ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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lunedì 21 novembre 2016

DONALD TRUMP E IL SUO RUOLO NELL'AMERICA LATINA


Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Come tutti i suoi predecessori molta della sua fama postuma deriverà dalla sua politica estera e con questo articolo proveremo a comprendere le sue linee guida verso alcuni tra i principali attori geopolitici dell’America Latina, tenendo presente che the Donald è un politico di nuovo corso, nel senso che per la prima volta nella loro Storia gli Stati Uniti avranno un Commander in chief che non ha mai svolto precedentemente ruoli politici provenendo dal mondo degli affari.
Chi nel suo staff dopo la sua vittoria alle primarie repubblicane, chi si è occupato di mantenere contatti con diplomatici latinoamericani è stato Walid Phares, di origini libanesi, esperto in controterrorismo e Medio Oriente, destinato probabilmente ad entrare a far parte del nuovo Consiglio Nazionale di Sicurezza. Da notare che Phares è cristiano maronita come l’attuale Presidente del Brasile, Michel Temer, un legame che potrebbe essere utilizzato sia dagli USA che dal Brasile per facilitare le comunicazioni tra i vertici dei due paesi.
Il Brasile spera di potersi avvantaggiare delle possibili difficoltà del Messico e diventare così il primo partner commerciale di Washington puntando sulla complementarietà delle rispettive economie. Già ora gli USA sono il secondo maggior partner commerciale del Brasile: il primo è la Cina, verso cui è diretto il 20% delle esportazioni del paese verde-oro.
Il Partito Repubblicano è da sempre contrario agli accordi che Obama ha fortemente voluto con Cuba. Questa scelta è stata dettata anche dall’attuale teatro geopolitico iberoamericano che vede l’Avana protagonista in due delicati scenari: gli accordi tra i guerrieri delle Farc e il governo colombiano; l’appoggio determinante per un dialogo finalmente proficuo tra il successore di Hugo Chavez in Venezuela, Nicolas Maduro, e l’opposizione democratica. Rompere totalmente con Cuba, dunque, vorrebbe dire minare il successo di questi accordi importanti per la stabilità della regione.
La pace in questi due paesi sudamericani andrebbe a tutto vantaggio degli Stati Uniti, che vedrebbe aumentare notevolmente lo scambio commerciale bilaterale a tutto profitto delle aziende americane e proprio queste ultime potrebbero opporsi all’altra tendenza che vede i falchi repubblicani andare contro Cuba a prescindere da tutto per il loro anticomunismo senza compromessi.
Tra i decreti che Trump vorrebbe realizzare durante i suoi primi Cento Giorni vi sono due atti di enorme importanza per il Messico: l’espulsione di tre milioni di immigrati illegali che abbiano commesso crimini o abbiano fatto parte di gang e la rinegoziazione o l'abbandono di NAFTA (North American Free Trade Agreement), il Trattato di Libero Commercio del Nord America, per difendere i lavoratori statunitensi messi in difficoltà dalle maquiladoras, stabilimenti industriali, che si trovano sul lato messicano del confine messico-statunitense che impiegano lavoratori a basso costo e componenti temporaneamente esportati dal vicino nord americano in un regime di duty free ed esenzione fiscale.
Queste maquiladoras si trovano ubicate principalmente a Tijuana, Mexicali, Ciudad Juarez, Reynosa e Heroica Nogales. Il Governo Federale Messicano ha già fatto sapere, tramite dichiarazioni di suoi diversi esponenti, che difenderà con tutti i mezzi sia i diritti dei messicani negli Stati Uniti sia gli scambi economici con Washington che rappresentano una parte rilevante del PIL messicano, evitando di rinegoziare NAFTA o comunque difendendo la sua applicazione in tutte le sedi competenti compresa la Organizzazione Mondiale del Commercio.
Attualmente l’ultima parola spetta al già citato Phares che, in una recente intervista, ha spiegato che Trump è un uomo di affari, dunque un pragmatico, interessato alla stabilità e che manterrà rapporti stretti con partner economici tra i quali, per l’America Latina, ha citato Colombia, Argentina e Brasile. Che sono ben lontani dai confini statunitensi.

Alessandro Maria Raffone

Fonte:http://katehon.com/it/article/trump-e-lamerica-latina

venerdì 7 ottobre 2016

LA FEDERAZIONE RUSSA PRESTO POTREBBE RIATTIVARE LE SUE BASI SOVIETICHE ALL'ESTERO

Il Ministero della difesa russo sta vagliando la possibilità di riattivare le ex basi militari sovietiche in Vietnam e a Cuba. Lo ha annunciato oggi in Parlamento il vice ministro della difesa Nikolaj Pankov.

