ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 8 marzo 2017

L'ETA' DELLE NEVI E DEI VULCANI PREISTORICI


Dal 1968, siamo entrati in un periodo globale di estremi meteo che è stato il più forte tale periodo in più di 1000 anni, dai tempi di Leif Ericsson, il potente Chieftain norreno.
Rimane il parere di questo climatologo che questo ciclo di 70 anni di estremi non raggiungerà il picco almeno fino al 2038.
Noi continueremo a vedere i record meteorologici di lunghe date rotte in tutto il mondo su scala accelerata.
Proprio poco tempo fa la NASA ha annunciato che stiamo vedendo una "fusione senza precedenti" della calotta glaciale della Groenlandia, superando anche la fusione avvenuta 123 anni fa nel 1889.
Questo tipo di improvviso scioglimento in Groenlandia si verifica circa una volta ogni 150 anni ed è un 'ciclo naturale' non è il risultato antropogenico delle attività umane.
E 'stato causato da una grande ondata molto più calda rispetto all'aria normale che ha invaso tutto il continente.
E 'iniziato l'8 luglio e si è conclusa quattro giorni dopo, il 12 luglio 2013.
Mentre un po 'di ghiaccio si scioglie ogni estate in Groenlandia, la fusione del 2012 è stata insolitamente diffuso e copre quasi il 97 per cento della calotta di ghiaccio. Ma, la maggior parte del ghiaccio spesso rimane ed è ancora a diverse miglia di profondità al centro della Groenlandia.
Circa lo stesso tempo che la fusione ha raggiunto un picco a metà luglio, un gigantesco iceberg si è staccato dal ghiacciaio Petermann nel nord della Groenlandia, inondando l'oceano con enormi pezzi di ghiaccio del mare.
Si ritiene che questa fusione della Groenlandia sia direttamente correlata alla peggiore siccità e modello calore nel Midwest degli Stati Uniti di mais e di soia dal 1936.
Un buon 45 per cento del raccolto di mais degli Stati Uniti 2012 è stato valutato scarso dall'USDA Lunedi, 23 luglio 2012.
I germogli di soia sono stati valutati su un record "33 per cento da scarso a molto scarso."
Ci sono stati due giganteschi sistemi ad alta pressione parcheggiati sopra l'emisfero settentrionale durante quella primavera ed estate.
Uno è stato bloccato in posizione in un 'modello Omega' sopra la siccità riarsa, come un forno centrale negli Stati Uniti, e la seconda cresta di alta pressione è stata sopra la Groenlandia portando calore insolito e anormalmente rapido scioglimento del continente.
Ironia della sorte, tra le due creste, abbiamo visto piogge record, temperature eccessivamente fredde e rafficati venti retti chiamati "Derechos" che hanno causato ingenti danni e interruzioni di corrente da fine giugno e ai primi di luglio lungo la costa medio-atlantica degli Stati Uniti.
Il Pacifico nord-ovest interno aveva un giugno estremamente umido e inizio luglio.
Ci sono state gravi inondazioni in Giappone, Russia, India, Bangladesh e Cile.
I 20 centimetri di pioggia in un solo giorno in Giappone hanno rotto un record che risaliva al 1500.
Pechino, in Cina invece, sempre in quel periodo 2012, ha avuto la sua peggiore alluvione degli ultimi 61 anni.
Almeno 77 persone sono state uccise da un'inondazione di più di 10 pollici in 4 ore, che ha inondato il centro di Pechino.
La Mecca, in Arabia Saudita, ha rotto il suo record di calore di tutti i tempi con 51,4 ​​gradi Celsius (124.5 gradi Fahrenheit) di lettura osservati alle 04:10 il 2 giugno.
E 'stato altresì estremamente caldo in Iraq, lo stesso giorno, a 50,5 gradi Celsius (122.9 gradi Fahrenheit ) presso la FAO.
Il 7 giugno, Kakinada in India, ha rotto il suo record di tutti i tempi con una temperatura cocente di 47,3 gradi Celsius (117.3 gradi Fahrenheit).
Negli Stati Uniti, il 30 giugno, Hill City, Kansas, è salita a 116 gradi, un valore elevato di tutti i tempi.
Indianapolis, Indiana, ha colpito 105 gradi, il 2 luglio, allo stesso modo con un nuovo record massimo di tutti i tempi.
Ma, per ogni livello record estremo, c'è anche un record negativo estremo da qualche parte nel sud del mondo sul pianeta.
Ad esempio, record di freddo in Australia hanno mantenuto gli idraulici di fissaggio occupati dallo scoppio deitubi dell'acqua.
Le temperature si sono immerse a partire da -5.2 gradi Celsius la scorsa settimana ad Alice Springs, nel 'cuore' di questo continente polveroso.
Questo è un gelido 22 gradi sulla scala Fahrenheit.
Per l'Australia centrale, questo inverno è stato "il più freddo dal 1970", secondo gli osservatori meteorologici locali.
Temperature record invernali fredde sono state allo stesso modo viste nelle ultime settimane in Cile e Perù in Sud America e in alcune parti del Sud Africa, dove le nevicate registrate hanno bloccato alcune delle principali autostrade, il 15 luglio intrappolando centinaia di persone nelle loro auto.
Due persone sono morte di esposizione a temperature fredde a partire da -11 gradi Celsius, a 12 gradi Fahrenheit.
Si deve dire che anche le Fiji tropicali hanno riferito record di basse temperature, a metà luglio, come ha fatto gran parte della Nuova Zelanda.
Questo è stato anche ad Anchorage, il più freddo luglio dell'Alaska sul record a partire da questa scrittura 26 luglio.
Non dovrebbe sorprendere che il clima si stia diventando più irregolare rispetto al passato, tre fattori sono da prendere in gioco: una maggior frequenza dei fenomeni vulcanici eruttivi; una decrescita dell'intensità dei cicli solari; l'accelerazione dello spostamento del polo magnetico.

Dal 1980 ad oggi,la velocità di deriva il Polo Nord Magnetico è aumentata di oltre il 500%.
Allo stesso modo è interessante notare come anche la decrescita dei cicli solari sia cominciata poco dopo tutto questa accelerazione.

Ciclo solare 21: Dal 1976 a 1986; Ciclo Solare 22: Dal 1986 al 1996; Ciclo solare 23: Dal 1996 al 2008; Ciclo Solare 24: Dal 2008 al 2019;
I fatti si fanno ulteriormente interessanti quando osserviamo che negli ultimi 10.000 anni le temperature hanno seguito un progressivo trend verso il basso nonostante l'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera in corrispondenza con un declino dell'intensità dell'irradiamento solare, anch'esso della durata dello stesso periodo.
In questo grafico sottostante, ricavato in base ai dati delle carote di ghiaccio in Groelandia, si evidenza come nelle ultime migliaia di anni nonostante l'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera, le temperature abbiano continuato progressivamente ad abbassarsi sempre di più.

Ricostruzione dell'attività solare in 11,400 anni.

