ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 8 marzo 2017

IL CALDO TORRIDO AI TEMPI DELLA PICCOLA ETA' DEL GHIACCIO


Il periodo in cui le Macchie Solari andarono a riposo durante la Piccola Era Glaciale dal 1300-1850, fu indubbiamente un periodo in cui il clima del pianeta andò progressivamente raffreddandosi al punto che il Tamigi, a Londra, congelò completamente le stagioni si fecero più fresche e piovose e gli inverni particolarmente rigidi e più lunghi in entrambe le alte e medie latitudini di tutto il pianeta.
Quello che molti però sembrano aver trascurato è che fu anche un periodo sottolineato abbastanza frequentemente da eccezionali quanto estreme ondate di caldo e siccità.
Anno 1300
Il Pentagono, nel suo studio su quello che sta accadendo nel nord dell'Oceano Atlantico, ha condotto una ricerca sul passato, per vedere quando si è verificato in precedenza questo rallentamento o arresto della Corrente del Golfo, e cosa è successo nei cambiamenti climatici del mondo a quei tempi.
L'ultima volta è stato nell'anno 1300 d.C, e allora si trattò di un semplice rallentamento - non si fermò. Gli scienziati dibattono sul perché di quel rallentamento - non sanno veramente perché è successo.
I repentini cambiamenti climatici globali che seguirono non tornarono alla normalità prima di 550 anni. Questo periodo di tempo della nostra storia è denominato 'Piccola Era Glaciale' per via dello sconvolgimento che determinò nel nostro clima e per il freddo intenso che ne risultò.
Al Pentagono si sono resi conto che all'epoca della 'Piccola Era Glaciale' la costa est del Nord America divenne estremamente fredda, e le aree centrali ed occidentali degli Stati Uniti divennero talmente secche e aride da trasformare il 'Midwest' americano in un'enorme piana polverosa, mentre le foreste montane bruciavano - esattamente come sta accadendo oggi… Poiché ai nostri giorni il rallentamento della Corrente del Golfo è già in atto da più di 10 anni. Il clima cambiò radicalmente anche in Europa durante questa 'Piccola Era Glaciale'.
Lo studio degli Indiani Anasazi del 14° secolo d.C. è illuminante. A Chaco Canyon, nel Nuovo Messico, gli Indiani Anasazi scomparvero completamente - e nessuno sa con precisione dove andarono. Ma dallo studio sulle cause che indussero gli Anasazi ad abbandonare l'area del Nuovo Messico è emerso qualcosa di interessante: nel corso del 14° sec. d.C. l'area di Chaco Canyon fu colpita da una siccità talmente terribile, da non ricevere una sola goccia d'acqua per ben 47 anni! E una siccità di tale durata indurrebbe certo chiunque ad abbandonare l'area in questione: niente acqua, niente vita.
Gli archeologi che presentarono questo studio non sapevano quale fu la causa della siccità, ma se consideriamo che, nel periodo immediatamente precedente, la Corrente del Golfo subiva un sensibile rallentamento, tutto diventa chiaro. Questo è esattamente ciò che il Pentagono pensa che succederà all'America, al Canada e all'Europa.
Noi oggi crediamo che l'attuale siccità dell'occidente degli USA avrà termine presto, ma la storia della Terra e della Corrente del Golfo suggerisce invece che potrebbe durare altri 40 anni prima che si possa tornare ad un certo equilibrio.
Effettivamente al giorno d'oggi il destino degli Stati Uniti occidentali sembra proprio essere questo.

COLORADO - Che cosa sarebbe per la vita quando le nostre preziose risorse idriche diventano sempre più tese e la parte occidentale degli Stati Uniti diventa sempre più arida?
Gli scienziati ci dicono che il 20 ° secolo è stato il secolo più piovoso nella parte occidentale del paese in 1000 anni, e ora le cose sembrano ritornare ai loro normali modelli storici.
Ma abbiamo costruito città brulicanti nel deserto, come Phoenix e Las Vegas che supportano milioni di persone.
Le città di tutto il sud-ovest continuano a crescere anche quando il fiume Colorado, il lago Mead e il sistema acquifero High Plains funzionano a secco.
Così che cosa abbiamo intenzione di fare quando non c'è abbastanza acqua per irrigare le nostre colture o correre attraverso i nostri sistemi idrici?
Già stiamo vedendo alcuni segnali inquietanti che le condizioni di tempeste di sabbia stanno iniziando a tornare alla regione.
Negli ultimi due anni abbiamo visto enormi tempeste di polvere note come "haboobs" roll attraverso Phoenix, e 6 dei 10 peggiori anni per incendi violenti mai registrati negli Stati Uniti sono stati tutti dal 2000.
Infatti, secondo il Los Angeles Times ", il numero medio di incendi di grosse dimensioni di 1.000 ettari in un anno è quasi quadruplicato in Arizona e Idaho ed è raddoppiato in ogni altro stato occidentale" dal 1970.
Ma gli scienziati avvertono che si aspettano che gli Stati Uniti occidentali diventeranno molto più secchi di quello che è ora.
Quale sarà la metà occidentale del paese ad apparire secca quando ciò accadrà?
Un recente articolo del National Geographic conteneva la seguente dichiarazione agghiacciante ... L'umido 20 ° secolo, è stato il più piovoso del passato millennio, quel secolo in cui gli americani costruirono una civiltà incredibile nel deserto, è finito.
Gran parte della metà occidentale del paese è stata storicamente una landa desolata.
Siamo stati molto fortunati a godere di condizioni molto umide per la maggior parte del secolo scorso, ma ora sembra essere finita.
Per compensare, stiamo mettendo un peso enorme sulle nostre risorse di acqua dolce.
In particolare, il fiume Colorado è sempre più teso.
Senza il fiume Colorado, molte delle nostre grandi città semplicemente non sarebbe in grado di funzionare.

