ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


Visualizzazione post con etichetta Antartide. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Antartide. Mostra tutti i post

giovedì 12 gennaio 2017

ENORME ICEBERG POTREBBE STACCARSI DALL'ANTARTIDE


Soli 20 chilometri di ghiaccio ora collegano un iceberg la metà delle dimensioni della Giamaica [ "un quarto della superficie del Galles,"] alla sua piattaforma di ghiaccio.
Cambiando radicalmente il paesaggio della Penisola Antartica, l'evento parto si tradurrà in una nuova, configurazione meno stabile per Larsen C, che potrebbe "eventualmente seguire l'esempio del suo vicino Larsen B, che si disintegrò nel 2002 a seguito di una simile evento di spaccatura " secondo i ricercatori del progetto Mida.


Fonte:https://feww.wordpress.com/2017/01/07/fire-earth-alert-larsen-c-calving-in-antarctica/

venerdì 18 novembre 2016

FENOMENI DI VULCANISMO RESPONSABILI DEL RITIRO DI ALCUNI GHIACCIAI OCCIDENTALI DELL'ANTARTIDE


Alcuni dei ghiacciai dell Antartide occidentale che si trovano direttamente sopra il West Antarctic Rif lungo 5.000 miglia una continua fonte di calore geotermico si stanno ritirando dal basso a causa del calore geotermico.

-La massa di ghiaccio complesso e la portata della massa glaciale dell'Antartide è aumentata per 35 anni.
-Altri vicini ghiacciai antartici occidentali sono in crescita.
-Alcuni ghiacciai dell'Antartide occidentale che non sono sulla parte superiore del acqua dell'oceano sono anche qui in ritiro dagli strati inferiori.
Questo indica ancora una volta che qualche altra forza naturale è in gioco in regioni localizzate dell'Antartide occidentale.

Prendendo uno sguardo più da vicino a questa immagine si può osservare qualcosa di molto interessante. C'è un complesso vulcanico appena a est dell'area il cui si verifica un parziale ritiro dei fronti glaciali.
Molto probabilmente i fronti glaciali in ritirata si trovano sopra quelli che possono essere definiti dei "Campi Flegrei Antartici."

La figura sopra mostra un taglio trasversale del lago Vostok, un lago subglaciale forato e ricercato da numerosi gruppi scientifici.
È importante sottolineare notare che il fondo glaciale del lago Vostok è classificato con "attività geotermica" che si estende lateralmente per 26 miglia.
C'è una quantità assolutamente impressionante di informazioni geologiche che conferma la Antarctic Fault / Rift West System emette calore geotermico e acqua riscaldata sulla base dei ghiacciai dell'Antartide occidentale sovrastanti.

In primo luogo, ci sono 61 vulcani attivi o semi-attivi lungo il sistema di Rift dell'Antartico occidentale.
E' chiaro che il ritiro di alcuni di questi fronti glaciali in questa regione è causato da fenomeni di vulcanismo secondario, presenti del continente più freddo della terra.

Fonte:http://climatechangedispatch.com/west-antarctic-glacial-melting-from-deep-earth-geological-heat-flow-not-global-warming/

FENOMENI DI VULCANISMO RESPONSABILI DEL RITIRO DI ALCUNI GHIACCIAI OCCIDENTALI DELL'ANTARTIDE


Alcuni dei ghiacciai dell Antartide occidentale che si trovano direttamente sopra il West Antarctic Rif lungo 5.000 miglia una continua fonte di calore geotermico si stanno ritirando dal basso a causa del calore geotermico.

-La massa di ghiaccio complesso e la portata della massa glaciale dell'Antartide è aumentata per 35 anni.
-Altri vicini ghiacciai antartici occidentali sono in crescita.
-Alcuni ghiacciai dell'Antartide occidentale che non sono sulla parte superiore del acqua dell'oceano sono anche qui in ritiro dagli strati inferiori.
Questo indica ancora una volta che qualche altra forza naturale è in gioco in regioni localizzate dell'Antartide occidentale.

Prendendo uno sguardo più da vicino a questa immagine si può osservare qualcosa di molto interessante. C'è un complesso vulcanico appena a est dell'area il cui si verifica un parziale ritiro dei fronti glaciali.
Molto probabilmente i fronti glaciali in ritirata si trovano sopra quelli che possono essere definiti dei "Campi Flegrei Antartici."

La figura sopra mostra un taglio trasversale del lago Vostok, un lago subglaciale forato e ricercato da numerosi gruppi scientifici.
È importante sottolineare notare che il fondo glaciale del lago Vostok è classificato con "attività geotermica" che si estende lateralmente per 26 miglia.
C'è una quantità assolutamente impressionante di informazioni geologiche che conferma la Antarctic Fault / Rift West System emette calore geotermico e acqua riscaldata sulla base dei ghiacciai dell'Antartide occidentale sovrastanti.

In primo luogo, ci sono 61 vulcani attivi o semi-attivi lungo il sistema di Rift dell'Antartico occidentale.
E' chiaro che il ritiro di alcuni di questi fronti glaciali in questa regione è causato da fenomeni di vulcanismo secondario, presenti del continente più freddo della terra.

