ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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lunedì 27 luglio 2015

VENEZUELA: COME SI TENTA DI SOTTOMETTERE IL PROCESSO DEMOCRATICO DELL'AMERICA LATINA

Il copione è ormai noto ed è stato utilizzato in tutti i paesi dove sono state spezzate le catene dell'oligarchia finanziaria. Un affronto che il regime americano non accetterà mai.


Sul Venezuela avete letto molto ultimamente. Dai media arrivano sempre le stesse informazioni: repressione, censura, dittatura. Ma gli interessi delle oligarchie e dell'impero nordmaricano sono ormai chiari a chi ha cercato di spezzare i canali di disinformazione tradizionale. E questo video “Golpe Suave” realizzato da: Universidad Popular del Buen Vivir – Quito (Sceneggiatura: Eduardo Meneses Collaborazione: Marie Gaudfernau Disegno: André Ester; Edizione italiana a cura di Aimone Spinola Voce narrante: Emiliano Valente) spiega in modo mirabile la strategia golpista dell’oligarchia venezuelana ed estera contro il processo bolivariano.
Quali sono gli interessi delle elites e degli Stati Uniti e perché il Venezuela è così importante geopolitcamente?
Per rispondere il punto di partenza è un dato: il Venezuela ha le più grande riserve petrolifere del mondo. E, d'altro canto, la società americana è tra i principali consumatori di tutti i prodotti derivati petroliferi del mondo.
Devono importare 60 barili ogni 100 che consumano. Da dove provengono? IL Medio Oriente è una zona chiave e ne importano una parte importante, soprattuto da Arabia Saudita, Qatar, Emirati arabi. Con questi paesi la strategia degli Usa per dominio nell'area ha prodotto le guerre e distruzioni di Iraq, Siria, Libia e l'occupazione della Palestina.
Perché quindi il Venezuela è così importante? Il petrolio dal Medio Oriente per gli Usa passa per lo Stretto di Ormuz, poi per l'Africa e infine per il Texas: 45 giorni di navigazione. Dal Venezuela impiega 4-5 giorni con costi di trasporto infinitamente inferiori. Gli interessi nord-americani sono chiari ed hanno determinato la storia del Venezuela per oltre 40 anni. Due partiti che facevano gli interessi delle oligarchie, Azione democratica e Copei, concordarono un patto economico comune, sequestrando la democrazia venezuelana per 40 anni e garantendo agli Usa a buon prezzo petrolio.
Con l'arrivo al potere di Chavez il paese riacquistò la sua sovranità territoriale piena e dopo il colpo di stato tentato dal 2002 la guerra economica imposta nel 2003, gli Usa non hanno mai smesso di cercare di alterare con tutti i mezzi illeciti dal punto di vista del diritto internazionale il percorso democratico in corso nel paese.



Oggi è in vigore quello che può essere definito un golpe morbido ed è diviso in due punti principali:


La guerra economica, come primo passo. La dipendenza verso l'esterno per le sue necessità da parte del Venezuela rende il paese vulnerabile all'attacco dell'oligarchia che cerca di diminuire e ostacolare l'arrivo di prodotti di prima necessità per aumentare le tensioni sociali e speculando con i dollari invece di importare beni per il paese.

Il secondo passo: la manipolazione mediatica. I mezzi di comunicazione in Venezuela e all'estero sono gli strumenti di questo golpe morbido per far credere al mondo intero che nel paese è in corso una repressione contro l'opposizione e contro la popolazione che protesta.
Ma il copione è ormai noto ed è stato utilizzato in Bolivia, oggi in Ecuador e in generale in tutti i paesi in cui sono state spezzate le catene dell'oligarchia finanziaria. Un affronto che il regime americano non accetterà mai.

Buona visione.


Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=12430

venerdì 19 giugno 2015

BOLIVIA: LA SCOPERTA DI UN NUOVO GIACIMENTO PETROLIFERO TRIPLICHERA' LA PRODUZIONE DEL PAESE


La scoperta di un nuovo giacimento di petrolio vicino alla città di Yapacaní (provincia di Ichilo) porterà la Bolivia a divenire un paese produttore di 44 milioni di barili di petrolio al giorno. Il che significa per il paese triplicare la produzione rispetto ad oggi.
L'azienda di stato YPFB Andina ha scoperto un pozzo petrolifero di 2.500 metri di profondità, il Boqueron Nord (per essere conosciuta come BCN-N-X4D), dopo un'attività di trivellazione iniziata nel 2014 nella provincia di Ichilo, nel dipartimento di Santa Cruz. Lo riporta l'agenzia ANF.
La scoperta contribuirà ad aumentare il flusso di royalties per il dipartimento di Santa Cruz, ma anche per i comuni, i governi e le università che ricevono l'imposta diretta sugli idrocarburi. Inoltre, diminuirà del 25% il gasolio attualmente importato da altri paesi e consoliderà l'autosufficienza energetica nazionale.
I funzionari dicono che YPFB per sfruttare il nuovo deposito ha stanziato un investimento da 220 milioni di dollari, di cui 180 per perforare 24 pozzi per definire l'area di operazione, e 40 milioni saranno destinati ad opere ed infrastrutture. Gli effetti si avranno dal 2017 nell'economia nazionale e, secondo le prime rivelazioni, dopo un decennio la Bolivia otterrà introiti superiori a 1,7 miliardi di dollari.
La Bolivia produce oggi 16 miliardi di barili di petrolio; con il flusso del pozzo Nord Boqueron salirà secondo le prime stime a 44 milioni, vale a dire triplicare la produzione. I tecnici YPFB ritengono che il potenziale del nuovo pozzo può essere anche maggiore una volta che le riserve accertate diventino certificate.


Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=5694&pg=12035

giovedì 18 giugno 2015

EVO MORALES "QUANDO SORGONO MOVIMENTI DI LIBERAZIONE INTERVEGONO GLI U.S.A, ADESSO AGGREDISCONO ECUADOR E VENEZUELA"

Rafel Correa ha denunciato una cospirazione ordita per cercare di rovesciare il suo governo. L'America Latina fa quadrato per il rispetto della democrazia nel continente


