ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 8 marzo 2017

IL RISVEGLIO DEI VULCANI PREISTORICI


Dal 1980 ad oggi,la velocità di deriva il Polo Nord Magnetico è aumentata di oltre il 500%.

Questo potrebbe indicare l'inizio di un aumento dell'attività geodinamica terrestre dal campo magnetico terrestre che è formata come un risultato di processi energetici complessi nel suo nucleo interno ed esterno.
E' curioso che da allora ad oggi un buon numero di vulcani che non eruttavano da millenni si sono risvegliati o stanno dando segnali di attività,buona parte di essi si trovano proprio alle alte latitudini in prossimità del Polo Nord e del Polo Sud,ma ve ne sono alcuni in altre aree che stanno dando segnali di movimento da parte del flusso del magma al loro interno,pare che questo aumento della velocità di movimento del polo ne sia la causa principale.

L'ultima eruzione del Chaiten risvegliatosi nel maggio del 2008,risale a 9000-10.000 anni fa

Chaiten,Cile.

Il vulcano Nambro,creduto estinto da migliaia di anni invece,ha avuto la sua prima eruzione il 12 giugno di quest'anno,espellendo per tutto il mese assieme ad un'altro vulcano,grandi quantità di anidride solforosa e ceneri nell'atmosfera e pare essere proprio loro la causa di un'estate così fresca e piovosa.

Nabro,Etiopia


Anche il vulcano Helgafell eruttò per la prima volta dopo 5000 anni nel 1973.

Helgafell,Islanda Est

Il vulcano Garbuna invece eruttò per la prima volta dopo 1700 anni nel 2005.

Garbuna,Papua Guinea


Il 17 settembre 2006 il vulcano Fourpeaked,anch'esso considerato estinto e la cui ultima eruzione si era avuta 10.000 anni prima,si è risvegliato all'improvviso ricominciando a eruttare.

Fourpeked,Alaska
Dopo aver osservato questi,si può portare l'attenzione su un gran numero di vulcani millenari che stanno dando segni di attività,alcuni molto antichi.
Uturuncu

Grazie alla radiazione elettromagnetica ottenuta da nuove immagini satellitari, i ricercatori hanno effettuato una scoperta sensazionale: la presenza di un nuovo supervulcano. Siamo nel Sud della Bolivia, in una zona estremamente remota, dove osservando l’area ad occhio nudo nulla farebbe presagire agli eventi sinistri che si verificano in questa parte di sottosuolo delle Ande. Imponente, alto circa 6000 metri, il massiccio dell’Uturuncu, uno dei vulcani più facilmente raggiungibili al mondo, si è sollevato nel tempo. La soluzione degli scienziati della Cornell University, Ithaca, USA, descritta in uno studio che verrà pubblicato a breve è eloquente: il tetto della montagna sorge su una superficie dieci volte più grande del lago di Costanza. Gli esperti hanno raccolto misurazioni del moto del suolo, confermando ciò che molti ricercatori avevano ipotizzato nel tempo. L’Uturuncu, un gigante addormentato, sarebbe un supervulcano capace di eruttare una quantità di materiale pari a 1000 volte rispetto al tristemente famoso Monte Sant’Elena, autore di una delle più grandi eruzioni del XX secolo; e 10.000 volte superiore a quello delle eruzioni islandesi nel 2010 che hanno paralizzato il traffico aereo mondiale per settimane. Il sollevamento del suolo era già stato osservato nei mesi scorsi, ma il motivo sembrava ancora sconosciuto. Se un tale vulcano eruttasse, ci sarebbe una distruzione totale nell’arco di centinaia di chilometri di territorio. Il vulcano Uturuncu è stato sino ad ora addormentato, tanto che l’età delle sue colate laviche rivelano che l’ultima eruzione risale a circa 300.000 anni fa.
Ma ora il gigante si muove di circa 1-2 cm l’anno da circa 20 anni, e sembra risvegliarsi. Ogni giorno si stanno verificando delle deboli scosse, arrivando ad oltre mille per anno. “La dimensione e la longevità del sollevamento è senza precedenti. E’ circa 10 volte più veloce rispetto al tasso normale di crescita di una camera magmatica di grandi sistemi vulcanici “, ha detto Shanaka de Silva, un geologo della Oregon State University che ha studiato Uturuncu dal 2006. La regione andina della Bolivia, del Cile e dell’Argentina è conosciuta per i vari depositi geologici trovati, causati da mega eruzioni passate. “Non possiamo prevedere cosa accadrà“, spiega Matthew Pritchard della Cornell University. Altri supervulcani come i Campi Flegrei nei pressi Napoli o nel parco di Yellowstone sono in movimento, anche se per il momento non destano preoccupazione. L’uturuncu si è da poco risvegliato dal suo sonno millenario, ed il serbatoio di magma sotto al vulcano sta crescendo di circa 1 metro cubo al secondo, ma per una super eruzione potrebbe necessitare di un accumulo maggiore. “Tutto è possibile nei prossimi decenni”, aggiunge Pritchard, il quale poi aggiunge: “dobbiamo imparare a capire meglio i segnali del vulcano per formulare una previsione, anche perché ci sono più vulcani da queste parti che vulcanologi”. Ed infatti il vulcano Uturuncu è circondato da una delle concentrazioni più densa di supervulcani del pianeta, tutti addormentati da almeno 1 milione di anni.

