ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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giovedì 4 maggio 2017

IL DESTINO DELLA CINA E DELLE MONARCHIE ARABE E' NELL'EUROPA TEDESCA



Almeno tre diverse fazioni geopolitiche hanno preso di mira l'Europa solo nell'ultimo decennio.
E queste tre fazioni hanno trovato nell'Europa un crocevia di reciproci interessi economici e sociali che nell'arco di pochi anni hanno determinato il declino sociale ed economico dei Paesi all'interno dell'Unione Europea, ponendo fine alla sovranità nazionale e poco alla volta anche all'identità dei Paesi europei.
Queste fazioni hanno messo lo sguardo sul territorio europeo da ben oltre un decennio, ma i piani di uno sviluppo a lungo termine di tali progetti sono in pieno sviluppo solo in questi anni.
L'Europa è diventata ufficialmente il crocevia e nucleo di influenza delle politiche arabe, tedesche e cinesi.
E' vago parlare di politiche arabe, ma è opinione che le monarchie del golfo (includendo anche la Turchia) abbiano messo occhio sul territorio europeo per perseguire un progetto di interesse comune volto a mutare per sempre la demografia della società europea.

Nel 1974, all'assemblea dell'ONU un discorso da parte dell'ex dittatore algerino Houari Boumediene fa riflettere:
«Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l’emisfero sud per irrompere nell’emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo coi loro figli.
Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria».
Molto probabilmente tale dichiarazione è stata passata nel dimenticatoio dalla maggior parte delle persone ma quello che si sta verificando in questi anni in Europa, con il costante afflusso di migliaia di clandestini di origini africane e araba da numerosi Paesi anche non in guerra all'interno del territorio europeo, conferma che tale promessa è stata mantenuta e ora il territorio europeo è diventato terra fertile del terrorismo, con centinaia di morti solo negli ultimi anni, e di uno spaventoso aumento della criminalità da parte di migranti di origine africana e araba.Nel contempo quello che si sta osservando da parte della monarchie del golfo e della Turchia è un costante afflusso di liquidità impegnato a costruire moschee sul territorio europeo:
-Londra: aperte 423 nuove moschee, chiuse 500 chiese
-Sceicco del Qatar finanzia le moschee in Emilia Romagna.
-Il principe del Qatar punta sull’Italia, 33 moschee in arrivo.
-Il Qatar pronto a costruire 33 nuove moschee in Italia.
-Arabia Saudita pronta a costruire 200 moschee per i profughi siriani in Germania.
-Milano islamica, arrivano due nuove moschee.Esistono chiare evidenze che questa politica di ripopolamento arabo dell'Europa coincide con l'interesse turco più volte espresso di rifondare quello che un tempo fu il territorio dell'Impero Ottomano, di conseguenza estendere ancora di più l'influenza araba sul territorio europeo.

"Noi non siamo solo nello spazio chiuso all'interno dei nostri confini. I confini geografici sono una cosa, quelli spirituali un'altra. I nostri fratelli che vivono in Siria, in Iraq, nei Balcani, nel Caucaso, in Crimea vivono al di fuori dei nostri confini fisici, ma sono nei nostri cuori. Noi non abbiamo pretese sui territori di altri Paesi, ma gli eventi di questi ultimi ci riguardano direttamente" ha detto Erdogan, parlando ad una riunione per l'anniversario della morte del fondatore della Repubblica turca Mustafa Kemal Ataturk.
In un'altra dichiarazione in Georgia, (parlando all'Università di Tayke), ha semplicemente dichiarato che lo Stato turco è loro nelle aree che si trovano nelle immediate vicinanze dei confini illegittimi della Turchia.
"Oltre a 79.000.000 abitanti del nostro paese, ci sono anche milioni di fratelli che vivono in altre regioni geografiche con cui abbiamo legami storici.
I nostri interessi sono in Iraq, Siria, Libano, Crimea, Karabakh, l'Azerbaigian, Bosnia e altri Paesi fratelli. Quando la Turchia perderà la sua indipendenza e il suo futuro, allora perderemo interesse in queste aree. Molti storici ritengono che Cipro dovrebbe essere incluso nei confini della Turchia, Aleppo, Mosul, Irbil, Kirkuke, Tbilisi, Salonicco, Varna, Tracia occidentale e nelle isole dell'Egeo, "
ha confermato il 15 ottobre, il presidente dello Stato turco.
In un articolo pubblicato nel mese di agosto 2014 da The National, lo scrittore Piotr Zalewski ha sottolineato le ambizioni egemoniche islamiche della Turchia, definendo così quello che molti hanno già bollato la strategia e la politica neo-ottomana della Turchia.
Zalewski fa riferimento commenti fatti nel 2009 da Ahmet Davutoglu, il primo ministro della Turchia dal mese di agosto, in cui ha effettivamente confermato alla stampa che "Siamo i nuovi Ottomani" poco prima di diventare ministro degli Esteri.
"Qualunque cosa abbiamo perso tra il 1911 e il 1923, a prescindere dalle terre in ci siamo ritirati, saremo ancora una volta a incontrare i nostri fratelli in quelle terre tra il 2011 al 2023." - ha affermato Ahmet Davutoglu, funzionario turco.Quello che appare sempre più evidente è che il continuo afflusso di migliaia di clandestini dall'Africa alla Siria che ogni mese arriva in Italia e Grecia, non appare più come un normale processo di migrazione descritto dal controverso ruolo delle ONG come "salvare vite umane", ma piuttosto un ripopolamento del territorio europeo in costante declino demografico su volontà dell'Europa a guida tedesca.
Sotto questo fenomeno allarmante è qui che emerge il ruolo delle ONG e ancora di più della Germania nel processo di migrazione che è diventato un problema serio per la società europea.
Gli interessi tedeschi in Europa e dei Paesi arabi menzionati entrano in gioco.
A partire dal settembre dell'anno scorso la procura di Catania ha registrato un improvviso proliferare di unità navali delle ONG.

"Fanno il lavoro che prima svolgevano gli organizzatori - denuncia il procuratore Carmelo Zuccaro - accompagnano fino al nostro territorio i barconi dei migranti".
Nei momenti di maggior picco è stata, infatti, registrata la presenza di ben tredici assetti navali.
Intervenendo alla seduta del Comitato di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro è tornato a denunciare gli oscuri rapporti tra le ong e l'emergenza immigrazione su cui la procura ha recentemente aperto un fascicolo conoscitivo.
"Ci siamo voluti interrogare - ha spiegato - sulle evoluzioni del fenomeno e perché vi sia stato un proliferare così inteso di queste unità navali e come si potessero affrontare costi così elevati senza disporre di un ritorno in termine di profitto economico".
Quello che è emerso da questa indagine conoscitiva è che il Paese europeo che ha dato vita alla maggior parte di queste ong è la Germania cui fanno capo cinque di queste organizzazioni con sei navi, tra cui le due di Sos Mediterranee. Il tutto, sottolinea Zuccaro, con costi mensili o giornalieri "elevati".
"Aquarius" di Sos Mediterranee, a esempio, ha un costo di 11.000 euro al giorno.
Il Moas di Christopher e Regina Catrambone, ong con sede a Malta, "ha costi per 400.000 euro mensili" e ha due navi Phoenix, battente bandiera del Belize, e Topaz con bandiera delle Isole Marshall.
"Crea sospetti - ha proseguito il procuratore di Catania - anche questo dato dei Paesi che danno bandiera alle navi". A questo punto, ha quindi concluso Zuccaro, "ci si deve porre il problema di dove venga il denaro per sostenere costi così elevati, quali siano le fonti di finanziamento: sarà compito della successiva fase conoscitiva. Faremo verifiche ulteriori sulle ong che portano migranti nel nostro distretto".
La ragione per la quale l'Europa a guida tedesca ha imposto la decisione di accogliere centinaia di migliaia di persone all'interno del territorio europeo in così pochi anni non è difficile da comprendere, il problema è che tutto ciò ha avuto gravissime ripercussioni nella sicurezza dei cittadini.

All'inizio di quest'anno, il quotidiano Rheinische Post di Germania ha pubblicato estratti di una relazione del governo, dimostrando che la decisione della cancelliera Angela Merkel di portare 1,5 milioni di migranti musulmani nel paese tra il 2015 e il 2016 non era un gesto umanitario, ma un tentativo deliberato di rallentare il declino della popolazione tedesca e mantenere la vitalità dello Stato del benessere tedesco.
La relazione ha spiegato che i tassi di fertilità della Germania, 160 nati per 100 donne, erano ben sotto quelli necessari per riprodurre la popolazione (che richiede un tasso di fertilità di 210 bambini per 100 donne). Di conseguenza, il governo tedesco ha calcolato che il paese "necessita" di circa 300.000 migranti nuovi migranti ogni anno, al fine di preservare la stabilità economica fino al 2060.
"È ovvio," ha sottolineato Pshenichnikov, "che senza lavoratori l'economia non funzionerà".
"Ma non è così difficile immaginare che cosa tutto ciò possa portare fino al 2060.
Se i calcoli macroeconomici del Cancelliere Merkel sono corretti, l'economia tedesca non avrà problemi con la sua popolazione attiva". Tuttavia, se le tendenze di migrazione continuano, nel momento in cui il 2060 si aggira intorno, "ci saranno molti meno tedeschi reali, per i quali tutto questo si suppone sia calcolato, di quanto non sia oggi".
Nel frattempo la criminalità registrata in Germania solo nell'ultimo anno, ha evidenziato che quanto successo a Colonia nel Capodanno 2015, non è stato un caso isolato ma piuttosto una tendenza culturale che ha diffuso maggiori pericoli non solo nel territorio tedesco ma in tutto il territorio europeo.

