ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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giovedì 17 dicembre 2015

LA FONDAZIONE E LA COSTITUZIONE DI UN NUOVO ORDINE GEOPOLITICO - PRIMA PARTE


Quello che si sta osservando su scala globale in questi ultimoi anni a partire in particolare dal 2011 ma iniziato già con l'aggressione all'Iraq con il pretesto inesistente delle armi di distruzione di massa è un susseguirsi di cambiamenti sempre più rapidi e un'escalation che comprende sia il mondo anglosassone ma anche quello islamico che ha lo scopo di sovvertire l'esistente ordine mondiale venutosi a creare in seguito alla Seconda Guerra Mondiale e dopo il collasso dell'Unione Sovietica.
Le nazioni che sono state abbattute dagli Stati Uniti rappresentavano sistemi di governo del mondo islamico che funzionavano in modo molto differente dal sistema politico europeo e americano e le prospettive di vita erano in alcuni migliori e si godeva di una maggiore libertà rispetto al periodo successivo all'arrivo del terrorismo.
Tutto questo rappresentava chiaramente una mentalità della popolazione e un sistema geopolitico mondiale dominato da diverse potenze che non erano molto simpatizzanti del sistema americano, tuttavia tale sistema esisteva e con la propaganda di un regime dittatoriale l'asse NATO capeggiato dal governo americano hanno dischiarato guerra portando in quelle che erano nazioni prospere solo un susseguirsi di macerie e distruzione dove periodicamente si hanno incursioni dei terroristi oppure il sistema economico è semplicemente molto debole.
Altre nazioni come la ex Jugolsavia sono semplicemente finite suddivise in altre nazioni minori successivamente entrate a far parte dell'Unione Europea.
Tutto questo rappresenta per l'interesse della superpotenza americana di creare un sistema geopolitico mondiale chiamato "Sistema Unipolare" vale a dire dominato dall'economia statunitense e controllato indirettamente da essa sia nella decisioni politiche sia nel controllo e la spartizione delle risorse oltre che al modo di pensare presente nella popolazione.
L'Unione Europea dal collasso dell'Unione Sovietica e dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si è sempre più allargata andando a includere nuove nazioni prima facenti parte del governo sovietico, in seguito venne introdotta la moneta unica chiamata "euro" la quale rese le economie delle nazioni europee che vi aderirono dipendente unicamente dal sistema economico europeo mentre quelle che mantennero la propria moneta (Inghilterra, Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania, Ungheria, Svezia, ecc), governate da sistemi di governo o conservatori o nazionalisti mantennero un'economia più forte e che in seguito alla crisi del 2008 furono quelle che ebbero una ripresa economica molto più rapida e un'aumento dell'occupazione lavorativa molto al di sopra delle altre nazioni dell'area euro, tutt'ora con una ripresa economica stagnante.
In realtà tutto questo è abbastanza normale in quanto l'Unione Europea, in seguito alla fine della Seconda Guerra Mondiale, venne creata dalla stessa politica americana con lo scopo di avere un sistema economico piuttosto modesto, oltre al fatto di poter esportare all'estero le proprie basi americane che con il passare degli anni nonostante il crollo dell'Unione Sovietica si sono sempre più avvicinate ai confini con un'altra superpotenza, la Federazione Russa.
"Documenti governativi americani declassificati mostrano che la comunità dell' intelligence degli Stati Uniti ha condotto una campagna negli anni Cinquanta e Sessanta per costruire lo slancio per l'Europa unita. (Che cosa sono i documenti vengono declassificati vedi qui)
E anche finanziato e diretto il movimento federalista europeo.
I documenti confermano i sospetti espressi al momento in cui l'America stava lavorando aggressivamente dietro le quinte per spingere la Gran Bretagna in uno Stato europeo.
Un memorandum, datato al 26 Luglio 1950, fornisce le istruzioni per una campagna per promuovere un parlamento europeo a pieno titolo.
E 'firmato da Gen William J. Donovan, capo dell'Ufficio di guerra americano of Strategic Services, precursore della CIA.
I documenti sono stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore presso la Georgetown University di Washington.
Essi comprendono i file rilasciati dagli Archivi Nazionali degli Stati Uniti.
Il principale strumento di Washington per definire l'agenda europea è stato il Comitato americano per un'Europa unita, creata nel 1948.
Il presidente era Donovan, apparentemente un avvocato privato da allora.
Il vice-presidente era Allen Dulles, direttore della CIA negli anni Cinquanta. La pensione includeva Walter Bedell Smith, primo direttore della CIA, ed un elenco di figure e funzionari ex OSS che si muovevano dentro e fuori della CIA.
I documenti dimostrano che ha ACUE finanziato il Movimento europeo, la più importante organizzazione federalista negli anni del dopoguerra.
Nel 1958, per esempio, ha fornito il 53,5 per cento dei fondi del movimento.
La Campagna europea della gioventù, un braccio del Movimento europeo, è stato interamente finanziato e controllato da Washington.
Il regista belga, il barone Boel, ha ricevuto pagamenti mensili in un conto speciale. Quando la testa del Movimento europeo, di origine polacca, Joseph Retinger, aveva imbrigliato questo livello di controllo americano e ha cercato di raccogliere fondi in Europa, è stato subito rimproverato.
I leader del Movimento Europeo - Retinger, il visionario Robert Schuman e l'ex primo ministro belga Paul-Henri Spaak - sono stati tutti trattati come braccianti dai loro sponsor americani.
Il ruolo degli Stati Uniti è stato gestito come un'operazione segreta.
Il finanziamento di ACUE è venuto dalle fondazioni Ford e Rockefeller, nonché i gruppi d'affari con stretti legami con il governo degli Stati Uniti.
Il capo della Fondazione Ford, ex ufficiale-OSS Paul Hoffman, è stato visto come capo dell'ACUE alla fine degli anni Cinquanta.
Il Dipartimento di Stato ha svolto un ruolo. Una nota dalla sezione europea, in data 11 giugno 1965, consiglia il vice-presidente della Comunità economica europea, Robert Marjolin, di perseguire l'unione monetaria di nascosto.
Si raccomanda di sopprimere il dibattito fino al punto in cui "l'adozione di tali proposte sarebbe diventato praticamente inevitabile".""Quando si parla di "sopprimere il dibattito" si fa riferimento alla creazione di un multipartitismo tale che porta la popolazione di un'intera nazione, come ad esempio l'Italia, a confondere l'idea generale in più partiti, in tal modo il consenso politico sarà sparso e si genererà una vera e propria confusione e suddivisione dell'orientamento politico della popolazione generale, in questo modo nessun partito di una nazione sarà più in grado di raggiungere un totale consenso con un simile numero di partiti.
Un'altro esempio lo possiamo osservare nella creazione di "Partiti Fantasma", partiti che non prendono nessuna posizione e con il prestesto di rappresentare il popolo fanno da "contenimento" dei voti elettorali, in particolar modo quando partiti non graditi (Forza Italia) e in particolare quelli nazionalisti come la Lega Nord stanno raggiungendo un elevato numero di consensi.
Il cosidetto Movimento Cinque Stelle, capeggiato da un comico della propaganda e gestito da un blogger informatico che sfruttando il negativo della crisi politica ed economica italiana ed europea, specialmente tra i giovani, ha manifestato in un susseguirsi di comizi nelle piazze di fronte a folle gremite sollevando il morale sfruttando il proprio senso dell'umorismo ereditato dalla sua carriera di comico e abbracciando consensi, sebbene negli anni successivi l'obiettivo politico del Movimento (guai a chiamarlo partito) si sia rivelato non solo un controsenso ma da la sensazione di essere privo di qualque scopo politico, se non quello di contenere voti.
Un'esempio di questi controsensi lo osserviamo in due occasioni: la prima, durante le elezioni del Presidente della Repubblica, quando proposero la candidatura di Romano Prodi, colui che portò l'Italia nella zona euro; la seconda, quando decisero di indire un referendum per uscire dalla zona euro.
Tornando a noi, quello che si sta attualmente osservando a livello europeo è un ritrovamento dell'importanza dell'Identità e della Sovranità Nazionale, sentimenti che si sono acuiti con la recente recessione economica e con la minaccia portata alla nazioni europee con l'arrivo dalla Siria e da altri paesi non in guerra di una marea composta da centinaia di migliaia di immigrati diretti verso le nazioni europee.
A questo problema la maggioranza, tra cui Romania, Inghilterra, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Svezia, Polonia e altre si sono opposte fermamente ai cosidetti ricollocamenti obbligatori imposti dalla Comissione Europea; altre nazioni, come l'Ungheria, hanno risolto il problema alla radice costruendo alle proprie frontiere una barriera ed emanato leggi più severe che hanno posto fine al problema, almeno in quella nazione.
Fatto sta che per i prossimi anni è previsto un flusso ancora maggiore che come hanno notato molti leader europei potrebbe minacciare non solo con il terrorismo come abbiamo osservato in Francia, ma bensì l'identità etnica stessa delle nazioni europee.
Ci sono diversi attivisti e anche la stessa politica della Comissione Europea che sono dell'idea che il multiculturalismo europeo sia il futuro dell'Europa.
Inutile dire che contrariamente a tale pensiero questo non può funzionare per le nazioni eurasiatiche in quanto il ceto etnico eurasiatico è quello che ha dato origine alla popolazione multietnica anglosassone, ma non si può sovvertire tale modello in quanto la storia delle popolazioni eurasiatiche e della loro etnia e identità risale a millenni prima della fondazione della nazione americana, neo zelandese e australiana che sono nate con il multiculturalismo.
L’immaginario collettivo europeo è fortemente influenzato dalla cultura di massa made in USA: da Hollywood a Playboy; dai jeans alla Coca Cola; dalla leggenda imprenditoriale di Steve Jobs alle spregiudicate esibizioni della popstar Madonna. Questo stretto legame con i marchi di fabbrica d’oltreoceano ci rende simili agli statunitensi come abitudini, ma la mentalità e la cultura delle nazioni europee sono radicalmente differenti.
Essendo una nazione costituita da immigrati l’identità americana non si è formata su base etnica come nel Vecchio Continente, ma su un credo ideologico, politico e istituzionale espresso dalla Dichiarazione di indipendenza (1776) e dalla Costituzione (1787).
Questa è la ragione per la quale il ricollocamento di milioni di immigrati nel corso dei prossimi anni semplicemente non è una cosa attuabile, specialmente in mancanza e di una forte incompetenza nella politica dell'immigrazione europea.
La ragione per la quale una simile marea di immigrati sia arrivata solo tra il 2014 e quest'anno, composta da individui provenienti da varie nazioni, resta un mistero, sebbene sembra che ci sia qualche meccanismo (politico?) che ha messo in moto questo problema.
Nel frattempo la guerra in Siria tra più fazioni continua più riprese, la Federazione Russa da mesi ha deciso di mettere a disposizione una frazione del proprio arsenale per debellare l'esercito di mercenari dell'ISIS, si parla di una cifra di centinaia di migliaia di soggetti.
Recentemente sono stati resi noti dati che dimostrano come la Turchia sia in commercio con tale organizzazione con l'esportazione di enormi quantità di petrolio dal territorio iracheno e siriano.
Tutto questo è successo solo in seguito all'abbattimento di un jet russo in territorio al confine tra la Turchia e la Siria che in base ai dati non era nemmeno ancora entrato nel territorio della Turchia.
«Volavamo a seimila metri. Il cielo era limpido. Il missile è arrivato improvvisamente sulla coda dell’aereo. Non l’abbiamo proprio visto. Non c’è stato neanche il tempo di fare una manovra. Pochi secondi dopo, già precipitavamo. E ci siamo buttati fuori...». ha affermato il pilota superstite.«È escluso che siamo sconfinati in Turchia, nemmeno per un secondo>>
L'aereo è stato abbattuto mentre bombardava uno dei numerosi centri base dei mercenari, ma cosa ancora più importante minacciava il traffico petrolifero che dalla Siria arrivava alla Turchia.
Si può verificare perfettamente sulle mappe radar dov’è il confine e dov’eravamo noi».
«Non c’è stato alcun tipo di contatto, non sono arrivati avvertimenti visivi, né via radio. Se i loro F-16 avessero voluto metterci in guardia prima di tirarci addosso, avrebbero potuto affiancarsi. E mostrarsi».
Successivamente il presidente russo ha confermato che la Turchia, e in particolare la famiglia di Erdogan, sono coinvolti in un massiccio traffico petrolifero con i mercenari dello Stato Islamico.
Pochi giorni dopo uno dei più elevati gradi dell'esercito russo ha indetto una conferenza stampa alla quale hanno partecipato un'enorme numero di giornalisti da tutto il mondo e quindi hanno mostrato in una sequenza fotografica scattata dal satellite le prove che dimostrano in modo concreto come la Turchia collabori con i mercenari in Siria.


