ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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giovedì 9 giugno 2016

"LA CAPACITA' DI DOMINIO DELL'OCCIDENTE E' STATA MESSA IN DISCUSSIONE"

Se la Russia non vuole accettare le regole occidentali del gioco, ci sono due modi di sviluppo: si sviluppa e costruisce la cooperazione con la Repubblica Cinese un sistema alternativo o si sfruttano le differenze all'interno del mondo occidentale. Dei quali proviene l'esperto straniero russo Fyodor Lukyanov.

Lukyanov scrive in un commento per il gazeta.ru giornale on-line: "La crisi finanziaria negli Stati Uniti e l'UE ha determinato problemi strutturali che hanno portato alla capacità dell'Occidente in discussione." Ora l'Occidente tenta di riaffermare la sua forza.
Verso la metà degli anni 2010 una nuova realtà è finalmente nata. L'interdipendenza economica sta valutando nella tensione politica uno strumento per mettere gli avversari sotto pressione: "Questo ha disturbato l'equilibrio già fragile dell'ordine precedente e ha alimentato le ambizioni di paesi come la Russia ".
Invece dell'espansione delle potenze occidentali sono ora ansiosi di consolidare le loro posizioni dell'ultimo quarto di secolo.
Questa tendenza è stata osservata sia in America che in Europa - ma a diversi livelli, ha detto.
"Washington vuole che i suoi alleati si leghino a partenariati economici e normativi su larga scala, come il TPP e TTIP. Bruxelles intanto sta tentando di stabilizzare l'Unione europea, e si concentra sui suoi problemi interni. I compiti degli Stati Uniti e l'Europa possono contraddirsi. Il desiderio persistente della Casa Bianca di portare l'accordo TTIP prima della fine della presidenza di Barack Obama si dissolve nel nervosismo UE, a causa della natura incerta dei negoziati ", scrive Lukyanov.
Chi ora vuole essere parte del modello occidentale, dovrebbe accettare condizioni estremamente dure.
Lo spazio di movimento per un accordo è stato minimo. In termini di opportunità di sviluppo è una questione che solo i "Grandi" dovrebbero avere l'ultima parola.
I restanti paesi rimangono di fronte a un dilemma: "O creare qualcosa di alternativo, che sarebbe in grado di competere con la comunità occidentale. Oppure si basano su una rete complessa e flessibile dei rapporti con i vari enti per raccogliere le opzioni. "
Nel caso della Russia il primo percorso si intende una "Grande Eurasia" e un accoppiamento dei progetti dell'Unione eurasiatica e la Via della Seta cinese.
Il secondo modo possibile prende in considerazione uno sviluppo multi-vettore e ha sottolineato il pragmatismo di sfruttare le contraddizioni interne del modello occidentale nel proprio interesse. Circa in Asia non sono tutti entusiasti del modello di consolidamento occidentale di gran lunga: "Il Giappone si sta sforzando di promuovere i suoi rapporti con la Russia, senza uscire dall'ambito di solidarietà con gli Stati Uniti. "
"L'unità e la lotta di questi approcci sono suscettibili di essere i principali contenuti della prossima fase di conto per la costruzione di un ordine mondiale", prevede Lukyanov.

Fonte:http://de.sputniknews.com/politik/20160603/310342965/russland-dominanz-faehigkeit-westens.html

