ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 15 febbraio 2017

L'INDIA IN TRATTATIVE CON IL VIETNAM PER L'ACQUISTO DI AVANZATI ARMAMENTI


L'India è in fase avanzata di trattative con il Vietnam per la vendita di missili a corto raggio superficie-aria Akash.
Questo potrebbe essere il primo missile di vendita dell'India all'estero.
Oltre al Vietnam, Nuova Delhi ha offerto la vendita di missili Akash ad altri paesi, tra cui l'Indonesia.
"Stiamo parlando di Paesi, uno di loro non è altro che il Vietnam", ha detto S. Cristoforo, responsabile di Defence Research e Development Organization (DRDO) del governo.
L'India sta anche valutando la vendita di missili BrahMos supersonica per il quale è richiesta l'approvazione della Russia.
Il capo DRDO non ha elaborato la fase dei colloqui per quanto riguarda BrahMos.
"India e Vietnam condividono un partenariato strategico. Cooperazione di difesa, compresa la fornitura di materiali per la difesa, è un aspetto importante di questa collaborazione. Entrambi i paesi hanno tenuto discussioni su serie di questioni a questo proposito," ha risposto Subhash Bhamre, ministro di Stato indiano per la Difesa a una query da parlamentari all'inizio di questo mese.
Di recente, l'India sta cercando di diventare un importante fornitore di Hanoi per rinforzare la difesa che è considerata come un passo per aumentare un'alleanza formidabile per contrastare la Cina nella regione.
L'anno scorso, il primo ministro indiano Narendra Modi aveva annunciato un prestito di $ 500.000.000 in Vietnam per acquistare attrezzature di difesa, in cima ad altri 100 milioni di $ dati in precedenza per aiutarlo a comprare motovedette.

Fonte:https://sputniknews.com/asia/201702151050702514-india-vietnam-missile/

mercoledì 14 dicembre 2016

NUMEROSE POTENZE ASIATICHE STANNO AMMODERANDO IL LORO ESERCITO


La situazione geo-politica in Asia in cui la Cina e l'India sono emersi come i principali concorrenti sta promuovendo una corsa agli armamenti nella regione.
Entrambi i paesi hanno aumentato la loro spesa militare considerevolmente.
Secondo il rapporto della consulenza della difesa di Jane, il bilancio della difesa annuale della Cina è di $ 146.000.000.000.
Si prevede un aumento del cinque per cento ogni anno per arrivare agli $ 233.000.000.000 entro il 2020.
La Cina è anche uno dei principali esportatori di armi a diverse nazioni asiatiche.
In realtà, è emerso come terzo fornitore di armi più grande al mondo.
Secondo l'Istituto internazionale di Stoccolma, Peace Research, Pakistan consuma circa il 35 per cento delle forniture di armamenti dalla Cina, mentre il Bangladesh consuma il 20 per cento.
Pertanto, l'aumento della spesa militare cinese e l'esportazione di armi ha alimentato la corsa agli armamenti nella regione asiatica.
In effetti, diversi paesi asiatici sono su un periodo di modernizzazione e armamento delle loro nazioni con armi moderne e sofisticate per tenere il passo con le esigenze di sicurezza in continua evoluzione.
Secondo l'Istituto Internazionale di Stoccolma Peace Research, il Vietnam ha aumentato la sua spesa militare del 7,6 per cento, Filippine del 25 per cento e Indonesia del 16 per cento.
L'India vuole diventare una forte potenza nella regione, non solo per contrastare la Cina, ma anche per aumentare la sua sfera di influenza nella regione.
L'India sta rapidamente armando e ammodernizzando le sue forze di difesa.
Recentemente, il governo fatto diversi progetti tra cui l'acquisto di aerei da combattim Rafel, navi da guerra, carri armati russi T-90, missili ed elicotteri da combattimento.
La preparazione della difesa dell'India è rivolta principalmente a difendere qualsiasi aggressione dalla Cina e Pakistan.
L'aumento della presenza militare cinese nell'Oceano Indiano orientale e la presenza dell'India nel Mar Cinese Meridionale attraverso imprese commerciali con il Vietnam ha anche aumentato la corsa agli armamenti nella regione.
Il bilancio della difesa annuo in India è di soli $ 51 miliardi di dollari.
Ma l'attuale governo è in un periodo di transizione della modernizzazione e aumenterà notevolmente la spesa militare nei prossimi anni.
L'India sta modernizzando il suo esercito in quanto la maggior parte dei suoi armamenti sono obsoleti e necessita di una tecnologia all'avanguardia.
E 'anche a breve nei numeri necessari per montare un deterrente credibile.
Secondo il rapporto di Jane, il bilancio della difesa combinato nella regione Asia-Pacifico è probabile che diventi $ 533.000.000.000 entro il 2020 nella somma corrente delle spese militari dei vari paesi della regione.
A causa della maggiore minaccia marittima diversi paesi asiatici come l'Indonesia, Giappone, Singapore, Vietnam, Pakistan, Cina e India stanno assemblando o l'acquistando un buon numero di sottomarini. "L'Asia sta diventando il fulcro di potente attività economica. Ogni paese della regione sta cercando di aumentare la sua sfera di influenza. La strategia per salvaguardare i propri interessi in terra e in mare da Cina e India ha portato altri Paesi ad armarsi. "

