ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 19 aprile 2017

ISLANDA: DUE SCOSSE DI TERREMOTO DI MAGNITUDO 3.0 SUL VULCANO KATLA


Un modesto sciame sismico composto da oltre una decina di terremoti ha fatto tremare la sommità centrale del vulcano Katla.
Le scosse di terremoto maggiori di magnitudo 3.1 e 3.0 hanno avuto una profondità relativa di almeno 100 metri sotto la superficie, di conseguenza legata a variazioni della pressione geotermale, non di origine magmatica.
Lo sciame sismico è durato poco tempo di conseguenza il rischio di una possibile eruzione è ridotto al minimo, sono mesi che il Katla dopo un periodo di elevata instabilità sismica si è relativamente calmato, di conseguenza significa che dove prima la pressione del magma era eccessiva ora si è stabilizzata e diminuita.

mercoledì 12 aprile 2017

ISLANDA: SCIAME SISMICO NEL VULCANO KATLA


Sulla sommita del vulcano Katla vi è stato un relativamente breve sciame sismico relativamente poco profondo, la cui scossa più forte ha raggiunto al massimo la magnitudo 2.1, a meno di un chilometro di profondità.

Questa attività è interessante per il fatto che attualmente le scosse di terremoto del vulcano pare si siano per la maggior parte stabilizzate a profondità inferiore al chilometro.
Quello che vale la pena far notare tuttavia è che l'intensità delle scariche di attività sismica e la loro frequenza è drasticamente diminuita rispetto al periodo estivo fino a gennaio, questo significa che la pressione interna è diminuita.
E' difficile stabilire se il fenomeno rimarrà costante in quanto tali cambiamenti avvengono spesso senza alcun preavviso.

martedì 21 marzo 2017

ISLANDA: NUOVO SCIAME SISMICO SUL VULCANO KATLA


Un nuovo sciame sismico ha nuovamente fatto tremare la parte sommitale del vulcano Katla, in particolare l'area orientale.
In se questo fenomeno non rappresenta nulla di nuovo ne di particolarmente rilevante, il fenomeno è probabilmente causato dallo stress della roccia causato da fenomeni idrotermali surriscaldati alla base e a bassa profondità nel ghiacciaio.

Quello è ormai certo è che il magma si trova a bassa profondità sotto la superficie sommitale del vulcano.
Questo sciame di terremoti ha coinvolto almeno una decina di terremoti di magnitudo massima di 1.0 anche se collocati principalmente ad una profondità massima tra 6 e 1 chilometro, anche se la maggior parte era collocato ad una profondità massima di 1 chilometro.
L'attività sismica nel complesso ha rallentato notevolmente negli ultimi mesi, questo può significare che il sistema del vulcano è carico e la pressione magmatica non riesce a trovare uno sfogo, come molti pensano, oppure che semplicemente la pressione si è stabilizzata.
Quando si tratta del vulcano Katla da questo punto di vista si possono solo fare ipotesi in quanto la maggior parte dei segnali hanno indicato dalla scorsa estate che il vulcano era ormai prossimo ad un'eruzione, tuttavia prevedere con certezza l'inizio preciso di un'eruzione è semplcemente impossibile.
Si possono osservare le fasi che la precedono come i segnali e in base a questo fare un quadro dettagliato del comportamento del vulcano.
Nel corso di quest'anno il comportamento degli sciami sismici, la bassa profondità e l'aumento dei flussi da disgelo glaciale sono stati identici al comportamento del vulcano Eyafjallajokull nei mesi che precedettero l'eruzione del 2010.

mercoledì 22 febbraio 2017

ISLANDA: DIFFUSI SCIAMI DI TERREMOTO SUL KATLA



Nella notte del 21-22 febbraio una nuova intensa sequenza di terremoti è iniziata nel settore orientale della sommità del vulcano Katla, la più forte delle scosse ha raggiunto magnitudo 2.1 ed è avvenuta ad una profondità inferiore ai 100 metri.
Successivamente nelle ore successive fino alla giornata del 22 febbraio, altri sciami sismici minori prodotti dal movimento del magma o da variazioni geotermiche dell'acqua da disgelo del ghiacciaio surriscaldata a poca profondità, probabilmente da entrambi i fenomeni, si sono diffusi in diversi punti dell'area sommitale con una profondità minima per la maggioranza di appena cento metri, mentre per alcuni la profondità massima era di 3.0 km; 3.2 km; 3.6 km; 3.9 km.

