ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 9 dicembre 2016

LA BUFALA DEL DOPING DI STATO RUSSO


All'inizio della giornata, il professore del diritto dello sport canadese Richard McLaren ha presentato la seconda parte della sua relazione a Londra.
Nella prima parte, presentata nel mese di luglio, "l'esperto" ha persino accusato la Russia di esecuzione di un programma di doping a livello statale.
"Il Ministero dello Sport russo studia a fondo le informazioni contenute nella relazione al fine di formulare una posizione costruttiva. Allo stesso tempo, il Ministero russo dello Sport, sta dicendo per certo che non ci sono programmi statali di sostegno al doping nello sport e che la ministero continuerà la sua lotta contro il doping con tolleranza zero ", ha detto il comunicato stampa.
Inoltre, la Russia è pronta a cooperare con le organizzazioni internazionali per migliorare i programmi antidoping russi e globali.
"Organismi autorevoli russi stanno svolgendo un'indagine su tutti i fatti presentati nella prima parte della relazione McLaren e il Ministero russo Sport raccomanderà agli organi menzionati per effettuare un esame approfondito dei fatti presentati nella sua seconda parte. Il russo Ministero dello Sport è pronto per la cooperazione e l'interazione con le organizzazioni internazionali per migliorare i programmi antidoping russi e globali ", ha detto il comunicato stampa del ministero.

Nota Personale: e' piuttosto ovvio che le accuse del doping di stato russo sono una montatura di propaganda discriminatoria con nome in codice: "Crimea."

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giovedì 24 novembre 2016

LA DECISIONE DELL'UNIONE EUROPEA CONTRO I MEDIA RUSSI VIOLA I DIRITTI UMANI, LA LIBERTA' DI PAROLA E LE STESSE REGOLE EUROPEE

L'agenzia giornalistica Sputnik ha invitato le organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite, l'UNESCO, l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e Reporter senza Frontiere a opporsi alle restrizioni alla libertà dei media nell'Unione europea, cercando di bloccare l'informazione dai media come ad esempio Sputnik e RT in Europa.

Il Parlamento Europeo ha votato a favore di una risoluzione contro i media russi, come ad esempio l'agenzia di stampa Sputnik e l'emittente RT.
304 parlamentari hanno votato a favore del documento, 179 hanno votato contro e 208 astenuti. Ben 691 funzionari hanno partecipato al voto, il che significa meno della metà ha sostenuto la risoluzione.
La risoluzione è stata proposta dalla parlamentare europea dalla Polonia, Anna Elzbieta Fotyga ha paragonando la comunicazione russa e alla propaganda diffusa dal movimento terroristico Daesh che la Russia sta combattendo in Siria.
Il documento chiede più finanziamenti della Commissione Europea per progetti di contro-propaganda.

Un'attacco all'informazione


Lo Sputnik Editor-in-Chief Margarita Simonyan ha inviato una lettera alle organizzazioni per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e Reporter senza Frontiere per impedire restrizioni alla libertà di informazione nell'Unione Europea.
"La risoluzione attacca direttamente un certo numero di fonti di informazione affidabili, tra cui Sputnik, e ha lo scopo di impedire loro di lavorare all'interno della UE. Peggio ancora, il movimento contravviene direttamente proprie alle regole dell'UE in materia di diritti umani e la libertà dei media, come dimostra l'articolo 19 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, l'articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE, e una risoluzione UE fatta l'11 dicembre 2012 volta a sviluppare una strategia per la libertà digitale in politica estera dell'UE, "ha confermato Simonyan nella sua lettera.
La lettera è stata inviata anche alla Federazione Europea dei giornalisti, l'Index on Censorship e il Comitato per la Protezione dei Giornalisti, tra gli altri.

PREVENIRE LA CENSURA

La risoluzione del Parlamento Europeo che cerca di contrastare i media russi è una diretta violazione della libertà dei media e dei diritti umani, ha analizzato il servizio stampa Sputnik.
"Sputnik ha invitato l'Unione Europea a evitare la censura di stato. Questa risoluzione UE è una diretta violazione della libertà dei media e dei diritti umani. In quanto tale, abbiamo contattato un certo numero di organizzazioni di giustizia europee e americane, l'ONU, l'Unesco, l'OSCE [Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa], Reporter senza Frontiere, e molti gruppi media e sindacati per contrastare insieme questo tipo eclatante di discriminazione e di censura.
Esortiamo la comunità internazionale dei media, di cui Sputnik è un orgoglioso membro, di non rimanere in silenzio su questa importante questione e di unirsi a noi per proteggere i valori della libertà e della democrazia ", sottolinea il servizio stampa.
Sputnik (sputniknews.com) è una rete di agenzia di stampa e radio che trasmette notizie multimediali in decine di paesi.
Le trasmissioni Sputnik vanno attraverso i suoi siti web in oltre 30 lingue, nonché sulla analogica e radio digitale, applicazioni mobili e social media.
Newswires Sputnik, disponibili in abbonamento 24/7 in inglese, arabo, spagnolo e cinese.

DIMOSTRAZIONE DI DEBOLEZZA

Il Ministero degli Esteri Russo, Comissario per i Dritti Umani, Konstantin Chalabov, la democrazia e lo Stato di diritto Konstantin Dolgov ha commentato la risoluzione prima che fosse passata. "L'intera questione è una discriminazione, una palese discriminazione nei confronti dei diritti dei media russi," riferisce Dolgov, in onda su RT.
Secondo il funzionario, la Russia continuerà portando alla questione tentativi di altri paesi che cercano di vietare i mezzi di comunicazione, perché "questa è una discriminazione, una chiara violazione delle norme internazionali."
"Gli autori di tali iniziative hanno paura del lavoro dei media russi, le agenzie di stampa, tra cui RT", ha detto, aggiungendo che "la debolezza è sempre il motivo dietro l'intenzione di vietare qualcosa."

Non tutti sono in favore della Risoluzione

La risoluzione non è stata sostenuta da tutti nel parlamento stesso.
Il membro francese del Parlamento Aymeric Chauprade europeo ha espresso la speranza che non ci siano abbastanza legislatori contro di essa per assicurarsi che non venga approvata.
Secondo lui, il documento ignora la propaganda anti-Russa, dei media stranieri.
"Credo che l'informazione è un mercato come gli altri, e diversi punti di vista possono essere presenti lì", ha detto Chauprade. Il legislatore francese ha aggiunto che la Russia è un importante attore internazionale e dovrebbe essere tale sul mercato dell'mondo dell'informazione.
Jean-Luc Schaffhauser, un altro deputato francese, ritiene che gli autori dovrebbero vergognarsi per confrontare la Russia a Daesh.
A suo parere, la propaganda degli Stati Uniti dovrebbe anche essere una causa di preoccupazione.
Javier Couso della Spagna ritiene che sia irresponsabile ammontare presunte minacce provenienti dalla Russia con quelle da Daesh.
Couso ha sottolineato che il documento non ha menzionato il ruolo della propaganda statunitense sulla legittimazione delle recenti invasioni militari che hanno portato il caos e la propaganda interno dell'UE che consente una sola interpretazione della democrazia, che può essere considerato come un segno di supremazia. Insieme ad alcuni altri legislatori, Couso richiede il riconoscimento della Russia come un partner chiave e un attore globale dell'Unione Europea in materia di sicurezza internazionale e giunta a contrastare lo Stato Islamico, così come richiede il sollevamento delle sanzioni anti-russe.

Un'Ulteriore Dettaglio
Nel documento si accusa che la Russia finanzia i Partiti Euroscettici per spaccare l'Unione Europea.
La risoluzione è stata proposta dalla parlamentare europea dalla Polonia, Anna Elzbieta Fotyga.

La stessa Anna Fotyga tuttavia appartiene ella stessa ad un Partito Euroscettico, PIS, al governo in Polonia, di conseguenza sembra piuttosto una questione polacca, il Documento e chi lo ha presentato si contraddicono da se.


Fonte:https://sputniknews.com/russia/201611231047757062-sputnik-restrictions-eu/


venerdì 30 settembre 2016

L'INDAGINE DEL DISASTRO DEI BOEING MH17 SOLO UNO STRUMENTO PER DISCRIMINARE LA RUSSIA


"C'è la tendenza a screditare nuovamente la Russia di fronte al mondo intero e per farlo si conducono ricerche con l'intenzione di metterla alla gogna, nonostante tutte le prove, in particolare quelle fornite dall'ex pilota della Lufthansa Peter Haisenko, per non parlare di quelle degli specialisti russi, sostengano che le cose non stanno in questo modo."
"Per esempio, una parte dell'aereo, trovata sul territorio ucraino, non è stata mostrata dalla stampa. Piano piano è stata nascosta. In Russia c'è un esperto che dopo lo schianto del velivolo ha sentito una conversazione in cui viene inequivocabilmente confermato che l'aereo è stato abbattuto da persone completamente diverse. La commissione non ha tenuto conto della testimonianza di questo specialista. Pertanto, credo che la Russia non debba preoccuparsi di un'indagine condotta da questi ‘esperti' che sostengono il contrario." "Un uomo che sa come confrontare i fatti non può giungere ad una conclusione diversa da quella degli esperti russi e dei testimoni. Ci sono i dati radar, e pure gli Usa hanno questi dati, ma non li hanno pubblicati altrimenti il quadro sarebbe stato completamente diverso. I fatti parlano in favore della Russia, non contro di essa." Il Joint Investigation Team che sta indagando sul disastro del volo Malaysia Airlines MH17 — accenuto nel'Ucraina orientale nel 2014 — sostiene nel suo rapporto che il missile che ha fatto precipitare il Boeing è stato lanciato dal territorio controllato dagli indipendentisti filorussi. Stando al rapporto, il sistema missilistico anti-aereo "Buk" era stato trasferito in Ucraina orientale dalla Russia e successivamente rimpatriato. Secondo gli esperti russi, il missile è stato sparato dal territorio all'epoca controllato dall'esercito ucraino. Lo confermano una moltitudine di prove, ma la JITs li ha ignorati.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/20160930/3422676/mh17-indagine-russia.html

lunedì 19 settembre 2016

GLI STATI UNITI E LA COMUNITA' EUROPEA SI RIFIUTANO DI RICONOSCERE L'EVIDENZA DELLA VOLONTA' POPOLARE IN CRIMEA

Il rifiuto degli Stati Uniti di riconoscere i risultati delle elezioni della Duma in Crimea deve essere visto come un'azione di pressione politica sulla regione, ha dichiarato il politico giapponese e presidente dell'organizzazione patriottica "Issui-Kai" Mitsuhiro Kimura.

