ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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giovedì 2 marzo 2017

LA GERMANIA RECORD DI ESPORTAZIONE CON UN MOSTRUOSO TASSO DI POVERTA'


Il rapporto contraddice le storie di successo della performance dell'economia tedesca.
Egli confuta anche l'orgoglio del cancelliere tedesco Angela Merkel sul fatto che la disoccupazione si è dimezzata dal suo insediamento del 2005.
Schneider, amministratore delegato del Welfare Association, ha criticato questa propaganda di successo del governo.
"Lo sviluppo economico non porta ad una diminuzione della povertà". Ha presentato in una conferenza stampa prima del rapporto insieme con i rappresentanti delle altre organizzazioni sociali. "Nonostante profitti record dell'economia sempre più persone sono scollegate da essa," Schneider ha detto di fronte alle cifre attuali.
Questo va avanti, è sicuro. Il rapporto fornisce la prova che l'aumento dell'occupazione da solo non è una migliore situazione della preoccupazione sociale su come scrivono gli autori.
Bremen ha in proporzione più residenti poveri . "Ogni quarta persona deve ora essere annoverato tra i poveri", dice il rapporto.
La capitale Berlino ha poi i secondi peggiori numeri con oltre il 22 per cento delle persone povere nella popolazione.
Il tasso di povertà è qui, secondo Schneider "superiore di quasi il 14 per cento di dieci anni fa." ma più fortemente il numero dei poveri è aumentato nel Nord Reno-Westfalia.


Fonte:https://de.sputniknews.com/gesellschaft/20170302314748217-rekord-armut-berlin-bremen/

lunedì 27 febbraio 2017

ECONOMIA, SUPERPOTENZE E SCENARI REALI DEL NOSTRO DOMANI - TERZA PARTE


Come nasce un sistema autoritario?
Quelli che vengono storicamente definiti dittatori, un termine con la quale vengono anche definiti i presidenti in Medio Oriente fin dalla guerra in Iraq, altro non sono che sistemi di governo con sistemi politici basati su una disciplina costituzionale avente lo scopo di tenere a freno gli animi di una popolazione divisa in numerose fazioni contrapposte in un unico Paese.
I sistemi monarchici in Europa o i loro omonimi del passato come i sistemi imperiali hanno avuto la stessa funzione, in un momento in cui dopo un periodo di prosperità si entra per vari motivi in periodi più rigidi dettati dalla povertà per situazioni economiche dalle cause di vario tipo (climatiche, disordini civili ecc) il sistema politico centrale cambia all'improvviso diventando autoritario allo scopo di calmare disordini civili con mezzi non convezionali.
Ebbene quando osserviamo quello che sta accadendo oggi in un Europa divisa dal multipartitismo il risultato è che la popolazione è divisa sia nell'opinione sia nel a chi dare sostegno.
Abbiamo spesso osservato come sia tra partiti sia tra persone che sostengono tali partiti si entri molto spesso tanto in contrasto che spesso il confronto non diventa pià verbale.
Ebbene cosa succederebbe se entrassimo nuovamente in un periodo di prolungata povertà con carenza di alimenti e buste paga insostenibili?
La stessa cosa ma su scala enormemente più estesa.
Quello che la maggioranza delle persone non si chiede è: cosa avrebbero fatto Mussolini o Stalin se fosse nato nella società attuale?
La risposta sarebbe che tutti i mezzi ad alta tecnologia che influenzano la nostra vita: Samsung Galaxy, Tablet, Digitalizzazione, Social Network e Media sarebbero stati utilizzati con lo scopo di creare una vasta rete di controllo per monitorare e controllare la popolazione ricavandone inoltre un'enorme massa di dati tra i quali facciamo un elenco di quello che si può ricavare con i mezzi descritti.
-Impronte Digitali.
-Codice Fiscale.
-Conti Bancari.
-Impronta vocale.
-Foto.
-La tua posizione, tramite il GPS.
-I tuoi interessi
-Il tuo indirizzo e-mail e la tua residenza
-Il tuo settore lavorativo.
-Il tuo/a partner.
-Tratti somatici di riconoscimento facciale.
I social network inoltre fungono come un'enorme sistema di convoglio delle emozioni dove tutti interagiscono tramite un sistema elettronico sempre più sofisticato sfogando frustrazioni, opinioni e momenti felici che con il trascorrere del tempo vanno a creare una sempre maggiore dipendenza del web.
Dal momento che siamo in una fase di transizione estremamente rapida nello sviluppo della cosidetta Rivoluzione 4.0 possiamo aspettarci che i sistemi di catalizzazione delle nostre emozioni diventeranno sempre più sofisticati in periodi molto vicini, aumentando di conseguenza ancora di più il livello di controllo.
Non stiamo parlando del mondo fantasy di George Orwell, ma semmai di come un sistema politico sovranazionale potrebbe usare tali sistemi per contrastare i dissensi e come potrebbero cambiare le cose se la situazione politica e sociale in generale andasse degenerando.Un sistema politico che spinge molto per la Rivoluzione 4.0 e per contrastare i dissensi è l'Europa tedesca di oggi, dominata dalla politica della Germania e dell'incompetenza di Bruxelles.
La Germania spinge molto sull'automazione e sulla digitaliazzazione.
La mentalità tedesca ha anche pesantemente condizionato il sistema lavorativo e ed economico dei Paesi dell'Unione Europea e questo ha determinato al sorgere di pesanti contrasti e una crescente voce di dissenso nella maggioranza dei Paesi membri di tale unione, lo dimostra la ferma opposizione di molti Paesi dell'est Europa al ricollocamento di molti immigrati nei loro Paesi, oltre al fatto che l'Unione Europea controlla e decide quali sono i partner commerciali affidabili (nel blocco europeo) e per sue direttive i Paesi membri devono aderire a politiche decise dallo stesso Parlamento Europeo, come ad esempio imporre restrizioni economiche commerciali alla Federazione Russa al prezzo di far perdere notevoli guadagni ai Paesi stessi.

Neanche due anni di guerra commerciale e diplomatica tra Ue e Russia sono costati all'Italia 3,6 miliardi di euro di export andato in fumo. E' questo, secondo il conteggio della Cgia di Mestre, l'effetto delle sanzioni economiche che l'Ue ha introdotto nel 2014 verso Mosca (prima a luglio, poi rafforzate a settembre), a seguito della crisi politico-militare con l'Ucraina, che poi hanno portato all'embargo di reazione da parte della Russia (da agosto). "L'export italiano verso la federazione russa, infatti, è passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34 per cento)", dice l'ufficio studi dell'associazione di Mestre.Come se non bastasse l'Unione Europea ha decretato nuove misure per i Paesi che vogliono aderire al blocco europeo, in particolar modo per la Serbia.
Il riconoscimento dell'indipendenza della repubblica del Kosovo e l'introduzione di sanzioni contro la Russia saranno le condizioni d'ingresso della Serbia tra i membri dell'Unione Europea, ha detto al canale della tv nazionale RTS il presidente Tomislav Nikolic.
Il capo di Stato della Serbia ha sottolineato che durante una delle visite precedenti a Belgrado del commissario per la politica di vicinato e di allargamento dell'UE, Johannes Hahn, parlando con lui durante una conferenza stampa congiunta, ha elaborato le condizioni dell'integrazione europea. "Il signor Hahn mi ha detto che non si procede senza un accordo sul Kosovo e Metochja, il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo. Ha anche detto che senza collaborazione in politica estera non saremo in grado di diventare membro dell'Unione Europea" ha detto Nikolic.
"Sono state introdotte le sanzioni contro la Russia, non abbiamo partecipato e avremmo dovuto partecipare, se fossimo stati membri dell'Unione Europea. Contro queste due condizioni, come ho detto prima, molti in Serbia hanno protestato dicendo che non ne hanno sentito parlare prima, ma si tratta di condizioni di cui sentirete parlare domani" ha sottolineato il capo dello stato. Il presidente della Serbia ha detto che i requisiti non sono ancora diventati posizione ufficiale dell'Unione Europea ma "c'è il presagio che per i parlamenti di molti paesi, tra cui il parlamento tedesco, per confermare la nostra adesione, avranno un ruolo fondamentale".
Risulta alla luce dei fatti che quelle che vengono denominate condizioni per un Paese di aderire ad un blocco economico, altro non risultano che essere dei ricatti da parte dei politici tedeschi di tale blocco che vogliono non solo espandere l'influenza dell'Unione Europea verso l'Europa dell'est e sottrarre possibili Paesi sostenitori economici alla Russia, ma chiaramente ridurre la dipendenza dei Paesi membri dell'Unione Europea dal commercio con la Russia e sostituirlo con quello della Germania.
Il fatto che i politici europei continuino a imporre tali poltiche isolazioniste e restrittive al loro stesso blocco economico, denota chiaramente che non sono coscienti della crisi di credibilità che sta rallentando l'Europa, specialmente in un momento in cui i partiti nazionalisti dalla Francia di Marine Le Pen all'Olanda di Geert Wilders stanno guadagnando solidi consensi in tutto il territorio europeo.
Lo scacco matto tuttavia arriverebbe dal fatto che un'Europa a maggioranza nazionalista, potrebbe subire da un cambiamento di regia all'interno della Comissione Europea, vale a dire la possibilità che in caso perdesse le elezioni in Germania, Angela Merkel possa in seguito all'incompetente Claude Junker, il prossimo futuro Presidente della Comissione Europea.
In questo caso si avrebbe un potere politico sovranazionale ancora maggiore di quello che già la Germania possiede all'interno dell'Europa, dove le linee intransigenti dell'attuale Cancelliere tedesco potrebbero rendere impossibile a qualunque Paese membro di sciogliersi dal blocco economico europeo come ha già fatto l'Inghilterra.
Le affermazioni di Angela Merkel sulla cosidetta "Europa a due velocità" sono un'affermazione molto grave in quanto permetterebbe all'Europa di suddividersi in due categorie: una classe di Paesi ricchi come la Germania di dominare l'Europa con riforme e controlli fin oltre i confini territoriali del blocco economico; una seconda classe di Paesi impoveriti economicamente da riforme che impongono tasse più pesanti, debito pubblico insostenibile e una drammatica deindustrializzazione come sta avvenendo in: Italia, Grecia, Spagna, Portogallo ecc.
Normalmente tali cambiamenti avvengono con il contagocce in quanto si fanno una sequenza di cambiamenti con modalità tanto lente che la maggior parte della popolazione non se ne accorge.
Le basi per la creazione di un tale sistema di regime già esistono in modo consoldato:

1) I media come negli Stati Uniti sono influenzati da partiti di opposizione di sinistra, di conseguenza metà dell'informazione con la quale la popolazione convive è rielaborata con lo scopo di condizionare i punti di vista e guardare in modo critico i movimenti nazionalisti con false etichette come: fascisti, neonazisti, estrema destra, populisti ecc.

