ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


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mercoledì 27 aprile 2016

L'UNIONE EUROPEA AVVERTE DELL'ARRIVO DI UN NUOVO ASSEDIO DI IMMIGRATI DALL'AFRICA


L'Italia deve prepararsi ad affrontare una nuova emergenza migratoria, avverte il commissario europeo all'immigrazione, Dimitris Avramopoulos, oggi a Catania per inaugurare, insieme ad Alfano, la nuova sede della Task force di Frontex. In una intervista a La Repubblica, il commissario sostiene che ''i migranti che arrivano in Italia non sono gli stessi che partono dalla Turchia. Arrivano principalmente dal Nord Africa e dall'Africa Occidentale attraverso la Libia''. Se non verrà fermata in Libia, saà una vera e propria ondata d'invasione di africani in Italia. ''Dall'inizio dell'anno - prosegue Avramopoulos - il numero degli arrivi in Italia ha ripreso notevolmente a salire. Da gennaio, sappiamo approssimativamente di 25mila sbarchi. Questo significa che dobbiamo essere preparati. L'Italia deve assicurarsi che tutti gli hotspots siano funzionanti a pieno regime il prima possibile, che tutti gli arrivi siano registrati e che vengano prese le impronte digitali. Occorre che tutti i centri di accoglienza, compresi i centri di detenzione, siano operativi e che il rimpatrio di coloro che non hanno diritto a restare venga accelerato. A questo proposito, l'Italia deve riavviare il suo vasto programma di rimpatrio volontario''

Fonte:http://www.ilnord.it/i-3595_UEPREPARATEVI_ALLINVASIONE

venerdì 15 aprile 2016

TRA POCO TUTTA L'AFRICA IN COMMERCIO CON LA "REPUBBLICA CINESE"


