ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 16 settembre 2015

IL BRASILE HA IN PROGRAMMA DI ACQUISTARE ENTRO IL 2016 AVANZATI SISTEMI DI DIFESA RUSSA


Il Brasile ha in programma di firmare un contratto con la Russia nel 2016 per l'acquisto di tre sistemi di difesa aerea Pantsir-S1 avanzati, lo conferma l'ambasciatore in Russia Jose Vallim Guerreiro.
"Per quanto ne so, un contratto per fornitura di tre sistemi [Pantsir-S1], del valore di circa $ 500 milioni, potrebbe essere firmato nel 2016", ha detto il diplomatico a RIA Novosti.
Il (nome in codice NATO SA-22 Greyhound) Pantsir-S1, è un sistema di breve-medio raggio missile terra-aria / pistola che prima è entrato in servizio con l'esercito russo nel 2012.


Fonte:https://militarytechcooperations.wordpress.com/2015/09/16/brazil-plans-to-buy-3-russian-made-pantsir-s1-air-defense-systems-in-2016/

mercoledì 20 maggio 2015

LA REPUBBLICA CINESE RAFFORZA IL PROPRIO ARSEALE NUCLEARE MILITARE


La Cina ristruttura rapidamente l’arsenale di missili balistici a lunga gittata nei silos per trasportare testate multiple a puntamento indipendente, secondo gli esperti della difesa. La mossa arriva dopo decenni in cui Pechino ha acquisito tale tecnologia, indicando un cambio di strategia. Si è speculato per anni sull’esercito cinese che aggiorna alcuni missili balistici intercontinentali con la tecnologia dei veicoli di rientro multipli a puntamento indipendente (MIRV), consentendo a un singolo missile di trasportare diverse testate e di colpire in tutto il mondo diversi obiettivi. La valutazione approvata dal governo degli Stati Uniti dell’ultimo rapporto del Pentagono sulle forze armate cinesi, segnala che i missili Dongfeng-5, i più grandi a propellente liquido della Cina in grado di raggiungere gli Stati Uniti, sono dotati di MIRV. Secondo il rapporto i Dongfeng-41, ICBM più piccoli a propellente solido e mobili, “probabilmente trasportano MIRV“. Secondo il New York Times, almeno la metà dei 20 missili DF-5 della Cina potrebbe essere stata aggiornata. Secondo una stima minima ogni missile avrebbe tre testate individuali, aumentando il numero di testate che Pechino può sparare a 40, da 20, secondo il giornale che cita vari esperti della difesa. “La piccola forza della Cina lentamente diventa più grande, e le sue capacità limitate migliorano lentamente“, ha detto Hans M. Kristensen, direttore del Nuclear Information Project della Federazione degli scienziati americani. In un precedente rapporto, Kristensen ha detto che la Cina probabilmente aggiorna l’arsenale in risposta alla creazione del sistema di difesa antimissilistica globale degli Stati Uniti. Washington dice che ne ha bisogno per proteggere se e stessa e gli alleati da un attacco da nazioni come Iran e Corea democratica. Ma gli strateghi di Mosca e Pechino vi vedono una minaccia alla loro sicurezza nazionale. “Se è così, è ironico che il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, destinato a ridurre la minaccia agli Stati Uniti, invece ne aumenti le minacce innescando lo sviluppo di missili balistici MIRV cinesi che potrebbero distruggere più città negli Stati Uniti, in una possibile guerra“, ha detto Kristensen. Il rapporto del Pentagono dice che la Cina sviluppa una serie di tecnologie per penetrare gli scudi antimissile. “La Cina lavora su una serie di tecnologie per tentare di contrastare i sistemi di difesa antimissile di Stati Uniti e altri Paesi, tra cui veicoli di rientro manovrato (MARV), MIRV, inganni, disturbo e schermatura termica“, ha detto. La Cina da decenni avrebbe la tecnologia necessaria per miniaturizzare testate nucleari abbastanza per disporle sui missili, ma scelse di non aggiornare l’arsenale. La strategia della deterrenza nucleare di Pechino è avere abbastanza armi per sopravvivere a un attacco nucleare e infliggere danni monumentali all’aggressore. “Ovviamente rientra nei preparativi della concorrenza a lungo termine con gli Stati Uniti“, ha detto Ashley J. Tellis del Carnegie Endowment for International Peace ex-alto funzionario della sicurezza nazionale nell’amministrazione Bush. “I cinesi hanno sempre temuto il vantaggio nucleare statunitense“. Il potenziamento del piccolo ma incisivo arsenale nucleare della Cina può innescare iniziative analoghe dalle altre potenze nucleari regionali, India e Pakistan. Finora solo Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna e Francia dispongono di ICBM MIRVizzati.

Gli USA rottamano la riduzione nucleare
Mosca ha indicato che la dimensione dell’arsenale nucleare dipende dalla politica estera degli Stati Uniti. L’avvertimento è di Mikhail Uljanov, capo del Dipartimento sulla non proliferazione nel Ministero degli Esteri russo, che partecipa a una conferenza delle Nazioni Unite sul Trattato di non proliferazione nucleare. Il diplomatico russo parlava del trattato di riduzione nucleare New START firmato da Stati Uniti e Russia nel 2010, dicendo che Mosca intende mantenere i propri impegni, ma non andrà oltre per via del comportamento degli Stati Uniti. “Ciò che gli statunitensi fanno oggettivamente ostacola, se non elimina completamente, qualsiasi prospettiva di un ulteriore disarmo nucleare”, ha detto Uljanov. “Oggi non ci sono fattori che rendono la nostra adesione al trattato (New START) contraria agli interessi della Russia, ma ipoteticamente può verificarsi una situazione del genere con le azioni degli USA, a cui non vorremmo assistere“, ha aggiunto. Stati Uniti e Russia hanno la parità nucleare, ma gli USA hanno molte più forze convenzionali. Con la Russia che si basa sul suo arsenale nucleare per salvaguardarsi da un massiccio attacco degli Stati Uniti, lo sviluppo del sistema antimissile degli Stati Uniti è visto come pericolosa minaccia alla sicurezza nazionale a Mosca.

Contrastare la minaccia di missili balistici intercontinentali russi è troppo difficile e costosa per gli Stati Uniti, dichiara il Vicepresidente del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti, ammiraglio James Winnefeld.
CZ 2C integrationLa maggiore minaccia alla sopravvivenza degli Stati Uniti è “un attacco nucleare massiccio dalla Russia, o di qualche altro potente avversario o potenziale avversario come la Cina“, ha osservato Winnefeld. “Abbiamo detto che la difesa missilistica contro tali potenti minacce è troppo difficile e costosa, ed è anche strategicamente destabilizzante provarci“, ha detto Winnefeld sulla minaccia di un attacco nucleare russo o cinese, in un discorso presso il Center for Strategic International Studies. La leadership civile e militare sostiene che i sistemi di difesa antimissile di Stati Uniti ed Europa ha lo scopo di contrastare le minacce missilistiche a lungo raggio di Corea democratica e Iran. Il deterrente statunitense primario contro la Russia, ha aggiunto Winnefeld, è la triade nucleare. “Useremo l’imposizione dei costi per dissuadere la Russia, mantenendo forti le tre gambe del nostro deterrente nucleare e il nostro sistema di comando e controllo nucleare“. Entro la fine del 2015 gli Stati Uniti installeranno il sistema Aegis Ashore Ballistic Missile Defense (BMD) in Romania, completando la fase 2 dell’European Phased Adaptive Approach, affermava Winnefeld. Mosca si è opposta ripetutamente alla proliferazione dei sistemi di difesa missilistici degli USA presso i suoi confini, affermando che rappresentano una minaccia al deterrente nucleare strategico della Russia. I sistemi BMD erano precedentemente limitati dal Trattato antimissili balistici (ABM) tra Stati Uniti e Russia, per evitare lo squilibrio strategico. Gli Stati Uniti uscirono dal trattato nel 2001.
Un nuovo video mostra l’ICBM Jars trasportato su un traghetto

Il Ministero della Difesa della Russia ha pubblicato un video che mostra i sistemi missilistici mobili Topol-M e Jars attraversare un fiume su un traghetto. Il video è stato caricato su un social media del ministero. Il ministero non ha fornito alcun dettaglio. L’RS-24 Jars è un missile balistico intercontinentale a propellente solido dotato di almeno quattro veicoli di rientro a puntamento indipendente nucleari. Fu testato il 29 maggio 2007 ed introdotto in servizio nel luglio 2010, poco dopo aver completato i test finali. L’RS-24 Jars, progettato per eludere i sistemi di difesa missilistica a una distanza di 14000 km, è la versione aggiornata del missile balistico Topol-M che può essere sparato da lanciatori mobili e da silo. Il Ministero della Difesa russo ha detto che i missili balistici RS-24 Jars e Topol-M saranno i pilastri della componente terrestre della triade nucleare russa e rappresenteranno almeno l’80% dell’arsenale delle forze missilistiche strategiche, entro il 2016.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/05/20/la-cina-aggiorna-rapidamente-larsenale-nucleare-con-missili-mirvizzati/

martedì 5 maggio 2015

SOLO CON IL DETERRENTE NUCLEARE I BRICS SOPRAVVIVERANNO


La Russia potrebbe avere una mega-arma asimmetrica nel 2020-2025. Se si esclude qualsiasi possibilità di una grande guerra contro la Russia, anche in condizioni di assoluta superiorità dell’avversario sui sistemi d’arma tradizionali. Una nuova guerra fredda è stata avviata contro la Russia, o meglio, non si è mai fermata. L’occidente consolida il successo delle precedenti fasi della Guerra Fredda e ha cominciato a prepararsi per la sua conclusione.

