ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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lunedì 18 maggio 2015

IN GIAPPONE TRENTACINQUEMILA PROTESTANO CONTRO LA BASE AMERICANA


Migliaia di militanti hanno manifestato oggi a Naha, la capitale di Okinawa, contro il progetto di ricollocazione di una base militare Usa nell’arcipelago delle Ryukyu, a sud del Giappone. I manifestanti protestano contro il previsto trasferimento della base aerea di Futenma, dove si trovano i Marines Usa, a Henoko, nel nord di Okinawa.
Gli organizzatori hanno calcolato una presenza di 35mila manifestanti.Nel loro vertice avvenuto il 29 aprile a Washington, il presidente Usa Barack Obama e il primo ministro giapponese Shinzo Abe hanno ribadito che il progetto verrà realizzato.
Gli abitandi di Okinawa si oppongono da anni alla presenza militare americana. Metà dei 47mila GI che stazionano in Giappone, sono dislocati Okinawa e questa presenza crea grandi disagi agli abitanti.
Almeno quattro persone sono rimaste uccise oggi in un incendio che ha colpito due alberghi a Kawasaki, nei pressi di Tokyo, mentre altre 19 sono rimaste ferite. L’hanno reso noto oggi i servizi antincendio.I pompieri e la polizia stanno indagando che vi siano altre persone di cui al momento non si sa nulla. Erano circa 60 gli ospiti delle due strutture ricettive.
“Tre sono i morti confermati, in ospedale, mentre uno è stato trovato morto tra i resti delle fiamme” ha detto una portavoce del Dipartimento dei pompieri di Kawasaki.
Secondo l’agenzia di stampa Kyodo, che cita fonti anonime della polizia, si cerca di capire dove siano una decina di persone.


Fonte:http://www.imolaoggi.it/2015/05/17/giappone-in-35mila-manifestano-a-okinawa-contro-la-base-militare-usa/

mercoledì 13 maggio 2015

LA REPUBBLICA CINESE RISPONDE ALL'INTROMISSIONE STATUNITENSE SULLE QUESTIONI TERRITORIALI

Gli Stati Uniti stanno valutando di utilizzare navi e aerei della Marina per contestare le rivendicazioni territoriali cinesi ad un gruppo di isole artificiali in rapida espansione nel Mar Cinese Meridionale

Gli Stati Uniti devono astenersi da provocazioni nel Mar Cinese Meridionale, ha osservato il ministero degli Esteri cinese portavoce Hua Chunying.
La dichiarazione del diplomatico cinese è venuta sulla scia di un articolo pubblicato dal Wall Street Journal dicendo che il Dipartimento della Difesa stava valutando di contestare con navi e aerei della Marina di contestare le rivendicazioni territoriali cinesi ad un gruppo di isole artificiali in rapida espansione nel sud della Cina Sea conosciuta come la catena Spratly.
Il Mar Cinese Meridionale è stata una zona di una disputa territoriale duratura tra i diversi paesi della regione, tra cui la Cina, su un gruppo di isole ricche di riserve di idrocarburi.
"Esortiamo i paesi corrispondenti ad astenersi da azioni rischiose e provocatorie e prendere misure concrete per garantire la pace e la stabilità nella regione", ha detto la portavoce del ministero cinese degli Esteri.
"La parte cinese ha sempre sostenuto la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale, ma questo non significa che le navi da combattimento straniere o di aeromobili possono liberamente entrare nelle acque territoriali o nello spazio aereo di un altro Stato", ha detto il diplomatico cinese.
Il Wall Street Journal ha riportato sul suo sito web che il "segretario alla Difesa Ash Carter ha chiesto al suo staff di esaminare le opzioni che includono il volo aereo di sorveglianza della Marina sulle isole e l'invio di navi militari degli Stati Uniti entro 12 miglia nautiche delle barriere che sono state costruite su territorio cinese e sostenuto dai cinesi in una zona conosciuta come le isole Spratly, "ha detto il giornale statunitense.
Pechino è impegnata da decenni in una disputa territoriale con diversi paesi sulla sovranità di un intero gruppo di isole nel Mar Cinese Meridionale, dove sono stati scoperti enormi giacimenti di idrocarburi.
La disputa territoriale è concentrata principalmente sul l'arcipelago Shisha (Paracel), Nansha (Spratly) e le Isole Huangyan e coinvolge anche paesi come il Vietnam, Brunei, Malaysia e Filippine.
Dalla fine del 2013, la Cina ha portato avanti grandi opere idrauliche per estendere e sviluppare i territori sotto il suo controllo.

Fonte:http://tass.ru/en/world/794413

martedì 12 maggio 2015

LA LEGGE UCRAINA SULLE TRUPPE STRANIERE ALIMENTA IL CONFLITTO NEL DONBASS


La legge del Parlamento ucraino sulla legalizzazione delle truppe straniere alimenta l'escalation del conflitto, ha dichiarato l'inviato della Repubblica Popolare di Donetsk nel gruppo di contatto Denis Pushilin.
Oggi nel Parlamento ucraino è stato approvato in prima lettura il disegno di legge che rende legale il servizio da parte di cittadini stranieri nell'esercito ucraino. Il documento deve essere approvato anche in seconda lettura. Secondo gli autori della bozza, grazie all'ingresso di stranieri nelle forze armate, si ridurrà la necessità di mobilitare i cittadini ucraini e si abbatteranno i costi per le uniformi.
"E' un passo verso la legalizzazione delle organizzazioni mercenarie straniere, che avrebbero dovuto essere espulse dal Paese e che sono vietate da varie misure. A mio parere questa legge aggrava la situazione e fomenta l'escalation del conflitto",— ha detto Pushilin.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150512/378349.html#ixzz3ZvlAezpV

lunedì 11 maggio 2015

COME GLI STATI UNITI METTONO A RISCHIO L'EUROPA


Al confine con la Russia manovre per destabilizzare la Russia e in Macedonia prove generali per la prossima rivoluzione colorata. A Mosca l’incontro tra Putin e Merkel: la difficile mediazione di Berlino per evitare il peggio.


Fonte:http://www.pandoratv.it/?p=3349

martedì 31 marzo 2015

GIAPPONE: PROTESTE CONTRO LA NUOVA BASE AMERICANA


La popolazione di Nago in Giappone protesta contro la costruzione di una nuova base militare statunitense, al centro di un diverbio tra Tokyo e il governo regionale di Okinawa.
L’esecutivo nazionale ha sospeso il blocco dei lavori ordinato dal governatore Takeshi Onaga la settimana scorsa, permettendo così la continuazione dell’operazione di trasloco della base statunitense da Futenma verso la zona costiera, meno popolata, di Nago.
Il governo vuole restituire i terreni di Futenma agli abitanti che denunciano disturbi sonori, rischi di incidenti ed episodi di criminalità.
Onaga, al potere dallo scorso novembre, si oppone alla base di Nago denunciando i danni alla barriera corallina. Gli Stati Uniti hanno deciso il trasferimento nel 1996, l’approvazione è arrivata due anni fa dal predecessore di Onaga.

Fonte:http://www.imolaoggi.it/2015/03/30/giappone-proteste-contro-la-costruzione-della-nuova-base-usa/

venerdì 27 marzo 2015

LA NATO SFRUTTA IL TERRITORIO DELLA ROMANIA PER LE SUE ESERCITAZIONI CONTRO LA RUSSIA


Stars and Stripes, quotidiano al servizio della comunità militare degli Stati Uniti, riporta l'inizio dell'operazione ‘Atlantic Response sud'.
Il tenente generale Ben Hodges, comandante di US Army in Europa, ha riferito che duecento paracadutisti della 173° Brigata Airborne, provenienti dalla base militare USA di Vicenza in Italia, sono giunti sui campi di addestramento in Romania orientale, dove si eserciteranno con una forza di terra rumena per un mese.
L'operazione militare segna l'espansione ufficiale nell'Europa sud-orientale di una campagna per rassicurare gli alleati preoccupati per le "intenzioni" della Russia.
Il programma prevede esercitazioni anche serie in Bulgaria e in Georgia, paese non ancora membro dell'Alleanza Atlantica.
Ben Hodges, comandante dell'Esercito USA in Europa
© Sputnik
Ben Hodges, comandante dell'Esercito USA in Europa
Proprio mentre la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d'America approva una risoluzione a favore dell'invio di armi letali all'Ucraina, secondo Hodges, quest'operazione dimostra che la Nato è oggi in grado di muovere le forze rapidamente in risposta ad una crisi.
Quest'operazione — dichiara Hodges — "è una grande e importante mossa che l'esercito deve essere in grado di fare, una forte rassicurazione " verso le minacce di attacco nucleare della Russia che utilizza "un linguaggio sconsiderato".

