ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 3 febbraio 2017

IL MEDIO EUROEVO


Riflettiamo su una questione molto semplice, cosa ha prodotto l'L'Unione Europea ai 27(-1) Paesi membri che la compongono?
Tutto inizia con il successo del referendum inglese di lasciare il cosidetto mercato unico europeo e la stessa Comunità Europea.
La strada per il divorzio ha avuto inizio con Heath, che ha detto in una trasmissione televisiva, Gennaio 1973:
"Ci sono alcuni in questo paese che temono che ad andare in Europa, saremo in qualche modo a sacrificare l'indipendenza e la sovranità. Questi timori, non ho bisogno di dire, sono del tutto ingiustificati."
Tuttavia, il blocco si è trasformato dall'essere un blocco commerciale - basato sulla vecchia europa del carbone e dell'acciaio (CECA) e la Comunità Economica Europea (CEE), formato da Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Germania Ovest nel 1951 e 1958, rispettivamente, - ad un blocco più politico sotto controllo del Trattato di Maastricht del 1992, che ha istituito l'Unione Europea nel 1993.
Il trattato di Maastricht - firmato da un altro conservatore primo ministro, John Major - ha portato ad un'ulteriore controllo e integrazione dell'UE, maggiori poteri per il Parlamento, nonché la creazione della moneta unica dell'euro. Tuttavia, il Regno Unito non è andato insieme a tutti del Trattato di Maastricht. Né ha un account con altri emendamenti.
Da allora le creazione di regole e la formazione di un sistema di politiche sempre più rigoroso all'interno dell'Europa ha sottratto sempre più liquidità e flessibilità agli altri Paesi, arrivando così a limitarne persino le azioni politiche di ognuno di essi senza chiedere il permesso all'Europa.
Il cosidetto motto "Ce lo chiede l'Europa" è direttamente un enfasi di quello che oggi è l'Unione Europea, un regime di regole talmente fitto da non necessitare nemmeno di una politica autoritaria per limitare la decisioni sovrane dei Paesi membri.
Eppure quando Donald Trump ha fatto una recente osservazione circa l'euro ha confermato chiaramente chi ha guadagnato con l'avvento della cosidetta moneta unica.

Il capo del Consiglio per il Commercio di Donald Trump, ha fatto un'osservaziona alla Germania e l'euro lanciando accuse di sottovalutazione che solitamente l'amministrazione Usa riserva alla Cina.
In un'intervista al Financial Times, Navarro ha definito l'euro "un marco tedesco" fortemente sottovalutato, del quale Berlino si avvantaggia nei confronti degli Usa, ma anche nei confronti dei suoi partner dell'area euro.
La realtà dei fatto è che di tutti i Paesi che in tutta la zona-euro ci hanno guadagnato di più sono in particolare quelli tedeschi, ma più di tutti proprio la Germania.
Le mappe regionali in Europa del PIL dal 2000 in poi mostrano che la Germania si “arricchisce”, mentre rallentano le ex-aree produttive dell’Eurozona (in primis il Nord Italia).
Quali aree d’Europa c’hanno guadagnato e quali c’hanno rimesso con l’Euro?
Per rispondere a questa domanda, utilizziamo un parametro: il Prodotto Interno Lordo procapite a parita’ di potere d’acquisto.
Partiamo dal Periodo 2000-2008:
– L’area d’Europa che s’e’ maggiormente impoverita e’ il NORD ITALIA; seguono a ruota le regioni industriali e piu’ avanzate della Francia
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: EST EUROPA, Grecia e le regioni meno avanzate della Spagna
In sintesi si sono impoverite maggiormente le regioni forti ed industriali, competitors della Germania, e si sono arricchite maggiormente alcune aree piu’ remote ed arretrate dell’Europa, guarda caso esattamente le aree dove maggiore e’ stato l’afflusso di capitali esteri, spesso spinte da bolle immobiliari.

Ora vediamo il Periodo 2008-2011:
– Le aree d’Europa che si sono maggiormente impoverite sono quelle PERIFERICHE
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: GERMANIA ed alcune nazioni ad essa connesse
In sintesi si sono impoverite ancora una volta le regioni forti ed industriali, competitors della Germania, e con esse hanno fatto un balzo all’indietro le aree dove precedentemente erano arrivati copiosi capitali esteri e dove con la crisi sono fuggiti, e sono esplose le bolle immobiliari. A questo punto la Germania ed alcune piccole nazioni limitrofe si arricchiscono.
Non abbiamo una Mappa disponibile per il Periodo 2011-2014, ma possiamo dirvi che in conclusione:
– Le aree d’Europa che si sono maggiormente impoverite sono quelle PERIFERICHE dell’Eurozona
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: GERMANIA ed alcune nazioni ad essa connesse, nonche’ le nazioni fuori dall’Eurozona
Tra il 2000 ed il 2014, nel complesso il prodotto interno lordo procapite a parita’ di potere d’acquisto vede:
- Un ‘arricchimento della GERMANIA e di alcune piccole nazioni collegate
- Un’impoverimento evidente dei maggiori Competitors continentali della Germania, aree forti economicamente dell’Eurozona, a partire dal NORD ITALIA, ma anche CATALONIA, OLANDA, IRLANDA e FRANCIA del Nord Est.
Al di fuori di questo perimetro, rallentano Grecia e Sud Italia e si rafforzano alcune nazioni dell’Est Europa che generalmente non adottano l’Euro.
Ad oggi lo scenario che sta emergendo in generale sulla Comunità Europea è quello di un'area continentale che sta economicamente morendo a vantaggio di una sempre più crescente potenza economica che è la Germania e altri Paesi tedeschi del Nord Europa.
La situazione che si sta venendo a produrre da alcuni anni è quella che Paesi come Grecia, Italia, Spagna, Portogallo ecc stanno vivendo quello che risulta essere un gigantesco esodo verso Paesi economicamente più affidabili.
Italia:Nel 2015 il numero di italiani che sono fuggiti all'estero sono stati 107mila, soprattutto gli under 35.
Nel primo gennaio 2016 una stima più di lungo termine ha calcolato 4.8 milioni (4.811.163), con una crescita del 3,7% rispetto l’anno precedente (+174.516 unità).
Chiaramente la nuova generazione di europei se ne sta andando in Paesi più consoni alle loro necessità.
Per contro ormai dal 2014 ad oggi la Comunità Europea ha favorito, incentivato e promosso una massiccia immigrazione di extracomunitari, un mix di profughi e immigrati illegali per renderne più difficile la distinzione dai Paesi africani e dalla Siria arrivando a promuovere programmi di finanziamento e integrazione dal costo di diversi miliardi di euro.
La cifra ormai del numero di extracomunitari arrivati in Europa è attorno ai 2 milioni.
Il numero di crimini legati da parte di extracomunitari verso le comunità locali si è tradotto in un ondata di auto incendiate negli ultimi anni nelle principali città svedesi; aumento delle aggressioni a sfondo sessuale tra Germania, Austria, Svezia e Finlandia; un certo numero di attentati in Francia, Belgio e Germania .
La sicurezza all'interno della Comunità Europea ha mostrato di non saper controllare questi fenomeni, nonostante le numerose dichiarazioni che vengono fatte per tutelare l'immagine.
Ma a preoccupare è semmai il panorama continentale che si è venuto a creare.

-Sulla Catena Alpina il risultato dalla carenza di finanziamenti ad infrastrutture ha portato le aree di montagna a spopolarsi dove specialmente la nuova generazione si sposta nelle aree urbane dove vi è una maggior probabilità di trovare lavoro, ma questa è anche una tendenza naturale del maggior sviluppo.

-In Grecia, a causa delle restrittive politiche europee, l'aumento delle tasse e la povertà diffusa in quella che una volta era un'economia prospera i greci ora sono letteralmente costretti a mangiare gli avanzi dei profughi immigrati.

-In Italia il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni risale a dicembre superando quota 40%. È quanto rileva l'Istat spiegando che la quota di disoccupati sul totale degli attivi in quella fascia di età (occupati e disoccupati) a dicembre è al 40,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese precedente, al livello più alto da giugno 2015.

-I paesi ex-comunisti che hanno aderito all'Unione europea dal 2004 in poi hanno sognato di trasformarsi rapidamente nella Germania o nella Gran Bretagna.
Invece, molti dei loro lavoratori stessi sono costretti a trasferirsi in Germania o in Gran Bretagna.
La popolazione in età lavorativa della Lettonia è scesa di un quarto a partire dal 2000; un terzo di coloro che si è laureato presso l'Università tra il 2002 e il 2009 era emigrato dal 2014.
I sondaggi di studenti di medicina bulgari mostrano il piano del 80-90% di loro di emigrare dopo la laurea.
La perdita di lavoratori della Lituania è costosa, dice Stasys Jakeliunas, un economista.
Le rimesse e i fondi UE per gli aggiornamenti delle infrastrutture hanno aiutato, ma la carenza di manodopera scoraggia gli investimenti stranieri e la crescita economica.
Secondo FMI, in alcuni paesi dell'Est Europa, l'emigrazione ha rasato 0.6-0.9 punti percentuali di crescita annua del PIL nel 1999-2014.

Sotto molti punti di vista l'Unione Europea si è manifestata un sistema politico di controllo che vincola, limita e controlla i suoi Paesi membri, ma quello che non ci si è resi contro è che la Germania sta guadagnando pericolosamente influenza sull'interno Vecchio Continente.
Un'Europa con un debole PIL e una società divisa e condizionata da sistemi mediatici che promuovono tale sistema come esempio da seguire sono in grado di mantenere lo status quo per molto tempo, mentre lo stesso sistema sociale con piccoli ma costanti cambiamenti continua a indebolirsi anche nei cambiamenti politici.
Per esempio, in Grecia la popolazione sembra essersi abituata alla povertà quotidiana, in Italia invece la popolazione si è abituata ad aver avuto Quattro Legislature, ovvero quattro Presidenti del Consiglio, mai eletti alle urne in mezzo decennio e l'economia italiana a differenza del resto del mondo resta stagnante come la media dell'eurozona.
Tale status quo delle cose sembra destinato a continuare anche quando la stessa Unione Europea ha manifestato in appena tre anni un segnale forte che le sue fondamente non sono così solide come si pensava, semmai è inclinata a picco sull'oceano in progressiva fase di affondamento.

