ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


Visualizzazione post con etichetta Afghanistan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Afghanistan. Mostra tutti i post

lunedì 24 ottobre 2016

NELLA REPUBBLICA DEL TAGIKISTAN I TRAFFICANI DI DROGA AFGANI NON ATTRAVERSANO PIUì IL CONFINE

Il portavoce ha aggiunto che per i primi nove mesi del 2016 al confine tagiko con l'Afghanistan si sono verificati 22 scontri armati con i trafficanti.

Le guardie di frontiera tagiche hanno messo fine al tentativo dei contrabbandieri afghani di passare la linea di confine nella notte di lunedì, sequestrando 15 chili di droga e armi, ha riferito a RIA Novosti il portavoce della gestione delle truppe di frontiera Muhammad Ulugchodzhaev.
"Non è stato identificato il gruppo di contrabbandieri durante il passaggio illegale al confine nella zona di Pjandzhsk, sono stati affrontati da un gruppo di guardie di frontiera, i contrabbandieri sono riusciti a fuggire in territori attigui " ha detto. Secondo Ulugchodzhaev, sul luogo dell'incidente sono stati sequestrati 15 chili di sostanze stupefacenti, AKM-47 e 56 munizioni e anche una radio. Il portavoce ha aggiunto che per i primi nove mesi del 2016 al confine tagiko con l'Afghanistan si sono verificati 22 scontri armati con i trafficanti, 12 trasgressori sono morti, 6 feriti, 15 arrestati. Sono stati sequestrati più di 803 chili di droga, di cui 16,8 di eroina, 659,6 di cannabis e 117 chili di oppio.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201610243536228-tagikistan-armi-droga/

giovedì 4 agosto 2016

AFGHANISTAN: L'EX PRESIDENTE KARZAI CONFERMA L'INUTILITA' DELLA NATO CONTRO I TALEBANI

L'ex presidente afghano Hamid Karzai ritiene inutile la presenza della coalizione militare guidata dagli USA nel Paese, prendendo atto che le forze NATO non hanno prodotto risultati concreti nella lotta contro i talebani.

In un'intervista con il "Guardian", Karzai ha affermato che gli sforzi della coalizione internazionale per aiutare l'esercito afghano hanno fatto più male che bene. Ha inoltre osservato che in Afghanistan i soldati britannici e statunitensi muoiono invano dal momento che i talebani hanno mantenuto e consolidato le loro posizioni.
"La NATO è qui da 14 anni. Abbiamo avuto qualche miglioramento? Abbiamo più sicurezza? No, vuol dire che qualcosa non va," — ha detto l'ex presidente.
Dal momento che i fondamentalisti si stanno avvicinando verso Lashkar Gah, capoluogo della provincia di Helmand, i militari afghani hanno chiesto agli Stati Uniti di intensificare i raid aerei sulle posizioni dei talebani, tuttavia Karzai è convinto che non sarebbe stata dovuta essere inoltrata questa richiesta.
"Hanno sbagliato, si sono sbagliati di molto. Chi chiede alle forze straniere di bombardare l'Afghanistan, non può rappresentare gli interessi nazionali e dei suoi cittadini" — ha osservato l'ex presidente.
All'inizio dell'anno le forze governative controllavano il 70,5% del Paese, mentre ora la cifra è scesa al 65,6%.
Karzai ha inoltre dichiarato che le truppe straniere dovrebbero lasciare l'Afghanistan ed affrontare i problemi nei loro Paesi, oppure concentrarsi nella lotta contro gli sponsor dei talebani in Pakistan.
I rapporti tra Karzai e gli Stati Uniti sono peggiorati nel 2013, quando il presidente non firmò l'accordo di sicurezza per consentire ai militari stranieri di restare in Afghanistan. Ha biasimato l'attuale presidente Mohammad Ashraf Ghani per il suo via libera all'accordo con Washington nel 2014.
"Ho chiesto al governo afghano di non rivolgersi agli USA con la richiesta di effettuare raid nel Paese. Sono sostanze chimiche che ogni giorno si riversano nel nostro territorio, distruggendo i nostri terreni, provocando malattie e non portano alla fine della guerra", — ha sottolineato Karzai.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160804/3231932/NATO-Occidente-terrorismo-raid.html