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150326/176683.html#ixzz3Vb5E6ZKc

giovedì 26 marzo 2015

GLI STATI UNITI CONTINUERANNO A MANTENERE L'ASSEDIO IN AFGHANISTAN


In barba a ogni tattica diversificatrice, che nei mesi scorsi l’ha condotto al cospetto del temuto Pakistan e anche a sondare l’ipotesi d’un rilancio di trattative coi talebani interni (rete di Haqqani e alleati), il presidente afghano Ghani ha ripreso la strada maestra tracciata dal grande tutore statunitense. Nell’intervento tenuto ieri alla Casa Bianca ha avallato la dichiarazione del presidente americano che vuole mantenere sul territorio un certo numero di suoi soldati. Novemilaottocento è stato precisato, senza chiarire se questi si sommano ai tredicimila fra marines e specialisti della preparazione antiguerriglia che, secondo il Bilateral Security Agreement, sarebbero rimasti in terra afghana sino al 2016 e oltre. Il motivo addotto sono ovviamente le ragioni di sicurezza che evidenziano l’impreparazione del pur cospicuo esercito locale, spesso infiltrato da miliziani talebani autori di agguati dall’interno, vestendo la divisa delle Forze armate. Nelle settimane seguite all’annuncio del ritiro le vittime americane erano diminuite, rilanciando la presenza potrebbero ricrescere. Ghani ha ringraziato le Forze Armate alleate per il sacrificio di sangue passato e futuro a favore della nazione afghana.

