ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 11 novembre 2016

STATI UNITI: ORGANIZZAZIONI CRIMINALI FOMENTANO UN'ONDATA DI VIOLENZA

Dopo la vittoria di Donald Trump, è chiaro che lo scenario sulla politica americana cambierà radicalmente, nel frattempo tuttavia la classe sociale che ha beneficiato delle politiche della presidenza di Barack Obama e molte altre minoranze sociali che hanno sostenuto Hillary Clinton durante la corsa alla Casa Bianca, comprese alcune organizzazioni criminali sotto falso nome, non si sono rassegnate a quanto deciso dalla maggioranza degli americani è in preda alla furia hanno iniziato a fomentare un'ondata di criminalità.
Proteste di questo tipo avvennero anche dopo la rielezione di George W. Bush nel 2005, tuttavia quella che si sta assistendo ora è un'altra generazione erede di otto anni della politica di Barack Obama, cresciuta in un America molto degradata dall'aumento del traffico di droga all'interno delle città e dall'aumento degli immigrati illegali, chiaramente questo ha portato a terreno fertile per la radicalizzazione di organizzazioni criminali nelle grandi città sommate alle bande che si contendono i territori nella maggior parte delle città, compresa New York.
Di conseguenza è piuttosto chiaro che le organizzazioni criminali nel terrore di predere il loro monopolio economico con il ritorno dei Repubblicani al governo stanno pagando manodopera a basso prezzo tra i reietti della società, molto probabilmente gente che vive di poco e in povertà, che assommandosi alle proteste legittime, vanno ad aggregarsi formando gruppi sempre più numerosi e violenti.
Manifestazioni non sempre pacifiche, dove si sono registrati almeno un centinaio di arresti tra i manifestanti. A New York la polizia ha arrestato trenta persone che manifestavano davanti alla Trump Tower. Lo stesso è accaduto a Los Angeles, a Chicago, e in tutto il resto del Paese.
Una fetta di queste proteste è di fatto fomentata e finanziata ad arte da alcune associazioni molto potenti e influenti che fanno parte degli ambienti “estremi” e progressisti americani.
Tali organizzazioni sono pericolose quanto il terrorismo in Europa nel 2015 e spesso tanto radicate nel sistema sociale da essere una sorta di falsa copia della mafia ma con altri obiettivi.
Spesso riescono ad espandere i loro interessi e affari in altri Paesi sono il termine di Organizzazionio Non Governative, con il sottotitolo di proteggere i Diritti Umani, tuttavia una di queste nel 2014 riuscì a radicarsi tanto efficacemente nel sistema e pagare una sufficiente manodopera a basso costo da portare un'ondata di violenza contro il legittimo governo ucraino e portarlo così ad un colpo di stato, quanto avvenne in seguito fu l'instaurazione di un regime dittatoriale in Ucraina che represse le proteste nel sud-est contro le popolazioni a maggioranza russe con una massiccia carneficina da parte dell'esercito.
Morirono a migliaia sotto il fuoco ucraino mentre si difendevano, nel contempo il nuovo regime accusò la Russia di responsabilità nella crisi e appoggiato dall'Unione Europea e dall'America di Barack Obama riuscirono a imporre una serie di restrizioni economiche contro l'economia russa, con scarso risultato ma riuscendo appena a rallentarla.
Quanto sta avvenendo in diverse città americane e alcune delle proteste più violente sono proprio a causa di queste organizzazioni criminali sotto falso nome.

Si vede come per fomentare tali proteste vengano addirittura pubblicati degli annunci di lavoro a basso costo che non richiedono esperienza e con tanto di recapito telefonico.
Chiaramente tali organizzazioni sanno già come organizzarsi con queste cose, di conseguenza è chiaro che hanno già fatto tali cose in passato.
Non sorprende che nella Federazione Russa e nella Repubblica Cinese molte ONG note in questo genere di azioni siano state messe al bando oppure siano state applicate delle leggi severe per tenere sotto controllo le loro attività.
Nonostante le lamentele da parte di alcuni governi occidentali e altre ONG, un rappresentante del Ministero della Pubblica Sicurezza Cinese (MPS) ha detto in una conferenza ai funzionari consolari provenienti da 11 paesi che la legge entrerà in vigore il 1 °gennaio 2017, e non ci sarà nessuna transizione, o 'periodo di grazia' dopo che avrà effetto.
La nuova legge obbliga le Ong straniere di registrarsi presso il MPS e ai dipartimenti di polizia provinciale, se vogliono operare sulla terraferma.
Se vogliono lavorare in Cina temporaneamente, le ONG dovranno collaborare con una organizzazione cinese, e depositare i loro programmi con le MPS o il dipartimento di polizia in quella provincia.
La legge è stata criticata da organizzazioni non governative e governi occidentali, che la reputano una minaccia per il lavoro indipendente delle organizzazioni non governative.
Amnesty International ha dichiarato che la legge "rappresenta una vera minaccia per il lavoro legittimo delle ONG indipendenti e deve essere immediatamente revocata."
La Casa Bianca ha detto che è "profondamente preoccupata" che la nuova legge "sarà una spazio più stretto per la società civile in Cina e limiterà il contatto tra individui e organizzazioni negli Stati Uniti e in Cina." I funzionari cinesi non sono d'accordo, e dicono che la legge sulle ONG ha lo scopo di rafforzare i diritti legali del lavoro straniero ONG in Cina.
"La formulazione di questa legge consentirà alle ONG straniere all'interno della Cina di funzionare in modo più agevole e più ordinato. I diritti legali delle ONG straniere, ai sensi dei regolamenti e la direzione di legge, verrà garantito più sufficiente e favorevole", ha detto Zhang Yong, vice direttore del Comitato per la legge del Congresso della Cina.
Nonostante le critiche, il governo cinese sta portando avanti i suoi piani, compresa la creazione di una banca dati e sito web per la registrazione delle ONG straniere.
Il servizio di migrazione del paese sta anche preparando strutture per elaborare documenti di registrazione forniti dalle ONG internazionali e dei loro dipendenti.
Ad esempio, la sede a Washington National Endowment for Democracy (NED), che afferma di "sostenere la libertà in tutto il mondo," ha fornito milioni di $ 96,52 dal 1983 ad almeno 103 gruppi in Cina. Alcuni di questi gruppi hanno legami con organizzazioni separatiste come il World Uyghur Congress e il Congresso dei giovani tibetani, che il governo cinese condanna come organizzazioni terroristica.
Qualcosa che sta avvenendo anche in America dopo la elezione del nuovo presidente Donald Trump ma che non avrà successo.

