ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 26 agosto 2016

LA FEDERAZIONE RUSSA DIVENTA UFFICIALMENTE IL PRIMO ESPORTATORE DI GRANO MONDIALE


La Russia sta costantemente dilagando sue esportazioni di grano verso i mercati globali, come parte dello sforzo del governo per rilanciare l'agricoltura del paese con lo stato e le aziende leader che versano denaro nel settore dove le sanzioni avevano prima tagliato le importazioni alimentari. Un rublo debole e colture povere in Germania e Francia sono stati anche un fattore di esportazioni record di grano della Russia, anche in Paesi dove il grano non era mai stato venduto prima.

L'ingresso della Russia in nuovi mercati del grano è una cattiva notizia per gli esportatori tradizionali in Nord America, Europa e Australia con importatori ora in grado di pagare meno.
Nel corso degli ultimi due mesi, la Russia ha già venduto il suo grano in Messico, che in precedenza era basato interamente sul grano degli Stati Uniti, e si occupa di esportazioni firmate con l'Algeria e il Marocco - sia con i loro acquirenti tradizionali di grano dalla Francia.
L'elenco dei nuovi acquirenti di grano russo comprende Mali, Malta e la Birmania.
Secondo le informazioni fornite dalla società statale Grain Quality Service, la Russia esporterà grano anche in Indonesia, fino ad ora il più grande acquirente di grano australiano, così come i clienti tradizionali, come l'Egitto, il Bangladesh e Mozambico.
Nel frattempo, il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti ancora una volta ha alzato le sue previsioni del raccolto e delle esportazioni di grano in Russia durante la stagione.
Le previsioni per il rendimento lordo di grano russo è aumentato a 72 milioni di tonnellate, che è di 7 milioni di tonnellate in più rispetto alla previsione di luglio e 11 milioni di tonnellate di sopra del livello della scorsa stagione.
Secondo l'USDA, le esportazioni di grano russe sono impostate per raggiungere un record di 30 milioni di tonnellate mettendo Russia al primo posto nella fornitura di grano per il mercato mondiale, in vista dell'Unione Europea, che esporta solo 27 milioni di tonnellate di grano.
L'esportazione di grano proiettata per gli Stati Uniti per la stagione 2016/2017 è di 25,5 milioni di tonnellate.
Nel mese di luglio, la Russia ha esportato circa 2,5 milioni di tonnellate di grano, e il dato di agosto è proiettato a 3 milioni e 3,2 milioni di tonnellate.
Secondo una previsione di BMI Research, nei prossimi cinque anni la Russia, l'Ucraina e il Kazakistan emergeranno come i principali fornitori di grano verso il Medio Oriente e Nord Africa.

Fonte:http://sputniknews.com/russia/20160826/1044655949/russia-wheat-export.html

lunedì 18 luglio 2016

DOPO IL CAOS IN TURCHIA, ARMENIA E KAZAKHSTAN LA RUSSIA PRENDE MISURE PER DIFENDERE I CONFINI

Il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov ha commentato gli eventi in Turchia, Armenia e Kazakistan. Secondo il portavoce del Cremlino, le "turbolenze" ai confini della Russia suscitano preoccupazioni a Mosca

Venerdì sera le autorità turche hanno neutralizzato un colpo di stato militare. In Armenia un gruppo estremista ha occupato un distretto di polizia e tenuto in ostaggio gli agenti, mentre oggi in Kazakistan sconosciuti hanno attaccato il dipartimento degli Affari Interni ad Almaty.
Peskov ha sottolineato che questi eventi non possono essere classificati allo stesso modo.
"In un caso si tratta di un tentativo di colpo di stato che ha portato a numerose vittime, negli altri casi sono episodi criminali", — ha detto.
Il portavoce del presidente Putin ha osservato che la situazione ai confini è sotto controllo e la sicurezza è stata elevata al livello appropriato.
"Naturalmente queste turbolenze alle nostre frontiere sono fonte di preoccupazione, naturalmente ciò determina la necessità di seguire da vicino e analizzare la situazione," — ha detto Dmitry Peskov, aggiungendo che vengono prese le misure necessarie considerando le ultime notizie.
Il portavoce del Cremlino ha rilevato che Mosca vorrebbe vedere i suoi Paesi vicini stabili, prosperi e prevedibili.


Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160718/3146051/Peskov-Cremlino-sicurezza-difesa.html

martedì 7 giugno 2016

IL MINISTRO DELLA DIFESA RUSSO VISITERA' IL KAZAKISTAN


Shoigu prevede di discutere la lotta al terrorismo, così come mortali attacchi di domenica su una unità militare e due negozi di armi in città del nord del Kazakistan di Aktobe, afferma il quotidiano russo Kommersant, citando fonti del Ministero della Difesa russo.
Il giornale ha aggiunto che Shoigu e il suo omologo kazako Imangali Tasmagambetov sono attesi per discutere di cooperazione all'interno del Collective Security Treaty Organization (CSTO).
Secondo il giornale, Shoigu l'8 giugno arriverà in Turkmenistan e discuterà con il ministro della Difesa turkmeno Yaylym Berdiev un fermento in Afghanistan, così come la lotta contro il gruppo militante Daesh.
Il CSTO è un'alleanza militare intergovernativa di ex stati sovietici, che comprende Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, e il Tagikistan.
Il suo obiettivo principale è di combattere contro "il terrorismo internazionale e altre minacce non tradizionali alla sicurezza".

Fonte:http://sputniknews.com/military/20160607/1040897745/shoigu-kazakhstan-turkmenistan-security.html

mercoledì 18 maggio 2016

IL 31 MAGGIO RIUNIONE TRA I CAPI DI STATO EURASIATICI AD ASTANA


Una riunione dei capi di Stato dell'Unione Economica Eurasiatica si terrà ad Astana, in Kazakistan, il prossimo 31 maggio. Lo ha annunciato il servizio stampa del Comitato economico eurasiatica.
Un certo numero di questioni sarà discusso nel corso della riunione, compresa l'integrazione, macro-economia, il commercio, la politica finanziaria, industria, energia, infrastrutture e la cooperazione doganale.

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20160518/2699300/unione-economica-euroasiatica-astana.html#ixzz4917uasKK

lunedì 8 febbraio 2016

L'IRAN COMPLETA IL TRIANGOLO D'ORO EURASIATICO


A volte profondi spostamenti tettonici nelle politiche globali derivano dagli eventi meno notati. Tale è la situazione con l’Iran e la recente visita a Teheran del Presidente della Cina Xi Jinping. Ciò che è emerso dai colloqui conferma che la vitale terza tappa di ciò che sarà il triangolo d’oro eurasiatico, sono le nazioni impegnate nello sviluppo economico pacifico, ora in atto. Iran, Russia e Cina hanno tutti volontà di cooperare potendo cambiare il corso occidentale attuale a base di guerre e distruzioni a favore di pace e cooperazione. Si prendano in considerazione alcuni aspetti dei recenti avvenimenti con l’eliminazione delle sanzioni economiche a Teheran solo qualche giorno prima.
Ciò che emerge nelle dichiarazioni pubbliche seguenti i colloqui tra il presidente cinese e i leader iraniani, dal Presidente Rouhani al capo del Parlamento iraniano Ali Larijani e al leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, semplicemente e chiaramente allude a un profondo cambiamento nelle relazioni tra Cina e Iran. Il 23 gennaio, Xinhua News Agency, riferendo del viaggio ufficiale in Iran di Xi, il primo di un leader cinese in quattordici anni, dichiarava che la visita “stringe i legami nel partenariato strategico globale”. A Teheran il presidente cinese osservò che “la Cina è pronta a lavorare con l’Iran cogliendo lo slancio ed elevando ulteriormente i nostri rapporti e cooperazione pratica, inaugurando un nuovo capitolo dei nostri legami che caratterizzano una completo, solido e stabile sviluppo”.