Sembra che il Sole stia giungendo con l'attuale Grande Minimo, non solo ad una semplice Piccola Età del Ghiaccio, ma ad una vera e propria avanzata dei ghiacciai.
Innanzi tutto bisogna osservare se ci sono prove di un ciclo di 10.000 anni nel vulcanismo e nelle glaciazioni.
"Nuovi vulcani sottomarini si formano ogni 10.000 anni."scrivono gli scienziati Allan Cox e Rovert.
Gli scienziati John E Katherine Imbrie affermano "Durante gli ultimi 2 milioni di anni nessun periodo glaciale è durato più di 12.000 anni.
In termini statistici l'attuale periodo interglaciale è alla fine,malfermo su gambe vecchie ormai di 10.000 anni."
Nelle formazioni del Triassico,Italia settentrionale,sono state trovate prove di un ciclo di 10.000 anni nelle variazioni del livello dei mari.
Esistono "prove evidenti di un ciclo regolare di 10.000 anni nell'oscillazione del livello marino" affermano d'accordo con i colleghi gli scienziati Bosellini e Goldhammer.(Earth Planetsci.Lett 1991)
Anche il vulcanismo condivide il medesimo ciclo.
Le argille nere della fine del Cretaceo contengono picchi di Iridio prodotti dal vulcanismo a intervalli di 10.000 anni, dice Rober Rocchia della Commissione Francese per l'Energia Atomica.
Anche i basalti del fiume Columbia sono stati prodotti da un ciclo eruttivo di 10.000 anni,dice Tony Irving,Università di Washington.
Lo stesso vale per la regione vulcanica di Eifel in Germania.
Inversioni a intervalli di 10.000 anni sono state rilevate nei Deccan Traps di 65 milioni di anni fa,dice il vulcanologo Vincent Courtillot.
"Intervalli di 10.000 anni di lave di polarità opposta si osservano frequentemente."
In parole povere ci troviamo ad avere a che fare con i segnali di uno spostamento magnetico dei poli terrestri, il quale sembra strettamente legato al ciclo solare di cui stiamo parlando.
Questi fenomeni non sono delle vere e proprie inversioni magnetiche ma bensì delle "escursioni magnetiche."
A volte i record di polarità mostrano grandi deviazioni dei poli dalle situazioni di campo normale o inverso, ma la polarità non cambia completamente, il polo segue un movimento erratico verso le latitudini equatoriali ma ritorna nella sua posizione iniziale in meno di 10.000 anni.
Tutto questo sembra corrispondere a quanto abbiamo osservato.
Abbiamo già fatto menzione al fatto che l'aumento del vulcanismo corrisponde ad un'declino dell'attività solare sommato ad un incremento della Radiazione Cosmica che portando ad un'incremento del processo di decadimento radioattivo interno al pianeta un'amplificazione termica negli strati del mantello con un maggior numero di terremoti e un'amplificazione dell'attività vulcanica, con un maggior numero e durata dei fenomeni eruttivi, oltre che al risveglio di vulcani che non eruttavano da secoli.
(Per un'analisi dettagliata si legga qui)
Non abbiamo considerato una cosa, attualmente il campo magnetico si sta indebolendo in contemporanea con l'accelerazione dello spostamento del polo magnetico, di conseguenza con un campo magnetico più debole l'aumento della Radiazione Cosmica dovrebbe comportare in alcune aree del pianeta al risveglio di vulcani che non eruttavano da millenni, non solo secoli.
Ebbene un buon numero di vulcani preistorici silenziosi da decine o centinaia di generazioni, con il passare dei millenni sono entrati in eruzione o stanno manifestando chiari segnali di nuove intrusioni magmatiche.
L'ultima eruzione del Chaiten, in Cile, risvegliatosi nel maggio del 2008, risale a 9000-10.000 anni fa;
Il vulcano Nabro, in Eritrea, era ampiamente creduto essere estinto da migliaia di anni, invece nel giugno del 2011 entrò in eruzione scaricando grandi quantità di anidride solforosa nell'atmosfera e prodigiose colate laviche dallo spessore di diversi metri;
Il vulcano Helgafell, in Islanda, eruttò per la prima volta in 5000 anni nel 1973, con grandi fontane di lava e colate laviche che furono arrestate con potenti idranti sfruttando l'acqua di mare per raffreddare la lava;
Il vulcano Grabuna, in Papua Guinea, era considerato estinto, in quanto la sua ultima eruzione risaliva a 1700 anni fa, tuttavia nel 2005 si è riattivato con una serie di esplosioni freatiche sulla sommità del cratere e l'emissione di vapore, ma nel 2008 la sua attività è ulteriormente aumentata accompagnata da l'emissione di nubi di cenere ed espulsione di lava;
Il Fourpeked, in Alaska, era anch'esso considerato estinto, in quanto la sua ultima eruzione risaliva a 10.000 anni fa, si è risvegliato nel settembre del 2006, con esplosioni freatiche e moderata emissione di cenere;
Il vulcano Uturuncu, in Bolivia, è a 6.000 metri di altitudine, il tetto della montagna sorge su una superficie dieci volte più grande del lago di Costanza, il vulcano Uturuncu è stato sino ad ora addormentato, tanto che l’età delle sue colate laviche rivelano che l’ultima eruzione risale a circa 300.000 anni fa.
Ora il gigante si muove di circa 1-2 cm l’anno da circa 20 anni, e sembra risvegliarsi. Ogni giorno si stanno verificando delle deboli scosse, arrivando ad oltre mille per anno.
“La dimensione e la longevità del sollevamento è senza precedenti. E’ circa 10 volte più veloce rispetto al tasso normale di crescita di una camera magmatica di grandi sistemi vulcanici;
I Colli Albani, in Italia, non eruttano da 20.000 anni, tuttavia è stato evidenziato che l'area circostante l'apparato vulcanico si sta lentamente sollevando a causa della crescente pressione del volume di magma nella camera magmatica.
La più precisa misura del sollevamento dell’area è stata fatta dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e ha dato come risultato una media di 4 millimetri l’ anno.
Precedenti studi del nostro Istituto avevano accertato che nel periodo 1950-1990 questa area si era già sollevata di 30 cm, con un tasso di crescita di circa 7 millimetri l’ anno.
Il fenomeno era culminato con la lunga crisi sismica del 1989-90, spiega il sismologo Stefano Salvi, dirigente di ricerca dell’Ingv.
Nell'anno 2013 l'area nei dintorni dell'apparato vulcanico è stata soggetta ad un'incremento dei fenomeni di vulcanismo secondario, dei quali si fa riferimento a diverse scosse di terremoto e alla formazione di due vulcani di fango, due nell'area del aeroporto di Fiumicino, e uno al largo della costa;
Long Valley, California, questa caldera dal diametro di 30 chilometri gli scienziati descrivono la Long Valley come una caldera “in continua attività” e “in forte crescita”.
L’inquietudine geologica della Long Valley cominciò nel 1978 e poi aumentò improvvisamente due anni dopo con sciami di scosse sismiche.
Il più violento di questi sciami iniziò nel maggio del 1980 e incluse quattro forti scosse di terremoto di magnitudo 6, tre delle quali si succedettero nello stesso giorno.
Misure effettuate provarono che il centro della caldera dopo decenni di stabilità si era sollevato di 30 centimetri dall’estate del 1979.
Questo continuo innalzamento,che ora raggiunge i 60 centimetri e interessa un area di 250 chilometri quadrati è prodotto da nuovi flussi di magma che risalgono sotto la caldera; le ultime eruzioni di questo vasto complesso vulcanico datano da 57.000 a 12.000 anni fa;
Tungnafellsjökull, Islanda, non è il vulcano più conosciuto, inoltre, non ha eruttato negli ultimi almeno 10.000 anni.
Normalmente questo vulcano non ha nessun terremoto e rimane veramente tranquillo. L'ultima attività di terremoti era nel 1996 in relazione all'attività del vulcano Bárðarbunga e nel vulcano Grímsmvotn in quell'anno, tuttavia tra il 2012 e il 2013 nuove scosse di terremoto causate da intrusioni magmatiche hanno cominciato a essere registrate, segnale di una possibile futura ripresa dell'attività del vulcano;
San Pedro-Pellado, Cile, il SERNAGEOMIN ha tenuto sotto controllo uno sciame di centinaia di terremoti in pochi giorni, il governatore regionale della zona è stato citato quando diceva che "si tratta di terremoti vulcanici" ed aveva emanato un'allerta.
Il vulcano non ha sperimentato eruzioni in 10.000 anni, quindi se eruttasse sarebbe la prima potenziale attività nota storicamente.
Sotara, Colombia, negli ultimi anni la sismicità è in aumento in questo lungo vulcano dormiente.
Il vulcano Sotara sul bordo occidentale della Columbia ha iniziato a mostrare segni di intrusioni magmatiche, in quanto i livelli di gas e terremoti sono in aumento, questo è stato definito un po insolito per un vulcano che non ha attività storica.
Un'inflazione della superficie stata in corso nell'area SE del vulcano.
A causa dell'aumento di sismicità, il livello di allerta era stato elevato a "Giallo (III)" su una scala 1-5;
Laguna del Maule, Cile, questo complesso di vulcani a cavallo del confine tra Cile e Argentina prende il nome dal lago che riempie gran parte di una grande caldera 15x25 km, nel corso dei primi mesi del 2013, la sismicità è in ripresa a Laguna del Maule, con più sciami sismici entro i primi 10 km della crosta sotto Laguna del Maule.
Ciò che è più interessante è la deformazione che viene notata in tutta la zona - nella parte centrale del lago, la terra è in aumento di 1,40 cm / mese, mentre sul lato ovest del lago, la terra è in aumento a 0,64 centimetri / mese, l'ultima eruzione risale a 3000 anni fa;
Chiliques, Cile, il vulcano, che è stato sospeso per almeno 10 mila anni, ora sta mostrando segni di vita. Il 6 gennaio 2002, ore notturne l'immagine nell'infrarosso termico da ASTER ha rivelato un punto caldo nel cratere vertice così come molti altri lungo i fianchi superiori dell'edificio del vulcano, indicando una nuova attività vulcanica. L'esame di una immagine termica infrarossa nella prima notte dal 24 maggio 2000, non ha mostrato tali punti caldi;
Apoyeque, Costarica, la laguna Apoyeque è stata formata dal vulcano Apoyeque.
Questo vulcano ha eruttato per l'ultima volta 2050 anni fa.
Nel 1988 la temperatura della laguna ha iniziato ad aumentare come i livelli dei gas crescenti dell'odore di zolfo, tremori vulcanici nel settembre 2012 hanno portato il vulcano nicaraguense in allerta verde. Questo vulcano si trova a nord-ovest della capitale nicaraguense Managua e ora viene continuamente monitorato per tremori vulcanici;
Cuicocha, Ecuador, la caldera è stato creata da una massiccia eruzione freatica circa 3100 anni fa, che ha espulso circa 5 chilometri cubi di materiale, la temperatura del lago continua ad aumentare ad un ritmo di 0,1 gradi C per anno. I subacquei hanno osservato afflusso idrotermale di acqua calda a zona di profondità di 78 metri, nella parte occidentale del lago.
Questo indica una potenziale futura attività presso il vulcano, in particolare eruzioni;
Mt Gambier, Australia, secondo l’analisi fatta dai geologi Australiani, erutterebbe in media ogni 2000 anni, mentre attualmente il complesso vulcanico è quiescente da ben 5000.
A destare l’allarme sono state una serie di scosse sismiche che sono state avvertite dalla popolazione a Melbourne gli anni scorsi.
Attualmente gli esperti stanno monitorando l’area a rischio per valutare se le ripetute scosse possano essere legate ad una ripresa dell’attività vulcanica. Le principali scosse hanno avuto intensità 3.7, 4.3, 3.3 sulla scala Richter e sono durate dai 10 ai 15 secondi;
Campi vulcanici Eifel, Germania, nel quartiere Renania della Germania occidentale SW della città di Bonn sono un gruppo dominante risalente Pleistocene di 240 edifici vulcanici di scorie, maar, e stratovulcani minori con una superficie di circa 600 kmq.
Nel Eifel Oriente solo il Laacher See ha eruttato in una colossale eruzione 12900 anni fa.
Dal 1975 fino al gennaio 2013 oltre 1180 terremoti locali sono stati segnalati dalla stazione sismica Bensberg (Università di Colonia) con una certa frequenza aumentata negli ultimi anni;
Iron Hurka, Repubblica Ceca, il cui ultimo periodo eruttivo risale tra i 450-900.000 anni di età e 170-400.000 anni fa inizio Quaternario.
I resti di quell'attività vulcanica sono numerose sorgenti di acque minerale e le emissioni di anidride carbonica (CO2).
Lo sciame di terremoti più forti fu tra il 1985/1986 fu sentito in sciami sismici il 21 dicembre 1985 con un magnitudo 4,6 sentito in quasi tutto il territorio della Repubblica Ceca situato ad una profondità di circa 10 km, di origine magmatica.
Dal 6 ottobre 2008 a l'attività sismica nella Boemia occidentale ha subito un nuovo un aumento.
Il 6 ottobre dalle 16:00 fino al 10 novembre ore 18 sono stati registrati strumentalmente circa 5000 terremoti.
Questo sciame sismico è la più potente attività sismica nella Boemia occidentale, dal 2000.
Nel estate del 2011, verso fine agosto, il fenomeno si è ulteriormente intensificato.
"Negli ultimi giorni, l’Europa centrale è teatro di uno sciame sismico davvero preoccupante. In Boemia, la Regione occidentale della Repubblica Ceca, si sono verificate quasi 10.000 scosse sismiche tra martedì sera e stamattina, nel corso di 4 giorni."
Il vulcano sotterraneo sta causando centinaia di lievi scosse sismiche da metà Agosto, permettendo alla terra di tremare anche a 100 chilometri dall’epicentro. Secondo le testimonianze dei residenti, il pavimento delle abtiazioni trema come se fosse transitato un camion;
Hakone, Giappone, l'ultima eruzione della caldera risala a 2900 anni fa, un bollettino dell'Organizzazione meteorologica giapponese afferma che un aumento della sismicità dal 11 gennaio 2013 nei pressi della intra-caldera cupola Komagatake sta cominciando a preoccupare gli scienziati, circa la possibilità di una nuova attività.
Questo aumento delle sismicità è accompagnato da deformazione (inflazione) rilevato dalla fine del 2012;
Zvezdnoye Ozero, Russia, si crede abbia eruttato l'ultima volta circa 600 000 anni fa in una caldera formata dall'eruzione quando che prodotto le ignimbriti Chirinda.
Il vulcano è stato fino a poco tempo considerato completamente estinto.
Alla fine di settembre uno sciame persistente e lungo (27 giorni) di terremoti, è stato costituito da più di 4 000 terremoti distinti fino a 3,1 sulla scala di magnitudo locale.
Scienziati provenienti dal KVERT sotto la leadership del Dott. Igor Kurchatov si sono spostati in questa zona molto remota a collocare attrezzature essenziali per ordine del Gko (Gosudarstvennyj Komitet Oborony).
Dalla terza settimana di ottobre fino a metà febbraio hanno misurato un bradisismo con un sollevamento di 190 centimetri.
Poi un secondo sciame è iniziato il 17 ° di febbraio 2012.
Durante gli ultimi giorni si sono intensificati i livelli di tremore sismico in combinazione con un'elevata lettura di SO2 nel vulcano Zvezdnoye Ozero.
Il lago ha avuto 30 C° da marzo diventando molto acido e l'acqua era scesa di nove metri.
L'attività intensa ha portato il Presidente Putin a ordinare l'evacuazione di 53 nomadi che vivono nella zona.
I primi rapporti dicono che l'insorgenza dell'eruzione era altamente esplosiva, dopo la prima relazione al Comitato interno di sicurezza dello Stato, nessun ulteriore rapporto è venuto dagli scienziati o dei nomadi evacuati per il vicino villaggio, in quanto successivamente l'attività è andata calmandosi.
Per quanto?
Panarea, Italia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, infatti, riferisce che il vulcano Panarea “si deforma” con variazioni di “alcuni millimetri” l’anno in senso orizzontale e verticale, ma e’ gia’ dal 2002 che gli scienziati hanno verificato che il vulcano che sembrava tranquillo non era affatto spento.
Quella notte del 2002, si verifico’, ricorda l’Ingv, “un’intensa attivita’ di degassamento in prossimita’ degli isolotti di Lisca Bianca e Bottaro. L’attivita’ esalativa ha avuto inizio con 5 zone di forte emissione gassosa a profondita’ variabili da 8 fino a circa 30 metri. L’emissione di gas e’ stata cosi’ intensa che l’odore di acido solfidrico (H2S) era percettibile a grandi distanze”.
L'ultima eruzione di Panarea risale a 10.000 anni fa;
Osservati dal punto di vista di una zona locale, ognuno di questi apparati vulcanici in fase di risveglio potrebbero far tranquillamente sorgere il dubbio, ma se osservati su un'ampia scala collegando i vari fenomeni con quelli che avvengono sugli altri continenti forniscono un quadro generale di un fenomeno assai più esteso che comprende numerosi di questi apparati preistorici.
Tuttavia questo comprende l'effetto dell'indebolimento del campo magnetico terrestre con l'indebolimento dell'attività solare durante i suoi cicli undecennali, con a sua volta un campo magnetico sempre più debole.
Gli effetti di questa decrescita solare sull'aumento del decadimento radioattivo terrestre, dal punto di vista dell'attività sismica e vulcanica è enormemente più estesa.
Terremoti: il terremoto di magnitudo 6,1 in Emilia, nel maggio 2012 è stato il più forte da 5 secoli, quella regione era classificata non sismica; la scossa di 5.2 gradi, nel maggio 2011, che ha colpito verso le 19:00 la Murcia, in Spagna, e’ il piu’ forte registrato nella Spagna del sud-est da ”almeno 500 anni”; il terremoto di 9.0 in Giappone, nel marzo 2011, è stato il più forte da 140 anni; il terremoto di Haiti nel 2010 di 7 gradi Richter è stato il più forte da 200 anni; il terremoto dell'Aquila in Abruzzo di 6,3 nel 2009, era il più forte dal 1915; lo scorso marzo 2012, in Australia, un'area propriamente non molto nota per avere dei forti terremoti, si è registrata una forte scossa di terremoto di 6.1 gradi sulla scala Richter, il ministro federale responsabile per l'assicurazione, Bill Shorten, dice di aver capito che è il più grande terremoto nella zona "in 109 anni".
Anche la distanza di tempo tra un forte terremoto e l'altro si sta accorciando rispetto al passato.
1985: Città del Messico terremoto di magnitudo 8.8 - 2003: Hokkaido, in Giappone terremoto di magnitudo 8,0, 18 anni.
2003 : Hokkaido, Giappone, terremoto di magnitudo 8,0 - 2004: Oceano Indiano terremoto di magnitudo 9.0 terremoto, 15 mesi.
2004: Oceano Indiano terremoto di magnitudo 9.0 - 2008: Sichuan, Cina terremoto di magnitudo 8,0 quattro anni
2008 : Sichuan, Cina terremoto di magnitudo 8.0--- 2010: Haiti terremoto di magnitudo 7.0, due anni
2010 : Haiti terremoto di magnitudo 7.1 ------- 2010: Cile terremoto di magnitudo 8,8 1 mese
2010 : Cile terremoto di magnitudo 8.8 2010: Canterbury, NZ terremoto di magnitudo 7.1, sette mesi
2010 : Canterbury, NZ terremoto di magnitudo 7.1 ;--- 2011: terremoto in Giappone 9.0, sei mesi
2011 : Giappone terremoto di magnitudo 9,0 ----- 2011 : Kermadec terremoto di magnitudo 7.6 4 mesi.

