ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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lunedì 17 ottobre 2016

L'EUROPA SI PREPARA AL DOPO ANGELA MERKEL

Il cancelliere tedesco Angela Merkel festeggerà 11 anni di potere il prossimo mese, ma la probabilità di sconfitta per il suo partito nelle elezioni del prossimo anno ha spostato l'attenzione di tutti alla forma della politica europea dopo la sua partenza.

Il (CDU) partito Unione Democratica Cristiana di Angela Merkel ha subito una serie di sconfitte alle elezioni nel corso dell'ultimo anno, più di recente arrivando secondo dietro il Partito Socialdemocratico (SPD) a Berlino il mese scorso, dopo aver ricevuto il 6,7 per cento meno voti rispetto al 2011.
Le sconfitte sollevano dubbi sulla fattibilità della candidatura di Merkel per il cancelliere nelle elezioni federali della Germania il prossimo anno.
In mezzo a crescenti speculazioni, la Merkel si deve ancora dichiarare se lei si candiderà alle elezioni di nuovo.
In Project Syndicate, il Professore di Politica Economica Ashoka Mody l'ha considerata la più ampia implicazione di elezioni federali della Germania, anche se non la Merkel mantiene la sua carica di Cancelliere.
"Per ora, la Merkel mantiene il suo ruolo di de facto cancelliere europeo, semplicemente perché non c'è alternativa. Il primo ministro italiano Matteo Renzi cerca ancora la Merkel quando vuole 'flessibilità' sulle regole di bilancio.
Il primo viaggio all'estero ufficiale del primo ministro britannico Theresa May era a Berlino ", ha scritto Mody.
Tuttavia, gli utili da parte dell' AfD e altri nazionalisti, come l'UKIP del Regno Unito e il Front Nazional della Francia, sono la prova che la politica europea è cambiata, che ha implicazioni per l'integrazione europea e il ruolo considerato di primo piano della Germania nel progetto europeo. la speranza del professore è che l'Europa dia luogo ad un "nazionalismo responsabile", in cui "i governi dell'Eurozona dovranno servire i propri cittadini piuttosto che un astratto ideale europeo, e vivere secondo la disciplina delle urne e il mercato. "
Tra differenze nette oltre le regole di bilancio europee e la crisi del debito greco ", un tedesco come il Cancelliere europeo dividerebbe l'Europa in modo più distante", ha concluso Mody.
Angela Merkel è stato eletta la prima volta nel 2005 il cancelliere, e correre di nuovo per le elezioni potrebbe consentire di superare il record stabilito dal suo mentore politico Helmut Kohl, che governò la Germania 1982-1998. più longevo Cancelliere della Repubblica federale ha supervisionato la riunificazione della Germania e fu determinante per promuovere l'integrazione europea, dando alla Germania un ruolo politico ed economico chiave al centro della UE e promuovere il progetto della moneta unica Euro.
Nonostante i successi apparenti Kohl per il progetto dell'Unione Europea e la posizione della Germania al suo interno, Kohl ha subito una sconfitta umiliante, quando correva per l'ufficio per l'ultima volta nel 1998, un'esperienza che la Merkel si dice che sia desiderosa di evitare.
I sondaggi suggeriscono che la maggioranza dei tedeschi è contraria alla Merkel che soggiorni per un quarto mandato.
Secondo un sondaggio condotto dalla commissione Cicerone magazine nel mese di maggio, due mesi dopo che il CDU ha subito pesanti perdite in tre elezioni statali, il 64 per cento dei tedeschi non vogliono che Merkel rimanga Cancelliere.
Finora Merkel rimane a denti stretti circa le sue intenzioni, ma lei dovrà decidere il suo futuro entro l'inizio del mese di dicembre al più presto, scrive Rheinische Post (RP) giornale della Germania.
Uno dei motivi per la quale Merkel potrebbe correre di nuovo è la penuria di candidati nell'Unione CDU / CSU per sostituire il suo ruolo, ha notato il giornale.
I possibili candidati includono il ministro della Difesa Ursula von der Leyen, capo della Cancelleria tedesca Peter Altmaier e anche il ministro delle Finanze 74 anni, Wolfgang Schauble .
"La posizione di Her (Von der Leyen) per quanto riguarda la politica dei rifugiati è molto simile a quelli del Cancelliere. Se Merkel è percepita come troppo di sinistra per l'Unione, c'è alternativa. Peter Altmeier si parla come un possibile sostituto, ma lo stesso vale per l'avvocato brillante come al Von der Leyen. lui è così vicino al Cancelliere che in realtà non rappresenta un'alternativa, " conferma RP.
Alcuni hanno speculato circa la possibile intenzione di Horst Seehofer, il leader della Baviera del partito sorella del CDU, il CSU, di correre per il cancelliere.
Tuttavia, secondo il tedesco politologo Oskar Niedermayar, Seehofer non ha alcuna possibilità di diventare Cancelliere. "A parte la questione se Seehofer vorrebbe ... egli non ha alcuna possibilità, perché l'alleanza (CDU / CSU) certamente non sarà in grado di raggiungere la maggioranza alle prossime elezioni federali. Questo significa che ha bisogno di un partner di coalizione, e tutti i partner immaginabili non avrebbero accettato o eletto Seehofer come Cancelliere federale "ha detto Niedermayar T-online .

Fonte:https://sputniknews.com/europe/201610161046381070-merkel-chancellor-europe/

martedì 17 maggio 2016

LA GRANDE STAMPA IN GERMANIA VEDE UN CAMBIAMENTO EPOCALE: ''COL TRAMONTO DELLA MERKEL, L'ALBA DELLA DESTRA AL POTERE''


La Germania non è solo il baricentro dell'Unione europea, e neppure solo la prima economia della zona euro: la Germania è il laboratorio nel quale maturano i cambiamenti più radicali della storia d'Europa. E in Germania quello che fino all'anno scorso era considerato un blocco politico d'estrema stabilità, la Cdu-Csu a guida Merkel, ora è ridotto in macerie, scrive la grande stampa tedesca questa mattina.
"Il Circolo di Berlino della Cdu (il vertice ristretto del partito -ndr) ha ragione: il partito si trova in una situazione drammatica. Sotto il cancellierato di Angela Merkel sono stati persi sei governi regionali e il 25 per cento degli elettori ha voltato le spalle al partito. Alla destra dell'Unione e' nato un altro partito, l'euroscettico Alternativa per la Germania, che ha sottratto moltissimi elettori alla Cdu e alla Csu".
A tracciare questa spietata analisi è l'editorialista Alan Posener sull'autorevole Die Welt in edicola oggi.
"La Cdu e' riuscita a perdere il suo carattere di partito di massa - avverte il Die Welt -: al supermercato dei parlamenti l'Unione Cristiano-democratica e' diventata, come l'Spd, solo una delle tante offerte partitiche. Questo e' non solo un problema dell'Unione di centro-destra, ma un pericolo per l'intera democrazia, tedesca - stigmatizza Alan Posener -".
"Condannati a co-governare in variopinte coalizioni a tre, e con una tendenza sempre piu' marcata al compromesso che annacqua sempre piu' il loro profilo ideologico e la loro proposta politica, - aggiunge Posener - i partiti del centro potrebbero ridursi presto a meri difensori dello status quo, mentre la nuova destra di Alternativa per la Germania mette sempre piu' a rischio il sistema consolidato di potere politico".
Secondo il Die Welt "gli esponenti piu' conservatori della Cdu sbagliano quando credono che la deriva a sinistra della Cdu di Merkel sulla questione migranti abbia dato vita a AfD, e commettono un errore ancora maggiore se pensano che un ritorno alle posizioni degli anni Settanta possa sottrarre la base ad AfD. La realtà è ben diversa: siamo di fronte a cambiamenti epocali"
"David Cameron, infatti, - continua l'articolo - nella politica europea e in quella relativa ai rifugiati difende posizioni molto piu' a destra di quelle del circolo di Berlino, eppure non ha potuto impedire l'ascesa del partito euroscettico britannico Ukip. I repubblicani tradizionali negli Stati Uniti si trovano molto piu' a destra della Csu tedesca, tuttavia non hanno potuto fare altro che assistere all'ascesa di Donald Trump come candidato alla presidenza. Sono questi i segnali dei cambiamenti epocali".
"Quelli che vengono bollati in modo dispregiativo come populisti - conclude il Die Welt - non sono la Cdu di ieri come Trump non è il repubblicano di ieri, anche se qualcuno lo sostiene: sono qualcosa di nuovo e l'Unione di centro-destra non fa che nuocere alla propria immagine e alla propria sopravvivenza rifiutando di prenderne atto. E' in corso un cambiamento epocale nella politica tedesca, europea, americana".
Questo articolo del giornale liberale tedesco Die Welt affronta a viso aperto la questione rimossa tanto dal mondo dell'informazione allineata ai governi - e ce n'è ovunque, non solo in Italia - quanto da quello politico attualmente al potere negli stati dell'eurozona e perfino Oltre Atlantico: i popoli non ne possono più di sistemi di governo che impongono dall'alto le loro decisioni, prese dentro stanze di palazzi di Bruxelles, di Berlino, di Washington.
Il cambiamento epocale a cui fa riferimento il Die Welt si chiama ritorno alla sovranità dei popoli e delle loro nazioni. Dei popoli e delle loro speranze. Dei popoli e dei loro giusti interessi. Siamo all'inizio di una nuova epoca, per l'Occidente.


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4855_LA_GRANDE_STAMPA_IN_GERMANIA_VEDE_UN_CAMBIAMENTO_EPOCALE_COL_TRAMONTO_DELLA_MERKEL_LALBA_DELLA_DESTRA_AL_POTERE

giovedì 12 maggio 2016

LA MAGGIORANZA DEI TEDESCHIO CONCORDA CHE L'ISLAM E' SOLO UNA RELIGIONE STRANIERA NON APPARTENENTE ALLA LORO TERRA


Nel 2010, l'allora presidente Christian Wulff ha detto che l'Islam apparteneva alla Germania, invitando la leadership del paese di rispettare la diversità religiosa e promuovere la coesione nella società.
Lo scetticismo verso l'Islam è particolarmente elevato tra gli anziani, conferma sondaggio di Infratest Dimap per la Westdeutscher Rundfunk (WDR) Broadcasting Company.
Ben il 58 per cento degli individui intervistati ritengono che i maggiori partiti politici tedeschi non prendono il problema dell'Islam radicale abbastanza sul serio.
Circa ogni secondo cittadino tedesco - circa il 52 per cento degli intervistati - crede che l'Islam potrebbe rovinare la Germania a causa dei rifugiati di massa, mentre il 47 per cento non è d'accordo con questa affermazione.
Oltre il 70 per cento degli intervistati ha detto che avevano paura di possibili attacchi terroristici in Germania.
La Germania è diventata una destinazione chiave per i migranti per lo più musulmani a partire dall'inizio del 2015.
La vigilia di Capodanno, centinaia di donne in diverse città tedesche, in particolare ad Amburgo e Colonia, sono state derubate, minacciate e sessualmente aggredite da ben 1.000 uomini di aspetto arabo e Nord Africa, che sono stati riferiti divisi in piccoli gruppi. Poco dopo, i sondaggi nazionali hanno dimostrato che le preoccupazioni di sicurezza personali erano aumentate in Germania, con oltre la metà dei tedeschi che ora ha paura di camminare da solo e preferendo non lasciare le loro case dopo il tramonto.
Insomma la politica del cancelliere tedesco Angela Merkel ha messo in pericolo i suoi stessi cittadini.