Quello che segue è da un recente articolo di Stratfor: "Il fiume Colorado fornisce acqua per l'irrigazione di circa il 15 per cento dei raccolti negli Stati Uniti, tra cui ortaggi, frutta, cotone, erba medica e fieno. Inoltre fornisce riserve idriche comunali per le grandi città, come Phoenix, Tucson, Los Angeles, San Diego e Las Vegas, che rappresentano oltre la metà della fornitura di acqua in molte di queste aree. "In particolare, i livelli di acqua nel lago Mead ( che fornisce la maggior parte dell'acqua di Las Vegas) sono crollati negli ultimi dieci anni o giù di lì.
Il seguente è un estratto da un articolo pubblicato sul Smithsonian: "E i navigatori hanno ancora ruggito attraverso Nevada e Arizona per il lago Mead, di 110 miglia di lunghezza e formato dalla diga di Hoover. Ma in riva al lago si possono vedere le linee delle pareti rocciose, distinte come anelli di vasche da bagno, che mostrano il livello di acqua molto inferiore a quello che una volta era di circa 130 metri più in basso, come accade, dal 2000.
I funzionari delle risorse idriche dicono che alcuni dei bacini alimentati dal fiume non saranno mai di nuovo pieni.
"Oggi, il lago Mead fornisce circa il 85 per cento dell'acqua che Las Vegas utilizza, e dal 1998 il livello dell'acqua nel lago Mead è sceso di circa 5600 miliardi galloni.
Allo stesso modo anche la California sta crepitando in questi ultimi mesi.
Un furioso incendio ha devastato una vasta zona del Sud della California, a meno di 150 km da Los Angeles, e centinaia di vigili del fuoco sono impegnati per cercare almeno di contenerlo, ma il loro lavoro viene ostacolato dalle alte temperature e da un forte vento secco. Nelle operazioni per spegnere le fiamme sono stati impiegati decine di aerei ed elicotteri anti-incendio, ma comunque "il fuoco viene spinto dal vento", ha detto uno dei pompieri al lavoro sul campo.
Secondo quanto riferisce la Cnn, le fiamme interessano una zona di oltre 3.000 acri, circa 1.200 ettari. Lo stato di allarme riguarda però tutto stato della California, dove nonostante non sia ancora la stagione maggiormente a rischio, si sono negli ultimi tempi già registrati altri incendi, seppur di dimensioni contenute. Questo, secondo vari esperti, anche a causa della scarsità di piogge negli ultimi due inverni.
Le fiamme hanno raggiunto la famosa Pacific Coast Highway, bruciando oltre tremila ettari di terreno. Centinaia di abitanti sono stati costretti a lasciare le proprie case, e secondo quanto riporta la rete televisiva Cnn sono oltre quattromila le abitazioni in "grave pericolo".
Allo stesso modo durante il periodo della Piccola Era Glaciale, avvennero altre potenti ondate di caldo.
Ci sono annate che rimangono nella storia di intere città, e sicuramente i cittadini inglesi non dimenticheranno mai il 1666, anno del Grande Incendio di Londra. Ai tempi la capitale inglese era già una grande città e un importante centro mercantile, impreziosito da più di 100 chiese e da numerosi imponenti e magnifici palazzi circondati però da stretti vicoli e squallidi tuguri: insomma una città sovrappopolata e dai forti contrasti, in cui malattie, crimine e violenza erano dilaganti.
Anche a causa di ciò già nel 1665 Londra dovette affrontare una delle peggiori pestilenze della sua storia, durante la quale morirono quasi 60000 persone. L’epidemia si attenuò solo agli inizi del 1666, durante un inverno assai freddo, che poi lasciò il passo a una primavera e un’estate assai calde e, soprattutto, estremamente asciutte. La mancanza di piogge asciugò a tal punto l’ambiente da spingere il cronista Samule Pepys a scrivere che “dopo un così lungo periodo di forte siccità anche le pietre sarebbero pronte alimentare le fiamme”. Tutti i londinesi erano informati dei piccoli incendi che si erano già sviluppati nei dintorni della città e della situazione estremamente rischiosa in cui si trovavano, ma nessuno era realmente preparato alla tempesta di fuoco che si scatenò nelle prime ore di domenica 2 settembre!

L’incendio molto probabilmente prese avvio dalla casa di Thomas Farrinor, fornaio del re, intorno alle 2 di notte e poi, alimentato da un vento forte e asciutto, si propagò rapidamente attraverso la città da est verso ovest, e alle prime luci dell’alba le fiamme avevano oramai raggiunto i grandi magazzini in legno distribuiti lungo la sponda settentrionale del Tamigi. Nel tentativo di arrestare l’avanzata delle fiamme vennero abbattute intere file di case, ma la distribuzione disordinata e assai ravvicinata degli edifici rese l’operazione inutile.
L’incendio divampò, fuori controllo, per più di tre giorni, attraversando l’intera città: il fuoco rase al suolo circa quattro quinti della città, distruggendo più di 13000 abitazioni e ben 87 chiese, fra cui uno dei monumenti più importanti della capitale, la Cattedrale di Saint Paul. Circa 100 000 londinesi, un sesto della popolazione, persero la casa mentre, incredibilmente, le vittime ufficiali furono solo 9: in realtà, molto probabilmente, i morti furono alcune migliaia, per lo più poveri e senza tetto i cui resti, carbonizzati, non vennero mai ritrovati.
La particolare struttura della città favorì senz’altro l’avanzata delle fiamme, ma non c’è dubbio che a rendere il Grande Incendio del 1666 tanto devastante furono soprattutto i capricci del clima. Per mesi difatti un’area di alta pressione insolitamente insistente occupò il Nord Europa, tendendo le piovose perturbazioni atlantiche lontane dall’Inghilterra e rendendo la città di Londra asciutta come non mai.
Anche dopo la catastrofica eruzione del sistema vulcanico islandese Laki-Grismvotn, cominciata nel giugno 1783, le polveri del vulcano fecero da amplificatore del caldo durante l'estate.
Durante l'eruzione, conosciuta in Islanda anche come Skaftáreldar ("fuochi del fiume Skaftá") o Siðueldur, vennero espulsi, secondo alcune stime, 14 chilometri cubi di basalto, mentre il volume totale del tephra emesso fu pari a 0,91 chilometri cubi[2]. Altre stime affermano che le fontane di lava raggiunsero un'altezza compresa tra 800 e 1.400 metri. La colonna di gas, polveri e cenere raggiunse un'altitudine di circa 15 chilometri, oltrepassando dunque il limite della troposfera, e gli aerosol solforici furono dispersi nell'atmosfera di tutto l'emisfero settentrionale. La foschia e la ricaduta di polveri sulla Gran Bretagna valsero all'estate del 1783 il nome di “sand-summer”.
NELL’ESTATE del 1783 una sinistra coltre di nebbia si diffuse su buona parte dell’emisfero boreale, persistendo per alcuni mesi. Il sole si fece rosso sangue, la vegetazione avvizzì e un gran numero di persone perse la vita. Secondo le stime, infatti, solo in Francia e in Inghilterra quella foschia fece decine di migliaia di vittime. Molti altri si ammalarono, a quanto pare così tanti che i proprietari dei fondi ebbero difficoltà a reclutare braccianti sani per la raccolta.
L'estate del 1783 fu la più rovente mai registrata fino ad allora su gran parte del continente: un'inusuale area di alta pressione si stabilì sull'Islanda, facendo sì che i venti trasportassero la nube venefica verso sud-est.
Resta l'evidenza del fatto che per quanto il clima si possa fare più freddo, le ondate di calore possono tutt'altro che estinguersi, anzi, diventerebbero più feroci in determinati periodi, senza implicare un clima che si scalda.
Come riferisce uno studio.
Se il Medioevo ha sofferto di grande canicola e siccità, la colpa è di un raffreddamento oceanico. Almeno questa è la tesi di un gruppo di ricercatori dell' Università di Miami (Usa). L' acqua più fredda sulla superficie dell' Oceano Pacifico sarebbe stata la causa dell' ondata di caldo che ha colpito l' Europa e il Nord America nel XV secolo, provocando carestie e spostamenti di popolazioni verso climi meno difficili. Ma come sono state ricavate le temperature dell' oceano medievale? Dall' analisi dei coralli fossili nell' atollo di Palmyra (Oceano Pacifico centrale). Grazie ai dati di temperatura estrapolati dai coralli fossili è stato possibile costruire un modello di cambiamento climatico simulato, avvenuto in un periodo di 142 anni (1320-1462). Secondo Rober Burgman che ha guidato lo studio, a causare l' afa medievale è stato un piccolo abbassamento della temperatura dell' oceano, pari a un decimo di grado.