Il Ministero degli Interni della Germania ha rilasciato le statistiche sui crimini del 2016, mostrando un drammatico aumento dei crimini violenti, tra cui un aumento del 14,3% degli omicidi e assassinii, un aumento dei rapimenti e degli stupri del 12,7% e un aumento del 9,9% l'anno scorso.
I dati hanno mostrato che gli immigrati clandestini, i rifugiati e i richiedenti asilo sono stati sospettati di aver commesso 174.438 crimini, un sorprendente aumento del 52,7% rispetto all'anno precedente.
Con il numero di cittadini tedeschi sospettati di reati diminuito del 3,4%, i migranti e i profughi sono stati stimati ad aver rappresentato oltre il 12% di tutti i reati sospetti nel 2016.
Il ministro dell'Interno Thomas de Maiziere ha definito l'aumento dei crimini dai migranti "inaccettabile" per espellere i migranti illegali che hanno commesso crimini.
Mentre la Germania porta avanti a oltranza queste politiche specialmente facendo pressione sulla controversa Comissione Europea il ruolo tedesco in Europa si espande con la crisi dell'euro, favorendo così alla potenza industriale tedesca di acquistare società di altri Paesi meno economicamente floridi.
La Germania e la crisi greca.
Dall'inizio della crisi al 2015 ha investito 8,7 miliardi di dollari (primato assoluto) e aumentato considerevolmente le sue esportazioni nel Paese ellenico.
In questi anni di sacrifici per la popolazione greca, la Deutsche Telecom ha aumentato dal 40 al 60 per cento la sua partecipazione in Ote (la compagnia telefonica di Stato). Fraport, la società che gestisce gli aeroporti di Francoforte, si è presa i 14 scali regionali più appetiti, tra cui Corfù, Rodi e i due di Creta. L'export tedesco verso Atene è passato dai 4 miliardi e 737 milioni del 2012 ai 4 miliardi 955 milioni del 2014 (ultimo dato disponibile). Si va dai prodotti chimici (27,4 per cento del totale) a quelli alimentari (15,1); dalla meccanica (10,1) all'elettronica (7,2).
Lo stesso vale per una concessione di oltre quattro decenni degli aereoporti greci.
L’importo è di 1,23 miliardi di Euro.
Gli scali aeroportuali sono i principali e più importanti approdi turistici: Creta, Santorini, Mykonos, Salonicco che è la seconda città della Grecia e tanti altri.
I problemi della Grecia con un deficit di bilancio pari a quattro volte il limite dell'UE nel 2009 hanno inoltre rafforzato la domanda di obbligazioni tedesche e, in tal modo, abbassato i costi di finanziamento di Berlino, mentre pesava sull'euro ai profitti degli esportatori tedeschi.
"I tedeschi sono stati molto intelligenti negli ultimi 20 anni a fingere che l'unione monetaria è un problema enorme per loro", ha dichiarato David Marsh, autore di "The Euro: The Politics of the New Global Currency".
"In realtà, sono i grandi vincitori dell'unione monetaria", ha aggiunto. "Hanno una grande quantità fuori di essa. Al momento, l'industria dell'esportazione sta diventando più competitiva. Sono stati molto competitivi a 1,50 dollari, ancora più competitivi a 1,35 dollari.
Un euro più debole rende le merci tedesche più competitive nei mercati al di là dell'Eurozona e le recenti indagini hanno mostrato prospettive migliori per gli esportatori del paese, le cui fortune sono cruciali per la salute dell'economia tedesca - la più grande d'Europa.
Mentre la Germania ha beneficiato tanto dell'Eurozona, i suoi partner meno riusciti sono lasciati a difendersi da soli.
L'eurozona manca di stabilizzatori automatici che altri sindacati monetari applicano tra le varie regioni - vale a dire, trasferimenti fiscali come disoccupazione e vantaggi per l'alloggio, spese sanitarie condivise, pooling dei rischi bancari e assicurazione dei depositi.
Anche nell'area dell'euro manca il grande movimento dei lavoratori attraverso i confini statali goduti dagli Stati Uniti, soprattutto a causa di barriere linguistiche e normative.
Queste caratteristiche istituzionali dell'Eurozona hanno creato un'unione economica altamente ingiusta, che ingrandisce in modo sproporzionato le conseguenze del fallimento.
Quando hanno aderito all'UE, la Grecia, l'Irlanda, il Portogallo e la Spagna hanno aperto i loro confini e si sono esposti a nuove ondate di commercio, immigrazione e finanza.
La concorrenza con altri Stati membri doveva portare alla «distruzione creativa», per cui le imprese inefficienti, cioè quelle che non potevano competere a livello internazionale, sarebbero andate fuori attività.
Al fine di evitare difficoltà a breve termine, le economie periferiche erano destinate a ricevere grandi somme di fondi UE in compenso.
Questi fondi dovrebbero essere investiti nella ristrutturazione delle economie domestiche. Ma questo non è accaduto.
Finora i tedeschi hanno non solo guadagnato ampiamente dalla crisi dell'euro, rispetto agli altri Paesi dell'eurozona ma poco alla volta hanno iniziato non solo ad acquistare la qualità dell'industria italiana, ma addirittura hanno aumentato la dipendenza dei Paesi membri dell'Unione Europea verso le esportazioni tedesche grazie alle restrizioni economiche imposte alla Federazione Russa avendo come pretesto la guerra civile scoppiata dopo il colpo di stato in Ucraina.

Solo nel 2014 con il passaggio di mano dell’azienda varesina diventano 18 le imprese tricolore comprate dai tedeschi nei primi 10 mesi.
Le tredici censite dalla banca dati M&A di Kpmg al 30 settembre, più altre cinque perfezionate in queste settimane: oltre alla citata MV Agusta, la trevigiana Happy Fit appena acquisita da McFit, la catena tedesca del fitness leader in Europa; la bergamasca Clay Paky, campione mondiale delle luci usate nei grandi eventi, dai concerti di Lady Gaga alla notte degli Oscar, passata al colosso Osram; la bolognese Egs, specializzata in protesi digitali e 3D per odontoiatria, aerospaziale e automotive, rilevata dal gruppo “dentale” Heraeus Kulzer; e la multinazionale Wika, miscelatori di pressione, che ha inglobato la milanese Ettore Cella, da anni suo fornitore, specializzata in termostati per l’industria chimica e Oil&Gas.
Oggi la Germania rappresenta per l’Italia il primo Paese in termini di export grazie ad un business quantificabile in 51 miliardi di euro nel 2015, con una previsione di crescita potenziale di 5,4 miliardi (+10,5%) per il 2019 (fonte Sace).
Un'ulteriore modo con la quale i tedeschi hanno migliorato la dipendenza dell'Europa verso la Germania, è stato l'introduzione di una sequenza di restrizioni commerciali, su pressione alla Comissione Europea, nei confronti della Federazione Russa, portando ad un blocco del commercio verso la Russia da parte dei 28 Paesi membri dell'Unione Europea che si sono visti costretti a sostituire le importazioni ed esportazioni con il mercato tedesco o addirittura quello cinese.
Migliaia di aziende sono fallite nei Paesi baltici, specialmente l'industria della pesca che dipendeva moltissimo dal mercato russo, nel resto dell'Europa centiniaia di aziende hanno preferito trasferirsi sul territorio russo per evitare il regime delle sanzioni, tuttavia i danni economici e le perdite per le decisioni di Berlino e Bruxelles sono costate agli agricoltori europei un valore per svariati miliardi di euro, senza che ci fosse neppure un risarcimento per tali politiche.
Per contro invece la dipendenza dalle esportazioni tedesche in Europa ha subìto un boom evidenziando come tale politica delle restrizioni economiche in realtà fosse una politica tedesca di concorrenza sleale volta ad aumentare la dipendenza dell'Europa dalla Germania che dalla Federazione Russa.
Le esportazioni tedesche nei paesi dell'Europa orientale sono aumentate in percentuale rispetto alle esportazioni di beni e servizi dalla Germania nel suo complesso per la prima volta in quattro anni.
Lo ha riferito il Comitato tedesco sulle relazioni economiche dell'Europa orientale.
Secondo l'Ufficio federale di statistica, la crescita complessiva delle esportazioni tedesche ammontava a circa un per cento nel 2016.
Il flusso di beni e servizi a 21 paesi, sotto la supervisione della commissione per le relazioni economiche dell'Europa orientale, è cresciuto di quasi il 4% A 53,9 miliardi di euro, con un incremento di 2 miliardi rispetto al 2015.
Le esportazioni tedesche in Ucraina sono cresciute al ritmo più veloce. Il volume è aumentato di 550 milioni di euro, pari al 18 per cento più di un anno fa.
Nel 2015 le esportazioni tedesche hanno raggiunto i 1.196 trilioni di euro ($ 1.34 trilioni) ha annunciato l'ufficio statistico tedesco Destatis, aggiungendo che la cifra è basata sui calcoli preliminari.
Il volume delle esportazioni ha segnato un nuovo record annuale di tutti i tempi, segnando un aumento del 6,4 per cento rispetto all'anno precedente, anno in cui vennero introdotte le restrizioni commerciali alla Federazione Russa.
Secondo Destatis, le importazioni sono aumentate notevolmente, raggiungendo un volume di 948 miliardi di euro l'anno scorso, salendo del 4,2 per cento rispetto al livello registrato nel 2014.
Se la Germania è stato il Paese che più si è arricchito a causa della crisi della zona euro, certamente anche l'introduzione di restrizioni commerciali verso la Federazione Russa è stata una mossa sleale ma a vantaggio del mercato tedesco, ora una delle condizioni che alcuni Paesi avrebbero per l'adesione all'Unione Europea è proprio quella di introdurre egli stessi delle restrizioni commerciali verso la Federazione Russa.
Significato: rinunciare al mercato russo a vantaggio del mercato tedesco.
La Germania tra politiche migratorie, crisi della zona euro, acquisto della qualità europea e introduzione di restrizioni al commercio russo dimostra le notevoli capacità di fare affari dalle crisi degli altri Paesi, ma dimostra come l'Europa sia governata da un Paese che a 70 anni dalla Seconda Guerra Mondiale si sia sollevato ed evoluto ma con politiche diverse ancora riesce a controllare e dettare le regole su 28 Paesi di un'intero continente.
Peggiori ancora dei tedeschi tuttavia sono i cinesi, in quanto se da un lato il mercato tedesco determina a suo vantaggio un aumento dell'export neutralizzando una ad una le aziende di altri Paesi tramite il fallimento e poi l'acquisto, la qualità del mercato tedesco è indiscutibile, ma tutt'altro argomeno lo è quello cinese.
Contrariamente ai tedeschi l'invasione europea del mercato cinese e gigantesca e il numero di aziende dal settore industriale a quello agricolo che sono state acquistate nel corso degli ultimi anni semplicemente è incalcolabile, o troppo vasto per farne una lista sintetica, ma i cinesi non si limitano ad acquistare e gestire aziende europee, ma affittano e aprono negozi dove la qualità della merce (Made in China) venduta è remotamente lontana da quella europea.
Il peggio è che la qualità dei nostri prodotti viene assorbita proprio dal colossale livello di acquisti di aziende che i cinesi fanno sul territorio europeo, così che la qualità del livello europeo finisce trasferita nella Repubblica Popolare Cinese assieme agli enormi guadagni che vengono fatti sul territorio europeo, sostituiti in Europa da un commercio di scarsa qualità e con sostanze dannose per la salute.
Dalle borse alle scarpe, dagli elettrodomestici ai giocattoli, e, passando per le sigarette, si arriva addirittura ad alimenti e farmaci.
Ogni giorno, gli uomini della guardia di finanza sequestrano, dalla Lombardia alla Sicilia, milioni di articoli fasulli. Inutile dire che si tratta di prodotti pericolosi. Nocivi per la salute dell’uomo. Come il concentrato di pomodoro cinese, la carne, la pasta, il vino, le uova liofilizzate. E non solo, perché anche le t-shirt, i pantaloni, gli orologi, le collane sono pericolosi.
A lanciare l’allarme i dermatologi: “Il rischio di dermatiti o, addirittura, di altre patologie più gravi che si possono verificare al contatto dell’epidermide con i prodotti non a norma contenenti sostanze tossiche e nocive per la salute è altissimo.”
Quello che l'Europa sta assistendo è una sorta di disboscamento commerciale della qualità sommato ad una migrazione di massa a vantaggio dell'economia tedesca e delle monarchie del golfo.




























giovedì 23 marzo 2017

IN TRE GIORNI IMPORTATI SUL TERRITORIO ITALIANO OLTRE 6000 CLANDESTINI


Sono oltre 6.000 i migranti africani prelevati dai gommoni e dai barconi di legno in acque territoriali libiche e trasportati negli ultimi tre giorni lungo la rotta del Mediterraneo centrale verso i porti italiani, anzichè ricondotti sulle coste libiche che nella maggior parte dei casi distavano meno di due chilometri dalle imbarcazioni, salpate dalle spiagge della Libia. E’ quanto si desume dalle dichiarazioni di oggi dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), citata da Al Jazeera. ”Non siamo ancora a fine marzo e stiamo già correndo contro il tempo a fronte di numeri di arrivi che vanno oltre quanto visto finora nel Mediterraneo – ha detto il portavoce Oim Joel Millman – tutto questo è tipico della primavera, non è invece comune avere numeri così alti in questa fase”. Dall’inizio dell’anno sono morti circa 500 migranti e oltre 20.000 persone sono state ”soccorse”.