Colli Albani



Non eruttano da ventimila anni, eppure i Colli Albani, che comprendono i crateri vulcanici più vicini a Roma, continuano a sollevarsi come l’ impasto per la pizza. La più precisa misura del sollevamento dell’area è stata fatta quest’anno dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e ha dato come risultato una media di 4 millimetri l’ anno. Se continua così, alla fine del secolo, gli abitanti di Albano, Ariccia e Nemi si ritroveranno una quarantina di centimetri più in alto. “Precedenti studi del nostro Istituto avevano accertato che nel periodo 1950-1990 questa area si era già sollevata di 30 cm, con un tasso di crescita di circa 7 millimetri l’ anno. Il fenomeno era culminato con la lunga crisi sismica del 1989-90 -spiega il sismologo Stefano Salvi, dirigente di ricerca dell’Ingv-. Ora abbiamo effettuato un’ analisi molto più approfondita, utilizzando 140 immagini dei Colli Albani riprese dal satellite ERS dell’ Agenzia spaziale europea, da un’ altezza di 785 km, durante il periodo 1992-2000. Risultato: il fenomeno di sollevamento continua, anche se più ridotto”. Ma l’ aspetto forse più interessante della ricerca sta nell’elaborazione di modelli che permettono di indagare sulle cause del sollevamento. Sembra proprio che sotto il Lago di Albano e la Piana di Ariccia, a profondità fra 5 e 7 km, ci siano due bolle di magma e di gas. “Non c’ è alcun pericolo imminente, ma il monitoraggio è opportuno, dato che i Colli Albani si devono considerare vulcani ancora attivi, anche se quiescenti”, conclude Salvi

Long Valley



Collocata nella California centrale questa caldera dal diametro di 30 chilometri gli scienziati descrivono la Long Valley come una caldera “in continua attività” e “in forte crescita”.

L’inquietudine geologica della Long Valley cominciò nel 1978 e poi aumentò improvvisamente due anni dopo con sciami di scosse sismiche.
Il più violento di questi sciami iniziò nel maggio del 1980 e incluse quattro forti scosse di terremoto di magnitudo 6,tre delle quali si succedettero nello stesso giorno.
Immediatamente dopo queste cose ,gli scienziati intrapresero un riesame dell’area della Long Valley e scoprirono un’altra prova inquietante:un rigonfiamento a forma di cupola.
Misure effettuate provarono che il centro della caldera dopo decenni di stabilità si era sollevato di 30 centimetri dall’estate del 1979.
Questo continuo innalzamento,che ora raggiunge i 60 centimetri e interessa un area di 250 chilometri quadrati è prodotto da nuovi flussi di magma che risalgono sotto la caldera.
Una prova dell’incremento dell’attività sismica di questo vulcano la si trova in una faglia,apertasi nel 2000,nel lato nord delle Mammoth Mountain facenti parte del sistema vulcanico della caldera da allora il rilascio di gas che stà uccidendo le piante e l’attività sismica dell’area stanno mantenendo gli esperti con gli occhi aperti,in attesa di qualche segnale prima del possibile disastro che molti credono inevitabile.
Tungnafellsjökull.

