ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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martedì 20 dicembre 2016

LE IMPRESE SPAGNOLE PER NON PERDERE IL CONVENIENTE MERCATO RUSSO SI SPOSTANO NELL'OMINIMO PAESE


«La possibilità di trasferire la loro produzione [in Russia] è stata presa in considerazione anche dalla Index, uno dei maggiori produttori al mondo di abbigliamento, per il quale la Russia è il più grande mercato, dopo la Cina, dei marchi Zara, Oysho, Massimo Dutti, Bershka, Pull & Bear ed altri», ha detto la Kurochkina.
Già un certo numero di aziende spagnole hanno avviato la produzione in Russia. È il caso di una fabbrica di componenti per automobili che ha aperto uno stabilimento nella regione di Samara. «Alla base degli scambi commerciali tra i due paesi rimane il settore petrolifero e del gas, ma negli ultimi anni è cresciuta l'offerta delle società russe per la fornitura in Spagna di prodotti high-tech… Penso che il successo in questo settore migliorerà le esportazioni russe», ha spiegato la rappresentante. Le aziende interessate a trasferire la propria attività in Russia sono anche quelle alimentari, il cui fatturato è crollato dopo l'introduzione delle sanzioni. Inoltre c'è anche l'interesse russo per alcune aziende spagnole. Secondo la Kurochkina i russi sono interessati alla esperienza spagnola nel settore della gestione stradale. «Alcune aziende spagnole sono leader nel settore della costruzione e gestione di autostrade e degli impianti di pagamento del pedaggio», ha precisato. Inoltre in vista dei Mondiali di calcio del 2018 sono stati condotti intensi negoziati tra l'amministrazione di Nizhny Novgorod e la spagnola Palau Turf, uno dei leader mondiali nella produzione di rivestimenti per campi da calcio, riguardo il trasferimento della produzione in Russia.

Fonte:https://it.sputniknews.com/economia/201612153796141-spagna-commercio-russia/

lunedì 27 luglio 2015

SPAGNA: PABLO INGLESIAS, PODEMOS NON HA ESITATO A CHIEDERE UNA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO


Il segretario generale di Podemos, Pablo Iglesias, sostiene che la ristrutturazione del debito pubblico rimane "fondamentale" ed è qualcosa che, dopo la crisi greca, "è emersa come un nuovo senso comune, che tutti riconoscono come ragionevole."
In un'intervista con l'agenzia di stampa Europa Press, Iglesias ha messo in chiaro che Podemos non ha rinunciato a chiedere una ristrutturazione del debito: "Non abbiamo rinunciato. E' fondamentale. E non lo pensiamo solo a noi ma anche alcuni premi Nobel e alcuni degli economisti più rinomati ", ha sottolineato.
In realtà, egli ritiene che la parte positiva dell'accordo firmato dalla Grecia con le istituzioni europee sia quello di aver contribuito a "cominciare a parlare" della ristrutturazione del debito e la necessità di collegare il pagamento con la crescita economica, perché altrimenti è "impagabile ".
La crisi greca, prosegue Iglesias, ha dimostrato "i limiti della democrazia in Europa" e la disaffezione del pubblico potrebbe portare, ad esempio, ad una vittoria del leader di estrema a destra del Fronte Nazionale, Marie Le Pen, alle prossime elezioni presidenziali francesi.
Pablo Iglesias ha denunciato la "mancanza di sensibilità democratica" del governo tedesco nei confronti della Grecia, e ritiene che Berlino mostri "il desiderio di umiliare i greci con un accordo che ricorda il trattato di Versailles", firmato alla fine della prima guerra mondiale. "Il problema non è di natura economica, è politico. C'è una volontà da parte della Germania di umiliare perché è stato indetto il referendum ",.
"Crediamo che il cancelliere tedesco, Angela Merkel, abbia "due candidati" in Spagna, PP e PSOE, e se uno di loro vince, "è un bene per la democrazia", prosegue Iglesias. Tuttavia, se a vincere è un altro partito "sembra legittimo evocare tutti i poteri esterni affinchè affossino un governo". "Questo non è accettabile in una democrazia e, soprattutto, segnala un percorso che può portare a conseguenze disastrose per tutti", ha insistito Iglesias riferendosi alla Repubblica di Weimar e "agli orrori del XX secolo" in Europa.

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=12438

venerdì 24 luglio 2015

LA SPAGNA DENUCIA LA PERDITA' DI SOVRANITA' PER AVER CEDUTO LA BASE "MORON" AGLI STATI UNITI


Tutti i partiti di sinistra del Parlamento spagnolo hanno presentato un emendamento contro la riforma della Convenzione di difesa con gli Stati Uniti "poiché ogni modifica di questo accordo che il governo spagnolo firma, rappresenta la perdita di sovranità nazionale per il nostro paese", secondo il testo della mozione.
"Martedì, il Parlamento spagnolo ha ratificato a larga maggioranza l'accordo concluso fra Madrid e Washington che concede in forma permanente agli Usa la base di Moron, vicino a Siviglia, che gli Stati Uniti useranno per combattere le fiammate di jihad in Africa. Moron accoglierà in forma permanente 2200 marines, 500 funzionari dell'amministrazione militare e 21 aerei da combattimento Usa. In situazione di crisi il numero dei soldati americani nella base potrà salire fino a 3mila", riporta l'Ansa.
A seguito di questa approvazione, il documento, che è stato firmato a Washington dalle due parti il ​​17 giugno, pasa ora al Senato.
La sinistra sostiene che si aumentano le truppe Usa e gli aerei "con il pretesto di tenere operativa una forza di risposta alle crisi internazionali in Africa, Europa e iMedio Oriente."
Il nuovo accordo "mira a convertire la base di Moron in un centro mondiale per la lotta contro il terrorismo jihadista, rendendo questa parte dell'Andalusia un luogo insicuro".
Gli Stati Uniti intendono "rimanere il padrone del mondo" e ha quindi hanno bisogno di "controllare le risorse naturali, con l'uso della forza".
Mentre il governo di Spagna, "nel suo ruolo storico di subordinazione, consente alla terra spagnola di rimanere una colonia delle forze armate statunitensi."
Tutto questo ",in mezzo ad un momento di instabilità in Libia, dove lo Stato Islamico è sempre più forte a causa del disastroso intervento militare del 2011, che lo ha reso uno dei paesi più insicuri, non solo per la sua gente, ma per il resto del pianeta ", afferma la sinistra spagnola
Questo accordo "subordina la Spagna alla strategia militare della NATO e, attraverso questa strategia, alla strategia militare degli Stati Uniti."
Questo modello di difesa "imposto dagli Stati Uniti e i loro alleati sta rendendo il mondo più insicuro, più pericoloso e ingiusto".

