ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


Visualizzazione post con etichetta Veneto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Veneto. Mostra tutti i post

martedì 26 luglio 2016

PERCHE' IL VENETO DOVREBBE DIVENTARE STATO


L'Europa è un territorio pieno di regioni tendenti al separatismo per ipotetici vantaggi economici che non ci soffermiamo ad analizzare per ciascuno stato separatista, l'Italia non è essente da questo fenomeno diffuso in forte minoranza su diverse regioni del territorio italiano, ma un particolare stato che meriterebbe a maggioranza di altri il diritto alla propria indipendenza è proprio il Veneto.
La Repubblica di Venezia è esistita per 1100 anni, dal 697 al 1797 ed è stata una tra le prime repubbliche moderne del mondo.
Dopo aver sconfitto la Repubblica di Genova in una serie di guerre, divenne la maggiore potenza marittima del Mediterraneo e, al suo culmine, estese i suoi domini a larghe parti della pianura padana, nonché a territori delle odierne Slovenia, Croazia, e Grecia.
Venezia è così stata una delle potenze leader del mondo occidentale tra il XIV e il XVII secolo. Dopo un lungo declino per la Serenissima, nel 1797, con il Trattato di Campoformio, Napoleone Bonaparte consegnò quanto restava della Repubblica all'Austria in cambio di altre terre.(per il resto della storia vedi qui)Storicamente, sebbene alcuni territori odierni non facessero parte della Repubblica di Venezia, esiste una storia e tradizione millenaria che motiverebbe il desiderio di tornare allo status quo del periodo pre-napoleonico sebbene con un territorio radicalmente differente rispetto al periodo.
Un'altra delle ragioni per la quale il Veneto avrebbe solidi motivi per diventare uno Stato a tutti gli effetti e la forte diversità del suo territorio che copre una vasta diversificazione dai territori portuali del Mar Adriatico a quelli delle vaste pianure e infine un'elevata percentuale di territorio montuoso.

Il Veneto è una regione che comprende al suo interno molte forme del paesaggio naturale: dalla fascia costiera affacciata sull'Adriatico alla pianura veneto-friulana uniforme e monotona, che poi si innalza nei dodici rilievi dei Colli Euganei e dei Monti Berici.
Con una superficie di 18.390 km², il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie.
Il punto più a settentrione è Cima Vanscùro (al confine con l'Austria) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%), ma anche estese zone montuose (29,1%) e, in minor misura, collinari (14,5%).
L'unitarietà del territorio veneto può essere individuata nella pianura e nelle montagne che la delimitano a nord, alimentandola con numerosi fiumi che scendono nel mare Adriatico tra la foce del Tagliamento e il delta del Po.
Tra le zone climatiche principali troviamo: la regione alpina, caratterizzata da estati fresche e temperature rigide in inverno con frequenti nevicate, la fascia collinare e parte di quella pianeggiante dove il clima è più mite, la maggior parte della pianura dove invece il clima è di tipo continentale (inverni relativamente freddi e umidi, estati calde e afose).
C'è indubbiamente una vasta tale varietà di paesaggi da garantire un'enorme flusso turistico ogni anno sia dagli amanti dello snowboarding, sia per la stagione sciistica, sia per la stagione estiva, da quel punto di vista, già una volta diventato indipendente, il Veneto o la nuova Repubblica di Venezia, avrebbero un già di per se sostanzioso contribuito economico grazie ai suoi flussi turistici annuali che andrebbero indubbiamente ad aumentare il PIL (Prodotto Interno Lordo) senza calcolare che le tasse ricavate dai Comuni non sarebbero più reindirizzate a Roma ma direttamente a Venezia e usate per progetti e riammodernamenti.
Solo per fare un'esempio il 2015 è stato un anno record per il turismo veneto con 17 milioni presenze turistiche registrate nel corso dell’ anno.
A dare il contributo maggiore per ottenere questo primato sono stati i soliti noti: Venezia, le località balneari, le Dolomiti le località termali, con il solo exploit degli ultimi anni registrato da Peschiera del Garda.Solo dai turisti stranieri in Veneto nell 2015 anno sono arrivati 5.2 miliardi di euro, con una crescita dell’ 8% rispetto al 2014: un aumento prevedibile visto l’anno record di presenze turistiche che ha caratterizzato la regione nel corso del 2015. Di questa cifra quasi la metà (2,3 miliardi) riguarda le destinazioni culturali del Veneto, comprensorio che negli ultimi anni non ha registrato cali nonostante gli anni di crisi.
Questo insegna come la morfologia e del territorio Veneto e la sua cultura storia da soli sono un forte incentivo per garantirne una stabile autonomia dal territorio italiano, ma questo è solo uno dei motivi.
E' già fin troppo chiaro che le regioni del Nord versano nelle casse dello stato italiano molto più di quanto ne ricavino, una sorta di lento suicidio regionale che rallenta fin troppo lo sviluppo in tutti i settori.
Quando la spesa supera eccessivamente la quantità dell'entrata è chiaro che ci si va solo a rimetterci.
Ecco i rispettivi vantaggi che si avrebbero da un possibile Stato veneto:

Ammettiamo anche che nei primi anni l’amministrazione pubblica veneta sia altrettanto inefficiente di quella romana (e che non ci siano da subito risparmi dovuti ad una riorganizzazione statale).
Come minimo si sarebbero 20 miliardi di surplus da gestire, o con meno tasse, o con più servizi pubblici.
Venti miliardi è il doppio dell’attuale disponibilità finanziaria della Regione Veneto, ed è probabile che il surplus dello Stato Veneto sia anche molto di più.
Tanto per cominciare si avrebbe l'imbarazzo di non poter abbassare troppo le tasse da subito per non creare una pressione inflazionistica nella nuova economia.
Riduzione fiscale - La pressione fiscale calerà di circa il 20% (dai 70 miliardi di euro di tasse che ci prende ora lo Stato centrale, a immediatamente 55 miliardi nei primi anni di indipendenza).
A) Le imposte indirette sarebbero ridotte del 25%. Questo significa che l’IVA si abbasserà dall’attuale 22% a un 15%.
Come primo impatto è meglio non abbassare di più per attendere che il mercato si adegui (e che ulteriori tagli non vengano compensati da margini più alti dei rivenditori).
Dopo competerà ad ogni Provincia decidere se abbassare o alzare la propria IVA secondo un vero sistema federale.
Ma intanto, con uno Stato Veneto indipendente tutti i prodotti costeranno immediatamente il 5-7% di meno.
B) I contributi sociali non saranno più prelevati direttamente dal datore di lavoro, ma saranno inclusi nella busta paga (come avviene in Danimarca).
Questo significa che un operaio che al netto riceve 1200 euro al mese, e che al lordo di Irpef e di quelli che vengono chiamati “contributi a carico del lavoratore” se ne vedeva 1900 euro al mese, con uno Stato Veneto indipendente riceverà in busta paga il vero lordo (quello che lui effettivamente vale per il datore di lavoro) di 2500 euro, che comprende anche il 26,5% di contributi aggiuntivi che il lavoratore non vede, ma che lo stato riceve ogni mese a suo nome.
I contributi sociali saranno ridotti del 25% e invece di pagare 600 euro il versamento per il nostro operaio scenderà a 450.
Nei prossimi anni tali contributi saranno versati allo Stato Veneto, ma non appena sarà meglio organizzato, ogni lavoratore potrà anche affidare i versamenti per la sua pensione ad una assicurazione previdenziale privata.
C) Come imposte dirette vi sarà all’istante una tassa unica e fissa al 20% (dopo è probabile che si sarà costretti ad abbassarla ancora per effetto dell’inevitabile ciclo virtuoso dovuto a questo stimolo economico che porterà ulteriori surplus).
Portare le tasse sul reddito al 20% non significa il tracollo delle entrate fiscali.
Per effetto della misera distribuzione del reddito in Italia, tanti già ora pagano poco di più.
L'operaio del punto precedente probabilmente pagherà ora il 27% di tasse dal suo stipendio.
L’impatto totale sarà un -15% sulle casse dello Stato.
In conclusione un operaio si troverà 2500 euro in busta paga e al netto, togliendo 450 euro di contributi sociali e 400 di tasse (al 20%), otterrà una busta netta di 1700 euro.
Rispetto ai 1000-1200 di adesso, è un bel 50% in più per andare a far la spesa e pagare pure il 5-7% in meno (per effetto dell’IVA abbassata) su tutto.
Non dimentichiamo inoltre che la capitale Venezia stà attualmente diventando una nuova rotta commerciale marittima della Repubblica Cinese.