Sviluppare le fibre economiche

Il contenuto di tale cooperazione è di grande importanza geopolitica e geo-economica non solo per l’Eurasia, ma per il mondo. L’Iran ha appena chiesto ufficialmente di aderire al programma infrastrutturale più importante del mondo, l’iniziativa Via e Cintura della Cina, spesso chiamata iniziativa economica Nuova Via della Seta. L’iniziativa Nuova Via della Seta fu proposta per la prima volta nell’incontro del settembre 2013 ad Astana tra Xi e Nursultan Nazarbaev, presidente del Kazakistan. Il Kazakhstan oggi è anche membro, assieme alla Russia, dell’Unione Economica Eurasiatica e anche della Shanghai Cooperation Organization. Si ricordino questi diversi fili della fibra economica in evoluzione, mentre procediamo. Dalla primo discussione ad Astana del 2013, la Via e Cintura va trasformando la mappa politica ed economica di tutta l’Eurasia. L’anno scorso, nei colloqui a Mosca poco prima dei festeggiamenti del 9 maggio per il Giorno della Vittoria russo, dove Xi era ospite d’onore, Vladimir Putin annunciò che l’Unione economica eurasiatica di Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan, formalmente integrava il proprio sviluppo infrastrutturale con la Nuova Via della Seta economica della Cina. Ora l’adesione formale dell’Iran all’espansione eurasiatica della Via della Seta è un passo gigantesco, permettendo all’Iran di rompere anni di isolamento economico e sanzioni occidentali, e di farlo mentre rivoluzioni colorate e altri imbrogli della NATO sono in gran parte vanificati. Si apriranno per il resto dell’Eurasia, in particolare la Cina, ma anche la Russia, nuove vaste possibilità economiche.

Le risorse straordinarie dell’Iran
L’Iran ha una giovane e istruita popolazione di oltre 80 milioni di abitanti, più della metà ha meno di 35 anni, e un esteso territorio strategico grande il doppio del Texas. Ha il nono più alto tasso di alfabetizzazione nel mondo, l’82% della popolazione adulta e il 97% dei giovani tra i 15 e i 24 anni senza discrepanza di genere. L’Iran ha 92 università, 512 università on-line e 56 istituti di ricerca e tecnologici con quasi quattro milioni di studenti universitari, un milione dei quali in medicina. Un terzo o il 31% studia ingegneria e costruzioni, uno dei tassi più alti del mondo. L’Iran oggi non è stagnante e primitivo come molti politici statunitensi s’immaginano. L’ho visto di persona. Il Paese è anche benedetto da vaste risorse economiche non sviluppate, non solo enormi giacimenti di petrolio e gas naturale. Confina con Armenia e Azerbaigian a nord, Afghanistan e Pakistan a est, Iraq e Turchia a ovest. Il Golfo Persico e il Golfo di Oman sono a sud e il Mar Caspio il più grande lago del mondo, a nord, dando all’Iran la maggior parte dell’acqua necessaria per l’agricoltura. In termini di altre risorse naturali, ha una delle più grandi riserve di rame al mondo, così come bauxite, carbone, ferro, piombo e zinco. L’Iran ha anche giacimenti importanti di alluminio, cromo, oro, manganese, argento, stagno, tungsteno, così come varie pietre preziose, come ambra, agata, lapislazzuli e turchesi. E un Paese bello e ricco, come posso personalmente testimoniare. Ora, collegando il Paese alla rete in espansione delle infrastrutture ferroviarie ad alta velocità della Via e Cintura dell’Eurasia, il futuro dell’Iran sarà saldamente legato allo spazio economico più vivace del pianeta, l’Eurasia dal Pacifico all’India e la Russia, e quando l’UE deciderà di smettere di essere il vassallo suicida di una Washington impazzita, anche all’Europa. In particolare, le relazioni economiche pacifiche tra Iran e Cina risalgono a circa 2000 anni fa, quando la Persia era parte fondamentale dell’antica via commerciale della Via della Seta dalla Cina. Questo fatto è stato sottolineato dal Presidente Xi. Negli ultimi sei anni la Cina è stata il principale partner commerciale dell’Iran che, nonostante le sanzioni occidentali, ha raggiunto i 52 miliardi di dollari nel 2014, destinati ad aumentare notevolmente con la sparizione delle sanzioni occidentali.

