ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 16 settembre 2015

LA CONVERGENZA DELLA REPUBBLICA CINESE E INDIANA GUIDA IL PIANO GLOBALE


L’esultanza era prevedibile. Quando i mercati azionari cinesi sono caduti e la Cina ha svalutato la propria moneta, i commentatori occidentali, avendo a lungo risentito del continuo successo economico della Cina, non potevano resistere dal gongolare per l’inciampo della Cina. Paul Krugman, vincitore del Premio Nobel per l’economia, ha trionfalmente detto della Cina, “i governanti del Paese non hanno idea di quello che fanno”. Davvero? C’è qualcuno al mondo che crede veramente che i leader cinesi siano all’oscuro? E’ chiaro da tempo che l’economia cinese in rapida crescita deve ristrutturarsi per la prossima fase della crescita. L’attuale leadership è ben consapevole delle sfide, e nonostante le difficoltà a breve termine che inevitabilmente arrivano con tali riforme, è salda nei piani di riforma. Non molti Paesi avrebbero la decisa leadership capace di attuare tale ristrutturazione, ma la leadership cinese non ha battuto ciglio. Le fluttuazioni che vediamo nei mercati finanziari cinesi sono un riflesso della decisa ristrutturazione all’opera. Purtroppo, il mondo in generale sembra aver frainteso questi piani. Tuttavia, la storia dell’Economist è importante visto che indica un’altra altrettanto importante preoccupazione. Ha detto che “i mercati emergenti sono vulnerabili a una vera crisi”. The Economist aveva ragione nel mettere in luce questo punto. Andando avanti, i mercati emergenti potrebbero salire o cadere insieme. E se dovessero cadere, non potrebbero più invitare i grandi piani di salvataggio del passato. Le popolazioni insicure di UE e Stati Uniti non hanno voglia di aiutare il resto del mondo, e certamente non i mercati emergenti più grandi, spesso visti come minacce future. Questo è il motivo per cui sarebbe saggio, per le economie emergenti, iniziare la prevedere gli scenari peggiori. Data l’instabilità dei mercati finanziari moderni e degli esagerati programmi di trading computerizzati, possiamo aspettarci di vedere più giravolte sui mercati azionari, obbligazionari e valutari. Non vi sono leader di statura e visione mondiale oggi pronti a guidare uno sforzo coordinato globale per calmare i mercati. In effetti, la FED potrebbe anche procedere con l’aumento del tasso a lungo pianificato, anche se creerebbe una crisi economica mondiale. E perché la FED lo fa? Il suo unico compito è gestire e proteggere l’economia degli Stati Uniti. Pertanto non ha altra scelta che mettere i propri interessi davanti a quelli globali, nonostante le chiare richieste del FMI del contrario.
Le principali economie di mercato emergenti, in particolare Cina e India, dovrebbero annunciare l’impegno a un dialogo economico di alto livello per lavorare a un maggiore coordinamento delle politiche macroeconomiche. Insieme costituiscono quasi 12000 miliardi di dollari di PIL, due terzi dell’economia attuale degli Stati Uniti. Inoltre, se continuano a crescere nei prossimi 10 anni conservando il tasso di crescita composto annuo del 6,5 per cento, raddoppierebbero il PIL a 24000 miliardi, aggiungendo altri 12000 miliardi al PIL mondiale entro il 2025. Tale coordinamento ovviamente non sarà facile. Gli interessi politici ed economici di India e Cina non sono allineati a quelli di Stati Uniti, Canada ed Unione europea. Le pressioni sulle economie cinese e indiana sono anche diverse. L’economia della Cina da 10360 miliardi (2014) è di gran lunga maggiore di quella dell’India dal PIL di 2070 miliardi di dollari (2014). Ci saranno difficoltà su esportazione/produzione per la prima, mentre per la seconda su consumi/servizi. Ma ci potrebbero essere anche significativi aumenti, se collaborano. L’India ha un deficit infrastrutturale da 1000 miliardi di dollari che sarà colmato se il suo rapido ritmo di crescita continua. La Cina può fornire investimenti e assistenza nel risolvere il deficit nel modo più efficiente ed economico rispetto a qualsiasi altro Paese. Iniziative come questa potrebbe essere chiari casi di mutua vittoria per entrambi i Paesi. Se il dialogo economico ad alto livello porta a coraggiose iniziative verso un’efficace cooperazione economica, i mercati ne prenderanno nota. Tutto questo richiederà una leadership dalla visione a lungo termine. Se le economie di mercato emergenti cercano di affrontare le turbolenze economiche globali singolarmente, potrebbero essere facilmente squassate dalle tempeste. Anche la grande economia cinese è stata scossa. Ma se le economie di mercato emergenti, in particolare Cina e India, annunciano una politica di collaborazione, i mercati reagiranno diversamente. Vedranno maggiore stabilità e prevedibilità nei mercati emergenti, soprattutto se i due giganti asiatici parlano con una voce sola. Allo stesso tempo, è chiaro che i due Paesi che avranno la più grande classe media saranno Cina e India. In 20 anni o meno, la popolazione delle classi medie combinate sarebbe di quasi 1,5 miliardi di persone, il doppio della popolazione attuale combinata di UE e USA. Se Cina e India legheranno l’ASEAN alla loro cooperazione economica, vi aggiungerebbero la terza maggiore classe media in Asia. Quando gli investitori a lungo termine scommetteranno sulla futura classe media in Asia, i mercati reagiranno di conseguenza. E quando ciò accadrà, l’esultanza dei sapientoni occidentali sarà finalmente finita.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/09/11/la-convergenza-sino-indiana-guida-il-mondo/

