ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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lunedì 27 febbraio 2017

ECONOMIA, SUPERPOTENZE E SCENARI REALI DEL NOSTRO DOMANI - TERZA PARTE


Come nasce un sistema autoritario?
Quelli che vengono storicamente definiti dittatori, un termine con la quale vengono anche definiti i presidenti in Medio Oriente fin dalla guerra in Iraq, altro non sono che sistemi di governo con sistemi politici basati su una disciplina costituzionale avente lo scopo di tenere a freno gli animi di una popolazione divisa in numerose fazioni contrapposte in un unico Paese.
I sistemi monarchici in Europa o i loro omonimi del passato come i sistemi imperiali hanno avuto la stessa funzione, in un momento in cui dopo un periodo di prosperità si entra per vari motivi in periodi più rigidi dettati dalla povertà per situazioni economiche dalle cause di vario tipo (climatiche, disordini civili ecc) il sistema politico centrale cambia all'improvviso diventando autoritario allo scopo di calmare disordini civili con mezzi non convezionali.
Ebbene quando osserviamo quello che sta accadendo oggi in un Europa divisa dal multipartitismo il risultato è che la popolazione è divisa sia nell'opinione sia nel a chi dare sostegno.
Abbiamo spesso osservato come sia tra partiti sia tra persone che sostengono tali partiti si entri molto spesso tanto in contrasto che spesso il confronto non diventa pià verbale.
Ebbene cosa succederebbe se entrassimo nuovamente in un periodo di prolungata povertà con carenza di alimenti e buste paga insostenibili?
La stessa cosa ma su scala enormemente più estesa.
Quello che la maggioranza delle persone non si chiede è: cosa avrebbero fatto Mussolini o Stalin se fosse nato nella società attuale?
La risposta sarebbe che tutti i mezzi ad alta tecnologia che influenzano la nostra vita: Samsung Galaxy, Tablet, Digitalizzazione, Social Network e Media sarebbero stati utilizzati con lo scopo di creare una vasta rete di controllo per monitorare e controllare la popolazione ricavandone inoltre un'enorme massa di dati tra i quali facciamo un elenco di quello che si può ricavare con i mezzi descritti.
-Impronte Digitali.
-Codice Fiscale.
-Conti Bancari.
-Impronta vocale.
-Foto.
-La tua posizione, tramite il GPS.
-I tuoi interessi
-Il tuo indirizzo e-mail e la tua residenza
-Il tuo settore lavorativo.
-Il tuo/a partner.
-Tratti somatici di riconoscimento facciale.
I social network inoltre fungono come un'enorme sistema di convoglio delle emozioni dove tutti interagiscono tramite un sistema elettronico sempre più sofisticato sfogando frustrazioni, opinioni e momenti felici che con il trascorrere del tempo vanno a creare una sempre maggiore dipendenza del web.
Dal momento che siamo in una fase di transizione estremamente rapida nello sviluppo della cosidetta Rivoluzione 4.0 possiamo aspettarci che i sistemi di catalizzazione delle nostre emozioni diventeranno sempre più sofisticati in periodi molto vicini, aumentando di conseguenza ancora di più il livello di controllo.
Non stiamo parlando del mondo fantasy di George Orwell, ma semmai di come un sistema politico sovranazionale potrebbe usare tali sistemi per contrastare i dissensi e come potrebbero cambiare le cose se la situazione politica e sociale in generale andasse degenerando.Un sistema politico che spinge molto per la Rivoluzione 4.0 e per contrastare i dissensi è l'Europa tedesca di oggi, dominata dalla politica della Germania e dell'incompetenza di Bruxelles.
La Germania spinge molto sull'automazione e sulla digitaliazzazione.
La mentalità tedesca ha anche pesantemente condizionato il sistema lavorativo e ed economico dei Paesi dell'Unione Europea e questo ha determinato al sorgere di pesanti contrasti e una crescente voce di dissenso nella maggioranza dei Paesi membri di tale unione, lo dimostra la ferma opposizione di molti Paesi dell'est Europa al ricollocamento di molti immigrati nei loro Paesi, oltre al fatto che l'Unione Europea controlla e decide quali sono i partner commerciali affidabili (nel blocco europeo) e per sue direttive i Paesi membri devono aderire a politiche decise dallo stesso Parlamento Europeo, come ad esempio imporre restrizioni economiche commerciali alla Federazione Russa al prezzo di far perdere notevoli guadagni ai Paesi stessi.

Neanche due anni di guerra commerciale e diplomatica tra Ue e Russia sono costati all'Italia 3,6 miliardi di euro di export andato in fumo. E' questo, secondo il conteggio della Cgia di Mestre, l'effetto delle sanzioni economiche che l'Ue ha introdotto nel 2014 verso Mosca (prima a luglio, poi rafforzate a settembre), a seguito della crisi politico-militare con l'Ucraina, che poi hanno portato all'embargo di reazione da parte della Russia (da agosto). "L'export italiano verso la federazione russa, infatti, è passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34 per cento)", dice l'ufficio studi dell'associazione di Mestre.Come se non bastasse l'Unione Europea ha decretato nuove misure per i Paesi che vogliono aderire al blocco europeo, in particolar modo per la Serbia.
Il riconoscimento dell'indipendenza della repubblica del Kosovo e l'introduzione di sanzioni contro la Russia saranno le condizioni d'ingresso della Serbia tra i membri dell'Unione Europea, ha detto al canale della tv nazionale RTS il presidente Tomislav Nikolic.
Il capo di Stato della Serbia ha sottolineato che durante una delle visite precedenti a Belgrado del commissario per la politica di vicinato e di allargamento dell'UE, Johannes Hahn, parlando con lui durante una conferenza stampa congiunta, ha elaborato le condizioni dell'integrazione europea. "Il signor Hahn mi ha detto che non si procede senza un accordo sul Kosovo e Metochja, il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo. Ha anche detto che senza collaborazione in politica estera non saremo in grado di diventare membro dell'Unione Europea" ha detto Nikolic.
"Sono state introdotte le sanzioni contro la Russia, non abbiamo partecipato e avremmo dovuto partecipare, se fossimo stati membri dell'Unione Europea. Contro queste due condizioni, come ho detto prima, molti in Serbia hanno protestato dicendo che non ne hanno sentito parlare prima, ma si tratta di condizioni di cui sentirete parlare domani" ha sottolineato il capo dello stato. Il presidente della Serbia ha detto che i requisiti non sono ancora diventati posizione ufficiale dell'Unione Europea ma "c'è il presagio che per i parlamenti di molti paesi, tra cui il parlamento tedesco, per confermare la nostra adesione, avranno un ruolo fondamentale".
Risulta alla luce dei fatti che quelle che vengono denominate condizioni per un Paese di aderire ad un blocco economico, altro non risultano che essere dei ricatti da parte dei politici tedeschi di tale blocco che vogliono non solo espandere l'influenza dell'Unione Europea verso l'Europa dell'est e sottrarre possibili Paesi sostenitori economici alla Russia, ma chiaramente ridurre la dipendenza dei Paesi membri dell'Unione Europea dal commercio con la Russia e sostituirlo con quello della Germania.
Il fatto che i politici europei continuino a imporre tali poltiche isolazioniste e restrittive al loro stesso blocco economico, denota chiaramente che non sono coscienti della crisi di credibilità che sta rallentando l'Europa, specialmente in un momento in cui i partiti nazionalisti dalla Francia di Marine Le Pen all'Olanda di Geert Wilders stanno guadagnando solidi consensi in tutto il territorio europeo.
Lo scacco matto tuttavia arriverebbe dal fatto che un'Europa a maggioranza nazionalista, potrebbe subire da un cambiamento di regia all'interno della Comissione Europea, vale a dire la possibilità che in caso perdesse le elezioni in Germania, Angela Merkel possa in seguito all'incompetente Claude Junker, il prossimo futuro Presidente della Comissione Europea.
In questo caso si avrebbe un potere politico sovranazionale ancora maggiore di quello che già la Germania possiede all'interno dell'Europa, dove le linee intransigenti dell'attuale Cancelliere tedesco potrebbero rendere impossibile a qualunque Paese membro di sciogliersi dal blocco economico europeo come ha già fatto l'Inghilterra.
Le affermazioni di Angela Merkel sulla cosidetta "Europa a due velocità" sono un'affermazione molto grave in quanto permetterebbe all'Europa di suddividersi in due categorie: una classe di Paesi ricchi come la Germania di dominare l'Europa con riforme e controlli fin oltre i confini territoriali del blocco economico; una seconda classe di Paesi impoveriti economicamente da riforme che impongono tasse più pesanti, debito pubblico insostenibile e una drammatica deindustrializzazione come sta avvenendo in: Italia, Grecia, Spagna, Portogallo ecc.
Normalmente tali cambiamenti avvengono con il contagocce in quanto si fanno una sequenza di cambiamenti con modalità tanto lente che la maggior parte della popolazione non se ne accorge.
Le basi per la creazione di un tale sistema di regime già esistono in modo consoldato:

1) I media come negli Stati Uniti sono influenzati da partiti di opposizione di sinistra, di conseguenza metà dell'informazione con la quale la popolazione convive è rielaborata con lo scopo di condizionare i punti di vista e guardare in modo critico i movimenti nazionalisti con false etichette come: fascisti, neonazisti, estrema destra, populisti ecc.