L’Iran pedina della NATO?
Certuni hanno speculato negli ultimi mesi che, con le sanzioni degli Stati Uniti ora finite, l’Iran diventerà una pedina dei giochi geopolitici di Washington. Mentre l’amministrazione Obama chiaramente avrebbe assaporato la prospettiva, ciò non accadrà. Un evento recente è stato seguito dall’occidente, in particolare dai media degli USA, illustrando il chiaro intento dell’Iran di difendere proprie autonomia e sovranità, tanto quanto le alleate Cina e Russia, per il disappunto di NATO e Pentagono. All’inizio di gennaio l’Iran sequestrava due imbarcazioni dell’US Navy che avevano violato le acque territoriali nel Golfo Persico. Furono catturate e i 10 marinai a bordo presi in custodia prima di essere rilasciati incolumi, permettendogli di rientrare con le proprie imbarcazioni, con cui avevano “vagato” nelle acque territoriali iraniane intorno l’isola Farsi. Il segretario alla Difesa degli USA Ash Carter ha affermato che “apparentemente” ciò fu causato da un guasto meccanico e di navigazione. Farsi è la base del ramo navale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran, al centro del Golfo. Il Contrammiraglio Ali Fadavi, comandante del ramo navale della Guardia Rivoluzionaria, conferma pubblicamente Carter dichiarando alla stampa, “finirono in quella zona per il malfuzionamento dei sistemi di navigazione e non sapevano di essere vicini all’isola Farsi“. L’Ammiraglio Ali Fadavi era diplomatico e riservato. La Farsi è una delle basi più strategiche dell’Iran che ospita la forza navale da guerra non convenzionale dell’Iran. Gli Stati Uniti sostengono che le due imbarcazioni “persero” il loro GPS satellitare esattamente nello stesso tempo, e il segretario della Difesa sostiene che non è certo cosa sia successo? Le due imbarcazioni persero anche il contatto radio e tutte le altre comunicazioni durante l’incidente, un enorme imbarazzo per la Marina degli Stati Uniti che solo di recente ha descritto l’Iran come “dalla cultura tecnologica del carro trainato dai buoi”. La perdita di tutte le comunicazioni e del GPS su due imbarcazioni della Marina statunitense allo stesso tempo, significa una cosa: l’Iran ha sviluppato mezzi elettronici altamente sofisticati per accecare il sistema di guida GPS, essenziale per le operazioni della più potente marina del mondo. L’Iran non ha una cultura tecnologica da carro di buoi. In cooperazione con Russia e Siria nella guerra per sconfiggere lo SIIL, ha dimostrato di non essere passivo come l’Iraq di Sadam Husayn del 2003. E nonostante anni di sanzioni degli Stati Uniti oggi, in termini militari, l’Iran non è paragonabile all’Iran della guerra con l’Iraq istigato dagli USA del 1980. Il recente incidente ricorda il caso del 4 dicembre 2011 quando un drone-spia degli Stati Uniti, un avanzato drone-spia Lockheed Martin RQ-170 Sentinel della flotta degli Stati Uniti, atterrò nella campagna iraniana. L’Iran sostenne che una sua unità di guerra elettronica fece atterrare il velivolo. Washington rise, ma l’Iran aveva ragione. Non solo fece atterrare l’aereo, ma ne prese il controllo in volo: “Conoscendone la frequenza, l’Iran tese la sua ‘imboscata elettronica’ con il disturbo delle frequenze di comunicazione del velivolo, sequestrandone il pilota automatico. Emettendo rumore (disturbo) sulle comunicazioni, si disorienta il pilota automatico del velivolo. Quindi presero il controllo dell’aereo“. L’Iran è riuscito a far atterrare il drone in Iran, facendogli “credere” di essere in Afghanistan. L’ultimo sequestro delle due imbarcazioni della marina statunitense in acque iraniane con sofisticati disturbi elettronici, indica che l’Iran di certo non si piega al tempio del potere di Washington. E’ una forza militare molto temibile. Questa capacità di autodifesa è molto importante nel mondo ostile di oggi.