lunedì 27 luglio 2015

LA FEDERAZIONE RUSSA APPROVA LA NUOVA VERSIONE DELLA SUA DOTTRINA NAVALE

Vladimir Putin ha firmato la nuova versione della Dottrina navale della Russia, che prevede in particolare una più stretta cooperazione con le forze navali di Cina e India.

Il documento stabilisce le priorità dello Stato in materia degli interessi strategici della Russia nel campo navale.
Russia, Cina e vari altri Stati prestano un'attenzione sempre maggiore all'oceano, specie alla difesa dei loro diritti e interessi navali, e stanno sviluppando le loro marine militari. Questa attività è alla base della cooperazione russo-cinese, ha detto in un'intervista a Sputnik l'esperto dell'Istituto cinese di studi internazionali, direttore del Centro di studi sul Pacifico meridionale, Shen Shi Shun.
"Lo sviluppo della cooperazione in mare ha un'importanza globale. Russia e Cina tengono a precisare che la loro cooperazione non è diretta contro terzi. Se questa cooperazione sarà sviluppata in maniera corretta, in futuro, se dovesse essere necessario, Mosca e Pechino potranno intensificare la loro interazione, pertanto la cooperazione tra le marine militari è davvero importante. L'importanza della cooperazione va oltre i rapporti bilaterali dei due paesi, in quanto esercita una determinata influenza anche su scala globale e regionale", — ha detto Shi Shun.
Nel mese di maggio nel Mediterraneo sono state svolte le esercitazioni bilaterali "Interazione navale 2015", che sono diventate un'importante dimostrazione della capacità delle forze armate russe e cinesi di operare lontano dal proprio territorio. In agosto le navi dei due paesi dovranno dimostrare un'altra volta la capacità di coordinare le loro azioni, questa volta nel Pacifico. Si prevede che alle esercitazioni congiunte, che si terranno nel mar del Giappone e sulla fascia costiera della Russia, nell'Estremo Oriente, parteciperanno circa 20 navi, nonché aerei ed elicotteri dell'aviazione navale. Per la prima volta nella storia delle esercitazioni congiunte sarà effettuato uno sbarco di truppe, adoperando navi da sbarco e l'aviazione navale di entrambi i paesi.
La nuova versione della Dottrina navale parte dal già alto livello di interazione con i partner asiatici della Russia, non solo la Cina, ma anche l'India. Entro la fine dell'anno nell'oceano Indiano saranno svolte esercitazioni russo-indiane Indra Navy-2015.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150727/829010.html#ixzz3h6EGpV8I

martedì 14 luglio 2015

STATI UNITI, EUROPA OCCIDENTALE E GIAPPONE NON DOMINANO PIU' SUL MONDO

Gli Stati Uniti provano a distruggere il mercato cinese perché i BRICS lanciano la Nuova Banca di Sviluppo?