Fonte:http://climatechangedispatch.com/west-antarctic-glacial-melting-from-deep-earth-geological-heat-flow-not-global-warming/

mercoledì 11 maggio 2016

ATLANTICO MERIDIONALE, BRISTOL ISLAND: INTENSA FASE ERUTTIVA DEL VULCANO SOURABAYA


In una posizione fredda e remota, la NASA Earth Observatory ha registrato l'immagine del vulcano Sourabaya sull'isola di Bristol nell'Oceano Atlantico meridionale.
Questa sembra essere la prima eruzione su Bristol dal 1956, quando il vulcano ha prodotto un'eruzione VEI 3 che ha creato un nuovo complesso detritico sui fianchi dell'edificio principale.
Questa attività corrente sembra essere più della varietà del flusso di un lago di lava.
L'isola di Bristol si trova all'interno delle isole Sandwich del Sud, che ha un numero di vulcani attivi, tra cui Curry scoppiata nel 2012.
Nessuno vive nel raggio di 100 chilometri da Bristol Island, quindi è sicuro di dire che non c'è molto minaccia rappresentata dall'eruzione.


Fonte:http://www.wired.com/2016/05/satellites-keeping-close-eye-remote-eruptions/

martedì 26 aprile 2016

BRUTTA ONDATA DI FREDDO IN ARRIVO VERSO IL BRASILE


Non è affatto comune un’ondata di freddo così precoce nel Sudamerica, ma è quanto si sta prospettando per i prossimi giorni, quando, stando alle mappe di previsione del centro di calcolo statunitense GFS, un blocco di aria fredda proveniente dall’Antartide si dirigerà in direzione dell’Atlantico Meridionale, ma coinvolgendo anche buona parte del Sudamerica!
La mappa mostra le anomalie delle temperature al suolo che si dovrebbero verificare mercoledì prossimo, con valori termici inferiori alla norma anche di 10-14°C.

Si tratta con tutta probabilità dei primi “segnali” che accompagnano l’arrivo della Nina, unitamente ad un forte raffreddamento del Continente Antartico.
Si segnala anche che forti nevicate, con oltre un metro di neve fresca, hanno colpito varie zone argentine meridionali, come il Passo Pino Hachado, che risulta intransitabile.


Fonte:http://freddofili.it/13451-ondata-freddo-sudamerica-temperature-andranno-zero-al-brasile-meridionale/

venerdì 25 marzo 2016

IN ANTARTIDE NEI PROSSIMI GIORNI LE TEMPERATURE SARANNO DI 15 GRADI DOTTO LA NORMA


L’Antartide aveva visto un progresso che sembrava inarrestabile dei propri ghiacci marini, almeno fino all’avvento del possente Nino, che ha sconvolto gli equilibri climatici di questa stagione invernale un po’ su tutto il nostro Pianeta.
Il grafico mostra infatti l’improvvisa caduta nell’anomalia dell’estensione dei ghiacci Antartici nel corso di questa stagione invernale (estiva per il Sud Emisfero), ma mostra anche un ritorno ad anomalie positive proprio in questi ultimi giorni.

Il Nino sta infatti esaurendo progressivamente i propri effetti, e le temperature dell’Antartide sono previste precipitare a valori di 10-15°C al di sotto della norma dai principali centri di calcolo mondiali, per i prossimi 7-10 giorni, come mostrato nell’immagine successiva tratta da weatherbell.

E’ molto probabile quindi un nuovo picco di estensione positiva nei ghiacci antartici, ed è anche un segnale importante della fine delle anomalie termiche provocate dal forte Nino del 2015-16.
Freddo è previsto, come si può notare, nel periodo delle festività pasquali, anche in Sud Africa ed in Australia.


Fonte:http://freddofili.it/2016/03/25/antartide-molto-freddo-temperature-di-oltre-15c-inferiori-alla-norma-nei-prossimi-giorni-gli-effetti-sullestensione-dei-ghiacci/

venerdì 18 dicembre 2015

SIAMO ALLA FINE DEL PERIODO INTERGLACIALE


In dettaglio i cicli combinati delle Ere Glaciali che hanno colpito il nostro Pianeta negli ultimi 420 mila anni.
Basta guardare il grafico ricostruito delle temperature grazie ai carotaggi del ghiaccio sulla stazione antartica di Vostok, forse il luogo più freddo della Terra.
Queste “carote”, lunghe centinaia di metri, permettono, nelle loro stratificazioni, la “ricostruzione” del clima antartico, e, di riflesso, quello del nostro pianeta.
Riusciamo così a capire quali sono i valori in gioco, nell’ambito dei tempi di ritorno e della durata dei periodi interglaciali (quello che stiamo vivendo adesso).
Una generazione di uomini di circa 70 anni costituisce, in questo caso, appena un punto del grafico complesso sotto indicato, nel quale le glaciazioni si ripetono ciclicamente per una durata di circa 100 mila anni, intervallate da periodi interglaciali della durata di circa 10 mila anni.
I picchi glaciali si sono verificati per la precisione 125 mila, 280 mila, 325 mila e 415 mila anni fa, con temperature più basse delle attuali di circa 8-10°C nei periodi più freddi.
Possiamo notare come una glaciazione inizi all’improvviso, con un calo termico subitaneo anche di 6-8°C, per poi proseguire tra alti e bassi, ma caratterizzati da un trend in lenta discesa.
Altrettanto subitanea è la fine di una glaciazione, con risalite termiche dell’ordine di 10-12°C in pochi millenni, e forse anche in tempistiche minori.
Ma la cosa da notare è che, nel nostro attuale periodo interglaciale, le temperature sono risalite appena nella norma, in pratica rimanendo dagli 1 ai 3°C inferiori rispetto a quelle che dovrebbero essere in un interglaciale normale.
Questo ordine di cose tende a fare riflettere su quella che è la portata del Periodo Caldo Moderno e (+0,7° rispetto al 1850 a livello globale), e su quelle che erano le temperature molto più alte attraversate dal nostro pianeta durante una normale fase interglaciale.

