ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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lunedì 14 novembre 2016

LA MAGGIORANZE PER LA RUSSIA DELLE REPUBBLICHE DELLA MOLDAVIA E BULGARIA RITORNANO AL GOVERNO

E' un fatto risaputo che le politiche sovranazionali dell'Unione Europea e della sua amministrazione politica hanno portato nel corso degli ultimi anni ad un sempre più profondo impoverimento di quei Paesi appartenenti alla zona euro, contrariamente ai Paesi che hanno mantenuto la valuta nazionale che godono di un'economia nettamente più solida, tutto ciò è stato aggravato oltre ogni eccesso dalla decisione degli ultimi anni di favorire l'entrata illegale di quasi due milioni di extracomunitari illegali in Germania e in Italia, perlopiù messi in moto da un'esodo senza fine dai Paesi dell'Africa e ovviamente dalla Siria.
Tutto questo ha avuto tre drammatici effetti:
1) Lo spreco di miliardi di euro per il loro sostentamento, andando direttamente a pesare sulla ripresa economica europea e mettendo al secondo posto i cittadini, già impoveriti da anni di recessione economica, rispetto agli stranieri.

2) Uno spaventoso aumento dei crimini a sfondo sessuale e spaccio di droga sul territorio europeo, dove nel caso dei primi a farne le spese sono state le ragazze connazionali europee di Germania, Svezia, Austria, Francia e Finlandia; nel secondo caso invece si è assistito ad un'aumento del traffico di droga dove spesso erano proprio i cosidetti richiedenti asilo ad essere coinvolti.3) La Comissione Europea ha commissionato l'obbligo di ricollocare diverse migliaia dell'afflusso di extrcomunitari in ogni Paese membro dell'Unione Europea, con la ferma opposizione del gruppo di Paesi dell'Est, definito Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia) chiaramente una decisione che mira a costringere il governo di ogni Paese ad ospitare sul suo territorio migliaia di induvidui, di cui non si sa ne fedina penale ne altro ancora. Chi rifiuta si vedrebbe imporre una multa di 250.000 euro a extracomunitario rifiutato. Decisamente un modo indirettamente autoritario per piegare altri Paesi ad un sistema politico sovrannazionale.
L'Unione Europea negli ultimi anni a causa dell'incompetenza dell'amministrazione interna ha visto chiaramente un rapido deteriorarsi dei rapporti interni ai suo Paesi e nel contempo rapidi contraccolpi che hanno portato a rapidi cambiamenti della scena politica dove movimenti politici nazionali scelti dalla popolazione ne stanno rapidamente cambiando il riassetto interno.
1)Il successo dell'uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea dove in seguito al referendum contrariamente alle previsioni sarà l'economia più in crescita dei Paesi del G7.
2) Il successo della barriera contro l'immigrazione illegale voluta dal premier ungherese Viktor Orban, che ha effettivamente risparmiato il Paese da un'afflusso di migliaia di extracomunitari illegali.
3) Il successo del Partito tedesco Alternativa per la Germania e quello austriaco FPO, dato ampiamente per vincente alle elezioni di dicembre 2016.
E troppi altri esempi impossibili da ennumerare tutti.
Dopo questi successi nella giornata del 13 novembre 2016 la situazione è ulteriormente migliorata in due Paesi considerati filo-UE.

In Bulgaria il 53enne, dinamico candidato filorusso del partito socialista d’opposizione, il generale Rumen Radev, ex capo dell’aeronautica militare, ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali con un confortevole 58 per cento secondo gli exit polls. Immediata reazione, cioè dimissioni, del premier di centrodestra Bojko Borissov, che sosteneva la candidata sconfitta del suo partito (Gerb) Tseska Tsaceva.

