ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 17 febbraio 2017

IL PRESIDENTE DI DONETSK ANNUNCIA LA VOLONTA' DI LIBERARE LE ZONE OCCUPATE DAI MERCENARI DEL REGIME UCRAINO

Il capo della repubblica popolare di Donetsk Alexander Zakharchenko ha dichiarato la volontà di prendere militarmente le zone del Donbass controllate da Kiev.

"Abbiamo sempre detto che la liberazione dei territori occupati delle regioni di Donetsk e Lugansk è il nostro compito collettivo. E abbiamo sempre detto che è auspicabile farlo con mezzi politici. Se questo a Kiev non lo capiscono, allora lasciate che vi ricordo che siamo in grado di farlo con l'esercito" cita le parole di Zakharchenko l'agenzia Interfax.
In precedenza i capi delle repubbliche autoproclamate Igor Plotsnitsky e Aleksandr Zakharchenko hanno detto di aver sviluppato un programma di assistenza umanitaria ai residenti delle zone controllate da Kiev nel Donbass.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201702174088628-Zakharchenko-annuncia-della-volonta-intraprendere-azioni-militari-contro-Kiev/

venerdì 14 ottobre 2016

IL REGIME UCRAINO RICOMINCIA LA GUERRA CONTRO LA REPUBBLICA DI DONETSK


Una compagnia delle forze di governo ucraino ha lanciato un'offensiva sulle posizioni meridionali dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (DPR): lo ha annunciato il ministero della Difesa della regione.
"In violazione dei loro obblighi di cessate il fuoco, unità di ucraini hanno cominciato ad attaccare le nostre posizioni" ha detto un funzionario del ministero della difesa della DPR ai giornalisti.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201610143491310-ucraina-donetsk-donbass-dnr-offensiva/

martedì 19 luglio 2016

C'E' UN ELEVATO RISCHIO CHE ANCHE LE ALTRE REGIONI RUSSE AD EST COMINCINO LA SEPARAZIONE DALL'UCRAINA


Con l'inizio della stagione di riscaldamento, le Repubbliche di Donetsk saranno in una posizione molto migliore dell'Ucraina, dove la popolazione è soggetta ad un forte aumento delle tariffe.
Dal momento che i prezzi non sono aumentati nel LDPR, questo modello può essere attraente ad altre regioni ucraine.
E 'stato affermato da Alexander Dubinsky, l'ospite di canale televisivo dell'oligarca Igor Kolomoisky "1 + 1" sulla sua pagina nella rete sociale.
'Alcuni fatti circa la "reintegrazione" di Donetsk. O meglio, perché non accadrà mai. Le tariffe per i servizi di utilità per un appartamento di 2 locali standard (con riscaldamento) sono circa 700 rubli al mese, o $ 12. In Ucraina, sono circa tre volte superiore.

Le tariffe per il gas per le famiglie sono più o meno circa 2.5 UAH per metro cubo.
In Ucraina, sono circa tre volte superiore.
Quindi, mai. Un altro processo è molto più probabile. Vale a dire, che altre regioni si uniranno al Donbas. Guardate tutti gli schermi del paese dall'inizio della stagione di riscaldamento ', prevede Dubinsky.

Fonte:https://dninews.com/article/other-regions-ukraine-join-ldpr-autumn?_utl_t=fb

venerdì 13 maggio 2016

IN ITALIA ARRIVA IL FILM STAGIONI DEL DONBASS, I CRIMINI DEL DITTATTORE UCRAINO


I documentari italiani stanno andando a presentare un film sull'aggressione armata del regime in Ucraina contro Donbass all'approvazione di spettatori stranieri.
Questo film è stato realizzato negli anni 2014 - 2016.
Un'anteprima film è stato presentato in occasione della tavola rotonda "Lotta per l'indipendenza Donbass" Donetsk oggi, dove erano stati invitati i delegati stranieri.
Il film documentario Donbass Seasons sta narrando la vita delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk della gente dal momento in cui il conflitto iniziato.
'Ringrazio le persone che mi hanno aiutato nella realizzazione del film e che hanno accettato di rilasciare un'intervista. Stavo comunicando con i residenti della Repubblica e la quasi totalità di loro ha dato un colloquio. Non è solo il mio lavoro, ma questo lavoro appartiene ai residenti del DPR e LPR ', ha sottolineato Elizio Bertolazi, un regista principale del film e un membro dell'associazione Italia-Russia.
La durata del trailer dura solo un minuto, in questo frammento, i registi sono stati in grado di mettere gli eventi del colpo di stato a Kiev dopo aver portato a una campagna organizzazioni del Donbass e i frammenti della tragedia di Odessa e dei bombardamenti delle città pacifiche delle Repubbliche Popolari causati dall'esercito ucraino.

Fonte:https://dninews.com/article/italians-provide-film-about-ukrainian-aggression-donbass?_utl_t=fb

mercoledì 13 aprile 2016

NUOVA RUSSIA: IL REGIME DI KIEV INTENSIFICA I BOMBARDAMENTI SULLA REPUBBLICA DI DONETSK

Il ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk (DNR) ha segnalato un aumento dell'intensità dei bombardamenti da parte delle forze di sicurezza ucraine con i mortai e l'artiglieria pesante.

"Oggi ricorre la data dell'inizio dell'aggressione dell'esercito ucraino contro il Donbass, è stato rilevato un aumento degli attacchi da parte delle forze di sicurezza ucraine. Insolentemente e senza remore vengono utilizzati l'artiglieria pesante ed i mortai di calibro 122 e 120 millimetri per bombardare le nostre città," — RIA Novosti riporta le parole del vice comandante delle milizie DNR Eduard Basurin.
Ha evidenziato che i bombardamenti più massicci di armi pesanti nel giorno passato sono stati registrati a Zaytsevo, nella periferia di Gorlovka, a Makeyevka, a Dokuchaevsk e in un posto di blocco nei pressi di Yasinovataya.
Inoltre il vice comandante delle milizie dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk Eduard Basurin ha dichiarato che le forze di sicurezza ucraine stanno portando l'artiglieria pesante verso la linea di contatto nel Donbass.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160413/2469959/Ucraina-DNR-Donetsk-ATO.html#ixzz45ifMeNSH

martedì 1 settembre 2015

IL LEADER DELLA REPUBBLICA DI DONETSK PARLA DI UNA SVOLTA POSITIVA NEI RAPPORTI DELL'EUROPA

Grazie agli sforzi diplomatici della Repubblica Popolare di Donetsk (DNR), l'atteggiamento dell'Europa nei confronti dei filorussi sta cambiando per il meglio, ha dichiarato il presidente della DNR Alexander Zakharchenko.

"La linea diplomatica che stiamo seguendo presenta il seguente andamento: stiamo vincendo, sta cambiando l'atteggiamento dell'Europa nei nostri confronti," — ha detto Zakharchenko.
Ha aggiunto che questa svolta positiva trova riscontro non solo in Europa, ma anche in Ucraina, dal momento che nelle scuole superiori della DNR studieranno studenti provenienti dalle regioni di Leopoli, Ternopil e Uzhhorod.
Le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk hanno proclamato l'indipendenza in seguito al referendum svoltosi l'11 maggio 2014 nei territori controllati dalle milizie autonomiste.
Il 24 maggio durante il congresso delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk era stato firmato un accordo per la costituzione dell'Unione delle Repubbliche Popolari — Novorossiya ("Nuova Russia").
Kiev non riconosce l'indipendenza. Nell'aprile 2014 ha avviato un'operazione militare contro gli oppositori della regione del colpo di stato di Maidan. Durante l'operazione militare ucraina sono morte almeno 6.400 persone.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20150831/1064882.html#ixzz3kVFiCBJW