Altra cosa che deve fare riflettere, il fatto che l’attuale interglaciale è ad 11600 anni, già superiore ad altri interglaciali che sono stati di appena 10 mila anni (in particolare 325 e 240 mila anni fa), di conseguenza i dati indicano che la prossima avanzata glaciale è imminente.
Un'altro dato ci evidenzia come anche al polo opposto del pianeta i dati indichino la stessa cosa.
Il grafico delle temperature di un’altra zona nella quale è relativamente facile estrarre “carote” di ghiaccio dello spessore di centinaia di metri, dalle quali è possibile, utilizzando alcuni metodi, ricostruire le temperature passate è la Groenlandia, e di conseguenza si comprendono anche le temperature globali.

Il grafico mostra anzitutto la fine dell’ultima glaciazione, tra 11 mila e 10 mila anni fa, con la curva delle temperature che cresce rapidamente nell’arco di pochi secoli.
Dopo un rapido e breve ritorno al clima freddo avvenuto circa 8200 anni fa, la temperatura globale ha toccato la sua punta massima circa 7300, 7000 e 3300 anni fa, quando le temperature erano di almeno 3° superiori a quelle attuali.
L’ultimo di questi periodi viene indicato come “Minoan Warm Period”, seguito da un rapido raffreddamento, e da un nuovo periodo caldo, denominato “Periodo Romano”, quando le temperature circa 2000 anni fa erano 1,5° più alte delle attuali.
Infine, dopo un raffreddamento molto pronunciato attorno al 700 d.C, le temperature sono risalite nel lungo Massimo Medievale, culminato attorno all’anno Mille, mentre dal 1200 in poi è cominciato quel periodo di freddo denominato Piccola Età del Ghiaccio.
L’attuale riscaldamento moderno è attualmente di circa 1°C inferiore al periodo del riscaldamento medievale.
Da notare che il trend termico degli ultimi 4000 anni in Groenlandia è discendente, questo è compatibile con i primi segnali dell’inizio della prossima glaciazione.
Un altro appunto legato alla quantità di CO2 presente in atmosfera, e ricavata dalle “bolle d’aria” intrappolate nel ghiaccio.
Le temperature raggiunsero un massimo di +3°C oltre il livello attuale con quantità di CO2 pari a circa 260 ppm.
La concentrazione di CO2 poi sale costantemente negli ultimi 4 mila anni, mentre contemporaneamente la temperatura scende.
Attualmente la concentrazione di CO2 è vicina alle 400 ppm, superiori di ben 120 ppm ai periodo romano, quando le temperature globali erano di 1,5°C superiori alle attuali.
Di conseguenza i dati indicano due cose: siamo prossimi alla prossima avanzata dei ghiacci; l'anidride carbonica di produzione industriale non influisce sul clima.




Fonti:
http://freddofili.it/2015/12/18/antartide-un-alternarsi-di-periodi-caldi-e-freddi-ciclici-negli-ultimi-400-mila-anni-siamo-alla-fine-dellinterglaciale-moderno/
http://freddofili.it/2015/12/17/groenlandia-le-temperature-in-calo-negli-ultimi-4-mila-anni-indicano-come-imminente-la-nuova-glaciazione/

martedì 1 dicembre 2015

L'ANTARTIDE NEGLI ULTIMI SEI ANNI SI E' COSTANTEMENTE RAFFREDDATO


Uno studio scientifico intensiva sia dei poli sia della Terra ha rilevato che dal 2009-2016 la temperatura complessiva è scesa nella regione polare meridionale.
"I dati sul campo suggeriscono che c'è stato un raffreddamento modesto nella zona nel periodo 2009-2015", ha detto Christopher Shuman,un glaciologo dell'Università del Maryland, Baltimore County che lavora a Goddard.
Questa scoperta, unito al fatto che l'importo complessivo di ghiaccio è aumentato in Antartide e la quantità di ghiaccio marino si è inoltre estesa indica che l'Antartide si sta raffreddando in risposta alla bassa attività solare.

Fonte:=http://iceagenow.info/2015/11/antarctic-has-been-cooling-for-the-last-six-years/

lunedì 16 novembre 2015

LE CALOTTE POLARI STANNO CRESCENDO, CONFERMA UN GEOLOGO


"Il volume delle calotte glaciali è in aumento"
Alcune aree sono in realtà sempre più fredde e il volume delle calotte polari è in aumento in alcuni luoghi, una delle principali rivendicazioni di un geologo, James Kamis.
La temperatura dell'Oceano Pacifico è in aumento, dice Kamis, mentre "l'intero Oceano Atlantico si sta raffreddando, e non solo nella parte settentrionale dell'Atlantico che è adiacente alla Groenlandia".
"Questo suggerisce fortemente che il deflusso estivo dalla calotta della Groenlandia che si riversa nella parte settentrionale dell'Oceano Atlantico non è la forza motrice principale dietro il raffreddamento tutto l'Oceano Atlantico.
"Una recente ricerca della NASA's Operation Ice Bridge clearly shows that Greenland's mostra chiaramente che una parziale perdita di massa di ghiaccio della Groenlandia si sta verificando solo nelle zone immediatamente adiacenti l'oceano.
Un fattore naturale.
"Questa perdita di ghiaccio a base perimetrale è maggiore nelle zone in cui le sovrapposizioni dello strato di ghiacci con le zone di faglia geologica che emettono calore geotermico sulla base della calotta di ghiaccio.
"Le porzioni interne del ghiaccio della calotta glaciale della Groenlandia sono in equilibrio con la massa di ghiaccio.
"La portata dello strato di ghiaccio dell'Oceano Artico è aumentata negli ultimi tre anni.
"L'estensione della calotta glaciale antartica è aumentata costantemente per trentacinque anni."
Kamis ritiene che la fusione della calotta di ghiaccio della Groenlandia è causata dal calore do antiche eruzioni vulcaniche e flussi di calore geotermico da sotto la superficie.