Il presidente venezuelano Nicolás Maduro, il suo omologo Evo Morales e altri leader regionali hanno espresso sostegno totale all’Ecuador
Nicolás Maduro e altri presidenti della regione, solidali con il presidente dell’Ecuador, Rafel Correa, che ha denunciato una cospirazione ordita per cercare di rovesciare il suo governo. In Ecuador vi sono state diverse proteste dell’opposizione contraria al progetto di legge sulle successioni.
Il presidente ha ricordato che il governo venezuelano ha sperimentato qualcosa di simile a ciò che sta accadendo in Ecuador, nel 2001, quando fu approvata la Ley habilitante. Maduro ha denunciato che la destra protesta nuovamente per giustificare una campagna criminale contro Correa.
Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha respinto le azioni destabilizzanti promosse dai gruppi oligarchici in Ecuador, ed ha espresso il suo sostegno al presidente del paese, Rafael Correa.
«La mia solidarietà, il mio rispetto, il mio sostegno al presidente Correa», ha dichiarato in occasione di un discorso tenuto presso il Palazzo Quemado, sede del governo.
Nel suo intervento, il capo dello stato boliviano ha invitato tutti i movimenti di destra del continente a rispettare la democrazia, perché si deve lavorare sulla base degli interessi nazionali, non settoriali.
Nel frattempo, anche il governo cubano ha rilasciato delle dichiarazioni sulla situazione in Ecuador, attraverso il portale del Granma: «davanti ai recenti atti di destabilizzazione dei gruppi oligarchici del paese, il Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba esprime la sua ferma e incondizionata solidarietà e sostegno al popolo fratello ecuadoriano, al Governo della Revolución Ciudadana, e al suo leader, il compagno Rafael Correa Delgado».
Il Governo cubano ha inoltre invitato a rispettare l’ordinamento giuridico dell’Ecuador e a respingere qualsiasi ingerenza negli affari interni del paese, in linea con i principi che dichiarano l’America Latina e i Caraibi Zona di Pace.
Secondo il presidente Morales non è giustificabile il fatto che la destra continui a destabilizzare la nazione sudamericana dopo che il presidente ecuadoriano ha provvisoriamente ritirato il progetto di legge sulle successioni, utilizzato dall’opposizione come punta di lancia per chiamare allo sciopero, al boicottaggio e alle manifestazioni violente.
Allo stesso tempo, ha denunciato l’interferenza di nazioni straniere, come gli Stati Uniti, che hanno sostenuto questo tipo di piani destabilizzanti non solo in Ecuador, ma in altri paesi come il Venezuela.
Appoggio al Venezuela
«Quando sorgono movimenti di liberazione in America Latina e nei Caraibi intervengono gli Stati Uniti. Adesso aggrediscono Venezuela ed Ecuador», ha precisato Morales.
Sulla recente visita in Venezuela dell’ex presidente spagnolo Felipe González, il capo dello stato boliviano ritiene che quest’uomo, il quale pretende di difendere giuridicamente gli oppositori detenuti per atti di violenza costati la vita a oltre 40 persone, non sia mosso da buone intenzioni.
«Perché non si batte per la restituzione di Guantanamo a Cuba? Questo sì che sarebbe lottare per la giustizia», ha chiesto Morales.
Infine, il presidente ha spiegato che il neoliberismo non ha risolto i problemi economici e sociali della regione. «In America Latina queste politiche non sono state in grado di risolvere i problemi economici e sociali. Il neoliberismo e l’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) hanno fallito».


Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=5694&pg=12020

mercoledì 3 giugno 2015

IL VENEZUELA HA LE PIU' STABILI E MAGGIORI RISERVE D'ORO DEL CONTINENTE


I Paesi dell'America Latina hanno riserve d'oro per 680,1 tonnellate, il 2,2% delle riserve mondiali (30683,6 tonnellate), secondo l'ultimo World Gold Council. Secondo i dati ufficiali sulle riserve auree globali presentate nel rapporto World Official Gold Holdings 2015, il Venezuela ha la maggiore e più stabile riserva d'oro dell'America Latina, con 367,6 tonnellate, il 69,3% di tutte le riserve.
Il Messico è il secondo dell'America Latina, dopo Caracas, con 122,7 tonnellate (2,4% delle sue riserve), dopo aver speso 4543000 di dollari nel 2011 per acquistare 100 tonnellate oro, secondo il sito OroyFinanzas. Il terzo posto è detenuto da Brasile (67,2 tonnellate e 0,7% delle riserve), seguito da Argentina (61,7 tonnellate e 7,6% delle riserve) e Bolivia (42,5 tonnellate e 10,6% delle riserve).
Va notato, tuttavia, che le riserve totali d'oro dell'America Latina sono inferiori a quelle della riserva nazionale del Giappone, che supera le 765,2 tonnellate.