mercoledì 26 agosto 2015

PERICOLO: PUTIN HA SIGLATO L'ORDINE "SETTEMBRE DI GUERRA": AUTORIZZAZIONE DI ATTACCO NUCLEARE ALLA NATO


Il Ministero della Difesa (MoD) riporta oggi che il Presidente Putin ha firmato l’ordine “Settembre di Guerra”, che autorizza l’uso dell’arma atomica nei primi attacchi contro le forze della NATO, per i crescenti i timori del Cremlino che Obama stia per scatenare un attacco massiccio in Ucraina contro le forze separatiste e la Repubblica Autonoma di Crimea. Il Presidente Putin ha firmato il grave ordine di guerra in Crimea, durante l’incontro sulla sicurezza con i massimi vertici militari della Federazione, secondo il rapporto, prendendo pubblicamente atto delle preoccupazioni del Kremlino affermando: “È evidente che la minaccia di forze estere per destabilizzare in questo o quel modo la penisola rimane: giocando la carta nazionalistica, utilizzando questi o quegli errori ed inefficienze delle autorità, indirizzano le preoccupazioni dei cittadini su un vicolo distruttivo. Alcune capitali parlano apertamente della necessità di condurre attività sovversive; importanti strutture vengono create, e personale per atti di sabotaggio e propaganda radicale viene reclutato e addestrato“.  Al momento della firma del Presidente Putin dell’ordine di guerra, secondo il rapporto, oltre 9000 soldati e 3000 componenti delle batterie dei sistemi missilistici balistici tattici Iskander-M della Federazione iniziavano l’immediato rischieramento di 800 chilometri nell’Oblast di Astrakhan, divenendo operativi nel Distretto Militare Meridionale. Acuendo i timori di guerra al Kremlino, la presente relazione continua che i 65000 militari ucraini disposti sul fronte presso Donetsk, secondo gli esperti del MoD, attaccheranno contemporaneamente a pianificati attentati terroristici occidentali in Crimea, nel “maldestro tentativo” di forzare la Federazione a difendere solo quest’ultima, invece della prima. Gli sbarramenti di artiglieria preparatori delle forze ucraine guidate dagli USA già spaventano l’Unione europea (UE) sull’imminente guerra, nota la relazione, e colloqui sulla crisi tra Germania e Francia sono in programma, a cui il Presidente Putin non parteciperà, anche se potrebbe parteciparvi successivamente. I preparativi della Federazione, tuttavia, afferma la relazione, sono “molto più seri” con almeno 50000 soldati altamente addestrati pronti ad intervenire immediatamente in Ucraina, una volta iniziata la guerra, e il massiccio dispiegamento della 20.ma Armata sul fronte occidentale continua a ritmo accelerato. La relazione del MoD rileva inoltre che l’ordine del Presidente Putin estende al 15 ottobre le grandi esercitazioni della Difesa Aerea in corso ad Ashuluk, 500 chilometri dal confine della Federazione con l’Ucraina orientale, che dovrebbe anch’essa combattere in guerra.
Con decine di migliaia di truppe occidentali in Spagna per l’esercitazione Trident Juncture 2015, che la NATO definisce le “più ambiziose” nella “storia moderna”, gli esperti del MoD dicono nel rapporto che l’ultima settimana di settembre si avvierebbe una provocazione bellica senza precedenti per “scatenare” la guerra in Ucraina. Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito statunitense, Generale Ray Odierno, ha affermato la scorsa settimana che la Russia è la prima minaccia militare agli Stati Uniti, afferma la relazione; sarebbe curioso saperne il perché, dato che gli USA spendono in militarismo e guerre più di tutti gli altri Paesi del mondo combinati. Mentre gli Stati Uniti hanno condotto una serie di esercitazioni militari segrete d’estate, i cui risultati preoccupano i funzionari della difesa e delle forze armate statunitensi sul loro Paese impreparato a una guerra prolungata contro la Russia, gli analisti del MoD in questa relazione notano che il regime di Obama sarebbe pronto ad iniziarla comunque, preparandosi all’apocalisse economica imminente del mese prossimo. E su quanto catastrofica sarà l’apocalisse economica di settembre, il sito dissidente InfoWars ha anche avvertito, questa settimana che il “panico totale” ha sopraffatto coloro che sanno cosa sta arrivando.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/08/23/putin-sigla-lordine-settembre-di-guerra-autorizzando-lattacco-nucleare-alla-nato/

LA FEDERAZIONE RUSSA ATTUA IL PIANO "SETTEMBRE DI GUERRA"


Un rapporto veramente apocalittico del Ministero della Difesa (MoD) che circola al Cremlino, afferma che i piani di battaglia strategici vengono attuati da tutte le forze armate e dai comandi speciali in risposta alla prevista invasione delle truppe ucraine guidate dagli USA della regione separatista della Repubblica popolare di Donetsk (RPD) e della Repubblica autonoma di Crimea, in vista di ciò che sarebbe il “colpo tipo Armageddon” per le capitali finanziarie occidentali, il 23 settembre.
Soprannominata “guerra di settembre” dai pianificatori della Difesa della Federazione, la relazione rileva che il 23 settembre l’Ucraina dovrà pagare 500 milioni di dollari in buoni del Tesoro, cosa che non è in grado di fare… causando il default anche sui 3 miliardi di buoni del Tesoro della Russia che dovrebbe pagare subito. Piuttosto che far crollare l’economia ucraina, già a pezzi, rischiando il default dell’Ucraina, il rapporto spiega che le capitali occidentali, guidati dal regime di Obama, “architettano” in questa situazione già pericolosa, una guerra contro la Russia per distogliere l’attenzione della popolazione dalla devastazione delle proprie economie. Nikolaj Patrushev, Segretario del Sicurezza Consiglio ha avvertito l’occidente contro la guerra affermando “l’Ucraina e le forze che attualmente guidano il Paese dall’estero devono rendersi conto che la ripresa delle ostilità causerà ulteriore declino dell’economia ucraina, maggiore ostilità, distruzione delle infrastrutture e inciderà negativamente sulla situazione regionale ed internazionale“, e inoltre ha rilevato che le unità di Kiev in Ucraina orientale ammontano oggi a 90000 uomini e ufficiali, 450 carri armati, 203 lanciarazzi e 5 complessi missilistici Tochka-U. Eduard Basurin del Ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk ha cupamente preso atto del “piano” che l’Ucraina userà per lanciare la “guerra di settembre”, affermando: “Abbiamo notizie su piani futuri dell’esercito ucraino da una fonte dello Stato Maggiore Generale ucraino e, per quanto strano possa sembrare, vi sono ancora veri agenti che non vogliono combattere contro il proprio popolo. Kiev prevede di sferrare due colpi convergenti in direzione del villaggio di Uspenka per sconfiggere la RPD e avanzare sul confine con la Russia e successivamente impedire ai civili di raggiungere il territorio russo. Inoltre due gruppi (delle forze di Kiev) devono lanciare un’offensiva in direzione di Donetsk, a nord e a sud, verso Ilovajsk, accerchiando la capitale della repubblica e circondare la città. Inoltre, operazioni offensive saranno lanciate in direzione di Lugansk, con l’obiettivo di avanzare sul confine della Russia“.
Poiché 90000 ucraini guidati dagli USA si preparano ad avviare la terza guerra mondiale per proteggere i “bankster” occidentali contro 40000 combattenti separatisti, continua la relazione del MoD, la NATO ha “comicamente” avvertito la RPD dal conquistare altro terreno, mentre allo stesso tempo, in modo “altrettanto comico”, il segretario della Difesa Ash Carter avvertiva il Pentagono che la Russia è ormai una “minaccia esistenziale” per gli USA. Come la Russia sia una “minaccia esistenziale” per gli Stati Uniti, questa relazione osserva, non viene mai spiegato dal regime di Obama, la cui spesa militare è di quasi 600 miliardi di dollari all’anno (rispetto alle Russia che spende 70-80 miliardi)… e il Presidente Putin avvertiva a giugno: “Pubblicate una mappa e segnatevi tutte le basi statunitensi. Vedrete la differenza tra Stati Uniti e Russia“. Anche il rispettato CounterPunch ha notato la pura follia della guerra che il regime di Obama vuole contro la Russia, nota questo rapporto, con l’articolo intitolato “La stampa occidentale istiga mortalmente la guerra in Ucraina” affermando: “La redazione del (Washington) Post se ne esce con uno stratagemma. Kiev non ha rispettato una singola clausola di Minsk-2 e i sostenitori stranieri del regime, anche nelle redazioni della quasi totalità dei media occidentali, mantengono una cappa di silenzio sull’argomento. Quindi fermiamoci un attimo a riflettere. Il Washington Post (e altri media mainstream) pubblica articoli e racconti fotografici di giornalisti nell’Ucraina orientale controllata da Kiev. Ma i giornalisti del Post non riescono a indicare come “le forze russe continuano a bombardare le posizioni ucraine ogni giorno”. Sicuramente, se la situazione è grave, mancherebbero esempi da illustrare ai lettori? E sicuramente il governo degli Stati Uniti fornirebbe immagini satellitari ai media mainstream dei “9000 soldati russi” in Ucraina orientale, così come altri esempi dell’intervento russo? A meno che… tutto, o quasi, serva a far credere. Nell’Ucraina orientale dei ribelli non mancano esempi dei truci bombardamenti delle forze armate ucraine, appoggiate dalla NATO. Ahimè, e non a caso, tali relazioni mai, mai appaiono sui media occidentali“. E mentre il “truce bombardamento quotidiano” di civili da parte delle forze ucraine a guida USA prosegue, nei media occidentali regna il silenzio; anzi la relazione nota l’ironia del falco di destra statunitense Henry Kissinger e del capo laburista socialista Jeremy Corbyn, unirsi nell’avvertire l’occidente sulla follia nel lanciare la “guerra di settembre”… e Kissinger ha effettivamente dichiarato di cosa si tratta veramente, “Spezzare la Russia è l’obiettivo degli Stati Uniti” .
Anche se non previsto nel presente rapporto del MoD, va notato che anche il sito politico di sinistra statunitense Vox Media avverte su questa “guerra di settembre”, con l’agghiacciante affermazione nell’articolo intitolato “Come la terza guerra mondiale è diventata possibile”: “L’Europa di oggi è inquietantemente simile all’Europa di 100 anni fa, alla vigilia della prima guerra mondiale, con un groviglio di alleanze militari e promesse di difesa, alcune poco chiare e quindi più facili da attivare. I suoi capi danno segnali vaghi su ciò che porterebbe o meno alla guerra. Le tensioni politiche sono diventate escalation militari. Le nazioni sono sull’orlo della destabilizzazione del potere, a stento tenute insieme da un’alleanza della Guerra fredda che non durerà per molto“. Che i popoli statunitense ed europeo si sveglieranno prima che la guerra inizia non c’è traccia alcuna; la stragrande maggioranza di essi è ancora addormentata della propaganda piena di volgari notizie sulle celebrità… ma presto lo farà, senza dubbio, scossa dal rumore davanti casa.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/08/23/la-russia-attua-il-piano-settembre-di-guerra-mentre-90000-truppe-ucraine-preparano-linvasione/