I cinque sistemi di allarme sono già tutti attivati:
-In un solo anno e mezzo: Islanda, Svizzera e Turchia hanno ritirato la domanda di adesione all'Unione Europea.
-L'Inghilterra ha iniziato le fasi di separazione dell'Unione Europea.
-In tutti i Paesi europei sta crescendo un forte senso di opposizione al sistema europeo.
-Il sistema politico che gestisce l'Unione Europea si limita alla continuità ma non possiede alcuna prospettiva politica sul futuro, sommato al fatto che l'economia e l'occupazione continano circa allo stesso livello ogni anno.
-Nel 2017 si terranno le elezioni politiche in diversi Paesi principali dell'Unione Europea: Olanda, Francia, Repubblica Ceca e Germania e in ognuno di questi Paesi i sondaggi danno un forte consenso ai partiti di formazione nazionalista.
Come a sottolineare questo fatto recentemente il parlamento europeo ha fatto una dichiarazione la quale da sola dice molto.
Alla Commissione europea, dopo una promessa generica di intervento del presidente lussemburghese Jean-Claude Juncker, il commissario estone Andrus Ansip ha annunciato interventi sui vari Facebook, Google o Twitter, qualora questi social network non introducano adeguati controlli per impedire la circolazione in rete di notizie ipoteticamente false.
Oltre alla Germania, vari governi Ue appaiono favorevoli ad approvare una legislazione europea per arginare la cosidetta disinformazione tramite i social network.
Numerosi premier europei si sono allertati dopo quanto è successo nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, dopo la vittoria del repubblicano Donald Trump.
Ma in alcune capitali Ue non vorrebbero rischiare le polemiche e le proteste del popolo della rete, che scaturirebbero in caso di restrizioni della libertà di far circolazione le notizie sul web. Per questo la Commissione europea intenderebbe iniziare a fare pressione sui principali social network per convincerli ad attuare un «codice di condotta» contro i tentativi di disinformazione sul web.
Il commissario Ue Ansip ha però ammonito che, se i vari Facebook, Google o Twitter non si assumeranno maggiori responsabilità nel controllare le notizie che consentono di diffondere, l’alternativa saranno gli interventi di Bruxelles. «Sono preoccupato, e tutti sono preoccupati, dalle notizie false, specialmente dopo le elezioni negli Stati Uniti — ha dichiarato Ansip al quotidiano britannico «Financial Times» —. Credo fermamente nelle misure di autocontrollo. Ma, se sarà necessario qualche tipo di chiarimento, saremo pronti».
Una palese minaccia che dimostra quanto la crisi di credibilità da parte della gente abbia allarmato i palazzi del potere europeo che stanno lentamente perdendo i loro interessi.
Un fatto positivo ma che sicuramente si cercherà di evitare.
Sicuramente la situazione di disagio non proviene dalla notizie false ma dai danni di chi ha fatto irresponsabili scelte a danno e spese degli europei.



mercoledì 1 febbraio 2017

IL REPENTINO COLLASSO DELLE INCOMPETENTI SINISTRE EUROPEE


MADRID - Dopo aver conquistato al'epoca l'attenzione dei media italiani che osannavano le "doti" di Renzi portato ad esempio tanto in Spagna quanto in Francia, la foto che ritrae assieme Matteo Renzi, Manuel Valls e Pedro Sanchez, offre questa mattina al quotidiano spagnolo El Pais lo spunto per tracciare un possibile scenario politico nazionale, oltre che per descrivere le alterne e declinanti fortune della sinistra europea.
E' una foto che ritrae i "tre angeli caduti" - ma meglio sarebbe dire i "tre tromboni trombati" tutti con "camicia bianca e blue jeans" e lontani "dalla catastrofe che si sarebbe avvicinata" a loro e ai loro schieramenti politici della cosiddetta sinistra europeista sì, ma inchinata al dominio tedesco sulla Ue, al punto d'andare periodicamente in "visita" alla corte della "regina Merkel" e del suo feroce ministro Schaeuble.
"L'ex presidente del Consiglio italiano - scrive El Pais - ha sofferto il trauma della sconfitta referendaria, mentre Valls alle primarie socialiste francesi e' stato bruciato da Benoit Hamon, interprete di una linea radicale e antisistema che sfida da sinistra il populismo occidentale".
"Hamon - ricorda il quotidiano spagnolo - ha votato contro la Costituzione europea nel 2005 (che comunque venne bocciata da mezza Europa) e si direbbe che ha rafforzato le sue posizioni a contatto con la sinistra iconoclasta. Una linea nella quale si colloca la pur breve esperienza di Bernie Sanders negli Stati Uniti e il leader dei laburisti Jeremy Corbyn, uscito vincente dal confronto con il candidato dell'apparato di partito, Andy Burnham".
"In un congresso convenzionale - spiega El Pais - Hamon avrebbe perso, ma l'apertura delle primarie rende molto meno rilevante il potere dell'apparato". Quindi per questi due soggetti del terzetto il futuro politico è oscuro e potrebbe essere ormai "compromesso".
E quello dello di Pedro Sanchez?
"Il terzo protagonista della foto, Pedro Sanchez, ha lasciato la segreteria del Psoe protestando per la scelta di favorire con l'astensione in Parlamento la nascita del secondo governo popolare di Mariano Rajoy, governo debolissimo, di minoranza, ma pur sempre un governo dopo quasi una nno di vuoto parlamentare e con la prospettiva di una terza tornata elettorale in Spagna nell'arco di 13 mesi".
"Sanchez - precisa El Pais - era un sostenitore entusiasta di Renzi e Valls, condivideva con entrambi l'idea di un socialismo senza complessi, non di rottura ma di conquista del centro. Ma a differenza loro, Sanchez e' sopravvissuto e lanciandosi alle primarie della prossima primavera, non sembra aver remore nel piegarsi per convenienza o convinzione è difficile dire, alla 'dottrina Hamon'. Tecnicamente significa - conclude El Pais - avvicinarsi a Podemos. Strategicamente, approfittare del cortocircuito che esiste tra i quadri del Psoe, rappresentati dalla candidata 'ufficiale' Susana Diaz, e i militanti. Sanchez non e' tanto il leader di questa militanza disillusa, quanto l'unico candidato che la rappresenta. Ed e' in questo spazio che puo' avere fortuna la sua personale redenzione"

Fonte:http://www.ilnord.it/c-5167_LO_SCHIANTO_DELLE_SINISTRE_RENZIANE_IN_TUTTA_EUROPA_VALLS_BOCCIATO_SANCHEZ_CACCIATO_ORA_SI_RIPRESENTA_ULTRASINISTRO

giovedì 24 novembre 2016

IL DITTATORE UCRAINO IN CRISI VA A BRUXELLES

Per Kiev le cose non si mettono bene: alle elezioni in Moldavia e Bulgaria hanno triofato due presidenti filo-russi, alle primarie francesi ha vinto un candidato vicino a Mosca e nella lista delle priorita del presidente eletto degli Usa Donald Trump non figura la questione ucraina. Lo riporta oggi il quotidiano francese Le Monde.

Dopo tre anni dalla rivoluzione ucraina, che ha portato al potere Petro Poroshenko ed è costata la vita a dieci mila persone, la situazione in Ucraina non è migiorata. La pubblicazione nota che la svolta, consistente nella realizzazione degli accordi di Minsk, non è stata ancora intrapresa. Oggi Poroshenko si è recato a Bruxelles per difendere gli interessi ucrainia. Inoltre, dopo la vittoria di Trump alle presidenziali americane e la sua chiara posizione nei confronti di Putin, gli ucraini temono che il loro paese possa essere "sacrificato sull'altare del realismo". Kiev non naviga in acque tranquille. Oltre alla minaccia d'oltre oceano, anche nelle vicine Moldavia e Bulgaria così come in Francia si sono affermati leader apertamente filo-russi. La pubblicazione ricorda che il 18 novembre il presidente uscente degli Usa Barack Obama ha sottolineato la necessità delle sanzioni contro Mosca. Egli vorrebbe raggiungere la soluzione della crisi ucraina entro la fine del suo mandato (gennaio 2017), perché si è reso conto che la questione non rientra nella lista delle priorità del suo successore. D'ora in poi la responsabilità grava sulle spalle dell'Europa e quest'ultima non può evitarlo.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201611243677807-ucraina-poroshenko-bruxelles/

