ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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martedì 23 maggio 2017

GIAPPONE: SCIAME DI TERREMOTI SUL VULCANO TOSHIMA



Il vulcano To-shima è un complesso di andesite basaltico e si trova a circa 20 km ad ovest della parte principale vulcanica.
L'isola ha scogliere ripide fino a 300 m di altezza su 3 lati. Sul lato nord più dolcemente inclinato, si trova il piccolo villaggio di To-shima.
L'ultima eruzione conosciuta del vulcano To-shima era tra 9000 e 4000 anni fa e ha prodotto un flusso di lava dal cratere Kajiana.
Già nel marzo 2013 l'isola vulcanica ha registrato una sequenza di terremoti di magnitudo massima fino a 2.0.

Molti tremiti sono stati registrati a magnitudini superiori a 2.0
Recentemente una nuova sequenza di terremoti ha iniziato a manifestarsi nell'area con magnitudo di 2.6 a profondità di 11,6 km; 3.8 a profondità di 11.3 km; 2.5 a profondità di 11.5 km; 3.1 a profondità di 13.4 km e 2.7 a profondità di 12,8 km.

Questo sciame di terremoti sembra come il precedente il segnale di un'intrusione magmatica in profondità del vulcano.











Fonti:
https://www.volcanodiscovery.com/to-shima.html
https://www.volcanodiscovery.com/to-shima/news/30539/To-shima-volcano-Izu-Islands-Japan-earthquake-swarm.html

lunedì 15 maggio 2017

ISLANDA: GRIMSVOTN E ORAEFAJOKULL TREMANO


L'attività sismica del vulcano Grimsvotn negli ultimi mesi è notevolmente diventata più frequente rispetto agli anni scorsi.
Essendo un vulcano che erutta con una periodicità breve di circa 3-4 anni si può dedurre che dalla sua ultima eruzione nel 2011 una sua eruzione è in ritardo sulla scala, di conseguenza l'aumento dell'attività sismica nell'area in questi giorni lo si può associare al fatto che la pressione al suo interno è in aumento e la camera magmatica principale è in espansione.

La sua ultima eruzione del maggio 2011 è stata la maggiore in 140 anni, con classe VEI 4.
E' difficile stabilire l'entità della prossima, probabilmente questione di mesi visto l'aumento dell'attività sismica, ma indubbiamente le sorprese non manchereanno.
Un'ulteriore scarica di attività sismica a bassa energia la si è avuta nell'area del vulcano Oraefajokull, questo è un vulcano difficile da anticipare quando entra in eruzione in quanto si tratta di un vulcano a magma riolitico a base di silice, estremamente denso e in grado di produrre grandi eruzioni pliniane con poco anticipo dal momento come si è osservato spesso in questo genere di vulcani in Cile e Indonesia.
L'attività sismica nell'area è diventata più frequente con il passare degli anni quindi è logico aspettarsi entro pochi anni una nuova fase esplosiva anche se è difficile anticipare come appena spiegato, potrebbe avvenire entro pochi giorni o settimane come tra qualche anno. Ma i segni sono sulla strada.

venerdì 12 maggio 2017

IL VULCANO TORFAJOKULL PREPARA L'ERUZIONE


Il vulcano Torfajökull ( "ghiacciaio di Torfi") è un stratovolcano riolitico e situato a nord di Mýrdalsjökull.
Il Torfajökull ha eruttato nel 1477 ed è costituito dalla più grande area di rocce siliciche estrusive in Islanda.
L'eruzione del vulcano intorno all'870 ha lasciato un sottile strato di tefra in tutto l'Islanda. Questo strato consente di determinare le date esatte di numerosi reperti archeologici, come nel Museo Reykjavík 871 ± 2.
Nel corso della giornata del 11 maggio un breve sciame sismico legato ad un'intrusione di magma è avvenuto poco a ovest della caldera sotto un vecchio centro eruttivo.