giovedì 6 agosto 2015

LA REPUBBLICA DI DONETSK UTILIZZA IL RUBLO COME VALUTA LOCALE


La dura posizione addunta da Kiev contro il territorio del Donbass ha accentuato la spaccatura nella regione, che ha trovato nella Russia un sostegno finanziario per sopravvivere.
La crescente pressione che il presidente ucraino, Piotr Poroshenko, esercita sulle aree separatiste con il blocco economico imposto alla regione dal 2014, ha incoraggiato l'uso del rublo russo e ha costretto molte aziende del settore e i suoi lavoratori ad astenersi dal pagamento delle tasse governative ucraine, riporta James Marson sul Wall Street Journal.
"Io non voglio pagare le tasse in un paese che mi bombarda", ha detto un residente citato da Marson.
In questo contesto, il collasso economico che minaccia la regione è stato in qualche modo alleviato dalla circolazione del rublo come valuta locale e l'entrata di prodotti dalla Russia ad un prezzo inferiore, secondo il giornale.
Tale situazione, oltre a causare la rottura delle relazioni tra il governo e il Donbass, riduce le opzioni per raggiungere un cessate il fuoco definitivo, scrive il giornalista.


Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=12475

venerdì 17 luglio 2015

IL REGIME UCRAINO CONTINUA A NEGARE LO STATUS SPECIALE PER LA REPUBBLICA SEPARATISTA DI DONETSK

Le modifiche proposte alla Costituzione dell'Ucraina non prevedono lo statuto speciale per il Donbass, ha dichiarato oggi il presidente dell'Ucraina Petr Poroshenko in Parlamento.

"Non c'è nessun riferimento alla federalizzazione. L'Ucraina è stata, è, e sarà uno Stato unitario. Le proposte di modifica non presuppongono e non possono presupporre uno statuto speciale per il Donbass, non esiste nulla in merito. Gli emendamenti assicurano solo la possibilità di particolari governi locali in province separate delle regioni di Lugansk e Donetsk, come determinato da una legge separata. Questa legge è stata approvata 2 volte,"- ha detto il presidente ucraino.
In precedenza i media ucraini avevano riferito che il presidente Poroshenko aveva deciso di inserire una disposizione sullo statuto speciale del Donbass nel testo della Costituzione ucraina dopo la visita del vice segretario di Stato USA per l'Europa Victoria Nuland.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20150716/762105.html#ixzz3g8pGzsqX

martedì 7 luglio 2015

LA REPUBBLICA DI DONETSK SCOPRE UN CONVOGLIO DI SESSANTA MEZZI MILITARI DEL REGIME UCRAINO

Lo spionaggio dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk ha individuato sul territorio controllato da Kiev un convoglio di 60 mezzi militari delle forze armate ucraine, ha riferito Eduard Basurin, vice comandante delle milizie di Donetsk.

Tra i mezzi scoperti delle forze di sicurezza ucraine figurano carri armati, unità di artiglieria semoventi e lanciarazzi multipli.
In precedenza i rappresentanti di Donetsk e Lugansk si erano incontrati in un vertice nel Consiglio nazionale di Donetsk per discutere l'attuazione degli accordi di pace firmati il 12 febbraio a Minsk. Durante l'incontro, i rappresentanti filorussi hanno sottolineato che Kiev non soddisfa nessuno dei punti degli accordi di Minsk, in particolare, il cessate il fuoco e il ritiro dell'artiglieria pesante dalla linea di contatto, riferisce l'agenzia di stampa di Donetsk.
"Kiev sfrutta gli accordi di Minsk per riorganizzarsi. Lo abbiamo visto nel settembre dello scorso anno e lo vediamo ora,"- ha detto il presidente del Consiglio nazionale dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk Alex Karyakin dopo la riunione.


Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150702/677193.html

giovedì 2 luglio 2015

L'EUROPA CONTINUA A CHIUDERE GLI OCCHI SUL GENOCIDIO DEL PRESIDENTE UCRAINO NEL DONBASS

“Voci”, un documento video per testimoniare il dramma dei civili nel Donbass

di Sara Reginella, Psicologa e Psicoterapeuta
«Che cosa facevano i bambini quando erano con voi?», chiedo ad una donna del Donbass che mi mostra gli umidi e gelidi scantinati in cui lei e i suoi vicini di casa da mesi cercano riparo dai bombardamenti. «Leggevano dei libricini, piangevano, recitano il Padre Nostro insieme a noi» risponde. Lei lo può raccontare. Alcuni suoi vicini, mi spiega, sono già morti durante il conflitto.
L’Europa continua ad ignorare la rovina che si è abbattuta sul Donbass. Ed è per questo che, di ritorno dal mio viaggio a Rostov sul Don e nella regione del Donbass, durante il quale sono stata a contatto diretto con civili e colleghi psicologi dell’Università di Rostov e della Croce Rossa, che ho deciso di realizzare “Voci”, un documento video per testimoniare il dramma dei civili nel Donbass. Ad esso ho aggiunto nella narrazione, quello dell’imprenditoria italiana che ha subito un catastrofico collasso economico connesso alle sanzioni alla Russia, di recente confermate dall’Unione Europea.