Le tre vie lungo le quali il greggio dell'Isis arriva in Turchia.


1.Da Raqqa ai porti sul Mediterraneo

La prima, la più occidentale, parte dai pozzi che si trovano vicino a Raqqa, in Siria, e arriva al villaggio di Azaz, nei pressi della frontiera.

Il confine turco-siriano: nell'area A, in Turchia si trovano 240 veicoli. Nell'area B, in Siria, almeno 46 autocisterne aspettano di attraversare la frontiera. La foto è del 15 novembre.
Da lì, le autocisterne passano dalla città di Reyhanli, già in territorio turco, come - stando alla Difesa russa - dimostrano le foto: centinaia di camion attraversano il confine senza alcuna ispezione né controllo da parte della polizia.

Il passaggio di autocisterne senza ispezioni e controllo a Reyhanli, in Turchia, a fine novembre.


Alcuni carichi sono destinati al mercato interno, altri all'esportazione attraverso i porti di Iskenderun e Dortyol.

Il porto di Dortyol: 395 tanker aspettano l'imbarco. La foto è del 25 novembre.


  • Il porto di Scanderoon, con 60 tank individuati dal satellite.

2. Da Deir Ez-zour alla città di Batman

La seconda via parte invece da Deir Ez-zour in Siria per arrivare al valico di Al-Qamishli.
Il greggio è poi raffinato nella città turca di Batman.

3. Dalla Siria e dall'Iraq all'hub di Cizre

La terza rotta invece parte dall'Iraq e dalla Siria per arrivare all'hub di Cizre, nella Turchia sudorientale.
Sempre secondo la versione del Cremlino, dopo l'inizio dei bombardamenti russi nell'area - il 30 settembre scorso - i guadagni dello Stato Islamico sono stati «sensibilmente ridotti», da 3 milioni di dollari al giorno a 1 milione e mezzo circa.
Negli ultimi due mesi, le operazioni hanno colpito 32 aree di estrazione, 11 raffinerie e 23 pompe. E distrutto 1.080 autocisterne.


NON SOLO PETROLIO. Ma non è solo il greggio ad attraversare il confine.
Lo stesso network criminale armerebbe e addestrerebbe i jihadisti del Califfato e del gruppo al Nusra. Al momento, Mosca ha documentato il passaggio attraverso la Turchia di 2 mila miliziani, 120 tonnellate di munizioni e 250 veicoli.
Considerando che Libia, Siria e Iraq sono nazioni con il più elevato numero di giacimenti petroliferi e gas naturale non sorprende che l'esercito di mercenari sia dislocato esclusivamente in queste aree, la ragione potrebbe essere la più semplice.
L'ISIS altro non è che un'esercito mercenario assoldato per fare il lavoro spoorco di altre nazioni come lo descrive lo stesso termine.
Merceario: che combatte e lavora per mestiere e dietro pagamento.
Molto probabilmente non solo la Turchia.
La leadership turca vuole dividere la Siria e distruggerla nella speranza di far rivivere l'Impero Ottomano nei territori occupati anticamente ha affermato il ministro dell'Informazione siriano Omran al-Zoubi in una intervista.
"L'obiettivo della Turchia è quello di far rivivere l'Impero Ottomano che in precedenza era diviso in province. C'erano le province di Damasco, Mosul, Aleppo, Gerusalemme, Beirut, e così via, ed è questo obiettivo principale che sta portando al desiderio di dividere la Siria e l'Iraq in emirati o province. Che esisterebbe sotto il protettorato dell'impero e dei suoi interessi. Questi tipi di ambizioni sollevano polemiche con gli Stati Uniti", ha chiarito al-Zoubi aggiungendo che le ambizioni di Ankara e degli alleati occidentali sono state messe a rischio dopo l'inizio della campagna militare russa in Siria.
"L'Intervento inaspettato della Russia ha cambiato l'equilibrio dei poteri" ma l'Occidente "vuole guidare la Russia fuori dal mondo arabo e renderlo un nemico della regione come la Libia o lo Yemen", ha concluso al-Zoubi.
Quello che più lascia perplessi è come stanno evolvendo le questioni negli ultimi giorni.
L'Iraq ha fatto riferimento alla presenza illegale dell'esercito turco all'interno del suo territorio e da più giorni sta chiedendo alla Turchia di ritirare le sue truppe in quanto si tratta di una vera e propria violazione della sovranità territoriale, quindi resta alta la tensione tra i due Paesi.
Nel frattempo una vasta porzione del mondo arabo ha creato un'alleanza militare composta dalla maggior parte dei Paesi mussulmani capeggiata dall'Arabia Saudita.
L'alleanza sarebbe formata dalle seguenti nazioni:Bahrein, Bangladesh, Benin, Chad, Comoros, Costa d’Avorio, Gibuti, Egitto, Gabon, Guinea, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Malaysia, Maldives, Mali, Marocco, Mauritania, Niger, Nigeria, Pakistan, Palestina, Qatar, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Togo, Tunisia, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Yemen.
In un sommarsi di effetti si osserva chiaramente come si stanno formando delle nuove coalizioni di come non se ne osservavano dal periodo delle Guerre Mondiali.
Considerando inoltre l'evolversi della situazione delle relazioni Russia-Turchia e l'intervento russo in Siria con la coalizione Iraq-Iran-Federazione Russa ed esercito siriano, c'è da comprendere come il Medioriente stia diventando sempre più caldo nel prossimo futuro.


















