La marea muta, il mondo non è più dominato da Stati Uniti, Europa occidentale e Giappone. 
Il Gruppo degli Otto (G8), ritornato Gruppo dei Sette (G7) nel 2014, è stato sostituito dai BRICS, motivo per cui la Russia non è stata disturbata quando fu espulsa dal circolo della chiacchiera G8/G7 da Stati Uniti, Germania, Giappone, Canada, Gran Bretagna, Francia e Italia. Nel mondo, imprese e governi prevedono la normalizzazione del commercio con l’Iran, con o senza accordo nucleare tra Teheran e il gruppo permanente 5 + 1 (o EU3 + 3). I BRICS si istituzionalizzano superando la fase del forum di coordinamento tra Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. La Nuova Via della Seta della Cina accelera mentre l’Unione economica eurasiatica (UEE) è diventata realtà nel gennaio 2015. Inoltre, dopo quindici anni, la Shanghai Cooperation Organization (SCO) si amplia. L’Eurasia integra e fonda il nucleo dell’ordine mondiale alternativo e rivale. Ciò preoccupa la classe politica di Washington. Mentre all’Ucraina è stata impedita l’adesione all’UEE, Stati Uniti e alleati fanno di tutto per minare e deridere l’UEE quando fu lanciata da Armenia, Bielorussia, Kazakistan e Russia. Nonostante ciò, entro l primo anno l’Unione economica eurasiatica ha fatto progressi. E’ già iniziato il processo di creazione di zone di libero scambio con Vietnam, Egitto, India, Iran e Mercato comune del sud Sud America (Mercosur/Mercosul), composto da Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela. Né gli Stati Uniti sono riusciti a isolare Cuba, Iran, Siria o Russia. Washington ha fallito nel cambio di regime in Siria e funzionari statunitensi hanno dovuto sedersi al tavolo delle trattative con iraniani e cubani. Sono invece gli Stati Uniti ad isolarsi. Sotto la presidenza russa, il settimo vertice dei capi di Stato dei BRICS e il quindicesimo di quelli della SCO si sono svolti in contiguità a Ufa, capitale del Bashkortostan in Russia, tenutisi rispettivamente dall’8 al 9 luglio e dal 9 al 10 luglio 2015. Non solo Ufa ha dimostrano che la Russia non è per nulla isolata, ma la capitale del Bashkortostan è diventata punto di partenza di un ordine mondiale rivale.