2) Paesi come la Russia alternativi all'Unione Europea vengono classificati come "non-democratici" arrivando così a parlare di riforme contro la libertà di stampa, la tutela delle minoranze, omicidi di stato e aggiungendo descrizioni che il più delle volte non trovano conferme nei dati reali.
Così facendo si parla di una ipotetica minaccia dalla Russia spingendo così gli europei a entrare in conflitto con un popolo che non ha alcun interesse a fare la guerra all'Europa.

3) La massiccia presenza di reti islamiste radicatesi all'interno dell'Europa a causa dei flussi migratori può essere usata come pretesto per attuare politiche militari per aumentare il livello di controllo all'interno del territorio europeo e in special modo politiche per la sicurezza ancora più restrittive, limitando così la libertà della popolazione europea in alcuni settori della vita privata.

Così facendo la Germania potrebbe nuovamente usare il blocco economico del territorio europeo non solo per diventarne il Paese economicamente dominante ma per trasformarlo in una sua area di influenza geopolitica come sta già succedendo da parte di altre Grandi Potenze in tutto il mondo.

-La Turchia di Erdogan sta espandendo la sua area di influenza in tutti i territori della Primavera Araba, vale a dire in tutti i territori dell'ex Impero Ottomano.

-L'Inghilterra dopo il successo della Brexit sta riallacciando i rapporti con tutte le ex colonie inglesi e i Paesi del Commowealth, vale a dire il vecchio Impero Britannico, e si sta aprendo la strada a trattative per la creazione di un'area di libera circolazione e stretta cooperazione militare-economica con Australia, Nuova Zelanda e Canada in un futuro blocco economico denominato C.A.NZ.UK.
Sarebbe stato strano aspettarsi che anche la Germania visti i tempi non volesse anche la sua parte in questi cambiamenti.














venerdì 17 febbraio 2017

BREVE: PARLAMENTO EUROPEO DECIDE DI CREARE UN'ESERCITO COMUNE EUROPEO


La risoluzione è stata votata da 283 eurodeputati, dei quali 83 si sono astenuti.
Il documento contiene anche disposizioni per rafforzare la centralizzazione dell'Unione europea e per la creazione della carica di Ministro delle finanze UE.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201702174088769-Parlamento-europeo-approva-risoluzione-creazione-esercito-UE/

IL PRESIDENTE DI DONETSK ANNUNCIA LA VOLONTA' DI LIBERARE LE ZONE OCCUPATE DAI MERCENARI DEL REGIME UCRAINO

Il capo della repubblica popolare di Donetsk Alexander Zakharchenko ha dichiarato la volontà di prendere militarmente le zone del Donbass controllate da Kiev.

"Abbiamo sempre detto che la liberazione dei territori occupati delle regioni di Donetsk e Lugansk è il nostro compito collettivo. E abbiamo sempre detto che è auspicabile farlo con mezzi politici. Se questo a Kiev non lo capiscono, allora lasciate che vi ricordo che siamo in grado di farlo con l'esercito" cita le parole di Zakharchenko l'agenzia Interfax.
In precedenza i capi delle repubbliche autoproclamate Igor Plotsnitsky e Aleksandr Zakharchenko hanno detto di aver sviluppato un programma di assistenza umanitaria ai residenti delle zone controllate da Kiev nel Donbass.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201702174088628-Zakharchenko-annuncia-della-volonta-intraprendere-azioni-militari-contro-Kiev/

L'UCRAINA NELL'ETA' BUIA DEL DITTATORE RISCHIA IL DEFICIT ENERGETICO


Questa settimana, il Ministero dell'Energia dell'Ucraina ha proposto di introdurre lo stato di emergenza nel settore energetico a causa di una carenza di carbone per le sue centrali elettriche. Nel frattempo, Kiev ha rifiutato di acquistare forniture di emergenza dalla Russia.
L'esperto ucraino dell'energia Dmitri Marunych avverte che il paese potrebbe affrontare blackout, o peggio, in appena due settimane.
Il ministro dell'Energia ucraino Ihor Nasalyk ha avvertito che le riserve di carbone per le centrali dell'Ucraina si esauriranno tra 14-45 giorni, e ha proposto l'introduzione di uno stato di emergenza nel settore energetico del Paese.
Secondo il ministro, il paese ha circa 927.000 tonnellate di antracite in riserva, con il settore dell'energia che consuma fino a 40.000 tonnellate al giorno.
Lo stesso giorno, parlando alla televisione ICTV dell'Ucraina, Nasalyk ha sottolineato che, nonostante la crisi energetica imminente, Kiev non avrebbe importato forniture di energia elettrica di emergenza dalla rete russa.
"Sono sicuro che le importazioni di energia elettrica dalla Russia non dovrebbero nemmeno essere considerati, perché non le avremo" dice il ministro.
"Faremo tutto il possibile per rifiutare questa opzione", ha aggiunto.
Le forniture di energia elettrica in Ucraina dalla rete russa sono state fermate il ​​1 gennaio, 2016.
Il Ministero dell'Energia russo ha confermato che Kiev non aveva inviato alcuna richiesta di fornitura di energia elettrica di emergenza in relazione alla sua mancanza di carbone.
Tuttavia, ci sono stati precedenti della limitata cooperazione emergenza in passato.
La scorsa estate, la Russia ha inviato 600 megawatt di elettricità a Kiev a causa di una carenza simile nel sistema energetico ucraino.
Vsevolod Kovalchuk, il capo dello Stato ucraino gestore della rete elettrica Ukrenergo, ha avvertito che se si presenta uno stato di emergenza, il paese potrebbe affrontare blackout su larga scala. "Questo influenzerà tutto il territorio dell'Ucraina, ad eccezione di alcune" isole energetiche "separate che lavorano senza una connessione alla rete elettrica principale", ha spiegato Kovalchuk.
Questa settimana, la fazione parlamentare del regime di Petro Poroshenko ha chiesto al presidente di convocare una sessione urgente del Consiglio di sicurezza nazionale di prendere in considerazione lo sblocco delle ferrovie dalle regioni separatiste di Donetsk e Lugansk, sottolineando che "il blocco economico mina l'efficienza militare del nostro Stato e ha conseguenze disastrose per l'economia e la sfera sociale ".
Le Repubbliche di Donetsk e Lugansk sono alcune delle più ricche delle zone carbonifere in Ucraina, in particolare antracite necessaria per potere molte delle centrali termoelettriche dell'Ucraina.
In precedenza, il ministro dell'Energia, Nasalyk, ha spiegato che Kiev ha due opzioni, riguardo la ripresa assente delle consegne di carbone dai territori secessionisti.
"Non possiamo prendere il carbone dal Sud Africa, perché è tutto esaurito fino ad aprile ci sono solo due opzioni a sinistra: importazioni di carbone russo o gas russo ."
Allo stesso tempo, gli esperti dicono che Kiev può ipoteticamente acquistare carbone da Australia o Nuova Zelanda.
Tuttavia, hanno aggiunto che queste forniture necessitano almeno sei settimane per fornire, e sarebbe sovraccarico per i porti marittimi ucraini, che non hanno la capacità necessaria per scaricare il carbone e consegnarlo alle centrali elettriche in tempo.
Parlando a RIA Novosti, Dmitri Marunich, il co-presidente del Strategies Fund Energy Kiev, ha avvertito che se la Russia non fornisce Kiev con le forniture di energia elettrica necessarie, "L'Ucraina dovrà inevitabilmente affrontare interruzioni dell'illuminazione di grandi dimensioni, destinate a prevenire un [totale] blackout. "
Marunich ha spiegato che la Russia, che ha un surplus di forniture di energia elettrica, è un vantaggio, e può vendere le sue forniture a Ucraina ad un buon prezzo.
Tuttavia, se l'Ucraina non riesce a raggiungere un accordo con la Russia, ciò avrebbe conseguenze negative per l'economia ucraina.
"Precedenti periodi di blackout hanno avuto un impatto stimato sul Pil del 1.5% nel medio termine.
Esistono rischi anche per le centrali nucleari in Ucraina, l'analista ha avvertito. "Le centrali nucleari non possono funzionare senza una fonte di alimentazione esterna, per cui vi è la possibilità che le loro unità nucleari dovranno essere temporaneamente interrotte. La minaccia di interruzioni di corrente può provocare gravi incidenti, in modo che avrà bisogno di tempo per staccarle. Ma spero che noi non arriviamo a quel punto. "
A distanza di poco tempo di quella che è stata ribattezzata la più grande manifestazione a favore dell'Unione Europea, l'Ucraina vive in condizioni peggiori delle precedenti.


