ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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venerdì 30 settembre 2016

L'ECONOMIA DEL BRASILE RIPARTIRA' NEL 2017

Il fondo ha osservato che la crescita della produzione brasiliana sarà del -3,3 per cento nel 2016 e di circa lo 0,5 per cento nel 2017.

L'economia brasiliana, colpita da recessione, tornerà alla crescita positiva nel 2017. Lo stima il Fondo monetario internazionale (Fmi).
"Ci sono timidi segnali che la recessione si avvicina alla fine", ha detto l'Istituto di Washington. Il fondo ha osservato che la crescita della produzione brasiliana sarà del —3,3 per cento nel 2016 e di circa lo 0,5 per cento nel 2017. "Una ripresa più rapida dell'attività economica è ostacolata — tra le altre cose — dall'elevata disoccupazione e dai bilanci deboli delle famiglie", si legge nel rapporto.


Fonte:https://it.sputniknews.com/economia/20160930/3420554/Brasile-Fmi-economia.html

martedì 26 aprile 2016

BRUTTA ONDATA DI FREDDO IN ARRIVO VERSO IL BRASILE


Non è affatto comune un’ondata di freddo così precoce nel Sudamerica, ma è quanto si sta prospettando per i prossimi giorni, quando, stando alle mappe di previsione del centro di calcolo statunitense GFS, un blocco di aria fredda proveniente dall’Antartide si dirigerà in direzione dell’Atlantico Meridionale, ma coinvolgendo anche buona parte del Sudamerica!
La mappa mostra le anomalie delle temperature al suolo che si dovrebbero verificare mercoledì prossimo, con valori termici inferiori alla norma anche di 10-14°C.

Si tratta con tutta probabilità dei primi “segnali” che accompagnano l’arrivo della Nina, unitamente ad un forte raffreddamento del Continente Antartico.
Si segnala anche che forti nevicate, con oltre un metro di neve fresca, hanno colpito varie zone argentine meridionali, come il Passo Pino Hachado, che risulta intransitabile.


Fonte:http://freddofili.it/13451-ondata-freddo-sudamerica-temperature-andranno-zero-al-brasile-meridionale/

martedì 22 marzo 2016

BRASILE: LE PROTESTE INFIAMMATE DA FONDAZIONI STATUNITENSI


Ad ogni crisi politica in Brasile, oggi si tratta dell’ex-presidente Lula che lotta per avere un posto nel governo della Presidentessa Dilma Rousseff, c’è un gruppo famigliare di protagonisti che non sono né politici né investigatori anticorruzione. Sono giovani dimostranti di destra, e possono essere una forza sovversiva nel caso il Congresso del Brasile voti per mettere sotto accusa l’attuale presidentessa. Lo studente d’ingegneria Pedro Souto guidava il camion con gli altoparlanti, indossando una bandiera brasiliana come un mantello di Superman, durante le proteste di Rio. Più di 200000 persone si è detto. L’autocarro aveva lo striscione del Movimento Brasile Libero, uno dei principali gruppi ad organizzare le proteste del 13 marzo e che continua ad invocare la piazza ad ogni novità del dramma politico del Brasile (che ora si hanno tutti i giorni). Il Movimento Brasile Libero fu fondato da soci e studenti di un altro gruppo che si diffonde rapidamente nel Paese: “Estudantes Pela Liberdade”, e libertà nel senso libertario: riduzione della spesa pubblica, privatizzazione delle imprese statali e riduzione della regolamentazione. Tali politiche sono ben lungi dall’essere adottate nel Brasile di oggi. Come molti Paesi dell’America Latina, il Brasile è uno stato sociale con assistenza sanitaria universale e molte aziende di proprietà del governo. Ma negli ultimi decenni i think tank pro-mercato ed anti-regolazione avanzano nella regione. L’economista Bernardo Santoro fa parte di tale movimento in Brasile. Ricorda di aver partecipato a un evento nello Stato di Rio de Janeiro nel 2012, organizzato in parte dalla Rete Atlas. I partecipanti parlarono del futuro del libertarismo in Brasile, un brainstorming “di idee su come il movimento in Brasile sarebbe cresciuto, ed Estudantes Pela Liberdade del Brasile fu una di queste idee“, Rete Atlas e Studenti per la Libertà fanno base negli Stati Uniti ed hanno ricevuto decine di migliaia di dollari di finanziamenti negli ultimi cinque anni, provenienti da fondazioni statunitensi come John Templeton Foundation e Charles Koch Foundation, gruppo miliardario noto per il supporto alle cause di estrema destra.
Dettagli sulla John Templeton Foundation:

Il ramo in Brasile di Studenti per la Libertà veniva sovvenzionato da donatori statunitensi, ma oggi il gruppo è in gran parte finanziato in Brasile, secondo il direttore Juliano Torres. Ed è grande, con più di mille membri. Ora, circa la metà dei membri di Studenti per la Libertà nel mondo, che ricevono materiali su come pianificare manifestazioni, raccogliere fondi e parlare in pubblico, è brasiliana. Una manciata si è recò negli Stati Uniti per corsi di formazione, e molti discutono di politica economica avendo come riferimenti il Cato Institute e il senatore degli Stati Uniti Rand Paul. Torres ha detto che il movimento libertario è cresciuto così tanto in Brasile perché “abbiamo approfittato dell’impopolarità della presidentessa e del Partito dei Lavoratori“. Nel 2014, l’economia brasiliana rallentò e cominciò a contrarsi in modo drammatico, e i giornali accusavano il Partito dei Lavoratori di coinvolgimento nella corruzione di Petrobras. “Studenti per libertà non è un’organizzazione politica“, dice Torres, “ma incoraggia i nostri membri politicamente attivi“. Nel 2014, membri di Studenti per la Libertà fondavano il Movimento Brasile Libero e contribuirono a fondare il movimento Vem Pra Rua per protestare contro Rousseff. Rousseff non è interessata dalle indagini anticorruzione di Petrobras, ma da marzo 2015 il Movimento Brasile Libero cerca di fare pressioni per metterla sotto accusa in favore di un presidente filo-liberista. A dicembre, il portavoce della Camera Eduardo Cunha, del PMDB, ne avanzava l’impeachment per uso illegale di denaro nel bilancio 2014. Studenti per la Libertà orgogliosamente presenta le proteste antigovernative in Brasile nel numero della sua rivista di fine 2015. “Di ciò che succede in Brasile in questo momento vogliamo saperne e vogliamo capire come adottarne i metodi migliori in altri luoghi“, dice il coordinatore di Studenti per la Libertà Sam Teixeira. Teixeira dice che nelle situazioni politiche in cui il governo è impopolare, è più facile sostenere l’apertura ai mercati come soluzione. Infine”, dice Teixeira, “vogliamo vedere le persone stare bene bene, felici e prospere. Poter vivere la vita che vogliono e in autonomia. Queste sono cose che non esistono in Brasile e in molte parti del mondo. Ci auguriamo e crediamo che la filosofia libertaria possa portare prosperità e felicità al mondo“. Il politologo Celso Barros, editorialista del quotidiano Folha de São Paulo, dice che “la maggior parte dei brasiliani non voterebbe mai le politiche libertarie. Tutto quello che dovete fare è camminare nella favela più vicina per trovare qualcuno che vi spiega che siamo molto lontani dalla meritocrazia in Brasile“. Barros dice che alcune riforme economiche sono necessarie per facilitare gli affari in Brasile. Ma aggiunge che la crescente probabilità che la Presidentessa Rousseff non finisca il mandato, con l’impeachment o una sentenza sulle finanze della sua campagna del 2014, significa che nel breve periodo i brasiliani probabilmente subiranno politiche economiche più dure di quanto accetterebbero con un normale processo elettorale. Il PMDB assumerebbe la presidenza del Brasile nel caso d’impeachment, un partito che, secondo Barros “è ben noto per l’inefficienza e per essere corrotto“. Il PMDB ha discretamente varato la piattaforma economica più a destra della sua storia. A proposito di cambiamenti concreti che probabilmente si vedranno, “la destra vorrebbe avere meno normativa sul lavoro“, dice Barros. “Gli piacerebbe che i sindacati siano meno potenti“. Bernardo Santoro dice che indipendentemente da chi assumerà la prossima presidenza, il Movimento Brasile Libero continuerà a sostenere la riduzione del peso del governo. Per Barros, ciò che è più preoccupante quale precedente per la futura stabilità del Brasile, è che Rousseff sia accusata da ciò che descrive come ‘accuse deboli’. Ed anche lui vede un’eco della politica statunitense nei capi del gruppo giovanile che guida la richiesta d’impeachment: “Questi ragazzi chiaramente s’ispirano al Tea Party e alla recente radicalizzazione del partito repubblicano“. Barros dice che il futuro del Brasile è ignoto.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/03/21/cambio-di-regime-in-brasile-le-proteste-finanziate-da-fondazioni-statunitensi/

