aumentate alte come quelle del tardo 20 ° secolo, che erano senza precedenti nella zona durante il periodo di studio che risale intorno all'anno 1600.
Possiamo quindi concludere che sia il Periodo Caldo Medievale e la Piccola Età del Ghiaccio, sono stati un fenomeno globale, contrariamente alla mancanza di dati da parte dell'Ipcc.
Un'ulteriore fatto importante da prendere in considerazione include il fatto che le temperature in passato sono state di gran lunga più calde del periodo attuale.
Osserviamo la ricostruzione completa delle temperature dallo Younger Dryas, il picco più basso infondo a sinistra, circa 11.500 anni fa, e in base ai dati prelevati da carotaggi nella calotta glaciale della Groenlandia, si osserva come il grafico elaborato su tali dati contenuti nei nuclei di ghiaccio ci dimostri come le temperature in passato siano state marcatamente più calde delle attuali, e come da 10.000 anni stiano seguendo un lento declino favorendo l'espandersi del clima freddo in Groenlandia e in Islanda, dove un tempo erano terre dove si poteva coltivare e creare aziende agricole, oppure c'era una maggiore superficie forestale ormai ridotta al 1% dal clima gelido che non ne favorisce più la crescita.

Abbiamo già descritto come la Groenlandia, già 5000 anni fa fosse di gran lunga più calda di oggi (qui) e di come durante il Periodo Caldo Medievale, come conferma il suo nome in danese Greenland, fosse ancora verdeggiante e ricca di pascoli. (qui)
Di conseguenza se già a quella latitudine il clima era tanto caldo, l'Islanda doveva essere a dir poco verdeggiante e ricca di foreste.
La Groenlandia e l'Islanda morirono quando ebbe inizio l'ultima Piccola Età del Ghiaccio, 1250, la quale portò ad un'accentuarsi del raffreddamento climatico che si stava protraendo giù da 10.000 anni, i quali sono stati si millenni più caldi dei nostri, ma stavano millennio dopo millennio diventando sempre più freddi.
Oggi a differenza del Periodo Caldo Medievale, nel Periodo Caldo Moderno, le temperature non si sono più sollevate e il clima è rimasto freddo, completamente sterile per la crescita delle foreste.
Numerose conferme ci arrivano sia dai ritrovamenti di antiche foreste nella regione sia dal fatto che i ghiacciai dell'Islanda un tempo erano decisamente più ridotti, oggi invece sono di gran lunga più estesi.

Drumbabót è un tratto di 100 ettari di terreno dove i resti di un antico bosco sono visibili, a causa dell'erosione eolica e dell'acqua nel corso dell'ultimo secolo.
La zona desertica contiene le ultime vestigia di quello che potrebbe essere stato un ettaro di bosco di 2000 betulle che si pensa abbia prosperato lì tra il 755-830 dC. Cento ettari di vecchi ceppi di 1.200 anni sono tutto ciò che rimane di questa fitta foresta che potrebbe aver visto 500-600 alberi maturi (per ettaro) nel suo periodo di massimo splendore.
Paragonabile ad alcuni dei più grandi alberi che si trovano oggi in Islanda, molti degli alberi sono cresciuti a 30 cm di diametro.
Ancora nella loro posizione verticale, e tutto appoggiandosi in direzione sud-ovest, questi vecchi cimeli sono saldamente inseriti nel suolo di palagonite.
I ceppi di albero di Drumbabót non sono univoci in Islanda; resti simili sono stati trovati vicino Hekla, con la differenza che Drumbabót è stato meglio conservato a causa dello spesso strato di 90 centimetri di sedimenti che proteggeva gli alberi così bene che la corteccia è ancora intatta su molti di loro.
Anche i ghiacciai erano meno estesi rispetto ad oggi.

Il ghiacciaio Jökulsárlón: quando i primi coloni arrivarono in Islanda intorno al 900 dC, il bordo della lingua glaciaale del ghiacciaio Breidamerkurjokull era di circa 20 chilometri (12 miglia) più a nord della sua posizione attuale.
Nel 1890, la copertura globale dei ghiacciai d'Islanda era al massimo dalla fine dell'era glaciale.
Ciò si spiega anche dal grafico, in quanto la Piccola Età del Ghiaccio 1250-1913, è stata la fase più fredda dalla fine della glaciazione, e come osserviamo in seguito, il riscaldamento climatico che seguì, il Periodo Caldo Moderno, non è stato superiore come temperature al Periodo Caldo Medievale portando quindi ad una minore riduzione dei fronti glaciali.
Da allora, quando le temperature globali hanno iniziato a salire, i ghiacciai islandesi si leggermente ritirati.
Tuttavia, un effetto collaterale inatteso di tale scioglimento della neve è stato rivelato, ulteriori ghiacciai sono stati scoperti. Alcuni di questi ghiacciai giacevano sotto un grande manto nevoso tale che essi erano sconosciuti, di fatto nascosti da occhi umani.
Le variazioni dei ghiacciai in Islanda dal 1930 mostrano una chiara risposta alle variazioni del clima nel corso di questo periodo: la maggior parte dei ghiacciai si ritirarono ritirarono fortemente durante la prima metà del periodo di monitoraggio, in seguito al clima caldo tra il 1930 e il 1940.
Un clima di raffreddamento dopo il 1940 ha portato ad un rallentamento del ritiro e molti ghiacciai cominciato ad avanzare verso il 1970 fino al 1985, quando una nuova fase di ritiro ebbe inizio.
I dati dimostrano che adesso, alla fine del Periodo Caldo Moderno, l'Islanda è più fredda di quanto non fosse durante il Periodo Caldo Medievale, dal 2008 siamo in un nuovo periodo di bassa attività solare e le proiezioni future evidenziane prevedono un'ulteriore declino dell'attività solare e quindi un raffreddamento climatico.
Un fatto interessante da prendere nota durante il Periodo Caldo Medievale è che le condizioni in Groenlandia e in Islanda erano tanto vivibili, dove che nella prima c'erano allevamenti di bestiame e ampie distese erbose, nella seconda invece distese di foreste e una buona agricoltura.
I cronisti citano anche il nuoto nei fiordi della Groenlandia.

Oggi invece la Groenlandia è circondata dal mare ghiacciato, nel frattempo con l'entrata dal 2008 della nuova crisi dell'attività solare, l'Islanda ha cominciato ad essere sotto l'effetto dei primi record di freddo e di neve.

Nel dicembre 2011 quelli in Islanda che dicevano che non potevano ricordare un nevoso dicembre l'hanno dimostrato proprio dal Met Office islandese.
Il 29 dicembre la profondità della neve era di 33 centimetri da Reykjavík e nei comuni limitrofi, che è un record.
Dall'inizio delle rilevazioni nel 1921 non c'è mai stato un periodo di 24 ore nel mese di dicembre con più precipitazioni nevose sulla capitale islandese.