Fonte:https://sputniknews.com/europe/201702151050702547-ukraine-power-shortage-danger-analysis/

martedì 14 febbraio 2017

LO SPETTRO DEI MAIDAN "PRO-EUROPEI" INFESTA NUOVAMENTE L'EST EUROPA


Durante la visita del Primo Ministro ucraino a Bruxelles, il 10 febbraio, Juncker, il presidente della Commissione europea, non eletto dal popolo della UE, ha concesso 600 milioni al regime di Kiev. Anche se meno di una settimana prima, l'esercito ucraino ha effettuato le peggiori bombardamenti contro la Donbass e la popolazione civile, questa entità tecnocratico dà i soldi ad un regime corrotto Nel mese di dicembre, l'"Europa" ha persino sanzionato la Grecia, perché ha pagato uno stipendio tredicesima a persone che ricevono una piccola pensione, due mesi più tardi, la stesso "Europa" dà i soldi ad un regime che bombarda i civili e ha duramente ridotto alla fame il popolo ucraino.
L'ultima frase del comunicato nel corso dell'ultimo collegamento citato la dice lunga sul tradimento di un dittatore nato da un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti / Canada e l'Unione europea. L'anno scorso, Poroshenko, responsabile dei bombardamenti civili del Donbass, nello scandalo delle carte di Panama è stato citato per nome, come ogni oligarca corrotta.
Il dittatore aveva un conto in questo paradiso fiscale per nascondere le sue fortune.
Mentre ha promesso di vendere le sue aziende per evitare conflitti di interesse ha continuato a raccogliere milioni durante l'applicazione delle riforme imposte da organismi internazionali a chiedere prestiti che il popolo ucraino avrebbe dovuto pagare con costante declino nellloro tenore di vita (diminuzione dei salari, l'aumento del costo della vita).
Chiaramente gli organi politici che controllano l'Unione Europea hanno interesse anche di mantenere la loro influenza sul territorio ucraino, governato tale personaggio.
In questo modo sembra che il regime ucraino sia pronto ad attaccare nuovamente le Repubbliche di Donetsk e Lugansk.
Mantenere una forza d'assalto di circa 100.000 mercenari arruolati con la forza ai blocchi di partenza di una linea di superficie attiva per mesi e anche anni, ma senza commettere nulla di veramente decisivo è semplicemente impossibile e anche suicida per qualsiasi Paese soprattutto se, come l'Ucraina, ha già subito un grave collasso socio-economico e una grave crisi politica.
Per 2 anni e mezzo, nonostante un affondamento generale, il governo di Kiev continua a mantenere in modo efficace la propaganda di una invasione russa nel Donbass, e soprattutto ribattezzare l'esercito di mercenari una "Operazione speciale antiterrorista" (ATO), che è formalmente avviata contro di esso e che sembra hanno ormai raggiunto l'apice del suo schieramento offensivo intorno alle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.
In effetti, il rafforzamento operativo dell'esercito ucraino nella prima linea di Donbass, è hiniziata lentamente agli inizi 2016 e sembra essere completata oggi.
Kiev ha schierato più vicino alle linee territoriali delle repubbliche un forte sistema temporale di 90 000 uomini per l'attivazione in diversi settori dei principali attacchi frontali.

La distribuzione ucraina si articola in quattro forze distinte: 3 gruppi separati Tactics ( "OTG Mariupol", "OTG Donetsk", "Lugansk OTG") e uno in prima linea "riserva operativa" distribuito verso la parte posteriore della parte anteriore.
Ognuna di queste forze ha una forza lavoro complessiva simile di circa 16 a 17.000 uomini, sostenuta da una forza corazzata di circa 80 a 100 carri armati, 500 veicoli da combattimento di fanteria, 40 lanciarazzi multiplo ( LRM), 260 pezzi di artiglieria pesante e colpi di mortaio, 300 sistemi d'arma anticarro, e poco meno di 400 sistemi di difesa aerea.
Le forze ucraine sono organizzate intorno a diverse brigate di armi che sono sparsi in tratti regolari e uguali di più di 300 chilometri dalla linea del fronte.
In una brigata di fanteria troviamo unità motorizzate su BTR, su BMP meccanizzata, ma anche il supporto di blindati e unità di artiglieria integrati.
Dobbiamo aggiungere a queste unità da mischia:
-3 brigate di artiglieria (dotati principalmente obice 152 millimetri) e la cui unità possono sia essere sostenuti supporto di fuoco massiccia, o costruire il sostegno brigate di fanteria.
-2-3 piccole unità navali nella zona mare di Mariupol,
-60 forti gruppi di forze speciali come "DRG"
-1 gruppo aereo di bombardieri da combattimento e elicotteri d'attacco (5 squadroni di caccia per un totale di: 9 24 Sukhoi, Sukhoi 15 25 10 Mig 29, 11 Sukhoi 27 e 3 squadroni di elicotteri: 9 e 8 MI8 MI24 )
Oggi Kiev è come un arciere che ha fasciato la sua arma e non può attendere a lungo senza rischiare di esaurirsi completamente.
E' evidente che il regime sta preparando una nuova offensiva paragonabile a quelle del 2014-15.
Viene quindi da chiedersi come userà quei seicento milioni di euro sprecati dalla Comissione Europea.

Un'altro fronte caldo arriva dalla Romania, dove da alcuni giorni, alcune migliaia persone si sono unite in piazza per forzare il presidente romeno alle dimissioni.
All'inizio sembrava che tali proteste avessero come scopo di chiedere il ritiro di una legge che depenalizzava chi coinvolto dalla corruzione, ma successivamente hanno continuato chiedendo addirittura le dimissioni del premier romeno.
Da un punto di vista economico non ci sono reali ragioni perchè un numero così alto di individui scenda in piazza per protestare, nemmeno con il decreto sulla corruzione nelle quale i cittadini non sarebbero stati in alcun modo stati coinvolti nella vita di tutti i giorni.
Tuttavia osservando i dati economici della Romania che ha ancora la sua moneta nazionale, si comprende che proprio per questo fatto costituiva un problema per quei Paesi dell'eurozona, proprio a causa della sua solida economia che gradualmente sarebbe arrivata a rendere tale Paese un concorrente della Germania senza la moneta unica.

