ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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martedì 3 novembre 2015

DALL'ONU: IN SIRIA UNA SVOLTA RADICALE DOPO LA RISOLUZIONE RUSSA

Staffan de Mistura, inviato delle Nazioni Unite per la Siria, intervistato dal quotidiano italiano La Repubblica all'indomani del suo incontro a Damasco con il ministro degli Esteri siriano: ora lavorare per abbassare il livello di azione militare.

Visita a Damasco ieri per Staffan de Mistura, il diplomatico che l'ONU ha scelto come suo emissario per la crisi siriana. L'inviato delle Nazioni Unite, che da oltre un anno ha sostituito il dimissionario Lakhdar Brahimi nella gestione della crisi siriana, ha incontrato il ministro degli Esteri di Damasco, Walid Al-Moallem, a pochi giorni dall'incontro che ha visto a Vienna i rappresentanti diplomatici di diverse nazioni per trovare una soluzione politica al conflitto nella regione.
Intervistato oggi a La Repubblica, Staffan de Mistura ha espresso ottimismo alla luce di quanto ascoltato a Vienna, esortando ora a fare un passo in più.
"Tutti i conflitti prima o poi devono avere una conclusione — ha detto il diplomatico svedese naturalizzato italiano — dopo 5 anni di massacri è il momento di iniziare a costruire la fine di questa guerra".
Così Staffan de Mistura al quotidiano italiano, a cui ha descritto quella che lui stesso ha definito "grande novità" di Vienna.
"Finalmente c'erano tutti coloro che hanno un'influenza sulla crisi siriana e sono rimasti assieme per ben 7 ore — ha sottolineato con una sottile ironia — in una stanza neppure tanto grande".
Poi, più seriamente, l'inviato ONU ha manifestato fiducia per il prosieguo dei dialoghi, pur sottolineando i fattori che hanno modificato lo scenario in così breve tempo.
"Le azioni militari recenti — ha detto rispondendo ad una domanda sui raid russi iniziati 1 mese fa — pur causando gravi incognite hanno prodotto un senso di urgenza a trovare una soluzione politica in tempi più brevi del previsto, ma adesso — ha concluso — bisogna lavorare per abbassare il livello dell'azione militare".

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20151102/1464353/onu-siria-mistura-azioni-militari.html#ixzz3qR1s07GJ

lunedì 2 novembre 2015

DISCORSO INTEGRALE DI PUTIN ALLE NAZIONI UNITE

venerdì 2 ottobre 2015

IL PRESIDENTE DELLO ZIMBAWE RIFIUTA DI IMPORRE "NUOVI DIRITTI" ALLE SOTTOCULTURE LOCALI

Mugabe non concederà diritti agli omsessuali perchè vanno contro le leggi e le tradizioni del Paese

Questo è quanto è stato fatto e detto dal Presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Il novantunenne leader africano, martedì, nel Palazzo di Vetro di New York, durante il suo discorso ha parlato anche dei diritti degli omosessuali. Ma anziché parlare di concessioni di diritti, l'uomo che dal 1985 è al potere, ha parlato di negazione di diritti. Le sue parole dapprima infatti hanno attaccato coloro che si battono per l'uguaglianza di genere definendoli ''autoproclamati prefetti dei nostri tempi'', e poi entrando nel merito della questione Mugabe ha chiosato: '' Rifiutiamo i tentativi di prescrivere “nuovi diritti” contrari ai nostri valori, alle nostre norme e tradizioni e al nostro credo. Non siamo gay''.
Le parole del Presidente, oltre ad essere accompagnate da alcune risate hanno trovato anche molti sostenitori che si sono lanciati in applausi corali. Numerosi presidenti africani infatti hanno condiviso quanto detto dal collega.
La riprova di tale entusiasmo è che in 70 stati del continente africano l'omosessualità è considerata illegale, in alcuni è punita con la detenzione e in altri anche con la sentenza capitale.


Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/mondo/i-gay-nessun-diritto-sentenza-mugabe-nazioni-unite-1178093.html?utm_source=Facebook&utm_medium=Link&utm_content=%27%27Per%2Bi%2Bgay%2Bnessun%2Bdiritto%27%27%2Bla%2Bsentenza%2Bdi%2BMugabe%2Balle%2BNazioni%2BUnite%2B-%2BIlGiornale.it&utm_campaign=Facebook+Interna

giovedì 1 ottobre 2015

ONU,SIRIA: IL RUOLO DELLA FEDERAZIONE RUSSIA E' UNA SVOLTA


NEW YORK - ONU - ''L'ondata migratoria dei siriani in fuga dal loro Paese e, ora, l'intervento armato della Russia, spezzano, sia pure in modo doloroso e alquanto rischioso, lo stallo nella guerra civile in Siria: quel clima di attesa che ha portato a una sorta di cronicizzazione dei massacri quotidiani.
Si apre uno spiraglio per la ripresa dell'azione politica e diplomatica. E' sempre una situazione difficilissima, sia chiaro, ma la filosofia di chi fa il mio mestiere è che ogni crisi offre qualche opportunità''. Lo afferma Staffan de Mistura, inviato speciale dell'Onu per la Siria, in una intervista al Corriere della Sera.
Sottolinea che ''non ho mai commentato il merito di operazioni militari. Non l'ho fatto per quelle americane, non lo faccio ora per quelle russe. Ma ribadisco che l'Onu autorizza interventi solo contro Daesh-Al Qaeda e Al Nusra''. E conclude: ''L'avvio di un processo politico inclusivo a Damasco è assolutamente indispensabile: se ne rendono ormai conto tutti gli attori responsabili di questa vicenda''.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-1921_ONUSIRIA_CON_RUSSIA_SVOLTA

martedì 29 settembre 2015

IL PRESIDENTE RUSSO ALL'ONU: LA FEDERAZIONE RUSSA C'E' E HA LE IDEE ESPLICITAMENTE CHIARE

L’attesissimo discorso di Vladimir Putin all’Assemblea Generale dell’ONU ha ricordato a tutti, come ritiene Sergio Romano, che la Russia non vuole essere messa in un angolo, trascurata.



La Russia c'è e ha le idee chiare, come dimostra il discorso del presidente russo, che ha posto l'accento sull'importanza di lottare contro l'Isis creando una coalizione internazionale che coinvolga anche il governo di Assad. Il presidente Putin ha inoltre  sottolineato, rivolgendosi all'Occidente, che è inaccettabile dire di voler combattere lo Stato islamico e allo stesso tempo finanziarlo, addestrare e armare i ribelli "moderati". Armare terroristi è un grosso errore ritiene Putin, perché i tagliagole potrebbero tornare nei Paesi di provenienza e continuare lì le proprie barbarie e violenze. Al di là delle ambizioni, l'importante sono gli interessi comuni e la cooperazione, ha ribadito Putin esprimendo la sua fiducia nella missione ONU.
Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Sergio Romano, editorialista del "Corriere della Sera", scrittore e diplomatico, che dal 1985 al 1989 ha ricoperto il ruolo di Ambasciatore d'Italia a Mosca.
— Come potrebbe commentare il discorso di Putin all'Assemblea Generale dell'Onu?

— Mi è sembrato molto realistico, in linea con le cose che ha fatto Putin nel corso delle ultime settimane. C'è stata un'accentuazione della politica russa in quest'ultimo periodo con l'invio di truppe, di materiali. Putin ha fatto sapere che la Russia era parte della questione e voleva continuare a farne parte, in altre parole non voleva essere trascurata, messa in un angolo, dimenticata. Mi pare che questo gli sia riuscito, perché certamente da quel momento tutti hanno capito che bisognava fare i conti con la posizione russa.
Dopodiché ha dato forza con l'intervento personale alle Nazioni Unite dopo una lunga assenza, anche questo ha contribuito a rendere la Russia in questo momento visibile. Il discorso di Putin non mi ha sorpreso, sono rimasto invece un po' più titubante di fronte al discorso di Obama.
— Possiamo concludere, soprattutto dopo i discorsi all'Assemblea dell'Onu, che la Russia è un punto di riferimento, se non protagonista per quanto riguarda la soluzione della crisi siriana?
— Non userei la parola protagonista, perché di protagonisti purtroppo ne abbiamo fin troppi. Sapevamo che la Russia aveva evidenti interessi in quella regione di tipo strategico, politico, ma anche perfettamente legittimi per ragioni di contiguità geografica. Non dimentichiamoci che la Russia è un Paese parzialmente musulmano, ci sono 25 milioni di musulmani e la Russia è circondata sulle sue frontiere meridionali e orientali da Paesi islamici.
Adesso sappiamo che la Russia si sta comportando, coerentemente a mio avviso, come un Paese che non vuole essere dimenticato.  