Fonte:http://sputniknews.com/europe/20160512/1039515105/islam-germany-poll.html

venerdì 22 aprile 2016

LA CROAZIA SOLLEVA LE BARRIERE, COLLABORARE CON GLI IMMIGRATI SARA' REATO

Chi aiuta un clandestino, anche solo dandogli un passaggio, riparo o sfamandolo, si beccherà una multa fino a 3mila euro.

Per ora è ancora una bozza di legge, ma la nuova norma che il governo conservatore croato vuole applicare, fa già discutere. L'obiettivo non è tanto il singolo cittadino mosso da compassione, ma gli estremisti pro migranti di mezza Europa, compresa l'Italia, che dallo scorso anno si stanno mobilitando per favorire l'«invasione» di profughi e clandestini. Gli attivisti «no border» italiani scrivono chiaramente sui loro siti, che sono al fianco dei migranti «nelle loro pratiche di resistenza e violazione dei confini attraverso le frontiere interne ed esterne dell'Europa».
La scorso estate la Croazia è piombata nell'emergenza per la valanga umana giunta attraverso la rotta balcanica. La proposta di legge di Zagabria sanziona l'ospitalità in casa, il passaggio in automobile, ma pure dare un panino o dell'acqua ai migranti economici, che non hanno diritto all'asilo. Fino ad oggi la Croazia punisce chi aiuta i clandestini ad entrare o transitare illegalmente nel paese. La nuova norma, ancora da votare, è un giro di vite, che probabilmente punta anche ad arginare il fenomeno degli attivisti pro migranti. Volontari slegati dalle Ong ufficiali provenienti da varie parti d'Europa, che fanno parte della sinistra antagonista o anarchica e vorrebbero aprire i confini a tutti. Lo scorso anno in Croazia, al confine con la Serbia, si sono spacciati per personale umanitario o giornalisti pur di incanalare l flusso umano verso il cuore dell'Europa. Quando gli ungheresi hanno eretto un muro hanno fornito su internet e via telefonino le mappe per le rotte alternative indicando i percorsi sul terreno.
La proposta di legge croata è stata pubblicata ed i cittadini possono esprimere le proprie opinioni a riguardo. Si tratta del primo passo vero il voto al Sabor, il parlamento croato. Il prossimo è l'esame delle commissioni a cominciare da quella dei Diritti umani presieduta dal deputato della minoranza italiana, Furio Radin, che ha subito alzato gli scudi. Il Centro studi per la pace di Zagabria bolla la proposta di legge come «una criminalizzazione della solidarietà».
Il governo vuole inasprire le norme con multe fino a 3mila euro a chi aiuta i migranti illegali anche senza fini di lucro. L'unico intervento concesso è «per impedirne il decesso, una grave lesione o in caso di urgenti cure sanitarie».
Una norma dura, ma che punta a dissuadere i buonisti ad ogni costo e gli attivisti «no border», che abbiamo visto in azione lungo la rotta balcanica, a Calais e Ventimiglia. In marzo nel campo per i migranti ad Idomeni, in Grecia, gli estremisti sono entrati in azione due volte distribuendo volantini, pure in arabo, che annunciavano inesistenti varchi al confine macedone presidiato dalla polizia. Inevitabili gli scontri con centinaia di feriti ed una cinquantina di arresti di attivisti, poi rilasciati. Dall'Italia i «no border» aderiscono alla «staffetta» solidale «oltre la fortezza» europea. L'obiettivo dichiarato è «di mettersi in cammino a fianco dei migranti e supportarli nelle loro pratiche di resistenza e violazione dei confini attraverso le frontiere interne ed esterne dell'Europa».
Ufficialmente i soldi arrivano dalle tasche dei volontari o da raccolte fondi in rete, ma il settimanale Panorama ha scoperto che la campagna estrema pro migranti «viene ampiamente rilanciata sul sito Melting Pot Europa sponsorizzato dall'Istituto nazionale assistenza ai cittadini». L'Inac è un patronato «da oltre 40 anni impegnato nel sociale» promosso dalla Confederazione italiana agricoltori, che fornisce assistenza gratuita agli immigrati per il rilascio del permesso di soggiorno e le pratiche del ricongiungimento familiare.
L'aspetto paradossale è che la rete «no border», attiva nei più importanti paesi europei, viene appoggiata da un'organizzazione strutturata da anni: United Against Racism-Fascism-Nationalism. Fra gli sponsor oltre al filantropo George Soros, la Commissione europea ed il Consiglio d'Europa. Le stesse istituzioni viste come fumo negli occhi dai «no border» italiani, che propagandano anche nei circoli Arci la lotta contro «la fortezza Europa».


Fonte:United Against Racism-Fascism-Nationalism

martedì 19 aprile 2016

LA SVIZZERA SCHIERERA' I CARRI ARMATI AL CONFINE CON L'ITALIA

La Svizzera pronta a inviare carri armati al confine con l'Italia. Il sempre pacifico e neutrale Paese tra le Alpi sembra disposta a schierare tank per rafforzare le frontiere tra Roma e Ginevra.

A dirlo è stato un direttore della sicurezza di uno dei cantoni, preoccupato del possibile "attacco di migranti" durante l'estate. La paura della Svizzera, infatti, è che con la chiusura del Brennero da parte dell'Austria la Svizzera diventi l'unico modo utile agli immigrati per raggiungere la Germania. "Ci aspettiamo un aumento significativo del numero di rifugiati di questa estate - ha detto Norman Gobbi, direttore della sicurezza del Canton Ticino -Se l'Austria ora chiude il passo del Brennero, la Svizzera diventerà l'unica porta d'ingresso verso il Nord Europa. Prima di allora, dobbiamo proteggere noi stessi". Nei giorni scorsi già 169 migranti sono entrati illegalmente nel Paese dei cantoni provenendo dall'Italia.
La notizia circola nei media austriaci da alcuni giorni. Il primo quotidiano a riportarlo è stato il sito Blick, confermato anche dal primo quotidiano di Vienna Krone. Il direttore Gobbi ha chiesto appoggio ai parlamentari del suo partito per ottenere il sostegno del governo federale ad usare l'esercito ai confini.
E così è stato. Il ministero della Difesa di Berna ha emesso una nota in cui si mette in allerta l'esercito. Sono state rinviare le vacanze a 2mila soldati, chiedendo loro di essere pronti ad ogni evenienza nel caso i migranti dovessero presentarsi ai confini. "L'esercito deve essere in grado di appoggiare le autorità civili nella gestione di una situazione straordinaria causata da un aumento del flusso migratori - si legge nel sito della Confederazione svizzera - Per tale ragione vengono adeguate le date dei CR di quattro corpi di truppa. L'esercito aumenta la propria libertà di manovra al fine di poter coadiuvare in caso di necessità le autorità civili nella gestione di una situazioni straordinaria causata da un aumento del flusso migratorio. Concretamente l'obiettivo è che, se necessario, l'esercito fornisca appoggio in fasi successive con un massimo di 2000 militari". Poi si precisa che "finora si tratta di una pianificazione e un simile impiego attualmente non ha luogo", ma che "tale pianificazione rende tuttavia necessari degli adeguamenti nel piano dei servizi 2016".
Insomma, l'esercito svizzero è pronto. Ad essere interessati sono "quattro corpi di truppa, e cioè il battaglione di blindati 18, il battaglione della polizia militare 1, il battaglione di zappatori carristi 11 e il battaglione d'aiuto in caso di catastrofe 2".

Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/cronache/svizzera-non-vuole-i-migranti-carri-armati-confine-litalia-1248472.html

martedì 22 marzo 2016

BRUXELLES: UN'INSEGNAMENTO PER TUTTA L'EUROPA


Contro chi? Queste bombe sono la prosecuzione di quelle di Parigi del 2015: Charlie Hebdo e il Bataclan. Di Ankara, contro i turisti tedeschi. Sono la prosecuzione della mess'inscena di Colonia. Sono lo strascico del fiume di profughi. Andiamo con ordine: sono contro di noi. Contro "i popoli d'Europa". Per ridurre le loro libertà residue e le loro capacità di risposta ai soprusi dei poteri.
Infatti il primo risultato, scontato, sarà la sospensione di tutte le garanzie democratiche. E' già in corso in Francia, ora sarà la volta del Belgio. Poi, dopo qualche attentato in Italia, magari in Italia, se per caso non volesse entrare in guerra in Libia, allora sarà la volta dell'Italia.
Noi italiani siamo gli ultimi a poter essere ingannati, poiché abbiamo già vissuto la stessa cosa con la strategia della tensione. Questo ci dice che non dobbiamo cadere nella trappola di guardare il dito invece della Luna. Se ci dicono che è Daesh, diffidiamo. Probabilmente è "anche" Daesh. Ma Daesh è lo strumento, e la mano (in parte), ma non la mente. Sono bombe contro "l'Europa dei popoli", per renderla uno straccio subalterno al potere dell'Impero, per trascinarla in guerra tutta intera, terrorizzata, per mettere la museruola a tutti, anche ai recalcitranti. L'avviso è per tutti non solo per Bruxelles. Chi è la mente non lo possiamo sapere. Ma una cosa che sappiamo è che i servizi segreti europei, tutti, chi più chi meno, sono filiali inquinati di altri servizi segreti. Più probabilmente di settori, pezzi, frammenti incontrollabili di servizi segreti altrui. Ricordiamo il bellissimo e profetico film di Sidney Pollak, " I tre giorni del Condor".

Per questo non scoprono niente. E non scopriranno niente: perché non sono in condizioni di indagare. Per questo dobbiamo riprendere in mano la nostra sovranità, e cambiarli. Cambiando chi ci governa, e che sgoverna l'Europa, con altro personale, meno vile e più lungimirante. Altrimenti ci faranno arrostire, prima di renderci schiavi.


Fonte:http://it.sputniknews.com/opinioni/20160322/2324146/bruxelles-attentati-daesh.html

mercoledì 16 marzo 2016

IN UNGHERIA IL PRIMO MINISTRO ORBAN CONFERMA CHE IL PROBLEMA E' BRUXELLES

Il Primo Ministro ungherese Viktor Orban ha fatto un'altro discorso contro l'Unione europea, accusando il blocco di essere responsabile della crisi dell' immigrazione, e dicendo agli alti funzionari a Bruxelles di voler creare un "Stati Uniti d'Europa" che "ingoiare gli stati membri."