La Romania ha fatto registrare uno dei tassi di crescita più vigorosi di tutta l'unione europea nel 2016, con un incremento del 4,8% del Prodotto interno lordo, secondo una prima stima dell'Istituto di statistica. Si tratta del tasso di crescita più alto nel Paese dal 2008, anno in cui si assestò all'8,5%, prima di una severa recessione legata alla crisi finanziaria internazionale.
Secondo gli analisti, questo incremento - conforme alle attese - dovrebbe porre la Romania in testa ai 28 Paesi membri dell'Unione in termini di crescita nel 2016.
Dopo l'incremento del 3,9% del Pil nel 2015, la cresciat in Romania è stata sostenuta dalla domanda interna, stimolata da un ribasso della tassa sul valore aggiunto, passata dal 24% al 20%.
Nel quarto trimestre, l'economia romena è crescita dell'1,3% in rapporto ai tre mesi precedenti e del 4,8% sull'anno.
E' chiaro che un Paese così benestante non dovrebbe avere proteste verso un governo che ha portato la nazione ad essere delle maggiori economie dell'Unione Europea, d'altro canto sorprende che queste proteste se fossero realmente spontanee come dichiarato non nascano nei Paesi che economicamente sono il fanalino di coda in Europa a causa dell'incompetenza e della presenza di una serie di governi mai realmente eletti come l'Italia.
L’Italia è ultima nella crescita di tutti i Paesi dell'Unione Europea.
Non ci sono solo la peggior crescita d’Europa e una disoccupazione che non scende sotto l’11,6% (nel 2017).
Il deficit sarà al 2,4% del Pil nel 2017 e le stime prevedono un rialzo al 2,6% l’anno prossimo. In aumento anche il debito pubblico: dal 133,1% stimato in autunno al 133,3% finito nelle tabelle diffuse ieri. Questo a causa delle “risorse usate per sostenere il settore bancario e gli investitori al dettaglio”.
Nonostante è probabile che le proteste non abbiano successo in Romania, nel remoto dei casi che il governo romeno si dimettesse e venisse sostituito da uno più "europeista", la Romania finirebbe sulla falsariga dell'Ucraina.
Fortunatamente però questa non è una stagione fertile per i consensi europei.





giovedì 2 febbraio 2017

LA FEDERAZIONE RUSSA OFFRE IMPRESA AGLI INGEGNERI AEREONAUTICI SOTTO LA DITTATURA UCRAINA

Durante la visita allo stabilimento VASO di Voronezh per vedere l'aereo Il-112V, il vice premier russo Dmitry Rogozin ha dichiarato che la Russia è pronta ad accogliere i progettisti aeronautici ucraini per offrire lavoro e stipendio.

"Certamente, siamo contenti e non vediamo l'ora che si trasferiscano in Russia i progettisti ed ingegneri aeronautici ucraini. Ora non hanno nessuna prospettiva di lavoro a Kiev ed in generale in Ucraina. Li aspettiamo,siamo pronti a fornire tutto il necessario, le prospettive, il lavoro e salari in modo che non muoia il sapere tecnologico aeronautico portato da Oleg Antonov, come parte inseparabile dell'industria aeronautica di scuola sovietica," — ha detto Rogozin.
Lo scorso settembre il rappresentante della società ucraina "Antonov" Andrey Khaustov aveva dichiarato che dagli stabilimenti non era uscito nessun aereo. Il motivo era legato alla rottura della cooperazione con la Russia, motivo per cui la società non riceve componenti. Nel 2015 la "Antonov" aveva prodotto solo 2 velivoli.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201701294001413-Ucraina-Antonov-lavoro-russofobia-Kiev/

giovedì 24 novembre 2016

IL DITTATORE UCRAINO IN CRISI VA A BRUXELLES

Per Kiev le cose non si mettono bene: alle elezioni in Moldavia e Bulgaria hanno triofato due presidenti filo-russi, alle primarie francesi ha vinto un candidato vicino a Mosca e nella lista delle priorita del presidente eletto degli Usa Donald Trump non figura la questione ucraina. Lo riporta oggi il quotidiano francese Le Monde.

Dopo tre anni dalla rivoluzione ucraina, che ha portato al potere Petro Poroshenko ed è costata la vita a dieci mila persone, la situazione in Ucraina non è migiorata. La pubblicazione nota che la svolta, consistente nella realizzazione degli accordi di Minsk, non è stata ancora intrapresa. Oggi Poroshenko si è recato a Bruxelles per difendere gli interessi ucrainia. Inoltre, dopo la vittoria di Trump alle presidenziali americane e la sua chiara posizione nei confronti di Putin, gli ucraini temono che il loro paese possa essere "sacrificato sull'altare del realismo". Kiev non naviga in acque tranquille. Oltre alla minaccia d'oltre oceano, anche nelle vicine Moldavia e Bulgaria così come in Francia si sono affermati leader apertamente filo-russi. La pubblicazione ricorda che il 18 novembre il presidente uscente degli Usa Barack Obama ha sottolineato la necessità delle sanzioni contro Mosca. Egli vorrebbe raggiungere la soluzione della crisi ucraina entro la fine del suo mandato (gennaio 2017), perché si è reso conto che la questione non rientra nella lista delle priorità del suo successore. D'ora in poi la responsabilità grava sulle spalle dell'Europa e quest'ultima non può evitarlo.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201611243677807-ucraina-poroshenko-bruxelles/

giovedì 10 novembre 2016

DOPO LA VITTORIA DI DONALD TRUMP IL REGIME UCRAINO DI PREPARA A PERDERE

Gli esperti ucraini si aspettano un nuovo ciclo di indebolimento della grivna e altre difficoltà economiche, dopo la vittoria del candidato del partito repubblicano, il miliardario Donald Trump che ha vinto le elezioni americane, scrive il giornale Vesti.

È sicuro che con la presidenza di Trump, l'assistenza finanziaria dell'Occidente verrà ridotta in maniera sostanziale, insieme alla tranche di aiuti del Fondo Monetario Internazionale che può finire, si legge nell'articolo.
"Con la vittoria di Trump non avremo né armi letali, né garanzie per i debiti, né i soldi del FMI. E questo è un ulteriore buco nei finanziamenti di 5-6 miliardi di dollari che l'Ucraina difficilmente riceverà per quotarsi sui mercati internazionali. Peggiorerà ancora la nostra valuta" dice il managing partner della società di investimento Capital Time, Eric Naiman, intervistato da Vesti. Secondo il consigliere del presidente dell'Associazione delle banche ucraino Alexeij Kusha, nei prossimi due anni, per l'Ucraina, le possibilità di ottenere una nuova tranche di fondi del FMI sono ridotte in modo significativo. Inoltre, gli USA probabilmente non fornirarrno garanzie per gli eurobond ucraini, che hanno cominciato a perdere valore dopo la notizia della vittoria di Trump. Senza l'aiuto americano già nel 2019, l'Ucraina rischia il default. Tuttavia, in qualche modo, il rigido approccio di Trump può aiutare l'Ucraina a sbarazzarsi del "modello di credito dell'economia", che sostengono le autorità di Kiev. Con il nuovo presidente americano cambieranno le riforme in Ucraina, dicono gli esperti. "Trump non chiuderà gli occhi sulle promesse non mantenute" è il parere del direttore esecutivo del fondo Internazionale The Bleyzer Foundation, Oleg Ustenko.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201611103610738-live-grivna-perdita-vittoria-trump/

venerdì 14 ottobre 2016

WIKILEAKS SVELA LE MINACCE DI HILLARY CLINTON ALLA SUPERPOTENZA CINESE

Dai documenti pubblicati dal sito di WikiLeaks emerge che il candidato dei Democratici alla Casa Bianca Hillary Clinton, mentre ricopriva l'incarico di segretario di Stato, aveva minacciato di "circondare la Cina con una catena di sistemi di difesa anti-missile" se Pechino non fosse riuscita a fermare il programma nucleare della Corea del Nord.

Oggi il sito di WikiLeaks ha pubblicato la 6° parte delle mail confidenziali di John Podesta, presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton.
La prima parte era stata pubblicata l'8 ottobre. Lunedì il sito ha pubblicato la 2° parte, martedì la terza, mercoledì la quarta e la quinta.
Secondo l'agenzia Associated Press, le mail comprendono estratti di documenti di registrazioni di discorsi informali della Clinton.
Nella sezione sulla Cina vengono sollevate diverse questioni su cui sono emersi conflitti di interessi con la Cina quando la Clinton ricopriva l'incarico di segretario di Stato.
"Ci apprestiamo a circondarla con una catena di sistemi di difesa anti-missile. Ci prepariamo a dislocare in questa regione più navi della nostra Flotta.
Pertanto cinesi, datevi una mossa! O li controllate o ci toccherà difenderci da soli!" — riporta l'agenzia dall'estratto di un discorso della Clinton nel 2013.
Se i test dei missili balistici nordcoreani avranno successo, potrebbe costituire una minaccia non solo per gli alleati degli Stati Uniti nel Pacifico, "in realtà potranno raggiungere le Hawaii e teoricamente la costa occidentale", aveva dichiarato l'ex segretario di Stato.
Lo scorso settembre la Clinton aveva nuovamente minacciato Pechino di schierare sistemi di difesa missilistica in Estremo Oriente, se il governo cinese non avesse esercitato pressione su Pyongyang per la denuclearizzazione. Secondo la Clinton, gli Stati Uniti hanno "molte leve finanziarie", che gli americani useranno nonostante l'insoddisfazione di Corea del Nord, Russia e Cina.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201610143489553-USA-Pyongyang-Asia-nucleare-geopolitica/