Secondo la mappa, la base della "Nuova Via della Seta" inizierà a Xi'an in Cina centrale prima di spostarsi a ovest attraverso Lanzhou (Gansu), Urumqi (Xinjiang), e Khorgas (Xinjiang), che si trova vicino al confine con il Kazakistan.
La Via della Seta poi corre a sud-ovest dall'Asia centrale al nord dell'Iran prima di oscillare ovest attraverso l'Iraq, la Siria, e Turchia.
Da Istanbul, la Via della Seta attraversa lo stretto del Bosforo e punta a nord-ovest attraverso l'Europa, tra cui la Bulgaria, la Romania, la Repubblica Ceca e la Germania.
Raggiungendo Duisburg in Germania, oscilla a nord a Rotterdam, in Olanda.
Da Rotterdam, il percorso corre a sud di Venezia, Italia - dove si incontra con l'altrettanto ambiziosa Via della Seta marittima.
La Via della Seta marittima inizierà a Quanzhou nella provincia del Fujian, e raggiungerà Guangzhou (le province di Guangdong), Beihai (Guangxi) e Haikou (Hainan) prima di dirigersi a sud verso lo Stretto di Malacca.
Da Kuala Lumpur, il percorso marittimo Via della Seta continua a Kolkata, in India attraversa poi il resto dell'Oceano Indiano a Nairobi, in Kenya.
Da Nairobi, la Via della Seta marittima va verso nord intorno al Corno d'Africa e si muoverà attraverso il Mar Rosso nel Mediterraneo, con una sosta ad Atene prima di incontrare la Via della Seta a terra a Venezia.

Le mappe di questa nuova rotta commerciale mostrano da casa l'enorme portata del progetto: la Via della Seta terrestre e la Via della Seta marittima combinate creerà una cintura di massa che collega tre continenti.
Anche il nome del progetto, la Via della Seta, è indissolubilmente legato al passato della Repubblica Cinese come una gigantesca fonte di commercio e informazioni per il resto del mondo tra più Paesi.
Almeno 65 Paesi hanno deciso di partecipare a questo progetto.
Secondo l'articolo Xinhua, la Via della Seta porterà "nuove opportunità e un nuovo futuro per la Cina e tutti i paesi lungo la strada che sta cercando di sviluppare."
L'articolo prevede una "zona di cooperazione economica" che si estende dal Pacifico occidentale al Mare Baltico.
L’idea, elaborata dalla North Adriatic Port Association (Napa), e supportata sia dal ministero delle Infrastrutture che da un fitto lavoro diplomatico, prevede di realizzare un sistema portuale offshore/onshore costruendo innanzitutto una grande piattaforma plurimodale al largo del porto di Malamocco (Venezia).
La struttura sorgerebbe ad una distanza di 8 miglia dalla costa, dove i fondali hanno una profondità di almeno 20 metri per consentire l’attracco delle grandi navi da carico. Sulla terraferma verrebbero invece realizzati 5 distinti terminal: tre in Italia (Marghera, Ravenna, e Trieste), uno in Slovenia (Capodistria) ed uno in Croazia, a Fiume.
Mettere in rete questi 5 porti, collegandoli con un sistema innovativo di navi «Mama Vessels» a basso pescaggio, e consentire l’attracco in altura della grandi navi portacontainer «da Cina», giganti da 400 metri di lunghezza e alcune centinaia di migliaia di tonnellate di stazza, consentirebbe di realizzare il collegamento più rapido in assoluto tra l’Estremo Oriente ed il cuore dell’Europa (Nord Italia, Austria, Germania, Bosnia, Croazia, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca) dove ancora oggi si concentra il più alto tasso di imprese manifatturiere europee. (Per dettagli sulla Via della Seta 1-2)
Questi progetto sommato al Veneto come Stato, è un'ulteriore opportunità economica che porterebbe lo Stato Veneto ad un rapido sviluppo economico specialmente legato al fatto che diventerebbe una sorta di crocevia che unisce l'Italia e i Paesi dell'Europa, senza andare in perdità annuale con il pesante contributo economico versato come Regione a Roma.
Un'ulteriore analisi economica ha elaborato che se il Veneto diventasse Indipendente e ridiventasse la Repubblica di Venezia avrebbe una crescita economica addirittura superiore a quella della Repubblica Cinese.
«Se fosse indipendente, il Veneto crescerebbe più della Cina, con un più 12 percento del Pil da un anno all’altro. Secondo le nostre proiezioni economiche, elaborate in tre anni di lavoro, l’indipendenza non avrebbe alcun aspetto negativo». l’opinione esperta di Gian Angelo Bellati, direttore di Unioncamere Veneto.
Ecco i numeri dell’indipendenza per Bellati: «Il Veneto ha un Pil procapite inferiore solo a nove Paesi europei. Ogni anno risparmia 14 miliardi di euro e qui il costo della pubblica amministrazione è di molto inferiore rispetto alle altre Regioni. Risparmiando sulle spese di funzionamento dello Stato Veneto – dice il direttore di Unioncamere – il risparmio complessivo sarebbe di 35,4 miliardi di euro. Capitali che permetterebbero all’amministrazione di liberare risorse per investimenti pubblici, con anche una riduzione delle tasse. In un anno il Pil del Veneto volerebbe a più 12 per cento».
Euro, lira o macroregione europea): non sarebbero le caratteristiche organizzative dello Stato a vincolare il successo imprenditoriale del Veneto, ma il suo tessuto economico composto – perlopiù – da piccole e medie imprese.
Aziende da quindici, venti dipendenti al massimo, che da sempre si sono dimostrate flessibili e ricettive alle esigenze di mercato.
E che ora puntano alla sola sopravvivenza, causa burocrazia ed esasperato carico fiscale.
Parliamo soprattutto della ricerca elaborata dall’agenzia internazionale Fitch, tra le più importanti tra quelle che annoverano – tra le proprie mansioni – l’orientamento degli investimenti da parte di banche e operatori finanziari.
Lo studio è del maggio 2013 e allora – più di uno – balzò sulla sedia: «Le prospettive economiche del Veneto sul lungo periodo sono negative in quanto le finanze della regione sono stritolate da quelle dell’Italia – si leggeva testualmente nel rapporto, che continuava – Il rating del Veneto soffre della sostanziale mancanza di autonomia finanziaria: se il Veneto fosse in Svizzera non sarebbe valutato come BBB+, ma con una tripla A».
E' abbastanza chiaro che il Veneto guadagnerebbe più ad essere uno Stato che non una regione stritolata dalla stagnazione di Montecitorio.





