mercoledì 28 settembre 2016

QUANDO I DATI DEL WWF SONO FALSI: IL TASSO DI MORTALITA' DA INQUINAMENTO IN RUSSIA

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha fissato il tasso di mortalità in Russia da un aumento dell'inquinamento atmosferico tre o quattro volte superiore a quello che effettivamente è a causa di un metodo di calcolo sbagliato, afferma il capo del World Wide Fund for Nature (WWF) del Russia's Climate and Energy Program.

Recentemente hanno rilasciato le loro statistiche per quanto riguarda l'impatto dell'inquinamento atmosferico sulla salute delle persone, dicendo che il 92 per cento della popolazione mondiale viveva in luoghi in cui gli indicatori di inquinamento atmosferico hanno superato il livello di sicurezza.
"Il rapporto (OMS) contiene dati su morti premature causate da inquinamento atmosferico, e l'indicatore per la Russia è troppo alto, è esagerato da tre o quattro volte. Secondo il rapporto, circa 120.000 persone [muoiono in Russia ogni anno a causa dell'aria inquinamento], però, il dato più rilevante è tre-quattro volte inferiore. Tuttavia, non dobbiamo dormire sugli allori ", ha detto Alexei Kokorin RIA Novosti.
Secondo Kokorin, questa imprecisione è collegata con il metodo di calcolo del WHO. L'OMS ha elaborato i dati da circa 3.000 siti in cui sono stati misurati i livelli di inquinamento dell'aria e l'ha applicato a tutta la popolazione della Russia.
Secondo il rapporto dell'OMS, nel 2012 circa 6,5 ​​milioni di morti (11,6 per cento di tutti i decessi a livello mondiale) sono stati collegati sia l'inquinamento dell'aria interna ed esterna.
Paesi a basso e medio reddito soffrono di più da morti connesse con l'inquinamento dell'aria, con il 90 per cento di tali decessi registrati lì, la relazione della organizzazione ha detto.
Dati ovviamente da prendere con le pinze.


Fonte:https://sputniknews.com/environment/20160928/1045795770/air-pollution-russia-who-wwf.html

mercoledì 2 marzo 2016

UNGHERIA: IL PREMIER UNGHERESE CHIARISCE CHE SOROS STA ROVINANDO L'EUROPA


Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, accusa Soros per l'assedio degli immigrati:
Il Primo Ministro ungherese ha contestato il miliardario George Soros, criticando il supporto che ha espresso nei confronti dei rifugiati dal Medio Oriente diretti verso l'Europa, dicendo che compromettono la stabilità del continente.
Si deve ammirare di Orban l'atteggiamento, che certamente lo sta facendolo odiare a Bruxelles:
"[Soros] è forse l'esempio più forte di coloro che sostengono tutto ciò che indebolisce gli stati nazionali, sostengono tutto ciò che cambia il tradizionale stile di vita europeo", ha confermato Orban ha detto in un'intervista sulla radio pubblica Kossuth. "Questi attivisti che sostengono gli immigrati diventano inavvertitamente parte di questa rete umana di contrabbando internazionale".
Chiaramente Soros è invisibile ai media, ma la sua mano si vede quanto la mafia.

Fonte:http://russia-insider.com/en/politics/hungarys-orban-says-george-soros-trying-destroy-europe/ri13088

lunedì 30 novembre 2015

IL CREMLINO ESPELLE ANCHE LA PERICOLOSA ONG-SETTA DI SCIENTOLOGY

I russi non li freghi. E infatti Scientology non li ha convinti. Gli adepti “made in Russia” della setta devono preparare le valigie, metterci dentro Dyanetics, l’E-meter, il ponte della libertà totale e tutte le loro cianfrusaglie ed emigrare altrove.

Tempo fa il governo russo aveva chiesto alla chiesa di Scientology di chiudere le sue attività, adesso la richiesta è diventata un ordine del tribunale di Mosca. Secondo il ministero della Giustizia, infatti, Scientology non può essere considerata una religione perché negli Stati Uniti è un marchio registrato, come una qualsiasi azienda (e non è l’unica cosa che Scientology ha in comune con una multinazionale). Il tribunale ha dato ragione al governo, stabilendo che Scientology non ha i requisiti necessari per rientrare nelle regole previste dalla Costituzione sulla libertà di religione in Russia.
E il tribunale di Mosca non si è limitato a imporre il bando di Scientology in città: tra le accuse c’è anche avere continuato imperterrita le attività a San Pietroburgo, dove l’organizzazione non ha più le necessarie autorizzazioni da tempo. Scientology ha sei mesi di tempo per chiudere la sua sede di Mosca. Ovviamente la setta ha già annunciato che farà appello contro la decisione dei giudici.
L’organizzazione è attiva a Mosca da molti anni, ma ha avuto parecchie grane legali con le autorità e il governo russo. Nel 2007, ad esempio, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo si espresse contro la Russia, accusata di non avere accolto la richiesta di Scientology per essere riconosciuta come una religione, con i vantaggi fiscali che ne conseguono. Nel luglio dello stesso anno un tribunale di San Pietroburgo impose la chiusura della sede locale di Scientology, con l’accusa di avere eseguito attività sanitarie senza averne il permesso, accuse già sentite. Una decisione simile fu assunta nel 2008 anche da un tribunale di Samara, nel distretto federale del Volga.
Nel 2010, poi, il governo inserì alcuni scritti del fondatore Ron Hubbard (scrittore di fantascienza, ricordiamo), che si inventò Scientology, nell’elenco federale dei “materiali estremisti”. Nella lista sono presenti tutti i documenti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico dalla Russia. I testi di Hubbard infatti sono stati rimossi nel maggio del 2011 ma ci sono stati non pochi tentativi per farli reinserire da alcuni procuratori.