Davanti a gare per materiali o servizi di un valore x, molto spesso i cinesi hanno presentato offerte per un x moltiplicato anche trenta o quaranta volte, comprendendo un finanziamento garantito dal Governo di Pechino. Il prestito in oggetto non copriva solo la fornitura richiesta ma vi aggiungeva anche la realizzazione di infrastrutture necessarie al Paese africano. Si trattasse di ammodernamento o di nuove costruzioni di strade, porti, ospedali, edifici pubblici o telecomunicazioni, milioni di dollari erano messi a disposizione del Governo locale e si garantiva la loro realizzazione in tempi rapidi.
Solitamente, le offerte prevedono che questi finanziamenti possano essere restituiti a tassi più che ragionevoli nell'arco di trent'anni. Diventano, quindi, eccezionalmente allettanti per Presidenti e Primi Ministri desiderosi di mostrare ai loro cittadini realizzazioni che le casse locali, spesso vuote o esauste a causa di corruzione e inefficienze, non potrebbero mai permettersi. Se, in aggiunta, il Paese coinvolto non riceve finanziamenti privati o pubblici dall'occidente a causa di una evidente instabilità politica o di mancato rispetto dei diritti umani, le offerte di Pechino diventano irrinunciabili.
Solo al momento della firma dei contratti, a gara gia' chiusa e vincitore stabilito, si scopre che la generosità cinese pretende garanzie sovrane dai Governi locali e, nel caso che i pagamenti dovuti non potranno essere mantenuti, la proprietà a tutti gli effetti delle opere realizzate.
Poiché' l'instabilità politica in Africa e' molto diffusa e le gestioni finanziarie dei Governi non sono mai da manuale, la probabilità che, allo scadere del finanziamento, gli impegni assunti non saranno mantenuti è altissima. Risultato? Tra poche decine di anni la Cina si troverà direttamente a possedere le maggiori infrastrutture strategiche del Continente e, talvolta, le miniere o i pozzi oggetto dei generosi "prestiti". Lo stesso avviene con frequenza anche in Sud America.
Qualcuno nel mondo sembra non accorgersi di quel che ciò significa e pensa che l'invadenza cinese sia puramente commerciale, quindi non pericolosa strategicamente. Sono gli stessi che sostengono che, nella sua storia, la Cina non sia mai stata particolarmente aggressiva al di fuori dei propri confini e che il suo esercito e la sua marina militare non sono, ne' saranno, in grado di fronteggiare la potenza militare degli Stati Uniti.
Non ricordano, costoro, che il colonialismo moderno è più economico che militare e che il sobbarcarsi la gestione di popoli geograficamente lontani e' più costoso e più difficile che condizionarli economicamente. I tradizionali imperi coloniali sono finiti ed è impossibile che ritornino ma, come dimostrarono gli olandesi nel ‘600, non e' necessario "occupare" l'India o la Cina per diventare determinanti in alcune aeree del mondo: basta controllarne i commerci e gli snodi vitali. D'altronde, gli stessi cinesi gia' lo praticavano ancora prima degli olandesi e nel ‘400 i loro traffici commerciali imponevano le regole senza mai occupare territori ma imponendo condizioni, moneta e riscuotendo tributi da ogni città importante tra il mar Cinese Meridionale e la costa est dell'Africa.
I pagamenti internazionali vedono la valuta cinese ancora al quarto posto, dopo il dollaro, l'euro e la sterlina, ma il suo trend crescente è evidente. Perché' Pechino teneva così tanto a far sì che lo Yuan fosse ammesso ufficialmente tra le valute ufficiali del mondo? Per intanto, lo Zimbawe (ex Rhodesia), soffocato da un'inflazione enorme, ha rinunciato ad avere una valuta locale ed ha adottato, dallo scorso gennaio, lo yuan quale moneta ufficiale del Paese in cambio della cancellazione di un debito verso Pechino di 40 milioni di dollari.
E' evidente che la Cina nutra particolari attenzioni per Paesi e territori che possono garantire materie prime e alimentari indispensabili per nutrire lo sviluppo economico e la numerosa popolazione. Così come è altrettanto scontato che, a quello scopo, è necessario mettere in sicurezza tutte le vie di comunicazione relative e i maggiori porti su queste vie. Lo si vede fisicamente con la politica aggressiva condotta da Pechino nel Mar Cinese Meridionale. Ma la loro politica non si ferma lì.
Gli investimenti cinesi in settori strategici e ricchi di know-how si espandono in tutto il mondo e, mentre mirano ad assicurarsi le importazioni, si muovono anche nella direzione opposta, quella delle esportazioni. Ben quindici sono i contratti con vari Paesi per la creazione di zone di "Cooperazione commerciale" e sviluppo industriale e vanno dal Venezuela a Mauritius, dall'Indonesia alla Russia, dalla Nigeria al Pakistan e via dicendo. Si tratta sempre di investimenti finanziati dal Governo di Pechino con le clausole di cui sopra e molti di loro sono gia' operativi dal 2006. A tutt'oggi la Cina è già il primo partner commerciale con ben 124 Stati, mentre la "superpotenza" statunitense si deve fermare a 52.
Invero, qualcuno ha cominciato a capire che le "donazioni" cinesi non sono del tutto disinteressate e che la apparente generosità del momento nasconde ambizioni di futuro controllo, anche politico. E' per questa intuizione che qualcuno di questi progetti, approvato in un primo tempo, e' stato poi cancellato o sospeso con pretesti vari. Sono i casi del Marocco, dell'Algeria e della Corea del Sud, ma anche altri Paesi cominciano a porsi le giuste domande.
Stranamente, chi continua a sottovalutare le mosse dell'"Impero di mezzo" è soltanto l'Occidente, ignara vittima del furbo understatement cinese.
La ragione di questa cecità sta nel fatto che i politici nostrani pensano sempre a breve termine, alle prossime e frequenti scadenze elettorali, al consenso immediato. Al contrario, la saggia dirigenza cinese e' abituata da secoli a guardare su tempi lunghi, almeno sull'arco di cinquanta o cento anni. Sapranno mai i leader del nostro mondo trasformarsi da "politici" in veri "statisti"?