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=12393

martedì 21 luglio 2015

LO STATO DELLA CATALOGNA PRONTO A SEPARARSI DALLA SPAGNA


Lo stato della Catalogna dichiarerà l'indipendenza dalla Spagna, se le autorità spagnole cercano di bloccare un processo di separazione previsto per settembre, ha confermato Raul Romeva, uno dei leader della coalizione indipendentista catalana Insieme per Sì.
In precedenza nel mese di luglio, la Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC) e Convergenza Democratica di Catalogna (CDC) - due maggiori partiti indipendentisti catalani - hanno creato una coalizione in vista delle prossime elezioni regionali del 27 settembre nella regione autonoma.
Se otterranno la maggioranza delle elezioni di settembre, l'alleanza avvierà il processo di separazione dalla Spagna.
"Se gli spagnoli legalmente bloccheranno le nostre decisioni, andremo avanti con una dichiarazione di indipendenza", ha affermato Romeva, un ex membro del Parlamento europeocitato dal quotidiano spagnolo El Periodico.
La Catalogna era una delle regioni economicamente più avanzate della Spagna, generando un quarto del gettito fiscale spagnolo.
I Catalani hanno a lungo accusato il governo spagnolo di condizionare l'autonomia economica, linguistica e culturale della regione.
Nel novembre del 2014, nonostante le proteste da Madrid, le autorità catalane hanno tenuto una votazione di indipendenza non vincolante in cui oltre l'80 per cento dei catalani ha sostenuto l'idea della secessione dalla Spagna.

Fonte:http://sputniknews.com/europe/20150721/1024875475.html#ixzz3gXUKzPSC

lunedì 25 maggio 2015

SALVINI: ''RISULTATI DI SPAGNA E POLONIA E' L'OSSIGENO PER L'EUROPA DEI POPOLI''


MILANO - I risultati delle elezioni in Spagna e Polonia sono ''bellissimi'', ''una bella mazzata per i difensori dell'Europa della banche e per i servi di Bruxelles''. Lo ha detto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini parlando a Radio Padania. L'esito del voto in questi paesi è ''una boccata d'ossigeno per l'Europa dei popoli'' ha aggiunto osservando che ''la gente sta rialzando la testa vuol tornare a controllare i confini, le fabbriche, il lavoro'', ''è una sconfitta per Renzi, Monti, i vari burocrati di Bruxelles''.

Fonte:http://www.ilnord.it/b-5977_SALVINI_RISULTATI_DI_SPAGNA_E_POLONIA_E_LOSSIGENO_PER_LEUROPA_DEI_POPOLI

mercoledì 11 febbraio 2015

VOLONTARI SPAGNOLI SI UNISCONO ALLA GUERRA CONTRO IL REGIME DI KIEV


Due volontari spagnoli si sono uniti alla lotta contro l'offensiva di Kiev in Ucraina orientale, parlandocontro le azioni dei militari della nazione.
Dicono che il loro obiettivo principale è quello di diffondere la verità sul conflitto.
Anhel Davilla-Rivas, 29 anni, e Rafa Munez, 28 anni, sono arrivati ​​a Donetsk due settimane fa ad offrire la loro assistenza ai residenti di Ucraina orientale.
"Quello che vediamo in queste settimane che siamo qui è solo un bombardamento del popolo e l'assalto da tutti i fronti da Kiev. Stanno cercando di separare le città, sono mandando mercenari per uccidere i giornalisti e per demoralizzare qualsiasi persona che può dire la verità su quello che succede qui, " Davilla-Rivas ha detto all'agenzia Ruptly di RT Sabato.
La coppia era solo ancora impegnata nei combattimenti, sottolineando che il loro obiettivo principale è quello di rivelare la verità su ciò che sta accadendo sul terreno.
Davilla-Rivas hanno osservato che la Russia non ha una presenza nella zona e potrebbe fare di più in termini di aiuti umanitari.

"Non ho mai visto un soldato russo ... volontari come noi, ma la Russia non sta davvero facendo nulla. E penso che la Russia dovrebbe fare di più per queste persone - non con le armi, ma aiutare le persone con la medicina ", ha detto il volontario spagnolo.




Fonte:http://rt.com/news/179240-spanish-volunteers-eastern-ukraine/

domenica 16 marzo 2014

L'OCCIDENTE SCATENA LA NUOVA GUERRA FREDDA



In una recente dichiarazione il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ancora una volta rivolto minacce nei confronti del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin affermando che il referendum in Crimea, è assolutamente illegittimo.
Nel frattempo anche una riunione del G7 ha cercato di ricattare il referendum di annessione della Crimea alla Russia, da loro erroneamente classificato illegale.
Il referendum sulla secessione della Crimea e’ illegale e i membri del G7 non ne riconosceranno il risultato.
E’ quanto si legge in una dichiarazione pubblicata dal gruppo dei 7 grandi. “Noi – si legge nella dichiarazione appena diffusa – leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Stati Uniti, il presidente del Consiglio europeo e il presidente della Commissione europea, chiediamo alla Federazione russa di cessare tutti i tentativi di cambiare lo status della Crimea, contro la legge ucraina e in violazione delle norme internazionali.
L’annessione russa della Crimea – prosegue la dichiarazione – sarebbe una chiara violazione dello Statuto delle Nazioni Unite, degli impegni della Russia nell’ambito dell’Atto finale di Helsinki, dei suoi obblighi verso l’Ucraina secondo il trattato di amicizia, cooperazione e associazione del 1997, dell’accordo di base Russia-Ucraina del 1997 e dei suoi impegni nel Memorandum di Budapest del 1994. Oltre all’impatto sull’unita’, la sovranita’, e l’integrita’ territoriale dell’Ucraina, l’annessione della Crimea potrebbe avere gravi implicazioni per l’ordine legale che protegge l’unita’ e la sovranita’ di tutti gli Stati. Se la Federazione russa dovesse fare questo passo, decideremmo ulteriori azioni, individualmente e collettivamente”, conclude la dichiarazione del G7.
Forse sarebbe il caso di far notare che la maggioranza della popolazione della Crimea, in base a dati certi, è di origine russa.
Allo stesso modo un referendum della Crimea sull'annessione alla Russia, è una scelta puramente rivolta alla popolazione, non a capi di stato, di conseguenza alla popolazione della Crimea viene rivolta una libera scelta di entrare nella Federazione Russa o rifiutare, una cosa che l'Unione Europea e gli Stati Uniti, al contrario stanno cercando di impedire e allo stesso modo non hanno di fatto permesso di scegliere con gli altri paesi che sono entrati a far parte dell'Unione Europea.
In particolare, fatto curioso, nemmeno l'attuale provvisorio presidente dell'Ucraina, ha indetto un referendum per entrare a far parte dell'Unione Europea, e allo stesso modo non è stato nemmeno eletto egli stesso dal popolo.
Dopo il colloquio con Obama Yatseniuk invece ha affermato che l'Ucraina firmerà probabilmente un accordo politico con la Ue la prossima settimana.“Sono sicuro - ha detto Yatsenyuk - che la prossima settimana l’Ucraina firmerà la parte politica di un accordo di associazione con la Ue. Sarà un passo solido e forte verso la piena integrazione dell’Ucraina alla Ue”.
Sarebbe in particolare da correggere un punto: non è l'Ucraina, e per Ucraina si intende la popolazione Ucraina che sceglie con un referendum di entrare o rifiutare l'Unione Europea, bensì l'attuale capo di stato che senza fare da tramite per la popolazione Ucraina, pensa di scegliere per essa di entrare nell'Unione.
In una decisione così importante la responsabilità dovrebbe essere rivolta principalmente al popolo, come si dovrebbe fare in qualunque democrazia.
Da questo punto di vista la Russia si è dimostrata di gran lunga più democratica e un'esempio da seguire per l'Occidente.
La popolazione italiana non ha potuto scegliere di entrare nell'Unione Europea, ma lo ha scelto Romano Prodi, l'ex Presidente del Consiglio, senza nemmeno indire un referendum e affermando che "Con l'euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più." a distanza di anni dalla sua tragica decisione, il fallimento dell'Italia si è palesato sotto gli occhi di tutti.