Lo schietto Primo Ministro ha ribadito la sua critica alle proposte dell'immigrazione dirette dall'UE e chiede una maggiore integrazione all'interno del blocco, dicendo che "è giunto il momento di suonare il campanello d'allarme e raccogliere alleati."
"Se vogliamo fermare la migrazione di massa, prima dobbiamo mettere un freno a Bruxelles", ha detto.
Orban è stato uno strenuo oppositore di precedenti proposte volte a creare un sistema di ricollolcazione dei richiedenti asilo in tutta l'UE, e ha organizzato un referendum nazionale contro eventuali piani per implementare le quote di rifugiati tra gli Stati membri.
Mentre confermava che l'Ungheria era disposta ad aiutare "i profughi veri," Orban si è opposto ad accettare un gran numero di rifugiati musulmani nel paese.
'La verità non è ammessa ad essere sentita'
In un ulteriore attacco contro lo stato delle cose in Europa, Orban ha sollevato preoccupazioni che molte delle questioni relative alla crisi dei rifugiati non venivano adeguatamente discusse, perché "la verità non può essere detta."
"E 'vietato dire che l'immigrazione porta crimine e terrore per i nostri paesi", ha detto Orban.
"E 'vietato dire che le masse che arrivano da altre culture sono una minaccia per il nostro modo di vita, la nostra cultura, le nostre abitudini e le nostre tradizioni cristiane", ha aggiunto il Primo Ministro.
"La migrazione di massa è un'acqua lenta che erode la riva con un flusso permanente", ha detto Orban. "E si maschera come una questione umanitaria, ma la sua vera natura è quella di occupare lo spazio."
L'Ungheria ha attirato le ire dei funzionari dell'UE sulla sua gestione della crisi della migrazione, in quanto il Paese è stato pesantemente criticato per erigere un recinto di filo spinato lungo il confine esterno.
Tuttavia, Budapest ha respinto le critiche, sostenendo che è stato semplicemente proteggere i propri confini esterni in mezzo a un enorme aumento del numero di voci "illegali" nel paese.
Effettivamente, dopo aver eretto tale barriera di filo spinato l'Ungheria non è più stata oggetto di assedi di massa.

Fonte:http://sputniknews.com/europe/20160316/1036398285/orban-united-states-of-europe.html

lunedì 22 febbraio 2016

L'INGHILTERRA DIVENTA UNA NAZIONE A STATUTO SPECIALE IN EUROPA


"Sono d'accordo con la decisione che concede alla Gran Bretagna lo statuto speciale all'interno della UE. Domani convocherò il Consiglio dei ministri" ha scritto Cameron.
Nelle trattative, Cameron ha richiesto di riconoscere l'unione multi-valutaria della UE — nella quale insieme all'Euro potrebbero convivere le valute nazionali dei paesi che ne fanno parte — e di estendere i poteri dei parlmanti nazionali nell'attività legislativa dell'Unione.
In questo modo la Gran Bretagna ha difeso la sua valuta nazionale (la Sterlina) dall'espansione dell'Euro. Inoltre, è stata data ai britannici la possibilità di non attuare le decisioni dell'Europarlamento, e di stabilire autonomamente in che misura partecipare alla risoluzione dei problemi dei migranti.
Il capo del Consiglio Europeo Donald Tusk ha sottolineato che la decisone riguardo lo statuto speciale delle Gran Bretagna nella UE è definitiva, e che sarà giuridicamente obbligatoria e sarà convalidata da tutti i 28 leader dei paesi dell'Unione.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160220/2135329/gran-bretagna-statuto-speciale-ue.html#ixzz40uiVkJw1

L'AUSTRIA COMINCIA AD ESSERE PRESA COME ESEMPIO DA ALTRI PAESI


BELGRADO - Si allunga la lista dei paesi balcanici che vogliono seguire l'esempio dell'Austria per intensificare la sicurezza delle frontiere e bloccare l'invasione di migranti. Dopo che ieri Vienna ha annunciato che accetterà solo 80 richieste di asilo al giorno e consentirà il passaggio di non più di 3.200 persone che intendono chiedere rifugio in Germania o in altri paesi dell'Ue, oggi da Belgrado il ministro del Lavoro e affari sociali incaricato per l'emergenza profughi, Aleksandar Vulin, ha detto che ''la Serbia farà come fa l'Austria''. ''Non vogliamo riversare su altri i nostri problemi, ma non possiamo consentire che i problemi di altri si risolvano sul territorio serbo'', ha detto Vulin ai giornalisti. ''Se l'Austria o un qualsiasi altro paese introduce nuove regole per aumentare o diminuire il flusso di migranti, la Serbia deve attuare la stessa regola'', ha aggiunto il ministro, spiegando che la decisione è in linea con un accordo tra i paesi presenti sulla rotta migratoria. Ieri era già stata la Slovenia ad annunciare ulteriori provvedimenti inseguito al nuovo giro di vite di Vienna. Il ministero dell'Interno di Lubiana ha infatti annunciato l'impiego di uomini dell'esercito ai confini, con la stessa autorità della polizia di frontiera.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-3003_SERBIA_FARA_COME_LAUSTRIA

INGHILTERRA: IL SINDACO DI LONDRA DICHIARA L'UNIONE EUROPEA UN PROGETTO GUASTO DA NON CONFONDERE CON L'EUROPA


LONDRA - In primo piano sul quotidiano britannico "The Telegraph" campeggia la scelta di Boris Johnson, sindaco di Londra e figura di spicco del Partito conservatore, di schierarsi per la Brexit e contro il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, di cui diventa il principale candidato alla successione alla leadership Tory, nonostante l'accordo raggiunto venerdi' al vertice europeo di Bruxelles. Tradotto in pratica, significa che se vincerà il Brexit, Cameron si dovrà - ovviamente - dimettere e al suo posto salirà proprio Boris Jonhson.
Il sindaco della capitale britannica spiega le sue ragioni in un lungo articolo pubblicato sul giornale, di cui tra l'altro e' collaboratore, giornale e che sostiene con convinzione lui e la causa antieuropeista.
Pur riconoscendo che il premier ha fatto del proprio meglio, a parere di Jonhson restare nell'Unione europea significherebbe dare il via libera a un'ulteriore erosione della democrazia: solo uscendo dall'Ue il paese puo' ottenere il cambiamento che vuole.
"Sono un europeo", esordisce Johnson, precisando immediatamente che l'Europa, "la patria della piu' grande e ricca cultura dell mondo, alla quale la Gran Bretagna ha dato e sempre continuera' a dare il suo contributo", non va confusa col "progetto politico dell'Unione Europea" e che pertanto votare "no" al referendum del 23 giugno non vuol dire necessariamente essere antieuropeisti o xenofobi".
La seconda premessa di Jonhson per spiegare perchè è favorevole al Brexit, e' che non e' il Regno Unito ad essere cambiato ma la Ue, il cui progetto, dai tempi del mercato comune, si e' trasformato fino a diventare "irriconoscibile". Con l'adesione di nuovi Stati membri, prosegue il primo cittadino di Londra, le aree in cui si vota a maggioranza qualificata si sono moltiplicate e spesso, come e' accaduto negli ultimi cinque anni, la Gran Bretagna si trova in minoranza.
"Tra il 15 e il 50 per cento della normativa britannica e' ormai di derivazione comunitaria, una tendenza inarrestabile e irreversibile, un lento e invisibile processo di colonizzazione giuridica, in cui l'Ue acquista prevalenza in ogni campo che tocca e la Corte europea di giustizia e' virtualmente competente su tutto sulla base della Carta dei diritti fondamentali".
"Alcuni temi piu' di altri, sottolinea, mettono in evidenza l'impotenza dei politici nazionali eletti: e' il caso, ad esempio, dell'immigrazione, sulla quale c'e' stata una perdita di sovranità, con la conseguente ascesa dei partiti estremisti. L'Ue vuole spingersi oltre e "non c'e' modo per la Gran Bretagna di restarne indenne", continua Johnson.
Il popolarissimo sindaco ammette poi che Cameron ha fatto del suo meglio e ottenuto piu' di quanto molti si aspettassero sull'esenzione dal proposito di "un'unione sempre piu' stretta", sulla tutela dei paesi non appartenenti all'area dell'euro, sulla competizione e la deregulation; e' in arrivo, inoltre, un "eccellente" disegno di legge per ribadire e rafforzare la sovranita' del Parlamento.
Tuttavia, afferma, "c'e' solo un modo per ottenere il cambiamento di cui abbiamo bisogno, ed e' votare per uscire. E' tempo di cercare una nuova relazione".
Nelle prossime settimane, prevede, si sentira' parlare molto dei rischi di questa opzione, che non possono essere del tutto esclusi, ma che certamente sono "esagerati". Per Johnson, in particolare, e' possibile una nuova fase di tensione tra l'Inghilterra e la Scozia, mentre e' poco probabile una perdita di influenza, visto che gia' ora il Regno Unito, col dodici per cento della popolazione europea, ha solo una rappresentanza del quattro per cento nella Commissione.
Certamente, in caso di Brexit, sarebbe necessario negoziare un gran numero di accordi commerciali, e piuttosto rapidamente, ma non e' un'impresa impossibile. "Il vero pericolo - sottolinea Johnson - e' per il morale generale dell'Europa e per il prestigio del progetto dell'Ue. Dovremmo prenderlo in seria considerazione", ricordando che "questa visione federalista non era ignobile", che e' "nata dal piu' alto degli ideali, mantenere la pace", e che ha prodotto "alcune cose ottime".
Per questo, Jonhosn auspica un voto per la Brexit che sia "una sfida": l'inizio di una nuova relazione e del recupero della competitivita' perduta. "Qualunque cosa succeda, la Gran Bretagna deve essere di sostegno ai suoi amici e alleati, ma sulla base proposta in origine da Winston Churchill: interessata, associata, ma non assorbita; con l'Europa, ma non compresa al suo interno", sintetizza.
Quanto ai conservatori e al governo Cameron, Johnson ha presente le divisioni, ma aggiunge che il partito rimarra' unito intorno al premier sulle altre questioni: l'occupazione, gli alloggi, la sanita', l'istruzione. Conclude che e' grazie al primo ministro, al suo coraggio e alla sua energia, che i Tory hanno vinto con la maggioranza assoluta e che il paese potra' votare nel referendum sull'Ue, "un'opportunita' che capita una volta nella vita e che arriva nel momento giusto".
Cameron, dicono fonti ben informate a lui vicine, pare proprio, però, che non abbia gradito.