venerdì 18 marzo 2016

BRASILE: COME IN UCRAINA IN ATTO UN "MAIDAN BRASILIANO"

Magistratura, media e forze reazionarie provano il golpe istituzionale

di Fabrizio Verde

È partito il golpe istituzionale in Brasile. Media, magistratura, opposizione di destra e gruppi di potere vogliono abbattere al più presto il governo a guida PT di Dilma Rousseff in cui ha appena fatto il suo ingresso Luiz Inácio Lula da Silva come ministro della Casa Civil, una sorta di capo gabinetto del governo, la prima figura più importante dopo il presidente.
L'ingresso di Lula nel governo continua a venire raccontato come la mossa di un politico disperato alla ricerca d'impunità, quando invece si tratta della legittima risposta difensiva, come evidenziato dal Segretario di Unasur Ernesto Samper, a un tremendo attacco politico portato all'ex presidente da quelle forze che vogliono abbattere l'attuale sistema democratico brasiliano.
Il giornalista e politologo Juan Manuel Karg attraverso le colonne di RT ricorda come la magistratura brasiliana abbia abbandonato qualsiasi forma di equidistanza lanciandosi in maniera «brutale» contro il governo Rousseff e la nomina di Lula a ministro della Casa Civil. Il giudice Sergio Moro – titolare della famigerata inchiesta 'Lava Jato’ – ha inoltre violato la Costituzione brasiliana diffondendo una conversazione tra Lula e Dilma che era stata intercettata. Mentre il giudice federale Itagiba Catta Preta Neto ha ordinato la sospensione della nomina di Lula.
Questo vero e proprio assedio è stato accompagnato dall'attacco portato dai media: Folha de Sao Paulo, O Estado de Sao Paulo e Globo hanno sparato titoloni e infuocato le piazze quando lo stesso Sergio Moro nella sua relazione specificava che non vi era traccia di alcuna mossa inadeguata nel dialogo intercorso tra Lula e Dilma Rousseff. Intanto la FIESP (Federación de Industrias del Estado de Sao Paulo) chiedeva la rinuncia immediata da parte del presidente brasiliano Rousseff. Un attacco concentrico alla democrazia brasiliana.
L'ordine di sospensione della nomina di Lula, arrivato appena quaranta minuti dopo la firma è stato poi annullato da un altro giudice federale, Candido Ribeiro. Bloccare l'incarico assegnato a Lula avrebbe costituito per il Brasile un grave precedente, che sarebbe andato a contraddire il principio tanto decantato a tutte le latitudini della separazione dei poteri.
Da parte sua, Luiz Inácio Lula da Silva, ha riferito attraverso un comunicato di «aspettare giustizia nel rispetto dello stato di diritto». Mentre incassa la solidarietà di 700 artisti e intellettuali brasiliani e sono in programma massiccie manifestazioni in tutto il Brasile in difesa della democrazia, contro il golpe con cui le 'solite' forze reazionarie vogliono tornare al potere per riportare indietro le lancette della storia.


