ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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lunedì 8 maggio 2017

LA PREMIER INGLESE DIMEZZA L'IMMIGRAZIONE IN INGHILTERRA


Il primo ministro ha detto che gli effetti della migrazione sono stati sentiti più acutamente da coloro che erano "sulla parte inferiore della scala del reddito".
"Penso che sia importante continuare, continueremo a dire che vogliamo portare la migrazione netta a livelli sostenibili. Crediamo che siano le decine di migliaia", ha detto durante una visita di campagna a Londra, in un discorso Pubblicato dall'emittente BBC.
Il Partito conservatore ha vinto le elezioni generali dello scorso anno su una promessa di campagna per ridurre la migrazione netta in Gran Bretagna a meno di 100.000. Secondo l'ultima relazione trimestrale di emigrazione statunitense pubblicata a febbraio, la migrazione netta del 2016 è stata stimata a 273.000.
Il Regno Unito ha in programma di tenere elezioni generali l'8 giugno.

Fonte:https://sputniknews.com/europe/201705081053383011-uk-pm-migration/

venerdì 5 maggio 2017

MACRON HA APPENA IL 2.5% DI POSSIBILITA' DI VINCERE CONTRO MARINE


Secondo i risultati di un sondaggio, il 93 per cento di coloro che hanno dichiarato di sostenere Macron erano sicuri della loro scelta, mentre l'88 per cento dei sostenitori di Le Pen ha espresso la stessa certezza nella loro intenzione di voto.
Il sondaggio ha mostrato che il 76 per cento degli intervistati intende votare nelle prossime elezioni di corsa, mentre il 24 per cento degli elettori francesi prevede di astenersi.
Il 23 aprile, Macron e Le Pen sono emersi come due vincitori al primo turno delle elezioni.
Macron ha vinto con un leggero vantaggio nel primo turno, dopo aver ricevuto il 24,01 per cento dei voti, mentre Le Pen ha ottenuto il 21,3 per cento.

Fonte:https://sputniknews.com/europe/201705051053308911-france-macron-le-pen/

martedì 2 maggio 2017

LE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE TEDESCHE E I FONDI SULL'IMMIGRAZIONE


Ci sono tre Ong che battono bandiera tedesca che si stanno rifiutando di essere audite dal Parlamento italiano perche' non vogliono dichiarare chi le finanzia: ebbene, se qualcuno ha qualcosa da nascondere, evidentemente non e' in mezzo al mare per fare del bene, ma per fare quattrini. Sono i nuovi schiavisti del Duemila''. Cosi' in diretta ad Agora' (Rai Tre) Matteo Savini, reduce da una notte al Cara di Mineo, ''in branda'', un centro che ospita oggi ''3300 richiedenti asilo per una spesa di 100 mila euro al giorno. Centomila euro che secondo me sarebbero spesi meglio aiutando in Africa questa gente a non scappare da casa''. Per Salvini, solo ''un centro commerciale di carne umana, che non integra nessuno'', e dove ''ho osservato abusi di vario tipo: si vendono televisori a schermo piatto, stereo, telefonini, scarpe nuove, pantaloni, ma soprattutto quello che contesto e' che questa sia integrazione. Sono centomila euro al giorno, spesi male per gente che non scappa dalla guerra''.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-5932_ONG_TEDESCHE_FANNO_SOLDI

venerdì 21 aprile 2017

LA POLONIA NAZIONALISTA VOLA: CRESCITA ECONOMICA +3,4% NEL 2017 E +3,2% NEL 2018


VARSAVIA - L'economia polacca letteralmente ''vola'': e' destinata a crescere del 3,4 per cento per cento quest'anno e del 3,2 per cento nel 2018. E' quanto emerge da una nuova previsione da parte del Fondo monetario internazionale (FMI) contenuta nel suo rapporto World Economic Outlook. Nel mese di gennaio, gli analisti del Fondo avevano previsto che il Pil polacco sarebbe cresciuto del 3,3 per cento sia nel 2017 che nel 2018. L'Istituto con sede a Washington prevede anche che l'inflazione in Polonia si attestera' al 2,3 per cento alla fine del 2017, e al 2,4 per cento alla fine del 2018, in crescita rispettivamente dello 0,8 e dello 0,2 per cento rispetto sue previsioni di gennaio. L'Fmi ha inoltre rivisto al ribasso le sue previsioni sulla disoccupazione in Polonia. Secondo le ultime proiezioni, la percentuale di senza-lavoro sara' del 5,5 per cento quest'anno e del 5,3 per cento l'anno prossimo. Le previsioni di gennaio erano rispettivamente del 6,2 e del 6,1 per cento.

Fonte:http://www.ilnord.it/b-10109_LA_POLONIA_NAZIONALISTA_VOLA_CRESCITA_ECONOMICA_34_NEL_2017_E_32_NEL_2018

FRANCIA: IL FUTURO PRESIDENTE DI FRANCIA CHIEDE IL RIPRISTINO DELLE FRONTIERE


Il candidato presidenziale Marine le Pen ha invitato il governo francese a ripristinare immediatamente i confini del paese e espellere i cittadini stranieri che vengono monitorati dai servizi di intelligence dopo l'attacco terroristico di ieri a Parigi.
"Invoco questo governo effimero, indebitato dall'inazione, per l'immediato ripristino delle nostre frontiere nazionali", ha detto Le Pen in una dichiarazione della sua sede della campagna solo due giorni prima del primo turno delle elezioni presidenziali della Francia.
Il leader del partito politico di destra, Fronte Nazionale, ha anche invitato il governo francese a espellere "immediatamente" tutti i cittadini stranieri che vengono monitorati dai servizi di intelligence, riferendosi principalmente a quelli presenti nell'elenco "Fiche S", che contiene persone considerate una minaccia per la sicurezza nazionale che dovrebbero essere costantemente monitorata.
Secondo Le Pen, il governo francese ha fatto tutto per rendere la Repubblica perdente nella guerra contro il terrorismo.
"La guerra che è stata combattuta contro di noi è asimmetrica, rivoluzionaria. Non possiamo permetterci di perdere questa guerra. Ma negli ultimi dieci anni i governi di sinistra e di destra hanno fatto tutto il possibile per perdere. Abbiamo bisogno di una presidenza che ci protegga e ci protegge ", ha detto Le Pen.
Il candidato ha aggiunto che, se eletta presidente della Francia, "immediatamente e senza esitazione avrà un piano di battaglia contro il terrorismo islamista e contro la lassità giudiziaria".
"Devono essere prese nuove regole restrittive sull'immigrazione, l'asilo o la cittadinanza", ha detto.
Le Pen ha nuovamente denunciato l'ideologia islamista, dicendo che "non deve avere alcun diritto ad essere citata in Francia".
"Le organizzazioni salafiste ... devono essere vietate. I predicatori dell'odio devono essere espulsi, le moschee islamiche [devono essere chiuse], ha dichiarato .
La speranza presidenziale ha anche affermato che le moschee non devono essere finanziate da fondi pubblici o da cittadini stranieri.
L'attacco effettuato sulla strada principale principale della capitale francese e il grande punto di riferimento degli Champs-Elysées, ha sconvolto la nazione ancora una volta, solo due giorni prima del primo turno delle elezioni presidenziali (23 aprile).
Un agente di polizia è stato ucciso e due feriti durante la sparatoria a Parigi giovedì sera.
Un passante, una donna straniera, sono stati anche leggermente ferito nell'incidente.
Il gruppo terroristico dello Stato islamico (ISIS / ISIL) ha successivamente rivendicato la responsabilità per l'attacco attraverso il suo sito web della propaganda.
L'attaccante è stato ucciso dalla polizia.
Poco dopo, il Francois Fillon, sperante della presidenza francese, ha chiesto che le attività di campagna siano sospese.