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4712_JOHNSON_SINDACO_DI_LONDRA_LEUROPA_NON_VA_CONFUSA_CON_LA_UE_E_SOLO_UN_PROGETTO_POLITICO_ERRATO_VOTO_PER_IL_BREXIT

venerdì 19 febbraio 2016

AUSTRIA: BLOCCO DELLE FRONTIERE DALLE 8.00


E' entrato in vigore alle otto di stamani il nuovo tetto giornaliero fissato dall'Austria per l'ingresso di rifugiati: da oggi il Paese accoglierà non più di 80 richiedenti asilo al giorno, dopodichè ''i confini verranno chiusi'' ha detto il portavoce della polizia Fritz Grundnig all'Afp. Ieri la Commissione europea ha bollato la misura come ''chiaramente incompatibile'' con le norme europee e con il diritto internazionale. Vienna inoltre consentirà il transito in Austria a non più di 3.200 persone al giorno che intendono fare richiesta di asilo in un Paese Ue. Grundnig ha detto che nessun migrante da ieri è arrivato alla frontiera austriaca dalla Slovenia a causa del maltempo. Tra le misure anti-immigrati annunciate da Vienna nei giorni scorsi anche il rafforzamento dei controlli al confine sud dell'Austria, compreso il Brennero. Il cancelliere austriaco Werner Faymann, al vertice in corsa a Bruxelles, ha detto che ''non ci sarà una revoca della decisione''. A gennaio Vienna aveva annunciato che non avrebbe accettato più di 37.500 richiedenti asilo quest'anno, dopo i 90mila accolti nel 2015, tra le quote pro capite più alte nella Ue. Le misure sono necessarie perchè il piano europeo, voluto dalla Germania, per rallentare il flusso di migranti dalla Turchia non sta affatto funzionando.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-3007_AUSTRIA_BLOCCO_DALLE_800

venerdì 12 febbraio 2016

UNGHERIA: VIKTOR ORBAN CONFERMA CHE BRUXELLES E ANKARA STANNO DIVENTANDO UN PROBLEMA PER LA COMUNITA' EUROPEA


La minaccia da Bruxelles conferma il premier ungherese, è il "sistema di quote obbligatorie" che chiede la redistribuzione dei migliaia di migranti tra gli Stati membri dell'Unione Europea (UE).
Un uomo che ha preventivamente risolto la crisi degli immigrati rifugiati a modo suo, Orban ha già sigillato il confine ungherese con la Croazia, ora ha in programma di costruire un altro recinto di filo spinato sul confine con la Romania.
L'UE ha accettato di reinsediare 120.000 richiedenti asilo tra gli Stati membri - ma l'Ungheria insieme ad altri paesi dell'Europa orientale si rifiuta di firmare per il sistema delle quote e edificando frontiere temporanee di filo spinato e pilastri in cemento, invece, mantenendo fisicamente le persone fuori.
Nel frattempo, la minaccia dalla Turchia è un accordo stipulato tra l'UE e il Presidente Erdogan per il trasporto di quasi mezzo milione di migranti provenienti dalla Turchia verso l'Unione Europea, suggerendo che gli Stati nazionali dovrebbero prepararsi per un importante aumento di persone che migrano dal sud.
Peter Szijjarto, il ministro degli esteri ungherese incolpa la Grecia per l'afflusso di migranti che entrano nell'Unione Europea.
Szijjarto ha detto ai giornalisti che l'Europa è indifesa dal sud perché la Grecia non è riuscita a rispettare le regole di Schengen.
Per combattere le minacce, il ministro degli esteri ungherese è per il personale militare e di polizia - non i burocrati al potere - che prendono decisioni circa il controllo delle frontiere.
"Abbiamo bisogno di soldati, agenti di polizia, navi, elicotteri, aerei piuttosto che burocrati e funzionari di Frontex per difendere il confine".
Grecia, nell'Europa meridionale è stato dato tre mesi di tempo per controllare adeguatamente le sue frontiere esterne e registrare ogni migrante e rifugiato in modo corretto.
Se entro maggio 2016, la Grecia fallisce, la Commissione Europea non avrà altra scelta se non permettere ad altri membri della zona Schengen di rafforzare i loro confini per un massimo di due anni.

Fonte:http://sputniknews.com/europe/20160212/1034645837/hungary-brussels-threat-orban.html

mercoledì 10 febbraio 2016

FRANCIA, INGHILTERRA, DANIMARCA, OLANDA, IRLANDA, REPUBBLICA CECA,POLONIA, FINLANDIA ED ESTONIA SCENDONO IN PIAZZA CONTRO LE POLITICHE DELL'IMMIGRAZIONE

Le proteste su larga scala contro il flusso incontrollato dei migranti si sono svolte in diverse città europee, scrive il “Wall Street Journal”.

La manifestazione più numerosa si è svolta a Dresda, dove circa 25mila persone hanno partecipato alle proteste. Manifestazioni simili si sono svolte in Francia, Regno Unito, Danimarca, Olanda, Irlanda, Repubblica Ceca, Polonia, Finlandia ed Estonia.
Come scrive il giornale, non sono mancati gli scontri con la polizia. Ad Amsterdam i sostenitori e gli oppositori della manifestazione hanno cercato il contatto tra di loro e con le forze dell'ordine.
Le manifestazioni di protesta sono state organizzate dal movimento anti-islamico "Pegida". Secondo gli esperti, la crescita dei sentimenti xenofobi e anti-immigrati in Europa ha portato ad un rafforzamento del movimento. Fondato in Germania 2 anni fa, si è diffuso in altri Paesi euro

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160208/2056827/Pegida-Immigrazione-UE.html#ixzz3zmc2N4Yl

LA "PRIMA CRISI EUROPEA" SI FA SEMPRE PIU' ACUTA


Esistono due sostanziali differenze all'interno della Comunità Europea che si stanno scontrando.
Un potere centrale, la Comissione Europea, vuole rendere l'Europa un'unica reale nazione e imporne le politiche sia migratorie sia economiche a danno di molti e a vantaggio del sistema bancario.
Tutto questo si può riassumere in poche frasi importanti che sono state fatte di recente.
"Le forze centrifughe in Europa sono diventate più forti. Per questo occorre riflettere sul fatto che l'unione europea è più della somma di 28 interessi nazionali", "gli euroscettici e i populisti di destra hanno favorito le crisi attuali. Dobbiamo nuovamente batterci per l'Europa, che non e' il problema ma la soluzione". Così il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera nel giorno dell'incontro a Roma dei 6 paesi fondatori del progetto comunitario.
Queste cosidette "forze centrifughe" sempre più forti altro non sono che la popolazione di tutte le Nazioni europee che hanno subìto un'enorme malcontento dell'attuale sistema politico ed economico deciso dall'Europa, di conseguenza andare contro di esso ed accusarlo di essere responsabile delle crisi altro non è che un tentativi di spegnere il fuoco con un secchio pieno di benzina.
Se l'attuale sistema europeo fosse stato fatto a vantaggio delle nazioni e dei popoli europei, e quindi avesse realmente funzionato, queste "crisi" non ci sarebbero.
E'chiaro una cosa: se la popolazione europea protesta ed è infuriata, stai facendo qualcosa di sbagliato.Di conseguenza quando si viene a dire che l'Europa (attuale) "non è il problema ma la soluzione", è piuttosto chiaro un fatto: O non sai di cosa stai parlando, o continui a fare gl interessi delle vecchie politiche cha hanno causato il danno.
Quando la popolazione protesta per come stai agendo al governo(europeo), e dove stai spostando i flussi di capitale, è chiaro che non rappresenti le necessità della popolazione europea.
Un'ulteriore secchio di benzina sul fuoco è stato gettato in un'ulteriore frase che se realizzata, sarebbe ancora una volta a danno degli Stati e a favore del governo europeo.
Durante il dissesto borsistico di questi giorni, sia a livello europeo che a livello nazionale, sembra sia passata in sordina la proposta arrivata qualche giorno fa dai governatori della Banca di Francia e della Bundesbank (rispettivamente François Villeroy e Jens Weidmann).
I due massimi dirigenti delle banche centrali di Germania e Francia hanno proposto di creare un Tesoro comune europeo gestito da un ministro delle finanze unico che possa così amministrare la tesoreria comunitaria.
Sebbene le motivazioni alla base di questa proposta siano più che legittime, c’è qualcosa che nella proposta non quadra.
La Germania, ormai nota per la sua influenza nell’Unione Europea che ormai adotta politiche direttamente da Berlino, potrebbe imporre agli Stati del Sud Europa un taglio della sovranità nazionale.
Questa complicata situazione in cui è finita la Bce ha consentito il rilancio di un’idea che era già emersa nel 2012:
-la creazione di un ministero del Tesoro comunitario in grado di prelevare direttamente le risorse, attraverso l’imposizione fiscale, e di decidere come e dove investirle al fine di promuovere lo sviluppo economico.
A farsene promotori sono stati, con una lettera aperta, i presidenti delle banche centrali di Germania e Francia, Jens Weidmann e François Villeroy de Galhau.
Se fosse realizzato integralmente, darebbe vita al super-Stato europeo, o Europa federale, limitatamente all’Eurozona; porrebbe fine all’anomalia di una moneta senza Stato (come è l’euro); subordinerebbe la Bce all’obiettivo dello sviluppo; aprirebbe la strada alla formazione di un debito pubblico comune e all’emissione di eurobond.
La sovranità nazionale è la capacità per una nazione di effettuare scelte indipendenti in campo politico, economico, culturale.
E' chiaro quindi che il continuo fermento di opposizione che si respira in Europa è più una responsabilità derivante dalle decisioni interne che pesano in modo negativo sulle popolazioni esterne.
Il malcontento europeo attuale è dovuto principalmente al fatto che le politiche di accoglienza di migliaia di immigrati che impongono delle "quote" per ognuno dei paesi europei hanno ormai raggiunto la massima capienza del livello di sopportazione a livello generale: a partire dal doppio attentato in Francia del 2015 e delle migliaia di atti criminali che da Capodanno hanno infiammato con violenze sessuali e atti di vandalismo dalla Germania alla Svezia e diversi altri Paesi europei ormai è chiaro che con il continuo affluire di immigrati dai paesi mussulmani all'interno dei confini europei la situazione non può che peggiorare.
Si tratta semplicemente di un cosidetto "Scontro di Civiltà" quella islamica e quella europea.
La marea di immigrati islamici che da oltre un'anno ha portato l'Europa al massimo delle sua capienza, per non parlare dell'eccessivo costo economico che ne deriva, riesce integrarsi all'interno dell'Europa solo in apparenza, ma nella realtà la maggior parte di essi forma delle comunità e mantiene forte la sua cultura religiosa ritenendosi motivato di agire in un determinato modo in quanto scritto dal Corano.

La questione delle centinaia di aggressioni avvenute a Colonia è solo frutto di una tendenza culturale, non criminalità organizzata.