Fonte:http://www.express.co.uk/news/science/610261/Global-warming-FAKE-Ice-caps-INCREASING-geologist-climate-change-el-nino-pacific?_ga=1.13534327.1986156847.1444439021

mercoledì 4 novembre 2015

NUOVO STUDIO SINTETIZZATO SPIEGA CHE IL CONTINENTE DELL'ANTARTIDE GUADAGNA MASSA GLACIALE

Un nuovo studio condotto dal glaciologo della NASA Jay Zwally, afferma che un aumento dello spessore di neve in Antartico, che ha avuto inizio 10.000 anni fa, è che attualmente ha aggiunto abbastanza ghiaccio al continente.

La conferma del nuovo studio arriva dal glaciologo Zwally, sostanzialmente in accordo con altri studi che mostrano un aumento del ghiaccio nella Penisola Antartica, nella regione di Thwaites e Pine Island nell’Antartide occidentale. Egli sottolinea che “Stiamo osservando un aumento del ghiaccio che supera le perdite in altre zone”, ha riferito Zwally aggiungendo che il suo team ha “misurato piccoli cambiamenti nell’altezza su vaste aree, così come i grandi cambiamenti osservati su aree più piccole.”
“La buona notizia è che l’Antartide non contribuisce attualmente all’innalzamento del livello del mare, ma sta guadagnando 0,23 millimetri all’anno.” ha affermato Zwally.
Secondo la nuova analisi dei dati satellitari, la calotta antartica ha mostrato un guadagno netto di 112 miliardi di tonnellate di ghiaccio per anno dal 1992 al 2001. Tale guadagno netto è rallentato di 82 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno tra il 2003 e il 2008.

La mappa mostra i tassi di variazione di massa misurati dalla ICESat nel periodo 2003-2008 in Antartide. Le somme riguardano tutta la zone antartica: Antartide orientale (EA, 2-17); Antartide Occidentale interna (WA2, 1, 18, 19, e 23); Antartide zona costiera Occidentale (WA1, 20-21); e la Penisola Antartica (24-27). Un gigaton (Gt) corrisponde a un miliardo di tonnellate, o 1,1 miliardi di tonnellate degli Stati Uniti. Credit: Jay Zwally/Journal of Glaciology.

Gli scienziati hanno calcolato di quanto è cresciuto lo strato di ghiaccio o diminuito, dai cambiamenti dell’altezza della superficie che sono misurate dagli altimetri satellitari. Nei luoghi in cui la quantità di nuove nevicate va ad aggiungersi allo strato di ghiaccio già preesistente, questo non è uguale al ghiaccio che spinge verso il basso e di conseguenza verso l’esterno dell’oceano, modificando l’altezza e la massa del ghiaccio.
Lo studio ha analizzato i cambiamenti nell’altezza della superficie della calotta antartica misurata dagli altimetri radar dalle due Agenzie spaziali, European Space Agency ed European Remote Sensing (ERS) periodo di rilevamento che va dal 1992 al 2001, e l’altimetro laser ICE della NASA, Cloud e Land Elevation Satellite (ICESat) 2003-2008.
Zwally ha affermato che, mentre altri scienziati hanno ipotizzato che i guadagni visti nell’ispessimento in Antartide orientale sono dovuti a recenti aumenti degli accumuli di neve, il suo team ha utilizzato dati meteorologici a partire dal 1979 per dimostrare che le nevicate nell’Antartide orientale in realtà sono diminuite di 11 miliardi di tonnellate all’anno durante i periodi ERS e ICESat. Hanno usato anche delle informazioni sugli accumuli della neve per decine di migliaia di anni, dati derivati da studi di altri scienziati con misurazioni provenienti dalle carote di ghiaccio, per concludere che l’Antartide orientale è in stato di ispessimento da molto tempo.
“Alla fine dell’ultima era glaciale, l’aria è divenuta più calda trasportando più umidità in tutto il continente, raddoppiando così la quantità di neve caduta sulla calotta di ghiaccio”, ha affermato Zwally.
L’accumulo maggiore di neve è iniziato circa 10.000 anni fa, si è lentamente accumulato sulla calotta ghiacciata e compattato in ghiaccio solido nel corso dei millenni, con l’ispessimento del ghiaccio in Antartide orientale e nell’interno dell’Antartide occidentale da una media di 1,7 cm (0,7 pollici) all’anno. Questo piccolo ispessimento, sostenuto nel corso di migliaia di anni si è sviluppato su una vasta distesa di questi settori dell’Antartide, che corrisponde ad un grande guadagno di ghiaccio – abbastanza per compensare le perdite di ghiacciai impetuosi in altre parti del continente e ridurre l’innalzamento globale del livello del mare.
Il team di Zwally ha calcolato che il guadagno della massa di ispessimento in Antartide orientale è rimasto costante nel periodo dal 1992 al 2008 a 200 miliardi di tonnellate l’anno.