Fonte:https://www.rt.com/news/385582-le-pen-close-borders/

giovedì 13 aprile 2017

IN FRANCIA MARINE LE PEN ANNUNCIA I PRIMI 10 PASSI IN DUE MESI DI PRESIDENZA


Le Pen ha annunciato 10 passi che intende apportare nei suoi primi due mesi in carica, aggiungendo che ogni azione intrapresa da lei come Presidente sarà utile per la Francia.
"Nei primi due mesi della mia presidenza immediatamente prenderò 10 misure necessarie per verificare la democrazia e dare risposta ai problemi urgenti nel campo dell'economia, sfera sociale e la sicurezza che il nostro paese deve affrontare ... Ogni secondo della mia presidenza sarà utile per la Francia e il francese" le Pen ha detto in un video, pubblicato sul suo account Twitter.
Per quanto riguarda i passaggi particolari, il leader del partito Fronte Nazionale ha promesso di ritirarsi dalla zona di Schengen e reintrodurre i controlli alle frontiere, di deportare tutti gli stranieri su una lista di controllo radicalità, di revocare la cittadinanza francese dei cittadini nazionali condannati per collegamenti jihadisti. Le Pen ha anche promesso imposte a basso reddito, a ridurre l'età minima di pensionamento 62-60, così come di tenere una serie di referendum sulla rappresentanza proporzionale, riducendo il numero di deputati e senatori.
Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi è prevista per il 23 aprile, mentre il ballottaggio è previsto per il 7 maggio.
Secondo i recenti sondaggi, Le Pen conserva il vantaggio di un punto sopra candidato indipendente Emmanuel Macron.


Fonte:https://sputniknews.com/europe/201704121052547924-le-pen-presidency-useful/

mercoledì 5 aprile 2017

IN SVEZIA IL MOVIMENTO SVEDEN DEMOCRATS E' PRIMO PARTITO


Dopo la Gran Bretagna quale paese uscira' dall'Unione Europea? Peter Lundgren non dubbi, il prossimo paese ad uscire sara' la Svezia.
L'eurodeputato svedese degli Sveden Democrats, in una intervista rilasciata al britannico Daily Express, ha detto che il suo partito, qualora dovesse vincere le elezioni, rinegoziera' i termini della permanenza della Svezia nella UE e poi fara' un referendum a riguardo.
Secondo Lundgren a molti svedesi non piace la direzione che sta prendendo nella UE e vogliono uscirne al piu' presto possibile.
A gennaio 2017 un sondaggio fatto da YouGov ha rivelato che il 39% vuole uscire dalla UE e se qualcuno pensa che questa percentuale sia bassa occorre ricordare che e' la stessa che c'era in Gran Bretagna prima che fosse indetto il referendum sulla Brexit quindi un simile referendum puo' essere vinto anche in Svezia.
Al momento gli Sveden Democrats, l'unico partito che vuole questo referendum, e' il primo nei sondaggi col 27% nazionale e continua a crescere perche' piano piano gli svedesi si stanno svegliando e nessun altro partito ascolta le loro lamentele.
Le elezioni generali saranno tenute il 9 Settembre del 2018 o prima e gli Sweden Democrats hanno ottime possibilita' di arrivare primi.
A tale proposito e' importante sottolineare come a marzo 2017 un sondaggio fatto sempre da YouGov ha rivelato che il partito euroscettico e' primo col 24% e ha il 2% in piu' sui socialisti che fanno parte della coalizione di governo mentre un altro sondaggio fatto da Sentio - che è la più importante sociatà svedese di indagini demoscopiche - da' agli Svedish Democrats il 27%.
Questi dati contano perche' in Svezia si vota col sistema proporzionale e quindi se tale percentuale fosse replicata alle elezioni potrebbero ottenere 83 seggi su un totale di 349 e quindi essere nella posizione di formare una coalizione di governo.
Questo sarebbe un forte guadagno rispetto al 2014 quando gli Sveden Democrats hanno ottenuto 49 seggi col 12,9% dei voti e dimostra come il vento dell'euroscetticismo sta soffiando forte in Svezia, tanto che il partiito Sveden Democrats ha letteralmente raddoppiato le intenzioni di voto a suo favore.
Ovviamente in un anno e mezzo tante cose possono cambiare ma la storia recente dimostra che cio' che si pensava fosse impossibile e' diventato vero - vedi alla voce Brexit - e quindi non e' da escludere che tra il 2018 e il 2019 anche la Svezia lasci la UE specie se le trattative per la Brexit andranno verso la cosiddetta Brexit dura.
Il Daily Express non ha perso occasione di utilizzare queste notizie per sottolineare la crisi in cui si trova la UE mentre in Italia queste vicende svedesi sono stata completamente censurate perche' si vuole far credere che la Brexit sia un'eccezione quando in realta' e' solo l'inizio della fine della UE.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-5253_SVEZIA_SVEDEN_DEMOCRATS_PRIMO_PARTITO_COL_IL_27_SE_VINCERA_LE_ELEZIONI_DEL_2018_FARA_REFERENDUM_PER_LASCIARE_LA_UE

martedì 4 aprile 2017

IL PREMIER UNGHERESE METTE UN FRENO ALL'INTERFERENZA DI BRUXELLES NEL PAESE


Questi fogli vengono consegnati ufficialmente casa per casa.
"Le autorità chiedono ai cittadini come relazionarsi alle politiche dell'Unione Europea che, secondo Budapest, minacciano l'indipendenza del Paese", — comunica Polskie Radio.
Il sondaggio è condotto all'interno della campagna civica "Consultazione popolare-2017". Ci sono 6 domande relative alla politica migratoria ed economica di Bruxelles, in particolare, il discorso riguarda le quote obbligatorie imposte dall'Europa per ridistribuire i profughi da Africa e Medio Oriente. Inoltre ci sono domande sulla tassazione e sulle organizzazioni non governative.
Il lancio della campagna è coinciso con le proteste di domenica scorsa a Budapest. Diverse migliaia di persone hanno sfilato per le strade del centro della capitale ungherese a sostegno della "Central European University", un ateneo privato di proprietà della fondazione di Soros. La struttura può essere chiusa, se il Parlamento adotterà nuovi emendamenti sulla legge che regola l'istruzione.
L'Ungheria è uno degli avversari più implacabili della politica migratoria di Bruxelles perseguita da Germania e Francia. Insieme con altri Paesi dell'Europa orientale — Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia — il cosiddetto "Gruppo di Visegrad", il governo ungherese si oppone alle quote migratorie. Successivamente la Romania e de-facto l'Austria hanno aderito alla linea anti-Bruxelles in materia di immigrazione. Questi Paesi hanno chiuso le frontiere ai flussi di profughi. In particolare l'Ungheria ha continuato a rafforzare i confini con la Serbia e la Croazia.
Il premier ungherese Viktor Orban è noto per le sue dure critiche alle politiche di Bruxelles. Secondo lui, i migranti sono un "esercito ostile" che minaccia la stabilità dello Stato ungherese, in cui non ci sono attacchi terroristici perché le autorità perseguono una linea intransigente sull'immigrazione, espellendo il 99% dei clandestini.
Dopo il referendum fallito per non aver raggiunto il quorum lo scorso ottobre, il governo Orban ha cercato di introdurre nella Costituzione una serie di modifiche per vietare il collocamento dei migranti in Ungheria tramite le quote imposte dall'Europa, ma il disegno di legge non è passato in Parlamento. Alla coalizione di governo sono mancati 2 voti.
Nell'opuscolo "Fermiamo Bruxelles" c'è una domanda per sapere se gli ungheresi approvano le attività di organizzazioni non governative (ONG) straniere che interferiscono nella politica interna ungherese. Poche persone dubitano che Orban abbia in mente la "Open Society" del miliardario americano George Soros di origini ungheresi.
Alla fine degli anni '80 il partito d'opposizione Fidesz riceveva il sostegno della fondazione di Soros e Viktor Orban aveva ottenuto una borsa di studio da "Open Society". Tuttavia, nel corso degli ultimi sette anni il primo ministro ungherese ha radicalmente cambiato il suo atteggiamento nei confronti delle attività del miliardario, oggi considerato una delle minacce per l'indipendenza dell'Ungheria insieme alla politica dell'Unione Europea.
A rischio di chiusura si è ritrovata una delle migliori università in Europa centrale e orientale, la Central European University di Budapest. E' stata fondata da George Soros 26 anni fa e ora può essere la vittima al confronto del primo ministro ungherese con il miliardario americano.