Vulcani Secolari che hanno dato segnali di rinnovata attività dopo centinaia di anni di silenzio:
In Messico, il vulcano El Chichon che non eruttava dal 1360 si è risvegliato con un botto mostruoso nel 1982, con drastici effetti climatici; Negli Stati Uniti, nel 1980 il vulcano Saint Helens si risveglio anch'esso con una fortissima eruzione dopo oltre un secolo di quiescienza; Nel 1991, il vulcano Pinatubo, nelle Filippine, entrò in eruzione dopo 500 anni di inattività, anch'esso con drastici effetti climatici; Nel aprile del 2007, in Columbia, si risvegliò con una forte eruzione il Nevado del Huila, inattivo da 500 anni; nell'agosto 2008 entrò in eruzione il vulcano Kasatochi, nella Aleutine, la cui ultima eruzione risaliva al 1899; Nell'aprile 2010 entrò in eruzione, in Islanda, il vulcano Eyjafjallajökull, dopo 187 anni di silenzio; Alle Canarie, l'eruzione sottomarina di El Hierro del 2011-2012, è stata la prima dal 1793, esattamente 219 anni che non eruttava; Il Baekdu, tra la Corea del Nord e la Cina, non erutta dal 1903, tuttavia "segni insoliti",tra cui minori tremori armonici, hanno cominciato ad emergere nel giugno 2002; Three Sisters, Oregon, l'ultima eruzione risale a 1900 anni fa, quest'area da oltre 15 anni denota una costante inflazione del suolo, con una camera magmatica di 100 milioni di metri cubi; Fujiama, Giappone, non ha eruttato dal 1707, tuttavia secondo una relazione del 2012 si sono formati nuovi crateri fumarolici, il più grande 50 m di diametro, il rapporto menziona anche una maggiore attività dalle fumarole a 1500 m; Cerro Machin, Colombia, la sua ultima eruzione risale al 1180, non aveva registrato alcuna attività fino al 2000, quando ha cominciato a registrare attività sismica che ha continuato a intensificarsi: nel 2004 ci sono stati 96 terremoti , nel 2005 il numero è salito a 316 nel 2006 ha raggiunto 787 e nel 2007 la percentuale era di 1014 terremoti, il più forte è stato registrato il 28 dicembre di 3 gradi sulla scala Richter , insieme ad altri 139 terremoti che sono stati registrati anche nello stesso giorno, nel 2008 il picco di tensione si è verificato nel mese di novembre, quando alcuni forti terremoti sono stati rilevati causando il panico; Il Pacaya, in Guatemala, è stato in sospeso per un secolo, si è risvegliato violentemente nel 1965, rimanendo in costante attività da allora; Sambancaya, in Peru, a seguito di più di 200 anni di letargo, si è risvegliato nel luglio 1986, il periodo più prolungato di attività ha avuto inizio con eruzioni esplosive il 28 maggio del 1990, e continuò per più di otto anni, attualmente è ancora pienamente attivo; El Misti, Peru, l'ultima eruzione risale tra il 1450 e il 1470, il vulcano ha vissuto 143 terremoti tettonici e vulcanici nel 2011, che sono stati causati dalla fratturazione di roccia all'interno del vulcano; Arenal, Costarica, il 29 luglio del 1968, dopo un forte terremoto il vulcano ha iniziato a eruttare dopo circa 400 anni di silenzio e da allora è sempre rimasto molto attivo; Turrialba, Costarica, dopo la sua ultima eruzione nel 1866, segni di agitazione, iniziarono nel 2006 e nuova attività freatica iniziò il 4 gennaio 2010; Sitkin Little, Isole Aleutine, nell'agosto 2012 una serie di sciami di terremoti ha spinto i ricercatori a innalzare il livello di allerta per il vulcano, l'eruzione più recente risale al 1900; Ekarma, Isole Aleutine, la vetta dell'isola si è formata da una cupola di lava, che si è formata nella prima storica eruzione del Ekarma tra il 1767-1769, da allora fu silenzioso finchè un'eruzione è stata osservata il 24 maggio 1980; Churchill, in Alaska, la sua ultima eruzione risale al anno 843 dC, con importanti effetti climatici su vasta scala, nell'agosto 2013 un potente sciame di terremoti è stato registrato in prossimità del vulcano; Newberry, Oregon, da ormai diversi mesi il sistema vulcanico Newberry è interessato ad una nuova serie di scosse di terremoto, ricercatori dell'Usgs degli Stati Uniti l'hanno definita sicuramente la sismicità più interessante della catena della Cascades da molto tempo, la sua ultima eruzione risale al 680 dc; Salton Sea, California, l'ultima eruzione avvenne tra il 940 e il 0 aC, il sistema vulcanico ha manifestato frequenti sciami di terremoti tra il 2012 e il 2013, gli abitanti nelle zone urbane circostanziali avevano a loro volta segnalato la presenza di odore di uova marce, che tipica delle emissioni di zolfo, "Quando si arriva a questi sciami, è spesso un indicatore di un movimento verso l'alto di magma..se il magma viola la superficie, si dispone in un una eruzione vulcanica." ha riferito uno scienziato; Kolbeinsey Ridge, Islanda, un'eruzione sottomarina a Kolbeinsey Ridge nel 1999 è stata identificata nei sismografi da un sciame sismico a 180 km a N di Grimsey, quest'eruzione è stata la prima dal 1755; Tjörnes, Islanda, si tratta di una serie di aperture di fessure sottomarine che l'ultima eruzione risale al 1868, nel settembre 2012 uno sciame sismico nella zona di frattura di Tjörnes comprendeva centinaia di piccoli e medi terremoti fino a magnitudo intorno a 4, il più grande è un evento di 4,2, detto sciame sismico è stato sentito nelle città di Siglufjöður, Dalvík città e dintorni, un'altro sciame sismico è stato registrato il mese successivo con una serie di 41 terremoti minori, mentre numerosi altri sciami di attività sismica hanno continuato a farsi sentire in quella zona fino al mese di agosto 2013; Theistareykjarbunga, Islanda, il vulcano si trova nel nord dell'Islanda, a 26 km dalla costa e la sua ultima eruzione risale al 750 aC, a causa della frequente attività sismica che ha coinvolto la zona negli ultimi decenni una fitta rete separata di stazioni GPS sono state collocate nel 2006, l'anno successivo un sollevamento continuo è iniziato sul Theistareykjarbunga con un sollevamento massimo di 30 millimetri all'anno, gli interferogrammi Envisat hanno confermato un sollevamento circolare direttamente sotto il sistema vulcanico, è confermata l'inflazione del sistema magmatico voluminoso con una profondità di circa 6,5 ​​km verso il basso, che copre una superficie di più di 70 chilometri; Krafla, Islanda, nel corso del 1970 e del 1980, è diventato famoso per le sue eruzioni con vaste fontane di lava da un sistema di fessure all'interno della caldera Hige, le sue precedenti eruzioni risalivano al 1724-1729; Bardabunga, Islanda, il professore di geofisica all'Università dell'Islanda, Pall Einarsson, sostiene che "la zona intorno al vulcano mostra segni di maggiore attività che dà buoni motivi di preoccupazione ", la sua ultima eruzione risale al 1910; Oraefajokull, Islanda, l'ultima eruzione risale al 1728, tuttavia nel agosto-settembre 2011 forti sciami di terremoti hanno cominciato a farsi registrare nella zona catturando l'attenzione degli scienziati che si sono chiesti se fosse in procinto di eruttare, "In un periodo di quattro giorni dal mese prima, 21-24 Agosto 2011, otto terremoti minori sono stati raccolti in cima al cratere del vulcano, il più grande dei quali era di 2.2 sulla scala Richter; Katla, Islanda, non ha sperimentato una eruzione significativa dal 1918, un tremore armonico è stato registrato più volte nel corso dei mesi degli anni scorsi e piccoli terremoti sono stati confermati sul vulcano islandese da parte dell'Ufficio Met, secondo gli scienziati le prime indicazioni mostrano che il Katla sta accumulando energia, nel 2011 un'aumento dell'attività geotermica ha causato un'inondazione abbattendo un ponte, fortunatamente non accompagnata da alcuna eruzione, al momento; Krísuvík, Islanda, l'ultima eruzione ha avuto luogo durante nel 14 ° secolo, pochi anni fa anche questo sistema vulcanico sembrava a causa dei frequenti sciami sismici e l'inflazione del suolo a causa del magma, pronto a entrare in eruzione, tanto che è stata osservata un'inflazione del suolo di 10 centimetri a causa della spinta del magma sottostante che successivamente si è lentamente calmata; Jan Mayen, Artico, una grande eruzione è avvenuta a Jan Mayen, nel 1970 accompagnato da forti terremoti, l'eruzione è descritta come inaspettata è stata la prima eruzione del vulcano in 120 anni, la lava ha eruttato da una lunga frattura di 6 km a 600 m sul livello del mare; Sinabung, Indonesia, il vulcano era rimasto inattivo per quattro secoli, tuttavia nell'agosto 2010 tornò ad eruttare con forte emissione di cenere, il fenomeno si è ripetuto anche negli ultimi mesi del 2013; Agam, Indonesia, il vulcano non ha evidentemente eruttato dal 1839, tuttavia dal gennaio del 2013 sta manifestando segnali di rinnovata attività con aumento dell'attività sismica e attività geotermica; Guntur, Indonesia, tra il 1840 ed il 1847 il Guntur è stato l’artefice di un’eruzione quasi distruttiva nell’area dove ci furono centinaia di feriti e diverse vittime, da allora non ha più eruttato, nel aprile 2013 a causa dell’elevata velocità con cui aumentava di minuto in minuto l’attività sismica dell’area, aveva impostato un piano di evacuazione della zona, fortunatamente il vulcano in seguito si è calmato; Rangitoto, Nuova Zelanda, il vulcano è silenzioso da 600 anni, tuttavia nuovi studi in merito hanno confermato che potrebbe eruttare seguendo un ciclo più lungo, effettivamente a incentivare questi studi è stata una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 registrata 10 km a est di Auckland, nel marzo 2013 invece un'altra scossa di 3.9 era stata registrata accanto al sistema vulcanico, dopo un'altra di magnitudo 3;
Tongariro, Nuova Zelanda, nel agosto 2012, dopo 115 anni di silenzio, il vulcano si è risvegliato con una forte eruzione esplosiva, seguita da un'altra pochi mesi dopo.
Se indagassimo nel dettaglio in altre aree del pianeta quali Giappone e Indonesia, ad esempio, costellati di numerosi vulcani, il numero e l'estensione di questo aumento dell'attività vulcanica crescerebbe ulteriormente.
Tuttavia mentre il campo magnetico terrestre si indebolisce e l'attività solare decresce, l'attività sismica e vulcanica incrementano la loro intensità mentre il pianeta si raffredda partendo dalle alte e medie latitudini e accompagnando una sempre maggiore estensione del manto nevoso e comportando una migrazione verso sud di diversi tipi di vegetazione e la ricomparsa degli habitat di specie animali sulle catene montuose.
Nel 1960, la United States Department of Agriculture (USDA) ha pubblicato un rapporto di Resistenza Zone Map.
Questa è la mappa che vedete sul retro di pacchetti di semi.
Gli agricoltori e giardinieri utilizzano la mappa per sapere dove è più sicuro di piantare vari tipi di colture.

L'impianto Resistenza Zone Map divide gli Stati Uniti e il Canada in zone. Ogni zona rappresenta un grado 10 F (5,6 gradi C) differenza di temperatura minima media annuale. La maggior parte del Canada si trova nella zona 1 (al di sotto di -50 ° C), mentre la maggior parte della Florida si trova in zona 9 (tra 20 º a 30 º F). Più alto è il numero, in altre parole, il più caldo.
Trent'anni dopo, l'USDA ha compilato una nuova mappa.
Si confronti le due mappe, e si vedrà che le zone vegetali di rusticità in molti Stati si sono spostate a sud drammaticamente, nel senso che si sta facendo più freddo.

Prendiamo l'Indiana.
Nel 1960, più della metà dell'Indiana era a pianta zona di robustezza 6.
Oggi, la maggior parte dello stato sta nella pianta zona di robustezza 5.
Guardiamo il Tennessee. Nel 1960, tutto il Tennessee -tutto di esso - era in pianta zona di robustezza 7. E oggi? Tre quarti dello stato sta nella pianta zona di robustezza 6. Cali simili si sono verificati in Illinois, North Carolina, South Carolina, Missouri, Kentucky, e molti altri stati. Sta diventando più freddo, e le piante lo sanno e si stanno spostando più a sud fa più caldo.
Interessante notare come questi cambiamenti siano cominciati proprio negli anni '60 quando iniziò, secondo il climatologo Cliff Harris, il periodo di estremi meteorologici.

