ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


Visualizzazione post con etichetta democrazia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta democrazia. Mostra tutti i post

lunedì 3 novembre 2014

LA RINASCITA DELLO STATO DI "NUOVA RUSSIA"


Per Osservare le elezioni nell’autoproclamata Repubblica popolare sono giunti quasi 70 osservatori provenienti dalla maggior parte dei Paesi europei e anche dagli Stati Uniti, ha riportato l’ufficio stampa della Repubblica separatista.
Nel frattempo, Alessandro Musolino, membro del partito "Forza Italia" che è giunto a Donetsk come osservatore, ha detto che dai primi minuti della sua permanenza vede cose opposte a quanto riportato dai media occidentali. "Dobbiamo rispettare la libera scelta degli altri", ha detto il politico italiano.
Nonostante ciò sia gli Stati Uniti sia l'Unione Europea si sono rifiutati di riconoscere tali elezioni politiche che hanno visto la vittoria dell’attuale Premier della Repubblica Popolare di Donetsk (Ucraina orientale) Alexander Zaharchenko. Secondo la CEC, la Commissione Elettorale Centrale, dopo lo scrutinio del 100% dei protocolli, hanno votato per lui 765.340 persone.
Il secondo posto va al vice Presidente del Parlamento dell'Unione della Nuova Russia Alexander Kofman, che ha ricevuto 111 mila voti. Alle votazioni hanno partecipato 1 milione e 12mila elettori, di cui 104.540 hanno votato a distanza. Alle elezioni per il Consiglio del Popolo è in testa il partito "Repubblica di Donetsk", il cui elenco è guidato Zaharchenko.
Il partito ha ottenuto 662 mila voti. Secondo il CEC, durante le elezioni non vi sono state violazioni che avrebbero potuto influenzare il corso del voto.

L'attuale presidente dell'Ucraina occidentale, Poroshenko,afferma che Kiev non riconosce i risultati delle elezioni.
Ha detto che i principali Paesi del mondo e le organizzazioni internazionali hanno condannato queste elezioni.
Le ragioni per la quale tali elezioni non sono state riconosciute a differenza di quelle ucraine, sta nel fatto che l'Occidente preferisce sostenere quella minoranza che vuole aderire all'Unione Europea, ignorando quell'altra metà a maggioranza russa che invece ne è contraria.
A tal modo se la Federazione Russa subirà ulteriori sanzioni o se tali elezioni regolari non verranno riconosciute dall'Unione Europea, si potrà notare come l'Unione Europea appoggiata dall'Alleanza Atlantica e dagli Stati Uniti punti principalmente ai propri interessi scavalcando chi le si oppone, come si è dimostrato più volte nei mesi scorsi con il massacro di migliaia di civili russi da parte del governo di Kiev.
Le ragioni che hanno spinto i russi dell'Ucraina orientale ad armarsi per difendere la propria legittimità.
Ormai è acqua passata, in quanto il presidente Petro Poroshenko ormai non ha più alcuna legittimità nell'Ucraina orientale di fatto in passato chiamata Nuova Russia,il cui stato sembra essere rinato.
Le autorità europee hanno confermato che le elezioni del risorto stato della Nuova Russia sono state trasparenti, regolari e democratiche di conseguenza ora la geografia dell'Ucraina è stata ridisegnata dalla stessa differenza etnica che la caratterizzava.
-Le elezioni nella Repubblica popolare di Donetsk sono aperte e nessuno preme sugli elettori.
Lo ha dichiarato l'eurodeputato francese Jean-Luc Shaffhauser.
Secondo lui, "le autorità di Kiev devono riconoscere il processo democratico che si svolge sul territorio".


-Durante le elezioni presidenziali e dei Deputati del Consiglio del Popolo e della Repubblica Popolare di Donetsk non sono state segnalate violazioni del processo elettorale.
Lo ha riferito il personale della "hotline" della CEC (Commissione Elettorale Centrale) della Repubblica Popolare di Donetsk. Il Senatore italiano Lucio Malan, che si trova a Donetsk in veste di osservatore, ha osservato che sono stati rispettati tutti gli standard delle elezioni. La sua opinione è sostenuta da Mateusz Piskorski, osservatore polacco e rappresentante del Centro Europeo per l'Analisi Geopolitica.