Fonte:http://sitoaurora.livejournal.com/19741.html

mercoledì 27 maggio 2015

I BRICS NEUTRALIZZANO IL MONOPOLIO STATUNITENSE IN AMERICA LATINA


E 'iniziato nel mese di aprile con una valanga di offerte tra l'Argentina e la Russia durante la visita del presidente Cristina Kirchner a Mosca.
E continua con un'investimento da 53 miliardi dollari con il premier cinese Li Keqiang in visita in Brasile durante la prima tappa di un altro offensiva commerciale sudamericano.
Gli Stati Uniti dove sono in tutto questo? Da nessuna parte; a poco a poco, ma inesorabilmente, i membri BRICS, la Cina - e in misura minore, la Russia - non sono mancati nel commercio delle infrastrutture di ristrutturazione in tutta l'America Latina.
Innumerevoli missioni commerciali cinesi non-stop continuano.
In un incontro chiave a gennaio con i leader aziendali latino-americani, il presidente Xi Jinping ha promesso di convogliare 250 miliardi dollari per progetti di infrastrutture nei prossimi 10 anni.
I progetti di infrastrutture migliori in America Latina sono tutti finanziati dal capitale cinese - eccetto la porta Mariel a Cuba, il cui finanziamento proviene dalla brasiliana BNDES e il cui funzionamento sarà gestita dall'operatore portuale di Singapore PSA International Pte Ltd.
La costruzione del canale Nicaragua - il più grande, più ampio e profondo di Panama - è cominciato lo scorso anno da una società di Hong Kong, da rifinire entro il 2019.
L'Argentina, dal canto suo, ha conquistato 4,7 miliardi dollari di affari cinesi per la costruzione di due dighe idroelettriche in Patagonia.
Tra le 35 offerte durante la visita di Li in Brasile, si finanziava il valore di 7.000 milioni dollari per il gigante petrolifero brasiliano Petrobras; 22 brasiliani jet commerciali Embraer per essere venduti a Tianjin Airlines per 1,3 miliardi dollari; e una serie di accordi che prevedono il primo produttore di minerale di ferro, Vale.
L'investimento cinese potrebbe in qualche modo nella revisione della rete spaventosa del Brasile di strade, ferrovie e porti; gli aeroporti sono in leggermente migliore condizione a causa dei recenti aggiornamenti prima della Coppa del Mondo l'anno scorso.
La star di tutto lo spettacolo è senza dubbio la proposta di $ 30 miliardi, di una mega-ferrovia di 3.500 km di lunghezza, Atlantico e Pacifico, che è in programma di costruzione dal porto brasiliano di Peruvian Pacific port of Ilo via Amazonia.
Logisticamente, questo è un mosto per il Brasile, offrendole un ingresso del Pacifico.
I vincitori saranno inevitabilmente i produttori di materie prime - dal minerale di ferro ai semi di soia - l'esportazione in Asia, soprattutto in Cina.
La ferrovia Atlantico-Pacifico può essere un'estremamente complesso progetto - che coinvolge tutto, dalle questioni dei diritti ambientali e di terra per, soprattutto, la preferenza per le imprese cinesi ogni volta che le banche cinesi estendono le linee di credito.