lunedì 11 maggio 2015

LA RIFONDAZIONE DELLA YUGOSLAVIA


Dopo l'aggressione da parte della NATO contro la Jugoslavia, una delle prime di una lunga serie, è ormai da lungo tempo che in quelle regioni si sta mobilitando un'idea comune di una rifondazione della nazione Jugoslava.
E' imperativo però innanzitutto chiarire alcuni fra i più noti errori che spesso dsi fanno in merito all'aggressione della NATO e alla divisione di questa nazione.
ERRORE # 1. USA / NATO dovevano attaccare "i serbi", perché il governo jugoslavo e del presidente Slobodan Milosevic ha rifiutato di negoziare sul Kosovo, una regione della Jugoslavia dove l'etnia albanese era la maggioranza.
REALTA': Le  bombe della Nato erano indirizzate contro tutti gli jugoslavi: i serbi, montenegrini, albanesi, ungheresi, Romanis (chiamati zingari) e di altri popoli che compongono la multietnica Repubblica federale della Jugoslavia.
Non ci sono stati "negoziati".
I funzionari degli Stati Uniti come il Segretario di Stato Madeleine Albright ha fatto di tutto per rendere questo punto, quando si sono svolti i "colloqui di pace" in Francia nel mese di febbraio. Invece, il governo degli Stati Uniti ha imposto un ultimatum al governo jugoslavo che ha avuto tre punti:1) Al Kosovo deve essere concessa l'autonomia; 2) Alla NATO deve essere consentito di l'occupazione di 30.000 truppe di terra in Jugoslavia per garantire questa autonomia;  3) Un referendum NATO deve essere condotto per l'indipendenza del Kosovo dalla Iugoslavia entro tre anni.
Il governo jugoslavo ha accettato la prima condizione, e ha respinto la seconda e la terza, dicendo che erano una grave violazione della loro sovranità e l'indipendenza del loro paese.
L'unico punto di rottura che la Jugoslavia ha rifiutato di negoziare è che essi non permetteranno un esercito di occupazione straniera.
L'unica domanda statunitense costante era che le truppe della Nato devono avere sede in territorio jugoslavo. Gli Stati Uniti hanno rifiutato di consentire alla delegazione iugoslava di incontrare la delegazione albanese, o anche di vedere 56 pagine del contratto di 80 pagine.
ERRORE# 2.  La Jugoslavia è l'aggressore in questo conflitto e Milosevic è un "nuovo Hitler".
REALTA'.No i soldati jugoslavi, aerei o navi stanno attaccando un altro paese.
Il conflitto in Kosovo è una questione interna.
La Jugoslavia è un piccolo paese in via di sviluppo di 11 milioni di persone, attaccato da 19 paesi, tra cui le più grandi potenze militari del mondo, che hanno una popolazione complessiva di oltre mezzo miliardo di persone.
Milosevic è stato demonizzato proprio come Saddam Hussein durante la guerra contro l'Iraq.
Un funzionario del Dipartimento di Stato ha ammesso: "La demonizzazione di Milosevic è necessaria per mantenere gli attacchi aerei." (San Francisco Chronicle, 30 marzo 1999)
ERRORE # 3. Clinton, la Albright e i generali del Pentagono sono stati spinti in azione per la loro preoccupazione per la "pulizia etnica" e la sofferenza umana.
REALTA': Gli Stati Uniti, la Germania e le altre potenze della NATO hanno giocato un ruolo chiave nel distruggere la Jugoslavia nel 1991-92, armare e sostenere i movimenti secessionisti.
E 'stato il Fondo Monetario Internazionale che ha chiesto la fine dei "privilegi speciali" per il Kosovo nel 1980.
Per 45 anni dopo la seconda guerra mondiale, le tante nazionalità che formavano la Jugoslavia vivevano insieme in pace.
Nelle guerre civili, che hanno seguito la disgregazione della Jugoslavia, c'era molto sangue e-violazioni dei diritti umani su tutti i lati.
Il più grande singolo atto di "pulizia etnica" è stato la rimozione forzata di 600.000 serbi dalla regione della Krajina dell'ex Repubblica jugoslava della Croazia da parte dell'esercito croato addestrato e armato da consiglierio americani nel 1995.
Più di 55.000 di questi serbi, che sono stati reinsediati in Kosovo , sono tra le centinaia di migliaia di persone fatte rifugiati dai bombardamenti della NATO e del conflitto in Kosovo. (Julia Taft, Asst. Segretario di Stato su C-SPAN, 29 mar 1999)
La "preoccupazione" degli Stati Uniti circa la rimozione di persone dalla loro patria è molto selettiva.
ERRORE # 4. L'obiettivo degli Stati Uniti / NATO è quello di proteggere i diritti degli albanesi del Kosovo a maggioranza musulmana.
REALTA': Ai funzionari degli Stati Uniti non interessavano i diritti dei musulmani in Jugoslavia, mentre la loro politica di sanzioni e la guerra uccideva 300 per lo più musulmani iracheni ogni giorno e mezzo di bambini sotto i 5 anni.
Il Pentagono non è un'agenzia di soccorso umanitario.
Questa guerra ha massacrato gente di tutte le nazionalità in Jugoslavia, e avvelenato la loro terra con armi a uranio impoverito (DU) .
Il vero obiettivo degli Stati Uniti / NATO è quello dividere la Jugoslavia e spingerne la popolazione al degrado economico e culturale.
I Balcani sono una regione strategica, iun crocevia tra l'Europa occidentale e il ricco di petrolio Medio Oriente e bacino del Mar Caspio.
Gli Stati Uniti hanno stabilito, in soli cinque anni, il dominio militare delle ex repubbliche jugoslave di Croazia, Bosnia e Macedonia, così come l'Ungheria e Albania.
ERRORE # 5. Le notizie dalla Jugoslavia sono imparziali e dimostrano i fatti.
REALTA': Quello che vediamo oggi è una grave distorsione dei fatti.
Il supporto è dominato da grandi interessi economici, e funziona come una macchina di propaganda del Pentagono. Per motivi politici, la sofferenza di un solo gruppo, i profughi che lasciano il Kosovo, è indicata, mentre le altre vittime iugoslave dei bombardamenti della NATO sono praticamente ignorate,
Il New York Times, CNN, ABC, CBS, NBC, The Chronicle Examiner, e altri hanno dato una visione molto inclinata degli avvenimenti in Jugoslavia, per giustificare i bombardamenti massicci.
General Electric, uno dei più grandi appaltatori militari del paese che rifornisce i motori per aerei da caccia della Nato, possiede la NBC ed è co-proprietarip di MS / NBC.
ERRORE # 6: Gli Stati Uniti stanno cercando di difendere i diritti del popolo del Kosovo perché non hanno alcun diritto. 
REALTA': Tutte le minoranze in Jugoslavia hanno molto maggiori diritti delle minoranze nazionali che hanno negli Stati Uniti o in Europa.
Mentre l'istruzione bilingue è sotto attacco dalla California a New York, gli albanesi del Kosovo non hanno nelle scuole e nelle università l'iscrizione in lingua albanese.
Le cure mediche erano gratuite per tutti i cittadini in Jugoslavia.
I separatisti albanesi hanno boicottato il sistema scolastico di governo e la sanità.
Rifiutare di utilizzare ciò che esiste è molto diverso dall'essere negati di questi diritti.
L'informazione della popolazione comunemente data fuori è anche fuorviante.
Per esempio dicendo che il 90 per cento della popolazione è l'albanese non è preciso.
Questa cifra comprende effettivamente tutti i non-serbi in Kosovo-Romanis, turchi, egiziani, Goramacs (serbi musulmani del Kosovo) e altri.
Ai colloqui di Rambouillet, la delegazione jugoslava rappresentava non solo i serbi, ma tutte le nazionalità del Kosovo, tra cui due albanesi, mentre la delegazione separatista albanese consisteva solo di albanesi.
Le differenze religiose sono anche esagerate.
Mentre molti albanesi sono musulmani, il 10 per cento della popolazione serba è musulmana.
Inoltre, il 25 per cento della popolazione albanese è cattolica romana, come Madre Teresa, che era un albanese del Kosovo.
ERRORE # 7: L'UCK (Esercito di Liberazione del Kosovo) è un vero e proprio esercito di liberazione.
REALTA': L'UCK è una forza terrorista simile ai Contras finanziati e utilizzati dagli Stati Uniti in Nicaragua, nel tentativo di rovesciare il governo.
La NATO utilizza l'UCK per giustificare l'invio di truppe americane per occupare e dividere la Jugoslavia ulteriormente.
L'UCK non esisteva fino ad un'anno prima.
Improvvisamente possedevano le ultime armi ad alta tecnologia.
Che tipo di lotta di liberazione chiede il bombardamento del suo stesso popolo e un esercito straniero di occupazione sul suo territorio?
Si potrebbe dire che in realtà sia stata una guerra di conquista e la cosa avrebbe più senso.
ERRORE #8: Il bombardamento NATO non è la causa della crisi dei rifugiati.
REALTA': Non ci sono state ondate di profughi fino all'inizio dei bombardamenti della NATO il 24 marzo il governo degli Stati Uniti ha utilizzato script simili per difendere i civili e fermare i massacri e giustificare le campagne di bombardamenti massicci in entrambe le guerre del Vietnam e l'Iraq. Ancora una volta è stato il massiccio bombardamento accompagnato dall'aggressione che ha creato la crisi dei rifugiati.
 Il London Times  ha intervistato i profughi e ha detto: "Né c'era molto foraggio per i propagandisti della Nato tra i circa 200 rifugiati in attesa di registrazione in una stazione di polizia del distretto di Skopje il Venerdì [26 marzo] Mirvei, una donna albanese alta che stringeva il suo bambino di quattro mesi, guardò sconcertata quando gli viene chiesto se le truppe serbe l'avevana cacciato fuori. 'Non c'erano Serbi,' ha detto. 'Avevamo paura delle bombe.' "
Quella che è stato un'intervento è stato a tutti gli effetti una guerra di aggressione e conquista responsabile dell'ennesimo massacro della NATO persone innocenti.
Siamo nel 2015 e in quella che era un tempo la Yugoslavia, divisa in diverse regioni, si sta accentuando da alcuni anni a questa parte l'idea di rifondare politicamente la nazione distrutta.
La Riunificazione jugoslava si riferisce alla potenziale futura riunificazione delle ex sei repubbliche della Jugoslavia - Croazia, la Serbia, la Slovenia, la Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Macedonia.
Il processo verso questo non è ancora stato avviato.
Questo processo ha sempre incontrato non poche difficoltà a causa della continua tensione tra i paesi, che sono diventati molto diversi attraverso oltre due decenni di separazione.
La somiglianza delle lingue e la lunga storia di vita comune hanno lasciato molti legami fra i popoli dei nuovi Stati.
Tuttavia in base a sondaggi che si trovano online la maggioranza delle persone sarebbe alquanto favorevole per una rifondazione della ex-Jugoslavia, forse non proprio con lo stesso nome della recente nazione ma qualcosa di altrettanto simile, in questo contesto useremo il termine Slavia.
I vantaggi per la quale molte persone sono favorevoli per tale riunificazione si ricavano dal passato:
Motivi:
1. Economia stabile con bassi tassi di disoccupazione;
2. Un mercato alimentato con i propri prodotti;
3. C'erano industrie gigantesche;
4. Il sistema politico ha lavorato al servizio delle persone, non il contrario;
5. Tutte le frontiere erano aperte; Si poteva viaggiare per lo più senza visto;
6. Nessuno era in partenza dalla Jugoslavia a cercare lavoro migliore altrove;
7. I termini "decenza" e "onestà" sono stati utilizzati nella vita quotidiana.
8. Come una persona che ha origine croata, nessuno si sarebbe fatto problemi se avesse sposato un serbo;
9. Ci sarebbero debito inferiore (quando si riassumono tutti i debiti da ex repubbliche jugoslave si ottiene x10 volte il debito che la Jugoslavia aveva);
10. C'erano avuto scienziati, non opportunisti;
11. Se si è andava all'Università c'era una piccola possibilità di lavoro per un certo periodo; Ora più del 35% sono disoccupati;
12. Le persone sarebbero educate in basi di economia; Avrebbero conoscenza di base dei mercati, interessi, prestiti ecc Questo permetterebbe loro migliori opportunità di vita.
Questi dodici punti sono stati descritti in base a testimonianza di chi viveva.
Contrariamente a quanto potrebbe sembrare la nazione della Yugoslavia è stata tra le più propere in Europa.
Nei primi anni 1980, i cittadini della Yugoslavia godevano di un vantaggio comparativo distinto sopra le loro controparti in Europa Centro-Orientale.
Il PIL pro capite della Jugoslavia è stato il migliore della regione.
La moneta Vero, 3230 dollari non potrebbe suonare come un sacco di soldi, ma la concorrenza più vicina nel 1982 fu la Cecoslovacchia a 2.980 dollari.
In confronto, della Polonia era solo a 1.540 dollari e anche il Portogallo sormontato fuori a soli $ 2.500.
Il denaro era solo uno dei fattori, e forse il più importante.
Gli Yugoslavi potevano facilmente viaggiare.
Molti hanno lavorato in Europa occidentale mandando soldi a casa per le loro famiglie e tornando periodicamente per costruire nuove case in campagna.
C'era una libertà di espressione e la musica, letteratura, film, e la filosofia della Jugoslavia erano l'invidia dei suoi vicini.
"La Yugoslavia ha approfittato della guerra fredda come un ponte tra Oriente e Occidente e con il Movimento dei Paesi Non Allineati," Mijat Damjanovic ha spiegato in un'intervista a Belgrado.
"Gli interessi non sono stati solo politici ma economici."
Alla rottura l'idea di jugoslavismo aveva perso la popolarità.
La Serbia e il Montenegro hanno continuato un'unione a Sud slavo come Repubblica Federale di Jugoslavia da aprile 1992 al febbraio del 2003, poi ribattezzato il paese con nomi individuali delle repubbliche federali.
La Yugo-nostalgia è vista come un ritorno negli Stati dell'ex Jugoslavia.
I sociologi dicono che riflette una tendenza attraverso i Balcani che chiamano in cui giovani e meno giovani hanno nostalgia per il passato.
"Mi manca la Jugoslavia", ha dichiarato Troha, 33, un imprenditore sloveno, da un magazzino stipato con la sua collezione di cimeli jugoslavi, tra cui i ritratti di Tito, macchine da cucire d'epoca, bambole serbi e 50 anni, bottiglie di Cockta, i jugoslava Coca-Cola. "Noi non avevamo niente, ma abbiamo avuto tutto.
Quasi 5.000 giovani sloveni fatto un pellegrinaggio a Belgrado, l'ex capitale della Jugoslavia e oggi la capitale della Serbia, per festeggiare il nuovo anno. Gli investimenti transfrontalieri tra le ex repubbliche Jugoslavia è raramente stato così alto.
La volonta di riunire gli stati separati con la forza dai bombardamenti della NATO è forte, quanto basta affinchè la rinascita di una nazione come Slavia potrebbe avvenire sotto il progressismo nazionalista serbo che vede come idea una Grande Serbia che comprende i confini della ex Yugoslavia e addirittura in alcuni casi oltre.

Il termine Grande Serbia descrive il movimento nazionalista serbo della creazione di uno stato serbo che integri tutte le regioni di importanza tradizionale ai serbi, comprese le regioni al di fuori della Serbia che sono popolate da serbi.
L'ideologia principale di questo movimento è quello di riunire tutti i serbi in un unico Stato, sostenendo, a seconda della versione, diverse aree di molti paesi circostanti.
Tale riunificazione avrebbe giuste pretese sui territori della moderna Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Macedonia.
Non sarebbe certamente un ritorno alla Yugoslavia ma indubbiamente una riunificazione della nazione sotto un nome diverso.