-Gli osservatori europei affermano che elezioni nella Repubblica Popolare di Donetsk siano state caratterizzate dalla trasparenza e dal carattere democratico. Il Deputato francese dell’Europarlamento Jean-Luc Shaffhauser ha dichiarato che a Donetsk i risultati delle elezioni riflettono pienamente le reali aspirazioni del popolo.
Secondo il Senatore italiano Lucio Malan, il voto è del tutto coerente con gli standard internazionali, per quanto riguarda l’osservanza della segretezza e l'indipendenza. Ha anche sottolineato l’impressionante numero di elettori, nonchè che l'atmosfera alle votazioni era totalmente tranquilla e non vi è stata alcuna pressione. "Ci auguriamo che questo voto possa dare la pace nella regione" ha detto l'osservatore.

Questa è l'attuale nuova mappa dell'Ucraina.










Riferimenti:
LA VOCE DALLA RUSSIA
LA VOCE DALLA RUSSIA
LA VOCE DALLA RUSSIA
LA VOCE DALLA RUSSIA
LA VOCE DALLA RUSSIA

giovedì 30 ottobre 2014

LA LEGGITTIMITA' DEI FILORUSSI E DEI TERRIRORI DEL SUD EST UCRAINO


Il riconoscimento da parte della Russia delle elezioni presidenziali e parlamentari delle autoproclamate Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk non solo non favorisce la cancellazione delle sanzioni UE, ma può comportare l'introduzione di nuove misure, ha dichiarato il portavoce della UE in Russia Vygaudas Ušackas nel corso di una conferenza stampa a Mosca.
Secondo il diplomatico, la UE è perplessa dai piani della Russia di inviare osservatori nel Donbass per riconoscere queste elezioni.
In precedenza il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov aveva dichiarato che la Russia riconosce le elezioni che si svolgeranno il 2 novembre nei territori delle Repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk.
L'errore che l'Unione Europea sembra non riconoscere è il fatto che l'Ucraina è uno stato diviso su due maggioranze: nelle regioni ad est troviamo una popolazione a maggioranza di lingua e origine russa, nelle regioni occidentali invece prevale quella ucraina come si evince dalla mappe sottostanti.

Di conseguenza l'Ucraina con una simile divisione etnica non potrà mai interamente aderire all'Unione Europea, i combattimenti che hanno avuto luogo nelle regioni a maggioranza russe a difesa della propria nazionalità sono una conseguenza delle pressioni occidentali sulla parte a maggioranza ucraina, il cui governo di Kiev ha tentato di sedare con l'uso delle armi da fuoco con il massacro di centinaia di civili russi.
La soluzione permane che resta l'obbligo di rispettare la legittimità delle popolazioni russe che vogliono annettersi alla Russia, in tal caso gli USA e la NATO piuttosto che imporsi sul governo russo dovrebbero risolvere la questione in base alle volontà delle popolazioni territoriali.
Al tale riguardo si può anche sentire il parere del professor Aleksandr Dugin, filosofo e politologo.
Aleksandr Dugin insegna all'università statale di Mosca, parla una decina di lingue, padroneggia la filosofia e la logica, cita con la stessa competenza Derrida e Lev Gumilëv:
"L’Ucraina di oggi è uno Stato che non è mai esistito nella storia. Si tratta di una nuova entità. Questa entità ha almeno due parti completamente diverse. Queste due parti hanno un’identità e una cultura diversa. C’è l’Ucraina occidentale, unita nella sua identità all’Europa orientale. La stragrande maggioranza delle persone che vivono in Ucraina occidentale si considera europea dell’Est. E tale identità si basa sul rifiuto completo di qualsiasi idea panslava con la Russia. I russi sono considerati nemici esistenziali. Possiamo dire così: odiano i russi, la cultura russa e, naturalmente, la politica russa. Ciò è una parte importante della loro identità."
Di conseguenza qualsiasi opinione abbia l'Occidente sulla cosiddetta integrità dello stato ucraino, si basa arbitrariamente solo sulla metà favorevole ad una visione occidentale, ignorando volutamente e con l'uso delle armi da fuoco la metà russa di cui è parte.
Una democrazia strumentalizzata.







Fonti:
La Voce dalla Russia
https://aurorasito.wordpress.com/2014/01/29/uniti-dallodio/

martedì 18 marzo 2014

MOLDAVIA: ANCHE LA TRANSINISTRIA DECIDE DI ADERIRE ALLA FEDERAZIONE RUSSA


La Transnistria chiede di prevedere nella legislazione russa la possibilità di adesione della repubblica non riconosciuta alla Russia. Questo appello è stato ricevuto dal presidente della Duma di Stato Sergej Naryshkin da parte del Consiglio Supremo della repubblica non riconosciuta della Transnistria. L'ha inviato il presidente del consiglio Mikhail Burla.
Nel 2006 al referendum in Transnistria a favore dell'adesione alla Russia ha votato il 97,2% degli elettori, ha ricordato Burla. E' stato già approvata in prima lettura la legge costituzionale sul riconoscimento della legislazione russa come parte della legislazione transnistriana. In Transnistria ufficialmente la lingua nazionale è il russo, vi abitano 200 mila cittadini russi.