Soluzione asimmetrica
L’occidente oggi, come a metà del 20° secolo, costruisce la “cortina di ferro” e segue la politica del blocco militare aumentando le dimensioni delle forze NATO e avvicinandosi ai confini russi. Tuttavia, per noi la situazione è assai peggiore di mezzo secolo fa. Il potenziale economico è stato significativamente ridotto; una dannosa dipendenza nella sicurezza nazionale s’è sviluppata verso il principale avversario quale fonte di tecnologie avanzate; la bussola morale dell’ideologia comunista è perduta; non vi è più una comunità significativa di alleati europei, simile al Patto di Varsavia; gli oligarchi filo-occidentali e legati ai funzionari liberali sono dominanti nei settori industriale e finanziario. La Russia non è semplicemente nella posizione di competere con la NATO e i suoi alleati nella tecnologia militare. Pertanto, date le circostanze è imperativo cercare nuovi approcci per garantire la sicurezza militare, in particolare nel contenimento strategico. Il compito principale a tal proposito è mantenere elevata la potenza delle forze nucleari. Tuttavia, ci sono svantaggi. Nonostante le loro relativamente (rispetto ad altre forze militari) piccole dimensioni, le armi nucleari richiedono risorse significative. A causa dei crescenti problemi economici associati alle sanzioni e alla riduzione del mercato petrolifero, il Paese potrebbe semplicemente non avere le risorse necessarie per mantenere le proprie forze nucleari al livello di prontezza richiesto. Le forze nucleari strategiche (forze dei missili strategici, sottomarini nucleari, bombardieri strategici) comprendono oltre centomila effettivi vulnerabili a una parziale neutralizzazione con metodi da guerra dell’informazione. Il sistema di attacco rapido globale degli Stati Uniti potrebbe in futuro poter neutralizzare tutte o la maggior parte delle forze nucleari russi tramite una combinazione di attacchi di “decapitazione” (ai centri comando delle armi nucleari strategiche) e “disarmo” (direttamente ai vettori nucleari strategici). Trovare modi asimmetrici di contenimento strategico è fondamentale per il nostro Paese. Questo è ciò di cui il presidente parlava quando ha detto che non dovremmo impegnarci nella corsa agli armamenti, ma adottare misure asimmetriche. Ovviamente, ciò implica armi completamente nuove basate su idee ben diverse da quelle esistenti.

Requisiti tecnici per la mega-arma

Sulla base dell’analisi della situazione delle forze di contenimento strategiche, queste nuove armi devono soddisfare determinati requisiti. Prima di tutto, dovrebbero garantire la sconfitta del nemico. Il sistema deve poter colpire il nemico al cento per cento di sicurezza, e la forza d’attacco dovrebbe essere sufficiente ad ottenere il completo contenimento. Inoltre, il sistema dovrebbe poter attaccare impedendone la neutralizzazione con qualsiasi mezzo, non solo da quelle attuali, ma anche dalle armi più sofisticate ancora da sviluppare. La caratteristica più importante è la certezza di utilizzare il sistema quando c’è la volontà della leadership politica del Paese e vi sono le condizioni oggettive che ne richiedono l’utilizzo. Ciò è particolarmente importante se si considera che le posizioni degli elementi pro-occidentali sono ancora abbastanza forti, in particolare nel governo, compresa la direzione militare. Quando si applica massiccia pressione informativa e psicologica, diventa difficile eseguire l’ordine d’impiegare le armi nucleari strategiche. Inoltre, il numero di persone nelle forze nucleari strategiche è troppo alto per essere assolutamente certi che siano impiegati, soprattutto quando la società è divisa. Il requisito sul numero minimo di personale per gestire il sistema asimmetrico di contenimento proviene da tali considerazioni. Il numero deve essere abbastanza piccolo, quindi dalla garanzia assoluta, o più vicina possibile, di fedeltà alla leadership politica del Paese e disponibilità ad eseguire l’ordine d’impiegare il sistema a prescindere dalla situazione nella società e dalle emozioni personali. Ciò significa che il personale del sistema asimmetrico non può superare le diverse migliaia. Confrontando la potenza distruttiva che la scienza contemporanea può erogare concludiamo che non possiamo raggiungere il risultato necessario senza l’uso di forze distruttive secondarie. Le prime che emergono sono gli eventi catastrofici geofisici. Il geocatastrofico incremento della potenza delle bombe nucleari per diverse volte, potrebbe essere deliberatamente avviato da forze relativamente deboli. Ecco perché l’arma della risposta asimmetrica si basa sull’utilizzo dei principali fattori distruttivi di processi geofisici devastanti. Un altro requisito è l’asimmetria della minaccia. Tale sistema dovrebbe danneggiare chi lo usa incomparabilmente assai meno del nemico. Ciò è possibile valutando le caratteristiche geografiche di Russia e Stati Uniti.

Un futuro senza gli USA

È importante sottolineare che la Russia si trova sul continente eurasiatico, con la parte principale del territorio e della popolazione lontane da oceani e mari. Inoltre, l’altezza media sul livello del mare garantisce praticamente protezione da inondazioni anche in caso di eventi catastrofici con enormi e potenti tsunami (Megatsunami). Il quadro negli Stati Uniti è diverso. Oltre l’80% della popolazione vive vicino al mare in aree poco sopra il livello del mare. L’industria principale si trova in tali territori. Anche tsunami relativamente deboli di alcuni decine di metri potrebbero avere conseguenze catastrofiche per gli Stati Uniti. L’uragano Kathrin a New-Orleans l’ha dimostrato abbastanza chiaramente. Un’altra caratteristica della Russia è che la maggior parte del suo territorio in Siberia si trova su uno strato di basalto spesso diversi chilometri. Si ritiene che queste piattaforme di basalto si siano formate con l’eruzione di un super-vulcano, circa un quarto di un miliardo di anni fa. Ecco perché degli attacchi, anche i più potenti, non avranno conseguenze geofisiche catastrofiche. Che dire degli Stati Uniti? Ciò che attira la nostra attenzione è il parco nazionale di Yellowstone che si trova nella caldera del supervulcano omonimo. Il supervulcano, secondo i geologi, si avvicina al periodo di attivazione, che avviene ogni 600mila anni. La sua ultima eruzione avvenne molto tempo fa. La potenza del vulcano è diverse volte inferiore a quello siberiano. Perciò la sua eruzione non estinse la vita sulla terra, ma senza dubbio ebbe conseguenze catastrofiche per il continente americano. I geologi ritengono che il vulcano Yellowstone può esplodere da un momento all’altro. Ci sono chiari segnali dell’attività in aumento. Pertanto, anche una piccola spinta, ad esempio l’esplosione di una bomba da un megaton, basterebbe ad avviarne l’eruzione. Le conseguenze per gli Stati Uniti sarebbero catastrofiche, semplicemente cesserebbero di esistere. L’intero territorio sarà coperto da uno spesso strato di cenere (di diversi metri o anche decine di metri). La San-Andreas è un altra zona vulnerabile degli Stati Uniti dal punto di vista geografico. San-Andreas è una faglia di 1300 chilometri di lunghezza tra le piattaforme americane pacifica e settentrionale. Si estende lungo le coste della California, sulla terraferma e in parte sott’acqua. Le faglie di San-Gabriel e San Jacinto le sono parallele. Questa è l’area dall’instabilità geofisica che produce terremoti fino a magnitudo 8,5 della scala Richter. L’esplosione di una potente bomba nucleare potrebbe avviare eventi catastrofici creando grandi tsunami che distruggerebbero le infrastrutture sulle coste del Pacifico. Infine, non dimentichiamo le faglie dell’Atlantico e del Pacifico. Parallele alle coste statunitensi orientale e occidentale, potrebbero generare grandi tsunami che causerebbero danni enormi a distanze significative dalla riva.

Detonatore di una catastrofe

Pertanto, gli Stati Uniti sono molto vulnerabili dal punto di vista geofisico. Ciò che rimane da fare è decidere come avviare processi geofisici su tale scala. Diamo uno sguardo alla storia. Nel 1961, la più grande bomba termonucleare mai prodotta su fatta esplodere a cinquemila metri sulla punta settentrionale della Nuova Terra (Novaja Zemlja). Secondo le stime la potenza fu di 58 megatoni. Tuttavia, gli esperti occidentali giunsero alla conclusione che non tutta l’energia totale era stata utilizzata, poiché la bomba non sembrava prodotta con Uranio-238, in grado di aumentare la potenza dell’esplosione dal 50 per cento al doppio, cioè oltre 100 megatoni. L’ordigno ebbe forma e dimensioni di una bomba di 16 tonnellate sganciata da un Tu-95 Bear. Oggi munizioni della stessa potenza, secondo gli scienziati del centro nucleare russo di Sarov e l’autorevole scienziato Igor Ostretsov, potrebbe pesare 5-7 tonnellate. Cioè potrebbe essere facilmente collocata su missili pesanti (il carico che può essere trasportato dal Satan è di circa 8 tonnellate). Potrebbe anche essere trasportato da satelliti in orbita. Gli accordi esistenti sulla parità degli arsenali nucleari non impongono limitazioni alla potenza delle singole munizioni, controllandone solo il numero. Tuttavia, la mega-arma non richiede troppe bombe.