lunedì 25 luglio 2016

L'AFGHANISTAN PREVEDE DI ACQUISTARE AVANZATI ELICOTTERI DALLA RUSSIA


La Afghan National Security Adviser, tramite Hanif Atmar ha intenzione di concordare l'acquisto di elicotteri russi per l'Air Force del Paese durante la sua prossima visita a Mosca.
"Uno dei principali obiettivi della visita è quello di acquistare elicotteri Mi-17 e Mi-35 per l'Afghan Air Force", ha detto il servizio stampa in un comunicato, aggiungendo che Kabul prevede di negoziare manutenzione e pure riparazione.
Durante la visita, che è impostata per dare il via il 25 luglio, Atmar si aspetta di incontrarsi con il Segretario del Consiglio alla Sicurezza russo, Nikolai Patrushev .
Una più ampia cooperazione politica e di sicurezza, così come strategie bilaterali anti-terrorismo e anti-droga strategie suscettibili di essere all'ordine del giorno dei colloqui.

Fonte:http://sputniknews.com/military/20160724/1043552107/afghanistan-russia-mi-35.html

martedì 24 novembre 2015

L'AFGHANISTAN APPREZZA IL SUPPORTO RUSSO PER IL PROCESSO DI PACE


Kabul apprezza il sostegno russo al processo di costruzione della pace e di lotta contro il terrorismo portato avanti dal paese.
Lo ha detto il presidente dell'Alta Camera del Parlamento afgano, Fazal Hadi Muslimyar.
"Tutti gli eventi che si sono verificati nel corso degli ultimi 13-14 anni in Afghanistan e in altri paesi della regione, hanno dimostrato che il terrorismo è una minaccia internazionale. Il popolo dell'Afghanistan è tra le sue vittime", ha affermato durante un incontro con il presidente della camera Alta del Parlamento russo, Valentina Matvienko a Mosca.
Muslimyar ha aggiunto che l'Afghanistan è minacciato non solo dallo Stato Islamico (IS) ma anche dagli estremisti di altre organizzazioni terroristiche.
"Il popolo afgano sta conducendo una lotta risoluta fino all'eliminazione totale" di tutti i gruppi estremisti. "Vorremmo ringraziarvi per aver detto che un Afghanistan pacifico e stabile è una delle priorità della politica estera russa. Apprezziamo molto questo sostegno", ha riconosciuto Muslimyar.
L'Afghanistan continua ad essere in fermento politico e sociale sia per via dei talebani, sia di altre organizzazioni estremiste, come l'Isis, che approfittano dell'instabilità nazionale persistente, nonostante i miliardi di dollari di assistenza ricevute a seguito dell'invasione del 2001 guidata dagli Stati Uniti.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20151124/1598239/afghanistan-russia-processo-pace.html#ixzz3sQUoqMg6