Nel settembre 2012 invece, sebbene delle nevicate in Islanda in quel periodo non siano insolite, una nevicata che ha scaricato 2-3 metri di neve facendo strage di animali non si era mai vista.
Una nevicata di 2-3 metri nella notte dei primi giorni di settembre ha sepolto centinaia di pecore.
Allo stesso modo sono stati battuti negli ultimi anni diversi record di mesi più freddi da diversi anni.
Il dicembre 2011,nella capitale dell'Islanda è stato uno dei più freddi sul record.
Solo una volta negli ultimi 60 anni è il mese di dicembre stato più freddo nella capitale islandese, secondo il meteorologo Trausti Jónsson.
Si può anche andare nel lontano 1936, quando il gelo durò per tutto il mese per trovare record delle temperature similmente gelide.
Il maggio 2013 invece è stato il più freddo maggio da 36 anni. I
A Grimsstadir á Fjöllum la temperatura è stata misurata a -17,6 ° C sotto lo zero (0,32 ° F).
Il vecchio record era di -17,4 ° C a Modrudalur á Fjöllum.
Il mese precedente invece era l'aprile più freddo a Reykjavik dal 2000.
Come stiamo osservando anche l'Islanda si sta raffreddando ed è possibile che entro qualche decennio la calotta glaciale del Vatnajokull sarà decisamente più estesa rispetto ad oggi.




Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Vulcani_dell'Islanda
http://www.indire.it/erasmus/schede_paesi/Islanda.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Clima_dell'Islanda
http://it.wikipedia.org/wiki/Geografia_dell'Islanda
http://www.sott.net/article/273375-Greenland-Once-a-Viking-paradise
http://www.grida.no/publications/other/ipcc_tar/?src=/climate/ipcc_tar/wg1/070.htm
http://earthobservatory.nasa.gov/Newsroom/MediaAlerts/2004/2004100717709.html
http://planet.racine.ra.it/testi/macchie.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Medieval_Warm_Period
http://www.katlageopark.is/drumbabot/
http://en.wikipedia.org/wiki/J%C3%B6kuls%C3%A1rl%C3%B3n
http://www.usgs.gov/blogs/features/usgs_top_story/surveying-ice-and-fire-mapping-icelands-glaciers-and-subglacier-volcanic-calderas/
https://notendur.hi.is/oi/icelandic_glaciers.htm
http://ireport.cnn.com/docs/DOC-732644
http://icelandreview.com/stuff/views/2012/09/14/winter-strikes-esa
http://icelandreview.com/news/2011/12/08/record-cold-reykjavik-december

QUANDO LA GROENLANDIA MORI’ DI FREDDO







L'impatto della Piccola Età del Ghiaccio sull'Europa è stata improvviso e feroce. Usando le sue armi di peste, carestia e terremoti, la cosiddetta Piccola Età del Ghiaccio ha ridotto la popolazione europea di circa dal 30 al 50 per cento.
La virulenza e il pedaggio di morte del 1348 AD peste è totalmente ineguagliato rispetto agli esempi moderni.
Inoltre, la gigantesca carestia del 1315 dC, a causa sia del meteo (piogge insistenti) e pestilenze, fu catastrofica.
La temperatura che scese implacabile combinata con il tempo instabile sono quasi impossibili da spiegare, ma l'uomo non ha avuto mano nella sua nascita.
Quali forze della natura hanno causato questo scenario catastrofico?
La Groenlandia è un classico esempio di morte e di abbandono.
Cerchiamo di viaggiare indietro nel tempo e vedere cosa è successo.
Anche se la Piccola Età del Ghiaccio è una ricostruzione scientifica, che copre un periodo in cui c'è stata un significativo e caotico deterioramento del clima, rispetto al l'epoca attuale.
Si è classificata in quattro periodi da intorno al 1280 dC al 1850 dC.
Questi periodi freddi irregolari sono indicati come i Minimi di Wolf, Sporer, Maunder e Dalton.
Tali alterazioni climatiche drammatiche non erano solo più fredde, umide e ventose, in media, ma anche molto più caotiche nelle loro fluttuazioni, creando gli ingredienti principali per la carestia e la (curiosamente) peste.
La Piccola Età del Ghiaccio ha seguito un periodo noto come il "Massimo Medievale", datato tra il 900 dC - 1280 dC, che le registrazioni rivelano era molto più caldo che i tempi moderni.
Ad esempio, le viti crescevano nella zona che oggi è il freddo Galles!
Questo era generalmente un periodo di prosperità per le civiltà.
C'è stato un forte aumento della popolazione mondiale e un'era di espansione coloniale.
Durante gli anni 800 dC - 1200 dC, la Groenlandia e l'Islanda sono state conquistate e abitate dai Vichinghi.
Il "Periodo Caldo Medievale" ha permesso questa grande migrazione a fiorire.
La deriva del ghiaccio in epoche successive ha portato il più grande pericolo per i marinai, ma i rapporti di ghiaccio alla deriva in vecchi dischi non appaiono fino al XIII secolo.
La Groenlandia è stata abitata quando Eric Asvaldsson fu bandito dall'Islanda per aver ucciso due uomini.
Ha trasformato la sua disgrazia nella fondazione di una nuova colonia. L'insediamento iniziale era in un profondo fiordo sulla costa sud-occidentale al Canada artico di oggi.
Le condizioni erano simili all'Islanda, che a sua volta godeva di un clima temperato caldo in quel momento.
I cronisti citano anche il nuoto in fiordi della Groenlandia!
Totalmente impossibile oggi.
Le ossa di bovini, ovini, suini e caprini raccolti da siti archeologici rivelano l'esistenza di grandi aziende con grandi pascoli produttivi in quello che oggi è uno spesso deserto coperto da neve.
Eric ha richiamato migliaia di persone a queste tre nuove aree.
I Vichinghi della Groenlandia principalmente vivevano su prodotti lattiero-caseari e carne, soprattutto dalle mucche.
Prima del 1300, gli scambi con i paesi europei erano vivaci, con molte navi che portavano avanti e indietro legname, ferro, sale e mais in cambio di pellicce, pelli, burro, formaggio e lana.
L'espansione è stata, infatti, abbastanza prolifica per il Papa per inviare un vescovo alla Groenlandia.
Oggi le esportazioni di terre rare solo verso la Cina sono beni commerciali vitali.
Durante il periodo delle colture, il Periodo Caldo Medioevale, esse fiorirono e la razza umana si moltiplicò.
La Germania ha registrato una crescita del vigneto a quota 700 metri superiore a quello attuale.
Le temperature media era di 2 gradi Celsius più caldo di adesso.
La Cina era di 3 gradi Celsius più calda.
Il nostro mondo era un posto diverso!
Si veda la ricerca di Ian Plimer sulle prove di crescita degli anelli degli alberi, carote di ghiaccio, sedimenti, ridimensionamento dei ghiacciai, le condizioni del ghiaccio marino: oltre a una ricchezza di prove aneddotiche la Piccola Età del Ghiaccoo ha cambiato radicalmente questa immagine con la crescita dei ghiacciai giù per le montagne in Europa e Cina.
L'aumento del ghiaccio marino, la forza e il numero delle tempeste, l'elevata piovosità e il clima più freddo irregolare divennero inarrestabili.
Lo spesso ghiaccio marino, larga tre miglia, a volte confinò la Manica.
Era un periodo in cui grandi pestilenze e carestie devastarono il mondo.
Il tempo caotico è più probabile che fosse gran parte a causa di influenze cosmiche. Con questo voglio dire forze elettromagnetiche!
Questa costante evoluzione delle influenze cosmiche ha portato l'Europa occidentale a sperimentare un generale raffreddamento del clima tra l'anno 1150 dC e il 1460 dC, e un clima ancora più freddo tra il 1560 dC e il 1850 dC, creando gravissime conseguenze per le persone in vita in quel periodo.
Non solo era più freddo, umido e ventoso, ma in particolare, le stagioni sono diventate irregolari!
Il clima più freddo ha influenzato l'agricoltura, la salute e l'economia, creando conflitti sociali e l'emigrazione.
L'aumento e l'avanzare della massa glaciale, tempeste più violente, grandi inondazioni e venti che hanno devastato ripetutamente la società!
I vecchi registri di mare e le registrazioni in città rivelano tutto.
Ma che cosa è successo ai Vichinghi in Groenlandia?
Entro l'anno 1300 più di 3.000 coloni vivevano su 300 aziende agricole sparse lungo la costa occidentale della Groenlandia.
Intorno al 1200 dC, i banchi di ghiaccio alla deriva li hanno costretti più a sud a raggiungere gli insediamenti sulla costa sud-occidentale insieme al Canada.
Nel 1300 Bardsson ha scritto: " Nel mare ci sono scogli chiamati Gunbiernershier. Quello era il vecchio tracciato, ma ora il ghiaccio è venuto dal nord, così vicino alle scogliere che nessuno può navigare nel vecchio percorso senza rischiare la vita. "
Verso il 1500 dC, il Papa ha lamentato che nessun vescovo era stato in grado di visitare la Groenlandia per 80 anni a causa del ghiaccio.
La sua congregazione in Groenlandia era già morta!
Le tombe e le rovine mostrano che il freddo e la mancanza di nutrimento hanno trasformato la vita groenlandese media "con un storpia, contorta e malata dal 1400.
La colonia dei Vichinghi in Islanda se l'è cavata po 'meglio.
La loro popolazione si è ridotto da 80.000 nel 1100 a 38.000 nel 1850 dC alla fine della Piccola Età del Ghiaccio!
Al tempo in cui Colombo salpò nel 1492 dC, la Groenlandia era già diventata una fredda tomba, e l'Islanda stava lottando per sopravvivere.
I Grandi Minimi della Piccola Età del Ghiaccio sono stati una dura realtà. Ma quali sono state le cause?
Certamente non i più alti livelli di anidride carbonica ne alcuna causa umana!
Esaminiamo i minimi e massimi delle macchie solari sul panorama climatico mentre cerchiamo di capire l'effetto che questi cicli hanno sulla carestia e la peste.
L'attività delle macchie solari, e quindi il flusso solare, il fattore del controllo del nostro clima.
Il flusso solare è l'emissione di vari ioni positivi ed elettroni emessi dal Sole che mediano i raggi cosmici e, quindi, come sostiene Henri Svensmark, meteo e precipitazioni.
I raggi cosmici interagiscono con la magnetosfera terrestre, a volte, influenzando le secche, umide, ventose, calde o più fredde variazioni del clima.
Sembra che il ciclo solare undecennale sia legato alla generazione degli uragani e siccità.
Questo è il pensiero del National Center Atmosferich Research (NCAR). Baker, della University of New England, crede che sia un veicolo per periodi di siccità prevedibili.
Il suo monitoraggio nella registrazione delle macchie solari cominciato nel 1876 dC, mostra che le inversioni dei poli del sole e del campo magnetico ogni undici anni influenza costantemente il clima e il meteo australiano.
Una compilation di registrazioni delle macchie solari, che sono state tenute per quattro secoli, si adatta bene con i periodi di siccità.
In tempi di prosperità l'attività delle macchie solari è alta. I prezzi del grano sono bassi.
Invece durante una bassa attività delle macchie solari ci sono cattivi raccolti e alti prezzi del grano.
Dobbiamo considerare che attualmente dall'anno 2008 ci troviamo in un nuovo Grande Minimo Solare, di conseguenza il rischio di un ritorno ad un nuovo periodo come la Piccola Età del Ghiaccio non è solo possibile, ma probabile quanto rischioso.

