ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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giovedì 13 novembre 2014

UN SILENZIOSO RAFFREDDAMENTO CLIMATICO





La Piccola Età del Ghiaccio non è più cominciata! L'Europa quest'anno si è crogiolata in un'inverno particolarmente caldo e piovoso mentre il mese di marzo ha assistito ad un periodo di temperature insolitamente alte.
Quindi possiamo dire che la teoria del riscaldamento globale antropico è confermata e che le temperature anormalmente alte del periodo siano state la causa di esso?
Forse per l'osservatore locale potrebbe essere così, ma facendo un'analisi scientifica e storica dei dati oltre di quello avvenuto su scala globale abbiamo invece un'ulteriore conferma che il clima non si sta scaldando, ma i suoi effetti comprendono anche eccezionali ondate di caldo.
Esagerazioni e false interpretazioni?
No. Studi fatti ancora decenni or sono si stanno rivelando oggi più esatti dei modelli computerizzati che comprendevano addirittura l'anidride carbonica come un gas climalterante.
Nel 1975 gli scienziati del clima avevano capito che il raffreddamento globale causa condizioni meteorologiche estreme, e il riscaldamento globale provoca invece clima mite.
Il cambiamento del tempo principale rischia di accompagnare il trend di raffreddamento con aumentata variabilità alternando estremi di temperatura e delle precipitazioni in una determinata zona, e quasi sicuramente inferiori rese medie delle colture.
La causa di questa maggiore variabilità può essere meglio vista esaminando i modelli atmosferici dei venti superiori che accompagnano clima più fresco.
Durante i periodi caldi una "circolazione zonale" predomina, in cui i venti prevalenti da ovest delle zone temperate sono spazzate su lunghe distanze da pochi potenti centri di alta e bassa pressione.
Il risultato è un modello più uniformemente distribuito del tempo, che varia relativamente poco di mese in mese o stagione a stagione.
Durante i periodi climatici più freddi, invece, i venti di alta quota sono suddivise in celle irregolari con centri di pressione più deboli e più abbondanti, causando la formazione di un pattern di "circolazione meridionale".

Queste piccole cellule deboli possono ristagnare su vaste aree per molti mesi, portando clima insolitamente freddo su un lato e clima insolitamente caldo dall'altro.
Si può osservare tutto ciò con le estreme ondate di freddo polare negli Stati Uniti, mentre nel continente europeo le temperature sono pressochè miti, che ancora non hanno visto il vero inverno.

L'Europa in nel gennaio 2014

Gli Stati Uniti nel gennaio 2014
Siccità e inondazioni diventano sempre più frequenti e possono alternare stagione a stagione, come hanno fatto l'anno scorso in India.
Un'ulteriore fatto che conferma questa analisi è come queste celle che hanno portato freddo estremo negli Stati Uniti ed eccezionale caldo umido nelle regioni del Nord Europa sembrino essersi stabilizzate ben oltre gennaio ma fino a marzo continuando a portare ondate di freddo intenso nel continente americano e caldo anomalo nelle regioni europee.

Negli Stati Uniti come mostra infatti il grafico in allegato, l’intero periodo da Ottobre a Marzo 2013-14, risulta essere il più freddo dal 1899, ma, considerato l’aumento termico fisiologico nella restante parte del mese, dovrebbe risultare il più freddo dal 1912 almeno.

Allo stesso modo evidenziando il raffreddamento del continente che si sta verificando da ormai diversi decenni , gli Stati Uniti hanno vissuto il più gelido inizio di primavera da almeno 50 anni.
Tutt'altro mondo in Europa dove nel periodo di marzo le temperature oltre ad essere alquanto eccessivamente elevate hanno battuto in diverse delle principali città record che vanno attorno ai 25 C° proprio grazie ad un drastico rafforzamento dell'alta pressione africana.
In Svizzera, in particolare in Canton Ticino dove sono state esaltate dal foehn, con 26,4°C a Stabio, 26,3°C a Locarno-Monti, 25,5°C a Grono, 25,3°C a Locarno-Magadino. Notevoli anche i 22,1°C di Sion, i 20,0°C di Basilea, i 19,4°C di Ginevra e Zurigo, i 19,3°C di Berna.