IL REGIME UCRAINO RICOMINCIA LA GUERRA CONTRO LA REPUBBLICA DI DONETSK


Una compagnia delle forze di governo ucraino ha lanciato un'offensiva sulle posizioni meridionali dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (DPR): lo ha annunciato il ministero della Difesa della regione.
"In violazione dei loro obblighi di cessate il fuoco, unità di ucraini hanno cominciato ad attaccare le nostre posizioni" ha detto un funzionario del ministero della difesa della DPR ai giornalisti.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201610143491310-ucraina-donetsk-donbass-dnr-offensiva/

mercoledì 21 settembre 2016

DONALD TRUMP SNOBBA IL DITTATORE UCRAINO

Nel quartier generale del candidato repubblicano Donald Trump hanno ignorato la proposta del presidente ucraino Petr Poroshenko per avere un incontro a New York durante i lavori dell'Assemblea Generale dell'ONU, scrive Foreign Policy.

Secondo il giornale, l'amministrazione del presidente ucraino si era rivolta con questa richiesta ad entrambi i candidati alla Casa Bianca. Hillary Clinton ha accettato e il loro incontro è avvenuto lunedì. Da Trump invece non è giunta alcuna risposta.
Nel quartier generale del tycoon non c'è stato nessun commento in merito, evidenzia Foreign Policy. Tuttavia, secondo l'agenda di impegni di Trump, emerge che non è previsto nessun incontro con Poroshenko. Trump volerà in North Carolina, dopodichè si recherà in Ohio. A New York il tycoon non sarà prima della fine della prossima settimana, scrive Foreign Policy.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160921/3390495/Ucraina-USA-Clinton.html

giovedì 11 agosto 2016

PUTIN CONFERMA CHE IL REGIME UCRAINO HA INIZIATO A USARE IL TERRORISMO PER SVIARE L'ATTENZIONE DAL DEGRADO DEL PAESE


"A giudicare tutte quelle persone che si sono impossessati del potere a Kiev e continuano a mantenerlo, al posto di ricercare quegli stessi compromessi di cui noi parliamo a proposito della risoluzione del Nagorno-Karabakh, al posto di cercare metodi pacifici per la normalizzazione, sono passati alla pratica del terrore", ha dichiarato Putin — citato da RIA Novosti.
Egli ha sottolineato che in queste condizioni è insensato adesso continuare gli incontri con il Normandy Format.
Il presidente russo ha osservato che Kiev in questo modo ha tentato di sviare l'attenzione dalla situazione in Ucraina.
"Ma io penso che la situazione si ancora più allarmante, perché queste azioni non hanno altro senso se non quello si sviare l'attenzione degli ucraini dallo stato disastroso dell'economia, dalle tragiche condizioni in cui versano molti ucraini; non c'è nessun altro significato", ha aggiunto Putin.

A parer suo "quelli che supportano le attuali autorità ucraine devono palesare le loro volontà".
"Vogliono che i loro clienti continuino ad occuparsi di questo genere di provocazioni o vogliono una risoluzione realmente pacifica?", si chiede Putin.
Egli ha evidenziato che il risultato di questo diversivo sono delle vittime russe.
"Vorrei rilevare che la Russia ha subito delle perdite: sono stati uccisi due militari. Inbubbiamente, non tollereremo queste cose", ha affermato Putin, commentando la morte di due agenti dell'FSB nel corso dell'operazione d'arresto dei terroristi e un'altro militare russo ha perso la vita in seguito ad un attacco ucraino.
Il Servizio federale di sicurezza russo, l'FSB, ha reso noto che in Crimea sono stati sventati una serie di attentati terroristici preparati dal ministero della Difesa ucraino. Durante le operazioni d'arresto dei terroristi sono stati uccisi due agenti russi. Un altro militare russo è morto in un attacco da parte ucraina.
L'obiettivo di tali attentati terroristi, secondo l'FSB, è "la destabilizzazione del clima socio-politico nella regione nel periodo di preparazione e svolgimento delle elezioni federali degli organi di potere".


Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160811/3254608/putin-kiev-crimea.html

mercoledì 20 luglio 2016

LA RIFONDAZIONE DELL'IMPERO OTTOMANO


In Turchia sembra che le questioni politiche dopo il fallito colpo di stato ai danni del presidente Erdogan siano sfuggite sia al controllo degli Stati Uniti sia dell'Unione Europea.
Sono tempi strani quelli che hanno visto la Turchia di recente, e alcune fonti affermano addirittura che il Presidente turco abbia addirittura inscenato il colpo di stato con lo scopo di consolidare la sua posizione e fare piazza pulita di tutti gli oppositori politici che possono minare il suo sistema.
Indubbiamente si tratta di un uomo sempre più pericoloso.
Gli arresti tra le persone sono ormai incontabili.
Il premier Binali Yildirim aggiorna i numeri dell'epurazione in corso. "Sono 7.543 le persone arrestate, tra cui 100 agenti di polizia, 6.038 soldati, 755 tra giudici (due della Corte Costituzionale, ndr) e procuratori, e 650 civili. Per 316 è stata confermata la custodia preventiva".
Il massimo organismo turco di controllo dei magistrati e procuratori ha sollevato dall'incarico 2.745 giudici in tutto il Paese.Inoltre il presidente turco ha dichiarato che dopo il colpo di stato sarà favorevole alla pena di morte.
Inutile dire che la deriva autoritaria del Presidente è ormai ai massimi, in passato si erano susseguite anche numerose altre vicende che avevano coinvolto lo stesso Erdogan.

Dopo l'abbattimento del jet russo i servizi militari russi avevano dettagliatamente mostrato foto e mappe che dimostravano come la leadership e la famiglia del presidente turco erano chiaramente coinvolti in un massiccio traffico petrolifero con i mercenari del Califfato Islamico (ISIS) dalla Siria alla Turchia che poi veniva rivenduto ai mercati asiatici.
Ulteriori evidenza della pericolosa deriva della Turchia stava nella sistematica censura di giornali e arresti di numerosi giornalisti che criticavano oppure erano semplicemente sospettati di essere contro il governo turco.

Quello che però lascia diversi punti interrogativi è la chiara intenzione di Erdogan di creare un sistema assai simile a quello dell'Impero Ottomano.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiamato l'anno scorso per la "conquista" dell'Europa da parte dell'Islam "attraverso immigrazione" in Europa e ha annunciato che la "conquista è quella di avere il coraggio, la tenacia, e la sagacia di sfidare il mondo intero, anche nei momenti più difficili. "
Il discorso, pronunciato a Istanbul il 30 maggio 2015, in una riunione pubblica che celebrava il 562° anniversario della caduta di Costantinopoli per eserciti musulmani dell'Impero Ottomano, era appena stato tradotto in inglese per la prima volta.