Fonte:http://www.agoravox.it/Afghanistan-presenza-duratura.html

lunedì 16 febbraio 2015

LA CAPITALE DI EURABIA


Nell'attuale Unione Europea, tra una massiccia immigrazione dalle coste africane senza controllo dai costi insostenibili e le stragi in mare, c'è chi sostiene che questo fenomeno sia una priorità della politica italiana ed europea che deve essere affrontato.
Sbagliato.
Quello che l'Unione Europea deve comprendere è che l'immigrazione non deve consistere in un'anarchia dove migliaia e migliaia di persone ogni anno devono attraversare il Mediterraneo e essere soccorse.
I costi e le spese per sostenere simili progetti sono semplicemente un danno sia per il nostro paese che per la liquidità che viene erogata.
Come si possono accogliere migliaia e migliaia di rifugiati e spendere milioni di euro se prima non siamo nemmeno in grado di spenderli per risollevare il nostro paese dalla recessione e dare respiro ai disoccupati?
Un'altro errore che si sta facendo è quello di dare la cittadinanza italiana figli di cittadini immigrati, così in seguito si possano definire italiani.
Un cittadino che nasce da due persone aventi la cultura araba in territorio straniero, imparerà più facilmente la lingua del territorio straniero e parte della cultura, ma la principale cultura, tradizione sarà quella araba.
Tutto questo fiume di migranti che attraversano il mare poco alla volta porteranno a quella che potrebbe essere definita una sostituzione della cultura europea con quella sempre più in crescita dell'Islam, e qui assistiamo a un lento suicidio dell'identità europea e dei singoli stati.
Non fraintendiamo, non stiamo dicendo che la soldiarietà verso persone che fuggono dalla guerra sia un errore, ma stiamo dicendo che ogni società ha una capienza massima anche dal punto di vista dell'accoglienza e di conseguenza a lungo andare questo flusso di migranti e di liquidità si tradurrà esclusivamente in un danno a spese dei cittadini.
Siamo arrivati ad un punto che è il momento di chiudere le frontiere e assumersi le vere responsabilità che continuano ad essere volutamente rimandate, mentre la disoccupazione aumenta.
Entro il 2050, l'Europa sarà irriconoscibile.
Invece di caffè romantici, Parigi Boulevard Saint-Germain sarà allineato con macellerie halal e bar narghilè; i segnali stradali a Berlino saranno scritti in turco.
A scuola i bambini da Oslo a Napoli leggeranno i versi del Corano in classe, e le ragazze saranno velate.
Almeno, questo è quello che si legge nel nuovo realistico genere di letteratura "Eurabia".
Il libro di Christopher Caldwell Riflessioni sulla Rivoluzione in Europa , offre tali fosche previsioni e colorate.
Ma tutti fanno il caso che bassi tassi di fertilità tra i nativi, massiccia immigrazione dai paesi musulmani, e l'incontro fatidico tra una cultura islamica assertivo e uno europeo schivo porterà ad un'Europa priva di ogni identità occidentale.
Nonostante la loro bassa diffusione in Europa questi libri sono un fenomeno in gran parte del Nord America.
Bat Ye'or (o Gisèle Littman), un autore britannico di origine egiziana, ha scritto uno dei primi del genere nel 2005, con Eurabia: L'Asse euro-araba , che ha sostenuto che l'asservimento politico ad un'agenda musulmana stava trasformando l'Europa in un'appendice del mondo arabo.
Ma la maggior parte dei suoi seguaci più recenti, tra cui Caldwell, il scherzoso e iperbolico Mark Steyn, il superficiale Bruce Thornton, il più grave Walter Laqueur, e l'acuto Claire Berlinski e Bruce Bawer, scrivono dall'altra parte dell'Atlantico.
Non è che gli europei non producono libri nella stessa vena.
Considerate la giornalista italiana Oriana Fallaci di La Rabbia e l'Orgoglio , un attacco rabbioso sull'immigrazione mussulmana come quella che stiamo osservando oggi, o editorialista britannica Melanie Phillips Londonistan, che ha castigato la sinistra britannica di consegnare il paese ai Fratelli Musulmani.
Questi libri non dominano il mercato, mentre le opere di una serie di studiosi seri, compreso il lavoro del sociologo italiano Stefano Allievi sui musulmani europei, gli studi del tedesco antropologo culturale Werner Schiffauer dell'Islam politico tra gli immigrati turchi, del sociologo britannico Tariq Modood sulla Politica multiculturale, e il politologo francese Olivier Roy sull'Islam globalizzato.
Negli Stati Uniti, i libri Eurabia continuano a proliferare anche oggi, quasi un decennio dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001, che hanno innescato il genere.
"Se l'Europa non è in grado di assimilare gli immigrati, se l'Europa è un terreno fertile per l'anti-americanismo e il radicalismo islamico - ed è - questo è il nostro problema," Berlinski avverte in Menace in Europa (2006). "La minaccia degli islamisti radicali che l'Europa è altrettanto grande per gli Stati Uniti, come è stata la minaccia dei nazisti che prendono in Europa nel 1940," Tony Blankley scrive nel Last Chance dell'Occidente (2005). "Non possiamo permetterci di perdere l'Europa."
Nell'aprile del 1968 Enoch Powell, un ministro di Tory, ha distrutto la sua carriera politica, quando ha denunciato l'immigrazione di massa come un disastro. Oggi gli argomenti di Powells stanno diventando fatto quotidiano.
Christopher Caldwell è un giornalista americano che scrive per il Financial Times liberale e il conservatore Weekly Standard.
Ha trascorso l'ultimo decennio a studiare l'immigrazione europea, viaggiando ampiamente e leggendo voracemente in una varietà impressionante di lingue.
Il suo controverso libro nuovo riecheggia ripetutamente le avvertenze di Powells tanti anni fa.
Caldwell sostiene che l'Europa occidentale è diventata una società multietnica in un impeto di assenza della mente.
I politici europei stanno importando persone per colmare la carenza di posti di lavoro a breve termine. Ma gli immigrati hanno continuato a moltiplicarsi anche se i posti di lavoro sono scomparsi: il numero degli stranieri residenti in Germania è aumentato da 3 miloni nel 1971 a 7,5 nel 2000, anche se il numero di stranieri nel mondo del lavoro non si è mosso.
Oggi i migranti rappresentano circa il 10% della popolazione della maggior parte dei paesi dell'Europa occidentale, e fino al 30% in alcune grandi città Europee.
Si presumeva che gli immigrati avrebbero rapidamente adottare i costumi della loro società di accoglienza. Ma un numero sorprendente di immigrati hanno dimostrato il fatto contrario.
Caldwell sostiene che il motivo per cui così tanti immigrati non è riuscito ad assimilare può essere riassunto in una sola parola: l'Islam.
A metà del 20 ° secolo c'erano pochi musulmani in Europa.
Oggi ci sono 15 milioni-17 milioni, che costituiscono circa la metà di tutti i nuovi arrivi in ​​Europa.
La maggior parte dei paesi europei si sono piegati in quattro per soddisfare la sensibilità dei nuovi arrivati.
Un tribunale francese ha permesso a un uomo musulmano di annullare il suo matrimonio per il motivo che la moglie non era vergine la prima notte di nozze.
Ma l'opinione pubblica europea è faticosa in tale flessione.
Mr Caldwell cita un sondaggio che dimostra che solo il 19% degli europei ritiene l'immigrazione sia una buona cosa per il loro paese; Il 57% pensa invece che il loro paese ha troppi stranieri.
Tali numeri hanno recentemente costretto i politici ad adeguare le loro politiche.
La popolazione originaria europea sta invecchiando rapidamente, con un quarto di essa oltre 60. Gli immigrati hanno famiglie numerose.
Diversi intervistati affermano la loro convinzione che la violenza islamica è un comportamento del tutto ortodosso per i musulmani e deriva direttamente dagli insegnamenti e l'esempio del Profeta Maometto e i comandi del Corano.
Apprendiamo che l'esempio di Maometto è quello di un signore della guerra violenta che ha ucciso numerose persone.
Il Corano - le parole testuali di Allah - prescrive la violenza contro i non musulmani e Maometto è l'esempio perfetto del Corano in azione.
La caratteristica più importante dell'Islam non capita dall'Occidente è che è più un sistema di governo di una religione personale.
Nel corso della sua storia, l'islam non ha mai riconosciuto una distinzione tra il religioso e il laico / politico.
La legge islamica governa ogni aspetto dell'azione religiosa, politica e personale, che ammonta a una forma di totalitarismo che è divinamente ingiunto a dominare il mondo arabo.
Non possiamo negare che esista anche una versione più civile di questa religione, persone oneste che si fanno la propria vita indisturbati e senza disturbare gli altri, ma esiste anche una corrente diffusa che porta molti soggetti ad atti di violenza ed estremismo.
I musulmani oggi costituiscono un quarto della popolazione di Bruxelles, secondo un nuovo libro pubblicato dalla Università Cattolica di Lovanio, la top università di lingua olandese in Belgio.
In termini reali, il numero dei musulmani a Bruxelles - dove la metà del numero dei musulmani in Belgio, attualmente vive --- ha raggiunto 300.000, il che significa che la sedicente "Capitale d'Europa" è oggi la città più islamica in Europa .
In termini pratici, l'Islam mobilita più persone a Bruxelles di quanto non facciano la Chiesa Cattolica romana, partiti politici o anche i sindacati, secondo " The Iris and the Crescent ", un libro che è il prodotto di più di un anno di ricerca sul campo ed è stato rilasciato al pubblico il 18 novembre.
L'autore del libro, il sociologo Felice Dassetto, prevede che i musulmani costituiranno la maggioranza della popolazione di Bruxelles, entro il 2030.
In Belgio nel suo complesso, i musulmani comprendono circa il 6% della popolazione totale, uno dei tassi più alti d'Europa.
Questo numero è destinato a salire a oltre il 10% entro il 2020.
Secondo Dassetto, l'Islam sta diventando sempre più visibile a Bruxelles: ci sono sempre più moschee e minareti, le donne più velate e sempre più organizzazioni mussulmane.
Il libro mette in guardia, inoltre, che gli elementi ultraconservatori all'interno dell'Islam stanno sempre più guadagnando terreno a Bruxelles.
Tra i molti fili dell'Islam rappresentati a Bruxelles, il salafismo è apparentemente di gran lunga il più popolare.
Il Salafismo, è il movimento pan-islamico fortemente conservatore, cerca, tra gli altri obiettivi, di unire il mondo islamico sotto la guida di un unico califfo, o sovrano, che governerebbe basato sulla legge islamica della Sharia.
Il libro rivela anche che la maggior parte dei musulmani a Bruxelles hanno un "noi" contro "loro" forma mentis, che ostacola la loro integrazione nella società belga.
La maggior parte dei musulmani di Bruxelles sono del Marocco (70%) e Turchia (20%), con il restante 10% da Albania, Egitto, Pakistan e Nord Africa.
Hanno cominciato ad arrivare in Belgio nel 1960 come lavoratori ospiti.
Anche se il programma è stato annullato nel 1974, molti immigrati sono rimasti e, usando le leggi di famiglia-riunificazione, hanno portato le loro famiglie.
Oggi la comunità musulmana continua a crescere sia attraverso alti tassi di natalità e le migrazioni del matrimonio.
Oltre il 60% dei marocchini e giovani turchi sposa partner dai loro paesi d'origine.
Come negli altri paesi europei, la popolazione musulmana in Belgio è giovane.
Quasi il 35% dei marocchini e turchi nel paese sono sotto i 18 anni, contro il 18% dei belgi nativi.
Dal 2008, il nome più popolare a Bruxelles per i neonati è Mohammed.
E 'anche il nome più popolare per i neonati nella seconda città più grande del Belgio, Anversa, dove si stima che il 40% dei bambini delle scuole elementari sono musulmani.
Anversa è anche sede della prima corte con la legge islamica Sharia, che ha iniziato vergognosamente ad operare nel mese di settembre 2011.
La corte Sharia è l'iniziativa di un gruppo islamico radicale, Sharia4Belgium .
I leader del gruppo dicono apertamente che lo scopo del tribunale è quello di creare un sistema giuridico islamico in parallelo nel Belgio per sfidare l'autorità dello Stato come autorità di applicazione delle protezioni di diritto civile garantite dalla Costituzione belga.
La corte Sharia, situato nel quartiere di Borgerhout di Anversa, è "mediatore" controverso del diritto della famiglia per gli immigrati musulmani in Belgio.
Gli autoproclamati giudici musulmani che nel tribunale applicano la legge islamica, piuttosto che il secolare sistema di diritto della famiglia belga, per risolvere le controversie che riguardano questioni di matrimonio e divorzio, la custodia dei figli e sostegno ai figli, così come tutte le questioni legate all'eredità.
A differenza del diritto civile belga, la legge islamica sharia non garantisce parità di diritti tra uomini e donne; i critici della corte Sharia dicono che metterà a repentaglio i diritti delle donne musulmane, in particolare in materia di successione, il matrimonio, il divorzio, la poligamia, la custodia dei figli, la libertà di movimento e la maggior parte di ogni violenza fisica e l'incapacità quasi totale di una donna di districarsi da essa.
Il gruppo Sharia4Belgium è composto da islamisti che sono apertamente impegnata a portare tutti coloro che vivono in Belgio - compresi tutti i non-musulmani - sotto la presentazione della legge islamica della Sharia.
Anche se il sito web di Sharia4Belgium è stato recentemente chiuso dalle autorità belghe, un archivio parziale del sito si può trovare presso la Wayback Machine.
C'è, Sharia4Belgium emette una minaccia - nei panni di un invito - chiedendo a tutti i belgi di convertirsi all'Islam e di sottoporsi alla sharia o affrontare le conseguenze.
Tornando a Bruxelles, pienamente la metà degli studenti musulmani della città sono antisemiti, secondo uno studio di 426 pagine intitolato " Jong a Brussel "(Giovani a Bruxelles) prodotto dalla piattaforma di ricerca della Gioventù.
In un'intervista al quotidiano belga De Morgan , Mark Elchardus, uno degli autori del rapporto, ha dichiarato: "Quello che è allarmante è che si può descrivere la metà degli studenti musulmani come anti-semiti. Cosa che è peggio è che quei sentimenti anti-ebraici non hanno nulla a che fare con un basso livello di istruzione o di svantaggio sociale, che è il caso di belgi razzisti. L'antisemitismo è teologicamente ispirato e vi è un legame diretto tra l'essere musulmani e avere sentimenti antisemiti . "
L'osservazione di Elchardus che collega l'Islam e l'antisemitismo, gli è valsa una causa intentata da Vigilance Musulmane (Vigilanza Musulmana), un gruppo attivista musulmano.
Vigilance Musulmane riferisce che i commenti di Elchardus avrebbero 'violato la legge anti-discriminazione del Belgio del 2007, che vieta la discriminazione sulla base di "convinzioni religiose". Hanno anche detto le sue dichiarazioni hanno violato l'articolo 444 del codice penale belga, in quanto sono apparsi in un giornale e quindi sono stati ripetuti a lungo nella stampa.
Insomma, quando si tratta di imporre il silenzio molti sanno come muoversi.