2) Paesi come la Russia alternativi all'Unione Europea vengono classificati come "non-democratici" arrivando così a parlare di riforme contro la libertà di stampa, la tutela delle minoranze, omicidi di stato e aggiungendo descrizioni che il più delle volte non trovano conferme nei dati reali.
Così facendo si parla di una ipotetica minaccia dalla Russia spingendo così gli europei a entrare in conflitto con un popolo che non ha alcun interesse a fare la guerra all'Europa.

3) La massiccia presenza di reti islamiste radicatesi all'interno dell'Europa a causa dei flussi migratori può essere usata come pretesto per attuare politiche militari per aumentare il livello di controllo all'interno del territorio europeo e in special modo politiche per la sicurezza ancora più restrittive, limitando così la libertà della popolazione europea in alcuni settori della vita privata.

Così facendo la Germania potrebbe nuovamente usare il blocco economico del territorio europeo non solo per diventarne il Paese economicamente dominante ma per trasformarlo in una sua area di influenza geopolitica come sta già succedendo da parte di altre Grandi Potenze in tutto il mondo.

-La Turchia di Erdogan sta espandendo la sua area di influenza in tutti i territori della Primavera Araba, vale a dire in tutti i territori dell'ex Impero Ottomano.

-L'Inghilterra dopo il successo della Brexit sta riallacciando i rapporti con tutte le ex colonie inglesi e i Paesi del Commowealth, vale a dire il vecchio Impero Britannico, e si sta aprendo la strada a trattative per la creazione di un'area di libera circolazione e stretta cooperazione militare-economica con Australia, Nuova Zelanda e Canada in un futuro blocco economico denominato C.A.NZ.UK.
Sarebbe stato strano aspettarsi che anche la Germania visti i tempi non volesse anche la sua parte in questi cambiamenti.














giovedì 9 febbraio 2017

IN SERBIA CRESCE IL DISSENSO VERSO UN'ADESIONE ALL'UNIONE EUROPEA

Venticinque anni dopo la firma del Trattato di Maastricht per la creazione della UE, ci sono alcune persone in Germania che dicono che l'UE oggi è simile alla Jugoslavia appena prima del suo collasso. In Serbia, dove per più di 20 anni fa la gente è stata alimentata da vuote promesse di entrare a far parte della UE, le aspettative non sono alte come quelle di una volta.

Secondo i recenti studi dell'Ufficio del governo serbo per l'integrazione europea, il 47% dei cittadini continuano a favorire l'adesione all'UE.
Tuttavia, questa cifra era molto più alta, 73% nel 2009.
Dusan Prorokovic del Centro di alternative strategiche, ha detto come nel corso degli anni non erano state soddisfatte le decisioni chiave del Trattato di Maastricht.
Secondo lui, l'accordo era basato su quattro principi - l'unione monetaria, una politica estera e di sicurezza comune e di cooperazione nel settore degli affari interni.
"L'unione monetaria ha iniziato a lavorare in parti dell'UE, ma in pratica si è scoperto che i ricchi sono sempre più ricchi mentre i poveri si sono spostati più nel debito. Questa crisi si è già verificato in Grecia, in parte in Spagna, Portogallo e Irlanda. L'escalation si svolge in Italia e in Francia, così si scopre che la Germania sta ricevendo la maggior parte dei bonus ", ha detto Prorokovic.
Se si parla di una politica interna, estera e di sicurezza coerente secondo l'analista la crisi migratoria e il fatto che i terroristi possono muoversi liberamente tra Bruxelles e Parigi mostra una mancanza di unità e di lavoro non coordinato tra la polizia belga e francese.
Prorokovic ricorda che lo scenario dei evoluzion dell'UE come la Jugoslavia è stata prevista da Jože Mencinger, un economista sloveno rispettabile, che ha detto che i problemi politici sono preceduti da crisi economiche profonde che portano ad una divisione tra le persone che abitano il paese.
"L'UE non è la stesso del 2008 e, soprattutto, non come è stata nel 1992.
Non vedo alcun motivo di ottimismo a Bruxelles o qualsiasi prerequisito che l'UE possa continuare con lo stesso spirito.
Questi problemi sono stati in discussione da oltre un decennio e se i burocrati europei non avessero fatto finta che tutto va bene, forse il destino della UE sarebbe stato diverso ", ha detto l'analista.
Parlando che solo il 47% della popolazione serba vuole aderire all'UE, l'editor capo di New Serbian Political Thought, Djordje Vukadinovic ha detto che secondo lui i risultati sono "estremamente insoliti", in quanto mostrano un irrealisticamente elevato livello di supporto.


Fonte:https://sputniknews.com/europe/201702091050512907-serbia-skeptical-of-joining-european-union/

lunedì 6 febbraio 2017

IL DECLINO EUROPEO SULLA FALSARIGA DI QUELLO DELL'IMPERO ROMANO


David Engels, uno storico presso l'Università di Bruxelles, ha illustrato le analogie tra l'Europa e la caduta della Repubblica Romana che rendono la previsione allarmante.
Ha detto: "In 20 a 30 anni l'Europa sarà diventata uno stato autoritario o imperiale, dopo una fase simile alla guerra civile e di degrado.
"Mi aspetto una guerra civile, che costringerà una riforma sociale e politica fondamentale in Europa, che ci piaccia o no, seguendo l'esempio della decomposizione della Repubblica Romana nel I secolo avanti Cristo."
Mr Engels ha rivendicato che l'Europa sta barcollando verso l'autoritarismo dal 2011 - e la crisi in atto dei migranto ha ora aggiunto peso ai suoi avvertimenti.
Il trentasettenne ha aggiunto che il parallelo tra l'Unione Europea e l'equivalente di Giulio Cesare sono "così massiccii, così evidente e che è stato il caso per decenni".
Mr Engels ha sostenuto i molti fattori che hanno portato alla distruzione dell'impero di Cesare affliggono l'Europa di oggi, tra cui l'individualismo, il declino della cultura tradizionale, il fondamentalismo e la criminalità dilagante.
Egli ha anche sottolineato le divisioni tra l'élite - i moderna senatori romani - e movimenti nazionalisti che esigevano che alla gente venisse data una voce.
I politici, come il capofila presidenziale francese Marine Le Pen e l'olandese ala destra Geert Wilders salgono alla ribalta a seguito di tale nazionalismo, afferma il signor Engels aggiunto.
Mr Engels ha detto che i politici come Marine Le Pen salgono alla ribalta a seguito di movimenti populisti.
Sulla crisi dei migranti, il signor Engels ha detto per quanto importante, non è l'unico problema.
Ha poi aggiunto: "I movimenti di popolazione presenti sono solo uno dei molti sintomi del nostro spirito attuale, caratterizzato da uno strano miscuglio di cosmopolitismo, insicurezza, calcolo, il materialismo e la cattiva coscienza.
"Ho paura di questo, ma sarebbe vile di chiudere gli occhi solo perché non si vuole vedere la realtà."
Lo storico ha detto che anche se la guerra civile è inevitabile, è improbabile che prende la forma di guerra convenzionale.
Mr Engels ha detto che la guerra civile sarà invece manifestata in modi tali come le zone periferiche in Svezi a seguito di crimini violenti, o a Bruxelles, dove periferie, come Molenbeek sono stati in grado di nascondere da Parigi il terrorista Salah Abdeslam dalla polizia per mesi.

Fonte:http://thisisengland.org.uk/europe-to-crumble-continent-will-face-civil-war-within-decades-top-historian-claims/

venerdì 3 febbraio 2017

IL MEDIO EUROEVO


Riflettiamo su una questione molto semplice, cosa ha prodotto l'L'Unione Europea ai 27(-1) Paesi membri che la compongono?
Tutto inizia con il successo del referendum inglese di lasciare il cosidetto mercato unico europeo e la stessa Comunità Europea.
La strada per il divorzio ha avuto inizio con Heath, che ha detto in una trasmissione televisiva, Gennaio 1973:
"Ci sono alcuni in questo paese che temono che ad andare in Europa, saremo in qualche modo a sacrificare l'indipendenza e la sovranità. Questi timori, non ho bisogno di dire, sono del tutto ingiustificati."
Tuttavia, il blocco si è trasformato dall'essere un blocco commerciale - basato sulla vecchia europa del carbone e dell'acciaio (CECA) e la Comunità Economica Europea (CEE), formato da Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Germania Ovest nel 1951 e 1958, rispettivamente, - ad un blocco più politico sotto controllo del Trattato di Maastricht del 1992, che ha istituito l'Unione Europea nel 1993.
Il trattato di Maastricht - firmato da un altro conservatore primo ministro, John Major - ha portato ad un'ulteriore controllo e integrazione dell'UE, maggiori poteri per il Parlamento, nonché la creazione della moneta unica dell'euro. Tuttavia, il Regno Unito non è andato insieme a tutti del Trattato di Maastricht. Né ha un account con altri emendamenti.
Da allora le creazione di regole e la formazione di un sistema di politiche sempre più rigoroso all'interno dell'Europa ha sottratto sempre più liquidità e flessibilità agli altri Paesi, arrivando così a limitarne persino le azioni politiche di ognuno di essi senza chiedere il permesso all'Europa.
Il cosidetto motto "Ce lo chiede l'Europa" è direttamente un enfasi di quello che oggi è l'Unione Europea, un regime di regole talmente fitto da non necessitare nemmeno di una politica autoritaria per limitare la decisioni sovrane dei Paesi membri.
Eppure quando Donald Trump ha fatto una recente osservazione circa l'euro ha confermato chiaramente chi ha guadagnato con l'avvento della cosidetta moneta unica.

Il capo del Consiglio per il Commercio di Donald Trump, ha fatto un'osservaziona alla Germania e l'euro lanciando accuse di sottovalutazione che solitamente l'amministrazione Usa riserva alla Cina.
In un'intervista al Financial Times, Navarro ha definito l'euro "un marco tedesco" fortemente sottovalutato, del quale Berlino si avvantaggia nei confronti degli Usa, ma anche nei confronti dei suoi partner dell'area euro.
La realtà dei fatto è che di tutti i Paesi che in tutta la zona-euro ci hanno guadagnato di più sono in particolare quelli tedeschi, ma più di tutti proprio la Germania.
Le mappe regionali in Europa del PIL dal 2000 in poi mostrano che la Germania si “arricchisce”, mentre rallentano le ex-aree produttive dell’Eurozona (in primis il Nord Italia).
Quali aree d’Europa c’hanno guadagnato e quali c’hanno rimesso con l’Euro?
Per rispondere a questa domanda, utilizziamo un parametro: il Prodotto Interno Lordo procapite a parita’ di potere d’acquisto.
Partiamo dal Periodo 2000-2008:
– L’area d’Europa che s’e’ maggiormente impoverita e’ il NORD ITALIA; seguono a ruota le regioni industriali e piu’ avanzate della Francia
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: EST EUROPA, Grecia e le regioni meno avanzate della Spagna
In sintesi si sono impoverite maggiormente le regioni forti ed industriali, competitors della Germania, e si sono arricchite maggiormente alcune aree piu’ remote ed arretrate dell’Europa, guarda caso esattamente le aree dove maggiore e’ stato l’afflusso di capitali esteri, spesso spinte da bolle immobiliari.