Fonte:http://ilsudconsalvini.info/6-000-africani-arrivati-italia-tre-giorni-invasione-senza-precedenti/

martedì 13 dicembre 2016

L'UNIONE EUROPEA HA I SUOI PROGRAMMI A PRESCINDERE DAGLI EUROPEI


L'Unione Europea ha dei programmi che devono essere rispettati, oltre a quello pubblici esistono anche quelli privati, l'UE non funziona mica in modo semplicistico come ci appare.
Uno di questi programmi è quello di aumentare il numero di abitanti nei Paesi membri, in quanto la manodopera e il numero di abitanti è in declino demografico, quindi per rendersi competitivo come blocco economico è necessario un'aumento di manodopera sul breve termine.
Il modo più rapido è quello di incentivare milioni di persone in pochi anni a venire sul suo territorio tramite autopromozione sul territorio africano e altri Paesi candidati come i Paesi est.
Condividere il termine di rifugiati e richiedenti asilo per milioni di africani che vengono in su da oltre tre anni dall'Africa su persone in buona salute e in prevalenza di sesso maschile è il modo più rapido per integrarli legalmente come cittadini europei con l'ausilio delle quote imposte dal regime di Bruxelles su tutti i 27 Paesi membri del blocco. La liberalizzazione di visti per Paesi come Turchia, Georgia e Ucraina sono un ulteriore incentivo alla demografia in più il blocco di allarga in nuovi Paesi e la popolazione membra aumenta ancora.
Dopo Renzi ora tocca a Gentilini continuare il programma di ripopolamento del blocco europeo e ciò continuerà.
Fosse salito un governo legittimo con Lega avanti nei sondaggi il programma si sarebbe bloccato.
Ma non finisce qui, il Qatar e altre potenze arabe stanno investendo ingenti somme in progetti e nella costruzione di Moschee sul territorio europeo, oltre a zone di insegnamento della religione islamica. La Germania è uno di quei Paesi con il maggiore numero di investimenti nelle banche tedesche con i Paesi arabi, oltre ad essere uno dei Paesi ad aver attirato un milione e mezzo di immigrati nel 2015.
Il governo tedesco della Merkel è uno dei più solidi in Europa, quindi con forte influenza politica su Bruxelles.
Il risultato sarà che l'Europa ha il potenziale di diventare una superpotenza grazie all'immigrazione e alla forza lavoro e anche grazie al cosiddetto "esercito europeo" di cui si sta iniziando a parlare in questi mesi. Il governo europeo inizia in queste fasi: 1) Ripopolamento dell'Europa. 2) Formazione di un'esercito europeo comune. 3) Fondazione della Repubblica d'Europa.
Congetture per molti. Ma quando si osserva la Guardia Costiera Italiana andare fin sulle acque libiche a prelevare barconi con 2.000 individui al giorno, e si sostituisce il termine prelevare con "soccorrere" e portarli ancora più lontani fino a Cagliari e in Sicilia si capisce che il regime di Bruxelles sta costruendo la sua Europa e addirittura può cambiare un governo di una domenica e per mezzo di un Presidente della Repubblica organizzare il prossimo sostituto la domenica dopo. "Da record".
Come se ce lo si aspettasse.
Intanto una stima da parte di esperti conferma questa opinione:
Quasi mezzo milione di profughi saranno impiegati in Germania in due anni,lo afferma un nuovo rapporto dagli analisti del mercato del lavoro da un istituto di ricerca tedesco.
Il rapporto, compilato dall'Istituto di Kiel per l'economia mondiale (IfW), si basa sui dati forniti dall'Agenzia federale per il lavoro.
I ricercatori stimano che circa 806.000 rifugiati saranno collocati nel mercato del lavoro entro la fine del 2018 e 410.000 di loro troveranno un posto di lavoro.
Di quelli 396.000 senza lavoro, 204.000 rifugiati saranno registrati come disoccupati e 192.000 saranno iscritti ai corsi di integrazione dell'Agenzia per l'occupazione e altri programmi.
Quasi un milione di rifugiati sono arrivati ​​in Germania l'anno scorso dopo che il cancelliere Angela Merkel ha annunciato la sua politica della porta aperta.
La maggior parte si dice sono in fuga da guerre e della povertà in Nord Africa e in Medio Oriente.


Fonte:https://sputniknews.com/europe/201612131048498021-germany-employment-refugees-report/


venerdì 4 novembre 2016

GRECIA: QUINDICI ARRESTI PER AVER PROTESTATO CONTRO LA COSTRUZIONE DI UNA MOSCHEA


Oggi, la Polizia greca ha arrestato 15 persone che hanno partecipato a una protesta contro la futura costruzione di una moschea ad Atene, riferendosi alle forze dell'ordine.
La protesta contro la costruzione della moschea è iniziata due settimane fa ed è durata fino a venerdì mattina. Per la detenzione dei manifestanti sono arrivati le unità di polizia di risposta rapida.
Secondo l'agenzia, gli arrestati saranno consegnati all'ufficio del procuratore per affrontare l'accusa di disturbo dell'ordine pubblico.
Nel mese di agosto di quest'anno, il Parlamento greco ha approvato la costruzione di una moschea ad Atene. Il costo del progetto è stimato a 950 000 euro. Il partito nazionalista greco "Alba Dorata" si è opposto alla decisione del Parlamento e ha sostenuto la protesta.

Fonte:http://katehon.com/it/news/ad-atene-sono-state-arrestate-15-persone-che-protestavano-contro-la-costruzione-della-moschea

mercoledì 20 luglio 2016

LA RIFONDAZIONE DELL'IMPERO OTTOMANO


In Turchia sembra che le questioni politiche dopo il fallito colpo di stato ai danni del presidente Erdogan siano sfuggite sia al controllo degli Stati Uniti sia dell'Unione Europea.
Sono tempi strani quelli che hanno visto la Turchia di recente, e alcune fonti affermano addirittura che il Presidente turco abbia addirittura inscenato il colpo di stato con lo scopo di consolidare la sua posizione e fare piazza pulita di tutti gli oppositori politici che possono minare il suo sistema.
Indubbiamente si tratta di un uomo sempre più pericoloso.
Gli arresti tra le persone sono ormai incontabili.
Il premier Binali Yildirim aggiorna i numeri dell'epurazione in corso. "Sono 7.543 le persone arrestate, tra cui 100 agenti di polizia, 6.038 soldati, 755 tra giudici (due della Corte Costituzionale, ndr) e procuratori, e 650 civili. Per 316 è stata confermata la custodia preventiva".
Il massimo organismo turco di controllo dei magistrati e procuratori ha sollevato dall'incarico 2.745 giudici in tutto il Paese.Inoltre il presidente turco ha dichiarato che dopo il colpo di stato sarà favorevole alla pena di morte.
Inutile dire che la deriva autoritaria del Presidente è ormai ai massimi, in passato si erano susseguite anche numerose altre vicende che avevano coinvolto lo stesso Erdogan.

Dopo l'abbattimento del jet russo i servizi militari russi avevano dettagliatamente mostrato foto e mappe che dimostravano come la leadership e la famiglia del presidente turco erano chiaramente coinvolti in un massiccio traffico petrolifero con i mercenari del Califfato Islamico (ISIS) dalla Siria alla Turchia che poi veniva rivenduto ai mercati asiatici.
Ulteriori evidenza della pericolosa deriva della Turchia stava nella sistematica censura di giornali e arresti di numerosi giornalisti che criticavano oppure erano semplicemente sospettati di essere contro il governo turco.

Quello che però lascia diversi punti interrogativi è la chiara intenzione di Erdogan di creare un sistema assai simile a quello dell'Impero Ottomano.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiamato l'anno scorso per la "conquista" dell'Europa da parte dell'Islam "attraverso immigrazione" in Europa e ha annunciato che la "conquista è quella di avere il coraggio, la tenacia, e la sagacia di sfidare il mondo intero, anche nei momenti più difficili. "
Il discorso, pronunciato a Istanbul il 30 maggio 2015, in una riunione pubblica che celebrava il 562° anniversario della caduta di Costantinopoli per eserciti musulmani dell'Impero Ottomano, era appena stato tradotto in inglese per la prima volta.

