ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 20 maggio 2016

TRA POCHI GIORNI IL VOTO DEFINITIVO IN AUSTRIA


VIENNA - Ormai ci siamo: domenica sera si saprà il nome del nuovo presidente della repubblica d'Austria. Difficilmente il secondo ed ultimo duello televisivo tra Norbert Hofer e Alexander van del Bellen di ieri sera è riuscito a spostare di molto le opinioni degli elettori austriaci, chiamati a scegliere al ballottaggio tra il candidato della destra e l'ex leader dei Verdi, il futuro presidente del Paese. E' la prima volta che la massima carica dello stato non è appannaggio dei due ex principali partiti politici austriaci, i popolari (Oevp) e i socialdemocratici (Spoe) usciti distrutti dalle elezioni, avendo perso ciascuno più del 50% dei voti. Van der Bellen, 72 anni, ha cercato di recuperare l'attenzione soprattutto di coloro che intendono disertare le urne o di coloro che ci andranno ma voteranno scheda bianca: ''Chi vota scheda bianca, vota indirettamente a favore di Hofer''. Dal canto suo Hofer, 45 anni, ha sottolineato la sua capacità di ''essere al di sopra delle parti'' e non il rappresentante del suo solo partito. I sondaggi danno in testa Hofer con un margine che dovrebbe garantirgli l'elezione, mentre continuano a scendere i consensi per i popolari e i socialdemocratici, adesso entrambi vicini al 10% contro il 36,7% del partito della Libertà a cui appartiene Norbert Hofer.


Fonte:http://www.ilnord.it/i-3807_DOMENICA_VOTO_IN_AUSTRIA

martedì 26 aprile 2016

LA ROMANIA INIZIA I CONTROLLI ANCHE SUL MAR NERO PER IMPEDIRE NUOVE PERICOLOSE ROTTE MIGRATORIE


BUCAREST - La Romania ha intenzione di impedire tutti i tentativi di stabilire nuove rotte migratorie, compreso un eventuale tratto dal Mar Nero. Lo ha detto il ministro dell'Interno romeno, Petre Toba, in seguito a un incontro con l'omologo georgiano, Giorgi Mghebrishvili, in visita a Bucarest. ''La Romania dispone di un moderno sistema di sorveglianza e controllo, implementato nel Mar Nero, un sistema che consente di individuare rapidamente qualsiasi tipo di attività illecite. Inoltre, questo sistema consente al paese di condividere analisi di qualità con i suoi partner'', ha detto ministro Toba, aggiungendo che il suo dicastero e' interessato a sviluppare la cooperazione con gli altri paesi rivieraschi, soprattutto per le questioni di sicurezza. Durante la visita del ministro dell'Interno georgiano in Romania e' stata firmata una dichiarazione congiunta, in base alla quale la Romania si implicherà attivamente nel percorso di integrazione europea della Georgia al fine di accelerare questo processo. A sua volta, Mgebrishvili ha sottolineato che questo incontro e' la prima visita di un ministro dell'Interno georgiano in Romania e ha rimarcato il fatto che Bucarest e' un partner importante per la Georgia in tutti i campi.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-3586_ROMANIA_BLINDA_IL_MAR_NERO

venerdì 22 aprile 2016

LA CROAZIA SOLLEVA LE BARRIERE, COLLABORARE CON GLI IMMIGRATI SARA' REATO

Chi aiuta un clandestino, anche solo dandogli un passaggio, riparo o sfamandolo, si beccherà una multa fino a 3mila euro.

Per ora è ancora una bozza di legge, ma la nuova norma che il governo conservatore croato vuole applicare, fa già discutere. L'obiettivo non è tanto il singolo cittadino mosso da compassione, ma gli estremisti pro migranti di mezza Europa, compresa l'Italia, che dallo scorso anno si stanno mobilitando per favorire l'«invasione» di profughi e clandestini. Gli attivisti «no border» italiani scrivono chiaramente sui loro siti, che sono al fianco dei migranti «nelle loro pratiche di resistenza e violazione dei confini attraverso le frontiere interne ed esterne dell'Europa».
La scorso estate la Croazia è piombata nell'emergenza per la valanga umana giunta attraverso la rotta balcanica. La proposta di legge di Zagabria sanziona l'ospitalità in casa, il passaggio in automobile, ma pure dare un panino o dell'acqua ai migranti economici, che non hanno diritto all'asilo. Fino ad oggi la Croazia punisce chi aiuta i clandestini ad entrare o transitare illegalmente nel paese. La nuova norma, ancora da votare, è un giro di vite, che probabilmente punta anche ad arginare il fenomeno degli attivisti pro migranti. Volontari slegati dalle Ong ufficiali provenienti da varie parti d'Europa, che fanno parte della sinistra antagonista o anarchica e vorrebbero aprire i confini a tutti. Lo scorso anno in Croazia, al confine con la Serbia, si sono spacciati per personale umanitario o giornalisti pur di incanalare l flusso umano verso il cuore dell'Europa. Quando gli ungheresi hanno eretto un muro hanno fornito su internet e via telefonino le mappe per le rotte alternative indicando i percorsi sul terreno.
La proposta di legge croata è stata pubblicata ed i cittadini possono esprimere le proprie opinioni a riguardo. Si tratta del primo passo vero il voto al Sabor, il parlamento croato. Il prossimo è l'esame delle commissioni a cominciare da quella dei Diritti umani presieduta dal deputato della minoranza italiana, Furio Radin, che ha subito alzato gli scudi. Il Centro studi per la pace di Zagabria bolla la proposta di legge come «una criminalizzazione della solidarietà».
Il governo vuole inasprire le norme con multe fino a 3mila euro a chi aiuta i migranti illegali anche senza fini di lucro. L'unico intervento concesso è «per impedirne il decesso, una grave lesione o in caso di urgenti cure sanitarie».
Una norma dura, ma che punta a dissuadere i buonisti ad ogni costo e gli attivisti «no border», che abbiamo visto in azione lungo la rotta balcanica, a Calais e Ventimiglia. In marzo nel campo per i migranti ad Idomeni, in Grecia, gli estremisti sono entrati in azione due volte distribuendo volantini, pure in arabo, che annunciavano inesistenti varchi al confine macedone presidiato dalla polizia. Inevitabili gli scontri con centinaia di feriti ed una cinquantina di arresti di attivisti, poi rilasciati. Dall'Italia i «no border» aderiscono alla «staffetta» solidale «oltre la fortezza» europea. L'obiettivo dichiarato è «di mettersi in cammino a fianco dei migranti e supportarli nelle loro pratiche di resistenza e violazione dei confini attraverso le frontiere interne ed esterne dell'Europa».
Ufficialmente i soldi arrivano dalle tasche dei volontari o da raccolte fondi in rete, ma il settimanale Panorama ha scoperto che la campagna estrema pro migranti «viene ampiamente rilanciata sul sito Melting Pot Europa sponsorizzato dall'Istituto nazionale assistenza ai cittadini». L'Inac è un patronato «da oltre 40 anni impegnato nel sociale» promosso dalla Confederazione italiana agricoltori, che fornisce assistenza gratuita agli immigrati per il rilascio del permesso di soggiorno e le pratiche del ricongiungimento familiare.
L'aspetto paradossale è che la rete «no border», attiva nei più importanti paesi europei, viene appoggiata da un'organizzazione strutturata da anni: United Against Racism-Fascism-Nationalism. Fra gli sponsor oltre al filantropo George Soros, la Commissione europea ed il Consiglio d'Europa. Le stesse istituzioni viste come fumo negli occhi dai «no border» italiani, che propagandano anche nei circoli Arci la lotta contro «la fortezza Europa».