Guardando la Geopolitica

La politica ufficiale brasiliana, fin dagli anni di Lula, è stata quella di attrarre i migliori investimenti cinesi.
La Cina è il primo partner commerciale del Brasile dal 2009; è usata per essere negli Stati Uniti.
Il trend è iniziato con la produzione di cibo, ora si muove a investimenti nei porti e ferrovie, e la prossima tappa sarà il trasferimento della tecnologia.
La BRICS New Development Bank e l'Infrastruttura Asiatico cinese della Investment Bank (AIIB), di cui il Brasile è uno dei membri fondatori chiave, sarà sicuramente una parte del quadro.
Il problema è questo enorme commercio / commercio BRICS con un'interazione interseca con un processo politico piuttosto complesso.
Le prime tre sudamericane potenze - Brasile, Argentina e Venezuela, che sono membri del Mercosur - hanno dovuto affrontare tentativi "di destabilizzazione", ripetuti dai soliti noti, che abitualmente denunciano la politica estera dei presidenti Dilma Rousseff, Cristina Kirchner e Nicolas Maduro con nostalgia per i giorni della buona vecchia relazione di dipendenza con Washington.
Con differenti gradi di complessità - e conflitti interni - Brasilia, Buenos Aires e Caracas sono tutti contemporaneamente di fronte a complotti contro il loro ordine istituzionale.
I soliti sospetti non provano neanche a dissimulare la loro vicino distanza totale diplomatica dei primi tre sudamericani.
Il Venezuela, sotto le sanzioni Usa, è considerato una minaccia per la sicurezza nazionale degli USA - qualcosa che non ha nemmeno si qualifica come un brutto scherzo.
Kirchner è stato sotto implacabile assalto diplomatico.
E con Brasilia, i rapporti sono praticamente congelati dal settembre 2013, quando Rousseff ha sospeso una visita a Washington in risposta allo spionaggio NSA di Petrobras, e lei stessa personalmente.
E questo ci porta ad una questione cruciale geostrategica - finora irrisolta.
Lo spionaggio NSA può aver fatto trapelare informazioni sensibili apposta per destabilizzare l'ordine del giorno di sviluppo del Brasile - che comprende, il caso del Petrobras, l'esplorazione dei più grandi giacimenti di petrolio trovati finora nel giovane 21 ° secolo.
Di cui è noto che gi Stati Uniti sono sempre stati interessati.
Ciò che si sta disfacendo è così importante perché il Brasile è la seconda più grande economia del continente americano (dopo gli Stati Uniti); è la più grande potenza commerciale e finanziaria latinoamericana; ospita l'ex banca di sviluppo seconda più grande al mondo, BNDES, ormai superata dalla banca BRICS; e ospita anche la più grande società in America Latina, Petrobras, anche uno dei migliori giganti energetici del mondo.
La pressione contro Petrobras proviene essenzialmente da azionisti statunitensi.
In poche parole, il Brasile è l'ultima grande frontiera sovrana contro l'illimitato dominio egemonico nelle Americhe.

Cavalcare L'Onda Continentale

La partnership strategica in continua evoluzione delle nazioni BRICS è stata raggiunto dai circoli di Washington, non solo con l'incredulità, ma la paura.
E 'praticamente impossibile per Washington fare un danno reale per la Cina -, ma molto più "facile", relativamente, nel caso del Brasile o la Russia.
Anche se gli obiettivi dell'ira di Washington sono essenzialmente la Cina - che ha avuto il coraggio di fare affare dopo affare nella ex "cortile di casa degli Stati Uniti".
Ancora una volta, la strategia cinese - tanto quanto Russa - è quello di mantenere la calma e portare un profilo "win-win".
Xi Jinping ha incontrato Maduro in gennaio a fare offerte.
Ha incontrato Cristina Kirchner a febbraio per fare lo stesso - proprio quando gli speculatori stavano per scatenare un altro attacco contro il peso argentino.
Ora c'è la visita di Li in Sud America.
Inutile dire che gli scambi tra il Sud America e la Cina continua ad espandersi.
L'Agentina esporta cibo e soia; il Brasile stesso, oltre a petrolio, minerali e legname; il Colombia vende petrolio e minerali; Perù e Cile, rame e ferro; il Venezuela vende petrolio; la Bolivia, minerali.
La Cina esporta prodotti per lo più ad alto valore aggiunto dai prodotti.
Uno sviluppo chiave per guardare nel futuro immediato è il progetto Transul, che è stato proposto per la prima in una conferenza BRICS l'anno scorso a Rio.
Si riduce a una alleanza strategica Brasile-Cina che collega il brasiliano sviluppo industriale di esternalizzazione parziale dei metalli in Cina; con i cinesi che aumentano la loro domanda - stanno costruendo non meno di 30 megalopoli fino al 2030 - saranno soddisfatti dalle società brasiliane o sino-brasiliana.
Pechino ha finalmente dato il suo sigillo di approvazione.
Così il lungo termine rimane inesorabile; BRICS e sudamericane nazioni - che convergono nell'Unasur (l'Unione delle Nazioni Sudamericane) stanno scommettendo su un ordine mondiale multipolare, e un processo continentale di indipendenza.



Fonte:http://rt.com/op-edge/261237-brics-us-south-america-russia/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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