Se le voci del Donbass e quelle degli Italiani colpiti dalle sanzioni non sono sufficientemente rappresentate dai mass media, va sottolineato che, similmente, in Europa è rimasta inascoltata la voce di chi sostiene che a Kiev vi fu un golpe su istigazione degli Stati Uniti, golpe che avrebbe tradito gli ideali di molti cittadini ucraini.
Aspetti celati questi, che mantengono vivo il conflitto. La ricerca e lo svelamento della verità, infatti, sono solitamente associati a processi migliorativi sia sul piano relazionale che su quello sociale. Accanto alla violenza economica delle sanzioni e a quella di cui è vittima la popolazione del Donbass che, in virtù del principio di autodeterminazione di un popolo, che ha deciso di rendersi indipendente dall’Ucraina con un referendum, va aggiunto che i cittadini europei subiscono un ulteriore sopruso. Anziché essere sostenuti in una prospettiva di ascolto e confronto con paesi come la Russia, sono fomentati a chiudersi verso questi ultimi, presentati come dei nemici. Viene inoltre proposto come auspicabile, e spesso addirittura “progressista”, il punto di vista di chi ritiene che i conflitti sostenuti dall’Occidente siano funzionali ad un futuro di pace e democrazia, piuttosto che all’esercizio del potere. “Voci” vuole essere anche un mezzo per comunicare alle persone che vivono in Italia, che la realtà è spesso più complessa di come viene mostrata.
La posizione paranoica che ha assunto l’Europa nei confronti della Russia è allarmante. Sembra che in Occidente, alcuni aspetti negativi e penosi siano stati scissi dalla coscienza collettiva e proiettati al di fuori, attribuiti “all’altro da sé”. Oggi alla Russia. In altre situazioni, al mondo islamico. La stessa modalità con cui i media propongono l’informazione assume, in molti casi, peculiarità paranoiche, con caratteristiche di rigidità e mancanza di flessibilità.
Pertanto, non si potrà comprendere la ribellione del Donbass, se in Occidente si afferma che lì vi sono dei “terroristi” che bombardano la propria terra. Se sono “terroristi”, perché essi appaiono così bene inseriti all’interno del tessuto sociale?
Similmente, non si può apprezzare la Russia, se essa viene presentata mediaticamente come un aggressore, anziché come la terra in cui migliaia di profughi scappati dal Donbass hanno trovato rifugio e protezione.
Ho potuto osservare, durante il mio viaggio a Rostov, occhi pieni dignità e dolore, incontrare persone dalle vite straziate e calpestate con brutalità: i profughi del Donbass. Persone che si sono rifugiate in Russia per sfuggire alla morte. Perché, se la Russia è un aggressore?
«Continuo a piangere» singhiozza in lacrime una donna in un campo profughi nella regione di Rostov. «Continuamente mi sento nervosa. Non ho mai pensato che nel ventunesimo secolo ci sarebbe stata una guerra. Per che cosa? Siamo dei terroristi? Dei separatisti? Abbiamo nipoti e figli e siamo preoccupati per loro. Vivevamo normalmente... Questo è intollerabile.»
Se si volesse paragonare la coscienza collettiva alla psiche di un individuo, si potrebbe suggerire l’idea che la coscienza europea si trova attualmente in una posizione “paranoidea”, caratterizzata dalla tendenza a separare aspetti positivi e negativi verso lo stesso oggetto, con l’evitamento di ogni processo di integrazione. Se si segue un’ottica esclusivamente paranoica, anche a causa di un’informazione parziale, alcuni aspetti negativi potranno essere proiettati su un fantomatico nemico. I bombardamenti dell’Occidente contro la Siria, contro l’Iraq, contro la Libia, troppo spesso vengono messi in secondo piano, in nome della guerra ad un presunto nemico ed in nome dell’esportazione di una supposta “democrazia”. Anche i bombardamenti contro il Donbass sono stati quasi completamente dimenticati. È certo che noi Occidentali siamo collocati dalla parte del “bene” o piuttosto stiamo proiettando su un nemico, alcuni aspetti negativi che non riconosciamo in noi stessi? Riflettere su tali processi, può essere un mezzo per non perdere il proprio senso critico e migliorare la propria consapevolezza.
Nei campi profughi, ho osservato il dramma nei volti delle donne, delle madri, delle nonne e nei disegni dei bambini, che esprimono tutto il dolore attraversato da queste famiglie che hanno perso la propria casa e, in alcuni casi, i propri cari. Ho raccolto alcuni di questi disegni insieme alle mie colleghe Nicoletta Maggitti e Daniela Silvestrelli, e ho scelto di rappresentare la voce di queste persone anche mostrandone alcuni.
La Russia e il Donbass non sono nostri nemici e demonizzare paesi e popoli, senza osservare la complessità degli eventi che portano allo sfociare di un conflitto, è pericoloso.
Così come è pericolosa l’indifferenza verso una guerra che si consuma nel cuore dell’Europa.
Se lasciamo che accada a loro, domani potrebbe accadere anche a noi.

Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=12189

mercoledì 24 giugno 2015

DA MINSK A SLAVIANSK


Il periodo tra il primo assalto a Slavjansk e Minsk I non è stato solo il più difficile per RPD e RPL, ma ha anche consolidato la concezioni dei cosiddetti “militaristi” e “operatori di pace”. Li metto tra virgolette di proposito, perché entrambi abbastanza vaghi. Se si guardano le attività dei media, si vedrà che la stragrande maggioranza degli esperti e politici sottolinea l’inevitabilità della risoluzione della questione ucraina con mezzi militari. In altre parole, non vi sono differenze di opinione quando si tratta di valutare la situazione. Non ci sono forze politiche serie (l’opposizione liberale è del tutto emarginata) che chiedono la pace a qualsiasi prezzo. Il disaccordo reale tra “costruttori di pace” e “militaristi” non è se combattere. È stupido discutere sull’appropriatezza della guerra in corso, ma come combatterla. Se fosse valsa la pena utilizzare l’esercito russo nelle prime fasi della crisi in Ucraina per rovesciare la dittatura nazista non-ancora-trinceratasi. I “militaristi” dicono di sì. E sarei incondizionatamente d’accordo con loro se si trattasse solo del conflitto tra Russia e Ucraina. E’ veramente innaturale vedere un regime nazista formasi accanto, un regime che ha già dichiarato l’obiettivo di distruggere il vostro Paese e la vostra nazione, e non fare nulla. Non è un segreto che le autorità ucraine abbiano organizzato così tante provocazioni nei primi mesi del 2014, che si sarebbero potuto legittimamente lanciare dieci guerre. Il trasferimento della Crimea alla giurisdizione russa richiede, come minimo, richiede la ricostruzione dello Stato ucraino. L’attuale Ucraina considererà sempre la Crimea come sua proprietà e, dal punto di vista del diritto internazionale (e non dei patriottardi russi), la questione non sarà mai chiusa definitivamente. Pertanto lo Stato ucraino va distrutto, in un modo o nell’altro. Posso citare una lista infinita di argomenti a favore dell’invasione già nel febbraio del 2014. Ma perché? La leadership russa, a giudicare dai risultati ottenuti negli ultimi 15 anni, è invece più intelligente dei blogger isterici e ha una visione migliore di ciò che accade di coloro che ricevono soffiate dal governo senza nemmeno comprendere che tali informazioni in “esclusive” sono semplicemente disinformazione. Se anche i patriottardi capiscono l’inevitabilità del coinvolgimento della Russia nel conflitto a un certo momento, è bizzarro supporre che il Cremlino non lo veda o lo sottovaluti. Se si guarda al lavoro dai media statali russi, si vedrà che hanno reindirizzato l’opinione pubblica negli ultimi 18 mesi secondo l’opinione più diffusa, da “non ci serve. Gli ucraini la capiranno da soli” ad “arriveremo a Parigi, se necessario”. Non si guida una campagna d’informazione di questo tipo per puro divertimento. Non si cambia l’immagine degli Stati Uniti da “amico tremendo” a “nemico comico” per caso. Tuttavia, le forze che occupano posizioni minacciose alla frontiera non apparvero in Ucraina. Non si presentarono a dispetto del permesso del Consiglio della Federazione e della richiesta di Janukovch, legittima in quel momento. Inoltre, tali permessi non vengono rilasciati per capriccio, e tali richieste non sono fatte con leggerezza. Invece dell’esercito abbiamo avuto Minsk. E il gioco è diventato lungo. Perché dunque la Russia si prepara alla guerra, ma non l’inizia?
Perché ai “militaristi” dalla corta visione e con l’ossessione per l’Ucraina gli impedisce di capire che la guerra globale tra Russia e Stati Uniti non distruggerebbe Kiev e Donbas, ma il futuro dell’umanità. Anche il nostro. Si tratta di un conflitto globale e sistemico. Il vecchio e terminale mondo statunitense combatte per prolungare la propria agonia. Quel mondo non sopravviverà. La sua vittoria significa semplicemente rimandarne la morte. Ma anche morendo, quel mondo può infliggere danni letali al nuovo mondo che nasce sotto i nostri occhi e con la nostra partecipazione. Affinché il nuovo mondo, dove l’egemonia unilaterale degli Stati Uniti o qualcosa del genere non sarà possibile, la Russia deve concludere il confronto con gli Stati Uniti su posizioni di forza, conservando o addirittura aumentato la potenza, piuttosto che subire l’attrito del conflitto. Solo l’esistenza di una Russia forte e autorevole, che non pretende il titolo di potenza egemone assoluta, ma che può sconfiggere chiunque cerchi di occupare il trono vacante degli Stati Uniti, garantisce che le vittime che l’umanità ha subito nell’ultimo conflitto della vecchia era non siano vane, ricevendo un meraviglioso nuovo mondo e non la riedizione di quello vecchio. Solo in questo caso le lacrime dei figli del Donbas, ma anche di Damasco, Baghdad e Belgrado, non saranno state versate invano. Se guardiamo la situazione da questa posizione, vedremo che gli Stati Uniti preparavano la classica trappola per la Russia in Ucraina. Hanno deliberatamente portato al potere un regime non solo russofobo (Jushenko era più russofobo di Poroshenko), ma feroce. Non a caso hanno dato al regime carta bianca con il massacro di Odessa, la soppressione degli attivisti a Dnepropetrovsk, Kharkov, Zaporozhe, gli omicidi politici a Kiev, le camere di tortura di Fazione destra, e altri eccessi nazisti. Hanno creato una situazione in cui la leadership russa non poteva non intervenire. Era necessario intervenire su pressione dell’opinione pubblica russa. L’esercito sarebbe entrato in Ucraina, dopo di che la Russia avrebbe avuto Vietnam e Cecenia combinate. Prima di tutto i militari ucraini sono chiaramente totalmente incapaci, e la resistenza anemica sarebbe durata giorni o addirittura ore. Ma i volontari nazisti e decine di migliaia di sempliciotti avrebbero “difeso la patria” contro “l’aggressione russa” nel Donbas, o raccolto denaro per le esigenze dell’esercito, dal cibo alle uniformi e armi, o anche diffuso disinformazione che non sarebbe facilmente scomparsa. Alcuni di loro sarebbero diventati partigiani, altri sabotatori, altri ancora avrebbero semplicemente odiato il nuovo governo. La Russia sarebbe stata bloccata su un territorio in bancarotta con 40 milioni di poveri ostili o sleali. Avrebbe consumato le risorse russe, che non sono di gomma. In secondo luogo, gli Stati Uniti avrebbero consolidato l’Europa su una linea antirussa più velocemente e con maggiore decisione. Le forze politiche che attualmente occupano posizioni filo-russe sarebbero state semplicemente zittite dicendo che l’infido e armatissimo orso aveva attaccato i pacifici democratici coniglietti giallo-blu. Sarebbe stata la fine del discorso. L’Europa deve difendere i propri valori. E’ del tutto possibile che avremmo visto la versione europea del maccartismo. Le sanzioni sarebbero state attuate immediatamente e totalmente e avrebbero colpito un’economia russa gravemente impreparata. L’Ucraina occidentale, con l’ausilio di “volontari” europei, istruttori statunitensi, armi della NATO e altre prelibatezze, sarebbe diventata l’equivalente del Donbas per la Russia, una piccola guerra di attrito che non può essere vinta e che può durare decenni. L’esercito sarebbe stato legato alla necessità di controllare l’Ucraina e di sopprimere il banderismo, l’economia sarebbe stata in crisi. Il popolo avrebbe chiesto alle autorità di spiegare “a cosa ci è servito?” e la società sarebbe entrata nel vortice della destabilizzazione. E i “militaristi” se ne sarebbero lavati le mani, criticando il Cremlino per incompetenza e, in solidarietà con i liberali, avrebbero detto che non avrebbero mai permesso una simile catastrofe. In terzo luogo, gli alleati della Russia in Eurasia, BRICS, Organizzazione di Shanghai, ecc, che già non guardano la leadership di Mosca con approvazione avrebbero sospettato un tentativo di “resuscitare l’URSS” o di sostituire gli USA per dettare la propria volontà al mondo, e avrebbero abbandonato tutti i programmi comuni. Alcuni avrebbero pensato che se l’esercito può essere inviato in Ucraina, può essere inviato anche altrove. Altri ancora, più intelligentemente, sarebbero giunti alla conclusione che non era saggio legarsi a un Paese che non prevede le conseguenze delle proprie azioni. Così, invece di tutto ciò abbiamo avuto Minsk. Cosa ha fatto la Russia per averlo?