Questa è la mappa dove sono avvenute le miglaia di aggressioni a livello europeo nel periodo di Capodanno
Il continuo afflusso di immigrati porterà sempre ad un maggior numero di proteste contro l'immigrazione e a una forte crescita delle Destre Riformiste (euroscettici) in tutti gli Stati soggetti a questo ormai tendenziamente diffuso disagio sociale e molto probabilmente il rischio di scontri porterà i governi locali all'espulsione di migliaia di immigrati.
Nel contempo però un'altro fronte sulla quale la Comunità Europea è messa a dura prova è la possibile uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea, il cosidetto Brexit, il quale stando ai sondaggi una vasta percentuale dei britannici sarebbe a favore.
Tutto questo porterebbe ad un'effetto a catena sia come "precedente" sia a livello economico.
L'Unione Europea economicamente perderebbe molto e l'Inghilterra ci guadagnerebbe molto, ma con questo precedente è probabile la futura formazione di nuovi blocchi economici all'interno degli stessi stati europei.
Quello che stiamo vivendo in questi anni l'abbiamo definita "Prima Crisi Europea" in quanto l'Europa stessa stà vivendo un periodo di disagio sia a livello sociale, sia a livello migratorio, sia a livello economico senza contare quello a livello separatista, non sarà un problema che si può affrontare in un'anno ma decisamente durerà diversi anni e se il Parlamento Europeo, il Partito Popolare Europeo e la Comissione Europea non impareranno ad accettare le richieste degli Stati e porre fine all'attuale modello che hanno imposto per anni, è piuttosto chiaro che non saranno più utili a nessuno in quanto più parte di un problema che di una soluzione.

giovedì 28 gennaio 2016

SVEZIA: IL CAPO DELL'ESERCITO SI ASPETTA PRESTO UNA GUERRA


“Citando la situazione in Svezia, le recenti decisioni dei politici, e l’instabilità globale, il capo dell’esercito svedese, generale Anders Brännströ, ha detto gli uomini sotto il suo comando potevano aspettarsi di combattere una guerra in Europa contro avversari ‘qualificati’ nel giro di pochi anni”.
“L’ambiente globale che stiamo vivendo, che è dimostrato anche da decisioni strategiche [prese da politici] ci porta alla conclusione che potremmo essere in guerra nel giro di pochi anni”. …
Parlando dei suoi commenti con il tabloid svedese Aftonbladet, il generale ha detto che il quadro di sicurezza in deterioramento in Europa è il fattore principale che lo porta a lanciare l’allarme, indicando la possibilità che lo Stato Islamico conduca campagne militari in Europa e la diffusa instabilità ucraina come motivi principali che potrebbero portare a un conflitto.
“Si può tracciare un parallelo con il 1930. Un grande incertezza e dinamiche [politiche] che poi hanno portato a una grande guerra. Quella volta siamo riusciti a tenerci fuori (la Svezia era in teoria neutrale). Ma non è affatto certo che potremmo avere successo questa volta “. …
E ‘insolito per una figura militare di alto livello, e tanto meno il capo di un esercito, si esprima così chiaramente su questioni politiche. E questi commenti non sono l’opinione personale del generale, che ha aggiunto, come siano condivise dai suoi colleghi più anziani: “questa è una posizione condivisa. Questa è una situazione completamente diversa da quella che abbiamo avuto dieci anni fa. “Vi è ora un focus molto forte sulla difesa nazionale … si tratta di prepararsi al peggio”.

Fonte:http://www.riscattonazionale.it/2016/01/27/svezia-capo-dellesercito-sullimmigrazione-europa-ci-sara-presto-la-guerra/

mercoledì 20 gennaio 2016

LA POLONIA HA ACCOLTO ALMENO UN MILIONE DI IMMIGRATI UCRAINI


Mentre la Germania è alle prese con il flusso di migranti provenienti dal Medio Oriente, la Polonia ha accolto un milione di immigrati ucraini. Lo ha comunicato il primo ministro polacco Beata Szydło nel corso della seduta del Parlamento europeo del 19 gennaio a Strasburgo.
"Sento una forte responsabilità per ciò che sta accadendo in Polonia e in Europa. Voi parlate di migrazione e di migranti. La Polonia ha accolto circa un milione di profughi provenienti dall'Ucraina, un milione, che nessun altro voleva aiutare", ha dichiarato il premier polacco, cui non piace l'idea di prendere parte al programma di redistribuzione dei migranti dell'Unione Europea.
Durante la campagna elettorale, la Szydło aveva promesso agli elettori che, in caso di vittoria, la Polonia non avrebbe accolto i rifugiati provenienti dalla Siria.
"Proviamo a fare in modo che l'Europa sia una comunità di Stati pari e sovrani. Il governo polacco non si sottrarrà agli impegni che ha preso nei confronti dei propri elettori", ha concluso il primo ministro della Polonia.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160120/1924624/polonia-migranti-ucraini.html#ixzz3xntCKSsP

LA PRIMA VERA CRISI EUROPEA


Negli ultimi giorni il premier Matteo Renzi, grazie alle sue riforme che hanno dato un minimo di fiato all'economia italiana, sembra aver preso la sindrome del "Un Giorno da Leone" nei confronti della Comissione Europea, affermando che i tempi in cui l'Italia si faceva comandare ed era uno stato debole agli interessi dell'Unione Europea sono finiti.
Tale presa di posizione è quanto mai inaspettata, eppure sottolinea una presa di posizione netta che non è stata molto gradita dal presidente della Comissione Europea, Claude Junker.
Naturalmente a chi attualmente sostiene il Modello Europeo di questi anni non è andata giù questa contestazione.
La nuova uscita del presidente del Consiglio è a sua volta attaccata duramente dal tedesco Manfred Weber, presidente del gruppo Popolare europeo (Ppe): "Quando vediamo che l'Italia non è disposta ad aiutare la Turchia se non in cambio di una contropartita - ha detto Weber intervenendo alla plenaria di Strasburgo - tutto ciò va a svantaggio dell'Europa, della sua forza e della sua credibilità. Renzi sta mettendo a repentaglio la credibilità europea a vantaggio del populismo".
Eppure una politica seria tra due nazioni è in realtà quella che ogni stato fa nel proprio rispettivo interesse, dare-ricevere, le contestazioni da questo punto di vista sono quanto mai insulse.
D'altro canto è interessante notare come ultimamente quello che viene definito "populismo", sia una delle principali preoccupazioni dell'attuale sistema europeo.
Non arretra neanche il Presidente della Commissione Ue. «C’è chi ritiene che la Commissione non sia stata sufficientemente attiva, ma non è vero», dice Juncker. «Il piano di investimenti è in azione, sono stati già mobilitati 40 miliardi. E 11 di questi progetti sono in Italia». «Senza un’azione comune, una politica europea dell’immigrazione, Schengen non sopravvivrà» Poi Junker ha affermato a chi lo accusava di doversi dimettere a causa del fallimento della sua politica dell'immigrazione "Non sono d'accordo."
E' chiara comunque una cosa alla maggior parte della popolazione europea, la politica di accoglienza e redistribuzione di migliaia di immigrati a tutti i Paesi dell'Unione Europea, imposta contro la volontà di esse, è stata semplicemente un danno considerevole, specialmente quando a farne le spese sono state almeno un migliaio di donne e ragazze che specialmente nella notte di Capodanno 2016, sono state aggredite da squadroni composti da decine e in alcuni casi centinaia di immigrati che hanno abusato di elle.(Per favore leggi qui)
Negli ultimi giorni il problema dell'immigrazione senza controllo è stato tale che Svezia, Danimarca, Austria e forse Slovenia hanno ripristinato i controlli alle frontiere sospendendo quindi Schengen, lo spazio di libera circolazione di uomini e merci, come se non bastasse il cosidetto Asse Est, che si oppone alla dannosa politica dei ricollocamenti obbligatori imposti dalla Comissione Europea ha fatto sentire con maggior vigore la propria voce.
Sono le posizioni ribadite oggi da Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Ungheria ribadita oggi a Praga in un memorandum comune del Gruppo di Visegrad (V4) sulla crisi migratoria.
“I nostri quattro paesi continuano comunque a essere contro il sistema delle quote obbligatorie di ricollocazione dei profughi " ha spiegato Milan Chovanec, ministro dell'Interno della Repubblica ceca, al termine della riunione. E ha aggiunto che gli hotspot allestiti nei luoghi di arrivo, dove vengono controllati i documenti, fatte le foto e prese le impronte digitali, devono essere anche centri di detenzione, "dai quali i profughi non possano uscire prima della loro identificazione".
Anche all'interno dello stesso governo tedesco stanno effettivamente avvenendo delle rivolte intestine, una vera e propria influenza intestinale.
In una lettera indirizzata ad Angela Merkel, una quarantina di parlamentari dell'ala della Cdu chiedono al Cancelliere di guardare in faccia la realtà, e di fare dietro front sulla sua politica di apertura ai migranti, che la Germania, affermano, non può permettersi di sostenere ancora "Alla luce degli sviluppi degli ultimi mesi, non si può più parlare di una grande sfida", scrivono i contestatori. "Il nostro Paese è sul punto di essere sopraffatto".
E' ormai fin troppo chiaro che all'interno della politica europea si stanno cominciando ad acuire i primi veri malesseri, malesseri che non fanno che aumentare con il passare dei mesi.
Juncker si è detto “impressionato per il numero di contrasti” che si vedono in Europa.
Italia – Germania: è lo scontro esploso a fine 2015, quando il presidente del Consiglio ha criticato apertamente la Germania chiedendo di uscire dalla subalternità tedesca.
“Non potete raccontarci che donate il sangue all’Ue” è la frase che ha fatto il giro del mondo, con Renzi che ha accusato la Germania di dettare legge in Europa facendo credere di fare gli interessi generali.
Regno Unito – Ue: Londra chiede di fatto meno Europa quale condizione per rimanere membro dell’Ue. L’agenda politica è condizionata dall’atteggiamento e dalle richieste britanniche. Difficile prevedere l’esito finale, ma certo nel Regno Unito si è già consumata una spaccatura con l’Unione europea.
Ungheria – Ue: Il primo ministro ungherese è motivo di attrito continuo tra Budapest e Bruxelles, e con la questione dei migranti non ha fatto altro che rincarare la dose. L’annuncio della costruzione di una linea di filo spinato lungo tutta la frontiera con la Serbia ha scatenato le reazioni di Commissione europea, Parlamento europeo e parte del Consiglio Ue.
Blocco orientale – Commissione europea: i Paesi dell’est non hanno gradito la proposta di schema di redistribuzione obbligatoria dei migranti in arrivo in Grecia e Italia. Soprattutto Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria (ma con loro anche Polonia e repubbliche baltiche) hanno duramente criticato l’operato dalla Commissione europea.
Slovacchia – Commissione europea / Slovacchia – Pse: il governo slovacco ha annunciato l’intenzione di ricorrere alla Corte di giustizia europea per la proposta di schema di redistribuzione obbligatoria dei migranti in arrivo in Italia e Grecia. Un annuncio che di fatto ha aperto lo strappo con Bruxelles, ma che ha aperto un fronte anche all’interno del Pse. Il presidente del Partito socialista europeo ha proposto la sospensione del partito del premier Robert Fico, proposta al momento congelata.
Svezia – Commissione europea. Il regno scandinavo ha aperto un nuovo fronte chiedendo all’esecutivo comunitario di usufruire del meccanismo di redistribuzione dei migranti concepito per alleviare la pressione dei migranti in Grecia e Italia. Una mossa che rischia di scombinare i piani di Jean-Claude Juncker e assestare un altro colpo al progetto di relocation e resettlement.
Polonia – Commissione europea: è l’ultima frattura interna dell’Ue in ultima di tempo, e la più grave. Per la prima volta nella storia la Commissione europea ha aperto un procedura senza precedenti sullo stato di diritto. Da Varsavia accuse a Timmermans: lui, di sinistra si intromette negli affari interni di un paese con governo di destra. Juncker precisa: “non abbiamo problemi con la Polonia, abbiamo problemi con alcune delle misure prese dal governo polacco”.
Portogallo – Europa: il governo portoghese è l’unico a non aver presentato la proposta di legge di bilancio nei termini previsti dalla regole (31 ottobre). Non un motivo di scontro vero e proprio, ma l’accaduto non comunque fatto piacere né alla Commissione europea né all’Eurogruppo.
Grecia – Eurozona: il peggio sembra essere passato, ma il primo governo Tsipras ha – per ammissione di tutti gli addetti ai lavori – compromesso non poco i rapporti tra Atene e gli altri partner. La crisi di fiducia in Atene è forse la peggiore di sempre, e ancora oggi la repubblica ellenica resta sorvegliata speciale (e non solo per le questioni del debito).
Commissione europea – Stati membri. Per ammissione del capo dell’esecutivo comunitario Jean-Claude Juncker, sull’immigrazione “non è stata ancora trovata una soluzione”, e questo perché “ci sono Stati membri che remano contro”. E’ la pubblica accusa che certifica la spaccatura tra l’Ue e e i suoi componenti, più profonda di quanto si pensi e non limitata al dossier immigrazione. Le ragioni per la quale l'Unione Europea si è così aggressivamente intromessa nella politica interna di un'altro paese come la Polonia, sta nel fatto che a fine 2015, in Polonia, un partito nazionalista chiamato PiS, chiaramente euroscettico, ha vinto con una maggioranza assoluta in parlamento portando la Polonia ad un nuovo fronte contrario all'attuale modello europeo.