Fonte:http://www.sott.net/article/273375-Greenland-Once-a-Viking-paradise

IL FREDDO INGRANAGGIO GLACIALE

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Ci troviamo di fronte ad un periodo di irregolarità climatiche, negli Stati Uniti, alla Casa Bianca, lo staff di Obama sembra promuovere l'idea che tutto ciò sia causato dal riscaldamento del clima provocato, secondo la teoria in voga, dalle emissioni di anidride carbonica provocate dalle attività umane.
Non per niente ma attualmente l'amministrazione Obama sembra promuovere l'idea dei movimenti ambientalisti che dobbiamo tagliare l'utilizzo del carbone e del petrolio e puntare sulle energie rinnovabili.
Il problema di fondo in realtà è che la cosa sarebbe applicabile se realmente questa teoria fosse confermata dai fatti reali, se realmente le temperature stanno subendo un deciso rialzo rispetto ad altri periodi del passato.
Dal 1895 al 1998 il territorio continentale degli Stati Uniti si è riscaldato ad una piccola percentuale di 0,78 F per secolo.
La cosa interessante è che il 34% del riscaldamento si è verificato nel mese di febbraio.
Gennaio aveva anche una leggera tendenza al raffreddamento.
Dal 1998 al 2013 gli Stati Uniti si sono raffreddati ad una velocità di-3.33 F per secolo.
Febbraio è stato responsabile per il 66% del raffreddamento.
Grafici per ogni mese / periodo di seguito. (Le percentuali non si sommano correttamente perché alcuni mesi andavano in direzione opposta alla tendenza generale, ma danno un'idea della grandezza)
noaa-usa-contiguous-48-states-1895-to-1998-trend-0-78f-per-century
noaa-usa-contiguous-48-states-1998-to-2013-trend-3-33f-per-century
E' chiaro quindi che l'attuale tendenza delle temperature degli Stati Uniti, è stata quella di un generale raffreddamento, contrariamente a quanto si pensava che si stessero riscaldando.
La recente mostruosa ondata di freddo polare che ha investito il continente americano è parte di questo trend e nonostante la Casa Bianca abbia attribuito la causa al riscaldamento climatico, è interessante guardare il profilo dell'ultima glaciazione quando ricopriva il territorio continentale degli Stati Uniti, e confrontarlo con la recente massa di aria artica che ha inglobato il territorio americano.
Ecco una mappa della BBC che mostra l'estensione del "grande freddo" nel Nord America l'8 gennaio 2014.
North_America_8Jan14
Ed ecco una mappa dell'estensione della glaciazione durante l'ultima era glaciale.
climatechange_03_01
Ovviamente qui non stiamo parlando di coincidenze ma di fatti reali, il motivo per la quale l'amministrazione Obama si sbaglia, è il fatto che le loro dichiarazioni arrivano dal fatto che questa amministrazione politica è influenzata dai movimenti ambientalisti, che muovono ormai da oltre un decennio l'idea che stiamo causando danni al pianeta e sono convinti, sebbene non abbiano alla mano competenze scientifiche. (Per capirne di più si veda qui)
E' interessante notare come le temperature del pianeta negli ultimi 10.000 anni in realtà abbiano subito un trend verso la decrescita.
I seguenti grafici sono stati elaborati in base ai carotaggi effettuati in diversi punti della calotta glaciale della Groenlandia, in alcuni punti spessa fino a 5 chilometri.
Come si ricostruisce il clima del passato in questo modo?
Dati climatici proxy
I dati proxy (ovvero dati "delegati") non forniscono una misura diretta delle variabili climatiche ma si basano sugli effetti che i cambiamenti del clima hanno avuto su tutte le componenti del nostro pianeta quali la flora, la fauna, la composizione dell'atmosfera.
concentrazione_figura1
Informazioni relative alle temperature, alle precipitazioni, alla composizione chimica dell'atmosfera possono essere ricavate dalle carote di ghiaccio estratte dai ghiacciai e dalle calotte glaciali, dagli anelli degli alberi, dai sedimenti marini e lacustri, dai coralli.
Tali dati permettono di studiare i climi delle ere passate indagando fino a più di 700 mila anni fa. Ovviamente la loro affidabilità e precisione è minore dei dati strumentali e la loro disponibilità è limitata geograficamente, tuttavia rimangono una fondamentale (e per ora unica) fonte di informazione per lo studio dei climi passati.
Ebbene in base a tutto ciò si è potuto osservare quanto il Periodo Caldo Moderno non sia stato poi tanto differente o particolarmente caldo, rispetto al recente passato, ma addirittura particolarmente freddo.
La prima frase di Marcott e la sua squadra afferma:
" Le ricostruzioni della temperatura superficiale degli ultimi 1500 anni suggeriscono che il recente riscaldamento non ha precedenti."