L’Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione si amplia
La SCO ha avviato il processo di espansione accettando le richieste del settembre 2014 di due grandi potenze dell’Asia del Sud, India e Pakistan, alla piena adesione. Se si considera l’Uzbekistan fondatore della SCO nel 2001, come SCO e tutti i suoi aderenti ufficialmente riconoscono, è la prima volta che la SCO si amplia. Se però non si considera il 2001 quale data di fondazione dell’organizzazione ma la fondazione del Patto di Shanghai (senza Uzbekistan) nel 1996, quale data di nascita della SCO, allora è la seconda volta che l’organizzazione eurasiatica si amplia. Mentre si decide al vertice SCO a Ufa che India e Pakistan diventeranno membri a pieno titolo della Shanghai Cooperation Organization nel 2016, la Bielorussia è passata a Ufa da osservatore della SCO a partner del dialogo. Minsk raggiunge Afghanistan, Iran e Mongolia quale osservatore della SCO. La Bielorussia probabilmente diverrà membro a pieno titolo della Shanghai Cooperation Organization. La candidatura dell’Iran a membro a pieno titolo è stata accettata sempre in occasione del vertice SCO nel Bashkortostan. Teheran da tempo chiede che il suo status passi a quello di pieno aderente. Una volta che le sanzioni delle Nazioni Unite contro l’Iran saranno eliminate, dopo il raggiungimento dell’accordo nucleare finale tra P5+1 e iraniani, Teheran seguirà le orme di Nuova Delhi e Islamabad avviando il processo di adesione alla SCO. Nuovi partner sono stati accettati nella Shanghai Cooperation Organization al vertice di Ufa. Armenia, Azerbaigian, Cambogia e Nepal sono stati accettati quali nuovi partner del dialogo. Ora aderiscono assieme a Turchia e Sri Lanka quali interlocutori della SCO. L’appartenenza alla SCO è ampiamente ricercata mentre l’organizzazione eurasiatica acquisisce sempre più importanza e risalto. Lo Sri Lanka ha comunicato alla SCO di voler aggiornare lo status nell’organizzazione eurasiatica. Paesi come Bangladesh, Egitto, Siria e Maldive hanno chiesto di aderire alla SCO in diversi aspetti. L’Egitto ha chiesto di diventare interlocutore della SCO il 2 giugno 2015.

Il Drago cinese e l’Orso russo forgiano una comunità del destino

Russia e Cina forgiano un ordine mondiale alternativo attraverso SCO, UEE e BRICS. Tutti e tre gli enti si sono riuniti ad Ufa. La Russia ne è il denominatore comune mentre la Cina lo è anche di SCO e BRICS. L’attraente concetto cinese di “comunità del destino” comprendente la Repubblica popolare, fu ufficialmente adottato dal Congresso nazionale del Partito comunista cinese nel 2007, ed associa BRICS, SCO, UEE e Nuova Via della Seta. I funzionari cinesi promuovono questo concetto da alcuni anni, ma è rinato nel Bashkortostan durante il vertice di Ufa ospitato dal governo federale russo. La “Comunità del destino”, senza giochi di parole, è il termine che i mandarini della politica di Pechino usano per indicare un prosperoso rapporto speciale comune tra Cina e altri Paesi, concretizzando il rapporto speciale tra Cina, Russia e i Paesi che riunitisi a Ufa. Washington, tuttavia, si rifiuta di accettare l’ascesa di Pechino e la “comunità del destino” illustratasi a Ufa. Essi non mostrano alcun segno di voler far parte della “comunità del destino”. I responsabili politici della periferia di Washington si rifiutano di capirlo e si ostinano a non accettare la nascita di una nuova realtà che disfa l’architettura dell’ordine globale. Funzionari ed élite politiche degli Stati Uniti continueranno a promuovere politiche ed approcci sbagliati finché la loro nave affonderà. Invece di accettare un consenso e un sistema di governance globale, Washington fa di tutto per destabilizzare, dividere e distruggere l’“Ordine Mondiale di Seta” che Cina e Russia promuovono. La posizione degli Stati Uniti trascina il mondo verso il conflitto.