Ad attirare l'attenzione sul fenomeno tuttavia non è stata l'intrusione magmatica in se, ma il fatto che il fenomeno si è ripetuto su più scale differenti volte nel recente periodo.
Un terremoto legato ad un'intrusione magmatica si è verificato già nel ottobre 2010, il terremoto che era solo ML1.7 di dimensioni, ma la profondità era di 15 km.
Ma questa profondità indica che il terremoto è stato avviato dal magma piuttosto che da processo tettonico nella zona. Ciò significherebbe che nel torrente Torkulokull iniziava ad intrusione una diga.
Un'altra sequenza sismica è stata osservata nel febbraio 2013.

Questo è stato un piccolo sciame sismico. Con il più grande terremoto che ha avuto solo magnitudine 2.6.
La profondità di questo terremoto è stata di circa 2 a 4 km.

Il 31 luglio 2014 si è verificato un'altro sciame di terremoti nel vulcano Torfajökull.
L'intensità più forte di questo terremoto ha avuto una magnitudo di 2.3. La profondità era da 15.1 km a circa 1.0 km.

Il 23 luglio 2015 è avvenuto un maggiore sciame sismico e anche più diffuso in tutta l'area della caldera.
La causa è stata ipotizzata nei cambiamenti geotermali nell'area del vulcano, tuttavia c'è la possibilità che si tratti di un fenomeno legato ai movimenti magmatici in quanto osservare cambiamenti geotermali in un'area così vasta è piuttosto strano, senza calcolare il fatto che un cambiamento tanto diffuso deve implicare per forza una maggiore attività magmatica.

Il 3 dicembre 2015 un'altro piccolo sciame di terremoti ha avuto luogo nel vulcano Torfajökull. Questo era uno sciame minore e nessuno dei terremoti andava oltre la magnitudine 2,0.


Nel febbraio 2016
una maggiore diffusione dell'attività sismica è stata registrata nell'area del Torfajokull, nessuno dei terremoti ha superato la magnitudo 3.0, si è trattato solo di terremoti minori, ma ancora una volta è interessante il fatto che l'attività sismica sembri farsi sempre più diffusa con il passare del tempo.

Infine arriviamo a giugno 2016 è un terremoto di magnitudo 3.0 colpisce l'area dei primi sciami sismici e avviene non molto lontano dall'area in cui recentemente si è registrata un'altra intrusione magmatica.
E' opinione di chi scrive che l'area del Torfajokull nel corso dei recenti anni si stia preparando per una nuova fase eruttiva.
Si tratta di un vulcano riolitico di conseguenza magma denso che produce eruzioni a carattere pliniano, tali eruzioni vengono precedute da brevi sciami sismici e solitamente avvengono con scarso preavviso sismico prima della fase eruttiva.








mercoledì 10 maggio 2017

PERU': NUOVA FASE ESPLOSIVA SUL VULCANO SABANCAYA


L'attività esplosiva è aumentata in media a 41 esplosioni al giorno e riduce i valori di spostamento di 125 cm2. Allo stesso modo, il numero di terremoti associati a movimenti fluidi e l'aumento del magma sono aumentati. Tra il 01 e il 03 maggio sono stati registrati quattro eventi di rottura di roccia entro 25 km dal vulcano, con grandezze tra 3.7 e 4.2 di magnitudo, situate in direzione di Maca, Pinchollo e Cabanaconde.
• Le colonne eruttive di gas e ceneri hanno raggiunto circa 3500 metri sopra il cratere, e si estendono su un grande raggio di 40 km in direzione nord-est e orientale.
Con il metodo GPS non è stata registrata alcuna deformazione vulcanica sul vulcano.
• Il flusso di gas vulcanico (SO2) ha raggiunto un massimo di 1716 tonnellate al giorno il 05 maggio.
Il Sabancaya è entrato in un nuovo ciclo eruttivo.

Fonte:https://lechaudrondevulcain.com/blog/2017/05/10/may-10-2017-en-sabancaya-villarica-san-miguel-pacaya/

GIAPPONE: L'ISOLA DI NISHINOSHIMA CONTINUA A ESPANDERSI


Le foto scattate dal satellite USGS Landsat 8 / Earth Explorer il 9 maggio 2017 dettagliano l'attività di Nishinoshima .
Il flusso di lava in direzione della costa sud-occidentale è sempre attivo e ha modificato la linea costiera.
Si trova ai margini dell'altopiano meridionale dell'antica isola, affacciata su una ripida pendenza che in futuro dovrà avvenire un difficile equilibrio tra i volumi di lava che arriveranno e i crolli dovuti alla pendenza.
Il pennacchio impedisce la visione dell'evoluzione del cono centrale piroclastico.