In precedenza il presidente dell'Ucraina Petr Poroshenko aveva esortato i Paesi del G7 e dell'Unione Europea a non riconoscere la legittimità delle elezioni della Duma russa che si sarebbero svolte in Crimea e Sebastopoli. In seguito hanno annunciato di non riconoscere i risultati delle votazioni nella penisola gli Stati Uniti e i ministeri degli Esteri di diversi Paesi europei.
"Il fatto che gli Stati Uniti, nella figura del Dipartimento di Stato, ancora prima dei risultati delle elezioni si erano schierati per non riconoscere le elezioni in qualsiasi caso mi sembra inaccettabile e molto sospetto. Si tratta di una pressione politica palese sui protagonisti del processo elettorale ed è fondamentalmente sbagliata" — Kimura ha detto ai giornalisti dopo essere stato domenica nei seggi di Simferopoli, Eupatoria, Saki e Bakhchysarai. Il politico giapponese ha deplorato il fatto che i Paesi occidentali continuano ad ignorare la volontà degli abitanti della Crimea.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160919/3382924/UE-Russia-elezioni-Duma-Poroshenko-G7-Ucraina.html

giovedì 9 giugno 2016

DA SETTEMBRE IL GOVERNO LETTONE VIETERA' SOPPRIMERA' CON UNA LEGGE NOMI RUSSI


Ad oggi le regole erano vaghi e limitate solo dalle regole linguistiche controverse del Ufficio passaporti lettone.
Il nome potrebbe essere qualsiasi cosa, la cosa principale ha mostrato contraddizioni alla grammatica lettone.
Così ha preso il nome russo Igor come il finale lettone "s" e trasformato in Igors, Ruslan in Ruslans, etc.
Ora il ministero ha preso una decisione ancora più radicale contro il dominio di nomi stranieri, soprattutto il russo.
Secondo le nuove regole, i genitori non dovrebbero avere libertà di scelta nel nominare i loro figli.
Tutto è strettamente regolato e determinato.
I nomi russi, come Miron, Kirill e Gavriil sono illegali e sono fuorilegge.
Non importa se il diritto alla privacy, sancito in tutte le democrazie moderne, è ferito.
Un paradosso: Al fine di proteggere la democrazia, il governo lettone è apparentemente con mezzi non democratici.
La nuova legge vede il rifiuto di un nome prima, se non è conforme ai principi della lingua lettone e ostacola così la riuscita integrazione della persona nella società, ha spiegato Ksenija Vitola, Capo del Dipartimento PR del Ministero della Giustizia lettone .
Il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite ha avuto il giudizio № CCPR / C / 100 / D / 1621/2007 calibro del 28 ottobre 2010 sulla distorsione al lordo di nomi e cognomi in Lettonia.
Di conseguenza, il governo lettone deve riconsiderare la sua politica in questo senso e "s" per approvare una nuova legge per la soppressione dei nomi stranieri.
Un terzo della popolazione della Lettonia è russa. Se si adotta la legge, significa un duro colpo per una parte significativa della popolazione.
L'ennesimo tentativo di discriminazione nei confronti della popolazione russa.

Fonte:http://de.sputniknews.com/gesellschaft/20160601/310300895/russische-namen-in-lettland-verbot.html

giovedì 26 maggio 2016

DISCRIMINAZIONE DEI RUSSI: ISINBAYEVA LOTTA PER IL DIRITTO DI COMPETERE ALLE OLIMPIADI DI RIO 2016


Quando gli Stati Uniti dell'amministrazione di Barack Obama hanno intenzione di discriminare una detta categoria di persone, utilizzano tutti i mezzi possibili per discrininarne i loro successi con false accuse che vengono ripetute sui media occidentali e nella Comunità Europea fino a quando non sembrano vere, anche se è piuttosto scontato che non lo sono.
Purtroppo la nuova Guerra Fredda che il presidente americano ha volutamente sollevato contro la Federazione Russa risuona molto degli echi di qualcosa che non si sentiva da decenni, un vero e proprio tentativo di fare contro i russi una sorta di razzismo e discriminazione dei loro successi, sia a livello politico, sia a livello nazionale e ora anche nello sport.
Praticamente la Russia dopo l'inizio del 2000 ha iniziato a eccellere in maniera esemplare in molte categorie, prima fra tutte quelle dello sport, ma quello che si sta osservando per volontà del governo degli Stati Uniti è quella di sollevare false accuse appoggiata con false prove e raffinate manipolazioni.
Questo è un chiaro tentativo di mettere all'angolo e sminuire una popolazione e una superpotenza mondiale che ha dimostrato di svilupparsi a livelli preoccupanti per i cosidetti partner oltreoceano e i loro interessi a livello mondiale, politici e non.
Un'eccezionale sportiva russa di saltato con l'asta Yelena Isinbayeva ha minacciato di citare in giudizio l'Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica (IAAF) se le avessero impedito di competere ai Giochi Olimpici quest'estate 2016, dicendo che il divieto viola i suoi diritti umani.
La Russia è stata sospesa dalla IAAF nel mese di novembre dopo la World Anti-Doping Agency (WADA) ha rivelato reati di doping sistemici.
L'organo di governo deciderà il mese prossimo se ripristinare la Russia in vista delle Olimpiadi di Rio nel mese di agosto.
"Nel caso di una decisione negativa per noi, io personalmente andrò in un tribunale internazionale in materia di diritti umani - e sono sicuro che vincerò", ha detto la doppia campionessa olimpica Isinbayeva.
"Certo che sono arrabbiato a causa di questa impotenza. Tutto quello che posso fare ora è il treno."
Isinbayeva è tornata ad allenarsi nel 2015 dopo la nascita della figlia dell'anno precedente e spera di partecipare alle sue quinte Olimpiadi.
La campionessa del mondo sette volte, che stava parlando dalla sua casa via Skype in un'intervista organizzata dai funzionari della pista russi, ha mostrato i documenti durante la chiamata che ha indicato i test di droga che aveva da poco passato.
"Spero davvero che questo venga risolto positivamente - me lo merito, è mio diritto", ha aggiunto Isinbayeva.
"Tutti i nostri giovani, di talento, gli atleti puliti meritano. Se mancano Rio, quattro anni è un tempo lungo.
"Sono pazza. Come vi sentireste? Questa è la mia possibilità di vincere un terzo oro olimpico e scrivere un altro capitolo della mia storia, ma mi è stato chiesto di pagare per gli errori degli altri.
"Ho lavorato duramente per tornare dal parto. Questo potrebbe essere un grande risultato per le donne.
"C'è così tanto negatività sulla Russia al momento, ma il doping non è solo un problema russo.
"Gli atleti provenienti da America, Giamaica e un sacco di altri paesi hanno fallito i test e sono tornati due anni dopo. Solo in Russia l'intera squadra vietata. E 'discriminazione".
Altrove, un consigliere del ministro dello sport russo ha detto il governo del paese supporta piani per rendere il doping un reato penale.
Natalya Zhelanova ha confermato che il governo spera di ottenere che la legge venga approvata per il 2017, il targeting allenatori e funzionari che aiutano gli atleti con il doping.
"E 'una procedura abbastanza lunga, ma ora tutti hanno capito che siamo in crisi e dobbiamo fare passi rapidi per risolvere la situazione", ha detto Zhelanova.
Il nuovo capo della federazione pista russo, Dmitry Shlyakhtin, ha mantenuto che la Russia era sulla strada giusta per soddisfare le condizioni IAAF per la reintegrazione, dicendo il 90 per cento era stato raggiunto.
Tra questi, i test in più per squadra di atletica nazionale della Russia negli ultimi mesi e una revisione del senior management.
Shlyakhtin ha fatto capire che la pressione politica poteva tenere la Russia fuori dei giochi di Rio, dicendo che i paesi come la Bielorussia, l'Ucraina, l'India e la "particolare Cina" devono essere accuratamente indagati.
Egli ha spiegato che i funzionari internazionali ignorato alcune violazioni.
"I freni sono messi in un sacco di problemi e se ne vanno", ha detto. "Facciamo tutti fair play secondo una serie di regole."
Casi simili nel tentativo di isolare e discriminare la Russia nei grandi eventi sportivi erano arrivati anche sulla presunta corruzione di Blatter con i mondiali di calcio in Russia nel 2018 e addirittura le insinuazioni di un'elaborato sistema di dopaggio, attuato addirittura dai servizi segreti russi ai membri russi delle Olimpiadi Invernali di Sochi nel 2014.
Ovviamente tutte queste insinuazioni erano prive di prove ed erano avvenute ad anni di distanza dagli eventi sportivi.
Naturalmente due casi fanno una coincidenza, tre fanno un fatto e in questo si osserva semplicemente una mano politica che mira semplicemente a discriminare i reali successi della Russia.


Fonte:http://russia-insider.com/en/discrimination-against-russia-isinbayeva-fight-right-compete-rio-2016-olympics/ri14566

martedì 17 maggio 2016

L'ALLEANZA ATLANTICA DIFFAMA LA RUSSIA UNICAMENTE PER PROFITTO MILITARE

Grazie al lancio della campagna antirussa la NATO cerca di ottenere dai suoi Stati membri l'aumento delle spese militari per "rimanere a galla", dal momento che l'Alleanza Atlantica non è in grado di dare un contributo significativo alla lotta contro le vere sfide globali di oggi, come il terrorismo, ritiene il ministero degli Esteri russo.

"Non vi è alcun dubbio che nell'ambito dell'incapacità apparente della NATO di dare un contributo significativo per affrontare le sfide reali di oggi, come il terrorismo, solo lo svolgimento di una campagna antirussa le permette di ottenere dai suoi Stati membri l'aumento delle spese militari e in qualche modo di "rimanere a galla", — si afferma nei commenti pubblicati dal dipartimento di informazione e stampa del dicastero della diplomazia russa.
"Sono di un livello cinico superiore le dichiarazioni pubbliche riguardo "la necessità di allentare i rischi per i Paesi membri della NATO, che generano una concentrazione senza precedenti di attività militari e infrastrutture di difesa nelle vicinanze dei confini con la Russia," — hanno aggiunto al ministero degli Esteri, commentando le parole del presidente del Comitato militare della NATO Peter Paul riguardo "le minacce dall'est."


Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160516/2694314/Russia-geopolitica-Occidente-terrorismo.html?utm_source=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com&utm_medium=short_url&utm_content=bq5b&utm_campaign=URL_shortening

lunedì 4 aprile 2016

LA PROPAGANDA DISCRIMINATORIA CONTRO LA RUSSIA RAGGIUNGE NUOVE VETTE

Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

La "Putinfobia" ha raggiunto nuove vette, rendendo impossibile parlare bene della Russia.
"È ovvio che le bufale hanno raggiunto nuove vette in scia alla 'Putinophobia'. Avete bisogno di parlare male, ed è necessario dire molte cose cattive, in abbondanza, e se non c'è niente da dire, allora avete bisogno di montare qualcosa. Questo è ovvio anche per noi", ha detto Peskov.
Il presidente russo Vladimir Putin è l'obiettivo principale degli attacchi degli organi di informazione come dimostra la pubblicazione dei "Panama Papers", pur non essendo direttamente citato nei documenti.
"Nonostante Putin non compaia direttamente da nessuna parte, e nonostante altri paesi e altri leader vengono menzionati, è chiaro a noi, naturalmente, che l'obiettivo di questi attacchi è il nostro presidente, anche alla luce delle prossime elezioni parlamentari e, nel lungo termine, delle elezioni presidenziali", ha detto Peskov ai giornalisti.
Il portavoce ha aggiunto che il Cremlino si aspetta che gli attacchi contro la Russia e Putin continueranno.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160404/2406413/panama-papers-cremlino-putinfobia-peskov.html#ixzz44s4bUkaA

venerdì 11 marzo 2016

PERCHE' L'OCCIDENTE DISPREZZA LA COREA DEL NORD?


Le nuove sanzioni, e ancora una volta le nuovi esercitazioni militari USA-RoK davanti la porta del vicino; nuove intimidazioni e nuovi insulti. Senza alcun motivo se non che il Paese, che non ha mai attaccato nessuno, è ancora deciso a difendersi contro le spaventose provocazioni militari, economiche e di una propaganda.
Per quanto può sopportare un Paese?
Più di 60 anni fa, milioni di persone sopra il 38° parallelo morirono letteralmente massacrate dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti. Dopo di che, dopo la vittoria, la Corea democratica non fu mai lasciata in pace. L’occidente la provoca minacciando d’imporre sanzioni brutali e naturalmente manipolando l’opinione pubblica mondiale. Perché? Vi sono diverse risposte. La più semplice è: perché è comunista e perché vuole seguire la sua strada! Come Cuba fa da decenni… Come diversi Paesi dell’America Latina fanno ultimamente. Ma c’è un’altra molto più complessa risposta: perché la Corea democratica ha combattuto per i suoi principi interni e contro l’imperialismo occidentale all’estero. Ha aiutato la liberazione di popoli colonizzati e oppressi.
E come Cuba, l’ha fatto disinteressatamente, da vero Stato internazionalista. Il continente africano ne ha beneficiato di più, come Namibia e Angola, colpite da orribili regimi dell’apartheid imposti dal Sud Africa. Va da sé che tali regimi furono interamente sponsorizzati dall’occidente, come la follia razzista di Pretoria (non va neanche dimenticato che la fascista Sud Africa dell’apartheid fu uno dei Paesi che combatté al fianco dell’occidente nella guerra di Corea). L’occidente non ha mai dimenticato né ‘perdonato’ l’aiuto internazionalista della Corea democratica a molte nazioni africane. I piloti della Corea democratica pilotavano aerei da combattimento egiziani nella guerra arabo-israeliana del 1973. La Corea democratica partecipò alla lotta di liberazione dell’Angola (in operazioni di combattimento, al fianco delle Forze Armate Popolari per la Liberazione dell’Angola (FAPLA)), e combatté in Rhodesia, Lesotho, Namibia (a sostegno deciso della SWAPO) e Seychelles. Aiutò l’African National Congress e la sua lotta contro l’apartheid in Sud Africa. In passato aveva aiutato nazioni africane progressiste come Guinea, Etiopia, Zimbabwe, Mali e Tanzania.
Il fatto che il popolo della Corea democratica abbia versato il sangue per la libertà del più devastato (dall’imperialismo occidentale) continente della Terra, l’Africa, è uno dei motivi principali per cui l’occidente è disposto ad andare ‘fino in fondo’, cercando di “punire”, con sistematico discredito, ed anche di liquidare questa nazione orgogliosa. L’occidente è ossessionato dal voler danneggiare la Corea democratica, come lo fu per decenni dal distruggere Cuba. L’occidente saccheggiò l’Africa, un enorme continente ricco di risorse, per secoli. Divenne ricco grazie a questo bottino. Chi cerca di fermarlo, va liquidato. La Corea democratica è stata isolata, tormentata e provocata. Quando Pyongyang reagiva, decisa a proteggersi, l’occidente dichiarava che difendersi era “illegale” e che rappresentava un vero “pericolo per il mondo”. La Corea democratica ha rifiutato di cedere l’indipendenza e la sua via continuando a sviluppare il programma nucleare difensivo. L’apparato propagandistico occidentale accelera diffondendo invenzioni tossiche, inquinandone l’intero pianeta. Di conseguenza, tutto il mondo è convinto che la “Corea democratica sia il male”, ma non ha assolutamente idea del perché? Tale farsa si basa solo su luoghi comuni, ma alcuno dimostrato. Christopher Black, eminente avvocato internazionale di Toronto, in Canada, ritiene che le nuove sanzioni contro la Corea democratica siano il vero pericolo per la pace nel mondo: “Il Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite afferma che il Consiglio di Sicurezza può adottare misure nei confronti di un Paese se c’è una minaccia alla pace e questa è la giustificazione utilizzata per imporle. Tuttavia, non è la Corea democratica che minaccia la pace, ma gli Stati Uniti, che minacciano di annientamento militare la Corea democratica. La Corea democratica ha dichiarato chiaramente che le sue armi nucleari servono solo a scoraggiare l’attacco dagli USA, la minaccia alla pace. Il fatto che gli Stati Uniti, nel Consiglio di Sicurezza, impongano sanzioni a un Paese che minacciano è ipocrita ed ingiusto. È vergognoso che russi e cinesi si siano uniti agli Stati Uniti invece di chiedere sanzioni agli Stati Uniti per le minacce alla Corea democratica e le nuove esercitazioni militari, un pericolo chiaro e presente per la Corea democratica. Se russi e cinesi sono sinceri perché non insistono a che gli Stati Uniti ritirino le loro forze così che la Corea democratica sia meno minacciata, e adottino misure per garantirne la sicurezza? Non spiegano le loro azioni, collaborando con gli Stati Uniti contro la Corea democratica”.

USA/NATO minacciano Corea democratica, Cina ed Estremo Oriente della Russia
Le basi militari di USA/NATO in Asia (e resto del Mondo) sono in realtà il pericolo principale per Corea democratica, Cina ed Estremo Oriente della Russia. Le enormi basi aeree a Okinawa (Kadena e Futenma), così come le basi militari sul territorio della Repubblica di Corea, minacciano direttamente la Corea democratica e i suoi cittadini, che hanno tutti i diritti di difendersi. E’ anche completamente illogico imporre sanzioni alla vittima e non all’impero responsabile di centinaia di milioni di vite umane perse in tutti gli angoli del globo.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/03/11/perche-loccidente-odia-la-corea-democratica/