La Polonia, guidata da Beata Szydło un leader carismatico quanto il cancelliere tedesco Angela Merkel, ma tutto il contrario di ella, è una nazione per popolazione e dimensioni paragonabili a quella della Germania, la cui influenza allo stesso livello di essa è in grado di formare un'asse contrario all'attuale modello di europeismo imposto dalla Comissione Europea, specialmente nei confronti dell'errata politica dell'immigrazione che da oltre un'anno si sta portando avanti più ai danni dell'Europa e della sua popolazione, piuttosto che a suo vantaggio.
La preoccupazione di Jean-Claude Juncker è sempre più evidente.
"Oggi è a rischio Schengen, domani ci si chiederà perché avere una moneta comune: l'Unione europea è minacciata alla base e forse non ci si rende conto": è l'allarme del Presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker alla Plenaria di Strasburgo, intervenendo in tema di problemi dell'immigrazione. "I governi che attaccano Bruxelles si guardino allo specchio: anche loro sono Bruxelles", ha detto ancora. E poi: "Senza un'azione comune, senza una politica europea dell'immigrazione, Schengen non sopravvivrà.
Alcuni Paesi hanno allegramente reintrodotto i controlli alle frontiere, ma domani ci verrà chiesto di rendere conto dei grandi costi economici che questa decisione comporta. Ci si chiederà allora che senso abbia una valuta unica in Europa se non è garantita la libera di circolazione dei cittadini"
, ha detto anche, riferendosi alla voce che era circolata lo scorso lunedì circa l'intenzione della Slovenia e della Croazia potrebbero sospendere Schengen reintroducendo i controlli di documenti ai confini. Il presidente del Consiglio Donald Tusk ha dichiarato: "Abbiamo due mesi per salvare la libera circolazione", per "rimettere la situazione migratoria sotto controllo: il Consiglio di marzo sarà l'ultima occasione per vedere se la nostra strategia funziona. Altrimenti affronteremo una crisi come il crollo di Schengen". Secondo Tusk la decisione di alcuni Stati di reintrodurre i controlli alle frontiere a causa dell'emergenza terrorismo rischierebbe di vanificare il lavoro fatto e di smantellare uno dei capisaldi della concezione di unità europea.
Certe dichiarazioni lasciano perplessi, in quanto se la maggioranza della popolazione europea e delle nazioni europee sono a favore di difendere le frontiere dell'Europa è sufficiente modificare alcune leggi e introdurre l'immigrazione dell'Unione riservata esclusivamente a persone provviste di Visto e Passaporto turistico e lavorativo.
Se l'Ungheria è in grado di mettere in atto una politica migratoria alzando delle barriere di filo spinato, risolvendo così il problema dei flussi sul territorio magiaro, l'Unione Europea dovrebbe semplicemente imparare e prendere esempio.
Lo Spazio di Schengen può essere legalizzato ESCLUSIVAMENTE ai cittadini che sono membri della Comunità Europea e a nazioni che hanno scelto di condividerlo, come ad esempio la Norvegia, la quale non fa parte dell'Unione Europea ma lo condivide ugualmente in base alle proprie leggi.
Quello che è chiaro è che la Prima Crisi Europea è ormai un dato di fatto e solo modificando leggi come quelle introdotte può essere a beneficio di tutti, ma le cose in base a quello che dicono gli analisti potrebbero drasticamente implodere in qualcosa di molto più concreto per il periodo del 2016.

Previsione 2016

Migranti in Europa: "scontro di civiltà"

La politica degli immigrati dell'Unione europea non cambierà i suoi fondamenti (principio di tolleranza). La quantità di immigrati solo continuerà ad aumentare.
Nel 2016, il dissenso internazionale diventerà più diffuso.
Gli attivisti di gruppi radicali islamici cercheranno di fare nuovi attacchi terroristici, possibilmente con l'uso di armi biologiche.
L'Europa lentamente scenderà nel caos e si avvicinerà all'inizio di una guerra civile.
La realizzazione di uno scenario SIRIA in Europa è possibile.

• La crescita della popolarità delle forze di destra

Nel 2016, il sistema di destra dei partiti europei diventeranno sempre più forte.
Il primo turno delle elezioni regionali ha evidenziato che il Fronte Nazionale divenne non solo il partito legittimo, ma ha anche ottenuto un maggiore valore legale ed è diventato un vero e proprio concorrente per entrambi i socialisti e repubblicani.
Le forze liberali pro-sistema sia a destra e a sinistra irrobustiranno la guerra politica contro Marine Le Pen e si uniranno in un blocco anti-Fronte Nazionale.
Questa coalizione farà di tutto per screditare il Fronte nazionale prima delle elezioni presidenziali del 2017.
E 'evidente che il Fronte Nazionale nel 2016 sarà prese in considerazione da parte delle élite politiche francesi come una minaccia per il sistema liberale.
Allo stesso tempo, il Fronte Nazionale cercherà di unire i migliori lati del programma economico di sinistra e la politica di destra (conservatorismo, anti-immigrazione, tradizionalismo).
Il partito repubblicano cercherà di diventare popolare con l'ordine del giorno anti-migrazione.
In Germania si prevede la crescita della popolarità di PEGIDA nonché la crescita della "Alternativa per la Germania".
L '"Alternativa per la Germania" può forse segnare una vittoria in diverse regioni della Germania durante la marcia delle elezioni regionali del 2016.
L'umore politico della politica tedesca porterà verso l'euroscetticismo e il nazionalismo.
In Italia si prevede il crescente sviluppo della popolarità per il partito "Lega Nord", che cercherà di trovare un modo di collaborazione con Berlusconi.
Si prevede anche il consolidamento di partiti di destra. La popolarità di Salvini sarà alta, soprattutto a causa della sua posizione anti-americana e filo-russa.
La sua influenza aumenterà nelle regioni meridionali d'Italia.
In Polonia, le tendenze di destra liberal-conservatori domineranno (il partito Piattaforma Civica), In Ungheria il consolidamento dei poteri di destra è previsto insieme con l'ulteriore rafforzamento dei movimenti nazionalisti (come Jobbik).

• Euroscetticismo

L'umore euroscettico non si fermerà. La politica di immigrazione dell'Unione europea ha dimostrato l'impossibilità di regolare i conflitti inter-civiltà, e fatti simili agli attacchi terroristici di Parigi e la tendenza ai reati sessuali da parte degli immigrati come a Colonia è possibile. (Probabile)
Nel mese di febbraio 2016, il Regno Unito rivederà le condizioni della sua adesione con l'Unione europea (la revisione dell'euro come unica moneta in UE, il declino della partecipazione ai programmi di aiuto finanziario per i paesi della zona euro, la diminuzione della eccessiva regolamentazione degli aspetti economici da parte dell'Unione europea, la revisione nel campo degli aiuti ai migranti).
Un referendum sull'adesione all'Unione europea sarà realizzato entro la fine del 2017.
Il governo italiano sarà in equilibrio tra la politica di Bruxelles e gli interessi economici adeguati (l'eliminazione parziale delle sanzioni contro la Russia).
Le tendenze euroscettiche saranno fissate dai partiti di destra conservatori.
L'UE rapidamente perderà la fiducia e l'influenza politica.

2016: il trend principale

La tendenza principale nel 2016 sarà l'inizio di una guerra civile in Europa.
I problemi politici interni e conflitti aumenteranno fino al capolinea.
La rottura tra le élite politiche liberali e le nazioni europee si ingrandirà.
La velocità e la portata degli eventi aumenteranno (tra i quali, atti terroristici, omicidi, ecc.); Siamo in grado di prevedere la data in cui una guerra civile in Europa inizierà se possiamo analizzare la velocità e la portata degli eventi europei nel 2016.


















lunedì 18 gennaio 2016

L'UNIONE EUROPEA INTERFERENDO NELLA LEGISLAZIONE POLACCA HA ORMAI PERSO LA STRADA

Richiesta senza precedenti da parte della Commissione Europea nei cambiamenti nella legislazione polacca alimenterà gli euroscettici - e stabilisce un precedente pericoloso

