ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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martedì 14 febbraio 2017

LO SPETTRO DEI MAIDAN "PRO-EUROPEI" INFESTA NUOVAMENTE L'EST EUROPA


Durante la visita del Primo Ministro ucraino a Bruxelles, il 10 febbraio, Juncker, il presidente della Commissione europea, non eletto dal popolo della UE, ha concesso 600 milioni al regime di Kiev. Anche se meno di una settimana prima, l'esercito ucraino ha effettuato le peggiori bombardamenti contro la Donbass e la popolazione civile, questa entità tecnocratico dà i soldi ad un regime corrotto Nel mese di dicembre, l'"Europa" ha persino sanzionato la Grecia, perché ha pagato uno stipendio tredicesima a persone che ricevono una piccola pensione, due mesi più tardi, la stesso "Europa" dà i soldi ad un regime che bombarda i civili e ha duramente ridotto alla fame il popolo ucraino.
L'ultima frase del comunicato nel corso dell'ultimo collegamento citato la dice lunga sul tradimento di un dittatore nato da un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti / Canada e l'Unione europea. L'anno scorso, Poroshenko, responsabile dei bombardamenti civili del Donbass, nello scandalo delle carte di Panama è stato citato per nome, come ogni oligarca corrotta.
Il dittatore aveva un conto in questo paradiso fiscale per nascondere le sue fortune.
Mentre ha promesso di vendere le sue aziende per evitare conflitti di interesse ha continuato a raccogliere milioni durante l'applicazione delle riforme imposte da organismi internazionali a chiedere prestiti che il popolo ucraino avrebbe dovuto pagare con costante declino nellloro tenore di vita (diminuzione dei salari, l'aumento del costo della vita).
Chiaramente gli organi politici che controllano l'Unione Europea hanno interesse anche di mantenere la loro influenza sul territorio ucraino, governato tale personaggio.
In questo modo sembra che il regime ucraino sia pronto ad attaccare nuovamente le Repubbliche di Donetsk e Lugansk.
Mantenere una forza d'assalto di circa 100.000 mercenari arruolati con la forza ai blocchi di partenza di una linea di superficie attiva per mesi e anche anni, ma senza commettere nulla di veramente decisivo è semplicemente impossibile e anche suicida per qualsiasi Paese soprattutto se, come l'Ucraina, ha già subito un grave collasso socio-economico e una grave crisi politica.
Per 2 anni e mezzo, nonostante un affondamento generale, il governo di Kiev continua a mantenere in modo efficace la propaganda di una invasione russa nel Donbass, e soprattutto ribattezzare l'esercito di mercenari una "Operazione speciale antiterrorista" (ATO), che è formalmente avviata contro di esso e che sembra hanno ormai raggiunto l'apice del suo schieramento offensivo intorno alle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.
In effetti, il rafforzamento operativo dell'esercito ucraino nella prima linea di Donbass, è hiniziata lentamente agli inizi 2016 e sembra essere completata oggi.
Kiev ha schierato più vicino alle linee territoriali delle repubbliche un forte sistema temporale di 90 000 uomini per l'attivazione in diversi settori dei principali attacchi frontali.

La distribuzione ucraina si articola in quattro forze distinte: 3 gruppi separati Tactics ( "OTG Mariupol", "OTG Donetsk", "Lugansk OTG") e uno in prima linea "riserva operativa" distribuito verso la parte posteriore della parte anteriore.
Ognuna di queste forze ha una forza lavoro complessiva simile di circa 16 a 17.000 uomini, sostenuta da una forza corazzata di circa 80 a 100 carri armati, 500 veicoli da combattimento di fanteria, 40 lanciarazzi multiplo ( LRM), 260 pezzi di artiglieria pesante e colpi di mortaio, 300 sistemi d'arma anticarro, e poco meno di 400 sistemi di difesa aerea.
Le forze ucraine sono organizzate intorno a diverse brigate di armi che sono sparsi in tratti regolari e uguali di più di 300 chilometri dalla linea del fronte.
In una brigata di fanteria troviamo unità motorizzate su BTR, su BMP meccanizzata, ma anche il supporto di blindati e unità di artiglieria integrati.
Dobbiamo aggiungere a queste unità da mischia:
-3 brigate di artiglieria (dotati principalmente obice 152 millimetri) e la cui unità possono sia essere sostenuti supporto di fuoco massiccia, o costruire il sostegno brigate di fanteria.
-2-3 piccole unità navali nella zona mare di Mariupol,
-60 forti gruppi di forze speciali come "DRG"
-1 gruppo aereo di bombardieri da combattimento e elicotteri d'attacco (5 squadroni di caccia per un totale di: 9 24 Sukhoi, Sukhoi 15 25 10 Mig 29, 11 Sukhoi 27 e 3 squadroni di elicotteri: 9 e 8 MI8 MI24 )
Oggi Kiev è come un arciere che ha fasciato la sua arma e non può attendere a lungo senza rischiare di esaurirsi completamente.
E' evidente che il regime sta preparando una nuova offensiva paragonabile a quelle del 2014-15.
Viene quindi da chiedersi come userà quei seicento milioni di euro sprecati dalla Comissione Europea.

Un'altro fronte caldo arriva dalla Romania, dove da alcuni giorni, alcune migliaia persone si sono unite in piazza per forzare il presidente romeno alle dimissioni.
All'inizio sembrava che tali proteste avessero come scopo di chiedere il ritiro di una legge che depenalizzava chi coinvolto dalla corruzione, ma successivamente hanno continuato chiedendo addirittura le dimissioni del premier romeno.
Da un punto di vista economico non ci sono reali ragioni perchè un numero così alto di individui scenda in piazza per protestare, nemmeno con il decreto sulla corruzione nelle quale i cittadini non sarebbero stati in alcun modo stati coinvolti nella vita di tutti i giorni.
Tuttavia osservando i dati economici della Romania che ha ancora la sua moneta nazionale, si comprende che proprio per questo fatto costituiva un problema per quei Paesi dell'eurozona, proprio a causa della sua solida economia che gradualmente sarebbe arrivata a rendere tale Paese un concorrente della Germania senza la moneta unica.

La Romania ha fatto registrare uno dei tassi di crescita più vigorosi di tutta l'unione europea nel 2016, con un incremento del 4,8% del Prodotto interno lordo, secondo una prima stima dell'Istituto di statistica. Si tratta del tasso di crescita più alto nel Paese dal 2008, anno in cui si assestò all'8,5%, prima di una severa recessione legata alla crisi finanziaria internazionale.
Secondo gli analisti, questo incremento - conforme alle attese - dovrebbe porre la Romania in testa ai 28 Paesi membri dell'Unione in termini di crescita nel 2016.
Dopo l'incremento del 3,9% del Pil nel 2015, la cresciat in Romania è stata sostenuta dalla domanda interna, stimolata da un ribasso della tassa sul valore aggiunto, passata dal 24% al 20%.
Nel quarto trimestre, l'economia romena è crescita dell'1,3% in rapporto ai tre mesi precedenti e del 4,8% sull'anno.
E' chiaro che un Paese così benestante non dovrebbe avere proteste verso un governo che ha portato la nazione ad essere delle maggiori economie dell'Unione Europea, d'altro canto sorprende che queste proteste se fossero realmente spontanee come dichiarato non nascano nei Paesi che economicamente sono il fanalino di coda in Europa a causa dell'incompetenza e della presenza di una serie di governi mai realmente eletti come l'Italia.
L’Italia è ultima nella crescita di tutti i Paesi dell'Unione Europea.
Non ci sono solo la peggior crescita d’Europa e una disoccupazione che non scende sotto l’11,6% (nel 2017).
Il deficit sarà al 2,4% del Pil nel 2017 e le stime prevedono un rialzo al 2,6% l’anno prossimo. In aumento anche il debito pubblico: dal 133,1% stimato in autunno al 133,3% finito nelle tabelle diffuse ieri. Questo a causa delle “risorse usate per sostenere il settore bancario e gli investitori al dettaglio”.
Nonostante è probabile che le proteste non abbiano successo in Romania, nel remoto dei casi che il governo romeno si dimettesse e venisse sostituito da uno più "europeista", la Romania finirebbe sulla falsariga dell'Ucraina.
Fortunatamente però questa non è una stagione fertile per i consensi europei.