Fonte:United Against Racism-Fascism-Nationalism

mercoledì 20 aprile 2016

VIKTOR INCONTRA KOHL: L'EUROPA NON PUO' ESSERE IL CAMPO PROFUGHI DEL MONDO


BERLINO - Il colpo potrebbe essere da K.O. per la signora Merkel, uno di quei "ganci al mento" politici in grado di abbatterla, perchè l'attacco che le sta per arrivare proviene niente di meno che dal "padre della riunificazione tedesca" e cioè l'ex cancelliere Kohl.
Il primo ministro ungherese Victor Orban sarà oggi ricevuto dall'ex cancelliere tedesco Helmut Kohl in una visita promossa dallo stesso Kohl e che non piace affatto al governo di Berlino.
Il leader magiaro è un deciso avversario della politica di porte aperte ai rifugiati siriani della cancelliera Angela Merkel, si oppone - come molti altri stati della Ue , va detto - alla ripartizione di quote di migranti fra i paesi membri dell'Ue ed è stato il primo leader europeo a chiudere le frontiere costruendo una barriera al confine.
E' estemamente chiaro quale sia lo scopo dell'incontro, fissato a mezzogiorno nella casa di Kohl a Ludwigshafen, la città renana dove vive l'86enne padre della riunificazione tedesca. Da anni ritiratosi dalla vita politica attiva, l'ex cancelliere si mostra raramente in pubblico ma non ha mancato di criticare le politiche dell'attuale governo.

Tutti gli osservatori ritengono che l'incontro voglia essere uno schiaffo in faccia alla Merkel, ex protetta di Kohl che lo ha poi mollato di fronte allo scandalo sul finanziamento del partito Cdu che gli è costato la fine della carriera politica. Ma non è certo per questo scandalo che appartiene ormai al passato remoto, che Kohl ha invitato Orban a casa sua.

Impaurito dagli sviluppi che potrebbe avere questa vicenda, il partito socialdemocratico, alleato di governo dei cristiano democratici della Merkel, ha esortato Kohl a spingere Orban ad un atteggiamento più moderato.Ma Kohl non ha risposto, ha opposto il silenzio a questa richiesta che sa tanto di implorazione per non far precipitare il governo Merkel.

L'ex cancelliere Kohl ha di tutto in mente, meno questo. Per capirlo, basti leggere questo:"L'Europa non può trasformarsi nel nuovo rifugio di milioni di persone bisognose di tutto il mondo", si legge nella prefazione che Kohl ha scritto per l'edizione ungherese del suo ultimo libro, secondo quanto ha rivelato sabato il quotidiano "Tagesspiegel".

"La soluzione deve trovarsi nelle regioni colpite, non in Europa", continua l'ex cancelliere secondo il quale la crisi dei profughi spinge ad un ritorno "a vecchiede ideologie nazionali" ed è "una minaccia esistenziale alla nostra pace e libertà".

Infine Kohl invita l'Europa a non guardare solo all'aspetto umanitario dell'emergenza dei rifugiati, ma anche "agli interessi culturali e di sicurezza".

"Una parte sostanziale dei profughi - sottolinea Kohl - professa una fede diversa da quella giudeo-cristiana, che forma parte del fondamento del nostro ordinamento sociale e dei nostri valori".

Il peso e l'influenza di Kohl sull'opinione pubblica tedesca è ancora altissimo, oltre il 70% dei tedeschi lo ritiene il "padre saggio" della Germania. L'incontro di oggi con Viktor Orban avrà senza dubbio conseguenze politiche.

Redazione Milano


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4810_ORBAN_INCONTRA_OGGI_KOHL_CHE_DICHIARA_LEUROPA_NON_PUO_ESSERE_RIFUGIO_DI_MILIONI_DI_DISPERATI_DA_TUTTO_IL_MONDO

martedì 19 aprile 2016

LA SVIZZERA SCHIERERA' I CARRI ARMATI AL CONFINE CON L'ITALIA

La Svizzera pronta a inviare carri armati al confine con l'Italia. Il sempre pacifico e neutrale Paese tra le Alpi sembra disposta a schierare tank per rafforzare le frontiere tra Roma e Ginevra.

A dirlo è stato un direttore della sicurezza di uno dei cantoni, preoccupato del possibile "attacco di migranti" durante l'estate. La paura della Svizzera, infatti, è che con la chiusura del Brennero da parte dell'Austria la Svizzera diventi l'unico modo utile agli immigrati per raggiungere la Germania. "Ci aspettiamo un aumento significativo del numero di rifugiati di questa estate - ha detto Norman Gobbi, direttore della sicurezza del Canton Ticino -Se l'Austria ora chiude il passo del Brennero, la Svizzera diventerà l'unica porta d'ingresso verso il Nord Europa. Prima di allora, dobbiamo proteggere noi stessi". Nei giorni scorsi già 169 migranti sono entrati illegalmente nel Paese dei cantoni provenendo dall'Italia.
La notizia circola nei media austriaci da alcuni giorni. Il primo quotidiano a riportarlo è stato il sito Blick, confermato anche dal primo quotidiano di Vienna Krone. Il direttore Gobbi ha chiesto appoggio ai parlamentari del suo partito per ottenere il sostegno del governo federale ad usare l'esercito ai confini.
E così è stato. Il ministero della Difesa di Berna ha emesso una nota in cui si mette in allerta l'esercito. Sono state rinviare le vacanze a 2mila soldati, chiedendo loro di essere pronti ad ogni evenienza nel caso i migranti dovessero presentarsi ai confini. "L'esercito deve essere in grado di appoggiare le autorità civili nella gestione di una situazione straordinaria causata da un aumento del flusso migratori - si legge nel sito della Confederazione svizzera - Per tale ragione vengono adeguate le date dei CR di quattro corpi di truppa. L'esercito aumenta la propria libertà di manovra al fine di poter coadiuvare in caso di necessità le autorità civili nella gestione di una situazioni straordinaria causata da un aumento del flusso migratorio. Concretamente l'obiettivo è che, se necessario, l'esercito fornisca appoggio in fasi successive con un massimo di 2000 militari". Poi si precisa che "finora si tratta di una pianificazione e un simile impiego attualmente non ha luogo", ma che "tale pianificazione rende tuttavia necessari degli adeguamenti nel piano dei servizi 2016".
Insomma, l'esercito svizzero è pronto. Ad essere interessati sono "quattro corpi di truppa, e cioè il battaglione di blindati 18, il battaglione della polizia militare 1, il battaglione di zappatori carristi 11 e il battaglione d'aiuto in caso di catastrofe 2".

Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/cronache/svizzera-non-vuole-i-migranti-carri-armati-confine-litalia-1248472.html

giovedì 14 aprile 2016

IL MINISTRO DELLA DIFESA AUSTRIACO CONFERMA IL BLOCCO DELLA FRONTIERA IN CASO DI ASSEDIO DI IMMIGRATI


VIENNA - E' di questa mattina l'annuncio del governo austriaco di una "chiusura dei valichi di frontiera con l'Italia a partire dal Brennero se dovesse arrivare dall'Italia un flusso massicio di migranti". Il comunicato di Vienna è firmato da minsro della Difesa in persona, Hans-Peter Doskozil, per non lasciare dubbi circa la messa in atto di tale decisione.
Intanto, i controlli di frontiera sul Brennero annunciati dall'Austria hanno già inasprito i toni del dialogo tra Roma e Vienna. Il governo italiano chiede l'intervento della Commissione europea per assicurare il libero passaggio attraverso il valico di frontiera. Gli austriaci, invece, si mostrano indifferenti e mettono in guardia da un "lasciapassare senza controlli". E' uno scontro frontale.
Questa settimana, sul versante austriaco, sono iniziati i lavori di costruzione di una infrastruttura per gestire i controlli di frontiera, una misura annunciata gia' lo scorso febbraio e per contenere e bloccare i flussi di migranti africani - senza alcun diritto di permanenza legale nella Ue, non tattandosi di profughi - in arrivo dall'Italia.
Vienna installera' inizialmente una sorta di "postazione-tettoia" lungo l'autostrada, che proteggera' le autorita' di controllo dalle intemperie. E' previsto anche l'avvio dei lavori per una vera e propria barriera, nel caso l'emergenza migratoria dovesse farsi pressante. Così come è già stato annunciato dal governo (socialdemocratico) austriaco lo schieramento dell'esercito in tutti i valichi di confine con l'Italia per impedire fisicamente l'invasione di clandestini in Austria.
Alle critiche italiane, il numero uno della Difesa austriaca risponde: "Non capisco perche' l'Austria dovrebbe subire conseguenze per questa decisione". La dichiarazione del ministro della Difesa Hans Peter Doskozil è di ieri sera. Il ministro ha sottolineato che l'Ue ha gia' preso atto di iniziative simili da parte di altri paesi, tanto che "i profughi non possano piu' spostarsi a piacimento all'interno dell'Europa, in Austria, in Germania o in Svezia".
Del resto, i controlli annunciati sul Brennero hanno diversi precedenti: un esempio e' la nuova recinzione installata al valico di Spielfeld, al confine con la Slovenia, anche questo un paese dell'Unione Europea, e gia' dallo scorso ottobre la polizia tedesca effettua serrati controlli di documenti sui piu' importanti valichi di frontiera autostradali a chiunque voglia recarsi in Germania.
Il Brennero, pero', non disponeva sino ad oggi di infrastrutture adeguate a effettuare i controlli e le "registrazioni" dei migranti. Per impedire possibili elusioni dei controlli, Vienna ha previsto anche la costruzione di una recinzione lungo tutta la frontiera, che dovrebbe essere completata entro fine maggio, i lavori vengono eseguiti con grande impegno.
Il governo Renzi, nel frattempo, pare disorientato di fronte all'iniziativa del governo socialdemocratico austriaco: sta costruendo una tettoia, o una cortina di ferro? Quello che sconcerta il governo a trazione Pd è che la socialdemocrazia austriaca si rifiuti di abbracciare il "terzomondismo" che sta devastando l'Italia, mettendo in luce che si può essere di sinistra senza essere imbecilli, senza creare danni ireparabili alla società, senza spalancare le frontiere all'invasione di orde pronte a tutto.
Ieri Renzi ha chiesto a Vienna di attenersi alle "regole europee": "Non accetteremo ne' recinzioni ne' posizioni contro gli accordi sui controlli di frontiera in Europa", ha avvertito. Ma è ridicolo: le regole "europee" a cui si appella Renzi prevedono che ogni stato controlli e difenda i confini esterni dell'Unione europea, ma l'Italia non lo fa, anzi ne ha facilitato la distruzione. E sempre le "regole europee" prevedono che ciascuno stato possa sospendere il Trattato di Schengen se è minacciato di invasione, se corre il pericolo che masse di stranieri - non cittadini della Ue - varchino i suoi confini.



Fonte:http://www.ilnord.it/c-4802_MINISTRO_DELLA_DIFESA_AUSTRIACO_CHIUDEREMO_TUTTI_I_VALICHI_DI_FRONTIERA_CON_LITALIA_SE_CI_SARA_INVASIONE_DI_MIGRANTI

mercoledì 13 aprile 2016

IL PARTITO NAZIONALISTA FPO VERSO IL TRIONFO IN AUSTRIA


VIENNA - L'Italia pensava, o almeno questo credevano Renzi e il ministro dell'Interno Alfano, a dei controlli di polizia piu' frequenti per limitare il flusso migratorio verso l'Austria, non ad una barriera di cemento e filo spinato: e invece da ieri martedi' 12 aprile e' proprio un nuovo muro che l'Austria ha iniziato a costruire al Colle del Brennero alla frontiera con l'Italia.
L'obbiettivo del governo di Vienna infatti e' quello di prevenire una possibile ondata - anche violenta - di profughi e di migranti che, con la chiusura della "rotta balcanica", potrebbe intraprendere la "rotta mediterranea" attraverso il territorio italiano. E i dati relativi alle ondate di migranti africani dalla Libia verso l'Italia effettivamente danno corpo a questi timori austriaci. Basti ricordare che nei primi tre mesi di quest'anno il numero degli africani sbarcati in Italia è raddoppiato rispetto il 2015. Pessimo segnale, quindi, per un'estate in arrivo che potrebbe trasfornarsi in uno tsunami di clandestini verso l'Italia, tsunami che il governo Renzi invece di fermare al contrario facilita.
"Un simbolo inutile, il muro che l'Austria vuole costruire al Brennero non fermera' niente, avra' solo l'effetto di demolire il buon senso e la fiducia" scrive oggi il quotidiano italiano "La Repubblica" commentando la notizia che l'Austria ha iniziato a costruire una barriera ed un posto di frontiera al Brennero sull'autostrada che collega all'Italia per impedire il passaggio dei migranti; un muro che inoltre riapre la ferita che nel passato e' stato il frazionamento del "piccolo mondo" della regione del Tirolo a cavallo tra i due paesi. Quel che il nuovo sbarramento di confine certamente ostacolera' - scrive Repubblica - sara' invece il flusso di 42 milioni di tonnellate di merci e di 2 milioni di camion che attraversano questo valico, una delle principali arterie dell'economia europea: chiudere il Brennero significa asfissiare l'Europa, non solo l'Austria e l'Italia ma anche la Baviera, l'intera Germania, la Polonia, la Repubblica Ceca e l'Ungheria".
Ed e' questo il motivo per cui anche Berlino e' preoccupata dalla svolta difensiva del governo austriaco, si noti formato da una coalizione tra socialdemocratici dello Spo (partito gemello dell'italiano Pd e del tedesco Spd) e democristiani di una formazione uguale alla Cdu.
Ma dietro questa virata a destra di un governo che di destra certamente non è, c'è un allarme che rasenta il panico: la paura folle che l'elettorato austriaco voti in massa alle elezioni presidenziali che si terranno tra pochi giorni, il prossimo 24 aprile, il partito di destra Fpo, fieramente euroscettico e profondamente contrario all'immigrazione islamica in Europa e quindi in Austria.
Infatti, per la prima volta dopo la Seconda guerra mondiale, secondo tutti i sondaggi i candidati dei tradizionali partiti di centrodestra e di sinistra non passeranno lo sbarramento del primo turno elettorale.
In testa con consensi stratosferici c'è il Fpo, seguito dai Verdi a rappresentare la polarizzazione della societa' austriaca intorno alla questione dell'immigrazione. E schiacciata da questa tenaglia, la "grosse koalition" austriaca su modello tedesco ora è disperata e crede di potersi salvare dal disastro alle urne scimmiottando la destra, ma in compenso gettando al macero anche tutta la propria politica. I sondaggi che danno vincente l'Fpo dimostrano che pur anche costruendo il muro al Brennero, l'elettorato non si è fatto abbindolare da questa giravolta. Alla brutta copia preferirà l'originale.