Prima di tutto, da Slavjansk a Minsk, i cittadini russi che diressero la rivolta e che, come Portos, combattevano per combattere, furono sostituiti da controllati abitanti locali. La leadership di RPL/RPD divenne presentabile. Potevano presentarsi senza sentirsi chiedere: “Perché la rivolta nazionale in Ucraina è guidata da cittadini russi?” L’anarchia incontrollabile del tutto imprevedibile fu trasformata in normale struttura organizzativa. I “comandanti” sul campo che combattevano senza supporto logistico e che ritenevano che i “civili” fossero un fardello, sono divenuti ufficiali degli eserciti di RPL RPD. Strutture amministrative civili normali furono create tra Minsk 1 e 2. Il banditismo e i furti sventati. Una parvenza di sistema finanziario ed economia delle repubbliche fu instaurata. In generale, le strutture hanno permesso una vita normale (anche se sotto tiro). Le repubbliche non sarebbero sopravvissute senza questi cambiamenti impercettibili ma fondamentali. Le “oche selvatiche” non sarebbero sopravvissute senza il sostegno popolare, e la popolazione ha rapidamente smesso di sostenere coloro che combattono per tornaconto personale nel territorio in cui vive la popolazione, e che non si preoccupano di come la popolazione debba sopravvivere. Inoltre, la Russia ha costretto Kiev, scalciando e urlando, a sedersi con gli insorti, quindi de-facto riconoscendoli come partito legittimo nei negoziati. Poi Merkel e Hollande apparvero nello stesso tavolo nella seconda fase. Mosca ottiene ciò che richiedeva l’accordo di associazione con l’Ucraina, il dialogo diretto con l’Europa sull’Ucraina. Ora, con il gruppo Karasin-Nuland, vi è anche una piattaforma per il dialogo diretto con gli Stati Uniti. Tutto ciò che Washington ha cercato di evitare per 18 mesi, è accaduto. Gli Stati Uniti, contro i propri desideri, hanno riconosciuto il loro coinvolgimento nella crisi ucraina (la versione ufficiale precedente parlava di lotta al regime corrotto del popolo ucraino). Ora Washington e Bruxelles sono responsabili dello svilupparsi della situazione politica e giuridica. E’ impossibile pretendere che la Russia tiranneggi i deboli, mentre gli Stati Uniti non ne siano coinvolti. Poroshenko, che ha chiesto negoziati diretti con Putin, si trova ora nella stessa sala d’attesa con Zakharchenko e Plotnitskij, in attesa di vedere ciò che le vere parti in conflitto decidono. In terzo luogo, mentre la guerra continua e continuano i negoziati a Minsk, vi è la crescente delusione dei politici ucraini, che promettendo vita facile hanno portato la guerra invece, verso l’Europa che non li aiuta, e gli Stati Uniti che non li salvano. Il processo può essere lento, ma continua. Proprio come l’acutizzarsi delle contraddizioni nel regime. I ragni nel vaso iniziano a mangiarsi l’un l’altro. Ciò significa che quando l’Ucraina si sarà liberata del regime nazista, solo gruppi marginali della popolazione continueranno a rifiutare la Russia (nazisti, intellighenzia liberale e i burocrati che perdono il posto con lo svanire dello Stato, per esempio gli agenti di MVD e SBU, neo-banderisti e gli ideatori della nuova storia ucraina). Gli altri, delusi dalla scelta europea, non avranno altra alternativa che rivolgersi a Mosca; si deve vivere in qualche modo.
Idealmente, in caso di piena attuazione, il piano degli “operatori di pace” otterrebbe tutto questo senza perdite e battaglie, ma dopo. L’Ucraina federata con una nuova costituzione e ampie autonomie non solo riconoscerà la Crimea come parte della Russia (la Crimea non sarà menzionata come territorio ucraino nella nuova costituzione), ma a poco a poco s’integrerà nelle Unione Eurasiatica e Unione doganale. Semplicemente non avrà altro posto dove andare. Né Stati Uniti, né Unione europea sostengono l’Ucraina. Quel piano era fattibile? No. Alcun piano ideale potrà mai essere attuato completamente. Va già bene se si arriva a metà. Gli Stati Uniti volevano trascinare la Russia in un conflitto e fare dell’Ucraina un Vietnam. Pertanto Kiev non era assolutamente disposta a negoziare ed ha aggredito il Donbas prima ancora di avere il pieno controllo dell’esercito. Di conseguenza, Minsk è una piattaforma per le manovre di Mosca e Washington per creare un Vietnam e indicare l’aggressore alla comunità internazionale. Finora la Russia ne è uscita al meglio da tali manovre. Ma le manovre finiscono. C’era una situazione unica la scorsa settimana, quando l’amministrazione Obama ha mostrato interesse per la soluzione pacifica del conflitto. E’ comprensibile. Deve lasciare l’Ucraina entro il 2016 senza perdere la faccia, altrimenti i democratici non potrebbero neanche partecipare alle elezioni. Il GOP li farebbe a brandelli per “indecisione”. Il regime di Kiev, nonostante i patriottardi che urlano sulla crescente forza delle FAU, è sempre più debole, come accadrebbe a qualsiasi regime che istiga la guerra civile in un Paese in bancarotta. La vecchia Europa, anche se non ha il coraggio di lasciare l’ombrello statunitense, non è contenta delle perdite connesse alla necessità di dimostrare “solidarietà atlantica”. L’UE vuole voltare pagina. La situazione generale in e intorno l’Ucraina è sempre più fuori dal controllo degli Stati Uniti. Obama cerca di preservare, attraverso il compromesso, la possibilità di giocare sul tavolo ucraino in futuro. La leadership della Russia potrebbe aiutarlo. Il Cremlino batte costantemente la Casa Bianca, e l’adesione dell’Ucraina ai programmi d’integrazione della Russia non è più questione di principio come un paio di anni fa. Si possono attendere con calma gli eventi, dopo tutto Kiev non ha nessuno a cui rivolgersi; l’UE non vuole ammetterlo, ma non darà soldi e l’economia è già distrutta. Tutto ciò che rimane è inchinarsi alla Russia. Ciò le consentirà di risparmiare l’Ucraina anche perché non ha bisogno di una zona con 40 milioni di poveri ed instabile ai suoi confini. Tanto più che i cittadini ucraini, indistinguibili da quelli russi, diffonderebbero l’instabilità in Russia. Ma sono assolutamente certo che lo scenario di pace, sebbene avvantaggi gli interessi a lungo termine russi e statunitensi, non passerà. I “falchi” di Washington sono troppo forti. I due partiti perseguono una campagna basata sul rafforzamento delle sanzioni contro la Russia. L’ammissione del fallimento in Ucraina (quale sarebbe l’assenso degli Stati Uniti al compromesso) porrebbe fine anche a molte carriere promettenti nella CIA e dipartimento di Stato. I politici di Kiev non possono cambiare la propaganda, rinunciare alla guerra e raggiungere un accordo con il Donbas. Perché allora diverrebbero nemici non solo degli antifascisti, ma anche dei fascisti. Per cosa si combatte se avranno un’eventuale accordo alle condizioni proposte prima della guerra? I nazisti convinti dei battaglioni di volontari, e la parte motivata dell’esercito per cui la guerra è una questione di principio, potrebbero non perdonare tale “tradimento”. E’ una cosa quando un esercito demoralizzato e sconfitto si arrende. Qualcos’altro quando gli ufficiali ritengono che i politici hanno “rubato” la vittoria. In altre parole, tutto fa pensare che, nonostante una certa riduzione delle tensioni con i negoziati, una grande guerra in Ucraina sia inevitabile e una provocazione finalizzata a scatenarla sia già stata elaborata dagli Stati Uniti. Anche se non possono attuare il loro piano di pace ideale, gli “operatori di pace” hanno ottenuto un risultato eccezionale considerando le condizioni di partenza per una campagna militare. La Russia non è diventata l'”aggressore” per la maggior parte del pianeta. La situazione in Ucraina è in stallo dal punto di vista occidentale, e non può essere risolta senza la Russia, il che significa che la Russia non avrà fretta. Il prestigio internazionale della leadership russa è cresciuto, contrariamente a quanto dicono i patriottardi. Anche l’Egitto ha deciso di condurre esercitazioni congiunte con la nostra Marina nel Mediterraneo. L’Egitto, che dalla metà degli anni ’70 era sotto il pieno controllo degli Stati Uniti. Non è nemmeno un gesto, ma la campana che suona a morto per l’influenza di Washington in Medio Oriente.
E chi teme che, a causa dell’invasione “ritardata”, la propaganda nazista a Kiev crei milioni di zombie che odieranno la Russia per generazioni, vorrei ricordare che la maggior parte di coloro che combattono contro i russi del Donbas, creando l’attuale Ucraina russofoba, crebbero e si politicizzarono con la propaganda comunista che operò costantemente ed efficacemente per 74 anni. Ciò che appresero era completamente diverso da quello che fanno oggi.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/06/24/da-slavjansk-a-minsk/

martedì 23 giugno 2015

IL VICEMINISTRO DELLA DIFESA UCRAINA FUGGE DAL REGIME E PASSA DALLA PARTE DELLA REPUBBLICA DI DONETSK


“Il sottoscritto Maggior-Generale delle forze armate dell'Ucraina Aleksandr Kolomiets, già viceministro della Difesa e capo analista delle forze armate, lavorerò per il bene della Repubblica Popolare di Donetsk (RPD)". Il maggior-generale Kolomiets ha prestato servizio nell'esercito per 19 anni ed assicurava ai giornalisti che, prima di procedere a tale annuncio, aveva fatto uscire la famiglia da Kiev. Kolomiets conosce molto bene la zona, essendo stato nel Donbas come commissario militare regionale di Donetsk. Il generale ha anche confermato che molti colleghi vogliono passare con la RPD, “Molti ufficiali dell'esercito ucraino vogliono ritornare qui, ma hanno paura che non gli sia consentito. Attualmente vi sono trattative, ma penso che ritorneranno al più presto. L'operatività dell'esercito ucraino è molto basso. Dal punto di vista morale, tutti i generali e gli ufficiali capiscono che le azioni del governo sono criminali e non vogliono combattere. Solo i volontari nazionalisti combattono. Nel prossimo futuro le forze armate dell'Ucraina saranno scosse da rivolte. Gli ufficiali non capiscono l'ordine di uccidere i civili. Lo vedremo in autunno. Tutto cambierà molto presto”.