Fonte:http://www.lultimaribattuta.it/36467_la-russia-caccia-scientology-da-mosca

lunedì 27 luglio 2015

LA REPUBBLICA CINESE REGOLA LE PIU' PERICOLOSE ONG (ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE) OCCIEDENTALI


La Cina ha recentemente compiuto un passo importante nel regolare più strettamente le organizzazioni non governative (ONG) straniere nel Paese. Nonostante la condanna dai cosiddetti gruppi per i diritti umani occidentali, la mossa della Cina va intesa come decisione cruciale per affermare la sovranità sul proprio spazio politico. Naturalmente, le grida stridule su “repressione” e “ostilità verso la società civile” delle ONG occidentali hanno avuto scarso effetto sulla determinazione di Pechino avendo il governo riconosciuto l’importanza cruciale di spezzare le vie per la destabilizzazione politica e sociale. L’argomento prevedibile, ancora una volta agitato contro la legge sulla gestione delle ONG straniere in Cina, è che sia una restrizione alla libertà di associazione e di espressione, per soffocare settori della fiorente società civile della Cina. I sostenitori delle ONG ritraggono questa proposta di legge come altro esempio di violazione dei diritti umani in Cina e ulteriore prova di mancato adempimento di Pechino. Ipotizzano che la Cina rafforzi ulteriormente il governo autoritario chiudendo lo spazio democratico emerso negli ultimi anni. Tuttavia, tra tali strette di mano su diritti umani e democrazia, viene convenientemente ignorato il semplice fatto che le ONG straniere e nazionali finanziate dall’estero siano in larga misura agenti di interessi stranieri, assai usate come armi del soft power per la destabilizzazione. Non è mera teoria della cospirazione come testimonia la voluminosa documentazione sul ruolo delle ONG nei recenti disordini politici in Cina. Non è una forzatura dire che Pechino ha finalmente riconosciuto, così come la Russia prima, che per mantenere la stabilità politica e la vera sovranità, deve controllare lo spazio della società civile, altrimenti manipolabile da Stati Uniti e alleati.

‘Soft Power’ e destabilizzazione della Cina
Joseph Nye ha notoriamente definito il ‘soft power’ come la capacità di un Paese di persuadere gli altri e/o di manipolare gli eventi senza forza o coercizione per avere risultati politicamente desiderabili. Uno dei principali strumenti del soft power moderno sono la società civile e le ONG che la dominano. Con il sostegno finanziario di singoli od istituzioni potenti, tali ONG utilizzano la coperture della “promozione della democrazia” e dei diritti umani per promuovere l’agenda dei loro finanziatori. E la Cina fu particolarmente vittima di tale strategia. Human Rights Watch e il complesso delle ONG in generale hanno condannato la legge sulla gestione delle ONG straniere in Cina perché giustamente credono che ostacolerà gravemente gli sforzi per agire in modo indipendente da Pechino. Tuttavia, contrariamente all’ineccepibile espressione di innocenza che tali organizzazioni usano per mascherarsi, la realtà è che agiscono come braccio delle agenzie d’intelligence e dei governi occidentali, svolgendo un ruolo centrale nella destabilizzazione della Cina negli ultimi anni. Senza dubbio l’esempio più pubblicizzato di tale ingerenza politica si ebbe nel 2014 con il molto pubblicizzato movimento “Occupy Central” di Hong Kong, noto anche come movimento degli ombrelli. I media occidentali rifilarono al loro pubblico disinformato continue storie su un movimento “pro-democrazia” che cercava di dare voce a ciò che il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest aveva cinicamente definito, “… le aspirazioni del popolo di Hong Kong”. Ma tale retorica vuota fu solo parte della storia. Ciò che i media aziendali occidentali non dissero erano i collegamenti profondamente radicati tra movimento Occupy Central e i principali organi del soft power USA. Il capo spesso propagandato di Occupy Central era l’accademico filo-occidentale Benny Tai, professore di diritto presso l’Università di Hong Kong. Anche se si presentava come il capo di un movimento di massa, Tai per anni ha collaborato con oò National Democratic Institute (NDI), una ONG di nome ma direttamente finanziata dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti attraverso il National Endowment for Democracy (NED). In realtà, NDI fu uno dei principali sostenitori e finanziatori del Centro di diritto comparato e pubblico presso l’Università di Hong Kong, un programma con cui Benny Tai era intimamente connesso, essendone anche un membro del consiglio dal 2006. Quindi, lungi dall’essere semplicemente un capo emergente, Tai era una persona accuratamente scelta per un movimento da rivoluzione colorata sponsorizzato dagli USA. Altre due figure di alto profilo coinvolte in Occupy Central erano Audrey Eu, fondatrice del Partito civico di Hong Kong, e Martin Lee, fondatore e presidente del Partito democratico di Hong Kong. Eu e Lee hanno vecchi legami con il governo degli Stati Uniti attraverso NED e NDI, essendo stata Eu frequente ospite dei programmi sponsorizzati dal NDI, ed essendo Lee un glorioso destinatario dei riconoscimenti di NED e NDI, oltre ad aver incontro il vicepresidente degli USA Joe Biden nel 2014 insieme all’avvocato anti-cinese Anson Chan. Non ci vogliono poteri eccezionali di deduzione per vedere che, in misura diversa, Tai, Eu, Lee e Chan sono il volto pubblico di un’iniziativa del governo statunitense volta destabilizzare Hong Kong, una delle più economicamente e politicamente importanti regioni della Cina. Tramite le ONG, Washington promuove una linea anti-Pechino sotto l’egida della “promozione della democrazia”, proprio come ha fatto dall’Ucraina al Venezuela. Fortunatamente per la Cina, il movimento non è stato supportato dalla classe operaia di Hong Kong e Cina, e neanche dalla classe media che vi ha visto poco più di un inconveniente, al meglio. Tuttavia, ciò richiese l’azione rapida del governo per contenere il fiasco nelle relazioni pubbliche e nei media che avrebbe comportato il movimento, un fatto di cui Pechino, senza dubbio, ha preso atto. Come il portavoce per il Congresso nazionale del popolo ha spiegato ad aprile, la legge sulle ONG è necessaria per “la salvaguardia della sicurezza nazionale e il mantenimento della stabilità sociale”. In effetti, alla fine del 2014, sulla scia di Occupy Central, il presidente cinese Xi Jinping s’è recato a Macao parlando della necessità di garantirne la “retta via”. Con velato riferimento a Hong Kong, Xi ha elogiato Macao che continua a seguire il principio “un Paese, due sistemi”, la politica con cui le regioni amministrative speciali di Macao e Hong Kong hanno autonomia, ma sono soggette alla legge cinese. In sostanza, Xi ha chiarito che nonostante il movimento delle ONG straniere, fabbricato a Hong Kong, Pechino aveva saldamente il controllo. Ed è proprio questo il problema: il controllo.