Redazione Milano.


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4800_IL_24_APRILE_LE_ELEZIONI_PRESIDENZIALI_IN_AUSTRIA_LA_DESTRA_DELLFPO_VERSO_UN_TRIONFO_EPOCALE_CHE_CAMBIERA_LEUROPA

giovedì 7 aprile 2016

"ALTERNATIVA PER LA GERMANIA" PROPONE DI CHIUDERE TUTTE LE MOSCHEE CHE OCCUPANO IL TERRITORIO TEDESCO


LONDRA - Che in Germania il disastro migranti abbia scardinato la maggioranza che sorregge il governo Merkel, appare ormai chiaro. Il segretario della Csu, la consorella bavarese della Cdu, Horst Seehofer, ha riacceso nuovamente lo scontro con i vertici dell'Unione cristiano-democratica.
Il governatore bavarese ha reagito duramente all'annuncio del ministro dell'Interno tedesco,Thomas de Maizière, della conclusione dei controlli di frontiera tra la Germania e l'Austria gia' nel mese di maggio.
"Nella veste di land piu' colpito dal fenomeno migratorio non siamo stati coinvolti ne' informati: questo e' uno stile di governo autoritario", ha dichiarato ieri il segretario della Csu, secondo cui "questa prepotenza si rivolge sempre piu' contro la Baviera".
Secondo Seehofer, la decisione del governo e' pericolosa sul fronte della sicurezza. Poche ore prima, il ministro de Maizière aveva dichiarato alla televisione austriaca che, nel caso in cui l'attuale situazione di calma relativa dovesse perdurare, i controlli di frontiera straordinari potrebbero essere annullati gia' il prossimo 12 maggio.
Prima di un incontro con la Cancelliera Angela Merkel e a seguito di un colloquio con il segretario dell'Spd Sigmar Gabriel, il governatore bavarese ha chiesto anche un cambio di rotta ai partiti dell'Unione di centro-destra: "Se non cambiamo la nostra politica a Berlino, crolleremo sotto il 30 per cento", ha dichiarato Seehofer all'agenzia di stampa Dpa. "L'Unione deve formulare ancora una volta un progetto che rispecchi la nostra volontà, altrimenti Alternativa per la Germania continuerà ad avanzare sottraendoci voti".
E proprio l'AfD nelle ore in cui maturava questo duro scontro dentro la Cdu ha lanciato una proposta che ha destato un certo scalpore, e l'ha fatto proprio in Baviera: "Alternativa per la Germania prevede la chiusura di tutte le moschee sul suolo tedesco perche' l'islam non appartiene alla Germania".
Il documento di 45 pagine intitolato "Il coraggio di prendersi le proprie responsabilita' " e' stato redatto dalla sezione della Bassa Baviera di AfD e giustifica questa proposta col fatto che la religione musulmana e' in contraddizione con la costituzione, con i suoi contenuti democratici, di libertà, eguaglianza e rispetto delle leggi tedesche.
" La nostra Costituzione - scrive l'AfD bavarese - difende il diritto di professare la propria religione, e tale diritto e' disciplinato dall'articolo 4 della costituzione tedesca, ma quando fu redatto nessuno poteva immaginare che potesse proteggere una religione che incoraggia la criminalita' e prevede il dominio globale". Per tale motivo questo documento redatto da Alternativa per la Germania, vittoriosa alle recenti elezioni amministrative, chiede la chiusura di tutte le moschee e il divieto di culto per questa religione.
L'AfD al suo interno ha diverse componenti e non e' un segreto che alcuni suoi membri siano ferventi nazionalisti, e la redazione di tale documento sembra essere il classico sasso lanciato per testare la reazione degli elettori tedeschi.
Dopo le recenti vittorie alle elezioni locali e' evidente il tentativo di fare il salto di qualita' chiedendo qualcosa che molti riterrebbero oltraggioso ma proprio per questo l'AfD bavarese ha osato l'impensabile, solo due anni fa, perche' vuole stimolare la reazione in Germania all'effettivo pericolo islamico.
Fino ad ora non e' chiaro quanto l'opinione pubblica approvi tale documento ma di sicuro nei prossimi mesi le voci per una chiusura delle moschee si faranno piu' forti specie se ci saranno attacchi terroristici in Germania.
Da parte nostra e' interessante notare il silenzio dei mezzi di informazione italiani, forse perche' c'e' la paura che anche in Italia ci siano tante persone che vorrebbero vietare l'islam e le moschee e questo getterebbe nel panico il governo in carica, evidentemente filo islamico.

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4789_VIOLENTO_SCONTRO_POLITICO_DENTRO_IL_GOVERNO_TEDESCO_E_ALTERNATIVA_PER_LA_GERMANIA_PROPONE_DI_CHIUDERE_TUTTE_LE_MOSCHEE

LA BULGARIA INCREMENTA IL MURO PER DIFENDERE LA FRONTIERA DELLA NAZIONE


La Bulgaria conta di terminare a giugno la realizzazione del muro di 160 chilometri lungo la frontiera con la Turchia per impedire l'ingresso illegale di migranti sul suo territorio, rafforzando con questo il blocco totale della cosiddetta ''rotta balcanica''. Lo ha detto in Parlamento la ministra dell'Interno della Bulgaria, Rumyana Bachvarova. ''Al momento le nuove rotte migratorie non passano attraverso la Bulgaria. Ciò nonostante facciamo tutto il possibile per aumentare la presenza di polizia alle frontiere, accelerare la costruzione del muro e organizziamo inoltre esercitazioni per essere preparati al peggior scenario'', ha detto poi la ministra ai media. La recinzione, alta tre metri, sarà lunga 160 chilometri, cinque volte in più del piano iniziale quando la costruzione è cominciata nel 2013. La frontiera fra i due Paesi è di 259 chilometri, la maggior parte dei quali delimitati da grandi fiumi e da zone di campi e boschi. Secondo quanto riferiscono a Efe fonti della polizia bulgara, finora sono stati ultimati 70 chilometri di barriera. Nel frattanto, assieme alle forze di polizia, controllano i confini anche organizzazioni patriottiche di cittadini.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-3429_BULGARIA_AUMENTA_IL_MURO