Nel discorso l'anno scorso, alla presenza di due milioni di persone che lo hanno acclamato, Erdogan ha chiesto: "Qual è la conquista?"
"La conquista è dell'Egira [espansione dell'Islam attraverso l'emigrazione, seguendo l'esempio di Maometto, fondatore dell'Islam, e i suoi seguaci dalla Mecca a Medina]. La conquista è la Mecca.
E 'per purificare la Kaaba, la casa di Allah sulla terra, di tutte le icone. La conquista è Gerusalemme. E 'quando il profeta Omar ha impresso il sigillo dell'Islam su Al-Aqsa, il nostro primo Qibla [la direzione ad affrontare quando un musulmano prega durante le cinque preghiere quotidiane volte] rispettando tutte le fedi comprese [quelli di] cristiani ed ebrei.
"La conquista è Al-Andalus [Spagna musulmana]. E 'per costruire la più bella architettura, la letteratura e la cultura del mondo, come a Córdoba e Granada.
"La conquista è Samarcanda [una città nell'attuale Uzbekistan e una volta un capitale di civiltà sogdiana cui religione principale era Zoroastrismo].
"La conquista è Bukhara [anche nell'attuale Uzbekistan. Era una città diversa con comunità zoroastriana, buddista, ebraica e comunità cristiane nestoriane].
Si tratta di stabilire una delle più grandi civiltà della storia nelle steppe dell'Asia centrale.
"La conquista è Salah al-Din al-Ayubbi [Saladino, che nel 1187 invase Gerusalemme].
E 'a issare di nuovo la bandiera dell'Islam a Gerusalemme.
"La conquista è Alp Arslan [il secondo sultano del musulmano Impero selgiuchide medievale, che ha conquistato Anatolia].
"La conquista è quella di aprire le porte di Anatolia fino a Vienna per questa nazione benedetta. La conquista è Osman Ghazi [il primo sultano ottomano].
E 'per rendere il platano [l'Impero Ottomano] l'incontro con il terreno in grado di coprire tre continenti e sette climi attraverso l'illuminazione ispirata dallo sceicco Edebali che ha detto,' fare la vita umana in modo che lo Stato possa vivere. '
"La conquista è la preparazione. La conquista è quando il sultano Murad II abdicò al trono per il suo figlio di 12 anni, Mehmed II. E, naturalmente, la conquista è il sultano Maometto II.
E ', a 21 anni, per abbracciare Istanbul, la città più preferita del mondo, dopo aver distrutto la millenaria Bisanzio.
"Maometto II conquistò Istanbul nel 1453. Ma le conquiste hanno sempre continuato prima e dopo. Hanno continuato con il sultano Selim I il Grim, sultano Solimano il Legislatore, sultano Murad IV, e il sultano Abdul Hamid II.
La conquista è quello di avere il coraggio, la tenacia, e la sagacia di sfidare il mondo intero, anche nei momenti più difficili.
"La conquista è nel 1994 [quando Erdogan è stato eletto sindaco di Istanbul]. E 'per servire Istanbul e l'eredità del sultano Maometto II.
La conquista è quella di rendere la Turchia di alzarsi in piedi di nuovo. "
La folla gridò: "Ecco l'esercito; qui è il comandante. "
Erdogan non avrebbe potuto fare la sua posizione più chiara: egli cerca il ristabilimento dell'impero ottomano e l'espansione dell'Islam che torni ai confini raggiunti dall'invasione musulmana d'Europa.
Questo include tutta la Spagna e il Portogallo, e gli Stati balcanici, raggiungendo tutto il viaggio di ritorno a Vienna, dove gli ottomani sono state interrotti solo nella grande battaglia del 1683.
Non ci può essere alcun dubbio che l'ammissione della Turchia all'Unione europea aprirà le frontiere in Europa per i milioni di turchi che ancora fanaticamente credono nella riconquista degli ex territori dell'Impero Ottomano e l'islamizzazione dell'Europa.
In un articolo pubblicato nel mese di agosto 2014 da The National , lo scrittore Piotr Zalewski ha sottolineato le ambizioni egemoniche islamiche della Turchia, definendo così quello che molti hanno già bollato la strategia e la politica neo-ottomana della Turchia.
Zalewski fa riferimento commenti fatti nel 2009 da Ahmet Davutoglu, il primo ministro della Turchia dal mese di agosto, in cui ha effettivamente confermato alla stampa che "Siamo i nuovi Ottomani" poco prima di diventare ministro degli Esteri.
"Qualunque cosa abbiamo perso tra il 1911 e il 1923, a prescindere dalle terre in ci siamo ritirati, saremo ancora una volta a incontrare i nostri fratelli in quelle terre tra il 2011 al 2023." - ha affermato Ahmet Davutoglu, funzionario turco
Certamente è un risultato preoccupante.

Se osserviamo la mappa della Primavera Araba del 2011, osserviamo come questi territori dove ora sta avvenendo una massiccio esodo di massa di centinaia di migliaia di extracomunitari verso l'Europa, scopriremmo che coincide grossomodo con i territori dell'ex Impero Ottomano, eccettuati i Paesi slavi quasi non più mussulmani.

"L'obiettivo della Turchia è quello di far rivivere l'Impero Ottomano che in precedenza era diviso in province. C'erano le province di Damasco, Mosul, Aleppo, Gerusalemme, Beirut, e così via, ed è questo obiettivo principale che sta portando al desiderio di dividere la Siria e l'Iraq in emirati o province. Che esisterebbe sotto il protettorato dell'impero e dei suoi interessi. Questi tipi di ambizioni sollevano polemiche con gli Stati Uniti", ha chiarito al-Zoubi aggiungendo che le ambizioni di Ankara e degli alleati occidentali sono state messe a rischio dopo l'inizio della campagna militare russa in Siria.
"L'Intervento inaspettato della Russia ha cambiato l'equilibrio dei poteri" ma l'Occidente "vuole guidare la Russia fuori dal mondo arabo e renderlo un nemico della regione come la Libia o lo Yemen", ha concluso il ministro dell'Informazione siriano.
Nel quartiere Besiktas, racconta Marco Ansaldo per Repubblica, uomini barbuti fermano per strada le ragazze vestite all'occidentale promettendo che presto "anche loro saranno costrette a portare il velo".
Quella Turchia che nel 2011 era stata la prima firmataria della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione della violenza contro le donne ora rischia di allinearsi, in materia di parità di genere, alla legge islamica.
E' cosa risaputa che potenze come gli Emirati Arabi, Quatar e Arabia Saudita sono tra quegli Stati che hanno messo il loro interesse in Europa, arrivando addirittura a finanziare la costruzione di numerose moschee sul territorio europeo.
Così dopo la Primavera Araba, nei territori dell'ex Impero Ottomano concidenza vede che l'Europa a causa della politica incompetente dell'Italia, si sta ripopolando di migliaia di extracomunitari al giorno in un periodo in cui le stragi e le aggressioni si stanno moltiplicando.
Chiaramente la geopolitica europea mossa dalla Turchia non sarà più la stessa in futuro.






martedì 24 maggio 2016

PERICOLOSO EPISODIO DI RADICALIZZAZIONE ISLAMICA IN AUSTRIA


A Vienna, in Austria, una pattuglia islamica che risiedeva nel posto ha deciso di imporre l'applicazione della sharia [legge islamica] ha picchiato duramente un uomo locale che cercava di proteggere la moglie e ragazza che "ha rifiutato di tornare a casa" per ordine della milizia musulmana.
Il quotidiano britannico riporta il Daily Express ( fonte ):
Una corte ha sentito il gruppo di giovani che si fanno chiamare "i lupi". Si erano avvicinati alla moglie della vittima, sua figlia e gli amici di questi ultimi.
Avevano detto alle ragazze, di età compresa tra 14 e 16 anni, che erano comportate in un "inappropriato" e ordinato loro di persino "andare a casa".
Il gruppo tra cui la moglie ha detto: "Noi, e solo noi, porteremmo le ragazze a casa. Queste sono le ragazze del nostro paese. "
Terrorizzata, la madre ha chiamato il marito, che è arrivato rapidamente sulla scena prima di affrontare il gruppo.
In risposta, lo hanno picchiato selvaggiamente mentre la sua famiglia osservava la scena impotente.
Un passante che ha cercato di salvare la vittima è stata attaccata.
Tre individui sono stati identificati e condannati solo a pene detentive da 8 a 10 mesi di prigione.


Fonte:http://breizatao.com/2016/05/18/vienne-autriche-une-police-islamique-passe-tabac-deux-femmes-refusant-de-rentrer-chez-elles/

giovedì 19 maggio 2016

IMMIGRAZIONE: L'EPIDEMIA DI STUPRI DA COLONIA ORA ARRIVA A BERLINO


Come Colonia, adesso Berlino. Dopo il Capodanno adesso è il “Carnevale delle culture” della capitale tedesca a essersi trasformato in uno scenario di molestie sessuali di gruppo. Le vittime che finora hanno sporto denuncia sono otto, tutte donne tedesche tra i 16 e i 48 anni. La polizia, che si aspetta che il numero delle aggressioni denunciate aumenti, ha finora fermato un quattordicenne la cui nazionalità non è nota, due diciassettenni e un quarantenne turchi. Le donne hanno denunciato di essere state accerchiate da gruppi di 5-10 uomini dall’aspetto arabo che le hanno palpeggiate ovunque: al seno, al sedere, tra le gambe. In alcuni casi hanno anche sottratto loro soldi e cellulare.
Il “Carnevale delle Culture” è l’evento simbolo del multiculturalismo che si svolge ogni anno nel quartiere di Kreuzberg a cavallo della Pentecoste. La manifestazione, composta di sfilate in maschera, musica, danze e acrobazie, attira ogni anno a Berlino oltre mezzo milione di spettatori. Le denunce delle violenze perpetrate durante il fine settimana di festeggiamenti fanno temere le autorità tedesche di ritrovarsi con una seconda Colonia tra le mani.

Fonte:http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11910296/Berlino-Carnevale-Culture-trasforma-Colonia-molestie-sessuali-gruppo-contro-donne.html

martedì 12 aprile 2016

ROMANIA: I ROMENI PROTESTANO PER LA COSTRUZIONE DI UNA MOSCHEA SULLA LORO TERRA


A Bucarest, in Romania, sulla piazza vicino al palazzo presidenziale Cotroceni si è tenuta una protesta contro la costruzione della moschea che è stato avviata e finanziata dal turco presidente Recep Tayyip Erdogan.
Gli attivisti temono che la moschea diventarà un luogo di reclutamento di islamisti radicali e terroristi, tra cui militanti ISIS.
Più di 400 manifestanti hanno scandito "Erdogan è una minaccia per un'Europa pacifica", "Moschea di Erdogan - un focolaio di terroristi", "La moschea - un luogo di assunzione", "Erdogan acquista petrolio dall'ISIS".
La moschea può diventare una roccaforte di Islam tradizionale solo se controllato da leader musulmani che non possono leggere solo la predicazione corretta, ma anche sopprimere propaganda ostile sul loro territorio. È per questo che chiediamo di porre fine alla costruzione di una moschea controllata da Erdogan.
Inoltre, i manifestanti hanno chiesto al Presidente della Romania di interrompere i contatti con Erdogan.


