ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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giovedì 13 novembre 2014

LA VITA E' UN'OSCILLAZIONE TRA IL GHIACCIO E IL FUOCO

Questa razza deve effettivamente essere divisa, deve per forza ordiarsi, combattersi, e rimanere in guerra anche tra singoli individui per il semplice motivo che, come ogni razza, ha bisogno di selezionarsi." (riferito naturalmente alla razza umana, da "Straniero in terra straniera" di Robert A. Heinlein)




Su quali basi la nostra società diventa più o meno costruttiva o in guerra con se stessa?
In entrambi i casi dobbiamo considerare al di là del bene e del male che si tratta di un modo in cui il comportamento umano ha per reagire alle difficoltà, cercando di sopravvivere il meglio possibile.
Dal punto di vista costruttivo, l'esempio di una guerra è il più palese, dopo una guerra i sopravvissuti cercano di ricostruirsi una vita, la generazione successiva imparerà dalle esperienze dei genitori e dalla loro vita quando c'era più povertà, ma sarà già più morbida anche se più ricca, la terza e la quarta generazione invece mancheranno dell'esperienza della prima generazione, mentre la seconda cercherà di fare in modo che ad esse non manchi nulla rispetto all'educazione severa che hanno avuto dai loro genitori, magari vissuti sotto il regime fascista o simile, questa mancanza di esperienza farà si che ci sia una sorta di consueto disinteresse dal punto di vista delle tradizioni di ricordare ad esempio la Grande Guerra e cercheranno perlopiù di trovare un'altro scopo per vivere, tra cui quello di mettere su famiglia oppure fare propria una causa che sembri volta come scopo al benessere sociale e un'esaltazione dei diritti come ad esempio l'esaltazione dell'omosessualità e delle nozze gay in alcuni paesi.
Altre persone, come osserviamo nella società attuale, dimentichi come esperienza dei periodi della guerra e cresciuti in un periodo di prosperità creato dal benessere economico dopo decenni di pace quasi dimenticano i valori tradizionali pensati generazioni fa e cercano di crearne di nuovi e di propri indipendenti, anche se spesso questo si sgretola in eccessi tra alcol e droghe.
Un'antico detto mongolo afferma: "La pace e la prosperità prolungate logorano una società quando la guerra invece la rende forte e vitale."
Significa che quando un periodo di prosperità dura troppo a lungo, una società generazione dopo generazione in assenza di nuove sfide e problemi da affrontare rendono una società non più preparata ad una possibile guerra rendendola sempre più vulnerabile e indifesa, e quando avviene una lenta crisi che comincia a impoverirla, si arriva spesso a toccare il fondo prima che inizi a reagire, se non entra in gioco il fattore naturale.
Il fattore naturale spesso dimenticato dal mondo globalizzato di tutti i giorni, ma da esso dipende lo sviluppo delle società e delle civiltà, quanto il loro successivo declino.
Durante i Periodi Caldi le popolazioni si moltiplicano e le società di fanno più prospere, durante i Periodi Freddi, o Piccole Età del Ghiaccio, la povertà dilaga numerosi fattori contribuiscono al ridursi della popolazione e i singoli individui cercano di sopravvivere provvedendo giustamente principalmente per se stessi in tal caso questo porta le società a combattere per accaparrarsi le risorse.
Questi periodi sono quelli più tumultuosi durante la quale insorgono dittature brutali, rivolte, saccheggi, omicidi, atti di cannibalismo (causati dalla fame estrema), aumento delle tasse ecc ecc.
In parole povere il lato più estremo della razza umana sale a galla cercando di anteporre la sopravvivenza dei più forti. (Sia dal punto di vista intellettuale sia fisico.)
Alcuni esempi ci arrivano da brevi periodi freddi decennali dello scorso Periodo Caldo Moderno, 1900-2008, il periodo che coincise con il Grande Massimo Solare Moderno.
Cos'è un Grande Massimo Solare ?
Grandi massimi solari si verificano quando diversi cicli solari undecennali mostrano maggiore attività media per decenni o secoli.
I cicli solari undecennali si verificano ancora durante questi grandi periodi massimi solari, ma durante l'intensità di questi cicli sono più intensi.
Grandi massimi solari hanno mostrato una certa correlazione con i globali e regionali cambiamenti climatici, il Grande Massimo Solare medievale, per esempio, coincise con il fiorente Periodo Caldo Medievale, mentre il Grande Massimo Solare romano, coincise con il Periodo Caldo Romano, entrambi più caldi del Periodo Caldo Moderno.
Dopo esserci soffermati su questo chiarimento, torniamo a parlare di alcuni periodi freddi decennali che interessarono il 1900, coincidendo con l'insorgere di ampi malesseri sociali.
Cos'è la PDO?
L'Oscillazione Pacifica Deacadale (PDO) è uno schema di interpretazione della variabilità climatica oceanica a bassa frequenza delle SST (temperature delle acque superficiali) dell'Oceano Pacifico settentrionale che consta di due fasi, una calda ed una fredda, le quali si alternano nel tempo ad intervalli o scale temporali di almeno dieci anni, usualmente attorno a 20-30 anni.
Durante la 'fase calda' o 'positiva' la costa occidentale nord-americana e la parte centrale del Pacifico diventano calde e la parte orientale in prossimità del coste nordamericane diventa fredda; durante la 'fase fredda' o 'negativa' accade invece il contrario.
Attualmente la PDO denota anch'essa un'inversione termica di tendenza sul lungo termine.
Vale a dire che è in una fase molto fredda!

Un'immagine della NASA dell'Oceano Pacifico nell'Aprile 2008 che mostra La Niña e le anomalie decadali pacifiche.
Rivolgendosi ai politici di Washington a Seattle, WA, il dottor Don Easterbrook ha detto che lo spostamento della Pacific Decadal Oscillation (PDO) dal suo modo caldo al suo modo di raffreddare virtualmente assicura un deciso calo termico globale per i prossimi 25-30 anni.
Luoghi dove il Pacifico era più fresco del normale sono blu, luoghi dove le temperature erano nella media sono di colore bianco, e luoghi in cui il mare era più calda del normale sono rossi.
L'anomalia d'acqua fresca nel centro dell'immagine mostra l'effetto persistente degli anni de La Niña.
Tuttavia, l'area molto più ampia di più fresco della media di acqua al largo della costa del Nord America, dall'Alaska (in alto al centro) verso l'equatore è una caratteristica classica della fase fredda del Pacific Decadal Oscillation (PDO).
Le fresche acque formano un involucro a forma di ferro di cavallo intorno ad un nucleo di acqua più calda della media.
A differenza di El Niño e La Niña, che possono verificarsi ogni 3-7 anni, e durano da 6 a 18 mesi, la PDO può rimanere nella stessa fase per 20 a 30 anni.

Come dimostra il modello storico di PDO nel secolo scorso (Figura Sotto) e dal corrispondente riscaldamento e raffreddamento climatico, il modello è parte di cicli di caldo / freddo in corso che durano 25-30 anni.
Ogni volta che la modalità di PDO è spostata dal caldo al freddo o freddo al caldo, il clima globale è cambiato di conseguenza.
Nel 1977, la PDO si è spostata dalla modalità di raffreddamento in modalità di riscaldamento e partì il riscaldamento globale 1977-1998.
Il recente passaggio da modalità caldo di PDO alla modalità di raffreddamento è simile alla inversione verificatasi nella metà del 1940 e ha portato 30 anni di freddo.
Il riscaldamento climatico dal ~ 1915 al ~ 1945 è stato anche questo causato da un cambiamento di modalità nel PDO.
Ogni indicazione punta sulla continuazione dei modelli PDO del secolo scorso e il decremento termico oceanico per i prossimi 30 anni.

Nel 1945/1946: Il PDO è cambiata in una fase "fredda" durando attorno ai 25-30 anni fino ad un breve riscaldamento nel 1960, quando la PDO passò in modalità di raffreddamento, cominciarono i problemi.
1945 Vietnam settentrionale: muoiono da 400.000 a 2 milioni di persone a seguito di una carestia nonché cattiva amministrazione coloniale e alluvioni varie.
Settembre 1944 a inizio del 1945, circa 30.000 olandesi trovarono la morte a seguito della grave carestia che colpì il nord Europa (scatenata soprattutto a seguito della guerra in corso), inoltre in Europa l'inverno fu estremamente rigido e anticipato.

L'inverno 1946-1947 è stato un inverno europeo duro per i suoi effetti nel Regno Unito. Il Regno Unito ha sperimentato diverse ondate di freddo, a partire dal 21 gennaio 1947, portando grandi cumuli di neve in tutto il paese, portando alla completa ostruzione di strade e ferrovie.


Le forniture di carbone, già basse dopo la Seconda Guerra Mondiale, hanno faticato per arrivare le attraverso centrali elettriche e molte stazioni furono costrette a chiudere per mancanza di carburante.
Il governo ha introdotto una serie di misure volte a ridurre il consumo di energia, tra cui la limitazione interna di energia elettrica per 19 ore al giorno e il taglio completo delle forniture industriali.
Inoltre, le trasmissioni radiofoniche sono stati limitate, i servizi televisivi sono stati sospesi, alcune riviste hanno di smettere di essere pubblicate e i giornali sono stati tagliati nelle dimensioni.
Queste misure hanno colpito la morale pubblica e portato il Ministro della Industria energetica, Emanuel Shinwell, in un capro espiatorio, ha ricevuto minacce di morte e ha dovuto essere messo sotto scorta della polizia.
Migliaia di persone sono state tagliate fuori per giorni da cumuli di neve fino a sette metri di profondità durante l'inverno del 1947, che ha visto eccezionali nevicate.
Tra gennaio e marzo di quell'anno, neve cadeva ogni giorno in qualche parte del paese per 55 giorni di fila. Molto di questo si stabilirono perché le temperature rimasero molto basso, appena sopra lo zero quasi tutti i giorni.
Verso la fine di febbraio c'erano anche i timori di una carenza alimentare, le forniture sono state razionate e le verdure congelate nel terreno.
Metà marzo ha portato aria più mite al paese che ha scongelato la neve che giaceva a terra.
Questo scioglimento della neve è finito dal terreno ghiacciato direttamente nei fiumi e provocato vaste inondazioni.
Più di 100.000 immobili sono stati colpiti e l'Esercito e le agenzie umanitarie straniere sono state costrette a fornire aiuti umanitari.
Non furono risparmiati nemmeno l'Europa e l'Unione Sovietica.
In Italia:
"Negli ultimi 15 giorni del 1946, una possente figura anticiclonica centrata sul nord Europa, determina un'imponente discesa di aria polare sul settentrione italiano, con valori termici notevoli su tutto il nordovest: il 22 dicembre Torino registra -12,3°C, Milano Linate -10,2°C. La vigilia di Natale trascorre con clima rigido su tutta la Lombardia. A Milano l'Osservatorio di Brera dopo aver toccato il giorno 23 il valore più basso del mese, con ben -7,2°C, il giorno della vigilia registra una nuova giornata di ghiaccio. L'ondata di freddo, che inizialmente sembrava decrescere nei giorni successivi al Natale, ritrova vigore nei primi giorni del nuovo anno, con una nuova irruzione artica. Venerdì 3 gennaio Brera registra una massima di soli -3,4°C; le città lombarde e piemontesi sono ricoperte dal ghiaccio, gelano gli scambi ed i freni dei tram, con interruzioni dei trasporti e dei servizi. Nelle campagne dell'Alessandrino si toccano 17 gradi sotto lo zero e ghiaccia il fiume Tanaro. A Torino nella mattina di sabato i termometri del centro radio dell'Aeritalia segnano 13 gradi sotto zero. Tutto il settentrione si trovava stretto in una morsa di ghiaccio, con fiumi e canali ghiacciati ovunque. Ecco alcuni valori estrapolati dalle stazioni meteorologiche di allora: Torino -14, Milano Brera -11, Venezia -11, Asiago -31, Genova -7, Padova -12, Vicenza -14, Trento -11, Bolzano e Belluno -18, e sono solo alcune delle temperature significative di quei giorni. Ma dai primi di gennaio ecco che le condizioni meteo cambiano repentinamente. Mercoledì 8 gennaio l'Osservatorio meteorologico di Brera registra ancora - 10,5°C quando le temperature timidamente risalgono a partire dai settori estremi del nord-ovest, mentre dal Piemonte giungono nel frattempo le prime segnalazioni di copiose nevicate in atto nell'alessandrino. Giovedì 9 gennaio, mentre ad Asiago lo scirocco fa impennare in 48 ore la temperatura da -32°C a +2°C, l'alta Lombardia viene interessata da consistenti precipitazioni nevose. Dopo qualche giorno di lieve aumento termico, dal 23 gennaio una seconda ondata di gelo investe il nord-Italia. L'Osservatorio meteorologico di Bergamo venerdì 24 gennaio registra 10 gradi sotto zero, mentre dall'alta Val Brembana e dalla Val Seriana giungono notizie di violente bufere di neve; a Campelli, in provincia di Sondrio, la neve raggiunge l'altezza di un metro e mezzo. Nella giornata di sabato tutta la Lombardia è interessata da precipitazioni nevose: a Milano si raggiungono i primi 15 centimetri con temperature minime di -6,2°C con le massime che si fermano a soli -3,9°C. Con l'inizio di febbraio il nord Italia è ancora stretto nella morsa di neve e ghiaccio. Nella serata di lunedì 3 i fenomeni abbracciano tutto il nord Italia: "la neve fiocca senza interruzione da ventiquattro ore su gran parte dell'alta Italia. Dalle varie zone della Lombardia, dal Veneto, dalle Marche, dalla Toscana e dalle regioni appenniniche giungono segnalazioni di nevicate abbondantissime" (dal "Corriere della sera" di martedì 04 febbraio 1947) Nel mese di febbraio altri episodi nevosi, alternati a nuove colate gelide, investono il settentrione sino alla fine del mese. Si chiude così un trimestre eccezionalmente freddo e prodigo di neve per il nord italia, con bel 28 giorni di ghiaccio sulla Lombardia, ossia giornate nelle quali la temperatura si mantenne costantemente al di sotto degli zero gradi centigradi, e ben 117 cm di neve cumulati in 17 giorni sul Capoluogo lombardo. "
In Germania:

La fame nell'inverno del 1947, migliaia in protesta contro la situazione alimentare disastrosa (31 marzo 1947).
Quello che accadde in Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale, fu altrettanto brutale quanto sordido.
Circa il 40% delle aree popolate tedesche entro i confini di prima della guerra della Germania è stato dato alla Polonia, CSR, anche l' Unione Sovietica, o costretti alla separazione (Austria.
Durante il processo di espulsione, 3 milioni di civili tedeschi sono stati uccisi in atrocità indimenticabili.
Circa due milioni di ragazze e donne sono state violentate.
I tedeschi più vecchi ricordano l'inverno del dopoguerra 1946/1947 come un inverno dalla terribile fame.
La situazione alimentare tedesca è diventato peggio durante l'inverno molto freddo del 1946-1947, quando l'apporto calorico tedesco variava da 1.000 a 1.500 calorie al giorno, una situazione aggravata da una grave carenza di combustibile per il riscaldamento, l'assunzione media di calorie degli adulti negli Stati Uniti era 3,200-3,300, nel Regno Unito e 2.900 in US Army 4000.
Il generale Lucius Clay ha dichiarato nel mese di ottobre 1945:
"senza dubbio un gran numero di rifugiati sono già morti di fame, esposizione e malattia..Il tasso di morte in molti luoghi è aumentato più volte, e la mortalità infantile è al 65 per cento in molti luoghi. Entro la primavera del 1946, gli osservatori tedeschi si aspettano che le epidemie e la malnutrizione sosterranno 2,5-3.000.000 vittime tra l'Oder e l'Elba. "
Anche l'Unione Sovietica patì una delle peggiori carestie della sua storia:
L'ultima grande carestia nell'Unione Sovietica ebbe luogo principalmente nel 1947 a causa della grave siccità del 1946 in oltre il 50% della zona che produceva grano e con la concausa di una cattiva gestione governativa delle riserve.
Ciò portò ad oltre un milione e mezzo di morti stimati come pure ad una riduzione della popolazione per minore fertilità.
Attualmente la PDO, come osserviamo nell'immagine sottostante aggiornata di recente delle temperature oceaniche è nuovamente passata da alcuni anni ad una fase fredda.

Secondo i modelli questo fenomeno potrebbe persistere per almeno 25 anni, come d'altronde ha fatto in passato, inoltre il persistere della fase fredda de La Nina, sommandosi alla Crisi Solare, non lascia sperare in una sua possibile mitigazione.
Il dottor Don Easterbrook in questo caso ha dato la sua parola.
Sarebbe da chiedersi cosa succederebbe in Inghilterra, Unione e Russia se quanto successo nell'inverno 1946-47 tornasse a ripetersi.
Indubbiamente la crescente dipendenza dal settore energetico del fotovoltaico ed eolico porterebbe alla più grande carenza energetica del paese, con ripetuti black out.
Se osserviamo l'attuale inversione a fase fredda della PDO un possibile scenario non potrebbe essere poco lontano.
Ora torniamo ancora più indietro nel tempo e osserviamo come durante il Periodo Caldo Romano e il Periodo Caldo Medievale la razza umana sia progredita mentre durante la Piccola Età del Ghiaccio, il suo progresso sia stato più volto da un punto di vista bellico.
Possiamo osservare come durante l'anno 0, l'Impero Romano fosse al suo più elevato splendore, vale a dire quando le temperature erano molto più elevate delle attuali, sotto si può notare la sua estensione.

Uno studio svedese ha trovato che il pianeta era più caldo sia nell'antica epoca romana e medioevale rispetto ad oggi.
Lo studio, dallo scienziato Leif Kullman, ha analizzato 455 "mega-fossili datati al radiocarbonio" nella montagna Scandes e trovò che le linee di alberi di diverse specie di alberi erano più alti durante il periodo romano e il Medioevo di quanto non siano oggi.
Non solo, ma le temperature erano pure superiori.
Successivamente osserviamo come la temperatura sia caduta rapidamente tra la fine del 300 e inizio del 400, questo periodo, corrisponde ad una Piccola Età del Ghiaccio, durante la quale avvenne la Caduta dell'Impero Romano, questo periodo di raffreddamento climatico viene stimato in un periodo che va dal 400-750.
Comunque, da un punto di vista strettamente politico-militare, l'Impero romano d'Occidente cadde definitivamente dopo che nel V secolo fu invaso da vari popoli non romani e quindi privato del suo nucleo peninsulare per mano delle truppe germaniche in rivolta di Odoacre nel 476.
Oltre alle invasioni germaniche del V secolo e all'importanza sempre più incisiva dell'elemento barbarico nell'esercito romano, sono stati individuati anche altri aspetti per spiegare la lunga crisi e la caduta finale dell'Impero romano d'Occidente:
-il calo demografico dovuto non solo alle guerre ed alle carestie, ma anche alle epidemie che si diffondevano molto velocemente e causavano numerose vittime;
-la crisi economico-produttiva delle campagne unita al crollo dei traffici commerciali, all'inflazione galoppante e, quindi, al ritorno ai pagamenti in natura;
-la crisi e la fuga dalle città, a rischio non solo di saccheggio da parte degli eserciti barbarici, ma anche di malattie infettive;
-la perdita di coesione sociale, dovuta all'enorme squilibrio nella distribuzione della ricchezza: lusso eccessivo per pochissimi privilegiati e povertà estrema per la grande massa dei contadini e del proletariato urbano.
Interessante notare come nello stesso periodo in India inizi la decadenza per l'impero della Valle del Gange (India) e sale al trono l'ultimo sovrano (alla sua morte anche questa regione regredisce ad uno stadio culturale medioevale);
Nel 478 invece cade la dinastia Sung dell'Impero Cinese, e inizia il medioevo cinese.
Invece tra il 500-650 inizia periodo di epidemie multiple di peste bubbonica in Europa ed in Asia: oltre 100 milioni di morti.
Il fatto che questo declino degli imperi e delle dinastie su scala globale sia avvenuto in corrispondenza con questo periodo di raffreddamento climatico sembra chiaramente farci capire che il raffreddamento climatico è la causa indiretta del loro declino, mentre un i periodi caldi favoriscono la loro estensione e massimo benessere.
Il periodo del quale abbiamo parlato è stato fonte di numerose guerre: Guerra isaurica 492 – 497; Guerra gotica 535 – 553; Guerra romano-persiana del 502-506 ; Guerra iberica 526 – 532; Guerre vandaliche 533 – 534; Campagne siriano-mesopotamiche di Cosroe I del 540-545 540 – 545; Guerra lazica 541 – 562; Guerra romano-persiana del 572-591 572 – 591; Prima guerra persiano-turca 588; Guerra romano-persiana del 602-628 602 – 628; Seconda guerra persiano-turca 619; Terza guerra persiano-turca 627 – 629; Conquista musulmana della Siria 634 – 638; Conquista musulmana dell'Egitto
641 – 654.

Adesso arriviamo al Periodo Caldo Medievale e fu in questo periodo che ebbe inizio la costruzione delle cattedrali presenti ancora oggi in diverse regioni del Vecchio Continente.
Gli architetti erano scelti tra gli scalpellini ed erano coadiuvati da un mastro muratore, un mastro carpentiere, un mastro fabbro, un mastro idraulico, un mastro scultore e un mastro vetraio. Tutti questi artigiani si formavano con un apprendistato di più anni e con viaggi in diversi cantieri, dove potevano osservare le novità del mestiere.
Le cattedrali gotiche sono caratterizzate dall'impiego sistematico dell'arco a sesto acuto e della volta a crociera gotica, che veniva contraffortata prima da tratti di muro sporgenti e poi da archi rampanti. La loro adozione e la loro evoluzione fu determinata dalla ricerca di un sempre maggiore slancio verso l'alto e di illuminazione naturale per l'interno.
La volta a crociera gotica copriva campate a pianta quadrata o rettangolare ed era caratterizzata dalle costolature diagonali a sesto acuto, che erano le prime ad essere poste in opera. Successivamente si costruivano i quattro compartimenti della volta, nei quali le pietre venivano disposte parallelamente a queste linee. Le costolature diagonali funzionavano come una sorta di centina permanente e alla funzione di rinforzo aggiunsero un ruolo decorativo: sottolineate da modanature prolungavano le linee delle sottili colonnine che componevano i pilastri fino alla sommità e sottolineavano in tal modo lo slancio verso l'alto. Tutto il peso della volta si scaricava sui quattro angoli, ma, a differenza della volta a crociera tradizionale, lo spessore della muratura di copertura poteva essere diminuito (in genere 25-35 cm), alleggerendo la struttura.
La muratura veniva realizzata con blocchi di pietra ben squadrati e in genere era ricoperta all'interno da un intonaco sul quale erano incisi finti giunti tra i blocchi. A volte erano presenti delle catene metalliche destinate a rinforzare le strutture.
All'interno le navate sono separate da grandi archi, sostenuti da pilastri polilobati. Un'alternanza tra pilastri e colonne si ritrova solo negli esempi più antichi (cattedrali di Senlis e di Noyon e ultime campate della cattedrale di Laon).
Questa elevata tecnica di progettazione ha permesso a questo colossali monumenti di resistere fino al giorno d'oggi, dove i nostri edifici a differenza di essi, non sono in grado di durare oltre un decennio senza una ripetuta manutenzione.
In seguito anche il Periodo Caldo Medievale, venne alla sua fine ultima nel 1250, quando cominciò il più recente periodo della Piccola Età del Ghiaccio dal 1250 al 1913.
E' chiaro che questi periodi di raffreddamento climatico non iniziano da un giorno all'altro, ma con almeno una serie di tre cicli undecennali i quali diventano uno sempre più debole dell'altro fino a dare inizio ad un Grande Minimo Solare che si prolunga successivamente per diversi secoli tra alti e bassi, ma pur sempre sotto media, questi bassi sono definiti oggi con termini come Minimo di Maunder, Minimo di Dalton ecc ecc.
A dimostrarci come cicli undecennali si facciano progressivamente sempre più deboli è stata la fine del Periodo Caldo Moderno, o Grande Massimo Solare moderno, di cui abbiamo discusso prima.