"Ci stiamo occupando della questione" ha dichiarato Pankov, spiegando di non poter aggiungere ulteriori dettagli.
Secondo il vice ministro, attualmente si stanno rivedendo quelle decisioni prese per la liquidazione di queste basi militari. Le ex basi militari sovietiche, successivamente russe, erano attive a Cuba e in Vietnam fino al 2002. In Vietnam era presente una base della Marina militare, mentre a Cuba c'era la principale stazione radar russa all'estero.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/20161007/3454390/russia-basi-sovietiche.html

martedì 19 luglio 2016

I MISSILI RUSSI TORNANO A CUBA

Ideputati della Duma di Stato hanno proposto al Presidente, ancora una volta di posizionare missili a Cuba per proteggere gli interessi e gli alleati.

I deputati della Duma di Stato hanno proposto al Presidente, ancora una volta di posizionare missili a Cuba per proteggere gli interessi e gli alleati nel quadro della Collective Security Treaty Organization (CSTO).
I membri del partito comunista Valery Rashkin e Sergei Obukhov hanno presentato un appello al presidente Vladimir Putin, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e il ministro della Difesa Sergei Shoigu.
I deputati sono preoccupati per il piano degli Stati Uniti per i missili di media gamma tipo HIMARS nel sud-est della Turchia i quali "pongono una potenziale minaccia agli alleati russi nella CSTO."
Rashkin e Obukhov chiamano i funzionari chiave del governo ad adottare misure urgenti per proteggere gli alleati russi: "Prima di tutto, stiamo parlando del dispiegamento di lanciatori russi simili o addirittura di più ampia gamma di Cuba."
Il 26 aprile, i media hanno divulgato informazioni, secondo le quali il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu ha tenuto colloqui con i militari degli Stati Uniti.
Il Sud-est della Turchia non è scelto a caso, come per la protezione dei missili gli USA manderanno nella regione del Medio Oriente diverse migliaia di soldati con equipaggiamento militare.

Fonte:http://newinform.com/12088-putinu-predlozhili-vernut-rakety-na-kubu-v-ramkah-odkb

martedì 3 novembre 2015

LA FEDERAZIONE RUSSA PRONTA A RAFFORZARE LA COOPERAZIONE BILATERALE CON CUBA

Per il vicepresidente del Consiglio dei ministri cubano Cabrisas “c’è bisogno della partecipazione russa nello sviluppo economico cubano”.

Russia e Cuba sono pronte a rafforzare la cooperazione bilaterale e a garantire la partecipazione degli investitori russi nello sviluppo delle attività economiche dell'isola. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio dei ministri cubano Ricardo Cabrisas.
"Vedo prospettive chiare. La Russia ha la stessa volontà e determinazione di Cuba. Abbiamo bisogno della partecipazione della Russia nello sviluppo economico cubano", ha aggiunto Cabrisas durante la Fiera internazionale dell'Avana (Fihav 2015, con oltre mille aziende provenienti da 46 paesi) che si svolge ogni anno nella capitale all'inizio di novembre.
Proprio ieri Cabrisas ha incontrato il vice ministro dell'Industria e del Commercio russo Georgy Kalamanov e il primo viceministro russo dello Sviluppo Economico Alexei Likhachev a margine della Fiera Internazionale dell'Avana.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20151103/1468774/cooperazione-Russia-Cuba.html

sabato 30 maggio 2015

GLI STATI UNITI PREPARANO UNA "OCCUPAZIONE POLITICA" DELL'AMERICA LATINA

Gli Stati Uniti hanno perso "la lotta per il potere" in molti Paesi della regione e si preparano ad una nuova "ingerenza politica". Tuttavia i Paesi sudamericani hanno già capito che l'arrivo di Washington non porterà altro che instabilità economica e perdita di sovranità, ritiene il professore emerito americano James Petras.

Washington prosegue gli sforzi per ottenere il controllo sui regimi politici occidentali mettendo nel mirino i Paesi latino-americani con la politica del "bastone e della carota", ritiene James Petras, professore emerito di sociologia della Binghamton University di New York.

"Gli Stati Uniti perseguono una politica su 2 piani basata sulla combinazione tra le riforme delle istituzioni regionali esistenti e il rovesciamento dei regimi e la repressione dei movimenti politici tramite l'intervento militare,"

— suppone Petras.