Fonte:http://sitoaurora.livejournal.com/20976.html

lunedì 22 giugno 2015

LA REPUBBLICA DI DONETSK INTERVERRA' IN CASO DI ATTACCO ALLA TRANSINISTRIA


Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk Alexander Coffman: In caso di aggravamento della situazione in Transnistria, se le ostilità riprendono, l'Esercito della Repubblica popolare di Donetsk sarà disposto a sostenere la Transnistria.
Noi crediamo che, alla luce delle ultime tendenze di questa escalation è inevitabile.
Ci sono i nostri fratelli, e, naturalmente, in caso di un attacco contro di loro, noi dobbiamo aiutarli.
Sono sicuro che ce la possiamo fare. Inoltre, purtroppo, ho fiducia che l'approfondimento accadrà.
La storia dimostra che dove è assegnato Saakashvili, non si può fare affidamento.
Bloccare la regione della Transnistria, che dal maggio hanno gestito la Repubblica di Moldova e l'Ucraina, chiudendo l'accesso ai beni e ai peacekeeper russi attraverso il loro territorio in Transnistria, sarà l'apertura del secondo fronte, che distruggerà l'Ucraina.

Fonte:http://es.hunternews.ru/?p=793

venerdì 19 giugno 2015

GLI STATI UNITI STANNO MINACCIANDO LA PACE MONDIALE



Un Comportamento Pericoloso

Il comportamento che gli Stati Uniti e la NATO stanno perpetrando aggressivamente da molti mesi nei confronti della Federazione Russa è tra i più pericolosi e la più grande minaccia dai tempi della Guerra Fredda e della fine del Terzo Reich.
Il Premio Nobel per la Pace Barack Obama molto probabilmente rimarrà nella storia non solo come uno dei peggiori presidenti della Storia Americana ma anche come l'uomo che con l'aggressione all'Ucraina mise al rischio miliardi di vite dando inizio ad una nuova fase della Guerra Fredda.
Pericolose provocazioni e preparativi per una possibile guerra si stanno succedendo in rapida scala in tutto Europa.
Partiamo dall'inizio: chi ha violato per primo la sovranità di altri paesi, per esempio l'Ucraina?
E' chiaramente dimostrato che nel momento in cui l'ex presidente legittimo Yanukunovich anzichè svoltare verso l'Unione Europea svoltò verso quella Eurasiatica, le proteste che esplosero non furono spontanee ma come sottolineato più volte finanziate e preparate dall'estero in quelle che ormai sono note come Rivoluzioni a Colori. (Dettagli su cosa sono)
Simili imposti cambiamenti di governo sponsorizzati dagli Stati Uniti sono ormai diventati noti in America Latina, Russia e Cina dove ormai i sistemi di governo di altri paesi hanno e stanno imparando a combatterli.
Si tratta di vere e proprie aggressioni indirette alla sovranità di un paese e di un sistema di governo non corrisposto alle politiche occidentali della quale l'amministrazione del presidente americano ha fatto ampiamente abuso mettendo allo scoperto il loro sistema
Tali cambiamenti vengono sostenuti principalmente dalle ONG (Organizzazioni Non Governative) in territorio straniero che nel link sopraccitato elaborano una preparazione metodica a accuratamente organizzata di manifestazioni ed eventi importanti per la storia di un paese che poi possono sfociare in vere e proprie rivoluzioni violente, a prima vista spontanee ma in realtà organizzate, finanziate e appoggiate ad hoc da un governo straniero.
Un'esempio molto recente è stato visto in Pakistan dove l'ONG, Save the Children, è stata messa al bando con l'accusa di aver condotto attività contro il paese.
GEO Tv ha mostrato gli uffici della ong internazionale ad Islamabad sigillati dalla polizia e chiarito che l’ordine di lasciare il Paese riguarda lo staff straniero dell’organizzazione.
Save the Children, che opera in Pakistan da 35 anni, aveva avuto problemi con le autorità locali già nel 2011.
Per l’intellligence di Islamabad Save the Children avrebbe avuto collegamenti con il medico pakistano Shakil Afridi, reclutato dalla Cia nell’operazione che ha portato all’uccisione del leader di al-Qaeda, Osama Bin Laden. Già allora era stata decretata l’espulsione del personale dell’ong dal paese, ma poco dopo il ministero dell’Interno pakistano aveva optato per una “sospensione temporanea” del decreto.
L'Ucraina è stata l'esempio più vicino e noto di un colpo di stato organizzato e finanziato dall'estero tramite Organizzazioni Non Governative, senza l'uso della forza militare.
Di conseguenza l'identità e la sovranità dell'Ucraina erano già state violate prima dell'intervento militare di salvataggio della Crimea, quindi chi si pùò definire "aggressore?"
Un'ulteriore punto che va contro quanto affermavano i media europei e americani è quando descrivevano il precedente presidente un "sanguinario dittatore", una descrizione della quale non sono mai esistite prove, mentre per contro gli attuali capi di governo Poroshenko e Yatsenyuk nei confronti delle regioni ribelli del sud dell'Ucraina a maggioranza composte da popolazioni russe hanno portato avanti quella che si avvicina più ad una vera pulizia etnica che ha visto migliaia di civili (donne, uomini e bambini) falciati dalle bombe dell'aviazione ucraina e dai mitra dell'esercito ucraino.
Molti di essi estremisti di destra hanno copiato simboli che li avvicinano più a quelli del Terzo Reich che a quelli di un moderno paese europeo, tanto descritto dai media:

Allo stesso modo si è osservato come dopo la Crimea, l'esercito russo non ha più fatto ingresso in Ucraina, eppure le persone che si difendono dalle cosidette "SS Ucraine" sono descritte come terroristi che hanno impugnato le armi.
In base a numerose testimonianze-video è chiaro che si tratta solo di civili che si difendono che non hanno alcun appoggio con il governo russo.



Il fatto che le vittime descrivano i capi di governo e l'esercito ucraino "fascisti" o "nazisti" dimostra chiaramente quello che è avvenuto e sta avvenenendo per la prima volta davvero censurato dai media europei e probabilmente americani.
Eppure si continua a provocare e descrivere la Federazione Russa come uno stato aggressore solo per il fatto che ha rovinato i piani che l'Occidente aveva con il nuovo governo ucraino.
Un'altra questione piuttosto inquietante è che nonostante il vero e proprio massacro di civili che è avvenuto in tempo reale l'ONU è rimasto silenzioso come se non stesse succedendo niente e il presidente degli Stati Uniti ha approvato l'invio di armi pesanti a questi nuovi capi di stato dell'Ucraina.
Si può certamente dire che un simile comportamento rende complici non solo i leader americani ma anche quelli europei, direttamente o indirettamente, di conseguenza il clima è pericoloso.
L'unico stato aggressore che minaccia realmente la pace e la stabilità mondiale sono finora gli Stati Uniti.