Gli attacchi di Washington alla Borsa cinese

L’architettura finanziaria mondiale viene alterata. Il dollaro USA viene gradualmente neutralizzato come arma degli Stati Uniti, mentre il monopolio di Washington nel sistema Bretton Woods formato da Fondo monetario internazionale (FMI) e Banca Mondiale viene direttamente contestato dalla New Development Bank (NDB) dei BRICS e dalla Infrastrutture Asian Investment Bank (AIIB) della Cina.; Cina, Russia e una coalizione di altri Paesi si sottraggono agli Stati Uniti, indebolendone la capacità di manipolare valute e mercati finanziari mondiali. La SCO non solo si amplia, ma essa e vari Paesi e organizzazioni internazionali soprattutto in Eurasia e America Latina lasciano il dollaro nel commercio bilaterale e multilaterale. Venezuela, Cuba, Argentina, Uruguay, Sri Lanka, Turchia, Bielorussia, Armenia, Kazakistan, Repubblica socialista del Vietnam e Repubblica popolare democratica di Corea sono tra questi Paesi. A parte la SCO, Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), BRICS, Mercosur ed Unione economica eurasiatica (UEE) sono organizzazioni e gruppi che sostituiscono il dollaro nel commercio. In risposta, la guerra economica che gli Stati Uniti guidano sembra ad una nuova svolta. Speculando su un declino economico della Cina quale arma e manipolando la psicologia sui mercati, la reazione di Washington alle misure adottate da Pechino e Mosca per frenarne l’influenza e il dollaro USA sembra aver portato a un attacco finanziario sul mercato azionario cinese. L’obiettivo era colpire la fiducia degli investitori nell’economia cinese e avviare i disinvestimenti attraverso vendite massicce. I cinesi hanno accusato gli Stati Uniti, mentre il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha respinto ogni responsabilità. La reazione di Pechino ai tentativi di crash del mercato azionario cinese ha seguito con calma le leggi che limitano il ritiro degli investitori. La China Securities Regulatory Commission e la polizia cinese avviano indagini penali. Gli Stati Uniti vogliono ostacolare il ruolo centrale che i cinesi giocano nel finanziamento dei grandi progetti bancari, infrastrutturali e di sviluppo che mettono in discussione l’influenza globale di Washington. Il crollo sul mercato azionario cinese ha lo scopo di suscitare il panico tra gli investitori. In ultima analisi, la mossa viene innescata per minare il vigore economico della Repubblica popolare, per paralizzare la Nuova Via della Seta e il progetto di Pechino di creare un ordine mondiale alternativo con la Russia e i partner di BRICS, SCO e UEE.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/07/13/combattere-la-comunita-del-destino-russa-e-cinese/

lunedì 18 maggio 2015

RUSSIA, INDIA CINA: L'INCUBO DEGLI STATI UNITI

La Russia avidamente spera nel riavvicinamento tra India e Cina, dopo la visita di alto profilo del primo ministro indiano Narendra Modi in Cina. Se le tensioni politiche tra India e Cina diminuiscono Russia, India e Cina (RIC) insieme inizieranno ad essere il motore economico e strategico del mondo, preoccupando gli Stati Uniti.

Il primo ministro indiano Narendra Modi s’è recato in Cina il 14 maggio per i negoziati con il Presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping. Nell’ambito della visita, Modi spera in una svolta nei rapporti con la Cina, finora ostacolata da disputa di confine e rivendicazioni territoriali. A giudicare dagli indicatori indiretti, la visita potrebbe essere la svolta nelle relazioni tra New Delhi e Pechino. Il programma della visita di Modi in Cina sarà tale che il primo ministro indiano sarà ricevuto dai massimi funzionari cinesi. Rompendo il protocollo, il presidente cinese s’è recato nella città natale di Xian, incontrando personalmente Modi non solo per un vertice durato più di 90 minuti, ma anche per un tour informale nei principali siti storici buddisti di Xian. È la prima volta che Xi riceve un leader fuori Pechino. Il gesto è visto come un serio tentativo di ridurre le differenze e “rafforzare la fiducia” tra i due Paesi. Il Presidente Xi risponde al gesto simile di Modi quando visitò l’India nel settembre scorso. Modi aveva ricevuto Xi nella sua nativa Ahmadabad. Il primo ministro indiano era a Pechino per incontrare il premier cinese Li Keqiang. La sua visita si conclude con un viaggio a Shanghai dove la delegazione indiana avrà dei negoziati con i rappresentanti degli ambienti economici cinesi. Per la Russia, il riavvicinamento tra India e Cina è una questione di fondamentale importanza. Per molto tempo, il concetto di triangolo strategico tra Russia, Cina e India è esistito, ma fino a poco prima non appariva particolarmente redditizio. Il RIC, come gruppo, è stato soprattutto un forum economico, senza molto da mostrare in termini strategici. Il conflitto tra Cina e India sui confini è irrisolto e sembra intrattabile. Con questa visita è probabile che alcune questioni saranno risolte e le difficoltà principali nell’integrazione economica dell’Eurasia potrebbero essere risolte. Ciò significa che Mosca dispone di nuove opportunità in Oriente. In questo contesto, la conversazione telefonica tra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro indiano, il giorno prima della visita in Cina, è significativa. Secondo il servizio stampa del Cremlino, e un tweet di Modi, il primo ministro indiano ha confermato la partecipazione al prossimo vertice BRICS di luglio e al vertice della Shanghai Cooperation Organization a Ufa. Ha anche discusso con il Presidente su varie questioni russe connesse all’espansione del partenariato strategico e privilegiato russo-indiano. La settimana scorsa, Putin ha ricevuto il presidente cinese Xi a Mosca, dove più di 30 accordi sono stati firmati dai due leader.