Fonte:http://www.earth-of-fire.com/2017/05/news-from-the-poas-the-reykjanes-peninsula-and-the-nishinoshima.html

ISLANDA: NELLA PENISOLA DI REYKJANES L'ATTIVITA' GEOTERMICA E' IN FERMENTO


L'attività nei siti geotermici sulla penisola di Reykjanes è in crescita negli ultimi mesi.

Una delle sorgenti termali più conosciute della regione, Gunnuhver alla punta meridionale della penisola, sta attualmente mostrando una maggiore attività che in qualsiasi momento nel passato recente. Numerosi grandi eventi sismici sono stati registrati sulla costa di Reykjanes, indicando una crescente attività geologica.
Reykjanes è tra le regioni più vulcanicamente attive dell'Islanda.
Un portavoce del Geopark di Reykjanes ha detto al quotidiano locale Morgunblaðið che tutti i fori e le sorgenti termali nelle aree geotermiche della penisola stanno mostrando crescenti livelli di attività negli ultimi mesi.
Colonne di vapore alte si alzano da geyser e buche geotermiche.
I geofisici che hanno parlato con Morgunblaðið hanno dichiarato che l'attività crescente non è necessariamente un segno di un'eruzione imminente, in quanto le aree geotermiche mostrano frequentemente diversi livelli di attività. Tuttavia, sono stati recentemente osservati grossi terremoti nelle estremità opposte della cintura vulcanica di Reykjanes.

Quest'anno, tre forti terremoti sono avvenuti i sul crinale di Reykjanes, a ovest dell'isola di Eldey, e la terra ha tremato anche a est del vulcano Hengill, a sud del parco nazionale di Pingvellir.

Fonte:http://www.earth-of-fire.com/2017/05/news-from-the-poas-the-reykjanes-peninsula-and-the-nishinoshima.html

martedì 9 maggio 2017

HAWAII: ACCELERA L'ESPANSIONE DELLA SOMMITA' DEL MAUNA LOA


L'inflazione sulla sommità del Mauna Loa, legata all'espansione di un nuovo corpo di magma appena sotto la superficie della sua caldera, continua con tassi più elevati rispetto a quelli precedentemente stabiliti.
Durante l'ultima settimana una sequenza di terremoti minori sono stati registrati lungo il settore est ad una profondità massima tra i 5 e i 13 chilometri, legati indubbiamente all'espansione della camera magmatica.
Sono stati registrati diversi terremoti lungo il fianco occidentale del gigantesco vulcano.
Le misurazioni GPS continuano a manifestare una crescente inflazione legata all'aumento della camera magmatica del vulcano.


Le variazioni di inflezione della caldera del Mauna Loa, misurate tra le stazioni GPS MOKP e MSLP (vedere mappa nel riquadro). Le linee verticali e sottili indicano le eruzioni nel 1975 e 1984. Il tasso mensile di terremoto sono mostrati in nero.


Grandi estensioni associate alle eruzioni del 1975 e 1984 sono state causati da eruzioni di magma dalla sommità del vulcano ed è accompagnata da un aumento della frequenza sismica.
Durante l'eruzione del 1984, l'area della sommità si è abbassata e ristretta rapidamente quando il magma ha lasciato la camera magmatica per alimentare l'eruzione lungo la spaccatura zona nord. Quando l'eruzione si è fermata, la parte superiore bacino magmatico immediatamente ha cominciato a gonfiarsi.
L'inflazione ha cessato nel 1993 iniziando una lenta subsidenza.
Nel maggio 2002, gli anni di lenta contrazione e subsidenza hanno bruscamente cambiato in estensione ed elevazione.
Le misure GPS e mostravano schemi di movimento della superficie che indicava un nuovo afflusso di magma in un sistema complesso superficiale.
Il tasso di espansione e riabilitazione hanno significativamente aumentato nel luglio 2004, quando uno sciame di terremoti profondi èp iniziato.
L'elevato tasso di inflazione ha rallentato considerevolmente nel 2005 e ha continuato a raffreddarsi fino a quando non è completamente cessato a metà del 2013.
L'inflazione ha iniziato nuovamente a metà 2014.