Il Sentiero della Guerra Atomica

La campagna di sanzioni e provocazioni che l'amministrazione americana impone insieme a quella europea contro la Russia da parte della NATO lo si può descrivere come un'incoraggiamento per andare in guerra.
La campagna di disinformazione e propaganda e accuse che sono state ripetutamente e accannitamente fatte contro la Federazione Russa sono paragonabili solo ad una campagna di razzismo, per il fatto che si vuol tentare di descrivere la più grande nazione del mondo come "una minaccia per la pace mondiale" (parole di Obama) "paragonabile ad un nuovo Hitler" (parole di Hillary Clinton nei confronti di Putin), quando fino a non molti anni fa il clima era disteso e sereno sebbene gli Stati Uniti già allora avessero violato le promesse fatte a Yeltsin "Mai la NATO si avvicinerà ai confini della Russia."
Quindi non possiamo dire che gli Stati Uniti non siano i principali responsabili di questo clima di tensione.
Con quali basi stiamo usando toni così aspri nei confronti degli americani?
Deborah Lee James, Segretario di Stato Usa per l'Aeronautica militare, ha accusato la Russia di condurre una "guerra ibrida".
Il Segretario di Stato, proprio mentre nei giorni scorsi annunciava un nuovo rafforzamento della presenza militare statunitense nell'Europa Orientale, oggi rincara la dose mettendo in guardia gli USA da ulteriori tagli alla spesa per la difesa, le cui conseguenze potrebbero essere "devastanti".
L'esponente del governo statunitense, riferisce il quotidiano britannico The Telegraph, ha sottolineato che "la sicurezza non è gratis" e che la Nato deve ora espandere il proprio bilancio per contrastare la citata aggressività della Russia.
Intanto, come riporta lo stesso quotidiano, insieme al Guardian e all'Independent, l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord esibisce la sua forza con un'esercitazione navale al largo della Polonia, ad appena cento miglia dalla base russa di Kaliningrad. E, mentre sono in corso le operazioni militari, il segretario alla Difesa britannica, Michael Fallon, che ha visitato l'area interessata, ha dichiarato che le manovre nel Baltico non sono un gioco e che la Nato non si farà intimidire dal presidente russo, Vladimir Putin.
Il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg e il comandante supremo dell'alleanza e delle forze Usa in Europa, il generale Philip Breedlove, oggi scrivono sul Wall Street Journal che la Nato deve far fronte a un quadro della sicurezza in continua evoluzione, in quanto a sud è minacciata dall'estremismo islamico, mentre ad est la Russia "sta imponendo la sua volontà ai vicini, mettendo in dubbio la loro sovranità".
Stoltenberg e Breedlove, dalle colonne del noto quotidiano americano, sciorinano gli impressionanti i dati dell'esercitazione in corso nel Baltico, Allied Shield. 15mila militari provenienti da 22 paesi, 50 navi e sottomarini, oltre 50 aerei da guerra, mentre oltre 6mila uomini stanno partecipando alle esercitazioni di terra Saber Strike nei Paesi Baltici.
La nato, però, si è mobilitata anche altrove. In Romania l'esercitazione Trident Just sta testando la capacità di comandare le forze militari sul campo, mentre in Polonia prenderanno il via proprio questa settimana le esercitazioni Noble Jump, prima prova della nuova "punta di lancia" istituita dalla Nato in risposta alla crisi ucraina.
Non è da meno la non molto lontana notizia del fatto che la Finlandia abbia richiamato i suoi riservisti in caso di guerra.

L'Ucraina come la Jugoslavia?

Forse è il caso, visto la differenza di popolazione russa-ucraina, che sotto gli osservatori dell'OSCE si faccia un referendum di seccessione per le regioni filorusse, in modo da stabilire quali vogliono rimanere all'Ucraina, quali vogliono l'indipendenza e quali l'adesione alla Russia.
Si risolverebbe un conflitto e un genocidio che ha già causato almeno 5000 morti.








lunedì 15 giugno 2015

LA REPUBBLICA DI DONETSK NON FARA' PIU' PARTE DELL'UCRAINA

"A prescindere da quello che è successo a Minsk, la DNR è uno Stato indipendente e non potrà mai ritornare in Ucraina. E' stato versato troppo sangue,"- ha detto Zakharchenko durante un comizio a Donetsk.

Zaharchenko ha inoltre riferito che, a seguito del bombardamento del quartiere Kirovsky di Donetsk e del centro di Gorlovka sono rimaste ferite 10 persone.
"La scorsa notte hanno bombardato il quartiere Kirovsky di Donetsk e Gorlovka. Dieci persone sono rimaste ferite. Hanno sparato da cannoni di calibro 152 mm,"- ha detto Zakharchenko.
Ha riconosciuto che le milizie hanno risposto al fuoco.
"Abbiamo reagito al fuoco, questo è vero. Il nostro compito è infliggere al nemico subito la punizione meritata,"- ha detto il presidente DNR.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20150615/564218.html#ixzz3d8lsgh6f

giovedì 11 giugno 2015

UN FIUME DI SOLIDARIERTA' DI VOLONTARI SLOVACCHI SI DIRIGE VERSO IL DONBASS PER DIFENDERLO DAL REGIME


Il ministero degli Esteri della Slovacchia ha esternato le sue preoccupazioni in merito a questa notizia. Il portavoce Peter Susko ha dichiarato che a suo parere questi volontari destabilizzano la situazione e ostacolano la ricerca di una soluzione diplomatica al conflitto, danneggiando contemporaneamente gli interessi della Slovacchia in politica estera.
Da parte di Praga manca una reazione ufficiale alla possibile partecipazione di cittadini cechi nei combattimenti nel Donbass dalla parte delle milizie. Alla domanda precisa di "Sputnik" riguardo questo fatto, il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica Ceca David Frous aveva invitato a guardare il sito del dicastero della diplomazia ceca, dove tuttavia non abbiamo ancora trovati commenti in proposito, così come nei media nazionali: non ci sono conferme da parte del ministero degli Esteri della Repubblica Ceca sulla partecipazione di propri connazionali nei combattimenti dalla parte delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk.
Tuttavia i "nuovi legionari cecoslovacchi" nel Donbass già esistono. Una guarnigione ceco-slovacca opera nella cosiddetta 15° Brigata Internazionale delle forze armate dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, riferisce "Aktuality.sk".
Uno dei combattenti slovacchi in servizio nell'unità, in condizione di anonimato, ha raccontato ad "Aktuality.sk" che fianco a fianco con i filorussi combattono 4 slovacchi e 4 cechi. Alla domanda sulla presenza di truppe russe nel Donbass, il volontario slovacco ha osservato:
"La Russia non ci aiuta né moralmente nè politicamente. Invia aiuti umanitari, più di quanto sia necessario. Qui non è necessario l'esercito russo. Ci sono molti volontari incredibili. I tank che abbiamo sono un trofeo, così come i blindati".

Il legionario ha raccontato come avviene la selezione per l'unità. La brigata conduce la selezione sulla sua pagina Facebook, dove elenca le condizioni per essere presi, come ad esempio: la conoscenza del russo, buone condizioni fisiche, età fino a 40 anni. Secondo lui, a febbraio, marzo ed aprile hanno combattuto a Debaltsevo, mentre a maggio sono stati schierati vicino Marinka. I cechi e gli slovacchi ricevono uno stipendio di circa 8.000 grivnie (340 euro).
Perché i cechi e gli slovacchi sono andati in guerra nel sud-est dell'Ucraina? Forse qualcuno ha radici russe e si sente in qualche modo coinvolto. Qualcuno è per natura un avventuriero in cerca di brividi. Per una ragione o per un'altra l'aver preso parte ai combattimenti nell'esercito di un Paese straniero ai cittadini cechi può costare in patria fino a 5 anni di reclusione. Ma a quanto pare anche questa minaccia non li scoraggia.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150609/526258.html#ixzz3clO1zTdV


mercoledì 10 giugno 2015

PER NON DIMENTICARE I CRIMINI DEL REGIME DITTATORIALE UCRAINO (ATTENZIONE: IMMAGINI FORTI E PESANTI)

L'Unione Europea sanziona la Russia e appoggia il governo Ucraino, sotto richiesta degli Stati Uniti. Forse è il caso che siano gli Stati Uniti e l'Unione Europea per l'aggressione all'Ucraina e provocazioni alla Russia.
























NUOVA RUSSIA: DONETSK E LUGANSK VOGLIONO ADERIRE ALLA FEDERAZIONE RUSSA


Le autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk ritengono senza discussione che la Crimea sia parte della Russia ed inoltre “sognano” idealmente di unirsi alla Federazione Russa.
La corrispondente dichiarazione dell'inviato di Donetsk Dennis Pushilin e del rappresentante di Lugansk Vladislav Deynego ai colloqui del gruppo di contatto a Minsk è stata riportata dall'agenzia di stampa di Donetsk.
"La DNR e LNR considerano imprescindibilmente la Crimea come parte della Russia. Inoltre le nostre Repubbliche idealmente vorrebbero unirsi alla Federazione Russa", — si afferma nella dichiarazione.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20150610/533192.html#ixzz3cg7X6Rd0

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LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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