LA FEDERAZIONE RUSSA HA IN MANO LA SITUAZIONE, L'OCCIDENTE A PEZZI BALBETTA


Si noti il sorriso a destra e la smorfia a sinistra
Il confronto è impietoso. Barack Obama, il capo della potenza suprema del pianeta, si è presentato
all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite senza una proposta. Vladimir Putin, nel suo primo e unico discorso all'Onu nella sua qualità di Presidente della Russia, è apparso — anche a molti commentatori occidentali — come colui che sta guidando l'orchestra.
Ma non è di una gara oratoria che si tratta. Purtroppo la retorica del discorso del Presidente americano nasconde una pervicacia pericolosa. Insistere sulla tesi che la Russia ha aggredito l'Ucraina lo si può fare impunemente dalla tribuna dell'ONU, dove non c'è contraddittorio e dove la platea è piena di maggiordomi dell'Impero, ma non può funzionare nel colloqui a quattr'occhi. Del resto Putin aveva preparato il suo discorso lanciando la proposta di una alleanza internazionale contro il terrorismo, "come fu quella contro Hitler". Obama non ha risposto. O ha parlato d'altro, inondando la platea e i media mondiali con un'esaltazione della democrazia e dei successi dell'America, senza nemmeno rendersi conto che, alla luce dei disastro della politica americana e occidentale in Siria, appare come minimo offensivo nei confronti degli altri cinque o sei miliardi di individui che popolano il pianeta.
Ma ciò che, più di ogni altra considerazione, stupisce e colpisce, è stato il rifiuto di prendere atto dei mutamenti che sono già in corso e che proprio l'iniziativa e le proposte di Putin hanno messo in moto. La presenza militare (aerea e di armamenti, anche se non di truppe combattenti sul campo, "almeno per il momento") ha cambiato completamente la fisionomia del campo di battaglia. La sostanziale no-fly zone autocreata dalle forze turche, Israeliane, Nato, è stata cancellata dalla decisione di Putin. Il premier Netanyhau, che ha i riflessi pronti, l'ha capito subito, ed è volato a Mosca per informare che i suoi aerei non hanno intenzione di scontrarsi con quelli russi (ammettendo così, platealmente, che Israele è impegnata direttamente nella guerra contro Assad).
Il Presidente francese Hollande — che fino a ieri non aveva mosso un dito contro Daesh — ha ordinato i primi bombardamenti. E starà attento a non sbagliare bersagli, colpendo più o meno distrattamente le posizioni siriane. Ha fatto sapere che Bashar non potrà essere parte della soluzione, per compiacere Washington. O forse perché non vuole subire rappresaglie come quella che Angela Merkel sta malamente ingoiando con la sua Volkswagen azzoppata. Ma è chiaro che non vuole perdere il contatto con Angela Merkel.
Hubert Vedrine, il candidato a sostituire Laurent Fabius al Quai D'orsay, ha già anticipato la sua opinione: "Non avremmo mai dovuto scartare la Russia". Cameron dovrà rivedere anche lui, come la Turchia, i piani di volo dei suoi cacciabombardieri che, fino all'altro ieri, bombardavano le truppe di Assad e lanciavano armi e munizioni a Daesh. Per non parlare della Germania, il cui ministro degli esteri Steinmayer — che certo non parla a nome proprio — ha elogiato la mossa di Putin verso la Siria, riconoscendo alla Russia il merito di rischiare la vita dei suoi uomini per difendere anche l'Europa, e dicendo esplicitamente che è l'ora di finirla con le sanzioni contro la Russia.
Ora, di fronte a questi sommovimenti europei, Barack Obama ha preferito fare orecchio da mercante. Non se n'è accorto? Pensarlo sarebbe fare offesa a lui e all'America. Il problema è che gli Stati Uniti non possono accettare la logica, per quanto ferrea, di Vladimir Putin. Se lo facessero dovrebbero cambiare strategia: tanto in Siria quanto in Ucraina. In Ucraina dovrebbero accettare la logica dell'accordo di Minsk (che Germania e Francia hanno ormai scelto, mettendo un freno alle isterie polacche e baltiche).
Ma questo comporta frenare la marcia della Nato verso Kiev e la museruola ai nazisti ucraini. Cose entrambe indigeste per Washington. Per quanto concerne la Siria, è evidente che Daesh, senza l'appoggio strategico dell'Occidente e senza i soldi dell'Arabia Saudita, non potrebbe reggere a lungo. Russia, Iran, Hezbollah — ai quali ora si aggiunge il governo a maggioranza sciita di Baghdad — possono chiudere la partita, bloccare l'avanzata dei mercenari e ristabilire il controllo del governo siriano, e di quello iracheno, su gran parte dei propri territori. E questo sviluppo della situazione sarebbe catastrofico, tanto per Tel Aviv quanto per Washington e Riyad.
Ecco la spiegazione del mutismo di Obama: alla testa dell'Impero c'è un'anatra zoppa che non può decidere e, dunque, deve mentire. Questo dato non incoraggia nessun ottimismo. La cosa più probabile sarà dunque qualche colpo di coda drammatico. O in Ucraina, o nel deserto tra Damasco e Baghdad, oppure a Berlino o Parigi. La palla è ora nel campo occidentale.