Adesione alla SCO

Ora, con l’Iran partner ufficiale nello sviluppo delle infrastrutture eurasiatiche della Nuova Via della Seta e con le sanzioni degli Stati Uniti finalmente tolte, l’Iran sarà certamente e ufficialmente ammesso a membro a pieno titolo all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai nel prossimo vertice di questa estate. L’Iran ha attualmente lo status di osservatore della SCO. Attualmente i membri della SCO sono Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e utllmamente India e Pakistan. Nei prossimi mesi la SCO, se le presenti dinamiche continuano, formerà il nucleo dell’emergente Eurasia unificata che collabora economicamente, politicamente, e soprattutto militarmente, come nella lotta al terrorismo. Tenderà a diventare il forum dove questioni vitali dei Paesi aderenti alla SCO saranno elaborate, come i cinesi sono solito dire, in maniera “win-win”. Vediamo la nascita del triangolo d’oro eurasiatico con Cina, Russia e Iran ai vertici. Con il piano per attuare l’infrastruttura ferroviaria della Via della Seta, si assiste all’estrazione di nuovo oro per sostenere la moneta degli Stati eurasiatici, tra cui l’Iran con il proprio importante oro non ancora sfruttato, mentre per il sistema del dollaro iper-inflazionato gonfio di debiti, diventa una formidabile alternativa positiva, impegnandosi su pace e sviluppo. Non è una bella prospettiva?





Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/02/05/liran-completa-il-triangolo-doro-eurasiatico/

lunedì 27 luglio 2015

EXPO 2017: IL KAZAKHSTAN PENSA IN GRANDE


Un investimento complessivo di 171 miliardi di tenge (833 milioni di euro), oltre 5 milioni di visite attese e 100 nazioni rappresentate. Ma cosa non certo meno importante, l'Expo 2017 che si svolgera' in Kazakhstan ha gia' una destinazione d'uso molto ambiziosa una volta conclusa la kermesse: il governo di Astana, infatti, riconvertira' le strutture per rendere la citta' un hub finanziario internazionale: un centro finanziario per l'intera Eurasia con una tassazione agevolata oltre che regolato dalle norme vigenti nella giurisprudenza inglese. Mentre l'Expo di Milano sta per doppiare il giro di boa di meta' kermesse, si legge su Milano Finanza, nel padiglione del Kazakhstan si sta gia' pensando alla prossima Esposizione universale, quella del 2017, che il Paese giochera' in casa. Un'edizione di importanza strategica per la nazione ex sovietica che dopo Russia e Cina ha nell'Italia il suo terzo partner commerciale principale. L'Eni, ad esempio, ha importantissimi interessi nel Paese asiatico in particolare nei giacimenti petroliferi sul mar Caspio del Kashagan e Karachaganak. Nel dettaglio l'Expo 2017, visto le grandi risorse del sottosuolo del Kashagan (il Paese possiede circa il 60% delle risorse minerarie dell'ex Unione Sovietica).