Fonte:https://sputniknews.com/asia/201612141048545714-race-india-cjina/

giovedì 16 giugno 2016

FIGLIO DELLA GUERRA FREDDA


E' da oltre un po di tempo che gira la voce che la NATO sta preparando la guerra nei confronti della Federazione Russa.
Il rafforzamento dello Scudo Missilistico in Romania, Polonia e probabilmente in futuro anche in Bulgaria, oltre ad un maggior dispiegamento di mezzi e personale militare ai confini con la Federazione Russa fa temere alle nuove generazioni effettivamente uno scenario simile.
E indubbiamente non è cosa normale che la pericolosa Alleanza Atlantica faccia dichiarazioni prive di reale fondamento su un'ipotetica "aggressione russa" come non è normale che i media di stato e alcuni capi di stato descrivano la Russia come un "rivale" oppure come una minaccia per la sicurezza mondiale.
Da questo la NATO riceve cospicui finanziamenti, principalmente dagli Stati Uniti, e fortunatamente in misura minore dagli stati membri, attualmente in fase di espansione, così facendo l'Alleanza Atlantica è diventata una vera e propria multinazionale i cui membri responsabili a parlare di guerra è come guardare Playboy.
Ci sono state troppe e numerose esperienze che confermano questo fatto: Iraq, Libia, Afghanistan, Jugoslavia ecc.
In realtà quello che la NATO sta attualmente facendo nei confronti della Federazione Russa è ripetere un copione che già si verificava in passato ai tempi della Guerra Fredda con l'URSS.
Questo copione ci dimostra a tutti gli effetti che ci troviamo effettivamente nella Seconda Guerra Fredda, la cui data di inizio è da destinarsi all'inizio del colpo di stato in Ucraina, nel 2014 e la risposta della Russia che ha accettato la scelta della Repubblica Autonoma di Crimea di entrare a far parte del territorio russo tramite un referendum, tutto il resto è solo stata una reazione a catena di popolazioni in rivolta contro la repressione del nuovo dittatore ucraino e l'ingerenza occidentale che si è tradotta in una sequenza di sanzioni e controsanzioni da parte di Russia ed Europa e Stati Uniti, con scarsi danni nei confronti della Federazione ma forti ripercussioni nei confronti dell'Occidente e dei suoi produttori, dimezzando quindi la ripresa dell'economia.
Quale era fondamentalmente il motivo per la quale fu messa in piedi un'organizzazione pericolosa come la NATO?
Il Patto Atlantico traeva origine dalla percezione che il cosiddetto mondo occidentale (costituito da Stati Uniti d'America, Canada, Regno Unito, Francia, Norvegia, Italia ed altri Paesi dell'Europa occidentale), dopo la seconda guerra mondiale, stesse cominciando ad accusare tensioni nei confronti dell'altro paese vincitore della guerra, ossia l'Unione Sovietica, con i suoi Stati satellite.
Iniziava, infatti, a svilupparsi nelle opinioni pubbliche occidentali il timore che il governo sovietico potesse "non accontentarsi" della spartizione geografica generata, al termine della Guerra, da varie conferenze di pace e che, radicalizzando i contenuti ideologici della società, volesse iniziare una mira espansionista per l'affermazione globale dell'ideologia comunista.
Ciò generò un movimento di opinione che - anche grazie alle varie attività in tal senso organizzate dagli Stati Uniti d'America - iniziò a svilupparsi in modo generalizzato nei Paesi occidentali e che identificò una nuova assoluta necessità di garantire la sicurezza del mondo occidentale dalla minaccia comunista; la NATO, quindi, rispondeva all'esigenza di allearsi e di mettere a fattor comune i propri dispositivi di difesa, per reagire "come un sol uomo" ad un eventuale attacco.
Oggi le parole del segretario generale della NATO, Stoltenberg, altro non sono che un ripetere del vecchio copione della "minaccia russa" o "aggressione russa", cha ha sostituito le parole "minaccia sovietica".
Tanto allarme alla quale non crede più nessuno, in quanto le nuove generazioni sono molto più mature e il mondo è radicalmente cambiato rispetto al passato, intanto i fatti continuano ad evidenziare come la Federazione Russa si comporti in modo molto più affidabile sia a livello politico, sia in fatto ci politica estera, una vasta maggioranza della popolazione europea, sostiene infatti il presidente russo Vladimir Putin e la stessa posizione della Russia, contrariamente i capi di stato invece agitano il mozzicone della coda dalla parte degli Stati Uniti, più a scopo di interessi di vario tipo che per reale motivo.
Non dimentichiamo, che non fosse stato per Iosif Stalin, l'Europa sarebbe diventata nazi-fascista in tutti i sensi, a pagare il tributo più alto nella Seconda Guerra Mondiale, non furono gli americani, non furono gli ebrei, non furono gli europei ma furono i russi che prima di piantare la bandiera rossa a Berlino, pagarono con la vita ben 27 milioni di vittime.