Analoga situazione in Moldavia, ex repubblica sovietica, il più povero paese del continente in assoluto, tenuto in piedi in buona parte dagli aiuti della vicina Romania membro di Ue e Alleanza atlantica, anche là al ballottaggio per l’elezione a suffragio universale diretto del capo dello Stato: Igor Dodon, candidato filorusso ed esponente della minoranza russa difesa da un importante contingente dell’Armata di Putin E' piuttosto evidente che nonostante la massiccia campagna di discriminazione voluta dall'Unione Europea contro la Russia, gli ex Paesi sovietici hanno scelto come modello la Russia di Putin che un'esempio in declino come l'Unione Europea.
Tutto questo arriva sulla strada di una riappacificazione delle relazioni tra la Federazione Russa e la Repubblica della Georgia dove a fine ottobre 2016 il premier giorgiano ha dichiarato una priorità la normalizzazione delle relazioni con la Federazione Russa.
A tutto ciò si è sommato il fatto che negli Stati Uniti è salito al governo un repubblicano che ha apertamente dichiarato di voler una normalizzazione delle relazioni con la Russia e che potrebbe sostenere l'adesione della Crimea, cosa non fatta nonostante le evidenze dalla precedente amministrazione aggressiva di Barack Obama.

venerdì 6 maggio 2016

9 MAGGIO: POSSIAMO TRANQUILLAMENTE FARE A MENO DELL'EUROPA


L'Unione Europea che tanto viene eloggiata come un successo dai media europeisti alla fine dei conti si è rivelata essere politicamente ed economicamente un sottoprodotto della Guerra Fredda eloggiato e sfruttato dagli Stati Uniti, gestito dalla Germania e da Bruxelles, ma che alla fine vede il progressivo e totale consumo della sovranità e della politica nazionale dei vari paesi che viene sostituita da una politica gestita da un potere centrale chiamato Comissione Europea che non tiene conto dgli interessi di ogni nazione.
Questo non sarà un'articolo molto discorsivo e logorroico ma piuttosto un elenco di punti che evidenziano come la politica europea si sia rivelata il simbolo dell'incompatibilità al centro non solo della scena ma anche della mappa mondiale:
L'EURO

L'euro è un esperimento fallito. I dati economici dell’eurozona sono terribili, il progetto dell’euro è stato un enorme errore, prima di tutto da un punto di vista storico e culturale ma anche a livello economico in quanto è sufficiente dare un occhiata ai dati del PIL della varie nazioni europee che non hanno aderito alla moneta unica e scopriremmo che eccettuata la Croazia, la nazioni che non hanno aderito all'euro come ad esempio Ungheria,inghilterra, Polonia e Repubblica Ceca hanno una crescita economica estremamente maggiore rispetto ai Paesi nell'area euro.
L'unica soluzione in base a quanto dichiarato alcuni economisti, l'uscita dalla moneta unica non sarà certo indolore ma porterebbe a benefici economici di lungo termine decisamente maggiori che rimanendoci all'interno, iniziando con la nazionalizzazione delle banche e terminando con il ritorno alla moneta originaria oppure coniando una nuova moneta nazionale.

FATTI STORICI INESISTENTI

Nella pubblicità che spesso i canali della Rai emettono pubblicizzando alcuni ipotetici successi positivi dell'appartenenza all'Unione Europea, si viene a dichiarare che chi combattè la Seconda Guerra Mondiale, i cosidetti partigiani contro il nazi-fascismo, lo fecero con lo scopo di un'Europa più sicura e unita, indiretto riferimento alla Comunità Europea.
Questo è solo parzialmente vero, i cosidetti partigiani italiani erano in realtà, visti da come appariva l'Italia in quel periodo, dei ribelli o disertori che in grande numero si allearono per combattere e porre fine all'asse nazifascista e a quegli orrori che stavano avendo luogo.
Lo scopo della loro rivolta non era quello di liberare l'Europa, ma piuttosto di liberare la loro Nazione dal fascismo.
Di conseguenza l'uso di chi combattè la Seconda Guerra Mondiale e dichiararlo che lo fece per un'Europa unita è una strumentalizzazione del tutto priva di fondamento storico.
La fondazione dell'Unione Europea in realtà è stata voluta dagli americani una volta che sconfissero i nazisti nell'Europa occidentale, la parte grossa della guerra fu comunque vinta dai sovietici quando, subendo il maggior numero di vittime umane di tutte le Nazioni messe assieme, conquistarono Berlino.