Non ci sono dubbi sull'origine magmatica di questi ultimi, quello che lascia perplessi però è la presenza di una così poco profonda ma diffusa attività sismica in tutta l'area sommitale del vulcano.
Impossibile sapere con certezza quando inizierà la prossima eruzione, ma dopo alcuni mesi in cui questo genere di fenomeno a bassa profondità si è fatto la norma, se ne può concludere che sia questione di tempi relativamente brevi.

martedì 21 febbraio 2017

ISLANDA: GRIMSVOTN, ORAEFAJOKULL E KATLA IN MOVIMENTO


Dopo l'eruzione del 2011 il vulcano Grimsvotn, nel centro del Vatnajokull, nei mesi scorsi ha chiaramente manifestato un nuovo aumento dell'attività sismica,  evidente fatto che la sua camera magmatica si stava nuovamente ricaricando.
Questo vulcano erutta con una media di 3-4 anni, ma dopo la sua ultima eruzione, la maggiore da 140 anni del 2011 è rimasto insolitamente silenzioso.

Il vulcano tuttavia in questi giorni ha manifestato un deciso incremento sismico in tutta l'area circostante del sito dell'ultima eruzione con scosse di terremoto tra i 7 chilometri e i 100 metri di profondità, chiaro segno che una nuova eruzione e molto vicina.
Si tratta di un vulcano con la maggiore frequenza di eruzioni in Islanda.
A sud-ovest del ghiacciaio Vatnajokull invece si trova il vulcano Oraefajokull.
Si tratta di un sistema vulcanico a magma riolitico, vale a dire con elevati contenuti di silice il che lo rendono un un vulcano tipicamente esplosivo, in grado quindi di produrre eruzioni tipicamente pliniane con breve preavviso come il Saint Helens negli Stati Uniti e il Pinatubo nelle Filippine.
Nei giorni scorsi il vulcano Oraefajokull ha prodotto una scossa di magnitudo 2.7, collocata a profondità di appena 2 chilometri, un chiaro segnale che il magma si trova a poca profondità.

Oraefajokull si è risvegliato due volte in tempi storici. Nel 1362, il vulcano ha eruttato in modo esplosivo, con enormi quantità di cenere espulse.
Il distretto di Litla-Herad è stata distrutta dalle inondazioni.
Un'eruzione nel mese di agosto 1727-28 era minore, anche se le inondazioni hanno causato comunque parecchi danni.
Nel corso degli ultimi anni l'attività sismica nell'area del vulcano è aumentata tuttavia prevedere la sua prossima eruzione è impossibile in quanto i vulcani a carattere esplosivo non si comportano come quelli effusivi, in quanto spesso l'attività sismica inizia all'improvviso e precede di pochi giorni e talvolta anche ore, l'inizio dell'eruzione.
Il candidato più probabile che sembra preparare la prossima eruzione è il Katla.

L'attività sommitale del vulcano Katla si mantiene dalla scorsa estate su livelli estremamente elevati, con centinaia di scosse di terremoti tra le quali ormai decine nel complesso hanno raggiunto magnitudo tra 4.5 e 3.0, relativamente a bassa profondità.
Il 21 febbraio una scossa di magnitudo 2.8 è avvenuta sulla sommità del vulcano a livello talmente superficiale che è stata calcolata ad una profondità di 0 chilmentri, vale a dire pochi metri sotto la superficie del vulcano.

L'origine potrebbe essere di origine geotermica ma da quello che risulta nel complesso quasi tutte le scosse di terremoto sono ormai collocate a profondità relativamente bassa tra 1 e 0.1 chilometri sotto la sommità del vulcano, se fossero di origine magmatica significa che il magma all'interno del vulcano si trova a una profondità di relativamente massima di un chilometro e di conseguenza è ormai prossimo ad un'eruzione, se invece fossero di origine geotermica significa che l'acqua prodotta dal disgelo della neve a causa dell'aumento delle temperature è letteralmente in ebollizione in tutta l'area della caldera e anche qui indica la presenza di una vasta massa di magma a scarsa profondità.
In entrambi l'attività sulla sommità di Katla è in fermento.
Sorprende piuttosto il fatto che il vulcano non sia già in eruzione.

martedì 7 febbraio 2017

ISLANDA: SI STA FORMANDO UN CRATERE SECONDARIO SUL KATLA?