Temperature del 17 marzo 2014
Non è stato da meno l'altro paese alpino per eccellenza, ovvero l'Austria, con Klagenfurt e Villach 23,9°C, Bad Gleichenberg 23,1°C, Bad Radkersburg 22,9°C, Graz 22,7°C, Obervellach 21,6°C, Dellach im Drautal 21,1°C, Lienz 20,9°C, Innsbruck 20,8°C.
Queste ondate di caldo però vista dagli attivisti ambientali, i quali ricordiamo non sono scienziati, sono il segnale che la Terra si sta riscaldando troppo a causa delle emissioni artificiali di anidride carbonica, ma purtroppo per loro i dati vanno da un'altra parte.
Dall'estremo oriente, dove la ricerca scientifica non è come negli Stati Uniti condizionata da ingenti somme di denaro che ne favoriscono settore e ne sopprimono un'altro, giungono conferma che nei prossimi vent'anni le temperature medie continueranno ad abbassarsi.
Gli scienziati russi e cinesi sono giunti alla conclusione che in Estremo Oriente nei prossimi 20 anni, la temperatura scenderà al livello del 1960 - ha detto "RIA Novosti".
Studiando i sedimenti sul fondo di Okhotsk e in Giappone, nei mari di Bering e Chukchi, gli esperti hanno identificato alla comunità scientifica il modello di alternanza di aumento e diminuzione della temperatura del clima della regione.
I fondali praticamente non sono esposti alle influenze esterne e rappresentano un materiale unico per l'analisi di vario genere.
I dati hanno permesso loro di concludere che in Estremo Oriente dopo un periodo di riscaldamento, in due decenni le letture di temperatura torneranno ad essere quelle di mezzo secolo fa - l'Estremo Oriente diventerà freddo.
Già nel 1971 era stato osservato in un'analisi dei dati dal satellite un'aumento dell'albedo dovuto alla copertura nevosa di circa il 12%.
A quanto pare hanno rilevato ampie variazioni di albedo via satellite, con un aumento del 12% in neve e ghiaccio nell'emisfero settentrionale che è iniziato nel 1971 e continuato nel 1974 quando questo articolo è stato pubblicato:

Essi sostengono che a causa dei cambiamenti di albedo che aiutano a indurre il raffreddamento, vento, siccità e precipitazioni diventeranno peggiori, molto simili affermazioni identiche fatte oggi sugli effetti del riscaldamento globale.
L'articolo sostiene inoltre, citando il dottor Reid Bryson, che ci sarebbe un aumento di incertezza sui "modelli stabili del tempo" che possono influenzare le "riserve alimentari" e ha anche affermavano allora che "gran parte di quel cambiamento era di origine umana".
Suona familiare?
L'articolo si basa su un articolo di George J. Kukla, e Helena J. Kukla del Geological dell'Osservatorio Lamont-Doherty della Columbia University.
Di sicuro prendere un'articolo scientifico e mediaticamente attribuirne la causa alle attività umane è una cosa che si fa ancora al giorno d'oggi.
In passato lo facevano, sempre erroneamente, con il Buco dell'Ozono, le piogge acide e successivamente con il Riscaldamento Globale.
Ognuna di queste affermazioni si è rivelata falsa, ma intanto ha messo in movimento abbondanti fiumi di denaro per promuovere cause.
Eppure è reale una cosa, l'effetto albedo dovuto all'aumento della copertura nevosa invernale è sensibilmente in crescita e continua ancora oggi.
Nel febbraio del 2014 è stata effettivamente registrata la seconda più estesa copertura nevosa di sempre.

Secondo il global snow Lab, della Rutgers University, l’estensione della copertura nevosa invernale misurata è stata la seconda più alta mai registrata, a 52.166.840 km2.
Questo è stato superato solo dalla seconda settimana di febbraio 1978 a circa 53.647.305 km2.

Secondo i dati della Rutgers University fino a metà febbraio, l’estensione della neve invernale misurata nell’Emisfero Settentrionale neve invernale è aumentata ad un ritmo di oltre 100.000 km2 all’anno.
Sul lungo termine questa è la tendenza effettivamente osservata, ma la seconda tendenza da considerare è l'aumento dei fenomeni meteorologici locali legati agli effetti del raffreddamento climatico, spesso con gravi danni all'agricoltura.
Nelle Isole Britanniche, la primavera è ancora assai lontana, il primo giorno della Primavera astronomica inizia come fosse il primo giorno dell’Inverno.
I meteorologi del Meteoffice britannico, infatti, hanno lanciato un allarme per una “Artic blast” (severa ondata di freddo artico), che sta per investire tutto il settore, con rischio di ghiaccio primaverile in Scozia ed Irlanda, ma anche di nevicate abbondanti su tutta la Scozia.
Si tratta di un pesante passo indietro della stagione primaverile, che aveva oramai preso piede su tutte le Isole Britanniche.