In primo luogo osserviamo questo grafico dalla sua pubblicazione:
marcott-a-10001
Sembra ragionevole, quando si guarda a questi dati, giusto?
Ma esaminiamo una ricostruzione ben nota dei dati delle carote di ghiaccio del GISP2 in Groenlandia.
Ecco una sezione dalla ricostruzione del Dr. Richard Alley:
greenland-ice-core-isotope-past-4000-yrs
Ora qui c'è un semplice ridimensionamento del grafico di Marcott per ottenere una corrispondenza approssimativa per la temperatura e la tempistica:
marcott-greenland_ice-core_isotope1
Si noti che questo è solo un semplice confronto visivo, con una corrispondenza approssimativa dei dati per il tempo e scale di temperatura - non vuole essere niente altro.
Ora facciamo una breve analisi dello stato stesso della Groenlandia, rispetto al passato.
sorensen
Il nome di Groenlandia, che in lingua danese significa 'terra verde', viene attribuito all'Isola perché quest'area fu in passato non ricoperta da ghiacci come si presenta oggi ma terra verde, appunto, e molto fertile.
Bagnata dall'Oceano Atlantico e dal Mare Glaciale Artico, la Groenlandia è più piccola rispetto all'Australia che però è considerata un continente lasciando quindi alla prima il titolo di isola più grande del mondo.
In passato, durante il Periodo Caldo Medievale, era di gran lunga più caldo di quanto lo abbia fatto durante il Periodo Caldo Moderno che paragonato ad esso il primo sarebbe una calda estate comparata con il periodo freddo tardo-autunnale, che altri non è che il secondo.
Durante il Periodo Caldo Medievale, la Groenlandia era ancora una terra fertile, tuttavia quando la Piccola Età del Ghiaccio ebbe inizio, attorno al 1250, i Vichinghi cominciarono ad abbandonare il territorio, a causa del clima diventato più freddo a dell'avanzare dei ghiacciai.
Ancora nell'attuale Periodo Caldo Moderno, ormai volto al termine nel 2008, le temperature sono rimaste decisamente più fredde segno che il recente riscaldamento climatico che ha portato alla fine della Piccola Età del Ghiaccio, nel 1913, non ha superato di intensità nemmeno il Periodo Caldo Moderno.
Possiamo anche osservare come ancora prima del Periodo Caldo Medievale, la calotta glaciale della Groenlandia fosse ulteriormente arretrata, quando faceva ancora più caldo del Periodo Caldo Medievale.
Con il ritrovamento di vongole antiche nelle morene, gli scienziati hanno messo a punto una nuova tecnica per determinare quando i ghiacciai erano più ridotti di quanto non fossero oggi.
La tecnica suggerisce che la calotta glaciale della Groenlandia era al suo punto più ridotto nella storia recente 3-5.000 anni fa.
Era più piccola - piccola come mai lo è stato nella storia recente - da 3-5.000 anni fa, secondo gli scienziati che hanno studiato la storia della calotta di ghiaccio utilizzando una nuova tecnica che hanno sviluppato per interpretare i fossili artici.
"La cosa veramente interessante di questo è che sulla Terra, l'atmosfera era più calda tra 9.000 e 5.000 anni fa, forse più tardi come 4000 anni fa.
Gli oceani, d'altra parte, erano più caldi tra 5-3,000 anni fa ", ha detto Jason Briner, Phd, professore associato di geologia dell'Università di Buffalo, che ha condotto lo studio.
I risultati sono apparsi online il 22 novembre sulla rivista Geology.
La squadra di Briner inclusa Darrell Kaufman, un geochimico organico da Northern Arizona University, Ole Bennike, un tassonomo dal Geological Survey di Danimarca e Groenlandia, e Matteo Kosnik, uno statistico da Macquarie University in Australia.
Lo studio è importante non solo per illuminare la storia della calotta gelata della Groenlandia, ma per fornire i geologi con un importante nuovo strumento: un metodo di utilizzo dei fossili artici per dedurre quando i ghiacciai erano più ridotti di quanto non siano oggi.
Curioso il fatto che le ricostruzioni dei carotaggi in Groenlandia e questo studio effettuato in base ai dati del posto combacino con la ricostruzione del clima del passato, quando era decisamente più caldo di oggi.
La Groenlandia oggi è un posto alquanto sterile, viste le basse temperature.
Ora osserviamo la ricostruzione completa delle temperature fino allo Younger Dryas, il picco più basso infondo a sinistra.
gisp2-ice-core-temperatures
Un altro grafico delle temperature dei nucleo di ghiaccio in Groenlandia, per gli ultimi 10.000 anni è illustrato sotto.
Esso mostra essenzialmente le stesse temperature elaborate da Cuffy e Clow (1997), ma con un po 'più in dettaglio. Entrambe le curve di temperatura mostrano che gli ultimi 10.000 anni sono stati più caldi di quello attuali.
easterbrook_fig41
Ci stiamo avvicinando in quanto a temperature a quelle simili dell'ultima glaciazione e la Piccola Età del Ghiaccio sembrano riservarci un'ulteriore sorpresa in merito al declino termico degli ultimi 10.000 anni e delle glaciazioni.
grafico-temperatura
Questo grafico di cui gli autori si possono leggere in basso a sinistra, dimostra come le Piccole Età del Ghiaccio, degli ultimi 4500 anni si sono fatte sempre più lunghe ed estremamente fredde.
L'ultima cominciata nel 1250 e terminata definitivamente nel 1913, è stata non solo la più lunga delle altre ma anche quella che nel suo punto centrale è stata come temperature più vicina a quelle dell'ultima glaciazione.
Tuttavia sul suo inizio e durata sussistono i dubbi che in realtà fossero due Piccole Età del Ghiaccio.
Secondo alcune fonti l’ultima Piccola Età del Ghiaccio cominciò nel 1300, secondo altri nel 1600.
In realtà il raffreddamento climatico che condusse questo fenomeno fu tanto lungo proprio a causa di una serie di profondi minimi nell'attività solare, che iniziarono e terminarono in un breve periodo di tempo l’uno dall’altro.
Dal 1280 ebbe inizio il Minimo di Wolf che terminò nel 1350, e qui passano 80 anni, quando dal 1420 fino al 1530 abbiamo il Minimo di Spoerer; da qui passano 115 anni e arriviamo alla fase più fredda della Piccola Età del Ghiaccio, dal 1645 al 1715, 70 anni dopo invece abbiamo il Minimo di Dalton che durerà dal 1790 al 1830, 40 anni, il Minimo di Damon iniziò nel 1855 e si concluse nel 1913.
Dopo ogni Minimo profondo è logico pensare che l’attività solare avrebbe impiegato parecchi decenni prima di raggiungere nuovamente valori normali come gli anni ’80-’90.
Quindi è possibile che anche dopo i grandi minimi non ci sia stato alcun significativo incremento dal parte di quest’ultima e il clima si sia mantenuto su valori assai rigidi per lungo tempo dopo per poi peggiorare nuovamente fino al minimo successivo.
Per dimostrare questa continuità, ossia che sia quella cominciata nel 1250 e sia quella cominciata nel 1600 appartengono ad un unico periodo di raffreddamento si deve indagare sul fatto se gli inverni prima del 600 avessero cominciato a seguire una tendenza più mite, anzichè più fredda.