Fonte:http://en.news-front.info/2016/04/11/romania-rally-against-erdogan-s-policy-in-bucharest/

giovedì 7 aprile 2016

"ALTERNATIVA PER LA GERMANIA" PROPONE DI CHIUDERE TUTTE LE MOSCHEE CHE OCCUPANO IL TERRITORIO TEDESCO


LONDRA - Che in Germania il disastro migranti abbia scardinato la maggioranza che sorregge il governo Merkel, appare ormai chiaro. Il segretario della Csu, la consorella bavarese della Cdu, Horst Seehofer, ha riacceso nuovamente lo scontro con i vertici dell'Unione cristiano-democratica.
Il governatore bavarese ha reagito duramente all'annuncio del ministro dell'Interno tedesco,Thomas de Maizière, della conclusione dei controlli di frontiera tra la Germania e l'Austria gia' nel mese di maggio.
"Nella veste di land piu' colpito dal fenomeno migratorio non siamo stati coinvolti ne' informati: questo e' uno stile di governo autoritario", ha dichiarato ieri il segretario della Csu, secondo cui "questa prepotenza si rivolge sempre piu' contro la Baviera".
Secondo Seehofer, la decisione del governo e' pericolosa sul fronte della sicurezza. Poche ore prima, il ministro de Maizière aveva dichiarato alla televisione austriaca che, nel caso in cui l'attuale situazione di calma relativa dovesse perdurare, i controlli di frontiera straordinari potrebbero essere annullati gia' il prossimo 12 maggio.
Prima di un incontro con la Cancelliera Angela Merkel e a seguito di un colloquio con il segretario dell'Spd Sigmar Gabriel, il governatore bavarese ha chiesto anche un cambio di rotta ai partiti dell'Unione di centro-destra: "Se non cambiamo la nostra politica a Berlino, crolleremo sotto il 30 per cento", ha dichiarato Seehofer all'agenzia di stampa Dpa. "L'Unione deve formulare ancora una volta un progetto che rispecchi la nostra volontà, altrimenti Alternativa per la Germania continuerà ad avanzare sottraendoci voti".
E proprio l'AfD nelle ore in cui maturava questo duro scontro dentro la Cdu ha lanciato una proposta che ha destato un certo scalpore, e l'ha fatto proprio in Baviera: "Alternativa per la Germania prevede la chiusura di tutte le moschee sul suolo tedesco perche' l'islam non appartiene alla Germania".
Il documento di 45 pagine intitolato "Il coraggio di prendersi le proprie responsabilita' " e' stato redatto dalla sezione della Bassa Baviera di AfD e giustifica questa proposta col fatto che la religione musulmana e' in contraddizione con la costituzione, con i suoi contenuti democratici, di libertà, eguaglianza e rispetto delle leggi tedesche.
" La nostra Costituzione - scrive l'AfD bavarese - difende il diritto di professare la propria religione, e tale diritto e' disciplinato dall'articolo 4 della costituzione tedesca, ma quando fu redatto nessuno poteva immaginare che potesse proteggere una religione che incoraggia la criminalita' e prevede il dominio globale". Per tale motivo questo documento redatto da Alternativa per la Germania, vittoriosa alle recenti elezioni amministrative, chiede la chiusura di tutte le moschee e il divieto di culto per questa religione.
L'AfD al suo interno ha diverse componenti e non e' un segreto che alcuni suoi membri siano ferventi nazionalisti, e la redazione di tale documento sembra essere il classico sasso lanciato per testare la reazione degli elettori tedeschi.
Dopo le recenti vittorie alle elezioni locali e' evidente il tentativo di fare il salto di qualita' chiedendo qualcosa che molti riterrebbero oltraggioso ma proprio per questo l'AfD bavarese ha osato l'impensabile, solo due anni fa, perche' vuole stimolare la reazione in Germania all'effettivo pericolo islamico.
Fino ad ora non e' chiaro quanto l'opinione pubblica approvi tale documento ma di sicuro nei prossimi mesi le voci per una chiusura delle moschee si faranno piu' forti specie se ci saranno attacchi terroristici in Germania.
Da parte nostra e' interessante notare il silenzio dei mezzi di informazione italiani, forse perche' c'e' la paura che anche in Italia ci siano tante persone che vorrebbero vietare l'islam e le moschee e questo getterebbe nel panico il governo in carica, evidentemente filo islamico.

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4789_VIOLENTO_SCONTRO_POLITICO_DENTRO_IL_GOVERNO_TEDESCO_E_ALTERNATIVA_PER_LA_GERMANIA_PROPONE_DI_CHIUDERE_TUTTE_LE_MOSCHEE

giovedì 27 agosto 2015

UN'ESODO DI MASSA FINANZIATO DAGLI STATI UNITI


Lo afferma l'austriaco InfoDirekt, che dice di averlo appreso da un rapporto interno dello 'Österreichischen Abwehramts' (i servizi d'intelligence militari di Vienna): ed InfoDirekt è un periodico notoriamente vicino alle forze armate.
Il titolo dice: "Un Insider: gli Stati Uniti pagano i trafficanti (di immigrati) in Europa". Il testo non dice molto di più. Dice che i servizi austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto più dei 3 mila dollari o euro di cui parlano i media.
"I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa". Si va dai 7 ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzzioni di trafficanti; e i fuggiaschi sono per lo più troppo poveri per poter pagare simili cifre. La polizia austriaca che tratta i richiedenti asilo sa questi dati da tempo; ma nessuno è disposto a parlare e fare dichirazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato.
Da parte dei servizi, "Si è intuito che organizzazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno creato un modello di co-finanziamento e contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti". Sarebbero "le stesse organizzazioni che, con il loro lavoro incendiario, hanno gettato nel caos l'Ucraina un anno fa". Chiara allusione alle "organizzazioni non governative" americane, cosiddette "umanitarie" e per i "diritti civili", bracci del Dipartimento di Stato o di Georges Soros.
L'articolo termina con un appello "a giornalisti, funzionari di polizia e di intelligence" perché "partecipino attivamente nella ricerca di dati a sostegno delle accuse qui espresse. L'attuale situazione è estremamente pericolosa e il lavoro informativo può prevenire l'intensificarsi della crisi".
In un successivo articolo, il giornale austriaco rivela che "anche in Austria c'è il "Business dei profughi". Una "azienda per i richiedenti asilo" ha ottenuto dallo stato 21 milioni per assissterli nelle pratiche e nutrirli. È una vera e propria azienda a scopo di lucroi, con sede in Svizzera, la ORS Service AG, ed è posseduta da una finanziaria, la British Equistone Partners Europa (PEE), che fa capo a Barclays Bank: ossia alla potentissima multinazionale finanziaria nota anche come "La corazzata Rotschild", che ha come principali azionisti la banca privata NM Rotschild e la loro finanziaria satelletite Lazard Brothers. "Presidente di Barclays è stato per anni il figlio Marcus Agius Rothschild. Questi ha sposato la figlia di Edmund de Rothschild: Katherine Juliette. Di conseguenza, ha il controllo anche della British Broadcasting Corporation (BBC), ed uno dei tre amministratori del comitato direttivo del gruppo Bilderberg". I Rotschild non disdegnano nessun affare: e quello degli immigrati da "accogliere" e curare con denaro pubblico è certo l'industria di cui hanno previsto (sanno) che crescerà in modo esponenziale.
Thierry Meyssan (Reseau Voltaire) rilancia l'informazione perché vi trova confermato un suo lungo e complesso articolo da lui postato quattro mesi fa, in cui fra l'altro sosteneva che l'ondata di rifugiati in Europa non è l'effetto collaterale accidentale dei conflitti in Medio Oriente, ma un obiettivo strategico degli Stati Uniti. Meyssan chiamava la strategia Usa "la teoria del Caos", e la faceva risalire a Leo Strauss (1899-1973), il filosofo padre e guru dei neocon annidati nel potere istituzionale Usa.
"Il principio di questa dottrina strategica può essere così riassunto: il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un Paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta. Da quel momento, l'obiettivo strategico delle forze armate USA e dell'alleanza che esse guidano, la NATO, consiste esclusivamente nel distruggere Stati. Ciò che accade alle popolazioni coinvolte non è un problema di Washington".
"Le migrazioni nel Mediterraneo, che per il momento sono soltanto un problema umanitario (200.000 persone nel 2014), continueranno a crescere fino a divenire un grave problema economico. Le recenti decisioni della UE (…) non serviranno a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia (e non per risolverlo)".
È proprio così: la strategia americana sembra effettivamente quella di trascinare gli europei in avventure militari in Libia come in Siria e in Ucraina; una volta impantanati fino al collo in quelle paludi del caos, per cui non abbiamo alcuna preparazione militare, dovremo implorare l'aiuto della sola superpotenza rimasta, a cui ci legheremo più che mai perché "ci difende dal caos".
Una sola ultima considerazione: la sinistra dell'accoglienza, come sempre la sinistra, "fà l'interesse del grande capitale, a volte perfino senza saperlo": Ad essa s'è aggiunta, con Bergoglio, la Chiesa di Galantino.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150823/1017673.html#ixzz3k24Nacxq

mercoledì 12 agosto 2015

MINISTRO DEGLI ESTERI BRITANNICO: ORDE DI CLANDESTINI MINACCIANO VITA E INFRASTRUTTURE SOCIALI D'EUROPA. LO IMPEDIREMO


LONDRA - I migranti clandestini in arrivo dall'Africa minacciano lo stile di vita e le infrastrutture sociali dell'Europa. Sono parole durissime quelle usate dal ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, che cosi' ha scatenato le solite sterili critiche da parte dell'opposizione laburista ma anche delle associazioni umanitarie come Amnesty International, che per altro non offrono nessuna soluzione al disastro delle orde migratorie.
Secondo Hammond, l'Ue non puo' proteggere se stessa se deve ''accogliere milioni di migranti dall'Africa'' che si muovono per una ''motivazione economica''. Il ministro inoltre, riferendosi anche alla crisi di Calais, ha affermato che l'unica soluzione al problema e' il rimpatrio per evitare che tanti migranti disperati ''che saccheggiano la zona'' siano una minaccia per la sicurezza del tunnel sotto la Manica. Quindi, serve a breve un'operazione di polizia e militare per sgombrare la zona.
E' stata proprio quella parola che ha tacciato i migranti di essere 'predatori' o 'saccheggiatori' che ha colpito di piu' i media di sinistra britannici e causato forti reazioni. Molto dure le critiche dei rappresentanti laburisti in corsa per la leadership del partito: sono state riprese dal Guardian che oggi dedica la prima pagina alla polemica. Il ministro dell'Interno ombra Yvette Cooper ha definito le dichiarazioni di Hammond come ''allarmiste e inutili'', mentre Jeremy Corbyn, il rappresentante della sinistra Labour, ha parlato di pregiudizio e ostilita' e il ministro ombra degli Affari sociali Liz Kendall ha sottolineato quanto questo linguaggio sia ''disumanizzante''. Un sondaggio, però, mostra come le dichiarazioni del ministro degli Esteri britanico siano condivise da oltre il 70% dei cittadini del Regno Unito.
Altre critiche, ovviamente, sono arrivate da Amnesty International, che ha definito ''vergognose'' le parole del ministro, aggiungendo che dovrebbe piuttosto impegnarsi coi partner europei per risolvere le emergenze nel Mediterraneo e a Calais. Altrettanto ovviamente, Amnesty non fa nulla di concreto per trovare vere soluzioni al disastro in atto.
Da parte sua, il premier David Cameron, tramite un suo portavoce, ha di fatto difeso la linea dura scelta dal suo ministro, affermando di non volersi soffermare sui singoli vocaboli che sono stati usati. ''E' un fatto che ci siano stati decine, se non piu', migranti attorno all'entrata del tunnel a Coquelles che cercavano ogni notte di minacciare persone e superare le barriere per entrare illegalmente nel Regno Unito'', ha aggiunto il portavoce.
Gia' lo stesso Cameron aveva usato parole molto dure contro i migranti definendoli come "uno sciame di gente" che cerca una vita migliore in Gran Bretagna. E il suo governo sta passando rapidamente ai fatti. James Brokenshire, sottosegretario all'Immigrazione, ha annunciato un giro di vite contro le aziende che assumono immigrati illegali, privando cosi' i britannici di posti di lavoro. Secondo la Bbc, gli agenti dell'Home Office si preparano a compiere in numerose compagnie una serie di retate gia' a partire dall'autunno.
Quindi, in Europa la Gran Bretagna sta mettendo in atto una strategia contro le orde di clandestini perfettamente in linea con quanto fatto dall'Australia che ha sbaragliato i trafficanti di esseri umani e impedito con successo l'arrivo di disperati da ogni dove verso la propria nazione.
In questo quadro destabilizzato della Ue, molti commentatori britannici sottolineano che sull'immigrazioen selvaggia voluta e alimentata dall'Italia di Renzi l'Unione europea andrà presto in pezzi.