A Terranova, in Canada, in questo periodo è talmente freddo che ingenti quantità di neve hanno sepolto le case sotto uno spesso manto nevoso mentre i delfini nel mare ghiacciato stanno letteralmente morendo a branchi.

La maggior parte di un branco di delfini bianchi dal becco hanno già ceduto dopo essere stati intrappolati dal ghiaccio al largo della costa sud-ovest.
Un branco di circa 30-40 delfini si è ritrovato circondato dal ghiaccio nei pressi di Cape Ray durante il weekend e si sono spostati fino alla costa.
La situazione degli animali ha catturato l'attenzione dei residenti locali, ma i funzionari affermano che c'è poco che si può fare a causa delle condizioni climatiche e del ghiaccio.
Certamente possiamo chiamare il WWF e Greenpeace a protestare contro il riscaldamento climatico che sta minacciando queste specie, non sarebbe un bello spot per la loro causa.
Certamente però non possiamo fare a meno di osservare che anche se questo inverno è stato estremamente caldo e umido per l'Europa, in tutta la Catena Alpina invece la neve è caduta tanto abbondante da seppellire tutto quanto sotto un manto dallo spessore variabile che superava abbondantemente la media minima dei due metri.
Uno studio mostrerebbe che il regresso dei ghiacciai alpini si sarebbe fermato nel 2013, in alcuni casi i ghiacciai sono avanzati nuovamente.
L’Istituto di Glaciologia e Geofisica di Grenoble ha asserito che alcuni ghiacciai hanno aumentato il proprio volume, oppure hanno interrotto il proprio declino.
Nel 2013 vi sono stati bilanci di massa positivi su diversi ghiacciai del Monte Bianco, della Oisans e della Vanoise.

Il ghiacciaio De Bossons, sul Monte Bianco, è rimasto stabile, quest’anno, mentre la Mer del Glace e quello di Argentiere hanno avuto perdite molto ridotte.
In genere i ghiacciai del Monte Bianco hanno avuto un bilancio di massa positivo per la terza volta negli ultimi 14 anni.


Pian dei Fiacconi, sulla Marmolada, a 2.633 metri di altitudine sul livello del mare, dove si misurano più di 6 metri di neve.
Anche la seggiovia è praticamente sparita sotto una coltre nevosa da record!
Un'ulteriore fatto interessante è che anche nella regione dell'Altopiano Tibetano, in Asia, si è registrato un'aumento della massa glaciale su scala pluriannuale, in parole povere: i ghiacciai stanno guadagnando terreno.

Gli scienziati annunciano “notevole” crescita dei ghiacciai dell’Altopiano Tibetano che “è difficile da spiegare.”
Un nuovo documento pubblicato nel Journal of Geophysical Research, Terra Solida, ritiene che i ghiacciai interiori dell’Altopiano del Tibet stanno state guadagnando quantità “notevoli” di ghiaccio negli ultimi dieci anni.
Secondo gli autori, Yi Shuang e Wenke Sun, il “segnale positivo notevole (30 Gt / anno)” … “è difficile da spiegare.”
Gli autori inoltre rivelano che un ciclo di 5 anni si trova in altri asiatiche masse glaciali di alta montagna “, che può essere spiegato con l’influenza dell’ Oscillazione Artica ed El Nino.
Il documento, che è uscito proprio questa settimana (4 Mar 2014), è intitolato “Evaluation of Glacier Changes in High Mountain Asia Based on 10-year GRACE-RL05 Models.”

La stessa cosa riguarda anche la Scozia, Isole Britanniche, dove nelle catene montuose più alte lo spessore del manto nevoso è il maggiore di sempre, al punto che si prevede si continuerà a sciare anche d'estate.
Un resort che ha conosciuto il suo giorno più trafficato in un decennio, questa settimana ha svelato i piani per “sciare in estate”, se le condizioni lo consentono.
All’inizio della settimana Iain Sykes, il fondatore del Nevis Range Ski Resort ha sostenuto che il paese aveva più neve che mai nella storia dello sci lì.
Il resort ha registrato la caduta della neve per 59 giorni consecutivi.
La copertura nevosa è stata descritta come “wall-to-wall”.