Ora vediamo il Periodo 2008-2011:
– Le aree d’Europa che si sono maggiormente impoverite sono quelle PERIFERICHE
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: GERMANIA ed alcune nazioni ad essa connesse
In sintesi si sono impoverite ancora una volta le regioni forti ed industriali, competitors della Germania, e con esse hanno fatto un balzo all’indietro le aree dove precedentemente erano arrivati copiosi capitali esteri e dove con la crisi sono fuggiti, e sono esplose le bolle immobiliari. A questo punto la Germania ed alcune piccole nazioni limitrofe si arricchiscono.
Non abbiamo una Mappa disponibile per il Periodo 2011-2014, ma possiamo dirvi che in conclusione:
– Le aree d’Europa che si sono maggiormente impoverite sono quelle PERIFERICHE dell’Eurozona
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: GERMANIA ed alcune nazioni ad essa connesse, nonche’ le nazioni fuori dall’Eurozona
Tra il 2000 ed il 2014, nel complesso il prodotto interno lordo procapite a parita’ di potere d’acquisto vede:
- Un ‘arricchimento della GERMANIA e di alcune piccole nazioni collegate
- Un’impoverimento evidente dei maggiori Competitors continentali della Germania, aree forti economicamente dell’Eurozona, a partire dal NORD ITALIA, ma anche CATALONIA, OLANDA, IRLANDA e FRANCIA del Nord Est.
Al di fuori di questo perimetro, rallentano Grecia e Sud Italia e si rafforzano alcune nazioni dell’Est Europa che generalmente non adottano l’Euro.
Ad oggi lo scenario che sta emergendo in generale sulla Comunità Europea è quello di un'area continentale che sta economicamente morendo a vantaggio di una sempre più crescente potenza economica che è la Germania e altri Paesi tedeschi del Nord Europa.
La situazione che si sta venendo a produrre da alcuni anni è quella che Paesi come Grecia, Italia, Spagna, Portogallo ecc stanno vivendo quello che risulta essere un gigantesco esodo verso Paesi economicamente più affidabili.
Italia:Nel 2015 il numero di italiani che sono fuggiti all'estero sono stati 107mila, soprattutto gli under 35.
Nel primo gennaio 2016 una stima più di lungo termine ha calcolato 4.8 milioni (4.811.163), con una crescita del 3,7% rispetto l’anno precedente (+174.516 unità).
Chiaramente la nuova generazione di europei se ne sta andando in Paesi più consoni alle loro necessità.
Per contro ormai dal 2014 ad oggi la Comunità Europea ha favorito, incentivato e promosso una massiccia immigrazione di extracomunitari, un mix di profughi e immigrati illegali per renderne più difficile la distinzione dai Paesi africani e dalla Siria arrivando a promuovere programmi di finanziamento e integrazione dal costo di diversi miliardi di euro.
La cifra ormai del numero di extracomunitari arrivati in Europa è attorno ai 2 milioni.
Il numero di crimini legati da parte di extracomunitari verso le comunità locali si è tradotto in un ondata di auto incendiate negli ultimi anni nelle principali città svedesi; aumento delle aggressioni a sfondo sessuale tra Germania, Austria, Svezia e Finlandia; un certo numero di attentati in Francia, Belgio e Germania .
La sicurezza all'interno della Comunità Europea ha mostrato di non saper controllare questi fenomeni, nonostante le numerose dichiarazioni che vengono fatte per tutelare l'immagine.
Ma a preoccupare è semmai il panorama continentale che si è venuto a creare.

-Sulla Catena Alpina il risultato dalla carenza di finanziamenti ad infrastrutture ha portato le aree di montagna a spopolarsi dove specialmente la nuova generazione si sposta nelle aree urbane dove vi è una maggior probabilità di trovare lavoro, ma questa è anche una tendenza naturale del maggior sviluppo.

-In Grecia, a causa delle restrittive politiche europee, l'aumento delle tasse e la povertà diffusa in quella che una volta era un'economia prospera i greci ora sono letteralmente costretti a mangiare gli avanzi dei profughi immigrati.

-In Italia il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni risale a dicembre superando quota 40%. È quanto rileva l'Istat spiegando che la quota di disoccupati sul totale degli attivi in quella fascia di età (occupati e disoccupati) a dicembre è al 40,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese precedente, al livello più alto da giugno 2015.

-I paesi ex-comunisti che hanno aderito all'Unione europea dal 2004 in poi hanno sognato di trasformarsi rapidamente nella Germania o nella Gran Bretagna.
Invece, molti dei loro lavoratori stessi sono costretti a trasferirsi in Germania o in Gran Bretagna.
La popolazione in età lavorativa della Lettonia è scesa di un quarto a partire dal 2000; un terzo di coloro che si è laureato presso l'Università tra il 2002 e il 2009 era emigrato dal 2014.
I sondaggi di studenti di medicina bulgari mostrano il piano del 80-90% di loro di emigrare dopo la laurea.
La perdita di lavoratori della Lituania è costosa, dice Stasys Jakeliunas, un economista.
Le rimesse e i fondi UE per gli aggiornamenti delle infrastrutture hanno aiutato, ma la carenza di manodopera scoraggia gli investimenti stranieri e la crescita economica.
Secondo FMI, in alcuni paesi dell'Est Europa, l'emigrazione ha rasato 0.6-0.9 punti percentuali di crescita annua del PIL nel 1999-2014.

Sotto molti punti di vista l'Unione Europea si è manifestata un sistema politico di controllo che vincola, limita e controlla i suoi Paesi membri, ma quello che non ci si è resi contro è che la Germania sta guadagnando pericolosamente influenza sull'interno Vecchio Continente.
Un'Europa con un debole PIL e una società divisa e condizionata da sistemi mediatici che promuovono tale sistema come esempio da seguire sono in grado di mantenere lo status quo per molto tempo, mentre lo stesso sistema sociale con piccoli ma costanti cambiamenti continua a indebolirsi anche nei cambiamenti politici.
Per esempio, in Grecia la popolazione sembra essersi abituata alla povertà quotidiana, in Italia invece la popolazione si è abituata ad aver avuto Quattro Legislature, ovvero quattro Presidenti del Consiglio, mai eletti alle urne in mezzo decennio e l'economia italiana a differenza del resto del mondo resta stagnante come la media dell'eurozona.
Tale status quo delle cose sembra destinato a continuare anche quando la stessa Unione Europea ha manifestato in appena tre anni un segnale forte che le sue fondamente non sono così solide come si pensava, semmai è inclinata a picco sull'oceano in progressiva fase di affondamento.

I cinque sistemi di allarme sono già tutti attivati:
-In un solo anno e mezzo: Islanda, Svizzera e Turchia hanno ritirato la domanda di adesione all'Unione Europea.
-L'Inghilterra ha iniziato le fasi di separazione dell'Unione Europea.
-In tutti i Paesi europei sta crescendo un forte senso di opposizione al sistema europeo.
-Il sistema politico che gestisce l'Unione Europea si limita alla continuità ma non possiede alcuna prospettiva politica sul futuro, sommato al fatto che l'economia e l'occupazione continano circa allo stesso livello ogni anno.
-Nel 2017 si terranno le elezioni politiche in diversi Paesi principali dell'Unione Europea: Olanda, Francia, Repubblica Ceca e Germania e in ognuno di questi Paesi i sondaggi danno un forte consenso ai partiti di formazione nazionalista.
Come a sottolineare questo fatto recentemente il parlamento europeo ha fatto una dichiarazione la quale da sola dice molto.
Alla Commissione europea, dopo una promessa generica di intervento del presidente lussemburghese Jean-Claude Juncker, il commissario estone Andrus Ansip ha annunciato interventi sui vari Facebook, Google o Twitter, qualora questi social network non introducano adeguati controlli per impedire la circolazione in rete di notizie ipoteticamente false.
Oltre alla Germania, vari governi Ue appaiono favorevoli ad approvare una legislazione europea per arginare la cosidetta disinformazione tramite i social network.
Numerosi premier europei si sono allertati dopo quanto è successo nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, dopo la vittoria del repubblicano Donald Trump.
Ma in alcune capitali Ue non vorrebbero rischiare le polemiche e le proteste del popolo della rete, che scaturirebbero in caso di restrizioni della libertà di far circolazione le notizie sul web. Per questo la Commissione europea intenderebbe iniziare a fare pressione sui principali social network per convincerli ad attuare un «codice di condotta» contro i tentativi di disinformazione sul web.
Il commissario Ue Ansip ha però ammonito che, se i vari Facebook, Google o Twitter non si assumeranno maggiori responsabilità nel controllare le notizie che consentono di diffondere, l’alternativa saranno gli interventi di Bruxelles. «Sono preoccupato, e tutti sono preoccupati, dalle notizie false, specialmente dopo le elezioni negli Stati Uniti — ha dichiarato Ansip al quotidiano britannico «Financial Times» —. Credo fermamente nelle misure di autocontrollo. Ma, se sarà necessario qualche tipo di chiarimento, saremo pronti».
Una palese minaccia che dimostra quanto la crisi di credibilità da parte della gente abbia allarmato i palazzi del potere europeo che stanno lentamente perdendo i loro interessi.
Un fatto positivo ma che sicuramente si cercherà di evitare.
Sicuramente la situazione di disagio non proviene dalla notizie false ma dai danni di chi ha fatto irresponsabili scelte a danno e spese degli europei.