La risposta che ci perviene si presenta negativa in quanto scopriamo che nel 1550 la Laguna Veneta si presentava ghiacciata e la stessa sorte si ripeteva nel 1561, mentre nel 1564-65 l’inverno in Europa era stato uno dei più rigidi, e la stessa sorte toccava anche al Tamigi che congelò molto rapidamente e la stessa sorte sarebbe toccata anche al Rodano e al Porto di Marsiglia che congeleranno completamente.
Una cosa che si è ripetuta più volte anche negli anni 1568-69, 1570-71, 1571-72 e nei decenni a seguire.
E’ interessante però che dal 1523 al 1550 vi furono una serie di inverni decisamente più miti e addirittura nel 1550 vi furono 5 mesi di assenza di piogge in Valtellina.
Fu probabilmente questa serie di inverni miti che misero in errore alcuni ricercatori affermando che l’ultima Piccola Età del Ghiaccio cominciò nel 1590.
Ma le evidenze ci parlano chiaro quando già da prima di quel periodo gli inverni stavano continuando la loro tendenza estremamente fredda cominciata nel 1300, un periodo di 27 anni di clima mite quando sia nei secoli passati che in quelli precedenti la tendenza del clima freddo era sempre stata la stessa sono un periodo estremamente breve, quasi irrilevante, per essere considerato un’alternarsi tra una Piccola Età del Ghiaccio e quella successiva, resta evidente che stiamo parlando di un’unico fenomeno cominciato nel 1250 e terminato nel 1913.
Probabilmente questo fenomeno di mitizzazione degli inverni sul Vecchio Continente fu causata da variazioni delle correnti atmosferiche provenienti dal nord e alla posizione dell’ anticiclone africano che permise il transito di correnti più calde sul Continente Europeo, spingendo verso est quelle più fredde.
Alla luce dei fatti si può osservare come il Sole si comporti esattamente come una stella variabile, con variazioni secondarie sia durante le sue fasi di contrazione, sia durante le fasi di espansione, i profondi Minimi sono parte di queste variazioni mentre il periodo della durata delle Piccola Età del Ghiaccio, sono parte di una grande variazione, compresa in un ciclo ancora più grande di 10.000 anni, esattamente come il ciclo solare di Gleissenberg di 88 anni, è composto da una serie di cicli undecennali minori.
Attualmente, dal 2008, siamo nuovamente entrati in un Minimo di Damon.
L'agosto 2009 è stato infatti archiviato dal SIDC (Solar Influences Data Analysis Center) come il primo mese senza macchie solari, una cosa che non si verificava da oltre un secolo, vale a dire dal Minimo di Damon.
Un mese spotless dopo quasi un secolo non è solo un fatto da circostanziare, ma pure l'indizio che il ciclo 24 sta, forse, aprendo una fase ultradecennale di debole attività solare, paragonabile al Minimo di Damon (1856-1913).
Se consideriamo che la banchisa del Nord Atlantico cominciò a estendersi già a partire dal 1250, è probabile che l'attività solare abbia cominciato a scendere ai livelli del Minimo di Damon fino al 1280, per poi approfondirsi ulteriormente in un Minimo di Wolf.
Ora torniamo a osservare come le temperature abbiano mostrato una tendenza verso il basso nel corso degli ultimi diecimila anni, e per toglierci il dubbio ricordiamo come la calotta glaciale della Groenlandia fosse molto più ridotta attorno a 3000-5000 anni fa, e che era ancora fertile (Greenland) attorno al Periodo Caldo Medievale, oggi invece, nel Periodo Caldo Moderno non lo è più.
Aggiungiamo inoltre che le Piccole Età del Ghiaccio si sono fatte sempre più lunghe e in base al grafico delle temperature elaborato dal climatologo Cliff Harris e dal meteorologo Randy Mann sempre più fredde, il grafico dei carotaggi della Groenlandia evidenzia invece come l'ultima Piccola Età del Ghiaccio abbia avuto temperature molto vicine all'ultima glaciazione, in particolare durante il Minimo di Maunder, la parte centrale e più fredda del periodo.
Già dal 1400-1870, "i ghiacci polari invadono la Scandinavia, la Scozia, l'Irlanda e la Nuova Inghilterra. L'emisfero Nord conosce il freddo più intenso dal tempo delle grandi glaciazioni. L'inclemenza del clima sconvolge l'Europa con carestie, epidemie e rivolte." (parole testuali)
La Piccola Età del Ghiaccio è conosciuta oggi in Scozia come un periodo di peggioramento climatico, comprese le condizioni più fredde dalla fine dell'ultima glaciazione.
Oggi siamo nel Periodo Caldo Moderno più freddo da almeno diecimila anni, stando ai dati ufficiali, di conseguenza attualmente, dal 2008 è cominciato un nuovo Minimo di Damon.
C'è il rischio reale di un Minimo di Maunder come quello della Piccola Età del Ghiaccio'", ha annunciato la BBC nel riportare i risultati sorprendenti dal professor Mike Lockwood di Reading University.
"Il professor Lockwood crede che l'attività solare stia ora cadendo più rapidamente che in qualsiasi momento negli ultimi 10.000 anni da meno del 10% di pochi anni fa, al 25-30%"
Tutto ciò collima con i dati scientifici, di conseguenza, quando il ciclo undecennale del Sole sarà finito e sarà terminato il Minimo di Damon,la Piccola Età del Ghiaccio che ne seguirebbe inizierebbe non più con un Minimo di Wolf, ma direttamente con un Minimo di Maunder, che stavolta porterebbe le temperature ancora più in basso di quello precedente.
Questa conclusione si basa sul fatto che se le temperature dell'atmosfera hanno continuato a scendere nel corso degli ultimi diecimila anni, non esiste motivo di credere che non possano continuare a farlo in futuro, anzi probabilmente la prossima Piccola Età del Ghiaccio segnerà il termine dell'attuale Periodo Interglaciale.
Tutto ciò era già stato anticipato in uno studio che prevedeva un profondo Grande Minimo Solare, più profondo del Minimo di Maunder.
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Uno studio degli anelli degli alberi finlandesi seguita nel 2007 da Timonen et al. Questa è una porzione di una ricostruzione di studio che mostra la previsioni di un periodo freddo che inizierà intorno al 2015 che sarà profondo e più ampio rispetto a qualsiasi periodo freddo dei precedenti 500 anni.
Ne consegue che quando l'attività solare scenderà ulteriormente potremmo facilmente ritornare al una fase simile allo Younger Dryas.
Da qui in poi i Periodi Caldi futuri potrebbero chiaramente diventare a loro volta freddi a sufficienza che l'accumulo glaciale potrebbe ridurre notevolmente il tasso di arretramento, mentre alle elevate altitudini e latitudini, dove il clima si manterrebbe rigido, l'accumulo e l'estensione del ghiaccio marino si manterrebbe variabile ma costante.
Alla successiva Piccola Età del Ghiaccio invece il fenomeno si farebbe ulteriormente più accentuato ed esteso su buona parte della superficie continentale, la quale il continuo accumulo nevoso anche in zone collinari, mantenendosi tale grazie alle basse temperature, porterebbe alla formazione delle coltre glaciali.
