ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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sabato 24 settembre 2016

L'UNIFICAZIONE DELLA TRANSNISTRIA ALLA FEDERAZIONE RUSSA DIPENDE DALLA OPPORTUNITA' DI MOSCA

L'unificazione della Transnistria con la Russia dipende dalle opportunità di Mosca, ha affermato il presidente della repubblica Evgeny Shevchuk in una conferenza stampa nell'agenzia russa di stampa internazionale Rossiya Segodnya.

"La soluzione di questo problema è nel campo della politica, si trova nella presa di posizione politica delle autorità competenti. Noi transnistriani abbiamo già preso questa decisione tramite il referendum. E' una decisione inequivocabile, trasparente e pubblica," — ha detto, aggiungendo che la Duma ha considerato i risultati del referendum ed ha anche approvato una dichiarazione in cui si afferma che le procedure sono state trasparenti e la gente ha preso parte volontariamente alla votazione.
"Siamo consapevoli che questo avvicinamento può essere reciproco, perché è una situazione regionale. Da parte sua la Transnistria cerca di avvicinarsi, ma dipende dalle opportunità della Russia stessa, consideriamo queste peculiarità", — ha aggiunto.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160924/3401288/Shevchuk-diplomazia-indipendenza-geopolitica.html

venerdì 4 dicembre 2015

IL DITTATORE UCRAINO CONCENTRA L'ESERCITO UCRAINO AI CONFINI DELLA REGIONE CRIMEA E NAZIONE TRANSINISTRIA

L’Ucraina ha concentrato le truppe ai confini della Crimea e della Transnistria, ha dichiarato il presidente Poroshenko nel corso di un incontro con i militari del paese.

"Abbiamo ingrandito gli effettivi reali, non quelli sulla carta, delle forze armate dell'Ucraina, creando dei gruppi che proteggono tutte le direttrici potenzialmente pericolose, comprese quelle della Crimea e dell'autoproclamata Transnistria", — ha detto Poroshenko.
Secondo il presidente ucraino, proprio a questa strategia sono dovute le ondate di mobilitazione che hanno consentito di ingrandire le truppe.
Poroshenko ha informato anche dell'aumento delle spese militari: nel 2016 il budget delle forze armate dell'Ucraina sarà di circa 4 miliardi di euro (5% del PIL).

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20151204/1668446/Ucraina-truppe-concentrazione.html#ixzz3tMy1x5f8

venerdì 24 luglio 2015

IL FRONTE DELLA TRANSINISTRIA


Il fronte della Transnistria, documentario di Petr Vershinin e Valery Konin sulla situazione attuale in Transnistria, stretta dal blocco economico attuato da Ucraina e Moldova. Trasmesso dalla rete televisiva “Onda Russa TV”.

lunedì 22 giugno 2015

LA REPUBBLICA DI DONETSK INTERVERRA' IN CASO DI ATTACCO ALLA TRANSINISTRIA


Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk Alexander Coffman: In caso di aggravamento della situazione in Transnistria, se le ostilità riprendono, l'Esercito della Repubblica popolare di Donetsk sarà disposto a sostenere la Transnistria.
Noi crediamo che, alla luce delle ultime tendenze di questa escalation è inevitabile.
Ci sono i nostri fratelli, e, naturalmente, in caso di un attacco contro di loro, noi dobbiamo aiutarli.
Sono sicuro che ce la possiamo fare. Inoltre, purtroppo, ho fiducia che l'approfondimento accadrà.
La storia dimostra che dove è assegnato Saakashvili, non si può fare affidamento.
Bloccare la regione della Transnistria, che dal maggio hanno gestito la Repubblica di Moldova e l'Ucraina, chiudendo l'accesso ai beni e ai peacekeeper russi attraverso il loro territorio in Transnistria, sarà l'apertura del secondo fronte, che distruggerà l'Ucraina.

Fonte:http://es.hunternews.ru/?p=793

lunedì 15 giugno 2015

TRANSINISTRIA: IL SESTO GIORNO


Numerose fonti stanno ora puntando i riflettori sulla Transinistria che sembra essere la prossima regione pronta ad essere attaccata dal regime ucraino, sostenuto a armato da governi stranieri europeisti e quello, certamente mai assente, americano.
I fatti sono chiari al confine con la Transinistria i soldati dell'esercito ucraino al servizio del regime hanno cominciato a schierare armi pesanti, preparandosi ad attaccare la regione composta da una popolazione ucraino-russa che vuole integrarsi con la Russia. (dettagli qui)
La Transnistria è una regione che si è staccata dalla Moldova negli anni novanta e funziona de facto in maniera autonoma con il sostegno economico e militare di Mosca e ma maggioranza della popolazione è a favore di integrarsi con il territorio della Federazione Russa.
Quali sono i precursori di tale pericolo?
Le autorità ucraine hanno deciso di schierare sistemi missilistici S-300 al confine con la Transnistria.
Lo riferisce l’agenzia di stampa Itar Tass, citando un rapporto pubblicato dal giornale Taimer, con base a Odessa, che a sua volta citerebbe funzionari del ministero della Difesa ucraina.
Quindi non possiamo più parlare di difesa dell'Ucraina ma bensì di una vera aggressione.
L'S-300 è una serie di sistemi missilistici terra-aria a lungo raggio realizzati in Unione Sovietica e Russia a partire dall'S-300P (versione base). Prodotti dalla NPO Almaz, sono stati sviluppati per contrastare i velivoli ed i missili da crociera nemici. Versioni successive sono efficaci anche contro i missili balistici. Dal 1993, questi missili sono prodotti congiuntamente dall'Almaz con la sudcoreana Samsung.
Il sistema S-300 venne schierato per la prima volta nel 1979 in Unione Sovietica per la difesa dei grandi centri industriali ed amministrativi, di basi militari, oltre che per il controllo dello spazio aereo nazionale.

La responsabile dello sviluppo dei sistemi S-300 è la già citata azienda russa Almaz, di proprietà del governo (conosciuta anche come KB-1), che è parte della Almaz-Antei. I missili utilizzati da questi sistemi antiaerei sono stati sviluppati dall'ufficio tecnico "Fakel", una distinta azienda governativa nota anche come OKB-2.
L'S-300 è considerato uno dei più potenti missili antiaerei oggi disponibili.
I suoi radar sono in grado di inseguire circa 100 bersagli, potendo ingaggiarne 12/24/36.
Esso è in grado di raggiungere una gittata di 150-200 o 300 km e può distruggere perfino i missili balistici.
L'unità di comando si trova ad una distanza di 30–40 km dagli altri elementi del sistema di combattimento. I sistemi sono completamente automatici.
Il tempo di dispiegamento di questo tipo è di cinque minuti. I missili S-300 rimangono sempre sigillati, e durante la loro vita operativa non necessitano di interventi di manutenzione.
I complessi missilistici dovrebbero essere dispiegati nel distretto di Bolgrad, nella regione di Odessa.