Progressione di decrescita dei Cicli Solari:
Ciclo solare 21: Dal 1976 a 1986; Ciclo Solare 22: Dal 1986 al 1996; Ciclo solare 23: Dal 1996 al 2008; Ciclo Solare 24: Dal 2008 al 2019;
Dal 1250 si è registrato che il ghiaccio marino del Nord Atlantico aveva già cominciato a crescere.
Tuttavia questo declino dell'intensità dei cicli undecennali portò ad un'aumento dell'attività vulcanica.
E' dimostrato infatti che i periodi di intensa attività sismica e vulcanica corrispondono ai periodi in cui l'attività magnetica della nostra stella è ai minimi.
Una catastrofica eruzione vulcanica sommata al declino di intensità dell'irradiamento emesso dalla nostra stella fu quello che portò definitivamente al tracollo del Periodo Caldo Medievale.

Franck Lavigne, un geologo presso il Laboratorio Panthéon-Sorbonne Università di Geografia fisica a Meudon, in Francia, ha mostrato dati e le fotografie dei resti del vulcano colpevole in una conferenza dell'American Geophysical Union sul vulcanismo e l'atmosfera.
Otto volte più potente dell’esplosione del Krakatoa nel 1883, dieci volte più potente di quella del Tambora del 1815 (che nell’anno successivo cancellò l’estate nell’emisfero nord), il vulcano Samalas, sull’isola di Lombok, in Indonesia.
Da questi studi è emerso che durante l'eruzione del vulcano Samalas, avvenuta tra maggio e ottobre 1257, vennero espulsi, secondo una stima fortemente prudenziale, almeno 40 chilometri cubi di materiale piroclastico (contro i 33 del vulcano Tambora), e la colonna eruttiva raggiunse i 43 chilometri di altezza.
Quando gli archeologi hanno scoperto migliaia di scheletri medievali in una fossa di massa nella zona est di Londra, nel 1990, hanno assunto che erano del 14 ° secolo, vittime della Morte Nera o la Grande Carestia del 1315-17.
Ora sono rimasti stupito da una spiegazione più esplosiva - un cataclisma vulcanico che era scoppiato un secolo prima,a migliaia di chilometri di distanza nei tropici, e il caos aveva abbattuto gli inglesi medievali.
Le morti di massa hanno richiesto fosse comuni capienti, come registrato nei conti contemporanei.
Nel 1258, un monaco ha riferito: "Il vento del nord ha prevalso per diversi mesi ... appena un piccolo fiore raro o di germe di ripresa è apparso, da cui la speranza del raccolto era incerta ... innumerevoli moltitudini di poveri morti, e i loro corpi furono trovati distesi tutti circa gonfi dalla fame ... Né coloro che avevano il coraggio portare nelle loro case i malati e i moribondi, per paura del contagio ... La peste era immensa - insopportabile;. ha attaccato i poveri in particolare nella sola Londra 15.000 persone povere morirono, in Inghilterra e altrove migliaia di morti. "
Fu un periodo che cambiò molte cose della storia mondiale.
Nello stesso periodo in Mongolia, avvenne la prematura morte di Mongke, il nuovo Khan dei Mongoli e nipote di Gengis Khan.

Mongke sembrava prendere l'eredità di conquista del mondo molto più seriamente di quanto ha fatto Güyük, il suo predecessore. Le sue conquiste sono state tutti diretti al Est asiatico e il Medio Oriente.
Mongke morì di colera nei pressi del sito dell'assedio il 11 agosto 1259.
La certezza che la causa della sua morte sia da attribuire agli effetti climatici dell'eruzione si può osservare quando l'eruzione del vulcano Tambora, nel 1815, portò all'Anno Senza Estate nel 1816, mentre se l'eruzione di Salamas fu 10 volte più violenta di quella del Tambora, se ne deduce che i suoi effetti si perpetuarono brutalmente diversi anni.
Ancora una volta le campagne mondiali dei mongoli vennero ad un brusco arresto.
La morte di Mongke portò ad una guerra civile interna all'impero mongolo.
La morte di Mongke ha portato alla guerra di successione di 4 anni tra i suoi due fratelli più giovani: Kublai Khan e Ariq Boke, con Kublai Khan che alla fine ha vinto la battaglia contro Ariq Böke.
Nel frattempo, in Persia, avvenne un consolidamento della conquista del terzo fratello di Mongke, Hulagu.
Hulagu Khan (noto anche come Hülagü o Hulegu) (1217 – 8 febbraio 1265) è stato un condottiero mongolo che conquistò gran parte dell'Asia sud-occidentale.
Era nipote di Genghis Khan e fratello di Arig Bek, Munke e Kublai Khan e diventò il primo khan dell'Ilkhanato di Persia.
Hulegu fu inviato nel 1255 da suo fratello Munke (che fu Gran Khan dal 1251 al 1258), a distruggere ciò che restava degli stati musulmani nell'Asia sud-occidentale.
Baghdad, il cuore dell'Islam, venne completamente streminata.
Malgrado il numero dei morti oscilli ampiamente e non possa essere sostanziato facilmente, una stima è stata pur tuttavia fatta. Martin Sicker scrive che circa 90.000 persone furono uccise (Sicker 2000, p. 111).
Altre valutazioni forniscono cifre considerevolmente più alte. Storici musulmani come Abdullah Wassaf affermano che le perdite umane furono di numerose centinaia di migliaia o forse ancor più.
Non è escluso che lo zampino del clima impazzito possa in qualche modo esserne responsabile, considerando il fatto che anno 1257-58 fu un'Anno Senza Estate, a causa dell'eruzione di Salamas.
In quello stesso anno gravi carestie si registrarono sia in Italia che in Europa.
Nel documento scientifico "CLIMATIC AND DEMOGRAPHIC CONSEQUENCES OF THE
MASSIVE VOLCANIC ERUPTION OF 1258"
di RICHARD B. STOTHERS, si spiega che il freddo e la pioggia costanti hanno portato a gravi danni alle colture e carestia in gran parte dell'Europa.
Pestilenze hanno ripetutamente colpito il Medio Oriente nel 1258 e nel 1259, come la peste.
Un altro anno molto freddo con un'inverno rigido è seguito nel 1260-1261.
Guerre e carestie del periodo travagliato da pestilenze e terremoti sembrano aver contribuito in parte alla nascita del movimento flagellante europeo del 1260, uno dei
fenomeni sociali più bizzarri del Medioevo.
Due elementi di prova suggeriscono la presenza di una diffusa nebbia secca nel 1258. Primo, vi era un continuo aspetto torbido del cielo nell'estate di quell'anno
in tutta la Francia.
Secondo i diari di Richer ( 1267 )di Sens:
"Che cosa, allora devo dire dei frutti della terra di quell'anno, quando il tempo
era così straordinariamente fuori stagione che il calore del Sole era appena in grado di raggiungere la terra, e i frutti di quell'anno riuscivano a malapena a diventare maturi? Per un così grande spessore le nuvole hanno coperto il cielo passante per tutta l'estate che quasi nessuno poteva dire se fosse estate o autunno.
Il fieno era inzuppato incessantemente dalle forti piogge che non era in grado
ad asciugarsi, perché non poteva raccogliere il calore del sole a causa di
lo spessore delle nubi."

In altre parti della Francia,Germania occidentale, e l'Italia settentrionale, l'estate e l'autunno del 1258 erano anche molto piovosi e freddi (Notae Constantienses, C . 1260 ; Chronicon Savigniacensis, C . 1300 ;Annales Spirenses, C . 1259 ; Girard de Fracheto , 1271 , Alexandre , 1987).
Anche se in Inghilterra una breve estate calda ha fatto maturare le
colture, queste sono state distrutte da pesanti piogge autunnali, a partire dal mese di agosto. ( Matteo Paris , 1259 ; John de Taxter , 1265 ; Titow , 1960) .
Anche se non siamo esplicitamente informati circa le condizioni del cielo estivo
In Inghilterra, la nuvolosità in Francia sembra aver persistito con costanti temporali.
Ciò suggerisce che una nebbia secca costante era presente nell'atmosfera.
Meno noto è il tempo l'anno successivo, 1260.
Dopo un leggero inverno, la Francia centrale ha sperimentato freddo intenso e neve nel mese di Aprile (Chronicon Savigniacensis , C . 1300) .
Ma il clima estivo era alternativamente asciutto e tempestoso, con grandine vicino a Praga (Continuator di Cosma,1283 ) e allo stesso modo vicino Londra ( Flores Historiarum, 1265 ).
Non è stato solo più tardi quello stesso anno che l'Europa ha subito un altro inverno molto duro.
L'inverno del 1260-1261 ha colpito l'Islanda così gravemente che le persone sono state costrette a abbattere molti capi di bestiame per sfamarsi ( Thórdarson , 1284) e il ghiaccio ha ricoperto il mare tutto intorno all'isola.
Condizioni invernali molto rigide sono segnalate anche in Inghilterra (Flores Historiarum , 1265 ; Continuator di Guglielmo di Newburgh , 1298) e per l' Italia nord-occidentale (Ventura , c . 1325).
E 'evidente che molti duri inverni europei si sono verificati nel 1257-1258 e il 1260 -
1261.
Appena vent'anni dopo l'attività solare l'attività solare ebbe un drastico crollo in quello che chiamiamo Minimo di Wolf, dal 1280 al 1350, il pianeta sprofondò a tutti gli effetti nella Piccola Età del Ghiaccio, il cui periodo freddo si manterrà fino al 1913, prima di raggiungere nuovamente livelli simili al Periodo Caldo Medievale.
Quando il Sole sprofondò nel Minimo di Wolf, una serie di forti eruzioni vulcaniche inaugurarono questo cambiamento dell'attività solare.
"La seconda metà del 13 ° secolo ha avuto il maggior vulcanismo qualsiasi periodo degli ultimi 1.500 anni", dice Alan Robock, uno scienziato atmosferico presso la Rutgers University.
Campioni di ghiaccio polari hanno rivelato una serie di eruzioni: un'esplosione specialmente grande da qualche parte nel mondo nel 1258, e tre più piccole nel 1268, 1275 e 1284.
Il crollo dell'attività solare e questo picco dell'attività solare ebbe serie ripercussioni sulle popolazini Fiamminghe.
La migrazione fiamminga nel Galles è stata strettamente legata ai cambiamenti climatici.
A seguito del clima caldo e del Periodo Caldo Medievale il clima cominciò a raffreddarsi, all'inizio del dodicesimo secolo quando la terra si diresse verso la Piccola Età del Ghiaccio.
Grandi e catastrofiche inondazioni hanno avuto luogo nel 1282 durante il Minimo di Wolf.
Nel Mare del Nord violente tempeste divennero più frequenti con tremende mareggiate che hanno superato le dune costiere e allagato l'area di Zuider.
Il Mar Baltico congelò nel 1303, 1306 e 1307, qualcosa mai osservato prima durante il Periodo Caldo Medievale.
I ghiacciai alpini cominciarono la loro avanzata.
Gli insediamenti norvegesi in Groenlandia sono stati decimati e la coltivazione del grano cessò completamente in Islanda.
In Francia, le colture fallito dopo le forti piogge nel 1315, c'erano carestie diffuse, rapporti di cannibalismo e di gravi epidemie.
Il 1315 e il 1316 sono stati due anni con raccolti disastrosi, di conseguenza i prezzi triplicarono e riuscirono a tornare ad un livello accettabile solo tra il 1318 e il 1319.
Le carestie, diffuse in gran parte nel Nord Europa, furono provocate dalle piogge torrenziali che resero difficile anche la raccolta del sale.
Tutto ciò fu riportato in alcuni testi: 1.Nelle carestie e nelle pestilenze morirono quasi un terzo delle persone perché la peste si diffuse in tutta Europa. La Sicilia e la Puglia rimasero intatte.
L'estate piovosa dell'anno successivo rovinò i raccolti e per più anni non diedero i frutti.
2.Nel 1316 la fame uccise molte persone e altre giacevano sulle strade e nei castelli esanimi.
3.La carestia incominciò nel maggio dell'anno 1316, diminuì a settembre, riprese prima di Natale e durò fino a dicembre dell'anno dopo.
Incominciò a piovere così tanto che i frutti non maturarono.
Il pane non nutriva perché il grano era privo di elementi nutrizionali non maturati in estate e la gente moriva.
Come conseguenza negativa aumentarono anche i prezzi.
4.A causa di piogge torrenziali anche in Francia il raccolto andò per la maggior parte distrutto facendo così iniziare un periodo di carestia.
Tutta questa situazione indebolì gli abitanti facendone morire un numero elevato, tanto alto che in alcune zone l'aria era irrespirabile, per il fetore dei cadaveri in decomposizione.
Fu proprio sotto il Minimo di Wolf che la mentalità umana cominciò a cambiare quanto la durata dell'aspettativa media di vita delle persone, non solo, anche lo sviluppo dell'ecosistema cambiò completamente.
Se durante il Periodo Caldo Moderno c'era benessere a sufficienza da favorire un'aumento demografico, quando il Sole sprofondò nel Minimo di Wolf le condizioni climatiche che decimarono l'agricoltura, le carestie e le pestilenze, per non parlare di altri fattori naturali, fecero da protagonisti alla Selezione Naturale di Charles Darwin.
"Secondo Darwin, gli esseri viventi (sia uomo, animale o vegetale) si evolvono ai cambiamenti dell'ambiente circostante. Questa e' la "teoria dell'evoluzione".
All'interno di una stessa specie, ogni individuo ha anche delle caratteristiche proprie: può essere piu' o meno alto, forte, resistente ed abile nel procacciarsi il cibo.
Con il tempo, chi non e' stato in grado di "prendersi cura di se stesso" (procurarsi il cibo e difendersi, detto in modo semplice) e' destinato a morire, mentre i piu' forti riusciranno a sopravvivere: questa e' la selezione naturale."
Il periodo della Piccola Età del Ghiaccio andrebbe osservato sotto questo aspetto in quanto l'ecosistema terrestre mutò radicalmente in base ai seguenti fattori: clima più freddo, stagioni fredde più lunghe quando quelle più calde si accorciarono, capacità di produttività agricola dimezzata, carestie ed epidemie diffuse, minore irradiamento solare, aumento dell'attività sismica e vulcanica.
Le carestie divennero un evento familiare nell'Europa medievale.
In Francia, nel solo XIV secolo, carestie si sono verificati nel 1304, 1305, 1310, 1315-1317 (la Grande Carestia), 1330-1334, 1349-1351, 1358-1360, 1371, 1374-1375 e 1390.
In Inghilterra, carestie inclusero gli anni 1315-1317, 1321, 1351, e 1369.
Durante il Periodo Caldo Medievale (il periodo precedente al 1300) la popolazione europea era esplosa con un boom demografico.
Tuttavia, i rapporti di rendimento del grano (il numero di semi si poteva mangiare ogni seme piantato) erano in calo dal 1280 e i prezzi dei generi alimentari erano stato scalari.
La Grande carestia del 1315-1317 (per alcuni fino al 1322) fu la prima di una serie di crisi che su vasta scala colpirono il Nord Europa agli inizi del XIV secolo, causando milioni di morti per molti anni e ponendo fine al precedente periodo di crescita e prosperità che durava dall'undicesimo al tredicesimo secolo.
La Francia, sotto Luigi X, tentò di invadere le Fiandre, ma, essendo esse in paesi bassi dell'Olanda, i campi furono allagati e le armate così impantanate furono costrette a ritirarsi, bruciando le provviste che avevano rubato quando non erano in grado di portarsele dietro.
Nella primavera del 1316 la pioggia continuò a cadere su una popolazione europea privata di energie e incapace di sostentarsi.
Furono colpiti tutti i segmenti della società, soprattutto i contadini che rappresentavano il 95% della popolazione e non avevano reti di salvezza.
Per ottenere un minimo di sollievo il futuro fu ipotecato uccidendo gli animali da tiro, mangiando le sementi da semina, abbandonando i bambini a cavarsela da soli, i vecchi rifiutavano volontariamente il cibo nella speranza di consentire ai giovani di sopravvivere.
I cronisti del tempo scrissero di molti casi di cannibalismo.
Il culmine della carestia fu raggiunto nel 1317 mentre il tempo piovoso perdurava. Finalmente, durante l'estate, il tempo tornò alla normalità; ma la popolazione era ancora indebolita dalle polmonite, bronchite, tubercolosi ed altre malattie.
Ci sono rapporti di cannibalismo dalla Livonia all'Estonia, così come in Irlanda e nella maggior parte dell'Europa.