A confermare che il fenomeno sta continuando ancora in questi anni è l'estensione della tarda copertura nevosa degli Stati Uniti nel periodo di marzo, indicando che la stagione invernale si sta facendo sempre più fredda ed estesa anno dopo anno, il che denota una tendenza al raffreddamento.
Interessante denotare come dalla fine del secolo scorso la popolazione di lupi si sia notevolmente ridotta durante il Periodo Caldo Moderno.
L'habitat preferito dal lupo è caratterizzato da aree di pianura, foreste montane e radure. Oggi è diffuso soprattutto nelle regioni più remote dell'emisfero boreale.
Un tempo era diffuso in tutto l'emisfero boreale a nord del 15º parallelo.
Negli Stati Uniti il lupo era sopravvissuto soltanto in Minnesota e Alaska.
Attualmente sembra che le temperature in calo negli Stati Uniti ne stiano favorendo nuovamente la diffusione, in quanto sta venendo a formarsi sempre più il tipico habitat che ne favoriva la crescita e la caccia.
Dopo aver rischiato l'estinzione, i lupi hanno di nuovo raggiunto un buon numero, tanto che in alcune aree riapre la caccia anche per contrastare un ulteriore aumento.
In molti stati americani - si legge sul Washington Post - in uno scenario molto diverso da quello delle metropoli come New York, i lupi rappresentano una minaccia concreta per il bestiame, e gli allevatori hanno difeso il loro territorio senza scrupoli.
In 48 Stati si contano circa 6 mila esemplari, mentre solo in Alaska il numero varia dai 7 agli 11 mila.
Il problema dell'equilibrio tra uomo e lupo è quindi di nuovo attuale.
Per contenere l'aumento degli esemplari, in certi Stati sta riaprendo la caccia.
Non sembra un fenomeno locale al continente americano, anche dall'altra parte dell'oceano in corrispondenza dei medesimi fattori climatici i lupi sono in crescita anche in Europa.
L'estensione della precoce copertura nevosa sul continente euroasiatico nel mese di ottobre negli ultimi anni è andata rapidamente crescendo, segnale anche qui di una risposta del clima terrestre al decremento termico prodotto dal Minimo Solare.

Gli scienziati della Zoological Society of London (Zsl), BirdLife International ed European Bird Census Council (Ebcc) hanno lavorato con esperti di tutta Europa per raccogliere i dati più rilevanti sulla distribuzione e l’abbondanza delle specie selvatiche. Ne è venuto fuori il rapporto ‘Wildlife Comeback in Europe’, che descrive come, perché e dove 37 specie di mammiferi e uccelli sono ritornati nel corso degli ultimi 50 anni, fornendo insegnamenti importanti per la conservazione di queste e altre specie.
L’obiettivo principale dello studio, commissionato da Rewilding Europe, è quello di generare una visione basata sulla scienza di come e perché le specie hanno dimostrato un forte recupero nei numeri e nella loro distribuzione durante il periodo 1960 – 2010..
Nel dicembre del 1992, a 70 anni esatti dalla loro scomparsa, i primi due lupi sono stati ufficialmente osservati e riconosciuti nelle Alpi Marittime francesi.
Da quel momento la specie ha cominciato a ripopolare le vallate alpine sudoccidentali. Non si è trattato dunque di una reintroduzione, come è avvenuto, per esempio, nel caso dello stambecco, ma di una colonizzazione spontanea dovuta al fatto che si sono ricreate le condizioni ambientali adatte per il ritorno naturale di questo grande predatore.
Nell'aprile 2013 invece, a distanza di 150 anni dalla sua scomparsa, ricordiamo che centocinquanta anni fa è il termine intermedio che segna la fine della Piccola Età del Ghiaccio e l'inizio di Periodo Caldo Moderno, il lupo è tornato nei boschi del Varesotto.
Ulteriori approfondimenti svolti in collaborazione con il Centro Conservazione e Gestione Grandi Carnivori e il Wildlife Biology Program, Department of Ecosystem and Conservation Sciences, dell’Università del Montana (Usa) hanno precisato l’origine dell’animale, che sarebbe originario dell’arco alpino occidentale.
L’ultima segnalazione del lupo nel Varesotto dovrebbe risalire al 1844 (non c’è comunque univocità sulla data, poiché le cronache riportano sia avvistamenti di esemplari che il rinvenimento di impronte); da oltre 200 anni non si vedeva nella zona di Somma Lombardo.
L’ultima segnalazione a Somma Lombardo risale al 1792.
Lo stesso fenomeno riguarda l'Appennino Bolognese e il Friuli, nei quali i primi lupi hanno fatto la loro comparsa dopo due secoli in cui erano scomparsi.
Non dovrebbe sorprendere che questi animali in futuro potrebbero tornare a moltiplicarsi e dominare le foreste europee.
Negli ultimi anni la popolazione di cinghiali è cresciuta a dismisura in tutta Europa con non pochi problemi per i paesi di montagna e le zone agricole, tuttavia questo aumento della selvaggina potrebbe essere proprio quello che potrebbe favorire la predazione da parte della specie Canis Lupus due recenti fatti sembrano testimoniarlo.
Il primo viene dalla Liguria.

Michele Focacci e il fratello hanno trovato quella carcassa di cinghiale.
«Era una bestia - spiegano - sarà stata sugli ottanta chili. Di lei è rimasto poco o niente. I lupi l’hanno aggredita vicinissima alle case, a ridosso di un orto. Poi l’hanno trascinata sul prato, in un punto più nascosto e lo hanno divorato».
Ad aggredire l'ungulata è stato un branco «non inferiore ai cinque elementi - spiega il cacciatore - Perché un cinghiale di quelle dimensioni, un lupo solo, non si azzarda a colpirlo. E anche in due o tre faticherebbero parecchio. Quegli animali, quando si sentono in pericolo, sanno essere micidiali».
Lei non è riuscita a difendersi. Probabilmente ha provato con tutte le forze, ma è stata sopraffatta.
E adesso, Casoni, ha paura. Per i residenti non si tratta di un branco di passaggio, ma di una comunità stanziale.
«Ad aprile scorso - spiegano - di notte si sentivano due branchi distinti comunicare da un poggio all’altro. Con quegli ululati che, a volte, sono capaci di mettere i brividi».
Non era finita lì. «Perché nessuno aveva trovato tracce di lupi, ma nel frattempo erano sparite delle pecore da alcuni recinti». Fino ad un episodio inquietante, almeno per l’epilogo.
«Le prime tracce inequivocabili di una presenza fissa di lupi si sono viste in estate - spiega Focacci - Pochi mesi fa un branco ha inseguito un gruppo di cavalli. Uno di questi, nel fuggire, è caduto in un dirupo ed è morto».
Ma i residenti sono preoccupati soprattutto perché i lupi si sono avvicinati molto alle case. «Il cinghiale che abbiamo trovato ieri è stato attaccato a non più di 15 metri dalla porta di un casolare. Questo vuol dire che quel branco, oltre che sedentario, non ha paura di avvicinarsi all’abitato».
Un'altro esempio arriva in un video.

Tuttavia il raffreddamento climatico e i cambiamenti di habitat che ne conseguono, non stanno comportando solamente alla comparsa di alcune specie, ma addirittura alla scomparsa di quelle più fragili da clima caldo, in particolare anche a cicliche riduzioni delle colonie delle api e di uccelli più piccoli.
Ora, sembra che siano i 20 uccelli più comuni ad aver avuto un forte calo in tutto il mondo, soprattutto qui negli Stati Uniti, mia moglie Sharon si chiede continuamente: "Dove sono gli uccelli?" Le sue mangiatoie per uccelli sono spesso intatte, tranne, forse, per gli scoiattoli estremamente atletici che si tuffano dagli alberi sugli alimentatori oscillanti nel cortile di casa.
Sharon ha pure visto meno colibrì questa stagione.
Secondo l'analisi della National Audubon Society è un fatto senza precedenti in più di 48 anni di studi sulla popolazione di uccelli, vi è stato "un preoccupante calo per molti dei nostri uccelli più comuni e amati."
Dall'inizio del 1967, la popolazione media dei primi 20 uccelli comuni è caduta di un incredibile 68 per cento.
Alcune specie, come fringuelli, pettirossi e capinere, hanno sono calati in numero di ben l'80 per cento.
Tutto il resto delle popolazioni di uccelli comuni hanno visto almeno la metà del loro numero letteralmente "sparire dalla faccia della terra negli ultimi cinque decenni."
Le popolazioni di allodole, per esempio, così come altri uccelli delle praterie, sono scesi bruscamente.
Anche le popolazioni di insetti sono dunque scesi notevolmente riducendo un primario alimento naturale di origine per gli uccelli.
Inoltre, è stato stimato che la cacciagione dei gatti uccellagione sono più che raddoppiati in numero in tutto il paese dal 1960 a metà.
E 'opinione climatologica di Cliff Harris, climatologo, che eventi meteorologici estremi WIDE si stanno rivelando fatali per molte specie di uccelli.
Si trovano quasi impossibile far fronte con il calore intenso e il freddo, la siccità e le inondazioni record di 500 anni come abbiamo visto di recente in Colorado e New Mexico, nonché parti di Arizona e Nevada, alloggi che hanno anche dovuto affrontare incendi orribili negli ultimi dieci anni che hanno distrutto gli habitat degli uccelli.
Il fatto reale è che il clima raffreddandosi sta comportando all'estinzione o a una diminuzione delle specie più deboli, dall'altra quelle alcune più resistenti stanno assistendo ad un recupero dei loro habitat perduti durante il Periodo Caldo Moderno.
Sicuramente con una nuova avanzata dei ghiacciai, un'aumento dell'attività vulcanica e inverni più lunghi quelle soggette alla caccia pare che se la caveranno meglio di altre, che avranno a che fare con problemi per l'alimentazione e una più breve stagione calda.
Negli ambienti stabili da clima caldo l'evoluzione, quindi l'adattamento ai cambiamenti di un'ambiente l'evoluzione progredisce lentamente, in quelli instabili come il passaggio da un clima caldo a uno più freddo come sta avvenendo in questo recente Minimo Solare, assai più rapidamente in pochissime decadi.
Esattamente come l'Homo di Neanderthal si estinse durante la gigantesca eruzione del Campi Flegrei, 35.000 anni fa, mentre l'Homo Sapiens Sapiens sopravvisse al collo di bottiglie dell'estinzione portata dalla mega-colossale eruzione di Toba 70.000 anni fa.






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http://en.wikipedia.org/wiki/Seulawah_Agam
http://www.volcanodiscovery.com/it/guntur.html
http://www.gns.cri.nz/Home/Learning/Science-Topics/Volcanoes/New-Zealand-Volcanoes/Auckland-Volcanic-Fieldhttp://www.3news.co.nz/29-earthquake-in-Auckland/tabid/423/articleID/217287/Default.aspx#.UnD3OflHRRI
http://www.investigatemagazine.co.nz/Investigate/?p=3413
http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Tongariro
http://it.wikipedia.org/wiki/Canis_lupus
http://america24.com/news/in-america-tornano-i-lupi-non-si-teme-pi-l-estinzione-e-riapre-la-caccia?refresh_ce
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/06/la-caduta-della-fenice.html
http://www.parcoalpimarittime.it/fauna/lupo
http://www.lastampa.it/2013/04/12/societa/lazampa/il-lupo-torna-nel-varesotto-dopo-anni-ah579ez8DpHrSrjvMaGF0J/pagina.html
http://www.sivempveneto.it/vedi-tutte/6140-verona-i-due-lupi-della-lessinia-hanno-deciso-di-restare-dopo-un-secolo-di-assenza.html
http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2013/09/06/AQ2LORJ-cinghiale_sbranato_branco.shtml
http://www.longrangeweather.com/Article/details.aspx?ArtId=17

giovedì 19 gennaio 2017

SUD ITALIA IRREQUIETO: TERREMOTI, NEVICATE SECOLARI E LAGHI VULCANICI



Dall'agosto 2016 una sequenza di forti scosse sismiche sta creando non pochi disagi nell'Italia centrale.
Un terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito Italia centrale il 24 agosto 2016.
Il suo epicentro era vicino a Accumoli, con il suo ipocentro ad una profondità di 4 ± 1 km, circa 75 km (47 mi) a sud est di Perugia e 45 km (28 miglia) a nord di L'Aquila, in una zona vicino ai confini delle regioni Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche.

I primi rapporti indicavano gravi danni nella città di Amatrice, vicino all'epicentro, e in Accumoli e Pescara del Tronto.
Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice, ha dichiarato che "Amatrice non è più qui, la metà della città è distrutta."
Foto della distruzione raffigurano un enorme cumulo di macerie nel centro della città con poche strutture ancora in piedi in periferia.
E 'anche il costo di una perdita economica stimata tra $ 1 miliardo di dollari e $ 11 miliardi di dollari.