LE POLITICHE DELL'IMMIGRAZIONE

Ogni Nazione a livello mondiale prevede una sua politica di immigrazione con regole severe che ne tutelano le acque territoriali e i confini di Stato.
Gli Stati Uniti hanno al confine con il Messico un'alta barriera controllata da delle guardie che impedisce il deflusso illegale nel territorio americano di chi sprovvisto di documenti.
La Russia ha leggi ancora più severe, per entrare nella Federazione bisogna superare dei rigorosi test di lingua russa fluente, storia della Russia e sopratutto possedere un certo budget economico non indifferente.
Il Canada e l'Australia hanno leggi simili, per entrare nel territorio canadese o australiano bisogna dimostare di possedere un certo budget economico e specificare il periodo e il motivo di permamenze all'interno del territorio di tali Stati, inoltre bisogna possedere una buona conoscenza della lingua inglese e chi viene sorpreso a entrare illegalmente via mare come i barconi che vediamo nel Mediterraneo viene riportato direttamente sul territorio più vicino oppure rispedito indietro senza eccezione.
Le Nazioni europee hanno la loro politica dell'immigrazione che tuttavia viene spesso interferita da una politica sovranazionale che è la Commissione Europea che vuole imporre una redistribuzione consistente di migliaia di immigrati sul territorio di ogni Nazione europea con multe di 250.000 euro per ogni rifiutato.
Ovviamente questo è una sorta di ricatto per chi rifiuta liberamente, da Nazione sovrana, di farsi a carico di un'enorme numero persone di dubbia origine e dai costi economici non indifferenti, senza calcolare il fatto che si sta cercando di integrare con la cultura europea una cultura dalle radici del tutto estranee.
Le parole di Martin Schulz rimarcano questa pericolosa tendenza di scavalcare la volontà nazione e sostituirla con una sovrannazionale.
In Europa «oggi rischiamo di dissipare questa eredità" di integrazione "in quanto le forze centrifughe delle crisi tendono a dividerci piuttosto che a unirci più strettamente. Gli egoismi nazionali, la rinazionalizzazione e il particolarismo nazionale si stanno espandendo. Non vi è dubbio che per quanto riguarda la questione dei profughi l'Europa si trovi di fronte a una sfida epocale».
È quanto ha affermato il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, alla cerimonia di conferimento del Premio Carlo a papa Francesco. «Era dalla seconda guerra mondiale - ha rimarcato - che non vedevamo così tante persone in fuga in tutto il mondo. Eppure i populisti approfittano della situazione fomentando la paura invece di cercare soluzioni. La paura è comprensibile - ha aggiunto -, ma in politica è cattiva consigliera».
Questo è uno dei numerosi discorsi nella quale non ci si deve spesso fare imbrogliare, il termine "populisti" è una discriminazione arbitraria di quelli che sono in realtà Movimenti Nazionali che sono ormai a grande maggioranza in tutta la Comunità Europea, questi Movimenti sono sostenuti dai popoli europei che si oppongono ormai da diversi anni alle politiche che la Germania e la Comissione Europea decretano spesso a loro spese senza il consenso popolare, questa resistenza che Martin Schulz, Claude Junker, Angela Merkel e Matteo Renzi continuano a portare avanti è semplicemente un debole tentativo di preservare una forma di controllo sovvranazionale, ma la differenza sta nel fatto che quando una politica decisa da diverse Nazioni a maggioranza, si contrappone a una politica decisa da una minoranza diventata irrilevante, bisogna cedere il passo alla Maggioranza, almeno così funziona la democrazia.
In Europa, l'unica nazione ad avere il sangue freddo e avere la lungimiranza di arrestare la crisi degli immigrati sul proprio territorio è stata l'Ungheria, la quale una volta aver eretto una barriera di filo spinato lungo il proprio confine, ha posto fine all'assedio dei profughi sul territorio nazionale.
Non dimentichiamo inoltre che l'enorme numero di immigrati portati dentro il territorio europeo lo scorso anno è stato indolore, ma ha comportato ad un divampare delle tensioni sociali dovute a un'aumento incontrollabile delle aggressioni sessuali e della criminalità.