Settant'anni dopo questo sacrificio l'Europa tratta con rispetto gli americani, come avessero avuto loro il ruolo primario della sconfitta del nazismo.
In Germania, Francia e Gran Bretagna risulta che l’87% dei giovani ignora il ruolo dell’Urss nella liberazione dell’Europa dal nazismo.
Ruolo che fu determinante per la vittoria della coalizione antinazista. Attaccata l’Urss il 22 giugno 1941 con 5,5 milioni di soldati, 3.500 carrarmati e 5.000 aerei, la Germania nazista concentrò in territorio sovietico 201 divisioni, cioè il 75% di tutte le sue truppe, cui si aggiungevano 37 divisioni dei satelliti (tra cui l’Italia).
L’Urss chiese ripetutamente agli alleati di aprire un secondo fronte in Europa, ma Stati Uniti e Gran Bretagna lo ritardarono, mirando a scaricare la potenza nazista sull’Urss per indebolirla e avere così una posizione dominante al termine della guerra.
Il secondo fronte fu aperto con lo sbarco anglo-statunitense in Normandia nel giugno 1944, quando ormai l’Armata Rossa e i partigiani sovietici avevano sconfitto le truppe tedesche assestando il colpo decisivo alla Germania nazista.
Il prezzo pagato Zhukov, il generale sovietico che sconfisse i nazisti dall’Unione Sovietica fu altissimo: circa 27 milioni di morti, per oltre la metà civili, corrispondenti al 15% della popolazione (in rapporto allo 0,3% degli Usa in tutta la Seconda Guerra Mondiale); circa 5 milioni di deportati in Germania; oltre 1.700 città e grossi abitati, 70.000 piccoli villaggi, 30.000 fabbriche distrutte.
Un'esempio di come si è tentato di distorcere la realtà dei libri di storia fu il famoso film "La Vita è Bella" con Roberto Benigni.
Forse perchè destinato anche al pubblico statunitense, o forse perchè “pensato” per la partecipazione agli Oscar, sta di fatto che nel film il regista decide di forzare la storia (quella vera) e di far liberare il campo di Auschwitz dagli angloamericani piuttosto che, come realmente accadde, dall’Armata Rossa.
Qualcuno penserà che si tratta di un dettaglio e che questo certo non inficia il valore dell’opera, eppure non possiamo sottolineare come questa rimozione avvenga sistematicamente ogni ogni qual volta che il 27 gennaio si commemora, fin da quando è stato istituito, il giorno della memoria.
Ora torniamo al tempo presente e quello al tempo della Guerra Fredda.
Il comportamento che l'Europa condizionata dal comportamento della NATO sta attuando nei confronti della Russia, circa lo schieramento e le esercitazioni militari su larga scala ai confini con la Russia non hanno un reale scopo di attacco, ma decisamente uno scopo provocatorio allo scopo di mantenere elevata la tensione tra la Russia e gli Stati Uniti, e di mezzo la debole Europa.
Ha destato preoccupazione l'esercitazione militare ai confini con la Russia definita "Anaconda".
Dal 7 al 17 giugno si svolgono le esercitazioni della NATO Anakonda-2016, le più grandi dalla fine della Guerra Fredda, che coinvolgono 12000 soldati polacchi, 14000 statunitensi, 1000 inglesi e altri 4000 provenienti da 21 Paesi, tra cui Svezia e Finlandia.
I materiali impiegati nelle manovre comprendono 3000 mezzi, 105 velivoli e 12 unità navali; 1000 paracadutisti dell’82.ma Divisione aeroportata dell’esercito degli Stati Uniti venivano lanciati presso la città polacca di Torun, nell’ambito della Swift Response 16 di Vicenza, e i genieri realizzavano un ponte sul Vistola per farvi transitare 300 autoveicoli, tra cui carri armati tedeschi; una prima dal 1945.
L’esercitazione si svolge nei Paesi Baltici e in Polonia, ed ha come obiettivo la regione di Kaliningrad della Federazione Russa, simulando l’invasione del territorio russo; minacciando la Russia. Anakonda-2016 avviene in concomitanza con varie esercitazioni del Patto atlantico: BALTOPS-16 nel Mar Baltico, che dal 6 giugno vede impegnate diverse decine di navi della NATO e 4500 soldati dei Paesi scandinavi e baltici.
Un'articolo di un quotidiano descrive: " La NATO si prepara ad accerchiare la Russia rafforzando la sua presenza nel Baltico, nei Balcani e in generale nell’Europa dell’Est. I soldati tedeschi opereranno in Lituania, quelli britannici saranno dispiegati in Estonia, mentre quelli americani proteggeranno la Lettonia e quelli canadesi dovrebbero essere designati all’impegno in Polonia."
Nonostante sia passato quasi un ventennio dal tempo della Guerra Fredda, una simile esercitazione provocatoria della NATO non è nulla di nuovo rispetto al passato.
Un'esempio sulle esercitazioni militari ai tempi della Guerra Fredda:

-Able Archer 83 è il nome in codice di un'esercitazione della NATO durata 10 giorni nella quale veniva simulata una escalation globale che avrebbe portato alla guerra nucleare.
La simulazione iniziò il 2 novembre 1983, controllata dal Supreme Headquarters Allied Powers Europe con sede a Casteau, a nord della città di Mons.
La natura molto "realistica" dell'esercitazione del 1983 assieme al deteriorarsi della situazione della Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, oltre all'arrivo anticipato dei missili Pershing II nella Germania dell'Ovest (missili armati di testata nucleare a guida radar molto precisa, in grado di colpire i bunker di comando sovietici in soli 8 minuti), fece credere ad alcuni componenti del Politburo sovietico che Able Archer 83 fosse una astuzia militare, che agiva come cortina fumogena mascherando preparazioni per un autentico primo colpo nucleare.
In risposta, i Sovietici allertarono le loro forze nucleari e misero tutte le unità aeree nella Germania dell'Est e nella Polonia in stato di massima allerta, spostandovi anche alcuni bombardieri nucleari a medio raggio (Tu-22M Backfire, Tu-22 Blinder e Su-24 Fencer).
Guerra del Vietnam e Guerra della Repubblica Siriana
La Guerra del Vietnam con l'appoggio dell'Unione Sovietica e la guerra in Siria con l'intervento risolutivo della Federazione Russa a sostegno del governo siriano fanno parte dello stesso modello della Prima Guerra Fredda.

In Vietnam gli Stati Uniti subìrono la loro schiacciante sconfitta militare grazie all'appoggio e alla fornitura di armi da parte dell'URSS.
Nella primavera 1967, un flusso di aiuti scorreva dalla Russia al Vietnam del Nord.
Alla fine degli anni ’60 più di tre quarti del materiale militare e tecnico ricevuto dal Vietnam del Nord proveniva da Mosca. Sergej Blagov scrive su Asia Times che Mosca contribuì con armamenti essenziali per la difesa del Vietnam del Nord contro la guerra aerea statunitense, tra cui sistemi radar, artiglieria antiaerea, missili superficie-aria (SAM).
“Senza questo materiale, la difesa aerea vietnamita sarebbe stata difficilmente realizzabile“, dice. Le forniture militari dall’URSS trasformarono completamente la guerra. A differenza di ciò che mostrano i film di Hollywood, i vietnamiti non combatterono solo con astuzia e camuffamento, colpirono gli statunitensi con una potenza di fuoco sbalorditiva.
Il loro arsenale comprendeva 2000 carri armati, 7000 pezzi di artiglieria, oltre 5000 cannoni antiaerei e 158 lanciamissili superficie-aria. Le nuove armi, anche se non le più recenti dell’arsenale di Mosca, erano più avanzate di quelle statunitensi, portando a molte sconfitte sul campo delle forze militari statunitensi.
In Siria invece gli Stati Uniti dopo anni di sostegno militare a estremisti rivoluzionari, allo scopo di mettere in atto la destituzione di Bashar Assad, hanno portato a una vera e propria guerra civile che si è tradotta con il sorgere del cosidetto Stato Islamico che si è tradotta in tutti i sensi in un vero e proprio bagno di sangue da parte di più fazioni, molte delle quali sostenute sempre dal governo americano allo scopo di abbattere il presidente siriano.
L'intervento, su richiesta del governo, della Russia ha portato ad una massiccia sconfitta di questi ultimi, facendo fallire i piani di Washington tanto che ora l'esercito siriano con l'alleato russo sta conquistando passo dopo passo il territorio prima occupato dall'esercito terrorista.
Il sorgere dell'ISIS ha avuto origini ben più ampie che con il tradimento dei ribelli siriani, ma non è attualmente argomento di discussione.
Così ancora una volta la Federazione Russa ha come un tempo l'URSS sconfitto gli Stati Uniti in uno stato alleato.
Come è stato possibile tutto ciò?
Nato il 7 ottobre 1952 in quella metropoli che è Leningrado (l'attuale San Pietroburgo), l'attuale presidente russo a tutti gli effetti è nato e ha vissuto e osservato la maggior parte della sua esistenza durante la Prima Guerra Fredda, specialmente dopo essere diventato un agente del KGB.
Di conseguenza nessuno meglio di lui può sapere come comportarsi in un clima da Seconda Guerra Fredda quale la NATO sta portando avanti sotto la presidenza di Barack Obama, meglio di altri.
Le azioni della NATO non sono che un ripetersi del modello del passato, di coseguenza per il presidente russo che ha vissuto di persona quei tempi non sono nulla di nuovo rispetto al passato e sa come controbilanciare tali azioni.
Da questo punto di vista la Russia è molto fortunata ad avere un presidente con le qualità del presidente Putin, in quanto una personalità tanto sobria quanto diretta e preparata in molti campi arrivare ai più elevati campi della politica e gestire il Paese più grande al mondo con tale energia e amministrazione succede molto raramente in tutto il mondo, specialmente in Europa.
Non dimentichiamo che la Russia possiede un'arsenale militare estremamente avanzato e per molti versi tecnologicamente più avanzato di quello americano, nel contempo è chiaro che la maggioranza della popolazione europea è dimostrato dai sondaggi ha una posizione di sostegno per il presidente russo che non per la Comunità Europea.
La tensione fomentata dalla NATO ha lo scopo principalmente a riportare i due schieramenti in uno stato di tensione, tale stato di tensione comporta ad una corsa agli armamenti di conseguenza un sistema per sollevare l'economia americana, ma non solo.
Fu durante la Guerra Fredda che URSS e Stati Uniti fecero da grande competizione per la corsa allo spazio e in numerosi altri settori.
Di conseguenza le esercitazioni della NATO continueranno nei prossimi anni e ci saranno guerre come Vietnam ecc.
Ma è escluso che la NATO attaccherà la Russia con quel suo arsenale estremamente avanzato, specialmente rischiando così tanto di dare il pianeta in eredità agli scarafaggi.
Ricordiamo inoltre che il Terzo Partecipante di questa Seconda Guerra Fredda è la Repubblica Cinese, anch'essa una superpotenza alleata della Russia.