giovedì 1 settembre 2016

ROMANIA: SENZA L'EURO IL PIL E' CRESCIUTO SUPERANDO IL PICCO PRE-CRISI


Dati relativi al PIL della Romania hanno mostrato un aumento del 6% su base annua nel secondo trimestre del 2016.
Si tratta di un aumento della crescita del 4.3% registrata nel primo trimestre del 2016, e porta il PIL del paese oltre il picco pre-crisi nel 2008.
Negativa l'inflazione dei prezzi al consumo causata in gran parte da tagli a IVA, combinato con una crescita a due cifre dei salari del settore pubblico hanno portato a una crescita dei tassi di consumo. Le vendite al dettaglio sono in crescita del 17,1% rispetto allo scorso anno per il secondo trimestre, per esempio.
Il Fondo monetario internazionale (FMI) si aspetta il PIL della Romania si ampli del 3,6% nel 2016.

Fonte:http://www.neweuropeinvestor.com/news/romanian-gdp-passes-pre-crisis-peak-10846/

mercoledì 25 maggio 2016

SUCCESSO ECONOMICO IN ROMANIA (SENZA EURO) PIL 2016 E 2017 +4,2% ANNUO


La Commissione nazionale di previsione della Romania indica, nel rapporto economico di primavera, una tendenza al rialzo della crescita economica, che dovrebbe segnare un Pil a +4,7% nel 2019, sostenuta dalla crescita degli investimenti piuttosto che dei consumi. Le previsioni di primavera della Cnp sono state modificate solo marginalmente rispetto alle previsioni dell'autunno 2015 quando è stato previsto un Pil per il 2016 e il 2017 in crescita a +4,2%, dato confermato anche dalla Commissione Ue e dall'Fmi. In sostanza, la Romania quest'anno e l'anno prossimo crescerà quasi il triplo della Germania e quattro volte l'Italia. Da notare che Germania e Italia usano l'euro, la Romania si è sempre rifiutata di adottarlo.


Fonte:http://www.ilnord.it/b-9096_BOOM_ECONOMICO_IN_ROMANIA_SENZA_EURO_PIL_2016_E_2017_42_ANNUO

venerdì 13 maggio 2016

NATO: CON LA BASE RADAR IN ROMANIA PUTIN CONFERMA CHE LA SITUAZIONE STA DIVENTANDO PESANTE

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che l'entrata in funzione in Romania di un centro radar all'interno del sistema USA di difesa missilistica è segno che la situazione non sta migliorando.

"Credo che siate d'accordo con me: i recenti sviluppi indicano che la situazione non sta migliorando, purtroppo sta diventando pesante. Tenendo presente oggi l'entrata in funzione del radar in Romania in qualità di uno degli elementi del sistema di prospettiva della difesa missilistica degli Stati Uniti," — ha affermato il presidente in una riunione con l'èlite della difesa nazionale.
Ha osservato che la Russia ha ripetutamente espresso le sue preoccupazioni, ha offerto la propria collaborazione e un lavoro comune con i partner americani.
"Tutto questo è stato di fatto respinto, non viene proposto un lavoro, ma solo la discussioni di argomenti marginali, niente di concreto. E' stato fatto in modo unilaterale, senza prendere in considerazione i nostri timori. Suscita rammarico," — ha aggiunto Putin.
Ieri nella città romena di Deveselu si è svolta la cerimonia d'inaugurazione del centro terrestre del sistema americano "Aegis Ashore", oggi in Polonia si svolgerà la cerimonia di posa del primo mattone riguardo la costruzione di un simile complesso di difesa missilistica nel villaggio di Redzikowo.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160513/2677353/Russia-geopolitica-NATO.html#ixzz48Xzx6VOn

martedì 26 aprile 2016

LA ROMANIA INIZIA I CONTROLLI ANCHE SUL MAR NERO PER IMPEDIRE NUOVE PERICOLOSE ROTTE MIGRATORIE


BUCAREST - La Romania ha intenzione di impedire tutti i tentativi di stabilire nuove rotte migratorie, compreso un eventuale tratto dal Mar Nero. Lo ha detto il ministro dell'Interno romeno, Petre Toba, in seguito a un incontro con l'omologo georgiano, Giorgi Mghebrishvili, in visita a Bucarest. ''La Romania dispone di un moderno sistema di sorveglianza e controllo, implementato nel Mar Nero, un sistema che consente di individuare rapidamente qualsiasi tipo di attività illecite. Inoltre, questo sistema consente al paese di condividere analisi di qualità con i suoi partner'', ha detto ministro Toba, aggiungendo che il suo dicastero e' interessato a sviluppare la cooperazione con gli altri paesi rivieraschi, soprattutto per le questioni di sicurezza. Durante la visita del ministro dell'Interno georgiano in Romania e' stata firmata una dichiarazione congiunta, in base alla quale la Romania si implicherà attivamente nel percorso di integrazione europea della Georgia al fine di accelerare questo processo. A sua volta, Mgebrishvili ha sottolineato che questo incontro e' la prima visita di un ministro dell'Interno georgiano in Romania e ha rimarcato il fatto che Bucarest e' un partner importante per la Georgia in tutti i campi.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-3586_ROMANIA_BLINDA_IL_MAR_NERO

giovedì 14 aprile 2016

ROMANIA E RUSSIA PROSEGUONO LA RICERCA DI GIACIMENTI DI GAS NEL MAR NERO

Nelle scorse ore i vertici delle compagnie Romgaz e Lukoil (aziende rispettivamente di Romania e Russia), hanno confermato la prosecuzione dell'opera esplorativa in corso da alcuni mesi nel territorio di Bucarest. Secondo la prima valutazione l'area ospiterebbe circa 32 miliardi di metri cubi di gas.

La collaborazione tra Bucarest e Mosca sul versante energetico sembra sempre più salda. Questo, in sintesi, è quanto emerge dall'incontro tenutosi nelle scorse ore in Romania tra Victor Grigorescu, ministro dell'Energia rumeno, e Vladimir Nekrasov, vicepresidente del colosso russo Lukoil.
Al termine del colloquio il rappresentante dell'Esecutivo rumeno ha informato l'intenzione da parte della società di Mosca di voler proseguire nell'opera di esplorazione del perimetro denominato Trident. Ieri i due rappresentanti hanno discusso del futuro dell'accordo, analizzando in dettaglio gli aspetti tecnici, logistici e organizzativi relativi all'estrazione di gas, alle norme e agli investimenti atti a salvaguardare l'eco sistema e alle possibilità di sviluppo dell'impianto di Ploiesti — di proprietà della Lukoil, —specializzato nella raffinazione del gas.
Uno dei punti centrali affrontati durante i colloqui ha riguardato anche la prosecuzione delle attività esplorative (secondo quanto reso noto saranno sia di tipo sismico sia perforative attraverso sonde di prospezione), all'interno del consorzio che vede presenti anche le società Romgaz e la statunitense PanAtlantic. Secondo le prime valutazioni fornite dai tecnici a lavoro nelle acque rumene, le riserve di gas individuate nel perimetro Trident sarebbero pari a circa 32 miliardi di metri cubi, equivalenti a circa tre volte il consumo annuo di gas di Bucarest. A lavoro sono le società Lukoil Overseas Atash Bv, Romgaz e PanAtlantic Petroleum. Al momento la parte del leone è ricoperta dalla Lukoil che detiene il 72 per cento delle quote di partecipazione del contratto di concessione, mentre la PanAtlantic ne detiene il 18 per cento e la Romgaz il 10.