Fonte:https://lechaudrondevulcain.com/blog/2017/05/07/07052017-fr-nevados-de-chillan-mauna-loa-popocatepetl-volcans-de-californie/

lunedì 8 maggio 2017

UNA CRISI VULCANICA ALL'ORIZZONTE?



Recentemente abbiamo assistito ad un maggior incremento dell'attività esplosiva ed effusiva da parte di diverse aree vulcaniche in tutto il mondo.
In Islanda l'attività sismica e vulcanica nell'area del vulcano Bardarbunga fino all'area del vulcano Askja sta mostrando un'aumento della frequenza di terremoti legati ad intrusioni magmatiche e recenti misurazioni CGPS confrontate con quelle di alcuni anni fa hanno mostrato una maggiore inflazione sia nell'area del vulcano Katla sia nell'area del vulcano Bardarbunga, confermando che l'Islanda è coinvolta in un processo di diffusione della Dorsale Nord Atlantice che spesso si traduce in una serie di eruzioni nell'arco di pochi hanno con una sequenza di spaccature in grado di produrre vasti campi lavici della larghezza di diversi chilometri.

Quanto accaduto durante l'eruzione del vulcano Bardarbunga nel periodo 2014-2015 era solo la fase iniziale di questo fenomeno che si sta estendendo anche a nord nell'area del vulcano Askja.

Velocità e accelerazioni da 62 stazioni CGPS ​​in Islanda. Il colore indica il valore e la dimensione dei cerchi indica la precisione (maggiore è migliore). I valori indicati sono per il 2014.

Da Compton, Bennett e Hreinsdóttir (2015). Inflazione GPS da tre stazioni. Sinistra: misurazioni. Medio: dopo la sottrazione di inflazione annuale e lineare (linea retta). Destra: dopo sottrazione di un termine di accelerazione.  
E' lo stesso fenomeno che avviene sul fondale oceanico durante la quale si forma nuova crosta terrestre durante l'emissione di abbondanti quantità di basalto, il fenomeno differisce in Islanda in quanto tale isola è la parte emersa della dorsale oceanica atlantica.
Sembrerebbe inoltre che il medesimo fenomeno stia coinvolgendo anche l'Africa orientale con un processo di rifting che sta causando un notevole fermento dell'attività nei vulcani etiopi oltre al processo di formazione di nuove fratture del suolo, questo fenomeno ha avuto inizio già nel 2005 ed è tuttora in corso, dal punto di vista temporale dell'esistenza umana è come se fosse appena iniziato ieri.