mercoledì 23 marzo 2016

DOPO GLI ENNESIMI ATTENTATI LA DESTRE EUROPEE INSORGONO CONTRO L'IMMOBILISMO EUROPEO


I leader delle destre europee hanno rivolto una bordata di critiche alle politiche dell'Unione Europea in materia di integrazione, accoglienza e migrazioni, dopo i sanguinosi attentati jihadisti di ieri a Bruxelles.
Nel Regno Unito Mike Hookem, portavoce per la difesa del Partito per l'indipendenza del Regno Unito (Ukip), ha chiesto in una conferenza stampa la chiusura dei confini tra gli Stati dell'eurozona.
Geert Wilders, politico anti-islamico e fondatore del Partito per la liberta' olandese (Pvv) ha chiesto a sua volta la chiusura dei confini: "E' tempo di agire. Per prima cosa dobbiamo chiudere i nostri confini nazionali e arrestare tutti i jihadisti cui abbiamo stupidamente concesso di tornare dalla Siria. Dobbiamo anche dire alla gente la verita': la causa di tutti questi spargimenti di sangue e' l'Islam. Dobbiamo de-islamizzare l'Occidente, e' l'unico modo per tutelare le nostre vite e proteggere la nostra liberta'".
La leader de Front national francese, Marine Le Pen, ha dichiarato dal Quebec, dove si trovava in visita, che la responsabilita' di attentati come quelli di Bruxelles e' dell'Europa, che non ha preso abbastanza sul serio la minaccia del fondamentalismo di matrice islamica.
Due leader della Lega nord italiana, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga, hanno a loro volta puntato l'indice contro l'Ue: "Siamo stupefatti e attoniti per le vite spezzate dall'odio islamico. Non stiamo rispondendo, le istituzioni europee sono deboli e fragili e stanno voltando lo sguardo dall'altra parte, consentendo questi massacri".
Vlaams Belang, leader della destra belga, ha inviato un appello al premier Charles Michel tramite Twitter: "Per favore, chiudi i confini. Non possiamo fermare il terrorismo se rimangono aperti".
Come sottolinea il "Wall Street Journal", proprio l'opportunita' o meno di rivedere la politica dei confini aperti all'interno dell'area Schengen - un vero e proprio simbolo del progetto unitario europeo - e' alla base di una frattura sempre piu' profonda in seno alla politica del Vecchio continente. Alle formazioni di destra ed euroscettiche si contrappone la linea dettata da capi di Stato e di governo come il cancelliere tedesco Angela Merkel, che dopo gli attentati di ieri ha dichiarato: "La nostra forza sta nell'unione. Le nostre societa' libere dimostreranno di essere piu' forti del terrorismo".
Dichiarazioni di questo tenore, scrive pero' il quotidiano Usa, piu' che rassicurare riportano alla mente le immagini degli attentati di Parigi dello scorso novembre e quelle degli epocali flussi migratori che per un anno si sono riversati sul Continente. E' proprio per questa politica di "porte aperte" e di "buonismo a tutti i costi" che il terrorismo islamico riesce a radicarsi in Europa e colpire selvaggiamente con stragi immani.

Redazione Milano

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4760_TUTTE_LE_DESTRE_DEUROPA_INSORGONO_DOPO_LA_STRAGE_DI_BRUXELLES_DOBBIAMO_DEISLAMIZZARE_LEUROPA_E_CHIUDERE_LE_FRONTIERE

martedì 22 marzo 2016

UNGHERIA: VIKTOR ORBAN FA UN'APPELLO AI POPOLI EUROPEI


Viktor Orban chiama "tutti i popoli europei" a raccolta per creare un'alternativa all'odierna Ue.
Dal centro di Budapest e di fronte a migliaia di ungehresi giunti ad ascoltarlo il Primo Ministro Ungherese si rivolge alle istituzioni comunitarie, alle altre nazioni ma soprattutto a tutti i popoli europei. Invitandoli a fare fronte all'"Europa liberale" che la Ue sta tentando di realizzare.
"Invitiamo ogni cittadinio ungherese e ogni nazione europea all'unità, a prescndere da proprio orientamento politico", ha urlato ricolto alla folla. Lanciando poid ei messaggi alle istituzioni comunitarie: "I leader europei non possono più vivere in mondi separati rispetto ai cittadini.
Uno degli obiettivi dichiarati dal premier magiaro è la salvaguardia dell'unità europea. "Dobbiamo ripristinare l'unità politica dell'Europa. Noi popoli europei non possiamo essere liberi da soli, possiamo inceve esserlo se siamo uniti, se ci sosterremo a vicenda saremo vittoriosi. Uniti siamo forti, divisi siamo deboli".
"Il futuro dell'Europa è a un bivio: voglaimo essere schiavi o uomini liberi? È una domanda, rispondetemi!" ha detto rivolto al pubblico. Che ha risposto con un'ovazione e un intenso sventolio di bandiere.


Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/mondo/lappello-orban-alleuropa-dei-popoli-1237650.html

giovedì 17 marzo 2016

I POLITICI DELLA DANIMARCA CHIEDONO UN REFERENDUM DI USCITA DALL'UNIONE EUROPEA

L’Express dà voce al Movimento danese per il “no” all’UE, che sta chiedendo di indire un referendum sulla permanenza nell’Unione sullo stampo di quello britannico. Anche se non ancora maggioranza, la percentuale di popolazione danese che secondo i sondaggi è favorevole all’uscita, è cresciuta in modo importante.


Un dato al 33 percento rappresenta un importante cambiamento, che indica una crescente ostilità verso l'Unione Europea, se si fa il confronto con il 25 percento di coloro che volevano uscire nel 2013.
La richiesta di indipendenza dai burocrati europei viene dal Movimento Popolare Contro l'UE, che preme sul governo affinché si tenga un referendum nel paese.
La piattaforma del movimento, politicamente trasversale, sostiene che dopo 40 anni di appartenenza al blocco dei 28 paesi, è tempo di dare alla nuova generazione di danesi la possibilità di esprimere un voto.
Il movimento ha dunque lanciato una petizione per costringere il governo a discutere la questione.
L'eurodeputata Rina Ronja Kari, iscritta al movimento, ha detto: "Se fate il confronto tra l'Europa di oggi e quella a cui i danesi aderirono 40 anni fa, c'è stato un drastico cambiamento. Siamo passati da un'unione per la cooperazione commerciale a una Unione Europea che interferisce in quasi qualsiasi aspetto della nostra società. Pensiamo quindi che sia giusto chiedersi: ‘è davvero questo ciò che volevamo? o vogliamo piuttosto lasciare l'Unione Europea?‘".
L'ultimo sondaggio mostra che quelli che manifestano una volontà di rimanere sono al 56 percento, con l'11 percento di indecisi; c'è dunque ancora una maggioranza, risicata, che intende restare.
Ma il professor Kasper Møller Hansen dice: "Per quanto ci sia ancora una maggioranza favorevole alla permanenza nell'UE, la voce degli euroscettici ha il vento in poppa".
Il movimento, che ha visto il suo sostegno crescere dello 0,9 percento nelle scorse elezioni per il Parlamento Europeo del maggio 2014, ha guadagnato oltre 1.200 nuovi membri e questo fine settimana terrà il suo più importante congresso di partito da 20 anni a questa parte.
Il movimento ha anche visto crescere i propri consensi dopo che lo scorso dicembre è riuscito a far prevalere il "no" in un referendum sull'abolizione delle speciali riserve legali verso l'Unione Europea.
Il "no" che ha prevalso in quel referendum ha significato che la Danimarca continuerà a partecipare alle riunioni europee per le politiche di cooperazione solo quando ci sarà un ministro danese dotato di diritto di veto.
La europarlamentare Kari ha detto: "Ci siamo arrampicati sui lampioni e abbiamo distribuito volantini in tutta la Danimarca. Siamo stati nei media e nei social media come non era mai avvenuto prima, e il nostro furgone pubblicitario ha viaggiato da Bornholm a Skagen. Il risultato di dicembre ha mostrato che quando lavoriamo assieme possiamo opporre resistenza all'UE".
Nonostante goda di crescente sostegno, il partito anti-Bruxelles sta trovando opposizione da parte della classe dirigente del paese.
Secondo il portavoce europeo Kenneth Kristensen Berth del Partito Popolare Danese, la richiesta di un referendum sulla permanenza nell'UE arriva al momento sbagliato.
Dice: "Avremo un referendum in Gran Bretagna tra qualche mese, che determinerà in modo molto importante quale direzione la cooperazione UE debba prendere. Dobbiamo aspettare e vedere [come va il voto]".
Mentre si alzano queste richieste per un voto in Danimarca, un sondaggio ha indicato che se la Turchia dovesse entrare nell'Unione Europea, un terzo dei britannici sarebbe più propenso a votare per l'uscita dall'Unione.
Anche tra coloro che dicono di voler votare affinché la Gran Bretagna rimanga parte dell'UE, più di un quarto (25,6 percento) dice che l'entrata della Turchia li renderebbe più propensi a cambiare idea e a votare per l'uscita.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160316/2288691/danimarca-uscita-ue-referendum.html#ixzz43B1jDLMt