Svobodnaja Pressa (SP): Cosa significa il riavvicinamento tra i due giganti economici asiatici per la Russia?
“L’idea di un triangolo russo, cinese e indiano fu avanzato da Evgenij Primakov, alla fine degli anni ’90”, ha detto Aleksej Maslov, direttore del Centro di ricerca strategica sulla Cina presso l’Università russa dell’Amicizia dei Popoli e a capo del Dipartimento di Studi Orientali presso la Scuola Superiore di Economia. “Ma allora si pensava che la Russia avrebbe giocato un ruolo di primo piano nel ‘triangolo’. Ora è chiaro che la Cina avrà questo ruolo, cambiando l’intera situazione”, ha detto. “Bisogna capire che il rafforzamento del triangolo avverrà secondo il concetto cinese di nuova ‘Grande Via della Seta’. In altre parole, la Cina unirà i Paesi secondo un comune interesse, soprattutto economico”.
SP: In particolare quali progetti potrebbero unire India, Cina e Russia?
“Prima di tutto è il passaggio alle transazioni in valuta comune. È chiaro che tale valuta non apparirà domani, ma nel migliore dei casi tra 5-6 anni. È un progetto molto interessante. Inoltre, i nostri tre Paesi possono introdurre un sistema commerciale preferenziale e creare società miste. Probabilmente possiamo sviluppare rotte ferroviarie e aree commerciali comuni. In sostanza, oggi la Cina crea una nuova realtà politica, ed è Pechino che la controlla. Molto dipende da quanto efficacemente la Cina normalizzerà le relazioni con l’India. Non è facile considerando le rivendicazioni territoriali e il conflitto che causano, apparsi nelle precedenti trattative indiano-cinesi”.
SP: Pensa che Pechino ci riesca?
“Mi aspetto che la visita Modi concluda un accordo che congeli le dispute territoriali. Penso che la Cina adotterà misure economiche per dare all’India credito per sviluppare la propria industria. Devo dire che oggi l’India è un concorrente naturale della Cina per costi di produzione. E’ possibile che la Cina individui alcune imprese in India. Nel prossimo futuro inizieranno i lavori degli investimenti cinesi in strade e ferrovie nel nord dell’India. In sostanza, nel quadro del progetto Grande Via della Seta, Pechino spera di aver il controllo su un vasto territorio, dal Sud-Est asiatico al Caucaso. Questo concetto implica integrazione economica, cooperazione finanziaria e politica, logistica e infrastrutture comuni. Per ora questo concetto comprende i territori della Cina, più i Paesi vicini come le repubbliche dell’Asia centrale e i Paesi del sud-est asiatico. La Russia non l’ha ancora sottoscritto, ma ha detto che è pronta alla cooperazione nel quadro delle due unioni; la Via della Seta e l’Unione economica eurasiatica. (L’India non aderirebbe al progetto di Via della Seta)”.
SP: Si può dire che in questa situazione, sia particolarmente vantaggioso per la Russia volgersi a Est?
“Allo stato attuale, la Russia è il maggiore Paese che sostiene la “politica espansionistica della Cina”, rafforzando le nostre posizioni politiche ed economiche. D’altra parte, una serie di rischi e conflitti possono sorgere in futuro, che potranno essere risolti solo se la Russia potrà coinvolgervi ugualmente occidente e Oriente”, ha detto Maslov. “Tra Pechino e New Delhi c’è una disputa territoriale, derivante dalla (prima) guerra di confine sino-indiana nel 1962, che si concluse con la sconfitta dell’India”, osserva Andrej Ostrovskij, vicedirettore dell’Istituto di Studi Estremo Orientali, e membro dell’Associazione europea