Questo non è il vulcano più conosciuto in Islanda, inoltre, non ha eruttato negli ultimi almeno 10.000 anni.
Normalmente questo vulcano non ha nessun terremoto e rimane veramente tranquillo. L'ultima attività di terremoti era nel 1996 in relazione all'attività del vulcano Bárðarbunga e nel vulcano Grímsmvotn in quell'anno.
Questo vulcano è chiamato Tungnafellsjökull.
Si tratta di un piccolo vulcano rispetto ad altri vulcani della zona.
Nei giorni scorsi ci sono stati diversi terremoti interessanti sul vulcano Tungnafellsjökull.

Sono piccoli,i più grandi intorno ML1.6.
Ma essi hanno la profondità da 10 a 12 km.
Questo è ciò che rende questa attività sismica interessante.
Dal momento che suggeriscono che il magma potrebbe essere in spinta nel vulcano.
L'attività di strano tremore sulla stazione Skrokkalda SIL non ha ancora una spiegazione per questa attività.

Ad aggiungersi alla lista pochi giorni fa se ne è aggiunto un'altro che anch'esso non erutta da 10.000 anni,sempre in Cile come il Chaiten.

CILE - A quanto pare, la SERNAGEOMIN ha tenuto sotto controllo uno sciame di terremoto del Cile Tatara-San Pedro (noto anche come San Pedro-Pellado), possibilmente dalla numerazione nell'ordine delle centinaia di piccoli terremoti negli ultimi giorni.
Le relazioni sono un po scarse e le informazioni provenienti da diverse parti del governo cileno sono contraddittorie: il governatore regionale della zona è stato citato quando diceva che " si tratta di terremoti vulcanici, quindi siamo in allerta " , mentre il direttore regionale di ONEMI ha dichiarato: "in primo pensiero che ci trovavamo di fronte a terremoti vulcanici, ma i rapporti noti l'analisi hanno portato alla conclusione che dovevamo affrontare tipi di terremoti tettonici."
L'articolo di La Tercera menziona anche che il vulcano non ha eruttato in "decenni ", mentre l'ingresso del Programma Globale di Vulcanismo per San Pedro dice che l'ultima eruzione è" sconosciuta " , probabilmente risalente all'Olocene (ultimi 10.000 anni).
Se si rinnova l'attività presso il vulcano, è potenzialmente la prima volta nella storia registrata.
Resta da indagare perchè un così tale numero di vulcani tanto antichi si stia risvegliando dopo millenni di quiescienza.
Interessante far notare che attorno a 12.000 anni fa,si fa risalire un prolungato periodo di raffreddamento noto come Younger Dryas.
Potrebbe il nostro pianeta avere un ciclo di 10.000-12.000 anni che periodicamente genera questa sorta di eventi?
Nelle formazioni del Triassico,Italia settentrionale,sono state trovate prove di un ciclo di 10.000 anni nelle variazioni del livello dei mari.
Esistono "prove evidenti di un ciclo regolare di 10.000 anni nell'oscillazione del livello marino" affermano d'accordo con i colleghi gli scienziati Bosellini e Goldhammer.(Earth Planetsci.Lett 1991)
Anche il vulcanismo condivide il medesimo ciclo.
Le argille nere della fine del Cretaceo contengono picchi di Iridio prodotti dal vulcanismo a intervalli di 10.000 anni,dice Rober Rocchia della Commissione Francese per l'Energia Atomica.
Anche i basalti del fiume Columbia sono stati prodotti da un ciclo eruttivo di 10.000 anni,dice Tony Irving,Università di Washington.
Lo stesso vale per la regione vulcanica di Eifel in Germania.
Anche il vulcanismo sottomarino"Nuovi vulcani sottomarini si formano ogni 10.000 anni."scrivono Allan Cox e Rovert Brian(Plate Tectonics,How it Works.)
Inversioni a intervalli di 10.000 anni sono state rilevate nei Deccan Traps di 65 milioni di anni fa,dice il vulcanologo Vincent Courtillot.
"Intervalli di 10.000 anni di lave di polarità opposta si osservano frequentemente."
Facciamo il punto della situazione:
-1)Inversioni a intervalli di 10.000 anni sono state rilevate nei Deccan Traps di 65 milioni di anni fa,dice il vulcanologo Vincent Courtillot.
"Intervalli di 10.000 anni di lave di polarità opposta si osservano frequentemente."
2)Attualmente il polo nord ha guadagnato velocità nel suo movimento di circa il 500% e abbiamo assistito ad eruzioni,e segnali di risveglio da parte di numerosi vulcani che non eruttavano da millenni.
-A)"Interessante far notare che attorno a 12.000 anni fa,si fa risalire un prolungato periodo di raffreddamento noto come Younger Dryas."B)Attualmente abbiamo in corrispondenza con questo aumento dell'attività dei vulcani preistorici una debole attività solare che rischia di far sprofondare il clima in un raffreddamento di come non se ne vedevano dal sedicesimo secolo.Stà ricominciando una nuova Younger Dryas?