Una sequenza di decine di terremoti a bassa magnitudo (0.5-1.0) si è verificata sul settore orientale alla base di Katla, tra il 4-5 febbraio.
La profondità di questi terremoti era tra gli 8 e 9 chilometri.
Questo fenomeno sembra provocato dallo spostamento del magma verso una strada alternativa nel condotto vulcanico.
La foto soprastante mostra come tutto ciò sia già avvenuto più volte in passato.

Ulteriori scosse di terremoti tra magnitudo 2.0 e 1.5 sono avvenute anche sulla sommità a profondità tra i 4 e 0.5 chilometri.
Nulla di nuovo emerge dai dati ma lo sciame sismico ad est potrebbe essere un'area in cui la risalita del magma ha trovato la strada più facile.
Non resta che attendere l'evoluzione del fenomeno.

lunedì 6 febbraio 2017

ISLANDA: KATLA, UN KILAUEA COPERTO DALLE NEVI


Dall'estate scorsa il vulcano Katla ha manifestato continui segnali di essere pronto a una nuova fase eruttiva. (tag: Katla)
Riassumendo in breve: l'attività sismica, molto maggiore rispetto a quella del 2011 è stata pressochè molto superficiale, con profondità inferiore di 100 metri e decine di scosse di terremoto aventi magnitudo tra 3.0 e 4.5.
I terremoti con magnitudo inferiore a 3.0 sono stati svariate centinaia, collocati sia sulla sommità del vulcano sia nell'area circostante il vulcano.
L'attività sismica in generale è stata la maggiore dal 1977.
Un'aumento dell'attività geotermica si è registrato nell'aumento dell'acqua da disgelo glaciale durante l'estate, direttamente seguente le scosse di terremoto.
Eppure ancora non si sono manifestati realmente segnali di un'eruzione.
Questo è estremamente normale per un vulcano che non manifesta eruzioni dal 1918, sempre che la datazione sia esatta e non ne sia o avvenute in seguito.
Dagli anni '80 si è registrata una lenta ma costante inflazione dell'edificio vulcanico, a causa dell'aumento costante della massa magmatica interna il vulcano e un progressivo ampliamneto della stessa camera magmatica.
La realtà è che il vulcano è effettivamente pronto ad eruttare ma la pressione sottostante non è ancora riuscita a trovare uno sfogo verso la superficie.

Questo mostra che ci sono due fatti positivi: il primo indica che il magma accumulato è di tipo basaltico, tipico di vulcani come il Kilauea alle Hawaii, il secondo che il sito della prossima eruzione potrebbe spostarsi in un cratere secondario lungo le pendici del complesso vulcanico, ovvero dove il magma accumulato in profondità trova una via più facile.
Questo è il caso dove nei giorni scorsi si è registrata una sequenza di terremoti di bassa intensità ad una profondità di 8-9 chilometri, nel settore orientale del vulcano.

Lo scenario di una possibole eruzione in quel settore è quello di una grande emissione di lava, paragonabile come dimensioni a quella del Bardarbunga nell'eruzione 2014-2015 con possibili conseguenze sul ritiro glaciale e addirittura la possibilità che i flussi lavici raggiungano la spiaggia, arrivando al mare.
La parte peggiore di tutta questa storia sta nel fatto che se un'eruzione di tipo effusivo si sviluppasse sulla sommità coperta da un'abbondante strato di neve e ghiaccio il risultato sarebbe un'immediata fusione dello strato glaciale con disastrose inondazioni lungo i fianchi del vulcano.
L'interazione tra l'acqua derivante dalla fusione glaciale e il magma con temperature attorno a 1400 C° produrrebbe delle esplosioni di vapore, dette eruzioni freatomagmatiche, capaci di produrre colonne di vapore e cenere ad altezze di migliaia di metri.