Nel frattempo il movimento terroristico che si fa chiamare ISIS è arrivato in Libia, alle porte dell'Italia.
La rapidità con cui è arrivato dimostra chiaramente come questo estremismo attivista si stia diffondendo pari alla peste o all'ebola.
Continuare a finanziare e a far sbarcare questo fiume umano dalle coste della Libia e del Nord Africa si sta trasformando in un pericolo sempre più concreto per l'incollumità dei cittadini.
Vale la pena rischiare perchè ce lo chiede l'Europa?






Fonti:
https://swissdefenceleague.wordpress.com/2012/08/04/europe-muslim-immigration-and-the-rise-of-eurabia/
http://www.gatestoneinstitute.org/2602/brussels-eurabia



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giovedì 5 febbraio 2015

IL RISVEGLIO DELL'ORSO E DEL DRAGONE


Quale è il filo conduttore che lega Venezuela, Hong Kong, Ucraina, Egitto, Libia, Iraq, Afghanistan nel mondo? E cosa li lega in modo solido ad un'altro filo conduttore che connette: Francia, Italia, Ungheria, Grecia, e Inghilterra?
La prima lista comprende una lista di paesi destabilizzati e soggetti ad una politica di destabilizzazione da parte delle pressioni Occidentali, in particolare Stati Uniti, nella quale finanziando e armando ribellioni in altri paesi non conformi alle loro politiche, i paesi occidentali riescono a ribaltare capi di stato e governi, successivante eleggendo un capo di stato più incline alle politiche occidentali.
Un'esempio lo possiamo osservare nella destabilizzazione ucraina, iniziata in una rivolta supportata e fomentata dall'estero chiamata Euromaidan, uno degli atti più criminosi della storia del Paese.

Cosa successe nella guerriglia dell'Euromaidan:
La cosiddetta Euromaidan è una serie di manifestazioni cominciate in Ucraina la notte del 21 novembre 2013 all'indomani della sospensione, da parte del Governo ucraino, di un accordo di associazione denominato DCFTA tra l'Ucraina e l'Unione europea, che prevedeva la realizzazione di un "Area Approfondita e Globale di Libero Scambio" ("Deep and Comprehensive Free Trade Area", da cui appunto l'acronimo DCFTA).
La portata delle proteste si è evoluta con numerose richieste di dimissioni del governo rappresentato da Viktor Janukovyč.
Molti manifestanti si sono aggiunti alla causa dopo le violenze subite dai manifestanti il 30 novembre 2013.
Presto la protesta ha assunto come obiettivo anche la presunta corruzione degli organi di governo, l'abuso di potere e di violazione dei diritti umani in Ucraina.
A seguito dell'escalation degli scontri del 18 febbraio, che causano oltre 100 morti, tra cui anche elementi delle forze dell'ordine, molti commentatori paragonano i disordini a una guerra civile.
Le manifestazioni iniziarono la notte del 21 novembre 2013, quando scoppiarono proteste spontanee nella capitale Kiev, dopo che il governo ucraino aveva sospeso i preparativi per la firma a Vilnius di un accordo di associazione e di libero scambio con l'Unione europea, a favore della ripresa di relazioni economiche più strette con la Russia. Dopo alcuni giorni di manifestazioni, un numero crescente di studenti universitari si unì alle proteste.
Le proteste sono durate circa 3 mesi, nonostante la presenza della polizia, le rigide temperature sotto zero e la neve.
L'escalation della repressione della violenza da parte delle forze governative nella prima mattina del 30 novembre 2013 ha fatto salire l'aggressività delle proteste, con una presenza di 400.000-800.000 dimostranti a Kiev durante il fine settimana del 1º dicembre e dell'8 dicembre 2013.
Nelle settimane successive, la partecipazione nella protesta ha oscillato fra le 50.000 e 200.000 persone durante i raduni organizzati.
Violenti scontri hanno avuto luogo il 1º dicembre e dal 19 al 25 gennaio 2014.
Dal 23 gennaio in varie province occidentali dell'Ucraina gli edifici del Governatore e dei consigli regionali sono stati occupati da violenti fanatici dell'Euromaidan.
Nelle città russofone di Zaporižžja, Sumy e Dnipropetrovs'k i manifestanti hanno cercato di occupare anche delle sedi del governo locale, con un forte contrasto da parte della polizia.
Le proteste hanno raggiunto l'apice durante i 3 giorni del 18 - 20 febbraio 2014, durante i quali decine di manifestanti sono stati uccisi da ignoti cecchini, dal fuoco della polizia e dall'incendio appiccato all'ultimo piano del palazzo dei sindacati (il quartier generale dei dimostranti).
Il 21 febbraio 2014, dopo la fuga dell'ex-presidente Viktor Janukovyč, Euromaidan ha avuto idealmente fine e - pochi giorni dopo - la Crimea nel timore di nuove ribellioni chiese rapidamente l'annessione alla Federazione Russa, cosa che avvenne con un referendum e sotto la protezione dell'esercito russo.
L'unica ragione per la quale questa guerra ancora continua è il fatto che il governo legittimo venne abbattuto da questa rivoluzione non spontanea ma innescata, questo governi fu eletto con la maggioranza delle popolazioni russe dell'Ucraina, sostituito dal governo filoccidentale di Petro Poroshenko: un regime ideologicamente contro la Russia che da mesi con il supporto degli Stati Uniti mobilità l'esercito ucraino in una guerra contro le popolazioni delle regioni russe dell'Ucraina, le quali da mesi combattono per i diritti di creare uno stato indipendente chiamato Nuova Russia, più legato alla Federazione Russa che alla minoranza ucraina.

Per osservare come questo volutamente "indiretto" colpo di stato sia stato preparato dagli Stati Uniti, con lo scopo di abbattere un'altro governo maggiormente favorevole alla Russia e sostiuendolo con un governo più "filoamericano" è sufficiente osservare lo staff del regime di Poroshenko.

Il dittatore Poroshenko
Il 2 dicembre il nuovo governo ucraino è diventato filo-occidentale con alcuni stranieri: il Parlamento di Kiev infatti ha approvato la nomina di un’americana, di un lituano e di un georgiano nella compagine governativa.
Oltre a tutto ciò abbiamo la conferma che il genocidio nelle regioni russe dell'Ucraina avviene con armi americane passate all'esercito ucraino direttamente dagli Stati Uniti, che continuano di proposito a negare i diritti della popolazione russa in rivolta portando avanti un massacro da mesi, sebbene i ribelli russi abbiano ripetutamente sconfitto l'esercito di Kiev.
Gli Usa stanno valutando la possibilità di fornire armi all’esercito di Kiev per un valore di tre miliardi di dollari: una mossa che rischia di irritare ulteriormente Mosca - a sua volta accusata di sostenere militarmente i separatisti - e di arroventare ancor di più il conflitto nel sud-est ucraino. A darne notizia è il New York Times, proprio mentre il leader dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, Alexander Zakharcenko, annuncia un’imminente mobilitazione generale che rinforzera’ le file dei ribelli facendo arrivare a 100.000 il totale dei miliziani pronti a combattere.