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20160414/2473276/cina-aste-africa.html#ixzz45uMjvF9w

venerdì 18 marzo 2016

CONGO: FORTE ATTIVITA' SUL VULCANO NYRAGONGO, PERICOLO INONDAZIONI LAVICHE


Il nuovo sfogo all'interno del cratere del Nyiragongo rimane molto attivo, producendo fontane di lava pulsanti 30 m di altezza a intervalli di 30 secondi, secondo l'osservatorio colate di lava ben alimentata partono dal sfiato.
Una foto recente mostra che questi hanno ormai raggiunto i bordi del lago centrale e hanno iniziato ad alimentarlo. Un grande spettacolo!
L'elevata attività continua sul vulcano.

Alcuni eventi molto particolari e allarmanti hanno avuto luogo presso il vulcano di recente: una nuova frattura eruttiva si è aperta nel settore nord-orientale della basso terrazza craterica, al di fuori del lago di lava attivo (che è attivo dal 2002) e appena sotto le quasi verticali pareti del cratere.
Secondo un rapporto preliminare del Volcano Observatory Goma (GVO) che ha visitato il vulcano durante marzo 1-2, il nuovo sfogo sta ora formando un secondo lago di lava.
GVO ha riferito che a partire dalla fine del mese di febbraio, l'attività al vulcano è stata più intensa del solito.
In particolare, a partire dalle 04:00, il 29 febbraio, gli abitanti locali hanno cominciato a sentire brontolii frequenti provenienti dal vulcano quasi ogni minuto.
Probabilmente, questi sono stati causati dall'apertura della nuova frattura occupata dal nuovo percorso per il nuovo magma e frane associate all'interno del cratere.
E 'importante notare come il rapporto di GVO menziona, che la posizione del nuovo sfogo si trova sulla zona di frattura nord-trend che collega la frattura alla vetta del Nyiragongo.
Questa zona di rift (insieme con la zona di rift meridionale che si estende verso città Goma) è uno dei luoghi più inclini ad eruzioni sui fianco pericolosi del vulcano.
Quando queste si verificano, l'edificio del vulcano si rompe lateralmente, permettendo al magma di defluire all'esterno.
Tali eruzioni si verificano a intervalli di pochi decenni in genere.
Di solito scaricano molto grandi volumi di lava molto fluida, e quindi, insolitamente lava veloce che defluisce dal lago in breve tempo.
I risultati delle ultimi due tali eruzioni nel 1977 e nel 2002 sono stati catastrofici: hanno ucciso più di 1000 persone, distrutto dozzine di villaggi e una grande parte della città di Goma. (nel 2002).
Se le attuali sviluppi sono precursore di una nuova eruzione dal fianchi del Nyiragongo è difficile dire, ma l'aspetto della nuova bocca dice che un movimento estensionale ha avuto luogo in questa zona di frattura, qualcosa che è certamente allarmante.

Fonte:http://www.volcanodiscovery.com/it/nyiraongo/new-summit-vent/march2016/eruption-update.html

lunedì 7 dicembre 2015

LA REPUBBLICA CINESE INVESTE SESSANTA MILIONI DI DOLLARI IN AFRICA

Piano di sviluppo in 10 punti per 60 miliardi di dollari. Il presidente cinese Xi Ji Ping ha promesso anche la cancellazione del debito verso i Paesi africani più poveri.


Sessanta miliardi di dollari in investimenti: è la promessa del presidente Xi Jinping all'Africa, fatta ieri a Johannesburg, durante il forum della cooperazione sino-africana.
La Cina è il maggiore partner commerciale del continente africano, con un volume di scambi dal valore di 222 miliardi di dollari al 2014. Tuttavia, il recente rallentamento economico cinese, unitamente al calo dei prezzi delle materie prime, ha provocato una contrazione del 32% nel valore delle importazioni dall'Africa.
Nonostante la recessione, Xi Jinping ha proposto un piano di sviluppo in dieci punti che prevede 5 miliardi di dollari in prestiti a interesse zero, 35 miliardi di dollari in prestiti agevolati, più altri 20 non meglio specificati.
Il progetto è finalizzato ad affrontare tre questioni che frenano lo sviluppo dell'Africa: le infrastrutture inadeguate, la mancanza di personale specializzato e la carenza di fondi.
Xi ha poi promesso di cancellare il debito dei Paesi africani più deboli, senza però specificare quali e per che importo. Già nel 2009 la Cina cancellò debiti per circa due miliardi e mezzo di euro.
Il presidente cinese ha aggiunto che, con la sua politica economica africana, la Cina conta anche di combattere l'estremismo violento, ed è chiaro il riferimento al fondamentalismo islamico. Intende farlo, senza però interferire nelle scelte politiche dei Paesi africani. È il modello cinese di relazioni diplomatiche: nessuna pressione politica ma investimenti, che da soli guariranno i mali della società.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20151207/1681691/Cina-investimenti-Africa.html#ixzz3teQ4Ez18