La Transnistria si augura che la Russia proteggerà la piccola regione moldava, uno stato indipendente de facto, se l'Ucraina decide di invaderlo, ha avvertito Shtanski.
"La gente in Transnistria sanno bene che la Russia non li lascerà", ha detto Shtanskim secondo Regnum News Agency.
Secondo il ministro degli Esteri, l'Ucraina e la Moldova stanno conducendo una guerra ibrida contro il suo paese.
Anche se non vi è alcuna minaccia militare diretta ancora, sia Kiev e Chisinau hanno iniziato un blocco economico, la guerra e altri metodi di isolamento.
In questa situazione, Shtanski ha sottolineato che "le speranze dei transnistriani sono le uniche con la Russia", aggiungendo che la Transnistria è grata per il sostegno politico e di assistenza economica fornita dalla Russia.
Senza l'aiuto della Russia, la regione sarebbe stata colpita da una crisi socio-economica grave, ha riferito il ministro degli Esteri.
Quest'anno, il governo ucraino è andato anche oltre e ha vietato il trasferimento di alcool etilico, birre, liquori, tabacco, prodotti petroliferi, gas liquefatto e le auto in Transnistria.
Allo stesso tempo, la Moldavia ha iniziato a perseguire i commercianti che importano merci alla Transnistria, accusandoli di "traffico illegale".
Insieme al blocco economico, l'Ucraina sta aumentando la propria attività attraverso la realizzazione di esercitazioni militari e portando le attrezzature vicino al confine della Transnistria. Inoltre, il mese scorso l'Ucraina ha deciso di bloccare i peacekeeper russi che arrivavano in Transnistria, violando così l'accordo di pace del 1992 tra la Moldova e Transnistria.
Questo mina lo stato di Kiev come uno dei garanti del processo di pace in Transnistria e potrebbe destabilizzare la sicurezza regionale.
La situazione di conseguenza è già particolamente calda.
Possiamo però dire una cosa positiva che una guerra in Transinistria potrebbe avere per l'Ucraina.
Il regime di Kiev, se decidesse di attaccare vedrebbe la sua fine imminente.
Il Vice Presidente ha sottolineato che se le forze di pace (russe) verranno attaccata in Transnistria, la Russia entrerà in guerra.
"Se ciò accadrà il regime di Kiev cadrà e tutte le conseguenze della politica post-Maidan di Kiev saranno sulle nostre spalle. Se entriamo in guerra, il vincitore dovrà essere responsabile di tutto" ha aggiunto il parlamentare.
Tuttavia, l'occupazione del territorio della Tranisnistria da parte dell'Ucraina, nonostante le armi accumulate grazie al mercato straniero non può durare che pochi giorni in quanto esiste il concreto pericolo che le regioni di Donetsk e Lugansk e la Crimea, senza calcolare le regioni pro-russia del resto dell'Ucraina, inizino una controffensiva.
All'inizio di quest'anno, l'analista politico ucraino Sergei Gaidai, direttore del Centro per la Pianificazione Strategica, aveva già descritto l'operazione "Boomerang", una guerra lampo in cui l'esercito ucraino occuperà Transnistria in cinque giorni, catturererà i leader legittimi della Transnistria e il contingente di 400 peacekeeper russi che vi stazionano.
Eppure anche questa previsione sarebbe fin troppo ottimistica per ovvie ragioni.
L'esercito della Transinistria nel momento in cui avrebbe inizio l'attacco sarà costretto a rispondere rapidamente al fuoco con ovviamente dure perdite da ambo le parti.
Ciò che rende gli ultimi sviluppi sulla Transnistria troppo inquietanti è il fatto che, controllata dalle autorità della Transnistria e sorvegliato dalle truppe russe, c'è un enorme deposito russo, ex sovietico, di munizioni, che si trova a circa 2 km dal confine ucraino. Con 22.000 o anche più tonnellate di attrezzature militari e munizioni, è segnalato per essere uno dei più grandi d'Europa.
Di conseguenza in quei cinque giorni previsti è probabile che nemmeno la metà dell'esercito ucraino vedrà sorgere l'alba del sesto giorno.
Cosa diranno in seguito, con l'isolamento tra l'Ucraina e la Moldavia in corso accuseranno ancora una volta la Russia di armare i ribelli?
Tuttavia quella descritta sarebbe certamente la parte più facile del conflitto perchè perché c’è il pericolo che l’esercito separatista passi all’offensiva, gli ucraini non possono schierare molte forze per attaccare la Transnistria, potendo creare un dispositivo offensivo costituito da una brigata di carri armati, una meccanizzata, una di artiglieria e una di fanteria motorizzata. Con una forza di 7000 soldati, il 40% riservisti, ma qualitativamente superiore all’esercito della Transnistria.
La Repubblica di Moldavia non ha i mezzi per partecipare all’attacco alla Transnistria e la Romania non può intervenire per sostenere l’Ucraina sul territorio della Transnistria, per non invalidare l’articolo 5 del Trattato della NATO.
Riguardo all’equipaggiamento del suo esercito, rischia anche una catastrofe militare di grandi proporzioni, mentre la vecchia Europa, fatta eccezione delle sanzioni economiche, non è disposta ad opporsi alla Russia.
Se mai l’esercito ucraino attaccasse la Transnistria, la Russia reagirà immediatamente e con forza, in modo da non consentire qualsiasi ulteriore mossa degli statunitensi. Nel programma “Diritto di voto” della televisione ucraina, Aleksej Martinov, direttore dell’Istituto Internazionale, ha detto che l’aeroporto di Tiraspol ha la capacità tecnica di accogliere gli aerei da trasporto pesante della Russia.
Perciò l’Ucraina attaccherebbe senza preavviso gli aerei da trasporto russi in volo per Tiraspol. Il ministero della Difesa dell’Ucraina citato dalla rivista Timer di Odessa, avrebbe iniziato il dispiegamento di sistemi antiaerei S-300 al confine con la Transnistria.
Tuttavia, la prima cosa che farebbe la Russia sarebbe annientare i radar e le batterie di missili antiaerei nel sud dell’Ucraina tramite interferenza, obiettivo piuttosto facile per i 12 aerei specializzati dotati dei nuovi sistemi L-175B Khibinij e Richag-AV.
Dato che vi sono missili antiaerei nell’esercito ucraino guidati da dispositivi ottici, le batterie antiaeree, entro il cui raggio potrebbero passare gli aerei da trasporto russi in rotta per la Transnistria, verrebbero neutralizzate dagli attacchi aerei.
Nonostante il disturbo intenso, vi è la possibilità che aerei ucraini decollino e rilevino con mezzi visivi le formazioni di aerei da trasporto russi, che dovrebbero essere accompagnati da aerei da caccia russi.
L’Aeronautica russa dispone di oltre 300 velivoli da trasporto.
• 25 aeromobili An-124, i più grandi aerei cargo del mondo (trasportano 150 tonnellate o 2 carri armati T-90 o 6 veicoli da combattimento della fanteria (MLI)).
• 100 Il-76 (che trasporta 42-60 tonnellate o 4 MLI).
• 50 An-12 (che trasportano 60 paracadutisti o 2 MLI)
• 5 An-22 (che trasportano 80 tonnellate di carico)
• 96 An-24/26 (che trasportano 40 paracadutisti)
• 25 An-72 (che trasportano 52 paracadutisti o 1 MLI).
Se necessario, i gruppi Volga-Dnepr, Polet e altre compagnie russe possono supportare l’esercito russo con altri 100 aeromobili An-124 e Il-76. In dieci ore la flotta di aeromobili della Russia può inviare nel teatro della Transnistria, con un ponte aereo, 18000 soldati con 400 carri armati T-90, 300 obici semoventi 2S3, sistemi lanciarazzi BM-27 Uragan, BM-30 Smerch, 9A52-4 Tornado e 40 elicotteri d’attacco. Il 40% del contingente russo sarebbe paracadutato dietro il dispositivo offensivo ucraino, bloccando le vie di collegamento, rifornimento e ritiro dell’esercito ucraino. Una volta effettuata la manovra dei paracadutisti, l’autostrada M05 nord-sud che collega Kiev a Odessa e l’autostrada M13 ovest-nord, che collega Dubasari a Kirovograd, sarebbero controllate dai russi, e la regione di Odessa verrebbe isolata dal resto dell’Ucraina.
I paracadutisti russi hanno elevata manovrabilità e supporto di fuoco. I loro equipaggiamenti comprendono:
• blindati GAZ Tigr,
• blindati BMD-2 e BMD-3 (con cannone da 30mm e lanciamissili anticarro Kornet nella torretta)
• blindati BTR-MD Rakushka e BMD-4 (con cannoni da 10 mm e 30mm, e lanciamissili anticarro Konkurs nella torretta)
• mortaio semovente 2S9 Nona (8,7 t) da 120mm
• sistemi antiaerei Strela-10 e Verba (gittata 6400 m) portatili o montati su blindati leggeri.
Lo scenario della Georgia nel 2008 non si ripeterà perché il gruppo offensivo ucraino non ha dove ritirarsi, venendo bloccato tra Transnistria, fiume Dnepr, foce del Danubio e truppe russe. Quindi è molto probabile la resa dei militari ucraini entro 24 ore dall’inizio dell’offensiva, mentre le truppe russe si dirigerebbero velocemente su Odessa per catturare il governatore Saakashvili e consegnarlo alla Giustizia della Georgia, per poi ritirarsi in Transnistria.
Il punto interrogativo è la notizia dello schieramento di 5.000 soldati americani al confine con la Russia più altri mezzi pesanti.









