ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 5 aprile 2017

AUSTRALIA: SI STA RISVEGLIANDO IL VULCANO GAMBIER?


A marzo i residenti in Australia Meridionale a sud-est hanno riferito aver avvertito due terremoti a nord-ovest di Mount Gambier.
La prima scossa, di magnitudo 3.1, si ritiene sia avvenuta poco dopo mezzogiorno nei pressi di Wandilo, e una seconda, più piccola scossa è stato segnalata a circa le 05:00.
Un sismologo di Geoscience Australia, Dan Jaksa, ha detto che i residenti che si sono recati al sito web dell'organizzazione e hanno presentato allertando l'organizzazione per l'evento sismico.
Geoscience Australia ha stimato la scossa più grande avrebbe potuto essere stata sentita fino a 25 chilometri di distanza.
Mr Jaksa ha detto che la seconda scossa potrebbe essere stata un'onda secondaria dal primo evento, e dei dati avrebbero mostrato che fosse un evento separato.
Mr Jaksa ha detto che il terremoto è stato in realtà il secondo dal Mount Gambier quest'anno, con un altro 3.1 terremoto registrato nella stessa area nel mese di febbraio.
Il più grande terremoto è stato registrato nel 1897
Le registrazioni della regione del Mount Gambier citano in media due terremoti all'anno, dove Jaksa ha detto che è una abbastanza bassa attività rispetto alle regioni sismicamente attive, come il Flinders Ranges e Gippsland nel Victoria.
Il più grande terremoto a colpire la regione era nel 1897, quando un terremoto di magnitudo 6.5 di magnitudo è stato avvertito in tutto il sud-est e fino al sud-ovest di Victoria, della durata di meno di un minuto.
Nel 1975, un terremoto di magnitudo 4.3 è stata registrata sul Mount Gambier.
Anche se Blu Lake di Mount Gambier e il vicino Monte Schank sono vulcani più recentemente attivo in Australia, dopo aver eruttato circa 5.000 anni fa, il signor Jaksa si è affrettato ad abbattere eventuali collegamenti.
"Penso che se abbiamo avuto più di due terremoti all'anno, potremmo cominciare a pensare che l'attività sismica a Blue Lake, avrebbe bisogno di molto di più di due terremoti all'anno," ha detto.
"Quindi, a condizioni medie, Mount Gambier ha avuto la sua due scosse per quest'anno, ma ovviamente non possiamo prevedere i terremoti, quindi forse qualcosa accadrà di nuovo. Non potremo mai essere veramente sicuri."

Fonte:http://www.abc.net.au/news/2017-03-20/small-earthquakes-felt-in-mount-gambier/8368678

venerdì 3 giugno 2016

LO SCHIERAMENTO DEL BREXIT GARANTISCE IN CASO DI SUCCESSO UNA LEGGE AUSTRALIANA SUGLI IMMIGRATI


LONDRA - L'opinione pubblica del Regno Unito sull'Unione Europea si sta calamitando attorno all'approvazione del Brexit, a poche settimane dal referendum sull'appartenenza, in programma il 23 giugno. Due sondaggi di Icm per il quotidiano britannico "The Guardian", uno telefonico e uno online, convergono nel registrare uno spostamento dei consensi verso lo schieramento per la Brexit, passato in vantaggio su quello europeista col 52 contro il 48 per cento, escludendo gli indecisi.
Nel rilevamento per telefono, su un campione di oltre mille adulti, il 45 per cento si e' dichiarato a favore dell'uscita dall'Ue, il 42 per cento contrario e il 13 per cento ancora indeciso. In quello in rete il 47 per cento si e' detto pronto a votare "no", il 44 per cento schierato per il "si'" e il nove per cento incerto. Nelle indagini precedenti dello stesso istituto, a meta' maggio, nel rilevamento telefonico il fronte "Remain" precedeva di dieci punti il fronte "Leave", 55 a 45 per cento; quello online dava, invece, lo stesso risultato di 52 a 48 a favore dei "Brexiteer".
Lo schieramento della Brexit sta insistendo in modo particolare sul tema dell'immigrazione. Boris Johnson e Michael Gove, le due figure piu' importanti del fronte antieuropeista, entrambi del Partito conservatore, si sono impegnati a cambiare il sistema in caso di Brexit con un piano ispirato a quello australiano, sottoscritto anche da Priti Patel, sottosgretaria all'Occupazione, e dalla deputata laborista Gisela Stuart. L'ingresso dei migranti sarebbe subordinato non alla nazionalita', ma alle competenze lavorative e per alcune posizioni, dovrà essere dimostrata una buona conoscenza della lingua inglese.
Ma mentre in Italia un evento epocale qual è il referendum per l'uscita della Gran Bretagna dalla Ue viene bellamente ignorato dalla grande stampa per non dire dai telegiornali nazionali (scomparsi i servizi da Londra), in Germania viceversa il tema rimbalza sulle prime pagine dei maggiori quotidiani.
Scrive oggi in prima l'Handelsblatt: "l problema puo' essere puntualizzato con un solo dato: 29 per cento. E' la percentuale di cittadini britannici che si fida delle Istituzioni dell'Unione Europea - scrive l'editorialista Katharina Slodczyk -. Solo in Grecia si rileva una percentuale piu' bassa, ha dimostrato un sondaggio condotto l'anno scorso dalla Commissione europea. L'euroscetticismo dei britannici, che tra poco piu' di tre settimane andranno a votare al referendum sulla permanenza del loro paese nella Ue, ha molte cause, di natura anche storico-geografiche. Ma tutto cio' non spiega il perche' la Gran Bretagna si ritrovi proprio ora ad un passo dall'uscita dalla Ue".
Secondo Katharina Slodczyk "una lunga serie di scelte della politica interna britannica hanno inasprito ancor di piu' la situazione. Dato che negli ultimi anni la politica ha investito nel sistema sanitario e scolastico senza tenere conto del possibile arrivo di enormi masse migratorie, oggi gli ospedali e le scuole si trovano sotto forte pressione".
"La Gran Bretagna - conclude l'articolo - ha aderito controvoglia all'integrazione europea e, diversamente da Germania e Francia, non ha mai inteso l'Europa come un progetto per la difesa della pace, ma solo come uno strumento per conseguire scopi politici contingenti. E in materia di immigrazione - accusa infine l'autrice dell'editoriale - i laburisti britannici dimenticano le loro responsabilità. Fu proprio il governo di Tony Blair a spingere per l'allargamento ad Est della Ue e a non volere alcuna limitazione alla liberta' di circolazione dei lavoratori dall'Europa centro-orientale. Sarà bene che gli elettori del referendum del 23 giugno lo ricordino".