martedì 21 luglio 2015

OBOR: UN GRANDE PROGETTO DI INTEGRAZIONE EURASIATICA


La OBOR (One Belt One Road ) è un'iniziativa cinese immaginata nel 2013 e sta prendendo misure progressive per essere portata a compimento.
L'esecuzione del programma dipenderà da quanto la Cina è in grado di coinvolgere i paesi coinvolti in questo perimetro, soprattutto in ciò che definisce le iniziative della Via della Seta.
OBOR ha seguito due componenti chiave:

- Nuova Cintura Economica della Via della Seta che collega la Cina e l'Europa, attraverso l'Asia Centrale e occidentale
-Nuova Marittima Silk Road (MSR) che collegherà la Cina e i paesi del Sudest asiatico, l'Africa e l'Europa.

La grande visione della OBOR sembra coprire tutti i continenti tranne le Americhe.
Esso mira a rafforzare ulteriormente il ruolo cinese nel processo di integrazione economica con queste nazioni e giocando un ruolo maggiore negli affari politici globali.
Se e quando l'infrastruttura è pronta, i cinesi non sono solo stanno cercando di spingere le loro tecnologie indigene, ma anche trovare il modo per esportare la sua produzione all'eccesso.

Secondo i cinesi, l'iniziativa OBOR è in linea con gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e non è limitata alla antica Via della Seta, ma aperta ad altri paesi per i più ampi benefici per tutti i soggetti coinvolti.
Il Presidente Xi Jinping e il premier Li Keqiang hanno visitato più di qualche dozzina di paesi che promuovono la OBOR, e gettando il loro peso dietro mettendoci ministeri nazionali insieme per facilitare il progetto, fornendo il sostegno politico e il finanziamento di miliardi di dollari ai paesi partner, come ad esempio 1,4 miliardi di dollari di finanziamento per il Sri Lanka per costruire Colombo Port City.

La strategia è di lungo termine e sembra essere stato in movimento per non anni, ma decenni.
I cinesi hanno investito in diversi paesi africani nel corso di decenni, e questi paesi sono ora e dovrebbero essere parte della loro Maritime Silk Road.
D'altra parte, molti dei paesi asiatici che stanno per essere connesso attraverso la Nuova Cintura Economica della Via della Seta fanno già parte delle Infrastrutture Asian Investment Bank (AIIB) - un'altra iniziativa cinese, a investire in infrastrutture in questi paesi.
L'AIIB ha già 56 paesi membri come firmatari.
Il potere economico della Cina permette di giocare matrimoniale sul tabellone del gioco geopolitico.
Recentemente, i cinesi hanno emesso 40 miliardi di dollari per il Fondo della Silk Road che andrà a creare infrastrutture in Asia per i progetti di cui sopra, e creare ìlegami con i paesi interessati. I cinesi hanno dimostrato la loro capacità in mastodontici progetti infrastrutturali prima, nella connettività dei treni merci in Spagna oppure cercando di costruire un sistema di tunnel sotto il Monte Everest come esempi.
La Cina ha anche firmato il suo primo protocollo d'intesa con l'Ungheria lo scorso mese per la OBOR.
L'Ungheria potrebbe diventare un polo logistico integrato in Europa e la rete ferroviaria Ungheria-Siberia è un'opportunità per entrambi i paesi nel prossimo futuro.