La ragione più semplice e rapida per porre fine a tale conflitto è quello di riconoscere alle popolazioni russe dell'Ucraina i loro diritti e sostenere la secessione dell'Ucraina per quelle persone che vivono nelle regioni a maggioranza ucraine, la ragione perchè non lo fanno è quelle per la quale L'Occidente vuole assicurarsi il controllo totale del territorio ucraino e delle sue risorse.

Di conseguenza adesso geograficamente ci spostiamo prima in Venezuela e poi ad Hong Kong dove in questi giorni stanno ricominciando le rivolte da parte di estremisti in entrambe le aree del mondo, anche queste sembrano avere chiaramente, fatta eccezione per il tempismo perfetto, una chiara matrice occidentale.
Numerose evidenze dal punto di vista strategico di come sembri che gli Stati Uniti stiano cercando di espandere la propria influenza o almeno neutralizzare possibili soggetti non graditi li abbiamo assistiti nelle escalation della primavera araba: in Libia, la morte di Mu'ammar Gheddafi (La Libia è ricca di petrolio); in Egitto, la fine del presidente Hosni Mubarak (L'Egitto è ricco di petrolio), sostituito nuovamente in seguito da Mohamed Morsi, eletto democraticamente il quale una volta ha affermato di avere interesse per l'Egitto a far parte del Brasile-Russia-India-Cina-Sudafrica (BRICS) combinare e trasformare il raggruppamento in E-BRICS. "Spero che BRICS un giorno diventerà E-BRICS dove E sta per l'Egitto."(vedi qui) pochi mesi dopo stranamente altre proteste sono esplose e curiosamente anche egli è stato spodestato; Siria, la quale dopo una prolungata escalation di violenze, Barack Obama aveva optato per l'intervento militare, evitato grazie all'intervento del presidente russo, Vladimir Putin, facendo da intermediario nella consegna delle armi chimiche, successivamente consegnate; il Venezuela, in cui la morte del presidente Hugo Chávez nel 2013, è avvenuta curiosamente in coincidenza con l'arrivo di tre diplomatici americani successivamente espulsi, il nuovo presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha infatti dichiarato "Ho ordinato al ministero degli Esteri di procedere a dichiarare quei tre funzionari consolari come ''persone non grate'' e di espellerli dal Paese. Lasciate che cospirino a Washington!'',(qui)(qui) secondo Maduro i diplomatici statunitensi si erano incontrati con gli studenti coinvolti nelle proteste con la scusa di offrire loro ''dei visti per gli Stati Uniti''" allo stesso modo è vero che Chavez era malato di cancro, ma allo stesso modo indurre un' "infarto", come ha rivelato in seguito l'autopsia (qui) è sufficiente inalare una bolla d'aria nella vena di un paziente con una siringa (ricordiamo inoltre che il Venezuela ha anche degli ottimi rapporti economico-militari con la Russia).
Di recente Maduro sembra essere di nuovo preoccupato circa la possibiltà che gli Stati Uniti stiano preparando un nuovo colpo di stato in Venezuela.
Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, è tornato ad accusare media, uomini d'affari e dignitari stranieri di stare progettando un colpo di stato condito da omicidi e destabilizzazione del Paese intero.

Il numero uno venezuelano ce l'ha in particolare con Joe Biden, vice presidente americano, che sarebbe l'orchestratore del tutto.
"Gli Stati Uniti sono andati a parlare con i governi del continente sudamericano, annunciando la volontà di rovesciare il mio governo. Joe Biden ha parlato direttamente con i presidenti e i primi ministri" ha spiegato Maduro in un incontro con alcune migliaia di seguaci. Le parole sono state riportate dall'agenzia di stampa France Presse.
Secondo il presidente venezuelano, gli Usa vogliono il golpe, ma anche creare il panico nel Paese con una vera e propria guerra psicologica: "Sono disposti a fare da mandanti di omicidi, ma anche a proseguire la guerra economica contro di noi".
Maduro, in particolare, ha detto che questi tentativi da parte di Washington sono diventati insistenti nei 19 giorni in cui lui è stato fuori dal Paese.
"Noi dobbiamo pensare a restare uniti contro il piano americano di un sanguinoso colpo di Stato. Dobbiamo unire le forze popolari e militari per sconfiggere il nemico, pronto a non fermarsi davanti a niente pur di rovesciare questo governo democraticamente eletto".
Certo potrebbe sembrare addirittura un'attacco di paranoia dettata dal troppo lavoro, eppure di recente sembra che il gesto di distensione degli Stati Uniti verso Cuba, sia in realtà una mossa tattica nei confronti della politica russa, quando l'11 luglio 2014 il presidente russo, Vladimir Putin, è arrivato all'Avana portando con sé il migliore dei biglietti da visita: il condono del 90% dei 26 miliardi di euro di debito che Cuba trascina dai tempi dell'Urss.
Durante questa visita la Russia ha tranquillamente raggiunto un accordo con Cuba di riaprire una base spia sovietica alle porte degli Stati Uniti, tra i rapporti graffianti tra Mosca e Washington.
L'accordo di riaprire l'impianto signal intelligence a Lourdes, a sud di L'Avana, è stato concordato in linea di principio durante la visita del presidente Vladimir Putin per l'isola come parte di un tour latino-americano.(vedi qui)
Di conseguenza ecco che gli Stati Uniti provano a ottenere un minimo di controllo di Cuba, ponendo parzialmente fine all'embargo e riaprendo un'ambasciata americana.
Gli Usa avvieranno dei negoziati con Cuba per la piena normalizzazione delle relazioni diplomatiche fra i Paesi e per l'apertura di un'ambasciata a L'Avana, che dovrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi.(vedi qui)
Intanto anche Hong Kong è tornata ad essere occupata illegalmente da un massiccio movimento estremista scaturito dal nulla.
Alcune migliaia di attivisti hanno occupato la piazza a Hong Kong, per chiedere a Pechino un cambiamento del suffragio universale dopo che in dicembre l'ultimo assalto era stato sgomberato dalla polizia dopo mesi di occupazione selvaggia.
Ci sono chiare evidenze che anche questo si tratta di un tentativo da parte degli Stati Uniti di destabilizzare il paese.
I neo-conservatori di Washington e i loro alleati del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sono chiaramente furiosi con la Cina, come lo sono con la Russia di Vladimir Putin.
Come sia la Russia che la Cina negli ultimi anni sono diventati più assertivi sulla definizione dei loro interessi nazionali, e come entrambe le potenze eurasiatiche disegnino una più stretta cooperazione a tutti i livelli strategici, Washington ha deciso di scatenare il caos contro Pechino, come l'ha scatenato in Ucraina.
La raffica di recenti offerte vincolanti Pechino e Mosca più strettamente il gasdotto, la creazione della banca infrastrutturale dei BRICS e il commercio di rubli e renminbi by-passando la risposta di Washington sul dollaro statunitense ha innescato la Rivoluzione degli Ombrelli Gialli. (vedi qui)
La ragione per la quale gli Stati Uniti stanno diventando sempre più aggressivi è il fatto che temono l'isolamento economico e politico dalla scena mondiale, e questo porterebbe ad un minore controllo delle risorse di altri paesi.
Sebbene la Federazione Russa attualmente sembri essersi calmata dopo le sanzioni, in realtà la sua evoluzione verso l'integrazione dell'Unione Eurasiatica oltre che la sua presidenza dei paesi BRICS nel 2015 potrebbe portarla ad una maggiore evoluzione della sua economia e della sua influenza sulla scena mondiale, sommando oltre a tutto ciò il repentino evolversi della Repubblica Popolare Cinese, l'economia in più rapida evoluzione al mondo e la potenza con maggiore influenza dopo, per il momento, gli Stati Uniti.
Allo stesso modo altri radicali cambiamenti geopolitici sono in rapida evoluzione.