Ingenti quindi i danni e chiaramente molte persone che avevano perso la casa sono state trasferite sulla costa.
Un'altra scossa di magnitudo 6.1 di terremoto da intraplacca ha colpito l'Italia a 3 km (1,9 miglia) ad ovest di Visso, il 26 ottobre alle 21:18 ora locale.
Il terremoto, inizialmente considerato una scossa di assestamento del terremoto di magnitudo 6.2 nel mese di agosto, ha colpito circa 30 chilometri (19 miglia) a nord-ovest del terremoto di agosto.
La protezione civile, però, ha stimato le conseguenze meno drammatico di quanto temuto.
Il 30 ottobre, un'altro terremoto più grande della scossa del 24 agosto ha colpito Norcia con un terremoto di magnitudo 6.6.
Chiaramente questa sequenza di terremoti ha attivato il movimento di più faglie che a loro volta potrebbero innescare un'effetto a catena finchè lo stress accumulato nell'area non si placa.
Il terzo sisma quello 30 ottobre è stato il più grande d'Italia in 36 anni, dal terremoto dell'Irpinia nel 1980.
Notizie e social media hanno mostrato per primi gravi danni ad alcune strutture.
Il paese di Arquata del Tronto è stato distrutto così come la Basilica di San Benedetto a Norcia.
Terremoti si sono verificati in un gap sismico che si trova tra le zone colpite dal terremoto di agosto 2016 e quello in Umbria e Marche del 1997.
Come il processo di fagliazione lungo la catena degli Appennini è relativamente recente in termini geologici, a partire da 500.000 anni fa, i difetti sono più irregolari, e maggiore agitazione si verifica a causa di altri terremoti secondo il sismologo Ross Stein presso la Stanford University. In questo caso la scossa distruttiva deò 26 ottobre è stata preceduta da uno sciame sismico di due ore, portando la gente a lasciare le loro case ed essere più sicuri quando si è verificato lo shock più grande.

Una nuova serie di quattro grandi terremoti ha colpito nuovamente il 17 gennaioo l'Italia Centrale tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria il 18 gennaio 2017.
Nello stesso periodo, l'area è stata colpita da una forte ondata di freddo dove abbondanti nevicate hanno sepolto il paesaggio montano della regione sotto uno strato di neve spesso da uno a due metri se non di più, una combinazione di fenomeni piuttosto insolita che ha portato ad un'emergenza per i numerosi sfollati nell'area non pochi problemi, trovandosi a combattere tra abbondanti nevicate e forti scosse di assestamento.
L'INGV ha recentemente dichiarato che un simile evolversi della situazione sismica non era mai stato osservato in precedenza.
Era da circa 300 anni che non si registrava un sisma nell'area vicina a dove sono avvenute le nuove scosse, che ha visto coinvolta la faglia del sistema di faglie dei Monti della Laga, il cui settore più settentrionale si è attivato con l'evento del 24 agosto. "Il terremoto storico più prossimo alla zona -riferisce l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia- è quello del 2 febbraio 1703 di magnitudo Mw 6.7, ma i dati geologici disponibili indicano che questo evento sarebbe avvenuto sulle faglie più occidentali come ad esempio Pizzoli e Monte Marine".
Nel frattempo durante la serata del 18 gennaio, l'hotel Rigopiano nel Gran Sasso nei pressi di Farindola in Abruzzo è stato colpito da una valanga, probabilmente causata dai terremoti.
Circa 30 ospiti e il personale erano nell'hotel, al momento poco si sa al riguardo.

Quasi ogni giorno, eccetto una breve parentesi, ci sono state nevicate.
Ma quelle in atto anche oggi, che durano da giorni, hanno una rilevanza storica, con tempi di ritorno difficilmente definibili.
Oramai gli spazzaneve non sono sufficienti per aprire i varchi nelle strade, servono le turbine. Manca l’energia elettrica.
Nella foto, il paesino di Salle, posto nel versante orientale appenninico, a circa 400 metri di quota, dove l’altezza del manto nevoso è incredibile.
Alcuni video sono eloquenti, circa la situazione meteo.


E' difficile stabilire come evolverà la situazione ma un fatto è certo, le scosse di assestamento potrebbero durare settimane, quindi da questo punto di vista la situazione è in continua evoluzione.
Qualcosa di interessante sta avvenendo tuttavia non solo nelle aree del terremoto ma piuttosto anche in alcuni laghi vulcanici.

Dopo la scoperta di pesci morti il 6 gennaio al lago Averno, nel settore settentrionale della caldera dei Campi Flegrei, è nel lago Monticchio Piccolo del vulcano Vulture nel sud Italia che ha cambiato colore sul fine settimana del 14-15 Gennaio: passando al color ruggine, a differenza del suo vicino di casa, il Monticchio Grande, che ha conservato il solito colore blu scuro.

Nonostante l'instabilità che segna i Campi Flegrei, la morte di pesci nel Lago d'Averno può essere spiegata da una inversione termica del lago e una miscela di strati profondi anossiche con le acque di superficie ricche di ossigeno. Eventi simili si sono svolti in questo lago, ancora in inverno, nel 2002, 2003 e 2005.

Per i due laghi di Monticchio, che si trova più a sud, un inverno eccezionalmente freddo potrebbe aver favorito l'inversione delle acque del piccolo lago: il colore ruggine delle acque è probabilmente causato dall'ossidazione del ferro delle acque profonde trasportata verso la superficie durante.
Anche se dannosi per i pesci, le inversioni dei due laghi italiani a gennaio 2017 non sono così preoccupanti, in quanto vanno di pari passo con un dolce rilascio di gas dalle acque profonde, anidride carbonica e metano, che non porta ad un accumulo di pressione fino alla sovrasaturazione e uno scarico più esplosivo.
Inoltre, i laghi italiani sono più piccoli e meno profondi, assorbono quindi meno quantità di gas che i camerunesi "laghi assassini" come Nyos nel 1986.
Per quanto riguarda invece il lago Aveno, la sarebbe dovuta alla presenza di solfuro di idrogeno in acqua che proviene dalla attività vulcanica sotto la superficie dell'acqua - emissione di soffioni che rilasciano forte odore di zolfo.































martedì 10 gennaio 2017

UN MONDO SCONOSCIUTO SOTTO UN SOLE SCONOSCIUTO





E' chiaramente ormai assodato che l'attività della macchie solari influenza la tettonica terrestre dal vulcanismo all'attività sismica su scala globale, i periodi di forti terremoti e attività vulcaniche si verificano durante le fasi di bassa attività solare mentre i periodi in cui l'attività solare è più intensa sono sfavorevoli per intense attività vulcaniche e avvengono terremoti di magnitudine assai minore.
Ok, avevamo capito questo rapporto di causa effetto ma la domanda da farci era la seguente, perchè?
Sarebbe da chiedersi innanzi tutto perchè i terremoti sono più forti e più frequenti quanto le attività vulcaniche durante i periodi di bassa attività solare che non durante i massimi e allo stesso modo cosa succede durante i Grandi Minimi Solari, le Piccole Età del Ghiaccio, da rendere i vulcani tanto irrequieti quanto ad emettere maggiori volumi di lava ed eruzioni più violente.
E' come se durante i periodi di intensa attività solare il campo magnetico solare quando si intensifica tenesse "sotto controllo" l'attività convettiva del mantello, mentre quando la sua intensità va diminuendo è come se il mantello si riscaldasse, o meglio l'emissione di energia termica proveniente dalle profondità della Terra andasse aumentando.
L'attività delle macchie solari non sembra essere l'unica a dominare l'attività sismica e vulcanica del nostro pianeta, ma a quanto si vede anche la Radiazione Cosmica sembra capace di incrementare l'attività convettiva del mantello, o meglio portare ad un'incremento della quantità di calore proveniente dal cuore fuso del nostro pianeta.

La Terra ha un cuore radioattivo e caldo.
Sotto la crosta terrestre si trova un'oceano di uranio e torio che riscalda il pianeta e che in parte è responsabile dei terremoti, delle eruzioni vulcaniche e della formazione dei fondali marini.
A rivelare l’esistenza di questa vera e propria ‘stufa’ del pianeta nascosta nel mantello terrestre sono le particelle che provengono dalle profondità della Terra, chiamate geoneutrini, osservate per la prima volta nel 2010 dall’esperimento internazionale Borexino, condotto nei Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
I dati aggiornati sono stati presentati a Venezia , nella conferenza internazionale sui neutrini, e confermano che il decadimento dei geoneutrini e’ una delle principali fonti di energia del pianeta.
Dimostrano che migliaia di chilometri sotto la crosta terrestre elementi radioattivi come l'uranio decadono, producendo enormi quantità del calore che muove i continenti, scioglie le rocce e le trasforma in magma e lava per i vulcani.
Finora la composizione del mantello e’ stata un enigma, ma adesso le particelle che arrivano dal cuore della Terra indicano che in esso si trovano immense quantità di elementi radioattivi che appartengono alla famiglia dell’Uranio-238 e a quella del Torio-232. Grazie a queste informazioni diventa possibile valutare quale sia la continua produzione di energia termica nella Terra.
I reattori nucleari sfruttano la fissione di un nucleo pesante per produrre energia.
La reazione di fissione viene provocata da una particella nucleare, tipicamente un neutrone, che colpendo il nucleo pesante ne provoca la scissione in due nuclei più leggeri.
Se potessimo in qualche modo misurare la massa del nucleo prima della fissione e quelle dei frammenti prodotti (così vengono tipicamente chiamati i prodotti di fissione generati) si troverebbe che, alla fine della reazione, manca della massa, ossia la somma delle masse dei prodotti è inferiore a quella del nucleo madre.
La quantità di energia derivante dalla perdita di massa è enorme: ogni kg di massa convertito in energia è equivalente all’energia ottenibile bruciando 3 milioni di tonnellate di carbone!
In un tipico reattore nucleare comunque solo una piccola frazione di massa è convertita in energia (dell’ordine di qualche percento)
Le reazioni di fissione in un reattore vengono dunque innescate e sostenute dal bombardamento di neutroni inizialmente rilasciati nel processo di decadimento radiaoattivo di qualche nucleo e successivamente prodotti nella reazione di fissione stessa.
Ora torniamo alla Radiazione Cosmica e leggiamo quanto segue.
La Terra è bombardata ogni giorno da una pioggia di particelle (raggi cosmici) di origine extraterrestre: questa radiazione è formata da protoni (86%), He (13%), elettroni (2%), nuclei (1%) e pochissimi raggi.
Quando i raggi cosmici arrivano nell’atmosfera urtano contro i nuclei degli atomi dell’aria e li frantumano formando protoni e neutroni, antiprotoni e antineutroni, mesoni.
E' possibile che l'aumento della Radiazione Cosmica, con il declino del flusso del vento solare sarà la causa di un'aumento dei neutroni che raggiungeranno la superficie terrestre che penetrando nella crosta terrestre e raggiungendo il mantello porteranno ad un'aumento del decadimento radioattivo degli elementi radioattivi di questo strato del pianeta, di conseguenza ad una maggiore energia termica.
Una connessione tra il vulcanismo è stata già fatta in passato da altri ricercatori sebbene le spiegazioni siano differenti l'una dall'altra.
Eruzioni vulcaniche esplosive innescate dai raggi cosmici:
Toshikazu Ebisuzaki, Hiroko Miyahara, Ryuho Kataoka, Tatsuhiko Sato, Yasuhiro Ishimine

Estratto:
Vulcani con magmi ricchi di silice e altamente viscosi tendono a produrre violente eruzioni esplosive che provocano disastri nelle comunità locali e che influenzano fortemente l'ambiente globale. Abbiamo esaminato il calendario di 11 eventi eruttivi che hanno prodotto magmi ricchi di silice da quattro vulcani in Giappone (Mt. Fuji, Mt.. Usu, Myojin-sho, e Satsuma-Iwo-jima) negli ultimi 306 anni (dal 1700 AD a AD 2005).
Nove degli 11 eventi so sono verificati durante le fasi inattive di attività magnetica solare (minimo solare), che sono indicizzate dal numero di macchie solari.
Questa forte associazione tra i tempi dell'eruzione e il minimo solare sono statisticamente significativi ad un livello di confidenza del 96,7%.
Questa relazione non si osserva per le eruzioni di vulcani con magma relatiamente povero di silice, come Izu-Ohshima.