Redazione Milano

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4882_SCHIERAMENTO_PER_IL_BREXIT_CHE_E_IN_TESTA_NEI_SONDAGGI_PROMETTE_UNA_LEGGE_AUSTRALIANA_SUI_MIGRANTI

venerdì 15 aprile 2016

L'AUSTRIA PREPARA LA DIGA PRIMA DELLA PIENA


Comunque a diversi attivisti piaccia pensare ad un mondo senza frontiere, la realtà è che la difesa del confine di una nazione è un fatto normale che ha sempre fatto parte della storia di tutti i Paesi del mondo.
Dal momento in cui nel 2015 l'Ungheria ha sollevato al proprio confine una barriera per impedire l'accesso illegale dell'esodo di centinaia di migliaia di immigrati, il problema è stato risolto rapidamente.
Ora che la Macedonia e gli altri stati hanno chiuso la rotta balcanica con un'eccezionale lavoro di efficenza e controllo da parte delle forze dell'ordine che non esitano a far rispettare la legge a chi tenta illegalmente di entrare dalla in Macedonia dalla Grecia, Croazia e Albania si sono anch'essi preventivati di evitare che vada a formarsi una cosidetta rotta adriatica risolvendo così il problema alla radice.
Il problema che ora si pone è il seguente, l'Ungheria ha preparato la barriera al proprio confine mesi prima del massiccio afflusso di immigrati illegali, tanto che questo significa che al governo di Budapest la notizia di questo massiccio esodo in arrivo era già stata comunicata preventivamente.
Ora stiamo assistendo a qualcosa di simile in Austria che ha deciso di sollevare una barriera addirittura sul Passo del Brennero arrivando addirittura a controllare i passi di montagna.
A questa notizia se ne somma un'altra di pari importanza:
Circa 6.000 migranti sono arrivati sulle coste italiane negli ultimi quattro giorni e i numeri sono destinati ad aumentare nelle prossime ore. È l'allarme lanciato dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) a Ginevra. "6.021 migranti e profughi hanno compiuto la pericolosa traversata del Mediterraneo da martedì scorso", ha dichiarato il portavoce dell'Oim Joel Millman precisando che 174 di queste persone sono invece approdate in Grecia.
Forse sarebbe ora che l'Italia la smettesse di creare problemi e prendesse esempio dall'Austria, Macedonia e Ungheria evitando di portare i barconi sulla coste italiane ma direttamente sulle coste africane.

L'Australia è uno dei numerosi paesi esempio al mondo dove barconi come quelli che partono dall'Africa vengono direttamente presi dalla Guardia Costiera, quando entrano o si avvicinano in acque territoriali e riportati direttamente alla terraferma più vicina, la Papua Nuova Guinea.
Purtroppo quando al governo e alla Comissione Europea ci sono degli incompetenti i disastri sono inevitabili.

martedì 1 settembre 2015

AUSTRALIA: TORMENTE DI NEVE IN TASMANIA


Ancora notizie dal freddo e nevosissimo inverno che sta colpendo l’Australia orientale e la Tasmania, che, non molti giorni fa, si è risvegliata con le coste ricoperte dalla neve, evento abbastanza raro.
Adesso è toccato alla parte meridionale della Tasmania di affrontare delle pesanti tempeste di neve: centinaia di automobilisti sono rimasti bloccati sulla Midland Highway, tra Lovely Banks e Spring Hill, ed i mezzi di soccorso sono dovuti intervenire per risolvere la situazione.
Un fronte freddo ha infatti portato a pesanti nevicate al di sopra dei 300 metri di quota.
La situazione è stata critica anche sulla Huon Highway, a sud di Hobart, a cui si riferisce questa foto tratta da www.abc.net.au

Fonte:http://freddofili.it/2015/08/30/ancora-tormente-di-neve-in-tasmania/

venerdì 28 agosto 2015

GENERALE AUSTRALIANO INSEGNA ALL'EUROPA LA POLITICA VERA DELL'IMMIGRAZIONE

Nella terra dei canguri gli sbarchi illegali sono passati dai ventimila del 2013 a meno di centocinquanta del 2014. Merito del pugno di ferro di "Jim" Molan, che spiega: "Respingerli è umanitario"