giovedì 11 giugno 2015

RUSSIA: SE I NOSTRI PEACEKEEPER RUSSI VERRANNO ATTACCATI LA FEDERAZIONE RUSSA ENTRERA' IN STATO DI GUERRA

“Se i Peacekeeper russi verranno attaccati in Transnistria, la Federazione Russa entrerà in guerra”. Questo ha dichiarato il Vice Presidente della Duma Sergey Zhelezniak durante un programma in diretta del canale televisivo Russia

Domenica scorsa, durante un programma in diretta del canale televisivo di Russia 1, il Vice Presidente della Duma di Stato della Federazione Russa Sergej Zheleznjak ha dichiarato che la nomina dell’ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili a governatore dell’Oblast’ di Odessa è una provocazione contro la Russia volta a coinvolgere la Federazione Russa in una guerra con l’Ucraina. In particolare, l’attacco dei militari ucraini contro le forze di pace russe in Transnistria sarebbe il progetto di tale provocazione.
«Il piano di un conflitto militare in Pridnestrovie è stato ideato molto tempo fa e può essere realizzato. Ci sono più di 160mila di nostri cittadini la, ci sono le nostre forze di pace, ci sono i nostri obblighi internazionali. In una situazione simile, nel 2008 (Ossezia del Sud ndt), Saakashvili aveva deciso di sterminare la gente. Non ha nulla da perdere” ha detto Sergej Zheleznjak.
Il Vice Presidente ha sottolineato che se le forze di pace (russe) verranno attaccata in Transnistria, la Russia entrerà in guerra.
«Se ciò accadrà il regime di Kiev cadrà e tutte le conseguenze della politica post-Maidan di Kiev saranno sulle nostre spalle. Se entriamo in guerra, il vincitore dovrà essere responsabile di tutto” ha aggiunto il parlamentare.
E’ importante ricordare che il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko ha nominato Mikheil Saakashvili alla carica di governatore della regione di Odessa il 30 maggio.
Intanto però le autorità ucraine hanno deciso che schiereranno sistemi missilistici S-300 al confine con la Transnistria.

Lo riferisce l’agenzia di stampa Itar Tass, citando un rapporto pubblicato dal giornale Taimer, con base a Odessa, che a sua volta citerebbe funzionari del ministero della Difesa ucraina.
La Transnistria è una regione che si è staccata dalla Moldova negli anni novanta e funziona de facto in maniera autonoma con il sostegno economico e militare di Mosca

I complessi missilistici dovrebbero essere dispiegati nel distretto di Bolgrad, nella regione di Odessa.
Nel 2007 le Forze Armate e paramilitari della Transnistria erano composte da 4.500–7.500 soldati, divise in quattro brigate di fanteria motorizzata a Tiraspol, Bender, Rîbniţa e Dubăsari; nel complesso sono costituite da: 18 carri armati, 107 veicoli corazzati, 46 installazioni anti-aerei. L'aeronautica è composta da: 9 elicotteri Mi-8T, 6 elicotteri Mi-24, 2 elicotteri Mi-2, diversi aeroplani An-2, An-26 e modelli Yak-18.
Attualmente nella Transnistria c'è un contingente di forze russe "di pace", un battaglione con circa 412 persone, ed una unità militare N. 13962 (o OGRF), due battaglioni che contano circa 1.000 persone. OGRF ed il battaglione "peacekeeping" sono legati ai russi della Transnistria (in totale i 'russi' sono 150-160.000; i residenti 'russi' hanno però la cittadinanza di PMR), e sono qui distaccati come mercenari provenienti dalla Russia.
Il 21 maggio 2015, il parlamento ucraino ha approvato una legge che ha interrotto cinque accordi di cooperazione con la Russia nel settore tecnico-militare, tra cui l'accordo sul transito del complesso militare russo da e verso la Transnistria.
Questa decisione, collegata ad altre similari prese negli anni precedenti dalla Moldavia, creano di fatto la chiusura, dal punto di vista tecnico-militare, dei soldati russi ancona oggi presenti nella Transnistria.
Quindi non hanno più possibilità di movimento all'esterno della Transnistria, e neanche possono ricevere aiuti e rinforzi dall'esterno.
Questa è stata una chiara provocazione del regime ucraino alla Federazione Russa.
Nel 2014 la Transnistria ha chiesto di prevedere nella legislazione russa la possibilità di adesione della repubblica alla Russia.
Questo appello è stato ricevuto dal presidente della Duma di Stato Sergej Naryshkin da parte del Consiglio Supremo della repubblica non riconosciuta della Transnistria.
L'ha inviato il presidente del consiglio Mikhail Burla.
Nel 2006 al referendum in Transnistria a favore dell'adesione alla Russia ha votato il 97,2% degli elettori, ha ricordato Burla.
E' stato già approvata in prima lettura la legge costituzionale sul riconoscimento della legislazione russa come parte della legislazione transnistriana.


Fonti:
http://www.imolaoggi.it/2015/06/07/transnistria-se-i-peacekeeper-russi-verranno-attaccati-la-russa-entrera-in-guerra/
https://it.wikipedia.org/wiki/Transnistria
http://it.sputniknews.com/italian.ruvr.ru/news/2014_03_18/La-Transnistria-seguendo-la-Crimea-vuole-aderire-alla-Russia-3538/

TRANISNISTRIA: IL REGIME DI POROSHENKO GIOCA CON IL FUOCO ISOLANDO I SUOI SOLDATI NELLA REGIONE AUTONONOMA


Da settimane se ne parla ma da oggi i militari russi in Transnistria sono realmente isolati dal resto delle forze armate della Federazione Russa. Il Presidente ucraino Petro Poroshenko ha infatti firmato la legge che sopprime ogni forma di cooperazione militare tra l’Ucraina e la Russia. Il fatto, seppur formale, è della massima importanza perché in forza di quell’accordo di collaborazione militare la Federazione Russa era autorizzata ad utilizzare il territorio e lo spazio aereo dell’Ucraina per rifornire le proprie truppe nella parte orientale della Moldavia, dove operano grazie ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
La Trasnistria ha una popolazione di circa 400000 unità e di queste circa 200000 hanno cittadinanza russa, nella regione sono dispiegati 1500 uomini delle forze armate di Mosca che però devono ricevere rifornimenti e soprattuto essere sostituiti con regolarità. La legge firmata da Poroschenko blocca sia i rifornimenti che la possibilità di sostituire i militari.
La Transinistria non ha accesso al Mare ed è circondata da Nazioni oggi alleate degli Stati Uniti, ad ovest la Moldavia, ad est e a sud l’Ucraina con l’Oblast’ di Odessa.
Da oggi la Transnistria si affianca al Donbass come possibile innesco di una guerra su larga scala tra Russia e Ucraina.