mercoledì 27 gennaio 2016

IL VIETNAM HA VISTO IN ALCUNE REGIONI LE PRIME NEVICATE DELLA STORIA


Impossibile, in questi giorni, non parlare delle grandi nevicate e dell’ondata di freddo che ha sconvolto la parte sud orientale dell’Asia: sulla Cina Orientale sono scese delle isoterme di -36°C ad 850 hPa, e le temperature al suolo sono scese al di sotto della soglia dei -40°C.
Nel Vietnam del Nord è nevicato ufficialmente per la prima volta su diverse località che non avevano mai visto la “dama bianca”.
Una minima di +7°C è stata misurata ad Hanoi, mentre sul Passo montano di Pha Din la temperatura è scesa fino a -4°C, ed una punta minima di -5°C si è registrata a Moc Chau.
Gravi i disagi per lo strato di ghiaccio sulle strade che ha raggiunto i 6 cm di spessore, bloccando la circolazione, mentre gravissimi sono stati i danni alle coltivazioni ed all’allevamento del bestiame, dove c’è stata una vera strage di bufali e mucche.

Fonte:http://freddofili.it/2016/01/27/vietnam-prime-nevicate-nella-storia-di-alcune-localita/

martedì 19 gennaio 2016

QUATTRO PAESI OFFRONO ALLA RUSSIA IL LIBERO SCAMBIO PER EVITARE IL DOLLARO


Alekseyenko ha detto che l'Iran aveva offerto l'idea di scambiare grano russo per i prodotti lattiero-caseari, pesce e carne, e la Turchia aveva anche suggerito carne, latticini, pesce e uova incubate.
"Stiamo ottenendo suggerimenti da vari paesi i cui conti dovrebbero essere gestiti in moneta nazionale, o anche utilizzando beni comuni di investimento, che è il sistema del baratto. Abbiamo avuto negoziati di Teheran, Ankara, Nuova Delhi, Pechino, e così via ", ha detto Alekseyenko nel corso di una conferenza internazionale sul commercio dei cereali.
Ciò si presenta quando la Russia sta valutando lo svolgimento di operazioni in valute nazionali con l'India, il Sudafrica, il Brasile, l'Argentina, Indonesia, Vietnam, Iran ed Egitto al fine di promuovere gli scambi reciproci e ridurre la dipendenza dal dollaro.
È già stato raggiunto un tale accordo con la Cina. Le banche centrali di entrambi i paesi hanno colpito un affare permettendo il commercio bilaterale nel rublo e yuan, così come in una valuta liberamente convertibile.
Alla fine del 2014, il presidente russo Vladimir Putin ha detto che Mosca stava lasciando la "il sistema del dollaro," concentrandosi sull'utilizzo di altre valute nel commercio.

Fonte:http://sputniknews.com/business/20151028/1029227369/barter-russia-dollar.html