martedì 10 maggio 2016

TTIP OVVERO LA NATO ECONOMICA


Cittadini, enti locali, parlamenti, governi, interi Stati esautorati dalle scelte economiche, messe nelle mani di organismi controllati da multinazionali e gruppi finanziari, violando i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare, demolendo servizi pubblici e beni comuni: per tali ragioni, espresse dalla Campagna Stop Ttip promotrice della manifestazione del 7 maggio a Roma, va respinto il «Partenariato transatlantico su commercio e investimenti» (Ttip), negoziato segretamente tra Usa e Ue.
A tali ragioni se ne aggiungono altre, di cui poco o niente si parla: quelle di carattere geopolitico e geostrategico, che rivelano un progetto molto più ampio e minaccioso.
L’ambasciatore Usa presso la Ue, Anthony Gardner, insiste che «vi sono essenziali ragioni geostrategiche per concludere l’accordo».
Quali siano lo dice lo U.S. National Intelligence Council: esso prevede che «in seguito al declino dell’Occidente e l’ascesa dell’Asia, entro il 2030 gli Stati in via di sviluppo sorpasseranno quelli sviluppati».
Per questo Hillary Clinton definisce il partenariato Usa-Ue «maggiore scopo strategico della nostra alleanza transatlantica», prospettando una «Nato economica» che integri quella politica e militare.
Il progetto di Washington è chiaro: portare la Nato a un livello superiore, creando un blocco politico, economico e militare Usa-Ue, sempre sotto comando statunitense, che – con Israele, monarchie del Golfo e altri – si contrapponga all’area eurasiatica in ascesa, basata sulla cooperazione tra Russia e Cina, ai Brics, all’Iran e a qualunque altro paese si sottragga al dominio dell’Occidente.
Il primo passo per realizzare tale progetto è stato quello di creare una frattura tra Unione europea e Russia.
Nel luglio 2013 si aprono a Washington i negoziati per il Ttip, che stentano a procedere per contrasti di interesse tra gli Usa e le maggiori potenze europee, alle quali la Russia offre vantaggiosi accordi commerciali.
Sei mesi dopo, nel gennaio/febbraio 2014, il putsch di piazza Maidan sotto regia Usa/Nato innesca la reazione a catena (attacchi ai russi di Ucraina, distacco della Crimea e sua adesione alla Russia, sanzioni e controsanzioni), ricreando in Europa un clima da guerra fredda.
Contemporaneamente, i paesi della Ue vengono messi sotto pressione dai flussi migratori provocati dalle guerre Usa/Nato (Libia, Siria), cui essi hanno partecipato, e da attacchi terroristici firmati dall’Isis (creatura delle stesse guerre).
In questa Europa divisa da «muri di contenimento» dei flussi migratori, in cui si diffonde la psicosi da stato di assedio, gli Usa lanciano la più grande operazione militare dalla fine della guerra fredda, schierando a ridosso della Russia cacciabombardieri e navi da guerra a capacità nucleare.
La Nato sotto comando Usa, di cui fanno parte 22 dei 28 paesi Ue, intensifica le esercitazioni militari (oltre 300 nel 2015) soprattutto sul fronte orientale.
Lancia allo stesso tempo, con unità aeree e forze speciali, operazioni militari in Libia, Siria e altri paesi del fronte meridionale, connesso con quello orientale.
Tutto ciò favorisce il progetto di Washington di creare un blocco politico, economico e militare Usa-Ue. Progetto che ha l’incondizionato consenso dell’Italia, oltre dei paesi dell’Est legati più agli Usa che alla Ue.
Le maggiori potenze, in particolare Francia e Germania, stanno ancora contrattando. Intanto però si stanno integrando sempre più nella Nato.
Il Parlamento francese ha adottato il 7 aprile un Protocollo che autorizza l’installazione sul proprio territorio di comandi e basi Nato, installazione che la Francia aveva rifiutato nel 1966.
La Germania – riporta der Spiegel – è disponibile a inviare truppe in Lituania per rafforzare lo schieramento Nato nei paesi baltici a ridosso della Russia.
La Germania – riporta sempre der Spiegel – si prepara anche a installare una base aerea in Turchia, dove già operano Tornado tedeschi ufficialmente in funzione anti-Isis, rafforzando lo schieramento Nato in quest’area di primaria importanza strategica.
La crescente integrazione di Francia e Germania nella Nato, sotto comando Usa, indica che sulle divergenze di interessi (in particolare sulle costose sanzioni alla Russia) stanno prevalendo le «ragioni geostrategiche» del Ttip.


Fonte:http://www.marx21.it/index.php/internazionale/pace-e-guerra/26850-ttip-la-lnato-economicar#sthash.iqnhPo0y.jhkCUtNr.dpuf

mercoledì 4 maggio 2016

LA REPUBBLICA CINESE METTE UN FRENO AL PRESIDENTE AMERICANO

Le regole del commercio internazionale devono essere stabilite insieme con tutti i Paesi del mondo, non possono essere dettate da uno singolo, ha dichiarato il portavoce ufficiale del ministero degli Esteri cinese Hong Lei, commentando la tesi del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