Fonti:
http://www.stazioneceleste.it/articoli/drunvalo_riscaldamento.htm
http://theeconomiccollapseblog.com/archives/the-colorado-river-the-high-plains-aquifer-and-the-entire-western-half-of-the-u-s-are-rapidly-drying-up
http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/incendi-in-california-alimentati-dal-forte-vento--evacuazioni-61843
http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2013/05/04/Fiamme-California-paura-furisoso-incendio_8651428.html
http://www.meteogiuliacci.it/articoli/siccita-e-incendi-nella-londra-del-600.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Laki#L.27eruzione_del_1783
http://archiviostorico.corriere.it/2010/giugno/15/Oceani_freddi_Medioevo_mori_caldo_co_9_100615033.shtml

giovedì 22 dicembre 2016

L'INVERNO 2016-2017 NEGLI STATI UNITI E' GIA' PIU' FREDDO DI QUALUNQUE MOMENTO DELL'INVERNO PRECEDENTE


L'inverno non era ancora ufficialmente iniziato.
Ma i numeri dicono un fatto freddo e rigido: a partire dal 7 am EST della mattina, 18 Dicembre 2016, la temperatura media di 48 stati degli Stati Uniti è più fredda di qualsiasi momento di tutto l'inverno scorso.
Con questo appezzamento i dati evidenziano che la temperatura media è di 16 gradi F°, di 4 gradi più fredda di qualsiasi momento dello scorso inverno.
Quel che è peggio, è che la parte più fredda dell'inverno è ancora a sei settimane di distanza.

Il grafico dal sito meteorologico Weatherbell.com con h / t del Dr. Roy Spencer.

Fonte:https://wattsupwiththat.com/2016/12/18/u-s-average-temperature-16f-colder-than-any-time-last-winter-and-winter-hasnt-started-yet/

venerdì 28 ottobre 2016

UN PERIODO DI RAFFREDDAMENTO CLIMATICO PORTO' ALLA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO E ALL'ASCESA DI QUELLO ARABO


I ricercatori del Past Global Changes (PAGES)del progetto di scrittura sulla rivista Nature Geoscience hanno identificato un inedito, di lunga durata raffreddamento nell'emisfero boreale 1500 anni fa. Il calo della temperatura è stato immediatamente seguito tre grandi eruzioni vulcaniche in rapida successione negli anni 536, 540 e 547 AD (noto anche come Common Era CE).
I vulcani possono causare il raffreddamento del clima ed eruttare grandi volumi di piccole particelle - aerosol solfati - che entrano nell'atmosfera schermando la luce del sole.
Entro cinque anni dalla comparsa della "tardoantico Little Ice Age" (Piccola Età del Ghiaccio o Piccola Era Glaciale), come i ricercatori hanno ribattezzato, la peste pandemia di Giustiniano si è diffusa in tutta l'area del Mediterraneo tra il 541 e il 543 dC, colpendo Costantinopoli e uccidendo milioni di persone nei secoli successivi.
Gli autori suggeriscono che questi eventi hanno contribuito al declino dell'Impero Romano d'Oriente.
L'autore principale, il dendroclimatologo Ulf Büntgen dall'Istituto federale di ricerca ha detto: "Questo è stato il raffreddamento più drammatico nell'emisfero settentrionale negli ultimi 2000 anni."
Una successiva "Piccola Era Glaciale" tra il 14 ° e 19 ° secolo è stata ben documentato e legato alla sconvolgimenti politici e ha afflitto pandemie in Europa, ma il nuovo studio è il primo a fornire una completa analisi del clima attraverso sia l'Asia centrale e l'Europa in questo periodo precedente .
"Con così tante variabili, dobbiamo rimanere cauti nela causa ambientale ed effetto politico, ma è sorprendente quanto strettamente questo cambiamento climatico si allinea con grandi sconvolgimenti in tutte le diverse regioni", ha aggiunto Büntgen.
Il team di ricerca multidisciplinare formato da climatologi, naturalisti, storici e linguisti ha mappato le nuove informazioni del clima nei confronti di un periodo particolarmente turbolento della storia in Europa e in Asia centrale.
Le eruzioni vulcaniche probabilmente hanno influenzato gli approvvigionamenti di generi alimentari - una grande carestia ha colpito la regione proprio in quel momento, seguito immediatamente dalla pandemia.
Più a sud, la penisola arabica ha ricevuto più pioggia permettendo alla vegetazione di crescere.
I ricercatori ipotizzano che questa espansione potrebbe aver guidato l'Impero Arabo in Medio Oriente, perché la vegetazione avrebbe sostenuto più grandi mandrie di cammelli usati dagli eserciti arabi per le loro campagne.
Nelle zone più fredde, diverse tribù migrarono a est verso la Cina, forse scacciate da una carenza di pascoli in Asia centrale.
Ciò ha portato ad ostilità tra i gruppi nomadi e le potenze dominanti locali nelle regioni steppa del nord della Cina.
Un'alleanza tra queste popolazioni steppa e i romani orientali ha abbattuto l'Impero Sasanide in Persia, l'Ultimo Impero nella regione prima della nascita dell'Impero arabo.
I ricercatori scrivono, la "tardoantico Piccola Età del Ghiaccio si adatta bene con i principali eventi di trasformazione che si sono verificati in Eurasia durante quel tempo."
Le grandi eruzioni vulcaniche possono influenzare la temperatura globale per decenni.
I ricercatori suggeriscono che l'ondata di eruzioni in combinazione con un Grande Minimo Solare, e un'aumento del congelamento del mare in risposta agli effetti dei vulcani, ha esteso la portata del clima in raffreddamento per oltre un secolo.
Büntgen sottolinea che il loro studio serve come un esempio di come improvvisi cambiamenti climatici possono cambiare i sistemi politici esistenti. "Possiamo imparare qualcosa dalla velocità e la portata delle trasformazioni che hanno avuto luogo in quel momento", ha detto.
La ricostruzione della temperatura, in base a nuove misurazioni degli anelli degli alberi delle montagne Altai in cui la Russia, la Cina, la Mongolia e Kazakistan si incontrano, corrisponde molto bene con le temperature nelle Alpi negli ultimi due millenni. La larghezza degli anelli degli alberi è un modo affidabile per stimare le temperature estive.
Un chiaro segnale di un evento che potrebbe ripetersi.

Fonte:http://phys.org/news/2016-02-ice-age-coincides-fall-eastern.html

mercoledì 5 ottobre 2016

PER LA QUARTA VOLTA NEL 2016 LA SUPERFICIE DEL SOLE DIVENTA SILENZIOSA


Quando le macchie solari sulla superficie del sole scompaiono per la quarta volta nel 2016, diventa totalmente vuoto, c'è ragione di ripetersi di eventi del passato chiamati Piccola Età del Ghiaccio 1250-1913.

Ieri, le immagini della NASA hanno mostrato che il sole è andato "in bianco", senza macchie solari per la quarta volta quest'anno.
La superficie solare mostra completa inazione.
Ci porterà nei prossimi anni ad un nuovo periodo di clima freddo, dicono gli esperti del clima.
Di solito, il nostro sole non ha un piacevole faccia, ma sembra rovente, butterata da macchie solari.
Ma ora, appare liscia, con le macchie solari al tasso più basso da 10.000 anni. L'attività solare ha rallentato troppo.