venerdì 17 luglio 2015

I VERTICI BRICS E SCO: CONTENUTI SPECIFICI


È piuttosto difficile valutare subito il significato dei vertici BRICS e SCO tenutisi a Ufa l’8-10 luglio, e questo è testimoniato dalla raffica di relativamente simili (anche se essenzialmente veri) commenti. La maggior parte dei commentatori si rivolge ad aspetti abbastanza esterni, essenzialmente simbolici. E’ difficile argomentare contro le dichiarazioni che BRICS e SCO insieme formano un nuovo centro di potere in opposizione all’ordine mondiale unipolare, ad esempio, ma cosa significa in pratica? Né SCO, tanto meno i BRICS sono alleanze militari e politiche, quindi non ha senso parlare di una sorta di NATO asiatica e ancor meno di una transcontinentale. Eppure entrambe le organizzazioni, con tutte le loro differenze relative a struttura organizzativa, appartenenza e ordine del giorno, sono una reale alternativa globale all’occidente con tutte le sue istituzioni, tra cui la NATO. È opportuno ricordare i classici del marxismo-leninismo, secondo cui “la politica è l’espressione concentrata dell’economia”. Da questo punto di vista, misure specifiche per creare una nuova architettura finanziaria indipendente delle istituzioni create nel quadro del sistema di Bretton Woods, che assicurano il monopolio del dollaro USA, sono di gran lunga più importanti delle dichiarazioni politiche. Quando l’idea di una banca BRICS fu sollevata un paio di anni fa, molti la dichiararono utopica e persino ridicola. Ora però ha acquisito non solo un concreto profilo organizzativo e finanziario, ma la Banca degli Investimenti Infrastrutturali Asiatica è in fase di realizzazione, allo stesso tempo, senza il coinvolgimento degli Stati Uniti. Al vertice SCO fu avanzata l’idea di creare una banca per questa organizzazione, e i Paesi di entrambe le organizzazioni sempre più passano ai pagamenti reciproci in valute nazionali. Anche se è attualmente improbabile che tutte queste istituzioni potranno scrollarsi il monopolio del FMI e della Banca mondiale nei prossimi anni, va ricordato che possenti querce nascono da piccole ghiande, e queste ghiande non sono solo piantate nel terreno, ma i primi germogli già appaiono. Più in particolare, vorrei indicare una cosa accaduta a Ufa, l’avvio dell’adesione alla SCO di India e Pakistan. C’è indubbiamente anche un aspetto simbolico nel (tanto atteso) evento: le tre grandi potenze asiatiche si uniscono in un’unica organizzazione ideata dal defunto Evgenij Primakov sull’asse geopolitico ‘Mosca-Delhi-Pechino’. Ma l’importanza di questo passo va ben oltre il simbolismo politico. Torniamo ancora una volta alle specifiche economiche.
Da grande potenza asiatica (e globale), l’India potrebbe essere considerata una nazione insulare in un certo senso: è circondata dal mare su tre lati, il nord e nord-est sono limitati dal sistema montuoso più alto del mondo, e il nord- a ovest confina con il Pakistan con cui i rapporti lasciavano molto a desiderare per quasi tutti i 70 anni d’indipendenza. Risultato, l’enorme interesse dell’India ai mercati e materie prime di Russia e Asia centrale, e la mancanza di infrastrutture impedisce che il suo potenziale sia utilizzato al massimo. Dati come il fatturato commerciale tra Russia e India nel 2014 (meno di 10 miliardi di dollari) parlano da soli, sono semplicemente ridicoli. L’8 maggio 2015, durante la visita del presidente cinese Xi Jinping a Mosca per celebrare il 70° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica, Russia e Cina presero la decisione storica di unire due progetti integrandoli, Unione economica eurasiatica e progetto della Cintura economica della Via della Seta (One Belt, One Road (OBOR)). L’India che aderisce alla SCO significa che questi due progetti, la cui spinta principale è da est a ovest, saranno integrati con il progetto internazionale del corridoio nord-sud a lungo accarezzato ma non ancora pienamente operativo (dall’India via mare al porto di Chabahar in Iran e poi attraverso strade e sistema ferroviario in Afghanistan, Asia centrale, Caucaso meridionale, Russia e Nord Europa). Così un sistema infrastrutturale chiuso verrebbe creato nella vasta area tra Nord Europa, Asia meridionale, Mediterraneo ed Estremo Oriente, aumentando di molte volte il fatturato commerciale tra tutti i Paesi interessati. E quando (non credo che ci sia alcun modo di dire “se”), questo sistema sarà realtà (il recente accordo sul programma nucleare dell’Iran e futura revoca delle sanzioni all’Iran daranno ulteriore impulso alla realizzazione del progetto), renderà possibile dire che un’alleanza integrata si crea nelle vaste distese dell’Eurasia, non solo in alternativa a ciò che esiste (come l’Unione Europea), ma probabilmente come qualcosa di ancora più attraente. E’ ovvio che non possano capirlo a Washington, per cui è ragionevole aspettarsi tentativi di colpire la stabilità in uno o più Paesi componenti questi legami integrati e colpi secondo le rivoluzioni colorate. Ma anche gli strateghi di Washington devono capire che Russia, Cina e India non sono affatto Georgia o Ucraina. Il fatto che le tre grandi potenze asiatiche abbiano interessi comuni farà da solida garanzia contro qualsiasi tentativo d’intervento estero.



Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/07/16/i-vertici-brics-e-sco-simbolismo-e-di-contenuti-specifici/

mercoledì 20 maggio 2015

LA FEDERAZIONE RUSSA CONSOLIDA IL CONFINE MERIDIONALE POLITICAMENTE E MILITARMENTE

La Russia prevede d’invitare India, Pakistan e Iran nella Shanghai Cooperation Organization (SCO)

Ciò è discusso da molto tempo, ma questa volta è ufficiale: Sergej Lavrov ha appena dichiarato che al prossimo vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO) la Russia proporrà di avviare il processo di piena adesione dell’Iran insieme a India e Pakistan.

Promemoria, i seguenti Paesi attualmente aderiscono alla SCO: Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan; i seguenti Paesi sono attualmente “osservatori” e quindi possibili candidati: Afghanistan, India, Iran, Mongolia e Pakistan; mentre Bielorussia, Sri Lanka e Turchia sono “partner del dialogo”. La SCO del prossimo futuro quindi vedrà la piena adesione di Cina, India, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan. (E’ anche importante ricordare che la SCO è un’organizzazione di sicurezza con forte componente militare. Mentre l’obiettivo principale è il coordinamento degli Stati aderenti nella lotta a terrorismo, separatismo ed estremismo, la SCO ha condotto una serie di esercitazioni militari. La SCO non è un’alleanza militare formale, ma i Paesi centrali aderiscono all’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), ossia Russia, Armenia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Molto rudemente si potrebbe dire che la SCO ha una funzione simile alla NATO, mentre la CSTO ha una funzione paragonabile a quella del Comando supremo delle potenze alleate in Europa (SHAPE). Questo confronto non va preso alla lettera, ma come in Europa possiamo osservare un’alleanza economica (Unione europea), un’alleanza di sicurezza politica (NATO) e un unico comando puramente militare (SHAPE), in Asia vediamo l’Unione economica eurasiatica (UEE) quale alleanza economica, la SCO quale organizzazione di sicurezza politica e la CSTO quale organizzazione puramente militare). Inutile dire che la Casa Bianca sia assolutamente inorridita da tutto ciò: non solo gli Stati Uniti sono sempre stati contrari alla creazione di SCO, CSTO e UEE, ma il consolidamento di queste organizzazioni è la vivida illustrazione della perdita d’influenza e potere degli Stati Uniti, che cercano di fermarli, di ostacolarne a chiunque l’adesione, e perfino di ignorarli, senza riuscirci: la SCO aumenta in alleati ed influenza.
Per chiarire, i BRICS ormai sono la minaccia aperta e diretta all’egemonia economica degli Stati Uniti sul pianeta. A Washington si rendono conto lentamente della gravità della minaccia che affronta l’ompero. Questi sviluppi mostrano anche il drammatico contrasto tra vie e scopi diplomatici statunitensi e russi. Mentre gli Stati Uniti favoriscono il classico metodo “divide et impera”, la Russia privilegia il metodo “unire e guidare” volto a riunire gli ex-nemici (come India e Pakistan o Cina e India) e costruirvi grandi coalizioni. La prospettiva dell’adesione dell’Iran alla SCO è vista da Washington come provocazione palese, uno schiaffo dell’imperatore, soprattutto mentre Stati Uniti e Arabia Saudita sono in guerra nello Yemen per isolare e “contenere” l’Iran (naturalmente “contenere” Russia, Cina e Iran allo stesso tempo non è un piano molto intelligente!) La risposta degli Stati Uniti è prevedibile: punire tutti gli interessati con il caos. Questa volta si tratta della piccolissima Macedonia, oggetto dell’aggressione statunitense (tramite i terroristi della CIA dell’UCK in Kosovo), con l’intenzione esplicita d’inviare a tutti il seguente messaggio: stare con la Russia costerà caro. Ci furono anche avvertimenti da analisti russi sui rischi sul SIIL in addestramento in Georgia o della ripresa della ribellione cecena, ma questa volta con il supporto diretto degli ucronazi. Lo Zio Sam apparentemente cerca di colpire la Russia nel suo “ventre molle”, ma tale piano non ha alcuna possibilità di successo perché tale ventre molle non esiste più.