L'ipotesi che noi proponiamo in questo assunto, è che le e glaciazioni siano in realtà causate da un'approfondirsi e allungarsi delle Piccole Età del Ghiaccio, durante i periodi interglaciali, quando le temperature cominciano a scendere nell'arco di almeno diecimila anni, seguendo un declino dell'irradiamento solare, e quindi della sua attività magnetica, proprio per il fatto che il Sole è una stella variabile.
Questa variazione della sua attività nell'arco di diecimila-dodicimila anni, comprende variazioni minori dette Piccole Età del Ghiaccio della lunghezza di alcuni secoli, le quali a loro volta comprendono variazioni ancora minori detti Minimi, come il Minimo di Damon, Minimo di Wolf, Minimo di Spoerer, Minimo di Maunder e Minimo di Dalton.
Questi Minimi iniziano dapprima di una certa intensità, e successivamente si approfondiscono fino a quello centrale che è più intenso.
L'ultima Piccola Età del Ghiaccio cominciò con un Minimo di Damon, 1250-1280; succedendo successivamente ad un Minimo di Wolf, più intenso, 1280-1350; poi venne il Minimo di Spoerer, ulteriormente più intenso, 1420-1530; infine il Minimo di Maunder, la parte centrale più fredda della Piccola Età del Ghiaccio, dal 1645 al 1715; poi venne il Minimo di Dalton, meno intenso ma pur sempre una profonda fase di bassa attività solare, 1790-1830; e infine, ancora meno profondo ancora il Minimo di Damon, dal 1855 al 1913.
A loro volta questi Minimi, comprendono dei cicli solari ancora minori, da quello di Gleissenberg di 88 anni, fino ad arrivare a quello più conosciuto come ciclo undecennale.
Esattamente come in un'orologio avente ingranaggi minori fino a quelli maggiori che però mettono in moto la stella variabile-Sole.
Il termine glaciazione è riferito ad una nuova avanzata dei ghiacciai continentali durante le Ere Glaciali, le quali sono enormemente più lunghe, e attualmente "l'ingranaggio solare" e i dati ricavati dai nuclei di ghiaccio in Groenlandia, oltre dallo status glaciale della Groenlandia, dimostrano che l'evolversi della Piccola Età del Ghiaccio futura, decaderà in un Minimo più profondo di quello di Maunder e probabilmente in una nuova glaciazione vera e propria.
Un nuovo Younger Dryas.
Se consideriamo le variazioni dei livelli dei mari, i fenomeni vulcanici sottomarini e terrestri e le avanzate glaciali, connesse con la variabilià magnetica solare, si scoprirà che a riguardo esiste proprio un ciclo ricorrente di almeno 10.000 anni.
Ecco alcuni riferimenti fatti da alcuni scienziati.
"Nuovi vulcani sottomarini si formano ogni 10.000 anni." scrivono i geofisici americani Allan Cox e Rovert.
I paleogeografi americani e John e Katherine Imbrie affermano "Durante gli ultimi 2 milioni di anni nessun periodo glaciale è durato più di 12.000 anni.
In termini statistici l'attuale periodo interglaciale è alla fine,malfermo su gambe vecchie ormai di 10.000 anni."
Nelle formazioni del Triassico,Italia settentrionale,sono state trovate prove di un ciclo di 10.000 anni nelle variazioni del livello dei mari.
Esistono "prove evidenti di un ciclo regolare di 10.000 anni nell'oscillazione del livello marino" affermano d'accordo con i paleogeografi Bosellini e Goldhammer.(Earth Planetsci.Lett 1991)
Anche il vulcanismo condivide il medesimo ciclo.
Le argille nere della fine del Cretaceo contengono picchi di Iridio prodotti dal vulcanismo a intervalli di 10.000 anni, dice Rober Rocchia della Commissione Francese per l'Energia Atomica.
Anche i basalti del fiume Columbia sono stati prodotti da un ciclo eruttivo di 10.000 anni, afferma Tony Irving professore di petrologia ignea e geochimica dell'Università di Washington.
Lo stesso vale per la regione vulcanica di Eifel in Germania.
Inversioni a intervalli di 10.000 anni sono state rilevate nei Deccan Traps di 65 milioni di anni fa, dice il vulcanologo Vincent Courtillot.
"Intervalli di 10.000 anni di lave di polarità opposta si osservano frequentemente."
Questo spiega l'esteso numero di vulcani quiescenti da secoli e millenni in movimento nell'ultimo decennio. (vedi qui)
Adesso osserviamo l'ingranaggio più grande di tutti.
Entro le ere glaciali (o almeno entro quella attuale), si verificano periodi più temperati e più gravi.
I periodi più freddi sono chiamati periodi glaciali, i più caldi periodi interglaciali.
Quelli glaciali, come definisce il nome, sono caratterizzati da climi più freddi e secchi su gran parte della Terra e grandi terrestri e marittime masse glaciali che si estendono verso l'esterno dai poli
I ghiacciai delle montagne in aree altrimenti non glaciali, si estendono a quote più basse a causa di una più bassa linea della neve.
Il livello del mare scende a causa della rimozione di grandi volumi di acqua sopra il livello del mare nelle calotte polari.
Ci sono prove che i modelli di circolazione oceanica sono stati interrotti dalle glaciazioni.
Dato che la Terra ha una significativa glaciazione continentale nell'Artico e Antartico, siamo attualmente in un minimo glaciale di una glaciazione.
Tale periodo compreso tra i massimi glaciali è conosciuto come un interglaciale.
Le fasi glaciali e interglaciali hanno anche coinciso con cambiamenti dell'orbita della Terra chiamati detti cicli di Milankovitch .
La Terra è in un periodo interglaciale conosciuto come Olocene da più di 11.000 anni.
E' saggezza convenzionale che il periodo tipico interglaciale dura circa 12.000 anni.
Nel passato i cicli di forte glaciazione da 100.000 anni furono intervallati da un periodo interglaciale di 9-12.000 anni.
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Chiamatelo il "Dente di Sega" delle Ere Glaciali, ogni 100.000 anni dopo il Picco, il clima subisce una dura battuta di arresto mentre i continenti si coprono di ghiaccio e neve e i ghiacciai globali subiscono un'impetuosa impennata.
Professore di matematica di fama mondiale, Claes Johnson della Svezia, ha creato questo grafico che mostra il ciclo di dente di sega delle ere glaciali e della vita.
Il grafico mostra le variazioni di temperatura durante le 4 principali glaciazioni degli ultimi 450 mila anni.
Essa mostra:
· un rapido aumento della temperatura oltre 10.000 anni FA
· seguito da una diminuzione rispetto 90,000 anni.
In questa prospettiva un periodo caldo interglaciale (circa 10.000 anni), è un'esplosione nel progresso umano acceso da determinate condizioni favorevoli (l'orbita terrestre, l'asse di inclinazione terrestre, l'interazione Terra-Luna, attività Solare )
Ci stiamo avvicinando alla fine della esplosione di vita descritta nel grafico.
Il grafico di Johnson mostra chiaramente che "il cambiamento climatico" - si è verificato più e più volte, anche prima che noi esseri umani arrivassimo su questo pianeta.
Possiamo concludere che le aspettative di qualcosa di interessante per il futuro non ci lasceranno delusi, se dovessimo analizzare il settore dell'energia è chiaro che probabilmente, vista la tendenza climatica, che nei prossimi decenni la domanda del gas, del petrolio e dell'energia nucleare subirà un'incredibile impennata quando la necessità di elettricità salirà alle stelle quanto quella di riscaldarsi.