Questo sarebbe un'effetto a breve termine ma assai piuttosto disastroso in quanto tali eruzioni spesso hanno un potenziale paragonabile a quello delle eruzioni pliniane, tipiche dei vulcani a magma riolitico estremamente denso.
Se il Katla avesse avuto una simile tipologia di magma l'eruzione si sarebbe manifestata con molto minore preavviso e vista la massa glaciale che lo ricopre sarebbe stata catastrofica, per l'agricoltura islandese.

domenica 5 febbraio 2017

ISLANDA: SI STA FORMANDO UN CRATERE SECONDARIO SUL KATLA?


Una sequenza di decine di terremoti a bassa magnitudo (0.5-1.0) si è verificata sul settore orientale alla base di Katla, tra il 4-5 febbraio.
La profondità di questi terremoti era tra gli 8 e 9 chilometri.
Questo fenomeno sembra provocato dallo spostamento del magma verso una strada alternativa nel condotto vulcanico.
La foto soprastante mostra come tutto ciò sia già avvenuto più volte in passato.

Ulteriori scosse di terremoti tra magnitudo 2.0 e 1.5 sono avvenute anche sulla sommità a profondità tra i 4 e 0.5 chilometri.
Nulla di nuovo emerge dai dati ma lo sciame sismico ad est potrebbe essere un'area in cui la risalita del magma ha trovato la strada più facile.
Non resta che attendere l'evoluzione del fenomeno.

mercoledì 1 febbraio 2017

ISLANDA: ELEVATA ATTENZIONE AL KATLA E AL BARDARBUNGA


Un'importante sequenza di terremoti il 30 gennaio ha nuovamente fatto tremare l'area settentrionale del vulcano Bardarbunga, a nord del bordo della caldera.
Questi terremoti a differenza dell'ultima eruzione nel 2014-15 sono collocati più a nord rispetto a quelli che per tutto il periodo dell'ultimo parossismo hanno hanno accompagnato il collasso della caldera del Bardarbunga, e continuano da ormai molti mesi.
Questo significa che un nuovo importante accumulo di magma sta continuando in quest'area e determinando l'inflazione che si sta registrando nell'area del vulcano.
Tale sciame sismico ha avuto magnitudo, di magnitudo 4.3, di magnitudo 4.1, di magnitudo 3.4.
La profondità di queste scosse di terremoto variava da 9 a 8 chilometri, indicando senza dubbio la loro origine magmatica.

I fatti certi è che il Bardarbunga oltre ad essere diventato un vulcano molto instabile, dopo il recente collasso della sua caldera nel 2014-2015, si sta inoltre preparando per la sua prossima fase eruttiva anche se è ancora incerto il punto preciso in cui inizierà dal momento che importanti masse di di magma di sono accumulate in differenti aree circostanti il sistema vulcanico.
Tuttavia la crescente intensità delle scosse indica questo fatto.
Non solo il Bardarbunga ma anche il Katla ormai è prossimo ad una fase eruttiva.
Il Dipartimento di Polizia del Sud Islanda ha incontrato i rappresentanti dei partiti nel servizio turistico della zona, dal momento che gli scienziati hanno concluso che la recente attività sismica nel vulcano indica una maggiore probabilità di un'eruzione vulcanica.
Kjartan Thorkelsson, il capo della polizia ha dichiarato che vi è una maggiore enfasi sulla presa delle ampie misure precedenti, come la chiusura di percorsi turistici per impedire alla gente di essere in zone in cui il tempo di reazione è più breve che altrove.
Kjartan ha indicato tre possibili percorsi di un'alluvione da sfogo glaciale potrebbe nel caso in cui un'eruzione.
Potrebbe defluire a Myrdalssandur, che è la più probabile, attraverso Sólheimasandur o lungo il fiume Markarfljót.
Un incontro si è tenuto pochi giorni fa per discutere la recente attività sismica del vulcano Katla, così come il vulcano Bárðarbunga.
Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile e di gestione delle emergenze, i capi della polizia del sud d'Islanda, le isole Vestmannaeyjar e Islanda del Nord, dal islandese Met Office e l'Università di Istituto di Scienze della Terra islandese.
Nel corso della riunione, è stato osservato che da agosto dello scorso anno, l'attività sismica è stata insolitamente alta nel vulcano Katla, con tre terremoti superiori a magnitudo 4 e numerose di quelle superiori a magnitudo 3.
Un comunicato inviato alla stampa, dopo la riunione, legge, "L'attività sismica è stata accompagnata da un certo aumento del calore geotermico. Le apparecchiature GPS vicino al bordo della caldera del Katla indicano un'espansione dei primi chilometri di crosta terrestre dal 2010.
Quando l'attività aumenta sul Katla, come ora è il caso, allora la probabilità di un'eruzione deve essere considerata maggiore del solito, e questo è qualcosa che monitoraggio e intervento delle parti devono tenere a mente ".
Una curiosità.
Recenti brevi terremoti sono stati registrati a bassa profondità anche nel settore del vulcano Eyafjallajokull.