Il mito del ventre molle della Russia
Tra i molti miti geopolitici vi era il famoso “ventre molle della Russia”. Ad essere onesti, c’era qualche verità, ma non molta. Oggi, tuttavia, è assolutamente falso. In realtà, i risultati combinati delle due guerre in Cecenia, guerra contro la Georgia, guerra civile in Ucraina, minaccia terroristica in Daghestan, insurrezione wahabita in Tagikistan e caos creato dagli statunitensi in Iraq hanno contribuito a definire e attuare la politica russa a lungo termine nel “blindare il ventre”. La prima manifestazione di questa politica è stata la decisione di ricorrere alla 201.ma Divisione fucilieri motorizzati in Tagikistan per sostenere la guardia di frontiera russo-tagica. Poi la divisione venne rinominata 201.ma Base riflettendone le capacità uniche.Oggi, subunità di questa base si trovano in 3 città del Tagikistan “coprendo” tutte le aree critiche. La 201.ma è, sotto qualsiasi aspetto, una forza formidabile, di gran lunga superiore a qualsiasi cosa si possa avere in Tagikistan o Afghanistan. Ma i russi sono andati avanti: recentemente hanno testato la capacità delle forze aeroportate russe di schierarsi nell’arco di alcune ore in Tagikistan: senza alcun preavviso, elementi della 98.ma Divisione Aeroportata furono messi in allerta e trasportati con tutti gli equipaggiamenti e le armi nel sud del Tagikistan. L’esercitazione fu specificamente condotta sotto l’egida delle Forze di Reazione Rapida della CSTO, volta a testare la capacità russa di proiezione di potenza sul confine tagico-afghano.
Attualmente, il dispositivo della sicurezza russa verso l’Afghanistan si basa sui seguenti livelli: in primo luogo, il mantenimento di un buon rapporto con la popolazione tagica nel nord dell’Afghanistan; quindi rafforzamento delle guardie di frontiera e delle forze armate tagiche fornendo istruttori ed equipaggiamenti; poi dispiegamento di truppe della guardia di frontiera russa insieme ai colleghi tagichi; infine mantenere un potente “pugno” da combattimento nella 201.ma Base ed essere pronti a rafforzarla con forze aeroportate ed elementi dell’aviazione. Di conseguenza, la Russia può schierare un gruppo da combattimento estremamente potente in 48 ore, quasi ovunque in Tagikistan. Un altro esempio del “ventre blindato della Russia” è la non meno formidabile 58.ma Armata in Cecenia, i cui recenti combattimenti includono la sconfitta dei wahabiti ceceni nel 2000 e delle forze armate georgiane nel 2008. La 58.ma Armata è una delle meglio addestrate ed equipaggiate dell’esercito russo. Ora può anche contare sul pieno appoggio delle forze cecene fedeli a Ramzan Kadyrov, al di là di ogni dubbio le forze meglio addestrate ed esperte nel Caucaso. Se i pazzi del SIIL cercassero mai di penetrare nel Caucaso (ad esempio attraverso la Georgia) incontrerebbero una forza militare estremamente potente, superiore a qualsiasi cosa Siria o Iraq possano schierare. Infine, vi è la flotta del Mar Nero, che nell’era sovietica era considerata la meno capace e, francamente, meno importante delle quattro flotte sovietiche (Nord, Pacifico, Baltico e Mar Nero in ordine di importanza). Ora, con la guerra civile in Ucraina e dopo la guerra in Georgia, il Mar Nero ha nuovamente acquisito nuova importanza, soprattutto come “Flotta della Crimea”. I funzionari russi hanno annunciato il notevole rafforzamento non solo delle forze in Crimea, ma anche della Flotta del Mar Nero. La soluzione scelta dalla Russia è la creazione in Crimea di un “raggruppamento militare” autonomo comprendente 96 formazioni ed unità e la cui attività riguarda non solo la tutela degli interessi russi nel Mar Nero e del Distretto Federale di Crimea, ma anche “affrontare minacce a lungo raggio nella zona marittima”. In altre parole: proiezione di potenza. La “fortezza” della Crimea, la Flotta del Mar Nero, la 58.ma Armata e la 201.ma Base fanno parte del nuovo ventre corazzato russo, pronto ad affrontare qualsiasi minaccia proveniente da sud.