Fonte:http://it.sputniknews.com/opinioni/20150929/1259670.html#ixzz3n8lk5jsn

IL PRESIDENTE DELLA BIELORUSSIA METTE AL MURO CHI VUOLE DESTITUIRE IL PRESIDENTE SIRIANO

Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, ha criticato i paesi che chiedono la destituzione del presidente siriano Bashar al-Assad.

«Perché avrebbe ucciso, perché dovrebbe essere rovesciato l’attuale presidente, che cosa ha fatto di male?» ha chiesto Lukashenko intervenendo alle Nazioni Unite a margine della 70a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Inoltre, ha ricordato l’interferenza dell’Occidente in Iraq e il pretesto della presunta presenza di armi chimiche in Iraq, denunciando che si sta ripetendo lo stesso scenario in Siria al fine di rovesciare Assad.
Il presidente bielorusso ha chiesto che i paesi occidentali pongano fine alle interferenze negli affari interni di altri paesi, tra cui la Siria e la Libia.
Per quanto riguarda la crisi dell’immigrazione in Europa, Lukashenko ha avvertito che questa situazione grave e violenta potrebbe diffondersi in tutto il mondo.
Allo stesso modo, il Presidente bielorusso ha sottolineato la necessità di creare fiducia reciproca tra i paesi del mondo e ha espresso preoccupazione per le pressioni, le sanzioni e le azioni militari, restrizioni causate dalla egemonia e l’egoismo nazionale.
A questo proposito, Lukashenko ha invitato tutti i paesi a stabilire un mondo multipolare basato sul rispetto per la diversità culturale e il diritto dei popoli a scegliere il proprio percorso di sviluppo.
Nel suo intervento, ha anche ricordato che il suo paese sta rispettando gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e le priorità della lotta contro la povertà, l’analfabetismo, la parità di genere e la stabilità politica e sociale interna.
Inoltre, ha concluso Lukashenko ricordando due sanguinose guerre mondiali che hanno coinvolto il territorio bielorusso, ha ribadito che nessun paese può svilupparsi senza stabilire la pace e la sicurezza.

Fonte:http://albainformazione.com/2015/09/28/onu-lukashenko-assad/

LA REPUBBLICA CINESE ALL'ONU: TUTTE LE NAZIONI SONO UGUALI


Xi ha esordito, con il suo discorso alle Nazioni Unite in occasione del 70° anniversario dell’ONU, ricordando la morte di 35 milioni di cinesi a seguito dell’aggressione giapponese, durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma ha poi esortato a lasciarsi il passato alle spalle, e a guardare al futuro, rispettando il passato, ma senza lasciarsene schiacciare. Ha asserito come la mentalità esclusivista, suprematista sia sbagliata: in quest’epoca, ha detto Xi, occorrono soluzioni olistiche, cooperazione a livello globale, mutuo rispetto e giustizia. Nessun paese può ottenere sicurezza e stabilità senza cooperazione di altri paesi. La legge della giungla non è adatta a questo mondo globalizzato. Tutte le nazioni sono uguali. Bisogna cooperare per trovare soluzione ai problemi di sicurezza, sia contro le minacce tradizionali che contro quelle nuove. La crisi ci ha insegnato che il mercato da solo non funziona, occorre una mano visibile (pubblica) per aiutare quella invisibile (privata), in modo da essere più efficienti. Il presidente cinese ha poi detto che il gap tra ricchi e poveri è diventato insostenibile e ingiusto, ha ricordato che 60 milioni di bambini al mondo non hanno accesso all’istruzione, e che vi è più di un miliardo di poveri.
Bisogna assicurare a tutti una vita dignitosa, e la chiave è nella cooperazione del tipo “win-win”. Occorre puntare sull’inclusione, non sull’esclusione, delle altre civiltà, nessuna delle quali è superiore alle altre. Le diversità portano a un aumento degli scambi e questi portano alla ricchezza, alla pace e alla sicurezza globali, vero obiettivo cinese.
Il sogno cinese, ha aggiunto Xi, si integra con quello degli altri popoli, e il suo successo sarà il successo di tutti.
Occorre rispettare la natura, puntare sullo sviluppo ecosostenibile, e tutti i membri dell’ONU devono cooperare per integrare sviluppo e rispetto della natura.
La Cina, ha aggiunto, non ricerca una sfera di influenza, ma solo la pace globale. La Cina vuole aiutare l’Africa e altre realtà in via di sviluppo, stanziando diversi miliardi di dollari, in aggiunta a quelli già investiti. E vuole creare una forza stabilmente dedicata al peace keeping, affinché la pace e la giustizia trionfino a livello globale.