Nel frattempo coloro che continuano ad appoggiare la politica dell'immigrazione italiana e dell'abbattimento delle frontiere continuano a mantenre la faccia tosta e a dichiarare che l'Europa può continuare così.
Tanto varrebbe estendere lo Spazio di Schengen a tutto il Nord Africa.


C'E'STATA UN'INTEGRAZIONE CULTURALE ALL'INTERNO DELLA COMUNITA' EUROPEA?


L'unico progetto che sembra essere andato a buon fine con lo Spazio di Schengen e la Generazione Erasmus è stato quello di offrire nuove opportunità di lavoro in altri Paesi membri della Comunità Europea e mostrare a persone di età scolastica la possibilità di trovare una casa famiglia che insegnasse usi e costumi di altri Stati.
Tutto il resto è stato semplicemente un risultato economico ma non educativo per la popolazione europea.
La Comunità Europea è composta da numero imprecisato di culture e lingue: Svedese, Norvegese, Finlandese, Tedesco, Italiano, Spagnolo, Romeno, Inglese, Portoghese ecc.
Eppure nell'educazione scolastica nonostante la Comunità Europea esista da ormai diversi decenni non sono state introdotte nessuna di queste culture nell'insegnamento scolastico ed eccettuato l'Inglese o il Tedesco non si è osservata nemmeno un'introduzione parziale o quantomeno di base di ognuna di queste lingue.
Quando si dovrebbe essere membri un sistema come la Comunità Europea la condivisione e la diffusione di queste culture dovrebbe essere alla base di comportarsi come parte di un Paese più grande, eppure ben poco si è fatto, piuttosto invece si è arrivati all'insegnamento e alla costruzione di Moschee o addirittura a rimuovere presepi simbolo della cultura cristiana.
Certamente questo non ha nulla a che fare con le radici della Comunità Europea ma piuttosto è un controsenso.



MOVIMENTI NAZIONALI

Troppo spesso sentiamo nei media termini discriminatori come: estrema destra, xenofobi, neonazisti, populisti ecc.
Sono termini usati per descrivere i Movimenti Nazionali che ormai sono diffusi in tutta Europa che hanno accumulato consenso grazie al disagio popolare che le politiche europee hanno portato tra la crisi dell'eurozona e altro come la massiccia immigrazione da paesi islamici e africani e l'aumento dei crimini e la poliche del lavoro.
Indubbiamente questi Movimenti si sono rafforzati nella stessa misura in cui la politiche europee hanno gravemente inciso sulla popolazione europea, quindi in modo enorme.
In realtà questi Movimenti altro non sono che una maggiore volontà popolare che richiede autonomia e un forte cambiamento che assecondi le loro richieste che, se non saranno ascoltati, non faranno che aggravare in modo più forte il problema.
In realtà dal momento che il presidente della Comissione Europea li definisce "egoismi nazionali" è piuttosto facile credere che continuerà a scavalcare con politiche ancora più restrittive la decisione dei Paesi europei di conseguenza risultati come il Brexit sono quantomeno l'unica soluzione a un'Europa fatta più di controsensi che di Pari decisioni tra Stati.