Fonti:
/search%3Fq%3DCycle%2Bof%2Bhale%2Bsun%2Bearthquakes%2Bvolcanoes%26hl%3Dit%26biw%3D1280%26bih%3D854%26prmd%3Dimvns&rurl=translate.google.it&sl=en&twu=1&u=http://geochange-report.org/index.php%3Foption%3Dcom_content%26view%3Darticle%26id%3D86%26It
http://en.wikipedia.org/wiki/2011_Nabro_eruption
http://www.volcanolive.com/garbuna.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2011/08/dati-e-scienziati-confermano-la-piccola.html
http://pnsn.org/blog/2012/02/29/15-years-of-mostly-silent-magma-inflation-near-three-sisters-oregon
http://expianetadidio.blogspot.com/2011/08/dati-e-scienziati-confermano-la-piccola.html
http://www.wired.com/wiredscience/2012/06/earthquake-swarm-reported-at-chiles-tatara-san-pedro/
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/04/islanda-sempre-piu-rovente.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/02/il-sole-ogni-12000-anni-iii-partepulsar.html

venerdì 20 maggio 2016

ISLANDA: POTENTE RAFFICA SISMICA SUL VULCANO BARDARBUNGA


Nelle ultime ore una potente sequenza sismica con scosse da magnitudo 2.0 fino a diverse di magnitudo tra 3 e 4.5 ha nuovamente iniziato nella caldera del Bardarbunga, dopo che nei giorni precedenti un'altro aumento dell'attività sismica aveva coinvolto il sistema vulcanico del Tungnafellsjokull e lo stesso Bardarbunga, probabile indizio che i volumi delle masse di magma di entrambi i vulcani sono in espansione, così come è in espansione la quantità interna al vulcano Bardarbunga, il quale si sta palesemente preparando per la prossima fase eruttiva.
Da oltre diversi mesi le scosse di terremoto sono in aumento e la loro frequenza così come l'inflazione del sistema vulcanico sono un chiaro indizio che dopo l'eruzione del periodo 2014-2015 l'attività del vulcano non è ancora cessata, e probabilmente si tradurra in una serie di eruzioni nel corso dei prossimi anni.

martedì 19 aprile 2016

LA PROSSIMA ERUZIONE DEL BARDARBUNGA


Durante la fase eruttiva del vulcano Bardarbunga, la parte settentionale della calotta glaciale del Vatnajokull è stata ripetutamente scossa da forti crisi di attività sismica causate sia dai movimenti magmatici all'interno del Bardarbunga, sia dal processo di rifting che ha coinvolto lo stesso vulcano Bardarbunga, sia a causa del brusco collasso della caldera del complesso vulcanico.
Durante questo processo un'altro complesso vulcanico, il Tungnafellsjokull, che già in passato aveva manifestato segnali di attività vulcaniche, dopo oltre 10.000 anni dalla sua ultima fase eruttiva ha subìto un notevole aumento dell'attività sismica al punto da far temere una possibile eruzione.
All'inizio un nesso era molto improbabile in quanto l'aumento dell'attività sismica del Tungnafellsjokull era iniziato diversi anni prima del risveglio del Bardarbunga, senza calcolare che entrambi i vulcani e il loro stile eruttivo sono molto differenti anche nella composizione del magma.
Il Bardarbunga è un vulcano a magma basaltico derivante da magmi estremamentre caldi e in grado formare vasti laghi e fiumi di lava.(esempio il Kilauea, Hawaii)
Il Tungnafellsjokull invece è un magma a magma riolitico derivante da magmi estrememente densi e in grado di produrre eruzioni esplosive estremamente violente. (esempio Chaiten, Cile; Pinatubo, Filippine; Saint Helens, Stati Uniti).Prima di iniziare su cosa sta avvenendo sul vulcano Bardarbunga è interessante notare come una sequenza sismica avvenuta negli ultimi giorni si stia propagando dal vulcano Bardarbunga al vulcano Tungnafellsjokull.