lunedì 22 giugno 2015

PERCHE' L'ORSO RUSSO E' TORNATO IN VIETNAM


I legami tra Russia e Vietnam, che sembravano raffreddarsi dopo la fine della guerra fredda, sono in fase di rinsaldamento. 20 anni dopo che Mosca aveva abbandonato la maggiore base all’estero, aerei militari russi ritornano a visitare Cam Ranh Bay. La rinnovata presenza russa in Vietnam ha prevedibilmente fatto suonare i campanelli d’allarme del Pentagono, con il comandante dell’esercito degli Stati Uniti nel Pacifico che conferma che i bombardieri strategici russi che volano attorno la massiccia base militare statunitense di Guam vengono riforniti a Cam Ranh Bay. L’11 marzo Washington scrisse a Hanoi chiedendo che le autorità vietnamite non supportassero i voli dei bombardieri russi nella regione Asia-Pacifico. La reazione vietnamita fu rimanere pubblicamente in silenzio. Secondo Nguyen Phuong del Center for Strategic & International Studies di Washington, “Dal punto di vista di molti funzionari vietnamiti che combatterono contro gli Stati Uniti, Mosca ha addestrato generazioni di leader vietnamiti e sostenuto Hanoi durante i decenni d’isolamento internazionale“. Nguyen aggiunge: “Poche cose sono più vitali per il Vietnam della politica estera indipendente. Data la complessa storia del Vietnam, i suoi leader non vogliono che il Paese sia ancora preda delle maggiori potenze. Tutto ciò che ricorda l’interferenza nei rapporti del Vietnam con la Russia potrebbe aggravare inutilmente tale paura“. Anche se i vietnamiti considerano gli Stati Uniti partner sempre più importanti nel sud-est asiatico, la Russia è in cima alla gerarchia. Con un accordo siglato nel novembre 2014, le navi da guerra russe che visitano il porto di Cam Ranh devono solo preavvertire le autorità vietnamite prima di arrivare, mentre tutte le altre marine militari straniere devono limitarsi a una sola visita all’anno nei porti vietnamiti.

Perché il Vietnam è importante
Situato alle porte degli oceani Indiano e Pacifico, il Vietnam è d’importanza cruciale per la Russia. Basandovi permanentemente aerei e navi, il Vietnam aiuta la Flotta del Pacifico russa a risolvere il problema di dover attraversare gli stretti del Mar del Giappone per accedere al Pacifico. A dire il vero, l’attuale presenza russa è minima rispetto agli anni ’80 quando la flotta di Mosca comprendeva ben 826 navi, di cui 133 sottomarini, 190 bombardieri navali e 150 aerei antisom. Sempre allora, la potenza di Mosca non era offensiva. Secondo Alvin H. Bernstein dell’US Naval War College era “improbabile che abbia uno specifico intento regionale aggressivo dato che sarebbe del tutto fuori dal carattere della potenza” che si era rivelata “prudente e non conflittuale”. Tre decenni dopo, la Mosca del Presidente Vladimir Putin ancora una volta cerca di rafforzare il proprio ruolo di potenza asiatica e globale, e come nota Bernstein, vuole essere “pronta ad ogni rischio ed opportunità“. Rientra anche nella politica del Look East del Vietnam. In effetti, molto prima che il presidente statunitense Barack Obama annunciasse il perno in Asia, la Russia già faceva perno a Oriente, con incursioni nei Paesi una volta filo-USA come Indonesia e Malesia. Tuttavia è il Vietnam dove la diplomazia russa prevale. Ma prima un rapido flashback. Il Vietnam è un piccolo Paese con una potenza militare molto più grande del suo peso. Per coloro dalla memoria corta, il Paese del sud-est asiatico ha inflitto sonore sconfitte a Francia e Stati Uniti in guerre continuate. Le coraggiose e stupende tattiche di battaglia intelligenti e spirito indomito furono decisivi per vincere quelle guerre, ma un fattore chiave è che i vietnamiti avevano amici potenti. Durante la guerra del Vietnam, la Russia ebbe un ruolo fondamentale nella difesa del Vietnam, fornendo quantità enormi di armamenti. Nel corso di 21 anni di guerra l’assistenza russa valse 2 milioni di dollari al giorno. In cambio, il Vietnam offrì alla Russia l’uso gratuito della base di Cam Ranh Bay. Nell’ambito dell’accordo, i russi vi stanziarono caccia MiG-23, aviocisterne Tu-16, bombardieri a lungo raggio Tu-95 e aerei da ricognizione marittima Tu-142. Cam Ranh fu la maggiore base navale per la proiezione di Mosca al di fuori dell’Europa. Circa 20 navi erano ormeggiate nella base, insieme a sei sottomarini d’attacco nucleare. La base svolse un ruolo fondamentale nell’aiutare la Russia ad affrontare, durante la guerra fredda, le forze statunitensi in Asia e nel Pacifico. Ad esempio, quando la Settima Flotta degli Stati Uniti navigò verso il Golfo del Bengala per minacciare l’India durante la Guerra con il Pakistan 1971, la Flotta del Pacifico russa poté inviare rapidamente sottomarini e navi da guerra dotati di armi nucleari a difesa dell’India. Nonostante l’importanza geopolitica di Cam Ranh Bay per Mosca e il suo valore come posto di raccolta delle informazioni, la presenza russa praticamente evaporò dopo la disintegrazione dell’Unione Sovietica. Basi militari come quella di Cam Ranh Bay costavano un’enormità e la Russia non aveva più denaro da sprecare. Nel 2001 anche la stazione di ascolto fu abbandonata.