Respingere i migranti è un gesto umanitario: a dirlo è Andrew James Molan, il generale australiano ideatore della strategia contro l'immigrazione clandestina che ha - per ora - azzerato gli sbarchi sulla terra dei canguri.
Intervistato oggi dal Foglio, il militare rivendica con orgoglio i risultati dell'operazione "Sovereign borders", "Confini sovrani". Varata nel 2013, quest'operazione ha ridotto gli sbarchi illegali del 2014 a 157, quando l'anno prima erano stati oltre ventimila. Cifre che parlano da sole, ma che "Jim" Molan non rinuncia a commentare.
Parlando dell'attuale situazione europea dice: "L'umanitarismo celebrato a parole ma sconfessato dai fatti. E una politica dell'immigrazione clandestina gestita dai governi ma su mandato dei trafficanti di clandestini. Se l'Europa vuole invertire questo status quo disastroso e mortifero ritengo che sarebbe bene studiare la lezione australiana."
Ma come ha fatto l'Australia, ad ottenere questi risultati strabilianti? Anzitutto il governo del conservatore Tony Abbott ha scelto di affidare la gestione dell'emergenza a un'operazione militare in piena regola guidata da un militare e non di costituire l'ennesimo comitato. Quindi, semplicemente, si pattugliano le acque territoriali intercettando le navi entrate illegalmente, che vengono fermate e mandate indietro. Il tutto "nella massima sicurezza delle persone a bordo". Tanto che dall'insediamento del governo attualmente in carica, può affermare il generale, non c'è più stato un immigrato morto nelle acque del nostro paese.
Come ultimo tassello di questa strategia, l'Australia ha stretto diversi accordi con stati come Papua Nuova Guinea o Nauru, dove vengono ospitati dei campi attrezzati per esaminare le richieste di asilo, anche grazie al lavoro delle ong internazionali.
"Oggi si può dire che il governo australiano non lavora più su commissione degli scafisti, offrendo un "servizio taxi" a criminali cui prima bastava un sos a qualche chilometro dalla costa per incassare diecimila dollari da ogni singolo malcapitato passeggero - conclude il generale Molan - Gli scafisti, invece, sono ancora i principali autori delle politiche migratorie europee."

Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/mondo/australiaparla-generale-che-respinge-i-clandestini-leuropa-f-1122320.html

lunedì 17 agosto 2015

IL FREDDO INVERNO AUSTRALIANO


I meteorologi australiani stanno facendo i conti in tasca, al momento, al mese di Luglio, nel quale le temperature sono state ovunque al di sotto della media mensile, ma un’altra consistente ondata di freddo è giunta anche nel mese di Agosto.
La neve è caduta a Canberra per la prima volta dal 1965, ma alcuni impianti sciistici sono rimasti completamente sepolti dalle abbondanti nevicate.
Nel mese di Luglio, le temperature su diverse località sono state al di sotto della norma di alcuni decimi di grado.
In particolare, Melbourne ha avuto un -0,2°C rispetto alla norma, Brisbane -0,8°C, Adelaide -0,7°C, Canberra -0,6°C.
Ma il maltempo e la neve hanno fatto da padrone, registrando nevicate in località insolite settentrionali dove questo fenomeno non capitava da molti anni.
Nelle immagini seguenti: la neve caduta a Canberra, prima consistente dopo la grande nevicata del 1965.
Ed inoltre la situazione degli impianti di risalita al Monte Mawson, vicino Hobart, con gli skilift completamente sepolti dalle grandi nevicate.



Fonte:http://freddofili.it/2015/08/17/il-gelido-inverno-dellaustralia/

lunedì 10 agosto 2015

IL GOVERNO AUSTRALIANO HA SCONFITTO LA MINACCIA IMMIIGRAZIONE CLANDESTINA


CAMBERRA - AUSTRALIA - Il governo conservatore di Canberra, che sin dalla sua elezione a fine 2013 ha praticato con durezza e supporto militare la politica di "fermare i barconi" di sedicenti richiedenti asilo, in realtà clandestini economici molti dei quali in fuga soprattutto dalla giustizia dei loro paesi e che tentano di raggiungere acque territoriali australiane, ha rivelato che sono state respinte verso i paesi di partenza negli ultimi 20 mesi 20 imbarcazioni, con 633 profughi a bordo.
Lo ha detto il ministro dell'Immigrazione Peter Dutton, aggiungendo che "sono passati 12 mesi da quando i contrabbandieri di persone hanno completato con successo un viaggio fino all'Australia".
"Se quelle 20 barche fossero passate, migliaia di persone le avrebbero seguite, e questa e' la lezione degli anni passati di governo laburista", ha aggiunto Dutton.
"Se i contrabbandieri di persone vedono che dei viaggi raggiungono con successo l'Australia, anche una sola volta, per loro e' luce verde per tornare in affari" ha spiegato il ministro.
Dall'inizio dell'operazione 'confini sovrani' di intercettazione di 'arrivi illegali', solo un barcone e' arrivato in luglio 2013 e le 157 persone a bordo sono state trasferite nel campo di detenzione stabilito nel piccolo stato-isola di Nauru nel Pacifico, insieme ai richiedenti asilo intercettati in alto mare.
Il ministro ha confermato che 46 richiedenti asilo sono stati respinti in Vietnam un mese fa dopo che la loro imbarcazione era stata intercettata.
Aspre le critiche di partiti e associazioni di sinistra autraliani alla politica del governo. Secondo un "gruppo di supporto ai profughi" alcuni di loro sono detenuti dalla polizia "per un periodo indefinito di interrogatori".
Il partito di sinistra dei verdi ha ripetuto che i respingimenti sono in violazione della Convenzione Onu sui rifugiati, senza spiegare per quale motivo sarebbero dei "rifugiati" i clandestini che tentano d'arrivare in Australia, dato che nessuna delle nazioni di provenienza è considerabile in stato di guerra o di gravissime calamità..
Secondo la senatrice Sarah Hanson-Young, la riconsegna del gruppo di vietnamiti alle autorita' e' contro il principio di non-refoulement - l'espulsione di persone che hanno diritto di richiedere lo status di profughi. Tuttavia. il Vietnam non è nella lista nera degli stati le cui popolazioni fuggendo hanno diritto di richiedere asilo.
Resta il fatto che la politica della "tolleranza zero" del governo conservatore australiano, che ha stravinto le eleizoni proprio mettendo al centro del programma il pugno di ferro contro i clandestini, dà i suoi frutti. E l'Australia è salva dall'invasione, cosa che per l'Italia del Pd si può solo aspettare il peggio.