In Etiopia, il vulcano Erta Ale ha subìto un notevole periodo di cambiamento del suo carattere eruttivo, dove le enormi masse di magma che spingono dal basso verso l'alto hanno portato alla formazione di nuove fratture eruttive e portato alla tracimazione del lago di lava all'interno della caldera del vulcano.
Erta Ale è stato attivo per più di 100 anni, ha cominciato a fratturasi quando la lava nei suoi laghi fusi ha cominciato a salire.
Le immagini della NASA hanno rivelato che nuove spaccature hanno iniziato serpeggire nella loro strada attraverso il terreno vulcanico portando alla risalita dei flussi lavici.
Le fratture ora stanno cominciando a lacerare il terreno vulcanico e gli scienziati locali della Università di Addis Abeba stanno ora studiando le crepe per capire il fenomeno.
Dal 2005 ad oggi l'attività vulcanica sembra essere in aumento.
Nel 2005 in Etiopia, durante un'intensa attività sismica si è aperta un'enorme frattura-
I geologi sono rimasti davvero sorpresi di quanto velocemente si è sviluppata, una spaccatura lunga 60 chilometri si è aperta in Etiopia.
Esso si è verificato nel corso di un paio di giorni, nel 2005, e la spaccatura è ancora in espansione.
Secondo notizie recenti, in particolare quelli presso l'Università di Addis Abeba, in Etiopia, la spaccatura è in costante espansione.
Cynthia Ebinger, un geologo presso l'Università di Rochester a New York, non poteva credere a quello che si diceva dai deserti dell'Etiopia.
E 'stata un impiegato presso una società Mineralogia - e ha riferito che il famoso vulcano Erta Ale nel nord-est dell'Etiopia è stato in eruzione.
Ebinger, che ha studiato il vulcano per anni, è stato preso alla sprovvista. Il cratere del vulcano era sempre riempito con una massa ribollente di lava argento-nero, ma era stata decenni dalla sua ultima eruzione.
La terra è in subbuglio nel nord-est dell'Africa, e la regione sta cambiando rapidamente. Il pavimento del deserto trema e si frattura.
In Africa, i ricercatori sono certi, si sta dividendo oltre ad un tasso raramente visto in geologia.
Ma nella depressione della Dancalia, nella parte settentrionale della valle, l'oceano potrebbe arrivare molto prima.
Lì, basse colline, a 25 metri (82 piedi) sono l'unica cosa che trattengono le acque del Mar Rosso.
La terra dietro di loro si è già abbassata decine di metri dal livelli precedenti e depositi di sale bianchi sul pavimento del deserto testimoniano invasioni del mare nel passato del mare.
Ma la lava ha ben presto soffocato il suo accesso.
Per ora, nessuno può davvero dire quando il mare finalmente inonderà il deserto.
Ma quando lo fa, spotrebbe andare in fretta. "Le colline potrebbe affondare nel giro di pochi giorni," afferma Tim Wright, un ricercatore presso l'Università di Leeds 'Scuola di Terra e Ambiente, in una conferenza organizzata dalla American Geophysical Union (AGU) a San Francisco.
Negli ultimi anni, la trasformazione geologica del nord Africa ha "accelerato in modo drammatico", dice Wright. Infatti, il processo va molto più veloce di quanto molti avevano previsto.
Negli ultimi anni, i geologi avevano misurato pochi millimetri di movimento ogni anno. "Ma ora la terra si sta aprendo al metro", dice Loraine Field, studioso presso l'Università di Bristol che ha anche partecipato alla conferenza.
Scosse telluriche causano profonde fessure nel deserto e la terra in Africa orientale sconvolgendola come vetro rotto.
I ricercatori nel Golfo di Tagiura, che si protende nel Gibuti dal Golfo di Aden, hanno registrato una raffica di scosse sismiche. "I terremoti stanno accadendo sulla dorsale medio-oceanica", riferisce Ebinger.
La lava sgorga da fessure in questi intervalli dai vulcani sottomarina per creare continuamente nuova crosta terrestre - quando si indurisce, diventa parte del fondo del mare.
Con il magma che si accumula verso l'alto, si diffonde sul fondo dell'oceano su entrambi i lati, spostando placche tettoniche e causando tremori.

Negli ultimi mesi (periodo 2005), il tremore nel Golfo di Tagiura è stato sempre più vicino alla linea di costa.
Come spiega Ebinger, la scissione del fondo oceanico si estende progressivamente alla terra ferma.
Questo è già il caso lungo alcune linee di faglia nel deserto etiope, creando uno spettacolo geologico che può altrimenti essere assistito solo in profondità sotto la superficie dell'oceano.
Anche il modello di terremoti supporta la conclusione che il paesaggio del deserto sta trasformando il fondale marino profondo, secondo un recente articolo sul Journal of Geophysical Research pubblicato da Zhaohui Yang e Wang-Ping Chen, due geologi presso la University of Illinois a Urbana- Champaign.
I ricercatori hanno registrato diversi terremoti forti a bassa profondità nel nord-Africa, simili a quelle che sono altrimenti visibili solo su dorsali medio-oceaniche in alto mare.
Negli ultimi mesi, i ricercatori hanno anche registrato una forte sequenza nell'attività vulcanica.
In effetti, i geologi hanno scoperto eruzioni vulcaniche vicino la superficie della terra in 22 posti nel triangolo di Afar nel nord-est dell'Africa.
Il magma ha causato crepe fino a otto metri (26 piedi) di larghezza nel terreno, riporta Derek Keir presso l'Università di Leeds.
Mentre la maggior parte del magma rimane sotto la superficie, in luoghi come Erta Ale ha raggiunto la superficie.
Gli scienziati hanno anche osservato che il tipo di magma che ribolle nella regione è il tipo altrimenti visto solo dalle dorsali medio-oceaniche in profondità sotto la superficie dell'acqua.
Una delle sue caratteristiche distintive è una bassa percentuale di acido silicico.
Il magma che esce di Erta Ale ha la stessa composizione chimica con il tipo che emerge dai vulcani di alto mare.
L'intera regione somiglia sempre un fondo dell'oceano - senza acqua.
Il nuovo scoppio di attività è iniziata nel 2005 , quando una frattura di 60 chilometri improvvisamente si è formata nella Depressione di Afar.
Da allora, circa 3,5 chilometri cubi di magma sono scaturiti, secondo Tim Wright - sufficiente a coprire l'intera area di Londra per l'altezza di una persona media.
Dal punto di vista geologico, la velocità con cui il magma sta spingendo avanti è sorprendente.
Sta incanalando la sua strada attraverso la roccia sotto la superficie della terra a velocità fino a 30 metri al minuto, riporta Eric Jacques presso l'Istituto di Fisica della Terra di Parigi.
Le misurazioni satellitari attestano le conseguenze: in un tratto di 200 chilometri che zampilla con il magma, il terreno si presenta come l'asfalto in una calda giornata estiva.