Il giorno dopo
L’opzione migliore per avviate con certezza processi geofisici catastrofici sarebbe accendere il supervulcano Yellowstone. Anche una singola esplosione sulla superficie di una bomba da 5-7 tonnellate avvierebbe una potente eruzione. Di conseguenza, gli Stati Uniti cesserebbero di esistere, anche se le conseguenze sarebbero catastrofiche per il resto del mondo. La Russia subirebbe meno per distanza dal luogo dell’esplosione, dimensione del territorio e posizione. Inoltre, i danni ai Paesi agli antipodi dagli USA sarebbero limitati. Tuttavia, dobbiamo sottolineare che l’esplosione sarebbe un disastro per l’intera civiltà. Ma questa è la ragione dell’esistenza di tale arma. La stessa possibilità del suo utilizzo porrebbe fine a qualsiasi idea di aggressione alla Russia. Una versione alternativa sarebbe scatenare un gigantesco tsunami. L’idea appartiene a Andrej Sakharov. La sua idea era far esplodere alcune bombe in punti definiti lungo le faglie di Atlantico e Pacifico (circa 3-4 per ognuna) alla profondità di 1,5-2 chilometri. Questo, secondo i calcoli di Sacharov e altri scienziati, produrrebbe un’onda da 400-500 metri sulle coste degli Stati Uniti. Frantumando e sopprimendo le coste, spazzerebbe via tutto fino a oltre 500 chilometri. Se le esplosioni avvengono presso i punti dei fondali oceanici in cui la crosta terrestre è più sottile, la crosta potrebbe essere distrutta e il magma venire a contatto con l’acqua amplificando l’intensità dell’esplosione. In tal caso, l’altezza dello tsunami supererebbe gli 1,5 km e la zona di distruzione si estenderebbe ad oltre 1500 chilometri dalla riva e sarebbe un’arma molto “pulita”, non ci sarebbe l’inverno nucleare e gigantesche nubi di polvere non si formerebbero, e il vapore acqueo cadrebbe sulla terra vicino al punto dell’esplosione, cioè sul territorio degli Stati Uniti, con orribili piogge radioattive. Un tale evento avvierebbe senza dubbio l’attività tettonica in tutta la regione, tra cui molto probabilmente l’eruzione del supervulcano Yellowstone. La controndata spazzerebbe via l’Europa. In altre parole, l’intero blocco NATO sparirebbe. Il cataclisma sarebbe orrendo, ma questa è la minaccia asimmetrica definitiva, qualche regione della Russia verrebbe distrutta, ma l’intera civiltà occidentale cesserebbe di esistere. Anche la detonazione di una potente bomba presso le faglie di San Andreas, San Gabriel o San Jacinto comporterebbe effetti geofisici devastanti.

Apocalisse, semplice ed economica
Tali scenari dimostrano che il numero di superbombe necessario per l’arma asimmetrica è piuttosto limitato, circa dieci. Ciò crea condizioni vantaggiose per l’uso, in conformità ai requisiti dell’arma asimmetrica sopraindicata. I vettori delle bombe potrebbero essere vari. Prima di tutto diversi missili balistici pesanti multistadio, lanciati con razzi di sostegno e in capaci di superare i sistemi di difesa antimissilistica, anche quelli da sviluppare in un lontano futuro. Un numero limitato di sistemi di lancio speciali nei silos potrebbe essere protetto in modo affidabile con sistema basato su protezione armata e regime di segretezza. Tali missili potrebbero basarsi sui sottomarini strategici Tajfun (Proekt 941), progettati per ospitare i missili R-39 pesanti 96 tonnellate, e quindi potrebbero ospitare facilmente un missile pesante contemporaneo con la testata richiesta. Un solo sottomarino basterebbe per il contenimento asimmetrico. Le superbombe s’integrano con i missili ipersonici lanciati da piattaforme sottomarine o terrestri. Inoltre, le megabombe potrebbero essere segretamente posizionate in precedenza nei punti designati e alla profondità desiderata da navi della Marina camuffate da navi civili. Al momento opportuno, queste bombe potrebbero essere fatte detonare a comando tramite un complesso sistema di collegamento che garantisca la trasmissione del segnale. Quando la situazione si stabilizza le bombe verrebbero rimosse da navi speciali. Il tempo necessario per progettare e fabbricare le bombe dalle dimensioni richieste richiederebbe, secondo gli esperti, 5-12 anni. All’incirca nello stesso periodo sarebbe necessario sviluppare e produrre i vettori. Ciò significa che la Russia potrebbe avere l’arma asimmetrica entro i prossimi 10 anni. La comparsa di tale arma escluderà qualsiasi minaccia di grande guerra contro il nostro Paese, anche in condizioni di schiacciante superiorità del nemico nei sistemi d’arma convenzionali.



Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/05/05/solo-con-le-forze-nucleari-i-brics-sopravviveranno/

venerdì 13 marzo 2015

SUPERPOTENZE: UN MONDO MULTIPOLARE


Con il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, gli Stati Uniti era considerati militarmente implacabili, economicamente senza pari e diplomaticamente incontestabile, e la forza dominante sui canali di informazione di tutto il mondo.
Il secolo successivo doveva essere il vero "secolo americano", con il resto del mondo stesso stampato a immagine dell'ultima.
Eppure, con nemmeno un decennio di questo secolo dietro di noi, stiamo già assistendo alla nascita di un mondo multipolare dove diverse rilevanti potenze presto potrebbero raggiungere il ruolo di superpotenza, i cui nuovi poteri stanno rallentando la supremazia americana - Russia e Cina in prima linea, con le potenze regionali Venezuela e l'Iran che formano la secondo rango.
Questi poteri emergenti sono pronti a erodere l'egemonia americana grazie al loro repentino sviluppo economico, energetico, tecnologico e militare.
Come e perché si è evoluto il mondo in questo modo, così presto?
L'intervento americano in Iraq, Libia e la loro influenza nel destabilizzare la politica interna di altri stati come ad esempio l'illegittimo ruolo nella questione ucraina è stato un fatto che ha evidenziato la tendenza imperialista di questa nazione.
L'invasione e la successiva occupazione dell'Iraq e la disastrosa campagna militare mal gestito in Afghanistan hanno paralizzato la credibilità degli Stati Uniti.
Gli scandali di Abu Ghraib in Iraq e Guantanamo a Cuba, insieme con gli omicidi ampiamente pubblicizzati di civili iracheni a Haditha, hanno gravemente offuscato l'immagine del sé morale dell'America. Nell'ultimo sondaggio, anche in uno Stato laico e membro della Nato come la Turchia, solo il 9% dei turchi ha un "parere favorevole" degli Stati Uniti (in calo del 52% da cinque anni fa).
Eppure ci sono altre spiegazioni - estranee a disavventure evidenti di Washington - per la trasformazione in atto negli affari internazionali.
Queste includono, soprattutto, il mercato stringendo in petrolio e il gas naturale, che ha aumentato la potenza delle nazioni ricche di idrocarburi come mai prima; la rapida espansione economica delle mega-nazioni, Russia Cina e India; la trasformazione della Cina in base manifatturiera leader del globo; e la fine del duopolio anglo-americano in telegiornali internazionali.

Superpotenza Russa

Sotto la presidenza di Vladimir Putin, la Russia ha più che recuperato dal caos economico che ha seguito il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991.
Dopo aver efficacemente rinazionalizzato l'industria energetica attraverso le società controllate dallo stato, ha cominciato la distribuzione del suo peso economico per favorire gli interessi della politica estera della Russia.
Nel 2005, la Russia ha superato gli Stati Uniti, diventando il secondo più grande produttore di petrolio al mondo.
Il suo reddito petrolifero ammonta ora a 679 milioni dollari al giorno.
I paesi europei che dipendono dal petrolio russo importato ora includono l'Ungheria, la Polonia, la Germania, e anche la Gran Bretagna.
La Russia è anche il più grande produttore di gas naturale del pianeta, con tre quinti delle sue esportazioni di gas che vanno verso l'Unione europea a 27 membri (EU). Bulgaria, Estonia, Finlandia, e la Slovacchia ottiene il 100% del loro gas naturale dalla Russia; Turchia, 66%; Polonia, 58%; Germania 41%; e la Francia il 25%.
Gazprom, la più grande impresa di gas naturale sulla Terra, ha stabilito le partecipazioni in sedici paesi dell'UE.
Nel 2006, le riserve estere del Cremlino erano pari a 315 miliardi dollari, contro un misero 12 miliardi di dollari del 1999.
Non sorprende che, nel luglio 2006, alla vigilia del vertice del G8 in St Petersburg, Putin ha respinto una Carta dell'Energia proposta dai leader occidentali.
Condividendo le riserve valutarie, nuovi missili balistici, e legami più stretti con la Cina prospera - con cui conduce esercitazioni le militari congiunte della Cina con la penisola di Shandong nel mese di agosto 2005.
"Un paese, gli Stati Uniti, ha oltrepassato i suoi confini nazionali in ogni modo", ha detto Putin alla 43 ° conferenza transatlantica di Monaco sulla politica di sicurezza nel febbraio 2007. "Questo è visibile nelle politiche economiche, politiche, culturali ed educative che impone su altre nazioni ... Questo è molto pericoloso. "
Condannando il concetto di "mondo unipolare" ha aggiunto: "Tuttavia si potrebbe abbellire questo termine, alla fine della giornata descrivendo uno scenario in cui vi è un centro di autorità, un centro di forza, un centro decisionale che decide ... E 'un mondo in cui c'è un padrone, un sovrano. E questo è pernicioso. "
Le sue opinioni sono arrivate nelle capitali dei paesi più asiatici, africani e latino-americani.
C'è già chi ha definito la Russia una superpotenza.
Nel 2009, Hugo Chavez, ex presidente del Venezuela il cui governo è stato notato aver goduto di rapporti cordiali con il Cremlino, ha dichiarato che "la Russia è una superpotenza", citando la calante influenza americana negli affari mondiali, e ha suggerito che il rublo potrebbe essere elevato ad una valuta globale.
In Israele il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito la Russia un'importante superpotenza, lodando la sua efficacia come un alleato di Israele.
Nella sua pubblicazione del 2005 intitolata la Russia nel 21 ° secolo: la superpotenza prodigo, Steven Rosefielde, un professore di economia presso l'Università di North Carolina a Chapel Hill, ha predetto che la Russia sarebbe emersa come superpotenza prima del 2010 e di augurio con un'altra corsa agli armamenti.
Nel 2014, Stephen Kinzer del Boston Globe ha paragonato le azioni della Russia con i suoi territori vicini, a quelli di "qualsiasi altra superpotenza", prendendo l'Ucraina e la Crimea come esempi.
Nonostante le sanzioni che gli Stati Uniti hanno usato come pretesto per indebolire l'economia russa dopo la legittima annessione della Crimea e il conseguente isolamento reciproco dall'Occidente, la Federazione Russa intrattiene elevati rapporti economico-militari con i paesi dell'America Latina, America Centrale, Cina, India e Iran di conseguenza nonostante il lieve rallentamento dell'economia russa dopo il colpo delle sanzioni è piuttosto prevedibile una prossima ripresa dell'economia da queste direzioni.
Fatto eccezione di ciò, la Russia possiede enormi giacimenti petroliferi ancora da scoprire e non sfruttati.