Tuttavia, il viso piacevole del sole non è troppo piacevole per la terra.
Tali volti in bianco, senza attività delle macchie solari potrebbero inaugurare una ondata di freddo, proprio come il Minimo di Maunder, che ha avuto inizio nel 1645 e continuò fino al 1715.
E' persino diventato ben noto a causa delle fiere del ghiaccio invernale che diventate popolari sulla superficie ghiacciata del Tamigi.
L'allarme è stato emesso da meteorologo e rinomato Paul Dorian nella sua relazione, che si è diffusa una certa tensione: "Il sole bianco è un segno che il minimo solare successivo si avvicina e ci sarà un numero crescente di giorni senza macchia nei prossimi anni ", ha detto Dorian.
"In un primo momento, il vuoto si estenderà per pochi giorni alla volta, quindi esso continuerà per settimane alla volta, e, infine, dovrebbe durare per mesi in un momento in cui il ciclo delle macchie solari raggiunge il suo punto più basso. Il minimo solare successivo fase è prevista per il 2019 intorno o il 2020. "
L'attività delle macchie solari è come un pendolo, oscillando avanti e indietro all'interno di un periodo di 11 o 12 anni.
Tuttavia, l'attività solare sta scendendo più rapidamente che in qualsiasi momento nel corso degli ultimi 10.000 anni.
Come SpaceWeather conferma: "In questo momento il pendolo sta oscillando verso numeri bassi delle macchie solari e i meteorologi si aspettano che il ciclo raggiungerà il fondo nel 2019-2020 tra oggi e allora, ci sarà un sole pallido. In un primo momento, i tratti vuoti...saranno misurati in giorni, più avanti in settimane e mesi la corrente assenza di macchie solari è la 4 ° di tale intervallo del 2016, finora ".
Quindi le previsioni - e questi non sono astrologi, ma meteorologi - affermano che questi fenomeni diventeranno sempre sono probabili. "Ci saranno un sacco di periodi senza macchie", dicono i meteorologi.
L'anno scorso, il professor Valentina Zharkov ha confermato che entro il 2030, l'attività del sole potrebbe precipitare del 60%.
Questo porterà a cattivi raccolti e altri disastri.
Ha detto: "Sono assolutamente fiducioso nella nostra ricerca ha un buon background matematico e dati affidabili, che sono stati gestita correttamente, infatti, i nostri risultati possono essere ripetuti con qualsiasi ricercatore con i dati simili disponibili in molti osservatori solari, così.. essi possono trarre la loro prova del prossimo Minimo di Maunder nel campo magnetico solare e la sua attività. " '


Fonte:http://macedoniaonline.eu/content/view/30294/56/

venerdì 13 maggio 2016

UNA PICCOLA ETA' DEL GHIACCIO COINCISE CON IL DECLINO DELL'IMPERO ROMANO E LA CRESCITA DI QUELLO ARABO


Gli esperti dei cambiamenti passato internazionale globale del progetto di scrittura sulla rivista Nature Geoscience hanno identificato un inedito, di lunga durata raffreddamento climatico 1500 anni fa.
Al calo della temperatura sono immediatamente seguite tre grandi eruzioni vulcaniche in rapida successione negli anni 536, 540 e 547 AD.
I vulcani possono causare il raffreddamento del clima da espellere grandi volumi di piccole particelle - aerosol solfati - che entrano nell'atmosfera bloccando schermando la radiazione del sole.
Entro cinque anni dalla comparsa della "tardoantica Piccola Età del Ghiaccio", come i ricercatori hanno ribattezzato, la pandemia di peste di Giustiniano ha spazzato il Mediterraneo tra il 541 e il 543 dC, colpendo Costantinopoli e uccidendo milioni di persone nei secoli successivi.
Gli autori suggeriscono che questi eventi hanno contribuito al declino dell'Impero Romano d'Oriente.
L'autore principale, il dendroclimatologo Ulf Büntgen dall'Istituto federale di ricerca ha detto: "Questo è stato il raffreddamento più drammatico nell'emisfero settentrionale negli ultimi 2000 anni."

Una successiva "Piccola Età del Ghiaccio" tra il 14 ° e 19 ° secolo è stata ben documentato e legata ai sconvolgimenti politici e afflitto pandemie in Europa, ma il nuovo studio è il primo a fornire una completa analisi del clima attraverso sia l'Asia centrale e l'Europa in questo periodo precedente.
"Con così tante variabili, dobbiamo rimanere cauti sulla causa ambientale ed effetto politico, ma è sorprendente quanto strettamente questo il cambiamento climatico si allinea con grandi sconvolgimenti in tutto diverse regioni", ha aggiunto Büntgen.
Il team di ricerca multidisciplinare formato da climatologi, naturalisti, storici e linguisti ha mappato le nuove informazioni sul clima nei confronti di un periodo particolarmente turbolento della storia in Europa e in Asia centrale. Le eruzioni vulcaniche hanno influenzato gli approvvigionamenti di generi alimentari - una grande carestia ha colpito la regione al proprio questo momento, seguita immediatamente dalla pandemia.
Più a sud, la penisola arabica ha ricevuto più pioggia permettendo a una maggioare quantità di vegetazione di crescere.
I ricercatori ipotizzano che questa espansione potrebbe aver guidato l'Impero Arabo in Medio Oriente, perché la vegetazione avrebbe sostenuto più grandi mandrie di cammelli usati dagli eserciti arabi per le loro campagne.
Nelle zone più fredde, diverse tribù migrarono a est verso la Cina, forse scacciati da una mancanza di pascoli in Asia centrale.
Ciò ha portato ad ostilità tra i gruppi nomadi e le potenze dominanti locali nelle regioni della steppa del nord della Cina.
Un'alleanza tra queste popolazioni della steppa e i romani orientali ha abbattuto l'impero sasanide in Persia, l'Ultimo Impero nella regione prima della nascita dell'Impero arabo.
I ricercatori scrivono, "la tardoantica Piccola Età del Ghiaccio si adatta bene con i principali eventi di trasformazione che si sono verificati in Eurasia durante quel tempo."
Le grandi eruzioni vulcaniche possono influenzare la temperatura globale per alcuni anni.
I ricercatori suggeriscono che l'ondata di eruzioni in combinazione con un Grande Minimo Solare, sommato ad un'estensione del mare gelato ha esteso la morsa del clima per oltre un secolo.
Büntgen sottolinea che il loro studio serve come un esempio di come improvvisi cambiamenti climatici possono cambiare i sistemi politici esistenti. "Possiamo imparare qualcosa dalla velocità e la portata delle trasformazioni che hanno avuto luogo in quel momento", ha detto.
La ricostruzione della temperatura, in base a nuove misurazioni anelli degli alberi delle montagne Altai in cui la Russia, la Cina, la Mongolia e Kazakistan si incontrano, corrisponde molto bene con temperature nelle Alpi negli ultimi due millenni. La larghezza degli anelli degli alberi è un modo affidabile per stimare le temperature estive.

Fonte:http://phys.org/news/2016-02-ice-age-coincides-fall-eastern.html

lunedì 11 aprile 2016

"SONO UN FISICO SOLARE E IN TRENT'ANNI NON HO MAI VISTO NULLA DI SIMILE"

"Sono stato un fisico solare per 30 anni, e non ho mai visto niente di simile", dice Richard Harrison, capo della fisica spaziale al Rutherford Appleton Laboratory nell'Oxfordshire.