Fonte:https://it.sputniknews.com/politica/201704044295855-UE-immigrazione-profughi-indipendenza-quote-Budapest/

venerdì 24 marzo 2017

GRANDE BOOM ECONOMICO DELL'EUROSCETTICA UNGHERIA


BUDAPEST - L'economia ungherese e' destinata a crescere a un tasso superiore al 4 per cento nel 2017 grazie a una crescita degli investimenti e dei consumi superiore di molto alla media dell'eurozona, della quale per sua fortuna - e scelta - non fa parte.
E' quanto riferisce la societa' di ricerca economica Penzugykutato in un rapporto sulle previsioni di crescita. Anche un afflusso dei finanziamenti europei potrebbe stimolare la crescita di quest'anno, riferisce il rapporto, che potrebbe essere ulteriormente alimentata da un allentamento della politica fiscale prima delle elezioni generali del prossimo anno. Politica fiscale che è già su livelli che sono mediamente del 50% più bassi dei paesi che usano l'euro. Il governo Orban, inoltre, ha abbassato l'Iva su molti prodotti alimentari, ridotto di più del 30% i costi delle bollette di luce-gas-acqua, aumentato del 20% le pensioni e del 25% gli stipendi dei lavoratori riducendo la tassazione sulle buste paga.
La crescita economica dell'Ungheria potrebbe ricevere un grande impulso nel 2017 da una crescita degli investimenti, per cui si prevede un aumento del 16 per cento. Persistono tuttavia dei problemi strutturali che frenano ancora un po' la crescita, riferisce il rapporto, altrimenti il livello per il 2017 supererebbe anche il 4% previsto, arrivando ad insidiare i target della Cina.
L'inflazione media potrebbe attestarsi a circa il 2,7 per cento quest'anno, se la Banca centrale consolidera' il tasso di riferimento allo 0,9 per cento, banca centrale che non risponde più alla Bce, ma decide autonomamente dopo che il governo Orban tre anni fa letteralmente cacciò dall'Ungheria l'Fmi e l'allora governatore della Banca centrale d'Ungheria, che era agli ordini della Bce, sotituendolo con un altro in sintonia con le politiche del governo. E il risultato è stato spettacolare.
Il rapporto di Penzugykutato inoltre sostiene che il debito pubblico potrebbe calare al 72,4 per cento del Pil entro la fine dell'anno, facendo dell'Ungheria uno die paesi più virtuosi d'Europa anche dal punto di vista dei conti pubblici.
Per i salari medi si prevede per il 2017 una crescita del 10 per cento, mentre quelli reali dovrebbero salire del 7,1 per cento. Il tasso di occupazione dovrebbe toccare le 4.450.000 unita' nel 2017, mentre 200 mila dovrebbero essere le persone in cerca di lavoro: un dato che si traduce in un tasso di disoccupazione del 4,3 per cento, il più basso d'Europa.
Le esportazioni in euro, secondo quanto riferisce il rapporto della societa' ungherese, si prevede che aumenteranno del 4 per cento mentre le importazioni sono destinate a crescere del 6 per cento, il che significa che il surplus del commercio estero potrebbe ridursi rispetto allo scorso anno, quando le esportazioni sono cresciute del 2,9 per cento mentre le importazioni sono aumentate del 1,5 per cento, ma il dato è del tutto marginale, in un quadro roseo come questo.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-5246_SPETTACOLARE_BOOM_ECONOMICO_DELLUNGHERIA_DI_ORBAN_PIL_4_DISOCCUPAZIONE_AL_43_STIPENDI_10_INVESTIMENTI_16