La profondità media della neve si pensa sia 1,6 metri sulle pendici più basse, 4,5 metri sulle pendici superiori, con alcune aree profonde stimate essere oltre 18 m (58 ft) di profondità. (Più di 5 piani di profondità!)
Il paese non era nemmeno in grado di operare tutti i suoi impianti di risalita durante il weekend perché alcuni impianti sono ancora sepolti sotto le quantità senza precedenti di neve.
L’amministratore delegato Marian Austin ha detto: “Tutti i nostri staff hanno lavorato molto duramente in condizioni difficili e le squadre di collina sono state a scavare gli impianti di risalita a monte quasi quotidianamente.
“I nostri dati dimostrano che è nevicato in ogni periodo di 24 ore da quando abbiamo aperto per questa stagione invernale il 20 dicembre 2013, quindi abbiamo quasi dimenticato cosa vuol dire non avere la neve che cade ogni giorno.
Indubbiamente sembra che la linea della nevi, sia molto cambiata, proprio come è cambiato il Vortice Polare che durante il periodo invernale tende ad abbassarsi oltre più a Sud, spostando ulteriormente la Corrente a Getto nelle regioni più meridionali.
Sommiamo tutto ciò all'aumento delle precipitazioni, sia piovose che nevose e comprendiamo che questi fenomeni porteranno sul lungo termine un aumento della massa glaciale delle catene montuose, in tal caso favorendo l'avanzare dei ghiacciai.
Perché stanno aumentando le precipitazioni?
Dall'inizio del 2013, i rapporti di gravi inondazioni sono osservati tutto il
mondo: Gennaio 2013 - Sud Africa, Zimbabwe, Mozambico, orientale
In Australia
; febbraio 2013 - Perù, Cile, Bolivia, aprile 2013 - Buenos Aires (Argentina); maggio 2013; Cina meridionale; GIUGNO 2013 - India settentrionale, Calgary (Canada), Nuova Zelanda (Otago, Nelson &
Distretti Tasman).

Tuttavia, più sorprendenti erano le piogge torrenziali in Europa (fine maggio-inizio giugno 2013), portando fiumi come il Danubio e l'Elba a inondare o minacciare molte città e paesi.
Città storiche come Budapest, Praga e Dresda sono stati gravemente colpite.

Diverse notizie hanno riportato dati che queste erano le peggiori inondazioni in 500 anni.
Ciò significa che inondazioni simili si sono verificate circa durante il 1500 dC . Questo è stato durante la Piccola Età del Ghiaccio ( 1300 al
1850).
Esistono record storici di inondazioni catastrofiche durante la Piccola Età del Ghiaccio .
Per esempio quella di St Elisabeth, dove catastrofiche alluvioni in Olanda nel 1404 e il 1421 annegarono decine di migliaia di persone.
Nel calamitoso 14 secolo (1978 , Balantyne Books, New York ) , descrive gli effetti disastrosi dell'inizio della Piccola Età del Ghiaccio .
All'inizio di questo secolo ebbe l'avvio l'inizio della miseria.
Il Mar Baltico congelato si ricoprì di uno strato di ghiaccio per due volte, nel 1303 e 1306-07, anni di seguito con freddo fuori stagione, tempeste e piogge, e un aumento del livello del Mar Caspio.

Il Mar Caspio è un mare interno senza alcun legame con i mari e gli oceani del mondo, il suo livello è quindi direttamente dipendente dal flusso di acqua dai fiumi e dall' evaporazione.
Piogge più pesanti portano ad un'innalzamento del livello di questo mare.
I contemporanei non potevano sapere che era l'inizio di ciò che è da allora stata riconosciuto come la Piccola Età del Ghiaccio, causata da un anticipo di ghiacciai polari ed alpini e che durerà fino al 1850.
Di particolare importanza a questo saggio ci sono riferimenti all'inizio di questo secolo che affermano: "Nel 1315, dopo le piogge così incessanti che essi sono state confrontate con il Diluvio biblico, le colture fallirono in tutta Europa, e la carestia, il cavaliere oscuro della Apocalisse, è diventato familiare a tutti. "
Le inondazioni sono un segnale del Raffreddamento Globale?
E 'quindi legittimo chiedersi se queste "piogge incessanti" in molti luoghi al momento, ma soprattutto in Europa, non potrebbero essere uno dei segni che potremmo essere entrando in un periodo di raffreddamento, forse così grave come alcuni periodi della Piccola Età del Ghiaccio.
Diversi scienziati si sono rivolti a questa possibilità di raffreddamento, sulla base delle indicazioni scientifiche, come il Sole entrato in un periodo di quiete e
il Pacific Decadal Oscillation (PDO) che hanno portato alla fase di raffreddamento.
Per spiegare questo, dobbiamo andare indietro nella storia, per il Periodo Caldo Medievale (MWP, 900-1300) e la Piccola Età del Ghiaccio (1300-1850).