mercoledì 6 maggio 2015

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CINESE VISITERA RUSSIA, KAZAKISTAN E BIELORUSSIA


Il presidente cinese Xi Jinping visiterà questa settimana la Russia per partecipare alle celebrazioni per l’anniversario della Seconda Guerra Mondiale, nell’ambito di una missione che prevede inoltre tappe in Kazakistan e Bielorussia.
Xi visiterà Mosca da venerdì a domenica su invito del presidente russo Vladimir Putin, ha indicato il ministero degli Esteri di Pechino sul suo sito internet. In occasione di questo viaggio, Xi arriverà in Kazakistan il giorno precedente, giovedì, mentre domenica raggiungerà la Bielorussia dove si fermerà fino a martedì.
La visita di Xi arriva mentre la Cina evidenzia il proprio ruolo nella sconfitta del Giappone, oltre che nella più larga vittoria contro il fascismo, mentre la Comunità internazionale celebra il 70esimo anniversario della fine del conflitto. La stessa Cina sta organizzando un’imponente parata militare quest’anno per commemorare la vittoria sul Giappone e anche la fine del conflitto in Europa.


Fonte:http://www.contattonews.it/2015/05/04/cina-presidente-xi-visitera-russia-kazakistan-e-bielorussia/459379/

martedì 5 maggio 2015

IL PRESIDENTE DEL KAZAKISTAN: I PAESI DELL'UNIONE EURASIATICA AVRANNO UN RUOLO SPECIALE


Il Kazakhstan e i paesi dell 'Unione economica eurasiatica avranno un rapporto speciale.
Lo ha detto il presidente kazako Nursultan Nazarbayev dopo aver prestato giuramento presso il Palazzo dell'Indipendenza ad Astana, riporta Tass
"Il rapporto speciale che comunicheremo con i nostri partner più vicini nel eurasiatica Unione economica - Russia, Bielorussia, Kirghizistan e l'Armenia". Ha detto.
Tra i partner strategici con i quali il Kazakistan intende continuare la cooperazione, Nazarbayev ha chiamato la Cina, gli Stati Uniti, l'Unione europea e il mondo islamico.
"In qualità di leader in Asia centrale, il Kazakistan supporterà l'architettura complessiva della sicurezza e dello sviluppo economico della regione" - ha detto Nazarbayev.


Fonte:http://eurazis.kz/

giovedì 8 gennaio 2015

NASCE L'UNIONE EURASIATICA


Iniziato il nuovo anno, l’Unione economica eurasiatica (l’UEE), firmata il 29 maggio 2014, entra in vigore includendo Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan. L’UEE vanta una popolazione di 183 milioni di abitanti (settima del mondo) e si estende su oltre 20 milioni di chilometri quadrati (il 15% delle terre del pianeta). L’organizzazione è la maggiore produttrice di gas al mondo (22% della produzione mondiale) e petrolio (14,6% della produzione mondiale), il secondo maggior produttore di concimi minerali (14% della produzione mondiale), il terzo di energia (9% della produzione globale), il quarto di acciaio (6% della produzione mondiale) e carbone (6% della produzione mondiale)… (1) Ma ciò che conta è che l’Unione eurasiatica è “il modello di potente associazione sovranazionale che può diventare uno dei poli del mondo moderno… svolgendo il ruolo di efficace ponte tra l’Europa e la dinamica regione Asia-Pacifico”. (2) L’UEE è un’organizzazione internazionale o entità internazionale basata sull’integrazione economica regionale. Ciò significa che le decisioni dei suoi organi (Consiglio economico eurasiatico, Commissione economica e Corte economica) produrranno norme di diritto internazionale. E’ molto importante. Da tempo la Russia ha aderito a norme giuridiche create da altri. E’ inaccettabile con l’attuale sistema di diritto internazionale distrutto e sostituito da un sistema giuridico repressivo. L’adozione della politica doganale e del commercio estero comune è una questione di particolare importanza. Il commercio estero si basa sui principi del libero scambio e del regime delle nazioni più favorite. I membri dell’UEE si coordineranno in agricoltura, industria, energia e si atterranno a norme sanitarie e tecniche comuni. Il mercato comune dei prodotti farmaceutici sarà pronto entro il 2016. Il mercato comune dell’energia sarà formato entro il 2019 e quello di petrolio, gas e prodotti petroliferi diverrà realtà entro il 2025. Si sottolinea che l’Unione è un’organizzazione economica. La storia ha esempi di organizzazioni economiche internazionali divenute gradualmente unioni politiche o addirittura militari. La Comunità Economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) ne è un buon esempio. Non passò molto tempo dalla nascita che s’interessò dai progetti prettamente commerciali alle operazioni militari nei territori degli Stati membri. Ci furono tentativi di creare un’associazione dei Paesi post-sovietici andando oltre i limiti della cooperazione economica. Tutti falliti. Qualche tempo fa, il presidente del Kazakistan si oppose all’adesione di Kirghizistan, Tagikistan e Armenia all’Unione doganale. Allo stesso tempo, sostenne l’idea dell’adesione della Turchia solo per evitare che l’Unione divenisse un soggetto politico sovranazionale come l’Unione europea. Le disposizioni in materia di cittadinanza, politica Estera e protezione delle frontiere comuni furono esclusi dal testo del trattato.