martedì 8 marzo 2016

QUANDO PERDI LA GUERRA, DAI LA COLPA ALLA FEDERAZIONE RUSSA


Nessun dubbio che i civili in questa guerra siano presi in mezzo, ma molti di quelli ritratti come rifugiati in fuga da Aleppo, città al nord della Siria, sono in realtà miliziani in ritirata, che si arrendono a causa del successo militare russo e siriano nella repressione della loro insurrezione.
Come al solito distorcendo la realtà, i media occidentali sono lo strumento di una classica operazione di guerra psicologica per il modo in cui raccontano l'ultima fase di quella che in effetti è una guerra di aggressione da parte di potenze straniere alla Siria.
Incredibilmente, la Russia e l'Esercito Arabo Siriano sono dipinti come "i cattivi", e a sua volta questa narrativa viene usata per costruire il pretesto di una "responsabilità di proteggere" — la falsa copertura umanitaria per consentire un ingiustificato intervento straniero.
Quest'intervento potrà avere la forma o di un'invasione militare del territorio siriano condotta dagli USA; o la forma di pressioni politiche e legali su Russia e Siria affinché interrompano la loro altresì molto efficace offensiva contro formazioni armate illegali.
Si deve sottolineare che questi gruppi, che possono essere obiettivamente definiti come "terroristi", hanno provato a rovesciare il governo eletto siriano per conto di potenze straniere, tra cui USA, Gran Bretagna, Francia, e i regimi loro clienti nella regione, Arabia Saudita, Qatar e Turchia.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel è stata in Turchia il mese scorso, e lì ha detto alla stampa di essere "inorridita dalla crisi umanitaria provocata principalmente dagli attacchi aerei russi" nei dintorni della città di Aleppo, nella Siria del nord.
La Merkel ha detto che lei e il Primo Ministro Turco Ahmet Davutoglu avrebbero urgentemente fatto pressioni per una "soluzione diplomatica" per fermare l'offensiva militare russo-siriana. La leader tedesca ha citato erroneamente la risoluzione 2554 delle Nazioni Unite formulata a dicembre come espressione del suo pensiero. La risoluzione in effetti dà come mandato prioritario la sconfitta dei gruppi terroristici, che è proprio ciò per cui si stanno adoperando l'esercito siriano e la Russia.
Nel frattempo, Voice of America, l'agenzia di stampa del governo USA, riferisce la situazione nella Siria del nord come segue: "La travolgente offensiva sostenuta dai Russi da parte dell'esercito del Presidente Bashar al-Assad e dei foreign fighters provenienti da Iran, Libano e Afghanistan sta causando una crisi umanitaria, costringendo migliaia di civili a fuggire verso il confine turco, secondo quanto dicono attivisti politici e i comandanti ribelli".
Se leggete l'articolo di VOA, viene fuori che i suoi "attivisti politici e comandanti militari" sono integrati con la milizia radicale jihadista, collegata ad al-Qaeda. Difficile che siano fonti affidabili.
Altre agenzie di stampa occidentali hanno fatto un quadro degli eventi in termini simili, indicando la Russia come una potenza malvagia che infligge sofferenze ai civili siriani e che "causa una crisi umanitaria".
Questa narrativa sta contribuendo alla costruzione di un "imperativo morale" finalizzato a giustificare una coalizione militare a guida USA che metta gli scarponi sul terreno. La scorsa settimana, è stato riferito che le forze armate turche e saudite fossero pronte a mandare truppe di terra in Siria, apparentemente per combattere gli estremisti islamici.
Il Segretario della Difesa USA Ashton Carter si dovrà incontrare a Bruxelles con membri della coalizione nel corso della settimana, per discutere i piani per un intervento di terra in Siria. Non è difficile immaginare come la presunta crisi umanitaria al confine turco-siriano possa essere invocata come pretesto aggiuntivo per la "responsabilità di proteggere".
Non si è ancora spenta l'eco dell'intervento NATO in Libia nel 2011, che portò all'assassinio di Muammar Gheddafi, al rovesciamento del regime, e che condusse il paese ad essere devastato da reti terroristiche dello stesso genere di al-Qaeda.
In Siria ciò è amaramente ironico, visto il ruolo sistematico che gli USA e si suoi alleati della NATO nella regione hanno giocato da marzo 2011 nell'infiltrazione e destabilizzazione di un paese un tempo pacifico, conmercenari e armi per realizzare il loro piano illecito di sovversione contro Assad e il suo governo.
Ma più recentemente un ruolo veramente nefasto è stato ricoperto dal regime turco del Presidente Recep Tayyip Erdogan, che sembra aver deliberatamente esacerbato lo scenario di caos al confine siriano.
È stato poco fa che le autorità turche hanno preso la decisione di chiudere i confini a nord di Aleppo. Questo ha prevedibilmente creato un collo di bottiglia in cui, secondo le autorità turche, sono rimaste intrappolate fino a 35.000 persone, impossibilitate ad attraversare il confine per arrivare ai campi profughi. I media occidentali hanno fornito ampia diffusione delle scene caotiche che si sono verificate.
Però, le persone apparentemente in fuga da Aleppo, non sono proprio tutti "civili innocenti", come racconta la stampa occidentale.
Secondo fonti siriane, la maggior parte di coloro che lasciano Aleppo, sono combattenti, che portano con sé le proprie famiglie. Questi militanti appartengono a brigate collegate ad al-Qaeda, come Jabhat al Nusra, Ahrar al Sham, Jaish al Fateh, e perfino al famigerato gruppo terroristico Daesh.
Video e reportage fotografici mostrano che tra coloro che scappano da Aleppo verso il confine turco, ci sono uomini che indossano uniformi da combattimento.
In un servizio televisivo di questa settimana, su France 24, una delle emittenti occidentali che maggiormente pompano la narrativa di attacchi aerei russi su obiettivi civili, la squadra di reporter ha intervistato in un ospedale turco, quattro Siriani che erano da poco fuggiti da Aleppo. Erano tutti ex "combattenti" — o terroristi. France 24 non è quindi riuscita a trovare civili da intervistare?
Dobbiamo tenere a mente anche che Aleppo ha una popolazione totale di 300.000 persone, quindi il numero di coloro che hanno lasciato la città verso il confine turco è una piccola minoranza. Fonti siriane dicono che la grande maggioranza dei residenti di Aleppo sono sollevati per il fatto che l'esercito siriano, sostenuto dall'aviazione russa, si sta finalmente muovendo per liberarli.
Negli ultimi cinque anni, i residenti di Aleppo sono stati tenuti sotto assedio dagli occupanti jihadisti che hanno imposto un regno del terrore. Gli sfortunati civili sono stati costretti con la forza a fungere da scudi umani per evitare che l'avanzante esercito siriano riprendesse la città. Questo stesso scenario si è verificato in molte altre città e cittadine riconquistate dalle forze armate siriane, per il grande giubilo dei loro abitanti di nuovo liberi.
Per sicurezza, i media occidentali non riferiranno di queste situazioni di residenti che festeggiano la liberazione, come nelle cittadine di Madaya, Rabia, Nubbul, Zahraa, Ataman e Sheikh Miskeen la settimana scorsa, e molte altre prima, sin da quando è iniziato l'intervento militare russo il 30 settembre.
La verità pura e semplice è che l'intervento militare russo in Siria ha permesso all'esercito siriano di vincere la guerra contro le forze sovversive sostenute dall'estero. Migliaia di mercenari e altri gruppi illegalmente armati che hanno seminato violenza in Siria e che adesso sono in rotta.
Ma le potenze occidentali sostengono lo spin secondo cui la vittoria russo-siriana contro una guerra criminale clandestina rappresenti in qualche modo una violazione dei diritti umani.
In effetti il successo della Russia e dei suoi alleati siriani nella repressione delle forze sovversive straniere è tale che l'Occidente sta disperatamente cercando una nuova narrazione con la quale porre in cattiva luce la vittoria russo-siriana.
È per questo che l'Occidente dà un racconto distorto della crisi umanitaria in Siria, e ne incolpa la Russia. L'Occidente e i suoi clienti non sono riusciti nel loro progetto militare clandestino, e nel loro cinico processo politico condotto Ginevra. Stanno perdendo la loro guerra in Siria, e stanno tirando fuori vere e proprie menzogne a fini di propaganda contro la Russia.
E purtroppo, politici occidentali idioti come Angela Merkel stanno spalla a spalla con le stesse persone che hanno creato la crisi siriana e che stanno causando sempre più guai all'Europa.




Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160307/2227083/russia-lotta-contro-daesh-in-siria.html

lunedì 7 marzo 2016

LE ACCUSE CONTRO LA FEDERAZIONE RUSSA SONO INCERTE E TRADISCONO I FALLIMENTI DELLA POLITICA ESTERA OCCIDENTALE

Per i politici europei la cosiddetta aggressione russa serve per giustificare i loro insuccessi. Tuttavia non si può certo dare la colpa alla Russia della crisi europea, scrive l'editorialista britannico Neil Clark.

I politici europei cercano di legare tutti i problemi che affliggono la UE con la cosiddetta "aggressione russa", tuttavia le accuse contro Mosca appaiono molto sconcertanti per le loro incoerenze logiche, scrive il cronista britannico Neil Clark.
"La prima cosa che non capisco sono le accuse del comandante supremo delle forze alleate NATO in Europa, il generale americano Philip Breedlove, secondo cui Putin e Assad abbiano deliberatamente provocato la crisi migratoria in Europa con l'obiettivo di affossare le strutture europee e distruggere la determinazione europea", — scrive Clark.
Secondo Breedlove, la Russia e il governo siriano deliberatamente hanno bombardato il popolo siriano per costringere la gente a lasciare il Paese e mettere in difficoltà l'Europa.
"Fermi tutti. Direi che la crisi migratoria già si registrava molto prima che la Russia abbia iniziato i raid in Siria e ancor prima che il governo siriano abbia annunciato la nuova offensiva," — sottolinea Clark.
Il giornalista lega la crisi migratoria con le campagne militari degli Stati Uniti e dei suoi alleati in Libia, Afghanistan, Iraq e Siria, pertanto, le accuse contro la Russia sono infondate.
Inoltre, a suo parere, lasciano dubbi le azioni degli Stati Uniti in merito alle indagini dello schianto dell'aereo della Malaysia Airlines nella regione di Donetsk. Gli Stati Uniti hanno detto di avere "prove evidenti", in qualità di immagini satellitari e dati radar, che confermerebbero che l'aereo sia stato abbattuto dalle milizie filorusse del Donbass con un missile "terra-aria". Tuttavia la parte americana non ha ancora fornito alcuna prova alle indagini.
Inoltre lasciano basiti le argomentazioni del governo britannico a favore della permanenza nell'Unione Europea di Londra, scrive l'editorialista.
"Ci è stato detto che l'economia crollerà, si fermeranno gli investimenti, molti perderanno il posto di lavoro e abbiamo bisogno di restare nell'Unione Europea per garantire la "sicurezza nazionale" e combattere l'aggressione russa," — riporta Clark.
Tuttavia il giornalista sottolinea che l'economia del Regno Unito prima di entrare nella UE era in crescita, e la "sicurezza nazionale del Paese non ha nulla a che fare con l'appartenenza all'Unione Europea."

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160307/2223831/UK-UE-Breedlove-NATO-Siria-Ucraina-USA-Profughi.html#ixzz42E7qyEYB