Quando il ciclo undecennale delle Macchie Solari raggiunge la sua fase di massima intensità il flusso di particelle del Vento Solare subisce una sostanziale impennata accompagnando l'intensificarsi e l'espandersi del campo magnetico della nostra stella, andando così a formare una sorta di colossale "bolla magnetica" che isola il Sistema Solare dal flusso della Radiazione Cosmica proveniente dagli esterni spazi siderali.
L'effetto opposto invece avviene alla fine della fase di massima attività solare ossia quando il ciclo undecennale si approssima a raggiungere la sua fase di minimo undecennale e il Sole giunge la sua fase di quiete nella sua attività, raggiungendo quindi un progressivo indebolimento del proprio campo magnetico e permettendo quindi in misura maggiore al flusso di Radiazione Cosmica di penetrare all'interno del Sistema Solare e influenzare le atmosfere planetarie, Terra compresa.
Diversi studi sembrano chiaramente dimostrare che un'incremento della Radiazione Cosmica che colpisca gli strati alti dell'atmosfera ionizzandoli sia in grado di condizionare l'aumento della nuvolosità, favorendo quindi un'aumento delle precipitazioni e l'aumentare di fenomeni climatici e meteorologici estremi.
Effettivamente se consideriamo che l'ultima Piccola Età del Ghiaccio ebbe inizio con un prolungato periodo di estremamente bassa attività solare detto Minimo di Wolf nel 1280 e terminato nel 1350 scopriamo che durante i primi decenni del 1300 l'Italia, il Nord Europa e la Cina furono spazzati da devastanti alluvioni che portarono carestia e milioni di morti.
Tra le numerose alluvioni che si verificarono nella penisola Italiana possiamo ricordare quella del 1330 che coinvolse il Polesine e il Mantovano causando il decesso di oltre 10.000 persone.
La stessa cosa si ripeterà anche l'anno successivo nel Mantovano e nel Ferrarese e in numerosi altri fiumi della Toscana.
Nel 1333 invece si ebbe una serie di eccezionali eventi meteorologici come ad esempio un ciclone che nel Nord Italia distrusse numerose abitazioni e i raccolti, la cui grandine raggiunse l'altezza di un metro.
Nel 1336 il Po straripò nuovamente rompendo gli argini e allagando le campagne circostanti, le cui acque geleranno durante l'arrivo dell'inverno.
Successive e frequenti alluvioni si ripeteranno anche negli anni successivi almeno fino al 1385, tra di esse possiamo ricordare la cosiddetta piena del millennio del fiume Reno nel 1342 e le forti piene del fiume Tevere nel dicembre del 1376 e nel novembre del 1379 il cui livello fiume raggiunse l'altezza di 17 metri.
Questo periodo di forti piogge coinvolse anche il Nord Europa la cui Grande Carestia che lo coinvolse dal 1315 al 1317 fu causato da eccezionali stagioni piovose, la cui primavera,l'estate e l'autunno furono soggetti a frequenti piogge che impedirono ai cereali di maturare nei campi, decimando per fame oltre un milione di persone e portando come conseguenza all'abbandono dei bambini, come narra la fiaba di Hansel e Gretel.
A Oriente, il caso della Cina tra il 1333 e il 1347 è un chiaro esempio di ciò che in un prossimo futuro potrebbe ripetersi.
Nel 1333 il periodo iniziò con una devastante siccità nella Cina sud-orientale, nell'area compresa tra i fiumi Xiang e Hoai.
Come conseguenza, i raccolti avvizzirono, il bestiame morì di fame e seguì la carestia.
Il numero dei morti lievitava sempre più e la gente invocava gli dei per la pioggia.
Furono ascoltati, si scatenarono rovesci torrenziali che decimarono 400.000 persone.
Mentre si cercava di riprendersi un violento terremoto causò il crollo della vicina montagna di Tsinceheou, uccidendone molti altri.
L'anno seguente la situazione deteriorò ulteriormente.
La città di Canton, ora Quang Zhou, capitale del Impero Cinese, fu spazzata da terribili inondazioni.