Fonte:http://www.geopoliticalcenter.com/2015/06/da-oggi-isolati-i-militari-russi-in-transnistria/

venerdì 5 giugno 2015

TRANSINISTRIA: IL REGIME UCRAINO PREPARA UNA NUOVA REPRESSIONE NEL SANGUE


Il Parlamento ucraino ha stracciato unilateralmente cinque accordi con la Russia sulla cooperazione militare, ha detto il servizio stampa del Parlamento ucraino.
I legislatori hanno votato per recedere dal contratto di cooperazione nei servizi segreti militari e nella reciproca protezione delle informazioni classificate.
Inoltre, il Parlamento ha inoltre sostenuto il ritiro dell'Ucraina dagli accordi che regolano il trasporto militare tra l'Ucraina e la Russia e i pagamenti per quelli di trasporto.
I legislatori ucraini hanno anche approvato un disegno di legge per cancellare l'accordo intergovernativo tra Kiev e Mosca sul transito militare per la Moldova.
Secondo l'accordo sul transito militare, le truppe russe avevano il diritto di viaggiare attraverso il territorio ucraino per la posizione della loro missione di mantenimento della pace nella regione secessionista moldava della Transnistria.
La Russia non ha ancora ufficialmente commentato il potenziale impatto della mossa di Kiev sulle relazioni bilaterali.
Vladimir Komoedov, capo del comitato di difesa del Parlamento russo, ha detto all'agenzia di stampa Interfax che Mosca spera di trovare un compromesso con Kiev all'accordo sul transito militare per la Moldova.
È stato Mark Twain che ha detto che "Dio ha creato la guerra in modo che gli americani potessero imparare la geografia"?.
Un nuovo conflitto internazionale sembra essere in preparazione.
Ora è la Transnistria, una striscia di terra e di uno stato, la Repubblica Moldava di Pridnestrovian (Pridnestrovie), che si trova ad est del fiume Dniester, dove confina l'Ucraina. Nel 1990 la regione ha dichiarato la propria indipendenza e si staccò dalla Moldavia, in tal modo ottenendo un ben incuneato stato tra la Moldova e l'Ucraina.
Per mantenere la pace e la sicurezza nella zona, una struttura comune militare di comando e una forza di pace tri-laterale, composta da russi, moldavi, e le unità della Transnistria, sono stati istituiti nel 1992, con 10 osservatori ucraini entrati in funzione nel 1998.
Fin qui tutto bene, ma qualche giorno fa Kiev ha vergognosamente stracciato il suo accordo del 1995 con la Russia sul transito militare per la Transnistria attraverso l'Ucraina.
Con la Moldova che non concede troppo, ciò significa che le unità di pace russe sono intrappolate lì.
Chiaramente è una delle numerose provocazioni del violento regime ucraino.
Il tempo mostrerà se si tratta di una situazione di "non in / no fuori" o un compromesso è ancora possibile, ma lo sviluppo sembra essere estremamente pericoloso.
Per capire perché questo è così, ecco un po 'di storia.
Dal momento che dall'era sovietica, la Transnistria è sede di tre principali gruppi etnici: moldavi, russi e ucraini, con l'elemento slavo dei russi più ucraini costituisce piuttosto una maggioranza considerevole di qualcosa circa il 60%.
Queste persone parlano russo o ucraino, o entrambi, in quanto da tempo immemorabile.
Nel frattempo, il nazionalismo pan-Rumeno in Moldova, con l'idea di ri-unione con la Romania diventato quasi un'ossessione nazionale, ha raggiunto il suo più alto.
In quel momento, in mezzo a sospetti che "i romeni stavano tornando al loro passato fascista", la Transnistria ha dichiarato la sua indipendenza dalla Moldova.
Quello che seguì fu una serie di scontri tra le parti, che si conclude con un conflitto armato più violento, in cui l'Esercito 14 della Moldova russo fu presto disegnato sul lato della repubblica separatista.
Questo è il modo in cui il generale Alexander Lebed, l'allora comandante della 14 ° Armata, ha descritto la situazione nel 1992: "650 persone sono già state uccise e 4.000 feriti c'erano solo sul lato della Transinistria.
Il numero dei ricoveri è stato tra 120.000 e 150.000.
Le fabbriche, tra cui una raffineria di petrolio, un impianto di bio-chimica e una fabbrica di birra, sono state date alle fiamme a Bendery, dove oltre il 50 per cento delle abitazioni era stata distrutta.
Nella stessa città, quasi tutte le scuole, asili nido e strutture mediche erano state gravemente danneggiate e non erano più in uso. "
"Posso confermare ufficialmente", ha proseguito, «che qui sul territorio di Traninistria, non ci sono post-comunisti, filo-comunisti, neo-comunisti, né di qualsiasi altro tipo di regime.
Ci sono semplicemente persone che vivono qui, che sono sistematicamente, a fondo e brutalmente massacrate.
Inoltre, esse vengono ammazzate in un modo tale che le SS di cinquant'anni fa appaiono come scolaretti in confronto ... L'ombra del fascismo incombe su questa terra di abbondanza.
Penso che il nostro ex grande Paese dovrebbe saperlo.
E dovrebbe ricordare quanto è stato il costo per spezzare la schiena del fascismo 47 anni fa.". (Citato in Harold Elletson" Il generale contro il Cremlino. ")
Ma torniamo alla situazione attuale. Ciò che rende gli ultimi sviluppi sulla Transnistria troppo inquietanti è il fatto che, controllata dalle autorità della Transnistria e sorvegliato dalle truppe russe, c'è un enorme deposito russo, ex sovietico, di munizioni, che si trova a circa 2 km dal confine ucraino. Con 22.000 o anche più tonnellate di attrezzature militari e munizioni, è segnalato per essere uno dei più grandi d'Europa. Una gigantesca polveriera.
Cosa succederebbe se l'esercito americano-ucraino del dittatore decidesse di aggredire la Tranisnistria come ha fatto con le regioni della Nuova Russia?
Certamente tornerebbero indietro a rate o simili al formaggio.
Speriamo che questo non accada mai.




Fonti:
http://russia-insider.com/en/transdniester-blockaded-ukraine-cancels-five-military-accords-russia/ri7262
http://russia-insider.com/en/politics/new-conflict-brewing-transnistria/ri7382

mercoledì 27 maggio 2015

LA TRANSINISTRIA SI SENTE MINACCIATA E CHIEDE L'INTERVENTO DI VLADIMIR PUTIN


In Transnistria i rappresentanti di 66 organizzazioni pubbliche hanno deciso in una riunione tenuta di preparare il ritorno della Russia al Partito del presidente Vladimir Putin, al fine di chiedere la protezione contro qualsiasi minaccia esterna.
"Vorremmo fare appello al partito di Vladimir Putin, che se sorgesse una sorta di minaccia per la Transnistria, se la prenda come garante di pace del territorio della Transnistria, e prendere tutte le misure necessarie per: politici, diplomatici, economici, sanzioni decise a vista, e, naturalmente, il rischio di altre misure" ha detto la rappresentante femminile dell'Unione Nazionale della Transnistria, Tatyana Dolišnjaja.