Fonte:http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=5694&pg=14849

venerdì 4 marzo 2016

PERCHE' IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI VUOLE SOTTRARRE LE ECONOMIE GLOBALI


Vi sono i nuovi dati sulle maggiori economie mondiali. La Russia, naturalmente, continua ad essere una di esse. Secondo la CIA siamo sesti, un gradino sopra il Brasile e uno sotto la Germania. Secondo la Banca Mondiale siamo quinti, più grandi della Germania ma più piccoli del Giappone. Tuttavia, dobbiamo ricordare che la Banca Mondiale fornisce i dati solo per il 2014, ma i dati più recenti probabilmente dimostrano che la Germania è di nuovo un po’ più avanti di noi in quinta posizione. Diamo un’occhiata al quadro. Dal 2000 al 2014 il PIL della Russia è cresciuto del 260%, e nel 2014-2015 è sceso del 4%, sempre secondo CIA, Banca mondiale e altri esperti rinomati. Forse il caso del “calo selvaggio” dell’economia russa e “dei 15 anni perduti” può essere chiuso. Anche con il triste 2015, la nostra economia è cresciuta di 3,5 volte negli ultimi 15 anni, e l’attuale pausa per la crisi della crescita non smentisce la potente ascesa degli anni precedenti. Passiamo ora alla situazione mondiale. Ecco l’elenco delle venti maggiori economie secondo la CIA:
1. Cina
2. USA
3. India
4. Giappone
5. Germania
6. Russia
7. Brasile
8. Indonesia
9. Regno Unito
10. Francia

Come si può vedere, il mondo è cambiato. Se fino a poco prima molti credevano che tutte le cose importanti accadessero negli Stati Uniti (e nelle colonie degli Stati Uniti), ora la Cina è la maggiore economia del mondo, e tre Paesi BRICS sono nella top ten, diventando più difficile ignorare i cambiamenti. Gli Stati Uniti, usi a credersi il “re della collina”, sono in una situazione molto difficile. La perdita del primo posto comporta inevitabilmente perdita nella capacità di mantenere la ‘leva del dollaro’ sul pianeta e ciò significa crollo finanziario completo, seguito dalla necessità d’incollare i cocci rotti dell’economia statunitense a lungo e duramente. Naturalmente, questo problema non è diventato evidente ieri o l’altro ieri. Gli statunitensi hanno creato un piano audace che in caso di successo gli avrebbe permesso altro tempo per saccheggiare il resto del mondo e rimanere al vertice. Il piano era molto semplice, e quindi aveva qualche possibilità di successo. L’idea era incendiare il pianeta, e di conseguenza costringere il denaro a cercare la salvezza nel tranquillo porto statunitense. Primavera araba, SIIL, euromajdan, rifugiati siriani, partenariato transatlantico… anche se non si seguono le notizie da vicino, si sa che gli ultimi anni sono stati abbastanza frenetici. La via principale per iniettare il veleno statunitense sono stati i prestiti in dollari a buon mercato, distribuiti indiscriminatamente, anche a società russe. Cito l’articolo di @crimsonalter che consiglio di leggere per intero: “Per diversi anni la FED ha potuto immergere l’intero pianeta nella liquidità a buon mercato. Sullo sfondo della domanda oggettivamente esistente dal resto del mondo di prestiti a basso costo, la ‘dipendenza’ è stata un successo che in qualche misura ha contribuito al sollievo dei sintomi gravi (non delle cause!) della prima ondata della crisi finanziaria. Questo non è stato molto discusso, ma anche le aziende cinesi sono riuscite ad accumulare prestiti in dollari per circa un trilione. Nel 2015 gli statunitensi decisero che era il momento d’infliggere un serio dolore al pianeta e avviarono i prelievi in dollari o “accesero l’aspirapolvere dei dollari”. L’aumento dei tassi della FED, forte riduzione della disponibilità di liquidità in dollari e conseguente forte apprezzamento del dollaro contro tutte le altre valute, indussero (esclusi gli statunitensi) nell’economia globale uno shock deflazionistico, cioè la forte svalutazione di asset, valute locali, azioni, obbligazioni. Lo shock causò la crisi del credito delle imprese e degli Stati, incapaci di rimborsare i prestiti in dollari. In questo contesto, combinato alla promessa di ‘ferro’ della FED di aumentare ulteriormente il tasso, il capitale dovette fuggire negli USA”.
Fortunatamente per noi, il piano statunitense non ha funzionato. L’aumento dei tassi a dicembre della FED ha portato ad un calo su tutti i mercati, anche degli USA.
Il denaro non è fuggito negli Stati Uniti, ma nell’oro fisico. Le obbligazioni degli Stati Uniti e del mercato azionario statunitense hanno avuto solo le briciole del capitale. Nel frattempo, la Russia, che va bene, è stata la prima a subirne il peso: gli statunitensi chiusero il rubinetto della liquidità in dollari nel 2014.
Di conseguenza, si ricordi, ci fu carenza di dollari e il rublo calò molto, ma l’atteso crollo non ci fu, e ormai gli statunitensi sono a corto di strumenti finanziari per colpire la nostra economia.