La Cina incastrata
Anche se la presenza militare russa è diminuita, legami forti continuato a legare Russia e Vietnam. Nel contesto dell’aspro battibecco del Vietnam con la Cina per il controllo delle isole Spratly, ricche di petrolio, Hanoi ha ricercato materiale militare avanzato. La leggendaria aeronautica del Vietnam ha acquisito 24 caccia Su-30 dalla Russia, ed entro la fine del 2015 avrà 36 Sukhoj, diventando il terzo operatore di questo avanzato aereo supermaneggevole. Tuttavia, è la Marina militare popolare del Vietnam (VPAN) che va rafforzandosi davvero. Nel 2009 il Vietnam ha firmato un accordo da 3,2 miliardi di dollari con la Russia per sei sottomarini classe Kilo e la costruzione di una base per sottomarini a Cam Ranh Bay. Un’altra grande acquisizione sono i 50 missili da crociera supersonici Klub per i Kilo, facendo del Vietnam la prima nazione del Sudest asiatico ad armare la flotta di sottomarini con un missile d’attacco controcosta. Pesando due tonnellate, il Klub ha una testata di 200kg. La versione antinave ha una gittata di 300 km, ma vola a 3000 km all’ora nell’ultimo minuto di volo. Secondo Strategypage, “la versione d’attacco controcosta non ha la funzione di avvicinamento finale ad alta velocità rendendo possibile una testata di 400kg. Ciò che rende il Klub particolarmente pericoloso, quando attacca le navi, è che durante il suo avvicinamento finale, quando il missile si trova a circa 15 km dal bersaglio, il missile accelera“, riferisce Strategypage. “Fino a questo punto, il missile viaggia ad una quota di circa 30 metri. Questo lo rende difficile da rilevare. Tale approccio finale ad alta velocità significa che copre gli ultimi 15 km in meno di 20 secondi. Ciò rende più difficile alle attuali armi antimissile abbatterlo“. I sottomarini costruiti dai russi e armati con i potenti Klub svolgono un ruolo fondamentale in qualsiasi conflitto nel Mar Cinese Meridionale. Secondo un analista, i missili da crociera controcosta segnano un “massiccio spostamento” a favore della potenza navale del Vietnam. “Dandogli un deterrente molto più potente complica i calcoli strategici della Cina“. Si ritiene che le navi da guerra cinesi non abbiano alcuna difesa efficace contro i missili Klub, motivo per cui si arrabbiarono per la vendita della Russia al Vietnam. Mentre i Kilo sono in costruzione, Russia e India addestrando gli ufficiali vietnamiti che opereranno sui sottomarini.

Ulteriore potenza di fuoco russa

Inoltre, nel 2011 la VPAN ha acquisito dalla Russia due fregate furtive lanciamissili classe Gepard per 300 milioni di dollari, e la flotta di Gepard è destinata ad aumentare a sei entro il 2017. Queste navi versatili sono attrezzate per attacchi di superficie, guerra antisom e difesa aerea. Altre acquisizioni della VPAN includono quattro pattugliatori veloci classe Svetljak dotati di missili antinave; 12 fregate e corvette di origine russa, e due navi lanciamissili d’attacco veloce classe Molnija costruite con l’aiuto della Russia, con altre quattro previste per il 2016. Il Vietnam ha anche acquisito radar avanzati; 40 missili antinave Jakhont e 400 Kh-35 Uran; missili da crociera antinave Kh-59MK; missili aria-aria a corto raggio R-73 (AA-11 Archer); 200 missili superficie-aria SA-19 Grison; due batterie dei leggendari sistemi superficie-aria S-300; localizzatori radiofonici passivi VERA e due batterie di missili da difesa costiera K-300P Bastion.