mercoledì 16 marzo 2016

L'AUSTRIA AIUTA LA MACEDONIA A DIFENDERE LA FRONTIERA DALL'ASSEDIO


VIENNA - Anzichè retrocedere rispetto la linea della fermezza contro l'invasione di migranti in Europa, l'Austria la rafforza e si prepara a inviare rinforzi nei Balcani alle polizie locali per fermare le orde che premono lungo le frontiere.
L'Austria ha offerto, infatti, assistenza alla Macedonia per gestire il controllo delle frontiere ''pressate'' dalla crisi dei migranti in corso in Europa. Lo ha riferito il quotidiano tedesco Die Welt citando il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil.
La scorsa settimana, la Macedonia e altri paesi della cosiddetta ''Rotta dei Balcani'' hanno chiuso le loro frontiere ai migranti irregolari. Lunedi' la Macedonia ha inviato 1.500 migranti che hanno attraversato illegalmente attraversato il confine a tornare in Grecia. ''L'Austria ha offerto sostegno alla Macedonia. Il ministero della Difesa sta attualmente verificando se possiamo aiutare con abbigliamento tecnico, come ad esempio occhiali per la visione notturna'', ha detto Doskozil aggiungendo che l'Unione europea dovrebbe fornire un maggiore sostegno finanziario alla Macedonia, che sta affrontando enormi flussi di rifugiati in tutto il suo confine con la Grecia. ''''Il percorso dei Balcani occidentali deve rimanere come ora assolutamente chiuso'', ha aggiunto Doskozil.


Fonte:http://www.ilnord.it/i-3240_LAUSTRIA_AIUTA_LA_MACEDONIA

GIORGIA MELONI SI CANDIDA A SINDACO DI ROMA


Giorgia Meloni ha rotto gli indugi e ha deciso: "Mi candido per diventare sindaco di Roma". Quello che gli "avversari" (ex "amici" stile Berlusconi e il suo gioppino Bertolaso) considerano il suo punto debole, "una mamma non può fare il sindaco", Giorgia invece pnesa sia uno dei suoi punti di forza.
Questa, è Giorgia Meloni, che non soltanto annuncia la sua candidatura per il Campidoglio, ma ribalta le sibilanti accuse dello strano duo B&B e ne fa il contenuto personale della sua campagna elettorale: "La lupa che allatta i due gemelli - dice - è il simbolo di Roma". Come darle torto?
La sua, spiega Giorgia, sarà una campagna elettorale da mamma: "Non intendo strafare, i romani capiranno". E per l'annuncio la leader di Fratelli d'Italia ha deciso stamattina per la piazza del Pantheon. Avrebbe dovuto essere soprattutto un incontro con i cittadini ma lì davanti al monumento voluto da Agrippa s'è trovata di fronte una ressa di giornalisti e una calca enorme, la piazza è sembrata subito piccola per contenere tutta la gente che era arrivata per lei.
I media vengono spostati da una parte all'altra, si cerca una location adeguata. "Ma si devono vedere il Pantheon alle spalle e le bandiere tricolore", spiegano gli esponenti del partito che cercano di creare un minimo di organizzazione. Alla fine il 'mini comizio' Giorgia Meloni lo fa sulle scale della fontana e pazienza se il monumento non le fa più da sfondo: era l'unico modo per sottrarsi ad un bagno di folla incredibile.
"Ho deciso di correre per la carica di sindaco di Roma. E' una scelta che considero d'amore perchè la posta in gioco è alta", dice annunciando la sua discesa in campo. Giura che la questione della leadership del centrodestra non ha niente a che fare con la sua scelta, assicura che lei punta a "unire e non a dividere". Sceglie la strategia della mano tesa con Guido Bertolaso che appena un mese fa era il candidato di tutto il centrodestra e ora si ritrova a essere sostenuto soltanto da Forza Italia. "Non ha scaldato i cuori dei romani e non ha unito la coalizione. Mi rivolgo anche lui, non si faccia strumentalizzare e mi dia una mano per vincere", sottolinea.
E' l'offerta di un ticket? "Lui può decidere cosa fare, è uomo di concretezza - sottolinea Meloni - e abbiamo bisogno di concretezza". Una stoccata però la riserva a Silvio Berlusconi, che ha bocciato il modello del sindaco-mamma: "Nessun uomo può dire a una donna cosa può e cosa non può fare in ragione della sua gravidanza".
Tolto il sassolino dalla scarpa, partono gli appelli friendly sia a Matteo Salvini che al leader di Forza Italia perché, dice, "si può ancora vincere tutti insieme" e non consegnare la città ai grillini. Di certo il problema non è il segretario della Lega. "Il nostro obiettivo - spiega il numero uno padano - è arrivare con Giorgia Meloni al ballottaggio. A quel punto, se il centrodestra vuole, sarà unito e i romani ci daranno una mano".
Chi per ora appare irremovibile è invece Silvio Berlusconi. Con la leader di Fdi c'è stata oggi una telefonata definita "interlocutoria", ma già questa mattina in un intervento a Mattino5, il Cavaliere è stato netto: "Il candidato resta Bertolaso, vincerà al primo turno". Il che, ovviamente, è una sciocchezza.
Tuttavia, al di là della posta in palio, non che essere sindaco della Capitale sia cosa da poco, la convergenza tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni ha uno obbiettivo ben più alto. In Italia, hanno capito i due leader, serve una grande destra democratica, repubblicana, popolare, e per adunarla l'unico modo è mescolare le acque dei due fiumi, quello del Nord di Salvini e quello del Centrosud dei Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Solo così, la Destra avrà la statura - e i voti - nazionale. E solo una destra forte, organizzata, con le idee chiare, troverà alleati al centro per governare il Paese.