giovedì 7 aprile 2016

IL VOTO OLANDESE ELOGIA IL BREXIT


Gli elettori olandesi, riferisce il quotidiano britannico ''The Times'', hanno bocciato a larga maggioranza un accordo commerciale e di sicurezza tra l'Unione Europea e l'Ucraina in un referendum seguito con attenzione dal Regno Unito, che a giugno voterà sull'appartenenza all'Ue. Il fronte del ''no'' ha vinto col 61,1 per cento, contro il 38,2 di quello del ''sì'', sostenuto dai principali partiti politici. Il primo ministro, Mark Rutte, ammettendo la sconfitta e l'interruzione del processo di ratifica, ha detto che avvierà colloqui coi leader europei su come procedere, iter che potrebbe durare settimane. Il trattato e' entrato in vigore provvisoriamente ma deve essere ratificato da tutti i 28 Stati membri dell'Ue. Geert Wilders, leader del Partito per la libertà, antieuropeista e antimmigrazione, ha definito la vittoria ''un chiodo nella bara dell'Ue'': ''Il popolo olandese ha detto no all'elite europea e no al trattato con l'Ucraina. E' l'inizio della fine dell'Ue''. Il risultato e' un duro colpo per l'Unione, in un momento in cui l'euroscetticismo e' in crescita. Nigel Farage, leader del Partito per l'indipendenza del Regno Unito (Ukip), ha parlato di un grande risultato per la democrazia popolare che incoraggerà molti britannici ad andare a votare per il Brexit.


Fonte:http://www.ilnord.it/i-3431_VOTO_OLANDA_AIUTA_IL_BREXIT

martedì 29 marzo 2016

LA FOLLA DI IMMIGRATI STA CERCANDO ALTRI MODI PER ENTRARE IN EUROPA


Dopo la chiusura della "rotta balcanica" gli immigrati hanno trovato altri modi di assaltare l'Europa, dice Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Secondo il giornale, una delle opzioni inizia nel porto di Antalya, nel sud della Turchia, a Mersin, vicino al confine con la Siria, o Atene, nella Grecia centrale.
Dopo di che gli immigrati su pescherecci e piccole imbarcazioni commerciali attraversano il Mediterraneo e vanno in Italia.
Il costo della traversata, secondo la pubblicazione, è compreso tra 3 e 5 mila euro.
Tuttavia, alcuni rifugiati stanno cercando di entrare in Albania dalla Grecia, dove dal mare si arriva a Italia e continuano a muoversi verso il Nord Europa da parte del trasporto su strada.
Inoltre, la frontiera terrestre tra la Grecia e l'Albania è molto più difficile da superare rispetto al mare tra i due paesi e l'Italia.
Un altro percorso alternativo è attraverso la Bulgaria. Da lì, gli immigrati stanno cercando di entrare in Romania e Serbia.


Fonte:http://en.news-front.info/2016/03/29/world-news-refugees-have-found-alternative-to-the-balkan-route/

lunedì 15 febbraio 2016

I TEMPI TRANQUILLI SONO ORMAI UNA QUESTIONE DEL PASSATO

I Paesi europei non sono più sicuri ed i cittadini dei Paesi della UE non intraprendono alcuna azione reale per migliorare la situazione, ritiene un giornalista tedesco di “Die Welt”.

La società civile europea si sta trasformando in una sorta di "comunità segregata" e non è capace di combattere la violenza diffusa, scrive il giornalista tedesco Eckhard Fuhr in un articolo per il giornale tedesco "Die Welt".
"Sono finiti i giorni in cui, senza temere nulla, si poteva viaggiare verso qualsiasi posto nel nostro Paese. Ora si sente la paura," — Fuhr descrive la situazione in Germania.
I Paesi europei possono svilupparsi in due direzioni, ma in ogni scenario esistono possibili vittime, ritiene l'editorialista. "L'Europa o si disgrega o diventa un potente impero. Qualsiasi scenario si concretizzi, ci potrà essere molto sangue versato," — ritiene.
Il giornalista ammette che l'Europa non è in grado di far fronte alla crescente ondata di violenza.
"La società civile europea, la più libera di tutte le possibili organizzazioni di vita, che esistevano solo nel mondo, si sta trasformando in una sorta di "comunità segregata" perché è diventata incapace di far fronte alla violenza diffusa," — ritiene Fuhr.
L'autore dell'articolo rivolge particolare attenzione alla mancanza di reazione della società di fronte ai fatti di Colonia durante la notte di Capodanno.
Fuhr è rimasto sorpreso dall'inerzia degli uomini che non hanno preso le difese delle donne aggredite dai teppisti.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160215/2098950/Germania-violenza-donne.html#ixzz40FjZj9ak

venerdì 12 febbraio 2016

IL PRESIDENTE DELLA FINLANDIA: ''L'ARRIVO DI RIFUGIATI MINACCIA I VALORI SU CUI E' FONDATA L'EUROPA''