In precedenza Obama aveva pubblicato un articolo sul "Washington Post" in cui aveva sostenuto che l'accordo sul Partenariato Trans-Pacifico (TPP) avrebbe permesso agli Stati Uniti di determinare le regole del commercio mondiale a cui devono attenersi tutti gli altri Paesi. Obama ha scritto teestuale: "gli Stati Uniti devono scrivere le regole del commercio, non Paesi come la Cina."
"Gli Stati Uniti sono molto ambiziosi facendo tali dichiarazioni, ma temo che non tengano conto delle prospettive di lungo termine," — ha rilevato Hong Lei.
Ha aggiunto che la Cina è aperta al dialogo sul TPP e si basa sul fatto che questo accordo possa coesistere e cooperare proficuamente col partenariato economico globale regionale (che Obama ha criticato nel suo articolo) nel processo di creazione di una zona di libero scambio nella regione Asia-Pacifico.
Il presidente degli Stati Uniti aveva annunciato l'intesa sull'accordo TPP nell'ottobre 2015. Interessa 12 Paesi della regione Asia-Pacifico, con una popolazione totale di circa un miliardo di persone. Lo scorso febbraio i ministri del Commercio di 12 Paesi hanno firmato l'accordo sul TPP, in base a cui verrà creata una zona di libero scambio nella regione Asia-Pacifico.
La Cina non è entrata nell'accordo. Molti esperti hanno sottolineato che l'accordo potrebbe danneggiare gli interessi commerciali di Pechino.

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20160503/2599799/Cina-Asia-Pacifico-TPP-USA.html#ixzz47hW2xTwz

OBAMA ILLUSO E SICURO: L'AMERICA DETTA LE LEGGI DEL COMMERCIO GLOBALE

La chiusura dell'accordo economico sul Partenariato Trans-Pacifico (TPP) permetterà agli Stati Uniti di determinare le regole del commercio mondiale che dovranno seguire i restanti Paesi, è convinto il presidente USA Barack Obama.

"Costruire muri per isolarsi dall'economia globale ci esclude solo dalle più grandi opportunità. Al contrario l'America deve dettare le regole dell'economia globale. Gli altri Paesi devono agire esclusivamente all'interno delle regole stabilite dall'America e dai suoi partner. Il Partenariato Trans-Pacifico (TPP) è qualcosa che ci permetterà di fare questo," — ha scritto Obama in un articolo sul "Washington Post".
"Il mondo sta cambiando, e con esso cambiano le regole. Gli Stati Uniti, non Paesi come la Cina devono scriverle," — ha aggiunto il presidente.
A febbraio i ministri del Commercio di 12 Paesi hanno firmato l'accordo sul Partenariato Trans-Pacifico (TPP), in base al quale verrà creata una zona di libero scambio nella regione Asia-Pacifico. Il TPP compete con altri accordi economici, che coinvolgono la Cina, tra cui il Partenariato Economico Regionale (RCEP), che prevede la creazione di una zona di libero scambio tra i 10 Paesi dell'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN) e 6 Paesi che hanno individualmente un accordo con l'ASEAN.
Obama ha criticato il RCEP, affermando che l'accordo non è in grado di limitare la concorrenza sleale ed è favorevole agli Stati assistenzialisti. Inoltre, secondo il presidente americano, non è in grado di proteggere la proprietà intellettuale dei produttori statunitensi, in particolare di artisti, registi e imprenditori, inoltre limita la libertà di internet.
"In poche parole, non appena entrerà in funzione il TPP, i produttori americani saranno in grado di esportare più di quanto producono oggi, ovvero negli Stati Uniti si creeranno maggiori posti di lavoro," — riassume Obama.
I tentativi degli USA di rafforzare l'influenza nella regione del Pacifico non si limitano alla creazione della zona di libero scambio in base al TPP. Negli ultimi anni Washington ha rafforzato in modo significativo la cooperazione militare con Corea del Sud e Giappone, che risultano essere i principali alleati degli USA al di fuori della NATO.
Secondo gli analisti, insieme con l'accordo economico tutto questo è uno sforzo aggressivo degli Stati Uniti per destabilizzare la situazione nella regione Asia-Pacifico e allo stesso tempo isolare e circondare la Cina e la Russia con Stati amici di Washington.