mercoledì 1 febbraio 2017

IL REPENTINO COLLASSO DELLE INCOMPETENTI SINISTRE EUROPEE


MADRID - Dopo aver conquistato al'epoca l'attenzione dei media italiani che osannavano le "doti" di Renzi portato ad esempio tanto in Spagna quanto in Francia, la foto che ritrae assieme Matteo Renzi, Manuel Valls e Pedro Sanchez, offre questa mattina al quotidiano spagnolo El Pais lo spunto per tracciare un possibile scenario politico nazionale, oltre che per descrivere le alterne e declinanti fortune della sinistra europea.
E' una foto che ritrae i "tre angeli caduti" - ma meglio sarebbe dire i "tre tromboni trombati" tutti con "camicia bianca e blue jeans" e lontani "dalla catastrofe che si sarebbe avvicinata" a loro e ai loro schieramenti politici della cosiddetta sinistra europeista sì, ma inchinata al dominio tedesco sulla Ue, al punto d'andare periodicamente in "visita" alla corte della "regina Merkel" e del suo feroce ministro Schaeuble.
"L'ex presidente del Consiglio italiano - scrive El Pais - ha sofferto il trauma della sconfitta referendaria, mentre Valls alle primarie socialiste francesi e' stato bruciato da Benoit Hamon, interprete di una linea radicale e antisistema che sfida da sinistra il populismo occidentale".
"Hamon - ricorda il quotidiano spagnolo - ha votato contro la Costituzione europea nel 2005 (che comunque venne bocciata da mezza Europa) e si direbbe che ha rafforzato le sue posizioni a contatto con la sinistra iconoclasta. Una linea nella quale si colloca la pur breve esperienza di Bernie Sanders negli Stati Uniti e il leader dei laburisti Jeremy Corbyn, uscito vincente dal confronto con il candidato dell'apparato di partito, Andy Burnham".
"In un congresso convenzionale - spiega El Pais - Hamon avrebbe perso, ma l'apertura delle primarie rende molto meno rilevante il potere dell'apparato". Quindi per questi due soggetti del terzetto il futuro politico è oscuro e potrebbe essere ormai "compromesso".
E quello dello di Pedro Sanchez?
"Il terzo protagonista della foto, Pedro Sanchez, ha lasciato la segreteria del Psoe protestando per la scelta di favorire con l'astensione in Parlamento la nascita del secondo governo popolare di Mariano Rajoy, governo debolissimo, di minoranza, ma pur sempre un governo dopo quasi una nno di vuoto parlamentare e con la prospettiva di una terza tornata elettorale in Spagna nell'arco di 13 mesi".
"Sanchez - precisa El Pais - era un sostenitore entusiasta di Renzi e Valls, condivideva con entrambi l'idea di un socialismo senza complessi, non di rottura ma di conquista del centro. Ma a differenza loro, Sanchez e' sopravvissuto e lanciandosi alle primarie della prossima primavera, non sembra aver remore nel piegarsi per convenienza o convinzione è difficile dire, alla 'dottrina Hamon'. Tecnicamente significa - conclude El Pais - avvicinarsi a Podemos. Strategicamente, approfittare del cortocircuito che esiste tra i quadri del Psoe, rappresentati dalla candidata 'ufficiale' Susana Diaz, e i militanti. Sanchez non e' tanto il leader di questa militanza disillusa, quanto l'unico candidato che la rappresenta. Ed e' in questo spazio che puo' avere fortuna la sua personale redenzione"

Fonte:http://www.ilnord.it/c-5167_LO_SCHIANTO_DELLE_SINISTRE_RENZIANE_IN_TUTTA_EUROPA_VALLS_BOCCIATO_SANCHEZ_CACCIATO_ORA_SI_RIPRESENTA_ULTRASINISTRO

martedì 31 gennaio 2017

IL REGIME EUROPEO MINACCIA DI LIMITARE LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE
































Sulla scia dell’attacco lanciato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel contro le notizie false diffuse in rete, in vista delle elezioni in programma in autunno in Germania, l’Europarlamento e la Commissione europea intendono andare oltre le azioni nazionali e agire a livello Ue. Il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani intende promuovere una «soluzione europea» in grado di garantire la corretta informazione ai cittadini, continuando così con la linea trasversale lanciata dal suo predecessore tedesco Martin Schulz, ora candidato socialdemocratico alla cancelleria.
Nell’Assemblea Ue è stata già approvata una risoluzione politica contro la disinformazione anti-Ue e a favore dei movimenti populisti, attribuita alla Russia di Vladimir Putin e ai terroristi islamici dell’Isis. Inoltre eurodeputati britannici sarebbero intenzionati a proporre una commissione d’inchiesta sulle cosiddette «fake news», sull’esempio di quella appena lanciata da loro colleghi del Parlamento di Londra. Alla Commissione europea, dopo una promessa generica di intervento del presidente lussemburghese Jean-Claude Juncker, il commissario estone Andrus Ansip ha annunciato interventi sui vari Facebook, Google o Twitter, qualora questi social network non introducano adeguati controlli per impedire la circolazione in rete di notizie false.
Oltre alla Germania, vari governi Ue appaiono favorevoli ad approvare una legislazione europea per arginare la disinformazione tramite i social network. Numerosi premier europei si sono allertati dopo quanto è successo nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, dove la vittoria del repubblicano Donald Trump è apparsa favorita anche dalle notizie negative sulla candidata democratica Hillary Clinton. Ma in alcune capitali Ue non vorrebbero rischiare le polemiche e le proteste del popolo della rete, che scaturirebbero in caso di restrizioni della libertà di far circolazione le notizie sul web. Per questo la Commissione europea intenderebbe iniziare a fare pressione sui principali social network per convincerli ad attuare un «codice di condotta» contro i tentativi di disinformazione sul web.
Il commissario Ue Ansip ha però ammonito che, se i vari Facebook, Google o Twitter non si assumeranno maggiori responsabilità nel controllare le notizie che consentono di diffondere, l’alternativa saranno gli interventi di Bruxelles. «Sono preoccupato, e tutti sono preoccupati, dalle notizie false, specialmente dopo le elezioni negli Stati Uniti — ha dichiarato Ansip al quotidiano britannico «Financial Times» —. Credo fermamente nelle misure di autocontrollo. Ma, se sarà necessario qualche tipo di chiarimento, saremo pronti». In ogni caso, se in Germania dovesse passare una legislazione restrittiva sulla diffusione di notizie false (si parla di introdurre multe ai social network fino a 500 mila euro), Merkel appare in grado di influenzare i successivi interventi della Commissione di Juncker.

Fonte:http://www.corriere.it/esteri/17_gennaio_31/fake-news-avvertimento-ue-facebook-36c618a2-e72d-11e6-b669-c1011b4a3bf2.shtml?refresh_ce-cp

martedì 24 gennaio 2017

LA COALIZIONE DEI MOVIMENTI NAZIONALI SI PREPARA PER LE ELEZIONI DEL 2017

I partiti euroscettici si sono riuniti nella città tedesca di Coblenza in una dimostrazione di forza in vista delle elezioni importanti in diversi paesi europei di quest'anno, afferma un politico di Alternative per la Germania, Hans Pretzell.

Sabato scorso l'Europa delle nazioni e Libertà (ENF), un gruppo dei movimenti euroscettici del Parlamento europeo ha tenuto una conferenza nella città tedesca di Coblenza .
I leader di molti movimenyi euroscettici dell'UE hanno preso parte indirizzando il forum, tra cui Freuke Petry di Alternative per la Germania, Geert Wilders del Partito olandese per la libertà, Matteo Salvini d'Italia di Lega Nord e la leader del Fronte Nazionale, Marine Le Pen.
Uno dei principali organizzatori della riunione, Alternative per la Germania, il politico Hans Pretzell, ha detto che il vertice è stato un successo sulla "presentazione di ciò che siamo."
I partecipanti "sono in grande accordo sul fatto che abbiamo bisogno di più libertà per gli Stati nazionali, abbiamo bisogno di auto-determinazione e abbiamo bisogno di meno dall'UE, ha detto Pretzell.
Il 2017 è un anno importante per tutte le parti presenti, ha spiegato Pretzell.
"Geert Wilders ha le elezioni di marzo, Marine Le Pen segue nel mese di aprile, in Germania ci sono tre elezioni regionali e poi l'elezione del Bundestag in autunno. E 'possibile che ci saranno anche le elezioni in Italia molto presto", ha detto.
Pretzell ha aggiunto che l'elezione di Donald Trump ha anche offerto impulso alla euroscetticismo in Europa.
"Abbiamo visto anche un nuovo presidente degli Stati Uniti ieri, che è destinata a cambiare il rapporto tra Europa e Stati Uniti. Si deve cambiare perché Trump ha già articolato chiaramente che darà agli europei maggiore responsabilità per se stessi e interferirà meno negli affari europei. "
I politici di destra sono uniti in un desiderio di maggiore indipendenza da parte dell'Unione europea, e in un desiderio di rafforzare le loro relazioni con la Russia, ha spiegato Pretzell.
"La Russia è parte dell'Europa, quindi abbiamo bisogno di un nuovo rapporto con la Russia.
Credo che questo avverrà in ogni caso sotto il nuova presidente Trump, perché la politica del confronto è stata fatta cadere. E l'Europa dovrà adattarsi a questo. La Germania ha una grande interesse per ridefinire il suo rapporto con la Russia, per ragioni del tutto ovvie. La Germania è un paese ad alta tecnologia, ha un grande mercato di vendita e la Russia è un paese ricco di materie prime ", ha spiegato.
Nonostante i suoi problemi con l'UE, la Germania non sta cercando di seguire il Regno Unito nel fare una brusca uscita dal blocco.
Piuttosto che lasciare l'UE del tutto, la Germania e gli altri membri dell'UE devono rinegoziare la fondazione dell'Unione, compresa l'area di Schengen e della moneta unica, ha spiegato Pretzell.
"Questo è il modo degli inglesi, ma di certo non è il modo tedesco. Ciò di cui abbiamo bisogno, perché siamo in una situazione politica molto diversa dal Regno Unito, è una rinegoziazione dei trattati (UE) nel corso di un periodo massimo di cinque anni, al fine di formare una nuova unione o comunità su una nuova base alla fine, abbiamo bisogno soprattutto di una cosa: cooperazione su base volontaria e la possibilità di ritirare dalle cose singolarmente. Vale a dire, qualcuno che si unisce la zona Schengen deve anche avere la possibilità di lasciare ".

Fonte:https://sputniknews.com/europe/201701221049891012-koblenz-conference-right-wing-parties/

lunedì 23 gennaio 2017

IL PREZZO DELLA COMUNITA' EUROPEA E' LO SPOPOLAMENTO E L'EMIGRAZIONE

I nuovi membri dell'UE devono affrontare il declino economico, a meno che non tornino indietro i lavoratori, o reclutino gli immigrati nel proprio Paese.