Fonte:http://www.opinione-pubblica.com/2015/09/28/xi-jinping-allonu-mentalita-esclusivista-sbagliata-tutte-le-nazioni-sono-uguali/

lunedì 28 settembre 2015

IL DITTATORE POROSHENKO IN RIDICOLO DAVANTI ALL'ONU

I rappresentanti della Federazione Russa hanno lasciato l'aula a causa del discorso troppo aggressivo e pubblicista nei loro confronti

I rappresentanti della Federazione Russa hanno lasciato l'aula a causa del discorso troppo ridicolo e aggressivo dei loro confronti oltretutto non inerente in alcun modo con il tema di cui si stava parlando con il tema del vertice: sviluppo sostenibile.
Oltretutto le affermazioni di Poroshenko erano contrastanti con la realtà in Ucraina: "Perdiamo cinque milioni di dollari al giorno a causa delle ostilità della Russia nel sud-est del paese."
In realtà gli scontri che si stavano svolgendo nel territorio ucraino da parte della popolazione russa nell'est in difesa degli aggressori ucraini sono terminate ormai da quasi un'anno, allo stesso modo sia la Repubblica di Donetsk e la Repubblica di Lugansk non fanno più parte del territorio ucraino in quanto sono diventati stati a se, nemmeno facenti parte della Russia e per finire non è mai stata rilevata la presenza di membri dell'esercito russo in Ucraina, nella zona dei combattimenti ma bensì solamente civili che si difendevano con armi immagazzinate ancora dai tempi dell'Unione Sovietica, quindi il discorso e la presenza di Poroshenko all'ONU sono già di per se imbarazzo per la comunità internazionale.

DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA BIELORUSSIA ALL'ONU

Signore e signori!