mercoledì 23 novembre 2016

SCIOGLIERE L'UNIONE EUROPEA

Se un sistema economico e politico di un'unione di Paesi comprenderebbe di essere al capolinea della propria esistenza, cosa farebbe l'organo centrale che lo dirige?
La cosa più ovvia è quella di prendere delle contromisure per arginare il danno o piuttosto impedire il proprio capolinea.
L'Unione Europea sta procedendo esattamente in questa direzione, in quanto anche se non sarà mai ufficialmente dichiarato sta seriamente avvicinandosi a un vero e proprio declino non solo economico ma nello stesso modo in cui fece l'URSS due decenni fa.
E' sciocco fare un paragone tra i due blocchi geopolitici, ma è reale che l'Unione Europea di per se non rappresenta niente e proprio per tale ragione sta scomparendo.
Il primo segno di questa scomparsa è stato il successo della Brexit, quando la maggioranza della popolazione del Regno Unito ha scelto per l'indipendenza dall'Unione Europea nel giugno 2016, da allora le previsioni di un declino economico dell'Regno Unito si sono dimostrate semplicemente sbagliate, in quanto l'economica non solo si è ripresa alla grande e il Fondo Monetario Internazionale prevede che quest'anno 2016 il Regno Unito sarà l'economia in più rapida crescita dei principali Paesi industriali del G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti).Un'altro segno indelebile di un radicale cambiamento di mentalità all'interno dell'Unione Europea è stata l'ascesa grazie al consenso della popolazioni europee dei Movimenti Nazionali, quali Front National, Alternativa per la Germania, Freiheitliche Partei Österreichs (FPO) ecc i quali hanno intenzione di garantire una stretta sull'immigrazione di extracomunitari illegali sprovvisti di documenti che in predecenza era già stata favorita dall'incompetente Primo Ministro della Repubblica Italiana, da un'altro incompetente presidente della Comissione Europea, Claude Junker e infine da Angela Merkel che ha accolto a danno della popolazione tedesca oltre un milione di extracomunitari a danno della popolazione tedesca.
Perchè a danno della popolazione tedesca? Per la ragione che nel periodo di capodanno 2016, la Germania è stata vittima di un'ondata di aggressioni a sfondo sessuale da parte di extracomunitari, numerose le testimonianze, ma il caso più noto a tutti è Colonia.
Uno degli effetti di questa politica a porte aperte a danno dei tedeschi è stato il fatto che ora una vasta percentuale di tedeschi hanno intenzione di lasciare il Paese, in quanto ormai diventato sempre più invivibile.
Osservatori russi hanno detto che gli eventi sembrano degenerare in una situazione spiacevole in cui "I tedeschi sono trasformati in stranieri nel proprio paese, senza alcun miglioramento della situazione in qualsiasi punto di vista ... La triste ironia è che i tedeschi disincantati sono stati costretti a lasciare il Paese, perché la Merkel non vuole lasciare l'ufficio. Gli immigrati provenienti dalla Germania si sentono in un senso di disperazione, vedendo come il governo distrugge il proprio paese e la sua storia, con la sua politica di immigrazione suicida ".
Uno spaventoso aumento della criminalità da parte di extracomunitari africani e mediorientali a maggioranza illegali, quindi senza documenti, è arrivato anche in Francia.Il fenomeno di Colonia, a Capodanno, non è avvenuto solo in Germania ma anche in alcune città francesi, svedesi, austriache e finlandesi.
E' un dato di fatto che con una semplice ricerca si scopre come in questi Paesi elencati la politica a porte aperte della Comissione Europea ha prodotto un'ondata di criminalità da parte di persone che contrariamente alle descrizioni dei disperati non sono profughi.
Si potrebbe elencare decine e decine di dettagli ma il testo diventerebbe troppo pesante e non è questo il punto di arrivo dell'argomento.
Oltre a necessitare urgentemente di un'arresto dell'immigrazione illegale all'interno del territorio europeo, i Movimenti Nazionali, alla pari dei Paesi dell'Est Europa del blocco Visegrad (Polonia, Rep.Ceca, Slovacchia, Ungheria) hanno intenzione di attuare un cambiamento nel sistema della Comissione Europea che limiti il potere politico sopra gli altri Paesi della Comissione stessa e garantisca un ruolo centrale nella decisione politica degli Stati: «Le attuali sfide dell’Unione dimostrano che la stessa Unione può essere forte solo se i Paesi e i loro cittadini hanno un ruolo influente nel processo decisionale».Sommandosi a questo fenomeno oltreoceano alle elezioni presidenziali americane tanto attese è salito al governo il presidente Donald Trump, un Repubblicano che alla pari dei Movimenti Nazionali europei intende attuare un'esplusione immediate dei tre milioni di immigrati illegali e legati a bande criminali negli Stati Uniti e intende creare un sistema di protezionismo economico americano che metta al primo posto il Paese e chi lavora nel Paese.
Oltre a questo un'altro punto in comune con la popolazione europea e i Movimenti Nazionali europei è quello di voler limitare il peso della NATO in Europa e voler riallacciare e miglioare i rapporti con la Russia, in precedenza discriminata sia dalla precedente Amministrazione di Barack Obama e dai leader della Comissione Europea.
Le ragioni sono piuttosto semplici:1) La NATO è un'occupazione militare in Europa il cui budget economico ha un enorme peso sul PIL dei Paesi europei e anche degli Stati Uniti. 2) La Russia non ha mai rappresentato una minaccia per l'Europa, nonostante i tentativi mediatici di creare allarmismo a scopo di aumentare i fondi per l'apparato militare.
Dopo che il Repubblicano è diventato Presidente il presidente della Comissione Europea ha cominciato a manifestare acceso nervosismo in quanto non si trovava più in acque favorevoli.
Una delle sue dichiarazioni: «Perderemo due anni, aspettando che Trump termini di fare il giro del mondo che non conosce».
Il problema è che Donald Trump è non solo un'imprenditore miliardario, che di conseguenza conosce molto bene i sistemi economici per fare rinvigorire l'economia americana, ma oltre a questo pur avendo investito in modo minore sulla Campagna USA 2016, rispetto a Hillary Clinton che oltre ad avere l'appoggio economico dei leader arabi ed è stata appoggiata in pubblico più volte dallo stesso ex presidente Barack Obama e dalla moglie Michelle, ha vinto sia con la maggioranza dei voti sia con la stragrande maggioranza dei Grandi Elettori.
Questo nel frattempo è stato seguito da altre due vittorie sia Bulgaria che in Moldavia dove sono saliti due governi con forte appoggio alla Russia.
La Bulgaria fa parte dell'Unione Europea, mentre il nuovo presidente della Moldavia ha espresso intenzione di allontanarsi dalla sfera di influenza dell'Unione Europea e aderire con l'Unione Economica Eurasiatica.
Un'altro blocco geopolitico in forte ascesa economica e con stretti legami con la superpotenza cinese e il blocco geopolitico dell'ASEAN.
A questo si aggiungono ulteriori dettagli: Mongolia e Indonesia hanno anch'essi espresso interesse ad aderire all'Unione Economica Eurasiatica e non ultima di questi anche la Turchia, in precedenza candidata per entrare nell'Unione Europea.

Mikhail Khazin, il fondatore e capo del Fondo russo Mikhail Khazin Economic Research, ha ritenuto possibile informare FINEKO / abc.az che la Turchia ha preso la decisione di entrare nell'Unione Economica Eurasiatica.
"L'annuncio ufficiale circa la decisione sarà difficilmente fatto fino a quando l'Unione europea continua con il mercato aperto per la Turchia. Questa decisione sarà dichiarato quando l'UE inizierà a chiudere il suo mercato o semplicemente scomparirà finalmente come mercato comune. Perché la Turchia volta le spalle alle sue relazioni con l'UE con le proprie mani? Hanno capito che questa risorsa è finita, ma farà una mossa esattamente nel momento in cui il EurAsEC sarà matura per questo. Questo è assolutamente un approccio razionale e appropriato ", ha dichiarato Khazin.
La Turchia ha chiaramente perso del tutto interesse per l'Unione Europea e i suoi nodi di incompetenza, di conseguenza ha preso in considerazione orizzonti più vantaggiosi.

"La Brexit potrebbe diffondersi, queste voci arrivano dalla Francia e dall'Italia. In queste circostanze la Turchia deve stare tranquilla. Perché non diventare membri della SCO?", — ha dichiarato Erdogan ai giornalisti sull'aereo di ritorno in Turchia dopo una visita in Uzbekistan. Ha aggiunto di aver discusso la questione con i presidenti di Russia e Kazakistan. Secondo Erdogan, l'adesione della Turchia nella SCO le darebbe più libertà d'azione rispetto alla permanenza nella UE.
Chiaramente l'Unione Europea ha perso uno dei suoi candidati economicamente più solidi, ma è solo l'ultimo di una serie di rifiuti dell'ultimo anno: sia la Svizzera che l'Islanda hanno ritirato ufficialmente le domande di adesione all'Unione Europa.
Ci troviamo davanti ad un fatto: l'Unione Europea è diventata una lumaca sotto sale. Si sta ritirando.
Nel tentativo di arginare le acque di tracimazione la Comissione Europea fa quello che tenta di fare un regime, discriminare e censurare la maggioranza dell'opposizione.
Se osserviamo più da vicino il carattere sovvranazionale della Comissione Europea è quello di un sistema politico e burocratico che decide al di sopra dei Ventisette Paesi che dirige e a dirigere tali Paesi non sono statisti.
Sono persone estremamente anziane legate a una loro mentalità, in particolare i tedeschi, e poco avvezzi al cambiamento e alle reali necessità dei cittadini.
Questo ce lo ha spiegato diversi mesi fa il presidente della Comissione Europea quando venne a Roma.
Chi ascolta l’opinione pubblica interna – ha spiegato Juncker – non può promuovere la costruzione di un sentimento comune europeo, può non sentire la necessità di mettere in comune gli sforzi. Abbiamo troppi europei part-time.”
Ecco perchè il sistema politico europeo si potrebbe descrivere come un regime anti-statista.
Non sorprende che statisti reali con una profonda esperienza politica come Vladimir Putin o Viktor Orban sono così disprezzati e definiti talvolta persino "dittatori."
Ecco come i politici dell'Unione Europea ora siano passati, dalle critiche alla censura delle forme di opposizione.
Il Parlamento UE ha adottato un progetto di risoluzione proposto dal legislatore dell'UE dalla Polonia, Anna Elzbieta Fotyga sulla comunicazione strategico UE per contrastare l'informazione verso il blocco da parte di terzi, che dice che la Russia impegnata nella propaganda contro l'Unione Europea.
Un totale di 691 legislatori hanno partecipato al voto: 304 hanno votato a favore della risoluzione, 179 contrari e 208 astenuti dal voto.
Gli autori del documento paragonano l'informazione del giornalismo della Russia a Daesh e invitano gli Stati membri dell'UE ad aumentare il finanziamento di progetti contro-propaganda.
Secondo i media di uscita UE Observer, il gruppo di lavoro sulle informazioni per contrastare la Russia può ottenere 1 milione di euro (1,06 milioni $) per perseguire l'obiettivo di cui sopra.
La bozza del documento non vincolante dice che la Russia sta presumibilmente "impiegando in modo aggressivo una vasta gamma di mezzi e strumenti" per indebolire l'Unione Europea.
Il progetto di risoluzione afferma che la Russia starebbe fornendo ai partiti politici di opposizione e l'organizzazione negli Stati membri dell'UE il sostegno finanziario, utilizzando le relazioni interstatali bilaterali per dividere il blocco.
L'agenzia di stampa Sputnik, il canale RT, la Fondazione Russkiy Mir e l'Agenzia federale russa per la Comunità degli Stati Indipendenti, connazionali residenti all'estero, e la cooperazione culturale internazionale (Rossotrudnichestvo) sono definiti come principali minacce di informazione verso l'Unione Europea.
Al fine di contrastare l'informazione russa, il documento chiama gli Stati membri dell'UE a cooperare con la NATO per sviluppare meccanismi di comunicazione strategica coordinata e contrastare le minacce ibride. La risoluzione ha inoltre affermato che la Russia sta usando gruppi religiosi, come la chiesa ortodossa a "sfidare valori occidentali e dividere l'Europa."
Il problema è semplicemente uno: i nodi politici irrisolti dell'Unione Europea non li ha prodotti la Russia, ma l'incompetenza dei politici europei.
L'Unione Europea sempre più agitata sta solo accelerando la sua Dissoluzione.