Fonte:
http://www.iacenter.org/folder04/myths.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Yugo-nostalgia
http://en.wikipedia.org/wiki/Yugoslavia
http://www.johnfeffer.com/yugoslavia-could-have-been-a-leader/
http://www.nytimes.com/2008/01/30/world/europe/30yugo.html






lunedì 4 maggio 2015

LA NOSTALGIA DELL'UNIONE SOVIETICA


L'Unione Sovietica è stata sciolta 22 anni fa, il 26 dicembre 1991.
E 'opinione diffusa che al di fuori delle ex repubbliche dell'Unione Sovietica che i cittadini sovietici erano felici per questo; che Stalin fu odiato come un despota vile; che l'economia socialista dell'URSS non ha mai funzionato; e che i cittadini dell'ex Unione Sovietica preferiscono la vita che hanno oggi sotto la democrazia capitalista, quello che, in gergo febbrile di giornalisti occidentali, politici e storici, è stato il repressivo, regime dittatoriale di uno stato a partito unico, che ha presieduto una sclerotica, scricchiolante e impraticabile economia socialista.
Nessuna di queste credenze è vera.
I fatti dimostrano come la divulgazione della propaganda occidentale abbia inventato un'istruzione che non corrispondeva alla realtà dei fatti.
ERRORE # 1. L'Unione Sovietica non ha avuto alcun sostegno popolare. Il 17 marzo del 1991, nove mesi prima il crollo dell'Unione Sovietica, i cittadini sovietici si sono recati alle urne per votare su un referendum che ha chiesto se erano a favore della conservazione dell'URSS. Oltre i tre quarti hanno votato sì. Lungi dal favorire la rottura del sindacato, la maggior parte dei cittadini sovietici volevano preservarla.
ERRORE # 2. I Russi odiano Stalin. Nel 2009, Rossiya, un canale televisivo russo, ha effettuato un sondaggio di tre mesi per oltre 50 milioni di russi per scoprire chi, a loro parere, sono stati i più grandi russi di tutti i tempi.
Il Principe Alexander Nevsky, che respinse con successo l'invasione occidentale della Russia nel 13 ° secolo, è venuto primo. Il secondo posto è andato a Pyotr Stolypin, che ha servito come primo ministro per lo zar Nicola II, e attuato le riforme agrarie.
Al terzo posto, alle spalle di Stolypin di soli 5.500 voti, fu Stalin, un uomo che le opinioni dei leader occidentali abitualmente descrivono come un dittatore spietato con il sangue di decine di milioni sulle sue mani. A quanto pare, i russi hanno un diverso punto di vista, quello che non riesce a comportarsi con l'idea che i russi sono stati perseguitati.
ERRORE # 3. Il Socialismo sovietico non ha funzionato. Se questo è vero, allora il capitalismo, da qualsiasi misura uguale, è un fallimento indiscutibile.
Dalla sua nascita nel 1928, fino al punto in cui era stato smantellato nel 1989, il socialismo sovietico mai una volta, tranne che durante gli anni straordinari della Seconda Guerra Mondiale, è incappato in recessione, né ha omesso di fornire la piena occupazione.
L'economia capitalista è cresciuta incessantemente, senza recessione, e ha fornire posti di lavoro per tutti, in un arco di 56 anni (il periodo in cui l'economia sovietica era socialista e il paese non era in guerra, 1928-1941 e 1946-1989 )
Inoltre, l'economia sovietica è cresciuta più velocemente delle economie capitalistiche che erano a un pari livello di sviluppo economico quando Stalin ha lanciato il primo piano quinquennale nel 1928, e più velocemente di quanto l'economia americana abbia fatto attraverso gran parte dell'esistenza del sistema socialista.
A dire il vero, l'economia sovietica non ha mai raggiunto o superato le economie industriali avanzate del nucleo del capitalismo, ma ha iniziato la gara più indietro; non è stata aiutata, come i paesi occidentali hanno fatto, da storie di schiavitù, il saccheggio coloniale e imperialismo economico; ed era incessantemente oggetto dagli occidentali, e in particolare degli Stati Uniti, dii tentativi di sabotaggio.
Particolarmente deleterio per lo sviluppo economico sovietico era la necessità di dirottare risorse materiali e umane da civili all'economia militare, per affrontare la sfida della pressione militare occidentale.
La gara della guerra fredda e le armi, che hanno impigliato l'Unione Sovietica in battaglie contro un nemico più forte, non indicando la proprietà e la pianificazione, ha mantenuto la economia socialiste sorpassate delle economie industriali avanzate del capitalismo occidentale.
E tuttavia, nonostante gli sforzi instancabili dell'Occidente di paralizzare essa, l'economia socialista sovietica ha prodotto una crescita positiva in ogni anno senza guerra della sua esistenza, fornendo una esistenza materialmente sicura per tutti.
Quale economia capitalista può rivendicare la parità di successo?
ERRORE # 4. Ora che hanno sperimentato, i cittadini dell'ex Unione Sovietica preferiscono il capitalismo. 
Al contrario, preferiscono la pianificazione statale del sistema sovietico, cioè il socialismo.
Alla domanda in un recente sondaggio a quale sistema socio-economico sono favorevoli, i russi hanno risposto:
• Pianificazione dello Stato e la distribuzione, al 58%
• La proprietà privata e la distribuzione, il 28%
• Difficile da dire, il 14%
• totale, 100%
Pipes cita un sondaggio in cui il 72 per cento dei russi ", ha dichiarato di voler limitare l'iniziativa economica privata."
ERRORE # 5. Ventidue anni dopo, i cittadini dell'ex Unione Sovietica vedono crollo dell'URSS come più utile che dannoso. 
Sbagliato di nuovo. Secondo un sondaggio Gallup  tutti i cittadini delle 11 ex repubbliche sovietiche, tra cui la Russia, l'Ucraina e la Bielorussia, che pensano che il crollo dell'Unione Sovietica ha beneficiato del loro paese, due pensano che ha fatto del male.  
E i risultati sono più fortemente distorti verso l'opinione che la rottura è stata dannosa tra quelli di età di 45 anni e oltre, cioè le persone che conoscevano il sistema sovietico migliore.
Secondo un altro sondaggio citato da Pipes, tre quarti dei russi rimpiangono il crollo dell'Unione Sovietica, duramente da quello che si potrebbe pensare a persone che sono state riferite consegnate da uno stato presumibilmente repressivo e presumibilmente artritico, con economia pesante.
ERRORE # 6. I cittadini dell'ex Unione Sovietica stanno meglio oggi. 
A dire il vero, alcuni lo sono. Ma sono i più?  
Dato che più preferiscono il vecchio sistema socialista a quella attuale del capitalismo, e pensano che la disgregazione dell'URSS ha fatto più male che bene, si potrebbe dedurre che la maggior parte non stanno meglio, o almeno, che non si vedono come tali.  
Questa opinione è confermata, almeno per quanto riguarda l'aspettativa di vita.  
In un articolo sulla prestigiosa rivista medica britannica The Lancet, il sociologo David Stuckler e ricercatore medico Martin McKee, mostrano che la transizione al capitalismo nella ex URSS ha precipitato un forte calo della speranza di vita, e che "solo un po 'più della metà di i paesi ex-comunisti hanno riguadagnato i livelli di aspettativa di vita pre-transizione. "La speranza di vita maschile in Russia, ad esempio, è stato 67 anni nel 1985, sotto il comunismo. Nel 2007, era meno di 60 anni. L'aspettativa di vita si è immersa di cinque anni tra il 1991 e il 1994. "
 La transizione al capitalismo, poi, ha prodotto innumerevoli morti e pre-maturamente continua a produrre un tasso di mortalità superiore a quello che più probabile sarebbe prevalso sotto il (più umano) sistema socialista. 
 (Uno studio 1986 da Shirley Ciresto e Howard Waitzkin, sulla base dei dati della Banca Mondiale, ha scoperto che le economie socialiste del blocco sovietico hanno prodotto risultati più favorevoli sulle misure di qualità fisica della vita, tra cui l'aspettativa di vita, la mortalità infantile, e l'apporto calorico, che ha fatto le economie capitaliste allo stesso livello di sviluppo economico, e buono come le economie capitaliste a un livello superiore di sviluppo.)
Per quanto riguarda il passaggio da uno stato a partito unico a una democrazia multipartitica, Pipes punta ad un sondaggio che dimostra che i russi vedono la democrazia come una frode.  
Oltre tre quarti ritengono che "la democrazia è una facciata per un governo controllato da cricche ricchi e potenti". Chi dice che i russi non sono perspicaci?
ERRORE # 7. Se i cittadini dell'ex Unione Sovietica volevano davvero un ritorno al socialismo, avrebbero solo votato a favore.  
Se solo fosse così semplice.  
I sistemi capitalistici sono strutturati per fornire che l'ordine pubblico si adatti ai capitalisti, e non a ciò che è popolare, se ciò che è popolare è contro gli interessi capitalistici.  
Obamacare a parte, gli Stati Uniti non hanno piena assicurazione sanitaria pubblica. Perché no? Secondo i sondaggi, la maggioranza degli americani la vogliono.  
Quindi, perché non hanno semplicemente votato altrove? 
La risposta, naturalmente, è che ci sono forti interessi capitalistici, principalmente le compagnie di assicurazione private, che hanno utilizzato la loro ricchezza e le connessioni per bloccare una politica pubblica che ridurrebbe i loro profitti. 
Ciò che è popolare non lo fa sempre, o anche spesso, nelle società in cui prevalgono coloro che possiedono e controllano l'economia possono utilizzare la loro ricchezza e le connessioni a dominare il sistema politico per vincere in concorsi che bucano i loro interessi contro gli interessi dell'elite di massa. Come Michael Parenti scrive,
Il capitalismo non è solo un sistema economico, ma un intero ordine sociale. Una volta che prende piede, non è votato fuori dall'esistenza eleggendo socialisti o comunisti. Essi possono occupare uffici, ma la ricchezza della nazione, i rapporti di proprietà di base, la legge organica, il sistema finanziario, e la struttura del debito, insieme con i media nazionali, il potere della polizia e le istituzioni statali sono stati tutti profondamente ristrutturati. 
Un ritorno al socialismo russo è molto più probabile che venga sul modo in cui ha fatto la prima volta, attraverso la rivoluzione, non sulle elezioni, e le rivoluzioni non accadono semplicemente perché la gente preferisce un sistema migliore a quello che attualmente hanno già.
Le rivoluzioni accadono quando la vita non può più essere vissuta nel vecchio modo e i russi hanno raggiunto il punto in cui la vita come viene vissuto oggi non è più tollerabile.
È interessante notare che, un sondaggio del 2003 ha  chiesto ai russi come avrebbero reagito se i comunisti prendessero il potere.  
Quasi un quarto potrebbe sostenere il nuovo governo, uno su cinque potrebbe collaborare, il 27 per cento avrebbe accettato, il 16 per cento sarebbe emigrato, e solo il 10 per cento avrebbe attivamente resistito.
In altre parole, per ogni russo che si opporrebbe attivamente ad un comunista di presa in carica, quattro sarebbero sostenerlo o collaborare con esso, e tre potrebbero accettarlo.
Ora che hanno avuto più di due decenni di democrazia pluripartitica, impresa privata e l'economia di mercato, i russi non crede che queste istituzioni sono le meraviglie che i politici occidentali e i mass media li dichiarano tali.  
La maggior parte dei russi preferirebbero un ritorno al sistema sovietico di pianificazione statale, che è, il socialismo.
Anche così, queste realtà sono nascoste dietro una tormenta di propaganda, la cui intensità raggiunge il picco ogni anno per l'anniversario della morte del dell'URSS.  
L'Unione Sovietica è insultata da quasi tutti in Occidente: dai trotzkisti, perché l'Unione Sovietica è stato costruito sotto la leadership di Stalin; dai socialdemocratici, perché i sovietici hanno abbracciato la rivoluzione e hanno respinto il capitalismo; dai capitalisti, per ovvi motivi; e dai mass media (che sono di proprietà dei capitalisti) e le scuole (il cui curriculum, orientamento ideologico e la ricerca politica ed economica sono fortemente influenzati essi.)
 