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20160414/2480518/mar-nero-trivelle.html#ixzz45ob4pOfh

martedì 12 aprile 2016

ROMANIA: I ROMENI PROTESTANO PER LA COSTRUZIONE DI UNA MOSCHEA SULLA LORO TERRA


A Bucarest, in Romania, sulla piazza vicino al palazzo presidenziale Cotroceni si è tenuta una protesta contro la costruzione della moschea che è stato avviata e finanziata dal turco presidente Recep Tayyip Erdogan.
Gli attivisti temono che la moschea diventarà un luogo di reclutamento di islamisti radicali e terroristi, tra cui militanti ISIS.
Più di 400 manifestanti hanno scandito "Erdogan è una minaccia per un'Europa pacifica", "Moschea di Erdogan - un focolaio di terroristi", "La moschea - un luogo di assunzione", "Erdogan acquista petrolio dall'ISIS".
La moschea può diventare una roccaforte di Islam tradizionale solo se controllato da leader musulmani che non possono leggere solo la predicazione corretta, ma anche sopprimere propaganda ostile sul loro territorio. È per questo che chiediamo di porre fine alla costruzione di una moschea controllata da Erdogan.
Inoltre, i manifestanti hanno chiesto al Presidente della Romania di interrompere i contatti con Erdogan.


Fonte:http://en.news-front.info/2016/04/11/romania-rally-against-erdogan-s-policy-in-bucharest/

mercoledì 10 febbraio 2016

LA NATO HA DECISO DI AUMENTARE LA SUA PRESENZA MILITARE NEL MAR NERO


"La NATO ha già aumentato la sua presenza navale nel Mar Nero, compresi l'utilizzo delle forze della Marina e la ricognizione con gli aerei dotati del sistema AWACS, che si trovano tra Romania, Bulgaria e Turchia. Monitoriamo costantemente la situazione nel Mar Nero e aumentiamo le nostre capacità militari, così come le capacità di condurre operazioni di ricognizione e di inviare rinforzi nella regione", — ha detto.
"Stiamo anche attivamente collaborando con la Georgia, fatto di grande importanza per la risposta alle sfide della sicurezza della NATO nel Mar Nero", — ha detto.
Martedì Stoltenberg aveva accusato la Russia di essere pronta a sfruttare la grandezza delle sue forze armate per intimorire i vicini. Il presidente Vladimir Putin ha definito la dichiarazione sulle "azioni aggressive" della Russia un ragionamento provocato dalla paura.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160210/2068361/Russia-sicurezza-difesa-geopolitica-Stoltenberg.html#ixzz3zmZm1ENc

giovedì 4 febbraio 2016

ROMANIA: ECONOMIA FORTE E STABILE (SENZA L'EURO)


BUCAREST - I prestiti concessi alle imprese in Romania nel 2015 hanno raggiunto il valore di 8,42 miliardi di euro, il livello piu' alto registrato negli ultimi quattro anni, a differenza dell'Italia dove sono crollati. Al contempo i tassi di interesse nel settore hanno raggiunto i minimi storici: piu' della meta' sono stati prestiti in moneta locale (il leu), mentre la parte restante in euro e dollari. Lo riferisce la Banca centrale della Romania in un comunicato. Rispetto al 2014, i prestiti alle imprese sono aumentati nel 2015 del 16,4 per cento. Mentre i prestiti in moneta locale hanno segnato una crescita del 18 per cento, mentre quelli in euro sono aumentati del solo 4,5 per cento. I prestiti in dollari sono cresciuti dell'11 per cento e i prestiti in leu nel 2015 hanno raggiunto il livello piu' alto degli ultimi cinque anni, con 5,32 miliardi di euro. Secondo gli specialisti, i tassi di interesse ai minimi storici hanno inciso sull'aumento dei crediti concessi alle imprese: anche il ritorno della fiducia sulla situazione macroeconomica ha contribuito positivamente. Il 2015 ha portato una crescita economica circa del 4 per cento e un adeguamento del numero di aziende che sono diventate insolventi.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-2883_ROMANIA_BANCHE_A_GONFIE_VELE

giovedì 1 ottobre 2015

L'INGRESSO DELLA ROMANIA NELL'AREA EURO NON E' PIU' REALIZZABILE


"L'obiettivo di adottare l'euro nel 2019 non è più fattibile anche se politicamente ci piacerebbe farlo", ha dichiarato il governatore della Banca centrale della Romania, Mugur Isarescu. La Romania non entrerà nel meccanismo di cambio ERM II il prossimo anno, ultimo passaggio prima dell'adozione dell'euro.

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=12842

giovedì 10 settembre 2015

ENNESIMO RIFIUTO ANCHE DALLA REPUBBLICA DELLA ROMANIA ALLE QUOTE DI MIGRANTI


BUCAREST - La Romania non accettera' di accogliere la quota di 6.351 migranti proposta dalla Commissione Ue. Lo ha detto il presidente Klaus Iohannis, aggiungendo che questa sara' la posizione che verra' espressa dal ministro dell'Interno lunedi' prossimo a Bruxelles al Consiglio straordinario. Per le autorita' romene, che inizialmente avevano accettato di accogliere 1.785 migranti, la quota proposta dalla Commissione e' troppo alta. E in ogni caso, la Romania non accetterà mai le quote obbligatorie.

Fonte:http://www.ilnord.it/b-6763_ROMANIA_ANNUNCIA_UFFICIALMENTE_NON_ACCETTEREMO_LE_QUOTE_MIGRANTI_PROPOSTE_DA_UE

domenica 30 agosto 2015

ANCHE LA ROMANIA DIFFENDE IL CONFINE DALL'ASSALTO DELLA MAREA DI MIGRANTI


BUCAREST - "La Romania rafforzera' militarmente la sicurezza al confine con la Serbia. Il femomeno della migrazione sta avendo un impatto significativo in termini di sicurezza". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Interni, Gabriel Oprea, alla fine dell'incontro della Commissione nazionale per le situazioni speciali di urgenza.
"La Romania rafforzera' la sicurezza al confine con la Serbia per evitare il rischio di essere inclusa nei flussi della migrazione che interessano gli Stati confinanti", ha detto Oprea.
"Dal punto di vista geostrategico, la Romania protegge piu' di 2 mila chilometri di frontiera esterna dell'Unione europea, di cui piu' di un quarto, circa 546 chilometri, al confine con la Serbia. In questa zona verranno intensificate le misure di sicurezza attraverso un'azione comune, in sistema integrato. Sia il presidente Klaus Iohannis che il primo ministro, Victor Ponta sono stati informati delle misure che intendiamo prendere. Allo stato attuale, la Romania non risente una pressione migratoria mantenendo gli stessi parametri dello scorso anno, ma la situazione verra' monitorata continuamente".
Specialmente dopo che l'Ungheria ha deciso di rendere impenetrabile il confine con la Serbia costruendo un doppio reticolato lungo 170 chilometri, che dalla prossima settimana sarà presidiato per tutta la sua lunghezza dall'esercito, il nuovo governo conservatore e nazionalista romeno ha deciso di agire d'anticipo.
Secondo Oprea "la migrazione sta avendo un impatto significativo in termini di sicurezza, in termini economici e sociali per tutti gli Stati europei. Di fronte a questa situazione, oltre al pragmatismo che dobbiamo mostrate nel difendere i nostri interessi di sicurezza nazionale, dobbiamo essere solidali con i nostri partner europei, per evitare che subiscano invasioni. Attraverso le nostre azioni, le istituzioni di sicurezza nazionale dimostreranno ancora una volta che hanno la capacita' di garantire la sicurezza dei cittadini rumeni. In oltre, la Romania e' e deve restare uno stato generatore di sicurezza nella regione, cosi come ci richiede lo status di membro dell'Unione europea e della Nato".
Quindi, anche la Romania si appresta a blindare i confini con la Serbia per impedire che le orde di clandestini la invadano.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4388_LA_ROMANIA_BLINDA_IL_CONFINE_CON_LA_SERBIA_PER_IMPEDIRE_LINVASIONE_DI_CLANDESTINI_IL_GOVERNO_DIFENDIAMO_LA_NAZIONE