In un recente articolo si è spiegato come dopo l'ultima fase eruttiva del 2010 il vulcano sia stato dimenticato da molti, e sia tornato ad uno stadio inattivo, tuttavia si è sottolineato e spiegato come l'attività sismica dei tempi recenti sia continuata anche sulla sua sommità a bassa profondità indicando che è estremamente probabile che una nuova imponente massa di magma si stia accumulando o sia a poca profondità dalla sommità del vulcano.
Due esempi lo spiegano.


Il 21 dicembre 2010,
quindi ben oltre sei mesi dall'ultima eruzione i sensori GPS hanno registrato una nuova inflazione nell'area del vulcano legata ad un nuovo afflusso di magma interno.
Dopo quell'episodio il vulcano si è nuovamente calmato e da allora non ci sono stati evidenti segnali di instabilità, tuttavia qualunque cosa abbia causato l'inflazione e la successiva deflazione del vulcano altri non può essere stato che un'aumento della pressione della massa magmatica interna che poi è diminuita, ma è risaputo che il magma all'interno di un sistema vulcanico è destinato a rimanere con temperature attorno ai 1200 C° per estremamente lunghi periodi di tempo, di conseguenza quella massa di magma si trova ancora all'interno del Eyafjallajokull e i terremoti di pochi giorni fa indicano che si trova a bassa profondità.

Una scossa di magnitudo 2.3 collocata sul fianco orientale del vulcano aveva la profondità di 1.1 chilometri, molto superficiale, un'altra di magnitudo inferiore 1.7 era collocata invece a 5.5 chilometri di profondità, chiaro indice di movimento magmatico, non tettonico vista la scarsa profondità.
Queste scosse di terremoto al momento non indicano nulla di preoccupante, ma sono il segnale che il vulcano non è ancora assopito come invece ipotizzano alcuni esperti.

martedì 31 gennaio 2017

ISLANDA: ELEVATA ATTENZIONE AL KATLA E AL BARDARBUNGA


Un'importante sequenza di terremoti il 30 gennaio ha nuovamente fatto tremare l'area settentrionale del vulcano Bardarbunga, a nord del bordo della caldera.
Questi terremoti a differenza dell'ultima eruzione nel 2014-15 sono collocati più a nord rispetto a quelli che per tutto il periodo dell'ultimo parossismo hanno hanno accompagnato il collasso della caldera del Bardarbunga, e continuano da ormai molti mesi.
Questo significa che un nuovo importante accumulo di magma sta continuando in quest'area e determinando l'inflazione che si sta registrando nell'area del vulcano.
Tale sciame sismico ha avuto magnitudo, di magnitudo 4.3, di magnitudo 4.1, di magnitudo 3.4.
La profondità di queste scosse di terremoto variava da 9 a 8 chilometri, indicando senza dubbio la loro origine magmatica.