lunedì 29 febbraio 2016

LA DISCRIMINAZIONE VERSO LA FEDERAZIONE RUSSA: INSISTENTE, ODIOSA MA DEL TUTTO NEUTRA


Ogni giorno, la macchina mediatica del fango sforna notizie più o meno verosimili al fine di orientare gli europei in maniera negativa rispetto all'operato dell'esercito russo in Siria. Eppure, tutti i sondaggi continuano a testimoniare che l'opinione pubblica occidentale è saldamente dalla parte di Putin e del governo russo. Lo storico Enrico Galoppini, redattore della rivista Eurasia, ricercatore ed esperto delle tematiche del mondo islamico, si è espresso a Sputnik Italia a questo proposito.
— La rivista Eurasia ha parlato varie volte di assetti geopolitici e di attacchi alla Russia. Qual è la Sua opinione in merito?
— La Russia sta subendo una costante aggressione propagandistica da parte dell'Occidente. Il conflitto è lo specchio di un problema più profondo, perchè i media sono soltanto uno strumento di scelte effettuate da altri poteri. E pensare che la Russia potrebbe fare molto per l'Europa e per il mondo, molto di più di quanto possa fare la stessa Europa, visti i problemi oggettivi che ha con il concetto di sovranità. 
— Quanto pesa, a Suo avviso, la propaganda anti-Russia sulle decisioni di Putin?
— Ben poco. Rileggendo quanto ho scritto in materia, mi sono reso conto che di fatto tutto il cancan messo in piedi dai media occidentali non è servito a far cambiare posizione a Putin: pensiamo alle Pussy Riot, alle Femen, ai presunti omicidio di Stato, alla ridicola sindrome anafettiva diagnosticata a Putin da un dossier della Cia: tutte queste notizie confezionate ad arte non hanno provocato alcun cambio di rotta, anzi. La Russia è andata dritta come un treno verso una serie di successi che l'opinione pubblica internazionale le riconosce in pieno, a dispetto degli opinion makers e delle quotidiane punture di spillo dei mass media.
— Lei in alcuni articoli ha parlato di una Seconda Guerra Fredda…
— Sì, si tratta di una guerra non guerreggiata — se mi si permette il gioco di parole. Una guerra fatta non con i tradizionali eserciti, ma solo a livello economico. E pensare che le economie di Russia ed Europa si integrerebbero alla perfezione, sicuramente in modo più logico e proficuo rispetto a quel mostro che è il Trattato Transatlantico (TTIP). Però, per avere un mercato unico UE-Russia ci vorrebbe un arretramento dell'influenza statunitense su Bruxelles. 
— Quale possibile scenario vedrebbe l'UE allontanarsi dagli USA?
— Una disfatta su tutta la linea in Medio Oriente, con la fine delle "Primavere Arabe" e una "Stalingrado siriana" potrebbe portare a un netto ridimensionamento degli Stati Uniti come potenza dominante in Europa. 
— Da esperto del mondo arabo, come vede l'avvicinamento della Turchia all'Europa?
— Il passato ci insegna che gli Occidentali hanno sempre fatto leva sul conflitto russo-turco. Ci sono varie proiezioni escatologiche che ci dicono che in un futuro prossimo venturo ci sarà una devastante guerra proprio tra Russia e Turchia.
In effetti, se si guarda ad alcuni fatti avvenuti negli ultimi mesi, come l'abbattimento del Su-24 o gli ostacoli posti alla Russia negli stretti del Bosforo, sembra ci sia tutta una manovra per esasperare i rapporti e far avverare queste "profezie". Certamente, la disinformazione prodotta da Turchia e Occidente sulla presenza russa in Siria è incomprensibile: fino a prova contraria gli eserciti di Putin e di Rouhani sono gli unici la cui attività è giustificata da un invito del legittimo governo di Assad, mentre tutti gli altri eserciti e le loro operazioni sono abusive. La sensazione è che oggi la Turchia voglia prendersi tutto il territorio, non bastando più il solo parlare di cantonizzazione della Siria.   — Proprio sulla Siria la NATO ha parlato di uccisioni tra i civili.
— Dove volano razzi e missili la precisione chirurgica è molto difficile. Francamente stona che la predica arrivi da chi per anni ha fatto morti tra i civili durante le guerre del Golfo. Così come stona addebitare colpe sugli sfollati che stanno premendo sul confine turco. In una guerra è normale che ci siano, al massimo bisogna accertarsi che terminato il conflitto i profughi rientreranno. Un conto sono gli sfollati temporanei, un altro i profughi a vita. Quelli che scappavano dal Daesh (Isis) appartenevano sicuramente alla seconda categoria. A prescindere che le fiumane di gente che ci propinano i giornali occidentali potrebbero anche essere immagini di repertorio: non sarebbe la prima volta che utilizzano fotografie e filmati a fini propagandistici.


Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160228/2179786/propaganda-contro-russia-nato-siria.html

giovedì 18 febbraio 2016

LA TURCHIA DI ERDOGAN CONTINUA CON LA REPRESSIONE DEI CURDI

In Turchia la questione curda è tornata prepotentemente alla ribalta, con le massicce rivolte popolari sia a Diyarbakir (Amed) la capitale del Kurdistan, sia nelle altre città del Kurdistan della Turchia. E come sempre la reazione dell esercito turco è stata una violenta repressione.

Quasi tre anni fa il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva avviato i colloqui di pace con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), formazione in lotta contro il governo di Ankara sin dal 1984, un conflitto che ha causato più di 40mila morti. Il Partito dei lavoratori del Kurdistan aveva osservato cessate il fuoco su iniziativa del leader curdo Abdullah Ocalan, detenuto nel carcere di massima sicurezza sull'isola di Imrali dal 1999, il quale ha cercato di fermare la spirale della violenza. Ocalan aveva scritto una lettera proprio dal carcere chiedendo il dialogo con il popolo turco: la lettera, datata 21 marzo 2013, cominciava con «Siamo ora giunti al punto in cui le armi devono tacere e lasciare che parlino le idee e la politica». Sembrava essere sul punto di forgiare una pace storica tra i turchi e la popolazione curda.
Il momento sembrava perfetto. Purtroppo vi sono stati poi lo scoppio della guerra civile in Siria e la nascita del Califfato in Iraq, per cui i combattenti del Pkk si sono giustamente concentrati sulla difesa delle terre curde sia del Kurdistan Siriano (Rojava) che del Kurdistan dell'Iraq (Kurdistan del Sud), per dare una mano ai loro fratelli in balia dei terroristi dello Stato Islamico (Daesh). Sicuramente l'aiuto dato dal Pkk ai curdi di Kobane non è andato giù al governo di Ankara, in quanto veniva rafforzata l'idea di un Kurdistan Siriano libero e autonomo, ovvero di una regione libera ai loro confini. Questo è stato indubbiamente uno dei motivi dell'attacco del governo turco ai curdi, anche se alla base della dura iniziativa di Erdogan, con tanto di arresti e di bombardamenti, resta la clamorosa vittoria del Partito Democratico del Popolo (HDP) alle elezioni politiche del novembre 2015, che hanno portato per la prima volta 59 parlamentari curdi all'Assemblea turca e hanno di fatto incrementato il peso della minoranza etnica nella scena politica del paese.
La prima conseguenza è stata che il primo ministro uscente Ahmet Davutoglu non è riuscito a formare un nuovo governo. Per togliere legittimità al partito curdo democraticamente eletto, il partito di Erdogan, l'Akp (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) è alla ricerca di accuse: lo scopo è quello di togliere ai vari membri l'immunità parlamentare, come nel caso dello stesso leader, il 42enne Selahattin Demirtas, additato per aver avuto rapporti con il Pkk, anche se in periodo di tregua. La Turchia, paese della Nato e membro del Consiglio d'Europa, sta ora attaccando un altro paese qual è il Kurdistan dell'Iraq, ma nessuno alza un dito.
Anche lo statuto della Nato siglato 4 aprile 1949 parla chiaro ed indica che "Le parti del presente Trattato, riaffermano la propria fede negli scopi e nei principi della Carta delle Nazioni Unite, ed il desiderio di vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi, decisi a salvaguardare la libertà dei propri popoli, il proprio retaggio comune e la propria civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà individuali e sul predominio del diritto". È sotto gli occhi di tutti che la Turchia non abbia assolutamente osservato questo principio. In questi ultime settimane sono state arrestate più di 2 mille persone, la maggior parte delle quali giovani accusati di attività sovversiva e antigovernativa, ma sono loro le vere vittime del processo di pace in cui avevano creduto. Ora sia l'Unione Europea sia la Nato devono fare pressioni sulla Turchia perché non si allarghi il conflitto e soprattutto perché si torni al tavolo del dialogo, unica strada percorribile per la convivenza pacifica di due popoli, quello curdo e quello turco.
La questione curda riguarda un popolo di più di 40 milioni di persone che vive su una terra storica che si estende per più di 500.000 km quadrati. Al terzo millennio, in base a quale logica questi Paesi continuano a negare il diritto di un popolo come quello curdo così radicato nella storia e nella geografia della regione? Fino a quando si chiameranno tra di loro per mettersi d'accordo contro i Curdi?

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160214/2084428/turchia-kurdistan.html#ixzz40XRCkzJs

venerdì 12 febbraio 2016

SIRIA: CACCIA AMERICANI HANNO BOMBARDATO ALEPPO E IN SEGUITO HANNO ACCUSATO LA RUSSIA

Gli Stati Uniti hanno bombardato la città siriana di Aleppo, dopodichè hanno accusato la Russia, ha riferito il ministero della Difesa di Mosca. Il politologo russo Arayik Stepanyan ritiene che Washington abbia intensificato la guerra mediatica contro Mosca a seguito dei successi dell'Aviazione russa in Siria.


Mosca ha proposto un cessate il fuoco in Siria a tutte le parti in conflitto dal 1° marzo. Tuttavia Washington insiste su un immediato cessate il fuoco con il pretesto che la Russia abbia deliberatamente posticipato la tregua per permettere alle truppe siriane di concludere l'offensiva nel nord e nel sud.
Contemporaneamente, come indicato dal ministero della Difesa russo, il 10 febbraio i bombardieri USA hanno attaccato la città siriana di Aleppo, dopodichè hanno accusato le forze aeree russe.
Secondo l'analista Arayik Stepanyan, sullo sfondo dei successi dei raid russi in Siria gli Stati Uniti hanno intensificato la guerra mediatica antirussa.
"Contro la Russia è in atto una guerra di informazione. Non vale la pena stare dietro a queste accuse. Il fatto che siano facili da smentire non è importante per gli Stati Uniti. Creano un mostro informativo, questo è il loro compito principale. Sono capaci di farlo, è la base della loro propaganda: più grande è la menzogna, tanto più la gente ci crede", — ha detto Arayik Stepanyan in un'intervista con "Sputnik".
Secondo l'analista, tutto questo avviene dal momento che gli Stati Uniti e i loro alleati non hanno risultati concreti da presentare sulle loro azioni in Siria.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160212/2082355/Media-Propaganda-Terrorismo-Daesh.html#ixzz3zxzhE1oR

RUSSIA, MEDVEV: LA NATO DISCRIMINA LA RUSSIA PER CELARE I SUOI FALLIMENTI

Il primo ministro russo Dmitry Medvedev ritiene che i Paesi della NATO traggano vantaggi politici dal confronto con Mosca, dal momento che è più facile demonizzare la Russia piuttosto che riconoscere i problemi nel sistema della sicurezza dell'Europa.
"A mio parere le controparti occidentali della NATO semplicemente traggono benefici politici dal confronto. E' più facile demonizzare la Russia e scaricare su di essa gli attuali problemi, piuttosto che riconoscere le gravi carenze che esistono nel sistema della sicurezza dell'Europa. E allo stesso modo riconoscere la propria parte di responsabilità della crisi attuale", — ha detto Medvedev in un'intervista con l'agenzia internazionale "Sputnik".
Ha ricordato le decisioni prese dalla NATO negli ultimi anni, tra cui l'avanzamento verso Est e la creazione del sistema globale di difesa missilistica in Europa.
"Ogni volta l'Alleanza Atlantica ha rifiutato di prendere in considerazione le nostre preoccupazioni in merito alla propria sicurezza. Non parlo delle recenti dichiarazioni dei vertici del blocco NATO. Sembra che per il mondo non esista una minaccia peggiore della Russia. Siamo persino stati paragonati ai combattenti del Daesh", — ha osservato il capo del governo russo.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160212/2079255/Geopolitica-difesa-sicurezza.html#ixzz3zxz9yzxC

martedì 2 febbraio 2016

IL PRESIDENTE AMERICANO CLASSIFICA FEDERAZIONE RUSSA E REPUBBLICA CINESE COME "MINACCE"