Nel dicembre 2014 l'amministratore delegato della Rosneft, Igor Sechin, ha annunciato la scoperta di un enorme giacimento di petrolio nel Mare Artico russo, uno sviluppo che, come nota ZeroHedge, amplierebbe le casse della Russia per centinaia di miliardi di dollari e potrebbe far pendere la bilancia del potere a favore di Mosca.
La regione del mare di Kara, porzione meridionale del Mar Glaciale Artico dove è stata effettuata la scoperta, ha il potenziale per divenire una delle più importanti aree petrolifere del mondo, forse più grande del Golfo del Messico.

Allo stesso modo è giusto osservare anche che la Federazione Russa possiede una faraonica quantità di riserva di altre risorse energetiche e tecnologiche.
La Russia dispone delle più grandi riserve di risorse minerarie del mondo.
Circa un terzo dei giacimenti mondiali di minerali metallici e di carbon fossile si trovano in territorio russo e si ritiene anche che la nazione possieda ingenti riserve di petrolio.
I più ricchi giacimenti di carbone sono situati in Siberia e nella Russia estremo-orientale, i più valorizzati nella Siberia occidentale, nella Russia europea nordorientale, nella regione di Mosca e negli Urali.
I principali giacimenti petroliferi si trovano nella Siberia occidentale e nella regione del Volga-Urali.
Di rilievo sono inoltre i giacimenti di gas naturale della costa artica siberiana, della regione del Caucaso settentrionale e della repubblica autonoma di Komi, nella Russia europea nordorientale. Nei pressi di Kursk si trova un ingente giacimento di minerali di ferro, mentre giacimenti minori di manganese si trovano nella zona degli Urali. Altri minerali importanti come il nichel, il tungsteno, il cobalto e il molibdeno sono presenti in diverse aree del paese.
La Russia possiede inoltre importanti quantitativi di minerali metallici non ferrosi, come ad esempio il rame, presente in grandi quantità negli Urali.
Piombo e zinco abbondano nel Caucaso settentrionale, nella Russia estremo-orientale e al confine occidentale del bacino di Kuzbass, in Siberia. La Russia dispone anche di una delle più grandi riserve d’oro al mondo, oltre a giacimenti di mercurio e di amianto.
Giacimenti di bauxite si trovano principalmente negli Urali e nella Russia europea nordoccidentale, nella Siberia occidentale e nella regione estremo-orientale vicino alla foce del fiume Amur.
Lo stagno viene estratto nella Siberia nordorientale, il piombo e lo zinco nella Siberia e nella regione estremo-orientale. Da sottolineare infine i giacimenti di manganese negli Urali, nella Siberia occidentale e nella regione estremo-orientale.
Negli Urali occidentali abbondano materie prime per l’industria chimico-manifatturiera come i sali di potassio e di magnesio. Nella penisola di Kola si trova uno dei giacimenti più grandi del mondo di apatite, minerale da cui deriva il fosfato. Negli Urali sudoccidentali e a sud-ovest del lago Bajkal si trovano inoltre estesi depositi di sale naturale.
Il settore minerario è di fondamentale importanza per l’economia del paese, che è il principale esportatore al mondo di minerali di ferro; questi sono estratti soprattutto nella zona di Kursk, nella Russia europea centromeridionale. Rilevanti sono inoltre le esportazioni di rame e di nichel, provenienti soprattutto da giacimenti situati negli Urali e nella penisola di Kola, e di oro. Le esportazioni di minerali e metalli costituiscono il 7,6% (2004) del totale delle esportazioni.
La Russia è uno dei pochi paesi sviluppati che provvede autonomamente al proprio fabbisogno di risorse energetiche. Non solo è autosufficiente nella produzione di combustibile minerale, ma è anche in grado di esportarne ingenti quantitativi.
Allo stesso modo è interessante osservare come dal punto di vista militare la Federazione Russa sia assai molto più avanzata rispetto agli Stati Uniti.

Con 8500 testate nucleari (e almeno 30000 in riserva) le forze strategiche russe sono le più temibili del mondo.
Contro tale massiccia potenza di fuoco, gli Stati Uniti hanno 7500 testate nucleari, più altre 20000 in deposito.
La differenza non può essere ampia, ma le forze strategiche russe hanno un arsenale molto più potente di quello degli Stati Uniti.
Gli statunitensi sanno che in una guerra tra le due potenze, i missili balistici intercontinentali (ICBM) russi, disposti nei silos super-temprati all’incredibile pressione di 6000 psi contro i 300 psi di quelli dei missili statunitensi, sono decisivi.
Questa forza da fine del mondo è temprata per sopravvivere non solo a un primo attacco nucleare, ma per penetrare facilmente le difese antimissile esistenti.
Gli Stati Uniti non hanno alcuna protezione contro una salva di missili balistici intercontinentali russi. Mosca ha anche un’altra forza da Armageddon.
Si tratta dei missili da crociera nucleari lanciati dai suoi potenti bombardieri strategici, i Tu-160 Blackjack, Tu-95 Bear e T-22M Backfire. Blackjack e Bear possono decollare dalle basi nella Russia occidentale e meridionale, sorvolare il Polo Nord e, a distanza di sicurezza, lanciare centinaia di missili da crociera nucleari contro gli Stati Uniti.
Contemporaneamente, i Backfire dal raggio d’azione relativamente breve nell’oriente russo possono lanciare missili da crociera nucleari sulle coste occidentali degli Stati Uniti. Già nel 1980, i russi erano così sicuri dell’esattezza dei loro missili che i Backfire trasportavano solo un missile a testata nucleare Raduga Kh-22 (nome in codice NATO AS-4 Kitchen).
Secondo gli esperti Bill Sweetman e Bill Gunston questi missili potrebbero essere “programmati per entrare dalle finestre del Pentagono“.
Infatti, proprio la forza dei 195 bombardieri strategici russi, contro i 171 statunitensi, può far sparire la vita umana negli Stati Uniti continentali in un’ora.
Mosca ha una serie di nuove armi che escono dalle linee di montaggio per integrare questi guerrieri freddi. I potenti bombardieri strategici saranno accompagnati dal super-maneggevole Sukhoj Su-27 Flanker e il più recente membro della famiglia Flanker, il Su-35 Super-Flanker, in grado di trasportare un’enorme varietà e numero di carichi bellici.
Una delle armi più potenti del Su-35 è la versione propulsa da un ramjet del missile aria-aria K-77 e il missile da crociera Kh-59.
Entrambi i velivoli sono quasi invisibili ai radar durante il volo super-maneggevole.
La costruzione dei sottomarini nucleari ha un posto di rilievo nella Russia post-sovietica.
I nuovi sottomarini d’attacco nucleari della classe Jasen, ne saranno costruiti 10, saranno l’ombra dei sottomarini nucleari dell’US Navy, i “boomers” che si nascondono silenziosamente nelle profondità dell’oceano.
Nel 2012, un vecchio sottomarino Akula poté infiltrarsi nel Golfo del Messico e pattugliare le acque degli Stati Uniti per oltre un mese senza essere rilevato dall’US Navy.
La forza dei sottomarini strategici è stata rinnovata con i battelli della classe Borej, lunghi 170 metri e armati con 20 nuovi missili balistici Bulava dalle capacità difensive avanzate progettate per penetrare i sistemi di difesa missilistica degli USA.
Inoltre, dalla guerra dei cinque giorni in Georgia, nell’agosto 2008, l’esercito russo è diventato più agile, meglio collegato ed armato.
Con 300000 soldati e 2500 carri armati (tra cui l’avanzato ‘carro armato volante’ T-90), e con i missili antiaerei e antimissili S-400 e S-500, l’esercito russo ha una potenza di fuoco senza eguali in Europa.
La Russia ha circa 845000 truppe da combattimento pronte e quasi 2,5 milioni di riservisti.
Gli Stati Uniti hanno 1,4 milioni di soldati in servizio attivo e 850000 riservisti.
Ma mentre quasi tutte le truppe russe sono disponibili in Russia, le forze statunitensi sono sparse su 598 basi in tutto il mondo.
Possiamo quindi osservare come da sola la Federazione Russia rappresenti una superpotenza non indifferente all'interno del continente eurasiatico.