I fatti certi è che il Bardarbunga oltre ad essere diventato un vulcano molto instabile, dopo il recente collasso della sua caldera nel 2014-2015, si sta inoltre preparando per la sua prossima fase eruttiva anche se è ancora incerto il punto preciso in cui inizierà dal momento che importanti masse di di magma di sono accumulate in differenti aree circostanti il sistema vulcanico.
Tuttavia la crescente intensità delle scosse indica questo fatto.
Non solo il Bardarbunga ma anche il Katla ormai è prossimo ad una fase eruttiva.
Il Dipartimento di Polizia del Sud Islanda ha incontrato i rappresentanti dei partiti nel servizio turistico della zona, dal momento che gli scienziati hanno concluso che la recente attività sismica nel vulcano indica una maggiore probabilità di un'eruzione vulcanica.
Kjartan Thorkelsson, il capo della polizia ha dichiarato che vi è una maggiore enfasi sulla presa delle ampie misure precedenti, come la chiusura di percorsi turistici per impedire alla gente di essere in zone in cui il tempo di reazione è più breve che altrove.
Kjartan ha indicato tre possibili percorsi di un'alluvione da sfogo glaciale potrebbe nel caso in cui un'eruzione.
Potrebbe defluire a Myrdalssandur, che è la più probabile, attraverso Sólheimasandur o lungo il fiume Markarfljót.
Un incontro si è tenuto pochi giorni fa per discutere la recente attività sismica del vulcano Katla, così come il vulcano Bárðarbunga.
Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile e di gestione delle emergenze, i capi della polizia del sud d'Islanda, le isole Vestmannaeyjar e Islanda del Nord, dal islandese Met Office e l'Università di Istituto di Scienze della Terra islandese.
Nel corso della riunione, è stato osservato che da agosto dello scorso anno, l'attività sismica è stata insolitamente alta nel vulcano Katla, con tre terremoti superiori a magnitudo 4 e numerose di quelle superiori a magnitudo 3.
Un comunicato inviato alla stampa, dopo la riunione, legge, "L'attività sismica è stata accompagnata da un certo aumento del calore geotermico. Le apparecchiature GPS vicino al bordo della caldera del Katla indicano un'espansione dei primi chilometri di crosta terrestre dal 2010.
Quando l'attività aumenta sul Katla, come ora è il caso, allora la probabilità di un'eruzione deve essere considerata maggiore del solito, e questo è qualcosa che monitoraggio e intervento delle parti devono tenere a mente ".
Una curiosità.
Recenti brevi terremoti sono stati registrati a bassa profondità anche nel settore del vulcano Eyafjallajokull.

In un recente articolo si è spiegato come dopo l'ultima fase eruttiva del 2010 il vulcano sia stato dimenticato da molti, e sia tornato ad uno stadio inattivo, tuttavia si è sottolineato e spiegato come l'attività sismica dei tempi recenti sia continuata anche sulla sua sommità a bassa profondità indicando che è estremamente probabile che una nuova imponente massa di magma si stia accumulando o sia a poca profondità dalla sommità del vulcano.
Due esempi lo spiegano.


Il 21 dicembre 2010,
quindi ben oltre sei mesi dall'ultima eruzione i sensori GPS hanno registrato una nuova inflazione nell'area del vulcano legata ad un nuovo afflusso di magma interno.
Dopo quell'episodio il vulcano si è nuovamente calmato e da allora non ci sono stati evidenti segnali di instabilità, tuttavia qualunque cosa abbia causato l'inflazione e la successiva deflazione del vulcano altri non può essere stato che un'aumento della pressione della massa magmatica interna che poi è diminuita, ma è risaputo che il magma all'interno di un sistema vulcanico è destinato a rimanere con temperature attorno ai 1200 C° per estremamente lunghi periodi di tempo, di conseguenza quella massa di magma si trova ancora all'interno del Eyafjallajokull e i terremoti di pochi giorni fa indicano che si trova a bassa profondità.

Una scossa di magnitudo 2.3 collocata sul fianco orientale del vulcano aveva la profondità di 1.1 chilometri, molto superficiale, un'altra di magnitudo inferiore 1.7 era collocata invece a 5.5 chilometri di profondità, chiaro indice di movimento magmatico, non tettonico vista la scarsa profondità.
Queste scosse di terremoto al momento non indicano nulla di preoccupante, ma sono il segnale che il vulcano non è ancora assopito come invece ipotizzano alcuni esperti.

venerdì 27 gennaio 2017

ISLANDA: NUOVA FORTE SEQUENZA SISMICA SUL KATLA


Una nuova importante sequenza di terremoti si è manifestata sull'area sommitale del vulcano Katla, centrata nella stessa area nella quale un'importante sequenza di terremoti pochi giorni fa, aveva visto almeno una settantina scosse causate dal crescente impulso magmatico sotto la superficie di Katla.