Nella Guerra dei Cent'Anni il Regno d'Inghilterra e il Regno di Francia hanno continuato a combattere uno contro l'altro nel corso di una serie di diversi conflitti fino a 1453.
Il motivo di tutte queste guerre era quello di stabilire rivendicazioni territoriali e di conquistare il trono di Francia.
Questa guerra prolungata, che era fondamentalmente un conflitto tra due dinastie, ha dato origine al concetto di nazionalismo britannico e francese.
Nel corso di questi 100 anni di guerre, Francia e Inghilterra hanno sofferto problemi economici, mentre entrambe le parti hanno perso una parte enorme della popolazione.
La Francia ha sofferto guerre civili, e predoni eserciti mercenari che alla fine hanno causato la morte di circa la metà della popolazione.
In Cina, Kublai Khan è stato l'ultimo grande mongolo Khan, dopo Gengis, dopo di lui è arrivato un susseguirsi di governanti deboli e sempre più assimilati.
Rivolte contadine scoppiarono e alla fine l'impero cominciò il suo lento declino.
Durante la prima grande fase di bassa attività solare della Piccola Età del Ghiaccio, il Minimo di Wolf, dal 1280 al 1350, nacque nel 1333 in Cina, ma nel giro di pochi anni raggiunse anche l'Europa, e tra il 1347 e il 1350, sterminò in un vero e proprio olocausto virale 75 milioni di persone, da un terzo a metà della popolazione europea.
Il responsabile di questa epidemia era il batterio Yersinia Pestis, il quale provocando tre differenti tipologie di peste dette inizio alla devastazione.
In ordine di incidenza le tre forme della malattia erano: bubbonica, polmonare e setticemica.
Tutte e tre infettavano il sistema linfatico causando dolore alle gambe, febbre alta, emicrania, vomito e dolore alle giunture.
La Peste Polmonare provocava anche l'espettorazione di esacrato sanguinolento; la Peste Setticemica faceva si che la pelle diventasse color porpora man mano che l'emorragia si diffondeva a tutte le cellule del corpo.
La stima ufficiale in tutto il continente Euroasiatico è di circa 100 milioni di morti.
Le voci di una terribile pestilenza presumibilmente derivante dalla Cina che e si diffondeva attraverso la Tartaria (Asia centrale) l'India la Persia, la Mesopotamia, la Siria, l'Egitto, e tutta l'Asia Minore avevano raggiunto l'Europa nel 1346.
Queste menzionavano di una carneficina così devastante che tutta l'India era in buona parte rimasta spopolata, interi territori erano coperti da corpi morti, altre aree con nessuno rimasto in vita.
In assenza di un concetto di contagio, nessun allarme grave è stato sentito in Europa fino a quando le navi mercantili hanno portato il loro carico nero di peste a Messina, mentre altre navi infette dal Levante la portarono a Genova e Venezia.
Nel 1349 ha ripreso a Parigi, si è diffusa a Piccardia, Fiandre e Paesi Bassi, e dall'Inghilterra alla Scozia e l'Irlanda, nonché in Norvegia, dove una nave fantasma con un carico di lana e un equipaggio morto è andata alla deriva in mare aperto fino a quando non si è arenata vicino a Bergen.
Da lì la peste passò in Svezia Danimarca, Prussia, l'Islanda, e per quanto riguarda la Groenlandia.
La stessa percezione in genere falsata di Medioevo come "Secoli bui" proviene da quello che è filtrato attraverso questa catastrofe della storia europea: città nel degrado, cataste di cadaveri in decomposizione, roghi di corpi, territori incolti e abbandonati, palazzi e monasteri svuotati, predoni e banditi che infestano feudi senza legge, processioni penitenziarie e profezie sulla fine del mondo.
In secondo luogo in questo periodo c'è stato l'aumento delle attività criminali.
L'Europa medievale nel XIV secolo ha sperimentato una diffusa violenza sociale, e anche agisce quindi punibile con la morte, come lo stupro e l'omicidio sono stati dimostrabilmente molto più comuni (soprattutto in rapporto alla popolazione) rispetto ai tempi moderni.
Con la carestia, anche coloro che non erano normalmente inclini alle attività criminali hanno ricorso a qualsiasi mezzo per sfamare se stessi e la loro famiglia.
Dopo la carestia, l'Europa ha assunto un bordo più duro e più violento, ma era diventato un luogo ancor meno amichevole che durante i secoli XII e XIII.
E 'stato un periodo caratterizzato da livelli estremi di reato, la malattia, la morte di massa e persino cannibalismo e infanticidio.

Per tutto il periodo della Piccola Età del Ghiaccio il cannibalismo divenne una pratica assai comune.

I riferimenti agli atti di cannibalismo sono chiari in molti documenti religiosi e storici, nei quali porzioni di carne umana cotta erano venduti nei mercati inglesi durante i periodi di carestia. Qui, una incisione di Theodor de Bry raffigura gli spagnoli affamati che abbattevano i corpi di ladri impiccati da Pedro de Mendoza, al fine di mangiarli.
Nello stesso periodo rapporti di casi di cannibalismo arrivano dalla Nuova Zelanda, praticati dalle tribu dei Maori, altrettanto colpiti dalle carestie.
Con il passare dei secoli la fame, il freddo e le carestie, oltre ad uno stile di vita più indurito, resero il cannibalismo una pratica sempre più consueta che si insidiò l'idea che fosse anche utile come cura.
Nel 16 ° secolo, il cannibalismo non era solo una parte mentale degli europei, era una parte comune della medicina tutti i giorni dalle Spagna all'Inghilterra, piccoli pezzi di mummie polverizzato importati dall'Egitto sono stati utilizzati nelle prescrizioni contro la malattia, ma la pratica venne ben presto ampliata per includere la carne, pelle, ossa, sangue, grassi e le urine di cadaveri locali, come i criminali e gli organismi di recente scavati illegalmente dai cimiteri, dice Richard Sugg dell'Università di Durham.
Arriviamo successivamente al Minimo di Spörer, 1450-1550, e osserviamo come il mondo fosse drasticamente diventato più brutale.
Entro il 1400, la popolazione era in calo da centinaio di anni - probabilmente ha continuato a diminuire fino al 1450.
I prodotti alimentari di base, in particolare grano, avevano fatto la fortuna delle alte agricoltori. Ma con un calo della popolazione, gli alimenti di base non erano più molto richiesti, quindi i prezzi erano crollati.
In questo periodo il vulcano Bardabunga, in Islanda, ebbe una colossale eruzione.
Nel febbraio del 1477, il Bárðarbunga eruttò con una combinazione catastrofica di una eruzione fessura regionale, con un'eruzione subglaciale esplosiva, un 'imponente flusso piroclastico, esplosioni freatiche e colate di lava che hanno inflitto gravi danni in Islanda. Con un indice di esplosivo di 6, questa è stata una delle eruzioni vulcaniche più grandi del mondo.