La decisione da parte della Commissione europea di lanciare "Stato di diritto" formale in un procedimento contro la Polonia costituisce un pericoloso precedente per ogni Stato membro dell'Unione Europea.
L'anno scorso il partito Diritto e Giustizia (PiS) in Polonia ha sconfitto il partito Piattaforma Civica in una clamorosa vittoria in entrambe le elezioni presidenziali e parlamentari.
Per la prima volta da quando il comunismo si è concluso in Polonia un partito ha vinto la maggioranza assoluta nel Sejm.
Questa vittoria è avvenuto in buona parte perché milioni di polacchi erano diventati disillusi con gli abusi del governo precedente di potere, non da ultimo nei media.
Proprio mentre Piattaforma Civica ha lasciato il suo deludente incarico ha cercato un'altra manovra scorretta: stipare nei tribunali costituzionali nuovi giudici in grado di consentire il suo approccio politico.
Qualsiasi nuova leadership nazionale con un mandato democratico per il cambiamento adotterà misure tempestive contro i media statali che hanno abusato della loro posizione privilegiata. Questo è ciò che sta accadendo in Polonia, dove le cose sono particolarmente complicate a causa di vantaggi ingiusti storicamente e l'influenza di cui godono ex comunisti.
Allo stesso modo con il Tribunale costituzionale polacco.
I cambiamenti in corso introdotte dal PiS mirano a ridefinire (in modi completamente compatibili con il diritto comunitario e la normativa europea delle norme di legge) il suo ruolo e le competenze. Dopo queste modifiche il tribunale polacco avrà una, panca fiera e forte dei giudici, e godere di gran lunga maggiori poteri nei confronti della legislazione nazionale rispetto al suo omologo britannico.
Questi cambiamenti non sono andate giù bene con l'opposizione polacca demoralizzata e divisa, che sono ridotti a clamori dell'assurdo che la Polonia è crollata in una sorta di dittatura.
Essi ipocritamente danno colpa al nuovo governo per la mancata attuazione delle decisioni del tribunale costituzionale, anche se il governo dela precedente coalizione di sé non è riuscito a implementare dozzine di tali decisioni.
Forse non a torto, il rumore generato dai disaccordi politici della Polonia sulle decisioni del nuovo parlamento ha lasciato di sasso gli europeisti chiedendo cosa sta succedendo ora in Polonia.
Se gli anziani europei hanno dubbi su questo punto, hanno un sacco di modi per portarli in un modo costruttivo rispettoso, anche proponendo che la Commissione desse un'occhiata a tutte le questioni giuridiche particolarmente difficili.
Invece di pazientemente lasciando alla politica e ai normali processi di prendere il loro corso, la Commissione Europea ha accettato le rivendicazioni politiche esagerate dell'opposizione polacca e sottoposto la Polonia dell'UE sullo stato di procedure di diritto.
Questa è la prima volta che sono state utilizzate tali disposizioni.
Ammonta a prendere in modo improprio i lati nella politica interna di uno Stato membro.
A peggiorare le cose, la procedura molto utilizzato in questo caso è di per sé discutibile in termini giuridici dell'UE.
Ha senso per l'UE nel suo insieme di voler fare in modo che tutti gli Stati membri sostengono i valori democratici fondamentali.
La Polonia naturalmente ha firmato fin dall'inizio questo principio.
Ma dopo questa decisione della Commissione molti polacchi sono particolarmente perplessi.
Su quali prove ha agito la commissione? Perché non è agito nei confronti di altri Stati membri in cui manifestamente la manipolazione politica dei media statali è visto?
Gli esempi infelici di Francia e Italia spiccano tra i tanti.
Soprattutto, per quanto riguarda il fallimento dell'Unione europea di controllare i propri confini, e i recenti stupri di massa sulle donne in Germania e in altri Stati membri dell'UE? Perché l'elite di Bruxelles non prendono queste carenze drammatiche come un segnale di avvertimento del loro fin troppo chiaro fallimento.
La Polonia è una storia di successo enorme per l'integrazione europea e la democrazia. C'è appena un paese della Unione Europea in cui il presidente e il parlamento eletto ora hanno un mandato chiaro per il cambiamento.
Il risultato perverso ma inevitabile di questo intervento sconsiderato della Commissione sarà quello di far si che milioni di polacchi e molti altri europei diffidino del ruolo di Bruxelles.
In attuali difficili circostanze l'Europa non necessita di euroscettici per rovinarsi.


Fonte:http://www.theguardian.com/commentisfree/2016/jan/18/european-commission-intervention-poland-law-dangerous-precedent

L'UNIONE EUROPEA TENTA DI DESTABILIZZARE IL SUCCESSO DELLA POLONIA


VARSAVIA - Il deputato polacco Leszek Dobrzynski, del partito di governo Diritto e Giustizia, denuncia le commistioni fra la Commissione Europea e lo sconfitto partito dell’attuale presidente del Consiglio Europeo ed ex-premier polacco Donald Tusk: “Il loro fine è bloccare le riforme ed impedire che i cittadini polacchi si riprendano la Polonia”.
Leszek Dobrzynski, leader di Diritto e Giustizia nella Pomerania Occidentale, regione di confine con la Germania, senza mezzi termini accusa la Comissione Europea di mancanza di obiettività nell’adottare procedure finalizzate esclusivamente a frenare le riforme amministrative e sociali che sta mettendo in atto il governo di Beata Szydlo in Polonia.
“Non c’è nessun’ombra di dubbio, secondo Dobrzynski, che i commissari europei agiscano solo per tutelare gli interessi di potere legati al Partito Popolare Europeo ormai sempre più liberista e di sinistra, rappresentato in Polonia da Piattaforma Civica”, il partito di Donald Tusk, travolto da scandali e vicende di corruzione, che dopo otto anni di governo è stato clamorosamente sconfitto da Diritto e Giustizia di Jaroslaw Kaczynski nelle elezioni sia presidenziali che parlamentari dello scorso anno.
“Non è un caso -riferisce Leszek Dobrzynski in un’intervista alla Radio Polacca- che ad attaccare il nuovo governo polacco siano quei politici europei che hanno una storia politica prettamente legata a partiti post-comunisti i liberisti di quei Paesi che fino a qualche mese fa hanno goduto delle privatizzazioni delle aziende di Stato polacche, fra cui il Lussemburgo”, riferendosi all’irrazionale politica di svendita del patrimonio nazionale attuata dal governo di Donald Tusk che cedette proprio ai lussemburghesi alcune strategiche aziende pubbliche come le ferrovie statali polacche. “Smettiamola di credere che i commissari europei siano solo dei burocrati indipendenti” - afferma Dobrzynski - “non provengono dal cosmo e non sono imparziali difensori della democrazia! Anch’essi sono politici come tutti che realizzano gli interessi dei loro partiti, non dobbiamo avere paura a dirlo”.
Il caso europeo della Polonia, che martedì 19 gennaio, domani, sarà discusso nell’assemblea plenaria del Parlamento Europeo, potrebbe evidenziare una netta linea di demarcazione fra le sinistre e le destre europee, portando ad una maggiore particizzazione delle politiche dell’Unione, fino ad ora senza precedenti. “Il fatto che da parte dei colleghi dei partiti conservatori e di destra in tutta Europa, non manchino parole a sostegno delle politiche di riforme sociali, amministrative ed economiche che il governo di Beata Szydlo sta cercando di varare in Polonia, è la dimostrazione che sia il PPE che i gruppi di sinistra che oggi attaccano la Polonia, non detengono il monopolio della democrazia nell’Unione”.
Leszek Dobrzynski, che a dispetto della sua giovane età è stato uno degli attivisti più in vista della sezione politica del libero sindacato “Solidarnosc” a Stettino negli anni ’80, non ha remore a chiamare per nome le colorite espressioni del presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz e dei membri della Commissione Juncker che si strappano le vesti accusando la destra polacca di portare il Paese alla deriva della dittatura: “Stupidità”. È sicuramente questo il termine più appropriato per giudicare la dichiarazioni del presidente del Parlamento Europeo che paragona le politiche di difesa della sovranità nazionale della destra polacca a quelle della Russia di Putin o peggio ancora della Bielorussia di Lukasenko.

Carlo Paolicelli - sindaco di Bolewice, Polonia.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4653_PIANO_SEGRETO_DELLA_COMMISSIONE_UE_PER_DESTABILIZZARE_LA_POLONIA_USANDO_GLI_SCONFITTI_DI_SINISTRA_ALLE_ELEZIONI

venerdì 15 gennaio 2016

EUROPA: TENDENZE E PREVISIONI PER IL 2016


2015 Tendenze

• I migranti
Il 2015 è stato un anno estremamente difficile per l'Europa: la situazione instabile nel mondo islamico, soprattutto in Siria, ha trasformato il continente europeo in un caos, in cui più di 1 milioni di migranti hanno assaltato l'Europa.

La politica di immigrazione dell'Unione europea respinge, a suo fondamento, ogni forma di identità collettiva.
Questo ha causato l'intensificarsi dei conflitti etnico-sociali. Come risultato di questa migrazione, la politica dell'Unione europea in Europa è cambiata quando è diventata popolata da gruppi etno-sociali dei migranti dal Medio Oriente, che sono infatti portatori di una coscienza islamica arcaica e stabile, che non è conosciuta con la media europea.
I principi esagerati della tolleranza, dei diritti dell'individualismo e del multiculturalismo, richiedono che le élite politiche europee danno ai migranti le libertà massime e non richiedono nulla in cambio. Come risultato di questa politica migratoria nell'Unione europea nel 2015: 1) l'equilibrio tra gli europei autoctoni e i migranti si è spaccato; 2) un gigante polo socio-culturale di una popolazione islamo-araba è stato creato (il fatto della sua esistenza è completamente ignorato dalle incompetenti élite europee liberali, per l'assenza dei criteri di un'identità collettiva nel diritto europeo moderno e politico); 3) il mezzo nutritivo per la creazione delle strutture di islamismo radicale sono stati creati (tra i migranti ci sono membri di gruppi islamici radicali).
Due esempi del modello della "scontro di civiltà" nel 2015 sono stati gli attentati di Parigi nel mese di novembre, e i reati a sfondo sessuale a Colonia. Il "French 9/11" è stata la più grande tragedia di tutta la storia francese, e l'attacco di Parigi è stato uno dei più grandi attacchi di Parigi dalla seconda guerra mondiale.
Il Capodanno a Colonia ha mostrato tutta la differenza nella coscienza di genere tra le culture europee e islamica, e ha dimostrato che esiste una dissonanza cognitiva per quanto riguarda la società islamica , in contrasto con le proprie politiche di genere fluido, che è predominante in Europa.

L'unico paese che è stato veramente in grado di mettere in atto una politica anti-immigrazione era l'Ungheria.
Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, aveva praticamente preannunciato l'esplosione sociale nell'UE derivante dall'eccessivo numero di immigrati, e fu il primo tra i leader europei a fare appello a chiudere le frontiere, una solida barriera protetta con il filo spinato è stata eretta alla frontiera, specialmente tra l'Ungheria e la Serbia.
Le modalità di migrazione clandestina in Europa

In molti paesi europei, le posizioni delle politiche anti-immigrazione hanno iniziato a diventare più forti ed hanno causato molte critiche nei confronti delle politiche dell'immigrazione di Bruxelles.

• La crescente della popolarità di partiti di destra


Nel 2015, i partiti di destra in Europa fortunatamente hanno iniziato a guadagnare un crescente numero di voti e popolarità: il Fronte Nazionale in Francia, PEGIDA e Alternativa per la Germania, in Germania, il partito Libertà d'Austria, Lega Nord in Italia.
Il primo turno delle elezioni regionali in Francia ha dimostrato che il Fronte Nazionale è diventato non solo un partito legittimo, ma ha anche ottenuto una maggiore stabilità.
I risultati del primo turno delle elezioni regionali

Questi risultati sono stati scioccanti per entrambe le parti di ala sinistra e destra.
Il ministro socialista francese prime- Manuel Valls ha dichiarato la necessità di creare un fronte unito contro il Fronte Nazionale.
Non è stato ufficialmente creato dopo il 1 ° turno delle elezioni (Sarkozy ha rifiutato di collaborare con le forze di sinistra), ma questo fronte ha funzionato.
Un'alleanza ad hoc è stato avviato dal partito socialista, che hanno ritirato i loro candidati da diverse regioni, dove il Fronte Nazionale ha avuto buoni risultati nel primo turno delle elezioni. Con il ritiro dei loro candidati, il gruppo di persone che hanno votato per il partito socialista, poi votato il partito repubblicano.
Il nemico comune univa la destra a sinistra e liberali.
Il Fronte Nazionale, nonostante i risultati del 2 ° turno, è uno dei più popolari partiti politici in Francia.
I risultati del primo turno hanno mostrato la volontà politica e le preferenze dei francesi.
Il 2 ° round è il risultato di strategie liberali "democratiche", che comprendevano una guerra massiccia mediatica contro Marine Le Pen e il "Fronte Nazionale".
E 'evidente che, se la popolarità del "Fronte Nazionale" cresce costantemente, può influenzare i risultati delle elezioni presidenziali nel 2017.