lunedì 29 giugno 2015

IN EUROPA STARE SENZA L'EURO CONVIENE: IN ROMANIA ENORME PRODUZIONE DEL PIL+4,2%, STIPENDI +7%,


BUCAREST - Nel primo trimestre del 2015 la Romania ha registrato il piu' alto avanzo del consumo interno dall'arrivo della crisi economica del 2008, del 2,6 per cento rispetto al medesimo periodo del 2014. Lo rileva una relazione realizzata dalla compagnia di consulenza Ernst&Young. Secondo gli autori dello studio, la crescita del consumo interno nei primi tre mesi dell'anno ha superato le attese, grazie alla crescita economica del paese che nel medesimo periodo e' stata del 4,2 per cento.
A questo si aggiunge l'aumento dello stipendio medio netto del 7 per cento e la riduzione dell'inflazione intorno al 2 per cento. Gli specialisti si dichiarano fiduciosi sul fatto che il paese sara' in grado di mantenere lo stesso ritmo di crescita del consumo interno su tutto il 2015, le prospettive sono ottimistiche grazie soprattutto alla riduzione dell'Imposta sul valore aggiunto (Iva) per i generi alimentari dal 1 giugno scorso.
Per quanto riguarda il prodotto interno lordo del paese, la compagnia di consulenza anticipa un incremento del 3,1 per cento per quest'anno (con proiezioni fino al 4,5%) e del 3,6 per cento per il 2016, con possibilità arrivi addirittura al 5%.
Stando allo studio, il consumo interno e' incrementato dall'inizio dell'anno anche grazie all'aumento della fiducia della popolazione nell'andamento dell'economia e alla speranza di future crescite degli stipendi visto l'attuale contesto economico. La compagnia di consulenza prevede anche un incremento degli investimenti nell'economia interna.
Per la Romania la grande opportunita' e' rappresentata dalla riduzione dell'Iva per i generi alimentari che sta fortemente rilanciando l'economia attraverso i settori dell'agricoltura e agroalimentare e quelli connessi come trasporti merci e servizi alla popolazione. La legge prevede specificatamente che la riduzione dell'Iva si applichi su tutta la catena economica, dal produttore al consumatore finale, il che rende tutti i partecipanti al ciclo economico del settore agroalimentare e agricolo beneficiari diretti dalla riduzione.
Inoltre, la normativa prevede che la riduzione dell'Iva si applichi anche nel caso in cui un prodotto alimentare viene utilizzato come materia prima per la produzione di cosmetici, bevande alcooliche o altro, fermo restando che i rispettivi prodotti hanno come destinazione il consumo da parte della popolazione.
L'alto livello dell'Iva insieme alle altre tasse ed imposte che i produttori e i commercianti dovevano prima pagare allo stato hanno fatto si che questi scaricassero i rispettivi costi sul consumatore finale portando ad una riduzione drastica del consumo.
Il peggiore caso della sovratassazione, con implicazioni su tutti i settori dell'economia, sono stati i carburanti dove la percentuale delle tasse, imposte, accise e Iva sul prezzo totale di un litro di combustibile rappresentava il 60 per cento, come in Italia.
Tasse alte anche nel caso delle bevande alcooliche dove variavano fra il 40 per cento per birra e vino e il 75 per cento per i superalcolici (esattamente come hanno imposto in Italia i governi Monti e Renzi) . Per il caffe' il totale delle tasse ed imposte rappresentavano il 30 per cento del prezzo finale.
Ora, col taglio netto dell'Iva voluto dal governo, l'economia della Romania sta vivendo un boom economico, e possedere la propria valuta sovrana mette al riparo la Romania dal disastro dell'euro e della folli politiche imposte dall'eurozona agli stati che disgraziatamente ne fanno parte, come l'Italia.
In Europa crescere si può, basta stare fuori dall'euro e fare l'esatto contrario di quello che la Commissione europea assieme alla Bce impongono agli stati dell'eurozona.

Redazione Milano.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4304_ENORME_CRESCITA_DELLA_ROMANIA_PIL_42_STIPENDI_7_INFLAZIONE_PERFETTA_AL_2TUTTO_GRAZIE_A_TAGLIO_DI_TASSE_E_IVA

venerdì 19 giugno 2015

SERBIA: L'UNIONE EUROPEA VOLEVA ESCLUDERCI DAL TURKISH STREAM

L’UE aveva proposto alla Russia di costruire il gasdotto “Anello orientale” attraverso Bulgaria, Romania, Ungheria e Slovacchia, ma escludendo la Serbia.

Lo ha comunicato ai giornalisti serbi a San Pietroburgo il vice premier del governo serbo, ministro degli Esteri Ivica Dačić, dopo il suo incontro con il CEO di Gazprom Alexey Miller.
"Da parte dei funzionari di Bruxelles non potevo neanche immaginare tanta ipocrisia, perché sono stati soprattutto loro a far fallire il progetto "South Stream", — ha detto Dačić.
A detta del ministro serbo, quando il gas russo deve andare in Serbia, ciò rappresenta un problema politico, ma quando il gas è destinato ai paesi dell'Europa occidentale e settentrionale, "l'economia non ha nulla a che vedere con la politica".
"Se quello che ho sentito per la prima volta è vero, occorre parlare molto seriamente con la Commissione europea del loro atteggiamento nei confronti della Serbia, dei suoi interessi e dei suoi cittadini", — ha rilevato Ivica Dačić.
Il ministro degli Esteri serbo ha rilevato che durante l'incontro con Miller egli ha confermato l'intenzione della Serbia di continuare la cooperazione con Gazprom, facendo ricordare che il suo paese è rimasto deluso dalla cancellazione del progetto "South Stream", che aveva per esso un'importanza vitale.

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20150619/590828.html

lunedì 11 maggio 2015

COMMANDO NATO SPOSTATO DA NAPOLI ALLA ROMANIA


Il comando del fianco sud della Nato è stato spostato da Napoli, dove si trova, ad una località della Romania. È quanto riferito dal giornalista Giulietto Chiesa, il quale ha commentato sulla propria pagina Facebook, scrivendo che si tratta di "segnali di tempesta" e che "si preparano a accendere la miccia".
L'ex europarlamentare europeo ha anche fatto sapere che nella città polacca di Radom sarebbe in corso la creazione di distaccamenti armati formati da cittadini in grado di parlare russo con l'obiettivo di mettere in atto operazioni "speciali". Secondo chiesa è si sta preparando "una vasta provocazione antirussa":

"COSA PREPARANO?