E 'noto che il flusso di raggi cosmici è correlato negativamente con l'attività magnetica solare, in quanto il forte campo magnetico nel vento solare respinge le particelle cariche come i raggi cosmici galattici che hanno origine al di fuori del sistema solare.
La forte correlazione negativa osservata tra i tempi delle eruzioni ricche di silice e l'attività solare può essere spiegata dalle variazioni di flusso dei raggi cosmici derivanti dalla modulazione solare.
Poichè ricco di silice il magma ha tensione superficiale relativamente alta (~ 0,1 Nm -1 ), il tasso di nucleazione omogenea è così basso che tale magma esiste in uno stato elevata sovrasaturazione senza una considerevole essoluzione, anche quando si trova relativamente vicino alla superficie, all'interno della penetrazione della gamma di muoni dei raggi cosmici (1-10 GeV).
Questi muoni possono contribuire alla nucleazione nel magma supersatura, come documentato da molti autori che studiano una le bolle di una camera magmatica, con la perdita di ionizzazione.
Questo nucleazione indotta da radiazioni può portare all' essoluzione pre-eruttiva di H2O nei magmi ricchi di silice.
Notiamo la possibilità che l'eruzione del vulcano Pinatubo nel 1991 è stata innescata dallo stesso meccanismo: un aumento di raggi cosmici innescato dal tifone Yunya, quando un diminuzione della pressione atmosferica ha prodotto un aumento del flusso di raggi cosmici.
Abbiamo anche ipotizzato che l'evento della Terra-palla di neve è stata innescata da successive eruzioni vulcaniche di grandi dimensioni innescate da un aumento del flusso di raggi cosmici a causa di vicine esplosioni di supernova.

Certo, potrebbe sembrare una ricostruzione assai macchinosa, ma almeno si va notare che anche altri hanno ipotizzato una correlazione tra gli eventi di vulcanismo e l'aumento della Radiazione Cosmica durante le fasi di bassa attività solare.
Dal momento che la principale fonte di riscaldamento del pianeta è il decadimento radioattivo; la Radiazione Cosmica in arrivo durante la fasi di bassa attività solare, come la Piccola Età del Ghiaccio potrebbe farne da catalizzatore accelerando il processo di decadimento e aumentando così le temperature interne del pianeta.
Gli effetti sarebbero visibili in un aumento delle temperature oceaniche e quindi un sistema climatico più irregolare, aumentando e intensificando le fasi di vulcanismo, l'attività sismica le sorgenti termali o la depressurizzazione del magma, liquidi e giacimenti di idrocarburi gassosi (infiltrazioni di petrolio e le esplosioni di metano), tutto questo è parte di ciò che è nota come la teoria del clima geo-nucleare.

Non è un caso che durante la Piccola Età del Ghiaccio, 1250-1850, abbiamo assistito ad un'escalation di attività vulcanica esplosiva e a gigantesche immissioni di roccia fusa, per non parlare dell'attività sismica di grandi magnitudo.
Osserviamo il Minimo di Wolf dal 1280 al 1350 .
"La seconda metà del 13 ° secolo ha avuto il maggior vulcanismo qualsiasi periodo degli ultimi 1.500 anni", dice Alan Robock, uno scienziato atmosferico presso la Rutgers University.
Campioni di ghiaccio polari hanno rivelato una serie di eruzioni: un'esplosione specialmente grande da qualche parte nel mondo nel 1258, e tre più piccole nel 1268, 1275 e 1284.

Sebbene il Minimo di Wolf sia cominciato nel 1280, scoperte scientifiche ci hanno evidenziato che il ghiaccio marino del Nord Atlantico aveva cominciato a crescere già dal 1250, segnale che l'attività solare aveva già cominciato un trend di cicli volto alla decrescita, esattamente come ha fatto in questi ultimi decenni l'attività solare prima giungere all'attuale Minimo, previsto in ulteriore decrescita entro il prossimo Ciclo 25.

Il fatto che questa importante escalation vulcanica abbia coinciso con il Minimo di Wolf, quindi con grande aumento della Radiazione Cosmica non va preso sotto gamba come non lo va fatto nemmeno il successivo Minimo di Spoerer dal 1450 al 1550.
In questo periodo il vulcano Bardabunga, in Islanda, ebbe una colossale eruzione.
Nel febbraio del 1477, il Bárðarbunga eruttò con una combinazione catastrofica di una eruzione fessura regionale, con un'eruzione subglaciale esplosiva, un 'imponente flusso piroclastico, esplosioni freatiche e colate di lava che hanno inflitto gravi danni in Islanda. Con un indice di esplosivo di 6, questa è stata una delle eruzioni vulcaniche più grandi del mondo.

Questo evento ha prodotto la più grande conosciuta colata lavica durante gli ultimi 10.000 anni sulla Terra (più di 21 chilometri cubi di volume).
Questo è uno dei particolari più importanti che dobbiamo tenere in considerazione.
Altre grandi eruzioni avvennero sotto la luce del Minimo di Spoerer.

Un grande evento avvenne anche al vulcano Aniakchak, in Alaska.
Intorno al 1500 dC, durante uno degli eventi più violenti della storia recente sul vulcanno Aniakchak, si stima che 0,75-1,0 km3 di materiale sia andato distrutto in un complesso vulcanico preesistente in semi cono e abbia inondato la maggior parte del pavimento della caldera con flussi piroclastici, sovratensioni, e spessa fallout per molti metri.
Durante la fase finale di questa eruzione, un flusso di lava ha riempito il bacino formato durante il collasso.
La potente eruzione è stata classificata Vei 5.
Un'eruzione ancora più grande avvenne sempre sotto lo stesso minimo nel 1480, classificata Vei 6.

Nel 1452 un'altra grande eruzione Vei 6, avvenne in una caldera sottomarina a Vanuatu, chiamata Kuwae, anche questa è stata una delle più grandi eruzioni degli ultimi 10.000 anni.
Il collasso associato alla formazione della caldera potrebbe essere stato di più di 1.100 metri.
Intorno a 32-39 km cubi di magma sono stati eruttati, rendendo l'eruzione di Kuwaee uno dei più grandi eventi negli ultimi 10.000 anni.
In Antartide e Groenlandia i nuclei di ghiaccio evidenziano una grande eruzione o una serie di eruzioni che si rivela come un picco di solfato di concentrazione dimostrando che il rilascio in forma di particelle è stato superiore rispetto a qualsiasi altra eruzione.
Anche le analisi di carote di ghiaccio sono in grado di individuare l'evento alla fine del 1452 o all'inizio del 1453.
Questo volume di materia espulsa è più di sei volte più grande di quella del Pinatubo nel 1991 e avrebbe causato grave raffreddamento di tutto il pianeta per i successivi tre anni, sommato alla bassa attività solare del Minimo di Spoerer.
Un'altro evento di grado Vei 5 avvenne al vulcano Sakurajima, in Giappone, nel 1471, con una grande eruzione a carattere pliniano.
E lo stesso fenomeno si ripetè più volte anche sul vulcano Saint Helens durante quello stesso Minimo.
Non è stato da meno neanche il Minimo di Maunder, cominciato nel 1645 e terminato nel 1715.
Sembra che gli inverni rigidi di quel periodo non siano stati solo caratterizzati principalmente dall'estremamente bassa attività solare, ma bensì da un'incremento del vulcanismo esplosivo connesso ad essa.
Su questa ultima affermazione di Stothers innesterei anche le ricerche di Caspar M. Ammann sull’ulteriore ruolo nei cambiamenti climatici determinatisi durante il Minimo di Maunder, in conseguenza dell’aumento del vulcanismo esplosivo.
Nel suo studio egli ricombina i risultati ottenuti dai carotaggi nei ghiacci con i dati dell’irraggiamento solare dell’epoca e propone una nuova rilettura dei dati noti.
Secondo questo autore l’abbassamento della temperatura durante il Minimo di Maunder non sarebbe stato determinato solamente dalla ridotta attività solare e lo stesso sottolinea che la maggior parte degli autori avrebbero ignorato nei loro studi gli altri importanti fattori che possono aver drammatizzato la variazione climatica.
Tra questi fattori Amman pone la responsabilità dell’aumentato vulcanismo nel determinare, nel perdurante periodo di freddo, dei picchi di ulteriore raffreddamento climatico, in particolare nell’ultimo periodo del Minimo di Maunder.

Una grande eruzione di questo periodo è quella del Komaga-take, in Giappone.
L'eruzione del 1640 fu probabilmente la più grande nella storia del Giappone e ha iniziato un periodo di attività più frequente esplosiva.
Lo tsunami ha causato 700 morti.
Quest'eruzione è stata classificata Vei5.

Un'eruzione ancora peggiore avvenne l'anno successivo nelle Filippine, scatenata dal vulcano Parker, classificata Vei6.
Questo vulcano era sconosciuto alla maggior parte dei vulcanologi fino ad anni recenti, ma è ormai noto per essere stato la fonte di una grande eruzione esplosiva nel 1641. Il Il vulcano Parker noto anche a livello locale come Falen, è un basso stratovulcano che domina la Sarangani Bay vicino alla punta meridionale dell'isola di Mindanao.
Il vertice di Parker è troncato da una caldera di 2,9 km di larghezza con pareti scoscese che si ergono 200-500 m sopra a forma di cuore sul lago Maughan.
Questo vulcano era sconosciuto alla maggior parte dei vulcanologi fino a questi ultimi anni, ma è ormai noto per essere stato la fonte di un importante eruzione esplosiva nel 1641.
Un'altra eruzione di proporzioni colossali e di simile potenza avvenne a Long Island nel 1660, Papua Nuova Guinea, anche questa classificata Vei6.