Nella città lituana di Panevezys, un lucido nuovo stabilimento costruito da Devold, un produttore di abbigliamento norvegese, si siede da solo nella zona economica libera locale.
La fabbrica è in grado di riempire 40 dei suoi posti di lavoro, un ottavo del totale.
Questo non è perché i lavoratori a Panevezys sono troppo esigenti, ma perché ci sono sempre meno di loro.
Ci sono circa la metà di molti studenti delle scuole del comune di quanti sono stati un decennio fa, dice il sindaco.
Tali preoccupazioni sono sempre più comuni in tutta l'Europa centrale e orientale, dove i tassi di natalità sono bassi e alti tassi di emigrazione.
I paesi ex-comunisti che hanno aderito all'Unione europea dal 2004 in poi hanno sognato di trasformarsi rapidamente nella Germania o nella Gran Bretagna.
Invece, molti dei loro lavoratori stessi sono costretti a trasferirsi in Germania o in Gran Bretagna.
La popolazione in età lavorativa della Lettonia è scesa di un quarto a partire dal 2000; un terzo di coloro che si è laureato presso l'Università tra il 2002 e il 2009 era emigrato dal 2014.
I sondaggi di studenti di medicina bulgari mostrano il piano del 80-90% di loro di emigrare dopo la laurea.
La perdita di lavoratori della Lituania è costosa, dice Stasys Jakeliunas, un economista.
Le rimesse e i fondi UE per gli aggiornamenti delle infrastrutture hanno aiutato, ma la carenza di manodopera scoraggia gli investimenti stranieri e la crescita economica.
Secondo FMI, in alcuni paesi dell'Est Europa, l'emigrazione ha rasato 0.6-0.9 punti percentuali di crescita annua del PIL nel 1999-2014.
Nel 2030 il PIL per persona in Bulgaria, Romania e alcuni dei paesi baltici potrebbe essere inferiore al 3-4% di quanto lo sarebbe stato senza l'emigrazione.
Tutto questo mette in pericolo i conti pubblici.
Le pensioni, che occupano circa la metà della spesa sociale in Europa orientale, sono la più grande preoccupazione.
Nel 2013 la Lettonia ha avuto 3.3 adulti in età lavorativa per ogni persona di età superiore a 65 anni, più o meno come la Gran Bretagna e la Francia; entro il 2030, si dovrebbe scendere a poco più di due, un livello che Gran Bretagna e Francia non raggiungeranno fino al 2060.
I Paesi stanno sllevando l'età pensionabile (a parte la Polonia, che sta abbassandolo).
I vantaggi sono già magri, lasciando poco spazio per i tagli.
Nella percentuale del PIL, la spesa sociale in Bulgaria, la Romania e gli Stati baltici è circa la metà di quello in molti paesi europei più ricchi.
Incapace di dissuadere le persone dal lasciare, i governi stanno cercando invece di attirare di nuovo, ispirati da sforzi di successo in Irlanda e la Corea del Sud.
Daumantas Simenas, responsabile del progetto della zona economica libera Panevezys, attribuisce il suo ritorno dalla Gran Bretagna al programma del Paese "Creare per la Lituania", che corrisponde professionisti istruiti dalla diaspora con i lavori di governo.
Avere lavoratori già qualificati rende la decisione di tornare più facile, dice.
In più, aggiunge, "la casa è casa."
Se tali sforzi possono invertire la tendenza sembra dubbio.
"Creare per la Lituania" ha portato a più di 100 persone dal suo lancio cinque anni fa, dice Milda Darguzaite, che ha iniziato il programma dopo aver lasciato una carriera di investment banking in America per un posto del governo a Vilnius.
I rimpatriati includono un parlamentare, un vice-sindaco e diversi consiglieri del primo ministro.
Riportare medici e ingegneri, invece, è più complicato.
Gli studi dimostrano che i lavoratori qualificati provenienti dall'Europa orientale sono attratti all'estero, in primo luogo dalla qualità delle istituzioni, quali buone scuole; migliore benefici sociali contano di più per i migranti non qualificati.
I dati sulla migrazione di ritorno sono scarsi, ma un recente rapporto del FMI suggerisce che è stato "modesto", in alcuni paesi a partire da 5% di coloro che hanno lasciato.
Le imprese stanno adeguando alle carenze di manodopera.
In una recente conferenza d'affari in Bulgaria, i datori di lavoro hanno detto che si trovano a dover aumentare i salari in modo da invogliare i lavoratori sempre più lontani.
In Bulgaria e Stati baltici i salari sono cresciuti più rapidamente della produttività negli ultimi cinque anni, una tendenza che rende le esportazioni meno competitive.
Questo potrebbe cambiare. I maggiori costi del lavoro stanno facendo pressione alle aziende di automatizzare, dice Rokas Grajauskas, economista presso Danske Bank.
Sul pavimento della fabbrica in Devold molti compiti una volta fatti a mano, come il taglio di stoffa in forme di pullover invernali, sono ora eseguiti da robot.

Alcuni paesi si stanno riscaldando per un'altra soluzione: gli immigrati provenienti da vicini più poveri.
La popolazione dell'Estonia è aumentata nel 2016 per il secondo anno consecutivo grazie a migranti provenienti da Ucraina, Bielorussia e Russia, dopo essere diminuita costantemente dal 1990.
Ma l'immigrazione non può collegare la fuga di cervelli.
Quasi tutti i 400.000 ucraini chehanno ottenuto il permesso di soggiorno in Polonia nel 2015 lavorano in agricoltura, edilizia o come aiuto domestico.
Al contrario, circa il 30% di emigrati polacchi hanno una maggiore istruzione circa il doppio della quota della popolazione generale di Polonia (vedi tabella).
Per coloro che lasciano l'Europa orientale, la libertà di vivere e lavorare dove si sceglie è un immenso vantaggio.
Ma i paesi sono stati sollevati di fronte a una sfida difficile. Devono imparare ad attrarre e trattenere nuovi lavoratori, o rifiutare.




Fonte:http://www.economist.com/news/europe/21714999-eus-newest-members-face-economic-decline-unless-they-woo-back-workers-or-recruit-immigrants?fsrc=scn%2Ffb%2Fte%2Fbl%2Fed%2Ftheoldcountrieseasterneuropesworkersareemigratingbutitspensionersarestaying

mercoledì 28 dicembre 2016

BREXIT 2016: NEL 2017 INIZIA L'ATTESA SEPARAZIONE DALL'UNIONE EUROPEA




La Gran Bretagna è sempre stato un membro riluttante dell'Unione europea.
E ' uno stato non l'ha mai voluta veramente, in primo luogo.
Nel 1963, il presidente francese Charles de Gaulle ha posto il veto britannico nell'applicazione di unirsi a quella che oggi è l'Unione europea, dichiarando: "Angleterre, ce n'est plus grand scelto" (Inghilterra non è più molto).
De Gaulle ha ribadito questo quattro anni più tardi e il Regno Unito ha deciso di premere per l'adesione di nascosto e di aspettare fino a quando de Gaulle era scomparso.
Il Regno Unito, infine, si è unito nel 1973 quello che allora era conosciuto come il "mercato comune" - un blocco commerciale - sotto il primo ministro conservatore Edward Heath.
La strada per il divorzio ha avuto inizio con Heath, che ha detto in una trasmissione televisiva, Gennaio 1973:
"Ci sono alcuni in questo paese che temono che ad andare in Europa, saremo in qualche modo a sacrificare l'indipendenza e la sovranità. Questi timori, non ho bisogno di dire, sono del tutto ingiustificati."
Tuttavia, il blocco si è trasformato dall'essere un blocco commerciale - basato sulla vecchia europa del carbone e dell'acciaio (CECA) e la Comunità Economica Europea (CEE), formato da Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Germania Ovest nel 1951 e 1958, rispettivamente, - ad un blocco più politico sotto controllo del Trattato di Maastricht del 1992, che ha istituito l'Unione Europea nel 1993.
Il trattato di Maastricht - firmato da un altro conservatore primo ministro, John Major - ha portato ad un'ulteriore controllo e integrazione dell'UE, maggiori poteri per il Parlamento, nonché la creazione della moneta unica dell'euro. Tuttavia, il Regno Unito non è andato insieme a tutti del Trattato di Maastricht. Né ha un account con altri emendamenti.
Il Regno Unito non è un membro della zona della moneta unica la famigerata zona euro, né un partecipante nella zona di Schengen - la zona di libera circolazione non protetta dai controlli alle frontiere.
Si tratta di due fattori importanti quando si considera la crisi attuale stabilità all'interno della zona euro e l'effetto della crisi dei clandestini sui paesi Schengen.
Il trattato di Maastricht - visto da molti nel partito conservatore come una capitolazione in Europa e un rovesciamento della promessa di Heath della sovranità - ha creato scompiglio all'interno dei conservatori e ha portato alla fondazione del UK Independence Party, con l'ex-Tory Nigel Farage come uno dei suoi fondatori.
Così amara è stato l'acrimonia all'interno del partito che l'ex primo ministro John Major - che ha firmato il trattato - ha perso le elezioni 1997 sulla questione e tenuto i conservatori potere per 13 anni.
I conservatori finalmente sono scivolati al potere - in coalizione con i Liberaldemocratici - nel 2010, ma ancora la questione della sovranità britannica e gli eccessi di Bruxelles è stato un anno di divisione.
Nel tentativo di vincere le elezioni 2015, il primo ministro David Cameron è stato costretto a promettere un referendum In-Out sulla questione entro la fine del 2017.
Nel momento in cui la data è stato annunciato campagne rivali hanno iniziato la campagna.
I più grandi cannoni del mondo sono stati a favore della campagna di Cameron, di rimanere.
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto che il Regno Unito dovrebbe essere al "fondo alla coda" se avese lasciato l'UE e Christine Lagarde, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, ha avvertito: "Non abbiamo trovato nulla di positivo da dire su un voto Brexit ".
Cameron ha invocato ricordi delle battaglie di Waterloo e Trafalgar nel suggerire che girando le spalle l'UE potrebbe mettere la Gran Bretagna a rischio di una nuova guerra. "L'isolazionismo non è mai servito a questo Paese.
Ogni volta che rivolgiamo la nostra spalle all'Europa, prima o poi si arriva a pentirsene. E se le cose vanno male in Europa, cerchiamo di fingere che possiamo essere immuni dalle conseguenze", ha detto Cameron.
Alla fine, il 'Progetto Paura' è stato un disastro.
Più si cercava di far illudere la gente che lasciare l'UE significherebbe una catastrofe per la Gran Bretagna, più determinati sono diventati. La questione determinante per molti - e in particolare quelli dei conservatori - è stata l'incapacità di controllare il numero di lavoratori migranti dell'UE nel Regno Unito e la perdita percepita di sovranità britannica sui diritti umani, la giustizia e controlli alle frontiere britanniche.
Il popolo britannico ha consegnato il ​​loro verdetto, il 23 giugno, con un voto del 52 per cento di lasciare l'Unione Europea contro un voto del 48 a rimanere. Sei mesi più tardi, il governo britannico - ora sotto il primo ministro Theresa May - ha ancora da far scattare l'articolo 50 del trattato di Lisbona , per iniziare il processo formale di lasciare.
Il dissenso su ciò che esattamente si intende per "Brexit" la maggior parte di tutto come il Regno Unito dovrebbe districarsi dalla pericolosa macchina di Bruxelles e quale sarà il suo rapporto futuro con esso.
Tale ultimo problema dovrebbe essere cima all'ordine del giorno per il 2017.

Fonte:https://sputniknews.com/europe/201612281048750638-brexit-referendum-background-2016/

lunedì 12 dicembre 2016

GLI EUROPEI SEMPLICEMENTE SONO STUFI DEL REGIME DI BRUXELLES

In Europa la gente è stanca dei diktat di Bruxelles e Washington e delle inutili sanzioni contro la Russia, ha dichiarato in un'intervista con RIA Novosti il direttore del 3° dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo Sergey Nechayev.

"In Europa stanno avvenendo processi complicati sulla scena politica. Si vede come cambia il panorama politico, è emerso un forte movimento di euroscettici. Questo discorso vale anche per la Germania", — ha detto il diplomatico russo.
Secondo Nechayev, "la gente in Germania e in tutta l'Europa è stanca dei dettami di Bruxelles e Washington e delle inutili sanzioni contro la Russia, con cui il popolo tedesco dopo decenni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ha trovato la riconciliazione storica e la cooperazione bilaterale". "Ma improvvisamente i partner tedeschi hanno iniziato a rovinare tutto questo. Noi stessi non abbiamo rovinato nessun tipo di formato né con i polacchi né con i tedeschi, è stata una loro iniziativa", — ha aggiunto Nechayev.