Fonte:http://www.attivitasolare.com/nuovo-studio-della-nasa-afferma-che-lantartide-guadagna-ghiaccio-non-contribuendo-allinnalzamento-del-livello-dei-mari/

venerdì 30 ottobre 2015

I DATI SATELLITARI CONFERMANO IL RAFFREDDAMENTO DEL CONTINENTE ANTARTICO IN LINEA CON L'ESPANSIONE DEL GHIACCIO MARINO


I dati satellitari presentano un trend discendente delle temperature.
Il grafico sottostante è composto dalle temperature rilevate dal sensore satellitare a partire dal Dicembre 1978, e mostrano alcune forti oscillazioni tra periodi caldi e freddi.
Ma la media degli ultimi 36 anni è discendente, fatto che è compatibile con l’espansione in atto dei ghiacci polari.
Anzi, tale espansione si è accentuata negli ultimi 2-3 anni, compatibile con una discesa termica ben visibile nei dati degli ultimi 2 anni.

Nel frattempo, anche attualmente l’estensione dei ghiacci antartici è nettamente superiore alla norma.

Fonte:http://freddofili.it/2015/10/30/antartico-la-temperatura-presenta-un-trend-in-lieve-calo-compatibile-con-lespansione-dei-ghiacci-marini/

martedì 15 settembre 2015

PESANTE ONDATA DI FREDDO ANTARTICO IN DIVERSE ZONE DI ARGENTINA E BRASILE


Freddo, molto freddo sul Brasile meridionale, Argentina settentrionale, Uruguay e Brasile, dove le temperature sono scese abbondantemente al di sotto dello zero, nel corso della prima grande ondata di aria Antartica che è giunta fino a queste zone, mentre a Luglio ed Agosto aveva fatto molto freddo sul lato cileno e peruviano del Sudamerica.
Le temperature in Brasile sono scese fino ad un valore di -4,2°C a Soledade, -3,5°C a Vacaria , -2,8°C a Bom Jesu, e -0,3°C a Passo Fundo; in Uruguay la temperatura è scesa a -2,8°C ad Artigas, e -1,7°C a Melo, in Bolivia a -5,8°C ad Oruro, e -5,5°C a Potosi.
L’aria antartica ha colpito a sorpresa ad appena una settimana dalla Primavera dell’Emisfero meridionale.
In Argentina la neve è caduta in provincia di Buenos Aires, addirittura sul Mar della Plata, imbiancando le spiagge della zona di Miramar.


Fonte:http://freddofili.it/2015/09/13/ondata-di-freddo-in-sudamerica-temperature-sotto-lo-zero-su-numerose-localita-del-brasile/

giovedì 3 settembre 2015

LO STATO DELL'ANTARTIDE DURANTE LA PICCOLA ETA' DEL GHIACCIO


Il ghiaccio marino antartico è in costante crescita negli ultimi anni, un dato di fatto che sono ancora in molti che di scienza se ne intendono poco a non comprenderne la ragione.
Vale la pena, dunque, a riflettere su ciò che l’Antartide era durante la Piccola Età del Ghiaccio.
HH Lamb, nel suo ” Clima: presente, passato e futuro “, ci” racconta la grande estensione dei ghiacci nell’Oceano Antartico che potrebbe essere stata il più tardi intorno al 1900. ”
Mentre Brian Fagan, in ” The Little Ice Age “, afferma che nel 1870″ il ghiaccio antartico era esteso molto più a nord rispetto al tempo del Capitano Cook un secolo prima. “…” navi a vela che attraversano i Quaranta Ruggenti dall’Australia a Capo Horn regolarmente avvistavano enorme iceberg a nord fino alla foce del Rio de la Plata, a soli 35 0 latitudine sud.”
Queste affermazioni sono supportate da numerosi studi scientifici per esempio:
1) La piccola era glaciale su James Ross Island – Carrivick et al. (JRI)
Queste morene hanno più probabilità di risalire ad un riavanzamento Neoglaciale 700-1000 anni fa, sostanzialmente sincrono con le prime fasi di una Piccola Età Glaciale, che è stato ipotizzato, ma senza data da James Ross Island [20] e da tutta la Penisola Antartica [21 , 22].

2) Piccola Età Glaciale, Clima e condizioni oceaniche del Mare di Ross dell’Antartide da un record costiero delle carote di ghiaccio – Rhodes et al.

Una crescente evidenza paleoclimatica suggerisce che la Piccola Età Glaciale è stato evento di modifica del clima globale.
Usiamo un nuovo record glaciochimico di una carota di ghiaccio costiera dal Monte Erebus, Antartide, per ricostruire le condizioni atmosferiche e oceaniche nel settore del Mare di Ross dell’Antartide negli ultimi cinque secoli.
La Piccola Età Glaciale è identificata in isotopi stabili (δD) e registra elementi litofili, che rispettivamente dimostrano che la regione ha conosciuto 1.6 ± 1.4 ° C di temperature medie più fredde prima del 1850 dC, che durante gli ultimi 150 anni.
Questi eventi sono associati con tre intervalli di 12-30 anni di temperature più fresche nei periodi: 1690 dC, 1770 dC e il 1840 dC .
Noi proponiamo che le temperature più fredde antartiche sono state promosse da forti venti catabatici in tutto il Ross Ice Shelf, con un conseguente allargata Mare di Ross ghiacciato durante la LIA.