Il magma in quel periodo si è anche spostato sotto il vulcano Dabbahu nel nord dell'Etiopia, afferma Lorraine Campo da San Francisco.
I dati satellitari hanno anche dimostrato che un'area molto più grande è stato segnato da fratture di quanto precedentemente supposto, dice Keir.
Correnti sotterranee di magma hanno anche portato le temperature del suolo a picco in Egitto orientale, afferma una squadra di geologi da Istituto Nazionale di Ricerca in Egitto di Astronomia e Geofisica in Sismologic Research Letters. Alla conferenza AGU, della Columbia University James Gaherty ha riferito che le eruzioni di magma hanno strappato un taglio di 17 chilometri nel pavimento del deserto nella parte settentrionale del Malawi e che la pressione laterale ha anche sollevato la terra circostante fino a 50 centimetri (20 pollici) in alcuni punti.

L'impennata più violenta di magma in questi ultimi anni, però, è accaduta in un luogo inaspettato.
Nel maggio 2009, un vulcano sotterraneo, si è risvegliato in Arabia Saudita, il suo nome è Harrat Lunayyir.

Un forte terremoto di magnitudo 5.7 è stato accompagnato da decine di migliaia di scosse più lievi costringendo 30.000 persone a cercare riparo.
Magma ha eruttato fuori dal terreno in un'area delle dimensioni di Berlino e Amburgo afferma Sigurjon Jonsson dal Re Abdullah University of Science and Technology nel corso della riunione AGU.
Il fatto che l'eruzione ha avuto luogo circa 200 chilometri (124 miglia) di distanza dalla linea di faglia in Nord Africa "ha sorpreso tutti noi", dice Cynthia Ebinger.
E il più grande cantiere geologico del mondo continua ad espandersi.
Loraine Field conferma che sempre più magna sta spingendo la sua strada verso la superficie della terra, aggiungendo che: ". La camera magmatica si sta caricando"
David Ferguson dell'Università di Oxford prevede un considerevole aumento eruzioni vulcaniche e terremoti nella regione nel prossimo decennio.
Essi, dice, "sarà di sempre di più grande intensità."

Tale previsione è stata confermata nel giugno del 2011 quando entrò in eruzione il considerato estinto vulcano Nabro.

Nel 2011 l'attività vulcanica in Etiopia è aumentata ulteriormente quando il vulcano Nabro, del quale non aveva avuto nessuna eruzione storica, si è risvegliato eruttando grandi quantità di lava e biossido di zolfo nell'atmosfera per diversi mesi.
I cambiamenti di Erta Ale in Africa orientale potrebbero essere solo la fase iniziale di una serie di fasi eruttiva in altre aree appena descritte.