E’ arrivato, come ogni mese a gennaio 2014, il dato ISTAT sulla disoccupazione e come ogni mese a creare allarme è il dato della disoccupazione giovanile che si attesta al 41,6% in crescita di 0,2% rispetto al mese precedente (ottobre) e a 4 punti percentuali rispetto all’anno precedente (Novembre 2012).
I disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono circa un quinto di tutti i disoccupati in Italia (3 milioni e 254 mila).
La nostra generazione vive da anni un continuo peggioramento della propria condizione, il lavoro diventa sempre più un miraggio e tra pochi mesi o anni, si rischia che un giovane su due sia disoccupato.
La Grecia invece, è fallita anch'essa a causa dell'euro e delle scadenti politiche di gestione dell'Unione, eppure c'era stato un ministro che aveva proposto di fare un referendum sulla decisione del popolo greco di decidere o meno se rimanere a far parte dell'Unione Europea, successivamente però i stessi membri l'hanno, curiosamente boicottato.
“Il popolo greco ha la saggezza e la conoscenza per prendere le decisioni corrette che garantiscano la permanenza del paese nell'eurozona”. È quanto ha affermato il primo ministro greco Georges Papandreou nel 2011.
Non l'avesse mai detto!
Un annuncio, quello del premier greco, che ha diviso il Governo di Atene.
Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, si è detto fortemente contrario al referendum in quanto considera l'appartenenza della Grecia all'Euro “una conquista storica del popolo greco che non può essere rimessa in questione”.
Un 'no' alla consultazione sul piano di riforme concordato con l'Ue per arginare la crisi finanziaria greca arriva anche dal ministro greco dello Sviluppo, Michalis Chryssohoidis, che ha chiesto una rapida ratifica del piano europeo di riforme concordato con l'Ue da parte del parlamento di Atene, opponendosi così di fatto alle intenzioni di Papandrou.
E l'annuncio del primo ministro greco ha scatenato le critiche delle massime autorità politiche europee, contrarie alla consultazione popolare in Grecia.
In quel periodo un'altro ministro britannico si era chiaramente fatto avanti contro le attuali politiche europee e in favore di un referendum per la popolazione della Grecia.
Nigel Farage.