Mi mostra recente filmati catturati dalla sonda che hanno i loro telescopi sulla nostra stella.
Il Sole si rivela nei minimi dettagli, ma il suo volto è stranamente informe.
"Se si vuole tornare a vedere quando il sole era così inattiva ... è necessario tornare indietro di circa 100 anni" dice.
Questo periodo di calma solare è sconcertante per gli scienziati, perché in questo momento il sole dovrebbe essere inondato di attività.
Esso ha raggiunto il suo massimo solare, il punto nel suo ciclo di 11 anni in cui l'attività è al massimo.
Questa gigantesca palla di plasma deve essere costellata di macchie solari, che esplodono con flare e vomitando enormi nubi di particelle cariche nello spazio sotto forma di espulsioni di massa coronale.
Ma a parte l'evento strano, come alcune recenti eruzioni solari, è stato molto tranquillo.
E questo fiasco di un massimo segue un minimo solare - il periodo in cui l'attività minima del Sole - che è più lunga e più bassa di quanto gli scienziati previsto.
"Ha completamente colto di sorpresa me e molti altri scienziati ", spiega Lucie Green, da Mullard Space Science Laboratory della University College di Londra.
Il calo off di attività sta accadendo sorprendentemente in fretta, e gli scienziati lo stanno monitorando da vicino per vedere se continuerà a precipitare.
"Potrebbe significare una stella molto, molto debole ... una dormiente palla di plasma al centro del nostro Sistema Solare" spiega il Dr Green.
Questo, però, non sarebbe certamente la prima volta che succede.
Per esempio durante la seconda metà del 17 ° secolo, il Sole ha attraversato una fase estremamente silenziosa - un periodo chiamato il Minimo di Maunder.
I documenti storici rivelano che le macchie solari sono praticamente scomparsi durante questo periodo.
Dr Green dice: "C'è un forte indizio che il Sole sta agendo nello stesso modo oggi come ha fatto nel periodo che precede il Minimo di Maunder".
Mike Lockwood, professore di Fisica Spaziale, presso l'Università di Reading, pensa che ci sia una possibilità significativa che il Sole potrebbe diventare sempre più tranquillo.
L'analisi dei campioni di ghiaccio, che detengono una registrazione dei lunghi periodi di attività solare, suggerisce che il calo dell'attività è il più veloce che è stato visto in 10.000 anni .
"E 'un insolitamente rapido declino", spiega il prof Lockwood.
"Stimiamo che entro circa 40 anni o giù di lì vi è un 10% al 20% - più vicino al 20% - probabilità che saremo di nuovo in condizioni di Minimo di Maunder".
L'era di inattività solare nel 17 ° secolo ha coinciso con un periodo di inverni gelidi in Europa.
I londinesi hanno goduto le Fiere del Ghiaccio sul Tamigi dopo che congelò, il manto nevoso in tutto il continente è aumentato, il Mar Baltico congelò - le condizioni erano dure.
Si ritiene che questo effetto locale accade perché la quantità di luce ultravioletta irradiata dal sole scende quando l'attività solare è bassa.
Ciò significa che meno radiazione UV colpisce la stratosfera - lo strato d'aria che si trova in alto sopra la terra. E questo a sua volta alimenta la corrente a getto - la corrente d'aria che scorre veloce nell'atmosfera superiore che può guidare il tempo.
I risultati di questo sono prevalentemente sentiti sopra l'Europa, dice il prof Lockwood.


Fonte:http://www.bbc.com/news/science-environment-25743806

martedì 22 marzo 2016

UN NUOVO STUDIO EVIDENZIA CHE IL MINIMO DI MAUNDER HA RALLENTATO LA FREQUENZA DEGLI URAGANI


Durante la Piccola Età del Ghiaccio nel periodo tra il 1645 e il 1715 la frequenza degli uragani atlantici è cessata del 75 per cento, evidenzia un nuovo studio.
Nello studio intitolato "“Shipwreck rates reveal Caribbean tropical cyclone response to past radiative forcing” un gruppo di ricerca guidato dalla University of Arizona a Tucson, ha analizzato il periodo che ha coinciso con il Minimo di Maunder, quando il sole era al punto più basso di luminosità registrata.
"Non siamo andati alla ricerca del Minimo di Maunder; è saltato fuori dai dati, "afferma Valerie Trouet, il coautore di studi, a Science News .
Dopo l'analisi attraverso tutte le osservazioni dettagliate degli uragani che risalgono al 1851, e un catalogo di naufragi atlantici, Trouet e il suo team sono stati in grado di identificare più di 650 navi spagnole affondate dagli uragani tra il 1495 e il 1825.
I ricercatori contrappongono questi dati con gli anelli degli alberi dei pini raccolti lungo la costa orientale della Florida, che potrebbero essere databile al 1707.
I ricercatori hanno utilizzato gli anelli degli alberi come una variante di confronto perché i danni degli uragani sono noti arrestare la crescita degli alberi, misurabile attraverso l'analisi degli anelli annuali ristretti tra i pini.
Ciascuno di questi record contemporaneamente ha mostrato una chiara correlazione, permettendo ai ricercatori di compilare una registrazione della frequenza degli uragani per il periodo.

I dati hanno mostrato che il numero di naufragi causati da uragani durante il Minimo di Maunder era meno di un terzo del numero di relitti nei decenni precedenti.
Trouet ha detto a Science News che un rallentamento degli uragano durante quel periodo solare ha un senso, soprattutto perché l'alimentazione degli uragani deriva da temperature superficiali elevate degli oceani e tempeste elettriche.


Fonte:http://www.trunews.com/17th-century-little-ice-age-caused-drop-in-hurricanes-study/#rTysUXKysri3XGLY.99

venerdì 18 marzo 2016

LA RADIAZIONE COSMICA E' DI NUOVO IN AUMENTO


Secondo un rapporto a Space Weather .
Misurazioni appena rilasciate con palloncini d'alta quota mostrano che i raggi cosmici nell'atmosfera terrestre si stanno intensificando.

Il continuo aumento, che è stato rintracciato da inizio 2015, probabilmente accelererà nei mesi e anni a venire quando il ciclo di attività solare continuerà ad allontanarsi dal suo picco..
Questo risultato è di interesse per tutti, da alpinisti e viaggiatori d'aria per gli operatori di droni d'alta quota.
Nel suo libro The Chilling Stars, Henrik Svensmark al Danish National Space Center, ha proposto una nuova teoria brillante e audace che la copertura raggi cosmici aumenta la copertura nuvolosa, riducendo in tal modo le temperature globali alla pari con l'intensità dei raggi cosmici.
In alternativa, i raggi cosmici mancanza incentiverebbero meno copertura nuvolosa con conseguente aumento delle temperature globali.
Non c'è totale accordo con la teoria di Svensmark tra molti climatologi, però, possiamo ora abbiamo avere l'opportunità di osservare in calo le temperature globali mentre i raggi cosmici aumentano di intensità.

Fonte:https://nextgrandminimum.wordpress.com/2016/01/30/cosmic-rays-in-earths-atmosphere-are-intensifying