Sull'Oceano Pacifico invece, un'altro vulcano che fa parlare di se per la longevita delle sue recenti fasi eruttive è l'isola di Nishinoshima.
Prima del 1974, Nishinoshima formò una piccola isola verde che non aveva avuto eruzioni negli ultimi 10.000 anni.
L'isola era solo la punta di un vulcano sottomarino di circa 3.000 m di altezza e di 30 km largo alla base.
Il suo ultimo periodo di attività era stato dal tardo Pleistocene all'Olocene.
Il vulcano prende la forma di una caldera, con l'originale Nishinoshima e alcune rocce vicine che fanno parte del crinale nord-ovest di una caldera di circa 1 km (0,6 mi) di diametro.
Nel novembre del 2013, un'eruzione ha creato una nuova isola a sud-sud-est dalla costa dell'isola originale.
Nel dicembre 2013 l'isola è salita di 20-25 m sul livello del mare, con una superficie di 56.000 metri quadrati.
L'isola era considerata abbastanza grande per mantenere una presenza sul livello del mare per almeno diversi anni.
Durante il luglio e agosto 2014, il flusso di lava è aumentato, causando l'espansione dell'isola verso est. 
Tra il settembre e il dicembre, il flusso di lava è aumentato ulteriormente verso nord, quasi completamente superando l'isola preesistente.
Il 27 dicembre 2014 le autorità giapponesi hanno dichiarato che l'isola aveva raggiunto dimensioni di circa 2,3 km 2 e si stima che sia aumentato a circa 110 metri sopra il livello del mare e che il vulcano fosse ancora attivo . 
Un cono piroclastico si è formato intorno alle aperture che hanno aumentato ulteriormente l'isola a circa 135 metri entro il 23 febbraio 2015.
Dopo essersi calmato nell'agosto 2015, l'attività eruttiva riprese in modo vigoroso nel aprile di quest'anno con diversi grandi flussi di lava diretti verso la costa.

Due nuovi crateri si sono aperti segno che una grande attività potrebbe presto diffondersi sull'isola vulcanica.
Anche negli ultimi due mesi l'attività vulcanica è stata piuttosto notevole nell'area della Cintura di Fuoco dell'Oceano Pacifico.

A fine marzo una potente eruzione vulcanica ha scosso la Russia quando il vulcano Kambalny, quiescente da 250 anni, proiettando imponenti colonne di cenere ad almeno sei chilometri di altezza.
Ulteriori violenti episodi di attività vulcanica si sono verificati in Indonesia, il vulcano Sinabung, e in Guatemala, dal vulcano Fuego.

La quarta eruzione dell'anno del vulcano Fuego è stata un susseguirsi di esplosioni costanti che generavano colonne di cenere che si innalzavano a circa 5 a 6.000 metri di altezza coinvolgendo una grande zona a ovest e sud su circa cinquanta chilometri.


Questa eruzione è stata la più alta registrata dal 2012.
Il livello di allarme sollevato ad arancione ha costretto l'evacuazione di 300 persone a Panimache I, e il villaggio di Sangre de Cristo sul fianco occidentale.
Le classi sono state sospese in 10 scuole situate in Aldeas San Ándres Ozuna, Ceylán, La Rochela, Chuchu, Belice, Campamento, El Rodeo, Trinidad, Guadalupe e Don Pancho.
I media hanno diffuso cautela ai conducenti a causa di un'elevata perdita di visibilità.
Negli ultimi 5 anni le eruzioni del vulcano Fuego sembrano essersi fatte più intense.
In Indonesia, il recidivo vulcano Sinabung continua a far parlare di se con una nuova sequenza di forti esplosioni.
Il vulcano era stato inattivo per oltre quattro secoli, con la più recente eruzione che si verificò nel 1600, anche se altre fonti parlano di almeno 1200 anni, quando nel agosto 2010 il vulcano si risvegliò con imponenti colonne di cenere.
L'attività riprese vigore nel 2013 e da allora alterna a periodi di calma a periodi di intensa attività esplosiva alternando la formazione di una cupola di lava viscosa sulla sommità accompagnata da collassi e dal rilascio della pressione con violente esplosioni, sembra che la fonte del magma di Sinabung sia la stessa del vulcano Toba.

Il Sinabung, il 7 maggio ha visto alcune esplosioni accompagnate da colonne di cenere. Si sono raggiunti i 2 e i 3.000 metri sopra la vetta.
Nei giorni scorsi, la cupola sudorientale ha ripreso la sua crescita e presenta il rischio di crolli e flussi piroclastici.