Questo evento ha prodotto la più grande conosciuta colata lavica durante gli ultimi 10.000 anni sulla Terra (più di 21 chilometri cubi di volume).
Altre grandi eruzioni avvennero sotto la luce del Minimo di Spoerer.
Un grande evento avvenne anche al vulcano Aniakchak, in Alaska.
Intorno al 1500 dC, durante uno degli eventi più violenti della storia recente sul vulcano Aniakchak, si stima che 0,75-1,0 km3 di materiale sia andato distrutto in un complesso vulcanico preesistente in semi cono e abbia inondato la maggior parte del pavimento della caldera con flussi piroclastici, sovratensioni, e spessa fallout per molti metri.
Durante la fase finale di questa eruzione, un flusso di lava ha riempito il bacino formato durante il collasso.
La potente eruzione è stata classificata Vei 5.
Nel 1452 un'altra grande eruzione Vei 6, avvenne in una caldera sottomarina a Vanuatu, chiamata Kuwae, anche questa è stata una delle più grandi eruzioni degli ultimi 10.000 anni.
Il collasso associato alla formazione della caldera potrebbe essere stato di più di 1.100 metri.
Intorno a 32-39 km cubi di magma sono stati eruttati.
In Antartide e Groenlandia i nuclei di ghiaccio evidenziano una grande eruzione o una serie di eruzioni che si rivela come un picco di solfato di concentrazione dimostrando che il rilascio in forma di particelle è stato superiore rispetto a qualsiasi altra eruzione.
Anche le analisi di carote di ghiaccio sono in grado di individuare l'evento alla fine del 1452 o all'inizio del 1453.
Questo volume di materia espulsa è più di sei volte più grande di quella del Pinatubo nel 1991 e avrebbe causato grave raffreddamento di tutto il pianeta per diversi anni successivi, sommato alla bassa attività solare del Minimo di Spoerer.
Un'altro evento di grado Vei 5 avvenne al vulcano Sakurajima, in Giappone, nel 1471, con una grande eruzione a carattere pliniano.
L'anno successivo all'eruzione del Kuwaee, l'accentuato raffreddamento climatico portò alla caduta di Costantinopoli, proprio come il clima più freddo e l'incentivazione del vulcanismo portarono alla caduta dell'Impero Romano, dell'Impero Indiano, la caduta in Cina della dinastia Sung e secoli dopo una guerra intestina all'Impero Mongolo seguita alla caduta di Mongke e all'ascesa di Kublai Khan, il suo terzo fratello, mentre quasi contemporaneamente il loro quarto fratello Hulegu portava terra bruciata a Baghdad.
Dopo essere stata dilaniata dai Turchi Ottomani, Costantinopoli prese il nome di Istanbul.
Quattro giorni più tardi essere stata conquistata, l'intera città è stata eclissata da una fitta nebbia, una condizione sconosciuta in quella parte del mondo a maggio.
Quando c'era la nebbia, quella sera, una strana luce è stato vista illuminare la cupola della Basilica di Santa Sofia.
Tutti questi fenomeni sino stati effetti locali del cataclisma vulcanico di Kuwae nell'Oceano Pacifico.
Il "fuoco" visto è stata un'illusione ottica dovuta al riflesso di rosso intenso nel bagliore crepuscolare dalle nubi di cenere vulcanica alta nell'atmosfera.
La potente eruzione ha dilaniato una grande isola a metà, ha creato un cratere sommerso quasi un chilometro di profondità e interrotto una grande battaglia che infuriava dall'altra parte del mondo - l'assedio e la caduta di Costantinopoli, ha riferito JPL Dr. Kevin Pang ad una conferenza della American Geophysical Union a San Francisco.
Gli effetti del Minimo di Spoerer non furono di meno gravi del Minimo di Wolf.
Nel suo studio, Pang ha attinto prove trovate negli anelli degli alberi, carote di ghiaccio e nei registri storici delle civiltà in Europa e Cina.
Pannelli di quercia di ritratti contemporanei britannici avevano anelli anormalmente stretti negli anni 1453-1455.
In Svezia, le decime di mais sono scese a zero e i raccolti fallirono; i pini occidentali degli Stati Uniti mostrano gravi danni da gelo nel 1453, e la crescita di alberi europei e cinesi è stata stentata dal 1453-57.
Secondo la storia della dinastia Ming in Cina nella primavera del 1453, "la neve incessante ha danneggiato le colture di grano."
Nello stesso anno, quando la polvere oscurava la luce del sole, "Parecchi metri di neve caddero in sei province, congelando a morte decine di migliaia di persone." All'inizio del 1454, "ha nevicato per 40 giorni a sud del fiume Yangtze con innumerevoli morti di freddo e fame. " (Questo latitudine, che attraversa nord del Messico, ha normalmente clima molto più mite.)
Laghi e fiumi sono stati congelati, e il Mar Giallo è stato coperto di ghiaccio per 20 chilometri (13 miglia) dalla costa.
"Il cambiamento climatico è stato probabilmente a livello mondiale", ha detto Pang .
"I grandi picchi di acido vulcanici risalenti al 1452-1460 sono stati trovati in Groenlandia e nelle carote di ghiaccio antartiche."
L'eruzione si è verificata poco prima dell'assedio di Costantinopoli, l'ultimo baluardo dell'impero bizantino al tempo potente.
I Turchi Ottomani, guidati dal sultano Maometto II, strinsero d'assedio la città il 5 aprile 1453, e la conquistarono il 29 maggio dello stesso anno.
Pang ha detto che trova anche menzione dei postumi del vulcano nelle cronache degli ultimi giorni della città.
Gli storici presero atto che i giardini della città nella primavera hanno prodotto molto poco, che Pang attribuisce al gelo vulcanico.
Il 25 maggio, un temporale si è sviluppato sulla città: "Era impossibile stare in piedi contro la grandine e la pioggia scendeva a tali torrenti che intere strade sono state allagate."
Gli storici hanno notato che nella notte del 22 maggio 1453, la luna, simbolo di Costantinopoli, è diventata scura, adempiendo una profezia sulla morte della città, in realtà era un'altro degli effetti visivi del pulviscolo vulcanico nell'atmosfera.
Un'esempio invece di come erano gli imperatori in quel periodo lo troviamo anche nel famoso mito di Vlad III, che tanto ha ispirato il romanzo di Bram Stoker.
Vlad III di Valacchia (Sighișoara, 2 novembre 1431 – Giurgiu, 16 dicembre 1476) fu voivoda (principe) di Valacchia: nel 1448, dal 1456 al 1462 e infine nel 1476.
Figlio di Vlad II Dracul, era noto come Vlad Țepeș (IPA: /'tsepeʃ/) (Vlad “l'Impalatore”).

Negli anni della caduta di Costantinopoli, combatté a più riprese contro l'avanzata dell'Impero ottomano nei Carpazi, provocando le ire del sultano Maometto II.
Entrato in conflitto col Regno d'Ungheria, allora retto da Mattia Corvino, venne imprigionato nel 1462 dal sovrano ungherese e ritornò al potere dopo un decennio come suo vassallo. Venne ucciso in circostanze misteriose nel 1476.
Il voivoda Vlad III fu celebre fonte d'ispirazione per lo scrittore irlandese Bram Stoker per la creazione del suo personaggio più famoso, il conte Dracula, protagonista dell'omonimo romanzo.
Questo principe visse nel periodo di entrata dell'attività solare del cosiddetto Minimo di Spoerer e fu responsabile di atroci sistemi di tortura.
Sfruttando il malcontento contadino nei confronti dei grandi proprietari terrieri, Vlad, dopo un breve periodo passato in Moldavia perché sconfitto dai boiardi, decise di liberarsi in maniera risoluta di tutta l'opposizione.
In una serata del 1459, dopo avere invitato 500 boiardi a cena, in segno di riappacificazione, li fece impalare tutti attorno al suo palazzo di Tirgoviste.

L'impalamento, appreso in Turchia, consisteva nell'infilare un palo unto di miele su per l'intestino, finché usciva, senza ledere organi vitali, da una scapola: il palo veniva poi infisso nel terreno e l'agonia poteva durare giorni.
Oltre all'impalamento Vlad usava altre torture ed esecuzioni capitali: scuoiamento, rogo, decapitazione, olio bollente, fino agli incendi dei villaggi.
Si è calcolato che nel corso della sua vita mandò a morte almeno 100.000 persone, escludendo ovviamente i nemici caduti in battaglia.
Particolarmente selvagge furono le persecuzioni nei confronti dei mercanti tedeschi, che dalla Transilvania scendevano in Valacchia: forse per questo le cronache sulle crudeltà di Vlad vengono quasi esclusivamente dalla Germania.
Successivamente risolse, a suo modo, il problema dei questuanti del regno, riunendoli in un palazzo e dando loro fuoco.
Sistemata la Valacchia, si trasferì in Transilvania, dove maggiore era il malcontento per le sue efferatezze, e qui, in una sola notte, fece impalare ben 20.000 persone.
La prima moglie fu proprio una sedicenne transilvana, comprata per cento sacchetti d'oro, dalla quale ebbe due figli, prima che la donna si suicidasse gettandosi dalle mura del castello di Curtea de Arges, per la cui costruzione Vlad III aveva organizzato una vera e propria deportazione di massa.
La seconda moglie, sposata per ragioni di stato, fu invece una parente del re ungherese Mattia Corvino, che era disposto ad aiutarlo a condizione che lui s'impegnasse militarmente contro i turchi.
Ma Vlad III in realtà ebbe molte amanti, che spesso trattava con estrema durezza, come quando, per esempio, a una di origine zingara che gli confessò per gioco d'essere incinta, sbudellò il ventre per sincerarsene.
Negli anni 1461-62 gli eserciti di Vlad fermarono a più riprese l'avanzata ottomana nei Balcani (suo fratello Radu combatteva invece a fianco dei turchi). Famose le battaglie di Giurgiu e di Turnu.
Il 5 febbraio 1462 egli invia al re di Ungheria, Mattia Corvino, un racconto dettagliato di una spedizione anti-turca con annesse 23.000 teste, tra cui molte di donne e bambini.
Vlad III era molto coraggioso sul campo di battaglia, amava dirigere i propri soldati combattendo in prima fila.
In quegli anni, con un esercito di soli 30.000 uomini, si oppose praticamente da solo al dilagare dei turchi, il cui esercito nei Balcani superava le 250.000 unità. E' interessante però notare una cosa, durante questi periodi gelidi, la gente si ammazzava per il cibo, o era decimata dalle carestie o dalle guerre sembrava che i virus e i batteri invece prosperassero e quanto il genere umano fossero altrettanto aggressivi.
In questo caso, se il Minimo di Wolf ha decimato il continente Euroasiatico con la Peste Nera che lo spopolò di 100 milioni di individui, il Minimo di Spoerer non fu da meno ne con il Vaiolo ne con la Febbre Eruttiva.
La prima apparizione della Febbre Eruttiva fu nel 1485, una terribile pestilenza della quale un sudore improvviso aggrediva il corpo con forti emicranie e dolori fisici, il tutto accompagnato da una terrificante sensazione di calore.
Gli infetti gettavano via le coperte, se vestiti di spogliavano mentre quelli assetati bevevano acqua fredda.
Tutti passavano a miglior vita poco dopo la comparsa del sudore, al punto che non se ne salvò nemmeno uno.
La Febbre Eruttiva cominciava sempre in estate, rimase latente dopo la sua prima comparsa e si ripresentò nel 1508, seguita da ondate successive nel 1517, 1528 e 1551.
Quella del 1528 fu la peggiore.
L'infezione uccideva in un giorno e in alcuni casi in appena tre ore.
Dopo il 1551 la Febbre Eruttiva non ricomparve più ne in Inghilterra ne in Europa.
Nel complesso l'epidemia fu meno peggiore della Peste, ma tra il 1485 e il 1551 si stima vi furono almeno 3 milioni di morti.
In quel periodo un'altra epidemia molto aggressiva fu quella del Vaiolo,
Nel 1519 Hernan Cortes portò il Vaiolo da Porto Rico fino al continente nord americano, in particolare in Messico, dove con gli Aztechi, biologicamente privi di difese innescò una delle epidemie più devastanti della Storia.
Gli Spagnoli erano quasi del tutto immuni alla fatale malattia così anche i loro schiavi.
Si ipotizza che fu uno schiavo nero, Panfilo de Narvaez, l'ignaro agente di contaminazione che portò alla morte di 4 milioni di Aztechi, che sommato allo sterminio dei Conquistadores portò quel popolo quasi sull'orlo dell'estinzione.
Sempre tra il 1500 e il 1550 un'altra epidemia fu di gran lunga peggiore di queste.
Un'epidemia di sifilide si diffuse in Europa causando circa 10 milioni di vittime, nel contempo la popolazione dei Guanci delle isole Canarie fu completamente sterminata da un'epidemia, probabilmente la stessa.
Inoltrandoci sempre più nel cuore della Piccola Età del Ghiaccio, dal 1645 al 1715, il Minimo di Maunder, la parte peggiore e più profonda dalla Crisi Solare che la caratterizzò, il mondo del periodo sembra aver vissuto uno stabilizzarsi dello stile di vita delle persone ma nel contempo, quando le cose si aggravarono, quanto successo in precedenza peggiorò ulteriormente.
Caspar M. Ammann sull’ulteriore ruolo nei cambiamenti climatici determinatisi durante il Minimo di Maunder, nel suo studio egli ricombina i risultati ottenuti dai carotaggi nei ghiacci con i dati dell’irraggiamento solare dell’epoca e propone una nuova rilettura dei dati noti.
Secondo questo autore l’abbassamento della temperatura durante il Minimo di Maunder non sarebbe stato determinato solamente dalla ridotta attività solare e lo stesso sottolinea che la maggior parte degli autori avrebbero ignorato nei loro studi gli altri importanti fattori che possono aver drammatizzato la variazione climatica.
Tra questi fattori Amman pone la responsabilità dell’aumentato vulcanismo nel determinare, nel perdurante periodo di freddo, dei picchi di ulteriore raffreddamento climatico, in particolare nell’ultimo periodo del Minimo di Maunder.