In bocca alla Lupa, Giorgia.

Max Parisi

Redazione Milano.


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4747_GIORGIA_MELONI_LANCIA_LA_CORSA_PER_IL_CAMPIDOGLIO_E_LADUNATA_A_DESTRA_HA_INIZIO

martedì 15 marzo 2016

INGHILTERRA: I SONDAGGI SONO A FAVORE DELL'USCITA DELL'INGHILTERRA


LONDRA - In primo piano sul quotidiano britannico ''The Telegraph'' un nuovo sondaggio sul referendum di giugno sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea, commentato dallo stratega elettorale Lynton Crosby, artefice dell'ultimo successo del primo ministro, David Cameron, con la conquista a sorpresa della maggioranza assoluta, e dell'elezione di Boris Johnson a sindaco di Londra. Secondo i rilevamenti di Orb, gli schieramenti sono testa a testa: quello anti-Ue al 49 per cento; quello pro-Ue al 47. Tuttavia, i sostenitori della Brexit sono piu' motivati e, tenendo conto della probabilita' di esprimere effettivamente il voto, il loro vantaggio sale al 52 per cento, contro il 45 degli europeisti. Il 79 per cento degli antieuropeisti assicura che andra' a votare, contro il 72 per cento degli europeisti, anche se il 50 per cento teme che il proprio voto non bastera' e che prevarra' l'opzione del ''si'''. Un terzo degli indecisi (il 31 per cento) dichiara che il principale motivo di esitazione a votare ''si''' e' il timore di un incremento dell'immigrazione. Secondo l'esperto, che questa volta fara' solo l'osservatore,vincera' la campagna che riuscira' a ispirare piu' persone, spingendole a recarsi alle urne.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-3220_SONDAGGIO_BREXIT_IN_TESTA

GRANDI IMPRESE, CONFINDUSTRIA, ESPONENTI DELLA STESSA CDU: ''TRIONFO DI AFD PROVA CHE LA PAZIENZA DEI TEDESCHI E' FINITA''


BERLINO - "Non ho preso le distanze da Merkel, ho solo fatto notare che bisogna stare attenti che nell'attesa di una soluzione europea per i profughi la pazienza della popolazione tedesca non finisca. E bisogna anche che il governo tenga conto della capacita' di assorbimento dei profughi che ha il territorio, che si confronti con noi". Lo ha dichiarato Guido Wolf, candidato governatore della Cdu nel Baden-Wurttemberg, sconfitto, all'indomani delle elezioni nei Land tedeschi.
Di fronte al successo della nuova destra tedesca anti-immigrati e anti-euro di Alternative fuer Deutschland (AfD), Wolf dice che e' presto "per fare un bilancio credibile. Ma cio' che mi preoccupa e' che alcuni loro esponenti si lasciano andare spesso a dichiarazioni a mio parere razziste. E i vertici regionali del partito non hanno ancora preso le distanze da queste discutibili prese di posizione" che però ottengono vastissimo consenso elettorale, e di sicuro non vengono percepite per essere "razziste".
"Il tema che sta facendo crescere l'AfD e' uno solo - prosegue l'esponente Cdu sconfitto alle urne proprio dall'AfD -: i profughi. Molti cittadini hanno voluto dare una lezione ai partiti tradizionali, e da tempo". Nel suo land, dove hanno vinto i Verdi, Wolf non esclude diversi tipi di alleanze. "La cosa importante e' garantire un governo stabile".
Intervistato dal Corriere della Sera, Otto Schily, invece, ministro socialdemocratico dell'Interno nei passati governi di Gerhard Schroder, afferma che "il risultato di domenica e' complicato da interpretare. Qualcuno ha suggerito che la Spd vince dove guida il governo (Palatinato) e perde dove non lo fa (Baden Wurttemberg e Sassonia-Anhalt). Ma e' una grossolana semplificazione. L'emergere di AfD complica il sistema politico tedesco e rende problematica la costruzione delle alleanze. Ma il problema per la Spd e' particolarmente doloroso, poiche' in alcuni Land e' quasi marginalizzata e questo impone un riflessione profonda al partito su come venirne fuori". La sinistra socialdemocratica tedesca ha perso alcuni milioni di voti, nelle elezioni di domenica scorsa.
Ma non è solo da sinistra e da candidati Cdu rancorosi che arrivano strali contro la Merkel. Ora sono scese in campo imprenditori di primo piano, in Germania. Il mondo economico tedesco chiede una risposta netta da parte del governo di Berlino al successo elettorale incassato dal partito di destra AfD in occasione delle elezioni regionali del 13 marzo.
"Il risultato di AfD e' una chiara manifestazione di protesta nei confronti della Cdu: se la Cancelliera avesse cambiato prima la sua linea politica relativa ai rifugiati, AfD non avrebbe raccolto tutto questo consenso", ha dichiarato Wolfgang Grupp, Ad del gruppo di abbigliamento Trigema al quotidiano "Handelsblatt". Secondo Grupp, ora e' importante che Angela Merkel prenda sul serio questo "campanello d'allarme" e che cambi rotta sulla politica relativa ai migranti.
Il presidente del gruppo meccanico Herrenknecht, Martin Herrenknecht - iscritto alla Cdu - chiede a Merkel una vasta agenda di riforme: "I partiti tradizionali, primo tra tutti la Cdu, devono diventare piu' attivi e affrontare i problemi e le sfide del paese piu' concretamente, elaborando in modo trasparente i relativi programmi", ha dichiarato il manager tedesco.
Un elemento che unisce tutti gli attori del mondo economico tedesco, pero', e' la richiesta di rapporti politici stabili e il riconoscimento del successo del partito euroscettico "Alternativa per la Germania" (AfD) come campanello d'allarme per i partiti tradizionali, come ha dichiarato il presidente della Confindustria tedesca (Bdi), Ulrich Grillo: "AfD appare come il nuovo e porta messaggi chiari di grande presa".
Il segretario della Confederazione Sindacale Tedesca, Reiner Hoffmann, ha parlato di un "chiaro segnale di avvertimento". Nei tre lander tedeschi che hanno decreato il trionfo della nuova destra tedesca, vivono quasi 17 milioni di cittadini; il Baden-Wuerttemberg e la Renania Palatinato contribuiscono in larga misura alla creazione del Pil nazionale. Tutti i partiti tradizionali rifiutano una collaborazione con AfD, che pero' in alcuni casi è addirittura più forte dei Socialdemocratici dell'Spd che insieme alla sconfitta Cdu formano la sempre più traballante maggioranza che sorregge Angela Merkel.