ONG, Soft Power e terrorismo nello Xinjiang
xijinping-newspaper L’arma del ‘Soft power’, l’ONG, non è relegata solo ad Hong Kong. In realtà, la provincia occidentale cinese del Xinjiang, una delle regioni più instabili del Paese, ha visto costante destabilizzazione e sovversione attiva da parte del soft power negli ultimi anni. Sede dell’etnia a maggioranza musulmana uigura, il Xinjiang è stato ripetutamente attaccato dal terrorismo e dalla propaganda vile che cerca di dipingere la Cina oppressiva e nemica degli uiguri e dei musulmani in generale. Il Xinjiang è stato vittima di una serie di attacchi terroristici mortali negli ultimi anni, tra cui l’odioso attentato con autobombe che uccise e ferì oltre 100 persone nel maggio 2014, accoltellamenti di massa e bombardamenti del novembre 2014, e il mortale attacco dei terroristi uiguri a un posto di blocco il mese scorso, che ha lasciato 18 morti. Se tali attacchi, che hanno causato la morte di decine di inermi cittadini cinesi, fossero stati effettuati contro, per esempio, gli statunitensi, i media occidentali avrebbero parlato di jihad contro il mondo intero. Tuttavia, dato che sono accaduti in Cina, questi diventano incidenti isolati causati da “marginalizzazione” e “oppressione” del popolo uiguro dalle parte delle cattive grandi autorità cinesi. Tale racconto disgustosamente parziale è in gran parte dovuto alla penetrazione delle ONG nella comunità uigura e a una vasta rete di relazioni pubbliche finanziate dal governo degli Stati Uniti. Lo stesso National Endowment for Democracy (NED), che ha erogato fondi al NDI e altre organizzazioni coinvolte nella destabilizzazione di Hong Kong, è il primo finanziatore del complesso delle ONG uigure. Le seguenti organizzazioni hanno ricevuto un significativo sostegno finanziario dalla NED: Congresso Mondiale Uiguro, Associazione americana uigura, Fondazione internazionale per la democrazia e i diritti dell’uomo uigura e l’International Uighur PEN Club. Tali ONG sono spesso le fonti citate dai media occidentali per commentare ciò che riguarda lo Xinjiang, sempre pronte a demonizzare Pechino per ogni problema nella regione, compreso il terrorismo. Forse il miglior esempio di tale propaganda e disonestà s’è avuto nelle ultime settimane quando i media occidentali hanno diffuso storie che accusavano la Cina di aver vietato l’osservanza del Ramadan nello Xinjiang. In effetti, ci furono letteralmente centinaia di articoli che condannavano la Cina per tale “restrizione della libertà religiosa” raffigurante il governo cinese come repressivo e violatore dei diritti umani. È interessante notare che la fonte non era altro che il Congresso mondiale uiguro finanziato dalla NED. Inoltre, a metà luglio, il giorno della Ayd al-Fitr (l’ultimo giorno del Ramadan), il Wall Street Journal pubblicò una storia per sminuire i media cinesi che, nelle ultime settimane, pubblicizzavano come nel Xinjiang e in Cina si celebri apertamente il Ramadan. E, come ci si aspettava, la fonte anti-cinese era come al solito un rappresentante del Congresso mondiale degli uiguri. Sembra che tale organizzazione, lungi dal difendere i diritti umani, sia portavoce della propaganda statunitense contro la Cina. E quando la propaganda è sfidata e screditata dalla Cina, ciò non suscita che altra propaganda ancor più dozzinale.