Si potrebbe quindi concludere che le ex repubbliche sovietiche deplorano il cosidetto sistema occidentale e hanno una grande nostalgia dell'Unione Sovietica.




Riferimenti
”Referendum on the preservation of the USSR,” RIA Novosti, 2001, http://en.ria.ru/infographics/20110313/162959645.html
Guy Gavriel Kay, “The greatest Russians of all time?” The Globe and Mail (Toronto), January 10, 2009.
Richard Pipes, “Flight from Freedom: What Russians Think and Want,” Foreign Affairs, May/June 2004.
Robert C. Allen. Farm to Factory: A Reinterpretation of the Soviet Industrial Revolution, Princeton University Press, 2003. David Kotz and Fred Weir. Revolution From Above: The Demise of the Soviet System, Routledge, 1997.
Allen; Kotz and Weir.
Stephen Gowans, “Do Publicly Owned, Planned Economies Work?” what’s left, December 21, 2012.
“Russia Nw”, in The Washington Post, March 25, 2009.
Pipes.
Neli Espova and Julie Ray, “Former Soviet countries see more harm from breakup,” Gallup, December 19, 2013, http://www.gallup.com/poll/166538/former-soviet-countries-harm-breakup.aspx
Pipes.
Judy Dempsey, “Study looks at mortality in post-Soviet era,” The New York Times, January 16, 2009.
Shirley Ceresto and Howard Waitzkin, “Economic development, political-economic system, and the physical quality of life”, American Journal of Public Health, June 1986, Vol. 76, No. 6.
Pipes.
Michael Parenti, Blackshirts & Reds: Rational Fascism and the Overthrow of Communism, City Light Books, 1997, p. 119.
Pipes.

mercoledì 29 aprile 2015

LA DEMOCRAZIA NON E' L'UNICA ALTERNATIVA


La democrazia (dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere) etimologicamente significa "governo del popolo", ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall'insieme dei cittadini.
Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può trovare e ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni e applicazioni, tutte caratterizzate per altro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare e nella quale il rapporto tra la maggioranza e la minoranza è improntato alla reciproca tutela.
Benché all'idea di democrazia si associ in genere una forma di Stato, la democrazia può riguardare qualsiasi comunità di persone (come ad esempio una associazione) e il modo in cui vengono prese le decisioni al suo interno.
Oggi vogliamo fare riferimento in modo critico a come si è instaurata la cosidetta democrazia occidentale e come essa sia stata ampiamente strumentalizzata al punto da far presumere che un paese senza di essa sia classificato "un regime dittatoriale."
Cosa si intende per dittatura?
La dittatura è una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo Stato.
In senso lato, dittatura ha quindi il significato di predominio assoluto e perlopiù incontrastabile di un individuo (o di un ristretto gruppo di persone) che detiene un potere imposto con la forza.
In questo senso la dittatura coincide spesso con l'autoritarismo e con il totalitarismo.
Sua caratteristica è anche la negazione della libertà di espressione e di stampa.
Eppure se osserviamo alcuni recenti governi che in Occidente definivamo "dittature" scopriamo come in realtà l'instaurarsi di un sistema di governo senza elezione diretta del popolo talvolta aveva portato alla popolazione maggiori diritti di quelli che abbiamo in alcuni paesi con la democrazia.
Ricordando fin da adesso che questo non è un articolo a favore di un regime o una dittatura, vogliamo però far osservare come nel XXI Secolo rispetto al passato in Occidente ci sono diritti che sono scomparsi o per la quale dobbiamo pagare di tasca nostra per averli.

L'Unione Sovietica

Sotto un certo punto di vista ci sono più disoccupati nell'attuale Unione Europea rispetto che nel periodo dell'Unione Sovietica.
Sebbene l'Unione Sovietica fosse un governo non democratico, non mancano spunti che nell'attuale Unione Europea dovrebbero essere presi da esempio sebbene non con le stesse caratteristiche del periodo storico.
Tutti avevano posti di lavoro e non c'erano i senzatetto.
Le persone venivano pagate con stipendi e ci si prendeva cura delle loro famiglie.
Gli stipendi per alcuni non era alti come altri, ma hanno imparato a convivere con essi e, oltre agli stipendi, hanno portato a casa un po 'di cose dalla fabbrica e le scambiavano con i loro vicini per qualunque cosa di cui si avesse bisogno.
Durante l'Unione Sovietica, i lavoratori non scioperavano perché nessuno ne aveva motivo.
C'era di tutto e non c'era molta severità verso gli operai. Uomini e donne erano sempre stati considerati uguali nei luoghi di lavoro.
Non c'era sessismo, solo lavoratori buoni e cattivi.
Le donne sarebbero state avvertite se le gonne fossero state corte o se il loro abbigliamento non era appropriato.
Tuttavia, non vi era alcuna legge o regola che non li lasciasse indossare quello che volevano.
Le scuole in Unione Sovietica sono state eccellenti.
L'istruzione era obbligatoria e non c'era modo di evitare di andare a scuola.
L'istruzione e le scuole erano gratuite e le scuole sovietiche sono state tra le migliori scuole del mondo.
Insieme con l'istruzione gratuita, gli studenti buoni studenti hanno anche ricevuto soldi del governo per aiutarli nella loro vita di tutti i giorni.
Da questo punto di vista si osserva come l'istruzione fosse un diritto che non veniva negato a nessuno, a differenza delle scuole sovietiche nella democrazia occidentale spesso le famiglie fanno sacrifici enormi, specialmente dopo la crisi del 2008, pur di fare in modo che i figli abbiano un'ottima istruzione per garantire un migliore futuro.
La polizia allora non era molto diversa da quella della polizia che abbiamo qui, ora.
L'unica differenza era che la polizia allora era più severa e imponeva punizioni fisiche al colpevole.
Anche la corruzione era assai rara.
Sono state prese tangenti a volte.
Tuttavia, ai tempi di Stalin, la gente aveva paura di avere a che fare con le tangenti, perché la punizione per tangenti era molto seria.
Quando Stalin era al potere, si poteva chiedere un lavoro in un negozio e questo poteva essere guadagnato senza una tangente, ma dopo la sua morte, il nuovo leader non si è più concentrato sulla punizione per le tangenti.
Ma, mentre Stalin era al potere, la corruzione era un caso molto raro.
Anche se la polizia aveva un sacco di potere, non hanno mai arrestato le persone senza motivo.
C'erano ladruncoli, ma la polizia non ha mai arrestato una persona innocente.
La polizia era la stessa che c'è oggi negli Stati Uniti, l'unica differenza è stata che quando prendevano un criminale, punivano il criminale molto seriamente.
Non era come qui dove quando un poliziotto colpisce una persona tutta la storia fa stupidamente scandalo e audience su ogni nuovo canale, giornale e radio.
Non c'era niente di simile allora. I criminali sapevano che se venivano presi, stavano affrontando una dura punizione.
Le elezioni sono state democratiche, ma c'era già una persona che avrebbe dovuto prendere il proprio posto di lavoro durante le elezioni.
L'economia in quel periodo era debole a causa del motivo che si trattava di un nuovo paese e una nuova economia.
Tuttavia, tutto è stato contabilizzato.
Gli economisti del paese erano molto buoni al momento.
Il paese avrebbe fissato i suoi obiettivi ogni cinque anni.
Gli amministratori di fabbrica necessitavano di raggiungere questi obiettivi, perché dopo 5 anni venivano fissati successivamente nuovi obiettivi.
Nel caso in cui gli obiettivi non fossero stati raggiunti, gli amministratori sarebbero stati licenziati dai loro posti di lavoro.
Ogni anno gli economisti pensavano a modi migliori per spendere i soldi del governo e modi meno costosi per produrre alcune cose necessarie per il paese.
Per finire questo argomento ecco dieci fatti che si dovrebbero sapere sull'Unione Sovietica:
-E 'stato il primo stato nella storia del genere umano a porre fine alla fame attraverso la collettivizzazione delle terre, molti paesi altamente sviluppati di oggi (come gli Stati Uniti) non sono stati in grado di porre fine a questa piaga (o non vogliono).
-E' lo stato che sostenuto l'onere maggiore nella seconda guerra mondiale per sconfiggere l'esercito nazista, gli analisti militarisostengono che il l 70% dell'esercito nazista è stato sconfitto sul fronte orientale, circa 24 milioni di sovietici sono morti nella più grande guerra della storia per fermare Hitler e la sua ideologia genocida. Tuttavia, oggi ci mostrano gli Stati Uniti come vincitore di questa guerra, e parte del meritova all'egemonia di Hollywood.
-L'URSS ha condotto la campagna mondiale per sradicare il vaiolo nel mondo, una malattia che ha preso milioni di vite ogni anno in particolare nei paesi del terzo mondo, nelle ex colonie degli stati capitalisti. Sono stati trattati 15 milioni di casi di vaiolo in 31 paesi, in modo da sradicare la malattia.
-Il sistema sociale sovietico garantiva: - Giornata lavotrativa Lavorare giornata di 7 ore, 6 per gli specialisti.- Pensioni per anziani e disabili. Pensionamento a 60 anni per gli uomini a 55 per le donne, -Per i lavori usuranti (miniere, industria pesante ...)l'età era abbassata a 50. Per ricevere la pensione completa bisognava lavorare tra i 20 ei 25 anni.- Congedo di maternità, dall'inizio della gravidanza, e un anno dopo la nascita, circa 20 mesi in totale.-Malatia pagata al 100% dello stipendio.- Un mese di ferie retribuite da parte dello Stato.
-Il primo libero e universale sistema di assistenza sanitaria, che ha aumentato l'aspettativa di vita dei sovietici, sotto i 40 anni nel 1917, per raggiungere livelli occidentali negli anni 80 (70 anni). Il sistema sanitario sovietico ha scoperto il parto indolore ed eseguito il primo trapianto di organi.
-Il primo sistema di istruzione pubblica completamente gratuito, che ha raggiunto i più alti tassi di alfabetizzazione nella storia nelle 15 repubbliche sovietiche. Le scuole sovietiche offrivano pasti gratuiti per gli studenti.
-Il grande risultato economico dell'URSS, secondo molti analisti politici è stata la più grande crescita economica della storia, divenendo da arretrata e feudale a superpotenza economica, migliorando significativamente la vita dei suoi cittadini . Churchill immortalò questa impresa con la sua famosa frase: "Ha preso una Russia con aratri e l'ha 'dotata della bomba atomica", riferendosi a Stalin.
-L'URSS è stato il primo paese ad inviare un satellite nello spazio, Sputnik, ad inviare il primo essere vivente nello spazio, il cane Laika, ad inviare il primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin, e la prima donna nello spazio, Valentina Tereshkova.
-L'URSS era il paese in cui la cultura ha raggiunto i suoi massimi livelli di espressione. L'URSS è stato il paese con il maggior numero di giornali e libri letti e venduti, il paese in cui si sono svolti la maggior parte dei concerti. E 'stato un paese in cui le masse di lavoratori accorrevano all'opera, Il paese con il maggior numero di teatri, cinema ed edifici culturali.
-Le donne avevano gli stessi diritti degli uomini, la stessa retribuzione, le stesse opportunità di lavoro, le stesse possibilità di ottenere una carica pubblica. L'URSS è stato il primo paese ha raggiungere a pieno la parità tra uomini e donne.