Conclusione
Negli ultimi decenni la Russia ha investito enormi risorse nello sviluppo della politica multi-dimensionale verso Sud e Oriente. Sul piano politico, organizzazioni come SCO, CSTO e BRICS formano una rete di alleanze su cui la Russia può contare. Sul piano militare, la Russia ha posto dei “blocchi militari” sul fianco meridionale di Mar Nero, Caucaso e Asia Centrale, sviluppando la capacità d’inviarvi notevoli rinforzi. In effetti, la Russia ha creato un “cordone sanitario” per proteggersi dall’instabilità sul confine meridionale. Questa combinazione di misure politiche e militari ha dato alla Russia notevole flessibilità nel rispondere a qualsiasi crisi o minaccia.


La guerra in Afghanistan si avvicina al confine del Tagikistan

Le forze aviotrasportate russe riassegnate al Tagikistan nell’ambito di un’ispezione a sorpresa dei contingenti della Forza di Reazione Rapida dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), svolgevano esercitazioni, secondo il Ministero della Difesa russo, per addestrarsi a “monitorare la situazione e condurre ricognizioni sulle vie di avvicinamento alle posizioni delle principali forze, presso campo Kharbmaidon”, ha detto il ministero. Le esercitazioni coinvolgevano i contingenti CSTO di Russia, Tagikistan, Bielorussia, Armenia, Kirghizistan e Kazakistan. Il CSTO è un gruppo di protezione regionale comprendente i sei Paesi suddetti. Più di 2500 soldati del CSTO partecipavano all’addestramento con circa 200 sistemi d’arma e 20 aerei da combattimento. 30 aerei dell’aviazione da trasporto militare avevano portato e poi ritirato personale ed equipaggiamenti nella zona dell’esercitazione. Il portavoce della CSTO Vladimir Zainetdinov ha detto, nella conferenza stampa del 18 maggio, che tutte le forze del CTSO hanno effettuato con successo le missioni assegnate durante le manovre. Era la prima volta che truppe russe, elementi della Forza di Reazione Rapida della CSTO, venivano trasportate da aerei da trasporto Il-76 usando i paracaduti speciali Arbalet-2. Le forze sono state inizialmente impiegate in Tagikistan, il 13-15 maggio, in reazione all’aggravarsi della situazione alla frontiera tagico-afghana. Il suono della battaglia si sentiva per tutta la settimana, mentre le forze di sicurezza afghane combattevano i taliban. Kabul ha detto che 12mila militari erano coinvolti nell’operazione. La guerra civile in Afghanistan si avvicinava ai confini del Tagikistan. I combattimenti si svolgevano nel distretto Imam Sahib, dove i taliban controllano una posizione sul fiume Panj. Operazioni sono in corso nella provincia di Kunduz da più di due settimane. Si sono avuti almeno un centinaio di combattimenti, con le forze di sicurezza che respingevano gli attacchi di taliban e Stato islamico. Finora non ci sono stati tentativi dei militanti di attraversare la frontiera, ma il loro numero cresce mentre si avvicinano al confine e i combattimenti continuano. Un funzionario di polizia di Kunduz, Said Sarwar Hussaini, non esclude la possibilità di un’operazione congiunta con il Tagikistan contro i terroristi nascosti nella fascia boschiva che divide i due Stati. Muhamad Umar Safi, governatore della provincia di Kunduz, ha detto che molti militanti che combattono le truppe governative provengono da Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Turchia e Caucaso settentrionale. Secondo lui, anche taliban pakistani operano nella zona. Hanno giurato fedeltà allo Stato islamico e alcuni appartengono ai gruppi Jamaat Ansorulla e Movimento Islamico dell’Uzbekistan (IMU), che cercano di sfondare in Asia centrale.