Aspetto economico
Secondo un documento degli accademici portoghesi Phuc Thi Tran, Alena Visotskaja G. Vieira e Laura C. Ferreira-Pereira, “L’acquisizione di capacità militari è cruciale non solo per la difesa e i calcoli strategici, ma anche per l’importante funzione che svolgono nella tutela degli interessi economici e nella sicurezza delle esplorazioni petrolifere nel Mar Cinese Meridionale. Quest’ultimo aspetto è particolarmente critico dato il ruolo che la Russia vi gioca. Infatti, la parte del leone di tali progetti di sfruttamento intrapresi dal Vietnam è in collaborazione con la Russia“. Mentre la difesa è sempre più seguita nei media, è l’energia il singolo maggiore aspetto della cooperazione tra Mosca e Hanoi. La joint venture tra Russia e Vietnam Vietsovpetro ha generato notevoli dividendi per entrambi i Paesi. L’azienda ha prodotto 185 milioni di tonnellate di petrolio greggio e 21 miliardi di metri cubi di gas dai giacimenti nel Mar Cinese Meridionale. Quasi l’80 per cento del petrolio e del gas vietnamiti proviene da Vietsovpetro, e il reddito corrisponde a circa il 25 per cento del PIL. La Russia ha anche fatto notevoli investimenti su industrie, trasporti, poste, colture e pesca del Vietnam. Questi progetti ne hanno generati altri, per l’impressionante profitto generato dalla cooperazione russa, con una sfilza di altre aziende come Mobil, BP e TOTAL che ampliano gli investimenti in Vietnam. La copertura strategica del Vietnam verso la Russia è strettamente legata alla cooperazione economica nell’esplorazione petrolifera, comportando significativi benefici economici ad entrambe le parti. I forti legami della difesa tra i due Paesi hanno permesso al Vietnam di acquisire moderni equipaggiamenti militari, fornendogli anche avanzate capacità di esplorazione congiunta di petrolio e gas nonostante la crescente opposizione cinese a questi progetti. Allo stesso tempo, la Russia torna a reclamare la sua eredità di grande potenza. Si Offre a Mosca una miriade di opportunità per garantirsi influenza politica ed economica verso varie potenze emergenti, nel cuore della regione più dinamica del pianeta. Ma il Vietnam non è un’eccezione, ma una conferma della regola prevalente in Asia. Come il professore Anis Bajrektarevic dichiara nel suo lavoro eccelso ‘No Asian Century‘: “Ciò che risulta evidente, quasi a prima vista, è l’assenza di qualsiasi struttura multilaterale di sicurezza pan-asiatica. Le prevalenti strutture di sicurezza sono bilaterali e per lo più asimmetriche. Dai trattati di sicurezza e non aggressione chiaramente definiti e duraturi ad accordi meno formali, fino ad accordi di cooperazione ad hoc su temi specifici. La presenza di accordi internazionali multilaterali è limitata a pochissimi punti nel maggiore continente e anche in questo caso sono raramente incaricati della questione (politico-militare) della sicurezza dai loro scopi dichiarati. Un’altra caratteristica sorprendente è che la maggior parte delle strutture bilaterali esistenti vede uno Stato asiatico da un lato, e due Paesi periferici o esterni dall’altro, rendendoli quasi per definizione asimmetriche“.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/06/19/perche-lorso-e-tornato-la-presenza-militare-russa-in-vietnam/

lunedì 1 giugno 2015

IL VIETNAM E QUARANTA ALTRI PAESI INTERSSATI AD AVERE RAPPORTI COMMERCIALI CON L'UNIONE EURASIATICA


Oltre 40 paesi e associazioni hanno manifestato il loro interesse ad avere rapporti commerciali con l'Unione economica eurasiatica (EEU). Lo ha detto il primo ministro russo Dmitry Medvedev. L’Unione, entrata ufficialmente in vigore l’1 gennaio, comprende Armenia, Bielorussia, Kazakistan e Russia. Il blocco si propone di realizzare la libera circolazione di beni, servizi, capitali e lavoro attraverso i suoi Stati membri, con l’obiettivo di una maggiore integrazione in futuro. “Ufficialmente, più di 40 paesi e associazioni hanno annunciato il loro interesse per relazioni commerciali di vario livello” ha spiegato Medvedev, aggiungendo che l'UEE è attualmente in trattative con una vasta gamma di partner. Lunedì, il premier russo ha approvato l’accordo per una zona di libero scambio tra l’Unione eurasiatica e il Vietnam, primo paese a firmare un trattato con l’EEU.

Fonte:http://www.ilvelino.it/it/article/2015/05/29/medvedev-diversi-paesi-interessati-a-rapporti-con-unione-eurasiatica/f29a5a5f-73a9-46d1-b71b-78d0cd6ce53c/

martedì 31 marzo 2015

L'UNIONE EURASIATICA SI ESPANDE


Il Vietnam e l’Unione Economica Eurasiatica nei prossimi due mesi firmeranno un accordo di libero scambio.
Il trattato che istituisce l’Unione economica eurasiatica è stato firmato dai presidenti di Russia, Bielorussia e Kazakistan ad Astana il 29 maggio 2014 ed è entrato in vigore dal 1° gennaio 2015. Il blocco commerciale post-sovietico, creato per assicurare una libera circolazione di beni, servizi, capitali e forza lavoro sul suo territorio, comprende attualmente la Russia, la Bielorussia, il Kazakistan e l’Armenia.
L’accordo di libero scambio contribuirà a espandere l’accesso al mercato vietnamita e il mercato del ASEAN (l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico).1
Tutto ciò si inserisce nella vasta e ben riuscita campagna diplomatica russa, che ha visto un enorme potenziamento delle relazioni con i Paesi asiatici, in particolare con Cina, India, Iran, Siria e Vietnam.
La Russia, con i risultati che sta portando a casa (si pensi solo agli accordi multimiliardari con la Cina per le forniture di gas e petrolio) compensa abbondantemente le perdite dovute allo scontro con gli USA e i suoi satelliti.
Secondo noi, l’Unione Economica Eurasiatica in futuro rappresenterà, assieme alla SCO e ai BRICS, la leva che causerà il declino degli americani e della UE; ciò porterà a un riequilibrio di poteri in chiave multipolare.

Fonte:http://www.statopotenza.eu/19345/e-lunione-eurasiatica-si-espande

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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