Da fonte solitamente bene informata, in data 8 maggio, viene data notizia di singolari avvenimenti in corso nella città polacca di Radom, circa 250 chilometri a sud di Varsavia. Risulterebbe in corso di attuazione la creazione di distaccamenti armati di incerta provenienza. Si tratterebbe di cittadini di nazionalità russa, o comunque capaci di parlare in russo, forse da poco congedati dal servizio, ai quali sarebbero stati dati documenti che certificano la loro appartenenza alle forze armate russe di pronto intervento. E armi di fabbricazione russa.
Le istruzioni impartite sarebbero le seguenti: invio in Ucraina per compiere operazioni "speciali" per conto del governo della Federazione Russa. Nelle stesse ore- così riferisce la fonte - nella città polacca di Zamosc, 110 chilometri a nord-ovest rispetto a Leopoli, Ucraina (cioè nei pressi della frontiera tra Polonia e Ucraina) , si troverebbero concentrati circa 1800 combattenti, già equipaggiati e pronti per una operazione militare imminente.
Non sono in grado di verificare la fondatezza di questa informazione, ma ritengo - lo ripeto - che la fonte sia attendibile. Per questo la diffondo. Penso che sia in corso la preparazione di una vasta provocazione antirussa. Invito tutti coloro che hanno informazioni in merito di segnalarmele. Le valuteremo e, se utili, le diffonderemo".

Fonte:http://www.tzetze.it/redazione/2015/05/spostato_comando_nato_da_napoli_alla_romania_giulietto_chiesa_cosa_preparano/

venerdì 27 marzo 2015

LA NATO SFRUTTA IL TERRITORIO DELLA ROMANIA PER LE SUE ESERCITAZIONI CONTRO LA RUSSIA


Stars and Stripes, quotidiano al servizio della comunità militare degli Stati Uniti, riporta l'inizio dell'operazione ‘Atlantic Response sud'.
Il tenente generale Ben Hodges, comandante di US Army in Europa, ha riferito che duecento paracadutisti della 173° Brigata Airborne, provenienti dalla base militare USA di Vicenza in Italia, sono giunti sui campi di addestramento in Romania orientale, dove si eserciteranno con una forza di terra rumena per un mese.
L'operazione militare segna l'espansione ufficiale nell'Europa sud-orientale di una campagna per rassicurare gli alleati preoccupati per le "intenzioni" della Russia.
Il programma prevede esercitazioni anche serie in Bulgaria e in Georgia, paese non ancora membro dell'Alleanza Atlantica.
Ben Hodges, comandante dell'Esercito USA in Europa
© Sputnik
Ben Hodges, comandante dell'Esercito USA in Europa
Proprio mentre la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d'America approva una risoluzione a favore dell'invio di armi letali all'Ucraina, secondo Hodges, quest'operazione dimostra che la Nato è oggi in grado di muovere le forze rapidamente in risposta ad una crisi.
Quest'operazione — dichiara Hodges — "è una grande e importante mossa che l'esercito deve essere in grado di fare, una forte rassicurazione " verso le minacce di attacco nucleare della Russia che utilizza "un linguaggio sconsiderato".

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150326/176683.html#ixzz3Vb5E6ZKc

martedì 17 febbraio 2015

PERCHE' L'INTEGRITA DELLO STATO DELL'UCRAINA NON ESISTE


Perche i russi hanno sempre pensato allo stato ucraino come facente parte alle Federazione Russa?
Interessi imperialisti, diranno alcuni occidentali che ben poco sanno di storia e della politica russa.
La realtà è che lo stato dell'Ucraina come noi lo osserviamo nella mappa in alto in realtà è stato disegnato dall'Unione Sovietica senza fare alcun riferimento alle popolazioni che ne fanno parte, ma se dovessimo osservare le regioni che sono abitate da una popolazione a maggioranza ucraina scopriremmo che in realtà sarebbe molto più piccolo, diviso tra regioni con altre popolazioni a maggioranza russa a sud e est ecc.
Ma facciamo un riassunto di come è stato fondato lo stato ucraino.
L’Ucraina è sempre stata una provincia russa facente parte dell'URSS, perfino il luogo in cui venne fondata la Russia, Rus’, e l’ex-Ucraina fu arbitrariamente creata dall’Unione Sovietica senza mai contemplare le assai diverse popolazioni che abitano questa regione.
La Repubblica Socialista Sovietica Ucraina o RSSU fu una delle 15 repubbliche dell'Unione Sovietica dalla sua nascita, il 25 dicembre 1917 alla sua sostituzione da parte dell'Ucraina indipendente il 24 agosto 1991.
Inizialmente, quando la Repubblica Comunista Ucraina venne proclamata a Charkiv nel 1919 era conosciuta come la Repubblica popolare ucraina, cosa che generò parecchia confusione con l'omonima Repubblica Popolare Ucraina ma con capitale Kiev che è nota anche col nome di Repubblica Nazionale ucraina per distinguersi dalla prima. Con il formarsi dell'Unione Sovietica nel 1923 il nome venne cambiato in Repubblica Socialista Sovietica Ucraina con iniziali УССР in ucraino (RSSU in italiano).
Nel 1936 il nome della repubblica venne cambiato di nuovo, così come quello di tutte le altre repubbliche sovietiche trasponendo la seconda e la terza parola: dal 1936 al 1991 la denominazione è Ucraina Sovietica Socialista Repubblica (l'ordine delle parole ucraino consente i tre aggettivi prima del nome finale).
Fu un membro fondatore dell'Unione Sovietica dal momento in cui nacque nel 1922.
Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1945, furono approvati alcuni emendamenti alla Costituzione della RSS Ucraina: questi cambiamenti portarono il Paese a una maggior autonomia dall'URSS in campo di politica internazionale, pur rimanendo all'interno dell'Unione Sovietica. In particolare, questi emendamenti permisero all'Ucraina di diventare uno dei membri fondatori delle Nazioni Unite insieme all'URSS e alla RSS Bielorussa.
Tuttavia l'Ucraina come si evince dalla mappa sottostante ha un'elevata maggioranza di popolazione russa in diverse regioni.

Parliamo ora dello Stato Federale di Nuova Russia.
“Novorossija”, il cui nome esatto è “Unione delle Repubbliche Popolari di Novorossija” è l’ultimo arrivato tra gli Stati democraticamente costituiti, anche se non è riconosciuto dalla comunità internazionale, esiste ed opera.
L’esistenza dell'”Unione delle Repubbliche del Popolo della Nuova Russia” è una piccola rivoluzione, va capito perché. Tutti i termini e simboli della Nuova Russia sono stati accuratamente scelti ed hanno un significato profondo. La Nuova Russia o Novorossija ha cultura e lingua russa.

Ciò che caratterizza il popolo della Nuova Russia è il desiderio di non essere integrato nel sistema euro-atlantico dominato dagli Stati Uniti tramite NATO ed Unione Europea. Tale sistema s’è ampiamente dimostrato inefficace e dannoso. Le nazioni che vi aderiscono declinano e sprofondano nella stagnazione economica e nel declino morale.
È storicamente la prima volta che una nazione europea prende le armi per non farsi integrare nel sistema imposto dagli USA, rifiutandone non solo il sistema economico, ma anche i valori morali.
Si può osservare adesso nella mappa sottostante come la mappa delle proteste contro l'esercito ucraino e a favore della Federazione Russa coincidano letteralmente con i confini della maggioranza russa ucraina.