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20160503/2598325/TPP-Cina-Asia-Pacifico-RCEP-ASEAN-geopolitica-Russia.html#ixzz47hV0yXyN

martedì 19 aprile 2016

L'OLANDA SI PREPARA A BOCCIARE ANCHE IL TTIP


Dopo aver bocciato l'accordo Ue-Ucraina gli olandesi vogliono "sabotare" il Ttip.
Gli olandesi ci hanno preso gusto. Dopo aver bocciato l'accordo tra Unione Europea e Ucraina i Paesi Bassi potrebbero anche scrivere la parola "fine" sul negoziato riguardante il Ttip. Ad Amsterdam e dintorni infatti monta il sentimento anti Ue e sono sempre più convinti di voler tornare alle urne per un altro referendum, mettendo in discussione un'altra scelta chiave dell'Ue in materia non solo politica ma anche economica, vale a dire la TransAtlantic Trade and Investment Partnership.
Il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, infatti, non è visto bene da queste parti. D'altra parte in Olanda le sottoscrizioni necessarie per indire un referendum sono solo 300. Si tratterebbe, come nel caso del voto sull'Ucraina, di una consultazione non vincolante ma un’eventuale vittoria dei no al trattato sarebbe un segnale che il governo non potrebbe ignorare.
Un eventuale no al Ttip darebbe un'indicazione precisa che l'esecutivo di Mark Rutte non potrebbe esimersi di seguire. E soprattutto scoppierebbe un grosso problema anche per l'Ue, già alle prese con le difficoltose trattative con Washington.
E a proposito del Ttip, si alza anche il fuoco amico. "Si sta compiendo un attacco alla democrazia rappresentativa. Piú che una questione commerciale, ormai, è una questione politica". La pensa così Sharon Treat, ex deputata e parlamentare democratica americana, che ha partecipato alla conferenza di presentazione della campagna 'Stop Ttip Italia', antipasto della manifestazione in programma il 7 maggio a Roma per protestare contro gli accordi Usa-Europa.
"Usa ed Europa", attacca Treat, "vogliono spostare le politiche verso gli interessi del commercio e non verso la sicurezza sociale, ambientale e alimentare". Nelle ultime settimane la Commissione Europea ha cambiato la decisione sul glifosato, "ma negli Usa- continua l'ex deputata- c'è libera circolazione del pesticida in base a studi segreti che ne attestano la bontá. Questa segretezza è uno dei principali problemi da superare".


Fonte:http://www.affaritaliani.it/affari-europei/olanda-monta-il-sentimento-anti-ue-pronto-un-referendum-anche-sul-ttip-417508.html?refresh_ce

giovedì 11 giugno 2015

L'EX PRIMO MINISTRO FRANCESE: GLI AMERICANI STANNO PORTANDO L'EUROPA ALLA ROVINA IN UN'INSENSATA CROCIATA CONTRO LA RUSSIA

Il capo economista di Bremer Landesbank: a seguito delle politiche americane, un danno incommensurabile si trova in una situazione di elevato rischio geopolitico per le persone nell'UE."

Mentre in superficie i leader europei del G-7 sono tutti sorridenti nelle loro foto ricordo accanto al presidente degli Stati Uniti Barack Obama, c'è una tensione inconfondibile e un risentimento che ribolle verso gli Stati Uniti per costringere l'Europa a seguire le crociate personali dell'America.
" Oggi, l'Europa non è indipendente ... Gli Stati Uniti stanno trascinando l'Ue in una crociata contro la Russia, che contraddice gli interessi dell'Europa ", ha detto l'ex primo ministro francese Fillon, mentre il capo economista di Bremer Landesbank aggiunge che, a seguito delle politiche americane "un danno incommensurabile si trova in una situazione di elevato rischio geopolitico per le persone nell'UE."

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Banchiere tedesco: Obama sta distruggendo l'Europa, di Eric Zuesse