Ecco la sua dichiarazione:
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=eJn___ql5-U]
Le consultazioni popolari sono nel diritto costituzionale le decisioni del popolo nella veste di elettore e nella veste di legislatore, assunte per mezzo degli istituti costituzionali di partecipazione popolare e nell'esercizio delle forme di democrazia diretta, di conseguenza se il popolo greco dovesse decidere in maggioranza in un referendum di uscire dall'Unione Europea, le massima autorità europee non avrebbero voce in capitolo, in quanto violerebbero i diritti democratici del popolo greco.
I risultati dell'Unione Europea sulla Grecia sono stati per la sua economia collassata l'equivalente di un martello che si abbatte con furia su una tavola colma di piatti e bicchieri.
I dati sono spaventosi per quanto riguarda il disastro economico greco.
Mentre l’impatto reale è visibile in ogni ospedale, scuola, ufficio o azienda, sottolinea, ci sono alcuni indicatori che devono essere presi in considerazione per comprenderne l’estensione: il 34.6% della popolazione vive a rischio povertà o esclusione sociale (dati del 2012), il reddito dei proprietari di immobili si è contratto del 30% dall’inizio della crisi, con circa un terzo che dichiara ormai di essere indietro con i pagamenti e il 40% che non è in grado di adempiere a tutte le scadenze per quest’anno.
La Public Power Corporation, prosegue Malkoutzis, slaccia la corrente a circa 30 mila case ed uffici al mese per bollette non pagate. La disoccupazione è cresciuta del 160% complessivo e oggi 3,5 milioni di persone occupate devono tenere in vita i 4,7 milioni di disoccupati o inattivi. Solo il 15% dei disoccupati poi riceve assistenza finanziaria dallo stato, non c’è, infine alcun Welfare poi per i lavoratori autonomi – o partite Iva – che rappresentano il 25% della forza lavoro del paese.
I trasferimenti sociali sono stati tagliati di oltre il 18%, i tagli alla sanità di oltre l’11,1% tra il 2009 e il 2011 e sono i maggiori mai registrati nella storia dall’Ocse. Crescono per questo infezioni per HIV e tubercolosi. Per il 48,6% delle famiglie greche, le pensioni rappresentano il principale introito, e verrà tagliato ancora. Le vecchie pensioni da 700 euro, conclude l’autore, sono state ridotte di circa il 25% dal 2010 e vedranno ulteriori grandi tagli nei prossimi anni.
Eppure Mario Monti, un'altro ex Presidente del Consiglio eletto tale senza elezioni democratiche dopo la caduta di Silvio Berlusconi nel 2011, ha dichiarato "Qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell'Euro? La Grecia."
Ovviamente non può essere classificato come un vero e proprio Presidente del Consiglio, ma di questo si discuterà più avanti.
Di recente la Troika (Troika = Fondo Monetario Internazionale + Unione Europea + Banca centrale europea) ha dato un'ulteriore stangata alla Grecia portando a ulteriori proteste.
Uffici e scuole chiusi, ospedali che garantiscono solo le emergenze.
Dopo portuali e farmacie, in Grecia scioperano – per 24 ore – anche i dipendenti pubblici.
Nel mirino della piazza governo e creditori internazionali: questi ultimi (GERMANIA)  hanno chiesto altri 11.400 licenziamenti nel settore pubblico, pretentendo tagli per il quinto anno consecutivo. Un’emorragia che ha portato il tasso di disoccupazione al 27.5%.
“Continueremo la nostra lotta per tutto il tempo che ci vorrà – dice un lavoratore residente ad Atene – queste misure sono incostituzionali”.
“Ho due figli disoccupati e devo provvedere ad entrambi – spiega una madre disoccupata – Che altro posso dire? Voglio il mio lavoro indietro”.
Il salvataggio dalla bancarotta – attraverso un prestito di 240 miliardi da parte dei creditori internazionali – ha innescato la più lunga recessione della storia greca.
I senza lavoro sono triplicati in 5 anni.
“La manifestazione di oggi segna l’inizio delle proteste dei dipendenti pubblici contro la mobilità e la cassa integrazione. Un altro sciopero di due giorni è stato già convocato per il 19 marzo – conclude il corrispondente di euronews ad Atene, Stamatis Giannisis – I sindacati sono determinati ad andare avanti fino a quando il governo non farà marcia indietro”.
Ecco come l'Unione Europea ha spento il faro di quella che un tempo era stata la patria del mondo occidentale.
Un'ulteriore fatto su cui ragionare è il fatto che non solo i paesi membri dell'Unione Europea sono entrati senza un referendum, ne tanto meno il fatto l'attuale provvisorio premier ucraino o della Lettonia, hanno scelto da se di far entrare i rispettivi paesi paesi nell'Unione, ma bensì il fatto che dal 2011 non c'è stato un premier italiano che sia stato direttamente eletto dal popolo, ne dopo le fallite elezioni del 2013 ne dopo la caduta del Presidente del Consiglio Enrico Letta.
Se il rappresentante di un partito eletto Presidente del Consiglio cade, significa che non ha saputo svolgere il suo lavoro in modo apprezzabile, di conseguenza spetterebbe ancora una volta alla gente di scegliere un nuovo responsabile per portare avanti il paese, ancora una volta non è stato fatto.
Cosa ha portato il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, a difendere la propria popolazione della Crimea dopo gli scontri a Kiev e la possibiltà di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea, specialmente senza referendum?
In primo luogo la tutela della popolazione russa e filo russa della Crimea, di cui come già spiegato è una vastissima maggioranza (vedi qui) in secondo luogo per il fatto stesso che essa stessa non perisca nello stesso stato in cui sono sprofondati l'Italia, Francia, Spagna, Grecia in una sorta di desertificazione di povertà e deflazione economica che ha portato a una disastrosa disoccupazione, aumento dei prezzi, tagli della spesa pubblica ecc.
Un'esempio lo abbiamo già osservato in Lettonia, a poche settimane di entrata in vigore dell'euro dopo aver aderito all'Unione Europea, nel mese di gennaio.
Nella prima settimana di gennaio i prezzi di alcuni beni sono aumentati significativamente.
Ad esempio il costo dei singoli farmaci è aumentato del 10,7-11,2% come e' anche aumentato il prezzo del grano.
Un aumento dei prezzi di circa il 10% è stato registrato nei ristoranti e nei locali per il divertimento.
E' probabile pero' che l'aumento reale sia stato ben superiore a quello ufficiale visto che le statistiche sull'inflazione sono notoriamente falsificate per far credere all'opinione pubblica che gli aumenti sono stati contenuti. (vedi qui)
Di conseguenza tornando ora alla situazione in Crimea si può concludere che l'azione della Russia in difesa della regione autonoma russa, è stato un buon esempio in quanto sono state le stesse autorità della Crimea a chiedere l'intervento russo, e allo stesso modo un referendum di adesione è quanto di più semplice e democratico si possa fare per permettere alla gente di scegliere il proprio futuro.
Perchè i confini territoriali del paese sono sotto il controllo dall'esercito russo?Per il semplice fatto che i manifestanti pro-Kiev filoeuropei, i quali non rappresentano ricordiamo la maggioranza della popolazione ucraina, responsabili degli scontri in piazza a Kiev, con tanto di morti, cercherebbero di entrare nella regione autonoma scatenando ulteriori scontri i quali diventerebbero un'ottimo Capro espiatorio
da strumentalizzare sia dall'Unione Europea sia dagli Stati Uniti, facendo ricadere le colpe sui russi.
In questo modo si mantiene la regione autonoma sterile o neutra da influenze esterne, una cosa che indubbiamente non è successa a Kiev.
Oltre ottanta esponenti del mondo della cultura russa hanno espresso “sostegno alla posizione del presidente Vladimir Putin sull’Ucraina”, firmando una lettera aperta in cui mettono in evidenza la “comunanza” tra i popoli della Russia e della Crimea. Pittori, musicisti, attori, direttori di musei e registi scrivono che “nei giorni in cui si decide la sorte dalla Crimea e dei connazionali”, non si può rimanere “osservatori indifferenti, con il cuore freddo” perché “la nostra storia comune e le comuni radici, la nostra cultura e le sue origini spirituali, i nostri valori fondamentali e la lingua ci hanno uniti per sempre”, si legge nella lettera, pubblicata sul sito del quotidiano ‘Izvestia’.
Intanto però agli Stati Uniti non va giù che le loro questioni territoriali vengano decise dalla gente e ci sia di mezzo l'intervento lungimirante della Russia, di conseguenza i ricatti piovono sia dagli Stati Uniti sia dall'Unione Europea.
Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha detto che la Russia rischia “enormi” danni politici ed economici se rifiuta di cambiare la rotta sull’Ucraina, ma ha escluso l’opzione militare. “Signore e signori, se la Russia continua il suo corso delle ultime settimane, sara’ non solo una catastrofe per l’Ucraina.”
In realtà la scelta di adesione della Crimea alla Federazione Russa è legata puramente ad una decisione democratica, di conseguenza l'Unione Europea, quanto la stessa Germania non hanno voce in capitolo.
Per bocca del presidente Vladimir Putin, la Russia risponde anche “sanzioni simmetriche” se l’Occidente deciderà di mettere in pratica misure economiche contro la Federazione Russa.
Intanto però i giochi di guerra fra i due schieramenti sembrano riportare indietro le lancette della storia, ai tempi della guerra fredda.
Vladimir Putin dai giochi paralimpici di Sochi, afferma che: “Non siamo stati noi gli iniziatori delle circostanze in cui ci troviamo oggi”.
E certamente su questo ha palesemente ragione. ( vedi qui e specialmente qui)
Intanto, sarebbe sembrato strano il contrario, dagli Stati Uniti, il Generale Dempsey, afferma che l'Europa orientale "è esposta ad un rischio significativo".
Dempsey non è un generale qualsiasi, è il Capo dello Stato Maggiore congiunto delle Forze Armate Usa.
Il Generale Martin Dempsey ha dichiarato - a Washington - che nel caso di una escalation di disordini in Crimea, l'Esercito Americano è pronto per una "risposta militare" in Ucraina.