Impronte geopolitiche
Tale demonizzazione ha assunto un chiaro significato geopolitico e strategico quando la Turchia s’è immischiata condannando la Cina per la sua presunta “persecuzione” degli uiguri, che Ankara vede come turchi nella sua prospettiva revanscista neo-ottomana. Il ministero degli Esteri turco ha detto in un comunicato che “Il nostro popolo è rattristato dalla notizia che agli uiguri turchi è vietato il digiuno o effettuare altri compiti religiosi nella regione dello Xinjiang… La nostra profonda preoccupazione per questi rapporti sono stati trasmessi all’ambasciatore della Cina ad Ankara“. La Cina ha risposto considerando inappropriati i commenti dal ministero degli Esteri della Turchia, specialmente alla luce della definizione assurda degli uiguri (cittadini cinesi) come “turchi.” Il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina Hua Chunying ha dichiarato, “La Cina ha già chiesto alla Turchia di chiarire questi rapporti ed abbiamo espresso preoccupazione per la dichiarazione del ministero degli Esteri turco… Dovete sapere che tutti nello Xinjiang godono della libertà religiosa accordatagli dalla Costituzione cinese“. Mentre il governo cinese, come fa quasi sempre, ha usato un linguaggio decisamente moderato per esprimere dispiacere, le implicazioni della dichiarazione non sono state ignorate dagli osservatori politici più acuti e con una qualche comprensione del rapporto tra Cina e Turchia. Anche se i due Paesi hanno molti interessi allineati, come dimostra il ripetuto desiderio della Turchia di aderire alla Shanghai Cooperation Organization (SCO), il fatto poco noto è che la Turchia è uno dei principali animatori del terrorismo in Cina. Anche se non c’è stata alcuna fanfara dai media internazionali, nel gennaio 2015 le autorità cinesi arrestarono almeno dieci turchi accusati di aver organizzato e facilitato l’attraversamento illegale delle frontiere di numerosi estremisti uiguri. Fu inoltre rivelato che tali estremisti progettavano di recarsi in Siria, Afghanistan e Pakistan per addestrarsi e combattere con gli altri jihadisti. La storia è ancora una prova ulteriore della ben finanziata rete del terrore internazionale gestita e/o supportata dai servizi segreti turchi. Secondo il ministero degli Esteri turco, i dieci cittadini turchi furono arrestati a Shanghai il 17 novembre 2014 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Mentre le accuse formali contro di loro vanno dalla falsificazione dei documenti all’emigrazione illegale, la maggiore questione è il terrorismo internazionale che si cela sotto la superficie. Perché naturalmente, come le prove sembrano indicano, tali immigrati uiguri non viaggiavano per vedere i propri cari all’estero. Al contrario, erano probabilmente parte di un flusso di estremisti uiguri che si recava in Medio Oriente per combattere con lo Stato islamico e altri gruppi terroristici. Tali reti estremiste hanno eseguito l’attentato mortale ad Urumqi, capitale dello Xinjiang. In realtà, proprio tale tendenza fu denunciata due mesi prima, nel settembre 2014, quando la Reuters riferì che Pechino aveva formalmente accusato i militanti uiguri dello Xinjiang di essersi recati nel territorio controllato dallo Stato islamico per addestrarsi. A ulteriore conferma di tali accuse, il Jakarta Post indonesiano riferiva che quattro jihadisti uiguri cinesi erano stati arrestati in Indonesia dopo esser giunti dalla Malesia. Altri articoli simili sono emersi negli ultimi mesi, dipingendo il quadro di una campagna concertata per aiutare gli estremisti uiguri a collaborare in tutta l’Asia con i gruppi terroristici transnazionali come lo Stato islamico. Così, i terroristi uiguri con documenti falsi forniti dalla Turchia sono implicati nella stessa rete del terrore che ha effettuato una serie di attentati mortali contro cittadini e poliziotti cinesi. Non c’è da stupirsi che la Cina non faccia molto per asciugare le lacrime di coccodrillo di Erdogan e del governo turco. Tuttavia, nonostante la guerra del terrore, le ONG uigure finanziate dagli USA continuano a rappresentare la Cina come responsabile del terrorismo. La destabilizzazione della Cina prende molte forme. Da movimento di protesta prodotto a Hong Kong e promosso dalle ONG collegate al governo degli Stati Uniti, alla guerra di propaganda fabbricata e spacciata da altre ONG promosse dal governo degli Stati Uniti, alla guerra terroristica fomentata da un membro della NATO; la Cina è una nazione sotto attacco del soft e hard power. Che Pechino finalmente prenda misure per frenare la perniciosa influenza di tali ONG e delle forze che rappresentano, non è solo un passo positivo, è assolutamente necessario. La sicurezza nazionale e la sovranità nazionale della Repubblica Popolare Cinese non richiedono nulla di meno.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/07/26/legge-sulle-ong-cinese-contrastare-soft-power-e-sovversione-occidentali/

venerdì 10 luglio 2015

PUTIN SBATTE FUORI SOROS DALLA RUSSIA


Mosca sta indatti considerando il divieto di svolgere attività nel proprio territorio alle organizzazioni non governative straniere (ONG) che camuffate da enti ‘per la promozione della democrazia’ – un tipo di ‘democrazia’ dove i ricchi dominano grazie al controllo dei media – svolgono attività sovversiva
La TASS, agenzia statale russa, ha riferito poche ore fa che il Consiglio della Federazione sta considerando una “lista” delle ONG accusate di svolgere “aggressione soft” nel Paese.
Dodici organizzazioni sono nella lista nera patriottica, tra cui la famigerata Open Society Foundations, di Soros. Molto attiva anche in Italia nel promuovere l’immigrazione e l’entropia etnica in generale anche attraverso sovvenzioni ad associazioni e siti internet pro-clandestini e pro-zingari.
Altre organizzazioni direttamente riconducibili agli Stati Uniti sono il National Endowment for Democracy, la Fondazione MacArthur e la Freedom House. In totale, l’elenco comprende sette organizzazioni americane, tre ucraine e due polacche.
TASS ha citato un progetto di legge che impedirà l’azione di ONG atte a portare “un attacco contro gli interessi nazionali”, comprese quelle finanziate da Stati esteri, che hanno l’obiettivo di “minare l’unità patriottica” della Russia.