La situazione peggiora in Afghanistan. I combattimenti si spostano da sud a nord. I taliban controllano circa l’80% della provincia di Badakhshan, vicina alla regione autonoma del Gorno-Badakhshan nel Tagikistan orientale. Il ministro degli Interni dell’Afghanistan, Nur ul-Haq Ulumi, ha detto che 11 delle 34 province afghane sono gravemente minacciate, mentre nove affrontano una minaccia minore. Evidentemente tutte le assicurazioni di Washington sulla stabilizzazione della situazione nel Paese sono infondate. La missione creata 14 anni prima, con forze statunitensi schierate in Afghanistan, è fallita. Non importa che l’operazione Enduring Freedom giustificasse l’invio di truppe statunitensi ai confini della Comunità degli Stati Indipendenti. Gli Stati Uniti si sono concentrati sulle operazioni militari ignorando la necessità di sviluppare l’economia afghana. L’Afghanistan resta il Paese più povero del mondo. Il conflitto interetnico ed interreligioso s’è esacerbato. Non c’è unità nella classe politica. Il fattore religioso è una forza trainante della lotta armata. Inoltre, l’Afghanistan è il primo produttore mondiale di papavero. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, nel 2014 il Paese ha visto il maggiore raccolto di sempre. Dopo l’arrivo delle forze statunitensi nel Paese, la produzione del papavero è aumentata di 40 volte. Un quadro cupo emergeva il 12 maggio, quando William Brownfield, assistente del segretario di Stato per il Bureau of Internazional Narcotics and Law Enforcement Affairs, ha pubblicato i risultati sul consumo di droga in Afghanistan, rivelando che un afghano su nove è tossicodipendente. SGI Global ha guidato il team che ha condotto l’indagine nei distretti rurali e urbani dell’Afghanistan, completata nel 2014. Secondo il sondaggio, preparato nell’ambito della cooperazione tra i ministeri afgani e statunitensi, tre milioni di afghani usano droghe, e di questi, 1,4 milioni sono tossicodipendenti.
In realtà, gli Stati Uniti usano la propria presenza in Afghanistan per fare pressioni su altri Stati, in particolare Russia e Asia centrale. Nel 2014 la NATO trasferì la responsabilità formale della sicurezza della nazione alle forze afghane. Da allora grandi formazioni di militanti si sono diretti verso il confine con il Tagikistan. La leadership del Badakhshan già lamenta la negligenze del governo centrale verso la sicurezza della provincia. Se Kabul non prenderà misure urgenti, la provincia sarà sotto il controllo dell’opposizione armata. C’è motivo di credere che lo scenario in cui lo Stato islamico occupa ampio territorio iracheno possa ripetersi. Dushanbe lo sa bene. Aumenta la sicurezza nelle zone di confine. Agli stranieri è vietato visitare la regione autonoma del Gorno-Badakhshan. La Collective Security Treaty Organization monitora la situazione pronta a reagire e la Russia ha schierato nella zona elicotteri da trasporto Mi-8, alcuni in versione cannoniera, così come cannoniere ad ala rotante Mi-24 e droni Forpost. La sicurezza regionale e la situazione in Afghanistan saranno seguite dalla Collective Security Treaty Organization. La prossima riunione del Comitato dei Segretari per la Sicurezza della Collective Security Treaty Organization (CSTO) si svolgerà nella città tagika di Khujand, il 20 maggio.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/05/20/la-russia-ha-indurito-il-confine-meridionale-politicamente-e-militarmente/