Secondo il generale, l'incursione delle truppe russe in Crimea crea rischi per tutti i paesi d'Europa e gli alleati della NATO. "Se alla Russia è consentito intervenire in un Paese sovrano con il pretesto di proteggere i russi in Ucraina, l'Europa orientale è esposta ad un rischio significativo, perché ci sono enclavi etniche in tutta l'Europa orientale e nei Balcani" , ha spiegato Dempsey.
In realtà, un paese che non tutela principalmente i propri cittadini all'estero, è letteralmente un paese condannato da se.
La Russia ancora una volta continua a dare esempi da prendere all'Occidente, piuttosto che da rinnegare, finora l'esercito non ha fatto uso di alcuna violenza sui cittadini della Crimea, fatto ancora una volta esonerato dal dichiarare dai media occidentali, di conseguenza l'intervento dell'Esercito degli Stati Uniti usa piuttosto la questione Crimea, come un pretesto di intervento territoriale che come una reale difesa del territorio ucraino.
Ci sono voci che affermano che l'attuale referendum di annessione alla Russia da parte della Crimea, non sia stato fatto da autorità legittime.
In particolare Arseny Yatseniuk, il neopremier che senza consultazioni popolari ha già stabilito l'annessione dell'Ucraina all'Unione Europeaha affermato: "Non e' vero che e' stata convocata dalle autorita' legittime della Crimea perche' quelle non lo sono", ha avvertito Yatseniuk, "sono una banda di criminali che hanno preso il potere in modo incostituzionale e con la protezione di 18.000 militari russi".
Questa è una palese dichiarazione del falso specialmente in favore di Stati Uniti-Unione Europea.
In particolare luogo si può notare come sia stato lo stesso Parlamento della Crimea, a chiedere l'intervento russo, quindi se si tratta del Parlamento, non si può mettere in discussione che non siano state le stesse più alte autorità della penisola autonoma, in carica da anni, a convocare l'intervento russo.
In secondo luogo lo stesso parlamento della regione ha stabilito quasi all'unanimità l'indipendenza della Crimea, rispetto all'Ucraina, già giorni prima del referendum,e in secondo luogo ha votato a favore del referendum.
"Il Consiglio Superiore (parlamento regionale) della Crimea ha dichiarato l'indipendenza dall’Ucraina ancora prima del referendum fissato per il 16 marzo prossimo e ha rinnovato la sua aspirazione ad entrare nella Federazione Russa. La risoluzione, entrata in vigore subito dopo esser stata approvata, è passata con il sì di 78 dei 100 deputati del parlamento dell’autonoma regione ribelle ucraina. La risoluzione è passata praticamente all’unanimità perchè al momento del voto erano presenti in aula 81 deputati. Nel corso della seduta, riferisce l’agenzia russa Interfax, i deputati del Parlamento regionale della Crimea hanno anche adottato una serie di decisioni a favore della popolazione tatara della penisola: "In particolare", ha spiegato il portavoce dell’assemblea legislativa regionale, "a sostegno della cultura e della lingua tatara, dello sviluppo del sistema pre-scolare, universitario in lingua tatara, insieme ad una serie di altri incentivi"." (qui e qui)
Di conseguenza gli altri paesi non dovrebbero più avere gioco in capitolo: il referendum è democratico, tutela la maggioranza russa e filorussa della regione, il governo regionale ha votato in netta maggioranza il favore del referendum e l'indipendenza dell'Ucraina e la tutela delle altre minoranze della regione.
Non sorprende che migliaia di membri dell'esercito ucraino e il capo della Marina, dell'Ucraina, abbiano giurato fedeltà alla Crimea.
Intervenire ora consisterebbe solo in una netta violazione dei diritti legali di un'altro paese che rifiuta l'Unione Europea.
Per vedere come i media occidentali stiano invece cercando di far apparire la Russia sempre più isolata e specialmente diffamata nelle sue decisioni, esattamente come ai tempi della Guerra Fredda tra Unione Sovietica, Europa e Stati Uniti osserviamo come nei giorni scorsi sono state diffuse notizie palesemente false.
Si legge per esempio:
"È però significativo la posizione all'Onu della Cina che si allontana dalla Russia. L'ambasciatore di Pechino all'Onu, Liu Jieyi, ha affermato in Consiglio di Sicurezza «la necessità di rispettare l'integrità territoriale dell'ex repubblica sovietica» e si è detto «aperto a tutte le proposte che siano in grado di ridurre la tensione». Secondo i diplomatici, la Cina potrebbe decidere di astenersi in caso di voto della bozza di risoluzione americana, lasciando la Russia isolata all'interno dei Quindici."
In realtà come si può leggere qui fatti realmente contrari sono descritti minuziosamente dalla Agenzia Popolare Cinese Xinhua, il quale scrive: “Visto che Russia ed Ucraina hanno profonde legami culturali, storici ed economici è tempo che le potenze Occidentali abbandonino il loro atteggiamento da Guerra Fredda e finiscano di tentare di escludere la Russia dalle crisi politiche che essi non riescono a mediare, rispettando inoltre il ruolo unico che la Russia ha nel disegnare il futuro dell’Ucraina.” 
Messaggio chiaro, ma Xinhua continua: “In Crimea il 58% degli abitanti sono etnicamente russi e la Russia ha una base navale…è del tutto comprensibile che Putin si ritenga in diritto di proteggere gli interessi della Russia e dei russi in Ucraina”.
Poi c’è l’attacco istruttivo  nei confronti dell' UE: “L’Occidente dovrebbe apprezzare la mediazione russa e dovrebbe ammettere che la mediazione occidentale ha solo peggiorato le cose nel paese. L’Ucraina oggi è in una depressione finanziaria tale che difficilmente potrà essere curata dai suoi vicini visto che la stessa UE attraversa difficoltà economiche e, guardando al futuro, l’assistenza della Russia sembra indispensabile per Kiev. Per questo USA e UE dovrebbero lavorare con Mosca e non contro di essa”.
A Pechino dunque hanno capito quel che qui non si vuol comprendere: come farà un’Europa che lascia morire di fame i greci a trovare i 35 miliardi di euro che chiede l’Ucraina? Oggi la UE, pur di far dispetto ai russi, tralascia le emergenze interne all’Unione e dichiara di aver trovato 11 miliardi da regalare a Kiev, cui si aggiunge 1 miliardo garantito da Obama.
Esiste un'ulteriore sbaglio a riguardo delle sanzioni contro la Russia con cui i media che favoriscono i governi dell'Unione Europea e Stati Uniti vogliono farla apparire "sempre più isolata." (vedi qui)
La Russia condivide quasi 5000 chilometri di confine con la Cina che ha quasi un miliardo e mezzo di abitanti, l’economia più forte del globo e che ha fatto chiaramente sapere che sull’Ucraina comprende la posizione russa.
Se non bastasse, anche il Kazakistan, mastodontico confinante, ha ribadito la sua piena fiducia nel Cremlino e lo stesso hanno fatto la Bielorussia, il Tagikistan e la Turchia che, in maniera per nulla scontata, attraverso il presidente Erdogan ha speso parole di appoggio per la Russia dirimpettaia nel Mar Nero e, un tempo, rivale in Crimea.
Tra i paesi confinanti, dunque, a strepitare contro i russi sono soltanto i baltici: 6 milioni di abitanti in tutto, a fronte di quasi due miliardi di persone che popolano gli stati “pro-russi” summenzionati.
Se aggiungiamo che anche l’India (1 miliardo e mezzo di abitanti) ha detto di comprendere le ragioni russe arriviamo ad oltre metà del pianeta schierata con Mosca, cui si aggiungono decine di paesi neutrali.
Come si può parlare di isolamento?
Certo, dietro all’avanguardia baltica ci sono la Polonia, la Francia, mezza UE e gli americani, ma dal punto di vista della loro importanza economica e geopolitica per la Russia parliamo sempre minoranze visto che gli scambi con gli USA sono minimali.
In particolare Mosca ha pianificato già da molto tempo, come contromossa, un immediato rifiuto del dollaro nelle contrattazioni commerciali di “petrolio, gas energia e altro” con un cambio regolamentato nelle rispettive valute nazionali, in particolare con quei Paesi come “Cina, India, Turchia e altri per i quali non si vede il perché le transazioni debbano essere concluse adottando la valuta Usa” ha spiegato tranquillamente il ministro alla Sviluppo Economico di Mosca Aleksei Ulyukaiev.
Piuttosto sembrerebbe quindi che le sanzioni avranno l'effetto opposto di autoisolamento da parte dell'Occidente.
Nel frattempo questo l'Asse Occidentale, sotto l'inaugurarsi di questa nuova Guerra Fredda, si sta già indebolendo e fratturando.
Siamo prossimi alle Elezioni Europee e i sondaggi danno chiaramente per scontato che questa volta sarà la posizione dei partiti contrari alle attuali politiche europee ad imporre un possibile prossimo cambiamento, politico e sociale, all'attuale voragine di desertificazione nella povertà che l'Unione Europea porta andando ad aggregarsi ad altri stati senza referendum popolari e innescando rivolte.
Uno dei partiti che stanno riscuotendo un sempre maggior successo è quello in Francia, Front National di Marine Le Pen, screditato dai media come Xenofobo, per il fatto che è molto rigoroso contro le attuali politiche immigratorie in Europa.
Altri titani all'interno dell'Unione Europea, contrari alle attuali politiche di distruttive che hanno caratterizzato questo assembramento di stati gestito dalla Germania, hanno ormai una maggioranza scontata, in continua crescita.
Alleati con il Front National, di Marine Le Pen, per le prossime elezioni europee, c'è un vero e proprio "esercito" di partiti che stanno prendendo un'estesa maggioranza tra gli elettori, ovviamente stanchi di patire le politiche di decrescita dell'Unione Europea, ha già convinto gli olandesi conservatori del Partito per la Libertà, guidato da Geert Wilders, a fare un’alleanza alle prossime elezioni europee.
Anche Matteo Salvini, della Lega Nord, sarà della partita.
Per la formazione padana, Le Pen ha avuto sempre parole di grande apprezzamento.
Nel Gruppo Parlamentare di destra dovrebbero entrare, salvo sorprese, anche il partito austriaco FPÖ, la formazione belga Vlaams Belang e i Democratici Svedesi.
Nel frattempo il premier svedese ha già preso atto del fallimento dell'Unione Europea.
Il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt concorda con lo speculatore miliardario George Soros.
L'Europa sia realista: la ripresa è "molto debole".