mercoledì 18 maggio 2016

RUSSIA, ZAKHAROVA COMMENTA LA RISOLUZIONE DEL VENETO CONTRO LE SANZIONI


Il Consiglio regionale del Veneto vota oggi una risoluzione contro le sanzioni alla Russia mostrando che il processo di propaganda contro il nostro paese ha raggiunto un punto morto.
Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova riferendosi al voto che oggi interesserà la regione sulla questione del riconoscimento della Crimea come parte della Federazione Russa e la revoca delle sanzioni contro la Russia.
"Il voto della risoluzione in Consiglio regionale del Veneto e altri processi politici mostrano che il processo di propaganda anti-Russia sull'Ucraina non solo ha raggiunto un vicolo cieco, ma sta cercando anche di esplicarsi nella direzione opposta", ha detto Zakharova in un'intervista al quotidiano Izvestija

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160518/2701827/veneto-voto-sanzioni-russia.html#ixzz4917PvzCD

giovedì 1 ottobre 2015

TEMPERATURE PRECOCEMENTE SOTTO LO ZERO IN VENETO


Sussulti pre – invernali sulle montagne del Veneto, dove le temperature sono fortemente calate questa notte, sotto la spinta dei venti da est e dell’aria fredda proveniente dalla Russia.
Le temperature sono scese fino ad un valore di -9,2°C alla Punta Rocca, sulla Marmolada, ad oltre 3000 metri di quota, la mattina del 28 settembre, raggiungendo anche i -6,5°C questa mattina.
Ma si sono raggiunti i -2,4°C questa mattina a Punta Faloria, mentre al Rifugio Lagazuoi, sopra Cortina, a 2752 metri di altezza, la temperatura è molto bassa con -4,6°C alle 11,30 del mattino.
Ma anche in Trentino ed Alto Adige ha fatto freddo, questa mattina, alle quote montuose, dove si sono registrati -1,5°C di minima sul Monte Paganella, a 2125 metri di quota, e +0,2°C a Dobbiaco, a 1225 metri.
Si tratta di temperature che anticipano la stagione tardo autunnale, in un complesso di temperature al di sotto della norma su tutta la zona.