Redazione Milano.


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4373_ORDE_DI_CLANDESTINI_MINACCIANO_VITA_E_INFRASTRUTTURE_SOCIALI_DEUROPA_LO_IMPEDIREMO_MINISTRO_DEGLI_ESTERI_BRITANNICO

lunedì 10 agosto 2015

L'AGGRESSIONE MIGRATORIA COME STRUMENTO DI AGGRESSIONE AGLI STATI NAZIONALI

di Michele Rallo


Storicamente, l’unica struttura statale – specie in àmbito europeo – che è sopravvissuta nei secoli ed è uscita vincitrice dai conflitti con altre strutture, è la “Nazione”: codificata con la Rivoluzione Francese e poi soprattutto con il “Discorso alla Nazione Tedesca” di Fichte, ma in realtà preesistente all’una e all’altro. La Nazione ha scompaginato gli Imperi ma anche una più ampia struttura sovranazionale, cioè la Chiesa, intesa non come fattore religioso, ma come fattore politico, come potere temporale dei Papi o, meglio, come superpotere che imponeva il proprio volere a regni ed imperi.
Orbene, dovrebbe ormai essere chiaro a tutti – a questo punto della crisi planetaria degli ultimi anni – che l’obiettivo finale della guerra di conquista scatenata dai “poteri forti” sono proprio le Nazioni, anzi il concetto stesso di “Stato Nazionale”.
La guerra (e non sembri eccessivo il termine) è stata ed è condotta con tutti i mezzi – leciti e illeciti – e in tutti gli àmbiti: da quello finanziario, attraverso la globalizzazione economica; a quello sociale, con la disoccupazione generalizzata e con la macelleria sociale; a quello squisitamente politico, con l’impulso dato ad una migrazione di massa di cui oggi avvertiamo soltanto i primi segnali, anticipatori di una vera e propria valanga con la quale si vuole sommergere (e snaturare) gli Stati europei.
Ed è proprio l’assalto migratorio che, in questa fase, viene privilegiato come strumento dell’aggressione agli Stati Nazionali. Si punta tutto sul “buonismo”, una sorta di nuova religione laica che accomuna le utopie di una Sinistra priva di idee e le contorsioni dottrinarie di una Chiesa Cattolica che sembra aver smarrito le certezze del passato. L’una e l’altra, mosse dalle migliori intenzioni. L’una e l’altra, però, divenute oggettivamente strumento di un disegno perverso, contrario agli interessi sia dei ceti popolari, sia della stessa identità cristiana dei popoli europei.
Si lanciano messaggi sbagliati che, debitamente amplificati dagli strumenti di comunicazione, si cerca di far diventare patrimonio inconsapevole dell’opinione pubblica europea. Le analisi politiche procedono come se le Nazioni non esistessero, come se i confini nazionali non avessero una funzione, come se ogni essere vivente non appartenesse per nascita ad una Nazione (dal latino natio, cioè appunto nascita) ma avesse viceversa il diritto di scegliersi la patria per lui più conveniente, anche calpestando i diritti degli abitanti di quella patria. Anzi, se qualche governo compie il proprio dovere e difende la frontiera nazionale (per esempio, costruendo una barriera a protezione dei confini), quel governo viene condannato senza appello dagli organi d’informazione “europei”, che lo qualificano come razzista e xenofobo. L’ultima vittima di questo conformismo becero è l’Ungheria, per la decisione di proteggere la sua frontiera con la Serbia; ma è già toccato alla Spagna, alla Grecia, alla Svizzera (ricordate il referendum anti-immigrazione?), e la stessa Francia viene in questi giorni criticata per il blocco alla frontiera di Ventimiglia.
Quanto all’Italia, la sua classe dirigente è in perfetta sintonia con tutti i padrini dell’assalto migratorio: con i “mercati”, in primo luogo; ma anche con il Vaticano, con una Sinistra che va tenuta buona con un osso (quello appunto dell’immigrazione) e – ultimo non ultimo – con la Grande Alleata che ha voluto l’eliminazione di Geddafi, forse anche per togliere un ostacolo oggettivo allo scatenamento dell’assalto migratorio contro le coste italiane; la stessa Grande Alleata – guarda caso – che non muove un dito per impedire l’avanzata dell’ISIS in Libia.
Quello dell’immigrazione – tra i tanti – è il più clamoroso dei fallimenti del Pifferaio dell’Arno, che è riuscito a prendere pesci in faccia da tutti con il sorriso sulle labbra, ad incassare le sconfitte più clamorose scrivendo su Twitter che l’Italia era riuscita ad ottenere non so quali eccezionali risultati in sede europea. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Adesso gli immigrati non li portano in Italia soltanto le nostre navi; ma anche le navi degli altri Paesi europei (Inghilterra, Germania, Spagna, eccetera), che li prelevano appena fuori dalle acque territoriali libiche e li vengono sùbito a depositare nei nostri porti. Bel risultato davvero!
Ma il Vispo Tereso non fa una piega, anzi ha la faccia tosta di insolentire chi stigmatizza il suo operato. Salvini, in particolare, è accusato di “speculare sulla paura”. Come se gli italiani non avessero motivo di aver paura! «La priorità – ripete come un disco rotto – è salvare vite umane.» Altro messaggio moralmente apprezzabile, ma giuridicamente infondato.
La priorità per qualunque Stato è difendere i propri cittadini, la vita dei propri cittadini, la sicurezza dei propri cittadini, gli interessi dei propri cittadini. Dopo di che, difendere anche vita, sicurezza, interessi degli altri. Ma in seconda istanza, e comunque in termini realistici, rapportati alle proprie capacità, compatibilmente con le proprie disponibilità (economiche, occupazionali, abitative, eccetera).
Non esiste, non può esistere una solidarietà illimitata. Neanche il Paese più ricco del mondo può permettersi di non chiudere la porta in faccia a nessuno. Eppure, il buonismo di Stato (e di parrocchia) ci dice che abbiamo l’obbligo (l’obbligo, non la facoltà) di accogliere tutti coloro che vogliono venire da noi. E pazienza se accanto ai cristiani profughi dall’ISIS ci sia qualche (?) musulmano che vede l’Europa come una terra di conquista per l’Islam; pazienza se, accanto a chi fugge dalle persecuzioni, ci sia chi soltanto voglia “una vita migliore”; pazienza se, accanto a chi cerca un lavoro (che non c’è), ci siano dei delinquenti, anche pericolosissimi. Poco importa, le Nazioni, i loro confini, le loro regole sono piccoli ostacoli che la storia ci ha gettato fra i piedi, per farci inciampare sulla strada imbecille di un mondo senza frontiere e senza anima, pronto per essere guidato da quel “governo unico mondiale” che è il sogno proibito della speculazione finanziaria. Con gli applausi di una Sinistra succube, e con la benedizione di una Chiesa miope.


Fonte:http://www.imolaoggi.it/2015/07/25/lassalto-migratorio-strumento-dellaggressione-agli-stati-nazionali/

domenica 2 agosto 2015

OCCUPAZIONE STRANIERA


La situazione è abbastanza grave e come se non bastasse l'attuale sistema di governo sembra invece motivato a incentivare il problema di quella che egli stesso definisce la "più grande operazione umanitaria della storia della Repubblica" Italiana.
Negli anni precedenti la massiccia immigrazione che stiamo attualmente vedendo era letteralmente una cosa a dir poco impossibile, insostenibile anche a livello di pensiero, ma adesso sembra che i media che continuano a riportare notizie dei cosidetti "rifugiati che fuggono da guerre e carestie" stiano riuscendo in quella che si può definire indottrinamento con il contagocce che usare la Marina Italiana per portare centinaia, i quali sul lungo andare diventano migliaia, sul territorio italiano sia una cosa giusta e necessaria per la loro tutela.
Quello che non ci rendiamo conto e che appena al di là del Mediterraneo, sulle coste della Libia e della Tunisia, il numero di migranti sono semplicemente un infinità e mano a mano che partono altrettanti se ne aggiungono alla folla numerosa che sta confluendo verso l'Europa, dove sta prendendo piede solo ora una modesta crescita dell'economia e migliaia di persone sono ancora senza un'occupazione stabile.
Eppure non è passato molto tempo dalla quale Junker voleva imporre ai paesi membri dell'Unione Europea le ormai note "quote obbligatorie" sul territorio delle singole nazioni europee, dove alla fine è stato costretto a desistere in quanto non poteva permettersi simili diritti di decidere a casa di altri.
Tuttavia ora come ora il fiume di migranti sta continuando ad aumentare e continuerà anche nei prossimi mesi a meno che non si mettano in atto politiche che paesi politicamente migliori dell'Italia e della Comissione Europea hanno attuato per difendere le proprie frontiere, contro una massa di esseri umani che è insostenibile e dove in numerosi casi si è avuto anche un'aumento degli atti illegali e della criminalità.
Gli arrivi di migranti a luglio negli Stati dell'Unione Europea hanno raggiunto la cifra record di 107.500, più del triplo rispetto allo stesso periodo del 2014. Viene così superata per la prima volta la soglia dei 100mila ingressi in un solo mese. A rivelarlo è Frontex, l'istituzione che coordina il pattugliamento delle frontiere Ue. Tra gennaio e luglio il numero degli arrivi in Ue si attesta così a un totale 340mila.
E' una marea di esseri umani che sul lungo termine la Comissione Europea intende ospitare sul proprio territorio prendendo con troppa leggerezza e molto probabilmente con la massima indifferenza l'identità nazionale e culturale che caratterizza i singoli stati europei portando di conseguenza a un'Europa che perde la sue identoità storica a causa del multiculturalismo e forse non terrà nemmeno conto degli effetti sociali che tale immigrazione porterà dagli aspiranti jhadisti a persone di cui non si conosce nemmeno la fedina penale.
Prendiamo i più recenti esempi di aggressioni da parte di stranieri a spese di cittadini italiani.
Un'esempio è stato riportato qualche settimana fa di un'immigrato che sul treno Pisa-Livorno aveva messo alle strette e stuprato una ragazza in un vagone vuoto.