Quali sono i vantaggi per l'India?

La Cina ha esteso l'invito all'India ad aderire alla Maritime Silk Route nel corso del 17 ° round di colloqui di confine tra i rappresentanti speciali dei due paesi a Nuova Delhi.
Il progetto OBOR avrà un mix collegato di paesi europei non solo sviluppati, ma anche con le nazioni vivaci dell'Asia orientale.
L'India ha bisogno di stare attento a come la Cina progredisce su questo.
Il corridoio economico Cina-Pakistan così come quello di Bangladesh, Cina e India e Myanmar è anche questo strettamente legato a questa iniziativa.
Oltre all'integrazione economica, queste iniziative hanno anche lo scopo di mostrare la forza militare cinese al mondo più grande e come si prevede per utilizzare questi corridoi sensibili per la sua mobilitazione militare.
L'accumulo di strade, autostrade, porti, gallerie e ponti su di un vasto terreno così inesplorato in tutti questi paesi avranno una tacita approvazione da ciascuno di essi, che possiede quel particolare tratto di terra, lo spazio aereo o marittimo.
Una volta che tutti i giocatori chiave hanno subito la loro validazione per diventare partecipanti, questa iniziativa guidata dai cinesi potrebbe buon auspicio per il nascente secolo asiatico.
La prosperità economica che l'antica Via della Seta ha portato alle regioni facenti parte del suo cammino potrebbe essere ripetuta in un modo molto più incisivo.
Il governo indiano alla pari di quello cinese è estremamente progressista e potrebbe integrare questi nuovi canali con iniziative come Digital India applicando la connettività telecom e virtuale attraverso gli altri attraverso la fibra e i cavi sottomarini.
Ciò contribuirà ad accrescere le capacità di larghezza di banda per l'India in modo significativo, attraverso i quali offrono eGovernance e forniscono servizi pubblici in modo efficiente diventando una chimera e una buona campagna di marketing.
Essendo un partecipante chiave ad un'iniziativa infrastrutturale così globale significherebbe che avremo connettività eccellente dei vari modi di trasporto, e un grande facilitatore per fare iniziative con l'India.
Il successo per noi dipende da come si usano in modo efficiente questi canali per trovare e far crescere nuovi mercati di esportazione per i nostri prodotti e permettere rotte commerciali efficienti. I vantaggi per l'India, mentre partecipano a un progetto globale impegnativo come OBOR sono immense.