Intervistato il 6 giugno da German Economic News, il capo economista di Bremer Landesbank, Folker Hellmeyer, afferma che, a causa delle sanzioni contro la Russia, le esportazioni tedesche sono diminuite anno su anno del 18% nel 2014, e del 34% nei primi due mesi del 2015 (non esistono dati successivi), ma afferma che "Il danno è molto più ampio di quanto dimostrano queste statistiche" perché queste sono solo le "perdite primarie," e ci sono in aggiunta "effetti secondari", chesaranno anche peggiori col tempo.
Per esempio: "I paesi europei con una forte attività in Russia, tra cui la Finlandia e l'Austria, sono stati economicamente colpiti molto duramente Questi paesi, di conseguenza, effettuano meno ordini dalla Germania. Inoltre, considerato che le società europee dovranno aggirare le sanzioni per creare impianti di produzione al più alto.. livello di efficienza in Russia, perdiamo questo potenziale capitale, che è la base del nostro benessere. La Russia vince il capitale ", a spese dell'UE, anche se le sanzioni sono rivolte contro la Russia.
Ma il nocciolo è questo: "Per il futuro, la Germania e l'Unione europea pongono la loro affidabilità economica nella controversia con la Russia. Il rapporto di fiducia è stato rotto dalla Germania e l'Unione europea. Per costruire tale fiducia, ci vogliono diversi anni. Tra la firma e la consegna passano almeno cinque anni. ... Siemens è ormai stata gettata fuori da un progetto importante per questo motivo [cioè, perché la prevedibilità necessaria è stata persa]. Alstom ha anche perso il contratto per la linea ferroviaria da Mosca a Pechino. Di conseguenza, il rischio di danni è molto più massiccia rispetto a quello che le cifre attuali mostrano, non solo per la Germania, ma per l'intera Unione europea. "
Poi, dice: "Altri [progetti] ancora in pianificazione comprendono l'asse da Pechino a Mosca come parte della Shanghai Corporation e dei paesi BRIC, il più grande progetto di crescita nella storia moderna, la costruzione dell'infrastruttura dell' Eurasia, da Mosca a Vladivostok, a sud della Cina e in India. Fino a che punto la politica delle sanzioni dell'UE e della Germania per quanto riguarda le figure Russia in megaprogetti questi 'in via di sviluppo i paesi dipenderà dal fatto se saremo visti come ostili in altri paesi emergenti di Russia. Ma, ovviamente, vi è una mancanza che alcuni partecipanti della politica europea [e all'interno della Casa Bianca!] hanno nelle loro capacità di pensare in modo astratto per nostro conto. "
Alla domanda su chi pagherà il prezzo per questo, egli dice: "Il danno misurabile è la perdita di crescita, in stipendi persi, perdite di contributi al sistema sociale e del gettito fiscale Ciò è vero per gli ultimi 12 mesi, ed è. valido per gli anni a venire. Le persone in Germania e nell'UE pagheranno il prezzo attraverso la perdita di prosperità e stabilità. Il danno incommensurabile si trova in una situazione di elevato rischio geopolitico per le persone nell'UE. "
Alla domanda circa la situazione in Ucraina, Hellmeyer dice:. "E 'davvero fastidioso. Le persone che non sono focalizzati solo sui media occidentali sono stupite che quei media nascondano l'aggressione di Kiev e le leggi discriminatorie attuate dal governo ucraino, che costituiscono una seria sfida per l'affermazione dei valori occidentali e la democrazia. Io credo, dando credito a Steinmeier, che in realtà egli abbia chiaramente parlato di queste questioni a porte chiuse. La questione è se il comportamento della NATO sostiene Steinmeier. Mi riferisco a questo proposito soprattutto a Victoria Nuland. Il fatto è che con il colpo di stato in Ucraina, una oligarchia amichevole verso Mosca è stata sostituita da una oligarchia ormai orientata verso gli Stati Uniti. E' la geopolitica, di cui beneficiano forze terze, ma sicuramente non la Germania, non l'Unione europea, non la Russia, e non Ucraina ". Così gli Usa hanno guadagnato a spese di tutti gli altri paesi, ma soprattutto a spese dell'Europa.
Alla domanda sul futuro, Folker Hellmeyer dice: "Per me, il conflitto è già stato decis. L'asse Mosca-Pechino-BRIC vince. Il predominio dell'Occidente è in declino. Nel 1990 questi paesi rappresentavano solo il 25% del mondo economico... .. oggi rappresentano il 56% della produzione economica mondiale, e l'85% della popolazione mondiale. Controllano circa il 70% delle riserve valutarie mondiali. Crescono ogni anno in media del 4% -.. 5% Poiché gli Stati Uniti non sono disposti a condividere il potere a livello internazionale (ad esempio, modificando il voto in seno al FMI e alla Banca mondiale), il futuro è a favore di questi stessi paesi per costruire nel settore dei mercati emergenti il loro sistema finanziario. Qui sta il loro futuro. L'UE è in fase di elaborazione del conflitto che gli Stati Uniti hanno causato perché non hanno voluto e non vogliono condividere il potere. Più a lungo perseguiremo con questa politica monopolare, egemonica, Imperiale, suprematista, dittatoriale a livello internazionale, aggressivoa nell'UE , più alto sarà il prezzo per l'Europa
Il banchiere continua dicendo: "Il fatto è che i paesi emergenti si emancipano dal controllo degli Stati Uniti Questo è evidente nella creazione di istituzioni concorrenziali alla Banca Mondiale (AIIB) e al Fondo monetario internazionale (New Development Bank).
Conclude così Zuesse: Perché non esiste, in Europa, un movimento enorme che spinga per abbandonare la NATO, e cacciare le forze armate Usa? Da chi gli Stati Uniti 'difendono' gli europei dopo la fine del Patto di Varsavia? Perché la domanda non Gorbachev che la NATO sciogliere quando il Patto di Varsavia ha fatto - simultaneo (invece di un lato) scioglimento della guerra fredda, in modo che non ci sarebbe diventato la base per il fascismo internazionale sorgere a conquistare la Russia (in primo luogo, a circondarla da una NATO in espansione - e, infine, via TPP e TTIP), in seguito? Perché non esiste un notevole dibattito pubblico su queste questioni storiche, culturali ed economiche? Come è possibile che il mondo progresisca in maniera costruttiva in questo ambiente di grave censura nei media, nel mondo accademico, e in tutto 'mondo libero'? Perché non c'è indignazione se i sauditi finanziano i gruppi jihadisti e altri (fino a quando non è nei loro paesi), ma l'America demonizza invece leader russi, che sistematicamente si oppongono agli jihadisti e allo jihadismo? Perché i governanti americani sono alleati con i primi finanziatori di jihad ? Perché queste ingiustizie sono tollerati da parte del pubblico? Chi cambierà questo, e come? Forse la terza guerra mondiale non si verificherà, ma i danni sono già orribili, e stanno peggiorando.