Fonte:https://it.sputniknews.com/politica/201612123774724-Germania-sanzioni-USA-UE-euroscettici/

lunedì 5 dicembre 2016

L'USCITA DELL'ITALIA DALL'EURO POTREBBE ESSERE INEVITABILE

Due tendenze a lungo termine fanno preoccupare l'economia italiana, indipendentemente dal risultato del referendum di questo fine settimana che ha comunque segnato l'ennesima sconfitta del 2016 del fronte pro-Unione Europea.
In primo luogo, la cosiddetta morte in croce italiana, e secondo la prospettiva di tre decenni di crescita perduta (sì tre, questo non è un errore di battitura).
Queste due tendenze fanno uscire l'Italia dall'euro quasi inevitabile ad un certo punto.
Questo non è se, ma quando.
Le obbligazioni italiane del tesoro a 10 anni stanno producendo il 2 per cento, rispetto al 1 per cento in autunno, e altri segni vitali, come la scala di conto corrente e gli squilibri di bilancio, sono anche molto diversi da quelli dell'inizio della crisi greca.
Ma mentre questo fornisce una certa comodità, guardare altrove e non c'è molto da temere.
Il PIL nominale in Italia è di circa il 25 per cento al di sotto di tendenza. Questo ha dato luogo alla cosiddetta classifica italiana della morte di croce, con il PIL nominale rispetto al trend discendente, e crediti inesigibili in aumento.
Quando il PIL nominale è molto al di sotto di tendenza, le difficoltà del settore bancario sono quasi un dato di fatto.
Il problema di arresto (dei flussi internazionali di capitali è venuto a una brusca fine), è ciò che ha innescato la crisi greca originale, è stato sostituito da un problema lento (di aumento dei crediti non performanti) in Italia.
Non sorprende, la ricerca mostra che una economia predisposto a crescere lentamente sperimenterà una interazione più virulenta tra shock del settore finanziario e il debito pubblico.
I crediti in sofferenza (NPL) in Grecia sono aumentati dal 14 per cento dei prestiti totali nel 2011 al 35 per cento nel 2015.
Le sofferenze a Cipro sono aumentate dal 18 per cento nel 2012 al 46 per cento nel 2015.
Se il rapporto NPL in Italia è 18 per cento prima di ogni crisi, dove potrebbe essere nel caso di crisi? A causa delle dimensioni dell'economia italiana, le difficoltà bancarie del settore dovrebbero avere importanti implicazioni sistemiche per l'intera zona euro.
La seconda preoccupazione riguarda la crescita perduta.
L'economia italiana è già alla sua seconda decade di crescita perduta.
Buttata nel declino demografico nel 2020 è ragionevole sostenere che l'Italia potrebbe affrontare tre decenni di crescita del PIL perso.
Un fallimento economico di tale portata alzerà le sfide fondamentali alle istituzioni politiche ed economiche.
La deindustrializzazione continuata a causa delle continue politiche di sinistra e lo svuotamento della economia italiana, a torto o a ragione, è imputato l'euro.
Argomenti più di prezzo contro la competitività non di prezzo sono suscettibili di ricevere un orecchio di latta, come i politici bramano per i "bei vecchi tempi" di svalutazioni della lira.
Per l'Italia lasciando l'euro potrebbe essere l'unico modo per evitare una deindustrializzazione catastrofica del paese che vincolata dalle politiche europee e quelle di sinistra ha perso competitività diventando quasi irrilevante su scala economica.
Il tiro in un potenziale cambio di governo (e la maggiore probabilità di uscire dall'euro) potrebbero determinare l'ennesimo esempio di un Paese che si risolleva dal monopolio di Bruxelles.

Fonte:http://www.cityam.com/254718/italys-exit-eurozone-almost-inevitable-whichever-way-votes

giovedì 24 novembre 2016

NIGEL FARAGE, AUTORE DEL SUCCESSO DELLA BREXIT FORSE SARA' AMBASCIATORE DI LONDRA L'UNIONE EUROPEA


Il Leader del successo della Brexit, Nigel Farage sta progettando di trasferirsi negli Stati Uniti, secondo un nuovo rapporto.
The Times ha riferito Che Farage e sua moglie, Kirsten, hanno in programma di lasciare il Regno Unito.
Addetti ai lavori ha detto al giornale che Farage ha avuto un interesse di lunga data negli Stati Uniti e si sentirebbe "più libero" daLl'attenzione del pubblico che vive all'estero.
Farage è stato avvistato entrando Trump Tower all'inizio di questo mese.
"Siamo solo turisti", ha detto ai giornalisti alla domanda se è stato invitato lì dal Presidente eletto Donald Trump o se stava aiutando con la transizione.
Il responsabile della campagna di Trump, Kellyanne Conway, poi ha detto che il presidente e Farage hanno avuto un incontro "molto produttivo".
"Penso che godono della reciproca compagnia e hanno assolutamente avuto l'opportunità di parlare di libertà e di vincere e che cosa significa questo per tutti i mezzi per il mondo", ha detto.
Farage ha detto che sarebbe favorevole ad un ruolo nella gestione Trump e ha lanciato l'idea di essere ambasciatore di Trump presso l'Unione Europea.

Fonte:http://thehill.com/blogs/ballot-box/307483-nigel-farage-moving-to-the-us-report

LA DECISIONE DELL'UNIONE EUROPEA CONTRO I MEDIA RUSSI VIOLA I DIRITTI UMANI, LA LIBERTA' DI PAROLA E LE STESSE REGOLE EUROPEE

L'agenzia giornalistica Sputnik ha invitato le organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite, l'UNESCO, l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e Reporter senza Frontiere a opporsi alle restrizioni alla libertà dei media nell'Unione europea, cercando di bloccare l'informazione dai media come ad esempio Sputnik e RT in Europa.

Il Parlamento Europeo ha votato a favore di una risoluzione contro i media russi, come ad esempio l'agenzia di stampa Sputnik e l'emittente RT.
304 parlamentari hanno votato a favore del documento, 179 hanno votato contro e 208 astenuti. Ben 691 funzionari hanno partecipato al voto, il che significa meno della metà ha sostenuto la risoluzione.
La risoluzione è stata proposta dalla parlamentare europea dalla Polonia, Anna Elzbieta Fotyga ha paragonando la comunicazione russa e alla propaganda diffusa dal movimento terroristico Daesh che la Russia sta combattendo in Siria.
Il documento chiede più finanziamenti della Commissione Europea per progetti di contro-propaganda.

Un'attacco all'informazione


Lo Sputnik Editor-in-Chief Margarita Simonyan ha inviato una lettera alle organizzazioni per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e Reporter senza Frontiere per impedire restrizioni alla libertà di informazione nell'Unione Europea.
"La risoluzione attacca direttamente un certo numero di fonti di informazione affidabili, tra cui Sputnik, e ha lo scopo di impedire loro di lavorare all'interno della UE. Peggio ancora, il movimento contravviene direttamente proprie alle regole dell'UE in materia di diritti umani e la libertà dei media, come dimostra l'articolo 19 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, l'articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE, e una risoluzione UE fatta l'11 dicembre 2012 volta a sviluppare una strategia per la libertà digitale in politica estera dell'UE, "ha confermato Simonyan nella sua lettera.
La lettera è stata inviata anche alla Federazione Europea dei giornalisti, l'Index on Censorship e il Comitato per la Protezione dei Giornalisti, tra gli altri.

PREVENIRE LA CENSURA

La risoluzione del Parlamento Europeo che cerca di contrastare i media russi è una diretta violazione della libertà dei media e dei diritti umani, ha analizzato il servizio stampa Sputnik.
"Sputnik ha invitato l'Unione Europea a evitare la censura di stato. Questa risoluzione UE è una diretta violazione della libertà dei media e dei diritti umani. In quanto tale, abbiamo contattato un certo numero di organizzazioni di giustizia europee e americane, l'ONU, l'Unesco, l'OSCE [Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa], Reporter senza Frontiere, e molti gruppi media e sindacati per contrastare insieme questo tipo eclatante di discriminazione e di censura.
Esortiamo la comunità internazionale dei media, di cui Sputnik è un orgoglioso membro, di non rimanere in silenzio su questa importante questione e di unirsi a noi per proteggere i valori della libertà e della democrazia ", sottolinea il servizio stampa.
Sputnik (sputniknews.com) è una rete di agenzia di stampa e radio che trasmette notizie multimediali in decine di paesi.
Le trasmissioni Sputnik vanno attraverso i suoi siti web in oltre 30 lingue, nonché sulla analogica e radio digitale, applicazioni mobili e social media.
Newswires Sputnik, disponibili in abbonamento 24/7 in inglese, arabo, spagnolo e cinese.

DIMOSTRAZIONE DI DEBOLEZZA

Il Ministero degli Esteri Russo, Comissario per i Dritti Umani, Konstantin Chalabov, la democrazia e lo Stato di diritto Konstantin Dolgov ha commentato la risoluzione prima che fosse passata. "L'intera questione è una discriminazione, una palese discriminazione nei confronti dei diritti dei media russi," riferisce Dolgov, in onda su RT.
Secondo il funzionario, la Russia continuerà portando alla questione tentativi di altri paesi che cercano di vietare i mezzi di comunicazione, perché "questa è una discriminazione, una chiara violazione delle norme internazionali."
"Gli autori di tali iniziative hanno paura del lavoro dei media russi, le agenzie di stampa, tra cui RT", ha detto, aggiungendo che "la debolezza è sempre il motivo dietro l'intenzione di vietare qualcosa."

Non tutti sono in favore della Risoluzione

La risoluzione non è stata sostenuta da tutti nel parlamento stesso.
Il membro francese del Parlamento Aymeric Chauprade europeo ha espresso la speranza che non ci siano abbastanza legislatori contro di essa per assicurarsi che non venga approvata.
Secondo lui, il documento ignora la propaganda anti-Russa, dei media stranieri.
"Credo che l'informazione è un mercato come gli altri, e diversi punti di vista possono essere presenti lì", ha detto Chauprade. Il legislatore francese ha aggiunto che la Russia è un importante attore internazionale e dovrebbe essere tale sul mercato dell'mondo dell'informazione.
Jean-Luc Schaffhauser, un altro deputato francese, ritiene che gli autori dovrebbero vergognarsi per confrontare la Russia a Daesh.
A suo parere, la propaganda degli Stati Uniti dovrebbe anche essere una causa di preoccupazione.
Javier Couso della Spagna ritiene che sia irresponsabile ammontare presunte minacce provenienti dalla Russia con quelle da Daesh.
Couso ha sottolineato che il documento non ha menzionato il ruolo della propaganda statunitense sulla legittimazione delle recenti invasioni militari che hanno portato il caos e la propaganda interno dell'UE che consente una sola interpretazione della democrazia, che può essere considerato come un segno di supremazia. Insieme ad alcuni altri legislatori, Couso richiede il riconoscimento della Russia come un partner chiave e un attore globale dell'Unione Europea in materia di sicurezza internazionale e giunta a contrastare lo Stato Islamico, così come richiede il sollevamento delle sanzioni anti-russe.