Si tratta indubbiamente di un vulcano irrequieto quando lo è diventato recentemente il vulcano Poas in Costarica.

Il vulcano Poas è stato uno spettacolare vulcano fino a pochi mesi fa, con un lago acido al centro del cratere che indubbiamente era una notevole attrazione turistica.

Recentemente un'aumento dell'attività sismica e magmatica hanno causato un aumento delle eruzioni freatiche, esplosioni di vapore legate alla presenza di acqua a contatto con rocce arroventate.
I cambiamenti geofisici e geochimici osservati nel vulcano Poas hanno suggerito un'intrusione di nuovo magma dalle profondità a livelli più superficiali.
Il 6 aprile, l'attività delle fumarole esistenti presso la nuova cupola nel cratere attivo si è intensificata.
Il 7 aprile, intorno alle 11, una nuova fumarola è apparso a 200 metri a sud della Laguna Caliente; l'altezza del pennacchio era di circa venti metri, mentre le fumarole della cupola sono divente più forte e più alte.
Un chiaro aumento dell'attività geotermica.
È stata osservato una forte odore irritante, indicando la presenza di una elevata concentrazione di gas magmatici freschi (biossido di zolfo e acido cloridrico).
L'8 aprile le squadre Ovsicori che lavorano nel settore della webcam hanno visitato il sito e ha confermato la presenza di una nuova fonte vigorosa.
L'acqua ha la temperatura di ebollizione (~ 90 ° C) creando un torrente a Playón ed una colonna di vapore.
Questa acqua è ricca di gas acidi magmatici.
Tra le più significative eruzioni vere e proprie in tempi recenti si segnala quella che ebbe luogo il 25 gennaio 1910, in occasione della quale emise 640000 tonnellate di cenere.
Le eruzioni più violente e catastrofiche si verificarono invece nel periodo compreso tra il 1952 e il 1954, quando il vulcano bombardò le aree circostanti con rocce e lapilli.
Nel corso dell'ultimo decennio ci sono state una serie di indicazioni che il vulcano sta lentamente costruendo verso una nuova eruzione.

Il 16 aprile, la sera, due grandi eruzioni sono state registrate alle 20:22 e 22:42, ma non visualizzate a causa delle condizioni atmosferiche; Il 17 aprile, le immagini della webcam hanno rivelato la scomparsa quasi totale della cupola intracraterica e un aumento della superficie del lago di acido.

Il 18 aprile, una piccola eruzione alle 05:47 ha mostrato un piccolo pennacchio seguito da un'altro poche ore dopo accompagnati dall'espulsione di blocchi incandescenti.
Utilizzando un microscopio elettronico a scansione, l'analisi della cenere del Poas rilasciata tra il 12 e il 14 aprile mostra che essa contiene il 5% di materiali minori la caratteristica di queste eruzioni sarebbe freatomagmatica, che non è successa dal 1955.
Quando il magma incandescente viene a contatto con l'acqua, si verificano un tipo di eruzioni particolarmente esplosive, denominate “freatomagmatiche”.
Ciò è dovuto all’enorme differenza di temperatura fra il magma (con temperature anche superiori ai 1000°C) e l’acqua.
Di conseguenza il tipo di eruzioni del vulcano Poas è passato da eruzioni freatiche a eruzioni freatomagmatiche.
A fine aprile la deformazione della crosta terrestre è aumentata ed è stata segnalata un "emissione", molto simile alla settimana precedente (sabato 22 aprile).
Il materiale giovanile (presenza di magma) nei campioni recentemente analizzati mostra un contenuto superiore al 50%.
E' quindi possibile concludere che il vulcano finora si sia limitato ad una sequenza di modeste eruzioni freatiche e freatomagmatiche, non certamente legate a fenomeni magmatici.
Di conseguenza l'accumulo di magma evidenziato dall'aumento della deformazione del suolo continua a identificare che queste sequenza di eventi freatici potrebbe essere solo la fase iniziale di un'evento più grande di origine magmatica.
Quello che si evince dal recente quadro è che siamo entrati in un periodo di intenso irrequieto vulcanismo.















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