venerdì 28 ottobre 2016

IL PRIMO MINISTRO MAGIARO VIKTOR ORBAN COMPATISCE L'INCOMPETENZA DI MATTEO RENZI


"La politica interna italiana è un terreno difficile". All'indomani dell'entrata a gamba tesa del ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto, il premier Viktor Orbàn torna alla carica e attacca duramente Matteo Renzi.
"L'Italia ha difficoltà di bilancio con un deficit che aumenta - tuona il premier magiaro - mentre stanno arrivando in massa i migranti, con spese ingenti. Renzi ha tutte le ragioni di essere nervoso". Una dischiarazione di guerra che ha mandato su tutte le furie Renzi. Che rplica all'attacco: "Noto una certa preoccupazione negli amici dei Paesi dell'est, ma il tempo in cui l'Italia faceva il salvadanaio è finito".
A Bruxelles tira una brutta aria. Sul triennio 2014, 2015 e 2016 l'impegno dell'Italia ha visto l'arrivo sulle nostre coste, rispettivamente, di 170mila, 153mila e già oggi, al 26 ottobre, 155mila immigrati. "Presumiamo che alla fine dell'anno potremmo superare il dato straordinario del 2014", ammette il capo della Polizia Franco Gabrielli.
L'invasione, insomma, continua senza sosta.
E senza che il governo muova un solo dito. Oltre a tuonare contro Bruxelles per avere più soldi in cambio di una maggiore accoglienza, Renzi non fa. E, mentre le porte dell'Italia continuano a restare aperte, l'Unione europea non prende posizione per risolvere l'emergenza migranti.
"La compassione - tuona Orbàn nell'intervista settimanale alla radio Mr, riportata dall'agenzia Mti - non cambia il fatto che l'Italia ha il dovere di adempire agli obblighi di Schengen, ma non lo fa". "È anche vero che l'Ue non dà una mano in modo sufficiente all'Italia", ammette il premier ungherese che continuerà a opporsi alle quote migranti e, anzi, citerà in giudizio la Commissione Ue qualora Bruxelles non dovesse togliere la questione dall'ordine del giorno.
Non è certo la prima volta che l'Ungheria alza i toni con l'Unione europea.
Ma in questo braccio di ferro con Bruxelles adesso rischia di farne le spese l'Italia che da giorni chiede che chi non accetta le quote dei migranti venga punito. Nei giorni scorsi Renzi ha, infatti, minacciato di "mettere veto sul bilancio Ue se i Paesi dell'Est non accoglieranno i migranti". Il governo ungherese ha reagito duramente. Ieri il ministro Szijjártó ha apertamente accusato l'Italia di non rispettare le regole sull'immigrazine innescando una polemica pesantissima con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che lo ha invitato a non dare "lezioni" a Roma. Oggi Orbàn ha rincarato la dose definendo intollerabile considerare l'Ungheria "un Paese non-solidale". "Spendiamo molto per la difesa dei confini esterni dell'Unione europea - spiega Orbàn - siamo solidali con gli altri perché, spendendo molto per la difesa dei confini, sta difendendo la sicurezza anche dei Paesi oltre i suoi confini".

Le dichiarazioni di Orbàn hanno scatenato un'accesissima polemica in Italia dove da mesi il governo deve fare i conti con gli sbarchi che riversano ogni giorno migliaia di extracomunitari sulle nostre coste.

Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/mondo/migranti-orban-contro-renzi-nervoso-perch-difficolt-1324538.html

giovedì 15 settembre 2016

NELL'AMERICA DI BARACK OBAMA LE GRANDI METROPOLI DEGLI STATI UNITI SI STANNO INFESTANDO DEI SOTTOPRODOTTI DELLA SOCIETA'


La violenza e le droghe stanno inondando le strade delle grandi città, ma quelli che vivono in quartieri di periferia comodi possono non aver sentito parlare molto di questo perché i media mainstream sono così ossessionati per la copertura di Donald Trump e Hillary Clinton. Come si vedrà in seguito, i decessi per overdose da eroina che coinvolgono e la prescrizione degli oppioidi antidolorifici sono aumentati a livelli senza precedenti, e in alcune zone le autorità sanitarie nazionali si ritrovano assolutamente sopraffatte da casi di sovradosaggio di questa estate.
Le forze dell'ordine stanno facendo quello che possono per combattere questa epidemia, perché Barack Obama ha lasciato i loro confini aperti a bande che sono in grado di trasportare questi farmaci pericolosi in questo paese con facilità. Di conseguenza, si trovano di fronte una crisi a un livello che non hanno visto almeno dagli anni 1980.
Cominciamo con alcuni numeri duri. Di seguito dal sito ufficiale CDC ..
Più persone sono morte per overdose nel 2014 che in qualsiasi anno record.
La maggior parte dei decessi per overdose di droga (più di sei su dieci) comporta un oppioide. Dal 1999, il numero di decessi per overdose coinvolgono oppioidi (inclusi antidolorifici prescrizione di oppioidi e eroina ) è quasi quadruplicata.
Dal 2000-2014 quasi mezzo milione di persone sono morte per overdose. 78 americani muoiono ogni giorno da una overdose da oppiacei.
Ora sappiamo che l'overdose da prescrizione da antidolorifici oppioidi sono un fattore trainante nella crescita di 15 anni in decessi per overdose da oppiacei.
Dal 1999, la quantità di oppiacei da prescrizione venduti negli Stati Uniti è quasi quadruplicata, ma non vi è stato un cambiamento generale nella quantità antidolorifici che gli americani.
Cirdca 3,4 morti per la prescrizione di oppioidi-farmaci come ossicodone, idrocodone, e methadone sono quadruplicati dal 1999.
E tenere a mente che quei numeri sono due anni. Le cose sono andate molto, molto peggio, da allora, e questa estate i numeri sono fuori scala.

Ad esempio, basta controllare ciò che sta accadendo nella zona di Cincinnati:
Con una stima di 78 casi di overdose martedì e mercoledì da solo, e si stima 174 casi di overdose in camere di emergenza in meno di una settimana, i funzionari stanno rimescolando per attaccare una crisi di eroina di una grandezza che non hanno mai avuto prima.
"Questo è senza precedenti per vedere il maggior numero di segnalazioni, come abbiamo visto negli ultimi sei giorni", ha detto il Comissario della Salute, di Hamilton County.
Si riferiva ad un sistema di sorveglianza che avvisa il dipartimento di salute pubblica, quando un numero insolito di incontri del pronto soccorso legati alla droga si verificano.
Altrove in Ohio, le cose vanno altrettanto male. Quanto segue è da un rapporto circa l'epidemia sovradosaggio nella contea di Richland.
Una settimana nel mese di agosto ha prodotto 51 sospette overdosi di droga e tre morti a Richland County, fornendo prove più fresche della crisi dell'eroina locale che sembra essere in rapida escalation.
L'aumento quasi quotidiano degli impatti da overdose nelle persone va ben al di là di tossicodipendenti e le loro famiglie, prendendo un pedaggio crescente sui lavoratori in prima linea di aiutare le persone.
Il Dr. Joseph Bocka, un medico del pronto soccorso a OhioHealth Mansfield Hospital, ha detto che non è raro per le persone trovino vittime da overdose e lasciano, per trovare i pazienti con un ago spuntato dal loro braccio o per il trattamento di una stessa persona più volte.
Allora, dove sono le storie da prima pagina su questi grandi siti di informazione tradizionali?
Non possono smettere di parlare di Clinton e Trump abbastanza a lungo per concentrarsi sul fatto che un numero incalcolabile di americani stanno diventando dipendenti da farmaci estremamente pericolosi e molti di loro stanno morendo?
Sulla costa occidentale, cose simili stanno accadendo.
In soli 12 giorni, in California nella Sacramento Valley, ha visto 42 overdosi da oppioidi - con conseguenti 10 morti.
Anche in un paese che è guardato dalla diffusione dalla dipendenza da oppioidi a un ritmo allarmante, questo tipo di tasso di sovradosaggio non è normale.
Almeno, finora.
Queste overdosi non sono state causate dalla prescrizione di antidolorifico che si riteneva avessero preso gli utenti, chiamato Norco.
Invece, avevano preso una pillola di strada camuffata per assomigliare a Norco che conteneva una sostanza chimica 50 volte più potente dell'eroina: fentanil.
Si dice che Fentanil è fino a 100 volte più potente della morfina.
Nessuno dovrebbe mai tenerlo al di fuori di un ambiente medico, perché il rischio di sovradosaggio è estremamente elevato.
Secondo Fox News, West Virginia è lo stato con le morti per overdose più pro capite, ma il New Mexico e New Hampshire sono proprio lì così.
Le Statistiche CDC mostrano che il West Virginia ha il più alto tasso pro capite di overdose letale nella nazione, seguito da New Mexico, New Hampshire, Kentucky e Ohio.
L'epidemia del farmaco non ha risparmiato alcuna comunità, ha detto Jim Johnson, direttore dell'Ufficio del Drug Control Policy del sindaco a Huntington.
"Almeno 22 milioni di persone in tutto il paese soffrono di disturbi da abuso di sostanze, con conseguenti 50.000 tassi di mortalità per overdose ogni anno", ha detto Johnson.
"Questo è proprio lì su quel stesso livello di preoccupazione come il terrorismo e la sicurezza nazionale nel nostro paese. Che non ha nemmeno contato il numero di persone con epatite B e C e l'HIV. "
Inutile dire che, ovunque ci siano tossicodipendenti ci sono anche bande che sono desiderose di fare soldi con la vendita di loro farmaci.
Barack Obama è originario di Chicago, ma le cose sono solo continuate a peggiorare e peggio per la città del vento da quando è entrato alla Casa Bianca.
E la violenza in città continua a crescere a nuovi livelli. In realtà, quest'anno ci sono state più violenze a Chicago che a New York City e Los Angeles combinati.
Una delle recenti vittime della sparatoria era un ragazzino di 10 anni di nome Tavon Tanner. Di seguito viene dal Chicago Tribune:
Nelle settimane da quando è stato colpito alla schiena, 10 anni, Tavon Tanner è stato sottoposto a diverse operazioni per riparare i danni causati dal proiettile che ha dilaniato il suo piccolo corpo e rimane depositato tra la spalla e il petto.
In quinta elementare è ancora in ospedale e ancora nel dolore, secondo la madre Mellanie Washington. Non parla tanto e piange più spesso. A volte si chiederà se la polizia ha arrestato la persona che gli ha sparato.
Nel complesso, il mese di agosto è stato il mese più violento per la città di Chicago in quasi 20 anni. Qui è più dal Tribune:
Tavon è stato tra più di 400 persone aggredite a Chicago questo mese. Ci sono stati almeno 78 omicidi, segnando agosto come il mese più violento nella città in quasi 20 anni, secondo i dati forniti dal Dipartimento di Polizia di Chicago.
In passato, si poteva evitare la maggior parte della violenza da parte di stare lontano dalle "aree cattive" della città, ma ora la violenza si propaga anche nelle aree "buone".
Il problema della criminalità violenta di Chicago sembra diffondersi nei quartieri storicamente sicuri del "lato nord". Il picco di reati sul lato nord si presenta quando il dipartimento di polizia di Chicago ha mandato più ufficiali dei violenti quartieri a sud e ovest della città per combattere i livelli estremi di violenza.
Come riportato dalla stazione locale di notizie a Chicago WGN , il crimine violento è fino 61% nel ciclo di quest'anno con Near North Side in crescita del 50%, Lincoln Park il 42% e il 44% Edgewater.
WGN riferisce anche che gli ufficiali hanno apparentemente perso il controllo delle strade di Chicago.
Nel frattempo, le bande locali sono segnalate per offrire incentivi ad "assassini di poliziotti."
E, naturalmente, Chicago è ben lungi dall'essere sola.
Nel solo mese di agosto, Baltimora ha già superato 200 omicidi per il quinto anno consecutivo.
Baltimora ufficialmente ha avuto 200 vittime di omicidio nel 2016.
Grandi città industriali come Detroit una volta erano l'invidia del mondo, ma ora sono diventate battute globali.
La classe media sta morendo, la povertà sta esplodendo, i nostri confini sono aperti e le nostre grandi città sono diventate infestate da droghe e gang.
Qualcuno che non vede che l'America è in declino o è disinformato o è semplicemente delirante.
E' chiaro che questo è anche il futuro del continente europeo se si continua a favorire l'entrata continua delle masse di extracomunitari all'interno dell'Unione Europea.
Poco ma vero.