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Lo storico Eric Investigative Zuesse è l'autore, più recentemente, di non sono nemmeno Chiudi: Il Democratico contro repubblicani Records economici, 1910-2010, e di Cristo ventriloqui: L'evento che ha creato il cristianesimo, e del feudalesimo, il fascismo, e Libertarismo Economia.
E poi, l'ex primo ministro francese Francois Fillon ha detto ad RT che gli" Stati Uniti stanno trascinandol'Europa in una crociata contro la Russia, contro i nostri interessi "
Il primo ministro ex francese, che ha servito nel governo di Nicolas Sarkozy dal 2007 fino al 2012, si è scagliato contro Washington e le sue politiche.
Washington, Fillon ha detto, persegue politiche "estremamente pericolose" in Medio Oriente che l'UE e gli Stati europei assecondano.
Ha accusato i servizi segreti tedeschi di spiare la Francia "non nell'interesse della Germania ma nell'interesse degli Stati Uniti."
Fillon ha sottolineato che Washington sta facendo pressione sulla Germania affinchè faccia concessioni alla Grecia e trovi un compromesso.
Egli ha osservato il "sistema americano di giustizia" spesso interferisce con il lavoro dei "sistemi giudiziari europei."
"L'Europa non è indipendente", ha detto l'ex Primo Ministro, chiedendo "un ampio dibattito su come l'Europa possa ritrovare la sua indipendenza".
Questo, tuttavia, non è possibile se l'Europa va avanti e firma il TTIP, una proposta di trattato UE-USA, che ha attirato molte critiche per la sua segretezza e mancanza di responsabilità.
"Sono assolutamente contro la firma di questo accordo [TTIP] nella forma in cui è ora", ha aggiunto.


Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=11943

SOSPESO IL VOTO EUROPEO SUL TTIP


Un voto chiave sull'accordo commerciale USA-UE, conosciute come TTIP, fissato per domani a Strasburgo è stata sospeso. Una fonte del Parlamento Europeo ha detto che il presidente Martin Schulz ha deciso di rinviare la votazione in modo che i comitati possano considerare i circa 200 emendamenti che sono stati presentati.

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=11929

mercoledì 22 aprile 2015

IL LIBERO SCAMBIO TRANSATLANTICO STA CREANDO UNA SEMPRE PIU' FORTE OPPOSIZIONE DA PARTE DEGLI EUROPEI

Il piano dell’area di libero scambio tra l’UE e gli USA si sta scontrando con un’opposizione sempre maggiore da parte degli europei, ma il processo va avanti, sebbene l’Europa abbia un’alternativa commerciale più conveniente e geograficamente più vicina.