Redazione Milano


Fonte:http://www.ilnord.it/c-4372_IL_GOVERNO_CONSERVATORE_AUSTRALIANO_CON_LA_TOLLERANZA_ZERO_HA_VINTO_NON_ARRIVA_PIU_NEPPURE_UN_BARCONE_DI_CLANDESTINI

domenica 2 agosto 2015

OCCUPAZIONE STRANIERA


La situazione è abbastanza grave e come se non bastasse l'attuale sistema di governo sembra invece motivato a incentivare il problema di quella che egli stesso definisce la "più grande operazione umanitaria della storia della Repubblica" Italiana.
Negli anni precedenti la massiccia immigrazione che stiamo attualmente vedendo era letteralmente una cosa a dir poco impossibile, insostenibile anche a livello di pensiero, ma adesso sembra che i media che continuano a riportare notizie dei cosidetti "rifugiati che fuggono da guerre e carestie" stiano riuscendo in quella che si può definire indottrinamento con il contagocce che usare la Marina Italiana per portare centinaia, i quali sul lungo andare diventano migliaia, sul territorio italiano sia una cosa giusta e necessaria per la loro tutela.
Quello che non ci rendiamo conto e che appena al di là del Mediterraneo, sulle coste della Libia e della Tunisia, il numero di migranti sono semplicemente un infinità e mano a mano che partono altrettanti se ne aggiungono alla folla numerosa che sta confluendo verso l'Europa, dove sta prendendo piede solo ora una modesta crescita dell'economia e migliaia di persone sono ancora senza un'occupazione stabile.
Eppure non è passato molto tempo dalla quale Junker voleva imporre ai paesi membri dell'Unione Europea le ormai note "quote obbligatorie" sul territorio delle singole nazioni europee, dove alla fine è stato costretto a desistere in quanto non poteva permettersi simili diritti di decidere a casa di altri.
Tuttavia ora come ora il fiume di migranti sta continuando ad aumentare e continuerà anche nei prossimi mesi a meno che non si mettano in atto politiche che paesi politicamente migliori dell'Italia e della Comissione Europea hanno attuato per difendere le proprie frontiere, contro una massa di esseri umani che è insostenibile e dove in numerosi casi si è avuto anche un'aumento degli atti illegali e della criminalità.
Gli arrivi di migranti a luglio negli Stati dell'Unione Europea hanno raggiunto la cifra record di 107.500, più del triplo rispetto allo stesso periodo del 2014. Viene così superata per la prima volta la soglia dei 100mila ingressi in un solo mese. A rivelarlo è Frontex, l'istituzione che coordina il pattugliamento delle frontiere Ue. Tra gennaio e luglio il numero degli arrivi in Ue si attesta così a un totale 340mila.
E' una marea di esseri umani che sul lungo termine la Comissione Europea intende ospitare sul proprio territorio prendendo con troppa leggerezza e molto probabilmente con la massima indifferenza l'identità nazionale e culturale che caratterizza i singoli stati europei portando di conseguenza a un'Europa che perde la sue identoità storica a causa del multiculturalismo e forse non terrà nemmeno conto degli effetti sociali che tale immigrazione porterà dagli aspiranti jhadisti a persone di cui non si conosce nemmeno la fedina penale.
Prendiamo i più recenti esempi di aggressioni da parte di stranieri a spese di cittadini italiani.
Un'esempio è stato riportato qualche settimana fa di un'immigrato che sul treno Pisa-Livorno aveva messo alle strette e stuprato una ragazza in un vagone vuoto.

Poche ore dopo non lontano da lì un'altra aggressione simile di era verificata, in quello stesso giorno.
"Dopo l'arresto di ieri del senegalese che sul treno che collega Pisa a Livorno ha violentato una giovane, un'altra ragazza è stata stuprata in un parco a ridosso del centro di Reggio Emilia da un uomo «di colore».
La 24enne veneta stava trascorrendo qualche giorno di vacanza. Si era caricata lo zaino sulle spalle e stava visitando la città emiliana, un viaggio che difficilmente dimenticherà. «Aiutatemi – ha detto ai carabinieri – quell'uomo mi ha violentata».
L'immigrato la stava seguendo da qualche minuto. Una volta entrati nel parco delle Caprette, ha cominciato a pedinarla in maniera più pressante. "

Un'altro esempio lo abbiamo avuto a inizio mese di agosto 2015 quando a Modena, una venticinquenne in discoteca di origine Ferrarese è stata anch'essa aggredita e struprata da quattro stranieri di origine nord africana.
Facendo ricerche si osserva una moltitudine di casi simili come a Cuneo "Una donna è stata aggredita, presa a calci e schiaffi e poi violentata, in pieno giorno, lungo la pista ciclabile di Cuneo, in Piemonte. "
Problemi di tutt'altro tema ma sempre riguardanti un'aumento della criminalità da parte di cittadini stranieri si sono avuti a Roma non molto tempo fa.
«Centottanta aggressioni nell’ultimo anno» denuncia il neonato sindacato del trasporto pubblico “Cambia Menti m410”. "Due giorni fa il mezzo condotta da un'altra autista dell'Atac era stata oggetto di un lancio di sassi e bottiglie. La donna aveva parlato di un gruppo di 40 immigrati che aveva assalito il suo bus."