IL GRUPPO VISEGRAD E' IL SUCCESSORE DELL'UNIONE EUROPEA


I paesi di Visegrad hanno trovato un terreno comune negli ultimi anni la politica opponendosi alla ricollocazione dell'UE e rifiutando l'idea di un'Europa a due velocità, ma anche nel sostenere la conservazione della politica di coesione dell'Unione.
Slovacchia e Repubblica Ceca sono guidati da primi ministri di centro-sinistra.
L'Ungheria di Viktor Orbán, ufficialmente affiliato al PPE, sta conducendo “democrazia illiberale”, mentre la Polonia è governata da una forza nazionalista euroscettica.
I paesi di Visegrad sono più ottimisti circa la vittoria di Donald Trump nelle elezioni negli Stati Uniti, con Orbán in particolare che esprimere il suo entusiasmo.
Ma la Polonia è prudente che la recente spinta per la difesa comune europea potrebbe indebolire la NATO.
La Slovacchia è l'unico paese del Visegrád che ha adottato l'euro, mentre gli altri tre paesi non hanno alcuna intenzione di aderire alla moneta comune in qualunque momento presto, nonostante i loro trattati di adesione UE richiedono loro di farlo.
"Nell'anno del Signore 1335, intorno ai festeggiamenti di San Martino, Boemia re Giovanni, il figlio Carlo, e il re dei polacchi è venuto al castello di Visegrad, alla corte di re Carlo [d'Ungheria], per sigillare la loro alleanza con un trattato di pace per tutto il tempo. E così è successo.”
In queste parole di un cronista 14 quattrocentesca registrato un evento significativo nella storia turbolenta dell'Europa centrale che ha portato a una rete di trattati e alleanze fragili. L'incontro dei tre re di Ungheria, Polonia e Boemia era stato convocato per affrontare una varietà di argomenti, che vanno dalla pacificazione tra i cechi e polacchi, per risolvere una disputa territoriale tra la Polonia e l'Ordine Teutonico. La maggior parte degli insediamenti raggiunti a Visegrad sono stati incorporati nel trattati firmati il 19 novembre 1335.
Così, alla fine del 20 ° secolo, quando le una volta grandi nazioni d'Ungheria, la Polonia e la Cecoslovacchia si sono liberate dal comunismo e hanno riconosciuto l'opportunità di cooperazione se avessero recuperato il loro precedente status, è sembrato opportuno ai loro governi incontrarsi simbolicamente a Visegrád, dove, il 15 febbraio 1991, i capi di stato dei tre nazioni hanno invocato la risonanza storica della sede per formare il Gruppo di Visegrad. Questo si è rivelato una importante formazione geopolitica durante i primi due anni della sua esistenza con i suoi stati membri che hanno negoziato per l'adesione della NATO e dell'Unione Europea.
Il 1 ° gennaio 1993, senza alcun ampliamento effettivo, il Gruppo è stato conosciuto come il Visegrád Four (V4), quando la Cecoslovacchia è stata divisa in due stati separati, la Repubblica Ceca e Slovacchia. Da allora in poi, le quattro nazioni tendevano a operare individualmente.
Il gruppo V4 è rimasto in vigore, tuttavia, e dal 1998 ha cominciato di nuovo ad operare come un'alleanza, anche se solo su scala modesta.
Il 1 ° maggio 2004, tutte e quattro le nazioni diventano contemporaneamente membri della UE.
Dei quattro, solo la Slovacchia ha aderito alla zona euro.
Per quasi un decennio il Gruppo di Visegrad aveva un significato in gran parte culturale. Questo è esattamente il motivo per cui si è improvvisamente assunto una potenzialmente enorme importanza. Le sue due nazioni leader, Ungheria e Polonia, si sono trovarte alienate dagli atteggiamenti culturali prevalenti a Bruxelles.
Questo primo luogo è diventato evidente quando il governo del partito Fidesz in Ungheria ha utilizzato la sua vasta maggioranza in parlamento a promulgare una nuova costituzione.
Questo documento è stato radicalmente diverso da qualsiasi altra Rivoluzione della Costituzione nazionale post-francese.
Potrebbe essere stato scritto da Edmund Burke, la cui filosofia permea.
Si proclama “un contratto tra ungheresi passati, presenti e futuri”, riconosce “il ruolo del cristianesimo nel preservare la nazione” e “professa che la famiglia e la nazione costituiscono il quadro principale della nostra convivenza”, oltre a proteggere la vita umana dal suo concepimento e che definisce il matrimonio come unione tra un uomo e una donna.
È la negazione completa e antitesi del antinazionale, laicista e pregiudizi culturali in carica a Bruxelles.
Quando la Commissione europea, Guy Verhofstadt, Hillary Clinton e il New York Times sono unite nella condanna di qualsiasi paese è un abbastanza chiara indicazione che la nazione denunciato deve fare qualcosa di giusto. Nel frattempo, Bruxelles ha aperto un secondo fronte, contro la Polonia.
L'elezione del partito Legge e Giustizia in Polonia con la maggioranza assoluta ha consentito al nuovo governo di impostarsi su infine eliminare i burocrati comunisti residuali che si era scavato nel tessuto della vita pubblica in quanto la supposta fine del comunismo.
Questi marxisti irriducibili avevano comprato l'immunità per l'adesione pedissequa a Bruxelles e sono stati più profondamente radicati nei mezzi pubblici, un apparato di propaganda di sinistra che fece quasi la BBC apparire neutra.
Anticipando la sconfitta, il governo uscente aveva preparato la Corte costituzionale con i giudici più di sinistra poco prima di perdere ufficio.
La corte aveva a lungo offerto protezione ai funzionari comunisti che avrebbero dovuto essere processati per i loro crimini.
Il governo Legge e Giustizia, fortemente mandato alle urne, si mosse contro questo stato profondo eurofilo, provocando la rabbia di Bruxelles.
L'Ungheria, tuttavia, ha dichiarato che porrà il veto alla sanzioni dell'UE contro la Polonia e viceversa.
Inserendo il Gruppo di Visegrad sulla scena europea come un'alleanza seria e influente.
Alcuni fanatici di Bruxelles hanno chiesto l'applicazione di sanzioni di entrambi i paesi, ma con la Gran Bretagna che negozia la Brexit i burocrati sarebbero pazzi a farlo.
L'implosione imminente dell'euro pone sempre più la sopravvivenza dell'Unione Europea in questione.
Eppure tutti, apparte ma uno dei paesi di Visegrad sono al di fuori della moneta distruttiva e hanno già una scialuppa di salvataggio - un'unione politica esistente a cui sono appartenuti più lungo verso l'UE.
Hanno assolutamente rifiutato da Bruxelles (vale a dire di Berlino) l'imposizione di quote di immigrati e l'Ungheria ha costruito con successo una barriera contro l'invasione di migranti.
Quando la Macedonia, uno stato extracomunitario, è stato travolto dai migranti, il V4 ha promesso aiuto nel difendere i suoi confini al vertice di Praga nel mese di febbraio 2016, alla presenza del presidente della Macedonia e il primo ministro della Bulgaria: in modo efficace una politica estera indipendente a contrasto con Bruxelles.
E 'fiscalmente troppo innovativa.
L'Ungheria segue un percorso diverso dalla politica guidata da Bruxelles e dagli eccessi di ultra-libero mercato dei libertari.
La flat tax ha avuto successo in Ungheria e quest'anno il governo sta riducendo l'imposta sulle società al 9 per cento, inferiore che altrove, tranne Bermuda, le Isole Vergini Britanniche e le Isole Cayman.
la politica fiscale dell'Ungheria ha lo scopo di sostenere la famiglia e incoraggiare i tassi di natalità più elevati piuttosto che importare gli immigrati per migliorare la bassa demografia.
Una generosa indennità di imposta di famiglia, deducibile dalla base imponibile, sale ripida sulla nascita di un terzo figlio; l'assegno di maternità continua per tre anni, l'assegno per figli per due anni e una somma forfettaria sugli assegni di maternà è a disposizione delle mamme che frequentano le sessioni di assistenza della gravidanza.
Viktor Orbán, l'architetto di questa rivoluzione, è sempre più vicino al governo polacco, così come per i cechi e gli slovacchi, e in buoni rapporti diffidenti con Vladimir Putin. Mentre le scene di Bruxelles, devastatate dalla sua moneta si avvia verso un evidente rottura dell'intero sistema.



Fonti:
http://www.euractiv.com/section/central-europe/news/visegrad-group-spells-out-its-vision-of-eus-future/
https://reaction.life/visegrad-group-potential-successor-dying-eu/

FRANCIA-RUSSIA: MARINE LE PEN VERSO IL CREMLINO


Molto favorita in diversi sondaggi di Francia, eccetto quelli a scopo politico che come abbiamo osservato nella campagna di Donald Trump hanno mostrato la loro inaffidabilità al 100%, a sorpresa oggi abbiamo assistito a quello che sembra essere stato il primo incontro diretto tra la leader del Front National di Francia, Marine Le Pen, e il presidente russo Vladimir Putin, fortemente sostenuto dai russi e anche da una vasta percentuale degli europei.
Molto probabilmente le questioni discusse sono la rimozione delle restrizioni economiche imposte dai politici europeisti alla Russia, quando lei diventerà presidente, e cooperazione reciproca sulla difesa dal terrorismo, visto il fatto che con l'enorme ondata di immigrati entrati in Europa negli ultimi anni il rischio è diventato palpabile in tutto il Vecchio Continente.
Dal momento che gira la pubblicità che la Russia abbia interferito nelle elezioni americane molti pensaranno anche in un sostegno economico per la leader francese da parte della Russia.
Anche se ciò fosse vero non si può certamente parlare di brogli o scandalo, dal momento che anche la Fondazione di Hillary Clinton ricevette cospicui finanziamenti dai Paesi arabi e lo stesso Marcon, rivale delle elezioni francese ricevette finanziamenti dalle stesse fonti.