Nel contempo la città di Tche fu soggetta ad una grave siccità dalla quale partorì la Peste, la cui falce decimò 5 milioni di persone.
Mesi dopo la stessa regione venne investita da uno spaventoso terremoto che fece crollare le montagne dando origine a crateri inondati.
Uno di essi era largo almeno 160 chilometri e vi annegarono migliaia di persone nel "cratere" formato dal terremoto.
Nel 1336 la Cina Meridionale fu colpita da una sorprendente alternanza di siccità e inondazioni.
L'effetto combinato portò ad una delle peggiori carestie per un totale di almeno 4 milioni di morti.
A ciò fecero seguito invasioni di locuste, inondazioni intermittenti, e scosse di terremoto che si perpetuarono per sei giorni.
Nel 1339 la routine dell'Apocalisse di Giovanni non era cambiata.
Si ebbe il crollo della montagna di Hong-Tchang, con un diluvio devastante.
Nel Pien-Tcheou, dopo tre mesi di pioggia battente, si verificarono inondazioni mai viste che spazzarono via parecchie città.
Dal 1340 al 1343 la Cina fu ripetutamente colpita da frequenti e catastrofiche scosse di terremoto.
Il '44 vide anche un'enorme tsunami che distrusse la città di Ven-Tcheou mentre nel '45 seguirono altre inondazioni e carestie a Ki-Tcheou.
Questa fase si concluse nel '46 con l'inondazione di Canton, con altre carestie e scosse di terremoto.
La ragione di questo incremento delle alluvioni stà nel fatto che una volta crollata l'attività delle Macchie Solari e l'attività solare andò scemando, il flusso della Radiazione Cosmica proveniente dallo spazio esterno si fece più consistente contribuendo ad aumentare la nuvolosità, come le precipitazioni stesse e la loro frequenza, il medesimo fenomeno riguardò anche gli eccezionali innevamenti che accompagnarono i freddi secoli della Piccola Età del Ghiaccio.
La Radiazione Cosmica e la sua incidenza è modulata dall'intensità dell'attività solare, quindi durante i periodi in cui quest'ultima è estremamente debole si ha una maggiore incidenza da parte del flusso della Radiazione Cosmica sul clima terrestre, condizionando la formazione dello strato nuvoloso e fornendo più nuclei di condensazione per le gocce d'acqua su cui crescere.
Una maggior percentuale di nubi sulla Terra equivale ad una maggior quantità di luce riflessa, e quindi ad pianeta più freddo.
Dopo essere gradualmente uscita del prolungato freddo torpore della Piccola Età del Ghiaccio nel 1850, il nostro pianeta è stato soggetto ad un'incremento dell'attività solare e dell'irradiamento della nostra stella, quindi anche del campo magnetico solare, e questa tendenza generale sul lungo termine si è mantenuta fino al minimo undecennale del 2008, quando l'attività solare ha evidenziato un sensibile e significativo crollo oltre ogni previsione.
Quello che abbiamo vissuto i decenni scorsi si definisce un Massimo Solare Moderno.
Alla fine del 1990 alcuni ricercatori hanno suggerito che quando l'attività solare è alta contribuisce ad abbassare il livello della Radiazione Cosmica, riducendo la copertura nuvolosa e riscaldando il pianeta.
In tal caso sulle basi di queste ricerche è logico ritenere che il riscaldamento climatico che abbiamo avuto nei decenni scorsi sia stato parte di un ciclo del tutto naturale, paragonabile al periodo di Caldo Medievale che precedette l'ultima Piccola Età del Ghiaccio, nulla a che vedere con l'ipotesi di un ruolo dell'anidride carbonica emessa dalle attività umane che avrebbe fatto venire la febbre al pianeta.
Dal 2008 ad oggi stiamo assistendo ad una prolungata fase di bassa attività solare ridotta ai minimi storici e da allora il flusso di Radiazione Cosmica che colpisce il nostro pianeta ha subìto un sensibile aumento, in corrispondenza con un'incremento delle inondazioni e degli eventi meteo estremi.