In Germania, il partito di destra PEGIDA diventa sempre più popolare, più di trenta mila persone hanno partecipato a manifestazioni anti-immigrati PEGIDA.
L'altro partito di destra di centro "Alternativa per la Germania" diventa potente.
Nel 2014, aveva preso circa il 10% nelle elezioni all'Euro-Parlamento.
Il programma politico del partito include una critica liberale dell'egemonia filo-americana di Bruxelles, e ha una dimensione classica di euroscettico.
La popolarità del partito è in aumento in testa, e sarà chiaramente visibile nei risultati delle elezioni regionali di marzo nel 2016.

• l'euroscetticismo

Una delle tendenze del 2015 è stato il rafforzamento dei partiti euroscettici in Europa: Il Fronte Nazionale, l'alternativa per la Germania, il partito Libertà d'Austria, della Lega Nord, l'UKIP, Jobbik, e il Partito del popolo danese.
Il 16 giugno 2015 una coalizione di partiti anti-UE "Europa delle nazioni e della libertà" è stata creata.
Top partiti anti-UE nel 2014

• L'ascesa e la caduta della "sinistra"

Nel 2015, la sinistra aveva guadagnato le posizioni incredibilmente forti (soprattutto in Grecia alla fine di giugno - quando gli eventi "OXI" avevano avuto luogo e la popolarità di Tsipras è stata incredibilmente alta .
Era la prima volta dopo il crollo dell'Unione Sovietica quando le forze di sinistra avevano raggiunto un tale livello di legittimazione.
C'era SYRYZA in Grecia, la crescente popolarità di PODEMOS in Spagna, "Cinque Stelle" movimento in Italia.
Nel 2015 (in particolare l'inizio dell'anno) aveva dimostrato l'incredibile successo della sinistra anti-sistema politico e le forze anti-liberali.
Ma dopo essere arrivato vicino al potere, hanno dimostrato l'impossibilità di proporre un'alternativa alla politica liberale, che era il punto principale delle loro critiche.
Di conseguenza, entro la fine dell'anno, avevano perso la loro influenza politica e la fiducia della gente.
Le speranze non sono state realizzate.

• Regionalismo

Il 2015 è stato un anno per l'aumento del regionalismo in Europa.
La regione, che sta combattendo la più difficile indipendenza è la Catalogna, che si batte per la sua sovranità dalla Spagna.
Nel settembre del 2015, la coalizione di separatisti regionali ha vinto nelle elezioni per il parlamento regionale. (62 posti su 135).
Nel mese di novembre, il parlamento della Catalogna ha accettato la risoluzione di indipendenza della Catalogna dalla Spagna (a seconda della risoluzione, entro 18 mesi la Catalogna si sarebbe resa indipendente dalla Spagna, nel corso di questi 18 mesi verranno create le strutture di governo necessarie di un nuovo stato in Catalogna e una nuova costituzione sarà scritta).
L'altra regione europea con l'attività secessionista, in lotta per la sua indipendenza, è la Scozia.
Ma alla fine i risultati del referendum nel 2014 in Scozia, hanno mostrato che il 55% del popolo scozzese preferisce rimanere una parte del Regno Unito.
In Italia, il partito "Lega Nord", dal 1994, ha combattuto per l'indipendenza delle regioni del nord da quelle del sud.
Uno degli esempi di tendenze regionaliste erano i risultati delle elezioni regionali francesi, dove i nazionalisti corsi in Corsica hanno guadagnato terreno.

• Il controllo crescente della NATO in Europa: caso del Montenegro

Al 2 dicembre, il Montenegro ha ricevuto un invito ufficiale ad aderire alla NATO.
Il percorso per l'adesione alla NATO è effettuato dal filo-americano primo ministro del Montenegro, Milo Djukanovich, che è ben noto per il suo rapporto con la comunità penale internazionale, in particolare con la mafia italiana.
La possibilità di aderire al blocco NATO ha provocato una serie di proteste anti-Djukanovich nella capitale del Montenegro. Ma nonostante le proteste di massa, Djukanovich non ha fermato il processo di adesione alla NATO blocco, ignorando le preferenze della gente.

• 2015: i risultati
Il 2015 ha portato la possibilità di una guerra civile in Europa ancora di più, i conflitti interni e le contraddizioni sono diventate affilate, la quantità di dissenso internazionale è aumentata, la scissione tra interessi della gente e degli interessi europei élites politiche 'ampliato.
l'Europa si avvicinava all'inizio di una guerra civile.

Previsione 2016

Migranti in Europa: "scontro di civiltà"

La politica degli immigrati dell'Unione europea non cambierà i suoi fondamenti (principio di tolleranza). La quantità di immigrati solo continuerà ad aumentare.
Nel 2016, il dissenso internazionale diventerà più diffuso.
Gli attivisti di gruppi radicali islamici cercheranno di fare nuovi attacchi terroristici, possibilmente con l'uso di armi biologiche.
L'Europa lentamente scenderà nel caos e si avvicinerà all'inizio di una guerra civile.
La realizzazione di uno scenario SIRIA in Europa è possibile.

• La crescita della popolarità delle forze di destra anti-sistema

Nel 2016, il sistema di destra dei partiti europei diventeranno sempre più forte.
Il primo turno delle elezioni regionali ha evidenziato che il Fronte Nazionale divenne non solo il partito legittimo, ma ha anche ottenuto un maggiore valore legale ed è diventato un vero e proprio concorrente per entrambi i socialisti e repubblicani.
Le forze liberali pro-sistema sia a destra e a sinistra irrobustiranno la guerra politica contro Marine Le Pen e si uniranno in un blocco anti-Fronte Nazionale.
Questa coalizione farà di tutto per screditare il Fronte nazionale prima delle elezioni presidenziali del 2017.
E 'evidente che il Fronte Nazionale nel 2016 sarà prese in considerazione da parte delle élite politiche francesi come una minaccia per il sistema liberale.
Allo stesso tempo, il Fronte Nazionale cercherà di unire i migliori lati del programma economico di sinistra e la politica di destra (conservatorismo, anti-immigrazione, tradizionalismo).
Il partito repubblicano cercherà di diventare popolare con l'ordine del giorno anti-migrazione.
In Germania si prevede la crescita della popolarità di PEGIDA nonché la crescita della "Alternativa per la Germania".
L '"Alternativa per la Germania" può forse segnare una vittoria in diverse regioni della Germania durante la marcia delle elezioni regionali del 2016.
L'umore politico della politica tedesca porterà verso l'euroscetticismo e il nazionalismo.
In Italia si prevede il crescente sviluppo della popolarità per il partito "Lega Nord", che cercherà di trovare un modo di collaborazione con Berlusconi.
Si prevede anche il consolidamento di partiti di destra. La popolarità di Salvini sarà alta, soprattutto a causa della sua posizione anti-americana e filo-russa.
La sua influenza aumenterà nelle regioni meridionali d'Italia.
In Polonia, le tendenze di destra liberal-conservatori domineranno (il partito Piattaforma Civica), In Ungheria il consolidamento dei poteri di destra è previsto insieme con l'ulteriore rafforzamento dei movimenti nazionalisti (come Jobbik).

• Euroscetticismo

L'umore euroscettico non si fermerà. La politica di immigrazione dell'Unione europea ha dimostrato l'impossibilità di regolare i conflitti inter-civiltà, e fatti simili agli attacchi terroristici di Parigi e la tendenza ai reati sessuali da parte degli immigrati come a Colonia è possibile. (Probabile)
Nel mese di febbraio 2016, il Regno Unito rivederà le condizioni della sua adesione con l'Unione europea (la revisione dell'euro come unica moneta in UE, il declino della partecipazione ai programmi di aiuto finanziario per i paesi della zona euro, la diminuzione della eccessiva regolamentazione degli aspetti economici da parte dell'Unione europea, la revisione nel campo degli aiuti ai migranti).
Un referendum sull'adesione all'Unione europea sarà realizzato entro la fine del 2017.
Il governo italiano sarà in equilibrio tra la politica di Bruxelles e gli interessi economici adeguati (l'eliminazione parziale delle sanzioni contro la Russia).
Le tendenze euroscettiche saranno fissate dai partiti di destra conservatori.
L'UE rapidamente perderà la fiducia e l'influenza politica.

• La crisi di forze di sinistra

Il greco primo ministro Alexis Tsipras ed il suo governo di sinistra non saranno in grado di risolvere i problemi economici e sociali della Grecia.
Tsipras non può più essere un vero politico di sinistra, non è in grado di tenere alle sue promesse della campagna elettorale e di fornire per il sistema sociale.
Nell'attuale situazione economica difficile, sotto stretta supervisione di Bruxelles, le idee di sinistra non possono essere realizzate.
L'insoddisfazione crescente con le forze di sinistra causeranno un sacco di proteste su larga scala in Grecia.
Allo stesso tempo, durante la perdita della legittimità dei partiti di sinistra, la posizione delle parti di destra diventeranno più forti.
Il fenomeno interessante è che i partiti di destra in Grecia e per di più in Europa sfrutteranno il programma economico a sinistra (è possibile che Alba Dorata comincerà a diventare più di sinistra nella sua dottrina economica).
In Europa nel 2016, molti partiti di destra diventeranno di sinistra nel loro programma economico.
Il modello rigido di dividere le parti in ala destra e sinistra non riuscirà.
"Oggi, la divisione in Francia - non è la scissione tra i partiti politici a destra ea sinistra, ma è la scissione tra patrioti e mondialisti", ha detto Marine Le Pen, 13 dicembre 2015, in un discorso dopo l'annuncio dei risultati del secondo turno delle elezioni."

• Regionalismo

Gli stati d'animo separatisti in Europa diventeranno più forti. La lotta attiva per l'indipendenza sarà tenuto da Catalogna, la Corsica, e anche la Scozia.

• la NATO e i suoi tentativi di rafforzamento delle sue posizioni in Europa

La NATO continuerà la sua politica di rafforzamento del suo controllo nel continente europeo.
La possibile alleanza montenegrina con la NATO avrà un ruolo simbolico per il popolo montenegrino: sarà simboleggiare una sorta di pressione sulla coscienza storica della nazione.
La maggior parte delle persone montenegrino ricordano ancora il bombardamento della Jugoslavia nel 1999.
La violenta giunzione del Montenegro al blocco NATO è stato fatto dalla NATO per rompere la mentalità dei montenegrini, con la creazione di una sorta di sindrome di Stoccolma e preparare l'ulteriore unione di Serbia al blocco NATO.

• 2016: il trend principale

La tendenza principale nel 2016 sarà l'inizio di una guerra civile in Europa.
I problemi politici interni e conflitti aumenteranno fino al capolinea.
La rottura tra le élite politiche liberali e le nazioni europee si ingrandirà.
La velocità e la portata degli eventi aumenteranno (tra i quali, atti terroristici, omicidi, ecc.); Siamo in grado di prevedere la data in cui una guerra civile in Europa inizierà se possiamo analizzare la velocità e la portata degli eventi europei nel 2016.




Fonte:http://katehon.com/article/europe-trends-and-forecasts-2016

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LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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