3) Condizioni di freddo in Antartide durante la Piccola Età Glaciale – Bertler et al.
Si è sostenuto che la Piccola Età Glaciale è stato il più recente degli eventi “Dansgaard Oeschger”, bruschi cambiamenti climatici che si sono verificati durante l’era glaciale.
Secondo la classica ipotesi “altalena”, l’Antartide avrebbe dovuto essere caldo durante la Piccola Età Glaciale.
I nostri dati di carote di ghiaccio mostrano che le condizioni climatiche in Antartide durante la Piccola Età Glaciale erano più freddo, tempestose e secche, le temperature della superficie del mare erano più fredde e il ghiaccio marino più esteso rispetto ad ora.

4) Little Ice Age intervallo di freddo in Antartide occidentale – Orsi et al.

La più grande anomalia del clima degli ultimi 1000 anni nell’emisfero settentrionale era la Piccola Età Glaciale (LIA) 1300-1850, ma poco si sa circa la firma di questo evento nel sud del mondo, in particolare in Antartide.
Vi presentiamo i dati di temperatura da un pozzo di 300 m pozzo al West Antarctic Ice Sheet (WAIS) Divide.
I risultati mostrano che WAIS Divide era più freddo rispetto alla media degli ultimi 1000 anni 1300-1800 CE
La temperatura nel periodo 1400-1800 CE era in media 0,52 ± 0,28 ° C più fredda rispetto alla media degli ultimi 100 anni.
Questa ampiezza è circa la metà di quello visto al Summit Groenlandia (GRIP). Tale risultato è coerente con l’idea che la Piccola Età Glaciale è stato un evento globale, probabilmente causata da un cambiamento nella forzatura solare e vulcanico, e non era semplicemente una redistribuzione altalena del tipo di calore tra i due emisferi come sarebbe previsto da alcune ipotesi oceano-circolazione.
La differenza nella grandezza della Piccola Età Glaciale tra la Groenlandia e l’Antartide occidentale suggerisce che i feedback amplificando il forcing radiativo potrebbero non funzionare allo stesso modo in entrambe le regioni.

Che cosa possiamo concludere?

-La Piccola Età Glaciale è stata molto più fredda di adesso, probabilmente, con un picco nel tardo 19thC.
-L’Antartide è stata anche più calda durante il Periodo Caldo Medievale.
-Il ghiaccio marino era molto più esteso durante la Piccola Età Glaciale.
-Quando fa freddo, si ottiene di più ghiaccio..

Fonti:
http://notalotofpeopleknowthat.wordpress.com/2013/08/07/the-antarctic-in-the-lia/
http://www.clim-past.net/8/1223/2012/cp-8-1223-2012.html
http://www.victoria.ac.nz/antarctic/research/past-research-prog/anzice/science-results

martedì 1 settembre 2015

ANTARTIDE, ISOLE SANDWICH: IL VULCANO MICHAEL E' DI NUOVO IN ERUZIONE


Uno dei più remoti vulcani attivi è di nuovo in eruzione.

In un'immagine satellitare del 26 Ago 2015 ottenuta dal programma della Nasa Earth Explorer, il fianco est del vulcano Michael vulcano si può vedere grigio macchiato il che indica fortemente che un'eruzione ha avuto luogo.

Fonte:http://www.volcanodiscovery.com/it/michael/news/54520/Michael-volcano-South-Sandwich-Islands-new-eruption.html

giovedì 7 maggio 2015

I CAMBIAMENTI DELL'ARTICO ASSOCIATI ALL'ATTIVITA' VULCANICA


Il fondo del Mar Glaciale Artico è composto da diverse importanti caratteristiche geologiche, in particolare la mastodontica Mid-Arctic Rift e i vari associati di Sistemi Rift.
Il sistema è di 1100 miglia di lunghezza / largo 120 miglia e topograficamente espresso in alte montagne e trincee di giganteschi canyon.
In termini geologici questo è un importante sistema frattura, che va formandosi al confine tra due placche tettoniche.
Data la sua una grandezza ci si aspetterebbe che è stato completamente studiato ed è ben capito.
Piuttosto gli scienziati contrari sanno molto poco della sua geologia causa la sua posizione remota, la copertura di ghiaccio spessa, e la percepita inattività geologica.
È comprensibile che finora solo quantità limitate di dati sono state raccolte riguardanti il ​​flusso di calore e l'espulsione dei sistemi termali.
Tuttavia relativamente una nuova ricerca ha indicato che questo sistema di spaccatura gigante non è inattivo dopo tutto.
Dato che una schiacciante quantità di dati scientifici ormai praticamente dimostrano che la fusione selettiva della calotta antartica è causata dal geologicamente indotto flusso di calore geotermica del Rift del Sistema Antartica occidentale, sembra ovvio che anche il ghiaccio che ricopre l'Oceano Artico sia condizionato dal medesimo fenomeno.
Il Rift del Sistema Medio-Artico è stato a lungo erroneamente considerato geologicamente "inattivo", e si presume essere di poca importanza rispetto al calore geotermico e l'espulsione di acqua termale nel sovrastante Oceano Artico.
Questa ipotesi si basava principalmente su un molto lento sistema del Rift 0,05 centimetri l'anno e la sua tipica bassa sismicità.
Purtroppo come spesso avviene sono stati smentiti.