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4744_GRANDI_IMPRESE_CONFINDUSTRIA_ESPONENTI_DELLA_STESSA_CDU_TRIONFO_DI_AFD_PROVA_CHE_LA_PAZIENZA_DEI_TEDESCHI_E_FINITA

lunedì 14 marzo 2016

LA LEGA NORD CHEIDE UN'INCONTRO CON I VERTICI DI "ALTERNATIVA ALLA GERMANIA"


MILANO - ''Per i giornali italiani in Germania ieri hanno vinto i razzisti, gli xenofobi, i fascisti, roba da matti...Dipingono l'Afd come qualcosa che assolutamente non e'...d'altra parte se non voti quelli che vogliono loro scatta il meccanismo; se qualcuno mette in discussione l'Europa attuale, l'euro e questa immigrazione e' razzista. Io chiedero' un incontro ai vertici dell'Afd gia' settimana prossima'': lo ha detto Matteo Salvini commentando a Radio Padania in diretta i risultati elettorali in Germania che hanno segnato una bruciante sconfitta di Angela Merkel grazie alla trionfante ascesa di ''Alternativa per la Germania'' che ha al suo primo punto del programma l'abolizione dell'euro e al secondo lo stop definitivo all'immigrazione.

Fonte:http://www.ilnord.it/b-8402_SALVINI_CHIEDERO_UN_INCONTRO_CON_I_VERTICI_DI_AFD_GIA_SETTIMANA_PROSSIMA

mercoledì 9 marzo 2016

LA VIA DEI BALCANI E' STATA FINALMENTE CHIUSA, FINE DELL'ASSEDIO DEGLI IMMIGRATI?


-Il ministero dell'Interno della Serbia ha annunciato misure ai confini meridionali e orientali ''in linea'' con le restrizioni decise dalla Slovenia contro i migranti. In pratica li chiude a tutti i migranti. Lo rende noto un comunicato del dicastero serbo, precisando che la Serbia ''non puo' permettersi di diventare un centro di raccolta per rifugiati'' tenendo conto del nuovo regime adottato dagli stati membri dell'Unione europea. La Croazia, secondo la nota, ha reso note alla Serbia le nuove misure scattate in Slovenia la scorsa mezzanotte. Lubiana ha reintrodotto i controlli ''nel pieno rispetto delle regole dell'area Sslchengen'' al confine con la Croazia. La misura, riferisce la stampa slovena, sarebbe in linea con l'accordo raggiunto al summit Ue-Turchia di lunedi' a Bruxelles per la completa chiusura della rotta balcanica dell'immigrazione.La Croazia a differenza della Slovenia non è parte dell'area Schengen. ''Dal summit Ue-Turchia e' emerso chiaramente il segnale che la rotta balcanica e' ormai archiviata'', ha detto il premier sloveno Miro Cerar al termine del vertice di Bruxelles. ''Dopo l'effettiva chiusura della rotta balcanica dell'immigrazione, si aprira' la possibilita' di eliminare gli ostacoli tecnici al confine tra Slovenia e Croazia'', ha detto il primo ministro sloveno.
Nel frattempo la Macedonia ha chiuso i suoi confini per i migranti, e dalla mezzanotte non si accettano piu' profughi nel centro di accoglienza di Gevgelija. Le autorita' a Skopje hanno spiegato che cio' fa seguito alle decisioni di Slovenia Croazia e Serbia di non accettare piu' migranti senza documenti validi e di ripristinare il regime delle regole Schengen. Nessun migrante e' entrato in Macedonia dalla Grecia nelle ultime ore, e in pratica la rotta dei Balcani e' stata chiusa.

Fonti:
http://www.ilnord.it/i-3163_SERBIA_SBARRA_I_CONFINI
http://www.ilnord.it/b-8380_MACEDONIA_SERBIA_CROAZIA_E_SLOVENIA_HANNO_CHIUSO_LE_FRONTIERE_INVASIONE_FINITA

martedì 8 marzo 2016

LA POLONIA CONTRO L'OBBLIGO DI ACCOGLIENZA DEGLI IMMIGRATI


La Polonia è pronta ad accogliere i 7mila rifugiati che la redistribuzione prevista dal piano della Commissione europea le assegna, ''ma a certe condizioni. Primo, non accetteremo Migranti costretti a venire in Polonia contro la loro volontà, nessun ricollocamento forzato. Secondo, dovranno essere in grado di provare la loro identità e terzo non dovranno porre alcun pericolo alla nostra sicurezza. Quindi, se ci daranno accesso agli hotspot a Lampedusa e in Grecia per poterli selezionare, allora li accettiamo. Il problema e' dalla vostra parte. Non potete selezionarli voi e poi mandarceli''. Cosi' il ministro degli esteri polacco, Witold Waszczykowski, in un'intervista al Corriere della Sera on cui sottolinea che ''i fondi europei e le politiche migratorie sono questioni che devono restare separate''. Inoltre ''c'e una differenza tra i Migranti che cercano migliori condizioni economiche e profughi dalle guerre civili e verso cui l'Europa ha un dovere di aiuto negli Stati dove sono fuggiti: Giordania, Libano, Turchia. La solidarietà - evidenzia il ministro - e' una strada a doppio senso, voi ce la dimostrate, noi ve la dimostriamo, per esempio accettando 1 milione di rifugiati dall'Ucraina, attualmente in Polonia. Voi vedete solo i Migranti che vengono da Sud, non quelli da Est''.


Fonte:http://www.ilnord.it/i-3148_POLONIA_NO_OBBLIGO_MIGRANTI

venerdì 4 marzo 2016

LA SVIZZERA RINUNCIA DEFINITIVAMENTE ALL'UNIONE EUROPEA


Mentre in Italia la nostra classe politica non perde occasione per pontificare sui presunti benefici dell’Unione Europea, la Svizzera ha di recente preso una decisione per allontanarsi da questa istituzione in maniera definitiva. A tale proposito, infatti, pochi giorni fa la camera dei deputati elvetica, con una maggioranza di 126 su 200, ha approvato una delibera in cui rinuncia per sempre ad aderire alla UE. Insomma, è la pietra tombale su un’adesione rispetto la quale oltre il 90% dei cittadini svizzeri oppone un netto e inamovibile rifiuto.
Tale richiesta di adesione era stata fatta 24 anni fa e anche se una procedura di adesione non e’ stata mai iniziata, tale gesto ha lo scopo di dare un segnale forte a Bruxelles che la Svizzera ha intenzione di rimanere fuori.
A proporre tale iniziativa e’ stato Lukas Reimann, deputato dell’UDC, il quale ha voluto dimostrare tutto il suo disappunto sulla politica migratoria voluta dalla UE. Anche se non fa parte dell’Unione Europea, la Svizzera deve rispettare le direttive comunitarie visto che sono una condizione per poter esportare liberamente all’interno della UE ma di recente ci sono state frizioni sull’immigrazione e uno dei punti di tensione e’ la volonta’ del governo svizzero di poter limitare il numero di cittadini comunitari che puo’ emigrare in Svizzera, un piano fortemente ostacolato dalla UE.
Per ora, tale iniziativa e’ priva di conseguenze concrete ma tutto potrebbe cambiare dopo il 23 giugno qualora la Gran Bretagna votasse per uscire dalla UE perche’ un’eventuale Brexit darebbe alla Svizzera molti piu’ margini di manovra di quanto ne abbia ora. Ancora e’ presto per fare delle previsioni ma per ora e’ possibile affermare che la decisione presa dal parlamento svizzero e’ un’altra picconata data alle fondamenta della UE. Chi la conosce, la evita come la peste.

Fonte:http://www.news24europa.com/2016/03/la-svizzera-ha-deliberato-rinuncia-eterna-ad-aderire-allue/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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