Fonte: http://italian.ruvr.ru/news/2014_03_18/La-Transnistria-seguendo-la-Crimea-vuole-aderire-alla-Russia-3538/

I CINQUE ERRORI PROPAGANDATI DALL'OCCIDENTE SULLA CRIMEA

Ecco, dunque, le cinque bugie più frequenti sulla Crimea che avete letto in questi giorni:

«Putin ha invaso la Crimea, inviando decine di truppe sul posto e violando la sovranità nazionale dell’Ucraina. I suoi soldati hanno occupato scuole, aereoporti e uffici statali»
Per chi non lo sapesse, la Crimea è una zona strategica non solo economicamente (da lì potrebbe passare il gasdotto russo South Stream con un notevole abbattimento dei costi di costruzione), ma anche militarmente. Sul mar Nero la flotta navale russa è lì dai tempi di Caterina II, pressappoco duecento anni fa. L’ultimo accordo stipulato tra Russia e Ucraina prevede la presenza dell’esercito russo sul territorio della Crimea per un massimo dodici mila uomini. Dunque, parlare d’invasione è un’inesattezza.

«Il referendum tenutosi il 16 marzo è incostituzionale e illegale. Viola la Costituzione ucraina e la sua integrità territoriale»
Tra tutte, questa è la peggiore. Come si può definire illegale e incostituzionale un referendum? E’ un controsenso. La Costituzione ucraina in questo senso parla chiarissimo. All’articolo 5 c’è scritto che il popolo è l’unico ad avere la “sovranità”. E “l’unica fonte di potere in Ucraina” e questo potere viene esercitato direttamente. Cos’è dunque ad essere illegale, secondo Ue e Usa? La democrazia? La volontà popolare? E allora il Kosovo?

«No, ma Kosovo e Crimea non sono assolutamente paragonabili. Non diciamo stupidaggini. Due cose assolutamente diverse tra loro»
Le analogie tra le due secessioni (Kosovo-Serbia vs Crimea-Ucraina) sono piuttosto evidenti. Che poi non si voglia vederle, è un altro discorso. Si tratta di secessioni unilaterali scaturite per motivi etnico-culturali (e per interessi sovranazionali). Nemmeno a Pristina avevano il consenso di Belgrado, eppure Usa e Ue in quell’occasione non batterono ciglio, anzi.

«La gente è stata costretta a votare per l’annessione alla Russia, ma in realtà vogliono stare con l’Ucraina»
Un’analisi corretta della vicenda comporta, come minimo, uno sguardo alla composizione demografica della regione in questione. L’ultimo (e unico) censimento fatto dalla Repubblica Ucraina nel 2001 (il prossimo è previsto nel 2016) è piuttosto eloquente: in Crimea (esclusa la città di Sebastopoli, che ha sempre avuto status particolare, dove i russi sono il 72% della popolazione) vivono il 58,3% di russi, il 24,3% di ucraini, il 12,1% di tatari. Tralasciando il fattore tempo (in 13 anni la demografia cambia, dunque i russi potrebbero anche essere sensibilmente aumentati e questo potrebbe avere determinato il risultato schiacciante che abbiamo visto), è impensabile ipotizzare che la maggioranza russa possa aver votato l’annessione alla propria patria sotto la minaccia di fucili e pistole, come hanno voluto far credere in molti. L’Ucraina è storicamente e culturalmente divisa in due blocchi: est e ovest. I primi filorussi, i secondi filoeuropei. Se a Lviv (estremo ovest), culla del nazionalismo ucraino, tenessero un referendum simile, vincerebbe il no con il 100% dei voti. E nessuno griderebbe allo scandalo.

«Putin vuole conquistare tutta l’Ucraina, è un dittatore spietato con mire espansionistiche come Hitler»
Putin non sa che farsene dell’Ucraina e l’ha detto anche durante l’odierno intervento con il quale ha chiesto al Parlamento russo di accettare l’annessione della Crimea. Questo perché anche economicamente l’Ucraina è un paese diviso in due blocchi: sempre est e ovest. Il primo pieno di industrie e materie prime, il secondo no. E non è difficile immaginare quale sia la parte che rientra tra le mire del presidente russo.

Fonte:http://www.qelsi.it/2014/crimea-le-cinque-bugie-piu-frequenti-della-stampa-internazionale-su-putin/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

INDIRIZZO E-MAIL

Per contattarmi:

angelfallendark@hotmail.it


Cerca nel blog

Lettori fissi

Archivio blog