Il Pentagono intende riorientare la spesa di bilancio destinata alla difesa per coprire quelle che il segretario alla Difesa Ashton Carter considera le principali emergenze che gli Stati Uniti sono chiamati ad affrontare, minacce per il paese maggiori di quella rappresentata dai gruppi estremisti quali lo Stato Islamico: gli interventi militari russi aldilà dei suoi confini e i progressi tecnologici e militari di Mosca e Pechino.
A scriverne è oggi il Washington Post, citando funzionari che anticipano le proposte di bilancio del Pentagono per l'anno fiscale 2017. I progressi russi e cinesi in materia di innovazione militare ''impongono una competizione che dovrà essere affrontata nel prossimo decennio'', ha dichiarato un alto funzionario della Difesa citato dal giornale. Circa la metà dei nuovi investimenti che Carter si appresta a proporre è legato a ciò che viene vista come una crescente minaccia da parte di Mosca, dove il presidente russo Vladimir Putin ha dimostrato la sua volontà di far ricorso alle proprie forze militari, dall'Ucraina alla Siria.
Se approvato dal Congresso, il piano di spesa quadruplicherà i fondi destinati a sostenere la presenza militare americana in Europa nell'ambito di un'iniziativa voluta da Obama sulla scia della mossa russa in Ucraina nel 2014.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-2860_OBAMA_RUSSIACINA_MINACCE

lunedì 11 gennaio 2016

LA PROPAGANDA DISCRIMINATORIA DEI "RUSSI CATTIVI"


Anno dopo anno viene riproposto il solito film, ma dopo l'intervento russo in Siria qualcosa è cambiato, la solita narrazione occidentale dei fatti si inceppa ed è giunto il momento di porsi qualche domanda.
La Russia rappresenterebbe continue minacce per l'Occidente e sarebbe la causa di tutti i mali. Perché? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Fulvio Scaglione, vice direttore di "Famiglia Cristiana".
— Perché solitamente i media occidentali presentano la Russia come l'impero del male?

— C'è un sentimento antirusso di antica data che risale a secoli fa. Questo fenomeno è stato ben analizzato in un libro di recente pubblicazione del giornalista Guy Mettan che si intitola "Una guerra di mille anni": parla della russofobia da Carlo Magno alla crisi ucraina. In questo libro si fa notare come gli argomenti dei giornali inglesi durante la guerra di Crimea di metà Ottocento sono stati quasi alla lettera ripetuti dai giornali inglesi adesso a proposito della crisi ucraina.
Per quanto riguarda oggigiorno, credo ci sia il rimbalzo di una convinzione che era soprattutto americana, successivamente allargata anche in Europa; ovvero sia che con la fine dell'Unione Sovietica, la Russia fosse finita come interlocutore globale. C'è un libro uscito alla fine degli anni '90 che si intitola "La grande scacchiera" di Zbigniew Brzezinski , segretario di stato del presidente Jimmy Carter e personaggio molto influente. Nel libro lui spiega che nel mondo è rimasta solo la potenza americana, che la Cina avrebbe impiegato troppi anni per assurgere a un livello importante, che l'Europa contava poco e la Russia era oramai disfatta. Secondo lui bisognava insistere su questo processo di disfacimento per impedire che ci fosse una qualunque forma di "resurrezione" dell'influenza globale russa.
Ebbene, il fallimento di questo piano, secondo me, ha deluso e preoccupato molti. Lo si vede bene adesso con Putin che è stato l'interprete di un neonazionalismo russo, il quale da un lato ha i suoi difetti come l'autoritarismo, dall'altro ha riscattato la dignità nazionale di un popolo, che sentiva di averla persa.
— Come spiegare questa paura nei confronti della Russia? Perché i russi sono "i cattivi"?
— La storia viene raccontata sempre da chi vince e non da chi perde. È chiaro che nella competizione mondiale la potenza americana è preponderante, basta vedere la dislocazione delle basi militari americane nel mondo, anche il numero di brevetti tecnologici registrati nel mondo. L'America è rimasta l'unica superpotenza. Essendo la potenza vincitrice in una competizione di lungo periodo, è lei a raccontare la storia. Lo sterminio degli indiani d'America, come c'è stato raccontato dal cinema dai film western, è l'avanzata della civiltà e non lo sterminio degli indiani d'America.
Allo stesso modo, se guardiamo la produzione cinematografica hollywoodiana, c'è un filone continuo di film in cui si racconta la Russia come un Paese unicamente di corruzione e violenza, un Paese sbandato da cui possono venire minacce per l'Occidente. Per esempio le armi di distruzione di massa. Non è mai successo che un'arma di questo tipo sia uscita dalla Russia per andare a colpire l'Occidente, ma questa cosa viene ugualmente raccontata.
— Dopo l'intervento in Siria, abbiamo visto come la Russia sia stata rivalutata anche dai media. Sembra che i giornalisti abbiano avuto un contrordine dall'alto. Secondo lei è una svolta destinata a durare?

— Non saprei, credo che molto faticosamente i media stiano prendendo coscienza che una certa narrazione è piena di buchi, di lacune ed è talmente artificiosa che poi non permette di capire più niente. Non permette di capire per esempio come mai da quando abbiamo lanciato la guerra al terrore, le vittime del terrorismo sono aumentate! Non permette di capire come mai nei Paesi dove l'Occidente diceva di portare la democrazia, sono Paesi in presa alla guerra, alla disgregazione e alla miseria. La narrazione dei vincitori non permette più di capire nulla.
L'intervento russo in Siria per esempio ha scompaginato un po'questa narrazione, qualcuno ne sta faticosamente prendendo coscienza. Qui non si tratta di dire che in Russia tutto è perfetto e che Putin è la persona migliore del mondo. Putin è un capo di Stato che cerca in maniera decisa di fare gli interessi nazionali del proprio Paese, come tutti gli altri. Non credo Putin sia un uomo che fa beneficienza. Però resta il fatto che negli equilibri mondiali è meglio che lui ci sia.