Fonte:http://themostimportantnews.com/archives/major-cities-all-over-america-have-become-infested-with-opioid-addicts-and-extremely-violent-gangs


































martedì 1 marzo 2016

LA TURCHIA AFFONDA SEMPRE PIU' VERSO IL BARATRO

Secondo lo Hurriyet Daily, le autorità turche, a causa delle loro ambizioni neoimperiali e dei loro calcoli strategici, stanno sempre più affondando nel caos il paese. Ankara vede i vicini regionali come nemici, e i suoi alleati occidentali gli voltano le spalle.

La Turchia continua a precipitare nel baratro, malgrado ancora alcuni anni fa, nella stampa estera, apparivano titoli come “La Turchia cresce”, e le personalità statali e gli esperti USA e UE definivano le autorità turche “moderne, democratiche, orientate alle riforme, musulmane pro europa”, ha scritto il cronista dello Hurriyet Daily Burak Bekdil.
Prima l’Occidente credeva che la Turchia potesse diventare uno stato modello per i paesi musulmani meno democratici del Medio Oriente. Ciononostante adesso è chiaro che tutto sta in un altro modo. Adesso i turchi dovranno pagare l’alto prezzo delle ambizioni revisionistiche e l’errato pensiero strategico dei propri leader — scrive Burak Bekdil nell’articolo per il centro di ricerca Gatestone Institute (USA).
La confusione regna nella politica interna turca. In sette mesi, oltre 170 persone morte in attentati terroristici in diverse città del paese, non contando il centinaio di persone uccise negli scontri tra le forze armate turche e i curdi.
“Al di là dei suoi confini la Turchia galleggia in un mare di caos. Il paese diventa sempre più un pericolo indiretto per la guerra contro gli sciiti e il governo di Damasco, Baghdad e Teheran, e pure contro la Russia, che li sostiene. Inoltre per la Turchia, con le sue ambizioni neo-imperiali, Libano, Libia, Israele ed Egitto sono paesi nemici”, dice l’articolo.
I giocatori in azione nel teatro siriano, tra cui la Turchia, “cercando di afferrare un grosso pezzo di una piccola torta”. Le ambizioni confessionali di Ankara non sono un segreto per nessuno, così come le ambizioni dell’Iran, scrive Burak Bekdil.
Dal punto di vista del cronista, la preoccupazione è prodotta dal fatto che la Russia, con la quale i rapporti di Ankara si sono guastati, potrebbe “circondare” la Turchia dalla parte della Siria, della Crimea e dell’Armenia. Sullo sfondo della dislocazione degli armamenti russi in Siria, la Turchia “guarda impotente”. Ed i suoi alleati della NARO hanno dimostrato estrema freddezza riguardo la sua assistenza in caso di un conflitto con la Russia, nota l’autore.
Affinché in Medio Oriente si stabilisca la pace, è necessario rispondere ad alcune domande. Tra le quali: si renderanno conto un giorno gli islamisti turchi che le loro ambizioni neo-imperiali sono sproporzionate rispetto alle loro forze e alla loro influenza nella regione? Potranno un giorno i sunniti frenare la loro brama di espansione religiosa? Potranno un giorno i sunniti arrestare autonomamente la radicalizzazione senza l’intervento di paesi non musulmani? Secondo l’autore dell’articolo, la risposta a queste domande è negativa.

Fonte:http://www.occhidellaguerra.it/la-super-spia-russa-in-siria/

lunedì 26 ottobre 2015

IMMIGRAZIONE E DELINQUENZA: IN GERMANIA IL FENOMENO E' ORMAI DIFFUSO

“L’Inferno è scoppiato” in Germania, registriamo una invasione di criminalità di massa nelle forme più gravi come i furti, le rapine, gli stupri, la riduzione in schiavitù, l’imposizione della sharia”, questo è stato il drammatico avvertimento che ha fatto il Presidente Federale della polizia tedesca, Rainer Wendt.

in una significativa intervista fatta la canale N24 del servizio della Televisione tedesca, Wendt ha inoltre avvertito che le attività delittuose non sono state il risultato di invasori di colore stretti in luoghi angusti, ma piuttosto opera di fanatici religiosi e di lotte di alcuni gruppi per ottenere il sopravvento sugli altri.
"Le situazioni devono sempre arrivare ad incendiarsi prima che i politici reagiscano", ha detto.
"Nei nostri accampamenti per dare asilo ai rifugiati è scoppiata tutta una situazione infernale, nella frontiera con il sud della Germania e nello Stato federale della Baviera in particolare. E' un girone infernale ed i nostri colleghi da quelle parti devono lavorare interrottamente senza neanche potersi più togliere gli stivali", ha detto riferedosi al lavoro costante e senza interruzioni che deve svolgere la polizia tedesca per cercare di fare fronte alle altre invasioni di masse di rifugiati.
"Da mesi le forze di polizia sono state sopraffatte da questa invasione ed adesso i politici stanno mostrandosi come se ne fossero totalmente sorpresi, questo però non può essere".
"Abbiamo dovuto constatare le risse fra immigrati nei campi di accoglienza, abbiamo dovuto verificare una quantità di furti nelle tende di generi alimentari. C'è una forte criminalità tra i rifugiati, il che significa che avvengono stupri di donne e bambini, uso massiccio di violenza, attività delittive come sfruttamento e schiavitù, vediamo che tutto questo avviene in quei posti. Non si tratta certo di piccoli alterchi fra persone che stanno vivendo in uno spazio ridotto, questi sono piuttosto conflitti territoriali, lotte per il dominio. Ci sono fanatici e gruppi religiosi che non si possono facilmente separare. Il nostro personale di sicurezza è del tutto sovrastato da queste situazioni".
Rispetto all'enorme numero di invasori, migranti e profughi che si sono sparsi in Germania, dopo che la cancelliera Angela Merkel li ha invitati a venire, Wendt ha detto che quelli che sono arrivati hanno portato con loro la "sharia" (legge islamica).
"Loro non ripettano le nostre leggi. Per istinto sanno che le nostre leggi sono deboli sanno che non importa come si comportano male, perchè questo non apporta nessuna conseguenza sul loro status di diritto di asilo. Possono fare più o meno quello che gli piace e lo stato appena reagisce".
"Il potere giudiziale e la parte politica dello Stato dovrebbero rendere molto chiaro a questa gente, fin dal principio, che in questo paese, la sharia come legge non si applica, o qualsiasi altra norma religiosa, ma qui si deve applicare l'obbligo delle leggi tedesche e che noi siamo pronti per far rispettare questo principio".
"Queste non sono dispute familiari; stiamo parlando di crimini gravi, delitti penali di estrema gravità, dobbiamo dimostrare che coloro che commettono tali azioni cambiano il loro status da rifugiati in persecutori ed il nostro stato di diritto deve reagire. Queste persone devono essere mandate fuori immediatamente e per questo dobbiamo riaprire un'altra volta le astrutture di deportazione. Queste persone devono essere rinviate da dove sono venute e non devono avere il diritto di attendere l'esito della procedura di asilo in libertà". E' stato inoltre chiesto a Wendt se può essere una buona idea separare (in base al gruppo religioso/etnico) gli invasori, profughi e richiedenti asilo per cercare di ridurre la violenza: Wendt ha risposto che il ragionamento che sottintende a questa proposta è, secondo lui, un segno di impotenza della società. Sarebbe appena possibile praticare una separazione anche se per motivi religiosi.
"Chi vorreste separare? I sunniti separati dagli sciiti, i salafiti moderati dai salafiti radicali? Quando alla fine sono tutti seguaci delle credenze mussulmane, questo non risulta possibile", ha dichiarato Wendt.
Nota: Questa intervista non è stata divulgata dalla maggior parte dei media intenti a dare una versione "buonista" e caritatevole dell'arrivo delle masse di profughi in Europa dei quali, una buona parte si professano siriani, anche se è noto che i documenti siriani si acquistano sul mercato nero ad un prezzo fra i 500 ed i 1500 dollari (secondo il tipo di documento) e questo permette a molti pakistani, Afghani e di altre etnie, di farsi passare per siriani.
Quello che dice fuori dai denti il responsabile della Polizia Federale tedesca è molto indicativo ed attesta quello che si sapeva: l'invasione non è casuale ma è pianificata, con la complicità della Turchia e di varie organizzazioni ONG che finanziano ed incentivano i viaggi, vi sono prove documentate di questo ed hanno indagato su tale aspetto anche i servizi di intelligence dell'Austria che hanno documentato queste complicità. L'invasione non è pacifica ma finalizzata a prendere piede per un futuro di dominio di masse islamiche wahabite e salafite, radicalizzate su parti del territorio dei paesi europei, come già si riscontra in vari paesi del Nord Europa dove, in alcune zone, è vigente la saharia come norma applicata di fatto fra gli immigrati. Vedi: InfoDirekt, Vienna: gli Usa finanziano il traffico di migranti
Dietro questa invasione ci sono i finanziamenti dell'Arabia Saudita, paese da sempre ispiratore e istigatore del radicalismo islamico di impronta wahabita, intollerante e assolutista, portatore di violenza e sopraffazione verso le altre confessioni. L'Arabia Saudita si è già offerta di finanziare la realizzazione di altre 200 moschee in Germania. L'Arabia S. è un paese alleato di ferro con gli Stati Uniti e con Israele ed al centro di tutte le trame (incluso il finanziamento dei gruppi terroristi) nel Medio Oriente per rovesciare i regimi laici, nazionalisti o di fede sciita ed alawita (vedi Libia, Iraq, Siria). "I paesi occidentali si sono inchinati al potere ed al denaro della dinastia dei Saud (detto dal patriarca cattolico siriano,Ignatius Joseph III Younan).
La cancelliera Angela Merkel, la stessa che pochi mesi prima aveva negato (durante una diretta TV) ad una profuga palestinese radicata in Germania, la possibilità di rimanere, provocando il pianto della ragazzina, ha deciso improvvisamente di aprire le porte all'invasione dichiarando che la Germania avrebbe accolto tutti i siriani, scatenando una invasione di massa che ha messo in crisi paesi come la Serbia, l'Ungheria, la Croazia e la Slovenia. Un comportamento apparentemente strano ma che trova la sua spiegazione in un preciso ordine o direttiva a cui la Merkel ha voluto obbedire ed adeguarsi.
Possiamo indovinare da quale centrale sia arrivata tale direttiva. Niente avviene per caso.
La stessa cancelliera Merkel si è recata, la scorsa settimana, ad Ankara dal presidente turco Erdogan (il nuovo "sultano") per trattare con lui di detenere il flusso dei migranti in cambio di concessioni, aiuti finanziari ed il possibile ingresso della Turchia nella UE.
Naturalmente tratta la questione lei per conto di tutti i "sudditi" europei che non hanno voce in capitolo. Anche di queste eventuali decisioni se ne vedranno presto gli esiti negli stessi paesi europei.