Un'Ulteriore Dettaglio
Nel documento si accusa che la Russia finanzia i Partiti Euroscettici per spaccare l'Unione Europea.
La risoluzione è stata proposta dalla parlamentare europea dalla Polonia, Anna Elzbieta Fotyga.

La stessa Anna Fotyga tuttavia appartiene ella stessa ad un Partito Euroscettico, PIS, al governo in Polonia, di conseguenza sembra piuttosto una questione polacca, il Documento e chi lo ha presentato si contraddicono da se.


Fonte:https://sputniknews.com/russia/201611231047757062-sputnik-restrictions-eu/


giovedì 17 novembre 2016

LA FEDERAZIONE RUSSA E' DIVENTATA DI NUOVO UN CENTRO DI GRAVITA' PER L'EUROPA

L'influenza dell'UE sulla sua periferia orientale si è dissolta. Fino a poco tempo l'UE era usata per essere un centro di gravità per molti paesi dell'Europa orientale, ora questo centro si sta spostando verso la Russia, conferma il giornalista tedesco Frank Nienhuysen.

Per un lungo periodo di tempo l'Unione Europea ha esercitato una forte attrazione gravitazionale sui paesi dell'Europa orientale, tedesca dichiara il commentatore Frank Nienhuysen, aggiungendo che negli ultimi tempi la situazione è drasticamente cambiata.
Secondo Nienhuysen, uno spostamento di forze si svolge in questa parte d'Europa. "Fino ad ora l'Unione Europea è stata una sorta di aspirapolvere politico in Europa orientale. Ha assorbito gli stati ad uno ad uno, quando era potente", scrive il giornalista tedesco nel suo articolo per la Süddeutsche Zeitung.
"Tuttavia, la Russia ha di nuovo guadagnato terreno nella sua competizione con l'Unione Europea" sottolinea.
Secondo il commentatore tedesco, Mosca sta riguadagnando dall'eredità sovietica, con i suoi vecchi legami con l'ex blocco dell'Europa orientale.
La Russia sta rafforzando le sue relazioni con i paesi dei Balcani, sottolinea Nienhuysen, riferendosi ai progetti energetici ambiziosi della Russia nella regione e le esercitazioni militari con la slava Fratellanza 2016 che ha riunito serbi, unità militari bielorusse e russi il prossimo autunno.
L'esercito serbo ha anche tenuto l'esercizio di volo tattico BAR-2016 insieme con i loro omologhi russi questo ottobre.
Il giornalista tedesco ha anche espresso la sua profonda preoccupazione per l'esito delle elezioni presidenziali bulgare e moldavi che hanno provocato la vittoria per due candidati filo-russi.
"In Bulgaria, un socialista che stava conducendo una campagna per l'abolizione delle sanzioni UE contro la Russia vince la presidenza Nella Repubblica di Moldova, il nuovo capo di Stato sta spingendo per un cambiamento più radicale: spostarsi lontano dalla UE e svoltare nell'Unione Economica Eurasiatica, un'alleanza di ex repubbliche sovietiche, " sottolinea Nienhuysen sottolinea, avvertendo che" l'influenza di Mosca in Europa è in crescita ".
In effetti, l'esito delle elezioni presidenziali in Bulgaria e Moldavia ha colpito la costituzione UE sotto tale influenza.
Tuttavia, non è certo colpa della Russia che Bruxelles sta perdendo la sua competenza tra gli europei dell'Est.
Bogdan Bezpalko, vice capo del Centro per gli Studi ucraino presso l'Università Statale di Mosca, ha suggerito che gli stati dell'Europa orientale sono diventati disinteressati con l'idea di "euro-integrazione", che si è trasformata in una "sorta di religione. "
Al contrario, vogliono riprendere normali relazioni e pragmatiche con i loro vicini, ha sottolineato l'analista.
Da parte sua, il parlamentare russo Franz Klintsevich ha sottolineato che la politica di sanzioni dell'UE contro la Russia ha fallito in Europa orientale, aggiungendosi all'insoddisfazione per Bruxelles. Alexander Safonov dell'Istituto di Slavistica presso l'Accademia Russa delle Scienze (RAS) fa eco a Klintsevich. "La Bulgaria ha subito grandi perdite economiche dalle restrizioni". "Per la Bulgaria, la Russia è sempre stata un importante partner commerciale e un partner che ha contribuito a risolvere una serie di questioni regionali bulgare".
Safonov presume che la Bulgaria può stabilire relazioni più strette con la Russia, nello stesso modo come hanno fatto la Serbia o in Ungheria.
Inutile dire che Mosca ha accolto di chiedere una maggiore cooperazione da parte dei vincitori delle elezioni presidenziali in Bulgaria e Moldavia.
"Siamo rimasti colpiti da alcune delle dichiarazioni, che mostrano la volontà di lavorare sulla normalizzazione delle relazioni con gli altri Paesi, compreso il nostro," ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
Il nocciolo della questione è che l'establishment politico della UE e degli Stati Uniti è apertamente contrarui alla Russia, osserva Klintsevich in un'intervista.
Ha citato la recente dichiarazione fatta da Federica Mogherini, l'attuale Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, dopo la vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti. Mogherini ha sottolineato che "la posizione di principio " dell'UE sulle sanzioni anti-russe non aveva intenzione di cambiare "indipendentemente dalle possibili cambiamenti nelle politiche degli altri."
Secondo il parlamentare russo, è un segnale "preoccupante".
Klintsevich ha accennato alla possibilità che i politici europei che hanno scommesso sulla retorica anti-Russia in vista delle elezioni presidenziali del 2017 e parlamentari in Europa possono eventualmente affrontare lo stesso risultato come Hillary Clinton. Gli europei ordinari sono vittime dirette dalle politiche anti-russe dell'UE, ha sottolineato.
"La retorica delle minacce e diktat verso la Russia è inaccettabile, e la vita ha dimostrato che l'UE e gli Stati Uniti non hanno risolto il problema", ha sottolineato Klintsevich.

Fonte:https://sputniknews.com/politics/201611171047547063-russia-eu-eastern-europe/

lunedì 14 novembre 2016

IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA ESTREMAMENTE MALEDUCATO VERSO GLI STATI UNITI


Frasi di una arroganza fuori dal comune, quelle pronunciate dall'attuale capo della Commissione Ue contro il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. ''Penso che rischiamo di perdere due anni aspettando che Donald Trump termini di fare il giro del mondo che non conosce''. Lo ha detto il preisdente della Commissione europea Jean-Claude Juncker partecipando alla conferenza dal titolo 'I costruttori dell'Europa', tenuta a Lussemburgo. Rispondendo alla domande del pubblico, composto da studenti, Juncker ha toccato il tema delle elezioni presidenziali statunitensi e la vittoria di Trump. ''Bisognerà che gli spieghiamo in cosa consiste l'Europa e come funziona''. Alcuni presenti si sono domandati se come spesso accade Juncker avesse bevuto.

Fonte:http://www.ilnord.it/b-9718_JUNCKER_INSOPPORTABILMENTE_ARROGANTE_CON_IL_PRESIDENTE_DEGLI_STATI_UNITI