Ormai è cosa risaputa che il Bardarbunga si sta nuovamente preparando per un'altra fase eruttiva in quanto l'area e il vulcano stesso si stanno nuovamente sollevando sotto un rapido accumulo di nuove masse magmatiche accompagnato da un progressivo aumento dell'attità sismica.
Quello che ha un po sorpreso è come negli ultimi giorni una rapida sequenza di scosse sismiche abbia iniziato a propagarsi in direzione del Tungnafellsjokull.
E' difficile sapere cosa sta avvenendo nella camera magmatica del Bardarbunga, ma c'è la possibilità che il bacino magmatico del vulcano Bardarbunga stia lentamente entrando in contatto con quello del Tungnafellsjokull.
Cosa succede quando il magma basaltico entra in contatto con il magma riolitico?
Non si sa ma se ciò sta davvero avvenendo non ci vorrà molto prima che si venga a saperlo.
Nel contempo, torniamo a parlare in particolare del Bardarbunga, negli ultimi giorni è stata fatta una sovrapposizione di diverse immagini ricavate negli ultimi 8 mesi 2015-2016 che evidenziano sequenze sismiche causate da intrusioni magmatiche nel settore del Vatnajokull.

L'attività sismica principale si concentra sulla caldera del Bardarbunga, ma altri punti neri si evidenziano anche nell'area del vulcano Hamariin e del Grimsvotn in una riga che fa sospettare chi scrive che con il passare del tempo l'accumulo di bacini magmatici porterà ad una vasta eruzione lineare, in stile come quella del Laki-Grimsvotn, oppure il vulcano Krafla.




La mappa sottostante evidenzia quali sistemi ci fessure e vulcano sono coinvolti.
Sovrapponendo le immagini di diversi mesi si può osservare come sotto la calotta glaciale del Vatnajokull, sommando ovviamente l'attività sismica del vulcano Bardarbunga che è così frequente da farlo apparire come un punto nero sulle immagini sovrapposte, si sta formando un'ampio sistema di intrusioni a diga.
Cos'è un'intrusione a diga?
E' un processo in cui il magma all'interno di un corpo ascende verso l'alto o si muove lateralmente all'interno della crosta superiore.
Distinte morfologie deformativi derivano dalla diga intrusioni, tra cui una sequenza di crateri eruttivi allineati basaltici, fessure, e, in alcuni casi, crepe di tensione, monoclinali, e piccole faglie.
Quando le dighe magmatiche intersecano la superficie, eruttano a formare coni, fessure eruttive, bassi vulcani a scudo, e flussi lavici.
Un'ulteriore area che non è stata sovrapposta all'immagine soprastante è in prossimità dell'area sotto la calotta glaciale dove avvenne la grande eruzione del 1783-84, Laki-Grimsvotn.

L'11 settembre 2015 uno sciame di terremoti si è nuovamente risvegliato sul vulcano Hamarinn.
Si tratta di un vulcano che si trova all'interno dello sciame di fratture del Bárðarbunga e potrebbe essere collegato ad esso, quale sia la connessione non è chiaro, ma i dati suggeriscono che una volta storica che il Bárðarbunga entra in eruzione viene talvolta seguito dal vulcano Hamarinn.
Quello di cui gli scienziati sono certi è che il Bardarbunga si trovi in uno dei suoi ciclici processi di rifting, che evolverebbero con il trascorrere del tempo in più fasi eruttive nell'arco di diversi anni e quello che sta avvenendo sotto il Vatnajokull, sembra essere proprio fare al caso nostro.
I processi di Rifting è quando una grande parte di una frattura sull'Islanda si apre a grandi profondità e grandi quantità di magma si formano e sono spinte verso l'alto riempiendo il vuoto che è creato.
Il vulcano Bárðarbunga ha avuto più della metà delle islandesi eruzioni rifting a fessura, e, naturalmente, le più grandi.
L'ultima volta che è successo al vulcano Bárðarbunga fu nel 1477, quando una frattura si propagò da Veidðivötn e si estese fino al Torfajökull (causando un'eruzione lì) causando anche un'eruzione di categoria VEI-6 nella caldera del Bárðarbunga.
La successiva volta che è successo era nel 1783, i Fuochi Skaftár (Laki) che è accaduto nella sequenza di spaccature del vulcano Grimsvotn.
Tuttavia è chiaro una cosa, una prossima grande eruzione nel settore del Bardarbunga è probabile, la spaccatura che si è formata durante l'eruzione di Holuhraun è sufficientemente vasta per l'eruzione di grandi quantità di magma.