Reinfeldt avverte che le autorità dovrebbero smetterla di autocompiacersi dei progressi timidi che la crescita economica ha registrato.
Qualcuno dovrebbe avere il coraggio di ammetterlo: l'area euro non ha effettuato quel rimbalzo convincente sperato dopo la crisi del debito scoppiata tre anni fa.
La crisi persiste e compromette il buon andamento delle attività commerciali e minaccia le nazioni che tanto fanno affidamento sull'export, come la Svezia.
Lo ha sottolineato il premier scandinavo in un'intervista rilasciata a Stoccolma.
Questo contesto è "senza dubbio una minaccia per la Svezia", ha dichiarato il 48enne politico.
Sul versante della crescita "quelli che stiamo vedendo sono numeri molto deboli, la domanda continua a essere bassa".
I nodi stanno continuando a venire al pettine.
L’Unione europea potrebbe essere una cosa del passato”.
E’ quanto ha affermato l’investitore miliardario George Soros, nel corso di un evento che si è tenuto in mattinata a Londra.
Nel suo nuovo libro “The Tragedy of the European Union,” ovvero “La Tragedia dell’Unione europea“, Soros si chiede se per caso non sia troppo tardi riuscire ad assicurare la sopravvivenza dell’Ue.
“Nell’ultimo decennio, l’Ue si è trasformata da un potere globale a una confederazione frazionata di stati, caratterizzati da una sbalorditiva disoccupazione e dal risentimento verso una Germania riluttante a fare qualcosa.”
Il risentimento verso il cuore della Germania e nei confronti degli Stati Uniti sta crescendo non solo nei paesi membri dell'Unione Europea, ma anche nei confronti di altri paesi esteri in particolare anche in Venezuela, dove sembra, ancora una volta, che gli Stati Uniti siano coinvolti nel fomentare la rivolta popolare.
Il presidente boliviano Evo Morales ha affermato che le proteste in Venezuela sono finanziate "dall'imperialismo americano" e dall'oligarchia venezuelana per porre fine alla rivoluzione di Nicolas Maduro.
"Gli Stati Uniti pagano gruppi di giovani per creare tensioni, aggressività e violenza," - i media messicani citano le parole di Morales.
Mercoledì scorso in diverse città del Venezuela erano scesi in piazza i sostenitori e gli oppositori del presidente.
A seguito dei disordini e degli scontri in tutto il Paese hanno perso la vita 3 persone, sono rimaste ferite 66 e sono state arrestate 69.
Stesso modello, stessa situazione, stesse modalità come in Ucraina, cambia solo il paese ma stavolta gli Stati Uniti, si stanno creando un massiccio numero di avversari a cui fare fronte, e visto che i rapporti tra Venezuela e Russia sono sono estremamente solidi, sembra che l'asse occidentale verrà a trovarsi ulteriormente più isolato.
Una vera e propria Guerra Fredda.
Di conseguenza vista le recenti necessità della Russia ad ampliare i proprio livello strategico a mondiale, il Venezuela sembra che diventerà un potenziale alleato.
In un momento di escalation delle tensioni con l’Occidente più dell’Ucraina, la Russia conferma che sta negoziando con otto governi di tutto il mondo per l’accesso alle strutture militari, per consentirle di estendere le proprie capacità di bombardieri navali e strategici a lungo raggio.
Il ministro della Difesa Sergei Shoigu afferma che il personale il militare è’ impegnato in colloqui con Cuba, Venezuela, Nicaragua, Algeria, Cipro, Seychelles, Vietnam e Singapore.
Gli Stati Uniti e l'Unione Europea sembra piuttosto che stavolta abbiano fatto il passo più lungo della gamba imponendo la propria influenza sui paesi esteri...rompendosi un piede.
La nuova Guerra Fredda, sembra triste dirlo, ma sembra essere ormai alle porte, e stavolta possiamo proprio dirlo l'Unione Europea e gli Stati Uniti se ne faranno carico nel loro futuro prossimo se le loro politiche non cambieranno.
In Italia cosa possiamo fare noi a riguardo oltre che a leggere tutto ciò?
1) Alle prossime elezioni Europee fare la scelta giusta non solo per il nostro futuro ma anche per quello di quelli che ora sono i nostri figli; 2) La celebre banda di motociclisti russa (di cui Putin è membro onorario) sfila solidale in Crimea, a Sebastopoli.
Il suo leader all'Italia: << L'Italia stia con la Russia, non con gli USA. [...] In Italia ci vado spesso perchè ci abita mia sorella Irina, noi litighiamo spesso perchè lei ormai ha preso la "mentalità italiana" >> (vedi qui)
Auguriamo un buon esito al referendum in Crimea!!