La Libia di Ghedaffi

Nel nome della "democrazia" gli Stati Uniti e la NATO hanno dichiarato guerra ad un governo non democratico, la Libia, il quale era riuscito a rendere la Libia uno dei più potenti paesi dell'Africa e in grado di costituire una valida alternativa al sistema occidentale.
Il governo di Ghedaffi è spesso stato definito una brutale dittatura tuttavia anche qui i fatti dimostrano che nonostante il colonnello sia salito al governo in modo non democratico quello che è avvenuto in seguito è stato un successo economico a dir poco sconcertante, peggiorato solo dopo l'aggressione degli Alleati Atlantici.
Non sorprende che il colonnello Ghedaffi sia rimasto per oltre quarant'anni al governo.
Testimonianza di un tecnico ENI (anno 2011): "Sono stato in Libia, da lavoratore, fino al 21 febbraio scorso quando, costretto dagli eventi, ho dovuto abbandonarla con l’ultimo volo di linea Alitalia.
Ho avuto modo di conoscere gran parte del Paese, da Tripoli a Bengasi, a Ras Lanuf a Marsa El Brega a Gadames, non frequentando gli ambienti dorati, ovattati e distaccati dei grandi alberghi, ma vivendo da lavoratore tra lavoratori e a quotidiano contatto con ambienti popolari, sempre riscontrando cordialità e sentimenti di amicizia per certi versi inaspettati e sorprendenti. Non era raro per strada sentirsi chiedere di poter fare assieme una fotografia da chi si accorgeva di stare incrociando degli italiani, peraltro numerosissimi anche per le tantissime imprese che vi operavano, dalle più grandi (ENI, Finmeccanica, Impregilo ecc.) alle più piccole (infissi, sanitari, rubinetterie, arredamenti ecc.), in un ambiente favorevolissimo, direi familiare…
Da quello che ho potuto constatare il tenore di vita libico era abbastanza soddisfacente: il pane veniva praticamente regalato, 10 uova costavano l’equivalente di 1 euro, 1 kg di pesce spada cira 5 euro, un litro di benzina circa 10 centesimi di euro; la corrente elettrica era di fatto gratuita; decine e decine di migliaia di alloggi già costruiti e ancora in costruzione per garantire una casa a tutti (150-200 m2 ad alloggio….); l’acqua potabile portata dal deserto già in quasi tutte le città con un’opera ciclopica, in via di completamento, chiamata “grande fiume”; era stata avviata la costruzione della ferrovia ad alta velocità e appaltato il primo lotto tra Bengasi e il confine egiziano della modernissima autostrada inserita nell’accordo con l’Italia; tutti erano dotati di cellulari, il costo delle chiamate era irrisorio, la televisione satellitare era presente sostanzialmente in ogni famiglia e nessun programma era soggetto a oscuramento, così come internet alla portata di tutti, con ogni sito accessibile, compreso i social network (Facebook e Twitter), Skype e la comunicazione a mezzo e-mail.
Dalla fine dell’embargo la situazione, anche “democratica”, era migliorata tantissimo e il trend era decisamente positivo: i libici erano liberi di andare all’estero e rientrare a proprio piacimento e un reddito era sostanzialmente garantito a tutti."
Mentre veniva insediato un governo di ribelli “pro-democrazia”, il paese è stato distrutto.
Sullo sfondo della propaganda di guerra, le conquiste economiche e sociali della Libia nel corso degli ultimi venti anni sono state brutalmente rovesciate:
La Giamahiria Araba Libica ha avuto un alto tenore di vita e un robusto apporto calorico pro capite giornaliero di 3144 calorie. Il paese ha fatto passi da gigante nel campo della sanità pubblica e, dal 1980, il tasso di mortalità infantile è sceso dal 70 ogni mille nati vivi al 19 nel 2009. L’aspettativa di vita è salita dai 61 ai 74 anni durante lo stesso arco di anni. (FAO, Roma,Libya, Country Profile).
Qualunque siano le proprie opinioni riguardo Gheddafi, il governo libico post-coloniale ha giocato un ruolo chiave nell’eliminazione della povertà e nello sviluppo delle infrastrutture sanitarie ed educative del paese. Secondo la giornalista italiana Yvonne de Vito: “A differenza di altri paesi che hanno attraversato una rivoluzione – la Libia è considerata la Svizzera del continente africano ed è molto ricca, le sue scuole ed i suoi ospedali sono gratuiti per il popolo. Le condizioni per le donne sono molto migliori rispetto ad altri paesi arabi ”. (Russia Today, 25 agosto 2011)
Questi sviluppi sono in netto contrasto con quello che molti paesi del Terzo Mondo sono stati in grado di “conquistare” sotto la ”democrazia” e la “governance” in stile occidentale nell’ambito del programma di aggiustamento strutturale (SAP) del FMI-Banca Mondiale .
L’ assistenza sanitaria pubblica in Libia prima dell’ ”intervento umanitario” della NATO era la migliore in Africa. ”L’assistenza sanitaria è [era]a disposizione di tutti i cittadini gratuitamente dal settore pubblico. Il paese vanta il più alto tasso di alfabetizzazione e di iscrizioni alle strutture educative in Nord Africa. Il governo sta [stava]in modo sostanziale aumentando il budget di sviluppo per i servizi sanitari … . (OMS- Libya Country Brief )
Confermato dalla Food and Agriculture Organization (FAO), la denutrizione era inferiore al 5%, con un apporto calorico giornaliero pro capite di 3144 calorie. (I dati FAO dell’apporto calorico indicano la disponibilita anzichè il consumo).
La Gran Giamahiria Araba Libica forniva ai suoi cittadini quello che è negato a molti americani:assistenza sanitaria e istruzione gratuita, come confermato dai dati OMS e dall’UNESCO.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): l’ aspettativa di vita alla nascita era di 72,3 anni (2009), tra le più alte nel mondo sviluppato.
Il tasso di mortalità sotto i 5 anni ogni 1000 nati vivi è diminuito da 71 nel 1991 a 14 nel 2009.
Il tasso di alfabetizzazione degli adulti era dell’ordine del 89%,(2006), (94% per i maschi e 83% per le femmine). Il 99,9% dei giovani sa leggere e scrivere (dati UNESCO del 2006, vedi Libya Country Report)
La percentuale lorda delle iscrizioni alle scuole primarie era del 97% per i maschi e 97% per le ragazze.
(vedi tabelle UNESCO presso http://stats.uis.unesco.org/unesco/TableVi…BR_Region=40525 )
Il rapporto insegnante-allievo nella scuola primaria della Libia era dell’ordine di 17 ( dati UNESCO- 1983), il 74% dei bambini che hanno terminato la scuola elementare sono stati iscritti alla scuola secondaria (dati UNESCO- 1983).
Sulla base di dati più recenti, che confermano un marcato aumento delle iscrizioni scolastiche, il Gross Enrolment Ratio (GER) nelle scuole secondarie era dell’ordine del 108% nel 2002. Il GER è il numero di alunni iscritti a un determinato livello di istruzione indipendentemente dall’età, espressa in percentuale della popolazione nella fascia di età teorica per quel livello di istruzione.
Per le iscrizioni all’educazione terziaria (post-secondaria, college e università), il Gross Enrolment Ratio (GER) era dell’ordine del 54% nel 2002 (52 per i maschi, 57 per le femmine).
(Per ulteriori dettagli vedere http://stats.uis.unesco.org/unesco/TableVi…BR_Region=40525 )
I diritti della donna
Per quanto riguarda i diritti della donna, i dati della Banca Mondiale indicano il raggiungimento di risultati significativi .
“In un periodo di tempo relativamente breve, la Libia ha raggiunto l’accesso universale all’istruzione primaria, con il 98% lordo di iscrizioni per la secondaria, e il 46% per l’istruzione terziaria. Negli ultimi dieci anni, le iscrizioni delle ragazze sono aumentate del 12% a tutti i livelli dell’istruzione. Nell’istruzione secondaria e terziaria, le ragazze hanno superato in numero i ragazzi del 10%. ”(Banca mondiale- Libya Country Brief, enfasi aggiunta)
Altri dettagli:
-Elettricità domestica gratuita per tutti
- Acqua domestica gratuita per tutti
- Il prezzo della benzina è di 0,08 euro al litro
- Il costo della vita in Libia è molto meno caro di quello dei paesi occidentali. Per esempio il costo di una mezza baguette di pane in Francia costa più o meno 0,40 euro, quando in Libia costa solo 0,11 euro. Se volessimo comprare 40 mezze baguette si avrebbe un risparmio di 11,60 euro.
- Le banche libiche accordano prestiti senza interessi
- I cittadini non hanno tasse da pagaren e l’IVA non esiste.
- Lo stato ha investito molto per creare nuovi posti di lavoro
- La Libia non ha debito pubblico, quando la Francia aveva 223 miliardi di debito nel Gennaio 2011, che sarebbe il 6,7% del PIL. Questo debito per i paesi occidentali continua a crescere.
- Il prezzo delle vetture (Chevrolet, Toyota, Nissan, Mitsubishi, Peugeot, Renault…) è al prezzo di costo
- Per ogni studente che vuole andare a studiare all’estero, il governo attribuisce una borsa di 1 627,11 Euro al mese.
- Tutti gli studenti diplomati ricevono lo stipendio medio della professione scelta se non riescono a trovare lavoro
- Quando una coppia si sposa, lo Stato paga il primo appartamento o casa (150 metri quadrati)
- Ogni famiglia libica, previa presentazione del libretto di famiglia, riceve un aiuto di 300 euro al mese
- Esistono dei posti chiamati « Jamaiya », dove si vendono a metà prezzo i prodotti alimentari per tutte le famiglie numerose, previa presentazione del libretto di famiglia.
- Tutti i pensionati ricevono un aiuto di 200 euro al mese, oltre la pensione.
- Per tutti gli impiegati pubblici in caso di mobilità necessaria attraverso la Libia, lo Stato fornisce una vettura e una casa a titolo gratuito. Dopo qualche tempo questi beni diventano di proprietà dell’impiegato.
- Nel servizio pubblico, anche se la persona si assenta uno o due giorni, non vi è alcuna riduzione di stipendio e non è richiesto alcun certificato medico
- Tutti i cittadini della libia che non hanno una casa, possono iscriversi a una particolare organizzazione statale che gli attribirà una casa senza alcuna spesa e senza credito. Il diritto alla casa è fondamentale in Libia. E una casa deve essere di chi la occupa.
- Tutti i cittadini libici che vogliono fare dei lavori nella propria casa possono iscriversi a una particolare organizzazione, e questi lavori saranno effettutati gratuitamente da aziende scelte dallo Stato.
- L’eguaglianza tra uomo e donna è un punto cardine per la Libia, le donne hanno accesso a importanti funzioni e posizioni di responsabilità.
- Ogni cittadino o cittadina della Libia puo’ investire nella vita politica e nella gestione degli affari pubblici, a livello locale, regionale e nazionale, in un sistema di DEMOCRAZIA DIRETTA (iniziando dal Congresso popolare di base, permanente, fino ad arrivare al Congresso generale del popolo, il grande Congresso nazionale che si riunisce una volta all’anno).
Tutti questi dettagli dimostrano chiaramente che Ghedaffi aveva creato un sistema politico-sociale finanziato dalle risorse della Libia che aveva superato in qualità l'aspettativa di vita di molti paesi occidentali, in un certo senso aveva creato un'alternativa alla democrazia tanto manifestata in Europa e Stati Uniti.
Le attività finanziarie libiche all’estero congelate sono stimate nell’ordine di 150 miliardi dollari, con i paesi della NATO che sono in possesso di più di 100 miliardi.
Prima della guerra, la Libia non aveva debiti. In realtà tutto il contrario. Era una nazione creditrice che investiva nei vicini paesi africani.
Molto probabilmente, eccettuata la risaputa ricchezza di oro nero, l'aggressione della NATO è stata anche un modo per impedire lo sviluppo di un'alternativa all'Occidente.
Riguardo all’aspetto economico Gheddafi ribadiva la sua posizione anti-imperialista e socialista, prevedendo la possibilità del contatto tra proprietà privata e politica di piano.
L’organo supremo della repubblica era il consiglio rivoluzionario CCR, che deteneva il potere legislativo, vengono istituiti tribunali speciali sempre con a capo il CCR.Il consiglio dei ministri aveva compito consultivo, per poi far passare il decreto nelle mani del CCR che aveva sempre l’ultima parola e decideva di ufficializzarli e metterli in pratica.
Nel 1970 Gheddafi riesce ad accumulare una serie di cariche che gli consentono di diventare la guida del paese, capo di stato; capo di governo; capo del CCR; ministro della difesa e del comitato supremo di piano.
In seguito prende piede la costruzione di un nuovo sistema statale, detto Jamahiriya istituito nel 1976, e lo stato libico prende un nuovo nome “Repubblica popolare araba di Libia”. Essa prevede una articolazione incentrata sui congressi popolari, associazioni professionali e federazioni della società civile. I ministri assumono il nome di segretari e si riuniscono in un comitato generale del popolo. Nel 1979 Gheddafi rinuncerà alla carica di direttore del congresso generale del popolo.
Nel 1991 vengono introdotti provvedimenti giuridici per la libertà degli individui. L’art.8 prevedeva libera espressione a patto che questa fosse esercitata nelle pubbliche assemblee e sotto gli organi di stampa governativi; l’art. 16 riconosceva il rispetto della vita provata e gli articoli 11 e 12 la proprietà privata.
La prima cosa che il governo fece fu la nazionalizzazione delle banche (Banco di Napoli, Banco di Roma, Barclays Bank) poi vi fu la presa di controllo della produzione delle basi petrolifere, a scopo della reciproca intesa e ricchezza (Così disse Gheddafi in un intervista con la giornalista Mirella Bianco), per favorire la Libia nelle azioni commerciali e far si che traesse vantaggio dalla competizione tra imprese, potendo anche scegliere il prezzo dei barili.
Ciò andava in netto contrasto con la volontà americana di favorire le imprese a scapito dei paesi possessori di petrolio, contro il quale Gheddafi tuonerà “Gli americani sono convinti di dominare il mondo con le loro flotte e basi militari. L’imperialismo americano appare come un sostegno illimitato alle compagnie monopolistiche a scapito dei paesi possessori di petrolio che così non possono amministrare il loro bene”.
La Libia così potè amministrare il suo bene più prezioso e finanziare le sue opere pubbliche.
Qui si osserva come la nazionalizzazione delle risorse di un paese abbia creato una crescita economica autosufficiente.
Purtroppo, tale sistema è crollato dopo l'aggressione dell'Alleanza Atlantica e l'assassinio di Ghedaffi.