Dopo il 1600 mentre nell’Europa centrale la caccia alle streghe cominciava a declinare, si incrementò nell’Europa centrale con una punta tra il 1626 e il 1630 in corrispondenza di una nuova ondata di gelo e della carestia prodotta dalla guerra dei Trent’anni: in Germania da parte della Lega cattolica vennero bruciate sul rogo 3500 persone e i principali promotori della persecuzione furono i tre principi elettori ecclesiastici dell’impero, assieme ai vescovi di Franconia, Augusta, Strasburgo, Breslau e dall’abate di Fulda.
Ma nel violento scontro confessionale anche luterani e calvinisti si resero protagonisti di un migliaio di condanne.
Non è un caso che nelle regioni dell’impero dove la secolarizzazione era più avanzata ( Palatinato, Boemia, Sassonia, Baviera) le persecuzioni furono assai meno intense. Anche nelle grandi città ( Parigi, Londra, Napoli, Francoforte, Milano) la fanatica repressione contro le streghe fu contenuta.
Dopo aver raggiunto l’apice attorno alla metà del XVII secolo, l’intensità della caccia alle streghe cominciò a declinare: una maggiore stabilità politica degli Stati e nella società, il venir meno delle epidemie di lebbra e di peste hanno probabilmente contribuito al mutamento dell’atteggiamento delle popolazioni verso la stregoneria.
Da notare che il fenomeno cominciò a scemare con la fine del Minimo di Maunder.
"Dio Onnipotente ha un litigio ultimamente con tutta l'umanità", si lamentava il gallese storico James Howell nel 1647, " entro questi 12 anni ci sono state le rivoluzioni più strane e orribili cose sono accadute, non solo in Europa, ma in tutto il mondo."
Il mondo, pensò, era "nel caos".
Egli non era il solo.
Quando la guerra civile infuriava nelle Isole Britanniche, la ribellione strappò fori negli imperi del Ming e degli Ottomani, e l'Europa centrale sanguinava durante la guerra dei Trent'anni, altri commentatori sprofondarono nella disperazione.
Una delle principali conseguenze della Guerra dei Trent'anni era la devastazione di intere regioni, denudate dal foraggiamento delle armate.
La carestia e la malattia hanno decimato in modo significativo la popolazione degli stati tedeschi, la Boemia, i Paesi Bassi e l'Italia, la maggior parte dei poteri combattenti erano in bancarotta.
Ogni giorno, ha registrato lo studioso di Oxford Robert Burton nel 1638, ha portato notizie di "guerra, epidemie, incendi, inondazioni, furti, omicidi, massacri, meteore, comete, spettri, prodigi, apparizioni, delle città prese, città assediate in Francia, Germania , la Turchia, la Persia, la Polonia, ecc ".
Quattro anni più tardi, un tratto spagnolo ha suggerito una spiegazione terrificante ma sempre più popolare: "Questa sembra essere una delle epoche in cui si è attivata ogni nazione a testa in giù, portando alcune grandi menti a sospettare che ci stiamo avvicinando alla fine del mondo. "
Per decenni, gli storici sono stati afferrati dalle sofferenze straordinarie del 17 ° secolo, dalle guerre civili in Gran Bretagna e Irlanda del Nord e la sofferenza terribile della guerra ha strappato la Germania ; portato al crollo in Cina della dinastia Ming e lo smembramento della Polonia-Lituana.
Eric Hobsbawm, probabilmente è stato il primo storico a sostenere che vi era stata una mondiale "crisi generale", ha insistito che le cause erano economiche.
Per contro, Hugh Trevor-Roper ha diagnosticato un guasto sociale più ampio, basato sul conflitto tra corte e paese e guidato dalla radicale energia intellettuale.
Ora uno terzo storico brillante, l'americano studioso britannico Geoffrey Parker, ha gettato un nuovo elemento nel mix.
In questa vasto, superbamente ricercato e assolutamente avvincente libro, Parker mostra come il cambiamento climatico ha spinto il mondo verso il caos.
Questa era, dopotutto, era la Piccola Età del Ghiaccio, in cui le temperature si sono abbassate in tutto il mondo.
I dati, insiste, sono «chiari e coerenti", e pensa che la crisi ha avuto inizio negli ultimi anni del 1610, meno al momento dello scoppio della guerra in Europa dei trent'anni.
La neve cadde nel subtropicale Giappone, e l'Africa sub-sahariana ha subito un periodo di cinque anni di siccità, i fiumi del moderno Messico e Virginia prosciugarono, e in tutta Europa, i raccolti fallirono e migliaia morirono di fame.
Ma questo era solo un assaggio di quello che stava per accadere.
I primi mesi del 1621 erano così freddi che la gente attraversò il Bosforo congelato da Costantinopoli verso l'Asia.
Nei primi anni del 1640, venti violenti e pioggia hanno distrutto i raccolti in tutta l'Europa settentrionale, e in Germania i soldati hanno riferito di aver visto persone congelate a morte sulle strade.
L'Inghilterra ha perso il suo re e la pace di Westfalia ha portato alla guerra dei trent'anni alla fine, ma ancora soffiavano i venti freddi.
Infatti, durante la seconda metà del secolo, il mondo era letteralmente un posto freddo, così come più vuoto.
In Cina, Polonia, Russia e l'Impero ottomano, la popolazione è diminuita di circa un terzo, mentre in alcune parti della Germania la popolazione è stata dimezzata.
Nel 1651, Thomas Hobbes ha avvertito che senza uno Stato forte, la vita sarebbe "solitaria, povera, sgradevole, brutale e breve".
È interessante notare che questo periodo coincise con alcuni degli eventi più drammatici della storia della Scozia.
Un re fu costretto all'esilio, ci fu la ribellione, la carestia, un'offerta scozzese sfortunata che intendeva stabilire una colonia in America Centrale e una tempesta di sabbia che ha sepolto una proprietà costiera.
L'arco di 70 anni ha visto anche la firma dell'Atto di Unione del 1707 giacobita senza successo crescente del 1715.
Le temperature in Scozia durante la Piccola Età del Ghiaccio erano da 1.5C a 2C più fredde di quanto non siano oggi.
In estate, questo ha accorciato la stagione di crescita e devastato le colture di base.
Geoffrey Parker è un professore di storia alla Ohio State University. Egli è l'autore, più recente della crisi globale: la guerra, i cambiamenti climatici e le catastrofi nel XVII secolo. (Yale University Press, 2013) Brani:
Nel 17 ° secolo, il pianeta ha sperimentato alcune delle fasi più fredde registrate nel passato millennio.
Per il poeta inglese John Milton, che ha vissuto queste catastrofi, sembrava "un universo di morte."
L'evidenza del cambiamento climatico nel 17 ° secolo è sia abbondante sia inequivocabile.
Considerate l'anno 1675. Nel mese di luglio, la socialite Paris Madame de Sévigné ha lamentato alla figlia, che viveva vicino al Mediterraneo: "E 'terribilmente freddo: Abbiamo i fuochi accesi, come te, il che è molto notevole". Ha aggiunto: "Pensiamo che il comportamento del sole e delle stagioni sia cambiato. "
Madame de Sévigné era corretta su entrambi i punteggi: il 1675 è stato uno degli anni, con un'estate eccezionalmente fredda sul record e gli anelli degli alberi stretti di quel periodo rivelano un'insolitamente scarsa crescita, sia le uve e i cereali sono maturati più tardi che in qualsiasi altro periodo.
La vendemmia francese magra del 1675 si è verificata proprio quando il re ha sollevato nuove tasse da pagare per le sue guerre, con risultati prevedibili.
Molte persone sono morte di fame, molti di più sono migrati in cerca di cibo, e nella parte occidentale della Francia, molti hanno preso parte alle rivolte dei "berretti rossi".
La Terra sperimentò un inverno tremendamente freddo anche nel 1620-1, quando il Bosforo ocngelò così forte che la gente poteva camminare sul ghiaccio tra Europa e Asia. L'estate del 1627 è stata la più piovoso registrato in Europa, e il 1628 è stato un altro "anno senza estate", con temperature così basse che in molte zone le colture alimentari non sono maturate.
Dal 1629 al 1632, l'India del Nord ha subito una catastrofica siccità, mentre gran parte dell'Europa ha subito piogge eccessive.
Nelle Alpi, gli anelli degli alberi insolitamente stretti riflettono deboli stagioni in tutto il 1640, e i ghiacciai avanzarono più di un miglio.
Nell'emisfero settentrionale, il 1641 vide la terza più bassa registrata negli ultimi sei secoli, il 1641-2 è stato l'inverno più freddo mai registrato in Scandinavia, e il 1649-1650 è stato l'inverno più freddo mai registrato sia in Cina settentrionale e orientale.
In Francia, la Senna ha vissuto 62 alluvioni registrate, di cui 18 si sono verificate nel 17 ° secolo.
Le vendemmie in Francia occidentale tra il 1640 e il 1643 hanno iniziato un mese più tardi del solito, producendo vino troppo amaro da bere, mentre i prezzi del grano sono lievitati a causa dei scarsi raccolti di cereali.
Il tempo fuori stagione in Inghilterra ha rovinato il mais e il fieno ogni anno 1646-1651, con cinque raccolti più cattivi tra il 1657-1661: 11 cattivi raccolti nello spazio di 16 anni.
Tali condizioni climatiche anomale durate dal 1620 fino al 1690, il più lungo e il più grave episodio di raffreddamento globale.
Questo secolo ha visto più casi di crollo di Stati in tutto il mondo che ha fatto qualsiasi età precedente o successiva. 
Nel decennio più freddo, 1640, i Ming in Cina, lo stato più popoloso del mondo, è crollato, il Commonwealth polacco-lituano, lo stato più grande in Europa,  si disintegrarono, gran parte della monarchia spagnola si separarono, e tutta la monarchia Stuart si ribellò alla Scozia , l'Irlanda, l'Inghilterra e le sue colonie nordamericane.
Inoltre, nel solo 1648, le ribellioni paralizzarono sia la Russia (lo stato più grande del mondo) e la Francia (lo stato più popoloso d'Europa), mentre a Istanbul (città più grande d'Europa), i soggetti irati strangolarono il  Sultano Ibrahim..
La frequenza delle rivolte popolari è anche aumentata.
In Cina il numero di grandi sollevazioni armate è salito da meno del 10% nel 1610 a oltre l'80%  nel 1630, che interessarono 160 contee e coinvolsero oltre un milione di partecipanti.
In Svizzera e in quella che oggi è la Germania, delle 25 grandi rivolte contadine registrati nel 17 ° secolo, più della metà ha avuto luogo tra il 1626 e il 1650.
In Inghilterra, il numero di disordini alimentari è passato da 12 tra il 1600 e il 1620-36 tra il 1621 e il 1631, con altri 14 nel 1647-9.
In Francia, rivolte popolari ha raggiunto un picco in assoluto che relativamente, a metà del 17 ° secolo.
La sinergia fatale tra cambiamento climatico, la rivoluzione, la guerra, e la ribellione ha prodotto mortalità umana su scala raramente vista prima e mai da allora.
In Cina, l'imperatore ha riconosciuto che "oltre la metà della popolazione perì" nella transizione violenta Ming Qing.
Solo il Giappone ha preso i provvedimenti opportuni. Gli episodi di condizioni meteorologiche estreme che hanno ucciso mezzo milione di persone nel 1630 persuase lo shogun Tokugawa a creare più granai, migliorare le infrastrutture di comunicazione, ed evitare guerre all'estero, al fine di accumulare sufficienti riserve alimentari per far fronte alle future catastrofi.
Quindi, anche se condizioni meteorologiche estreme persistevano il Giappone ha goduto di pace e prosperità.
Come il paleontologo Richard Fortey ha osservato: "C'è una sorta di ottimismo incorporato nelle nostre specie che sembra preferire a vivere nel presente comodo, piuttosto che confrontarsi con la possibilità di distruzione", con il risultato che "gli esseri umani non sono mai preparati per disastri naturali. "
Uno sguardo alla Francia.