Di maggior peso però è la questione di Calais, Francia, dove migliaia (non centinaia) di migranti
Da mesi gli immigrati sbarcati in Italia, da cui sono riusciti a scappare, si stanno ammassando ai margini di Calais.
Dalla cittadina francese affacciata sul canale della Manica cercano in tutti i modi di raggiungere illegalmente l’Inghilterra che ha opposto un deciso rifiuto.
Ogni notte centinaia di persone escono dalla Jungle, oltrepassano e tagliano le recinzioni metalliche e cercano di assaltare treni e mezzi fermi o in corsa cercando con la forza di entrare in Gran Bretagna.

Oltre a non rispettare tali divieti sul territorio straniero, la stessa città di Calais e i suoi residenti si sono trovati a loro spese a far fronte ad un'ondata di criminalità.
Quello più degno di nota però è quanto successo all'isola graca di Kolos.
Si calcola che da gennaio a luglio ci siano stati da soli 34.500 sbarchi nelle isole del Dodecaneso.
Scontri si sono verificati fra gli stessi migranti, con la polizia greca che ha avuto l’ordine di non intervenire.
E' chiaro che fatto il quadro generale l'Unione Europea non è stata in grado di affrontare l'emergenza dell'immigrazione senza nemmeno attuare una politica di esempio come hanno dato altre nazioni europee molto più politicamente avanzate rispetto a questa solidarietà, sempre che tale si possa definire, portata oltre ogni eccesso di politicamente corretto.
Come si stanno difendendo le altre nazioni europee da tale marea di esseri umani?
L’esercito ungherese conta di terminare entro fine agosto il muro annunciato dal Presidente Viktor Orban lungo tutto il confine meridionale del paese per impedire l’ingresso di immigrati clandestini.
Sono stati anche reclutati cinquecento disoccupati, che ricevono due pasti completi al giorno, oltre ad un assegno di 51,000 HUR.
Ad opera completata, l’esercito eserciterà sorveglianza attiva lungo tutta la recinzione.

E mentre tutti parlano del muro ungherese, nessuno sembrerebbe voler parlare del muro bulgaro.
Mentre l’Unione Europea ha criticato tale successo, nessuna voce si è levata nell’Unione Europea contro il fence bulgaro, lungo tutto il confine con la Turchia.


Il filo d’acciaio annunciato a giugno da Orban per respingere i migranti in arrivo dai Balcani è quasi pronto in tempi record. Duecento chilometri costruiti dall’esercito e dai disoccupati.
Ci vogliono 45 secondi esatti, cronometro alla mano.
Il pilone di acciaio lungo sei metri entra con la forza due metri sottoterra; il macchinario che lo spinge giù – è un prodotto di alta tecnologia meccanica italiana, gli ingegneri ungheresi ne sono entusiasti – picchia come un martello a ritmi regolari, e fa lo stesso rumore di quando si chiude una bara. Sarà un caso, ma un po’ di Europa muore davvero qui, nella costruzione di questo muro alto quattro metri, rinforzato con il filo spinato, al confine tra Serbia e Ungheria.
A mo’ di protezione contro l’invasione di un potente esercito straniero: migliaia di migranti pachistani, afghani e siriani che attraversano i Balcani spesso a piedi.
Dopo l’annuncio del giugno scorso, il governo di Budapest guidato dal progressista di destra Viktor Orbán ha messo il turbo alla costruzione del muro lungo 175 chilometri.
Che infatti verrà ultimato il 31 agosto, dopo appena un mese e mezzo di lavori.
Per fare subito, la progettazione e la messa in opera è stata affidata all’esercito, e insieme ai militari ci sono migliaia di disoccupati che in cambio di un reddito minimo sono tenuti a rispondere alla chiamata dello Stato.
Per arrivare al cantiere di Mórahalom, paese di cinquemila abitanti al confine dell’Ungheria meridionale, bisogna passare in mezzo ai campi di granturco e fare qualche chilometro di strada sterrata. C’è un accampamento di soldati e polizia, con gli operai che vanno e vengono portati coi camioncini in mimetica.
Nei giorni scorsi i tecnici avevano fatto tre prove di muro: piloni di legno, veri e propri tronchi d’albero, con recinzione metallica; piloni e reticolato in acciaio; oppure un groviglio di di filo spinato, un rotolone sopra l’altro.
“Alla fine – racconta Vedess, poliziotto, nome e numero identificativo sull’uniforme – si è scelta una via di mezzo tra le ultime due ipotesi. Piloni in acciaio, recinzione e un’aggiunta di filo spinato a terra. Così neanche se arrivano con la fiamma ossidrica ce la fanno…”.
Dal 1° settembre lungo tutto il muro ci saranno i soldati a presidiare. Armati. Avranno anche la licenza di sparare? “Questo ancora non lo sappiamo, aspettiamo disposizioni”, risponde.
A poche centinaia di metri c’è la tenuta di Flórián, mais a perdita d’occhio. Indica un viottolo in mezzo alle piante, c’è qualche pannocchia mangiucchiata, bottigliette di plastica vuote, una ciabatta abbandonata: “Passano tutti di qui, ci sono volte che ne trovo qualcuno in fin di vita, agonizzante, quando arrivo al mattino.
Ormai ho un rapporto regolare con ambulanze e polizia”. Molti altri, dice ancora, “sanno già tutto, sono muniti di tablet e hanno dei contatti: chiamano subito le autorità, vengono soccorsi e identificati, poi tentano di proseguire verso Germania, Austria e Svezia”. La spiegazione del perché, dopo lo sdegno iniziale, mezza Europa assista in silenzio all’innalzamento del muro, sarebbe proprio questa, ragionano qui: sanno tutti che a queste migliaia di disperati – 43mila nel 2014 – di restare in Ungheria interessa meno di niente.
Orbán comprende il pericolo e chiude le frontiere con la forza, ma a conti fatti conviene a molti, commenta un funzionario di polizia.