INGHILTERRA: QUANDO CONGELAVA IL FIUME TAMIGI


Il fiume Tamigi, stando alle ricostruzioni storiche dagli archivi documentati, è gelato completamente in passato, nel cuore di Londra, per ben 23 volte, tra il 1309 ed il 1814, ultima data conosciuta.
Nel museo di Londra sono riportate le illustrazioni dei grandi eventi invernali presenti su Londra nei secoli passati, e, soprattutto, gli eventi del congelamento del Tamigi, con l’effettuazione di grandi “Fiere del Ghiaccio” sul fiume, la prima delle quali si tenne ufficialmente nel 1608.
Ma già nel 1536, il Re Enrico VII attraversò il fiume dal centro di Londra fino a Greenwich, fiume che fu attraversato a piedi anche dalla Regina Elisabetta I nel 1564.
Stando ai curatori del museo, le prime gelate del fiume si verificarono nel XII Secolo, ma la prima grande gelata del fiume, nella quale si organizzarono tornei di caccia alla volpe e si accesero fuochi sul Tamigi, risale al 1309.
La più grande e duratura gelata, della durata di mesi, si verificò nell’inverno 1683-84, l’ultima invece tra la fine di Gennaio ed i primi di Febbraio del 1814, quando un elefante attraversò il fiume gelato al Ponte dei Frati Neri.
Ma come mai il fiume non è più gelato successivamente? Colpa del Global Warming?
Non del tutto; Nel Febbraio del 1895 la temperatura scese più volte a -20°C, e l’inverno del 1962-63 fu freddo come quello del 1739-40, tuttavia il fiume non gelò più dentro Londra.
In parte il motivo va ricercato nell’Isola di calore più intensa adesso che in passato, in parte agli scarichi industriali che riversano acqua calda nel fiume.
Ma, soprattutto, nella struttura dei ponti londinesi: il vecchio Ponte di Londra presentava ben 19 arcate, ciascuna sostenuta da un largo basamento “rompiacque”, che rallentavano notevolmente il corso del fiume, favorendo il suo congelamento nei periodi di grande freddo.
Dal 1834 tale ponte fu sostituito dal London Bridge attuale, che presenta solamente 5 arcate e favorisce un rapido scorrimento delle acque del fiume.


Fonte:http://freddofili.it/2016/03/16/gli-anni-del-grande-gelo-del-tamigi/

mercoledì 24 febbraio 2016

LA CRISI SOLARE ASSOMIGLIA SEMPRE PIU' AL MINIMO DI DALTON


Secondo i dati del ciclo undecennale solare 24, il più basso come intensità degli ultimi 200 anni, tale fenomeno che richiama tempo del minimo di Dalton e, ossia il Ciclo Solare 5.

Come si può vedere dai grafici figura 1, l'attuale livello di attività del ciclo solare 24 sembra vicino a quella del numero di ciclo solare 5, che si è verificato a partire dal maggio 1798 e terminò nel dicembre 1810 (cadendo così all'interno del minimo di Dalton).
Il numero delle macchie solari massima livellato (numero mensile di macchie solari in media su un periodo di dodici mesi) osservato durante il ciclo solare era 49,2, nel febbraio 1805 (il secondo più basso di ogni ciclo fino ad oggi, come risultato di far parte del minimo di Dalton), e il minimo è stato pari a zero.
Il minimo di Dalton ha coinciso con un periodo di temperature globali molto basse.
Durante quel periodo, c'era solo una variazione di temperatura di circa 1 ° C.
Tuttavia, è stato il minor numero di macchie solari la causa delle temperature più basse rispetto alla media durante questo periodo.
Gli scienziati hanno suggerito che anche un aumento vulcanismo è stato responsabile per la tendenza al raffreddamento.
L'anno senza estate nel 1816 si è verificato durante il minimo di Dalton.

Se si guarda la tabella qui sotto, sembra che i principali vulcani noti abbiano eruttato maggiormente durante i periodi freddi.



Fonte:https://nextgrandminimum.wordpress.com/2016/02/11/que-ball-sun-looking-more-like-the-dalton-minimum/

giovedì 11 febbraio 2016

IL RUOLO DELLE FASI SOLARI E CLIMATICHE NELL'ULTIMO MILLENNIO


Abbiamo sentito parlare a lungo dell’attività solare, della sua possibile influenza sul clima, del Riscaldamento contemporaneo e della possibilità che esso sia, almeno in parte, dovuto alla CO2, oppure ad una esasperata attività da parte della nostra Stella.
In realtà, la “ricostruzione” dell’Attività solare nei secoli passati è possibile, occorre esaminare la quantità di C14 (un isotopo del Carbonio), presente nei reperti organici del passato.
La quantità di questo isotopo varia a seconda della maggiore o minore attività della nostra Stella, ed è possibile in questo modo ricostruire tale livello presente nel passato.
Il grafico sottostante mostra quella che è la variazione della quantità di energia solare in arrivo sul nostro Pianeta, dal 900 dopo Cristo ad oggi.
Notiamo che il Sole ha passato alcuni periodi di massima attività, tra cui uno lunghissimo, il famoso “Massimo Medievale” attorno all’anno 1200, ed il massimo attuale, che appare essere il più forte di tutti!
C’è anche un minimo pronunciato, il ben noto “Minimo di Maunder, alla fine del Seicento, preceduto da un altro minimo, quello di Sporer, attorno al Cinquecento.
Il fatto che il massimo medievale e quello attuale, coincidano con un forte riscaldamento, mentre i due minimi coincidano con il noto periodo della Piccola Età Glaciale, indicano come il Sole abbia un’influenza determinante nello scatenare periodi di freddo e di caldo di durata secolare sul nostro Pianeta, anche per piccolissime variazioni dell’attività solare stessa.

Fonte:http://freddofili.it/2016/02/10/lattivita-solare-nellultimo-millennio-una-possibile-influenza-sul-clima/

mercoledì 27 gennaio 2016

LE TEMPERATURE INVERNALI DELLE ALPI AUSTRIACHE MOSTRANO UNA TENDENZA AL RAFFREDDAMENTO


E’ la dichiarazione di un meteorologo austriaco, Christian Zenkl di Innsbruck, che ha affermato che, negli ultimi 30 anni, le temperature alpine invernali sono diminuite di circa 1°C.
A dimostrazione di ciò, vi è il grafico delle temperature medie invernali della zona di Corvatsch, che mostra chiaramente, tra il 1988 ed il 2015, un calo netto di 1°C .
I ghiacciai si ritirano a causa dell’aumento delle temperature estive e dell’aumento del soleggiamento in Estate, ma durante l’inverno fa indubbiamente più freddo.
L’espansione dei cannoni sparaneve sul lato nord delle Alpi, sarebbe dunque dovuta quindi a motivi turistici, per estendere la stagione turistica, e per una sorta di competizione tra le varie stazioni sciistiche.

L’articolo è comparso sul numero di dicembre di Geo Saison, il grafico è di fonte DWD.


Fonte:http://freddofili.it/2016/01/23/alpi-austriache-trend-di-temperature-in-calo-durante-linverno/

mercoledì 30 dicembre 2015

LA GRANDE INONDAZIONE DEL 1771 DI NEW CASTLE, DURANTE LA PICCOLA ETA' DEL GHIACCIO


E' risaputo che i periodi di clima freddo, causati da profonde crisi dell'attività solare come il periodo della Piccola Rtà del Ghiaccio 1250-1913 sono quelli durante la quale si ha un'aumento delle precipitazioni sia a livello piovoso che nevoso, di conseguenza anche un drastico aumento delle inondazioni.


Il 1771 è stato l'anno capitano Cook scoprì l'Australia. E 'stato anche l'anno in cui dopo 500 anni il Tyne Bridge, di Newcastle, è crollato a causa di una massiccia inondazione "dodici piedi sopra il livello del mare."
Prima dell'alluvione

Dopo l'alluvione


Si osserva come gli eventi alluvionali di questi anni non sono nemmeno paragonabili alla potenza di quelli del passato.