LONDRA - "L'arrivo dei rifugiati minaccia i valori su cui e' fondata l'Europa".
Questa frase potrebbe averla detta nientemeno che Sauli Niinisto, presidente della Finlandia.
Nel suo discorso di apertura fatto al parlamento finlandese, il presidente Niinisto ha espresso preoccupazione per il fatto che "valori che abbiamo dato per scontato da molto tempo adesso sono in discussione e questo e' dovuto all'enorme afflusso di immigrati che sta creando problemi in Europa" testuali parole..
Niinisto ha poi aggiunto che "l'immigrazione e' un grosso problema e che dobbiamo difendere i valori su cui e' fondata l'Europa a tutti i costi".
Il presidente della Finlandia ha sottolineato come siano pochi coloro che realmente fuggono da guerre e che la stragrande maggioranza sono migranti in cerca di fortuna che non corrono nessun pericolo e ha anche dichiarato che la convezione sui rifugiati sottoscritta nel 1951 e' oramai superata e completamente inadatta ad affrontare la situazione attuale.
Niinisto ha poi concluso dicendo che per proteggere i valori su cui si fonda l'Europa e' importante adottare provvedimenti piu' stringenti riguardo a immigrazione e richieste di asilo.
Da parte sua, il ministero dell’Interno finlandese ha fatto sapere che il Paese prevede di espellere almeno 20mila migranti che hanno chiesto asilo nel 2015 senza averne alcun diritto, non trattandosi di rifugiati in fuga da guerre o da calamità naturali.
Una percentuale, facendo i dovuti calcoli, non molto diversa da quella degli anni precedenti (il 62% del totale contro il 56% del 2014), che corrisponde però a un numero assoluto molto più elevato visto il flusso registrato l’anno scorso. E a differenza di quanto accade in Italia, dove il governo Renzi non solo non espelle nessun "migrante economico" ma al contrario li va addirittura a prelevare a centinaia di miglia marine dall'Italia a ridosso delle coste della Libia, in Finlandia quando il governo decide le espulsioni, le espulsioni avvengono e sono immediate.
Ad ogni modo, fino a pochi mesi fa sarebbe stato impensabile che un capo di stato potesse fare dichiarazioni di questo genere e questo prova che la politica migratoria voluta dalla UE sta facendo danni cosi' enormi che e' impossibile ignorarli e questa opposizione non puo' che crescere.
Purtroppo gli unici a non volerlo capire sono i membri della nostra classe politica al potere i quali si ostinano a dire che l'immigrazione e' una ricchezza e che chi si oppone e' razzista, ma queste dichiarazione provano che le cose non stanno cosi' e non e' un caso che questa notizia sia stata censurata dai giornali di regime.
Noi ovviamente non ci stiamo e continueremo a riportare queste notizie al fine di informare il popolo italiano.


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4697_PRESIDENTE_DELLA_FINLANDIA_LARRIVO_DI_RIFUGIATI_MINACCIA_I_VALORI_SU_CUI_E_FONDATA_LEUROPA_20000_ESPULSIONI

mercoledì 10 febbraio 2016

FRANCIA, INGHILTERRA, DANIMARCA, OLANDA, IRLANDA, REPUBBLICA CECA,POLONIA, FINLANDIA ED ESTONIA SCENDONO IN PIAZZA CONTRO LE POLITICHE DELL'IMMIGRAZIONE

Le proteste su larga scala contro il flusso incontrollato dei migranti si sono svolte in diverse città europee, scrive il “Wall Street Journal”.