I terremoti più forti avevano la magnitudo di 4.3 e 3.0.
Il primo collocato a soli 100 metri di profondità, il secondo addirittura superficiale.

E' improbabile che a causare il terremoto di 4.3 sia stata una variazione di pressione di origine geotermale, semmai la causa più probabile è causata dalla fratturazione della roccia in quell'area causata dalla pressione della massa di magma che ormai deve aver raggiunto un punto critico.
Un calcolo aprossimativo dell'energia necessaria per causare un terremoto di magnitudo 4.3.
Se pensiamo che un test nucleare in Corea del Nord del 2013 da 7 chilotoni ha prodotto una scossa di magnitudo 4.9.
Un chilotone corrisponde all'energia liberata dall'esplosione di una quantità di mille tonnellate di tritolo, sette chilotoni corrispondono all'energia di 7.000 tonnellate di tritolo.
L'energia che ha causato il terremoto di 4.3 a cento metri di profondità sotto il vulcano Katla è di poco inferiore ma è piuttosto evidente che si sta accumulando una quantità di energia molto grande.
La profondità degli altri terremoti variava da una profondità di 100 metri ad una profondità di 5.4 chilometri.
Da notare inoltre un'altro particolare, nel settore occidentale la sequenza di terremoti pare formare una sorta di progressione lineare che si propaga fino al fianco del vulcano.
Questi terremoti a primo avviso sembrano o scosse minore causate da minori variazioni di pressione della roccia ma un fenomeno simile si era verificato anche i mesi scorsi, in particolare a inizio dicembre.
Questo potrebbe essere causato da un fenomeno di fratturazione a causa di una maggiore pressione della massa di magma in quest'area, oppure ad un'accumulo secondario di magma in direzione ovest.
La futura collocazione dell'eruzione quindi sarebbe collocata tra il settore centrale della caldera e quello occidentale.
Non resta che attendere.

martedì 24 gennaio 2017

ISLANDA: L'ATTIVITA' SISMICA DEL VULCANO KATLA CONTINUA AD AUMENTARE


Dopo l'importante e intensa sequenza di terremoti del 23 gennaio, l'attività sismica sulla sommità del Katla ha leggermente rallentato per poi intensifricarsi nelle dodici ore successive del 24 gennaio con ulteriori due potenti scosse di terremoto di magnitudo 3.3 e 3.1 sempre collocate ad una profondità di soli 100 metri sotto la sommità superficiale del vulcano ed estendendosi dall'area centrale all'area orientale della sommità del vulcano.

Questi terremoti avvengono nelle medesime aree dove negli ultimi mesi l'attività sismica aveva formato una sorta di linea retta che tagliava a metà la caldera, segno evidente di una profonda fratturazione della roccia a causa della crescente massa magmatica interna e ovviamente anche nelle stesse regioni che già ad agosto avevano manifestato scosse di terremoto di magnitudo superiore a 3.0.
Queste forti scosse di terremoto sono più probabilmente causate dalla massa di magma accumulata che ormai negli ultimi anni deve aver guadagnato una pressione sufficiente a superare quella della massa di roccia stratificata che lo trattiene all'interno del vulcano.
Vista la crescente ed evidente attività sismica di origine magmatica viene da chiedersi perchè le stazioni GPS nel breve termine registrino poca o scarsa deformazione.
Sul lungo termine, nel corso degli anni si ha la conferma che il Katla ha manifestato una chiara tendenza al sollevamento.
Dal 1999 c'è stato un lento ma costante sollevamento, aumento dell'attività sismica e una maggiore attività geotermica nella caldera del Katla.
Questi sono considerati indicatori a lungo termine e l'insorgenza di magma sta accumulando sotto il Katla.
Si ritiene che il periodo di tempo dei terremoti per avviarsi può essere una periodo da un'ora a un giorno.
Nel breve termine tuttavia le stazioni GPS in corrispondenza con questa potente attività sismica non registrano alcuna significativa traccia di deformazione pre-eruzione sulla sommit
Si veda qui e qui.Forse la spiegazione è piuttosto semplice.
Nel corso degli anni l'attività geotermica sotto la superficie del ghiacciaio ha continuato ad aumentare producendo un'aumento dello scioglimento della calotta glaciale che ricopriva la sommità del vulcano, dopo questo costante aumento dello scioglimento glaciale si sono formate delle cavità tanto profonde da portare allo sprofondamento e collasso della massa glaciale in superficie.
Lo spessore medio della massa glaciale sopra la sommità di Katla è tra i 200 e i 400 metri, tuttavia sono anni che il ritiro della massa glaciale avviene sia dai lati sia dal basso, di conseguenza quello che potrebbe essersi formato sotto il ghiacciaio del vulcano Katla altro non dovrebbe essere che un gigantesco sistema di caverne subglaciali formate dallo scioglimento e dello scorrere dell'acqua formatasi dalla fusione glaciale.
Una foto esempio la possiamo trovare qui sotto.