La documentazione e la reinterpretazione di questa relativamente recente ricerca è la seguente.
Il primo e più recente resoconto di un terremoto di 4.5 terremoto lungo la Gakkel Ridge Rift mostra chiaramente che questo grande sistema è geologicamente estremamente attivo.
Anche se questo è stato solo un terremoto di medie dimensioni è stato associato con un geograficamente esteso rilascio di metano nell'atmosfera, come illustrato sulla mappa qui sotto.
Dato che la causa del rilascio di metano era vasta, è molto ragionevole concludere che l'effetto del movimento della faglia non si limitava al solo epicentro, piuttosto ha interessato l'intera lunghezza della Gakkel Ridge System Fault Rift.
La presenza di grandi sistemi di attività idrotermale nella Gakkel Ridge sono stati ben documentati, tuttavia ciò che non era ben conosciuto era il numero e la distribuzione geografica di queste aperture.
Questa nuova mappa del rilascio di metano è un ottimo dato per la distribuzione geografica dei sfiati idrotermali.
Essa mostra che fratture attive sono presenti lungo tutta la lunghezza del Gakkel Ridge.
Data questa nuova informazione è chiaro che questo geograficamente vasto sistema attivo ha la capacità di essere una potente fonte di calore e rilascio di acqua rovente che potrebbe facilmente influenzare il clima artico e la fusione dello strato di ghiaccio.
La documentazione e la reinterpretazione di questa ricerca è la seguente.
Nel 1999 i ricercatori in un sottomarino nucleare hanno documentato la presenza di vulcani attivi lungo il sistema di rift nella cresta centrale.
Nel 2001 i ricercatori hanno utilizzato navi rompighiaccio per raccogliere campioni di roccia dalle profondità dell'oceano lungo la porzione Gakkel Ridge del sistema di spaccature.
Essi hanno osservato numerosi camini idrotermali attivi.
La spedizione 2007 AGAVE del Woods Hole Oceanographic Institute ha scoperto consolidati depositi vulcanici piroclastici.
Questi depositi indicavano che una molto recente e forte eruzione sottomarina vulcanica era avvenuta lungo una porzione significativa del Gakkel Ridge.
Inoltre la composizione chimica di questi depositi indica un'elevata volatilità, verso l'alto di dieci volte più volatile deu letti vulcanici studiati fino ad oggi insieme ad altri importanti sistemi di rift nelle profondità oceaniche.
La spedizione Woods Hole ha anche trovato prove di tappetini microbici chemiosintetici. Questo tipo di vita chemiosintetica è nota per essere associata con gli sfiati idrotermali.
Le implicazioni di queste nuove informazioni sono potenti.
Il primo e più ovvio, se qualche effetto ha questo sfogo di flusso di calore idrotermale l'ha avuto sulla calotta di ghiaccio sovrastante.
In secondo luogo e, soprattutto, una reinterpretazione di questa relativamente nuova informazione mostra che i tassi di diffusione e l'attività sismica NON sono necessariamente correlati alla frequenza o intensità della portata del calore.
Il sistema Rift Medio Artico ha qualche sismicità ad associato ad esso, ma la quantità di attività di sfogo idrotermico e l'attività vulcanica sembrano essere molto più grandi di quello che sarebbe proiettato esclusivamente in base alla sismicità o spaccatura resa.
Ciò ha implicazioni significative per tutti gli altri grandi sistemi di rift alle profondità oceaniche.
Altre informazioni mostrano che la diffusione dal centro del Sistema Rift Medio Artico ha in passato attivamente emesso calore nel sovrastante Oceano Artico.
La mappa qui sotto è da uno studio di H. Dowsett et al del USGS 2-2009, “Getting Warmer? Prehistoric Climate Can Help Forecast Future Changes”.
Gli autori hanno utilizzato fossili di piante, animali e polline per ricostruire una mappa della temperatura superficiali del mare elevate durante il periodo di tempo geologico Medio Pliocene. Questo periodo di tempo è stato di 3 milioni di anni fa.
La traccia del Mid-Ocean Artic Rift System è stato segnato in arancione sulla carta.
Le aree scure ombreggiate sulla mappa mostrano dove le temperature della superficie dell'oceano erano molto più calde in questo periodo di tempo antico.
La partita esatta della Rift con le temperature oceaniche calde implica fortemente un rapporto di causa ed effetto.

Un nuovo interessante sviluppo è la scoperta delle fioriture di fitoplancton sotto il ghiaccio nella zona del Mar di Chukchi del Mar Glaciale Artico dagli scienziati della Stanford University. La loro ricerca ha dimostrato che queste fioriture sono probabilmente esistite in questa zona per decenni.
La scoperta di queste fioriture estese sotto ampie zone di ghiaccio hanno costretto un drastico cambiamento nel considerare come e dove si verificano.
Questa affascinante nuova scoperta non ha ancora portato a dimostrazione che esiste un rapporto diretto di questi tipi di fioriture con il geologicamente indotto flusso di calore profondo dell'oceano, tuttavia, questo dovrebbe essere considerato come un fattore.
In sintesi, il Mid-artico Rift ha emesso una notevole quantità di calore in tempi antichi, ha numerose fratture attive geotermiche profonde nell'oceano, è molto recenti rocce vulcaniche.
Questo dimostra che il calore geotermico emesso dalle profondità oceaniche condiziona direttamente sia le temperature marine, sia le fioriture di fitoplancton sia lo spessore e le dimensioni della calotta glaciale artica.