L’UEE entra in vigore nel contesto della chiara intensificazione della politica della Russia volta al raggiungimento di accordi con Paesi confinanti, in particolare con quelli legati alla Russia con l’Unione. Il 22 dicembre, i presidenti di Russia e Kazakistan si scambiarono i documenti di ratifica del trattato di buon vicinato e alleanza nel 21° secolo tra Russia e Kazakistan. Il trattato non annulla il trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza firmato tra Russia e Kazakistan nel 1992. Al contrario, i due trattati si completano attuandosi in parallelo. Il 23 dicembre, un trattato sulle relazioni tra Russia e Abkhazia fu presentato alla Duma per la ratifica. Fu firmato il 24 novembre portando il rapporto a un nuovo livello. Già nel 2008 (subito dopo l’indipendenza dell’Abkhazia) Russia e Abkhazia conclusero un trattato di amicizia, cooperazione e assistenza amministrativa. Il nuovo documento è chiamato Trattato di alleanza e partenariato strategico russo-abkhazo. Il trattato permetterà alla Russia di ricorrere all’articolo 15 (punto 4) della Costituzione che proclama la priorità del diritto internazionale sul diritto russo. Il nuovo documento semplifica le procedure necessarie per concedere la cittadinanza russa ai cittadini dell’Abkhazia, concentrandosi principalmente su politica estera e militare comune, nonché questioni sociali e politiche. La politica Estera comune presuppone attività attentamente coordinate volte a rafforzare la pace e migliorare stabilità e sicurezza. In particolare, l’articolo 4 del trattato prevede che la Federazione russa “in tutti i modi possibili contribuisca a rafforzare i legami internazionali della Repubblica di Abkhazia, tra cui l’ampliamento del numero di Stati che la riconoscono ufficialmente, e creando le condizioni per l’ammissione della Repubblica di Abkhazia ad organizzazioni e associazioni internazionali, tra cui quelle create su iniziativa e/o assistenza della Federazione russa”. Anche l’articolo 6 è importante. Se una delle parti viene aggredita (attacco armato) da qualsiasi Stato o gruppo di Stati “sarà considerata aggressione (attacco armato) anche contro gli altri Stati”. In questo caso, le parti concederanno reciprocamente “assistenza necessaria, anche militare, e forniranno supporto con i mezzi a disposizione per esercitare il diritto alla difesa collettiva”, in corrispondenza al diritto internazionale, in particolare all’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Il trattato stabilisce che le misure difensive devono essere segnalate immediatamente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e la loro attuazione deve essere effettuata in conformità alla Carta delle Nazioni Unite. Il trattato prevede l’istituzione di un gruppo di forze miste delle Forze Armate della Federazione Russa e dell’Abkhazia per respingere l’aggressione. Avrà strutture di comando e infrastrutture della difesa congiunte. Il rispettivo organo russo assegnerà il comandante nel periodo della minaccia immediata o dei combattimenti. (3) Un accordo più dettagliato preciserà le procedure. (4) Il documento prevede la creazione di spazi nella difesa, sicurezza, sociale, economico, culturale e umanitaria