giovedì 27 ottobre 2016

NELL'UNIONE EUROPEA SOLO L'EUROZONA SI STA SPEGNENDO


Nel frattempo però nel resto d'Europa questa tendenza è molto più contenuta o spesso opposta, a evidenziare indubitabilmente ciò che la teoria aveva annunciato: l'euro è la singola principale causa di aumento della povertà nel vecchio continente.
Le corse agli sportelli sono all'ordine del giorno. I mercati obbligazionari vanno nel panico, e i governi del Sud-Europa necessitano di bail-out [salvataggi economici, NdR] ogni pochi anni. La disoccupazione è schizzata alle stelle e la crescita rimane asfittica, non importa quante centinaia di miliardi di denaro la Banca Centrale Europea stampi ed inietti nell'economia.
Ormai siamo tutti annoiatamente consapevoli di come l'eurozona sia stata un disastro finanziario. Ma ora inizia a diventare evidente che essa è anche un disastro sociale. Quello che spesso viene omesso dalle discussioni sui tassi di crescita, sui bail-out e sull'armonizzazione bancaria è che l'eurozona sta diventando una macchina di impoverimento.
Mentre la sua economia è in stagnazione, milioni di persone stanno cadendo in uno stato di vera e propria deprivazione. I tassi di povertà sono aumentati vertiginosamente in tutta Europa, sia che li si misuri in termini relativi che in termini assoluti, e gli aumenti peggiori si sono verificati all'interno dell'area che adotta la moneta unica. Non potrebbe esserci un atto d'accusa più scioccante del fallimento dell'euro, o un promemoria più potente che gli standard di vita cominceranno a migliorare solo se la moneta unica verrà sottoposta a riforme radicali, o smantellata.
L'Eurostat, l'agenzia statistica dell'Unione Europea, ha pubblicato da poco le ultime analisi sul numero di persone "a rischio di povertà o esclusione sociale", confrontando i dati del 2008 con quelli del 2015. Tra i 28 membri dell'Unione, cinque Paesi hanno sperimentato una significativa crescita di questo valore, paragonato con l'anno del crollo finanziario. In Grecia il 35,7% della popolazione rientra in questa categoria, rispetto al 28,1% del 2008. Un incremento di 7,6 punti percentuali. A Cipro l'incremento è stato di 5,6 punti percentuali: ora il 28,7% della popolazione è classificato come "povero". In Spagna tale valore è aumentato di 4,6 punti percentuali, in Italia di 3,2 punti, e persino il Lussemburgo, difficilmente considerabile un Paese a rischio di deprivazione materiale, ha visto il tasso di povertà salire al 18,5% dal 2008, in aumento di tre punti.
Ma la situazione non è così tetra dappertutto. In Polonia, il tasso di povertà è sceso dal 30,5% al 23%. In Romania, Bulgaria e Lettonia, ci sono state considerevoli riduzioni della povertà rispetto ai valori del 2008 — in Romania, ad esempio, la percentuale e scesa di sette punti, raggiungendo il 37%. Cosa c'è di diverso tra i Paesi nei quali la povertà è aumentata in modo drammatico, rispetto a quelli nei quali è diminuita? Avete indovinato. Gli aumenti più significativi del tasso di povertà si sono tutti verificati in Paesi all'interno della moneta unica. Ma le diminuzioni sono state tutte nei Paesi al di fuori di essa.
E c'è di peggio. Sono definiti "a rischio di povertà" gli individui che vivono con meno del 60% del reddito nazionale medio. Ma quello stesso reddito medio è crollato negli ultimi sette anni, dato che la maggior parte dei Paesi all'interno dell'eurozona devono ancora riprendersi dalla crisi del 2008. In Grecia il reddito medio è sceso da 10.800 a 7.500 euro all'anno. In Spagna il calo non è stato altrettanto drammatico, ma il reddito medio è comunque sceso da 13.996 a 13.352 euro all'anno. Nella realtà, le persone stanno diventando più povere sia in termini relativi che in termini assoluti.
Ci sono altri tipi di misurazione che rendono lampante il fenomeno. In tutta l'UE, l'8% delle persone sono definite in stato di "grave deprivazione materiale", il che significa che non hanno accesso a ciò che la maggior parte delle società civilizzate considerano beni di prima necessità — se si mette la spunta a quattro caselle su nove, caselle che includono "non essere in grado di pagare il riscaldamento per la propria abitazione" o "non poter mangiare un pasto a base di carne, pesce o proteine simili almeno a giorni alterni", o "non avere soldi per un telefono", allora si ricade in questa categoria.
Sorprendentemente, numerosi Paesi all'interno dell'eurozona stanno cominciando ad essere in testa alle classifiche per questo tipo di misurazioni. La Grecia sta inevitabilmente scalando la classifica, con il 22% della sua popolazione che ad oggi è in stato di "grave deprivazione materiale", rispetto a al solo 11% del 2008. In Italia, un Paese che vent'anni fa era prospero come qualsiasi altro al Mondo, uno scioccante 11% della popolazione si trova oggi in stato di "deprivazione materiale", paragonato col 7,5% di sette anni fa. In Spagna il tasso di deprivazione è raddoppiato, e a Cipro è aumentato di più del 50%.
Eppure, se si analizzano i Paesi al di fuori della moneta unica, si scopre che al loro interno quel tasso è sostanzialmente stabile (come nel Regno Unito, ad esempio) o sta diminuendo a velocità di tutto rispetto — nella Polonia attualmente in rapida crescita economica, ad esempio, il tasso di persone in stato di "deprivazione materiale" si è dimezzato negli ultimi sette anni e, al 7,5% odierno, è molto più basso di quello registrato in Italia.
Questo è importante. L'UE si è fissata l'obiettivo di ridurre in maniera significativa i principali indicatori di povertà entro il 2020. Sta fallendo miseramente. Anzi, ancora peggio: sta diventando lampante che una delle sue principali politiche, cioè la creazione dell'euro, assieme ai vari "programmi di salvataggio", fiacchi e malriusciti che l'hanno tenuto insieme a malapena, è ampiamente responsabile di questo fallimento. È difficile pensare che esista un'altra spiegazione plausibile per la netta differenza tra il tasso di povertà dei Paesi all'esterno dell'eurozona e quello dei Paesi al suo interno. Perché la Grecia o la Spagna dovrebbero essere in uno stato così drasticamente peggiore di un qualsiasi Paese dell'Est Europa? E perché l'Italia dovrebbe passarsela peggio del Regno Unito, quando i due Paesi si trovavano a livelli di ricchezza sostanzialmente simili durante gli anni novanta? (Gli italiani per un certo periodo addirittura ci superarono come PIL pro capite). Anche in un'economia tradizionalmente di estremo successo come l'Olanda, che non è stata colpita da alcun tipo di crisi finanziaria, si sono registrati grossi incrementi sia della povertà relativa che di quella assoluta.
Infatti non è difficile capire che cosa sia successo. In primo luogo, un sistema valutario disfunzionale ha strangolato la crescita economica, facendo crescere la disoccupazione a livelli precedentemente impensabili. In seguito, dopo che alcuni Paesi sono andati in bancarotta e hanno avuto bisogno di aiuti finanziari, l'UE, assieme alla BCE e al FMI, ha imposto pacchetti di austerità che hanno drasticamente tagliato welfare e pensioni. Con queste premesse, non c'è da sorprendersi che la povertà sia aumentata.
Nei mercati finanziari ci si concentra all'infinito sullo stato dei sistemi bancari all'interno dell'eurozona, sulla crescita dei deficit di bilancio o sui rischi della deflazione e dei disastrosi effetti che essa potrebbe causare sui prezzi delle attività finanziarie. Ma, in ultima analisi, la crisi finanziaria non è così importante. Ad essa si può rimediare con i bail-out, o stampando più denaro. E anche se non fosse possibile, ciò significherebbe semplicemente che alcune banche o fondi d'investimento si troveranno in cattive acque. Ma il fatto che i livelli di povertà stiano crescendo ad un ritmo così veloce in quelle che un tempo erano Nazioni floride è scioccante. E non c'è alcuna avvisaglia che questa crescita stia rallentando — in alcuni Paesi come la Grecia o l'Italia, la crescita della povertà sta addirittura accelerando. Quelli che una volta erano Paesi estremamente poveri (come la Bulgaria) o Paesi a reddito medio (come la Polonia), stanno rapidamente sorpassando quella che una volta era considerata l'Europa sviluppata. Non potersi permettere un telefono o un pasto a base di carne per tre giorni alla settimana non è affatto divertente. Ma, grazie all'euro, è questo il destino di milioni di europei — ed esso non cambierà finché la moneta unica non verrà smantellata.

Fonte:https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201610273549371-eurozona-impoverisce-popoli/

martedì 25 ottobre 2016

IL PRIMO MINISTRO UNGHERESE CHIEDE PIU' DIRITTO AGLI STATI NAZIONALI RISPETTO A BRUXELLES

Il Primo Ministro ungherese Viktor Orban ha preso di mira ancora una volta l'Unione europea, con il 60 ° anniversario della rivoluzione ungherese del 1956 per mettere in guardia contro la "sovietizzazione" d'Europa e la necessità di proteggere i confini nazionali dalle masse di extracomunitari.

Orban ha paragonato le azioni dello stabilimento UE a quella di una forza di occupazione straniera durante il suo discorso a Budapest, sostenendo che agli Stati membri dovrebbero essere dati maggiori poteri sopra Bruxelles, in particolare per quanto riguarda l'immigrazione.
"Le persone che amano la loro libertà devono salvare Bruxelles dalla sovietizzazione, da parte di persone che vogliono dirci come dobbiamo vivere nei nostri Paesi", ha detto.
"Come eredi al 1956 non possiamo permettere che l'Europa tagli le radici che l'ha resa grande e ci ha aiutato a sopravvivere alla repressione sovietica. Non c'è Europa senza senza stati nazionali e le migliaia di anni di saggezza dal cristianesimo", ha aggiunto.
Ancora una volta sulla sua linea lungimirante presa di posizione di immigrazione, Orban ha detto alla folla: "... Dobbiamo chiudere il confine per fermare la migrazione di massa che scorre da sud."
Il presidente polacco Andrzej Duda, che è stato ospite alla manifestazione commemorazione, ha detto la posizione di Orban su tali questioni chiave è stata sostenuta a Varsavia.
"Potete contare sulla Polonia, marciamo insieme nei momenti più difficili", ha detto. "Due paesi che sono state costruite su fondamenta cristiane e sono ora liberi nell'Europa unificata."
Mentre la Commissione e Paesi come la Germania europea hanno favorire la creazione di un sistema di quote di trasferimento degli extracomunitari imposte tra gli Stati membri, un certo numero di paesi come l'Ungheria, la Polonia la Slovacchia e la Repubblica Ceca hanno veementemente respinto tali proposte, sostenendo che i governi nazionali dovrebbero mantenere il controllo su questioni come l'immigrazione.
A dispetto di Bruxelles, l'Ungheria ha tenuto un referendum all'inizio di questo mese sulla questione, e il 98 per cento di coloro che hanno preso alle urne ha sostenuto la posizione di Orban nel respingere sistemi di quote di trasferimento degli extracomunitari sul territorio nazionale.

Fonte:https://sputniknews.com/europe/201610241046673329-hungary-eu-sovietization-europe/

martedì 27 settembre 2016

IN EUROPA MENO AIUTI ALLO SVILUPPO A CAUSA DEGLI SPRECHI PER GLI EXTRACOMUNITARI

Diversi Paesi europei sprecano i loro bilanci per gli aiuti per finanziare la tutela dei rifugiati nel paese, come ad esempio l'organizzazione "One" racconta sul suo sito web.

Di conseguenza è diminuito ad esempio, il contributo svedese Fondo Globale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria quest'anno.
L'Olanda ha dato in un rapporto l'evidenzia che oltre il 20 per cento dei fondi del bilancio sono usati per gli aiuti agli extracomunitari nel loro stesso Paese.
Secondo le regole dell'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo dei Donatori (OECD) devono mostrare il costo degli aiuti agli extracomunitari nel proprio paese entro il primo anno dopo l'arrivo di un extracomunitario come aiuto allo sviluppo. La maggior parte degli extracomunitari ancora vivono in paesi in via di sviluppo in cui non vi è il supporto finanziario sufficiente. L'Europa sta vivendo la più grande crisi migratoria dalla fine della seconda guerra mondiale. Secondo l'agenzia delle frontiere dell'UE, Frontex, più di 1,8 milioni di immigrati sono arrivati ​​nell'Unione europea nel corso dell'anno 2015.

Fonte:https://de.sputniknews.com/wirtschaft/20160920/312627422/eu-weniger-entwicklungshilfe-wegen-hoher-fluechtlingskosten.html

venerdì 23 settembre 2016

PERCHE' I POLITICI EUROPEI NON AMMETTONO CHE SPERANO NELLA PROSSIMA VITTORIA DI DONALD TRUMP

Molti politici europei preferirebbero nella vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane, non di Hillary Clinton, anche se pubblicamente non lo dichiareranno mai, scrive la rivista statunitense Politico.

Secondo l'autore dell'articolo Matthew Karnitschnig, non passa giorno senza che qualche politico europeo di primo piano esprima preoccupazioni per la vittoria di Trump.
"Tuttavia in alcuni ambienti attraverso la nube di tempesta che rappresenta Trump traspare almeno un piccolo raggio di speranza — osserva Karnitschnig. — Nessun politico europeo lo ammetterà pubblicamente, ma alcuni di loro vedono in Trump l'opportunità di sbarazzarsi dell'influenza americana". Per diversi decenni in Europa hanno criticato l'ingerenza di Washington sia la destra che la sinistra. "In effetti la contrarietà all'influenza americana è una delle poche cose che uniscono i politici europei," — scrive Karnitschnig. Il giornalista elenca 5 motivi per i quali molti di loro "in segreto tifano" per Trump. In primo luogo gli europei non sono entusiasti del Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP), che contempla la creazione di una zona di libero scambio tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea. In secondo luogo Trump si oppone alla NATO e molti politici europei sognano un esercito indipendente della UE. La terza ragione è il programma di spionaggio su larga scala che gli Stati Uniti realizzano. Le rivelazioni di Edward Snowden hanno mostrato che nessuno si salva dai tentacoli della NSA (National Security Agency), nemmeno Angela Merkel. In quarto luogo l'influenza delle banche di Wall Street per l'Europa è stata a lungo per molti europei "un'ossessione", continua il giornalista. Il quinto motivo è la soddisfazione nel gioire della disgrazia altrui, che presumibilmente motiva gli europei in questa situazione. Karnitschnig spiega cosa intende: la maggior parte degli europei non ha mai digerito le dichiarazioni di Washington in merito all'esclusività e superiorità morale degli Stati Uniti. A loro avviso la vittoria di Trump sarebbe la prova che gli Stati Uniti non hanno meno problemi rispetto all'Europa.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160922/3393825/UE-USA-Clinton-ingerenza-geopolitica-indipendenza-Occidente.html

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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