Poche ore dopo non lontano da lì un'altra aggressione simile di era verificata, in quello stesso giorno.
"Dopo l'arresto di ieri del senegalese che sul treno che collega Pisa a Livorno ha violentato una giovane, un'altra ragazza è stata stuprata in un parco a ridosso del centro di Reggio Emilia da un uomo «di colore».
La 24enne veneta stava trascorrendo qualche giorno di vacanza. Si era caricata lo zaino sulle spalle e stava visitando la città emiliana, un viaggio che difficilmente dimenticherà. «Aiutatemi – ha detto ai carabinieri – quell'uomo mi ha violentata».
L'immigrato la stava seguendo da qualche minuto. Una volta entrati nel parco delle Caprette, ha cominciato a pedinarla in maniera più pressante. "

Un'altro esempio lo abbiamo avuto a inizio mese di agosto 2015 quando a Modena, una venticinquenne in discoteca di origine Ferrarese è stata anch'essa aggredita e struprata da quattro stranieri di origine nord africana.
Facendo ricerche si osserva una moltitudine di casi simili come a Cuneo "Una donna è stata aggredita, presa a calci e schiaffi e poi violentata, in pieno giorno, lungo la pista ciclabile di Cuneo, in Piemonte. "
Problemi di tutt'altro tema ma sempre riguardanti un'aumento della criminalità da parte di cittadini stranieri si sono avuti a Roma non molto tempo fa.
«Centottanta aggressioni nell’ultimo anno» denuncia il neonato sindacato del trasporto pubblico “Cambia Menti m410”. "Due giorni fa il mezzo condotta da un'altra autista dell'Atac era stata oggetto di un lancio di sassi e bottiglie. La donna aveva parlato di un gruppo di 40 immigrati che aveva assalito il suo bus."

Di maggior peso però è la questione di Calais, Francia, dove migliaia (non centinaia) di migranti
Da mesi gli immigrati sbarcati in Italia, da cui sono riusciti a scappare, si stanno ammassando ai margini di Calais.
Dalla cittadina francese affacciata sul canale della Manica cercano in tutti i modi di raggiungere illegalmente l’Inghilterra che ha opposto un deciso rifiuto.
Ogni notte centinaia di persone escono dalla Jungle, oltrepassano e tagliano le recinzioni metalliche e cercano di assaltare treni e mezzi fermi o in corsa cercando con la forza di entrare in Gran Bretagna.

Oltre a non rispettare tali divieti sul territorio straniero, la stessa città di Calais e i suoi residenti si sono trovati a loro spese a far fronte ad un'ondata di criminalità.
Quello più degno di nota però è quanto successo all'isola graca di Kolos.
Si calcola che da gennaio a luglio ci siano stati da soli 34.500 sbarchi nelle isole del Dodecaneso.
Scontri si sono verificati fra gli stessi migranti, con la polizia greca che ha avuto l’ordine di non intervenire.
E' chiaro che fatto il quadro generale l'Unione Europea non è stata in grado di affrontare l'emergenza dell'immigrazione senza nemmeno attuare una politica di esempio come hanno dato altre nazioni europee molto più politicamente avanzate rispetto a questa solidarietà, sempre che tale si possa definire, portata oltre ogni eccesso di politicamente corretto.
Come si stanno difendendo le altre nazioni europee da tale marea di esseri umani?
L’esercito ungherese conta di terminare entro fine agosto il muro annunciato dal Presidente Viktor Orban lungo tutto il confine meridionale del paese per impedire l’ingresso di immigrati clandestini.
Sono stati anche reclutati cinquecento disoccupati, che ricevono due pasti completi al giorno, oltre ad un assegno di 51,000 HUR.
Ad opera completata, l’esercito eserciterà sorveglianza attiva lungo tutta la recinzione.

E mentre tutti parlano del muro ungherese, nessuno sembrerebbe voler parlare del muro bulgaro.
Mentre l’Unione Europea ha criticato tale successo, nessuna voce si è levata nell’Unione Europea contro il fence bulgaro, lungo tutto il confine con la Turchia.


Il filo d’acciaio annunciato a giugno da Orban per respingere i migranti in arrivo dai Balcani è quasi pronto in tempi record. Duecento chilometri costruiti dall’esercito e dai disoccupati.
Ci vogliono 45 secondi esatti, cronometro alla mano.
Il pilone di acciaio lungo sei metri entra con la forza due metri sottoterra; il macchinario che lo spinge giù – è un prodotto di alta tecnologia meccanica italiana, gli ingegneri ungheresi ne sono entusiasti – picchia come un martello a ritmi regolari, e fa lo stesso rumore di quando si chiude una bara. Sarà un caso, ma un po’ di Europa muore davvero qui, nella costruzione di questo muro alto quattro metri, rinforzato con il filo spinato, al confine tra Serbia e Ungheria.
A mo’ di protezione contro l’invasione di un potente esercito straniero: migliaia di migranti pachistani, afghani e siriani che attraversano i Balcani spesso a piedi.
Dopo l’annuncio del giugno scorso, il governo di Budapest guidato dal progressista di destra Viktor Orbán ha messo il turbo alla costruzione del muro lungo 175 chilometri.
Che infatti verrà ultimato il 31 agosto, dopo appena un mese e mezzo di lavori.
Per fare subito, la progettazione e la messa in opera è stata affidata all’esercito, e insieme ai militari ci sono migliaia di disoccupati che in cambio di un reddito minimo sono tenuti a rispondere alla chiamata dello Stato.
Per arrivare al cantiere di Mórahalom, paese di cinquemila abitanti al confine dell’Ungheria meridionale, bisogna passare in mezzo ai campi di granturco e fare qualche chilometro di strada sterrata. C’è un accampamento di soldati e polizia, con gli operai che vanno e vengono portati coi camioncini in mimetica.
Nei giorni scorsi i tecnici avevano fatto tre prove di muro: piloni di legno, veri e propri tronchi d’albero, con recinzione metallica; piloni e reticolato in acciaio; oppure un groviglio di di filo spinato, un rotolone sopra l’altro.
“Alla fine – racconta Vedess, poliziotto, nome e numero identificativo sull’uniforme – si è scelta una via di mezzo tra le ultime due ipotesi. Piloni in acciaio, recinzione e un’aggiunta di filo spinato a terra. Così neanche se arrivano con la fiamma ossidrica ce la fanno…”.
Dal 1° settembre lungo tutto il muro ci saranno i soldati a presidiare. Armati. Avranno anche la licenza di sparare? “Questo ancora non lo sappiamo, aspettiamo disposizioni”, risponde.
A poche centinaia di metri c’è la tenuta di Flórián, mais a perdita d’occhio. Indica un viottolo in mezzo alle piante, c’è qualche pannocchia mangiucchiata, bottigliette di plastica vuote, una ciabatta abbandonata: “Passano tutti di qui, ci sono volte che ne trovo qualcuno in fin di vita, agonizzante, quando arrivo al mattino.
Ormai ho un rapporto regolare con ambulanze e polizia”. Molti altri, dice ancora, “sanno già tutto, sono muniti di tablet e hanno dei contatti: chiamano subito le autorità, vengono soccorsi e identificati, poi tentano di proseguire verso Germania, Austria e Svezia”. La spiegazione del perché, dopo lo sdegno iniziale, mezza Europa assista in silenzio all’innalzamento del muro, sarebbe proprio questa, ragionano qui: sanno tutti che a queste migliaia di disperati – 43mila nel 2014 – di restare in Ungheria interessa meno di niente.
Orbán comprende il pericolo e chiude le frontiere con la forza, ma a conti fatti conviene a molti, commenta un funzionario di polizia.

Anche la Bulgaria ha messo in atto una politica positiva nei confronti dell'immigrazione molto prima dell'Ungheria.
La Bulgaria si “difende”. E lo fa alzando un muro ad est dei suoi confini. Alla frontiera tra la Bulgaria e la Turchia da meno di un anno, un reticolato lungo 30 chilometri ed alto tre e mezzo è stato realizzato per fronteggiare l’immigrazione clandestina. Un progetto fortemente voluto dal governo bulgaro, attraverso un finanziamento della Unione Europea, per fronteggiare il flusso migratorio clandestino proveniente dal Medio Oriente.
Una vera e propria barriera metallica con del filo spinato a proteggere una prima parte di territorio dei 256 km di frontiera con la frontiera europea con il paese mediorientale. In cantiere sono previsti altri 130 chilometri già finanziati, che andranno a proteggere un’area montuosa difficile da controllare tra le città e Elhovo e Svilengrad.
E sulle colline che la dividono dalla Turchia, decine di persone attraversano i boschi tentando di superare i controlli della polizia che monitora l’area con un sistema di sorveglianza. Una vigilanza rafforzata anche con agenti a piedi e provvista di mezzi per muoversi sui sentieri tortuosi delle montagne. Sorveglianza che è aumentata anche a Kapitan Andreevo, la frontiera e porta sud-orientale dell’Unione Europea. Dove al giorno centinaia di automezzi entrano in Bulgaria. La border police ha potenziato i controlli.
Ora passiamo a come l'Inghilterra sta affrontando il pericolo dalle massiccia immigrazione provocata dalla stesse politiche messe in campo dall'Unione Europea.
I migranti clandestini in arrivo dall'Africa minacciano lo stile di vita e le infrastrutture sociali dell'Europa. Sono parole durissime quelle usate dal ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, che cosi' ha scatenato le solite sterili critiche da parte dell'opposizione laburista ma anche delle associazioni umanitarie come Amnesty International, che per altro non offrono nessuna soluzione al disastro delle orde migratorie.

Secondo Hammond, l'Ue non puo' proteggere se stessa se deve ''accogliere milioni di migranti dall'Africa'' che si muovono per una ''motivazione economica''. Il ministro inoltre, riferendosi anche alla crisi di Calais, ha affermato che l'unica soluzione al problema e' il rimpatrio per evitare che tanti migranti disperati ''che saccheggiano la zona'' siano una minaccia per la sicurezza del tunnel sotto la Manica. Quindi, serve a breve un'operazione di polizia e militare per sgombrare la zona.
Il piano del governo britannico oltre ad erigere delle vere e proprie barriere è quello si schierare un'aumento delle forze dell'ordine di cui si fa anche riferimento all'esercito compresi cani addestrati.
Un nuovo fronte contro il pericolo costituito da un'altra ondata senza precedenti di migranti, si è aperto recentemente in Macedonia al confine con la Grecia, i quali si sono visti costretti ad adottare lo "stato di emergenza" nel paese e schierare l'esercito al confine con la Grecia dove sono cominciate delle vere e proprie aggressioni verso chi tentava di entrare illegalmente nel paese.
La Macedonia ha schierato così l'esercito per fermare il crescente flusso di clandestini che cercavano di attraversare la frontiera.