martedì 19 maggio 2015

MOSCA CHIUDE IL CORRIDOIO PER I MEZZI NATO IN AFGHANISTAN


La Russia ha annunciato ieri che metterà fine al transito attraverso il suo territorio di materiale militare destinato alle forze della NATO in Afghanistan. L’ordine è partito dal primo ministro Dmitri Medvedev.
“Il ministero degli Esteri è incaricato d’informare i governi degli stati esteri e le organizzazioni internazionali della fine del transito attraverso il territorio russo di armi e di materiale militare destinato alla Forza internazionale d’assistenza e sicurezza (ISAF) in Afghanistan”, recita l’ordine pubblicato sul sito ufficiale del governo.
Si tratta, continua il comunuicato, “del transito terrestre e del transito combinato (ferroviario, stradale e aereo”. Attualmente l’Operazione Resolute Support vede la presenza in Afghanistan di 13.000 militari stranieri tra i quali 700 italiani e 10 mila statunitensi, incaricati per lo più di addestrare le forze afgane il cui ritiro dal Paese asiatico è previsto per la fine del 2016. Le vie i comunicazioni russe sono state utilizzate per il rimpatrio di mezzi e materiale dell’ISAF il cui mandato, sotto egida dell’ONU, si era esaurito il 31 dicembre 2014. L’accordo NATO- Russia per i transiti era attivo dal 2008.

Fonte:http://www.analisidifesa.it/2015/05/mosca-chiude-il-corridoio-per-i-mezzi-nato-in-afghanistan/

lunedì 13 aprile 2015

POSSIBILE RIPRESA DELLE FORNITURE DI ELICOTTERI RUSSI IN AFGHANISTAN


L'Afghanistan si sta preparando ad acquistare un lotto di elicotteri da combattimento russi “Mi-35”, ha riferito alla stampa l'inviato speciale della presidenza afghana per le relazioni con i Paesi CSI Shakir Kargar.
Negli ultimi anni gli Stati Uniti si occupavano di finanziare le forniture degli elicotteri russi per le forze armate afghane, ma a seguito delle divergenze sulla crisi ucraina la cooperazione in questo ambito è saltata e gli USA hanno deciso di sfruttare le alternative per rinforzare la flotta aerea afghana. In particolare in Afghanistan attualmente si consegnano gli elicotteri "MD-530" di fabbricazione americana.
Tuttavia Kabul, come confermato dalle recenti dichiarazioni di Kargar, al momento mantiene l'interesse per l'uso e l'acquisto degli elicotteri russi, il cui numero nella flotta dell'Aviazione afghana raggiunge le 500 unità.
L'inviato speciale del presidente afghano ha dichiarato che i negoziati per l'acquisto dei velivoli inizieranno a breve secondo le previsioni e in aggiunta Kabul non esclude di concludere accordi sulle forniture di armi e munizioni russe.


Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150413/250242.html#ixzz3XCbp4sb0

giovedì 26 marzo 2015

GLI STATI UNITI CONTINUERANNO A MANTENERE L'ASSEDIO IN AFGHANISTAN


In barba a ogni tattica diversificatrice, che nei mesi scorsi l’ha condotto al cospetto del temuto Pakistan e anche a sondare l’ipotesi d’un rilancio di trattative coi talebani interni (rete di Haqqani e alleati), il presidente afghano Ghani ha ripreso la strada maestra tracciata dal grande tutore statunitense. Nell’intervento tenuto ieri alla Casa Bianca ha avallato la dichiarazione del presidente americano che vuole mantenere sul territorio un certo numero di suoi soldati. Novemilaottocento è stato precisato, senza chiarire se questi si sommano ai tredicimila fra marines e specialisti della preparazione antiguerriglia che, secondo il Bilateral Security Agreement, sarebbero rimasti in terra afghana sino al 2016 e oltre. Il motivo addotto sono ovviamente le ragioni di sicurezza che evidenziano l’impreparazione del pur cospicuo esercito locale, spesso infiltrato da miliziani talebani autori di agguati dall’interno, vestendo la divisa delle Forze armate. Nelle settimane seguite all’annuncio del ritiro le vittime americane erano diminuite, rilanciando la presenza potrebbero ricrescere. Ghani ha ringraziato le Forze Armate alleate per il sacrificio di sangue passato e futuro a favore della nazione afghana.

Fonte:http://www.agoravox.it/Afghanistan-presenza-duratura.html

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

INDIRIZZO E-MAIL

Per contattarmi:

angelfallendark@hotmail.it


Cerca nel blog

Lettori fissi

Archivio blog