Fonti:
http://sunshinehours.wordpress.com/
http://iceagenow.info/2014/01/headed-ice-age/
http://www.consumieclima.org/modulo4/climapassato.html
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/06/la-caduta-della-fenice.html
http://geology.gsapubs.org/content/early/2013/11/21/G34843.1.abstract
http://wattsupwiththat.com/2013/03/08/marcott-et-al-claim-of-unprecedented-warming-compared-to-gisp-ice-core-data/
http://wattsupwiththat.com/2010/12/28/2010%E2%80%94where-does-it-fit-in-the-warmest-year-list/http://piccolaeraglaciale.wordpress.com/2013/12/09/il-crepuscolo-dei-ghiacciai/
http://daltonsminima.wordpress.com/2009/10/06/minimo-di-damon-e-minimo-di-eddy-a-confronto-prima-parte/
http://www.meteogiornale.it/notizia/15988-1-agosto-spotless-torna-il-minimo-di-damon
http://en.wikipedia.org/wiki/Little_Ice_Age#Dating
http://www.exploratetide.com/pages/home-page/articoli-vari/la-storia-del-pianeta/dal-0-al-1499.html
http://www.exploratetide.com/pages/home-page/articoli-vari/la-storia-del-pianeta/dal-1500-al-1900.html
http://www.climate4you.com/ClimateAndHistory%201700-1799.htm
http://lustiag.pp.fi/holocene_trends1000_INQUA.pdf
http://en.wikipedia.org/wiki/Solar_variation
Not by Fire, but by Ice, Robert W. Felix
http://en.wikipedia.org/wiki/Ice_age
http://claesjohnson.blogspot.it/2011/04/sawtooth-dynamics-type-1-and-2.html