LA FEDERAZIONE RUSSA SI LIBERA DI OLTRE VENTI PERICOLOSE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE

In Russia sono state messe fuori legge una serie di ONG, molte delle quali responsabili delle famigerate rivoluzioni colorate

Durante l’ultimo consiglio federale sono state individuate oltre 20 ONG considerate dannose per la stabilità della Federazione Russa. E’ stato quindi deciso di inviare una lista all’ufficio del procuratore generale che procederà a verificare se le organizzazioni non governative violino le leggi russe.



Nell’ordine si tratta di:

– Soros Foundation
– National Endowment for Democracy
– International Republican Institute
– National Democratic Institute for International Affairs
– MacArthur Foundation
– Freedom House
– Charles Stewart Mott Foundation
– Education for Democracy Foundation
– East European Democratic Center
– Ukrainian World Congress –
– Ukrainian World Coordinating Council
– Crimean Field Mission on Human Rights
– Khodorkovsky Foundation
– Ford Foundation
– Eurasia Foundation
– Jamestown Foundation
– Albert Einstein Institution

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=12271

martedì 16 giugno 2015

IN PAKISTAN E ASIA VIA LE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE

Il Pakistan ordina a Save the Children, la ong internazionale impegnata in un programma di assistenza umanitaria, di abbandonare il paese dove aveva lavorato per oltre 30 anni. Il giorno dopo la condanna a Zhou Yongkang: analisi e punti di vista. Xi Jinping e Aung San Suu Kyi a colloquio a Pechino. L'azione militare indiana in Myanmar dei giorni scorsi preoccupa il Pakistan.

PAKISTAN - Via Save the Children
Il Pakistan ha ordinato a Save the Children di abbandonare il paese sulla base di accuse di attività anti-pakistane. La polizia ha posto i sigilli sulla sede di Islamabad della Ong internazionale.
Save the Children ha protestato contro la decisione. Il governo del Pakistan, riporta Bbc, aveva già collegato l'organizzazione a un programma di finte vaccinazioni usato come copertura dalla Cia per rintracciare Osama Bin Laden.
La mossa del governo di Islamabad arriva tuttavia dopo che tutto il personale straniero era stato fatto rientrare in patria. La Ong manteneva comunque oltre mille dipendenti pakistani e aveva fino ad oggi lavorato per oltre 30 anni nel paese.

CINA - Zhou Yongkang condannato all'ergastolo: il giorno dopo
Zhou Yongkang è il più alto funzionario cinese condannato all'ergastolo dai tempi della Banda dei Quattro, ma diversi osservatori dicono che tutto sommato se l'è cavata con poco. Era sotto processo per tangenti, abuso di potere e per avere intenzionalmente rivelato segreti di Stato. La corruzione prevede spesso la pena di morte. Immagini di CCTV hanno mostrato il 72enne Zhou con i capelli totalmente imbiancati ascoltare il verdetto e, alla domanda dei giudici se avesse ben inteso, rispondere di sì. Ha ammesso i suoi crimini e non farà appello. È stato anche spogliato dei propri diritti politici e beni materiali. Secondo la sentenza, Zhou e i suoi familiari avrebbero intascato quasi 130 milioni di yuan in tangenti (circa 18 milioni di euro). L'ergastolo di Zhou rompe la tradizione secondo cui gli alti funzionari in pensione vengono in genere lasciati in pace e, secondo il Quotidiano del Popolo, rivela che nessuno può sentirsi al di sopra della legge. Il processo è avvenuto a porte chiuse e nel verdetto finale sono state del tutto eluse le accuse più politiche che erano state formulate in un primo momento: quelle di avere svolto attività non approvate dal Partito (leggi “contro il presidente Xi Jinping”).

Xi Jinping e Aung San Suu Kyi si sono incontrati ieri nella Grande Sala del Popolo a Pechino in qualità di numeri uno dei rispettivi partiti.
Il presidente cinese ha invitato la leader dell'opposizione birmana ad adoperarsi per i buoni rapporti e il “destino comune” che legano i due Paesi, recentemente un po' allentatisi per via dei conflitti di confine in Myanmar e per il progressivo avvicinarsi del governo birmano all'Occidente, a scapito del tradizionale protettore cinese. Se l'incontro dà alla premio Nobel lo status di interlocutore politico, Pechino ha d'altra parte fondamentali interessi in Birmania, “corridoio” per accedere all'Oceano Indiano e terra ricca di risorse naturali. Aung visiterà anche Shanghai e la provincia dello Yunnan, che ha 2.200 chilometri di confine con il suo Paese e dove di recente alcuni contadini cinesi sono morti a causa di un bombardamento compiuto per errore dall'aviazione birmana.

INDIA - I muscoli di New Delhi in Myanmar preoccupano il Pakistan
L'operazione delle forze speciali indiane in territorio birmano di alcuni giorni fa, che ha colpito alcune postazioni di ribelli indipendentisti del Manipur al di là dei confini indiani, è stata accolta come una novità nell'atteggiamento dell'esercito indiano di fronte alle minacce terroristiche dentro e fuori il proprio territorio. Il Ministry of State delle Telecomunicazioni (più o meno equivalente alla nostra carica di sottosegretario) Rajyavardhan Singh Rathore - già medaglia d'argento al tiro al piattello alle Olimpiadi d'Atene 2004 e ora deputato del Bjp - ha descritto l'episodio lungo il confine birmano come un avvertimento ad "altri stati", un monito per chi intraprende azioni terroristiche contro l'India: chiaro riferimento, anche senza nominarlo, al Pakistan, tanto che a Islamabad il parlamento pakistano ha votato una risoluzione di condanna alle "aperture ostili" dell'India.