Lo sviluppo sostenibile di un paese è impossibile senza pace e sicurezza.
Questa verità fondamentale è del tutto nota al popolo bielorusso e al loro destino.
Nel secolo scorso la Bielorussia divenne un luogo di battaglie sanguinose delle due guerre mondiali.
Pertanto, attribuiamo grande importanza alla prevenzione dei conflitti armati e le minacce per la vita delle persone.
Avendo perso nella guerra contro il fascismo un terzo della popolazione della Bielorussia rinasce dalle ceneri e santa protegge la pace e l'armonia nella società, mira a garantire il benessere delle persone e allo sviluppo sostenibile dello Stato.
Durante gli anni di esistenza sovrana del nostro paese con onore soddisfiamo gli Obiettivi del Millennio, che sono associati con l'eliminazione della fame e della povertà, raggiungendo al cento per cento l'alfabetizzazione, di uguaglianza di genere, la stabilità sociale e politica, e la non discriminazione su, motivi religiosi nazionali.
Noi non abbiamo la mortalità materna, il tasso di mortalità infantile - i più bassi del mondo. Cioè la democrazia, e non qualcosa che cerchiamo di imporre al nostro insegnante occidentale.
Sfortunatamente, lo stesso non può dirsi per il nostro pianeta nel suo complesso.
Il mondo è giunta alla vetta, purtroppo frammentato, diviso come mai negli ultimi tre decenni.
Il pianeta è scosso da numerosi conflitti armati, atti di terrorismo. La cosa triste è che la crescita delle minacce globali non riesce a trovare una risposta adeguata.
Non siamo ancora riusciti a ripristinare l'equilibrio che è stato perso con il crollo dell'Unione Sovietica.
Non c'è equilibrio di potere - non c'è pace né stabilità.
Si tratta di una crisi sistemica. In qualsiasi sistema di forza, se è l'unico che agisce in maniera incontrollabile, cerca soltanto la sua prosperità e risoluzione di problemi da altri.
La politica di egemonia, l'egoismo nazionale ha portato alla diffusione di pressione, le sanzioni, le restrizioni, e l'azione militare.
Di conseguenza - si perde la fiducia gli uni negli altri.
Un esempio di maleducazione politico aperta, si trova e crimini contro l'umanità in superficie.
Ricordiamo i recenti avvenimenti.
Con il pretesto della presenza di armi di distruzione di massa in Iraq è stato deciso di democratizzare l'Iraq.
E dove era l'arma di distruzione di massa? Dov'è la democrazia in Iraq? Che cosa ha ucciso il Presidente dell'Iraq? Dove si trova il paese in generale e con ciò il futuro del popolo iracheno?
Sul territorio di questo stato la gente vive meglio? No.
Erano colpevoli, affermi che stavano sbagliando, sarebbe stato necessario arrestarli.
Ma ancora una volta, no, andiamo oltre. Abbiamo iniziato con la Tunisia e finito con la Libia.
Lo scenario è lo stesso. Crocifisso il Presidente Gheddafi, distruggendo lo Stato.
La Libia, è diventata migliore? No.
E dove è tutta la Libia come uno stato integrale? Signore, è abbastanza? No. Si precipitarono in Siria. La domanda è: perché? Perché si uccide la gente? Perché per rovesciare il presidente in carica? Come mai non ti ha colpito? Inoltre, il massacro nel paese che cancella le prime tracce della nostra civiltà con voi.
Dillo della comunità mondiale, ciò che si vuole e a ciò che si sta puntando. Solo un caso di questa Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Crisi ucraina. Se non si fermano lo spargimento di sangue in Europa e la strage fratricida, prevenendo l'escalation del conflitto - sarà caldo tutto il mondo civile.
Mi scusi, mi permetta di fare un ulteriore passo verso il conflitto globale e, eventualmente, una nuova guerra mondiale, nel centro delle civiltà avanzate al mondo.
In realtà, nell'adesione del nuovo millennio, non ci rendiamo conto di quanto sia fragile la pace e la civiltà umana?
(......)
Penso che dovremmo smettere. Dobbiamo aiutare le persone nei paesi poveri a vestirsi, di recuperare, di ricevere un'istruzione.