martedì 21 marzo 2017

IL SESSANTESIMO ANNIVERSARIO DEI TRATTATI EUROPEI


In questi giorni si stanno riunendo a Roma i principali ministri dei Paesi UE per celebrare e discutere il futuro del Sessantesimo Anniversario dei Trattati europei.
Molto probabilmente si esalterà ancora il ruolo dell'Unione Europea e si parlerà ancora una volta di solidarietà e del futuro "sostenibile" per l'Europa, anzi, addirittura è probabile che si discuterà di uno scenario stile "Stati Uniti d'Europa."
Altro tema saranno le critiche al "populismo" e la Turchia di Erdogan.
Copione già visto ma che nella realtà lo stato attuale dell'Unione Europea dimostra solo come tale unione che poteva essere gestita diversamente, è in mano a un gruppo di politici di dubbia competenza che fanno l'interesse della Germania aumentando l'immigrazione islamica di centinaia di migliaia di clandestini per una semplice ragione.
1) Aumento della forza lavoro.
2) La popolazione islamica essendo molto radicata nel suo stile, produce molti più figli.
Di conseguenza lo scopo di tale immigrazione è alzare il tasso di fertilità dell'Europa a lungo termine, in quanto le politiche economiche europee con il pretesto del debito pubblico di molti Paesi hanno ristretto e limitato lo stile di vita di molti europei descrivendoli pubblicamente come "sacrifici", e questo per l'interesse politico della classe politica dell'Europa non dei rispettivi Paesi.
Quello cui l'Europa è di fronte dalla Seconda Guerra Mondiale (senza il paragone) è un sistema politico guidato ancora una volta dalla politica e mentalità tedesca, capace di mettere in crisi interi Paesi come Grecia, Italia, Spagna, Portogallo a vantaggio di altri: Germania, Belgio, Lussemburgo.
L'Europa di oggi è un'affare dei tedeschi anche senza parlare di PIL.
L'immigrazione a porte aperte dell'Europa è stata una delle peggiori scelte politiche storicamente fatte nel Vecchio Continente.
Il volume di migranti che sono entrati in Europa nel corso degli ultimi anni è enorme, con più di 2 milioni di entrati in Germania nel solo 2015.
In seguito 2nel 016, i dati pubblicati hanno mostrato che più di 950.000 migranti stavano ricevendo benefici in Germania, che indica il costo finanziario della migrazione.
Anche se la Germania ha accolto il maggior numero di rifugiati, in Europa, la Svezia in sofferenza severamente, in quanto la sua popolazione è più piccolo della Germania di un fattore di otto.
I Paesi ospitanti spesso individuaano questi migranti in alcune città o aree, creando aree in cui una percentuale molto alta della popolazione sono migranti.
Questo limita l'integrazione, e in casi estremi, soprattutto in Svezia, crea zone di alta criminalità e disordini.
Secondo i rapporti, ci sono diversi "no-go zone" in tutta la Svezia , in cui le autorità di polizia e locali non hanno il controllo.
A partire da settembre 2016, ci sono state più di 55 "no-go zone" in Svezia, che indica l'entità catastrofica del problema.
Così come l'aumento dei livelli di criminalità, la migrazione di massa aggiunge anche la pressione dal lato della domanda per i servizi pubblici, come l'assistenza sanitaria.
Molte nazioni europee erano già alle prese con i sistemi sanitari del tutto esaurito, e l'afflusso massiccio di migranti in un breve lasso di tempo ha estenuato il problema.
Inevitabilmente, per risolvere i problemi a portata di mano, non ci sarà neanche bisogno di una diminuzione del numero di migranti in Europa, o di un aumento dei finanziamenti per i servizi pubblici.
Una volta che il conflitto in Siria raggiunge la sua conclusione, e restituisce il suo stato precedente stabile e laico, i paesi ospitanti possono impostare i viali e le iniziative di tornare a casa ai migranti siriani. Tuttavia, va notato che una gran parte dei migranti non sono dalla Siria, quindi questo criterio non risolve il problema nella sua interezza.
Inoltre, alcuni migranti possono sostenere che essi saranno in pericolo se tornano in Siria, forse falsamente sostenendo che sono precedentemente stati attaccati dalle forze filo-governative, ecc Sarà praticamente impossibile verificare queste affermazioni, e determinare il loro benessere a rischio in caso di ritorno in Siria.
Questo getta l'efficacia della misura in questione, potenzialmente rendendola inutilizzabile.
Anche se la crisi dei rifugiati ha avuto effetti negativi sulla Europa, i migranti hanno beneficiato le loro nazioni ospitanti in qualche modo.
Ad esempio, il governo tedesco sta usando medici migranti siriani per alleviare la sua crisi sanitaria cronica, in quanto si affaccia una carenza di medici nazionali.
In ultima analisi, consentendo un gran numero di migranti verso l'Europa è stato un grave errore, in quanto ha lasciato una maggiore esposizione dell'Europa al terrorismo e la violenza.
Inoltre, un ovvia, più efficace alternativa era disponibile; fornire aiuti e finanziamenti per la Siria e le nazioni situate nella regione che ospita molti profughi siriani, come la Turchia.
Questa è un'opzione molto più conveniente, in quanto il costo della vita in molti di questi paesi è basso rispetto all'Europa.
Come risolvere il problema?
La realtà è che l'attuale classe politica europea non lo vuole risolvere, vuole ripopolare l'Europa piuttosto che rinunciare alle sue testarde politiche e prendere misure per limitare la diffusione del già vasto dissenso verso Bruxelles.
La lunga recessione dell'economia europea, nonostante le affermazioni che faranno a Roma, non terminerà e al contrario è lo stesso livello di ricchezza alla quale la differente cultura arrivata dal mare è abituata a vivere se non appena al di sopra di essa.
L'Europa ha già perso un suo stato chiave l'Inghilterra con la Brexit che si sta riunificando ad un mercato economico più grande del Commowealth Britannico, ulteriori perdite di pezzi sono stati il ritiro della domanda di adesione da parte della Turchia, Islanda e Svizzera.
Contrariamente a quanto di pensa, a congelare l'adesione della Turchia all'Unione Europea è stato Bruxelles, ma era già noto da tempo che la Turchia di Erdogan aveva perso interesse per lo ristretto mercato unico europeo e stava puntando ad un'adesione dell'Unione Economica Eurasiatica e la SCO (SHANGAI COOPERATION ORGANIZATION), entrambi mercati e Paesi enormemente più vasti di quello europeo.
La Turchia da sola possiede un'economia solida e in crescita che da sola, una volta congelata la domanda di adesione all'UE, ha portato ad una tremenda perdita a quest'ultimo e un guadagno per il primo in quanto ha aperto proprio come la Russia dopo le restrizioni economiche, l'interesse per mercati molto più vasti in Asia ed Eurasia.
Si osserva come all'interno della stessa europa stanno emergendo blocchi con posizioni politiche molto differenti da quelle che ipotizzavano un'Europa unita.
Dalla Serbia, Moldavia e Bulgaria il consenso e l'interesse orientato alla Russia stanno crescendo; il gruppo dei Paesi V4 (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia) sono diventati un blocco politico e militare sempre più lontano dalle politiche di Bruxelles e dalle sue posioni sul ricollocamento dei migranti; Francia, Svezia e Germania hanno visto un notevole aumento del dissenso politico verso Bruxelles, da alcuni anni a pochi mesi.
Celebrare il Sessantesimo Anniversario dei Trattati europei mai come ora è apparso come una farsa politica.
Nonostante ci sarà il presidente di turno che nel ruolo del saggio parlerà di "Europa a più velocità" oppure "Europa di solidarietà", chiunque esso/a sia parlerà di stabilità con alle spalle la vetrina dell'Europa unita in frantumi.
L'Unione Europea non scomparirà dopotutto, ma sarà davvero spaccata in ruoli e stili politici tanto lontani che il presidente della Comissione UE, Claude Junker dovrà accettare molto molto suo malgrado.




mercoledì 15 marzo 2017

CONTINUA A CRESCERE L'OPPOSIZIONE ALL'UNIONE EUROPEA


-In Italia abbiamo assistito pochi mesi fa all'ennesimo tentativo di instaurare il quarto Primo Ministro italiano non eletto democraticamente dal popolo, in ben cinque anni.