Alla vigilia del nono round del negoziato per la firma del Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP), iniziato nell'ultimo fine settimana, i critici di questa idea hanno inscenato manifestazioni di protesta in tutto il mondo  — non solo in Europa, ma anhe in America, Asia e persino in Africa. Soltanto in Europa contro il TTIP sono state raccolte 1,7 milioni di firme.
TTIP è una veste giuridica del mercato comune dei paesi del cosiddetto "miliardo d'oro" e porterebbe alla comparsa di una specie di "NATO economico-commerciale". È chiaro che questa alleanza economica avrà come suo effetto un'influenza ancora più grande sull'Europa da parte degli Stati Uniti e dei fautori dell'atlantismo. Proprio per questo motivo al progetto si oppongono non solo antiglobalisti e partiti di sinistra, ma anche nazionalisti, esponenti di destra, tutti coloro che auspicano l'autonomia dell'Europa, pertanto in seguito le proteste potrebbero divenare un importante elemento di questa lotta.
Gli USA vogliono fermare l'espansione economica della Cina, almeno in Europa, tanto più che già stanno perdendo la lotta in Asia e in America latina dove un progetto analogo, di Partenariato Transpacifico, è praticamente fallito. Ma soprattutto, Barack Obama vuole lasciare la Casa bianca con almeno una vittoria in politica estera.
Il negoziato TTIP procede in un clima di massima segretezza, del suo andamento non viene informato neanche il Parlamento europeo. Nel contempo Washington e Bruxelles stanno portando avanti una campagna di persuasione, cercando di far credere agli americani e agli europei che le tariffe saranno più basse, non ci saranno barriere commerciali, saranno creati nuovi posti di lavoro e cresceranno il fatturato e il PIL dei paesi membri.
Eppure, nonostante un futuro tanto lusinghiero, la maggioranza degli europei non crede alle promesse. Tuttavia, quello che preoccupa di più gli europei non sono tanto le conseguenze economiche dell'accordo, quanto le conseguenze sociali. Molti temono l'eventuale abbassamento degli standard europei, e quindi un peggioramento della qualità della vita, a seguito dell'espansione delle merci americane. "Gli usuali standard alimentari, ecologici, occupazionali e di qualità dei servizi pubblici — tutto ciò sarà messo sottosopra dopo la firma del trattato", — ha dichiarato uno dei leader del partito tedesco Die Linke Bernd Riexinger nel corso di un comizio nella città di Kassel.
Gli standard dello stato sociale europeo (in primo luogo in Germania e nei paesi Scandinavi) non sono semplicemente compatibili con le regole americane, dove un sistema sociale di tipo europeo non è mai esistito. Ciò significa che gli stati europei dovranno adattarsi per attirare investimenti americani, o trattenere quelli europei, oppure rassegnarsi alla perdita delle fonti di finanziamento a seguito della fuga dei capitali.
L'imposizione del Partnariato transatlantico avviene sullo sfondo di una politica che intenzionalmente mira a indebolire i legami tra l'Europa e la Russia. Sebbene dal punto di visa formale si tratti di due processi separati, gli USA stanno in sostanza strumentalizzando il conflitto in Ucraina per promuovere l'integrazione atlantica. Costringendo l'Europa a rinnovare le sanzioni e a rinunciare alla cooperazione con la Russia, gli USA stanno restringendo agli europei il margine di manovra.
Eppure, esistono altre possibilità per rilanciare l'econoia europea. La Cina sta iniziando a costruire la sua "via della seta" in Europa attraverso l'Eurasia. La Russia già da anni propone di creare un'area di libero scambio da Lisbona a Vladivostok. Tuttavia l'Europa preferisce premere sulla Russia, continuando il gioco degli americani e privandosi da sola non soltanto della libertà di manovra sulla direttrice atlantica, ma anche della possibilità di sviluppare le relazioni con la Russia, che sono per essa vantaggiose e non minacciano in alcun modo il suo modo di vivere.
D'altra parte, non possiamo dire che si tratti della scelta definitiva dell'Europa: gli attuali dirigenti europei difficilmente potranno restare al potere nei loro paesi, se il Partenariato transatlantico sarà comunque firmato e ratificato contrariamente alla volontà della maggioranza degli elettori.

martedì 21 aprile 2015

IN TUTTA EUROPA MIGLIAIA DI PERSONE HANNO PROTESTATO CONTRO IL TTIP


Sabato contro la firma di questo accordo in Europa hanno protestato decine di migliaia di persone. Le manifestzioni più grandi si sono svolte a Madrid, Monaco e Berlino.
Gli spagnoli non vogliono essere una merce
In Spagna decine di migliaia di persone hanno manifestato in ben 53 città del paese. La manifestazione più grande, di circa 50 mila persone secondo i dati degli organizzatori, si è tenuta a Madrid. Vi hanno partecipano ambientalisti, sindacati, nonché i partiti Podemos e Sinistra Unita.
"TTIP porterà a una grave lesione dei nostri diritti sociali e arrecherà un danno al nostro pianeta. La società civile deve opporsi ai socialdemocratici, liberali e conservatori che sostengono l'accordo, e deve proporre un'alternativa. Soltanto la società civile è in grado di opporsi ai grandi capitali e alle multinazionali. Noi come sinistra europea ci batteremo in Parlamento europeo contro l'approvazione di questo accordo", — ha dichiarato l'eurodeputata spagnola del partito Sinistra Unita Marian Albiol che ha partecipato alla manifestazione.
Tedeschi contro