Il grafico dalla presentazione degli studi sedimentari mostra che le inondazioni erano più frequenti ed estreme durante la Piccola Era Glaciale (vedi qui)

L'idea che la Radiazione Cosmica di origine stellare, specialmente le Supernove, composta perlopiù da protoni, possa condizionare la formazione dello strato nuvoloso dell'atmosfera che avvolge il nostro pianeta, risale a diversi decenni or sono.
Quando venne scoperto che la condensazione del vapore acqueo nelle microscopiche gocce d'acqua che compongono le nubi è un processo complesso che coinvolge non solo macroscopici effetti dinamici, ma importanti meccanismi microscopici che possono essere condizionati dalla Radiazione Cosmica e la materia costituente la nostra atmosfera.
La condensazione del vapore acqueo nelle nubi avviene attorno a delle particelle materiali di dimensioni macroscopiche come ad esempio aerosol, cristalli di sali, pollini, polveri vulcaniche.
Queste particelle materiali vengono definite: nuclei di condensazione.
Le radiazioni cosmiche galattiche che hanno energie superiori a 100 MeV (megaelettronvolt) e le particelle che essi producono entrando nell'atmosfera sono le principali cause della ionizzazione dell'atmosfera terrestre.
Anche lo stesso campo magnetico terrestre influisce sul moto della Radiazione Cosmica, favorendone la concentrazione specialmente in circoscritte aree del pianeta.
Le radiazioni cosmiche ionizzando l'atmosfera sono supposte di favorire il processo di condensazione del vapore acqueo sui nuclei di condensazione, oltre che agevolare la formazione dei nuclei stessi.
Sono allo stesso modo responsabili dell'alterazione delle proprietà elettriche delle nuvole, in particolare di quelle non temporalesche, e secondo certi autori l'elettrificazione delle nubi risulta importante per l'efficenza con cui si formano i cristalli di ghiaccio all'interno di esse stesse.
Ne consegue che la Radiazione Cosmica condizione la formazione delle nuvole e quindi anche la quantità di precipitazioni.
In ultima analisi non dovremmo sorprenderci delle eccezionali quantità di pioggia scaricate sulle Isole Britanniche quest'inverno, proprio come non dovremmo sorprenderci delle abbondanti quantità di pioggia e neve cadute sul continente europeo.
Certamente in questo periodo l'escalation di tensioni che stanno avvenendo tra gli Stati Uniti, Unione Europea e la Russia ci stanno facendo capire che se ci sarà una guerra, lo sfondo di questo Raffreddamento Climatico potrebbe giocare gravissimi danni principalmente nelle forniture alimentari, non sono meno responsabili quelli che dai loro modelli previsionali da computer, pensano di avere la prova scientifica di incolpare la società cuocere questo pianeta.





Fonti:
http://wattsupwiththat.com/2010/12/28/2010%E2%80%94where-does-it-fit-in-the-warmest-year-list/
http://www.thegwpf.org/1975-global-cooling-extreme-weather/
https://www.sciencenews.org/search?st=view%20download%20id%20name%20CHILLING%20POSSIBILITIES
http://freddofili.it/12/03/2014/i-sei-mesi-piu-freddi-dal-1912/
http://freddofili.it/19/03/2014/nord-america-il-piu-gelido-inizio-di-primavera-da-oltre-50-anni/
http://www.meteogiornale.it/notizia/31665-1-impazza-il-caldo-in-mezza-europa-temperatura-record-a-lubiana
http://oblast45.ru/publication/3869
http://www.sott.net/article/275555-Support-for-theory-of-a-cooling-world
http://www.thegwpf.org/northern-hemisphere-snow-extent-highest-record/
http://freddofili.it/21/03/2014/la-primavera-inizia-con-gelo-freddo-e-neve-sulla-gran-bretagna/
http://www.sott.net/article/275820-Pod-of-over-30-dolphins-die-after-being-trapped-by-ice-Cape-Ray-Newfoundland
http://www.cbc.ca/news/canada/newfoundland-labrador/port-au-choix-house-buried-in-snow-owners-worry-about-collapse-1.2578292
ttp://freddofili.it/13/03/2014/ghiacciai-alpini-in-avanzata/
http://www.meteoweb.eu/2014/02/immagini-incredibili-dalle-alpi-rifugi-alberi-e-seggiovie-sepolti-da-metri-e-metri-di-neve-foto/263388/
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/2013JB010860/abstract
http://iceagenow.info/2014/03/record-snowfall-scotland-skiing-summer/
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/12/la-caduta-della-radiazione-cosmica.html