Anche la Bulgaria ha messo in atto una politica positiva nei confronti dell'immigrazione molto prima dell'Ungheria.
La Bulgaria si “difende”. E lo fa alzando un muro ad est dei suoi confini. Alla frontiera tra la Bulgaria e la Turchia da meno di un anno, un reticolato lungo 30 chilometri ed alto tre e mezzo è stato realizzato per fronteggiare l’immigrazione clandestina. Un progetto fortemente voluto dal governo bulgaro, attraverso un finanziamento della Unione Europea, per fronteggiare il flusso migratorio clandestino proveniente dal Medio Oriente.
Una vera e propria barriera metallica con del filo spinato a proteggere una prima parte di territorio dei 256 km di frontiera con la frontiera europea con il paese mediorientale. In cantiere sono previsti altri 130 chilometri già finanziati, che andranno a proteggere un’area montuosa difficile da controllare tra le città e Elhovo e Svilengrad.
E sulle colline che la dividono dalla Turchia, decine di persone attraversano i boschi tentando di superare i controlli della polizia che monitora l’area con un sistema di sorveglianza. Una vigilanza rafforzata anche con agenti a piedi e provvista di mezzi per muoversi sui sentieri tortuosi delle montagne. Sorveglianza che è aumentata anche a Kapitan Andreevo, la frontiera e porta sud-orientale dell’Unione Europea. Dove al giorno centinaia di automezzi entrano in Bulgaria. La border police ha potenziato i controlli.
Ora passiamo a come l'Inghilterra sta affrontando il pericolo dalle massiccia immigrazione provocata dalla stesse politiche messe in campo dall'Unione Europea.
I migranti clandestini in arrivo dall'Africa minacciano lo stile di vita e le infrastrutture sociali dell'Europa. Sono parole durissime quelle usate dal ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, che cosi' ha scatenato le solite sterili critiche da parte dell'opposizione laburista ma anche delle associazioni umanitarie come Amnesty International, che per altro non offrono nessuna soluzione al disastro delle orde migratorie.

Secondo Hammond, l'Ue non puo' proteggere se stessa se deve ''accogliere milioni di migranti dall'Africa'' che si muovono per una ''motivazione economica''. Il ministro inoltre, riferendosi anche alla crisi di Calais, ha affermato che l'unica soluzione al problema e' il rimpatrio per evitare che tanti migranti disperati ''che saccheggiano la zona'' siano una minaccia per la sicurezza del tunnel sotto la Manica. Quindi, serve a breve un'operazione di polizia e militare per sgombrare la zona.
Il piano del governo britannico oltre ad erigere delle vere e proprie barriere è quello si schierare un'aumento delle forze dell'ordine di cui si fa anche riferimento all'esercito compresi cani addestrati.
Un nuovo fronte contro il pericolo costituito da un'altra ondata senza precedenti di migranti, si è aperto recentemente in Macedonia al confine con la Grecia, i quali si sono visti costretti ad adottare lo "stato di emergenza" nel paese e schierare l'esercito al confine con la Grecia dove sono cominciate delle vere e proprie aggressioni verso chi tentava di entrare illegalmente nel paese.
La Macedonia ha schierato così l'esercito per fermare il crescente flusso di clandestini che cercavano di attraversare la frontiera.

Dopo il via libera del premier ungherese Viktor Orbán alla costruzione di un muro di quattro metri per bloccare gli ingressi dalla Serbia e la decisione della Slovacchia di far entrare solo gli immigrati cristiani, la Macedonia schiera l'esercito per arginare un'invasione che va avanti da ormai troppo tempo. "A causa della pressione crescente sul confine meridionale - ha annunciato il governo di Skopje - c’è bisogno di un controllo maggiore e più efficiente nella regione dove sono stati registrati in maniera massiccia ingressi clandestini dalla parte greca".
Tuttavia in seguito a di violenti scontri e probabilmente dell'incompetenza delle forze armate macedoni, incapaci di affrontare una simile marea umana, le frontiere sono state riaperte e ora il fiume di immigrati sta muovendosi a migliaia in direzione di Serbia e poi verso l'Ungheria, dove fortunatamente la lungimiranza di Viktor Orban ha fatto si che la frontiera del paese fosse preparata dal muro quasi terminato.
Ad affrontare l'emergenza si è schierata anche la Bulgaria, la quale ha deciso l'immediato impiego dell'esercito per respingere il pericolo di un afflusso di migranti all'interno del paese.
Membro della Ue, ma non dello spazio Schengen, la Bulgaria finora è rimasta al riparo dal flusso di migranti che attraversa la Grecia, la Macedonia e la Serbia per recarsi in Ungheria e in Europa occidentale.
Gli sforzi della Bulgaria sono concentrati sul confine turco, da cui passano i rifugiati mediorientali diretti in Europa.
Soggetti politici favorevoli all'immigrazione tra cui Junker hanno fatto tali dichiarazioni:
Considero l'Europa una comunità di valori di cui possiamo andar fieri, ma raramente lo siamo. In Europa vantiamo i massimi standard mondiali di accoglienza dei profughi, mai rifiuteremmo asilo a chi necessita della nostra tutela, lo stabiliscono le nostre leggi e gli accordi stipulati.
Mi preoccupa però il fatto che l'accoglienza sia sempre meno radicata nei nostri animi”.