comuni. Un nuovo trattato con l’Ossezia del Sud è in fase di preparazione (5). In grande misura modificherà il Trattato del 2008 concluso subito dopo il riconoscimento dell’Ossezia del Sud a Stato indipendente da parte della Russia. Anatolij Bibilov, presidente del parlamento dell’Ossezia del Sud, ha detto che il trattato incontrerà gli interessi fondamentali della repubblica nella ricerca della massima integrazione e dello sviluppo della cooperazione con la Russia in diversi ambiti. Tornando al trattato dell’Unione eurasiatica si precisa che l’organizzazione è aperta a ogni Stato che ne condivida obiettivi e principi nelle condizioni concordate con tutti gli Stati membri. Nella seconda metà del 2014 due Stati aderivano all’Unione. L’Armenia ha firmato il trattato il 10 ottobre 2014 per essere raggiunta dal Kirghizistan il 23 dicembre. L’Armenia ha aderito all’Unione doganale e allo Spazio economico unico. Il Presidente Putin ha visitato l’Uzbekistan. Le parti hanno concordato di tenere consultazioni sulla possibile conclusione del Trattato sulla zona di libera scambio tra Uzbekistan e Unione economica eurasiatica. Il presidente del Consiglio della Federazione dell’Assemblea Federale della Federazione Russa, ha riferito di consultazioni sulla possibile adesione del Tagikistan all’Unione economica eurasiatica…
La creazione dell’Unione economica eurasiatica è il risultato di un lungo lavoro preparatorio nel quadro di Comunità economica eurasiatica e Unione doganale. Riassumendo il Presidente Putin ha detto “Il nostro progetto d’integrazione già produce risultati concreti. Gli scambi nell’Unione doganale sono aumentati del 50 per cento dal 1° luglio 2011, e ora arrivano a più di 64 miliardi di dollari. Abbiamo migliorato la nostra struttura commerciale. I beni lavorati iniziano gradualmente a sostituire le materie prime. La loro quota è aumentata sensibilmente, mentre la quota di materie prime è scesa dal 40 al 28,9 per cento”. L’occidente si oppone ferocemente all’Unione economica eurasiatica e ai suoi piani di sviluppo. Si rende conto che la costruzione di “un modello di potente, associazione sovranazionale che può divenire uno dei poli del mondo moderno” richiederà grandi sforzi. Il processo non sarà limitato solo a questioni economiche e vi si opporrà in tutti i campi.


Note:
1) Sito ufficiale dell’Unione Economica Eurasiatica
2) Così il presidente Putin ha descritto il processo di unificazione tra Russia, Bielorussia e Kazakistan in uno dei suoi articoli parte del programma pre-elettorale nel 2012.
3) La forza congiunta comprenderà unità delle forze armate abkhaze e russe. I militari e il Ministero della Difesa di Abkhazia continuano ad operare sotto il comando nazionale .
4) Tale accordo può essere concluso in tre mesi dall’entrata in vigore del trattato.
5) Il 22 dicembre 2014, Vladislav Surkov, consigliere presidenziale, ha detto che i lavori sul nuovo trattato di alleanza e integrazione tra Russia e Ossezia del Sud finiranno entro gennaio 2015.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/01/05/attivata-lunione-eurasiatica/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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