Superpotenza Indiana

La Repubblica indiana ha visto una notevole copertura del suo potenziale di diventare una superpotenza, sia nei media sia tra gli accademici.
Nel 2006, Newsweek e l'International Herald Tribune ha unito diversi accademici a discutere il potenziale dell'India di diventare una superpotenza.
Anil Gupta è quasi certo che l'India diventerà una superpotenza nel 21 ° secolo.
Come esempio, egli afferma che a causa di istituzioni funzionali India della democrazia e la sua relativamente società libera, il paese emergerà come una risorsa e desiderabile imprenditoriale e una superpotenza energetica efficiente in un prossimo futuro.
Si prevedeva che entro il 2015 l'India superasse la Cina per essere l'economia in più rapida crescita nel mondo e sarebbe emersa come superpotenza economica a pieno titolo entro il 2025.
In aggiunta a ciò, egli afferma, l'India ha il potenziale per servire da esempio importante di come coniugare la rapida crescita economica con equità.
Robyn Meredith sostiene che sia l'India e la Cina saranno superpotenze.
Amy Chua aggiunge anche affermando che, mentre il potenziale dell'India per diventare una superpotenza è grande, si devono ancora affrontare molti problemi come "la povertà diffusa in campagna, e l'alta disuguaglianza solo per citarne alcuni ". Tuttavia, si osserva che l'India ha fatto passi da gigante per risolvere questo problema, affermando che alcuni dei successi di India, come il lavoro a smantellare il secolare sistema delle caste e mantenere la più grande democrazia diversificata del mondo è senza precedenti nella storia.
Il Fondatore e Presidente dell'Istituto Strategia Economica ed ex consigliere del Segretario di Commercio di Reagan Clyde V. Prestowitz Jr. ha predetto che "sta per essere il secolo dell'India. L'India sta per essere la più grande economia del mondo. E sta per diventare anche la più grande superpotenza del 21 ° secolo. "
Con una popolazione stimata in circa 1,21 miliardi di persone, che rappresenta il 17% della popolazione mondiale, l'India è il secondo paese più popoloso del pianeta (dopo la Cina) e, secondo alcune statistiche, potrebbe divenire il primo intorno al 2030.
L'aspettativa di vita è di 63,9 anni, e il tasso di crescita della popolazione dell'1,38% annuo; ci sono 22,01 nascite ogni 1.000 abitanti all'anno.
Il rapporto nazionale donne/uomini è pari a 944 donne per 1.000 uomini.Quasi il 70% degli indiani risiedono nelle zone rurali, anche se negli ultimi decenni[quando?] la migrazione verso le città più grandi ha portato a un repentino aumento nel paese della popolazione urbana.
Nel frattempo la prodigiosa crescita economica indiana sembra prossima a competere con quella della Cina.
Il prodotto interno lordo dell'India è proiettato a vedere un'espansione dell'8,5 per cento nel corso dell'anno fiscale 2016 che inizia il 1 ° aprile, dovuto in parte al successo economico e in parte ad una serie di calcoli del PIL rivisti a gennaio.
Questa cifra corrisponde a 7,4 per cento della crescita economica della Cina per l'anno fiscale 2014, che si è concluso 31 dicembre.
La crescita della Cina lo scorso anno è scesa dall'espansione 2013 del 7,7 per cento e rappresenta umn passo più lento del paese di crescita.
E i funzionari cinesi proiettano che la loro economia nazionale si espanderà solo del 6,8 per cento nel corrente anno fiscale, secondo Xinhuanet.
Gli analisti non credono che l'India sarà soggetta allo stesso rallentamento come il suo vicino di casa asiatico, indipendentemente dalle alterazioni di metodologia PIL.
Il Fondo Monetario Internazionale il 19 gennaio ha proiettato che la crescita dell'India eclisserà la Cina entro il 2016, mentre la Banca Mondiale ha previsto nel gennaio 2015 che l'economia indiana potrebbe prendere Cina in termini di espansione entro il 2016 e dovrebbe passarla nel 2017.

Alla pari con la rapida espansione economica e demografica l'India possiede anche un faronico esercito il cui numero supera di gran lunga sia quello russo sia quello americano.
L'esercito Indiano detiene circa 3.800.000 integranti di vario genere (1.300.000 titolari, 1.200.000 riserve e 1.300.000 paramilitari). È un servizio militare totalmente volontario, dato che il servizio di leva non è mai stato istituito in India.
L'esercito ha una grande esperienza in diversi tipi di terreni, dato che l'India ha grandi differenze in questo aspetto sul suo territorio nazionale, e ha acquisito una discreta storia di utilizzo da parte delle Nazioni Unite nelle loro operazioni di pace.
La forza è comandata dal Capo di Stato Maggiore, al momento il Generale Vijay Kumar Singh. Il grado più alto nell'Esercito Indiano è Maresciallo di Campo, ma è un grado onorario e può concederlo solo il Presidente dell'India e solamente in circostanze eccezionali.
La dottrina dell'Esercito Indiano ne definisce il ruolo come:
-« "L'Esercito Indiano è la componente terrestre delle Forze Armate Indiane, che esistono per sostenere gli ideali della Costituzione Indiana. In quanto rilevante componente del potere nazionali, insieme con la Marina Indiana e l'Aeronautica Militare Indiana, i ruoli dell'Esercito Indiano sono i seguenti:
- Ruolo Primario: preservare gl'interessi nazioni e salvaguardare la sovranità, l'integrità territoriale e l'unità dell'India contro ogni minaccia esterna, attraverso la deterrenza o la guerra.
- Ruolo Secondario: assistere gli enti Governativi a risolvere i rispettivi conflitti di attribuzione e ogni altra minaccia interna e fornire aiuto all'autorità civile quando richiesta a tal fine. »

L'India è anche uno stato con armi nucleari alla fine del 2012 le stime davano un totale di 80 - 100 testate nucleari disponibili nell'arsenale indiano.
Negli ultimi anni l'India ha anche avviato un notevole piano di riarmo militare per difendersi da un possibile attacco da parte di un paese straniero come il Pakistan.
Con 126 aerei da combattimento dalla Francia, un sottomarino nucleare dalla Russia e la costruzione della sua prima portaerei, l’India spinge l’acceleratore nella sua corsa agli armamenti.
Con una spesa militare di decine di miliardi di dollari, New Delhi cerca di contrastare l'avanzata di Pechino per il controllo lungo i confini himalayani e la crescente influenza nell’Oceano indiano.
Gli analisti definiscono “remota” la possibilità di un conflitto tra i due giganti asiatici.
“Negli ultimi due anni – afferma Gurmeet Kanwal, direttore del Centre for Land Warfare Studies (finanziato dall’esercito indiano, ndr) di New Delhi – Pechino ha condotto una politica sul piano diplomatico, politico e militare”. La Cina ha infatti finanziato lo sviluppo di porti in Pakistan, Sri Lanka, Bangladesh e Myanmar, acquistando così maggior potere nell’area.
Secondo Zhao Gancheng, un esperto dello Shanghai Institute of Foreign Studies, le ragioni dell’India per sviluppare il suo apparato militare vanno “ben oltre” la Cina.
“New Delhi – spiega – osserva con cautela le mosse di Pechino, soprattutto per vecchie questioni mai risolte. Ma credo che l’obiettivo principale dell’India sia diventare un grande Paese a livello mondiale.
E solo rinforzando la difesa può affrontare le potenziali minacce della Cina e di altri Stati”.
Dal punto di vista cinese, spiega Zhao, “questa corsa indiana non preoccupa Pechino. In pochi guardano all’India come a una minaccia”.
La spinta indiana a modernizzare il proprio apparato militare era attesa da tempo, visto che gran parte degli equipaggiamenti risalivano al periodo sovietico.
Inoltre, la richiesta continua di caccia, elicotteri e unità navali hanno reso l’India il più grande importatore d’armi al mondo.
Un rapporto dello svedese Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) del 14 marzo 2011, parlava infatti di un volume del 9% per i trasferimenti internazionali di armi tra il 2006 e il 2010. Di questo, l’82% proveniente dalla Russia (v. 15/03/2011, “È l’India il primo importatore d’armi al mondo”).
Il costo iniziale dei 126 aerei da combattimento, comprati dalla francese Dassault, si aggira intorno agli 11 miliardi di dollari. Tuttavia, equipaggiamento, manutenzione e garanzie dovrebbero raddoppiare il prezzo.
La scorsa settimana, la marina indiana ha preso il comando del sottomarino nucleare russo Nerpa, rinominato Ins Chakra-II. L’India entra così a fare parte del ristretto gruppo di Paesi dotati di sottomarini nucleari: Stati Uniti, Francia, Russia, Gran Bretagna e Cina. Il Chakra resterà a New Delhi per i prossimi 10 anni, a un costo di quasi un miliardo di dollari.
Tuttavia, India e Cina non sembrano dare peso a questa corsa agli armamenti, né alle possibili tensioni.
La dottrina militare elaborata dall’India prevede il divieto di usare l’arma atomica per primi e lo sviluppo della capacità di poter sferrare un “colpo freddo”, ovvero un attacco convenzionale sufficientemente devastante e rapido da poter figurare come risposta sensata a un attacco nucleare.
Dal punto di vista delle risorse, l'India possiede il controllo di vasti giacimenti di petrolio.
L'India possiede circa 125 milioni di tonnellate metriche di riserve accertate di petrolio nell'aprile 2010 o 5620 milioni di barili secondo stime EIA per il 2009, che è la seconda più grande quantità nella regione Asia-Pacifico, dopo la Cina.
La maggior parte delle riserve petrolifere dell'India si trovano nella costa occidentale (Mumbai) e nelle parti nord-est del paese, anche se notevoli riserve non sviluppate si trovano anche nel Golfo del Bengala e nello stato del Rajasthan.
Il settore petrolifero indiano è dominato da imprese di proprietà statale, anche se il governo ha compiuto passi negli ultimi anni passati per deregolamentare il settore degli idrocarburi e sostenere una maggiore partecipazione straniera.
Di proprietà dello Stato indiano Oil and Natural Gas Corporation è la più grande compagnia petrolifera.
L'India allo stesso modo possiede anche vasti giacimenti di gas naturale e minerale di ferro.
Secondo il Ministero del Petrolio, Governo dell'India, l'India ha 1.437 miliardi di metri cubi di riserve di gas naturale confermati a partire dal mese di aprile 2010.
Un enorme massa di gas naturale India proviene dalle regioni occidentali in mare aperto, in particolare l' Alto Mumbai. I campi di Assam ,Andhra Pradesh e Gujarat sono anche questi grandi produttori di gas naturale.
Si osserva quindi come l'India possieda requisiti a sufficienza per poterla rendere una ormai prossima superpotenza nell'area asiatica.