giovedì 15 ottobre 2015

L'EREDITA DI STALIN: PERCHE' LA FEDERAZIONE RUSSA STA' VINCENDO


Quello che stiamo osservando in questi ultimi due anni è un vero e proprio clima chiamato "Guerra Fredda", quando esisteva l'Unione delle Repubbliche Sovietiche in contrasto con gli Stati Uniti il termine era usato molto più di frequenza, e serviva per mantenere un clima di tensione costante tra la popolazione americana e quella europea, con il cosidetto terrore della Guerra Atomica.
Oggi stiamo assistendo a qualcosa di simile ma il termine non viene più usato.
Quello che si assiste si tratta di un vero contrasto tra due superpotenze Stati Uniti-Federazione Russa.
La Federazione Russa non viene spesso descritta come una superpotenza, ma la ragione di questo fatto dipende solamente da come viene divulgata l'informazione specialmente tra i media occidentali.
Gli Stati Uniti fanno spesso abuso di questo termine per far apparire grande la loro posizione a livello globale, spesso più grande di quanto non sia nei fatti.Una superpotenza è una parola usata per descrivere una condizione con una posizione dominante in relazioni internazionali e si caratterizza per la sua capacità senza pari di esercitare influenza o potere progetto su scala globale.
Gli anni in seguito allo scioglimento dell'Unione Sovietica sono stati caratterizzati effettivamente da un mondo unipolare, quindi dominato da una sola superpotenza nelle relazioni internazionali, la Federazione Russa durante il periodo di Yeltsin non aveva le attuali caratteristiche a livello internazione di mantenersi tale, ma i mezzi e le risorse in specialmodo l'apparato bellico e nucleare c'erano tutti, mancava solamente un leader forte come quelli che avevano accompagnato il periodo dell'Unione Sovietica.
Solo in seguito ad un duro lavoro politico ed economico ll'ex agente del KBG, Vladimir Putin, una volta essere seguito a Yeltsin, riuscì a riasseblare l'economia e la sovranità della nazione a livelli superiori di quelli che avevano accompagnato il periodo di Joseph Stalin.
Sono in molti però a dimenticare che l'Unione delle Repubbliche Sovietiche divenne una superpotenza nel vero e proprio significato del termine solo grazie al duro lavoro di un leader di ferro come Stalin.
Stalin (1878-1953) è stato il il leader dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) dal 1929 al 1953.
Sotto Stalin, l'Unione Sovietica è stata trasformata da una società contadina in una superpotenza industriale e militare.
La metà del reddito nazionale fu dedicata all'opera di trasformazione di un Paese povero e arretrato in una grande potenza industriale.
Furono fatte massicce importazioni di macchinari e chiamate alcune decine di migliaia di tecnici stranieri.
Sorsero nuove città per ospitare gli operai (che in pochi anni passarono dal 17 al 33% della popolazione), mentre una fittissima rete di scuole debellava l'analfabetismo e preparava i nuovi tecnici. Anche il secondo piano quinquennale (1933-37) diede la precedenza all'industria che compì un nuovo grande balzo in avanti
A quest'opera indubbiamente gigantesca corrisposero tuttavia un ferreo autoritarismo e un'implacabile intransigenza.
La Federazione Russa di oggi si può definire tale solo grazie al periodo in cui Stalin era alla guida dell'Unione Sovietica.
Alice Lyman Miller definisce una superpotenza come "un paese che ha la capacità di proiettare potenza e l'influenza dominante in qualsiasi parte del mondo, e talvolta, in più di una regione del globo alla volta, e quindi può plausibilmente raggiungere lo stat globale dell'egemonia .
L'Unione Sovietica comprendeva a livello mondiale un gran numero di alleati, tra cui Cuba e fu il principale vincitore della Seconda Guerra Mondiale, nota in Russia come Grande Guerra Patriotica.
La successiva guerra contro i Paesi dell'Asse nazifascista (1941-1945) costituì una pagina importantissima e decisiva della vita di Stalin.
Dopo un cedimento psicologico iniziale, di fronte alla sorpresa dell'attacco tedesco che sconvolgeva tutte le sue previsioni e i suoi piani, seppe organizzare e guidare l'Armata Rossa e l'URSS nella durissima lotta contro la Germania nazista, che metteva in pericolo la sopravvivenza stessa dello Stato bolscevico ed anche delle popolazioni sovietiche destinate.
Durante la Seconda guerra mondiale l'Unione Sovietica subì enormi perdite.
La Germania impiegò sempre il grosso delle sue forze armate in Russia e subì anch'essa gravi perdite, quasi 4 milioni di militari, cioè oltre 80% del suo totale su tutti i fronti.
Stalin diresse la lotta con determinazione e grande energia, anche se non senza alcuni momenti di pessimismo.
Col tempo si costruì anche una notevole competenza militare strategica per ammissione degli stessi esperti occidentali che lo conobbero e coordinò nel complesso con abilità le grandi operazioni strategiche ideate e pianificate da alcuni suoi competenti generali, a cui diede fiducia (come Žukov, Rokossovskij, Vasilevskij, Konev e Vatutin).
Stalin e l'Armata Rossa svolsero un ruolo decisivo nella sconfitta di Hitler e del Nazismo, prima respingendo l'attacco nazista, con la battaglia di Mosca del dicembre 1941, poi con la decisiva vittoria di Stalingrado dell'inverno 1942-1943 e il grande scontro di mezzi corazzati a Kursk; infine con le grandi offensive degli anni 1943-1945 che distrussero la potenza della Wehrmacht, fino alla conquista finale della capitale tedesca a seguito della battaglia di Berlino e del suicidio di Hitler.
L'Unione Sovietica sconfisse le principali forze del blocco hitleriano, garantendo la resa totale e incondizionata della Germania.
Le perdite umane dell'Unione Sovietica e in particolare della Russia superano di alcune volte quelle degli altri paesi (anche presi all'insieme): 27 milioni di cittadini sovietici contro 427mila americani, 412mila britannici e 5 milioni di tedeschi.
Durante la liberazione della Polonia l'esercito sovietico perse 600212 uomini (di cui 541029 furono uccisi o morirono a causa di ferite e malattie).
In Ungheria 140004 persone e quasi altrettanto in Cecoslovacchia, 69000 in Romania, 8000 in Jugoslavia, 26000 in Austria, più di 1000 in Norvegia e circa 2000 in Finlandia.
Durante i combattimenti in Germania (compresa la Prussia Orientale) le perdite dell'URSS ammontarono a 101961 persone, di cui morirono 92961.
Oltre ai 27 milioni di morti, decine di milioni di nostri cittadini russi furono feriti e mutilati.
Entro l'inizio della guerra (22 giugno 1941) nell'esercito e nella marina dell'URSS erano arruolati 4 826 907 militari.
In 4 anni della guerra furono mobilitati ancora 29 574 900 russi.
Considerando le formazioni paramilitari e i militari di carriera, questa cifra sale a 34 476 752 persone (in Germania, Austria e Cecoslovacchia, nel 1939, c'erano 24,6 milioni di maschi all'età compresa tra 15 e 65 anni). La Russia perse un terzo della sua ricchezza: 1710 città e paesi, più di 70000 villaggi, 6 milioni di edifici, 32000 aziende e 65000 km di ferrovie furono distrutti.
Anche il Giappone prima dell'attacco nucleare americano si era già arreso all'Unione Sovietica.Si può quindi definitivamente dichiarare che fu l'Unione Sovietica a vincere la Seconda Guerra Mondiale.
Oggi ci troviamo in un periodo in cui la Federazione Russa e gli Stati Uniti si trovano ancora alla pari, però sembra che in Occidente stiano decisamente perdendo terreno in politica estera.
Le ragioni sono semplici.
-La Federazione Russa persegue una politica costruttiva in tutto il territorio eurasiatico con lo sviluppo di un'infrastruttura economica chiamata Unione Economica Eurasiatica in fase di sviluppo.
-La Federazione Russa possiede un'apparato tecnologico bellico e militare e un numero di riservisti molto maggiore a quello degli Stati Uniti.
-Politicamente la Russia posside un numero di alleati a livello mondiale (BRICS e SCO) molto maggiore e militarmente molto più forte dell'asse NATO.
-Nonostante le sanzioni l'economia della Federazione Russa si trova a livelli molto superiore del periodo dell'Unione Sovietica persino rispetto al periodo di Stalin.
-La Russia possiede forti alleanze economiche e relazioni commerciali con la maggior parte dei paesi del continente eurasiatico e dell'America Latina.
-L'Unione Europea, alleata degli Stati Uniti non è in grado di competere militarmente con l'apparato militare russo.
-L'Unione Europea si trova fortemente divisa da un crescente consenso tra la popolazione verso la politica della Russia e i media e i Capi di Stato stentano a invertire la tendenza verso un'opinione negativa della Russia.
Tutti questi sono dati di fatto e il solo mezzo con la quale si tenta di arginare la Federazione Russa e tramite l'uso di una forte propaganda che condanna le azioni della Russia in Siria e in Ucraina esprimendo prove inconsistenti che la Russia stia attuando una politica aggressiva.
"Quello che sta accadendo ora con la crisi siriana, a mio parere, è senza precedenti," — ha detto la Zakharova intervenendo alla Duma.
Come osservato dalla portavoce, "l'aggressione mediatica" contro la Russia è stata suddivisa in 2 fasi: nella prima sono apparse informazioni non corrispondenti alla realtà sui passi di Mosca nel conflitto siriano.
"La seconda fase di questa aggressione mediatica intrapresa dai nostri partner occidentali è veramente senza precedenti, non mi ricordo ci sia stato qualcosa di simile contro di noi o altri Paesi; è legata al sostegno militare assicurato su richiesta di Damasco alla loro operazione antiterrorismo," — ha detto la Zakharova.
E pochi giorni dopo è successo di nuovo.
"Purtroppo dobbiamo ancora una volta constatare che ci troviamo in una nuova campagna di aggressione mediatica contro la Russia," — ha detto in una conferenza stampa la Zakharova.
La portavoce del ministero degli Esteri ha commentato come è stata raccontata dal canale televisivo "Euronews" il rapporto del Consiglio di Sicurezza olandese sulle cause dello schianto del volo MH17.
"Le posizioni di tutte le parti erano rappresentate, ovviamente mancava chi sostenesse la linea della Federazione Russa", — ha detto la Zakharova.
"Non capiamo come venga gestita la redazione. I media rispettabili invitano tutte le parti in causa quando si discute di temi controversi e delicati," — ha detto la rappresentante del ministero degli Esteri russo.
In realtà dal punto di vista della crisi in Siria, si può dire quanto segue: in 4 anni gli Stati Uniti non hanno fatto altro che appoggiare militarmente ed economicamente un'esercito di mercenari per attuare un colpo di stato in Siria, quando in realtà quest'ultimo è stato costantemente decimato dall'esercito siriano del presidente legittimo, Bashar Al Assad; in pochi giorni invece in Siria la Federazione Russa ha neutralizzato il 40% del movimento terroristico di islamisti che gli americani hanno provato ad attaccare con scarsi risultati durante questi anni.
Non sorprende che i media occidentali stiano attaccando in questo modo il ruolo russo: la Russia sta vincendo.