martedì 26 maggio 2015

GLI STATUNITENSI SI PREPARANO AD AGGREDIRE LA TRANSINISTRIA, MOSCA INVECE A TUTELARLA


Una fonte del ministero della Difesa russo ha annunciato l’esistenza di un piano per liquidare la Transnistria sviluppato da servizi segreti statunitensi, ucraini, moldavi e romeni. Il Ministero della Difesa russo è preoccupato per la possibilità di una brusca destabilizzazione nella Repubblica moldava di Transnistria (PMR), e si prepara agli scenari più sfavorevoli.
Con questo obiettivo, il Gruppo Operativo delle Truppe Russe (OGRV) di stanza nella Repubblica, ha svolto esercitazioni per proteggere le principali strutture militari. Secondo il servizio stampa del distretto militare occidentale, che controlla l’OGRV, 100 soldati del gruppo sono stati messi in allerta. Dopo una marcia di 150 chilometri ai magazzini militari nel villaggio di Kolbasna, sono entrati in formazione operativa contro terroristi immaginari che cercavano d’impossessarsi di armi e munizioni.
I militari hanno sottolineato che i combattenti dell’OGRV operavano in condizioni prossime a una battaglia reale. Il personale delle unità anti-terrorismo ha compiuto i compiti con successo: “Durante le esercitazioni per eliminare i terroristi, particolare attenzione è stata prestata al miglioramento della coerenza delle operazioni in combattimento su terreno aperto, nell’ambito di piccole unità e gruppi tattici (di due/tre elementi)“. Scenari simili sono ora svolti non solo dai militari dell’OGRV, ma anche dalle forze di pace russe di stanza nelle zone di conflitto.
Tale aumento dell’attività delle truppe russe in Transnistria, spiega a “NG” la fonte di del Ministero della Difesa, non solo rientra nei piani per le esercitazioni estive, ma per le minacce reali che si presentano oggi nella zona. In particolare, “NG” avrebbe informazioni su un piano militare per liquidare la Transnistria presumibilmente ideato dai servizi d’intelligence statunitensi con la partecipazione delle agenzie militari di Ucraina, Moldavia e Romania.
Parte del piano è la decisione di Kiev della scorsa settimana di denunciare l’accordo con la Russia sul transito sul territorio ucraino di militari e carichi russi in Transnistria.
Inoltre, secondo la fonte di “NG”, nel prossimo futuro terroristi ucraini e romeno-moldavi condurrebbero operazioni di sabotaggio e terrorismo per catturare i depositi di armi nella PMR, custoditi dai soldati russi.
Sul territorio della riva sinistra del fiume Nistro, provocazioni su larga scala con omicidi tra popolazione civile avrebbero inizio, per screditare le forze di pace russe.
Tali circostanze saranno la scusa per il ritiro ufficiale di Chisinau dall’operazione di mantenimento della pace. Le autorità moldave cercheranno aiuto da Unione Europea e NATO, e a questo punto la sostituzione dei caschi blu russi verrebbe preparata sotto forma di battaglione di peacekeeping moldavo-rumeno.
Il ministro della Difesa della Moldova, Viorel Cibotaru ha annunciato ufficialmente la formazione di tale unità il 23 maggio, dopo il suo incontro con l’omologo romeno Mircea Dusa, annunciando che il battaglione in futuro includerà militari di Ucraina e Polonia.
Il Tenente-Generale Jurij Netkachev, che nel 1992 era comandante della 14.ma Armata di stanza in Transnistria, inoltre non esclude la soluzione militare della situazione sul Dnestr.
“Danneggia gli interessi geopolitici di Mosca, e sono sicuro che la leadership russa farà tutto il possibile per difendere la propria posizione in questa regione, e non permetterà l’escalation del conflitto” ritiene l’esperto.
Netkachev ricorda che Chisinau, quando comandava la 14.ma Armata, con il supporto di volontari e mercenari romeni tentò di conquistare la PMR. “Non funzionò allora e non funzionerà ora, nonostante l’Ucraina cerchi di tagliare l’ossigeno alle nostre truppe“, ha detto Netkachev.
E’ d’accordo con il parere del coordinatore dell’ispettorato generale del Ministero della Difesa della Federazione Russa, Generale Jurij Jakubov, che non esclude la possibilità di rifornire i peacekeeper sotto blocco ucraino per via aerea, utilizzando velivoli da trasporto militare.
“Naturalmente, non è un grave problema per i nostri aerei sorvolare il territorio ucraino, molto probabilmente la regione di Odessa. Dalle coste sul Mar Nero al confine con la PMR vi sono meno di 100 chilometri.
E’ stato segnalato che l’esercito ucraino vi ha schierato sistemi missilistici antiaerei S-300, ma sembra che la difesa aerea ucraina difficilmente deciderà di abbattere i nostri aerei militari che volano a Tiraspol”, ha detto l’esperto.
Mentre la situazione intorno la Transnistria si deteriora, Romania e Stati Uniti hanno iniziato le esercitazioni militari vicino al confine con la regione ucraina di Odessa. A tal fine un cacciatorpediniere lanciamissili degli Stati Uniti, il Ross, è arrivato sul Mar Nero il 23 maggio.

Il comunicato stampa della VI flotta degli Stati Uniti dichiara che la presenza del Ross nella regione è necessaria per “garantire la sicurezza” e il rafforzamento della “cooperazione nel Mar Nero” per “la pace e la prosperità nella regione“. Il Ross è dotato del sistema di difesa missilistica AEGIS, e le principali armi della nave sono i missili da crociera Tomahawk.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/05/26/leliminazione-di-mozgovoj-rientra-nelloperazione-per-distruggere-il-donbas/

giovedì 2 aprile 2015

L'UCRAINA PROVOCA LA TRANSINISTRIA


Al confine tra l'Ucraina e la Transnistria, nei pressi del villaggio di New Andrijaschevka la sera c'è stata una sparatoria.
"È stato accertato che due cittadini della Transnistria hanno cercato il confine tra l'Ucraina e Transnistria fuori dal valico di frontiera per andare a casa.
Come risultato, un soldato ucraino ha aperto il fuoco ", dice il Comitato per la sicurezza della Transnistria.
L'Ucraina come da abitudine nega tutte le accuse e ha dichiarato di aver sparato contro i cittadini della Repubblica di Moldova, i soldati della Transnistria soldati.
Poco prima di questo incidente, il presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko ha avuto colloqui con i suoi discorsi con l'omologo romeno, entrambe le parti hanno concordato di coordinare le loro attività al conflitto in Transnistria.


Il presidente ucraino dopo il massacro di migliaia di cittadini russi del Donbass, potrebbe essere pronto ad attaccare la Transinsinistria, specialmente dopo il recente invio di armi americane.

Fonte:http://de.novorosinform.org/news/id/9071

giovedì 19 marzo 2015

UCRAINA: ORA POROSHENKO PRETENDE CHE LA TRANSINISTRIA VADA INTEGRATA ALLA MOLDAVIA


Nel corso di una conferenza stampa congiunta, tenuta insieme al presidente della Romania Klaus Werner Iohannis, il presidente ucraino Petr Poroshenko ha auspicato la "reintegrazione" della Transnistria nel quadro della Moldavia.
Secondo Poroshenko, Kiev e Bucarest hanno raggiunto un accordo per coordinare le loro azioni con lo scopo di "favorire lo scongelamento del conflitto e aiutare la Moldova sovrana e indipendente a ristabilire la sua integrità territoriale, reintegrando la regione della Transnistria". Tuttavia non è stato precisato in che modo Ucraina e Romania intendono farlo.
I russi e gli ucraini compongono il 60% della popolazione della Transnistria. La regione aveva cercato di uscire dal quadro della Moldavia ancora prima delle disgregazione dell'Unione Sovietca, in quanto temeva che Moldavia si potesse unire alla Romania sulla scia del nazionalismo. Nel 1992 dopo il fallimento del tentativo, intrapreso dalle autorità moldave, di risolvere il problema con la forza, la Moldavia ha di fatto perso il controllo di questo territorio.
Nella zona del conflitto è dislocata una forza di pace di cui fanno parte militari di Russia, Moldavia e della stessa Transnistria. I politici moldavi hanno più volte invocato il ritiro delle truppe russe, giudicando la loro presenza come un atto di occupazione, accusa che è stata regolarmente respinta sia da Mosca che da Tiraspol.


Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150318/132844.html#ixzz3Uqhtsj1d