Il principio di autodeterminazione dei popoli sancisce l'obbligo, in capo alla comunità degli stati, a consentire che un popolo sottoposto a dominazione straniera (colonizzazione o occupazione straniera con la forza), o facente parte di uno stato che pratica l'apartheid, possa determinare il proprio destino in uno dei seguenti modi: ottenere l'indipendenza, associarsi o integrarsi a un altro stato già in essere, o, comunque, a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico (c.d.: «autodeterminazione esterna»).
Non esiste alcun diritto all'autodeterminazione in capo a un popolo: quest'ultimo, infatti, non è titolare di un diritto ad autodeterminare il proprio destino ma è solo il materiale beneficiario di tale principio di diritto internazionale.
Spesso sentiamo parlare dei capi di stato dell'Unione Europea e dal presidente americano che pretendono dalla Russia il rispetto dell'intergrità territoriale dell'Ucraina, e la stessa cosa la sentiamo affermare dal regime ucraino di Poroshenko.
Spesso sentiamo ripetutamente la storia che all'interno dei confini dell'Ucraina continuano a entrare eserciti russi, ma tutto ciò è stato smentito definitivamente sia dal capo dell'esercito ucraino sia da un giornalista britannico che è stato sul posto.

-Il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate dell'Ucraina, generale Viktor Muzhenko, conferma in una relazione che è datata a Giovedi 29 gennaio, che i soli cittadini russi che combattono nella regione contestata, sono residenti in quella regione, o dell'Ucraina, e anche alcuni cittadini russi che «sono membri di gruppi armati illegali ", cioè combattenti che non vengono pagati da nessun governo, ma sono solo" cittadini."
Il Generale Muzhenko dice anche, con forza, che il "esercito ucraino non sta combattendo con le unità regolari dell'esercito russo."

-Un'altra conferma che la guerra è scatenata dalle popolazioni russe dell'Ucraina per difendersi la osserviamo nella testimonianza di un giornalista britannico.
Il giornalista britannico Mark Franchetti interviene a Shuster Live, il più importante talk show della televisione Ucraina. E getta lo sconcerto in studio con le sue risposte che mettono in grande imbarazzo l’intervistatore, chiaramente schierato pro-Kiev.
Franchetti autore di un reportage dall’Ucraina orientale, descrive i filo-russi come “persone normali, assolutamente convinte di difendere le loro case dai fascisti” e smentisce i suoi interlocutori sulla presenza di infiltrati russi: “posso solo parlare di quello che ho visto con i miei occhi”, afferma via Skype, lasciando ancora più sconcertati i suoi interlocutori.
Allo stesso modo è da un'anno che si afferma che un'esercito russo starebbe varcando i confini territoriali dell'Ucraina ma fino ad ora sarebbe da chiedersi contro chi avrebbe combattuto l'esercito ucraino.
Dopo aver fatto menzione del fatto che il popolo di Nuova Russia non intende integrarsi con gli ucraini, sarebbe anche il caso di menzionare la Transinistria, al confine tra Moldavia e Ucraina.

La regione, precedentemente parte della Repubblica Socialista Sovietica Moldava (una delle ex - repubbliche dell'Unione Sovietica), dichiarò unilateralmente la propria indipendenza come Repubblica Moldava di Pridnestrovie il 2 settembre 1990.
Dal marzo al luglio 1992 la regione è stata interessata da una guerra che è terminata con un cessate il fuoco, garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Pridnestrovie, e la creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Pridnestrovie comprendente 20 località a ridosso del fiume Nistro.
Nel territorio della Repubblica Moldava di Pridnestrovia sono stanziati 2.000 militari russi, equipaggiati con armi leggere, a difesa dei consistenti depositi di munizioni lasciati in loco dalla 14ª armata dell'URSS.
Nel 2009, dopo che era stata ipotizzata l'installazione di uno scudo antimissili americano in Romania, il presidente della Repubblica Igor Smirnov ha dichiarato il benestare per lo schieramento di un sistema di difesa antimissili russo sul territorio da lui controllato.
Resta il fatto che anche la Transinistria come lo stato di Nuova Russia sia una Repubblica che almeno parzialmente mira a integrarsi con la Federazione Russa.
Nel 2006, in un referendum per decidere se annettere la Transnistria alla Russia, il 97 per cento dei suoi abitanti ha risposto “sì”.
Anche qui osserviamo come il territorio russo dovesse dipendere dalla volontà popolare anzichè da errori storici, sarebbe molto più esteso.
Ma il caso della frammentazione Ucraina non termina qui.

Il Partito Liberal Democratico di Russia ha consigliato i capi di Polonia, Romania e l'Ungheria di tenere un referendum sul riprendere il controllo dei loro ex territori nell'odierna Ucraina.
Il partito LDPR ha confermato di aver inviato lettere alle ambasciate dei tre paesi a suggerire che "tengano un referendum nei territori prossimi dell'Ucraina e a diverse regioni che appartenevano ai paesi di cui sopra".
La scorsa settimana, LDPR ha detto in un comunicato pubblicato sul suo sito web che la formazione caotica dello Stato ucraino ha portato all'emergere di popoli "che sono assolutamente incompatibili come mentalità".
La Regione Chernivitsi dell'Ucraina - costretta a diventare una parte della Repubblica Sovietica Socialista ucraina nel 1940 - apparteneva alla Romania, dice la nota.
Ha aggiunto che la regione Transcarpazia è stata "etnicamente e storicamente legata all'Ungheria," e che le considerazioni geopolitiche hanno provocato la perdita di cinque territori polacchi durante il periodo sovietico: Volyn, Lviv, Ternopil, Ivano-Frankivsk e Rivne.
La dichiarazione del LDPR ha particolarmente notato che parte occidentale dell'Ucraina era in origine polacca

In conclusione ora si può osservare nell'attuale mappa i veri confini dello stato ucraino..
L'altro giorno sul canale internazionale della televisione pubblica polacca TVP Polonia c'è stato un programma politico e analitico durante il quale si è potuta osservare una simulazione della futura mappa dell'ucraina.
Esperti polacchi hanno dichiarato che solo una parte dello Stato non è torturato dagli abitanti di queste regioni circostanti.
Così, secondo la mappa della Romania dovrebbe muoversi la regione di Chernivtsi, mentre la Nuova Russia nel suo areale originario dovrebbe essere parte della Russia.
Stiamo parlando di Odessa, Nikolaev, Dnepropetrovsk, Kharkov, Zaporozhye, Kherson, e, naturalmente, Lugansk e regioni di Donetsk.
Allo stesso tempo, la Polonia dovrebbe ottenere tutte le 5 aree dell'ex Ucraina: Leopoli, Ivano-Frankivsk, Transcarpazia, Volyn e regione di Ternopil.
Ucraina rimarrà direttamente con 7 regioni: Zhitomir, Vinnitsa, Kirovograd, Chernihiv, Poltava e Sumy suggeriscono i polacchi.
Gli analisti inoltre sottolineato che questa sezione interamente segue gli interessi degli abitanti di queste regioni ", perché ora è la popolazione che soffre il tormento."
Insomma, la pretesa dell'integrità territoriale dell'Ucraina da parte degli Stati Uniti è una questione fuori dal loro controllo.







Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Socialista_Sovietica_Ucraina
http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_federale_della_Nuova_Russia
https://aurorasito.wordpress.com/2014/09/11/cose-la-novorossija/
http://it.wikipedia.org/wiki/Autodeterminazione_dei_popoli
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/responsabilita-del-governo-degli-stati.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Transnistria
http://www.ilpost.it/2014/03/20/transnistria-annessione-russia/
http://www.bbj.hu/politics/fringe-russian-party-return-ukraine-land-to-hungary-poland-romania_77537
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/la-futura-mappa-della-vera-ucraina.html




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PERCHE' L'INTEGRITA DELLO STATO DELL'UCRAINA NON ESISTE


Perche i russi hanno sempre pensato allo stato ucraino come facente parte alle Federazione Russa?
Interessi imperialisti, diranno alcuni occidentali che ben poco sanno di storia e della politica russa.
La realtà è che lo stato dell'Ucraina come noi lo osserviamo nella mappa in alto in realtà è stato disegnato dall'Unione Sovietica senza fare alcun riferimento alle popolazioni che ne fanno parte, ma se dovessimo osservare le regioni che sono abitate da una popolazione a maggioranza ucraina scopriremmo che in realtà sarebbe molto più piccolo, diviso tra regioni con altre popolazioni a maggioranza russa a sud e est ecc.
Ma facciamo un riassunto di come è stato fondato lo stato ucraino.
L’Ucraina è sempre stata una provincia russa facente parte dell'URSS, perfino il luogo in cui venne fondata la Russia, Rus’, e l’ex-Ucraina fu arbitrariamente creata dall’Unione Sovietica senza mai contemplare le assai diverse popolazioni che abitano questa regione.
La Repubblica Socialista Sovietica Ucraina o RSSU fu una delle 15 repubbliche dell'Unione Sovietica dalla sua nascita, il 25 dicembre 1917 alla sua sostituzione da parte dell'Ucraina indipendente il 24 agosto 1991.
Inizialmente, quando la Repubblica Comunista Ucraina venne proclamata a Charkiv nel 1919 era conosciuta come la Repubblica popolare ucraina, cosa che generò parecchia confusione con l'omonima Repubblica Popolare Ucraina ma con capitale Kiev che è nota anche col nome di Repubblica Nazionale ucraina per distinguersi dalla prima. Con il formarsi dell'Unione Sovietica nel 1923 il nome venne cambiato in Repubblica Socialista Sovietica Ucraina con iniziali УССР in ucraino (RSSU in italiano).
Nel 1936 il nome della repubblica venne cambiato di nuovo, così come quello di tutte le altre repubbliche sovietiche trasponendo la seconda e la terza parola: dal 1936 al 1991 la denominazione è Ucraina Sovietica Socialista Repubblica (l'ordine delle parole ucraino consente i tre aggettivi prima del nome finale).
Fu un membro fondatore dell'Unione Sovietica dal momento in cui nacque nel 1922.
Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1945, furono approvati alcuni emendamenti alla Costituzione della RSS Ucraina: questi cambiamenti portarono il Paese a una maggior autonomia dall'URSS in campo di politica internazionale, pur rimanendo all'interno dell'Unione Sovietica. In particolare, questi emendamenti permisero all'Ucraina di diventare uno dei membri fondatori delle Nazioni Unite insieme all'URSS e alla RSS Bielorussa.
Tuttavia l'Ucraina come si evince dalla mappa sottostante ha un'elevata maggioranza di popolazione russa in diverse regioni.

Parliamo ora dello Stato Federale di Nuova Russia.
“Novorossija”, il cui nome esatto è “Unione delle Repubbliche Popolari di Novorossija” è l’ultimo arrivato tra gli Stati democraticamente costituiti, anche se non è riconosciuto dalla comunità internazionale, esiste ed opera.
L’esistenza dell'”Unione delle Repubbliche del Popolo della Nuova Russia” è una piccola rivoluzione, va capito perché. Tutti i termini e simboli della Nuova Russia sono stati accuratamente scelti ed hanno un significato profondo. La Nuova Russia o Novorossija ha cultura e lingua russa.

Ciò che caratterizza il popolo della Nuova Russia è il desiderio di non essere integrato nel sistema euro-atlantico dominato dagli Stati Uniti tramite NATO ed Unione Europea. Tale sistema s’è ampiamente dimostrato inefficace e dannoso. Le nazioni che vi aderiscono declinano e sprofondano nella stagnazione economica e nel declino morale.
È storicamente la prima volta che una nazione europea prende le armi per non farsi integrare nel sistema imposto dagli USA, rifiutandone non solo il sistema economico, ma anche i valori morali.
Si può osservare adesso nella mappa sottostante come la mappa delle proteste contro l'esercito ucraino e a favore della Federazione Russa coincidano letteralmente con i confini della maggioranza russa ucraina.

Il principio di autodeterminazione dei popoli sancisce l'obbligo, in capo alla comunità degli stati, a consentire che un popolo sottoposto a dominazione straniera (colonizzazione o occupazione straniera con la forza), o facente parte di uno stato che pratica l'apartheid, possa determinare il proprio destino in uno dei seguenti modi: ottenere l'indipendenza, associarsi o integrarsi a un altro stato già in essere, o, comunque, a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico (c.d.: «autodeterminazione esterna»).
Non esiste alcun diritto all'autodeterminazione in capo a un popolo: quest'ultimo, infatti, non è titolare di un diritto ad autodeterminare il proprio destino ma è solo il materiale beneficiario di tale principio di diritto internazionale.
Spesso sentiamo parlare dei capi di stato dell'Unione Europea e dal presidente americano che pretendono dalla Russia il rispetto dell'intergrità territoriale dell'Ucraina, e la stessa cosa la sentiamo affermare dal regime ucraino di Poroshenko.
Spesso sentiamo ripetutamente la storia che all'interno dei confini dell'Ucraina continuano a entrare eserciti russi, ma tutto ciò è stato smentito definitivamente sia dal capo dell'esercito ucraino sia da un giornalista britannico che è stato sul posto.

-Il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate dell'Ucraina, generale Viktor Muzhenko, conferma in una relazione che è datata a Giovedi 29 gennaio, che i soli cittadini russi che combattono nella regione contestata, sono residenti in quella regione, o dell'Ucraina, e anche alcuni cittadini russi che «sono membri di gruppi armati illegali ", cioè combattenti che non vengono pagati da nessun governo, ma sono solo" cittadini."
Il Generale Muzhenko dice anche, con forza, che il "esercito ucraino non sta combattendo con le unità regolari dell'esercito russo."

-Un'altra conferma che la guerra è scatenata dalle popolazioni russe dell'Ucraina per difendersi la osserviamo nella testimonianza di un giornalista britannico.
Il giornalista britannico Mark Franchetti interviene a Shuster Live, il più importante talk show della televisione Ucraina. E getta lo sconcerto in studio con le sue risposte che mettono in grande imbarazzo l’intervistatore, chiaramente schierato pro-Kiev.
Franchetti autore di un reportage dall’Ucraina orientale, descrive i filo-russi come “persone normali, assolutamente convinte di difendere le loro case dai fascisti” e smentisce i suoi interlocutori sulla presenza di infiltrati russi: “posso solo parlare di quello che ho visto con i miei occhi”, afferma via Skype, lasciando ancora più sconcertati i suoi interlocutori.
Allo stesso modo è da un'anno che si afferma che un'esercito russo starebbe varcando i confini territoriali dell'Ucraina ma fino ad ora sarebbe da chiedersi contro chi avrebbe combattuto l'esercito ucraino.
Dopo aver fatto menzione del fatto che il popolo di Nuova Russia non intende integrarsi con gli ucraini, sarebbe anche il caso di menzionare la Transinistria, al confine tra Moldavia e Ucraina.