Dopo il via libera del premier ungherese Viktor Orbán alla costruzione di un muro di quattro metri per bloccare gli ingressi dalla Serbia e la decisione della Slovacchia di far entrare solo gli immigrati cristiani, la Macedonia schiera l'esercito per arginare un'invasione che va avanti da ormai troppo tempo. "A causa della pressione crescente sul confine meridionale - ha annunciato il governo di Skopje - c’è bisogno di un controllo maggiore e più efficiente nella regione dove sono stati registrati in maniera massiccia ingressi clandestini dalla parte greca".
Tuttavia in seguito a di violenti scontri e probabilmente dell'incompetenza delle forze armate macedoni, incapaci di affrontare una simile marea umana, le frontiere sono state riaperte e ora il fiume di immigrati sta muovendosi a migliaia in direzione di Serbia e poi verso l'Ungheria, dove fortunatamente la lungimiranza di Viktor Orban ha fatto si che la frontiera del paese fosse preparata dal muro quasi terminato.
Ad affrontare l'emergenza si è schierata anche la Bulgaria, la quale ha deciso l'immediato impiego dell'esercito per respingere il pericolo di un afflusso di migranti all'interno del paese.
Membro della Ue, ma non dello spazio Schengen, la Bulgaria finora è rimasta al riparo dal flusso di migranti che attraversa la Grecia, la Macedonia e la Serbia per recarsi in Ungheria e in Europa occidentale.
Gli sforzi della Bulgaria sono concentrati sul confine turco, da cui passano i rifugiati mediorientali diretti in Europa.
Soggetti politici favorevoli all'immigrazione tra cui Junker hanno fatto tali dichiarazioni:
Considero l'Europa una comunità di valori di cui possiamo andar fieri, ma raramente lo siamo. In Europa vantiamo i massimi standard mondiali di accoglienza dei profughi, mai rifiuteremmo asilo a chi necessita della nostra tutela, lo stabiliscono le nostre leggi e gli accordi stipulati.
Mi preoccupa però il fatto che l'accoglienza sia sempre meno radicata nei nostri animi”.

“Quando parliamo di migrazioni - scrive Juncker - parliamo di esseri umani, come noi, solo che queste persone non possono vivere come noi perché non hanno avuto la fortuna di essere nati in una delle regioni più ricche e più stabili del mondo. Parliamo di persone costrette a fuggire dalla guerra in Siria, dal terrore dell'Is in Libia, o dalla dittatura in Eritrea".
“Non esistono soluzioni nazionali efficaci. Nessuno stato membro può regolare le migrazioni efficacemente per conto suo”.
Interessante anche un passaggio che sembra quasi essere una stoccata nei confronti del premier Matteo Renzi: “Non servono solo i vertici straordinari dei Capi di Stato e di governo. Si è già tenuto un vertice sulle migrazioni, a novembre ci rincontreremo a Malta. Dobbiamo fare si che tutti gli Stati dell’Ue approvino subito le norme europee necessarie, dando loro immediata attuazione”.Quello che Junker sbaglia è il fatto che l'eccessiva accoglienza sia la soluzione al problema.
Ma sebbene stiamo parlando di esseri umani che vogliono una vita migliore oppure per dirlo in temi umanitari "gente che fugge da carestie e guerre", "migliaia di disperati", la realtà non cambia in alcun modo ed è indifferente alle interpretazioni che l'uomo ad essa da: non si possono accogliere tutti.
Meno solidarietà ed accoglienza e maggiore organizzazione e cernita delle persone da accogliere, ma seppur un numero estremamente limitato per il resto si deve effettuare un maggior numero di rimpatri.
L'idea di far si che tutte le nazioni europee adottino le stesse norme europee per la gestione del proprio territorio nazionale è semplicemente irrealistico per il fatto che ogni stato ha diritto ad attuare le proprie politiche che ritiene migliori per il proprio territorio e non quelle dettate da paesi altrui, inoltre Junker non ha alcun diritto di imporre ad altri stati ciò che egli stesso vorrebbe che approvassero.
Una nazione non deve suicidarsi per accogliere un numero di persone che non è in grado di reggere.
Estendere le medesime regole dell'accoglienza a livello europeo come per esempio sta avvenendo in Italia è semplicemente il frutto di politiche incompetenti che nel giro di pochi anni porterebbero solo danni all'interno del territorio europeo, meglio che ogni stato europeo si regoli per conto proprio e nel migliori dei casi prenda esempio dall'Ungheria o da altri paesi non europei.
Il modo migliore per frenare il pericolo che costituiscono questa immigrazione senza fine è quello che mettere in atto politiche ugualmente positive e simili a quelle messe in atto dal governo australiano, russo e neo zelandese.
Un esempio di quello che ha detto il primo ministro d’Australia John Howard agli immigrati nel suo Paese – specie agli islamici – questo discorso.

Gli IMMIGRATI, non australiani, devono adattarsi. Prendere o lasciare! Io sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi se stiamo offendendo qualche individuo o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata con battaglie di adattabilità e vittorie da milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà.
Si parla principalmente inglese, non spagnolo, libanese, arabo, cinese, giapponese o qualsiasi altra lingua. Pertanto, se si vuole essere parte della nostra società, imparate la lingua.
La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non trattasi d’obbligo ad essere cristiano, o di influenze della destra o di pressione politica, ma è un dato di fatto, perché degli uomini e donne hanno fondato questa nazione su principi cristiani, e questo è chiaramente documentato . E’ dunque perfettamente appropriato vedere affissi o crocifissi sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione un’altra parte del mondo come paese di elezione, perché Dio è parte della nostra cultura .
Accetteremo le vostre convinzioni senza dubbio. Tutto quello che chiediamo è di accettare la nostra, e di vivere pacificamente in armonia con noi.
SIAMO NEL NOSTRO PAESE, LA NOSTRA TERRA, CON IL NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di godere di tutto questo. Ma se siete stanchi di lamentarvi e prendervene alla nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane, o il nostro stile di vita, vi incoraggiamo vivamente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana, IL DIRITTO DI PARTIRE.
Se non siete felici qui, allora andatevene. Non vi abbiamo costretti a venire qui, ma siete voi ad averlo chiesto. Avete voi domandato di venire in questo paese. Quindi accettate il paese che avete scelto o tornate nel vostro.”

L'Australia ha divulgato chiaramente uno spot e un video che spiegano senza mezzi termini quanto segue:

Così l’Italia ha messo in campo l’operazione Mare Nostrum, con la Marina impegnata a intercettare i barconi alla deriva nel Mediterrraneo, l’Australia ha introdotto, come recita uno dei sottotitoli del manifesto «le più dure misure per la protezione dei confini», avvisando chi avesse in mente di raggiungere il continente via mare, con queste parole: a) «Se prendi una barca senza Visa (permesso di soggiorno, ndr), non metterai piede in Australia»; b) «Ogni imbarcazione che tenterà di entrare illegalmente sarà intercettata e respinta dalle nostre acque»; c) «Queste regole valgono per tutti, comprese donne e bambini»; d) «Non importa chi sei o da dove vieni. L’Australia non sarà la tua casa; e) «Ripensaci prima di buttare i tuoi soldi, i trafficanti (leggi scafisti, ndr) mentono».
L'Australia, a differenza dell'Italia, ha deciso di respingere i clandestini che cercano di sbarcare sulle sue coste trasferendoli in Papua Nuova Guinea.
In cambio ha sborsato 500 milioni di dollari in aiuti. Il pugno di ferro era già stato adottato dal premier laburista, Kevin Rudd. Il 7 settembre è stato sostituito dal conservatore Tony Abbott, che ha vinto le elezioni. E raccoglie i frutti di una politica severa nei confronti dell'immigrazione illegale. «Le porte sono chiuse» ha annunciato ieri Abbott. La Marina militare australiana, a differenza della nostra, anziché soccorrere in mare i migranti li deporta verso la Nuova Guinea. «C'è ancora una lunga strada da fare, ma le barche si stanno fermando: sono il 10 per cento del flusso registrato dal precedente governo nel mese di luglio» ha spiegato Abbott ai giornalisti.
Uno dei metodi in passato usati dalla Marina Australiana contro chi tentava illegalmente di entrare in acque australiane era quello ci aprire il fuoco preventivo.
Per chi non se ne intende, non significa come invece tentano di convincere alcuni movimenti umanitari estremisti che spara sui migranti, ma si tratta semplicemente di sparare un paio di proiettili in acqua lontano dal barcone per far capire che non sono i benvenuti e per invitarli a desistere e che stanno occupando le loro acque territoriali senza autorizzazione, correndo quindi il rischio.
Tale metodo fu usato anche dai russi in mare durante un'aggressione di Greenpeace, un'imbarcazione di Greenpeace si era introdotta nel 2012 senza permesso in acque territoriali russe per mettere in atto un aggressione contro una nave di ricerca petrolifera, come protesta per l'estrazione di combustibili fossili nell'Oceano Artico.

Tale aggressione fu scongiurata proprio con l'uso del fuoco preventivo e successivamente i colpevoli messi in carcere.
Tale metodo sarebbe un dovere di esempio da prendere per il Mar Mediterraneo in modo da fare in modo che quella folla che si sta accalcando sulle rive del Nord Africa si disperda.
In Russia invece la questione immigrazione è molto più costruttiva.
Per andare a lavorare nella Federazione Russia, si è facilitati se si hanno parenti che vivevano nell'Unione Sovietica, ma ancor più le basi necessarie sono conoscere il russo, storia della Russia e avere una specifica competenza lavorativa.
Pere entrare nell'Unione Europea si dovrebbero avere dei requisiti minimi di conoscere almeno la lingua di un paese europeo, avere una competenza specifica lavorativa e rispettare la legge delle nazioni europee, ovunque si vada.
L'Unione Europea manca di una qualunque disciplina in tali contesti e così facendo sta portando sul suo territorio una marea di esseri umani alla rinfusa portando un confondersi della cultura e identità nazionale dei singoli stati.
Enormi quantità di denaro sono state sprecate per "affrontare l'emergenza" quando per risolverla definitivamente si sarebbe potuto costruire delle barriere come quelle di Spagna, Ungheria e Bulgaria; arruolare esercito e marina militare per difendere le coste e promulgare leggi come quelle della Russia dell'Australia, la cui quest'ultima non è molto differente dalla legge canadese e neozelandese, intanto i cittadini europei, quelli che hanno davvero diritto a quei soldi si stanno risollevando molto lentamente grazie a quel contagocce che l'Europa sta loro offrendo.
Sembra però che l'Unione Europea ancora non possieda la cultura di cui abbiamo parlato eccettuate le nazioni di cui abbiamo fatto riferimento.
Ultime le parole del Presidente della Repubblica.
“L’umanità che mostreremo nell’accogliere i profughi disperati, l’intelligenza con cui affronteremo i fenomeni migratori, la fermezza con cui combatteremo i trafficanti di essere umani saranno il modo con il quale mostreremo al mondo la qualità della vita democratica”.
“L’Europa -prosegue il Capo dello Stato – ha un compito di grande rilievo perché il dialogo tra le religioni monoteiste può svilupparsi già all’interno delle nostre società, divenute plurali e multietniche”.

Lo afferma Sergio Mattarella nel messaggio inviato al Meeting di Rimini.
Parole sempre meno condivise.




BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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