Fonte;http://freddofili.it/2015/09/30/freddo-in-quota-in-veneto-45c-al-lagazuoi-92c-sulla-marmolada/

giovedì 2 luglio 2015

VENEZIA: DONNA INCINTA SFRATTATA E IMMIGRATI OSPITATI GRATIS


Municipio di Pianiga, cittadina in provincia di Venezia, occupato in segno di protesta contro lo sfratto di una mamma all’ottavo mese di gravidanza, già con due figli minori, che da oggi finirà per strada in seguito allo sfratto dell’appartamento di emergenza che le era stato assegnato. Una trentina i contestatori, guidati da Gaetano Ferrieri, protagonista negli anni scorsi di diverse azioni eclatanti, compresi sit-in in piazza Montecitorio, il quale lamenta: “Questa donna con bambini buttata in mezzo a una strada, mentre i profughi sono ospitati a gratis da anni”. Sul posto è intervenuta la Digos.
Racconta la donna: “Mi è scaduto il termine per l’alloggio di emergenza abitativa concesso l’anno scorso dal mio sindaco, dopo non poche difficoltà. Martedì mattina mi sono recata in comune dall’assistente sociale per chiedere un paio di settimane in più dato che sto avendo difficoltà a trovare un appartamento. Non hanno sentito ragioni, dicendo che dovevo aver già trovato una soluzione abitativa, che oggi dovevo consegnare le chiavi, che loro procederanno da ordini del sindaco con il distaccamento delle utenze da mercoledì”.
La donna spiega che adiacente alla sua abitazione “ci sono famiglie straniere che occupano da anni, non pagando nulla ma le utenze non gliele hanno mai staccate. Forse io e i miei figli minori siamo sfigati e abbiamo un trattamento diverso perchè siamo cittadini italiani?”, si chiede la giovane madre vittima dello sfratto.

GM

Fonte:http://www.direttanews.it/2015/07/01/donna-incinta-protesta-io-sfrattata-profughi-ospitati-gratis/

lunedì 15 giugno 2015

ZAIA ESEMPLARE SCRIVE A TUTTI I PREFETTI DEL VENETO: ''VIA TUTTI I PROFUGHI DALLE LOCALITA' TURISTICHE E BASTA NUOVI ARRIVI!''


Via subito tutti i profughi attualmente collocati in tutte le località turistiche del Veneto e basta nuove allocazioni. E' questo il senso di una lettera ufficiale inviata oggi dal presidente della Regione del Veneto a tutti i Prefetti del Veneto, nella quale il Governatore si fa portavoce degli allarmi, dei timori e degli appelli a lui rivolti da Sindaci, cittadini e imprenditori del turismo Veneto, che vedono minacciato il buon esito della stagione estiva dall'invio di profughi, già avvenuto in varie località.
"Facendo mio lo sgomento di quanti mi hanno in ogni modo e in ogni dove manifestato la propria preoccupazione che una simile ridda di voci e di azioni possa determinare un effetto devastante sulla stagione turistica in corso, e soprattutto un boomerang sulle prenotazioni a causa delle pubblicità negativa che i media internazionali sono pronti a rilanciare su vasta scala avvantaggiando i Paesi confinanti - scrive il Governatore - sono a chiedere con la presente di provvedere allo sgombero con la massima urgenza di tutte le strutture ricettive e degli alloggi già occupati da immigrati nelle località turistiche e a desistere dal procedere a nuove allocazioni".
"Gli annunci delle ultime ore - aggiunge tra l'altro il Presidente - che individuano strutture ricettive e turistiche, oltre ad immobili di privati cittadini, nelle zone del litorale veneto e del bacino termale euganeo quali sedi in cui allocare gli ultimi arrivi di immigrati, seguiti da episodi di vero e proprio 'scarico', avvenuti recentemente nel trevigiano e nella zona dei Colli nel padovano, stanno facendo montare la protesta delle comunità locali, dei Sindaci dei Comuni minacciati e degli operatori turistici, i quali, attraverso le loro Organizzazioni di categoria, mi hanno rivolto un accorato appello in difesa dei territori e della stagione turistica".
"Una stagione che, iniziata sotto una congiuntura favorevole - prosegue la lettera di Zaia - rischia, a causa degli allarmismi derivanti da una simile situazione di emergenza, di venire irrimediabilmente compromessa". Il governatore del Veneto, nella sua lettera ai Prefetti, ricorda che il Veneto è la prima Regione turistica d'Italia e la sesta d'Europa, con 63 milioni di presenze (pari al 15% del volume nazionale), con 17 miliardi di fatturato annuo compreso l'indotto, con 420 mila occupati nel settore, e con un contributo dell'8% all'intero Prodotto Interno Lordo Regionale".
"Un simile primato - scrive in proposito il Presidente - non vale soltanto come medaglia da esibire. Ma significa sviluppo economico e occupazione che non possono essere compromessi da una serie di azioni scomposte che stanno colpendo e interessando le principali località turistiche del Veneto".