Fonti:
http://www.repubblica.it/esteri/2014/03/12/news/ucraina_yatseniuk_da_obama-80790237/
http://www.imolaoggi.it/2014/03/12/ucraina-i-paesi-del-g7-non-riconosceranno-il-risultato-del-referendum/
http://www.retedellaconoscenza.it/2014/01/non-e-un-paese-per-giovani-aumenta-la-disoccupazione-in-attesa-del-job-act/
http://www.ilcambiamento.it/crisi/referendum_grecia_ue.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Consultazione_popolare
http://www.ilcambiamento.it/crisi/referendum_grecia_ue.html
http://it.wikiquote.org/wiki/Mario_Monti
http://www.imolaoggi.it/2014/03/13/grecia-la-troika-chiede-altri-11mila-licenziamenti-proteste/
http://qn.quotidiano.net/esteri/2014/03/12/1037993-ucraina-crimea-referendum-obama.shtml
http://www.imolaoggi.it/2014/03/13/ucraina-la-merkel-continua-a-minacciare-la-russia-danni-enormi-per-mosca/
http://www.ilnord.it/c-2664_IL_CAPO_DI_STATO_MAGGIORE_USA_GENERALE_DEMPSEY_LESERCITO_AMERICANO_E_PRONTO_A_UNA_RISPOSTA_MILITARE_IN_UCRAINA
http://www.agi.it/estero/notizie/201403101500-est-rt10146-ucraina_scontro_su_referendum_crimea_obama_no_pistola_a_tempia
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-03-14/ucraina-borsa-mosca-picco-referendum-crimea-kerry-tenta-convincere-lavrov-extremis--085959.shtml?uuid=ABQSc02
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23134
http://www.wallstreetitalia.com/article/1676546/politica/svezia-premier-basta-falsita-ripresa-europa-debolissima.aspx
http://www.imolaoggi.it/2014/03/13/soros-forse-e-troppo-tardi-per-assicurare-la-sopravvivenza-dellue/
http://italian.ruvr.ru/news/2014_02_16/Bolivia-Evo-Morales-accusa-gli-USA-di-finanziare-le-proteste-in-Venezuela-8515/
http://en.wikipedia.org/wiki/Russia%E2%80%93Venezuela_relations
http://www.cnsnews.com/news/article/patrick-goodenough/russia-seeks-access-bases-eight-countries-its-ships-and-bombers