La manifestazione più numerosa si è svolta a Dresda, dove circa 25mila persone hanno partecipato alle proteste. Manifestazioni simili si sono svolte in Francia, Regno Unito, Danimarca, Olanda, Irlanda, Repubblica Ceca, Polonia, Finlandia ed Estonia.
Come scrive il giornale, non sono mancati gli scontri con la polizia. Ad Amsterdam i sostenitori e gli oppositori della manifestazione hanno cercato il contatto tra di loro e con le forze dell'ordine.
Le manifestazioni di protesta sono state organizzate dal movimento anti-islamico "Pegida". Secondo gli esperti, la crescita dei sentimenti xenofobi e anti-immigrati in Europa ha portato ad un rafforzamento del movimento. Fondato in Germania 2 anni fa, si è diffuso in altri Paesi euro

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160208/2056827/Pegida-Immigrazione-UE.html#ixzz3zmc2N4Yl

LA "PRIMA CRISI EUROPEA" SI FA SEMPRE PIU' ACUTA


Esistono due sostanziali differenze all'interno della Comunità Europea che si stanno scontrando.
Un potere centrale, la Comissione Europea, vuole rendere l'Europa un'unica reale nazione e imporne le politiche sia migratorie sia economiche a danno di molti e a vantaggio del sistema bancario.
Tutto questo si può riassumere in poche frasi importanti che sono state fatte di recente.
"Le forze centrifughe in Europa sono diventate più forti. Per questo occorre riflettere sul fatto che l'unione europea è più della somma di 28 interessi nazionali", "gli euroscettici e i populisti di destra hanno favorito le crisi attuali. Dobbiamo nuovamente batterci per l'Europa, che non e' il problema ma la soluzione". Così il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera nel giorno dell'incontro a Roma dei 6 paesi fondatori del progetto comunitario.
Queste cosidette "forze centrifughe" sempre più forti altro non sono che la popolazione di tutte le Nazioni europee che hanno subìto un'enorme malcontento dell'attuale sistema politico ed economico deciso dall'Europa, di conseguenza andare contro di esso ed accusarlo di essere responsabile delle crisi altro non è che un tentativi di spegnere il fuoco con un secchio pieno di benzina.
Se l'attuale sistema europeo fosse stato fatto a vantaggio delle nazioni e dei popoli europei, e quindi avesse realmente funzionato, queste "crisi" non ci sarebbero.
E'chiaro una cosa: se la popolazione europea protesta ed è infuriata, stai facendo qualcosa di sbagliato.Di conseguenza quando si viene a dire che l'Europa (attuale) "non è il problema ma la soluzione", è piuttosto chiaro un fatto: O non sai di cosa stai parlando, o continui a fare gl interessi delle vecchie politiche cha hanno causato il danno.
Quando la popolazione protesta per come stai agendo al governo(europeo), e dove stai spostando i flussi di capitale, è chiaro che non rappresenti le necessità della popolazione europea.
Un'ulteriore secchio di benzina sul fuoco è stato gettato in un'ulteriore frase che se realizzata, sarebbe ancora una volta a danno degli Stati e a favore del governo europeo.
Durante il dissesto borsistico di questi giorni, sia a livello europeo che a livello nazionale, sembra sia passata in sordina la proposta arrivata qualche giorno fa dai governatori della Banca di Francia e della Bundesbank (rispettivamente François Villeroy e Jens Weidmann).
I due massimi dirigenti delle banche centrali di Germania e Francia hanno proposto di creare un Tesoro comune europeo gestito da un ministro delle finanze unico che possa così amministrare la tesoreria comunitaria.
Sebbene le motivazioni alla base di questa proposta siano più che legittime, c’è qualcosa che nella proposta non quadra.
La Germania, ormai nota per la sua influenza nell’Unione Europea che ormai adotta politiche direttamente da Berlino, potrebbe imporre agli Stati del Sud Europa un taglio della sovranità nazionale.
Questa complicata situazione in cui è finita la Bce ha consentito il rilancio di un’idea che era già emersa nel 2012:
-la creazione di un ministero del Tesoro comunitario in grado di prelevare direttamente le risorse, attraverso l’imposizione fiscale, e di decidere come e dove investirle al fine di promuovere lo sviluppo economico.
A farsene promotori sono stati, con una lettera aperta, i presidenti delle banche centrali di Germania e Francia, Jens Weidmann e François Villeroy de Galhau.
Se fosse realizzato integralmente, darebbe vita al super-Stato europeo, o Europa federale, limitatamente all’Eurozona; porrebbe fine all’anomalia di una moneta senza Stato (come è l’euro); subordinerebbe la Bce all’obiettivo dello sviluppo; aprirebbe la strada alla formazione di un debito pubblico comune e all’emissione di eurobond.
La sovranità nazionale è la capacità per una nazione di effettuare scelte indipendenti in campo politico, economico, culturale.
E' chiaro quindi che il continuo fermento di opposizione che si respira in Europa è più una responsabilità derivante dalle decisioni interne che pesano in modo negativo sulle popolazioni esterne.
Il malcontento europeo attuale è dovuto principalmente al fatto che le politiche di accoglienza di migliaia di immigrati che impongono delle "quote" per ognuno dei paesi europei hanno ormai raggiunto la massima capienza del livello di sopportazione a livello generale: a partire dal doppio attentato in Francia del 2015 e delle migliaia di atti criminali che da Capodanno hanno infiammato con violenze sessuali e atti di vandalismo dalla Germania alla Svezia e diversi altri Paesi europei ormai è chiaro che con il continuo affluire di immigrati dai paesi mussulmani all'interno dei confini europei la situazione non può che peggiorare.
Si tratta semplicemente di un cosidetto "Scontro di Civiltà" quella islamica e quella europea.
La marea di immigrati islamici che da oltre un'anno ha portato l'Europa al massimo delle sua capienza, per non parlare dell'eccessivo costo economico che ne deriva, riesce integrarsi all'interno dell'Europa solo in apparenza, ma nella realtà la maggior parte di essi forma delle comunità e mantiene forte la sua cultura religiosa ritenendosi motivato di agire in un determinato modo in quanto scritto dal Corano.