martedì 17 febbraio 2015

PERCHE' L'INTEGRITA DELLO STATO DELL'UCRAINA NON ESISTE


Perche i russi hanno sempre pensato allo stato ucraino come facente parte alle Federazione Russa?
Interessi imperialisti, diranno alcuni occidentali che ben poco sanno di storia e della politica russa.
La realtà è che lo stato dell'Ucraina come noi lo osserviamo nella mappa in alto in realtà è stato disegnato dall'Unione Sovietica senza fare alcun riferimento alle popolazioni che ne fanno parte, ma se dovessimo osservare le regioni che sono abitate da una popolazione a maggioranza ucraina scopriremmo che in realtà sarebbe molto più piccolo, diviso tra regioni con altre popolazioni a maggioranza russa a sud e est ecc.
Ma facciamo un riassunto di come è stato fondato lo stato ucraino.
L’Ucraina è sempre stata una provincia russa facente parte dell'URSS, perfino il luogo in cui venne fondata la Russia, Rus’, e l’ex-Ucraina fu arbitrariamente creata dall’Unione Sovietica senza mai contemplare le assai diverse popolazioni che abitano questa regione.
La Repubblica Socialista Sovietica Ucraina o RSSU fu una delle 15 repubbliche dell'Unione Sovietica dalla sua nascita, il 25 dicembre 1917 alla sua sostituzione da parte dell'Ucraina indipendente il 24 agosto 1991.
Inizialmente, quando la Repubblica Comunista Ucraina venne proclamata a Charkiv nel 1919 era conosciuta come la Repubblica popolare ucraina, cosa che generò parecchia confusione con l'omonima Repubblica Popolare Ucraina ma con capitale Kiev che è nota anche col nome di Repubblica Nazionale ucraina per distinguersi dalla prima. Con il formarsi dell'Unione Sovietica nel 1923 il nome venne cambiato in Repubblica Socialista Sovietica Ucraina con iniziali УССР in ucraino (RSSU in italiano).
Nel 1936 il nome della repubblica venne cambiato di nuovo, così come quello di tutte le altre repubbliche sovietiche trasponendo la seconda e la terza parola: dal 1936 al 1991 la denominazione è Ucraina Sovietica Socialista Repubblica (l'ordine delle parole ucraino consente i tre aggettivi prima del nome finale).
Fu un membro fondatore dell'Unione Sovietica dal momento in cui nacque nel 1922.
Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1945, furono approvati alcuni emendamenti alla Costituzione della RSS Ucraina: questi cambiamenti portarono il Paese a una maggior autonomia dall'URSS in campo di politica internazionale, pur rimanendo all'interno dell'Unione Sovietica. In particolare, questi emendamenti permisero all'Ucraina di diventare uno dei membri fondatori delle Nazioni Unite insieme all'URSS e alla RSS Bielorussa.
Tuttavia l'Ucraina come si evince dalla mappa sottostante ha un'elevata maggioranza di popolazione russa in diverse regioni.

Parliamo ora dello Stato Federale di Nuova Russia.
“Novorossija”, il cui nome esatto è “Unione delle Repubbliche Popolari di Novorossija” è l’ultimo arrivato tra gli Stati democraticamente costituiti, anche se non è riconosciuto dalla comunità internazionale, esiste ed opera.
L’esistenza dell'”Unione delle Repubbliche del Popolo della Nuova Russia” è una piccola rivoluzione, va capito perché. Tutti i termini e simboli della Nuova Russia sono stati accuratamente scelti ed hanno un significato profondo. La Nuova Russia o Novorossija ha cultura e lingua russa.

Ciò che caratterizza il popolo della Nuova Russia è il desiderio di non essere integrato nel sistema euro-atlantico dominato dagli Stati Uniti tramite NATO ed Unione Europea. Tale sistema s’è ampiamente dimostrato inefficace e dannoso. Le nazioni che vi aderiscono declinano e sprofondano nella stagnazione economica e nel declino morale.
È storicamente la prima volta che una nazione europea prende le armi per non farsi integrare nel sistema imposto dagli USA, rifiutandone non solo il sistema economico, ma anche i valori morali.
Si può osservare adesso nella mappa sottostante come la mappa delle proteste contro l'esercito ucraino e a favore della Federazione Russa coincidano letteralmente con i confini della maggioranza russa ucraina.

Il principio di autodeterminazione dei popoli sancisce l'obbligo, in capo alla comunità degli stati, a consentire che un popolo sottoposto a dominazione straniera (colonizzazione o occupazione straniera con la forza), o facente parte di uno stato che pratica l'apartheid, possa determinare il proprio destino in uno dei seguenti modi: ottenere l'indipendenza, associarsi o integrarsi a un altro stato già in essere, o, comunque, a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico (c.d.: «autodeterminazione esterna»).
Non esiste alcun diritto all'autodeterminazione in capo a un popolo: quest'ultimo, infatti, non è titolare di un diritto ad autodeterminare il proprio destino ma è solo il materiale beneficiario di tale principio di diritto internazionale.
Spesso sentiamo parlare dei capi di stato dell'Unione Europea e dal presidente americano che pretendono dalla Russia il rispetto dell'intergrità territoriale dell'Ucraina, e la stessa cosa la sentiamo affermare dal regime ucraino di Poroshenko.
Spesso sentiamo ripetutamente la storia che all'interno dei confini dell'Ucraina continuano a entrare eserciti russi, ma tutto ciò è stato smentito definitivamente sia dal capo dell'esercito ucraino sia da un giornalista britannico che è stato sul posto.

-Il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate dell'Ucraina, generale Viktor Muzhenko, conferma in una relazione che è datata a Giovedi 29 gennaio, che i soli cittadini russi che combattono nella regione contestata, sono residenti in quella regione, o dell'Ucraina, e anche alcuni cittadini russi che «sono membri di gruppi armati illegali ", cioè combattenti che non vengono pagati da nessun governo, ma sono solo" cittadini."
Il Generale Muzhenko dice anche, con forza, che il "esercito ucraino non sta combattendo con le unità regolari dell'esercito russo."

-Un'altra conferma che la guerra è scatenata dalle popolazioni russe dell'Ucraina per difendersi la osserviamo nella testimonianza di un giornalista britannico.
Il giornalista britannico Mark Franchetti interviene a Shuster Live, il più importante talk show della televisione Ucraina. E getta lo sconcerto in studio con le sue risposte che mettono in grande imbarazzo l’intervistatore, chiaramente schierato pro-Kiev.
Franchetti autore di un reportage dall’Ucraina orientale, descrive i filo-russi come “persone normali, assolutamente convinte di difendere le loro case dai fascisti” e smentisce i suoi interlocutori sulla presenza di infiltrati russi: “posso solo parlare di quello che ho visto con i miei occhi”, afferma via Skype, lasciando ancora più sconcertati i suoi interlocutori.
Allo stesso modo è da un'anno che si afferma che un'esercito russo starebbe varcando i confini territoriali dell'Ucraina ma fino ad ora sarebbe da chiedersi contro chi avrebbe combattuto l'esercito ucraino.
Dopo aver fatto menzione del fatto che il popolo di Nuova Russia non intende integrarsi con gli ucraini, sarebbe anche il caso di menzionare la Transinistria, al confine tra Moldavia e Ucraina.

La regione, precedentemente parte della Repubblica Socialista Sovietica Moldava (una delle ex - repubbliche dell'Unione Sovietica), dichiarò unilateralmente la propria indipendenza come Repubblica Moldava di Pridnestrovie il 2 settembre 1990.
Dal marzo al luglio 1992 la regione è stata interessata da una guerra che è terminata con un cessate il fuoco, garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Pridnestrovie, e la creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Pridnestrovie comprendente 20 località a ridosso del fiume Nistro.
Nel territorio della Repubblica Moldava di Pridnestrovia sono stanziati 2.000 militari russi, equipaggiati con armi leggere, a difesa dei consistenti depositi di munizioni lasciati in loco dalla 14ª armata dell'URSS.
Nel 2009, dopo che era stata ipotizzata l'installazione di uno scudo antimissili americano in Romania, il presidente della Repubblica Igor Smirnov ha dichiarato il benestare per lo schieramento di un sistema di difesa antimissili russo sul territorio da lui controllato.
Resta il fatto che anche la Transinistria come lo stato di Nuova Russia sia una Repubblica che almeno parzialmente mira a integrarsi con la Federazione Russa.
Nel 2006, in un referendum per decidere se annettere la Transnistria alla Russia, il 97 per cento dei suoi abitanti ha risposto “sì”.
Anche qui osserviamo come il territorio russo dovesse dipendere dalla volontà popolare anzichè da errori storici, sarebbe molto più esteso.
Ma il caso della frammentazione Ucraina non termina qui.