Ci sono ottime probabilità che l'assassinio sia avvenuto per ordine di Sarkozy.
Perché il 19 marzo 2011 Nicolas Sarkozy avrebbe lanciato i suoi bombardieri contro Tripoli, tre ore prima di avvertire gli alleati - come raccontato nel libro di Hillary Clinton "Hard choices" - e con al fianco il solo David Cameron? Un’azione che ha poi condizionato tutta la campagna libica.
Dietro la morte di Gheddafi c’è però anche un altro scenario che emerge dalle inchieste della magistratura ed è quello di un interesse personale di Nicolas Sarkozy nel menare una campagna che doveva portare alla distruzione delle prove di un suo grande e inconfessabile segreto: aver ricevuto un ricchissimo finanziamento da Gheddafi.
Si dice addirittura 50 milioni di euro.
Inutile anche ricordare che l'attuale fiume di immigrati che sta risalendo il Mediterraneo è una conseguenza diretta dell'aggressione dell'Alleanza Atlantica.
(Ulteriori dettagli della Libia di Ghedaffi)

L'Iraq di Saddam Hussein

Saddām Husayn ʿAbd al-Majīd al-Tikrītī (in arabo: صدام حسين عبد المجيد التكريتي[1]; Tikrit, 28 aprile 1937 – Baghdad, 30 dicembre 2006) è stato un politico iracheno, leader assoluto dell'Iraq dal 1979 al 2003 in un regime considerato dittatoriale, quando venne destituito in seguito all'invasione anglo-americana in quella che è conosciuta come seconda guerra del Golfo.
Il pretesto dell'aggressione all'Iraq è stato quello che il governo fosse in possesso di armi di distruzione di massa le quali dopo la guerra non furono mai trovate, evidenziando come le dichiarazioni dell'ex presidente fossero in realtà esatte, circa che il governo non fosse in possesso di tali armi.
Premesso che per giudicare un governo è necessario ‘contestualizzare’, cioè tenere in considerazione la situazione socio-politica, culturale ed economica del posto, possiamo affermare con tranquillità che le condizioni di vita in Iraq e in Libia, quando i paesi erano gestiti dai due dittatori erano molto migliori di quanto comunemente ed erroneamente creduto. In entrambi i paesi c’era un certo grado di benessere ed era presente un discreto welfare; infatti erano benvoluti dalla maggioranza dei cittadini.
Proprio per questo motivo Bush “senior”, durante la prima guerra del golfo, rinunciò a far cadere il regime; le truppe americane arrivarono alle porte di Baghdad, ma gli fu ordinato di non entrare nella Capitale. L’intelligence USA fermò il presidente, in quanto se avesse destituito Saddam, la situazione sarebbe diventata ingestibile; l’ostilità del popolo iracheno gli avrebbe impedito di coltivare i propri interessi e di imporre un “governo fantoccio”. Decisero pertanto di “sfiancare” la popolazione irachena con un lungo embargo, che bloccò l’economia irachena e isolò il paese, dove erano introvabili persino specialità medicinali di prima necessità. Pur di far perdere consensi a Saddam gli USA non hanno avuto remore nell’imporre un embargo che è costato la vita a moltissimi cittadini, tra cui bambini.
Con Saddam, un mosaico di popoli di differente etnia e religione conviveva pacificamente, così come Gheddafi riusciva a tenere a freno i fanatismi. Sia in Iraq che in Libia la popolazione godeva di un certo grado di libertà, più di quanta ce ne fosse in altri paesi islamici.
Uno degli episodi per cui è noto Saddam, è l’uso di armi chimiche contro il popolo curdo iracheno, che nel 1988 costò la vita a 5.000 persone. Un episodio che conosciamo marginalmente e che non abbiamo approfondito abbastanza da poter esprimere un giudizio in merito, ma c’è da rilevare che c’è chi sostiene che non fu Saddam ad usare il gas.
E’ quanto emergerebbe da un rapporto dell’USAWC sarebbe stato insabbiato.
Se Saddam fosse stato accusato di aver usato le armi chimiche in guerra, sarebbe stato diverso; ma secondo le accuse le avrebbe usate “per ritorsione”, un motivo piuttosto “futile” per decidere di mettersi contro l’intera comunità internazionale. Così come Assad sarebbe stato un pazzo se avesse usato armi proibite, in un contesto dove sapeva bene che gli USA non aspettavano altro che un buon motivo per bombardarlo.
Il Raìs iracheno è uno dei massimi oggetti di demonizzazione dell’Occidente, accusato di ogni sorta di crimine e usato come archetipo della tirannide.
Ma alle costruzioni propagandistiche non corrispondono i fatti; Saddam Hussein fu uno dei più geniali e lungimiranti leader mediorientali degli ultimi anni, capace di guidare un paese dalla rovina alla prosperità, di non arrendersi alle minacce e all’arroganza stranieri, per nulla responsabile di quelle “atrocità” tanto vilmente accostate alla sua figura.
Quando Saddam Hussein prese in mano le redini del paese mediorientale, aveva di fronte a sé una situazione molto deteriorata, insicura e sottosviluppata economicamente, culturalmente e socialmente. Il Raìs iracheno risollevò l’Iraq dalla miseria, creando un regime prospero e culturalmente avanzato. L’alfabetizzazione, nel 1973, era solo il 35%; solo nove anni più tardi, le Nazioni Unite dichiararono l’Iraq “libero dall’analfabetismo”, con una popolazione alfabetizzata superiore al 90%, ed una percentuale del 100% di giovani che andavano a scuola. Due anni dopo, nel 1984, le stesse Nazioni Unite ammisero che “il sistema educativo dell’Iraq è il migliore mai visto in un paese in via di sviluppo”.
Il sistema scolastico iracheno era anche tra i migliori al mondo per qualità; il tasso di studenti promossi era maggiore che negli altri paesi arabi, e il governo di Saddam, dal 1970 al 1984, spese solo per l’educazione il 6% del PIL, pari al 20% del reddito annuo del paese. In pratica, il governo di Baghdad spese per ogni singolo studente circa 620$, una cifra altissima per un paese in via di sviluppo. E questo dopo che Saddam Hussein era l’uomo forte di Baghdad da solo un decennio. Più tardi, dal 1976 al 1986, gli studenti delle scuole elementari crebbero del 30%, le studentesse femmine del 45%, sintomo della crescente emancipazione femminile, e il numero delle ragazze che studiavano era il 44% del totale, quasi in parità con il sesso maschile.
Un altro risultato del fervore culturale importante nell’Iraq di Saddam Hussein è quello ottenuto nell’ambito universitario; l’Università di Baghdad, fondata nel 1957, ebbe oltre 33 mila studenti tra il 1983 e il 1984, l’Istituto Tecnico oltre 34 mila, l’Università di Mustansirya oltre 11 mila. Queste cifre altissime, che manifestano la fioritura culturale dell’Iraq ba’athista, portarono il New York Times, nel 1987, a battezzare Baghdad come “la Parigi del Medio Oriente”.
Dal 1973 al 1990 furono costruiti migliaia di chilometri di strade, si completò l’elettrificazione, e si istituirono un sistema sanitario ed un sistema scolastico completamente gratuiti. Le infrastrutte in Iraq sotto tutte opera della leadership di Saddam Hussein; la maggior parte degli aeroporti ora operanti in Iraq sono stati costruiti da Saddam Hussein (l’aeroporto internazionale di Basra, quello internazionale di Erbil, quello di Baghdad), la maggiore autostrada del paese (la cosiddetta “Freeway 1”, lunga 1.200 chilometri) fu costruita a partire dal 1990. Saddam Hussein si è reso molto popolare in Iraq anche per i suoi continui viaggi, negli anni ‛70, in tutto il paese, per assicurarsi che ogni cittadino avesse a disposizione un frigorifero e l’elettricità, una delle basi ed una delle più grandi vittorie del Partito Ba’ath in Iraq.
La sanità irachena era tra le migliori nella regione; la mortalità infantile passò da 80 persone ogni 1.000 abitanti nel 1974, a 60 ogni 1.000 nel 1982, fino a 40 ogni 1.000 nel 1989. La mortalità al di sotto dei cinque anni calò da 120 bambini ogni 1.000 nel 1974, a 60 ogni 1.000 nel 1989. Il sistema sanitario iracheno era anche tra i migliori qualitativamente: dicono l’UNICEF e l’Organizzazione Mondiale della Sanità che “a differenza di altri paesi più poveri, l’Iraq ha sviluppato un sistema occidentale di ospedali all’avanguardia che usa procedure mediche avanzate, e ha prodotto fisici specialisti”.
Prima del 1990, sempre secondo i rapporti dell’OMS, avevano accesso a cure mediche gratuite e di alta qualità il 97% dei residenti urbani e oltre il 70% di quelli rurali, percentuali infinatamente alte se confrontate con quelle di altri paesi in via di sviluppo.
Nel periodo 1991-1998, a causa delle fortissimi limitazioni imposte dagli Stati Uniti e del conseguente fallimento dell’economia irachena, morirono circa mezzo milione di bambini, stima l’UNICEF. E non solo: sempre secondo l’UNICEF a causa delle sanzioni degli anni ‛90, la mortalità nei primi cinque anni di vita raddoppiò e raddoppiò anche quella infantile. Bellamy, funzionaria dell’organizzazione, ha constatato che “se la riduzione della mortalità infantile che si era verificata negli anni ‛80 fosse proseguita anche negli anni ‛90, ci sarebbero state mezzo milione di morti in meno”.
Può essere certamente plausibile quanto scrissero John e Karl Müller nel 1999, cioè che le sanzioni economiche “possono aver contribuito a causare più morti durante il periodo post Guerra Fredda che tutte le armi di distruzione di massa nel corso della storia”. La sanità irachena calò in qualità, dicono sempre Müller, dato che, a causa delle sanzioni, “l’importazione di alcuni materiali disperatamente necessari era stata ritardata o negata a causa delle preoccupazioni che avrebbero potuto contribuire ai programmi di armamento di distruzione di massa dell’Iraq. Forniture di siringhe sospese a causa delle paure legate alle spore di antrace”. Sempre nel campo medico “le tecniche medico-diagnostiche che utilizzano le particelle radioattive, una volta comuni in Iraq, erano vietate per effetto delle sanzioni e i sacchetti di plastica necessari alle trasfusioni di sangue ristretti”. A definire queste tremende sanzioni come un “genocidio di fatto” ci ha pensato anche Denis Halliday, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Iraq. Questa gravissima tragedia voluta dall’amministrazione americana, fu, successivamente, anche considerata “giusta” da Madeleine Albright.
Nella sua più controversa intervista, il 12 maggio 1996, il Segretario di Stato è intervistato da Lesley Stahl al programma 60 minutes:
– «Abbiamo saputo che mezzo milione di bambini sono morti. Intendo dire, più bambini di quelli che morirono ad Hiroshima. E, pensa ne sia valsa la pena?»
– «Pensiamo che sia stato un prezzo giusto da pagare.»
Non contenta dell’apologia di un crimine contro l’umanità, Albright ha poi accusato l’intervistatrice di “fare propaganda irachena”. E tutti questi morti e questa miseria per delle armi che Saddam Hussein non aveva mai avuto. Il primo passo per distruggere il più progredito stato mediorientale si concluse con un prezzo di vite altissimo, ma non fece crollare l’Iraq ba’athista.
In un sondaggio del novembre 2006, condotto dal Iraq Centre for Research and Strategic Studies e Gulf Research Center, alla domanda se “si stesse meglio con Saddam o ora”, il 90% disse che si stava meglio meglio prima, e solo il 5% disse di preferire la situazione odierna. Un vero e proprio plebiscito. Per descrivere l’Iraq invaso dagli yankee, l’Iraq ipocritamente definito “libero”, non ci sono parole più precise di quelle usate da Riverbend – Blog da Baghdad:
«Non esiste alcuna maniera per descrivere la perdita di cui abbiamo fatto esperienza con questa guerra e questa occupazione. Non esiste compensazione per la densa nube nera di paura che penzola sulla testa di ogni iracheno. Paura degli americani nei loro carri armati, paura delle pattuglie della polizia con le loro bandane nere, paura dei soldati iracheni che indossano le loro maschere nere ai checkpoint.»
Attualmente l'Iraq, dopo la caduta del governo di Saddam Hussein, è diventato un vero proprio inferno costellato da migliaia di terroristi dell'ISIS.