Superpotenza Cinese

La Cina è ormai diventata la prima nota nuova superpotenza mondiale.
È il paese più popoloso del mondo, con una popolazione di oltre 1.35 miliardi.
La RPC è uno Stato a partito unico governato dal Partito Comunista, con la sua sede del governo nella capitale di Pechino. Essa esercita giurisdizione su 22 province, cinque regioni autonome, quattro municipalità direttamente controllate (Pechino, Tianjin, Shanghai e Chongqing), e due per lo più autonome regioni amministrative speciali (Hong Kong e Macao). La RPC sostiene anche Taiwan - che è controllata dalla Repubblica di Cina (RDC), un'entità politica separata - come la sua 23esima provincia, un credito controverso a causa della complessa condizione politica di Taiwan e l'irrisolta guerra civile cinese.
Dopo l'introduzione di riforme economiche nel 1978, la Cina è diventata la più rapida crescita dell'economia al mondo.
A partire dal 2013, è la seconda economia più grande al mondo sia come PIL totale nominale che per parità di potere d'acquisto (PPA), ed è anche il più grande esportatore e importatore di merci al mondo.
La Cina è un riconosciuto Stato di armi nucleari e ha il più grande esercito permanente del mondo, con il secondo più grande bilancio della difesa. La RPC è stata un membro delle Nazioni Unite dal 1971, quando ha sostituito la RDC come membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La Cina è anche membro di numerose organizzazioni multilaterali formali e informali, tra cui l'OMC, l'APEC, il BRICS, l'Organizzazione di Shanghai per la cooperazione, il BCIM e il G-20. La Cina è stata caratterizzata come una potenziale superpotenza da un certo numero di accademici, analisti militari, dalla politica pubblica e da analisti di economia.
Dopo aver fatto alcune osservazioni sull'attuale rapidità di crescita cinese è altrettanto osservare come il dominio del mercato cinese si stia espandendo ulteriormente, quasi illimitatamente, in tutto il mondo e allo stesso modo pare che il paese si stia addirittura preparando a "colonizzare" nuove terre.
I cinesi in Italia non conoscono la crisi, a rilevarlo è la Cgia di Mestre, secondo cui nel 2012 le imprese guidate dagli orientali hanno superato le 62.200 unità (+34,7%), in aumento del 7% rispetto al 2008.
A tenere banco è il settore del commercio con 23.500 attività sparse per tutto il paese, mentre, si fa per dire, sono poco più di 18.000 le aziende concentrate nel campo manifatturiero (tessile-abbigliamento-calzature).
Decollano anche il comparto ristorazione, alberghi e bar (12.800), rappresentando una fetta consistente dell’intero apparato turistico nazionale.
Un trend di crescita si registra soprattutto nei servizi alla persona (parrucchieri-estetisti-centri massaggi), con un numero di circa 2.600 unità, qui lo sviluppo esponenziale nel biennio 2011-2012 sfiora quota +39%.
E queste sono solo le cifre delle attività imprenditoriali, se consideriamo l’ammontare delle rimesse, si rischia un capogiro: nell’ultimo quinquennio l’introito complessivo delle imprese cinesi, è stato di quasi 11 miliardi di euro segnando un (+73%) rispetto al 2008, solo nel 2012 gli stessi hanno inviato ben 2.7 miliardi nella loro patria.
La Cina e la sua popolazione quindi si stanno espandendo ad una rapidità impressionante.
Non solo in Italia ma anche in Africa il popolo cinese stà impiegando una forte importazione delle risorse verso il proprio paese d'origine.
La scelta dell'attuale governo cinese di espandere il ruolo economico e strategico di Pechino in Africa e' destinata a modificare molti degli equilibri di potenza futuri.
La questione e' stata approfonditamente trattata in un rapporto intitolato "La Cina in Africa", di Giancarlo Elia Valori, docente ed economista a respiro internazionale, uno dei piu' qualificati conoscitori delle dinamiche economiche, politiche e sociali a livello mondiale.
Il progetto di Pechino va avanti dalla fine della guerra fredda e consiste nel creare una globalizzazione che favorisca la proiezione di influenza della Cina.
La logica della sua espansione in Africa è dettata dal desiderio di assicurarsi un accesso privilegiato alle fonti energetiche e alle materie prime.
Dal 2000, anno del primo Forum di Cooperazione Cina-Africa, l'interscambio fra i due paesi ha continuato a crescere fino a raggiungere i 18,545 miliardi di dollari alla fine del 2003.
Le iniziative di formazione in Cina per operatori, tecnici ed insegnanti africani, e quelle contro l'AIDS, contribuiscono a dare un'immagine positiva di Pechino in tutto il continente subsahariano.
Anche per quanto riguarda la questione di Taiwan, la politica africana cinese da un lato chiude lo spazio internazionale per l'espansione dell'economia dell'isola, dall'altro chiede ai Paesi africani di non riconoscere il governo di Taipei in cambio di sostegno economico.
Sul piano petrolifero, che funge come indicatore dell'importanza geopolitica del nesso Cina-Africa, nel 2006 l'Africa ha raggiunto 1/3 delle importazioni totali nette di petrolio della Cina.
Pechino ha investito risorse nel petrolio sudanese e controlla il 40% delle attivita' petrolifere.
Fin dal 2004, anno della firma del primo contratto di vendita di petrolio gabonese alla Cina, sono stati stipulati con la Nigeria e diversi paesi africani accordi per l'estrazione e l'importazione di petrolio con la partecipazione delle maggiori compagnie petrolifere cinesi.
Oggi un quarto delle importazioni petrolifere cinesi proviene dall'Algeria, dall'Angola, dal Chad, dal Sudan, dalla Nigeria, dal Gabon e dalla Guinea Equatoriale.
L'Africa costituisce il mercato giusto per differenziare le importazioni petrolifere della Cina, che dal 2004 e' diventata secondo importatore netto di petrolio dopo gli Stati Uniti.
Le societa' cinesi presenti in Africa investono quindi in infrastrutture, linee petrolifere, ospedali, fabbriche, in un contesto in cui non rischiano di essere ristrette da norme sulle ONG, da sanzioni o limiti di carattere pubblicitario o di propaganda commerciale "nemica".
Per cio' che riguarda invece la logica dell'equilibrio commerciale della Cina con l'Africa, Pechino acquisisce notevoli vantaggi in aree nelle quali l'Occidente e la Federazione Russa operano con notevoli difficolta'.
Dal 2004 gli scambi tra Cina e Africa sono cresciuti fino a raggiungere, nel 2005, il valore di 40 miliardi di dollari per le importazioni cinesi dall'Africa.
Spostandoci rapidamente sulla qualità dell'esercito cinese si scopre come quest'ultimo non solo è uno dei più vasti mai osservati al mondo ma anche lo stesso equipaggiamento lo rendono palesemente una notevole forza capace di difendere il paese da qualunque attacco esterno.

La Cina mantiene un esercito di 2,3 milioni di soldati a cui si aggiungono quasi 5 milioni di riservisti.
L’Esercito Popolare di Liberazione, formato da sette milioni di uomini, è sicuramente l’esercito più grande della storia.

La Cina non è un gigante al galoppo soltanto dal punto di vista economico.
Le enormi somme di denaro che provengono dal boom economico vengono investite in un gigantesco apparato militare.
Le zone cinesi di confine si trovano in gran parte in regioni dai paesaggi estremi e difficilmente accessibili e rappresentano così un muro di protezione naturale contro le invasioni nemiche.
Visto che i Cinesi difficilmente dovranno affrontare un attacco dall’esterno, il loro esercito è equipaggiato e istruito come una potenza offensiva.
Il Pentagono ha steso di recente una relazione in cui è scritto: «L’Esercito Popolare di Liberazione si sta trasformando da esercito di massa ad una potenza militare in grado di affrontare e vincere brevi e violenti conflitti con avversari che dispongono delle più alte tecnologie.»
L'Esercito Popolare di Liberazione è il nome ufficiale delle forze armate della Repubblica Popolare Cinese.
Esso è tuttora la forza militare più numerosa al mondo e la 1° più potente del mondo.
I cinesi possono mettere in campo fino a 760 navi e 2.400 aerei.
L'arsenale cinese ha raggiunto il suo picco nel 2001 con 540 testate operative, cifra poi scesa a circa 240 nel giugno 2011 e rimasta inalterata alla fine del 2012; a causa dell'elevato grado di riservatezza circa il programma nucleare militare cinese, le stime sul numero di testate operative variano molto, andando da un minimo di 100 ad un massimo di 400.
Nonostante questo vasto assortimento militare la Cina sta attuando un'ulteriore sviluppo del proprio apparato militare a livelli che hanno preoccupato non di poco l'amministrazione degli Stati Uniti.
Negli ultimi tempi si nota l'evidente aumento delle notizie riguardanti armamenti strategici cinesi. Avvengono dispiegamento e i test di nuovi tipi d'armamenti. Artiglieria e flotta cinesi acquisiscono nuove possibilità nel campo di deterrenza strategica. Soltanto 3-4 anni fa sembrava che le forze nucleari cinesi versavano in uno stato di stagnazione nel loro sviluppo. Ora è evidente che si trovano nella fase di un radicale cambiamento. Per le forze nucleari cinesi non sono previsti soltanto la crescita tecnica e il potenziamento quantitativo.
Secondo il rapporto, nel 2010 la Cina ha completato il prototipo del suo primo aereo caccia da combattimento, il J-20, che si ritiene non sarà “davvero operativo” prima del 2018.
La Cina sta anche producendo la sua prima nave portaerei, ma si ritiene che sarà completata “non prima del 2015, se la costruzione è iniziata quest’anno”.
Per il 2011 Pechino ha indicato spese per la difesa per 601,1 miliardi di yuan, (91,5 miliardi di dollari) con un aumento del 12,7% rispetto al 2010. Ma molti esperti ritengono siano molto maggiori le spese per un esercito di 1,25 milioni di uomini e il rapporto dice che nel 2010 le spese militari cinesi hanno superato i 160 miliardi di dollari.
Dura reazione della Cina che dice che si tratta di preoccupazioni “prive di fondamento”, se non addirittura “espressione di una mentalità da Guerra fredda”. Oggi il ministro cinese alla Difesa ha detto che “è del tutto normale che l’esercito sviluppi e migliori i suoi armamenti”.
Wang Baodong, portavoce dell'ambasciatore cinese a Washington, ha subito espresso la “speranza” che gli Usa collaborino con la Cina per creare stabili e saldi legami militari, fondati “sul reciproco rispetto, la fiducia, con benefici per entrambi”.
Ma Michael Schiffer, viceassistente del segretario Usa alla Difesa, spiega che la Cina, modernizzando le sue forze militari, sta “acquisendo potenzialità che riteniamo siano in grado di destabilizzare gli equilibri militari della regione”. Anche perché la Cina punta soprattutto a diventare una potenza navale e non ha mai rinunciato a rivendicare la sovranità su Taiwan, che considera un’isola ribelle. Almeno 1200 missili cinesi di corto raggio sono sempre puntati sull’isola. Nel 2010 Pechino ha sospeso per mesi ogni collaborazione militare con gli Usa per protestare contro la vendita di armi a Taiwan.
Da tempo Taipei ha chiesto agli Usa la fornitura di 66 aerei F-16C/D, ma Washington non ha ancora preso una decisione anche per non deteriorare i rapporti con Pechino.
Allo stesso modo la Cina sembra si stia preparando per un conflitto a fuoco, anche nucleare.
Ha recentemente aggiornato il proprio sistema della metropolitana a Pechino e ha rivelato che il suo transito di massa è stato edificato per resistere ad esplosioni nucleari o attacchi di gas chimici in una futura guerra, i media statali l'hanno riferito il mese scorso.
La divulgazione degli aspetti militari della rete ferroviaria metropolitana di seguito il completamento e l'apertura di una nuova linea della metropolitana nella capitale cinese il 30 dicembre, insieme con l'estensione di diverse altre linee.
L'aggiornamento della metropolitana è parte di uno sforzo per facilitare il traffico paralizzato nella città di 20 milioni di persone.
Secondo i funzionari della difesa civile cinesi citati il 5 dicembre nei Global Times, un giornale pubblicato dal Partito Comunista Cinese del Comitato centrale, la metropolitana può "resistere a un attacco nucleare o di gas velenoso."
Un funzionario Usa ha detto che la divulgazione delle capacità della metropolitana di resistere agli attacchi è insolito, in quanto mette in evidenza il programma strategico di Pechino di modernizzazione nucleare, qualcosa di solito tenuto segreta dai media controllati dallo Stato.
L'accumulo nucleare strategico include l'espansione delle forze nucleari offensive, difese missilistiche e armi anti-satellite.
La Cina sta costruendo nuovi missili mobili a lungo raggio, tra cui il DF-41, e prevede di schierare fino a otto nuovi sottomarini con missili balistici.
Le relazioni dell'Asia con l'esercito cinese è anche in programma di costruire nuovi bombardieri strategici a lungo raggio nucleari.
Dal punto di vista delle proprie risorse la Cina possiede colossali giacimenti di petrolio e carbone, il cui quest'ultimo è una delle principali basi energetiche della propria economia.