Fonte:http://realclimatescience.com/2015/12/the-great-flood-of-1771/

LA GRANDE IRRUZIONE GELIDA DEL NATALE 1739


L’inverno 1739-40 fu memorabile, in Italia e nel resto d’Europa, per l’intensità del freddo che attanagliò la nostra Penisola, e soprattutto per la sua durata: in Belgio la Mosa rimase infatti congelata per 9 settimane, cominciando il disgelo solamente al 15 di Marzo.
In Italia rimase congelata la Laguna Veneta, cadde moltissima neve a Roma, l’inverno fu ricordato come uno dei più rigidi in assoluto del XVIII Secolo.
Anche in questo caso, tuttavia, l’irruzione fredda ebbe inizio il giorno di Natale, almeno sulle Isole Britanniche, e fu memorabile, con l’irruzione di fortissimi venti gelidi da est, che, soprattutto nei giorni tra il 29 ed il 31 Dicembre 1739, fecero rapidamente scendere la temperatura fino a ben 15 gradi sotto lo zero a Londra.
Molte barche su Tamigi ruppero gli ormeggi scaraventate in mezzo al fiume a causa della forza del vento, alcuni vascelli carichi di merci collisero tra di loro, sempre a causa del vento impetuoso, ed affondarono causando molte vittime, annegate e congelate.
Il Dott. Jurin, segretario della Royal Society, misurò da una finestra di una stanza che si affacciava sul Tamigi, una temperatura di ben -23,9°C il giorno 30 Dicembre, probabilmente la temperatura più bassa mai registrata a Londra negli ultimi tre secoli.
Un altro osservatore misurò la formazione di uno spessore di ghiaccio sul Tamigi pari a 7,5 cm in sole 24 ore.
Il fiume Tamigi si congelò rapidamente, dando origine in Gennaio ad una grande “Fiera del ghiaccio” lungo il corso ghiacciato.
Questo viene considerato come l’episodio di irruzione fredda più brutale mai verificatosi negli ultimi secoli in Inghilterra.


Fonte:http://freddofili.it/2015/12/30/la-grande-irruzione-fredda-di-natale-del-1739/

martedì 29 dicembre 2015

VIOLENTA TEMPESTA INVERNALE STA PER INVESTIRE L'ISLANDA


Le previsioni meteo per l'Islanda, il 30 dicembre 2015 sono davvero male.
Il tempo peggiore sarà in Islanda orientale e, eventualmente, in Islanda occidentale.
Non si sa dove il vento sarà peggiore esattamente, ma sarà un forte maltempo in Islanda orientale.
L'UK Met Office ha chiamato questa tempesta Frank.
Il rischio principale è forte vento e pioggia.

Sembra che gli stessi luoghi in Inghilterra e Scozia saranno colpiti da questa tempesta Frank, come è stato per la maggior parte delle altre tempeste.

Fonte:http://www.jonfr.com/volcano/?p=5957

venerdì 18 dicembre 2015

SIAMO ALLA FINE DEL PERIODO INTERGLACIALE


In dettaglio i cicli combinati delle Ere Glaciali che hanno colpito il nostro Pianeta negli ultimi 420 mila anni.
Basta guardare il grafico ricostruito delle temperature grazie ai carotaggi del ghiaccio sulla stazione antartica di Vostok, forse il luogo più freddo della Terra.
Queste “carote”, lunghe centinaia di metri, permettono, nelle loro stratificazioni, la “ricostruzione” del clima antartico, e, di riflesso, quello del nostro pianeta.
Riusciamo così a capire quali sono i valori in gioco, nell’ambito dei tempi di ritorno e della durata dei periodi interglaciali (quello che stiamo vivendo adesso).
Una generazione di uomini di circa 70 anni costituisce, in questo caso, appena un punto del grafico complesso sotto indicato, nel quale le glaciazioni si ripetono ciclicamente per una durata di circa 100 mila anni, intervallate da periodi interglaciali della durata di circa 10 mila anni.
I picchi glaciali si sono verificati per la precisione 125 mila, 280 mila, 325 mila e 415 mila anni fa, con temperature più basse delle attuali di circa 8-10°C nei periodi più freddi.
Possiamo notare come una glaciazione inizi all’improvviso, con un calo termico subitaneo anche di 6-8°C, per poi proseguire tra alti e bassi, ma caratterizzati da un trend in lenta discesa.
Altrettanto subitanea è la fine di una glaciazione, con risalite termiche dell’ordine di 10-12°C in pochi millenni, e forse anche in tempistiche minori.
Ma la cosa da notare è che, nel nostro attuale periodo interglaciale, le temperature sono risalite appena nella norma, in pratica rimanendo dagli 1 ai 3°C inferiori rispetto a quelle che dovrebbero essere in un interglaciale normale.
Questo ordine di cose tende a fare riflettere su quella che è la portata del Periodo Caldo Moderno e (+0,7° rispetto al 1850 a livello globale), e su quelle che erano le temperature molto più alte attraversate dal nostro pianeta durante una normale fase interglaciale.

Altra cosa che deve fare riflettere, il fatto che l’attuale interglaciale è ad 11600 anni, già superiore ad altri interglaciali che sono stati di appena 10 mila anni (in particolare 325 e 240 mila anni fa), di conseguenza i dati indicano che la prossima avanzata glaciale è imminente.
Un'altro dato ci evidenzia come anche al polo opposto del pianeta i dati indichino la stessa cosa.
Il grafico delle temperature di un’altra zona nella quale è relativamente facile estrarre “carote” di ghiaccio dello spessore di centinaia di metri, dalle quali è possibile, utilizzando alcuni metodi, ricostruire le temperature passate è la Groenlandia, e di conseguenza si comprendono anche le temperature globali.

Il grafico mostra anzitutto la fine dell’ultima glaciazione, tra 11 mila e 10 mila anni fa, con la curva delle temperature che cresce rapidamente nell’arco di pochi secoli.
Dopo un rapido e breve ritorno al clima freddo avvenuto circa 8200 anni fa, la temperatura globale ha toccato la sua punta massima circa 7300, 7000 e 3300 anni fa, quando le temperature erano di almeno 3° superiori a quelle attuali.
L’ultimo di questi periodi viene indicato come “Minoan Warm Period”, seguito da un rapido raffreddamento, e da un nuovo periodo caldo, denominato “Periodo Romano”, quando le temperature circa 2000 anni fa erano 1,5° più alte delle attuali.
Infine, dopo un raffreddamento molto pronunciato attorno al 700 d.C, le temperature sono risalite nel lungo Massimo Medievale, culminato attorno all’anno Mille, mentre dal 1200 in poi è cominciato quel periodo di freddo denominato Piccola Età del Ghiaccio.
L’attuale riscaldamento moderno è attualmente di circa 1°C inferiore al periodo del riscaldamento medievale.
Da notare che il trend termico degli ultimi 4000 anni in Groenlandia è discendente, questo è compatibile con i primi segnali dell’inizio della prossima glaciazione.
Un altro appunto legato alla quantità di CO2 presente in atmosfera, e ricavata dalle “bolle d’aria” intrappolate nel ghiaccio.
Le temperature raggiunsero un massimo di +3°C oltre il livello attuale con quantità di CO2 pari a circa 260 ppm.
La concentrazione di CO2 poi sale costantemente negli ultimi 4 mila anni, mentre contemporaneamente la temperatura scende.
Attualmente la concentrazione di CO2 è vicina alle 400 ppm, superiori di ben 120 ppm ai periodo romano, quando le temperature globali erano di 1,5°C superiori alle attuali.
Di conseguenza i dati indicano due cose: siamo prossimi alla prossima avanzata dei ghiacci; l'anidride carbonica di produzione industriale non influisce sul clima.