Nel discorso l'anno scorso, alla presenza di due milioni di persone che lo hanno acclamato, Erdogan ha chiesto: "Qual è la conquista?"
"La conquista è dell'Egira [espansione dell'Islam attraverso l'emigrazione, seguendo l'esempio di Maometto, fondatore dell'Islam, e i suoi seguaci dalla Mecca a Medina]. La conquista è la Mecca.
E 'per purificare la Kaaba, la casa di Allah sulla terra, di tutte le icone. La conquista è Gerusalemme. E 'quando il profeta Omar ha impresso il sigillo dell'Islam su Al-Aqsa, il nostro primo Qibla [la direzione ad affrontare quando un musulmano prega durante le cinque preghiere quotidiane volte] rispettando tutte le fedi comprese [quelli di] cristiani ed ebrei.
"La conquista è Al-Andalus [Spagna musulmana]. E 'per costruire la più bella architettura, la letteratura e la cultura del mondo, come a Córdoba e Granada.
"La conquista è Samarcanda [una città nell'attuale Uzbekistan e una volta un capitale di civiltà sogdiana cui religione principale era Zoroastrismo].
"La conquista è Bukhara [anche nell'attuale Uzbekistan. Era una città diversa con comunità zoroastriana, buddista, ebraica e comunità cristiane nestoriane].
Si tratta di stabilire una delle più grandi civiltà della storia nelle steppe dell'Asia centrale.
"La conquista è Salah al-Din al-Ayubbi [Saladino, che nel 1187 invase Gerusalemme].
E 'a issare di nuovo la bandiera dell'Islam a Gerusalemme.
"La conquista è Alp Arslan [il secondo sultano del musulmano Impero selgiuchide medievale, che ha conquistato Anatolia].
"La conquista è quella di aprire le porte di Anatolia fino a Vienna per questa nazione benedetta. La conquista è Osman Ghazi [il primo sultano ottomano].
E 'per rendere il platano [l'Impero Ottomano] l'incontro con il terreno in grado di coprire tre continenti e sette climi attraverso l'illuminazione ispirata dallo sceicco Edebali che ha detto,' fare la vita umana in modo che lo Stato possa vivere. '
"La conquista è la preparazione. La conquista è quando il sultano Murad II abdicò al trono per il suo figlio di 12 anni, Mehmed II. E, naturalmente, la conquista è il sultano Maometto II.
E ', a 21 anni, per abbracciare Istanbul, la città più preferita del mondo, dopo aver distrutto la millenaria Bisanzio.
"Maometto II conquistò Istanbul nel 1453. Ma le conquiste hanno sempre continuato prima e dopo. Hanno continuato con il sultano Selim I il Grim, sultano Solimano il Legislatore, sultano Murad IV, e il sultano Abdul Hamid II.
La conquista è quello di avere il coraggio, la tenacia, e la sagacia di sfidare il mondo intero, anche nei momenti più difficili.
"La conquista è nel 1994 [quando Erdogan è stato eletto sindaco di Istanbul]. E 'per servire Istanbul e l'eredità del sultano Maometto II.
La conquista è quella di rendere la Turchia di alzarsi in piedi di nuovo. "
La folla gridò: "Ecco l'esercito; qui è il comandante. "
Erdogan non avrebbe potuto fare la sua posizione più chiara: egli cerca il ristabilimento dell'impero ottomano e l'espansione dell'Islam che torni ai confini raggiunti dall'invasione musulmana d'Europa.
Questo include tutta la Spagna e il Portogallo, e gli Stati balcanici, raggiungendo tutto il viaggio di ritorno a Vienna, dove gli ottomani sono state interrotti solo nella grande battaglia del 1683.
Non ci può essere alcun dubbio che l'ammissione della Turchia all'Unione europea aprirà le frontiere in Europa per i milioni di turchi che ancora fanaticamente credono nella riconquista degli ex territori dell'Impero Ottomano e l'islamizzazione dell'Europa.
In un articolo pubblicato nel mese di agosto 2014 da The National , lo scrittore Piotr Zalewski ha sottolineato le ambizioni egemoniche islamiche della Turchia, definendo così quello che molti hanno già bollato la strategia e la politica neo-ottomana della Turchia.
Zalewski fa riferimento commenti fatti nel 2009 da Ahmet Davutoglu, il primo ministro della Turchia dal mese di agosto, in cui ha effettivamente confermato alla stampa che "Siamo i nuovi Ottomani" poco prima di diventare ministro degli Esteri.
"Qualunque cosa abbiamo perso tra il 1911 e il 1923, a prescindere dalle terre in ci siamo ritirati, saremo ancora una volta a incontrare i nostri fratelli in quelle terre tra il 2011 al 2023." - ha affermato Ahmet Davutoglu, funzionario turco
Certamente è un risultato preoccupante.

Se osserviamo la mappa della Primavera Araba del 2011, osserviamo come questi territori dove ora sta avvenendo una massiccio esodo di massa di centinaia di migliaia di extracomunitari verso l'Europa, scopriremmo che coincide grossomodo con i territori dell'ex Impero Ottomano, eccettuati i Paesi slavi quasi non più mussulmani.

"L'obiettivo della Turchia è quello di far rivivere l'Impero Ottomano che in precedenza era diviso in province. C'erano le province di Damasco, Mosul, Aleppo, Gerusalemme, Beirut, e così via, ed è questo obiettivo principale che sta portando al desiderio di dividere la Siria e l'Iraq in emirati o province. Che esisterebbe sotto il protettorato dell'impero e dei suoi interessi. Questi tipi di ambizioni sollevano polemiche con gli Stati Uniti", ha chiarito al-Zoubi aggiungendo che le ambizioni di Ankara e degli alleati occidentali sono state messe a rischio dopo l'inizio della campagna militare russa in Siria.
"L'Intervento inaspettato della Russia ha cambiato l'equilibrio dei poteri" ma l'Occidente "vuole guidare la Russia fuori dal mondo arabo e renderlo un nemico della regione come la Libia o lo Yemen", ha concluso il ministro dell'Informazione siriano.
Nel quartiere Besiktas, racconta Marco Ansaldo per Repubblica, uomini barbuti fermano per strada le ragazze vestite all'occidentale promettendo che presto "anche loro saranno costrette a portare il velo".
Quella Turchia che nel 2011 era stata la prima firmataria della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione della violenza contro le donne ora rischia di allinearsi, in materia di parità di genere, alla legge islamica.
E' cosa risaputa che potenze come gli Emirati Arabi, Quatar e Arabia Saudita sono tra quegli Stati che hanno messo il loro interesse in Europa, arrivando addirittura a finanziare la costruzione di numerose moschee sul territorio europeo.
Così dopo la Primavera Araba, nei territori dell'ex Impero Ottomano concidenza vede che l'Europa a causa della politica incompetente dell'Italia, si sta ripopolando di migliaia di extracomunitari al giorno in un periodo in cui le stragi e le aggressioni si stanno moltiplicando.
Chiaramente la geopolitica europea mossa dalla Turchia non sarà più la stessa in futuro.






venerdì 13 maggio 2016

IN ITALIA ARRIVA IL FILM STAGIONI DEL DONBASS, I CRIMINI DEL DITTATTORE UCRAINO


I documentari italiani stanno andando a presentare un film sull'aggressione armata del regime in Ucraina contro Donbass all'approvazione di spettatori stranieri.
Questo film è stato realizzato negli anni 2014 - 2016.
Un'anteprima film è stato presentato in occasione della tavola rotonda "Lotta per l'indipendenza Donbass" Donetsk oggi, dove erano stati invitati i delegati stranieri.
Il film documentario Donbass Seasons sta narrando la vita delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk della gente dal momento in cui il conflitto iniziato.
'Ringrazio le persone che mi hanno aiutato nella realizzazione del film e che hanno accettato di rilasciare un'intervista. Stavo comunicando con i residenti della Repubblica e la quasi totalità di loro ha dato un colloquio. Non è solo il mio lavoro, ma questo lavoro appartiene ai residenti del DPR e LPR ', ha sottolineato Elizio Bertolazi, un regista principale del film e un membro dell'associazione Italia-Russia.
La durata del trailer dura solo un minuto, in questo frammento, i registi sono stati in grado di mettere gli eventi del colpo di stato a Kiev dopo aver portato a una campagna organizzazioni del Donbass e i frammenti della tragedia di Odessa e dei bombardamenti delle città pacifiche delle Repubbliche Popolari causati dall'esercito ucraino.