UNO STUDIO TROVA CHE LE INONDAZIONI DELLA CATENA ALPINA HANNO COINCISO CON I PERIODI PIÙ FREDDI DEGLI ULTIMI 2500 ANNI





Gli autori scrivono che "gravi inondazioni innescate da precipitazioni intense sono tra i pericoli naturali più distruttivi negli ambienti alpini, causando spesso grandi danni economici e sociali", e dicono che "la potenziale insorgenza che rafforza le alluvioni a causa del cambiamento climatico globale sarebbe quindi aumenta le minacce per gli insediamenti, le infrastrutture e le vite umane nelle regioni colpite. "
Tuttavia, si nota che, attualmente, "le proiezioni di intense precipitazioni presentano grandi incertezze" e che "robuste ricostruzioni delle alluvioni alpine sono limitate allo strumentale periodo storico", dando una ragione per chiedersi se l'ipotesi del riscaldamento climatico potrebbe essere una causa.
Ciò che è stato fatto in uno studio progettato per ridurre tali incertezze ed estendere le ricostruzioni indietro nel tempo oltre il periodo strumentale, Glur et al. hanno sviluppato "una ricostruzione delle alluvioni alpine multiarchivio sulla base di dieci registrazioni nei sedimenti lacustri, che copre gli ultimi 2500 anni". Più in particolare, hanno studiato dieci laghi situati a nord dell'arco alpino centrale, lungo una porzione alpina che copre un gradiente di altitudine di 447-2068 m, "che ha permesso" l'estrazione di dati sinottici, piuttosto che una pioggia meramente locale rivelata da uno studio di un'unico lago.
«E per verificare il loro approccio alla materia, hanno confrontato gli ultimi 500 anni della loro ricostruzione delle inondazioni centrali alpini con un record di inondazioni stabilito in modo indipendente per il periodo che si basa su documenti storici, come sviluppato e descritto da Schmocker-Fackel e Naef (2010).
Ciò che è stato appreso "Per quanto riguarda i periodi climatici più caratterizzati nel corso degli ultimi 2500 anni", riferiscono gli otto ricercatori che " lì attività delle alluvioni era molto più potenziata durante la Piccola Età del Ghiaccio rispetto al Periodo Caldo Medievaele ( dal 950-1250 CE;. MCA) "E poi dicono che" questo risultato è confermato da altri studi che documentano un aumento delle inondazioni durante la Piccola Età del Ghiaccio (MCA), nelle Alpi, ", citando gli studi di Schmocker-Fackel e Naef (2010), Czymzik et al . (2010), Wilhelm et al . (2012) e Swierczynski et al . (2012).
Ciò cosa significa per le Alpi che un riscaldamento del globo non porta ad alluvioni inducendo "crescenti minacce agli insediamenti, infrastrutture e vite umane", ma i dati scientifici indicano il raffreddamento climatico è invece responsabile di tali conseguenze.

Riferimenti:

Glur, L., Wirth, S.B., Buntgen, U., Gilli, A., Haug, G.H., Schar, C., Beer, J. and Anselmetti, F.S. 2013. Frequent floods in the European Alps coincide with cooler periods of the past 2500 years. Scientific Reports 3: 10.1038,srep02770.

Czymzik, M., Dulski, P., Plessen, B., von Grafinstein, U., Naumenn, R. and Brauer, A. 2010. A 450 year record of spring-summer flood layers in annually laminated sediments from Lake Ammersee (southern Germany). Water Resources Research 46: 10.1029/2009WR008360.

Schmocker-Fackel, P. and Naef, F. 2010. Changes in flood frequencies in Switzerland since 1500. Hydrology and Earth System Sciences 14: 1581-1594.

Swierczynski, T., Brauer, A., Lauterbach, S., Martin-Puertas, C., Dulski, P., von Grafenstein, U. and Rohr, C. 2012. A 1600 yr seasonally resolved record of decadal-scale flood variability from the Austrian Pre-Alps. Geology 40: 1047-1050.

Wilhelm, B., Arnaud, F., Sabatier, P., Crouzet, C., Brisset, E., Chaumillon, E., Disnar, J.-R., Guiter, F., Malet, E., Reyss, J.-L., Tachikawa, K., Bard, E. and Delannoy, J.-J. 2012. 1400 years of extreme precipitation patterns over the Mediterranean French Alps and possible forcing mechanisms. Quaternary Research 78: 1-12.

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