Fonti:
http://freddofili.it/2015/12/18/antartide-un-alternarsi-di-periodi-caldi-e-freddi-ciclici-negli-ultimi-400-mila-anni-siamo-alla-fine-dellinterglaciale-moderno/
http://freddofili.it/2015/12/17/groenlandia-le-temperature-in-calo-negli-ultimi-4-mila-anni-indicano-come-imminente-la-nuova-glaciazione/

martedì 1 dicembre 2015

L'OCEANO ARTICO E LA GROENLANDIA CONTINUANO A GUADAGNARE MASSA


L'Oceano Artico continua sommandosi alla situazione in Groenlandia e in altre parti del mondo a mostrare una decisa tendenza al raffreddamento.
Dopo aver attraversato la stagione della fusione più breve mai registrata - seguita da record di crescita del ghiaccio marino l'estensione del ghiaccio marino è la più grande sulla data almeno dal 2004.

Nel frattempo la superficie della Groenlandia sta guadagnando quantità record di ghiaccio, con 250 miliardi di tonnellate di ghiaccio nuovo negli ultimi tre mesi.

Le temperature al centro della calotta glaciale della Groenlandia non ha mai avuto in precedenza -59C quest'anno, e in media -29.7C finora quest'anno.
La temperatura massima dello scorso anno è stato -4.0C con una temperatura media di -26.9C.
L'ultima volta che il centro della calotta glaciale della Groenlandia è andato appena sopra lo zero era l'11 luglio 2012 - quando le temperature sono risalite appena sopra lo zero per sei ore.


Fonte:http://realclimatescience.com/2015/11/paris-climate-criminals-ignore-record-arctic-ice-growth/

mercoledì 18 novembre 2015

OTTOBRE 2015: LA QUARTA ESTENSIONE DI SUPERFICIE INNEVATA DI SEMPRE


E’ dal 1967 che vengono presi i dati dell’innevamento dell’Emisfero Settentrionale, mese per mese e stagione per stagione.
Le forti anomalie positive di innevamento sulla Siberia (interessata da una tempesta di neve di rara intensità, la maggiore dell’ultimo decennio), ed, in parte, sul Canada settentrionale, ha fatto sì che la copertura nevosa media del mese di Ottobre sia stata la quarta maggiore di sempre, quasi 4 milioni di kmq d innevamento superiore alla norma.
Il grafico mostra che l’innevamento nell’Emisfero Settentrionale è stato costantemente scarso negli anni Ottanta e Novanta, dopo un massimo assoluto nell’Ottobre del 1977.
Nell’ultimo decennio, invece, la tendenza è alla crescita, e numerosi sono i valori sopra la norma.
Quest’anno l’area occupata dalla neve è stata pari a 21,4 milioni di kmq.


Grafico da climate.rutgers.edu


Fonte:http://freddofili.it/2015/11/18/cresce-linnevamento-nel-nord-emisfero-in-ottobre-la-quarta-estensione-di-superficie-innevata-di-sempre/

mercoledì 4 novembre 2015

UNO STUDIO DEL 1975 AVEVA ANTICIPATO UN RAFFREDDAMENTO CLIMATICO ENTRO I PROSSIMI VENT'ANNI DA ALLORA


Nel 1975 era previsto un raffreddamento di 1,8 gradi di raffreddamento iniziato entro i prossimi 20 anni, la siccità, le inondazioni, gli animali che migravano verso sud, calotte polari in espansione, stagioni di crescita più corte e la fame.

Sembre che tali previsione si stia poco alla volta si stia avverando.




Fonte:http://realclimatescience.com/2015/11/1975-ice-age-coming-1-8-degrees-cooling-over-20-years/

lunedì 2 novembre 2015

UN ELEVATO RISCHIO DI UN FORTE RAFFREDDAMENTO INVERNALE


Il Nord Atlantico è diventato estremamente freddo e può influire sul tempo in Europa e Stati Uniti dell’Est durante il prossimo inverno.
Basterebbe solo quello che vediamo da vari mesi per predire con altissimo indice di affidabilità che avremo un freddo, forse molto freddo Inverno in Europa, e quindi in Italia.

Vari Centri Meteo statunitensi e i maggiori network meteorologici mondiali, da mesi ormai cavalcano la ragguardevole novità perché da quando si fanno osservazioni meteorologiche satellitari sulla temperatura oceanica, da quando sono attive boe in quei mari, nulla del genere si era mai osservato: una mastodonica area di acqua anormalmente fredda è ormai da molti mesi presente e stabile nel Nord Atlantico.
Le cause potrebbero derivare dal rallentamento della Corrente del Golfo.
Già nel 2005 (ma gli articoli che furono pubblicati sul tema sono decine), il Meteo Giornale riportò la seguente notizia: “la Corrente del Golfo rallenta, il prof. Wadhams dell’università di Cambridge inoltrandosi sotto la calotta dell’Artico a bordo di sommergibili della Marina Britannica avrebbe osservato il rallentamento dei flussi di acqua fredda che sprofondano negli abissi oceanici, meccanismo che permette all’acqua fredda di essere sostituita in superficie da acqua calda di origine tropicale e che, almeno negli ultimi millenni, ha consentito all’Europa, specie occidentale, di godere di un clima particolarmente mite in rapporto alla latitudine.”
Nel 2006 riportavano un’intervista dal titolo: La Corrente del Golfo forse rallenta, ma gli inverni da Era Glaciale dovranno attendere.
MA ADESSO CHE SUCCEDE? Sono trascorsi 10 anni, ed è tangibile una novità di assoluta rilevanza.
Lo scioglimento di grosse masse di ghiaccio delle Groenlandia, dove in questi anni sono aumentate di intensità le nevicate, potrebbe essere una delle concause del Rallentamento della Corrente del Golfo e del raffreddamento dell’Oceano Atlantico.
Secondo i dati raccolti dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), le temperature superficiali del mare, in una vastissima area dell’Atlantico, ormai da mesi, la temperatura è di parecchi gradi più bassa della norma. La causa potrebbe derivare dall’acqua dolce che viene scaricata dai ghiacciai della Groenlandia.
Il persistere di tale massa d’aria fredda e così a lungo, potrebbe indebolire ulteriormente la Corrente del Golfo e generare uno squilibrio climatico rilevante.
A ottobre 2015, AccuWeather in voce del capo meteorologo Elliot Abrams affermava: se la Corrente del Golfo e di conseguenza altre correnti nell’Atlantico si indeboliscono, allora potrebbe modificare i modelli di temperatura a lungo termine in tutto il bacino atlantico. Questo potrebbe sconvolgere il clima invernale specialmente europeo.”
Non dimentichiamoci che è in atto anche una fluttuazione climatica generata dalle temperature superficiali dell’Oceano Pacifico tropicale, noto come El Niño (Southern Oscillation), e che questo potrebbe aver innescato delle condizioni non note, che sono alla causa dell’anomalia che ha poi provocato il raffreddameto di quella parte dell’Oceano Atlantico.
Comunque, gli effetti a lungo termine della alterazione della Corrente del Golfo e altre correnti atlantiche sono complessi. Supponendo che l’attuale teoria di rallentamento atlantica sia corretto, ed il persistere costante e anomalo di acqua fredda al largo della Groenlandia ed est Nord America, ciò potrebbe continuare a bloccare parzialmente il trasporto di acqua calda e di conseguenza abbassare le temperature invernali in Europa occidentale per gli anni a venire.
Il clima invernale europeo si potrebbe raffreddare, e di parecchi gradi nel settore oceanico.

Fonte:http://freddofili.it/2015/11/01/blob-rallenta-corrente-golfo-rischio-freddo-inverno/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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