Saint-Quentin. Delle 450 persone malate della quale gli abitanti erano in grado di alleviare, 200 sono state rivelate, e queste le abbiamo viste morire una ad una mentre giacevano sul ciglio della strada.
Un gran numero rimangono ancora, e ad ognuna di esse è possibile solo distribuire il minimo scarto di pane.
Abbiamo solo dato il pane a chi altrimenti sarebbe morto. Il piatto fiocco qui è costituito da topi, che gli abitanti cacciano, così disperati che sono affamati.
Divorano radici che gli animali non possono mangiare, si può, infatti, non mettere in parole le cose che si vedono .... Questo racconto, lungi dal esagerare, sottovaluta piuttosto l'orrore del caso, per non registra la centesima parte della miseria in questo quartiere.
Coloro che non hanno visto con i propri occhi non possono immaginare quanto grande sia. Non un giorno passa in cui almeno 200 persone muoiono di fame nelle due province. Certifichiamo ad avere noi stessi visto mandrie, non di bovini, ma di uomini e donne, che vagavano per i campi tra Reims e Rhétel, che giravano la terra come maiali per trovare un paio di radici, e per quanto possono solo trovare quelli marci, e non la metà abbastanza di loro, diventano così deboli che non hanno forza per cercare cibo.
Il parroco a Boult, la cui lettera alleghiamo, ci dice che ha seppellito tre dei suoi parrocchiani che sono morti di fame.
Il resto si è sussistito con paglia trinciata mista con terra, di cui compongono un alimento che non può essere chiamato pane.
Altre persone nello stesso luogo vivevano sulle carcasse degli animali morti di malattia, la cui la cura, altrimenti sarebbe stata in grado di aiutare il suo popolo.
Dalle lettere della badessa di Port-Royal
(1649) Questo povero paese è uno spettacolo orribile, ma è spogliato di tutto. I soldati prendono il possesso delle aziende agricole ed hanno il grano trebbiato, ma non daranno un solo grano per i proprietari che chiedono l'elemosina .
 E 'impossibile arare. Non ci sono più cavalli tutti sono stati portati via. I contadini sono ridotti a dormire nei boschi e sono grati di avere con loro un rifugio da assassini. 
E se solo avessero abbastanza pane per soddisfare metà della loro fame, si sarebbero infatti definiti "felice."
(1652) Le persone si sono massacrate a vicenda ogni giorno con ogni sorta di crudeltà .... I soldati rubano gli uni dagli altri quando hanno denudato ogni altro, e mentre guastano altre proprietà che portavano fuori, essi stessi sono spesso ridotti alla fame, e non possono trovare più nulla da annettere. Tutti gli eserciti sono altrettanto indisciplinati e gareggiano tra loro in illegalità. Le autorità di Parigi stanno cercando di rispedire i contadini a raccogliere nel mais, ma non appena viene raccolto i predoni vengono a uccidere e rubare, e disperdere il tutto in una disfatta generale.
Uno sguardo alla Russia.

La carestia russa del 1601-1603 è stata la peggiore in Russia in termini di effetto proporzionale alla popolazione, uccidendo due milioni di persone, un terzo del popolo russo, durante il Periodo dei Disordini, quando il paese fu turbato politicamente e successivamente invasa da il Commonwealth polacco-lituano.
Nel 2008, i geologi della University of California, Davis hanno annunciato i risultati di uno studio che documenta la carestia dopo l' eruzione di un vulcano in Perù nel 1600.
L'Huaynaputina ha eruttato da 16 a 32 milioni di tonnellate di particolato nell'atmosfera, in particolare il biossido di zolfo, formando acido solforico e quindi una sorta di inverno vulcanico, questo ha ridotto la quantità di luce solare che, già indebolita dal Minimo di Maunder, raggiungeva la superficie terrestre.
Durante questo periodo di due anni e mezzo, 127.000 cadabveri sono stati sepolti in fosse comuni solo a Mosca. La diffusa la fame ha ucciso forse due milioni di soggetti, un terzo della popolazione russa.
Il governo ha distribuito soldi e generi alimentari per i poveri a Mosca, ma questo ha portato solo i rifugiati ad affollare la capitale e aumentare la disorganizzazione economica.
L'oligarchica fazione, capeggiata dai Romanov, ha ritenuto una vergogna obbedire a un boiardo , congiure erano frequenti, i distretti rurali sono stati devastati dalla carestia e pestilenza, ampie bande armate di briganti vagavano per il paese a commettere ogni sorta di atrocità, i cosacchi del Don sulla frontiera era inquieto, e il governo ha dimostrato di non poter più mantenere l'ordine.
Numerose altre carestia sconvolsero il pianeta durante il Minimo di Maunder:
1648-1660: La Polonia ha perso una cifra stimata di 1/3 della sua popolazione a causa di guerre, carestie e pestilenze; 1651-1653: Carestia in gran parte dell'Irlanda durante la conquista di Cromwellian d'Irlanda; 1661: Carestia in India, quando non una goccia di pioggia cadde per due anni; 1669: Carestia in Bengala; 1670 e 1680: Peste e carestie in Spagna; 1680: Carestia in Sardegna 80.000 morti; 1680: Carestia nel Sahel; 1690: Carestia in tutta la Scozia che ha ucciso il 15% della popolazione; 1693-1694 Carestia in Francia 2 milioni di morti ; 1695-1697 Grande Carestia di Estonia ha ucciso circa un quinto della popolazione di Estonia e Livonia  (70,000-75,000 persone). La carestia ha colpito anche Svezia (80.000-100.000 morti) ; 1696-1697 Grande Carestia di Finlandia spazzato via quasi un terzo della popolazione; 1702-1704: Carestia in Deccan, India, 2 milioni di morti; 1708-1711: Carestia in Prussia orientale ha ucciso  il 41% della sua popolazione;
Nel 17° secolo era in atto anche la colonizzazione del Nuovo Mondo, tuttavia sembra evidente che l'inizio di tutto ciò non sia iniziato sotto i migliori auspici, mentre la colonizzazione delle Americhe, iniziata da Cristoforo Colombo andava avanti, i coloni inglesi che si stanziarono in quelle regioni durante il Minimo di Maunder, furono i più sfortunati, tanto che la fame e il freddo li spinsero agli estremi.
Gli archeologi e gli scienziati forensi lavorando con resti umani recuperati a Jamestown hanno riferito che i loro studi di gruppo hanno rivolto prove raccapriccianti di cannibalismo che ha avuto luogo durante il periodo 1609-1610.
Analizzando il cranio di una ragazza di 14 anni, trovato in una fossa rifiuti pieno di cani e cavalli dalle ossa macellate, hanno scoperto prove multiple di tagli netti e colpi di taglio al cranio, guance e mandibola.

La posizione e il numero dei solchi sono coerenti con la carne e il cervello rimosso, probabilmente per il consumo.

"Questa persona non sapeva come macellare un animale. Quello che vediamo è l'esitazione e la mancanza di esperienza ", ha detto l'antropologo forense Douglas Owsley del Museo Nazionale di Storia Naturale della Smithsonian Institution.
"Ma erano evidentemente interessati alla carne delle guance, i muscoli della gola e della lingua e il cervello", ha detto.
Di circa 300 coloni inglesi che vivevano a James Fort nell'inverno del 1608, solo 60 sono sopravvissuti alla primavera.
Numerosi racconti di cannibalismo tra i sopravvissuti poco dopo sono stati discussi dagli storici per anni.
Ma la scoperta del cranio macellato - in combinazione con il contesto di altre ossa di animali macellati in cui è stato trovato - fornisce la prima prova fisica degli sforzi disperati dei coloni affamati 'per rimanere in vita.
"Quanti sono stati quelli soggetti al cannibalismo non si sa", ha detto lo storico e vice presidente Giacomo Corno di Colonial Williamsburg.
«Ma noi non crediamo che questa giovane ragazza fosse un caso solitario."
Dopo il Minimo di Maunder, la Piccola Età del Ghiaccio persistette per altri secoli fino al 1913, sotto il Minimo di Dalton 1790-1830 e il Minimo di Damon 1890-1913, che si concluse con l'inizio della Prima Guerra Mondiale.
Non ci soffermeremo ad analizzare lo scenario di questi altri due episodi di freddo intenso in quanto dopo aver analizzato i primi tre Minimi della Piccola Età del Ghiaccio e ciò che essi comportano, ci siamo fatti una chiara idea di come la società cambia "in modo concreto."
Ci soffermeremo però su come durante la Piccola Età del Ghiaccio si comportarono alcuni predatori come ad esempio il lupo.

Gli attacchi del lupo sugli esseri umani sono stati studiati da storici e biologi.
In tempi moderni, vale a dire durante il Periodo Caldo Moderno, insieme a lupi stessi sono diventati rari, ma ancora si verificano più frequentemente nel centro-sud dell'Asia, in cui sono sono stati registrati migliaia, in aree dove gli inverni sono decisamente più duri che in Europa.
La Francia ha più estesi documenti storici rispetto a molti altri paesi, con 3272 attacchi documentati dal 1580-1830.
Il fatto che attualmente siano diventati tanto rari, mentre il periodo documentato che ne conta ad oltre tremila corrisponda al periodo freddo della Piccola Età del Ghiaccio, non rappresenta una casualità.
Possedendo straordinariamente potenti mascelle, i lupi sono facilmente in grado di uccidere gli esseri umani.
In Francia, documenti storici compilati dallo storico rurale Jean-Marc Moriceau indicano che nel periodo 1580-1830, 3.272 persone sono state uccise dai lupi, delle quali 1.961 sono state uccise dai lupi non rabbiosi.
Numerosi attacchi si sono verificati in Germania durante la 17 ° secolo dopo la guerra dei 30 anni.
Anche se l'Italia non ha nessuna registrazione di attacchi dei lupi, dopo la seconda guerra mondiale e dall'eradicazione della rabbia nel 1960, gli storici esaminando i registri parrocchiali e le amministrative dal nord d'Italia centrale nella regione della Valle del Po (che comprende una parte della moderna Svizzera ) hanno trovato 440 casi di lupi che attaccarono persone tra i 15 ° e 19 ° secolo.
Le registrazioni del 19 ° secolo mostrano che tra il 1801-1825, ci sono stati 112 attacchi, 77 dei quali hanno portato alla morte.
Di questi casi, solo cinque sono stati attribuiti agli animali rabbiosi.
In Asia, registrazioni di attacchi di lupi in India hanno cominciato ad essere mantenute durante l' amministrazione coloniale britannica nel 19 ° secolo.
Nel 1875, sempre più persone sono state uccise da lupi con le aree più colpite nelle Province del Nord Ovest e Bihar.
Nella prima zona, 721 persone sono state uccise dai lupi nel 1876, mentre nel Bihar, la maggior parte dei 185 decessi registrati al momento si è verificato soprattutto a Patna e Bghalpur.
Nelle Province Unite, 624 persone sono state uccise da lupi nel 1878, con 14 uccisi durante lo stesso periodo del Bengala.
In Hazaribagh , Bihar, 115 bambini sono stati uccisi tra il 1910-1915.
Un'altro esempio di come il periodo della Piccola Età del Ghiaccio sia stato un periodo favorevole ai predatori, lo possiamo osservare nel 1816, durante l'Anno Senza Estate, del Minimo di Dalton, in cui branchi di lupi, vista la fame durante l'estate fuori stagione, attaccarono in massa pecore e galline dei contadini.
E 'stato così male nel 1816 che quattro comuni del Maine, Stati Uniti, hanno votato taglie sui lupi fino a $ 40.00.