NUOVO STUDIO: LA TERRA ERA PIU' CALDA SIA NELL'EPOCA MEDIEVALE CHE ROMANA


Se pensate che la Terra è calda ora, provate a indossare una corazza del Medioevo.


Uno studio svedese ha trovato che il pianeta era più caldo nell'antica epoca romana e medioevale che oggi, smentendo l'idea tradizionale che le artificiali emissioni di gas serra fossero i principali fattori del riscaldamento globale.
Lo studio, dallo scienziato Leif Kullman, ha analizzato 455 "mega-fossili datati al radiocarbonio" nella montagna Scandes e trovò che le linee di alberi di diverse specie di alberi erano più alti durante il periodo romano e il Medioevo di quanto non siano oggi.
Non solo, ma le temperature erano pure superiori.
"Le storiche posizioni della linea di alberi sono viste in relazione ai primi equivalenti del 21 ° secolo, e indicano che le quote della linea di albero nel corso del secolo scorso e in associazione con il moderno riscaldamento del clima sono estremamente insoliti, ma non unici, fenomeni dal punto di vista degli ultimi 4800 anni " ha scoperto Kullman.
"Prima di questo, la linea di pini (e le temperature estive) sono state costantemente superiori a quelle attuali, come lo erano anche durante il periodo romano e medievale."
Kullman ha anche descritto che le "temperature estive durante la prima ottimale termico dell'Olocene possono essere state 2,3 ° C superiori a quelle attuali."
L '"optimum termico dell'Olocene è stato un periodo caldo che si è verificato tra 9.000 e 5.000 anni fa.
Questo periodo caldo è stato seguito da un periodo di raffreddamento graduale ".
Secondo Kullman, i picchi di temperatura che c'erano durante il periodo romano e medievale di riscaldamento "successero un abbassamento della linea degli alberi / temperatura distinti, sostanzialmente corrispondente alla Piccola Età del Ghiaccio".
Per molti anni, c'era stato la teoria che la Terra si stava riscaldando a causa delle attività umane che rilasciavan gas serra nell'atmosfera - in primo luogo attraverso combustione di combustibili fossili.
Tuttavia, le temperature hanno smesso di aumentare dopo il 1998, lasciando gli scienziati a fare ipotesi per trovare una spiegazione per il mancato riscaldamento.
Sempre più spesso, gli scienziati stanno tralasciando le attività umane e guardando l'attività solare e la variabilità naturale del clima per le spiegazioni del motivo per cui il pianeta si riscalda e si raffredda.
"Tutte le altre cose sono uguali, aggiungendo più gas serra in atmosfera avranno un effetto di riscaldamento sul pianeta," afferma Judith Curry, un climatologo presso il Georgia Institute of Technology, al Los Angeles Times.
"Tuttavia, tutte le cose non sono mai uguali, e quello che stiamo vedendo è la variabilità naturale che domina sull'impatto umano."
I punti di studio di Kullman fanno chiarezza che il clima è in gran parte fuori del controllo umano da quando gli esseri umani non stavano bruciando combustibili fossili in grandi quantità durante l'epoca romana e medievale.
Alcuni scienziati hanno sottolineato l'attività solare come predittore di dove sono dirette le temperature globali.
I ricercatori hanno sottolineato che la caduta dell'attività delle macchie solari prova che il pianeta si raffredderà di conseguenza nei prossimi decenni.
"Guardando indietro a determinati isotopi nelle carote di ghiaccio, [il professor Mike Lockwood della Reading University] è stata in grado di determinare quanto attivo il sole è stato per migliaia di anni", riferisce alla BBC .
"Dopo l'analisi dei dati, il professor Lockwood crede che l'attività solare stia diminuendo più rapidamente che in qualsiasi momento negli ultimi 10.000 anni."
Uno studio del Dr. Roy Spencer presso la University of Alabama, Huntsville ha rilevato che circa la metà del riscaldamento che si è verificato dal 1970 può essere attribuito ad eventi di El Niño, che hanno avuto un effetto di riscaldamento sul pianeta.
Il riscaldamento naturale del Oceano Pacifico e i cicli di raffreddamento degli ultimi circa 30 anni, con il raffreddamento della La Niña sono dominanti dal 1950 al 1970 e gli eventi di riscaldamento di El Niño dominarono dalla fine del 1970 alla fine del 1990.
Spencer suggerisce che il mondo può essere in un periodo di raffreddamento della La Niña.
In Inghilterra gli animali stanno già facendo capire la situazione.
Il brusco calo in alcuni uccelli più comuni della Gran Bretagna specie si traduce per la prima volta nella loro scomparsa da alcune parti del Regno Unito.
La relazione annuale delle popolazioni di uccelli da una coalizione di gruppi della natura mostra che molte delle 107 specie più conosciute del paese come ad esempio lo storno e le starne, stanno soffrendo un "crollo" di cambiamenti demografici rispetto agli anni 1990.
Lo Stato degli uccelli del Regno Unito avverte che le specie stanno scomparendo dalle sezioni del paese in cui un tempo prosperavano in quanto la loro zona geografica si riduce con la loro popolazione.
La britannica la cutrettola gialla, che ha una testa giallo brillante rispetto ai cugini europei, è diminuita del 45 per cento dal 1995, si è ridotta di quasi un terzo e la specie è scomparsa da vaste aree d'Inghilterra, nonché la totalità del Galles.
Lo strillozzo, un'uccello dei terreni agricoli, una volta abbondante attraverso la campagna, è ormai estinto in Irlanda e il cuculo è scomparso dalle grandi parti del Sud - est dell'Inghilterra afferma il dottor Mark Eaton, uno scienziato di conservazione con la Royal Society per la protezione degli uccelli: "Penso che molti di noi sono stati scioccati da quanto alcune delle nostre specie più familiari se ne stiano andando.
Lo studio ha trovato che il 16% degli uccelli da allevamento più comuni sono diminuiti di oltre un terzo a partire dal 1995, tra cui lo storno, cuculo, pavoncella e stiaccino.
Molte di queste specie fanno affidamento sul habitat nella campagna più ampia, piuttosto che luoghi speciali come le riserve naturali.
Di particolare interesse sono la starna e la tortora, i numeri dei quali hanno dimezzato negli ultimi 18 anni.
La diffusione geografica della contrazione di specie è catalogata in un atlante prodotto dal British Trust for Ornithology (BTO) con le modifiche grafiche delle distribuzioni di uccelli tra il 2007 e il 2011 sulla base di dati raccolti da decine di migliaia di ornitologi.
Altre specie che hanno ridotto la loro gamma sono il beccaccino e la pavoncella, che sta scomparendo dall'area occidentale della Gran Bretagna e Irlanda del Nord.
Interessante però un'altro tipo di uccelli che sembrano comparire sempre più spesso sia negli Stati Uniti che nelle Isole Britanniche.
In Scozia, Isole Britanniche, nel 2013 hanno fatto la loro comparsa i primi esemplari di gufi delle nevi, uccelli tipicamente delle regioni nordiche norvegesi e nord americane.
La civetta delle nevi nelle Cairngorm è stato vista il 17 febbraio e riportata sul sito iSpot.
RSPB Scotland ha detto che vedere i gufi delle nevi in Scozia era raro.
L'ultima coppia di gufi riprodursi nel Regno Unito era a Shetland nel 1975.
Un portavoce ha detto: "Credo che nel corso degli ultimi anni i gufi delle nevi siano stati visti occasionalmente nelle Cairngorm durante i mesi estivi.
Alan Anderson, capo delle riserve presso la Scottish Wildlife Trust, ha detto che almeno una civetta delle nevi all'anno è stata osservata in Scozia.
Egli ha detto: "Si può alzare in qualsiasi parte del Regno Unito, ma per lo più nel nord e ad ovest della Scozia, in quanto si trovano normalmente in Scandinavia e Groenlandia.
"Non ne ho mai visto uno, ma sono abbastanza sorprendenti essendo di circa due piedi di altezza e, naturalmente, per lo più bianchi.
Nel 2011, una civetta delle nevi maschio è apparsa sulle isole occidentali per l'ottavo anno consecutivo, in cerca di un compagno.
E' chiaro che anche nelle Isole Britanniche anche la Corrente del Golfo sta cominciando a venir meno.
Non solo ma anche in altre aree più a sud sembra che negli ultimi anni si stia assistendo ad un sensibile aumento del numero di esemplari delle civette delle nevi.
Alcuni anni fa, gli ornitologi dello stato dell'Indiana, Stati Uniti, hanno goduto di un buon numero di civette delle nevi.
L'inverno del 2011/2012 ha visto 46 individui osservati.
Esso ha battuto il precedente record di quando 40 esemplari sono stati contati durante l'inverno del 1996/1997.
E 'stato un inverno memorabile che ha fatto notizia in tutta la nazione.
Civette delle nevi hanno invaso gran parte della regione, ma i Grandi Laghi erano particolarmente degni di nota.
Civette sono stati viste quanto all'estremo sud come il Texas.

Gli ornitologi spesso aspettano anni o anche un decennio per vedere un altro volo come questo.
Ora, solo due inverni più tardi, sembra che l'area dello stato dell'Indiana e gran parte degli Stati Uniti stia subendo un'altra invasione.
Entro la fine di novembre, gli avvistamenti sono stati letteralmente a valanga.
Già, questa invasione è stata più premiante rispetto all'incursione 2007/2008. Probabilmente dovuto al fatto che le concentrazioni della costa orientale sono più alte questa volta.
Ebbene, dicembre è appena iniziato e abbiamo le seguenti relazioni interessanti:
"Terranova ha registrato un enorme invasione di civette delle nevi nelle ultime due settimane.
Un conteggio di 42, lungo un tratto di 25 chilometri di strada ieri è un'indicazione che centinaia e forse migliaia di questi uccelli sono tutti lungo la costa meridionale dell'isola."
Sicuramente non sono le medie latitudini sempre più calde che sostituiscono la scomparsa di uccelli comuni con la comparsa di uccelli nordici.


Riferimenti:
http://dailycaller.com/2013/12/13/study-earth-was-warmer-in-roman-medieval-times/
http://www.sott.net/article/269898-Birds-that-were-once-a-common-sight-in-Britain-take-flight-never-to-return
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/12/il-decremento-termico-del-pianeta.html

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LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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