Il Partito Liberal Democratico di Russia ha consigliato i capi di Polonia, Romania e l'Ungheria di tenere un referendum sul riprendere il controllo dei loro ex territori nell'odierna Ucraina.
Il partito LDPR ha confermato di aver inviato lettere alle ambasciate dei tre paesi a suggerire che "tengano un referendum nei territori prossimi dell'Ucraina e a diverse regioni che appartenevano ai paesi di cui sopra".
La scorsa settimana, LDPR ha detto in un comunicato pubblicato sul suo sito web che la formazione caotica dello Stato ucraino ha portato all'emergere di popoli "che sono assolutamente incompatibili come mentalità".
La Regione Chernivitsi dell'Ucraina - costretta a diventare una parte della Repubblica Sovietica Socialista ucraina nel 1940 - apparteneva alla Romania, dice la nota.
Ha aggiunto che la regione Transcarpazia è stata "etnicamente e storicamente legata all'Ungheria," e che le considerazioni geopolitiche hanno provocato la perdita di cinque territori polacchi durante il periodo sovietico: Volyn, Lviv, Ternopil, Ivano-Frankivsk e Rivne.
La dichiarazione del LDPR ha particolarmente notato che parte occidentale dell'Ucraina era in origine polacca

In conclusione ora si può osservare nell'attuale mappa i veri confini dello stato ucraino..
L'altro giorno sul canale internazionale della televisione pubblica polacca TVP Polonia c'è stato un programma politico e analitico durante il quale si è potuta osservare una simulazione della futura mappa dell'ucraina.
Esperti polacchi hanno dichiarato che solo una parte dello Stato non è torturato dagli abitanti di queste regioni circostanti.
Così, secondo la mappa della Romania dovrebbe muoversi la regione di Chernivtsi, mentre la Nuova Russia nel suo areale originario dovrebbe essere parte della Russia.
Stiamo parlando di Odessa, Nikolaev, Dnepropetrovsk, Kharkov, Zaporozhye, Kherson, e, naturalmente, Lugansk e regioni di Donetsk.
Allo stesso tempo, la Polonia dovrebbe ottenere tutte le 5 aree dell'ex Ucraina: Leopoli, Ivano-Frankivsk, Transcarpazia, Volyn e regione di Ternopil.
Ucraina rimarrà direttamente con 7 regioni: Zhitomir, Vinnitsa, Kirovograd, Chernihiv, Poltava e Sumy suggeriscono i polacchi.
Gli analisti inoltre sottolineato che questa sezione interamente segue gli interessi degli abitanti di queste regioni ", perché ora è la popolazione che soffre il tormento."
Insomma, la pretesa dell'integrità territoriale dell'Ucraina da parte degli Stati Uniti è una questione fuori dal loro controllo.







Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Socialista_Sovietica_Ucraina
http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_federale_della_Nuova_Russia
https://aurorasito.wordpress.com/2014/09/11/cose-la-novorossija/
http://it.wikipedia.org/wiki/Autodeterminazione_dei_popoli
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/responsabilita-del-governo-degli-stati.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Transnistria
http://www.ilpost.it/2014/03/20/transnistria-annessione-russia/
http://www.bbj.hu/politics/fringe-russian-party-return-ukraine-land-to-hungary-poland-romania_77537
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/la-futura-mappa-della-vera-ucraina.html




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PERCHE' L'INTEGRITA DELLO STATO DELL'UCRAINA NON ESISTE


Perche i russi hanno sempre pensato allo stato ucraino come facente parte alle Federazione Russa?
Interessi imperialisti, diranno alcuni occidentali che ben poco sanno di storia e della politica russa.
La realtà è che lo stato dell'Ucraina come noi lo osserviamo nella mappa in alto in realtà è stato disegnato dall'Unione Sovietica senza fare alcun riferimento alle popolazioni che ne fanno parte, ma se dovessimo osservare le regioni che sono abitate da una popolazione a maggioranza ucraina scopriremmo che in realtà sarebbe molto più piccolo, diviso tra regioni con altre popolazioni a maggioranza russa a sud e est ecc.
Ma facciamo un riassunto di come è stato fondato lo stato ucraino.
L’Ucraina è sempre stata una provincia russa facente parte dell'URSS, perfino il luogo in cui venne fondata la Russia, Rus’, e l’ex-Ucraina fu arbitrariamente creata dall’Unione Sovietica senza mai contemplare le assai diverse popolazioni che abitano questa regione.
La Repubblica Socialista Sovietica Ucraina o RSSU fu una delle 15 repubbliche dell'Unione Sovietica dalla sua nascita, il 25 dicembre 1917 alla sua sostituzione da parte dell'Ucraina indipendente il 24 agosto 1991.
Inizialmente, quando la Repubblica Comunista Ucraina venne proclamata a Charkiv nel 1919 era conosciuta come la Repubblica popolare ucraina, cosa che generò parecchia confusione con l'omonima Repubblica Popolare Ucraina ma con capitale Kiev che è nota anche col nome di Repubblica Nazionale ucraina per distinguersi dalla prima. Con il formarsi dell'Unione Sovietica nel 1923 il nome venne cambiato in Repubblica Socialista Sovietica Ucraina con iniziali УССР in ucraino (RSSU in italiano).
Nel 1936 il nome della repubblica venne cambiato di nuovo, così come quello di tutte le altre repubbliche sovietiche trasponendo la seconda e la terza parola: dal 1936 al 1991 la denominazione è Ucraina Sovietica Socialista Repubblica (l'ordine delle parole ucraino consente i tre aggettivi prima del nome finale).
Fu un membro fondatore dell'Unione Sovietica dal momento in cui nacque nel 1922.
Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1945, furono approvati alcuni emendamenti alla Costituzione della RSS Ucraina: questi cambiamenti portarono il Paese a una maggior autonomia dall'URSS in campo di politica internazionale, pur rimanendo all'interno dell'Unione Sovietica. In particolare, questi emendamenti permisero all'Ucraina di diventare uno dei membri fondatori delle Nazioni Unite insieme all'URSS e alla RSS Bielorussa.
Tuttavia l'Ucraina come si evince dalla mappa sottostante ha un'elevata maggioranza di popolazione russa in diverse regioni.

Parliamo ora dello Stato Federale di Nuova Russia.
“Novorossija”, il cui nome esatto è “Unione delle Repubbliche Popolari di Novorossija” è l’ultimo arrivato tra gli Stati democraticamente costituiti, anche se non è riconosciuto dalla comunità internazionale, esiste ed opera.
L’esistenza dell'”Unione delle Repubbliche del Popolo della Nuova Russia” è una piccola rivoluzione, va capito perché. Tutti i termini e simboli della Nuova Russia sono stati accuratamente scelti ed hanno un significato profondo. La Nuova Russia o Novorossija ha cultura e lingua russa.

Ciò che caratterizza il popolo della Nuova Russia è il desiderio di non essere integrato nel sistema euro-atlantico dominato dagli Stati Uniti tramite NATO ed Unione Europea. Tale sistema s’è ampiamente dimostrato inefficace e dannoso. Le nazioni che vi aderiscono declinano e sprofondano nella stagnazione economica e nel declino morale.
È storicamente la prima volta che una nazione europea prende le armi per non farsi integrare nel sistema imposto dagli USA, rifiutandone non solo il sistema economico, ma anche i valori morali.
Si può osservare adesso nella mappa sottostante come la mappa delle proteste contro l'esercito ucraino e a favore della Federazione Russa coincidano letteralmente con i confini della maggioranza russa ucraina.

Il principio di autodeterminazione dei popoli sancisce l'obbligo, in capo alla comunità degli stati, a consentire che un popolo sottoposto a dominazione straniera (colonizzazione o occupazione straniera con la forza), o facente parte di uno stato che pratica l'apartheid, possa determinare il proprio destino in uno dei seguenti modi: ottenere l'indipendenza, associarsi o integrarsi a un altro stato già in essere, o, comunque, a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico (c.d.: «autodeterminazione esterna»).
Non esiste alcun diritto all'autodeterminazione in capo a un popolo: quest'ultimo, infatti, non è titolare di un diritto ad autodeterminare il proprio destino ma è solo il materiale beneficiario di tale principio di diritto internazionale.
Spesso sentiamo parlare dei capi di stato dell'Unione Europea e dal presidente americano che pretendono dalla Russia il rispetto dell'intergrità territoriale dell'Ucraina, e la stessa cosa la sentiamo affermare dal regime ucraino di Poroshenko.
Spesso sentiamo ripetutamente la storia che all'interno dei confini dell'Ucraina continuano a entrare eserciti russi, ma tutto ciò è stato smentito definitivamente sia dal capo dell'esercito ucraino sia da un giornalista britannico che è stato sul posto.