“Quando parliamo di migrazioni - scrive Juncker - parliamo di esseri umani, come noi, solo che queste persone non possono vivere come noi perché non hanno avuto la fortuna di essere nati in una delle regioni più ricche e più stabili del mondo. Parliamo di persone costrette a fuggire dalla guerra in Siria, dal terrore dell'Is in Libia, o dalla dittatura in Eritrea".
“Non esistono soluzioni nazionali efficaci. Nessuno stato membro può regolare le migrazioni efficacemente per conto suo”.
Interessante anche un passaggio che sembra quasi essere una stoccata nei confronti del premier Matteo Renzi: “Non servono solo i vertici straordinari dei Capi di Stato e di governo. Si è già tenuto un vertice sulle migrazioni, a novembre ci rincontreremo a Malta. Dobbiamo fare si che tutti gli Stati dell’Ue approvino subito le norme europee necessarie, dando loro immediata attuazione”.Quello che Junker sbaglia è il fatto che l'eccessiva accoglienza sia la soluzione al problema.
Ma sebbene stiamo parlando di esseri umani che vogliono una vita migliore oppure per dirlo in temi umanitari "gente che fugge da carestie e guerre", "migliaia di disperati", la realtà non cambia in alcun modo ed è indifferente alle interpretazioni che l'uomo ad essa da: non si possono accogliere tutti.
Meno solidarietà ed accoglienza e maggiore organizzazione e cernita delle persone da accogliere, ma seppur un numero estremamente limitato per il resto si deve effettuare un maggior numero di rimpatri.
L'idea di far si che tutte le nazioni europee adottino le stesse norme europee per la gestione del proprio territorio nazionale è semplicemente irrealistico per il fatto che ogni stato ha diritto ad attuare le proprie politiche che ritiene migliori per il proprio territorio e non quelle dettate da paesi altrui, inoltre Junker non ha alcun diritto di imporre ad altri stati ciò che egli stesso vorrebbe che approvassero.
Una nazione non deve suicidarsi per accogliere un numero di persone che non è in grado di reggere.
Estendere le medesime regole dell'accoglienza a livello europeo come per esempio sta avvenendo in Italia è semplicemente il frutto di politiche incompetenti che nel giro di pochi anni porterebbero solo danni all'interno del territorio europeo, meglio che ogni stato europeo si regoli per conto proprio e nel migliori dei casi prenda esempio dall'Ungheria o da altri paesi non europei.
Il modo migliore per frenare il pericolo che costituiscono questa immigrazione senza fine è quello che mettere in atto politiche ugualmente positive e simili a quelle messe in atto dal governo australiano, russo e neo zelandese.
Un esempio di quello che ha detto il primo ministro d’Australia John Howard agli immigrati nel suo Paese – specie agli islamici – questo discorso.

Gli IMMIGRATI, non australiani, devono adattarsi. Prendere o lasciare! Io sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi se stiamo offendendo qualche individuo o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata con battaglie di adattabilità e vittorie da milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà.
Si parla principalmente inglese, non spagnolo, libanese, arabo, cinese, giapponese o qualsiasi altra lingua. Pertanto, se si vuole essere parte della nostra società, imparate la lingua.
La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non trattasi d’obbligo ad essere cristiano, o di influenze della destra o di pressione politica, ma è un dato di fatto, perché degli uomini e donne hanno fondato questa nazione su principi cristiani, e questo è chiaramente documentato . E’ dunque perfettamente appropriato vedere affissi o crocifissi sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione un’altra parte del mondo come paese di elezione, perché Dio è parte della nostra cultura .
Accetteremo le vostre convinzioni senza dubbio. Tutto quello che chiediamo è di accettare la nostra, e di vivere pacificamente in armonia con noi.
SIAMO NEL NOSTRO PAESE, LA NOSTRA TERRA, CON IL NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di godere di tutto questo. Ma se siete stanchi di lamentarvi e prendervene alla nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane, o il nostro stile di vita, vi incoraggiamo vivamente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana, IL DIRITTO DI PARTIRE.
Se non siete felici qui, allora andatevene. Non vi abbiamo costretti a venire qui, ma siete voi ad averlo chiesto. Avete voi domandato di venire in questo paese. Quindi accettate il paese che avete scelto o tornate nel vostro.”

L'Australia ha divulgato chiaramente uno spot e un video che spiegano senza mezzi termini quanto segue:

Così l’Italia ha messo in campo l’operazione Mare Nostrum, con la Marina impegnata a intercettare i barconi alla deriva nel Mediterrraneo, l’Australia ha introdotto, come recita uno dei sottotitoli del manifesto «le più dure misure per la protezione dei confini», avvisando chi avesse in mente di raggiungere il continente via mare, con queste parole: a) «Se prendi una barca senza Visa (permesso di soggiorno, ndr), non metterai piede in Australia»; b) «Ogni imbarcazione che tenterà di entrare illegalmente sarà intercettata e respinta dalle nostre acque»; c) «Queste regole valgono per tutti, comprese donne e bambini»; d) «Non importa chi sei o da dove vieni. L’Australia non sarà la tua casa; e) «Ripensaci prima di buttare i tuoi soldi, i trafficanti (leggi scafisti, ndr) mentono».
L'Australia, a differenza dell'Italia, ha deciso di respingere i clandestini che cercano di sbarcare sulle sue coste trasferendoli in Papua Nuova Guinea.
In cambio ha sborsato 500 milioni di dollari in aiuti. Il pugno di ferro era già stato adottato dal premier laburista, Kevin Rudd. Il 7 settembre è stato sostituito dal conservatore Tony Abbott, che ha vinto le elezioni. E raccoglie i frutti di una politica severa nei confronti dell'immigrazione illegale. «Le porte sono chiuse» ha annunciato ieri Abbott. La Marina militare australiana, a differenza della nostra, anziché soccorrere in mare i migranti li deporta verso la Nuova Guinea. «C'è ancora una lunga strada da fare, ma le barche si stanno fermando: sono il 10 per cento del flusso registrato dal precedente governo nel mese di luglio» ha spiegato Abbott ai giornalisti.
Uno dei metodi in passato usati dalla Marina Australiana contro chi tentava illegalmente di entrare in acque australiane era quello ci aprire il fuoco preventivo.
Per chi non se ne intende, non significa come invece tentano di convincere alcuni movimenti umanitari estremisti che spara sui migranti, ma si tratta semplicemente di sparare un paio di proiettili in acqua lontano dal barcone per far capire che non sono i benvenuti e per invitarli a desistere e che stanno occupando le loro acque territoriali senza autorizzazione, correndo quindi il rischio.
Tale metodo fu usato anche dai russi in mare durante un'aggressione di Greenpeace, un'imbarcazione di Greenpeace si era introdotta nel 2012 senza permesso in acque territoriali russe per mettere in atto un aggressione contro una nave di ricerca petrolifera, come protesta per l'estrazione di combustibili fossili nell'Oceano Artico.