-I BRICS hanno deciso di istituire la Banca del Nuovo Sviluppo (NDB) con sede a Shanghai, spinta soprattutto da India e Brasile, un'alternativa concreta al dominio dell'occidentale Banca Mondiale e il sistema di Bretton Woods.
Con un capitale iniziale autorizzato di 100 miliardi dollari, compresi 50 miliardi di dollari di capitale sottoscritto iniziale ugualmente condiviso, che diventerà una delle più grandi istituzioni finanziarie multilaterali di sviluppo.
Importante, sarà aperto per altri paesi alla quale vorranno aderire.
Così in BRICS nel prossimo futuro negozieranno le loro valute, tra cui un yuan convertibile globalmente, più lontano dal dollaro USA e i petrodollari.
Tutte queste azioni rafforzano ulteriormente la stabilità finanziaria di BRICS - una sorta di rete di sicurezza precauzionale, una linea in più di difesa.
-In secondo luogo, si svolgerà un ruolo fondamentale per l'internazionalizzazione dello yuan.

I BRICS potrebbero essere estesi e includere i paesi MINT (MINT è un acronimo che si riferisce alle economie del Messico, Indonesia, Nigeria, e Turchia.), favorendo in tal modo la portata dell'organizzazione e creando l'opportunità per un lungo periodo una 'vibrazione' strategica di tali Stati dai loro orientamenti parzialmente occidentali.

-La Shanghai Cooperation Organization (SCO) è la culla in cui il partenariato strategico russo-cinese (RCSP) è nato e cresciuto.
Originariamente fondata come Shanghai Five nel 1996, è stato riformato come la SCO nel 2001 con l'inserimento di Uzbekistan.
Meno di un mese dopo la dichiarazione dei BRICS di indipendenza dalle attuali strutture della finanza mondiale, la SCO che comprende Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e India ha approvato, Pakistan, Iran, Mongolia all'interno dell'organizzazione .
Anche la SCO ha ricevuto domande per lo status da osservatori da Armenia, Azerbaijan, Bangladesh, Bielorussia, Nepal e Sri Lanka.
E 'stata la singola più grande espansione di cooperazione economica e gruppo di protezione di mentalità nella sua storia, e potrebbe finire per diluire l'impatto delle sanzioni attualmente ricattanti Mosca sulla crisi Ucraina e Teheran sul suo programma nucleare.
Questi paesi rientrano direttamente nella sfera immediata del RCSP, in cui o la Russia o la Cina può esercitare un certo modo o nell'altro di importante influenza a vari livelli.

-I BRICS e la SCO le due più grandi organizzazioni internazionali indipendenti per lo sviluppo degli ultimi dieci anni.
Ci sono anche altre misure per ridurre il vecchio dominio globale degli Stati Uniti.
Union of South American Nations (USAN) (Unione delle Nazioni Sudamericane) comprende tutti i paesi del Sud America, tra cui Cuba, e ha ampiamente sostituito l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS), una reliquia della Guerra Fredda che escludeva Avana.
Mentre gli Stati Uniti e il Canada sono parte dell'OSA, non sono stati invitati a partecipare all'USAN.
In parole povere gli "Stati Uniti del Sud America".

-Infine arriviamo all'Unione Eurasiatica dove l'integrazione di altri paesi eurasiatici porterebbe ad una minore influenza dell'Asse NATO e degli Stati Uniti nei confronti di paesi strategici.
L'integrazione eurasiatica si è spostata ad un livello superiore, per sostituire l'EurAsEC venendo ad una nuova forma di una più stretta associazione dell'Unione Economica Eurasiatica (EEU), noto anche come l'Unione Eurasiatica (EAU).
A essa dai vecchi Stati membri (Russia, Kazakistan, Bielorussia) è stata affiancata dall'Armenia, il prossimo candidato della lista relativa all'adesione del Kirghizistan, e prossimamente sono sulla strada per unirsi la CEEA (East Asia Economic Caucus) e il Vietnam.
Anche l'adesione della Turchia e Siria sono in previsione.
Mentre si sta sviluppando un nuovo asse economico mondiale che andrebbe a indebolire l'influenza degli Stati Uniti da una vasta porzione della scena mondiale, la stessa Unione Europea sviluppata e alleata degli Stati Uniti, dove sono collocate in diversi paesi molte basi nucleari, in alcune della quali sono immagazzinate le testate nucleari americane, sembra che stia prendendo una posizione più incline in direzione della Federazione Russa.
La ragione di base sta che le politiche imposte dalla Germania, oltre che all'avvento della moneta unica, hanno portato la perdita dell'identità e della sovranità di vari paesi, sostituendo molte delle politiche di essi, con altre mai ampiamente condivise dalla gente tra le quali possiamo osservare: le sanzioni contro la Russia; politiche di immigrazione che vanno ben oltre la capienza massima di un paese; aumento delle tasse e ristagno economico che ha portato ad una vasta disoccupazione.
In molti paesi a causa delle scelte sbagliate di molti capi di stato membri dell'Unione Europea abbiamo assistito ad un ritorno del nazionalismo dei singoli stati, le cui popolazioni si sono accorte di che cosa stavano sacrificando e hanno deciso di non rinunciare alla propria identità culturale, economica e politica.
L'ultimo governo all'interno dell'Unione Europea pronto a dare appoggio alla Federazione Russa è stata la Grecia.