Tuttavia resta interessante la vasta intrusione a diga che si sta formando a sud del Bardarbunga, luogo molto più probabile in cui avvenga la prossima fase eruttiva.


venerdì 19 febbraio 2016

ISLANDA: TERREMOTI CAUSATI DA INTRUSIONI MAGMATICHE COINVOLGONO I VULCANI ASKJA, BARDARBUNGA, HAMARINN E TUNGNAFELLSJOKULL


Sabato 13 Febbraio 2016 19:32 un terremoto di magnitudo 3.6 ha scosso la caldera del vulcano Bárðarbunga.
La profondità di questo terremoto è stata registrata alla profondità di 1.1 km.
Un'altra sequenza di terremoti più piccoli ha accompagnato il terremoto principale con una profondità di circa 12 km.

Il 14 febbraio 2016 invece una sequenza sismica di origine magmatica ha scosso il vulcano Tungafellsjökull.

Non si sa con precisione la ragione per la quale due aree vulcaniche così vicine quanto differenti nella tipologia eruttiva si stiano attivano o come siano legate, l'idea più popolare (tra i geologi) è che i cambiamenti di stress del Bárðarbunga si traducono in attività sismica sul vulcano Tungafellsjökull.
Ci sono forti dubbi al riguardo in quanto l'attività sismica del vulcano Tungafellsjökull è iniziata diversi anni prima dell'eruzione del vulcano Bárðarbunga nel agosto 2014.
A partire dal 18 febbraio l'attività sismica è andata avanti anche su altri vulcani.
Askja

Da marzo 2010 il vulcano Askja sta avendo un periodo di insolita attività sismica.
Ciò suggerisce che intrusioni magmatiche profonde stanno avvenendo nel sistema del vulcano, ieri e oggi (vicino alla zona Dreka e al vulcano Herðubreiðartögl).
Nessuna di queste intrusioni sta per raggiungere la superficie.
Stanno andando a rimanere in profondità.
Esse indicano che dal 2010 l'attività magmaticha in profondità è in aumento all'interno del vulcano Askja.
Quando una eruzione potrebbe avvenire è impossibile sapere, ma potrebbe impiegare un sacco di tempo affinchè accada.
A meno che il vulcano Bárðarbunga non entri nella miscela e acceleri le cose.
La maggior parte di questa settimana il vulcano Bárðarbunga è rimasto tranquillo.
Questo potrebbe essere destinato a cambiare, dal momento che alcuni terremoto profondi sono apparsi nella parte settentrionale del vulcano.
Ciò suggerisce che la massa magmatica dalla camera magmatica profonda sta spingendo ora.
I terremoti risultanti sono dovuti al cambiamento di pressione all'interno del vulcano che frattura la roccia nel processo.
Una certa attività sismica è avvenuta anche nel settore della scorsa eruzione a Holuhraun sul bordo del ghiacciaio.
Non si sa perché.
Una chiara intrusione magmatica ha avuto luogo nell'area del vulcano Hamarinn il 17 Febbraio 2016, con terremoti alla profondità di 12 - 13 km.

Questa è la prima attività magmatica in questo vulcano da un po 'di tempo.
La massa magmatica è poco profonda nell'area di Hamarinn il che lo rende sensibile alle variazioni di pressione e soggetto a possibili eruzioni.
E' piuttosto chiaro che c'è un'aumento del volume di magma sotto la superficie coperta dalla calotta glaciale del ghiacciaio Vatnajokull in una regione che si spinge fino all'area del vulcano Askja.
E' piuttosto difficile spiegarne le ragioni di un così esteso aumento dell'attività vulcanica, nonostante non ci siano state nuove eruzioni al momento è innegabile però che i sistemi vulcanici in quest'area sono molto irrequieti.