Altri cambiamenti nelle specie animali li possiamo osservare nello spostamento delle popolazioni di volpi artiche.
Secondo una nuova ricerca la Piccola Età del Ghiaccio ha permesso ad una nuova ondata di volpi artiche a colonizzare l'Islanda.
Un'esteso strato di ghiaccio marino si è formato durante il crollo delle temperature tra 200-500 anni fa, permettendo alle volpi artiche di migrare verso l'Islanda da diverse regioni artiche, tra cui la Russia, il Nord America e la Groenlandia.
La ricerca, condotta da scienziati della Durham University, Regno Unito, ha detto che i loro risultati hanno mostrato l'importanza del ghiaccio marino nel creare e mantenere la popolazione genetica della volpe artica attraverso le regioni polari dove si trova l'animale.
Come abbiamo osservato in precedenza l'attuale Grande Minimo Solare con la quale stiamo avendo a che fare, sta portando ad un nuovo trend di declino delle temperature globali.
Queste temperature più fredde sembrano favorire piante e animali da climi freddi mentre gli animali da specie più calde si ritrovano a fronteggiare una maggiore diversificazione da Selezione Naturale, causata da diminuzione delle temperature, generi di predatori adattati a climi più freddi e carenza di alimentazione e ovviamente nella lista è compreso anche l'uomo.
In questi anni in cui il clima si sta facendo più freddo si sta osservando un'aumento della popolazione dei lupi sia nel continente americano sia nel continente euroasiatico, in diversi casi dopo oltre un secolo dalla loro scomparsa.
Se dobbiamo fare un quadro più chiaro osserveremo come durante i Grandi Massimi Solari, il clima terrestre si fa più caldo, le stagioni più miti e la popolazione umana subisce un incremento demografico grazie alle migliori condizioni di vita che lo favoriscono, mentre le specie predatrici adattate al freddo diminuiscono in numero limitandosi solo a regioni circoscritte sui continenti, allo stesso modo le gravi epidemie diminuiscono in numero in quanto il caldo sembra svantaggiarle e renderle meno aggressive, fattore sommato oltre ad una maggiore salute umana.
Durante le Piccole Età del Ghiaccio invece l'irradiamento solare declina in pochi cicli undecennali verso un prolungato quanto intenso periodo di bassa attività, che porta ad declino naturale delle temperature dell'atmosfera terrestre, gli inverni si fanno più lunghi e le stagioni calde più corte e più fresche
La popolazione mondiale segue un trend di decrescita mentre il freddo e la fame, dopo il fallimento dell'agricoltura, portano ad un'esplosione di conflitti, fenomeni di cannibalismo, guerre, un'aumento della violenza civile ecc.
I ghiacciai progrediscono quanto le calotte glaciali ai poli, lo strato di ghiaccio marino alle alte e medie latitudini si fa più spesso ed esteso e sommate ad un'aumento dell'attività sismica e vulcanica si verificano dei veri e propri cambiamenti nell'ecosistema terrestre principalmente da predatori.
Tutto ciò in un clima più freddo, un minor irradiamento solare e un declino degli standard di vita della popolazione porta ad un maggiore diffondersi delle epidemie come la Peste Nera, portando ad un'ulteriore calo demografico.
In questo caso sembra chiaro che le Piccole Età del Ghiaccio si adattino perfettamente al trend della Selezione Naturale, di Charles Darwin
Dopotutto egli nacque proprio nel periodo in cui l'ultima Piccola Età del Ghiaccio era ormai agli sgoccioli,(Shrewsbury, 12 febbraio 1809 – Londra, 19 aprile 1882).
E' chiaro che attualmente ci troviamo in un periodo che guardacaso coincide con almeno tre fattori, senza elencarne di eccessivi: Ci troviamo ad almeno tre-quattro generazioni che non entriamo in guerra o abbiamo a che fare con problemi similia d una guerra mentre il malcontento degli stati europei e americani sta aumentando sempre più; Ci troviamo in un periodo in cui la PDO, di cui abbiamo fatto menzione prima, sta acquistando nuovamente vigore, come osservato; Ci troviamo di fronte ad un nuovo Grande Minimo Solare in un periodo in cui gli inverni si stanno facendo sempre più rigidi e nevosi.
Con l'attuale aumento della povertà e un Sole freddo si potrebbe facilmente pensare che stiamo entrando in un nuovo "Periodo dei Disordini" come quello avvenuto in Russia, certo quanto durante la Piccola Età del Ghiaccio si ebbe un'escalation della violenza sociale causato dalla fame con una sola differenza, attualmente siamo sette miliardi di soggetti al mondo.
In questo caso se immaginassimo la ricomparsa della Peste, del XIV Secolo in un periodo simile, viene da dilatare gli occhi per un simile scenario.
Dopotutto sembra che i virus come la vita stessa si siano sviluppati proprio in un'oscillazione tra il ghiaccio e il fuoco.

Un'esempio di come i microorganismi siano capaci di resistere a fredde temperature estreme arriva dallo strato di ghiaccio dell'Antartide.
Gli scienziati hanno identificato la vita microbica in un lago intrappolato sotto lo strato di ghiaccio gelato dell'Antartide.
Per la loro scoperta, il team ha perforato attraverso 800 metri di ghiaccio che coprono Whillans Lake per raccogliere campioni.
"Il Lago Whillans nutre sicuramente la vita ", dice. "Sembra che si trovi un ecosistema delle zone umide grande sotto lo strato di ghiaccio dell'Antartide, con un attiva microbiologia."
Il lago in questione è uno specchio d'acqua di 60 chilometri quadrati che si trova sul bordo della piattaforma di ghiaccio di Ross nell'Antartide occidentale.
Cosa avessero recuperato ben presto divenne chiaro sotto il microscopio in loco.
Sia l'acqua che i sedimenti contenevano una serie di microbi che non avevano bisogno di luce solare per sopravvivere.
Gli scienziati hanno contato circa 1.000 batteri per millilitro di acqua di lago - circa un decimo l'abbondanza di microbi negli oceani.
Se i batteri riescono a vivere in un lago a temperature estremamente sotto zero a quasi un chilometro di profondità e in completa assenza di luce solare diventa evidente che non solo la vita si sviluppa in condizioni estreme, ma che è in grado di proliferare se quelle condizioni non sono più tanto limitate ma maggiormente diffuse.
Se come durante la Piccola Età del Ghiaccio l'irradiamento del sole era minore, il clima più freddo e lo standard di vita più brutale, i virus e i batteri vista la loro dimensione infinitamente più ridotta sarebbero stati i primi mutare in favore dei cambiamenti di quel nuovo ambiente.
"Secondo Darwin, gli esseri viventi (sia uomo, animale o vegetale) si evolvono ai cambiamenti dell'ambiente circostante."
Allo stesso modo con piante di minori dimensioni anche gli organismi per sopravvivere necessitano di minori dimensioni, in quanto la quantità di cibo è assai più ridotta.
Il vantaggio delle dimensioni più ridotte inoltre è quello che temperature più fredde portano gli organismi a ridurre le proprie dimensioni e quindi ad una riduzione della massa corporea e ad un maggior risparmio energetico.
Per comprendere come le ridotte dimensioni di un'organismo possano favorire un risparmio energetico in condizioni di freddo estremo osserviamo l'esempio di virus e batteri.
Il congelamento di solito non uccide i batteri e non danneggia i virus.
I batteri rimangono in uno stato quiescente, ma possono riprendere a moltiplicarsi, se riportati ad una temperatura idonea: per conservare in laboratorio le colture batteriche, vengono congelate.
In realtà la parete batterica è piuttosto resistente e protegge la membrana sottostante che sarebbe molto più sensibile.
I virus, in pratica sono quiescenti sempre, a meno che non infettino una cellula.
I batteri patogeni per l'uomo hanno una temperatura ottimale di duplicazione intorno ai 36°-37°C (la temperatura del corpo umano); esistono batteri resistenti alle alte temperature, ma non sono patogeni e vivono in particolari ambienti.
Secondo le dichiarazioni di alcuni scienziati infatti è possibile, e anzi è già accaduto, che uno scioglimento di porzioni di ghiaccio molto antico liberi microrganismi in esso "ibernati" da migliaia di anni.
Una incredibile quantità di esseri viventi infatti come virus, funghi e batteri che proliferavano nelle aree umide localizzate nei pressi dei poli in un passato molto remoto, sono stati intrappolati nel ghiaccio.
Se da un lato gran parte di questi non sopravvive, secondo alcuni studi, i virus e alcuni batteri riescono a rimanere in una sorta di stand-by anche per migliaia di anni, ritornando attivi quando la morsa del ghiaccio si allenta, sebbene siano stati osservati come l'esempio precedente casi di batteri che vivono anche a profondità e temperature estreme.
William Hershel ha scritto nel 1801: "Sembra probabile analizzando il periodo tra il 1650 e il 1713, che, a giudicare dai rendimenti normali del grano, che una scarsità di vegetazione si è verificata ogni volta che il sole sembrava essere privo di macchie."
Sembra piuttosto chiaro che anche il mondo stesso fosse meno illuminato durante il periodo della Piccola Età del Ghiaccio, un'ambiente assai più favorevole anche per organismi diversamente adattati alla luce del Sole.

Non solo, ma pochi anni fa è stato osservato sotto lo strato di ghiaccio dell'Antartide che anche gli organismi complessi sono in grado di svilupparsi e vivere a temperature estreme al freddo, ragione in più per comprendere come forse durante simili periodi freddi del clima potrebbero permettere lo sviluppo di organismi complessi o favorirne la diffusione, organismo che prosperano diversamente dai periodi caldi.
Dall'Antartide arrivano altre sorprese inquietanti, sembra che anche all'interno del cratere del vulcano Erebus, si trovi una qualche forma di vita complessa non ancora identificata.

"Il giorno di pasquetta, il dottor Julian Bashir, dell’US Antarctic Survey, in compagnia della sua squadra, è sceso lungo il pendio del lago di lava, udendo strani suoni emanati dal cratere. Non appena il vento ha spostato parte della nube di vapore e di gas vulcanici, il team ha notato con grande stupore qualcosa che realmente si muoveva sul lago di lava. Si è a lungo pensato che la vita sia nata attorno a bocche laviche attive, un’evidenza confermata dal fatto che molte forme di vita batteriche vivono nei caldissimi sfoghi della caldera di Yellowstone. Tuttavia, sino al 1 Aprile, intorno ad un ambiente come il lago di lava dell’Erebus non era mai stata documentato nulla di simile. E non è un caso visto le condizioni ostili a cui le eventuali forme di vita devono far fronte. "
In tal caso di qualunque organismo si trattasse, il suo sviluppo è avvenuto in due estremi di temperatura molto particolari, da un lato un lago di roccia fusa all'interno di un cratere dall'altro -55,4 °C di temperatura esterni, una temperatura sufficiente per un congelamento istantaneo.
Un'altro esempio di come la vita in forma indipendente rispetto a quella conosciuta si sviluppi tra il ghiaccio e il fuoco possiamo osservare le profondità oceaniche. (prima parte del video)

Poiché la maggior parte della massa d'acqua degli oceani si trova negli abissi, la temperatura media dell'acqua marina è relativamente bassa, circa il 75% dell'acqua degli oceani ha una temperatura che varia dai 0° ai 5 °C, mentre la loro salinità va dai 34 ppt ai 35 ppt.
Sembra chiaro che il nuovo Grande Minimo Solare porterà ad un radicale cambiamento dell'ecosistema terrestre sia dal punto di vista della Selezione Naturale sia nello sviluppo degli organismi.
Quello che dobbiamo fare e prendere esempio dai dati storici in modo da non ripetere gli eventi.


Fonti:
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http://wattsupwiththat.com/2012/09/13/paper-demonstrates-solar-activity-was-at-a-grand-maxima-in-the-late-20th-century/
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http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/il-gelido-inverno-1946-1947/19099/
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http://www.astrobio.net/pressrelease/5326/life-under-the-lake-ice
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/07/levoluzione-e-stata-caratterizzata-da.html
http://archiviostorico.corriere.it/1999/novembre/03/Virus_preistorici_sotto_ghiacci_polari_co_0_9911037495.shtml
http://www.meteoweb.eu/2013/04/eccezionale-scoperta-nel-remoto-lago-di-lava-del-monte-erebus-in-antartide/196422/
http://it.wikipedia.org/wiki/Oceanografia_fisica

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