Fonti:http://www.climatechangedispatch.com/geothermal-heat-and-the-arctic-ocean-sea-ice.html

mercoledì 4 marzo 2015

ANTARTIDE: SI RISVEGLIA IL VULCANO EREBUS


Grandi eruzioni vulcaniche, come quella recente in Islanda, catturano la nostra immaginazione e fanno titoli di notizie di tutto il mondo.
Al contrario, l'attività vulcanica moderata è in genere poco interessante al pubblico e, pertanto, non fa mai titoli dei media, con una importante eccezione: l'attività vulcanica in Antartide.
Dell'Antartide il vulcano Erebus ha mandato segnali di attività magmatica circa il 5 dicembre 2014, come dimostrava la presenza di molteplici terremoti e l'aumento dell'attività vulcanica nella sua enorme vetta di 12.448 piedi.
Erebus ha mantenuto un livello moderato di attività vulcanica dal monitoraggio a tempo pieno iniziato nel 1972, punteggiato da impulsi più attivi (1984 1993 2001 2005 e 2015).
Quando è stato scoperto nel 1841 dall'esploratore polare Sir James Clark Ross, è stato osservato essere in eruzione.

Un secondo, anche se inattivo, vulcano trova a 19 km a ovest di Monte Erebus è stato chiamato Monte Terror.
Dal dicembre 2014, sciami sismici hanno continuato senza sosta con il Monte Erebus che emette significativamente maggiore quantità di calore e dei gas associati, espelle spesso piccole bombe di lava, e fornisce gli scienziati residenti e turisti frequenti pennacchi di cenere.
I vulcanologi hanno utilizzato l'energia sonora dai terremoti del monte Erebus per ricostruire un quadro tridimensionale della profondità della camera magmatica del vulcano e la sua portata.
Una ricerca pubblicata nel maggio del 2012 da New Mexico Tech mostra che a partire dal 2008, la camera magmatica principale era attiva (non dormiente), probabilmente a bassa profondità (circa 4.000 metri sotto la vetta), e di più di mezzo miglio.

Fonte:http://www.climatechangedispatch.com/antarctic-volcano-mount-erebus-wakes-up.html

martedì 13 gennaio 2015

NUOVO STUDIO: LA MAGGIORANZA DEI GHIACCIAI EST-ANTARTICI HANNO AVANZATO IN DIMENSIONE DAL 1990


Un nuovo documento pubblicato in Nature rileva che la maggioranza dei ghiacciai di sbocco lungo la calotta polare antartica orientale hanno avanzato in termini di dimensioni negli ultimi 20 anni, dal 1990 al 2010.
Secondo il giornale, "Nonostante le grandi fluttuazioni tra ghiacciai legata alle loro dimensioni significative dai modelli emersi: il 63 per cento dei ghiacciai si è ritirato nel periodo 1974-1990, il 72 per cento avanzato 1990-2000, e il 58 per cento avanzato dal 2000-2010 ".
Secondo gli autori," Negli anni 1970 e '80, le temperature erano in aumento e la maggior parte dei ghiacciai si ritirarono.
Durante il 1990, le temperature sono diminuite e la maggior parte dei ghiacciai avanzarono.
E il 2000 ha visto le temperature aumentare e poi diminuire, portando ad una combinazione di ritiro e di anticipo. "
" Quando era caldo e il ghiaccio marino è diminuito, la maggior parte dei ghiacciai si ritirarono, ma quando era più fresco e il ghiaccio del mare è aumentato, i ghiacciai avanzarono "
Da notare che attualmente i livelli di estensione del ghiaccio marino antartico sono a livelli da record.
Estratto dal documento:
Qui vi presentiamo le tendenze multidecadali nella posizione capolinea della terminazione di sbocco oceano-ghiacciai, lungo 5.400 chilometri del margine della calotta glaciale dell'Antartide orientale, e rivela cambiamenti diffusi e sincroni.
Un team del Dipartimento di Geografia ha utilizzato immagini spia declassificate per creare il primo record a lungo termine delle variazioni del capolinea dei ghiacciai di sbocco - dove si incontrano con il mare - lungo 5400 chilometri di coste della costa antartica orientale.
Utilizzando le misurazioni da 175 ghiacciai, i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che i ghiacciai hanno subito rapidi periodi di avanzamento e arretramento che hanno coinciso con il raffreddamento e il sincronizzato il riscaldamento.
I ricercatori hanno detto questo suggerisce che gran parte della calotta di ghiaccio, che raggiunge spessori di oltre 4 chilometri, potrebbe essere più sensibile alle variazioni di temperatura dell'aria e dell'oceano di quanto originariamente creduto.
Il parere scientifico attuale suggerisce che i ghiacciai in Antartide orientale sono meno esposti ai cambiamenti climatici di aree come la Groenlandia e l'Antartide occidentale grazie alle sue temperature estremamente fredde, che possono scendere sotto -30 ° C sulla costa, e molto più fredde nell'entroterra.
Ma la squadra di Durham ha detto che ora c'era un urgente bisogno di capire la vulnerabilità della Orientale Antarctic Ice Sheet, che detiene la maggior parte di ghiaccio e abbastanza per sollevare livello globale del mare di oltre il 50% nel mondo.
Il Dr Chris Stokes, nel Dipartimento di Geografia di Durham, ha detto: "Sappiamo che questi grandi ghiacciai subiscono cicli di avanzamento e arretramento che vengono attivati ​​da grandi iceberg che si staccano al capolinea, ma questo può accadere indipendentemente dal cambiamento climatico."

Fonte:http://www.thegwpf.org/majority-east-antarctic-glaciers-advanced-size-1990-study/

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

INDIRIZZO E-MAIL

Per contattarmi:

angelfallendark@hotmail.it


Cerca nel blog

Lettori fissi

Archivio blog