Quest'ultima è stato una delle più grandi eruzioni storiche in Papua Nuova Guinea e ha depositato tefrite andesitica in tutta la Nuova Guinea Highlands, spingendo leggende locali di un "Tempo di Oscurita".
Passiamo ora al Minimo di Dalton, cominciato nel 1790 e terminato nel 1830, questo Minimo dal punto di vista vulcanico è uno dei più recenti e quindi uno dei più studiati sia dal punto di vista climatico sia dal punto di vista dal quantificare il numero di intense attività vulcaniche che furono una delle cause indirette della Rivoluzione Francese e portarono anche alla caduta di Napoleone.
L'eruzione del Laki del 1783 è stata solo l'inizio, l'accordo apre in una sinfonia di distruzione e avvenne in concomitanza un'latra catastrofica eruzione vulcanica del vulcano Unzen, in Giappone.
Seguita da una raffica di altre eruzioni vulcaniche, ciascuna aggiungendo ancora più polvere nell' atmosfera.
L'Etna era attivo nel 1780, 1792-93, 1802 e 1809 e ci fu una grande eruzione dal 27 Ottobre 1811 al maggio 1812 - un mese prima che la Grande Armata entrasse in Russia.
Il vulcano Urzelina nelle Azzorre entrò in eruzione nel 1808.
Quell'anno in Inghilterra, Luke Howard aveva notato un anomalo brillante crepuscolo.
L'anno seguente Constable dipinse un altro meraviglioso dipinto di polvere di ispirazione con il fiume Stour al tramonto quando l'Etna aveva eruttato.
Ci furono anche effetti di una grande eruzione da parte di un vulcano 'sconosciuto' nel 1811, e così come la grande eruzione in corso sull'Etna, vi era una maggiore attività vulcanica delle Azzorre e anche il Vesuvio eruttò quell'anno.
Nelle Indie Occidentali sull'isola di Saint Vincent, il Soufriere eruttò nel 1811 e aprile 1812 - di nuovo poco prima dell'invasione della Russia.
Così non dovrebbe essere una sorpresa che nella stessa Russia, la primavera sia arrivata tardi, nel 1812, e quindi i raccolti erano acerbi, quando arrivarono i francesi, l'estate era incredibilmente calda e polverosa, rotta da torrenziale acquazzoni artici come descritto da Coignet, l'autunno era insolitamente mite e l'inverno è stato uno dei peggiori mai registrati.
Un'altra grande eruzione avvenne sul vulcano Awu, in Indonesia, sempre nel 1812, uccidendo anche 953 persone, e a sua volta libera nell'atmosfera, ceneri, polveri e una gran quantità di gas (anche qui per un totale 550.000 Km3).
Anche in questo caso, sia i gas che le polveri sottili rimangono in sospensione nell'atmosfera e vengono anch'esse sparpagliate ai quattro angoli del globo, sommandosi a quelle del Soufriere e degli altri vulcani precedenti.
Nel 1813 ancora una volta il Vesuvio ebbe un brusco risveglio con una potente eruzione.
Una parte del cono vulcanico addirittura crollò, una certa quantità di ceneri vennero scagliate fino a Napoli ed Ischia, e almeno 75.000 Km3 di emissioni vennero liberate in aria.
L'anno successivo, il 1814 un altro vulcano addormentato, il Mayon nelle Filippine, improvvisamente si risvegliò con tutta la sua potenza distruttiva.
Fra lampi e bagliori infuocati un'enorme colonna di polveri e gas velenosi si innalzò verso l'alto, per poi ricadere alle pendici del cono bruciando e avvelenando ogni cosa al suo passaggio.
Almeno 1200 persone morirono a causa dell'eruzione, mentre la quantità di emissioni liberate nell'atmosfera fu all'incirca uguale a quelle sprigionatisi dal Soufriere e dall'Awu, cioè 500.000 Km3.
L'anno seguente, il 1815, invece avvenne la più grande di tutte le eruzioni, quando il vulcano Tambora eruttò con una violenza tale da demolire quasi completamente il suo edificio vulcanico, che disintegrò ben 1400 metri della sua struttura montuosa, liberando in aria nell'arco di cinque giorni – dal 7 al 12 aprile – non solo una quantità di gas pari a 200 milioni di tonnellate, ma soprattutto una enorme quantità di polveri e ceneri: tra i 100 ed i 300 chilometri cubici, secondo differenti calcoli. Quantità così gigantesche di emissioni furono sufficienti non solo per provocare decine di migliaia di vittime, ma anche per modificare già in breve tempo l'atmosfera ed il clima soprattutto dell'emisfero settentrionale, riducendo il passaggio e l'assorbimento della luce solare e favorendo le precipitazioni.
Quello che si osserva, in base ad un così elevato numero di eruzioni durante le decrescite dell'attività solare, è che i fenomeni eruttivi non solo sembrano farsi enormemente più violenti ma anche le emissioni laviche stesse sembrano di gran lunga maggiori rispetto ai livelli di quantità che abbiamo conosciuto tra il 19° e il 20° a indicare come descritto in precedenza un'aumento dell'energia termica sprigionata dall'interno del nostro pianeta causata da un'accelerazione del decadimento radioattivo degli elementi presenti del mantello, innescato ssua volta dall'aumento della Radiazione Cosmica durante i periodi di bassa attività solare come quello della Piccola Età del Ghiaccio dal 1250 al 1850.
Osserviamo il Bardabunga, Islanda, durante il Minimo di Spoerer: emise una delle più grandi quantità di lava viste in 10.000 anni; Osserviamo l'eruzione del vulcano Hekla, Islanda, poco prima del Minimo di Dalton, nel 1766-68 il vulcano ha emesso la più lunga ed importante per il suo volume di lava mai prodotta da un vulcano islandese; Osserviamo l'eruzione del sistema vulcanico Laki-Grismvotn, un decennio prima del Minimo di Dalton, nel 1783, altissime fontane di lava alte 1400 metri cominciarono ad espellere enormi quantità di basalto, vennero espulsi, secondo alcune stime, 14 chilometri cubi di basalto; Osserviamo il Mauna Loa, Hawaii, nel 1855-56, dopo il Minimo di Dalton, si dice che il flusso di lava emesso sia stato uno dei più grandi mai visti da osservatori moderni;Osserviamo l'Etna, durante il Minimo di Wolf, nell'eruzione del 1285 le lave uscite fuori dal lato orientale divise in molti rami circondarono l'eremo di S. Stefano e devastarono una grande estesa di campagne, durante l'eruzione del 1381, durante il Minimo di Maunder, nel 1614, l'eruzione più lunga del periodo storico, il fenomeno durò ben dieci anni ed emise oltre un miliardo di metri cubi di lava, coprendo 21 chilometri quadrati di superficie sul versante settentrionale del vulcano, sempre sotto lo stesso Minimo, nel 1651 iniziata a febbraio con lave verso varie direzioni; un braccio sul fianco orientale piomba nel vallone di Macchia di Giarre, un altro in sole 24 ore arrivò sino al paese di Bronte che investì dal lato nord, l'eruzione ebbe una durata di circa tre anni con successive colate che si sovrapposero per oltre 12 chilometri e per la larghezza media dì 3 km, sempre sotto il Minimo di Maunder, nel 1669, l'eruzione durò 122 giorni ed emise un volume di lava di circa 950 milioni di metri cubi, creata nuova terraferma per alcuni chilometri a sud-ovest della città; scompare definitivamente il Lago di Nicito e il fiume Amenano viene per grossa parte sepolto; Osserviamo Isla de Lanzarote nel 1730, arcipelago delle Canarie, fu teatro di una delle più grandi eruzioni vulcaniche del mondo in epoca recente, che durò per sei anni e rigettò nell'aria migliaia di tonnellate di roccia fusa.
La frequenza, la quantità di lava emessa da questi vulcani, il grande numero di eruzioni esplosive durante i vari Minimi come quello di Dalton, ci fanno capire che il pianeta durante la Piccola Età del Ghiaccio 1250-1850, non solo era estremamente freddo a causa della decrescita solare e dell'enorme attività vulcanica, ma anche con un genere di vulcanismo molto più irrequieto e violento di quello che abbiamo osservato durante il Grande Caldo Moderno, attualmente sembra che con l'attuale crisi solare stiamo nuovamente scendendo in un periodo simile.
Osservate il grafico in alto con i cicli 21, 21, 23, 24 e capirete che i cicli dell'attività solare stanno decrescendo verso il basso, decrescendo permettono ad una sempre maggiore quantità di Radiazione Cosmica a raggiungere il nostro pianeta e non per caso ma stiamo attraversando un nuovo aumento dell'attività vulcanica e sismica e un'aumento della quantità e della durata dei fenomeni eruttivi.
Attualmente, dal 2009, siamo ai livelli del Minimo di Damon, circa un secolo fa, 1856-1913, anch'esso con una bassa attività solare, caratterizzato da forti fasi eruttive, la grande eruzione del Krakatoa, in Indonesia, nel 1883 con raffreddamento climatico, l'eruzione del Novarupta, in Alaska nel 1912 che eruttò 12.5 km cubici, e una grande eruzione del Sakurajima, in Giappone, nel 1914, e come per il Minimo di Dalton e la sua intensa attività eruttiva con la Rivoluzione Francese, del periodo ebbe termine con la Prima Guerra Mondiale.
Gli ultimi tre decenni sono stati assai molto caratteristici dal punto di vista vulcanico in corrispondenza con il declino dell'intensità dei cicli undecennali dell'attività solare.
In Messico, il vulcano El Chichon che non eruttava dal 1360 si è risvegliato con un botto mostruoso nel 1982, con drastici effetti climatici; Negli Stati Uniti, nel 1980 il vulcano Saint Helens si risveglio anch'esso con una fortissima eruzione dopo oltre un secolo di quiescienza; Il Kilauea, alle Hawaii, primi di gennaio del 1983, entrò in eruzione con un'attività del tutto nuova con enormi fiumi di lava basaltica, e da allora, dopo 30 anni, l'eruzione non è più finita; In California, dal 1979, la caldera della Long Valley, cominciò un'enorme inflazione accompagnata da frequenti scosse di terremoto di magnitudo 6, causata da un corpo di magma fresco in risalita dall'interno dell'apparato vulcanico; Nel 1991, il vulcano Pinatubo, nelle Filippine, entrò in eruzione dopo 500 anni di inattività, anch'esso con drastici effetti climatici; Nel corso degli anni '90 e con l'entrata nel nuovo millennio, la frequenza eruttiva del vulcano Hekla, in Islanda, è aumentata.
Passiamo all'anno 2007-2008 quando iniziò l'attuale Minimo Solare e fu in questo periodo che cominciò una nuova intensa escalation vulcanica:
Nel aprile del 2007, in Columbia, si risvegliò con una forte eruzione il Nevado del Huila, inattivo da 500 anni; Nel maggio 2008, in Cile, entrò in eruzione il vulcano Chaiten, inattivo da 9400 anni; nell'agosto di quello stesso anno entrò in eruzione il vulcano Kasatochi la cui ultima eruzione risaliva al 1899; nell'aprile 2010 entrò in eruzione, in Islanda, il vulcano Eyjafjallajökull, dopo 187 anni, inattivo dai tempi del Minimo di Dalton..
La cifra è piuttosto lunga tuttavia è anche interessante notare che anche la tipica attività di diversi vulcani ha cominciato a cambiare, in seguito al forte aumento della Radiazione Cosmica a seguito di questo Minimo Moderno.
-L'eruzione del vulcano Merapi, in Indonesia, tra il 2010 e il 2011 è stata definita una delle più intense da diversi secoli.
-Nel 13 maggio 2008, subito ad est dei crateri sommitali l'Etna è stata accompagnata da uno sciame di oltre 200 terremoti e deformazioni del suolo significativo nella zona sommitale. L'eruzione continuò per 417 giorni, fino al 6 luglio 2009, rendendo questa l'eruzione più lunga fianco dell'Etna dopo l'eruzione 1991-1993 che durò 473 giorni.
-Il Popocatepetel, in Messico, è rimasto quiescente per oltre mezzo secolo, poi nel 1991 l'attività del vulcano è aumentata e dal 1993 il fumo ha continuato ad essere emesso dal cratere.
Il 21 dicembre 1994, il vulcano ha eruttato gas e cenere fino a 25 km (16 miglia) di distanza spinta dai venti dominanti. L'attività aveva richiesto l'evacuazione delle città vicine.
L'attività si è ulteriormente intensificata nel dicembre del 2000, decine di migliaia di persone sono state evacuate dal governo sulla base degli avvertimenti di scienziati. Il vulcano poi ha fatto la sua più grande nube di cenere in 1200 anni.
Successivamente tra il 2011-2013 l'attività si è ulteriormente intensificata aumentando la frequenza delle eruzioni.
-Anche il vulcano Fuego, in Guatemala, in tempi recenti ha assistito ad un'incremento sostanzioso della sua attività.
Nel 2012 il vulcano ha prodotto la sua più grande eruzione in dieci anni facente parte di un'attività che è iniziata nel 2002 con un'intero decennio di eruzioni esplosive intermittenti e colate di lava dal vulcano.
-Il Grímsvötn, in Islanda, è un vulcano basaltico che ha la più alta frequenza di eruzioni di tutti i vulcani in Islanda e ha un sistema di fessura con trend sud-ovest-nord-est.
L'ultima eruzione è stata nel 2011 che emise in pochi giorni la stessa quantità di materiale eruttato nell'arco di diversi mesi dal suo compagno nel 2010, l'eruzione è stata classifica come una delle sue più violente da almeno 140 anni.
-Anche il vulcano sottomarino Karmandec, nel 2012, ha fatto parlare di se con un'eruzione più grande delle altre.
La nave di ricerca Tangaroa aveva mappato il vulcano Kermadec entrato in eruzione 800 km a nord est di Tauranga il 19 luglio, producendo una zattera di pomice delle dimensioni di Canterbury. L'eruzione era abbastanza forte da violare la superficie dell'oceano da una profondità di 1100 metri.
Il vulcanologo dottor Richard Wysoczański, che guidava i 23 giorni della spedizione, ha detto che vi era stata attività vulcanica ogni anno negli ultimi dieci anni, ma questa era la più grande di tutte queste.
"Si tratta di una eruzione sostanziale. Se si è verificasse su una zona in Nuova Zelanda, sarebbe stata un po 'un disastro.
"La caldera vulcanica, che è come il Lake Taupo, noto per la produzione di grandi eruzioni e violento,ha vomitato fino a 10.000 in più di materiale rispetto alla eruzione Monte Tongariro il 6 agosto, ha detto.
E 'stato mappato nel 2002, che mostrava un 1km, alta montagna sottomarino e largo 5 km, 800 con un profondo cratere centrale.
Gli scienziati hanno trovato successivamente un nuovo cono vulcanico che si era formato sul bordo del vulcano, che dominava a 240 metri al di sopra del bordo del cratere precedente.
Diversi chilometri cubi di materiale nuovo sono stati aggiunti al vulcano, con grandi volumi di pomice accumulati sul pavimento caldera, portandolo fino a 10 metri.
-Un'emissione di lava ancora maggiore era avvenuta pochi mesi prima sempre nella stessa area da un'altro vulcano sottomarino, chiamato Monowai aggiungendo circa 300 milioni di metri cubi di roccia al suo vertice - un volume pari a 3.500 piscine olimpioniche di nuoto - in soli cinque giorni.
-In Giappone, il vulcano Sakurajima, nel mese di agosto 2013 ha prodotto la più grande eruzione da quando sono cominciate le rivelazioni nel posto, dal 1955, e negli ultimi tempi il suo stile eruttivo sembra essersi intensificato.
Secondo alcuni scienziati la camera magmatica del vulcano è piena fino al 90% e non è da escludere la possibilità di una grande eruzione, il che ricorda molto quanto avvenne durante il Minimo di Damon.
-Nel 2012, in Giappone uno studio aveva messo in allarme, circa l'esistenza di un grande accumulo magmatico sotto diversi vulcani in Giappone.
I ricercatori hanno detto che l'attività sismica è salita in 20 vulcani attivi in tutto il Giappone, tra cui il Monte Fuji, dopo il magnitudo 9.0 che ha colpito nel 2011.
L'assenza di una eruzione davvero enorme per un secolo ha suggerito che c'era un accumulo enorme di magma, che ad un certo punto inevitabilmente erutterà da un vulcano con enorme forza.
Secondo lo studio, 1162 eruzioni si sono verificati in Giappone nel corso degli ultimi 2.000 anni.
Di queste, 52 sono state gli eventi principali che hanno vomitato un volume enorme di cenere e lava in un breve periodo.
Equivale a una grande eruzione che si verifica ogni 38 anni. I registri mostrano che tre eruzioni vulcaniche nel 17 ° secolo, tra cui uno nel Monte Hokkaido-Komagadake in Hokkaido nel 1640, ha vomitato l'equivalente di 1 miliardo di metri cubi di cenere e lava.
Due eruzioni simili si sono verificate nel 18 ° secolo, una delle quali ha coinvolto il Monte Fuji nel 1707.