Le recenti parole di un senatore americano mettono forti dubbi su quanto gli Stati Uniti durante la presidenza di Barack Obama siano un partner affidabile nella lotta al terrorismo, specialmente per la questione che la Siria, come stato sovrano è sempre stato uno stretto alleato storico della Russia e sommato al fatto che l'amministrazione del presidente americano nell'arco della sua presidenza ha visto un'innumerevole serie di incidenti e dimissioni del personale, spesso in contrasto con la controversa opinione del presidente in fatto di politica estera.
Ecco la lista poco discussa del gran numero di dimissioni che hanno accompagnato la presidenza di Obama:
-Ron Kirk, è stato nominato dal presidente Barack Obama per servire come US Trade Rep e il 18 marzo 2009 è stato confermato dal Senato degli Stati Uniti in un voto 92-5 di conferma.
Il 22 gennaio 2013, Kirk ha annunciato le dimissioni come rappresentante commerciale degli Stati Uniti.
-Eric Shinseki, era il segretario del Dipartimento dei veterani, una delle più grandi agenzie del governo americano.
-Chuck Hagel, 68 anni, un repubblicano che si occupava di sicurezza nell’amministrazione.
-Dennis Blair, direttore capo dell’intelligence americana, un ruolo creato da Bush dopo l’attentato dell’11 settembre nell’intento di rafforzare e coordinare le tante forze di sicurezza statunitensi, spingendole a collaborare e scambiarsi informazioni.
-Il comandante in capo del Centro Comando, l’ammiraglio William Fallon.
-Julia Pierson travolta dai ripetuti scandali sulle gravi falle della sicurezza alla Casa Bianca, la quale ha presentato le dimissioni da direttore del Secret Service, il corpo d'elite incaricato della sicurezza del presidente degli Stati Uniti e della sua famiglia.
-Jay Carney, adetto alla Stampa della Casa Bianca.
-Eric K. Shinseki, segretario del Veterans Affairs della Casa Bianca.
-Kathleen Sebelius, segretario della Salute e dei Servizi Umani dopo numerosi problemi con il lancio del Affordable Care Act.
-Keith Alexander direttore della NSA. A seguito dello scandalo delle denunce di Edward Snowden, Alexander ha annunciato le dimissioni nell'ottobre 2013.
-Lois Lerner, corse per l'IRS, sulle organizzazioni esenti da tasse del fisco fino sue dimissioni nel settembre 2013.
-Ray LaHood, ìè stato segretario del trasporto dal 2009 fino alle dimissioni nel luglio 2013.
-Jill Sommers, è stata nominata nel luglio 2009 da Obama per servire un secondo mandato di cinque anni in qualità di Commissario della CTFC. Ha annunciato le sue dimissioni dal CFTC nel luglio 2013.
-Ken Salazar, era segretario degli Interni dal 2009 fino alle sue dimissioni nel mese di aprile 2013.
-Lanny Breuer, era sostituto procuratore generale per la sezione penale degli Stati Uniti da aprile 2009 fino al marzo 2013 quando si licenziò in seguito ad uno scandalo.
-Lisa Jackson, ha servito come amministratore della United States Environmental Protection Agency dal gennaio 2009 al febbraio 2013 quando si licenziò.
-Leon Panetta, si dimette da segretario della difesa a febbraio 2013.
-Tim Geithner è stato di US segretario al Tesoro dal gennaio 2009 dal gennaio 2013, a seguito di un periodo di lavoro come capo della New York Fed ma dopo la sua ammissione personale che non aveva alcuna esperienza reale come un banchiere si dimise.
-David Petraeus è stato direttore della CIA da settembre 2011 fino alle sue dimissioni nel novembre 2012.
La lista della personalitù importanti che hanno annunciato le proprie dimissioni o sono direttamente state liquidate sotto la presidenza di Barack Obama è da capogiro e questo spiega la ragione per la quale la politica estera americana sia tanto indebolità rispetto al passato, oltre ad un'opinione generale americana che Obama sia uno dei peggiori presidenti della storia americana.
Quello che abbiamo osservato in questi anni è un continuo rafforzamento della Federazione Russa sulla posizione globale, mentre in contemporanea dall'Europa e dagli Stati Uniti si è osservato un rafforzamento della pressione mediatica contro la Russia e i BRICS e dei tentativi di attuare Rivoluzioni Colorate in diversi paesi ostili alla politica americana.
Il risultato è che una volta scoperto come funzionano tali tentativi, paesi come Venezuela, Russia, Brasile, Federazione Russa, Iran, Pakistan e Repubblica Cinese hanno preso le eventuali contromisure mettendo al bando le ONG non governative, spesso strumento di tali azioni e rafforzato il controllo del proprio territorio.
Un'ulteriore contromisura naturale contro invece la pressione mediatica da parte del sistema occidentale è che sia il governo russo sia la popolazione russa e filorussa che popola in grande maggioranza le ex nazioni sovietiche semplicemente vive e conosce la realtà dei fatti, quindi non è condizionabile.
Le azioni dirette della Federazione Russa semplicemente dimostrano i fatti, contrariamente a come piace descriverli i media occidentali.
Uno degli esempi di propaganda non costruttiva lo possiamo osservare in Bielorussia.
Il presidente della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, è stato descritto dai media europei come "l'ultimo dittatore europeo." e nel contempo è stato usato un mezzo come il premio Nobel per la Letteratura come strumentalizzazione politica per discriminare sia il presidente bielorusso sia quello russo:
Ecco le citazioni di Aleksievic.
1. Io sostengo il mondo russo della letteratura e cultura e non quello di Putin e Stalin
2. Sostengo l'Ucraina. Piangevo guardando le foto dei "cento celesti" di Kiev sulla piazza Maidan
3. Io non sostengono l'84% dei russi che chiedono di ammazzare gli ucraini
4. la Bielorussia sarà salvata e si girerà verso l'Europa
5. Putin trascina la Russia in Siria verso un secondo Afganistan
6. Putin e Lukashenko - sono leader totalitari.

La scrittrice che lavora nella letteratura di margine ha avuto tanto successo che in Bielorussia il presidente Aleksandr Lukashenko è stato eletto per il quinto mandato con un maggior numero di voti rispetto alla precedente elezione.
"Vittoria elettorale in Bielorussia per il leader Alexander Lukashenko, che ha conquistato l'83,49 per cento delle preferenze nelle elezioni presidenziali. Lo ha annunciato oggi il presidente della Commissione elettorale centrale, Lidia Yermoshina. Con questa vittoria, Lukashenko conquista il quinto mandato consecutivo alla guida del paese, con risultati anche superiori alla precedente tornata elettorale, dove si era fermato al 79,65 per cento."La conclusione di questo testo è che la Federazione Russa è tornata alla pari degli Stati Uniti ad avere una leadership globale come superpotenza, e ciò è stato possibile solo a quel lunimirante periodo di industrializzazione da parte del leader sovietico Ioseph Stalin, in Europa non ha alcuna rilevanza di come vengano descritte le sue azioni nel mondo ciò che contano sono i fatti che dopo aver fermato il bombardamento americano in Siria nel 2011 è nuovamente sul campo a difendere gli Alleati dal movimento islamista dell'ISIS e dall'aggressione degli Stati Uniti avendo successo dove loro hanno palesemente fallito alla pari del Vietnam.

venerdì 9 ottobre 2015

IL PORTAVOCE DEL MINISTERO DELLA DIFESA RUSSO METTE A NUDO L'INGENUITA' DEGLI AMERICANI

Le dichiarazioni scettiche e di scherno dei funzionari dei ministeri degli Esteri e della Difesa dei Paesi occidentali in merito all'efficacia dei raid russi in Siria contro ISIS non sono supportate da prove e fatti concreti, ha dichiarato ai giornalisti il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo.

"Sappiamo che i nostri critici vedono i nostri materiali, li analizzano e capiscono quali danni stiamo facendo ad ISIS nella regione. Tuttavia tutti recitano pubblicamente il solito copione; "non ci crediamo" o "sono inefficaci", — ha detto Konashenkov oggi.
Ha osservato che il ministero della Difesa informa quotidianamente la comunità internazionale sulle sue operazioni contro ISIS, "indicando sulle mappe geografiche le zone dei raid e illustrando dati di controllo oggettivi sulla distruzione di depositi di munizioni e centri per la produzioni di esplosivi per gli attentatori suicidi."
"Voglio rispondere ai nostri critici: signori, per più di 1 anno avete condotto raid contro lo "Stato Islamico". Il risultato? L'area dei territori controllati da ISIS in Siria e Iraq è aumentata di molte volte," — ha detto il rappresentante ufficiale del ministero della Difesa russo.


Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20151008/1326156/NATO-USA-Terrorismo-Raid.html#ixzz3o5KaV100

martedì 6 ottobre 2015

LA BUFALA SULLE VITTIME CIVILI SIRIANE CAUSATE DALLA RUSSIA



Sono passati pochi giorni dall'inizio delle operazioni delle Forze aeree russe in Siria contro l'Isis e già sono apparse nei media occidentali e social network una serie di "prove" che gli attacchi hanno causato caos e vittime civili. Tuttavia, i media occidentali non offrono alcuna prova delle loro affermazioni.
"I rapporti di morti civili in Siria, a seguito di attacchi aerei russi sono pura propaganda", ha affermato Zajárova, oggi, in una conferenza stampa convocata d'urgenza dal Ministero degli esteri russo, in seguito ad alcune voci infondate sull'entità degli attacchi russi in Siria, e riportata da RT.

Il "semplice schema" della manipolazione delle informazioni

Spiegando come i media occidentali manipolino le operazioni russe in Siria, Zajárova ha precisato: "Lo schema è molto semplice." "In primo luogo, si prendono le dichiarazioni degli alti rappresentanti di quei paesi che non capiscono la sequenza e la logica della politica russa in questa direzione. E queste affermazioni influenzano il tono delle relazioni."
Queste dichiarazioni, indicano che "l'obiettivo principale della Russia è la rimozione dell'opposizione siriana e arricchiscono le loro affermazioni con fotografie o video che non hanno nulla a che fare con la regione, o con materiale di archivio", ha aggiunto il Ministero degli Esteri russo.
Oggi, in quasi ogni mezzo di comunicazione occidentale non è stata risparmiata la "tattica" per riferire i fatti, ha lamentato Zajárova, che ha posto il quesito:"Come può essere definito serio questo tipo di giornalismo se non vengono forniti dati e fatti verificati?"
Allo stesso tempo, si è rivolta agli alti funzionari che hanno permesso che queste dichiarazioni: "Voi, capi di stato, siete i responsabili per le loro parole. Mostraci le prove."

Raccomandazioni agli Stati Uniti quando qualcosa "sembra"

D'altra parte, Mosca è pronto in qualsiasi momento a cancellare le preoccupazioni di Washington sulle operazioni in Siria. "Per descrivere cosa sta facendo la Russia, il ministro della Difesa degli Stati Uniti usa parole come" forse "," probabilmente "," sembra ". Voglio dire, non stiamo parlando del ministro della Cultura e dello Sport e del Turismo. È 'il ministro della Difesa", ha affermato Zajárova .

A questo proposito, ha ricordato che "abbiamo ristabilito un canale di comunicazione con gli Stati Uniti attraverso il Ministero della Difesa e le agenzie di difesa dei due paesi. Quando qualcosa viene in su come" forse "," probabilmente ","  allora "Si può sempre comunicare per telefono per dissipare i dubbi e solo allora offrire al pubblico una valutazione precisa ed accurata", ha consigliato.

"Non ci sarà alcuna operazione di terra in Siria"

"Non ci sarà alcuna operazione di terra in Siria da parte dell'esercito russo". Nel corso della conferenza stampa è stata ribadita la ferma posizione diplomatica di Mosca dal promo giorno delle operazioni aeree in Siria contro i terroristi dell'Isis.

In questo contesto Zajárova ha precisato che "Mosca non farà alcuna campagna per coinvolgere volontari in Siria."

La Russia non entrerà a far parte della coalizione anti-terrorismo degli Stati Uniti

La Russia non ha intenzione di unirsi alla coalizione antiterrorismo organizzata dagli Stati Uniti, in quanto, Mosca ritiene che le azioni di Washington in Siria sono illegali ed effettuate senza il consenso del Governo siriano e senza l'approvazione del Consiglio di sicurezza del Consiglio delle Nazioni Unite. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri russo.

"Noi rifiutiamo questo: partecipare alle operazioni illegali significa avevre la stessa posizione di dieci anni fa, durante la guerra in Iraq e la posizione che abbiamo preso qui è la stessa: .. Non partecipiamo a qualcosa che è illegale, senza una decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o il consenso della capitale [Damasco] ", ha sostenuto Zajárova.

Il segreto del successo delle operazione anti-terrorismo russe in Siria

Inoltre, Maria Zajárova ha rivelato la strategia dell'intervento russo in Siria contro l'Isis, realizzato su richiesta della Siria e delle esigenze dell'esercito siriano che agisce contro sul campo di battaglia contro l'Isis.

"In un anno di azioni attive della coalizione, l'Isis non ha perso terreno, mentre il numero e l'entità dei loro crimini è cresciuto", ha concluso il portavoce ufficiale del ministero degli Esteri russo.


Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=12903

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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