-In Austria, dopo le elezioni del maggio dello scorso anno in un testa a testa tra il partito nazionalista FPO e quello dei verdi di Alexander Van der Bellen, furono rifatte le elezioni in quanto erano stati segnalati dei brogli sotto il termine di "irregolarità del voto" che andarono a vantaggio nelle successive elezioni all'europeista Alexander Van der Bellen.
La Corte ha spiegato di aver riscontrato un "impropria gestione" delle schede in 78mila casi. Era la prima volta che in Austria si ripete un ballottaggio per le presidenziali.

-In Macedonia, possibile candidato membro all'Unione Europea, si osserva come il Presidente della Repubblica si rifiuti di dare un mandato di governo.
Dopo aver incontrato Ivanov e altri leader politici a Skopje, l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue Federica Mogherini ha chiesto a Ivanov di ripensare alla sua scelta.
Poche ore prima la Russia aveva criticato l'accordo della coalizione che potrebbe andare al governo.
“Ho chiesto al presidente di riflettere e rivedere la sua decisione nell'interesse di tutti i cittadini”, ha dichiarato Mogherini in conferenza stampa.
Secondo l'Alto rappresentante Ue la Macedonia dovrebbe ridurre la retorica per evitare che questa crisi politica e istituzionale diventi un conflitto inter-etnico o, ancora peggio, “un conflitto geopolitico”.
I socialdemocratici guidati da Zaev hanno conquistato 49 seggi nelle elezioni del dicembre 2016, due in meno dei nazionalisti del Vmro-Dpmne il cui leader è Nikola Gruevski.
I risultati elettorali non hanno consentito a nessuno dei due partiti di formare un governo senza la minoranza albanese, che corrisponde a un terzo della popolazione totale del paese.
Qui si vede come una politica estera europea interferisca nella politica interna di un'altro Paese sovrano.

Casi di questo tipo evidenziano come l'Unione Europea nel corso degli ultimi anni abbia messo in pratica delle azioni che mirano a ridurre l'influenza dei partiti nazionalisti con lo scopo di preservare innanzitutto la sua integrita e in secondo luogo il rischio di venire messa in dubbio dall'ampio dissenso dilagato negli ultimi anni a causa delle sue politiche controverse verso l'accoglienza diffusa dei migranti e le politiche economiche e del lavoro che non riescono a produrre gli effetti sperati, anzi sono riuscite a peggiorare i problemi.
Tutto questo potrebbe essere considerato una tendenza a sfruttare le regole della democrazia al fine di perseguire interessi politici ben più ampi.
In Italia se si andasse alle urne si avrebbe un sistema politico altamente instabile in quanto l'eccessivo numero di partiti politici produrrebbe un sistema politico non appoggiato dalla maggioranza della popolazione ma diviso a livello di consensi in molteplici spicchi che rappresentano i partiti votati, nessuno dei quali avrebbe una grandezza sufficiente per garantire la stabilità politica ma solamente un sistema multipartitico diviso in un'infinita serie di percentuali.
Chiaramente lo si potrebbe considerare un'eccesso della democrazia portata a livelli estremi e di conseguenza insostenibili.
Eppure proprio questo sistema è riuscito, in caso un partito nazionalista prendesse la più alta percentuale di voti, a fare in modo che i Partiti di governo formino una coalizione e vista l'ampia strumentalizzazione dei consensi, avere la maggioranza nel contrastare il partito che ha preso più voti.
E' un sistema complesso ma sfruttando questo fatto si riesce a impedire a partiti di governo alternativi a fare la differenza nel cambiamento di un Paese sovrano, di conseguenza il sistema politico resta stagnante e il Paese non migliora.
Facendo leva su questo l'Unione Europea riesce a influenzare tali partiti da Bruxelles e impedire che partiti come il Front National, PVV ecc riescano a salire il governo impedendo così alla formazione di forme di governo che minano l'influenza tedesca della Germania in Europa e sulla sovranità nazionale.
Senza questi mezzi, l'Unione Europea sarebbe minacciata dalle fondamenta, in quanto la credibilità politica dell'Unione stessa è al minimo storico e ha visto Paesi come Germania, Svizzera e Turchia ritirare la domanda di adesione e mettere in dubbio la stabilità del già obsoleto sistema politico, che nell'Europa dell'est ha già enormemente perso consensi in due Paesi come Moldavia e Bulgaria dove sono saliti al governo due presidenti a favore della Russia.
Nei Balcani sta già formandosi un'ulteriore fronte euroscettico di principio all'adesione all'Unione Europea.
L'Occidente sembra essere preoccupato del fatto che alcuni paesi dei Balcani si comportano in modo troppo indipendente.
"Expert", scrive nella sua edizione online, non è difficile trovare esempi di "disobbedienza" dei Paesi dei Balcani: "Il macedone Presidente Gjorge Ivanov ha respinto dalla UE, la NATO l'invito a formare un governo filo-occidentale, che avrebbe in Parlamento una maggioranza insieme ai partiti albanesi. Il capo della politica estera dell'UE Federica Mogherini, che ha visitato la regione, non lo ha potuto influenzare ».
A Belgrado, Mogherini ha fatto una figuraccia quando è stata tra l'altro accolto con grida di "Serbia e Russia! Non abbiamo bisogno di UE!"
Richiamate non da manifestanti in strada, ma deputati nazionalisti.
Si postula: "I sentimenti anti-europei in Serbia e Macedonia sono spiegabili. Molto più sorprendenti sono gli atti e le azioni dei principali rappresentanti degli albanesi del Kosovo.
La sua esistenza come Stato del Kosovo lo deve ai Paesi occidentali. Come richiesto dalla NATO e l'UE al contrario il Kosovo ora vuole formare un proprio esercito.
Il Presidente della Repubblica del Kosovo, Hashim Thaci, ha preso la sua decisione non indietro, anche se la NATO gli aveva chiesto di abbandonare i piani, una richiesta che assomigliava a un comando ".
Nel frattempo, vadano come vadano le elezioni in Olanda, in Europa dell'est si è gioà formato un blocco politico-economico chiamato V4, Visengrad4, composto da Polonia, Ungheria, Slovacchia Repubblica Ceca, con al governo politici già di per se opposti alla dipartizione dei migranti sul loro territorio e in forte contrasto per le politiche europee.
Tirando quindi le somme nei seguenti punti osserviamo in che stato si presenta l'Unione Europea:
-Moldavia e Bulgaria sono orientate alla Russia e non più a Bruxelles.
-Turchia, Islanda e Svizzera non sono più interessate all'adesione europea.
-Ungheria, Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca sono già un fronte euroscettico compatto e con una vasta percentuale della popolazione in opposizione a Bruxelles e ai migranti.
-L'Inghilterra non appartiene più all'Unione Europea.
-Serbia e Macedonia sono un nuovo fronte euroscettico.
Tirando le somme Bruxelles sta affondando nel vero senso della parola e l'unico modo che ha per salvare gli interessi e quelli della Germania è quello di interferire nelle elezioni di diversi Paesi europei che vedono un'enorme consenso nazionalista e successivamente centralizzare maggiormente il potere politico ed economico di questi Paesi, limitando maggiormente la possibilità di questi di cambiare a proprio vantaggio.