La questione delle centinaia di aggressioni avvenute a Colonia è solo frutto di una tendenza culturale, non criminalità organizzata.

Questa è la mappa dove sono avvenute le miglaia di aggressioni a livello europeo nel periodo di Capodanno
Il continuo afflusso di immigrati porterà sempre ad un maggior numero di proteste contro l'immigrazione e a una forte crescita delle Destre Riformiste (euroscettici) in tutti gli Stati soggetti a questo ormai tendenziamente diffuso disagio sociale e molto probabilmente il rischio di scontri porterà i governi locali all'espulsione di migliaia di immigrati.
Nel contempo però un'altro fronte sulla quale la Comunità Europea è messa a dura prova è la possibile uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea, il cosidetto Brexit, il quale stando ai sondaggi una vasta percentuale dei britannici sarebbe a favore.
Tutto questo porterebbe ad un'effetto a catena sia come "precedente" sia a livello economico.
L'Unione Europea economicamente perderebbe molto e l'Inghilterra ci guadagnerebbe molto, ma con questo precedente è probabile la futura formazione di nuovi blocchi economici all'interno degli stessi stati europei.
Quello che stiamo vivendo in questi anni l'abbiamo definita "Prima Crisi Europea" in quanto l'Europa stessa stà vivendo un periodo di disagio sia a livello sociale, sia a livello migratorio, sia a livello economico senza contare quello a livello separatista, non sarà un problema che si può affrontare in un'anno ma decisamente durerà diversi anni e se il Parlamento Europeo, il Partito Popolare Europeo e la Comissione Europea non impareranno ad accettare le richieste degli Stati e porre fine all'attuale modello che hanno imposto per anni, è piuttosto chiaro che non saranno più utili a nessuno in quanto più parte di un problema che di una soluzione.

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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