Nutrire gli affamati, i bambini salvati dalla morte, e saremmo ricompensati.
Ma reciproca alienazione non riguarda solo i grandi paesi.
Molti non hanno nemmeno il desiderio di capire le tradizioni, la cultura e le credenze di altre persone.
Ovviamente, il riequilibrio - è una lunga strada per un mondo multipolare. Siamo più vicini a questo obiettivo, se agiamo, piuttosto che attendere passivamente.
Dovremmo infatti riconoscere che siamo tutti diversi e che ogni popolo, ogni paese ha il diritto di scegliere il suo percorso di sviluppo.
E 'nella nostra diversità - la chiave per l'andamento generale e il successo di ciascuno.
Tale approccio ripristinerebbe la fiducia nella nostra vita internazionale.
Ma per questo è necessario incontrare e dialogare, di negoziare, per trovare un'interazione costruttiva. E accettando di agire.
La storia insegna che ogni Stato che pretende di guida unica senza riguardo per gli interessi degli altri, in ultima analisi, è destinato al fallimento e alla morte.
Ogni vantaggio a scapito di qualcun altro è di breve durata e difettoso.
Il mondo moderno sta vivendo una crisi di responsabilità. Perché l'interesse personale e i benefici a breve termine predominano nel prendere molte decisioni.
Le azioni di un certo numero di Stati sulla scena internazionale spesso non tengono conto delle realtà e delle caratteristiche di altri paesi e società specifici.
Ne sono certo, sarebbe tutto modo diverso -non ci sarebbero centinaia di migliaia di vittime umane in Iraq, Libia, Siria e altri paesi, dove c'è l'afflusso di profughi in fuga dalla guerra.
Essi non avrebbero permesso la nascita di uno stato islamico.
Non ci sarebbero focolai di terrorismo in Europa e la guerra civile in Ucraina.
L'elenco di questi "non sarebbero" è lunga. E 'importante ora per parlarne, perché in questi paesi, per queste persone che non capiscono noi quando si parla e parlare oggi dello sviluppo hanno tutto il giorno per vivere.
Oggi abbiamo bisogno di politici responsabili capaci di agire a livello globale e strategicamente pronti a prendere decisioni nell'interesse di tutta la comunità internazionale, scendere a compromessi per il bene comune.
Signor Presidente,
Mentre nelle Nazioni Unite, non posso ignorare la crisi delle strutture internazionali.
In generale, si ha la sensazione che il loro ruolo negli ultimi anni si riduce a essere un luogo di controversie tra Stati, e spesso un mezzo di pressione sui singoli paesi che non piace al potere costituito.
Guardate l'enorme numero di risoluzioni adottate dalle Nazioni Unite. Ma aver votato per esso influisce sulla risoluzione dei conflitti? È serve come un consolidamento della comunità mondiale? Sono queste le risoluzioni per migliorare la vita delle persone?
Cerchiamo di essere onesti: "non migliorano". Abbiamo votato e divisi in nostro e vostro. Come risultato, c'è ancor più sfiducia e disunione.
Sono profondamente convinto che le Nazioni Unite non dovrebbero essere utilizzato per dimostrare il potere di qualcuno.
Questo indebolisce l'Organizzazione e ne distrugge la credibilità, contrariamente alla sua stessa natura e finalità.
Non c'è da meravigliarsi che le tradizionali organizzazioni internazionali giocano un ruolo insufficiente nella prevenzione e risoluzione dei conflitti.
Dobbiamo porre fine a questa pratica viziosa. Le Nazioni Unite dovrebbero essere la sede di cooperazione, non un confronto fra Stati.
Solo la comprensione reciproca e la responsabilità, la consapevolezza della diversità della comunità mondiale può aiutare a ripristinare la fiducia a tutti noi per unire, per garantire la pace e la sicurezza. Per trovare risposte efficaci alle sfide globali e minacce.
Il risultato pratico dei nostri sforzi sarà lo sviluppo sostenibile di tutti i paesi e il ruolo delle Nazioni Unite negli affari mondiali.