dei sinologi. “Come risultato, l’India ora occupa una parte del territorio cinese, nello Stato di Arunachal Pradesh, e la Cina una parte del territorio indiano, l’altopiano di Aksai Chin. Fino a quando tali dispute territoriali non saranno risolte, avere normali relazioni tra i due Paesi sarà piuttosto difficile. Tuttavia, questi problemi possono essere risolti a poco a poco, attraverso i negoziati. Prendiamo ad esempio le relazioni Russia-Cina. Nel 1964, quando Mao Zedong per la prima volta sollevò la questione del destino di 1,5 milioni di chilometri quadrati che la Russia zarista aveva preso alla Cina, il problema era ben lungi dall’essere risolto. Tuttavia nel 2004, 40 anni dopo, fu effettuata la demarcazione definitiva del confine russo-cinese. Data la buona volontà di entrambe le parti, i Paesi poterono perfettamente risolvere le questioni di confine. Non appena Cina e India risolveranno le loro dispute territoriali, tutte le altre questioni politiche saranno immediatamente risolte. Va detto che la soluzione del problema di confine è attesa da tempo, mentre i legami economici tra India e Cina si sviluppano molto rapidamente. Il volume del commercio estero India-Cina è paragonabile al volume degli scambi della Russia con la Cina, circa 100 miliardi di dollari. La cosa importante è che i problemi tra India e Cina saranno affrontati non solo nel formato BRICS ma anche nell’ambito della Shanghai Cooperation Organization (SCO), in cui la Russia ha un ruolo importante. Come sappiamo, Nuova Delhi ha presentato domanda di adesione alla SCO ed è del tutto possibile che durante il vertice SCO a Ufa, a luglio, sarà approvata la richiesta dell’India”.
SP: Che cosa costituiscono gli interessi economici comuni di India e Cina?
“Di particolare interesse sono i mercati di entrambi i Paesi, che sono enormi. Infatti, quasi tutta la produzione in surplus di cui la Cina è capace può essere venduta all’India, e viceversa. Inoltre, ci sono anche prodotti e servizi esclusivi dell’India o della Cina. In India sono prima di tutto i servizi di informazione e software, mentre la Cina spera di costruirvi una rete ferroviaria ad alta velocità”.
SP: Qual è il posto della Russia in queste due economie?
“Il nostro posto nell’economia cinese emerge dai 32 accordi firmati dal Presidente Xi durante la visita di maggio a Mosca. Secondo questi accordi, la Cina investirà nel nostro programma di sviluppo delle infrastrutture. Oltre alla ferrovia ad alta velocità da Mosca a Pechino, che sarà costruita nel 2023, abbiamo progetti infrastrutturali comuni in Asia, come ad esempio la costruzione della linea ferroviaria Kyzyl-Kuragino e il porto in Estremo Oriente. Inoltre la Cina fornisce alla Russia credito. Noi invece forniremo gas alla Cina per la via occidentale, così come 100 velivoli Sukhoj Superjet. L’India anche è interessata al gas russo. Il Paese è enorme e non dispone di risorse energetiche sufficienti. Sì, esistono problemi nell’organizzare la fornitura di gas, per esempio per il terreno difficile. Tuttavia, come i cinesi dimostrano con la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità per il Tibet, ciò non è insormontabile”, ha detto Ostrovskij.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/05/16/il-nuovo-incubo-degli-usa-india-cina-e-russia/

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LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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