Fonti:
http://www.jonfr.com/volcano/?p=6080
http://www.jonfr.com/volcano/?p=6085

giovedì 5 novembre 2015

ISLANDA: VATNAKOKULL MOLTO INSTABILE, SI PREPARA UN'ALTRA ERUZIONE

Sotto il Vatnajokull sta covando una forte attività di origine magmatica estesa in una vasta region.

Il 2 novembre un terremoto di magnitudo 3.0 ha avuto luogo nella caldera del vulcano Bárðarbunga.
Ciò suggerisce un aumento della pressione magmatica all'interno del sistema vulcanico.
Il 4 Novembre-2015 un sciame sismico è iniziato nuovamente sul sistema vulcanico del Bárðarbunga.

Questo è ormai quasi una rubrica settimanale nel sistema del vulcano Bárðarbunga. Questo suggerisce che la pressione del magma all'interno del Bárðarbunga è attualmente in aumento a fase piuttosto veloce. Se e quando questo potrebbe iniziare una nuova eruzione è impossibile saperlo. Il terremoto più forte in questo sciame ha avuto la grandezza di 3,1.
Sul vulcano Tungnafellsjokull l'attività sismica continua. Come prima tutti i terremoti che avvengono sono di piccola entità. Al momento l'attività sismica sembra essere centrato intorno alla parte sommità del vulcano, uno dei principali crateri. L'attività sismica è costante nel Tungafellsjökull a volte diminuendo, come è prevedibile quando il magma si muove all'interno del vulcano.

Una recente indagine dei calderoni Skaftárkatlar a sud del ghiacciaio Vatnajökull ha evidenziato che il calderone orientale è cresciuto di notevoli dimensioni.
Questo è ora pensato per essere il motivo principale per cui l'inondazione del calderone orientale è stata la più grande nella storia.
Il calderone è ora a 2,5 mq / km in termini di dimensioni e di 150 metri di profondità.


Fonti:
http://www.jonfr.com/volcano/?p=5865
http://www.jonfr.com/volcano/?p=5860

venerdì 25 settembre 2015

ISLANDA: IL RISVEGLIO DEL TUNGNAFELLSJOKULL E' COMINCIATO PRIMA DELL'ERUZIONE DEL BARDARBUNGA


Il sistema vulcanico del Tungnafellsjökull si trova nella zona vulcanica Islanda vicino al centro del punto caldo e la tripla giunzione in cui la placca euroasiatica, la placca nordamericana si incontrano.
L'attività durante il periodo Holocene (10.000 anni fa) nel sistema Tungnafellsjökull è stata molto bassa, solo due piccole colate laviche sono associate con il sistema.
Lo sciame di fratture del Tungnafellsjökull è piuttosto corta e larga rispetto ad altri sistemi vulcanici al confine della placca divergente, lunga 40 km e larga 20 km.
I terremoti non sono comuni, con solitamente meno di 10 registrati ogni anno.
A causa di questi fatti, è stata una sorpresa quando le misurazioni InSAR hanno rilevato movimenti nel sistema del Tungnafellsjökull durante l'eruzione di Gjálp, Vatnajökull, nel 1996, ad una distanza di circa 37 km dal sito dell'eruzione.
Il controllo a terra nel 2009 e nel 2010 ha rivelato evidenza di recenti movimenti nella zona sotto forma di doline e fratture recenti, alcuni dei quali si erano formati di recente, nella primavera del 2010.
Le voragini sono note per formarsi soprattutto durante gli eventi di fagliazione.
Esse si formano quando il terreno di superficie crolla da vuoti sottostanti, ampliando crepe nel substrato roccioso.
Sulla base di dati sui terremoti e le immagini InSAR questi movimenti guasti si sono verificati durante tre eventi tettonici, nell'ottobre 1996 durante l'eruzione Gjálp, nell'agosto del 2008 e nel novembre 2009.
Gli eventi sono espresse da un aumento della sismicità della zona  del Tungnafellsjökull, sia in termini di numero di terremoti registrati così come il tasso di rilascio sismico del momento.
I terremoti erano tutti piccoli.
 Il momento sismico totale liberato è equivalente a quella di un singolo terremoto di magnitudo 3.4. L'evidenza diffusa di recenti movimenti di guasto e la piccola magnitudo dei terremoti suggerisce che l'attività è legata alla movimenti del magma invece di fagliazione tettonica ".
Da: "La prova di recenti movimenti di guasto nella fessura sciame Tungnafellsjökull nella centrale zona vulcanica, l'Islanda" - di Þórhildur Björnsdóttir e Páll Einarsson in Jökull No. 63, 2013, p. 17. Disponibile gratuitamente on-line.
È evidente che l'attività descritta nel documento è storicamente anomalo.