Fonte:http://www.china-files.com/it/link/45991/in-cina-e-asia-fuori-save-the-children-dal-pakistan

giovedì 4 giugno 2015

SOVRANITA', RIVOLTE E ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE INDESIDERATE


Il 23 maggio 2015 il presidente russo Vlaldimir Putin ha firmato una nuova legge della Duma che assegna ai pubblici ministeri il potere di dichiarare organizzazioni straniere ed internazionali “indesiderate” in Russia e di fermarle. Prevedibilmente la portavoce del dipartimento di Stato USA Marie Harf ha detto che gli Stati Uniti sono “profondamente turbati” dalla nuova legge, definendola “ulteriore esempio del crescente giro di vite del governo russo sulle voci indipendenti e di passi intenzionati ad isolare il popolo russo dal mondo“.
Con la nuova legge le autorità russe possono vietare le ONG straniere e perseguirne i dipendenti, che rischiano fino a sei anni di carcere o l’espulsione dal Paese. L’UE si è unita al dipartimento di Stato degli Stati Uniti nel definire la legge “un” passo preoccupante tra varie restrizioni a società civile, media indipendenti e opposizione politica”. L’ONG finanziata da George Soros, Human Rights Watch, ha condannato la legge assieme ad Amnesty International. Come per molte cose nell’attuale mondo del bispensiero politico, le ragioni della nuova legge vanno comprese. Lungi dall’essere un gigantesco passo dell’oca verso la trasformazione della Russia in Stato fascista, la nuova legge aiuterà a proteggere la sovranità della nazione mentre è in stato di guerra, di fatto, soprattutto con gli Stati Uniti, e con vari portavoce della NATO che cercano d’ingraziarsi Washington, come Jens Stoltenberg, suo nuovo capo russofobo. La Russia è oggetto delle ONG politiche che operano su istruzione dell’intelligence del dipartimento di Stato degli Stati Uniti dal crollo dell’Unione Sovietica nei primi anni ’90. Le ONG hanno finanziato e addestrato figure scelte dell’opposizione, come Aleksej Navalnij, membro di un gruppo chiamato Consiglio di Coordinamento dell’Opposizione. Navalnij ha ricevuto soldi dall’ONG di Washington National Endowment for Democracy (NED), una nota facciata della sovversione politica della CIA con la “militarizzazione di diritti umani e democrazia”. Prima della nuova legge sulle ONG, la Russia ne aveva una molto più morbida basata su quella statunitense, il Foreign Agents Registration Act (FARA) che richiedeva che le ONG russe finanziate dall’estero venissero registrate come agenti di un Paese straniero. Chiamata Legge sugli agenti stranieri in Russia, entrò in vigore nel novembre 2012, dopo che ONG degli Stati Uniti furono colte ad organizzare numerose proteste anti-Putin. Tale legge prevede che le organizzazioni non profit che ricevono donazioni estere, agendo da strumenti di una potenza straniera, siano registrate come agenti stranieri. La legge fu utilizzata per controllare circa 55 ONG straniere in Russia, ma finora ha avuto scarsi effetti sulle operazioni di ONG come Human Rights Watch e Amnesty International.

Il NED
Il caso del NED è illustrativo. Il NED è una vasta operazione globale che, come il suo creatore Allen Weinstein che ne redasse la legge istituiva, disse in un’intervista nel 1991, “Molto di ciò che facciamo oggi era svolto clandestinamente 25 anni fa dalla CIA“. In Infatti il NED fu creato dal direttore della CIA di Ronald Reagan, Bill Casey, nell’ambito della “privatizzazione” della CIA. Il bilancio del NED proviene dal Congresso degli Stati Uniti e da altre ONG amiche del dipartimento di Stato come l’Open Society Foundations di George Soros. Il NED ha delle sub-unità, il National Republican Institute guidato dal senatore John McCain, l’uomo che ha svolto un ruolo chiave nel colpo di Stato del 2014 in Ucraina degli Stati Uniti. Il National Democratic Institute, legato al Partito Democratico degli Stati Uniti d’America e presieduto dalla segretaria di Stato di Clinton e sostenitrice del bombardamento della Serbia Madeline Albright. Il Consiglio di Amministrazione del NED include falchi neoconservatori di Bush-Cheney come Elliott Abrams; Francis Fukuyama; Zalmay Khalilzad, ex-ambasciatore USA in Iraq e in Afghanistan ed architetto della guerra in Afghanistan; Robert Zoellick, intimo della famiglia Bush ed ex-presidente della Banca mondiale. In altre parole, questa ONG statunitense “che promuove la democrazia” fa parte della nefasta agenda globale di Washington che militarizza le cosiddette ONG per i diritti umani e la democrazia per sbarazzarsi di regimi che si rifiutano di prendere ordini da Wall Street o Washington. Il NED è stato al centro di ogni rivoluzione colorata di Washington,fin dal riuscito rovesciamento di Slobodan Milosevic in Serbia nel 2000. I loro colpi hanno piazzato presidenti pro-NATO in Ucraina e Georgia nel 2003-4, tentato di destabilizzare l’Iran nel 2009, diretto le operazioni della primavera araba per ridisegnare la mappa politica del Medio Oriente dal 2011, e ultimamente l'”Umbrella Revolution” di Hong Kong per imbarazzare la Cina. L’elenco potrebbe continuare.