Superpotenza Brasiliana

La Repubblica federativa del Brasile è considerata a livello internazionale un superpotenza emergente, a causa della sua popolazione che vive e la crescita economica che è in corso.
Dal 2001, con la creazione dell'espressione BRICS (acronimo di Brasile , Russia , India , Cina e Sud Africa ), il paese è diventato un attore importante sulla scena mondiale, incanalando gli investimenti.
Il Brasile è la sesta più grande economia del mondo in termini di PIL nominale e il settimo con l'acquisto di parità.
Dal 1990 il paese ha raggiunto la stabilità economica, attraendo investimenti esteri.
Nel 2008, il Pil brasiliano ha raggiunto il traguardo di 2.030 miliardi di dollari di spesa da paesi quali il Canada, l'Italia e il Regno Unito e si avvicina la Francia .
Le esportazioni sono triplicate in cinque anni da circa 60 miliardi di dollari 2002 a più di 200 miliardi dollari nel 2008.
Il Brasile è il più grande detentore di bacini d'acqua dolce del mondo e ha il 9 ° più grande riserva di petrolio al mondo, dopo la conferma, nel novembre 2007 , nel bacino di Santos.
Le sue riserve economiche internazionali sono nella figura di 335 miliardi di dollari.
Il Real si è affermato come una moneta di forte e intensa attività nella zona Latina.
Possiede aziende in tutto il mondo nei campi petroliferi ( Petrobras ), estrazione ( Vale SA ), la costruzione di aerei ( Embraer ), acciaio ( Gerdau ), stampa di sicurezza ( Zecca di Brasile ), le telecomunicazioni ( Globo ), prodotti alimentari ( Brasile Foods ), bevande ( AmBev ), ingegneria ( Odebrecht ) e macchinari elettrici ( WEG ), che offre vantaggi ragionevoli in penetrazione di mercato in diversi continenti.
-è un membro dei G4, in cerca di seggi permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite .
-ha la sesta maggiore riserva di uranio e già arricchito ad un livello di 3,8% e 4% che prevede di aumentare al 6%.
-è il quinto più grande popolazione al mondo e anche il quinto tratto di terra del mondo.
Inoltre ospita la maggiore biodiversità del pianeta, che rappresentano circa il 18% del biota globale, una costa di oltre 7.000 km, che permette un facile flusso di produzione al Oceano Atlantico attraverso i vari porti esistenti nel paese, e una diversità climatica che fornisce una variegata produzione agricola e industriale.
Il Brasile non ha mai vissuto un momento storico che lo avrebbe costretto a militarizzarsi, tranne durante la guerra del Paraguay.
Ufficialmente il paese non ha testate nucleari, ma è l'unico paese dell'America Latina che domina l'uso dell'energia nucleare.
Le spese militari del Brasile raggiungono 13.940 milioni di dollari, ma le previsioni sono che nel 2008 abbiano investito circa 18 miliardi di dollari, con il terza decimo più grande budget militare del mondo .
Il paese ha anche un gran numero di soldati, con la leva militare necessaria, rendendo l'esercito brasiliano uno dei più grandi del mondo.
Il paese ha la più grande industria aerospaziale, navale e l'esercito dell'America Latina mantiene la superiorità distinta in dispositivi militari, fatta eccezione per l'Air Force, dove il Cile e Venezuela hanno rispetto di parità grazie alle recenti acquisizioni.
Il CIA World Factbook riporta che l'età per la coscrizione è tra i 19 e i 45 anni e l'obbligo di servizio dura da 9 a 12 mesi. L'età per il servizio volontario è tra i 17 e i 45 anni e una percentuale in aumento sono volontari a "lungo termine". La manodopera militare brasiliana secondo una stima del 2005 è di circa 45.586.036 uomini di età tra i 19 e i 45 anni e di 45.728.704 donne di età compresa tra 19 e 49 anni disponibili per il servizio militare, e di 33.119.098 uomini di età tra 19-49 anni e 38.079.722 donne tra 19-49 anni idonei al servizio militare. Agli uomini in Brasile è richiesto di arruolarsi per svolgere 12 mesi (24 nell'Aeronautica e 36 nella Marina) di servizio militare dopo il loro 18º compleanno.
Non converrebbe a nessuno avere a che fare con una guerra contro il Brasile.


Verso un sistema di superpotenze multipolare

Sebbene gli Stati Uniti siano una potenza in declino è interessante chiedersi perchè sono ancora così interferenti a livello globale.
Così come mai gli Stati Uniti sono ancora così dominanti a livello globale? Il loro gigantesco budget militare non è la ragione, dal momento che non si può realisticamente bombardare tutto il mondo.
Il primo strumento che gli Stati Uniti stanno utilizzando per la loro dominazione del mondo è il dollaro.
Il dollaro è effettivamente un sistema di controllo in quanto la Federal Reserve lo può creare in quantità illimitate all'interno dei computer, e tuttavia il mondo avrebbe preso come qualcosa di prezioso, ancora con il petrodollaro in mente.
Questo lo rende un compito facile per gli Stati Uniti per finanziare con miliardi di dollari le "rivoluzioni colorate" (Ucraina, Venezuela, Primavera Araba, Hong Kong) e altre sovversioni in tutto il mondo e di conseguenza questo è un problema che ogni potenza e superpotenza al mondo dovrebbe affrontare per porre fine a questa pessima abitudine.
D'altro canto si osserva sempre con maggior crescente preoccupazione una costante accesa tensione da parte del goveno americano che tenta di spingere anche l'Unione Europea e la NATO a indebolire la Federazione Russa con numerosi sistemi.
Eccettuate le sanzioni gli americani stanno disponendo le loro truppe in quelle che definiscono "esercitazioni" lungo i confini ocn la Russia, un chiaro tentativo di provocazione di cui si stanno rendendo i principali responsabili.