L'OLANDA APRE LE URNE


AMSTERDAM - ''Qualunque sia il risultato delle elezioni di oggi, il genio non rientrerà nella lampada e questa rivoluzione patriottica è qui per restare'': lo ha dichiarato il leader della destra nazionalista anti-islamica Geert Wilders, deponendo oggi la sua scheda elettorale in un seggio alla periferia dell'Aia. Gli ultimi sondaggi, pubblicati ieri, danno il partito liberale conservatore (VVD) del premier Mark Rutte in vantaggio: potrebbe ottenere dai 24 a 28 seggi sui 150 di cui è composta la camera bassa, contro i 19-22 del partito di Wilders, il PVV. Il voto di oggi è visto come un barometro del nazionalismo e dell'avanzata della nuova destra in Europa, anche in vista delle presidenziali francesi e delle elezioni tedesche.

Fonte:http://www.ilnord.it/b-10021_OLANDA_URNE_APERTE_WILDERS__E_RIVOLUZIONE_PATRIOTTICA

martedì 14 marzo 2017

PERCHE' GEERT WILDERS E' ESTREMAMENTE POPOLARE NEI PAESI BASSI


In Olanda è la critica dell'Islam politico da Geert Wilders e il suo partito di destra Partito della Libertà che progredisce nelle elezioni del 15 marzo.
I sondaggi di opinione indicano che il Partito della Libertà (PVV) potrebbe diventare il più grande partito in Olanda, quando i voti sono contati.
Ma nessuna delle parti, stabilisce se i grandi coopereranno con Geert Wilders.
L'ordine del giorno corrente con la crisi degli extracomunitari in Europa si adatta bene con il partito di Wilders ', afferma Claes de Vreese.
Geert Wilders, nel Partito della Libertà promette di "de-islamizzare" l'Olanda chiudendo tutte le moschee, vietare il Corano e porre fine a tutta l'immigrazione da paesi con popolazione a maggioranza musulmana.

Wilders vuole anche annunciare l'olandese fuori dalla UE, che ha contribuito a creare 60 anni fa.
Molti dei sostenitori di Wilders credono che il governo dà ai nuovi immigrati un troppo buon trattamento.
Geert Wilders vede il suo successo nei sondaggi come parte della rivoluzione popolare in cui vi è una ribellione contro la politica, e l'elite in decadimento.
Per Wilders è fantastica una tale storia. Egli ritiene personalmente che vi è una linea retta dalla Brexit in Gran Bretagna sulla scelta di Trump negli Stati Uniti.
Ma credo che bisogni stare attenti con tale confronto. Wilders era popolare già molto prima che qualcuno avesse pensato di Trump come candidato alla presidenza, dice il professore di comunicazione politica presso l'Università di Amsterdam, Claes de Vreese.

Fonte:http://www.dr.dk/nyheder/udland/baggrund-hvorfor-er-geert-wilders-saa-populaer-i-holland

IN OLANDA GEERT WILDERS AUMENTA ANCORA LE SUE QUOTE DI ELETTORI

Nei Paesi Bassi il partito popolare per la libertà e la democrazia (VVD) e il suo principale rivale di destra, il Partito per la Libertà (PVV), hanno aumentato le loro quote di elettori di sostegno in vista delle prossime elezioni generali in mezzo alla spaccatura in corso con la Turchia, hanno indicato gli ultimi sondaggi.

Le autorità olandesi si sono rifiutate di far atterrare l'aereo del Ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu nel paese a causa di presunti problemi di sicurezza, nonché l'arresto della famiglia e il ministro degli Affari Sociali Fatma Betul Sayan Kaya di entrare nel consolato turco a Rotterdam e riportarli al confine. Entrambi i ministri avevano programmato di tenere una manifestazione pro-Turchia presso l'edificio consolato nella corsa al referendum costituzionale della Turchia previsto ad aprile.
La mossa ha scatenato una situazione di stallo diplomatico con la Turchia promettendo sanzioni e misure di ritorsione, come il blocco delle chiamate dall'ambasciatore olandese di tornare in Turchia.
Il primo ministro Mark Rutte sta ora disperatamente cercando di ottenere il 18 per cento dei voti nelle elezioni e guadagnare 27 dei 150 seggi parlamentari, mentre PVV, guidato da Geert Wilders, ha lo stesso sostegno dell'elettorato, in base ai sondaggi.
L'ultimo sondaggio, è stato effettuato prima della spaccatura con la Turchia.
E' probabile che questo vada più a sostegno del PVV che dell'attuale premier.

Fonte:https://sputniknews.com/europe/201703141051549409-rutte-wilders-polls-turkey/

lunedì 13 marzo 2017

IL DEPUTATO AMERICANO STEVE KING SOSTIENE L'ELEZIONE DI GEERT WILDERS IN OLANDA

Anziano deputato repubblicano Steve King ha scatenato una reazione sui social media dopo tweeting il suo sostegno per l'olandese politico anti-Islam, Geert Wilders.

"Wilders capisce che la cultura e la demografia sono il nostro destino," afferma Mr King ha scritto su Twitter.
"Non possiamo ripristinare la nostra civiltà con i bambini di qualcun altro", ha aggiunto.
Il rappresentante degli Stati Uniti repubblicano dello Iowa ha difeso i suoi commenti dicendo che "voleva dire esattamente quello che ha detto".
"E 'un messaggio chiaro", ha detto al programma New Day della CNN.
"Abbiamo bisogno di ottenere i nostri tassi di natalità in alto o in Europa saranno interamente trasformati all'interno di un mezzo secolo o poco più. E Geert Wilders lo sa e questo fa parte della sua campagna e parte della sua agenda".
Mr King è un forte sostenitore di porre fine alla cittadinanza per diritto di nascita.
Tutti i bambini nati negli Stati Uniti attualmente ottengono la cittadinanza in base alla costituzione, tra cui i figli di famiglie che vivono in America illegalmente.
Mr King ha spinto per una riforma radicale dell'interpretazione del 14 ° Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti in modo che essa non dà più ai figli dei migranti senza documenti il ​​diritto di un passaporto degli Stati Uniti.