Conclusione
Abbiamo fatto riferimento ai seguenti esempi per una semplice ragione.
Tutti questi sono stati governi che non sono saliti tramite un sistema democratico, eppure sebbene fossero dei leader assoluti sono stati in grado nel corso degli anni di mantenere una stabilità politica e una costante linea di governo, un fatto che negli Stati Uniti non può esistere a causa del continuo cambio di governo tra un presidente e l'altro e il continuo contrasto tra Repubblicani e Democratici.
In Europa, specialmente in Italia, la situazione è ancora peggiore in quanto il multipartitismo ha portato ad una contesa tra i numerosi partiti che una linea di governo stabile e concreta stenta anche solo ad esistere, di conseguenza si tratta di governi alquanto instabili tanto che dalla caduta del governo Berlusconi nel 2011 abbiamo avuto altri tre Presidenti del Consiglio in quattro anni.
La differenza sta nel fatto che Libia, Iraq e Unione Sovietica avevano una costante duratura e molto più disciplinata che tutelava il lavoro e programmava degli obiettivi a lungo termine dell'economia.
Nell'attuale sistema politico sociale Euro-Americano viviamo in un sistema eccessivamente schiacciato dalle tasse, comprese quella della casa e della scuola e di qualunque altro bene di prima necessità, tale sistema è stato responsabile di un drammatico aumento della disoccupazione in entrambe le Nazioni.
"E allora? Per avere dei privilegi e servizi bisogna pagare!" diranno molti, in realtà questo è vero solo in parte per il fatto che le persone che affermano tali argomenti sono in realtà cresciute sotto tale sistema e non conoscono altri sistemi di governo alternativi eccettuti quelli che vengono discriminati tramite la propaganda occidentale.
Così facendo, dipendendo dall'istruzione di tale sistema, si arriva a credere di vivere nel sistema politico migliore e che l'unica alternativa logica sia il nostro sistema politico-sociale.
Il problema è che i due esempi che facevano da alternative a tale sistema sono stati fatti terra-bruciata da questo stesso principio di cui si è discusso, il terzo esempio invece, l'Unione Sovietica è collassata per cause interne quali l'eccessiva stagnazione economica.
Secondo le regole del diritto della società comunista, ogni individuo adulto in grado di lavorare deve essere collegato a una cellula riconosciuta dallo Stato (fabbrica, azienda, ufficio ecc.) In cambio del lavoro prestato, il nostro uomo ottiene dalla cellula uno stipendio e una serie di vantaggi.
È la norma. Tuttavia, un individuo che riesce a sopravvivere senza lavorare in una organizzazione riconosciuta dallo Stato è una deviazione alla norma.
In una società comunista perfetta (ideale, astratta), dove non vi fossero eccezioni alla norma, tutti i cittadini in età lavorativa sarebbero collegati a una cellula da cui otterrebbero reddito e benefici in cambio del loro lavoro.
Nella realtà della vita quotidiana, l’ideale del collegamento di tutti i cittadini a una cellula agisce come una tendenza dominante: la maggioranza delle persone effettivamente si guadagnano da vivere lavorando in organismi riconosciuti dallo Stato.
Tuttavia, attraverso molti canali, la società offre l’opportunità agli individui di sopravvivere senza essere collegati a una cellula.
All’epoca di Leonid Brezhnev, il numero di questi individui, ufficialmente denominati “parassiti”, era notoriamente aumentato, generando una forte tendenza a sfuggire al lavoro obbligatorio.
In un’ottica più generale, nota Aleksandr Zinoviev, alla fine dell’era Breznev, il fenomeno dell’accumulo di deviazioni alla norma si era rafforzato in diversi settori della vita sovietica: il potere dell’ideologia ufficiale (il marxismo-leninismo) s’era indebolito nelle menti, mafie si erano formate a livello delle direzioni delle repubbliche e dello stato centrale, il controllo degli organismi della pianificazione sulle imprese produttrici di beni e di servizi era diminuito, le manipolazioni e le frodi contabili erano aumentate nel settore economico, ecc.
In sintesi, gli innumerevoli piccoli corsi d’acqua formati dalle deviazioni alla norma si riunirono per formare un possente fiume: la tendenza alla crisi.
Utilizzando abilmente la situazione critica che l’Unione Sovietica attraversava negli anni ‘80, l’Occidente ha lanciato un attacco contro il comunismo.
Indebolire il sistema sociale di un Paese significa indebolire il Paese stesso.
Questo attacco è stato coronato da un successo inaspettato: l'Unione Sovietica in preda a una crisi violenta interna crollò come un castello di carte.
Le conseguenze di questa caduta sono stati molte e varie. Fermiamoci un momento su questo ultimo punto. Cambiando radicalmente il rapporto tra i principali attori del nostro pianeta, il crollo del blocco orientale mise fine all’epoca nata al termine della seconda guerra mondiale.
Possiamo tranquillamente affermare che se certi fattori non si fossero verificati, l'Unione Sovietica non sarebbe mai crollata.
Se osserviamo un elenco delle differenza scopriamo come alcuni diritti primari nei sistemi di governo che abbiamo osservato erano semplicemente gratuiti: l'istruzione nell'Unione Sovietica era grautita e allo stesso modo gli studenti ricevevano dei pasti gratuitamente; la stessa cosa possiamo osservarla in Libia dove l'assistenza sanitaria e l'istruzione anche qui erano gratuiti, un diritto garantito e la stessa cosa valeva sia per l'elettricità domestica sia per l'acqua potabile; la stessa cosa la possiamo affermarla per l'Iraq sotto il governo di Saddam, dove l'istruzione e l'assistenza sanitaria erano anche qui gratuiti.
Di conseguenza possiamo affermare con certezza che la democrazia occidentale non è l'unica alternativa per una nazione libera e una buona crescita economica.








Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Dittatura
http://www.clarkhumanities.org/oralhistory/2006/9162.htm
http://tiemposdefuria.com/10-cosas-que-nunca-te-contaron-de-la-union-sovietica/
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/04/la-vera-libia-prima-dellaggressione.html
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/giallo-sulla-morte-gheddafi-finanziamento-che-faceva-tremare-1103214.html
http://www.morasta.it/controstoria-di-saddam-hussein-e-muammar-gheddafi/
http://www.eurasia-rivista.org/il-crollo-dellurss/7352/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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