Il NED in Russia oggi
In Russia, nonostante la legge sugli agenti stranieri, il NED è ben finanziato e continua ad operare. Dal 2012 il NED non rivela i nomi delle organizzazioni che finanzia in Russia, come faceva in precedenza. Indica soltanto il settore e raramente le attività che finanzia. Inoltre, non vi è alcuna relazione annuale per il 2014, anno cruciale per il colpo di Stato della CIA in Ucraina, quando Washington ha intensificato la sovversione contro Mosca e di fatto dichiarato lo stato di guerra contro la Federazione russa imponendo sanzioni finanziarie volte a paralizzarne l’economia. In ogni rivoluzione colorata le istituzioni degli USA, le banche di Wall Street e gli hedge fund cercano sempre di creare caos economico e suscitare disordini politici, come in Brasile oggi contro la Presidentessa Dilma Rousseff, leader dei BRICS. Come il NED spende milioni di dollari dei contribuenti statunitensi in Russia è molto indicativo. Nella relazione abbreviata on-line per il 2014, il NED rivela che per i numerosi piani realizzati in Russia ha speso 530067 dollari per una categoria, la trasparenza in Russia: “Per aumentare la consapevolezza della corruzione”. Collabora con procuratori e polizia russi? Come scopre la corruzione che svela? Naturalmente vi è un vantaggio collaterale nel dare a Washington particolari intimi sulla corruzione, veri o presunti, che possano essere poi utilizzati dagli attivisti addestrati dalle sue ONG come il gruppo di Navalnij. Un’ONG statunitense finanziata dal Congresso, legata a Victoria Nuland del dipartimento di Stato e alla CIA, decide quali società russe sono “corrotte”? Per Favore… Un’altra categoria in cui il NED finanziato da Washington spende ingenti somme è etichettata Idee e valori democratici: 400000 dollari per qualcosa chiamato “Conferenze su diritti umani e storia: sensibilizzare su uso e abuso della memoria storica per stimolare il dibattito su questioni sociali e politiche urgenti”, ricordando i recenti tentativi del dipartimento di Stato degli Stati Uniti per negare il notevole, difatti decisivo, ruolo dell’Unione Sovietica nella sconfitta del Terzo Reich. Dovremmo chiedere chi decide siano i “pressanti problemi sociali e politici”, NED? CIA? Neocon del dipartimento di Stato di Victoria Nuland?

Contrappasso
Immaginiamo un contrappasso. Vladimir Putin e il servizio d’intelligence estero russo FSB decidono di costituire qualcosa chiamato “National Enterprise to Foster American Democracy” (NEFAD), finanziato dai russi per milioni di dollari, per addestrate attivisti neri e giovani statunitensi in tecniche di assalto, sommosse via twitter, dimostrazioni contro la brutalità della polizia, produzione di molotov, uso dei social media per denigrare la polizia. Il loro scopo è illuminare le violazioni dei diritti umani da parte di governo degli Stati Uniti, FBI, polizia, istituzioni dell’ordine pubblico. Sfruttando un incidente ambiguo e oscuro a Baltimora nel Maryland o Chicago o New York e postando video su YouTube e messaggi twitter sulla presunta brutalità della polizia. Non importa se la polizia ha agito bene o male. Migliaia rispondono marciando contro la polizia, facendo scoppiare scontri con la morte di alcune persone.
Cari lettori, vi immaginate il governo degli Stati Uniti permettere a una ONG russa d’intervenire negli affari interni degli Stati Uniti d’America? Pensate che l’FBI esiterebbe un secondo nell’arrestare tutte le persone del NEFAD e chiuderne le attività? Questo è proprio ciò che il National Endowment for Democracy, finanziato da Congresso degli Stati Uniti e CIA, fa in Russia. Non ha alcun interesse in una Russia nazione sovrana, né del resto per qualsiasi Paese straniero. Esiste per suscitare problemi. Il governo russo dovrebbe cortesemente mostrargli la porta, essendo realmente indesiderabile. Nell’ottobre 2001, pochi giorni dopo lo shock degli attacchi alle torri del World Trade e al Pentagono, l’amministrazione Bush approvò una legge che viola essenzialmente il Bill of Rights della Costituzione, una delle più belle della storia. L’US Patriot Act, come fu cinicamente chiamato da suoi sponsor, permette al governo degli Stati Uniti tra l’altro di “sorvegliare sospetti terroristi, sospetti di frodi o abusi (sic!) informatici, e agenti di una potenza straniera impegnati in attività clandestine“. Un’altra disposizione del Patriot Act permette all’FBI di ordinare “il sequestro di ogni cosa tangibile (tra cui libri, registri, documenti, documenti e altri elementi) nell’indagine per la protezione contro il terrorismo internazionale o attività d’intelligence clandestine“. Ci fu solo un pigolio d’indignazione per tale legge da Stato di polizia negli Stati Uniti d’America, una legge ora rinnovata dal Congresso. Il fatto che il NED non indichi chi finanzia in Russia dimostra che ha qualcosa da nascondere. Il NED è al centro delle operazioni per la “militarizzazione dei Diritti Umani” di CIA e dipartimento di Stato, per attuare cambi di regime in tutto il mondo, liberandosi di regimi “non cooperativi”. Come ho affermato in una recente intervista russa sul NED, poco prima che la nuova legge venisse emanata, mi stupivo che la Russia non l’avesse adottata da tempo, quando era chiaro che le ONG degli Stati Uniti non hanno nulla di buono. Il NED è davvero un’ONG “indesiderabile”, così come lo sono Human Rights Watch, Freedom House, Open Society Foundations e l’intero branco di ONG per i diritti umani favorito dal governo degli USA.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/06/01/sovranita-russa-sedizione-e-ong-indesiderate/

lunedì 25 maggio 2015

LA FEDERAZIONE RUSSA PREVIENE FUTURE RIVOLUZIONI COLORATE METTENDO AL BANDO LE ONG STRANIERE SUL SUO TERRITORIO

Il presidente russo ha firmato la legge che permette di assegnare alle organizzazioni non governative straniere ed internazionali lo status di "non gradite in Russia." Il Dipartimento di Stato USA ha espresso "profonda preoccupazione" ed ha chiesto che Mosca onori gli obblighi sul rispetto della libertà di parola.

Il Dipartimento di Stato americano è troppo sicuro di sé nel valutare negativamente la legge russa sulle ONG, ha affermato oggi il presidente della commissione Esteri della Duma Alexey Pushkov.
"Il Dipartimento di Stato è troppo sicuro di sè: la legge russa sulle ONG è cattiva, mentre la rinuncia totale di Kiev di rispettare i diritti umani nel Donbass è abbuonata dagli USA. Tutti i principi vengono messi in soffitta,"— ha scritto Pushkov nel suo microblog su Twitter.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150524/433506.html

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