Fonte:http://www.bbc.com/news/world-us-canada-39250251

venerdì 10 marzo 2017

LA MAGGIORANZA DEGLI EUROPEI VUOLE UN BANDO CONTRO L'IMMIGRAZIONE ISLAMICA


La maggioranza degli intervistati in otto su 10 paesi europei, è d'accordo con l'affermazione "ogni ulteriore migrazione dai Paesi prevalentemente musulmani deve essere interrotta", secondo un recente sondaggio.
L'indagine, condotta dai principali think tank internazionali Chatham House, ha intervisto oltre 10.000 intervistati.
La forza di un accordo varia da paese a paese, con il 71% in Polonia, il 65% in Austria, il 53% in Germania e il 51% in Italia al 47% nel Regno Unito e il 41% in Spagna.
Una media del 25% ha detto che né concorda né disaccorda con la dichiarazione.
In nessun paese ha fatto la percentuale di persone che in disaccordo con fermare l'immigrazione dai paesi prevalentemente musulmani supera il 32%.
I risultati sono duri. Indicano una Europa che è alimentato in su con i problemi connessi con gli abusi islamisti: il terrorismo, lo stupro, la violenza tra le comunità e una popolazione che è disposta a tollerare misure che in precedenza sarebbero state considerate estreme per fermarla.
L'alto profilo degli attacchi terroristici hanno scosso l'Europa nel corso degli ultimi due anni. Gli attacchi contro gli uffici di Charlie Hebdo, il teatro Bataclan, la sfilata Bastiglia a Nizza e un mercatino di Natale a Berlino sono tra una serie di atrocità che hanno reso la gente arrabbiata.
Nel corso di una veglia di seguito all'attacco di Nizza, il francese primo ministro Manuel Valls è stato fischiato dalla folla che gridava: "Tu sei il terrorista!"
Di lui. Un sondaggio IFOP condotto per Le Figaro ha indicato che il 67% dei cittadini francesi non si fidava al governo di affrontare il terrorismo .
Questo nonostante la diffusione delle truppe.
In Germania, la calda accoglienza del Cancelliere Angela Merkel di rifugiati e migranti di tutto il mondo ha inacidito i suoi elettori.
Gli eventi come gli attacchi di violenza sessuale di massa di Capodanno negli ultimi due anni, per esempio, hanno sollevato le ire del pubblico.
L'opposizione alla politica della porta aperta profughi della Merkel è stato determinante nello spingere il partito nazionalista Alternative fur Deutschland alla vittoria nelle elezioni nello stato natale della Merkel di Mecklenburg-Vorpommern .
L'opposizione all'immigrazione era già alta in Europa alla prima ondata di immigrazione di massa a causa di problemi non prettamente legati alla islamismo , ma sopra le preoccupazioni relative all'economia, la quantità di alloggi disponibili e su cosa significa avere una identità nazionale in un mercato sempre più vario nel paese.
Ad esempio, nel 2013 i britannici atteggiamenti sociali hanno indicato che il 56% dei cittadini ritiene che l'immigrazione deve essere "ridotto un sacco", mentre un ulteriore 21% ritiene che l'immigrazione dovrebbe essere "ridotto un po '."
Nel 2011, un sondaggio Ipsos ha registrato che oltre il 65% degli intervistati provenienti da Spagna, Italia e Regno Unito sia come parte d'accordo o fortemente d'accordo con l'affermazione "ci sono troppi immigrati nel nostro paese."
Il razzismo non deve essere ignorato come un fattore che contribuisce.
Maajid Nawaz, un ex-islamico e ora attivista contro-terrorismo, descrive nella sua autobiografia del bigottismo orribile che lui ei membri della sua comunità pakistana sono stati sottoposti a crescere nel Regno Unito.
Uno studio fatto da Amnesty International ha registrato un aumento 87 per cento in crimini di rabbia contro le minoranze razziali, etniche e religiose in Germania dal 2013-2015.
Incrementi simili sono stati registrati da funzionari del governo dopo il referendum Brexit nel Regno Unito.
Un aumento del 54% è stato registrato anche in Austria nel 2014-2016, che il ministro degli Interni ha esplicitamente legato alla crisi dei migranti.

Fonte:https://clarionproject.org/poll-majority-of-europeans-want-halt-to-muslim-immigration/

mercoledì 8 marzo 2017

FRANCIA: MARINE LE PEN AUMENTA NEI CONSENSI


Non c'e' niente di rassicurante nel sondaggio annuale realizzato da Kantar Sofres-OnePoint sull'opinione che gli elettori francesi hanno del Front national (Fn) di Marine Le Pen: lo scrive il quotidiano progressista ''Le Monde'', che l'ha commissionato, notando come le sue proposte politiche abbiano fatto breccia e raccolgano ormai il favore di almeno un terzo dell'elettorato. Quando il leader del Fn era Jean-Marie Le Pen, ricorda il ''Monde'', ben il 72% dei francesi si diceva in disaccordo: da quando gli e' succeduto la figlia Marine, quella percentuale e' scesa al 62 per cento; viceversa, e' salita al 33 per cento la percentuale di coloro che si dicono d'accordo con il Fn. Un'adesione che e' ancora piu' marcata negli strati piu' popolari della popolazione francese: il 38 per cento degli impiegati e addirittura il 48 per cento degli operai. Inoltre un certo numero di idee difese dal Fn sono ormai condivise dalla maggioranza degli elettori, dalle misure contro il terrorismo alla convinzione che in Francia ci siano troppi immigrati, passando per la critica al ''lassismo'' della giustizia nei confronti della micro-criminalita'. Insomma, conclude il commento del ''Monde'' al sondaggio, piu' o meno un terzo dei francesi sono d'accordo con le idee del partito di estrema destra, non lo ritengono pericoloso per la democrazia e sono pronti a votarlo. In altre parole la leader Fn Marine Le Pen, pur non essendo riuscita finora ad essere la candidata presidenziale in grado di pescare voti da tutte le correnti ideologiche, dispone tuttavia di uno ''zoccolo duro'' di elettori fedelissimi e di un elettorato potenziale sensibilmente piu' vasto: il suo margine di crescita dunque è assai reale.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-5634_SONDAGGIO_MARINE_CRESCE

OLANDA: IL 56% DELL'ELETTORATO VUOLE USCIRE DALL'UNIONE EUROPEA


Geert Wilders ha dichiarato che se diventa primo ministro fara' un referendum sulla permanenza dell'Olanda nella UE. Ma cosa ne pensano gli olandesi, in proposito? La posizione di Wilders è minoritaria, oppure trova largo consenso? La questione non è da poco, anzi è decisiva, dato che tra nove giorni si voterà in Olanda per il rinnovo del Parlamento.
Ebbene, secondo un recente sondaggio portato avanti dalla societa' di sondaggi Maurice de Hond per conto del centro studi euroscettico Bruges Group il 56% vuole uscire dall'Unione Europea e mantenere solo un legame commerciale coi membri rimanenti della UE.
Se si escludono coloro che hanno risposto di non avere un'opinione, il 56% ha dichiarato chiaramente che vuole uscire dalla UE contro il 44% che vorrebbe rimanerci.
Il Nexit e' favorito piu' dalle donne che dagli uomini, il 57% contro il 56%, e dalla maggior parte delle persone di tutte le eta' sopra i 25 anni e da coloro che vivono in grandi citta'.
Il motivo di tali risultati e' che alle persone e' stato chiesto se volessero uscire dalla UE e mantenere solo legami commerciali con il resto del blocco ed evidentemente la maggioranza della gente propende per questa soluzione radicale.
Se potessero scegliere solo il 39% vorrebbe rimanere nella UE cosi' com'e' mentre il 23% e' favorevole a una soluzione di tipo norvegese (la Norvegia fa parte dell'associazione europea di libero commercio) e un ulteriore 27% vorrebbe uscire definitivamente dalla UE e avere un'accordo di libero scambio, la soluzione perseguita dalla Gran Bretagna.
Questo sondaggio e' stato fatto consultando 1174 cittadini olandesi tra il 14 e il 15 Febbraio del 2017 e dimostra ancora una volta l'impopolarita' dell'Unione Europea e la crescente distanza tra eurocrati e normali cittadini. I dati del sondaggi sono stati resi pubblici il 3 marzo.
Certamente questo sondaggio avra' una fortissima influenza sulle elezioni del 15 Marzo dove il partito di Geert Wilders rimane il favorito e c'e' chi parla gia' di un'alleanza antieuropeista tra Olanda e Gran Bretagna.
L'importanza di questa notizia non puo' in alcun modo essere sminuita.



GIUSEPPE DE SANTIS - Londra.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-5227_SONDAGGIO_BOMBA_IN_OLANDA_IL_56_DEI_CITTADINI_OLANDESI_CHE_ANDRANNO_A_VOTARE_IL_15_MARZO_VUOLE_USCIRE_DALLA_UE

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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