Fonte:https://dninews.com/article/italians-provide-film-about-ukrainian-aggression-donbass?_utl_t=fb

mercoledì 20 aprile 2016

MERKEL, ERDOGAN E I COSIDETTI "VALORI EUROPEI"


L'ultimo aggiunto è stato Tural Kerimov, capo redattore dell'edizione turca di Sputnik, che si è visto annullare il suo "pass" come giornalista accreditato all'aeroporto Ataturk di Istanbul. Bloccato lui, bloccato anche il sito in lingua turca dell'agenzia Sputink. Per la verità sotto questo profilo la Turchia si comporta nello stesso modo in cui si sono già ripetutamente comportate le autorità delle repubbliche del Baltico, ma il caso di Ankara e, personalmente di Erdogan, sta diventando un "caso europeo" a tutti gli effetti.
Il che lascia pensare che Erdogan voglia incassare non solo i miliardi di euro che gli sono stati promessi da Angela Merkel, ma anche qualcosa di più: per esempio una promessa che lo lasceranno entrare in Europa dalla porta principale. Insomma vuole entrare con prepotenza, essere accettato così com'è. Per questo alza la posta e costringe la Germania a piegare ulteriormente le ginocchia.
Difficile dire se gli riuscirà il giochetto. Angela Merkel potrebbe, tra non molto, trovarsi a leggere sondaggi d'opinione in calo, se continuasse ad allungare il guinzaglio al bulldog. Anche perché c'è già l'elenco dei giornalisti turchi di opposizione. Come Ekrem Dumanli, arrestato nel 2014, e Can Dundar, direttore di Chumhuriet, arrestato nel 2015, più giornalisti e giornaliste turchi e stranieri, spariti e uccisi in circostanze misteriose.
Certo è che la sfida di Ankara si va facendo dura. Il cronista della tv pubblica tedesca ARD, Volker Schwenk, rimandato a casa con foglio di via obbligatorio dopo essere atterrato in Turchia, campeggia sul mainstream tedesco, ed europeo. Ma i fatti hanno una certa logica, visto che la Cancelliera aveva in sostanza dato ragione al suo collega turco nella causa da lui intentata contro un altro giornalista tedesco, Jan Boehmermann.
Un cedimento doppiamente grave e significativo, perché in questo caso si trattava di satira. La quale è ancora meno (o dovrebbe esserlo) soggetta a sindacato rispetto alla cronaca. La satira non è emendabile, né accorciabile, né modificabile. O c'è, o non c'è. La Cancelliera ha deciso che, nei confronti di Erdogan non si può fare satira. E ha concesso l'autorizzazione a procedere.
Una cancelliera europea che "cancella" la libertà di espressione in Europa. Per giunta su una questione così delicata. Se la decisione di Angela Merkel dovesse diventare d'esempio, tutti i giornalisti e satirici europei che hanno preso di mira capi di Stato e di governo stranieri potrebbero essere incriminati e sottoposti a giudizio penale o amministrativo.
Se, per esempio, Vladimir Putin scegliesse di fare causa contro la sterminata canea di detrattori che hanno sferrato colpi "sotto la cintura" nei suoi riguardi, ci sarebbe un colossale ingorgo in tutti i tribunali europei.
So che il Presidente russo non lo farà, ma penso al nostro destino di giornalisti, che dovrebbero, per non incorrere in quei rischi, "depennare" dai loro computer i nomi dei leader stranieri, privando in tal modo i loro lettori dal gusto di vedere il re (e la regina) nudi.

Fonte:http://it.sputniknews.com/opinioni/20160420/2519068/sputnik-tural-kerimov-censura-media.html

martedì 19 aprile 2016

POLITICO POLACCO CONTESTA DURAMENTE L'UCRAINA DEL DITTATORE POROSHENKO


Polacco leader nazionalista Robert Vinnitsky ha dichiarato che l'idea di Maidan ha fallito.
Egli ha detto in un'intervista con il blogger superiore Anatoly Shariy:
'Per due anni dopo Maidan il governo di Yatsenyuk e Poroshenko, tutta la squadra, può essere descritto da una sola espressione: molto deve essere modificata al fine di modificare, de facto, niente. Essi non hanno cambiato i meccanismi della corruzione, ma sostituito i monumenti di Lenin con sculture di Bandera.
Dal punto di vista polacco, non vi è alcun senso. A questo proposito, credo che l'idea di Maidan ha fallito ', ha detto Vinnitsky.
Il politico ha anche aggiunto che dopo Maidan, Bandera era diventata l'ideologia dello Stato e l'UPA è stata trasformato in un cult.
Così, il presidente Poroshenko non ha chiuso la questione della strage di Volyn con le sue scuse.
'Durante una delle sue visite a Polonia Poroshenko ha detto,' Perdoniamo e chiediamo perdono '. Queste parole non coprono il tema del massacro di Volyn. Chiunque può dire queste parole, sono molto carine. Il problema è che, insieme a questa scusa, l'Ucraina glorifica chi ha commesso il genocidio. I polacchi non prenderà in considerazione questo scuse sincere'ha sottolineato Vinnitsky.
Secondo il politico, il massacro è stato progettato contro persone innocenti pacifiche.
'Se qualche stupido esce in Polonia con la bandiera UPA, avrà un problema molto grande,' ha riassunto il politico.
Vinntsiky anche espresso il suo parere sulla questione della Crimea e LDPR.
'Abbiamo protestato contro l'adesione della Crimea nello stesso modo come avevamo protestato contro il distacco del Kosovo dalla Serbia. Non credo che dobbiamo diventare fan di una delle parti. Abbiamo alti standard per la protezione delle minoranze nazionali, ognuno potrebbe fare lo stesso. Questo caso non ci riguarda, e non interferirà, 'ha detto.

Doni News Agency

Fonte:https://dninews.com/article/polish-nationalist-politician-do-not-accept-poroshenko’s-excuses-volyn-massacre

mercoledì 13 aprile 2016

NUOVA RUSSIA: IL REGIME DI KIEV INTENSIFICA I BOMBARDAMENTI SULLA REPUBBLICA DI DONETSK

Il ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk (DNR) ha segnalato un aumento dell'intensità dei bombardamenti da parte delle forze di sicurezza ucraine con i mortai e l'artiglieria pesante.

"Oggi ricorre la data dell'inizio dell'aggressione dell'esercito ucraino contro il Donbass, è stato rilevato un aumento degli attacchi da parte delle forze di sicurezza ucraine. Insolentemente e senza remore vengono utilizzati l'artiglieria pesante ed i mortai di calibro 122 e 120 millimetri per bombardare le nostre città," — RIA Novosti riporta le parole del vice comandante delle milizie DNR Eduard Basurin.
Ha evidenziato che i bombardamenti più massicci di armi pesanti nel giorno passato sono stati registrati a Zaytsevo, nella periferia di Gorlovka, a Makeyevka, a Dokuchaevsk e in un posto di blocco nei pressi di Yasinovataya.
Inoltre il vice comandante delle milizie dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk Eduard Basurin ha dichiarato che le forze di sicurezza ucraine stanno portando l'artiglieria pesante verso la linea di contatto nel Donbass.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160413/2469959/Ucraina-DNR-Donetsk-ATO.html#ixzz45ifMeNSH

venerdì 11 marzo 2016

IL REGIME UCRAINO CENSURA PERSINO CENTINAIA DI FILM E SERIE TELEVISIVE RUSSE

Le autorità ucraine hanno vietato di mostrare più di 430 film e serie tv di produzione russa a partire dal prossimo giugno, ha dichiarato in un'intervista con il quotidiano governativo "Uryadovy Kurier" Filipp Ilienko, presidente dell'autorithy sul cinema.

"Ci sono certe cose che, a livello legislativo, dovrebbero essere migliorate per rimuovere appassionati dibattiti su questi temi. La legge (che censura i film russi) ha delle imprecisioni che complicano o addirittura rendono impossibile la sua applicazione. Ma il lavoro continua, attualmente più di 430 film sono stati vietati", — il giornale cita Ilienko.
Nel giugno dello scorso anno in Ucraina è entrata in vigore una legge che consente di impedire la proiezione di film e serie TV che "propagandano" le strutture di potere della Russia (polizia, esercito, forze speciali, etc). Il vice premier con delega alle questioni umanitarie e ministro della Cultura dell'Ucraina Vyacheslav Kyrylenko ha dichiarato che il divieto si applica a tutti i film "militaristi" e alle serie TV prodotte a partire dal 1991, così come tutta la produzione televisiva e cinematografica russa creata dopo il 2014.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160311/2251421/Cinema-russofobia-propaganda.html#ixzz42bY1fix0

giovedì 10 marzo 2016

PERCHE' LA TURCHIA NON DEVE ADERIRE ALLA COMUNITA' EUROPEA?