Che succederà dopo?
Contrariamente alla convinzione dei teorici della cospirazione, nella politica globale è molto difficile fare qualcosa di nascosto, qualsiasi azione seria richiede la partecipazione di numerosi politici e funzionari coordinati apertamente da organizzatori attraverso dichiarazioni pubbliche e articoli sui media. Ciò significa che se non vediamo il “piano B” degli USA oggi, allora molto probabilmente non esiste. Quindi, possiamo aspettarci ulteriori convulsioni che spaventino gli Stati Uniti che ritardano in sordina il collasso inevitabile e, infine, un’iperinflazione purificante. Non posso dire se sia sconvolto da questa prospettiva. Il sistema finanziario globale è ora in stallo e spezzarlo senza una grave crisi è impossibile. E sarebbe utile se l’impatto principale della crisi sia sopportato dagli Stati che più di altri hanno partecipato attivamente alla sua creazione.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/03/03/perche-gli-usa-vogliono-derubare-le-economie-globali/

mercoledì 16 settembre 2015

IL BRASILE HA IN PROGRAMMA DI ACQUISTARE ENTRO IL 2016 AVANZATI SISTEMI DI DIFESA RUSSA


Il Brasile ha in programma di firmare un contratto con la Russia nel 2016 per l'acquisto di tre sistemi di difesa aerea Pantsir-S1 avanzati, lo conferma l'ambasciatore in Russia Jose Vallim Guerreiro.
"Per quanto ne so, un contratto per fornitura di tre sistemi [Pantsir-S1], del valore di circa $ 500 milioni, potrebbe essere firmato nel 2016", ha detto il diplomatico a RIA Novosti.
Il (nome in codice NATO SA-22 Greyhound) Pantsir-S1, è un sistema di breve-medio raggio missile terra-aria / pistola che prima è entrato in servizio con l'esercito russo nel 2012.


Fonte:https://militarytechcooperations.wordpress.com/2015/09/16/brazil-plans-to-buy-3-russian-made-pantsir-s1-air-defense-systems-in-2016/

martedì 15 settembre 2015

PESANTE ONDATA DI FREDDO ANTARTICO IN DIVERSE ZONE DI ARGENTINA E BRASILE


Freddo, molto freddo sul Brasile meridionale, Argentina settentrionale, Uruguay e Brasile, dove le temperature sono scese abbondantemente al di sotto dello zero, nel corso della prima grande ondata di aria Antartica che è giunta fino a queste zone, mentre a Luglio ed Agosto aveva fatto molto freddo sul lato cileno e peruviano del Sudamerica.
Le temperature in Brasile sono scese fino ad un valore di -4,2°C a Soledade, -3,5°C a Vacaria , -2,8°C a Bom Jesu, e -0,3°C a Passo Fundo; in Uruguay la temperatura è scesa a -2,8°C ad Artigas, e -1,7°C a Melo, in Bolivia a -5,8°C ad Oruro, e -5,5°C a Potosi.
L’aria antartica ha colpito a sorpresa ad appena una settimana dalla Primavera dell’Emisfero meridionale.
In Argentina la neve è caduta in provincia di Buenos Aires, addirittura sul Mar della Plata, imbiancando le spiagge della zona di Miramar.