Secondo il professore, gli ultimi 15 anni hanno dimostrato che Washington non è riuscita a prevenire l'ondata dei movimenti "anti-imperialisti" in America Latina. Gli Stati Uniti hanno perso la "battaglia di potere" aprendo la strada a governi di sinistra in Venezuela, Argentina, Ecuador, Bolivia, Brasile, Uruguay, Paraguay, Honduras e Nicaragua.
Il "riscaldamento" delle relazioni con Cuba può essere considerato parte di una strategia più ampia per una nuova "ingerenza politica". Con l'apertura a L'Avana, la Casa Bianca rinnova i tentativi di ripristinare "regimi amici" nel nuovo panorama politico dell'emisfero occidentale.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20150530/466816.html#ixzz3beZpXNWB

venerdì 20 marzo 2015

L'ISTRUZIONE MIGLIORE ARRIVA DA CUBA

di Cristina Amoroso

Nessun Paese, anche il più ricco, dedica una parte così cospicua del suo bilancio nazionale come Cuba, con risultati eccellenti.
Questo è quanto risulta da un rapporto della Banca Mondiale che colloca Cuba in prima linea in termini di investimenti nella formazione per il periodo 2009-2013, (World Bank, «Public Spending on Education, Total (% of GDP)”, 2014).
Cuba investe quasi il 13% (12,8%) del Pil in questo settore, non uguagliato da nessun altro Paese al mondo, rivelandosi come lo Stato caraibico che ha fatto della sua politica sociale un modello per le nazioni in via di sviluppo.
Timor Est e la Danimarca completano il podio mondiale rispettivamente con il 11,3% e 8,7% del Pil dedicato all’istruzione. In confronto, gli Stati Uniti investono solo il 5,4%, la metà di quello di Cuba, e il Canada 5,5%. In Europa, la Francia spende il 5,9% del bilancio nazionale per l’istruzione, la Germania il 5,1%, il Regno Unito il 6,2%, l’Italia il 4,5% e la Spagna il 5%. Per quanto riguarda il continente latino-americano, la Bolivia è al secondo posto dietro a Cuba con il 7,6%. Il Brasile stanzia 5,8% del suo Pil in questo settore, mentre il Messico e l’Argentina destinano rispettivamente il 5,2% e il 5,8%.
L’ istruzione – come la salute, la cultura e lo sport – è sempre stata una priorità a Cuba ed i risultati sono eccezionali. Con un tasso di alfabetizzazione del 99,8%, l’isola ha il tasso di analfabetismo più basso del continente latino-americano, secondo l’Unesco, che sottolinea anche che Cuba ha il più alto grado di iscrizione dell’America Latina con il 99,7% dei bambini con istruzione gratuita. Un altro rapporto dell’Unesco sulla formazione in 13 Paesi latino-americani classifica Cuba leader in tutti i materiali didattici e rileva che uno studente cubano ha una media di due volte le conoscenze e le competenze che uno studente latino-americano.
Il dato assoluto della popolazione analfabeta è del 3,8%, uno dei più bassi al mondo, compresa l’area G8. Il tasso di analfabetismo funzionale degli adulti – ossia l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana – è di circa il 10% (in Italia è del 65% circa), mentre i laureati sono uno ogni 15 abitanti. Dati ancora più sorprendenti se si considera che a Cuba si trovano 2.111 centri di educazione e 46 centri universitari distribuiti in tutto il territorio.
Secondo tutte le organizzazioni internazionali inoltre il governo di Cuba in questi ultimi anni nonostante le difficoltà economiche non ha mai fatto mancare le risorse per la scuola: “Le risorse assegnate dallo Stato insieme agli sforzi degli operatori del settore hanno permesso di non chiudere una sola scuola, asilo o università, né di lasciare un solo maestro o insegnante senza lavoro”.
In più il sistema educativo cubano combina studio con lavoro, una caratteristica che rappresenta sul piano metodologico uno dei risultati più importanti della pedagogia cubana, mentre Cuba è riuscita a tenere aperte quasi 14mila scuole frequentate da oltre tre milioni di studenti.
Come ricorda Salim Lamrani, docente universitario e scrittore francese esperto di problematiche latino-americane, la Banca mondiale, lodando il sistema educativo cubano, ricorda in qualche modo che le politiche di austerità e lo smantellamento dello Stato sociale sono in realtà dannosi per l’interesse pubblico. Ponendo l’educazione nazionale come priorità, Cuba dimostra al mondo che è possibile offrire a tutti i cittadini un elevato livello di accesso alla conoscenza e alla formazione. Le limitate risorse insite in una nazione del Terzo Mondo e le sanzioni economiche estremamente severe, imposte dagli Stati Uniti per più di mezzo secolo, non hanno impedito all’isola caraibica di avere un sistema educativo eccellente. Cuba ricorda a tutti che l’essere umano deve essere al centro del progetto sociale.

Fonte:http://www.ilfarosulmondo.it/cuba-leader-mondiale-nella-formazione/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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