La regione, precedentemente parte della Repubblica Socialista Sovietica Moldava (una delle ex - repubbliche dell'Unione Sovietica), dichiarò unilateralmente la propria indipendenza come Repubblica Moldava di Pridnestrovie il 2 settembre 1990.
Dal marzo al luglio 1992 la regione è stata interessata da una guerra che è terminata con un cessate il fuoco, garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Pridnestrovie, e la creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Pridnestrovie comprendente 20 località a ridosso del fiume Nistro.
Nel territorio della Repubblica Moldava di Pridnestrovia sono stanziati 2.000 militari russi, equipaggiati con armi leggere, a difesa dei consistenti depositi di munizioni lasciati in loco dalla 14ª armata dell'URSS.
Nel 2009, dopo che era stata ipotizzata l'installazione di uno scudo antimissili americano in Romania, il presidente della Repubblica Igor Smirnov ha dichiarato il benestare per lo schieramento di un sistema di difesa antimissili russo sul territorio da lui controllato.
Resta il fatto che anche la Transinistria come lo stato di Nuova Russia sia una Repubblica che almeno parzialmente mira a integrarsi con la Federazione Russa.
Nel 2006, in un referendum per decidere se annettere la Transnistria alla Russia, il 97 per cento dei suoi abitanti ha risposto “sì”.
Anche qui osserviamo come il territorio russo dovesse dipendere dalla volontà popolare anzichè da errori storici, sarebbe molto più esteso.
Ma il caso della frammentazione Ucraina non termina qui.

Il Partito Liberal Democratico di Russia ha consigliato i capi di Polonia, Romania e l'Ungheria di tenere un referendum sul riprendere il controllo dei loro ex territori nell'odierna Ucraina.
Il partito LDPR ha confermato di aver inviato lettere alle ambasciate dei tre paesi a suggerire che "tengano un referendum nei territori prossimi dell'Ucraina e a diverse regioni che appartenevano ai paesi di cui sopra".
La scorsa settimana, LDPR ha detto in un comunicato pubblicato sul suo sito web che la formazione caotica dello Stato ucraino ha portato all'emergere di popoli "che sono assolutamente incompatibili come mentalità".
La Regione Chernivitsi dell'Ucraina - costretta a diventare una parte della Repubblica Sovietica Socialista ucraina nel 1940 - apparteneva alla Romania, dice la nota.
Ha aggiunto che la regione Transcarpazia è stata "etnicamente e storicamente legata all'Ungheria," e che le considerazioni geopolitiche hanno provocato la perdita di cinque territori polacchi durante il periodo sovietico: Volyn, Lviv, Ternopil, Ivano-Frankivsk e Rivne.
La dichiarazione del LDPR ha particolarmente notato che parte occidentale dell'Ucraina era in origine polacca

In conclusione ora si può osservare nell'attuale mappa i veri confini dello stato ucraino..
L'altro giorno sul canale internazionale della televisione pubblica polacca TVP Polonia c'è stato un programma politico e analitico durante il quale si è potuta osservare una simulazione della futura mappa dell'ucraina.
Esperti polacchi hanno dichiarato che solo una parte dello Stato non è torturato dagli abitanti di queste regioni circostanti.
Così, secondo la mappa della Romania dovrebbe muoversi la regione di Chernivtsi, mentre la Nuova Russia nel suo areale originario dovrebbe essere parte della Russia.
Stiamo parlando di Odessa, Nikolaev, Dnepropetrovsk, Kharkov, Zaporozhye, Kherson, e, naturalmente, Lugansk e regioni di Donetsk.
Allo stesso tempo, la Polonia dovrebbe ottenere tutte le 5 aree dell'ex Ucraina: Leopoli, Ivano-Frankivsk, Transcarpazia, Volyn e regione di Ternopil.
Ucraina rimarrà direttamente con 7 regioni: Zhitomir, Vinnitsa, Kirovograd, Chernihiv, Poltava e Sumy suggeriscono i polacchi.
Gli analisti inoltre sottolineato che questa sezione interamente segue gli interessi degli abitanti di queste regioni ", perché ora è la popolazione che soffre il tormento."
Insomma, la pretesa dell'integrità territoriale dell'Ucraina da parte degli Stati Uniti è una questione fuori dal loro controllo.







Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Socialista_Sovietica_Ucraina
http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_federale_della_Nuova_Russia
https://aurorasito.wordpress.com/2014/09/11/cose-la-novorossija/
http://it.wikipedia.org/wiki/Autodeterminazione_dei_popoli
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/responsabilita-del-governo-degli-stati.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Transnistria
http://www.ilpost.it/2014/03/20/transnistria-annessione-russia/
http://www.bbj.hu/politics/fringe-russian-party-return-ukraine-land-to-hungary-poland-romania_77537
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/la-futura-mappa-della-vera-ucraina.html




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lunedì 16 febbraio 2015

NEL PRODOTTO INTERNO LORDO LA ROMANIA SCHIANTA LA GERMANIA


BUCAREST - Il prodotto interno lordo (Pil) e' cresciuto nel 2014 del 2,9 per cento rispetto all'anno precedente mentre il Pil nel quarto trimestre del 2014 e' aumentato dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente. Lo riferisce l'Istituto nazionale di statistica (Ins) con un comunicato. Rispetto al terzo trimestre del 2013, il Pil e' cresciuto nel terzo trimestre del 2014 del 2,5 per cento. La crescita economica del primo trimestre dello scorso anno rispetto all'ultimo trimestre del 2013 e' stata rivista dallo 0,8 allo 0,3 per cento, mentre quella del terzo trimestre e' stata modificata al rialzo, dall'1,8 al 2,2 per cento rispetto al secondo trimestre. I dati per il secondo trimestre sono rimasti invariati, con una contrazione del Pil dello 0,4 per cento rispetto al primo trimestre dell'anno passato. La Commissione europea ha rivisto al rialzo all'inizio dell'anno la previsione dell'evoluzione del Pil per l'anno scorso, dal 2 al 3 per cento in seguito al buon andamento nel terzo trimestre dei consumi privati e delle esportazioni. Per il 2015, la Commissione europea stima una crescita del Pil del 2,7 per cento, quasi il doppio della previsione per la ''potente Germania''. Da notare che la Romania non può usufruire del ''meraviglioso'' euro.


Fonte:http://www.ilnord.it/i-761_PIL_ROMANIA_BATTE_GERMANIA





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martedì 10 febbraio 2015

LA FUTURA MAPPA DELLA VERA UCRAINA


L'altro giorno sul canale internazionale della televisione pubblica polacca TVP Polonia c'è stato un programma politico e analitico durante il quale si è potuta osservare una simulazione della futura mappa dell'ucraina.
Esperti polacchi hanno dichiarato che solo una parte dello Stato non è torturato dagli abitanti di queste regioni circostanti.
Così, secondo la mappa della Romania dovrebbe muoversi la regione di Chernivtsi, mentre la Nuova Russia nel suo areale originario dovrebbe essere parte della Russia.
Stiamo parlando di Odessa, Nikolaev, Dnepropetrovsk, Kharkov, Zaporozhye, Kherson, e, naturalmente, Lugansk e regioni di Donetsk.
Allo stesso tempo, la Polonia dovrebbe ottenere tutte le 5 aree dell'ex Ucraina: Leopoli, Ivano-Frankivsk, Transcarpazia, Volyn e regione di Ternopil.
Ucraina rimarrà direttamente con 7 regioni: Zhitomir, Vinnitsa, Kirovograd, Chernihiv, Poltava e Sumy suggeriscono i polacchi.
Gli analisti inoltre sottolineato che questa sezione interamente segue gli interessi degli abitanti di queste regioni ", perché ora è la popolazione che soffre il tormento."


Fonte:http://max-linnik.livejournal.com/62634.html

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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