-Il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate dell'Ucraina, generale Viktor Muzhenko, conferma in una relazione che è datata a Giovedi 29 gennaio, che i soli cittadini russi che combattono nella regione contestata, sono residenti in quella regione, o dell'Ucraina, e anche alcuni cittadini russi che «sono membri di gruppi armati illegali ", cioè combattenti che non vengono pagati da nessun governo, ma sono solo" cittadini."
Il Generale Muzhenko dice anche, con forza, che il "esercito ucraino non sta combattendo con le unità regolari dell'esercito russo."

-Un'altra conferma che la guerra è scatenata dalle popolazioni russe dell'Ucraina per difendersi la osserviamo nella testimonianza di un giornalista britannico.
Il giornalista britannico Mark Franchetti interviene a Shuster Live, il più importante talk show della televisione Ucraina. E getta lo sconcerto in studio con le sue risposte che mettono in grande imbarazzo l’intervistatore, chiaramente schierato pro-Kiev.
Franchetti autore di un reportage dall’Ucraina orientale, descrive i filo-russi come “persone normali, assolutamente convinte di difendere le loro case dai fascisti” e smentisce i suoi interlocutori sulla presenza di infiltrati russi: “posso solo parlare di quello che ho visto con i miei occhi”, afferma via Skype, lasciando ancora più sconcertati i suoi interlocutori.
Allo stesso modo è da un'anno che si afferma che un'esercito russo starebbe varcando i confini territoriali dell'Ucraina ma fino ad ora sarebbe da chiedersi contro chi avrebbe combattuto l'esercito ucraino.
Dopo aver fatto menzione del fatto che il popolo di Nuova Russia non intende integrarsi con gli ucraini, sarebbe anche il caso di menzionare la Transinistria, al confine tra Moldavia e Ucraina.

La regione, precedentemente parte della Repubblica Socialista Sovietica Moldava (una delle ex - repubbliche dell'Unione Sovietica), dichiarò unilateralmente la propria indipendenza come Repubblica Moldava di Pridnestrovie il 2 settembre 1990.
Dal marzo al luglio 1992 la regione è stata interessata da una guerra che è terminata con un cessate il fuoco, garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Pridnestrovie, e la creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Pridnestrovie comprendente 20 località a ridosso del fiume Nistro.
Nel territorio della Repubblica Moldava di Pridnestrovia sono stanziati 2.000 militari russi, equipaggiati con armi leggere, a difesa dei consistenti depositi di munizioni lasciati in loco dalla 14ª armata dell'URSS.
Nel 2009, dopo che era stata ipotizzata l'installazione di uno scudo antimissili americano in Romania, il presidente della Repubblica Igor Smirnov ha dichiarato il benestare per lo schieramento di un sistema di difesa antimissili russo sul territorio da lui controllato.
Resta il fatto che anche la Transinistria come lo stato di Nuova Russia sia una Repubblica che almeno parzialmente mira a integrarsi con la Federazione Russa.
Nel 2006, in un referendum per decidere se annettere la Transnistria alla Russia, il 97 per cento dei suoi abitanti ha risposto “sì”.
Anche qui osserviamo come il territorio russo dovesse dipendere dalla volontà popolare anzichè da errori storici, sarebbe molto più esteso.
Ma il caso della frammentazione Ucraina non termina qui.

Il Partito Liberal Democratico di Russia ha consigliato i capi di Polonia, Romania e l'Ungheria di tenere un referendum sul riprendere il controllo dei loro ex territori nell'odierna Ucraina.
Il partito LDPR ha confermato di aver inviato lettere alle ambasciate dei tre paesi a suggerire che "tengano un referendum nei territori prossimi dell'Ucraina e a diverse regioni che appartenevano ai paesi di cui sopra".
La scorsa settimana, LDPR ha detto in un comunicato pubblicato sul suo sito web che la formazione caotica dello Stato ucraino ha portato all'emergere di popoli "che sono assolutamente incompatibili come mentalità".
La Regione Chernivitsi dell'Ucraina - costretta a diventare una parte della Repubblica Sovietica Socialista ucraina nel 1940 - apparteneva alla Romania, dice la nota.
Ha aggiunto che la regione Transcarpazia è stata "etnicamente e storicamente legata all'Ungheria," e che le considerazioni geopolitiche hanno provocato la perdita di cinque territori polacchi durante il periodo sovietico: Volyn, Lviv, Ternopil, Ivano-Frankivsk e Rivne.
La dichiarazione del LDPR ha particolarmente notato che parte occidentale dell'Ucraina era in origine polacca

In conclusione ora si può osservare nell'attuale mappa i veri confini dello stato ucraino..
L'altro giorno sul canale internazionale della televisione pubblica polacca TVP Polonia c'è stato un programma politico e analitico durante il quale si è potuta osservare una simulazione della futura mappa dell'ucraina.
Esperti polacchi hanno dichiarato che solo una parte dello Stato non è torturato dagli abitanti di queste regioni circostanti.
Così, secondo la mappa della Romania dovrebbe muoversi la regione di Chernivtsi, mentre la Nuova Russia nel suo areale originario dovrebbe essere parte della Russia.
Stiamo parlando di Odessa, Nikolaev, Dnepropetrovsk, Kharkov, Zaporozhye, Kherson, e, naturalmente, Lugansk e regioni di Donetsk.
Allo stesso tempo, la Polonia dovrebbe ottenere tutte le 5 aree dell'ex Ucraina: Leopoli, Ivano-Frankivsk, Transcarpazia, Volyn e regione di Ternopil.
Ucraina rimarrà direttamente con 7 regioni: Zhitomir, Vinnitsa, Kirovograd, Chernihiv, Poltava e Sumy suggeriscono i polacchi.
Gli analisti inoltre sottolineato che questa sezione interamente segue gli interessi degli abitanti di queste regioni ", perché ora è la popolazione che soffre il tormento."
Insomma, la pretesa dell'integrità territoriale dell'Ucraina da parte degli Stati Uniti è una questione fuori dal loro controllo.







Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Socialista_Sovietica_Ucraina
http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_federale_della_Nuova_Russia
https://aurorasito.wordpress.com/2014/09/11/cose-la-novorossija/
http://it.wikipedia.org/wiki/Autodeterminazione_dei_popoli
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/responsabilita-del-governo-degli-stati.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Transnistria
http://www.ilpost.it/2014/03/20/transnistria-annessione-russia/
http://www.bbj.hu/politics/fringe-russian-party-return-ukraine-land-to-hungary-poland-romania_77537
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/la-futura-mappa-della-vera-ucraina.html




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martedì 18 marzo 2014

MOLDAVIA: ANCHE LA TRANSINISTRIA DECIDE DI ADERIRE ALLA FEDERAZIONE RUSSA


La Transnistria chiede di prevedere nella legislazione russa la possibilità di adesione della repubblica non riconosciuta alla Russia. Questo appello è stato ricevuto dal presidente della Duma di Stato Sergej Naryshkin da parte del Consiglio Supremo della repubblica non riconosciuta della Transnistria. L'ha inviato il presidente del consiglio Mikhail Burla.
Nel 2006 al referendum in Transnistria a favore dell'adesione alla Russia ha votato il 97,2% degli elettori, ha ricordato Burla. E' stato già approvata in prima lettura la legge costituzionale sul riconoscimento della legislazione russa come parte della legislazione transnistriana. In Transnistria ufficialmente la lingua nazionale è il russo, vi abitano 200 mila cittadini russi.


Fonte: http://italian.ruvr.ru/news/2014_03_18/La-Transnistria-seguendo-la-Crimea-vuole-aderire-alla-Russia-3538/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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