martedì 22 settembre 2015

CHI ATTIRA L'ASSEDIO DEGLI IMMIGRATI VERSO LA GERMANIA


L’analisi dei numerosi tweets che hanno innescato l’ondata migratoria dalla Turchia alla Germania da agosto, suggerisce che tali flussi umani siano stati ispirati e convogliati da fuori l’Europa continentale. Secondo Vladimir Shalak dall’Accademia Russa delle Scienze, che ha sviluppato l’Internet Content-Analysis System per Twitter (Scai4Twi), il suo studio di oltre 19000 tweet originali correlati ai rifugiati (retweet attualizzati) dimostra che la stragrande maggioranza di essi parla di Germania e Austria come i Paesi più accoglienti verso i rifugiati:

È importante sottolineare che il 93% di tutti i tweet dedicati alla Germania conteneva riferimenti positivi all’ospitalità tedesca e alla sua politica sui rifugiati:
• Germania Sì! La sinistra spruzza un graffito su un treno che dice “Benvenuti, rifugiati” in arabo
• Persone deliziose, il video dei tedeschi che accolgono profughi siriani nella loro comunità
• Rispetto! I tifosi hanno detto di “accogliere i rifugiati” negli stadi in Germania.
• Questo treno con graffiti arabi è attivo a Dresda salutando i rifugiati: (Ahlan wa sahlan – un caloroso benvenuto).
• ‘Noi amiamo la Germania!’, gridano i rifugiati accolti nella stazione ferroviaria di Monaco di Baviera
• Migliaia accolgono i rifugiati in Germania – Sky News Australia
• Ovunque questa città tedesca accoglie un allenatore profugo siriano con cartelli di benvenuto e fiori – Grazie.
L’analisi di 5704 tweet originali contenenti l’hashtag #RefugeesWelcome e il nome di un Paese indica un ancora più grande divario tra Germania e resto d’Europa:

Il passo successivo è studiare gli account Twitter originari da cui l’hashtag #RefugeesWelcome+Germania è originato. Il prossimo diagramma mostra i Paesi di origine degli account Twitter pertinenti (dove potrebbero se fossero identificati):

Come potete vedere, solo il 6,4% di tutti i tweet “#RefugeesWelcome“+Germania proviene dalla Germania. Quasi la metà proviene da Regno Unito, USA e Australia! Sembra che agenti lontani invitino sfacciatamente ospiti a casa vostra senza prima chiedervi il permesso!

Un paio di esempi popolari:
Lotte Leicht, direttrice dell’Ufficio di Bruxelles di Human Rights Watch, 30 agosto (fonte).

Washington Post, 1 settembre (fonte).

Ulteriori analisi dimostra che sia solo l’inizio. Un intero esercito di Netbots ha galvanizzato l’effetto ‘hit-the-fan’ sul tema. Il 27 agosto quaranta Netbots automatici @changing_news, @changing_news1, @ changing_news39…, dagli Stati Uniti hanno contemporaneamente trasmesso il seguente Tweet alle 08:00:33: “Un nuovo benvenuto: attivisti lanciano il servizio per assegnare una casa ai rifugiati in Germania e Austria #News #Change #Help”.
Il 1° settembre lo stesso gruppo di Netbots emetteva tweet dallo stesso titolo alle 22:30:37: “Un nuovo benvenuto: attivisti lanciano il servizio allocazione casa per i rifugiati in Germania e Austria #News #Change #Help”.
Il 29 agosto alle 23:02 un gruppo di 80 Netbots postava: “Migliaia di rifugiati benvenuti in Germania in una manifestazione a Dresda: Migliaia di persone sono scese per le strade della città tedesca di Dresda, Sabato…”
Un altro gruppo di cinquanta Netbots dell’Australia (tutti creati il 14 febbraio 2014 tra le 06:02:00 e le 06:24:00) pubblicava un post il 31 agosto alle 17:26:08: “#hot Tifosi di calcio in Germania si uniscono per dare il ‘benvenuto ai rifugiati’ #prebreak #best”.
Il 1° settembre alle 07:29 95 Netbots di proprietà di Media for Social and Cultural Impact, Dallas, Texas, Stati Uniti d’America, pubblicavano i seguenti tweet: “I tifosi di calcio tedeschi accolgono i rifugiati nella crisi in corso: Come l’Europa deve affrontare la sfida dell’ondata degli immigrati…”
Inutile dire che ogni Tweet originale è stato moltiplicata in decine di copie e propagato via Twitter.
Evidentemente, la logica dietro tale campagna è peggiorare la situazione sociale in Germania e minarne lo sviluppo economico. Un altro obiettivo è la struttura sociale della società tedesca. Un milione di profughi ogni anno, integrando il 31% delle famiglie locali con bambini minorenni e almeno un genitore immigrato, sicuramente squilibrerà la struttura del voto e garantirà alla leadership in Germania lealtà nei decenni futuri. Dall’altra parte istigherà sentimenti estremisti nella popolazione indigena, provocando scontri furiosi tra migranti e radicali tedeschi. Entrambi i processi indebolirebbero Germania ed UE.
Questo è il vero obiettivo dietro tale innocente tweeting


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/09/22/chi-attira-i-rifugiati-in-germania/

giovedì 3 settembre 2015

LA MERKEL: QUOTE VINCOLANTI DI IMMIGRATI PER CIASCUN PAESE UE (GIA' RIFIUTATO)


La Germania e la Francia sono d'accordo sul principio di ''quote vincolanti'' per l'accoglienza dei migranti nei Paesi della Ue. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. ''Ho parlato questa mattina con il presidente francese. La posizione franco-tedesca che trasmetteremo alle istituzioni europee e' che siamo d'accordo che dobbiamo obbedire a principi di base, ovvero che coloro che hanno bisogno di protezione la ricevano e che abbiamo bisogno di quote vincolanti nell'Unione Europea per condividere i doveri, e' il principio della solidarieta''', ha detto Merkel. Tuttavia, identica proposta formulata da Juncker lo scorso mese di luglio è stata rigettata in blocco da oltre la metà degli stati che formano la Ue.

Fonte:http://www.ilnord.it/b-6677_LA_MERKEL_QUOTE_VINCOLANTI_DI_IMMIGRATI_PER_CIASCUN_PAESE_UE_GIA_RIFIUTATO

giovedì 27 agosto 2015

UN'ESODO DI MASSA FINANZIATO DAGLI STATI UNITI


Lo afferma l'austriaco InfoDirekt, che dice di averlo appreso da un rapporto interno dello 'Österreichischen Abwehramts' (i servizi d'intelligence militari di Vienna): ed InfoDirekt è un periodico notoriamente vicino alle forze armate.
Il titolo dice: "Un Insider: gli Stati Uniti pagano i trafficanti (di immigrati) in Europa". Il testo non dice molto di più. Dice che i servizi austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto più dei 3 mila dollari o euro di cui parlano i media.
"I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa". Si va dai 7 ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzzioni di trafficanti; e i fuggiaschi sono per lo più troppo poveri per poter pagare simili cifre. La polizia austriaca che tratta i richiedenti asilo sa questi dati da tempo; ma nessuno è disposto a parlare e fare dichirazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato.
Da parte dei servizi, "Si è intuito che organizzazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno creato un modello di co-finanziamento e contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti". Sarebbero "le stesse organizzazioni che, con il loro lavoro incendiario, hanno gettato nel caos l'Ucraina un anno fa". Chiara allusione alle "organizzazioni non governative" americane, cosiddette "umanitarie" e per i "diritti civili", bracci del Dipartimento di Stato o di Georges Soros.
L'articolo termina con un appello "a giornalisti, funzionari di polizia e di intelligence" perché "partecipino attivamente nella ricerca di dati a sostegno delle accuse qui espresse. L'attuale situazione è estremamente pericolosa e il lavoro informativo può prevenire l'intensificarsi della crisi".
In un successivo articolo, il giornale austriaco rivela che "anche in Austria c'è il "Business dei profughi". Una "azienda per i richiedenti asilo" ha ottenuto dallo stato 21 milioni per assissterli nelle pratiche e nutrirli. È una vera e propria azienda a scopo di lucroi, con sede in Svizzera, la ORS Service AG, ed è posseduta da una finanziaria, la British Equistone Partners Europa (PEE), che fa capo a Barclays Bank: ossia alla potentissima multinazionale finanziaria nota anche come "La corazzata Rotschild", che ha come principali azionisti la banca privata NM Rotschild e la loro finanziaria satelletite Lazard Brothers. "Presidente di Barclays è stato per anni il figlio Marcus Agius Rothschild. Questi ha sposato la figlia di Edmund de Rothschild: Katherine Juliette. Di conseguenza, ha il controllo anche della British Broadcasting Corporation (BBC), ed uno dei tre amministratori del comitato direttivo del gruppo Bilderberg". I Rotschild non disdegnano nessun affare: e quello degli immigrati da "accogliere" e curare con denaro pubblico è certo l'industria di cui hanno previsto (sanno) che crescerà in modo esponenziale.
Thierry Meyssan (Reseau Voltaire) rilancia l'informazione perché vi trova confermato un suo lungo e complesso articolo da lui postato quattro mesi fa, in cui fra l'altro sosteneva che l'ondata di rifugiati in Europa non è l'effetto collaterale accidentale dei conflitti in Medio Oriente, ma un obiettivo strategico degli Stati Uniti. Meyssan chiamava la strategia Usa "la teoria del Caos", e la faceva risalire a Leo Strauss (1899-1973), il filosofo padre e guru dei neocon annidati nel potere istituzionale Usa.
"Il principio di questa dottrina strategica può essere così riassunto: il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un Paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta. Da quel momento, l'obiettivo strategico delle forze armate USA e dell'alleanza che esse guidano, la NATO, consiste esclusivamente nel distruggere Stati. Ciò che accade alle popolazioni coinvolte non è un problema di Washington".
"Le migrazioni nel Mediterraneo, che per il momento sono soltanto un problema umanitario (200.000 persone nel 2014), continueranno a crescere fino a divenire un grave problema economico. Le recenti decisioni della UE (…) non serviranno a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia (e non per risolverlo)".
È proprio così: la strategia americana sembra effettivamente quella di trascinare gli europei in avventure militari in Libia come in Siria e in Ucraina; una volta impantanati fino al collo in quelle paludi del caos, per cui non abbiamo alcuna preparazione militare, dovremo implorare l'aiuto della sola superpotenza rimasta, a cui ci legheremo più che mai perché "ci difende dal caos".
Una sola ultima considerazione: la sinistra dell'accoglienza, come sempre la sinistra, "fà l'interesse del grande capitale, a volte perfino senza saperlo": Ad essa s'è aggiunta, con Bergoglio, la Chiesa di Galantino.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150823/1017673.html#ixzz3k24Nacxq