Migliaia di persone protestano anche in Germania. A Berlino più di 4 mila manifestanti hanno formato una catena umana attraverso il centro della capitale tedesca, dove sono situate le ambasciate degli USA e del Canada. A Monaco, secondo l'organizzazione Attac Deutschland, hanno manifestato circa 20 mila persone. 1000 persone sono scese in piazza a Lipsia, 2000 a Stoccarda. Secondo un portavoce della polizia, citato dall'agenzia DPA, ad Ulma alla protesta hanno aderito 1200 persone, 600 a Kiel. Dappertutto hanno manifestato insieme i partiti di sinistra, i verdi, i sindacati, le organizzazioni senza scopo di lucro e le associazioni dei cittadini.
Il governo di Angela Merkel si sta adoperando per la più rapida ratifica del TTIP, dichiarando che per l'Europa sarà un bene, in quanto Bruxelles avrà più possibilità per incidere sugli standard del commercio internazionale, mentre le aziende europee saranno esonerate dall'onere della doppia certificazione. Si sostiene che TTIP aprirà nuove prospettive di crescita e permetterà alla Germania di creare 200-400 mila posti di lavoro. Le critiche dei tedeschi riguardano l'abbassamento degli standard di sicurezza sociale, giuridica ed ecologica, il che dovrebbe facilitare l'accesso delle merci e delle aziende americane ai mercati europei.
Gran Bretagna tra democrazia e TTIP

A Londra, secondo i dati della polizia, hanno manifestato soltanto tre centinaia di persone. La manifestazione, alla quale hanno partecipato attivisti civili e associazioni ecologiche, tra cui War on Want, Global Justice Now, 38Degrees, Friends of the Earth, Keep Our NHS Public, Brick Lane Debates e Students Against TTIP, si è svolta all'insegna di "Democrazia vs TTIP". Il tutto si è svolto senza incidenti.
In Gran Bretagna a favore dell'accordo si esprimono i laburisti e i liberal democratici, ma i laburisti vogliono che il sistema nazionale della sanità (NHS) resti al di fuori del documento. I critici dell'accordo dicono che dopo la firma del TTIP nel mercato sbarcheranno grandi compagnie assicurative degli USA che in nome del profitto potrebbero smantellare NHS, considerato il miglior sistema sanitario d'Europa.
Come anche in altri paesi, qui si teme che l'accordo con gli americani possa portare all'abbassamento degli standard di sicurezza alimentare ed ecologica.
Le trattative per la firma del Partnenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) vengono svolte dall'Unione Europea a porte chiuse dal 2013. Si tratta della più grande area di libero scambio con un mercato di circa 820 milioni di consumatori. Oltre agli USA e Unione Europea, il progetto prevede la partecipazione di Canada, Messico, Svizzera, Lichtenstein, Norvegia e Islanda, nonché dei paesi che sono candidati all'ingresso nell'UE. Secondo l'economista Frédéric Farah, autore del libro "TAFTA — L'accordo del più forte" (TAFTA —L'accord du plus fort), "dal punto di vista economico, questo accordo minaccia di mettere i settori come quello di agricoltura in condizioni di spietata concorrenza. L'adattamento alle nuove condizioni porterà ai licenziamenti e all'ulteriore disuguaglianza delle regioni. Le manipolazioni del dollaro, praticate dagli americani ma estranee all'Europa, gioveranno alle multinazionali americane. Si tratta di un protezionismo celato.
Dal punto di vista sociale, ci sarà un ravvicinamento delle norme sanitarie, che sarà altrettanto vantaggioso per le multinazionali americane. Tuttavia c'è il rischio che le norme cattive comincino a imporsi a quelle buone.
Dal punto di vista politico, l'Europa corre il rischio di dissolversi definitivamente nel mercato globale. La creazione di un arbitrato limiterà le possibilità degli Stati sul piano dell' elaborazione delle norme comuni. Sarà la fine del progetto politico europeo".

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