Ed ecco che entra in scena Tsipras, con il suo clamoroso successo alleato con la destra estrema di Anel, i Greci Indipendentisti: l’uomo su cui i russi puntavano molto.
Potenziale candidato per influire sul risanamento dell’Unione Europea.
“Mosca ha pochi amici in Europa” riferivano quelli della NATO, ma la Grecia come molti altri stanno mobilitandosi per frenare i problemi causati da Bruxelles, altri paesi troveranno “più facilmente il coraggio di fare lo stesso” ha dichiarato a Russia Today l’analista di politica estera Srdja Trifkovic, un serbo americano che vive a Chicago noto per le sue posizioni progressiste.
Putin in teoria offrirebbe la parziale copertura del debito con l’Ue, e contribuirebbe a coprire i fondi destinati a realizzare le promesse elettorali.
Il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha detto in un’intervista alla Cnbc che Mosca è pronta ad aiutare economicamente Atene: se la Grecia avanzasse una richiesta, “la prenderemmo sicuramente in considerazione”.
La Grecia ha mandato in archivio il nefasto programma dell’austerità, aveva detto Tsipras, “ridaremo la luce a 300mila famiglie povere”, aumenteremo il salario minimo, garantiremo l’assistenza sanitaria a chi ne è sprovvisto, ttto ciò venuto a mancare a causa delle malevole politiche di Bruxelles.
Il conto? Bastano 11,5 miliardi di euro, ha calcolato Tsipras.
Le casse dello Stato sono quasi vuote. Perciò l’ausilio di Mosca sarebbe un'atto non indifferente.
Intanto, in vista di un mancato accordo con la Grecia, la Germania non tollerando i programmi della Grecia ha scelto di usare la linea dura e di provare a prenderla "per fame."
Come? La Banca centrale europea (Bce) ha annunciato che non accetterà più in garanzia i titoli di Stato della Grecia nelle sue aste di liquidità.
La Bce non si mostra accomodante con la Grecia e anzi decide di aumentare la pressione su Atene, nonostante l'incontro tra il presidente Mario Draghi e il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, definito da quest'ultimo "incoraggiante".
Sostanzialmente la mossa della Bce, che fa parte della Troika insieme a Ue e Fmi, dimostra poco apertura alle richieste del nuovo governo ellenico: la fine della troika, uno swap sul debito ellenico in titoli indicizzati alla crescita e una svolta anti-austerity.
Insomma la Germania e Bruxelles continuano a non comprendere i danni e il livello di povertà che le loro stesse politiche hanno imposto alla maggior parte dei paesi della zona euro.
Il risultato sarà che la Grecia sarà maggiormente legata alla Russia che a chi l'ha ridotta in questo stato.
Anche Francia, Inghilterra, Ungheria hanno la maggioranza su questa posizione nei confronti della Russia.
I Partiti Progressisti hanno riportato l'importanza dell'identità e del nazionalismo della propria nazione diventando così i partiti con la maggioranza assoluta di consenso e tutti sono più inclini all'importanza della Russia che a quella che gli Stati Uniti vorrebbero dall'Europa.
In Inghilterra, Nigel Farage, del partito progressista UKIP ha apertamente dichiarato che ammirava il ruolo che la Federazione Russa ha svolto nella risoluzione pacifica della guerra in Siria con la consegna delle armi chimiche da parte del Presidente Assad.
Farage ha ammesso apertamente la sua ammirazione per Vladimir Putin, affermando che il Presidente della Russia è stato il leader mondiale "più ammirato" e lodando la gestione di Putin della situazione in Siria.
Egli sostiene anche la posizione del Cremlino sull'Ucraina, accusando l'Unione europea per la crisi. Farage ha chiesto all'Occidente di smettere di inimicarsi "l'orso russo" disturbandolo "con un bastone", e ha insistito che il presidente Putin è "dalla nostra parte" nella guerra globale contro l'estremismo jihadista.
In Francia, Marine le Pen, Front National, è sempre stata contraria alle posizioni dell'Europa nei confronti delle sanzioni russe, e favorevole dell'uscita della Francia dalla NATO.
In un'intervista con i media locali, la leader del Fronte Nazionale ha affermato che l'uscita della crisi ucraina è possibile solo attraverso i negoziati. Tuttavia ha fatto intendere che la colpa di ciò che sta accadendo in Ucraina è dell'Unione Europea.
L'unico elemento su cui i partiti e i movimenti progressisti nell'Unione Europea sembrano essere d'accordo, inclusi gli scozzesi che euroscettici potrebbero solo diventarlo in futuro, e' il putinismo.
Lo sguardo rivolto all'unisono al Cremlino non e'ancora sufficiente per convincere i leader di queste formazioni ad allearsi in un'unica coalizione ma la loro frammentazione minore di cinque anni fa e le loro posizioni nei confronti della Russia li ha uniti.
Sulla stessa lunghezza d'onda il leader della destra austriaca Heinz Christian Strache, per cui le sanzioni europee contro Mosca sono una farsa, e Geert Wilders, a capo del partito per la liberta' olandese, che con l'Fpoe ha aderito all'Alleanza europea per la liberta' insieme ai Democratici svedesi e il Vlaams Balang belga.
Alleanza a cui fa riferimento anche la Lega Nord di Matteo Salvini che aveva detto: ''Vogliamo un'Europa diversa, non fondata come oggi sul denaro. E con Putin sui temi principali ragioniamo allo stesso modo''. (Su iniziativa di persone considerate vicine alla Lega e' nata nei mesi scorsi l'Associazione culturale Lombardia Russia, una iniziativa ''apartitica ma con idee molto precise che combaciano pienamente con la visione del mondo enunciata dal Presidente della Federazione Russa che si possono riassumere in tre parole: Identita', Sovranita', Tradizione.
Vladimir Putin, a differenza degli altri capi di stato, parla chiaramente di concetti per noi essenziali: difesa delle identita' culturali dei popoli, principio di autodeterminazione, famiglia tradizionale come nucleo fondante della societa', lotta serrata all'immigrazione clandestina e all'islamizzazione'')
Molti dei partiti progressisti sono importanti per Mosca anche perche' non hanno in programma iniziative per denunciare violazioni dei diritti umani. '
Ma Putin viene apprezzato anche dal premier scozzese Alex Salmond, e dagli indipendentisti veneti, che scrivevano i loro manifesti in russo (e le cui iniziative venivano seguite con piu' attenzione dai quotidiani russi che non da quelli italiani).
Il promotore del referendum per la secessione della Scozia ha elogiato il presidente russo per il modo in cui ''e' riuscito a restaurare in larga misura l'orgoglio nazionale dei russi''.
In Europa il ritorno del nazionalismo sta risanando il ruolo svolto dall'Unione Europea nell'oblio dell'identità nazionale e della sovranità delle singole nazioni, allontanandosi così dall'orbita degli USA e avvicinandosi a quella della Russia; nel resto del mondo è in atto lo sviluppo di un asse economico e politico contrapposto a quello degli Stati Uniti e che volge più verso Oriente.
Questo è il filo conduttore che lega il nazionalismo europeo e i paesi sotto le pressioni americane.
Tutto ciò è un'importante cambiamento che potrebbe sensibilmente influire sulla politica estera americana, come ad esempio l'invio di paracadutisti e armi al regime di Kiev.
Un chiaro esempio di non più scopi difensivi ma offensivi.




















Fonti:
http://www.vita.it/mondo/emergenze/cosa-successo-a-piazza-maidan-la-vera-storia-della-rivolta-ucraina.html
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-12-02/l-ucraina-vara-governo-ministri-stranieri-selezionati-cacciatori-teste-202117.shtml?uuid=ABjsv6KC
http://www.lastampa.it/2015/02/02/esteri/la-russia-vieta-gru-e-ruspe-occidentali-MtJbA6vHg67g6nXc2TG5TJ/pagina.html
http://www.polisblog.it/post/293892/venezuela-maduro-nuove-accuse-di-golpe
http://www.globalresearch.ca/the-brics-the-eurasian-economic-union-eeu-and-the-shanghai-cooperation-organization-sco-towards-a-new-global-financial-architecture/5413714
http://www.stopeuro.org/tsipras-accordo-con-putin-per-scardinare-lue-cambio-di-miliardi/
http://www.finanza.com/Finanza/Notizie_Mondo/Altri_paesi_Europa/notizia/Grecia_la_Bce_sospende_i_fondi_oggi_Varoufakis_incontra_Sc-433167
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2593006/Why-I-admire-Putin-Farage-Ukip-leader-praises-Russian-President-superb-operator-outwitted-West.html
http://rt.com/op-edge/208671-farage-ukip-election-reckless-russia/
http://italian.ruvr.ru/news/2014_03_05/Marine-Le-Pen-gli-europei-non-vogliono-lUcraina-in-Europa-0591/
http://www.ilnord.it/c-2962_DA_MARINE_LE_PEN_A_NIGEL_FARAGE_DAGLI_INDIPENDENTISTI_VENETI_A_QUELLI_SCOZZESI_TUTTI_DACCORDO_CON_LA_RUSSIA_DI_PUTIN