Grazie.



Fonte:http://president.gov.by/ru/news_ru/view/vystuplenie-na-sammite-oon-po-ustojchivomu-razvitiju-12188/

giovedì 10 settembre 2015

RESI NOTI I PUNTI DELL'INTERVENTO DI PUTIN ALL'ASSEMBLEA DELL'ONU

Nel suo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente russo Vladimir Putin parlerà della crisi in Siria e solleverà la questione della lotta contro ISIS. Lo ha affermato oggi il suo portavoce Dmitry Peskov.

"Ovviamente nella maggior parte degli interventi dell'Assemblea Generale sarà data molta attenzione al tema della crisi siriana e del problema di ISIS. Molto probabilmente il discorso del presidente verterà su questi temi,"- ha detto il portavoce del Cremlino.
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite inizierà il 15 settembre a New York; sarà la 70° sessione. La delegazione russa sarà guidata dal presidente Vladimir Putin. Inoltre saranno presenti con il capo di Stato il ministro degli Esteri Sergey Lavrov e il deputato Alexey Pushkov. Oltre al presidente russo interverranno il presidente americano Barack Obama, il presidente cinese Xi Jinping e il presidente iraniano Hassan Rouhani.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20150910/1133593.html#ixzz3lLXliW1o

martedì 1 settembre 2015

LA FEDERAZIONE RUSSA ASSUME LA PRESIDENZA AL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL'ONU

Lotta al terrorismo e superamento delle crisi in Medio Oriente e Africa settentrionale – tali saranno le priorità della presidenza russa del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Il 1 settembre la presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'ONU passa alla Russia.
I temi centrali del programma, proposto dalla Federazione Russa per il prossimo mese, saranno la soluzione dei conflitti nel Medio Oriente e nei paesi dell'Africa settentrionale e la lotta contro la minaccia del terrorismo.
Il paese di presidenza viene scelto dai 15 membri del Consiglio in ordine alfabetico, seguendo l'alfabeto inglese. La presidenza russa coincide con uno dei periodi più impegnativi per le Nazioni Unite: il 15 settembre inizierà la 70ma sessione dell'Assemblea Generale, mentre il 28 settembre prenderà il via una sessione di alto livello, alla quale parteciperanno la maggioranza dei capi di Stato e dei ministri degli Esteri. Il 25 settembre poi si riunirà un Summit, al quale i leader mondiali dovranno approvare l'Agenda di sviluppo globale post-2015.
Come tema principale della sua presidenza la Russia ha proposto la soluzione dei conflitti che sono in corso in Medio Oriente e in Africa settentrionale, e la lotta contro la minaccia del terrorismo. Questa problematica sarà discussa durante il ministeriale del 30 settembre, che sarà presieduto dal ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergej Lavrov. Il tema dell'incontro è "Mantenimento della pace internazionale e della sicurezza: soluzione dei conflitti in Medio Oriente e Africa settentrionale e la lotta contro la minaccia del terrorismo nella regione".
Questo tema è stato proposto dalla Russia in un momento in cui la situazione nella regione, già tesa a causa del conflitto arabo-israeliano, continua a deteriorare a seguito di nuovi sanguinosi conflitti in Siria, Iraq, Yemen e Libia, che pongono alcuni Stati sull'orlo della perdita della loro integrità territoriale. Su questo sfondo i rischi del terrorismo sono immensamente cresciuti, mettendo il mondo di fronte a una minaccia senza precedenti — quella dello "Stato islamico".
"Siamo convinti che l'importanza di questo tema sia confermato in piena misura dal lavoro che il Consiglio ha svolto nel mese di agosto, quando noi, tirando un filo dopo l'altro, concentrandoci su ogni tema specifico, abbiamo cercato di districare il groviglio dei problemi mediorientali. Questa esperienza ha confermato che il risanamento della regione è possibile soltanto attraverso un approccio globale, su una solida base del diritto internazionale, senza il doppio standard, dando priorità alle prerogative del Consiglio di Sicurezza", — ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia all'ONU Vitaly Churkin.
In marzo di quest'anno le sanzioni contro la Libia, che prevedono in particolare il divieto di esportazione illegale del petrolio, che autorizza la comunità internazionale a intercettare le navi petroliere che partono dalle regioni controllate dagli estremisti, e l'embargo delle armi, sono state prorogare di un anno. Sempre in settembre si prevede di rinnovare il mandato della missione di pace dell'ONU nel paese, che scade il 15 di questo mese.
Con mediazione dell'ONU le parti coinvolte nel conflitto libico continuano a trattare per creare un governo di unità nazionale.
"Malgrado il cauto ottimismo, manifestato la settimana scorsa dall'inviato speciale dell'ONU Bernardino Leon relativamente alle prospettive dell'accordo politico, ci sono molti motivi per essere preoccupati. Lo Stato, intanto, continua ad andare a pezzi e i gruppi terroristici, compreso ISIS, ne approfittano", — ha dichiarato Churkin. Commentando la situazione in Libia, il diplomatico russo ha parlato anche di "ondate dei migrandi illegali che dalla Libia, barcollante nel caos, si precipitano verso le coste d'Europa".
In settembre si continuerà anche a parlare della Siria. Il 7 agosto il Consiglio di Sicurezza ha votato la risoluzione 2235 che istituisce un Meccanismo Congiunto per indagare sull'uso di armi chimiche in questo paese.
La settimana scorsa il segretario dell'ONU Ban Ki-moon ha consegnato al Consiglio di Sicureza le sue raccomandazioni per creare un gruppo misto di ONU e Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, al quale si intende affidare l'inchiesta sull'uso di sostanze tossiche.
Negli ultimi giorni si comunicava che anche in Iraq i combattenti dello "Stato islamico" hanno impiegato armi chimice. Alla luce di ciò la Russia crede che il mandato della missione, incaricata di accertare i responsabili degli attacchi chimici in Siria, debba essere esteso all'Iraq.
Vitaly Churkin ieri ha dichiarato che "il Consilgio di Sicurezza deve votare una risoluzione che estenda all'Iraq il mandato di questo meccanismo". Secondo il diplomatico, ISIS sta cercando di stabilire il suo controllo su nuovi territori.
In settembre il Consiglio di Sicurezza esaminerà la relazione del Comitato per le sanzioni all'Iran. Si parlerà anche della situazione in Afghanistan e Liberia, dei rapporti tra Sudan e Sudan del Sud e dell'attività della forza di pace dell'ONU nella regione di Abyei, contesa tra Khartum e Giuba.
Durante la presidenza russa il Consiglio di Sicurezza procederà anche a un novo esame della situazione in Medio Oriente e nel Golan, nonché alla revisione dell'attività del Centro regionale di diplomazia preventiva dell'ONU in Asia Centrale (UNRCCA), creato dal Consiglio di Sicurezza nel 2007 su richiesta di Kazakistan, Kirghizia, Tagikistan, Turkmenia e Uzbekistan per contrastare il terrorismo internazionale e il traffico di droga.
In agosto il Consiglio di Sicurezza è stato presieduto dalla Nigeria. Il 1 ottobre la presidenza passerà dalla Russia alla Spagna.




Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20150901/1071481.html#ixzz3kVEXPAdX

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