lunedì 10 agosto 2015

L'AGGRESSIONE MIGRATORIA COME STRUMENTO DI AGGRESSIONE AGLI STATI NAZIONALI

di Michele Rallo


Storicamente, l’unica struttura statale – specie in àmbito europeo – che è sopravvissuta nei secoli ed è uscita vincitrice dai conflitti con altre strutture, è la “Nazione”: codificata con la Rivoluzione Francese e poi soprattutto con il “Discorso alla Nazione Tedesca” di Fichte, ma in realtà preesistente all’una e all’altro. La Nazione ha scompaginato gli Imperi ma anche una più ampia struttura sovranazionale, cioè la Chiesa, intesa non come fattore religioso, ma come fattore politico, come potere temporale dei Papi o, meglio, come superpotere che imponeva il proprio volere a regni ed imperi.
Orbene, dovrebbe ormai essere chiaro a tutti – a questo punto della crisi planetaria degli ultimi anni – che l’obiettivo finale della guerra di conquista scatenata dai “poteri forti” sono proprio le Nazioni, anzi il concetto stesso di “Stato Nazionale”.
La guerra (e non sembri eccessivo il termine) è stata ed è condotta con tutti i mezzi – leciti e illeciti – e in tutti gli àmbiti: da quello finanziario, attraverso la globalizzazione economica; a quello sociale, con la disoccupazione generalizzata e con la macelleria sociale; a quello squisitamente politico, con l’impulso dato ad una migrazione di massa di cui oggi avvertiamo soltanto i primi segnali, anticipatori di una vera e propria valanga con la quale si vuole sommergere (e snaturare) gli Stati europei.
Ed è proprio l’assalto migratorio che, in questa fase, viene privilegiato come strumento dell’aggressione agli Stati Nazionali. Si punta tutto sul “buonismo”, una sorta di nuova religione laica che accomuna le utopie di una Sinistra priva di idee e le contorsioni dottrinarie di una Chiesa Cattolica che sembra aver smarrito le certezze del passato. L’una e l’altra, mosse dalle migliori intenzioni. L’una e l’altra, però, divenute oggettivamente strumento di un disegno perverso, contrario agli interessi sia dei ceti popolari, sia della stessa identità cristiana dei popoli europei.
Si lanciano messaggi sbagliati che, debitamente amplificati dagli strumenti di comunicazione, si cerca di far diventare patrimonio inconsapevole dell’opinione pubblica europea. Le analisi politiche procedono come se le Nazioni non esistessero, come se i confini nazionali non avessero una funzione, come se ogni essere vivente non appartenesse per nascita ad una Nazione (dal latino natio, cioè appunto nascita) ma avesse viceversa il diritto di scegliersi la patria per lui più conveniente, anche calpestando i diritti degli abitanti di quella patria. Anzi, se qualche governo compie il proprio dovere e difende la frontiera nazionale (per esempio, costruendo una barriera a protezione dei confini), quel governo viene condannato senza appello dagli organi d’informazione “europei”, che lo qualificano come razzista e xenofobo. L’ultima vittima di questo conformismo becero è l’Ungheria, per la decisione di proteggere la sua frontiera con la Serbia; ma è già toccato alla Spagna, alla Grecia, alla Svizzera (ricordate il referendum anti-immigrazione?), e la stessa Francia viene in questi giorni criticata per il blocco alla frontiera di Ventimiglia.
Quanto all’Italia, la sua classe dirigente è in perfetta sintonia con tutti i padrini dell’assalto migratorio: con i “mercati”, in primo luogo; ma anche con il Vaticano, con una Sinistra che va tenuta buona con un osso (quello appunto dell’immigrazione) e – ultimo non ultimo – con la Grande Alleata che ha voluto l’eliminazione di Geddafi, forse anche per togliere un ostacolo oggettivo allo scatenamento dell’assalto migratorio contro le coste italiane; la stessa Grande Alleata – guarda caso – che non muove un dito per impedire l’avanzata dell’ISIS in Libia.
Quello dell’immigrazione – tra i tanti – è il più clamoroso dei fallimenti del Pifferaio dell’Arno, che è riuscito a prendere pesci in faccia da tutti con il sorriso sulle labbra, ad incassare le sconfitte più clamorose scrivendo su Twitter che l’Italia era riuscita ad ottenere non so quali eccezionali risultati in sede europea. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Adesso gli immigrati non li portano in Italia soltanto le nostre navi; ma anche le navi degli altri Paesi europei (Inghilterra, Germania, Spagna, eccetera), che li prelevano appena fuori dalle acque territoriali libiche e li vengono sùbito a depositare nei nostri porti. Bel risultato davvero!
Ma il Vispo Tereso non fa una piega, anzi ha la faccia tosta di insolentire chi stigmatizza il suo operato. Salvini, in particolare, è accusato di “speculare sulla paura”. Come se gli italiani non avessero motivo di aver paura! «La priorità – ripete come un disco rotto – è salvare vite umane.» Altro messaggio moralmente apprezzabile, ma giuridicamente infondato.
La priorità per qualunque Stato è difendere i propri cittadini, la vita dei propri cittadini, la sicurezza dei propri cittadini, gli interessi dei propri cittadini. Dopo di che, difendere anche vita, sicurezza, interessi degli altri. Ma in seconda istanza, e comunque in termini realistici, rapportati alle proprie capacità, compatibilmente con le proprie disponibilità (economiche, occupazionali, abitative, eccetera).
Non esiste, non può esistere una solidarietà illimitata. Neanche il Paese più ricco del mondo può permettersi di non chiudere la porta in faccia a nessuno. Eppure, il buonismo di Stato (e di parrocchia) ci dice che abbiamo l’obbligo (l’obbligo, non la facoltà) di accogliere tutti coloro che vogliono venire da noi. E pazienza se accanto ai cristiani profughi dall’ISIS ci sia qualche (?) musulmano che vede l’Europa come una terra di conquista per l’Islam; pazienza se, accanto a chi fugge dalle persecuzioni, ci sia chi soltanto voglia “una vita migliore”; pazienza se, accanto a chi cerca un lavoro (che non c’è), ci siano dei delinquenti, anche pericolosissimi. Poco importa, le Nazioni, i loro confini, le loro regole sono piccoli ostacoli che la storia ci ha gettato fra i piedi, per farci inciampare sulla strada imbecille di un mondo senza frontiere e senza anima, pronto per essere guidato da quel “governo unico mondiale” che è il sogno proibito della speculazione finanziaria. Con gli applausi di una Sinistra succube, e con la benedizione di una Chiesa miope.


Fonte:http://www.imolaoggi.it/2015/07/25/lassalto-migratorio-strumento-dellaggressione-agli-stati-nazionali/

venerdì 24 luglio 2015

DISOCCUPAZIONE E MASSICCIA IMMIGRAZIONE, L'EUROPA COLTIVA IL RISENTIMENTO SOCIALE


Il risentimento e la frustrazione per la disoccupazione, il debito pubblico e l'immigrazione si stanno diffondendo tra i giovani europei. Una risposta alla situazione è l'emergenza e la crescente accettazione dei partiti di estrema destra, un fenomeno che può far aumentare i conflitti in Europa.
Già nel 2013 Zero Hedge ha avvertito che questa tendenza potrebbe portare a disordini sociali in alcuni paesi dell'UE. Secondo previsioni diverse, il sito Vesti.ru riporta ora che la crisi che si sta intensificando potrebbe portare a gravi disordini sociali e anche alla guerra.
Un'analisi statistica delle circostanze che hanno portato tutti i grandi sconvolgimenti sociali tra il 1919 e il 2008 (come le grandi manifestazioni, rivolte, attentati, crisi di governo, rivolte e tentativi di rivoluzioni) ha rivelato una correlazione diretta tra i tagli alla spesa pubblica e l'instabilità politica .
Quando questi tagli aumento, avviene in media 1,4 conflitto per paese in un anno. Basta tagliare l'1% del prodotto interno lordo e il tasso sale a 1,8. Quanto maggiore è l'austerità, più alterazioni si producono nell'ordine sociale. Un taglio di 5% del PIL provoca un minimo di tre conflitti l'anno.

La persistenza di austerità in Europa promette disturbi al di là delle marce di protesta. Prima di tutto si riferisce a paesi come la Spagna e la Grecia, dove il settore più attivo della società - i giovani - sono i più colpiti dalla disoccupazione e sono anche indignati per la politica inefficace sulll'immigrazione.

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=12406

venerdì 3 luglio 2015

SVEZIA: CENTINAIA DI BAMBINI COSTRETTI A PARTECIPARE A PARATA OMOSESSUALE


Circa 120 bambini sono stati costretti a partecipare a un corteo organizzato dalla Swedish LGBT-hall della città di Göteborg.
Questo asilo nido-parade è stato organizzato per la seconda volta in due anni come parte di eventi "occidentalI Pride".
Un evento dove diverse minoranze sessuali, solitamente mezza nude, sfilano per le strade di Göteborg.
I bambini hanno detto a ripetere lo slogan "Hai il permesso di amare - chi vuoi tu".
Alla domanda sul perché i bambini sono stati fatti a partecipare alla manifestazione, l'insegnante di asilo nido Sara Ghazi ha detto:
"Si parla ogni giorno di uguaglianza umana e che non importa che sessualità o colore della pelle si ha ..."
KR: Non Ci sono abbastanza zoo e musei in Svezia?
E' a notizie come questa a cui i russi si oppongono alla lobby gay.
Mentre sicuramente ci sono omofobi in Russia, come in tutti i paesi, la maggior parte delle persone sono tolleranti su ciò che le persone scelgono di fare a porte chiuse.
Ma quando il problema attraversa l'istruzione e appartiene ai loro figli, c'è una molto forte opposizione in Russia.
E 'per questo motivo che le parate gay sono stati vietate a livello locale in Russia.