Siamo ormai alla fine del massimo solare entro l'anno, quando l'inversione dei poli magnetici solari sarà completata, e dopo ciò ci aspetta un nuovo ulteriore declino dell'attività solare con un'ulteriore accentuazione della percentuale di Radiazione Cosmica che raggiunge il nostro pianeta.
Il massimo solare dell'attuale Ciclo 24 è già stato sotto le stime previste favorendo un maggior aumento della Radiazione Cosmica in un periodo in cui dovrebbe essere ai minimi.

Si noti come il flusso di neutroni prodotto dalla Radiazione Cosmica si mantenga assai sopra la media rispetto agli altri decenni
Vista la recente escalation vulcanica in corrispondenza con il declino dei cicli solari cosa dobbiamo aspettarci quando l'attività solare ricomincerà a scendere e la Radiazione Cosmica raggiungerà livelli ancora più alti rispetto all'attuale massimo solare?
I vulcani sono già irrequieti quest'anno.
Negli Stati Uniti: la caldera Newberry ha visto aumentare la sua attività sismica a 8 km di profondità, segnale di una possibile intrusione magmatica nelle sue profondità; il vulcano Hood e Saint Helens hanno visto un'aumento della loro sismicità che sembra mantenersi su una costanza di alti e bassi da diversi mesi e non è stato da meno il sistema vulcanico del Lassen Peak;
In Islanda, nel 2013 diversi vulcani hanno manifestato segnali di frequente attività sismica, mentre tre di loro nell'arco di pochi giorni hanno segnalato un'aumento della loro attività geotermica con inondazioni subglaciali.
In Sud America: la caldera Laguna del Maule stà subendo un'incremento della sismicità quanto un'inflazione magmatica e il fenomeno è assai diffuso anche in altri 9 apparati vulcanici, tra cui il colossale Uturuncu, nell'Altopiano de Puna e non sono gli unici.
L'aumento delle temperature interne del pianeta tuttavia non include solamente un maggiore afflusso del magma e un'aumento della violenza e delle frequenza dei fenomeni eruttivi, ma anche fenomeni secondari del tipo incendi di giacimenti di carbone nella profondità della crosta terrestre, un maggiore afflusso di idrocarburi caldi verso la superficie terrestre e probabilmente anche un'incendio delle sacche di gas naturali.
Se osservate il grafico in alto del grande picco di neutroni prodotti dalla Radiazione Cosmica nel 2011, si potrebbe osservare come questo abbia coinciso con la risalita di catrame rovente in California nell'estate del 2011.


In quello stesso anno, al largo dello stato dell'Oregon, un vulcano sottomarino si era risvegliato emettendo flussi lavici dallo spessore di 5 metri.
Nel periodo in cui il catrame arroventato stava risalendo lungo le coste della California invece, in Cile, il vulcano Puyheue stava eruttando da ormai diversi mesi una massiccia colonna di cenere e gas che raggiungevano la stratosfera, in Eritrea, invece il vulcano Nabro, anonimo da migliaia di anni, si era risvegliato nel giugno di quello stesso anno con imponenti flussi lavici e una possente colonna di cenere e gas intensa quanto quella del compagno cileno.
L'emissione di catrame arroventato dal sottosuolo, in California, è avvenuto prima nell'area di Santa Barbara, a nord di Los Angeles, e successivamente nell'area di San Diego, dal lato di una collina, come si osserva nel video.

Un fenomeno simile si era osservato anche con l'inizio del Minimo Solare del 2008, sempre in California, nella Ventura County’s Los Padres Forest, anch'esso in corrispondenza di un'aumento dei neutroni cosmici, quando il suolo in una porzione di territorio forestale, ha cominciato a riscaldarsi e ad emettere fumo, dopo oltre un mese di monitoraggio i pompieri dovevano ancora comprenderne le cause, non c'erano fiamme visibili, ma hanno creato una linea di contenimento di circa 2 metri di larghezza e monitorato la trama di due acri.
Poiché il fumo non diminuiva, la linea di contenimento si è estesa successivamente a circa 30 metri.
Se consideriamo che il flusso di neutroni si è mantenuto su livelli particolarmente alti anche nel 2012 e nel 2013 non dovrebbe sorprendere che questo fenomeno sia avvenuto anche in Alaska nel 2012.

Il Ranger Pat Sanders, dello Yukon Charley Rivers National Preserve dice che tutto è iniziato il 27 settembre.
Un'esplosione è stato sentita, a Eagle, il che è raro quindi naturalmente eravamo interessati ", ha affermato Sanders.
Sanders ha detto che il 10 ottobre, un incendio è stato avvistato a circa 2 chilometri lungo il fiume Tatonduk, conosciuto localmente come Sheep Creek.
Il fuoco si è diffuso per circa 15 ettari.
"E il 15 ottobre abbiamo avuto la neve, e il fuoco era ancora in corso, anche se sembrava emettere vapore e perdipiù c'era un odore di zolfo", ha affermato Sanders.
Sanders dice che è difficile distinguere dalle immagini nebbiose aeree, ma i crateri sono a profondità di 150 a 200 piedi e dice che vi sono stati significativi crolli da quando l'area è stata osservata la prima volta.
Dice l'Hard Luck di Creek si trova nelle vicinanze ad una faglia attiva.
Il geologo Marti Miller dell'USGS dice che è più probabile che a bruciare sia petrolio e non un giacimento di carbone ardente.

Dopo un'anno "l'incendio" è ancora in atto.
I residenti di Eagle, Alaska, sono sempre preoccupati per i gas eventualmente tossici che si diffondono in città da un incendio sotterraneo misterioso su una montagna vicina che è rimasto acceso per quasi un anno.
Il CBC radio show Airplay ha parlato a lungo con Pat Sanders sul fuoco che brucia sottoterra su una montagna appena fuori Eagle, Alaska.
Nessuno sembra sapere esattamente cosa sta bruciando.
Gli esperti sospettano che sia o un vulcano a gas o petrolio che brucia in depositi di scisti sotterranei.
Qualunque cosa sia, il fuoco ha bruciato su una montagna a distanza, circa 40 chilometri a nord della comunità dallo scorso ottobre almeno.
Quando il vento è giusto, i residenti possono sentire il fetore di fumo nocivo per tutta la città.
Pat Sanders, un ranger che lavora nel Yukon-Charley Rivers National Preserve, ha detto che le misure sono state prese mostrando c'è estremo calore che esce dalle fessure nel terreno.
"Ci sono 285 gradi Celsius", ha affermato Sanders. "C'è un sacco di calore coinvolto ed è ancora molto, molto attivo e non sappiamo ciò che sta per fare o fino dove si estenderà, ma abbiamo preso una progressione di immagini tutta da ottobre dello scorso anno e le modifiche nel paesaggio sono solo drammatiche. "
Le agenzie di protezione ambientale hanno promesso monitor dell'aria per le persone a Eagle.
Dicono che i gas di biossido di zolfo, che derivano in città stanno sollevando preoccupazioni per la salute.
Anche in Louisiana, l'attuale formazione della voragine in fase di espansione da oltre un'anno, è stata preceduta da una violenta esplosione, e l'area si trova sotto un'enorme sacca di gas butano.
Anche i vulcani di fango sembrano manifestare un'attività più intensa e costante.
Nell'isola di Giava c'è un vulcano di nome Lusi che erutta fango da ormai sette anni e non si sa nemmeno quando e se smetterà.
Quel 29 maggio 2006, l'eruzione del vulcano Lusi non fu senza vittime: 14 persone persero la vita, 10.000 edifici andarono distrutti e 30-40.000 persone dovettero abbandonare per sempre la zona.

Il vulcano erutta dal cratere largo un centinaio di metri, con un intervallo di circa 30 secondi, quasi 10.000 metri cubi di fango bollente al giorno. Oltre il pericolo immediato per la vita e gli insediamenti umani c'è anche quello della subsidenza calcolata, nel 2008, tra gli 0,5 e i 14,5 metri all'anno.
C'è un'altro fatto da prendere in considerazione, con la decrescita dei cicli solari e l'aumento della Radiazione Cosmica, il decadimento radioattivo del mantello terrestre subisce un'accelerazione accentuando enormemente la quantità di calore emesso dall'interno del nostro pianeta con gli effetti di cui abbiamo fatto sopra riferimento, ma il nostro pianeta non dovrebbe quindi risultare un caso isolato, in quanto anche su altri mondi si dovrebbe assistere ad un fenomeno simile sebbene, vista la differente composizione di ognuno di essi, con fenomeni differenti, i pianeti più esterni indubbiamente saranno maggiormente soggetti a questo genere di fenomeni rispetto a quelli interni, dove il flusso solare si presenterà assai più denso.

Il riscaldamento interno di Tritone: L'Hubble Space Telescope e diversi strumenti della NASA a terra mostrano che le temperature sulla più grande luna di Nettuno sono aumentate drammaticamente da quando la sonda spaziale Voyager lo visitò nel 1989.
Tanto è vero, infatti, che la superficie di Tritone di azoto ghiacciato si sta trasformando in gas, rendendo la sua sottile atmosfera densa di giorno in giorno.
"Almeno dal 1989, Tritone ha subito un periodo di riscaldamento", dice l'astronomo James Elliot, professore di Terra, Atmosfera e Scienze Planetarie al Massachusetts Institute of Technology.
Tritone con i suoi 2707 km di diametro è il più grande satellite naturale di Nettuno; possiede un'atmosfera che ha origine dall'interno del corpo celeste e si compone prevalentemente di azoto, tracce di metano, tracce di argon e monossido di carbonio.
L'origine di questo riscaldamento quindi sembra venire dal suo interno.

Il riscaldamento interno di Giove: Su Giove dal 2006 è cresciuta una nuova macchia rossa e il telescopio spaziale Hubble ha ripreso la scena.
"Red Spot Jr." è stata chiamata.
Lo studio è stato condotto congiuntamente da Imke de Pater e Philip Marcus della University of California , Berkeley.
"La tempesta è in crescita in altezza", ha detto de Pater. "Prima, quando c'erano solo gli ovali bianchi non sporgevano al di sopra delle nuvole. Ora sono in aumento."
Questa crescita segnala un aumento di temperatura di ben 10 gradi Fahrenheit in quella regione, ha detto.
Nel 2008 se ne è formata una terza.
Dal 2005, l'attività solare è andata lentamente scendendo, quindi è da escludere che possa trattarsi di un fenomeno legato all'irradiamento solare, tuttavia questo aumento delle temperature deve essere dovuto a qualcosa, e l'unica causa possibile è che l'emissione termica dalle profondità del gigante gassoso sia andata aumentando con il declino dell'attività solare e quindi con il successivo maggiore incremento della Radiazione Cosmica.

Il riscaldamento interno di Plutone: gli astronomi hanno riferito che Plutone è in fase di riscaldamento nella sua sottile atmosfera, anche se si muove più lontano dal Sole sulla sua lunga orbita, di forma irregolare.
La pressione atmosferica di Plutone è triplicata nel corso degli ultimi 14 anni, indicando un aumento di temperatura rigida, hanno detto i ricercatori.
Si sospetta che la media temperatura di superficie sia aumentata di circa 3,5 gradi Fahrenheit, o poco meno di 2 gradi Celsius.
Plutone rimane un mondo misterioso i cui segreti non sono così facilmente spiegato, però. Il riscaldamento può essere alimentato da un qualche tipo di attività eruttiva sul piccolo pianeta, ha speculato un astronomo.
Attualmente il pianeta si sta allontanando dalla sua massima vicinanza al Sole, mentre i cicli della nostra stella sono in discesa, escludendo ancora una volta l'irradiamento solare come una possibile causa.
Essendo il mondo più esterno del sistema solare è facilmente prevedibile che l'aumento della Radiazione Cosmica stia aumentando, come sugli altri mondi, il decadimento radioattivo interno del pianeta con effetti anche in superficie.
Il mondo in cui abbiamo vissuto durante il Massimo Solare Moderno è un mondo molto diverso rispetto a quello che vedevano le precedenti generazioni durante la Piccola Età del Ghiaccio dal 1250 al 1850, attualmente però la decrescita dei cicli solari ci ha portati ad un sempre più basso irradiamento emesso dalla nostra stella, con il rallentamento del riscaldamento climatico e un progressivo declino termico superficiale del nostro pianeta, accompagnato da un'accelerazione del decadimento radioattivo all'interno del nostro pianeta e un escalation di attività vulcanica e sismica.
Il mondo della Piccola Età del Ghiaccio era illuminato da un sole freddo e arroventato da un'oceano di Torio e Uranio più caldi.




Fonti:
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http://ansa.it/scienza/notizie/rubriche/fisica/2013/03/12/Terra-ha-cuore-radioattivo_8383083.html
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http://share.dschola.it/galileoferraris/Valorizzazione%20delle%20Eccellenze/Progetto%20EEE/Progetto%20EEE.aspx
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1342937X10001966
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http://www.scienceagogo.com/news/19980526052143data_trunc_sys.shtml
http://it.wikipedia.org/wiki/Atmosfera_di_Tritone
http://www.space.com/scienceastronomy/060504_red_jr.html
http://aurora-project.forumfree.it/?t=29938592
http://www.space.com/scienceastronomy/pluto_warming_021009.html

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TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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