Di conseguenza quello che stiamo osservando in questi giorni sul vulcano Tungnafellsjokull, dove i terremoti sono ormai superficiali, è una vera e propria attività magmatica.
L'attività sismica si mantiene bassa ma come dimostrano i dati è normale per un vulcano riolitico.
Tuttavia se il vulcano si risvegliasse in base alle eruzioni del passato potrebbe trattarsi di un eruzione piuttosto modesta, ovviamente queste sono solo supposizioni, nulla è certo finchè l'attività eruttiva ha inizio.

mercoledì 23 settembre 2015

ISLANDA: C'E' PARECCHIA ATTIVITA SISMICA SUL VULCANO TUNGNAFELLSJOKULL

Continua con maggioe vigore la sequenza di terremoti che sta scuotendo il vulcano Tugnafellsjokull, chiaro indice il volume interno di magma del vulcano è in forte movimento accompagnato da deciso aumento della pressione.

Poco si sa sulla tipologia di fenomneni eruttivi che questo vulcano è in grado di produrre non avendo eruttato dai remoti tempi dell'Holocene, 10.000 anni fa, sembra però in base ai dati che si tratti di un sistema vulcanico indipendente dal Bardarbunga e quindi con un sistema magmatico del tutto autonomo e indipendente anche se lascia perplessi che la sua attività sismica abbia subìto un deciso incremento dall'inizio del 2012 e un picco in corrispondenza con il risveglio del Bardarbunga e per tutta la durata della sua prima eruzione.
Ora si osserva di nuovo un deciso aumento dell'attività sismica in entrambi i sistemi vulcanici, maggiore però sul Tugnafellsjokull che sembra avvicinarsi ad una nuova fase eruttiva anche se quando è ancora incerto per tutti.


Una sequenza di terremoti tra cui molti di magnitudo tra il 2.0 e magnitudo 2.5 e una scossa più forte finora di magnitudo 3.0 hanno fatto tremare il settore nord dell'apparato vulcanico, le scosse di terremoto appaiono abbastanza superficiali con una profondità variabile tra i 0 e i 2 chilometri di profondità, quindi il magma è chiaramente molto prossimo alla superficie.
La parte più pericolosa, se tale si può definire, è che il magma di questo vulcano in base ai dati delle sue ultime eruzioni avvenute 10.000 anni fa è di carattere riolitico, quindi tipico delle eruzioni esplosive.
La Rhyolite può essere considerato come una estrusiva equivalente alle rocce di granito plutonico e, di conseguenza, affioramenti di riolite possono somigliare al granito.
A causa del loro alto contenuto di silice e bassi contenuti di ferro e magnesio formano lave ad alta viscosità lave.
Stiamo quindi parlando di un vulcano non a carattere effusivo, come il Bardarbunga composto da magma basaltico come i vulcani delle Hawaii ma bensì di un vulcano esplosivo in grado di produrre eruzioni come il Chaiten, in Cile.

A inizio 2014, il vulcano Kelud, dopo un breve periodo di attività sismica, si risvegliò all'improvviso con una violenta eruzione a carattere esplosivo proiettando una gigantesca colonna di cenere fino ad un altitudine di 25 chilometri.
Il magma di questi vulcani è anche qui a base di roccia fusa riolitica, capace di innescare un'eruzione esplosiva anche dopo una breve e non tanto intensa attività sismica.
I terremoti che scuotono il Tungnafellsjokull sono stati tutti bassi come livello di energia, e hanno avuto inizio nel 2012, questa costanza di protrae da ormai quattro anni e sebbene l'attività sismica non sia mai stata eccessivamente forte si è fatta sempre più superficiale come in questi giorni.



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