Fonte:http://fortruss.blogspot.it/2015/07/swedish-daycare-forces-toddlers-to-take.html

giovedì 18 giugno 2015

LA CRISI GRECA HA ESPOSTO CHIARAMENTE L'AVVERSIONE EUROPEISTA PER LE SOVRANITA' NAZIONALI


Quale immagine rimarrà dell'Unione europea sulla scia della crisi greca? Qualunque sia l'esito di questa crisi, che si traduca in un default greco e in una possibile uscita dalla zona euro o in una capitolazione del governo greco, le conseguenze di questa crisi per l'Unione europea e la sua immagine saranno molto profonde. La crisi ha messo in luce l'opacità del processo decisionale nell'UE, nell'Eurogruppo e nella Banca centrale europea. Ha messo in evidenza il carattere antidemocratico di molte di queste decisioni e la sua profonda avversione alla sovranità dei popoli. L'Unione europea, senza rendersene conto, ha assunto il ruolo della defunta Unione Sovietica nello sviluppare l'equivalente di una dottrina della "sovranità limitata". Quindi, qualunque sia l'esito di questa crisi, il suo impatto sull'immagine dell'UE sarà disastroso, scrive Jacques Sapir sul blog RussEurope.
L'Unione europea ha perso la battaglia dell'immagine, prosegue l'economista. Si è dimostrata per quello che è: una struttura oppressiva e repressiva, un insieme profondamente antidemocratico. La reputazione della UE è ormai macchiata dal suo comportamento in relazione alla Grecia.
La rivelazione della vera natura dell'Unione europea ha portato alcuni a confrontarla con un "fascismo soft" , spiega Sapir, e anche se la formula del "fascismo soft" può scioccare è necessario trarre le giuste conclusioni: è ormai chiaro che la lotta per recuperare la sovranità è un requisito essenziale. Non possiamo discutere di questioni importanti se la sovranità dello Stato non viene prima ripristinata e ricostruita, conclude Sapir.

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=12017

martedì 16 giugno 2015

INTANTO AD UN COSIDETTO GAY PRIDE [ATTENZIONE IMMAGINI FORTI]


Riportiamo la foto e la didascalia che il Professor Gianluca Marletta ha pubblicato sul suo profilo Facebook:
Immagine del gay-pride.
Un bambino preso, spogliato, coperto da un festone carnevalesco e mandato a “manifestare”!
Chissà chi é questo bambino, chi sono i suoi “genitori” e quali vicende, scelte, drammi li hanno portati a concepire (per se stessi e per i propri figli) un’esistenza simile.
A noi rimane solo il dovere di guardare e non dimenticare!
Ricordare, nella nostra battaglia per l’Uomo e per la civiltà, anche gli occhi di quel bambino.
Speravamo si trattasse di un fake, magari di un fotomontaggio di cattivo gusto e quindi abbiamo fatto delle ricerche. Purtroppo abbiamo trovato un video in cui viene ripreso lo stesso bambino.
Se da una parte non volevamo farvi vedere il filmato, dall’altra è giusto che ognuno, con i propri occhi, si renda conto del futuro che stiamo preparando alle prossime generazioni.
Riportiamo la foto e la didascalia che il Professor Gianluca Marletta ha pubblicato sul suo profilo Facebook:


Fonte:http://www.losai.eu/intanto-in-un-gay-pride-attenzione-immagini-forti/

sabato 6 giugno 2015

VLADIMIR PUTIN: E' SOLO RESPONSABILITA' DELL'UNIONE EUROPEA SE I RAPPORTI CON LA FEDERAZIONE RUSSA NON FUNZIONANO


“Non è stata colpa della Federazione Russa se i rapporti con i Paesi dell’Unione europea si sono deteriorati. La scelta ci è stata imposta dai nostri partner. Non siamo stati noi a introdurre certe limitazioni nel commercio e nell’attività economica. È stato fatto contro di noi e siamo stati costretti ad adottare contromisure”, così il presidente russo Vladimir Putin in un passaggio dell’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera alla vigilia della visita del presidente russo all’Expo di Milano il 10 giugno prossimo.
L’intervista avrebbe potuto rappresentare un momento di chiarezza sia sui temi di carattere globale realmente importanti come l’impetuoso sviluppo delle relazioni economiche russo-cinesi con annessa banca internazionale Aiib, l’integrazione dei Brics anche finanziaria con il lancio della ulteriore relativa mega-banca, la Sco (Shanghai cooperation agreement), le nuove “vie della seta”, e così via. Invece la terra si appiattisce sullo scenario russo-europeo-Usa. Un’occasione persa.

Come spesso accade quando parlano leader del calibro di Putin, conta non solo quello che dice ma anche quello che non dice. Per esempio, il capo del Cremlino non parla più, ormai, di rapporti organici con l’Unione europea, anzi si riferisce al mostro di Bruxelles soltanto per lamentare il doppiopesismo rispetto all’integrazione economica dei paesi post-sovietici – unione doganale poi divenuta Unione economica euroasiatica – che, a differenza di quella tra i paesi occidentali, sarebbe stata ostacolata in ogni modo: “…oggi ho l’impressione che fosse l’Europa a cercare di costruire con noi rapporti puramente su base materiale ed esclusivamente a proprio favore. Parlo per esempio dell’energia, dell’accesso sui mercati europei negato alle nostre merci nel campo dell’energia nucleare nonostante i tanti accordi. Oppure della riluttanza a riconoscere la legittimità delle nostre azioni e a collaborare con le unioni di integrazione nello spazio post-sovietico, mi riferisco all’Unione doganale che ora è diventata l`Unione economica euroasiatica. Perché quando si integrano i Paesi europei è considerato normale, ma se noi nello spazio post-sovietico facciamo lo stesso si cerca di interpretarlo come il desiderio della Russia di ricostruire una specie di impero? Non capisco questi approcci”, sostiene Putin, che aggiunge: “Tempo fa ho parlato della necessità di creare uno spazio economico unico da Lisbona a Vladivostok. E in realtà molti anni prima di me anche il presidente francese De Gaulle aveva detto qualcosa di simile. Nessuno pone obiezioni, tutti dicono: bisogna cercare di farlo. Ma in realtà cosa succede? … [il] partenariato orientale dell`Ue vuole integrare tutto lo spazio post-sovietico nell`unico spazio economico con l’Europa, … da Lisbona a Vladivostok, oppure tagliare qualcosa e creare nuove frontiere tra la Russia di oggi e la restante parte occidentale, comprese Ucraina e Moldova?”.
Pare proprio che la Russia di Putin abbia ormai archiviato la questione dell’Europa come soggetto unitario per dedicarsi ai rapporti bilaterali, ai quali riserva parole ben diverse. Per esempio sulla Grecia, recentemente invitata a partecipare niente meno che alla banca dei Brics e in consultazione regolare con Mosca. Alla domanda “se la Grecia uscisse dalla zona euro, la Russia sarebbe pronta a darle appoggio politico nonché prestarle assistenza economica?”, zar Putin risponde tra l’altro: “Noi sviluppiamo le relazioni con la Grecia indipendentemente dal fatto che sia membro dell’Unione Europea e della Nato o si trovi nella zona euro. Abbiamo con questo Paese rapporti storici, molto vicini e di buon partenariato, ma è una scelta sovrana del popolo greco di stare in certe unioni o zone”.

Progetti di gasdotti attraverso la Turchia, incluso il Turkish Stream di origine russa, che sovrebbe raggiungere l’Europa attraverso la Grecia

Rispetto all’Italia, cui il capo di stato russo riconosce un rapporto privilegiato di lunga durata, e a Silvio Berlusconi in particolare la paternità della “creazione del Consiglio Nato-Russia, un organo di consultazione che certamente è diventato fattore importante di garanzia della sicurezza in Europa”, Putin ha evidenziato la notevole crescita dell’interscambio negli anni passati: “cresciuto di 11 volte, toccando quasi 49 miliardi di dollari. In Russia operano 400 aziende italiane. Stiamo lavorando attivamente insieme nel settore dell’energia. L’Italia è il terzo acquirente dei nostri prodotti energetici. Ma cooperiamo anche nell’alta tecnologia, dallo spazio all’aeronautica. Quasi 1 milione di turisti russi sono stati in Italia l’anno scorso e vi hanno speso circa 1 miliardo di euro”, guardandosi bene dal dire che a causa delle pressioni di Bruxelles eterodirette da Washington è fallito il progetto South Stream, sostituito dal Turkish Stream che poi potrebbe connettersi comunque all’Europa saltando l’Italia e le commesse alla Snam ma attraversando la Grecia, nonché il fatto che grazie alle sanzioni euro-Usa i turisti russi sono quasi scomparsi dall’Italia insieme al loro miliardo di euro, infine sorvolando sui danni delle contro-sanzioni russe al settore agro-alimentare italiano.
Per concludere distensivamente, sull’Italia, tra pragmatismo e cortesia per l’interlocutore: “La visita dell’attuale Presidente del Consiglio italiano in Russia [Matteo Renzi, 5 marzo scorso] è stato un segnale molto importante della disponibilità dell’Italia all’ulteriore sviluppo di questi rapporti. Noi siamo pronti e disposti ad andare avanti tanto quanto lo saranno i partner italiani. Spero che anche il mio viaggio a Milano serva a questi obiettivi”.
Per il resto, niente di nuovo, con il giornalista del Corriere a cercare di avere qualche risposta sulla crisi ucraina (cause, prospettive) e Putin a ribadire la propria posizione sintetizzabile in poche parole: voi (Usa ed Ue) l’avete provocata, noi abbiamo reagito secondo le leggi internazionali con l’annessione della Crimea, insieme alla Merkel e a Hollande abbiamo siglato gli accordi Minsk-2 che ora devono essere rispettati e, se non lo saranno, sarete voi a pagarne il prezzo più alto.


Sulla pace globale, infine, di fronte alla domanda “Ha ragione l’Occidente a temere di nuovo l’orso russo? E perché la Russia assume toni così conflittuali?”, il leader russo risponde citando Otto von Bismarck: “Non sono importanti i discorsi, ma il potenziale”, intendendo e in parte esplicitando che mentre la Nato ha inglobato paesi sempre più prossimi ai confini russi, come le Repubbliche Baltiche e la Polonia (contro gli accordi del 1990 con Gorbaciov), e ivi sviluppato una enorme quantità di basi operative, con “sommergibili americani vicino alle coste della Norvegia dotati di missili in grado di raggiungere Mosca in 17 minuti”, la Russia è stata costretta a “ripristinare i sorvoli sull’Atlantico e sul Pacifico, vicino alle coste europee e americane” ma soltanto “in modo tale da garantire la sicurezza della Russia”, nonché a sviluppare “il nostro potenziale offensivo strategico e sistemi in grado di superare la difesa antimissilistica” soprattutto dal momento che “gli Stati Uniti sono unilateralmente usciti dall’Accordo sulla difesa antimissile, l’Abm, la pietra angolare su cui si basava gran parte del sistema di sicurezza internazionale”.

Francesco Meneguzzo


Fonte:http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/putin-ne-frego-delleuropa-24921/



BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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