Fonte:http://freddofili.it/2015/09/13/ondata-di-freddo-in-sudamerica-temperature-sotto-lo-zero-su-numerose-localita-del-brasile/

venerdì 10 luglio 2015

BRASILE: SULLA QUESTIONE DELLE SANZIONI SIAMO SOLIDALI CON LA RUSSIA

Il Brasile darà il suo sostegno a Mosca, in quanto ritiene che sia inammissibile “punire la popolazione” a mezzo delle sanzioni.

In un'intervista alla televisione RT, il presidente del Brasile Dilma Rousseff ha dichiarato:
"Non crediamo che le sanzioni possano risolvere un problema. Chi di solito viene punito con le sanzioni, non è il governo, ma la popolazione. Ciò è inammissibile".
Secondo Dilma Rousseff, tutte le divergenze tra gli Stati devono essere superate in modo civile, con mezzi diplomatici, mentre le guerre delle sanzioni non raggiungono gli obiettivi, ma servono soltanto a provocare ostilità e incomprensioni. Alla luce di ciò, ha rilevato Dilma Rousseff, la Russia può contare sul pieno sostegno del Brasile in "quel che riguarda le sanzioni".

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20150710/720803.html#ixzz3fVSoRKcH

IL BRASILE NON RICONOSCE LEGITTIME LE SANZIONI CONTRO LA FEDERAZIONE RUSSA

In un'intervista esclusiva con l'edizione brasiliana di Sputnik, il ministro degli Esteri brasiliano Mauro Vieira, rispondendo alla domanda su come il Brasile si relazioni al fatto che da più di un anno la Russia subisce le sanzioni, ha detto che il Paese non riconosce per principio le misure restrittive adottate al di fuori delle Nazioni Unite.

"Questo è uno dei fondamenti della nostra posizione tradizionale a favore della multipolarità e del diritto internazionale. Consideriamo le sanzioni unilaterali uno strumento di dubbia legittimità. Pertanto non le riconosciamo e non le sosteniamo. Questo principio vale per le sanzioni e le contro-sanzioni imposte da entrambe le parti. Le sanzioni non sono favorevoli all'instaurazione di rapporti di fiducia tra le parti e non aiutano la ricerca di una soluzione diplomatica ai problemi ed impediscono la ripresa della crescita economica nella regione. Dobbiamo per quanto possibile dare priorità al dialogo politico e alla diplomazia come strumenti principali per superare le differenze, in quanto sono il modo più efficace e meno costoso per risolvere i conflitti", — ha detto il capo della diplomazia brasiliana.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20150709/715272.html#ixzz3fVHquQGr

giovedì 21 maggio 2015

Il MESSICO SUPERA IL BRASILE COME PRIMO PRODUTTORE DI AUTO IN AMERICA LATINA


Con l’annuncio di ulteriori investimenti internazionali per l’installazione di fabbriche sul suo territorio, il Messico è ormai di fatto il più grande produttore di veicoli in America Latina, superando il Brasile. Toyota ha annunciato di recente la costruzione di una fabbrica a Guanajuato, mentre Ford amplierà la sua a Chihuahua e ne costruirà un’altra: in totale, le due case investiranno 3,5 miliardi di dollari.
Gli ultimi annunci seguono una serie di altri pronunciati da Nissan, Honda, Mazda, Bmw e Audi, con Toyota che, fra l’altro, trasferirà la produzione di Corolla dal Canada al Messico: il paese nordamericano diverrà così il settimo produttore e il quarto esportatore mondiale di veicoli.
Nel primo trimestre del 2015, le fabbriche messicane hanno aumentato la produzione del 9,6%; le brasiliane l’hanno ridotta dal 16,2%, riflesso del difficile momento che attraversa l’economia del gigante sudamericano. Le prospettive di crescita fra il 3,5% e il 4% dell’economia messicana, legate all’esito della riforma energetica che ha privatizzato parte dello sfruttamento petrolifero, e la lieve diminuzione del tasso di disoccupazione (attualmente del 5%), aiutano a comporre il contesto favorevole dell’industria automobilistica locale.

Fonte:http://atlasweb.it/2015/05/18/il-messico-supera-il-brasile-primo-produttore-di-auto-in-america-latina-579.html

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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