Fonte:http://swarajyamag.com/world/chinas-grand-project-one-belt-one-road/

giovedì 5 febbraio 2015

L'IMPORTANTE RUOLO DELLA CINA IN AFRICA


Negli ultimi anni, l’Occidente ha evocato teorie fantastiche come «neocolonialismo», «la Cina sta sfruttando le risorse dell’Africa», ecc, in modo efficace, gettando fango sulla Cina per la sua cooperazione di tipo «vincere-vincere» con l’Africa.
Queste teorie, tuttavia, sono sempre più impopolari, dato che la Cina e l’Africa hanno costantemente ampliato la cooperazione in termini di portata e contenuti nel corso degli anni, per concentrarsi sulla costruzione di capacità, da parte degli africani, di sostenere il proprio sviluppo e la creazione di uno scenario «win-win.»
Alla appena concluso vertice dell’Unione Africana, il mondo ha assistito alla nascita di un “documento del secolo” che contiene in dettaglio la cooperazione sino-africana sui progetti infrastrutturali in tutto il continente africano.
È un percorso lungo quasi mezzo secolo e copre l’intero continente africano: il memorandum d’intesa (MOU) ha elevato a una nuova altezza il rapporto vincere-vincere della Cina con l’Africa.
Mentre i leader africani hanno abbracciato il progetto destinato a migliorare le infrastrutture in Africa, (la cui arretratezza, N.d.t.) ha a lungo bloccato la crescita economica, alcuni media occidentali non erano ovviamente felici.
Termini come «diplomazia del cemento», «neocolonialismo», ecc, hanno tradito una sorta di gelosia da parte di chi detesta di essere messo da parte, e cospira per mettere un cuneo tra due partner che non hanno paura di prepararsi per un futuro migliore.
“Quando l’Occidente etichetta gli aiuti cinesi e i progetti infrastrutturali in Africa come neocoloniali, «fa come la volpe con l’uva e dice che è acerba» ha detto il professor Munene Macharia, docente di relazioni internazionali n Kenya.
La colonizzazione dell’Occidente in Africa, che durò per centinaia di anni, e il cui inizio è risalente al 15 ° secolo, è ben noto al mondo. Ancora oggi, le potenze occidentali, in particolare quelli dell’Europa occidentale, separate dall’Africa solo dal Mediterraneo, non possono uscire da una mentalità che li porta a vedere l’Africa come il proprio cortile di casa.
La storia della schiavitù in Africa è ormai lontana. Ma i mali della struttura economica unilaterale e le infrastrutture a rovescio, lasciate dai colonizzatori occidentali, non sono facilmente risolvibili. Oggi, l’Africa rimane l’unico continente che non ha realizzato l’industrializzazione. Il suo status debole nell’economia mondiale ha radici nel passato coloniale.
Al giorno d’oggi, le risorse naturali come petrolio, gas e minerali in molti paesi africani sono infatti controllati da potenze occidentali, che hanno approfittato del loro ruolo dominante nell’ordine economico e commerciale globale. D’altra parte, l’Africa ha guadagnato meno, ed è stata a lungo trattata dall’Occidente come un fornitore di materiali e come mercato per prodotti industriali.
«L’Occidente non è felice che la Cina stia aiutando l’Africa a superare una delle sue più grandi sfide odierne», ha detto Macharia. «L’Occidente è stato in Africa per lungo tempo, ma non ha mai posto lo sviluppo delle infrastrutture in Africa come una priorità.»
«Le nazioni occidentali sviluppano solo le infrastrutture necessarie a spedire le risorse dell’Africa verso l’Occidente» ha detto il dottor Gerishon Ikiara, docente di economia internazionale con l’Università di Nairobi, ed ex-Segretario permanente del Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni del Kenya.
La diffamazione da parte dell’Occidente non riuscirà però a eclissare l’onestà e la sincerità della Cina nei rapporti con i fratelli africani. In una vivida descrizione della visione di cooperazione con l’Africa, il presidente cinese Xi Jinping ha detto che la fenice verrà se il nido è costruito e che insegnare a qualcuno a pescare, è meglio che dargli un pesce.
Affrontando il problema delle infrastrutture, la Cina e l’Africa hanno scelto di estirpare un collo di bottiglia che da tempo rallenta la crescita economica dell’Africa, spianando così la strada all’Africa per promuovere lo sviluppo auto-sostenuto e accelerare l’industrializzazione.
Come dice un detto cinese: «la ricchezza non è lontana, se le strade vengono costruite.» La Cina è disposta a condividere con l’Africa l’esperienza più preziosa che ha imparato e ha praticato negli ultimi 30 anni di riforma, apertura e rapida crescita economica.
I fatti contano più delle parole. La Cina è stata a lungo di aiuto all’Africa con lo sviluppo delle infrastrutture e ha completato 1.046 progetti, costruito ferrovie per una lunghezza totale di 2.233 km e autostrade con una lunghezza totale di 3530 km in Africa; ha fornito così contributi concreti al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro in Africa.
L’acrimonia e il sospetto (degli occidentali, N.d.t.) dato che alcuni media occidentali parlano di «diplomazia del cemento», nel tentativo di sminuire l’assistenza fornita dalla Cina.
Come seconda economia più grande del mondo, la Cina è diventata più sofisticata nel trattare la disinformazione diffusa dai media occidentali.
«Alcuni dicono che la Cina stia conducendo una «diplomazia di cemento» nell’aiutare l’Africa nello sviluppo delle infrastrutture. Credo che questo sia un male necessario», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, durante una recente conferenza stampa.

Fonte:http://www.statopotenza.eu/18616/la-cina-in-africa-fatti-e-soldi-non-parole

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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