Se la calotta glaciale del Mýrdalsjökull in realtà fosse cava, nella parte sottostante, i rilevamenti GPS sulla deformazione della caldera difficilmente registrerebbero segnali dettagliati in superficie, se la massa sottostante fosse piena di cavità di origine geotermale.
Naturalmente si tratta di un'ipotesi, ma i fenomeni delle caverne subglaciali di origine geotermica sono piuttosto diffusi sia in Islanda sia in Kamchatka.


lunedì 23 gennaio 2017

IMPORTANTE SEQUENZA DI TERREMOTI SCUOTE LA SOMMITA' DEL VULCANO KATLA


Un'importante sequenza di decine terremoti, particolarmente intensa ha coinvolto una vasta area della sommità del vulcano Katla, quasi tutti collocati ad una profondità di 100 metri.
E' difficile dire cosa possa aver scatenato una simile sequenza sismica se non tirando in ballo una sempre maggiore pressione della massa magmatica oppure il riscaldamento improvviso di un'importante massa d'acqua di origine geotermica, segnale comunque che il magma è prossimo alla superficie.

I terremoti più forti avevano magnitudo tra 3.0 e 2.5 e di quest'ultima magnitudo erano almeno quattro.
Questa tendenza conferma ancora una volta che il Katla è prossimo ad un'eruzione, anche se potrebbero volerci ancora mesi.
Tuttavia negli ultimi mesi segnali di fratturazione della roccia, aumento del flusso di scioglimento glaciale e ripetuta intensa attività sismica si stanno manifestando dall'estate 2016, in particolare da giugno.

Maggiori dettagli se lo sciame sismico si calmerà li vedremmo nelle prossime ore, tuttavia osservando la sequenza di terremoti, l'idea che chi scrive si sta facendo è che il magma si stia già facendo strada negli strati rocciosi e i terremoti sono causati da questo.

mercoledì 18 gennaio 2017

ISLANDA: TREMA DI NUOVO IL VULCANO KATLA


Nuove sequenze sismiche hanno scosso l'area sommitale del vulcano Katla.
Questi terremoti sono perlopiù superficiali tra i 6 e gli 0 chilometri, anche se il maggiore aveva una magnitudo di 1.3, quelli più superficiali potrebbero essere semplicemente causati dalla stabilizzazione della massa glaciale, causata da un'aumento dell'attività geotermale, ma i segnali negli ultimi sei mesi sono stati perlopiù eloquenti circa che le masse di magma all'interno del vulcano sono in movimento e stanno premendo alla ricerca di uno sfogo, possa essere laterale o sommitale.
Non ci si può aspettare molto finichè non avvengono reali cambiamenti nell'attività sismica.
Alcuni descrivono che il Katla potrebbe avere un'eruzione catastrofica, ma finora la tipologia di vulcanismo è simile a quella del Eyafjallajokull, a carattere effusivo.
Di conseguenza anche un'eruzione più forte del suo vicino, porterebbe il Katla semplicemente ad avere una maggiore sequenza di eruzioni freatomagmatiche, nel caso la lava entrasse in contatto con il ghiacciaio.
Gli effetti dei gas e delle ceneri senza dubbio a seconda dei venti potrebbero influenzare l'agricoltura per molti mesi in Islanda, ma si tratta semplicemente di effetti locali.

BENVENUTI!!!



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TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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