SPAGNA: PEGGIORA IL DEBITO PUBBLICO


Il debito pubblico in Spagna ha segnato un nuovo record nel quarto trimestre del 2013, attestandosi a 960,640 miliardi, pari al 93,9% del Pil, con un incremento dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. Secondo i dati diffusi oggi dalla Banca di Spagna, il debito pubblico è inferiore alle previsioni macroeconomiche del governo, pari al 94,2% del Pil.
Rispetto allo stesso trimestre del 2012, il debito registra un incremento dell’8,6%. Dall’inizio della crisi è passato dal 40% del Pil nel 2008 al 93,9% nel 2013.(ANSAmed).

Fonte:http://www.imolaoggi.it/2014/03/15/spagna-sempre-peggio-nuovo-record-debito-pil-a-fine-2013-al-939/

mercoledì 12 marzo 2014

''L'EUROPA DELL'EURO E' IN DEFLAZIONE: TRAVOLTE SPAGNA, PORTOGALLO E ITALIA SE LA BCE NON AGISCE. ADESSO'' (THE TELEGRAPH)


Evans Pritchard - autorevole editorialista del quotidiano Telegraph di Londra - dà la notizia che il più importante centro di ricerca economica (e di potere) della Germania, il D.I.W., ha sconfessato apertamente Mario Draghi: la Zona Euro è in deflazione e la deflazione è un pericolo mortale per l'Europa dell'euro, ha scritto. Con questo radicale cambiamento di posizione, una parte dell'elite finanziaria tedesca chiede - anzi, indica - alla BCE di attuare quanto prima una politica identica a quella dell'americana FED, e cioè l'acquisto di 60 miliardi di euro al mese di titoli di stato dei paesi periferici dell'euro. Ma... Leggiamo: "Il capo dell'Istituto tedesco per la Ricerca Economica chiede 60 miliardi di € di acquisti di bond al mese per arrestare la contrazione del credito e scongiurare la trappola in stile giapponese. Un alto organismo tedesco richiede un vero e proprio Quantitative Easing alla BCE per scongiurare la spirale deflattiva, segnando un cambiamento radicale nelle linee di pensiero delle élite tedesche. “E’ tempo che la BCE agisca. Altrimenti l’Europa rischia di cadere in una pericolosa spirale discendente dei prezzi e di domanda in declino”, ha scritto sul Die Welt. Marcel Fratzscher, il capo dell’Istituto Tedesco per la Ricerca Economica (DIW) a Berlino, ha chiesto 60 miliardi di euro di acquisti mensili di bond per fermare la contrazione del credito e scongiurare una trappola in stile giapponese. “La BCE deve contrastare il rischio deflattivo velocemente e in maniera decisa, e lanciare un programma esteso di acquisto di bond simile a quanto fatto dalla Federal Reserve,” ha dichiarato. La scala dovrebbe essere dello 0,7% del debito pubblico dell’eurozona al mese, qualcosa di simile al ‘Q3’ degli Stati Uniti. L’appello è arrivato dopo che, la scorsa settimana, la BCE si è rifiutata di agire nonostante la contrazione dell’aggregato monetario M3 negli ultimi 8 mesi e il calo dell’inflazione allo 0,8%. La linea della BCE, dettata dai “falchi”, ha spinto il cambio euro/dollaro a 1,39, serrando ancor più la morsa della deflazione. Il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che il rischio di deflazione in Europa potrebbe ormai essere del 20%, ossia la regione è ormai vulnerabile ad uno shock esterno. Il signor Fratzscher ha detto che la BCE dovrebbe comprare i titoli pubblici di tutti gli stati dell’eurozona – inclusi i bund tedeschi – in maniera proporzionale, per risollevare l’intera regione. Il DIW è uno dei 5 istituti tedeschi con un ruolo consultivo ufficiale, ed è una voce importante del mondo degli affari tedesco. La richiesta di un’azione drastica suggerisce che il paese potrebbe essere più disponibile a considerare una strategia di reflazione di quanto si immagini, e fa pressione sui membri tedeschi del board della BCE perché moderino la loro veemente opposizione a qualsiasi forma di QE. Il DIW ha detto che una deflazione nell’eurozona sta diventando “sempre più probabile”, rendendo ancor più difficile per Italia, Spagna e Portogallo recuperare la competitività perduta rispetto al nord Europa. Questi paesi devono portare avanti delle svalutazioni interne con profondi tagli sui prezzi e sui salari. Ma questa strategia manda fuori controllo la traiettoria del debito e aumenta il rischio di una trappola dell'interesse composto. “I prezzi in calo aumentano i tassi di interesse reali per le famiglie e le imprese, che a loro volta aumentano il peso dei debiti e la necessità di una loro ristrutturazione,” ha dichiarato il signor Fratzscher. “Il risultato potrebbe essere un circolo vizioso che diventerebbe ancor più difficile da arrestare per la BCE. L’esperienza giapponese degli ultimi 20 anni mostra come sia doloroso uno scenario del genere.” Il DIW in pratica si unisce a un coro di economisti in Europa e negli USA i quali ammoniscono che la lenta deriva verso la deflazione sta generando una seconda crisi dei debiti sovrani, potenzialmente peggiore della precedente, una volta che la prossima recessione comincia a colpire. Il presidente della BCE Mario Draghi ha cercato di minimizzare i rischi di deflazione, sostenendo che la situazione è totalmente differente da quella del Giappone alla fine degli anni ’90 e che la ripresa sta accelerando. In ogni caso le sue mani sono legate dalla Corte Costituzionale Tedesca, che il mese scorso ha sentenziato che il piano di salvataggio della BCE per Italia e Spagna (OMT) oltrepassa il mandato della BCE e viola i trattati dell’UE che impediscono la “monetizzazione” dei bilanci pubblici. La sentenza non affronta la questione del QE, ma è stata considerata da tutti come un avvertimento. L’Istituto ha detto che l’OMT non dovrebbe essere confuso con un acquisto di bond in stile FED, che è uno strumento monetario puro e non un salvataggio di specifici paesi in difficoltà. Ha inoltre avvertito che la paralisi politica alla fine potrebbe provocare più danni alla credibilità della BCE di una decisione rischiosa con delle misure di emergenza. Resta da vedere se il cambiamento di posizione del DIW riflette le correnti tedesche più profonde. Stampare moneta continua ad essere visto come il tabù economico per eccellenza dalla maggioranza del paese. In Febbraio la rivista Spiegel ha detto che la sentenza della corte costituzionale “non era altro che la resa dei conti finale sulla gestione della crisi perseguita dalla BCE” che pone limiti stringenti alla strategia per affrontare la crisi. “Nel peggiore dei casi, la Corte potrebbe proibire a Berlino di contribuire agli sforzi per salvare l’euro o perfino costringere la Germania ad abbandonare del tutto l'area monetaria“, ha detto. 


Fonte:http://www.ilnord.it/c-2654_LEUROPA_DELLEURO_E_IN_DEFLAZIONE_TRAVOLTE_SPAGNA_PORTOGALLO_E_ITALIA_SE_LA_BCE_NON_AGISCE_ADESSO_THE_TELEGRAPH

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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