Continuano ad arrivare a Riga, in Lettonia, uomini e mezzi dell’esercito statunitense, impegnato con Lituania ed Estonia in una delle cosiddette “esercitazioni” militari Nato.
Mentre gli USA occupano il territorio europeo con mezzi da guerra, il segretario generale dell’alleanza, Jens Stoltenberg a Mons ha avuto il coraggio di criticare la decisione di Mosca di non collaborare al Trattato per il controllo delle armi convenzionali.
“Siamo dispiaciuti per la decisione della Russia di sospendere la partecipazione al Gruppo consultivo unitario sul Trattato per le armi convenzionali in Europa. Continueremo a sostenere ogni sforzo per arrivare a un controllo delle armi, noi crediamo che il Trattato sia importante”.
Il tentativo di "contenere" la Russia e la sua influenza sempre maggiore sul continente eurasiatico e l'America Latina ha due principali scopo.
-Il primo consiste nel fatto che ormai questo paese è visto da molti come punto di riferimento da parte di chi si oppone al sistema americano e quindi viene vista come un'alternativa all'America stessa;
-Il secondo motivo consiste nel fatto che proprio la Russia viene vista dagli americani una minaccia per la loro stessa influenza sulla scena mondiale in numerosi settori, di conseguenza un suo contenimento controllato rafforzerebbe la posizione degli Stati Uniti nel resto del mondo.
Si sta già tentando di indebolire l'informazione dei media russi sostituendola con quella incline alla visione occidentale dei fatti.
L'unione europea lavora in risposta alla «propaganda» in lingua russa, come nei paesi UE e nei paesi del partenariato orientale così nella stessa Russia, ha detto venerdì il capo della diplomazia UE Federica Mogherini
«Stiamo lavorando alla comunicazione strategica per contrastare la propaganda in lingua russa non solo nella regione del partenariato orientale o in Russia, ma anche nella UE perché abbiamo una grande comunità di russofoni che non è solo ad est della UE, ma anche in altri paesi», ha detto Mogherini, parlando alla conferenza interparlamentare di Riga.
In precedenza, i ministri degli esteri di Estonia, Lituania, Danimarca e Regno Unito, congiuntamente avevano suggerito che l'Unione europea creasse un canale tv concepito per le comunità di russofoni residenti. Per la creazione di un simile canale satellitare si è anche espressa l’Ucraina.
Nel contempo viene da chiedersi se sommando l'esercito statunitense con quello europeo ci si potrebbe permettere una guerra contro la Russia, sapendo che un simile scenario porterebbe gli Alleati sopra menzionati a rispondere.
Sul fronte degli uomini che i due eserciti possono schierare, la partita a Risiko vede in vantaggio l’EU, che può contare su di un numero di riservisti decisamente superiore agli americani. Quello che cambia decisamente è la proporzione di militari attivi rispetto alla popolazione, con una “militarizzazione” più spinta in America.
Il problema è soltanto uno, gli Stati europei sono assai molto divisi dal punto di vista della creazione di un'unico esercito europeo e allo stesso modo molti rifiuteranno un'intervento congiunto contro la Federazione Russa.
Il presidente della Commissione europea ha chiesto la creazione di un esercito europeo, al fine di dimostrare alla Russia "che prendiamo sul serio la difesa dei valori europei".
Ovviamente quei valori a cui fa riferimento non sono quelli nazionali ma bensì la politiche su cui è fondata l'Unione.
In un'intervista al quotidiano tedesco Die Welt, Jean-Claude Juncker, che guida il braccio esecutivo dell'Unione europea, ha detto che un esercito europeo avrebbe lasciato il continente a "reagire credibilmente alle minacce alla pace in uno Stato membro o di un vicino di casa della UE".
Juncker ha detto che un esercito UE "ci aiuterebbe a sviluppare una politica estera e di sicurezza comune, e per adempiere le responsabilità dell'Europa nel mondo".
La Nato non è una protezione sufficiente per l'UE in quanto non tutti i membri dell'UE sono parte dell'alleanza, afferma Juncker.
Il problema è che questo porterebbe alla fine degli eserciti di tutti i singoli stati membri, una cosa di cui fin troppi sarebbero contrari, ma nella più inverosimile delle possibilità ancora una volta si sarebbe in notevole minoranza considerevole.
In mancanza di un'esercito europeo una qualunque guerra contro la Russia da parte degli Stati Uniti non potrà avvenire in quanto ci si troverebbe di fronte a troppi "invitati" indesiderati, di conseguenza l'Occidente può finora limitarsi a provocare e tentare di indebolire i più deboli.
Tuttavia arriva un'ulteriore sviluppo in questa questione.
Abbiamo spiegato quali sono le nuove superpotenze, ora resta da vedere come evolveranno gli scenari dal punto di vista economico globale:

-Nel 2015 è entrata in vigore l'Unione Economica Eurasiatica che comprende Russia, Kazakistan e Bielorussia. Prossimi membri saranno l'Armenia, Kirghizistan e sembra che altri interessati possano essere Turchia, Vietnam e Tagikistan dove la moneta prevalente sarà il rublo.

-I BRICS hanno deciso di istituire la Banca del Nuovo Sviluppo (NDB) con sede a Shanghai, spinta soprattutto da India e Brasile, un'alternativa concreta al dominio dell'occidentale Banca Mondiale e il sistema di Bretton Woods.
Con un capitale iniziale autorizzato di 100 miliardi dollari, compresi 50 miliardi di dollari di capitale sottoscritto iniziale ugualmente condiviso, che diventerà una delle più grandi istituzioni finanziarie multilaterali di sviluppo.
Importante, sarà aperto per altri paesi alla quale vorranno aderire.
Così in BRICS nel prossimo futuro negozieranno le loro valute, tra cui un yuan convertibile globalmente, più lontano dal dollaro USA e i petrodollari.
Tutte queste azioni rafforzano ulteriormente la stabilità finanziaria di BRICS - una sorta di rete di sicurezza precauzionale, una linea in più di difesa.

-I BRICS potrebbero essere estesi e includere i paesi MINT (MINT è un acronimo che si riferisce alle economie del Messico, Indonesia, Nigeria, e Turchia.), favorendo in tal modo la portata dell'organizzazione e creando l'opportunità per un lungo periodo una 'vibrazione' strategica di tali Stati dai loro orientamenti parzialmente occidentali.

-La Shanghai Cooperation Organization (SCO) è la culla in cui il partenariato strategico russo-cinese (RCSP) è nato e cresciuto.
Originariamente fondata come Shanghai Five nel 1996, è stato riformato come la SCO nel 2001 con l'inserimento di Uzbekistan.
Meno di un mese dopo la dichiarazione dei BRICS di indipendenza dalle attuali strutture della finanza mondiale, la SCO che comprende Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e India ha approvato, Pakistan, Iran, Mongolia all'interno dell'organizzazione .
Anche la SCO ha ricevuto domande per lo status da osservatori da Armenia, Azerbaijan, Bangladesh, Bielorussia, Nepal e Sri Lanka.
E 'stata la singola più grande espansione di cooperazione economica e gruppo di protezione di mentalità nella sua storia, e potrebbe finire per diluire l'impatto delle sanzioni attualmente ricattanti Mosca sulla crisi Ucraina e Teheran sul suo programma nucleare.

-I BRICS e la SCO le due più grandi organizzazioni internazionali indipendenti per lo sviluppo degli ultimi dieci anni.
Ci sono anche altre misure per ridurre il vecchio dominio globale degli Stati Uniti.
Union of South American Nations (USAN) (Unione delle Nazioni Sudamericane) comprende tutti i paesi del Sud America, tra cui Cuba, e ha ampiamente sostituito l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS), una reliquia della Guerra Fredda che escludeva Avana.
Mentre gli Stati Uniti e il Canada sono parte dell'OSA, non sono stati invitati a partecipare all'USAN.

-Il processo di de-dollarizzazione, ovvero lo scardinamento del dollaro dalla sua posizione di valuta di riferimento nei mercati internazionali, ha già raggiunto lo stesso continente americano. Brasile ed Uruguay hanno firmato un accordo che sancisce l’utilizzo delle rispettive monete, il real e il peso, per gli scambi commerciali;
Anche l’Argentina sembra dirigersi in questa direzione.
La Banca centrale argentina ha firmato un accordo con la People’s Bank of China per un valore di 11 mld di dollari in 3 anni, con uno stanziamento di 800 milioni da qui alla fine dell’anno.Il tasso di interesse pattuito è intorno al 6%. Poichè le riserve di dollari detenute dall’Argentina si stanno logorando, considerando la sua difficoltà nel reperimento di capitali nel mercato internazionale dopo il suo secondo default, tale mossa appare salvifica seppur non risolutiva. Ma c’è di più. Non poteva mancare, fra Cina e Argentina, un accordo di pagamento nelle rispettive valute. Ciò sta a significare che l’Argentina pagherà le importazioni cinesi in yuan, ed esporterà in pesos.
Russia ed Egitto stanno prendendo in considerazione di condurre le transazioni bilaterali nelle rispettive valute nazionali, ha detto il presidente russo Vladimir Putin.
"Vorrei sottolineare che stiamo già utilizzando le valute nazionali nel commercio con un numero di membri della Comunità degli Stati Indipendenti e la Cina. Questa pratica è stata giustificata e siamo pronta ad introdurla anche nelle nostre relazioni con l'Egitto ", ha detto Putin in un'intervista al giornale egiziano Al Ahram.


Conclusione

Stiamo assistendo allo sviluppo rapido di un nuovo sistema economico diversificato su scala mondiale dominato da nuove superpotenze di notevole rilevanza.
Probabilmente assisteremo anche alla fine dell'inglese usato come lingua internazionale.















Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Potential_superpowers
http://www.go-est.com/petrolio/business-petrolifero-russo-punto17.html
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=8851
http://expianetadidio.blogspot.it/2015/02/il-futuro-esercito-eurasiatico.html
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/03/i-fronti-us-contro-leurasia.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Esercito_dell%27India
http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_con_armi_nucleari
http://www.asianews.it/notizie-it/L%E2%80%99India-spinge-nella-corsa-agli-armamenti,-per-difendersi-dalla-Cina-23930.html
https://mazzetta.wordpress.com/2012/04/05/lalba-della-potenza-indiana/
http://it.sputniknews.com/italian.ruvr.ru/2014_02_02/Le-armi-nucleari-cinesi-e-la-situazione-nellAsia/
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/01/lalba-dellimpero-cinese-nel-xxi-secolo.html
http://www.asianews.it/notizie-it/Usa:-per-il-2020-l%E2%80%99esercito-cinese-potr%C3%A0-%E2%80%9Cdestabilizzare%E2%80%9D-la-zona-Asia-Pacifico-22468.html
http://pt.wikipedia.org/wiki/Brasil_como_superpot%C3%AAncia_emergente
http://it.wikipedia.org/wiki/For%C3%A7as_Armadas_Brasileiras
http://www.imolaoggi.it/2015/03/11/invasione-continuano-ad-arrivare-sul-baltico-uomini-e-mezzi-dellesercito-usa/
http://comunicati.russia.it/mogherini-la-ue-lavora-in-risposta-alla-propaganda-in-lingua-russa.html
http://www.zerohedge.com/news/2015-03-09/russia-responds-european-army-proposal-rattles-nuclear-sabre
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/il-nazionalismo-si-rafforza-e.html?view=mosaic
http://www.lintellettualedissidente.it/economia/la-de-dollarizzazione-sbarca-in-america/
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=10476

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