Redazione Milano.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4279_ZAIA_SCRIVE_A_TUTTI_I_PREFETTI_DEL_VENETO_VIA_TUTTI_I_PROFUGHI_DALLE_LOCALITA_TURISTICHE_E_BASTA_NUOVI_ARRIVI

mercoledì 30 aprile 2014

lunedì 17 marzo 2014

IL VENETO VOTA LA SUA INDIPENDENZA


Parola ai veneti. Saranno loro ad esprimersi in questi giorni, votando il referendum sull’indipendenza della loro regione. “Vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?” è la domanda cui i quasi 4 milioni di veneti aventi diritto di voto potranno rispondere aderendo al referendum promosso dal sito plebiscito.eu.
Per votare è sufficiente inserire i dati della propria carta d’identità ed ottenere un codice personale che permetterà di accedere ai quesiti: oltre al principale, già citato, sull’indipendenza della regione, i votanti potranno scegliere i delegati e pronunciarsi su altri tre quesiti: Se il Veneto debba rimanere all’interno dell’Ue, se debba mantenere l’euro e se debba stare nella Nato.
La questione dell’indipendenza è dibattuta da anni, ma negli ultimi mesi è stata oggetto di interesse anche da parte del Consiglio regionale, che il 28 novembre 2012 ha approvato la “Risoluzione 44″, il cui testo ribadisce il diritto all’autodeterminazione del popolo Veneto e impegna il consiglio regionale a metterlo in pratica con “urgenza”. Nel settembre 2013, però, lo stesso consiglio regionale ha rinviato in Commissione l’esame della proposta di legge sul referendum per l’indipendenza.
I promotori non si sono scoraggiati, forti anche del consenso del presidente della regione Luca Zaia, che lo scorso novembre ha ribadito: “Se il referendum sull’indipendenza del Veneto potesse essere legalmente effettuato, sicuramente voterei sì”.
Quale che sia l’effettivo valore legale del referendum di plebiscito.eu, se i dati numerici dovessero essere clamorosi gli scenari potrebbero cambiare repentinamente. Se è vero che l’articolo 5 della Costituzione italiana sancisce che la repubblica italiana è “una e indivisibile”, è altrettanto vero che tale referendum di per sé non determinerebbe la proclamazione dell’indipendenza del Veneto, ma la Regione potrebbe dichiararla in maniera unilaterale qualora la consultazione elettorale si traducesse in raggiungimento del quorum e vittoria dei sì, quindi in un legittimo mandato popolare.
Gli esempi sono quelli di Scozia e Catalogna, che ad autunno andranno a referendum separatisti nonostante la Costituzione di Spagna e Gran Bretagna non lo permetta.
I veneti potranno votare fino al 21 marzo: cinque giorni in tutto, dal 16 al 21, per tentare di raggiungere il quorum di 50%+1 di aventi diritto e ovviamente la vittoria dei sì. E’ quello che sperano i promotori, alla luce dei primi dati piuttosto incoraggianti: ieri sera alle 18.30 avevano votato circa 430.000 veneti, oltre l’11,50% degli aventi diritto in meno di 24 ore.
Le province con più partecipazione sono state quelle di Vicenza, con oltre 121.700 voti, Treviso, più di 118.300 voti, e Padova con circa 105.300. A seguire Venezia, sopra i 50.000, Verona, con 27.800 voti, e i fanalini di coda Belluno, con appena 3.300 voti, e Rovigo con 3.100.
Stime di stamattina riportavano un dato ancor più incoraggiante: circa 560.000 votanti alle ore 11. In proiezione, il quorum potrebbe essere raggiunto entro venerdì 21 marzo, data in cui ci sarà la proclamazione dei risultati a Treviso.
Per partecipare, cliccare sul sito plebiscito.eu

Fonte:http://www.imolaoggi.it/2014/03/17/fontana-lega-usa-e-ue-devono-rispettare-la-volonta-del-popolo-di-crimea/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

INDIRIZZO E-MAIL

Per contattarmi:

angelfallendark@hotmail.it


Cerca nel blog

Lettori fissi

Archivio blog