In questi giorni la Turchia e i 28 Capi di Stato dell'Unione Europea si sono incontrati per discutere sull'emergenza profughi e in particolare per chiedere alla Turchia di allestire nuovi campi profughi e fare in modo che le migliaia di immigrati di varia origine che hanno intrapreso la cosidetta Rotta dei Balcani, siano ripresi indietro, allentando così la pressione migratoria che minaccia le frontiere della Comunità Europea.
Gia non molto tempo prima l'Unione Europea aveva concesso alla Turchia una cifra di ben tre miliardi di euro per far fronte a tale emergenza.
Stavolta la Turchia, in particolare il premier turco, hanno sollevato la posta in gioco chiedendo all'Unione Europea ben altri 3 miliardi di euro, in totale 6 miliardi, con il bis di un'accelerazione dell'adesione della Turchia all'Unione Europea.
Naturalmente quello che sembrava essere un'accordo alla fine si è trattato di un vero e proprio ricatto dalle conseguenza non prevedibili sul lungo termine, ma probabilmente molto pericolose.
Qui elenchiamo una serie di motivi per la quale la Turchia non dovrebbe mai in un prossimo futuro aderire all'Unione Europea:
-Non molto tempo fa, poco dopo l'intenzionale tradimento del presidente turco Erdogan che ha abbattuto il jet russo non ancora entrato nel territorio della Turchia, gli alti capi dell'esercito russo hanno indetto una conferenza stampa nella quale venivano evidenziate nella immagini satellitari foto e prove concrete nella quale la politica della Turchia e lo stesso presidente Erdogan erano coinvolti in un clandestino e massiccio traffico petrolifero con i mercenari dello Stato Islamico dove centinaia di camion venivano fatti passare (entrata ed uscita) dalla frontiera con la Siria carichi di petrolio da raffinare e poi rivenderlo ai mercati asiatici.
Un chiaro esempio di come il presidente Erdogan sia coinvolto nel disastro siriano.
-Negli ultimi anni la linea politica del presidente Erdogan è diventata sempre più autoritaria e coinvolta in quello che sembra stia diventando un regime a stile dittatoriale che impone il sequestro, la censura online e l'arresto dei giornalisti che tentano di contestarlo sul piano politico.
-Se i milioni di profughi bloccati in Turchia riescono a ottenere la cittadinanza del Paese, una volta che quest'ultimo praticherà l'adesione alla Comunità Europea, e quindi allo Spazio di Schengen, il risultato sarà la legalizzazione della loro circolazione all'interno delle frontiere europee di conseguenza anche se si fornissero i sei miliardi di euro alla Turchia per trattenere il flusso migratorio, una volta che questa sarà nella Comunità Europea, la libera circolazione permetterebbe loro di andarsene tranquillamente dal Paese e arrivare in Germania oppure ovunque sia loro interesse incrementando così il rischio di azioni di terrorismo come successo in Francia, oppure aggressioni come quelle di Colonia ai danni della popolazione europea.
-Se la tendenza migratoria continuerà ai livello del 2015 per diversi anni, l'identità etnica-culturale-tradizionale dell'Europa stessa andrà lentamente disintegrandosi sostituita da una crescente influenza della cultura islamica in un continente che non è islamico.
-Con la Turchia nella Comunità Europea e nello Spazio di Schengen l'aumento del flusso di immigrati all'interno dell'Europa, (la Turchia ha una popolazione di 74 milioni di abitanti) porterà inevitabilmente a nuove sfide ad un aumento del tasso di criminalità all'interno del Paesi europei.
Per esempio tra i paesi non membri dell'UE in Turchia il numero di reati connessi al traffico di stupefacenti è più che triplicato tra il 2007 e il 2012.
E' un fatto che l'aumento dell'immigrazione islamica nei paesi nordici ha portato ad un forte aumento del tasso di criminalità in Paesi che erano noti per la loro sicurezza e basso tasso di criminalità, in Finlandia per esempio secondo le forze dell’ordine, sono stati registrati numerosi casi di molestie nei confronti delle donne da parte dei profughi in attesa d’asilo durante le vacanze natalizie. In particolare, a titolo di esempio, viene riportato che alla vigilia di Capodanno accadevano le stesse cose avvenute a Colonia.
“Nella storia della Finlandia i reati sessuali sono un nuovo fenomeno. Non avevamo mai affrontato così tanti casi di molestie alla vigilia del nuovo anno,” — ha detto il vice capo della polizia di Helsinki Ilkka Koskimaki. Secondo lui, prima che nel corso del 2015 fossero arrivati 32mila profughi nei parchi e nelle strade della Finlandia non era mai accaduto nulla di simile.
“Io non sono esperto di altre culture, ma mi sono convinto che il modo di pensare insito di alcuni di loro è molto diverso. Alcuni ritengono di avere il diritto di essere aggressivi e di molestare le ragazze per le strade,” — ha detto il funzionario di polizia.
-E' cosa risaputa che potenze come gli Emirati Arabi, Quatar e Arabia Saudita sono tra quegli Stati che hanno messo il loro interesse in Europa, arrivando addirittura a finanziare la costruzione di numerose moschee sul territorio europeo.
Di conseguenza la prossima missione dell'Europa consisterà non solo di ritrovare la proprie identità nazionale ed estenderla ma anche quella di impedire una crescente influenza islamica sia a livello poltico che culturale, e tutto questo inizia con la chiusura e la protezione delle frontiere con strumenti efficaci all'avanguardia e con un rifiuto secco della Turchia di Erdogan.

venerdì 5 febbraio 2016

LE TRAME DEL GEORGIANO PER DIVENTARE IL NUOVO DITTATORE UCRAINO

di Eugenio Cipolla

La tregua natalizia, che ha permesso ad Arsenij Yatsenyuk di rimanere sulla poltrona di primo ministro, sembra essere finita. Al leader dell’ormai inesistente Fronte Popolare, scomparso persino dai radar dei sondaggisti, oggi sono arrivati due attacchi frontali, che hanno fatto presagire quali saranno le manovre dei prossimi mesi.
Il primo è firmato da Aivaras Abromavicius. Il ministro dello Sviluppo Economico ha annunciato le dimissioni a causa dei tentativi in atto di fermare il processo di riforme nel Paese, da tempo in preda a una grave crisi economica. Si tratta del terzo membro del governo, dopo Andrei Pivovarsky (Infrastrutture) e Yuri Stets (Informazione), a prendere una decisione del genere. «Ho deciso di dare le dimissioni dall'incarico di Ministro per lo Sviluppo economico e il Commercio dell'Ucraina - ha dichiarato - a causa dell'improvviso intensificarsi dei tentativi di boicottaggio di riforme importanti e di sistema nel nostro Paese». Per Abromavicius, «non si tratta soltanto di una mancanza di sostegno o di volontà politica ma, piuttosto, di vere e proprie iniziative che mirano a paralizzare i nostri sforzi di riforma».
L’esponente politico ha parlato di tentativi di imporre personalità "dubbie" nel team del ministro e in incarichi cruciali nelle imprese pubbliche. Di origini lituane Abromavicius aveva preso le redini del Ministero nel dicembre 2014, promettendo di usare «i metodi più radicali per attuare le riforme economiche». In Rada la notizia delle sue dimissioni non è stata presa molto bene. Il blocco Poroshenko ha già annunciato che l’intenzione del governo è quella di respingere le dimissioni di Abromavicius, sostenendo che nessuno deve fuggire dalle proprie responsabilità. Ma la vera stoccata l’ha firmata Mikhail Saakashvili, ex premier georgiano e attuale governatore della regione di Odessa, il quale qualche mese fa ha rinunciato definitivamente alla cittadinanza di nascita, ottenendo quella ucraina. «Spero che dopo il 16 febbraio, dopo che sentiremo la relazione in Parlamento, ci sarà un nuovo governo, un nuovo primo ministro», ha detto durante un incontro con alcune importanti personalità di Odessa, trasmesso dal canale "112 Ucraina".
La mossa, a ridosso del 16 febbraio, e le parole, pesanti quasi da suonare come sentenza definitiva, non sono casuali. Non è un mistero, infatti, che Saakashvili punti a sostituire Yatsenyuk, con il quale non ha buon rapporto. Secondo Kost Bondarenko, direttore della Fondazione “Politica ucraina”, Abromavicius scenderà in campo e assieme all’ex premier georgiano «condurranno un’offensiva politica contro il governo».
Intanto, sempre oggi, la Verkhvona Rada ha ratificato un accordo con la Banca europea degli investimenti (Bei) per il prestito di 400 milioni di euro, siglato lo scorso luglio. «I fondi verranno allocati per finanziare progetti di infrastrutture statali in medie e grandi città del paese», si legge in un comunicato del Parlamento. «L'obiettivo principale delle iniziative sarà la ricostruzione e protezione delle strutture comunali, nonché la prevenzione del loro deterioramento».

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=14226

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TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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