Tale aggressione fu scongiurata proprio con l'uso del fuoco preventivo e successivamente i colpevoli messi in carcere.
Tale metodo sarebbe un dovere di esempio da prendere per il Mar Mediterraneo in modo da fare in modo che quella folla che si sta accalcando sulle rive del Nord Africa si disperda.
In Russia invece la questione immigrazione è molto più costruttiva.
Per andare a lavorare nella Federazione Russia, si è facilitati se si hanno parenti che vivevano nell'Unione Sovietica, ma ancor più le basi necessarie sono conoscere il russo, storia della Russia e avere una specifica competenza lavorativa.
Pere entrare nell'Unione Europea si dovrebbero avere dei requisiti minimi di conoscere almeno la lingua di un paese europeo, avere una competenza specifica lavorativa e rispettare la legge delle nazioni europee, ovunque si vada.
L'Unione Europea manca di una qualunque disciplina in tali contesti e così facendo sta portando sul suo territorio una marea di esseri umani alla rinfusa portando un confondersi della cultura e identità nazionale dei singoli stati.
Enormi quantità di denaro sono state sprecate per "affrontare l'emergenza" quando per risolverla definitivamente si sarebbe potuto costruire delle barriere come quelle di Spagna, Ungheria e Bulgaria; arruolare esercito e marina militare per difendere le coste e promulgare leggi come quelle della Russia dell'Australia, la cui quest'ultima non è molto differente dalla legge canadese e neozelandese, intanto i cittadini europei, quelli che hanno davvero diritto a quei soldi si stanno risollevando molto lentamente grazie a quel contagocce che l'Europa sta loro offrendo.
Sembra però che l'Unione Europea ancora non possieda la cultura di cui abbiamo parlato eccettuate le nazioni di cui abbiamo fatto riferimento.
Ultime le parole del Presidente della Repubblica.
“L’umanità che mostreremo nell’accogliere i profughi disperati, l’intelligenza con cui affronteremo i fenomeni migratori, la fermezza con cui combatteremo i trafficanti di essere umani saranno il modo con il quale mostreremo al mondo la qualità della vita democratica”.
“L’Europa -prosegue il Capo dello Stato – ha un compito di grande rilievo perché il dialogo tra le religioni monoteiste può svilupparsi già all’interno delle nostre società, divenute plurali e multietniche”.

Lo afferma Sergio Mattarella nel messaggio inviato al Meeting di Rimini.
Parole sempre meno condivise.




giovedì 18 giugno 2015

AUSTRALIA E REPUBBLICA CINESE FIRMANO ACCORDO DI LIBERO COMMERCIO

Storico accordo dopo 10 anni di negoziati

Firmato ieri a Canberra uno storico accordo sul libero scambio tra Australia e Cina. Il premier australiano Tony Abbott ha siglato insieme al ministro cinese del Commercio Gao Hucheng un trattato il cui negoziato andava avanti da dieci anni. La firma era stata preceduta nello scorso novembre da una dichiarazione d'intenti sottoscritta dallo stesso Abbott e dal presidente cinese Xi Jinping.
L'accordo, che ora dovrà essere ratificato dal parlamento australiano, prevede inzialmente l'abolizione di dazi doganali su oltre l'85% delle esportazioni verso la Cina, per raggiungere il 95% dopo 4 anni dalla firma del trattato.
Questo accordo sottoscritto dalla Cina arriva dopo quelli siglati recentemente da Pechino con Tokyo e Seul.
"E' una pietra miliare nelle relazioni tra i due paesi — ha dichiarato il ministro Gao — i leader dei nostri due paesi attribuiscono molta importanza alla firma di questo accordo".
Da parte sua Abbott ha sottolineato la natura "eminentemente commerciale" della nazione.
"Significa che i consumatori australiani pagheranno di meno per automobili, vestiario, prodotti elettronici e altri beni importati dalla Cina".

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20150618/584386.html#ixzz3dQeiZ79b



martedì 18 marzo 2014

L'AUSTRALIA UTILIZZERA' I SUOI DRONI PER COMBATTERE L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA


L’Australia intende dispiegare un’intera flotta di droni da ricognizione per tutelare i suoi confini e i suoi interessi commerciali, pattugliare le coste ed individuare le imbarcazioni dei migranti, provenienti soprattutto dall’Indonesia.
Il primo ministro Tony Abbott, riporta la Bbc, ha annunciato che Canberra acquisterà un a flotta di Triton MQ-4C, droni di fabbricazione americana con un’apertura alare superiore a quella di un Boeing 737.
L’aereo senza pilota è in grado di volare ad altitutini superiori ai 16mila metri per oltre 30 ore consecutive. Non è chiaro quanti saranno i droni acquistati né a quale prezzo, precisa la Bbc.

Fonte:http://www.imolaoggi.it/2014/03/14/laustralia-usera-i-droni-per-bloccare-i-migranti/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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