lunedì 26 gennaio 2015

GLI STATI UNITI PREPARANO A ROVESCIARE L'UNGHERIA


Il clima è teso, a Budapest.
Non è la prima volta che avvengono proteste contro il governo per le strade della capitale.
L’ultima dimostrazione ha avuto luogo il 2 gennaio.
La prossima è in programma per il 1° febbraio – il giorno della visita di Angela Merkel.
Gli oppositori di Viktor Orban, perlopiù piccoli gruppi di teppisti, dicono di voler mostrare al cancelliere tedesco che gli ungheresi scelgono l’Europa e non l’Asia, sebbene secondo i sondaggi la maggioranza sarebbe favorevole a uscire dall'Unione Europea.
Al di là dei fallimenti economici, l’opposizione accusa il primo ministro di “abuso geopolitico” per il suo legame con l’Est, includendo i piani intesi a sviluppare una cooperazione con la Russia e la Cina, accuse piuttosto forzate in quanto fatte da estremisti dell'europeismo.
La Russia è un importante punto di commercio per l’Ungheria e un partner economico fuori dall’Ue.
Entrambi i paesi hanno firmato un accordo sulla struttura generale delle due nuove unità da costruire dell’impianto di energia nucleare Paks situato a 100 chilometri da Budapest. L’impianto è responsabile del 42% dell’energia totale prodotta nel paese.
L’Ungheria ha firmato un accordo dal credito di 10 miliardi di euro con la Russia per un potenziamento di Paks.
Per la restituzione del prestito è stato stabilito un periodo di 21 anni.
Dall’inizio l’Ungheria prese una posizione molto cauta riguardo alle sanzioni contro la Russia imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Secondo Orban, l’Europa «si è tirata la zappa sui piedi da sola» con le misure punitive.
Il primo ministro ungherese ha appoggiato il South Stream. Ha espresso il suo pentimento riguardo al fatto che il progetto di conduttura del gas sia diventato preda dei meccanismi geopolitici in atto. Ha criticato duramente l’Ue: ad esempio, ha affermato che «il progetto che chiamiamo Unione Europea è in fase di stallo».
Da fedele cattolico e padre di cinque figli, rifiuta giustamente la libertà di rapporti sessuali non tradizionali diffusi in Europa e si dichiara a favore dei valori della famiglia tradizionale.
Gli Stati Uniti non ci hanno messo tanto ad aproffittare della situazione e imporre una propria linea di condotta.
Il senatore John McCain ha minacciato che l’Ungheria è un «paese importante», in cui Orban ha concentrato troppo potere nelle sue mani.
Successivamente, a sei individui ungheresi presumibilmente coinvolti nella corruzione e vicini al primo ministro, è stato vietato di entrare negli Stati Uniti.
La riconciliazione di Budapest con Pechino ha causato una reazione negativa da parte di Washington, con le spalle sempre più al muro a causa della perdita della propria influenza nella regione. L’Ungheria è una zona strategica per la collaborazione tra Cina ed Europa, affermò il ministro degli esteri cinese Wang Yi quando incontrò la controparte ungherese Peter Szijjàrtò in ottobre.
Budapest è la zona del Centro Europa più interessata dagli investimenti cinesi (attorno ai 4 miliardi di dollari).
Il ministro degli esteri della Cina pose particolare attenzione sul fatto che il legame di Orban con l’Est corrisponde perfettamente alla diplomazia cinese “New Silk Road”.
Il ricavo derivato dal commercio tra Cina e Ungheria è aumentato di 6 volte.
Washington ha quindi deciso che Budapest stava andando fuori controllo dagli schemi che gli facevano comodo e non stava rispettando le regole stabilite per i membri della comunità euro-atlantica.
I leader del movimento di opposizione al governo hanno affidato le loro speranze a Gyurcsàny Ferenc, il leader della cosiddetta Coalizione Democratica, che non ha mai cercato di rovesciare l’attuale governo: «Se questo regime non viene rovesciato, prima o poi ci seppellirà con sé», ha minacciato.
«La democrazia parlamentare ungherese è morta, tutto ciò che ci rimane è democrazia e resistenza diretta», disse alla festa post-conferenza tenutasi a Budapest a novembre.
Inutile dire che queste frasi non erano destinate a pochi ma all'opinione pubblica, con lo scopo di creare sentimenti di contrasto, sebbene l'Ungheria, paese in forte crescita grazie all'assenza della moneta unica, abbia una maggioranza della popolazione che appoggia il governo Orban e sia contraria ai principi dell'Unione Europea.
L’incaricato d’affari statunitense in Ungheria, Andrè Goodfriend, fu visto tra i rivoltosi.
Quando gli fu chiesto un parere riguardo ai 6 ungheresi a cui fu vietato di entrare negli Stati Uniti, rispose che troppe persone appartenenti al partito di Orban erano coinvolte nella corruzione, ovviamente senza sottoporre alcuno straccio di prova.
Secondo lui, questo avvenimento ha avuto un impatto del tutto negativo sulle relazioni tra Stati Uniti e Ungheria.
Gli organi di stampa occidentali affermano apertamente che l’Ungheria potrebbe seguire l’Ucraina e affrontare un cambio di regime vista la propensione di Orban in senso dittatoriale, vedendo abusi di potere diventare una moda allarmante.

Il cosidetto "regime" che viene descritto dai media occidentali e dai giornali, in realtà si tratta di un governo eletto democraticamente che ha rifiutato l'introduzione della moneta unica, e ha messo al primo posto la sovranirà e identità nazionale.
Simili dichiarazioni su di esso sono in realtà tentativi mediatici a scopo politico per infondere nelle persone l'idea che in Ungheria sia in atto un regime e che sia "corrotto", guardacaso come l'Ucraina, in cui era stato eletto democraticamente un governo più favorevole ai valori della Russia e della Cina che in seguito a una "rivoluzione colorata", preparata e finanziata dall'estero è stato abbattuto e sostituito con un governo tecnico filooccidentale, diventato poi un regime che attua pulizia etnica.
La stessa sembra simile a quanto sta avvenendo in Ungheria, si sta preparando dall'estero una nuova "rivoluzione colorata" volta ad abbattere un governo che appoggia la Federazione Russa.
La Germania aspira a una supremazia regionale nell’Europa centrale e orientale, con il supporto degli Stati Uniti.
Quando si tratta dell’Ungheria, infatti, la Germania gioca a tutt’un altro gioco.
Forse la visita di Angela Merkel in Ungheria il 1° febbraio diventerà un passo in più per realizzare quel tipo di politica.
La dottrina dell’Atlantismo che prevale negli Stati Uniti e in Europa ha fatto in modo che i paesi dell’Europa centro-orientale – Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Serbia, Slovacchia – stessero lontani dalla cooperazione dell’Eurasia, nonostante la convenienza fosse più che ovvia.
Questi Stati devono allineare le loro attività all’obiettivo di dominio statunitense in Europa. La “Transatlantic Trade and Investment Partnership” (Ttip) è il nuovo strumento per fare in modo che la missione vada a buon fine. L’Ungheria sta per assistere a drammatici eventi, che potrebbero prendere il sopravvento.

giovedì 20 novembre 2014

MEDIORIENTE: LA BASI USA ALLA PORTATA DEI MISSILI IRANIANI

da: Aurora

Un confronto militare Iran – USA è possibile? Sì, se Stati Uniti o Israele si permettono di bombardare i siti nucleari iraniani… Questa settimana si è tenuta in Iran una serie di conferenze e di interventi dedicati alla potenza missilistica iraniana. Il Paese, come tutti sanno, ha missili di breve, medio e lungo raggio in grado di colpire obiettivi in Israele, ma anche nel Golfo Persico dove gli obiettivi dell’Iran, naturalmente, sono le basi degli Stati Uniti. Il comando delle forze armate iraniane ha annunciato di non aver sentito, per il momento, la necessità di ampliare la gittata dei suoi missili ad oltre 2000 km, essendo gli obiettivi israeliani a 1200 km dal confine iraniano, e le basi militari statunitensi ancor più vicine. Ma quali sono le basi militari degli Stati Uniti sotto tiro?
Oman: base Thumrayt, a 963 chilometri dal confine iraniano
Kirghizistan: aeroporto militare di Manas a 1344 km dall’Iran
Pakistan: base aerea Shamsi, a 199 km dall’Iran
Pakistan: base aerea Sahbaz, a 527 km dall’Iran
Afghanistan: aeroporto di Bagram a 730 km dall’Iran. Vi sono 4 basi militari e principale stazione per aerei da trasporto e caccia statunitensi
Turchia: base aerea Incirlik, a 875 km dall’Iran (base degli Stati Uniti dal 1980)
Quwayt: base Ali al-Salim, a 115 km dal confine iraniano. Questa base è sede di due basi aeree e una terrestre delle forze USA
Qatar: base aerea al-Adid a 278 km dall’Iran. Superbase degli USA nella regione per i bombardieri B-1
Bahrayn: base aera Shayq Isa a 238 km dell’Iran, con due piste di decollo di 3800 metri. Gli aeromobili presenti sono C-17, P-3F Orion ed F16
Bahrayn: V Flotta degli Stati Uniti, a 200 chilometri dall’Iran. Ospita numerose navi da guerra degli USA
Emirati Arabi Uniti: base aerea al-Dhafra a 253 km dalle coste e a 184 km dalle isole iraniane. Questa base è dotata di due piste di atterraggio di 4200 metri, vi sono presenti aerei statunitensi.

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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