RITORNO A FINE PLEISTOCENE

Prefazione dell'autore:
mi scuso se tale articolo per molti potrebbe essere eccessivamente lungo e troppo dettagliato, tuttavia ritengo che se lo avessi diviso in parti non avrebbe reso l'argomento nel suo insieme.
Quindi, lo scopo di tale articolo è solo evidenziare come effettivamente i fenomeni vulcanici su scala mondiale sono maggiori rispetto a qualche decennio fa.
Non ci aspetta una catastrofe per chi confondesse lo scopo di chi scrive, la sola osservazione che vale la pena fare è come sia possibile che l'attuale periodo geologico interglaciale noto come Olocene sia arrivato al culmine e in un futuro prossimi la tendenza climatica attuale potrebbe determinare un nuovo periodo freddo simile a quelli che avvennero in passato.



La maggior parte dei fenomeni eruttivi avvenuti nel corso degli ultimi secoli, i quali hanno ampiamente contribuito a raffreddare il clima durante i periodi di bassa attività solare, sono avvenuti durante i periodi di bassa attività solare noti come Grandi Minimi.
Un Grande Minimo è un periodo durante la quale l'attività solare scende per un periodo lungo vari decenni, le macchie solari quasi si azzerano e l'irradiamento da raggi uv è assai minori contribuendo a raffreddare il clima del pianeta.

Nel corso del passato secolo una serie molto ravvicinata di Grandi Minimi ha contribuito a produrre il ciclo fenomeno della Piccola Età del Ghiaccio 1250-1913.
In questo periodo l'Europa fu sconvolta da guerre, carestie e inverni durissimi che determinarono un raccolto assa minore rispetto al precedente periodo di Grande Caldo Medievale, ma assai spesso nel corso della Storia europea, e anche prima del Medioevo, questi fenomeni furono ampiamente accentuati da un potente aumento dell'attività vulcanica che coincise assai spesso con l'avvento di periodi di bassa attività solare.
Il grafico sottostante è un buon esempio di come i periodi freddi connessi alla bassa attività solare siano stati accentuati proprio da una maggiore percentuale di episodi eruttivi nel corso dei secoli.
Si noti come il periodo caldo attuale sia stato molto più ridotto a quello Mediavale di conseguenza in base ai dati si evince che nel corso dei secoli i Periodi Caldi siano diventati sempre meno brevi mentre i periodi freddi, Piccole Età del Ghiaccio (una sequenza di Grandi Minimi Solari), si sono fatte sempre più lunghe ad accentuate.
L'evidenza scientifica dimostra che il Periodo Caldo Moderno è indirizzato verso una nuova fase fredda in quanto gli ultimi cicli solari (rispettivamente 11 anni l'uno) hanno mostrato un drastico declino dell'attività solare.
Uno degli esempi più concreti che evidenziano come il Periodo Caldo Moderno sia stato più freddo rispettivamente al Periodo Caldo Medievale sono la Groenlandia e l'Islanda.

La Piccola Età del Ghiaccio ha seguito un periodo noto come il "Massimo Medievale", datato tra il 900 dC - 1280 dC, che le registrazioni rivelano era molto più caldo che i tempi moderni.
Ad esempio, le viti crescevano nella zona che oggi è il freddo Galles!
Questo era generalmente un periodo di prosperità per le civiltà.
C'è stato un forte aumento della popolazione mondiale e un'era di espansione coloniale.
Durante gli anni 800 dC - 1200 dC, la Groenlandia e l'Islanda sono state conquistate e abitate dai Vichinghi.
Il "Periodo Caldo Medievale" ha permesso questa grande migrazione a fiorire.
La deriva del ghiaccio in epoche successive ha portato il più grande pericolo per i marinai, ma i rapporti di ghiaccio alla deriva in vecchi dischi non appaiono fino al XIII secolo.
La Groenlandia è stata abitata quando Eric Asvaldsson fu bandito dall'Islanda per aver ucciso due uomini.
Ha trasformato la sua disgrazia nella fondazione di una nuova colonia. L'insediamento iniziale era in un profondo fiordo sulla costa sud-occidentale al Canada artico di oggi.
Le condizioni erano simili all'Islanda, che a sua volta godeva di un clima temperato caldo in quel momento.
I cronisti citano anche il nuoto in fiordi della Groenlandia!
Totalmente impossibile oggi.
Le ossa di bovini, ovini, suini e caprini raccolti da siti archeologici rivelano l'esistenza di grandi aziende con grandi pascoli produttivi in quello che oggi è uno spesso deserto coperto da neve.
Eric ha richiamato migliaia di persone a queste tre nuove aree.
I Vichinghi della Groenlandia principalmente vivevano su prodotti lattiero-caseari e carne, soprattutto dalle mucche.
Prima del 1300, gli scambi con i paesi europei erano vivaci, con molte navi che portavano avanti e indietro legname, ferro, sale e mais in cambio di pellicce, pelli, burro, formaggio e lana.
L'espansione è stata, infatti, abbastanza prolifica per il Papa per inviare un vescovo alla Groenlandia.
Ma che cosa è successo ai Vichinghi in Groenlandia?
Entro l'anno 1300 più di 3.000 coloni vivevano su 300 aziende agricole sparse lungo la costa occidentale della Groenlandia.
Intorno al 1200 dC, i banchi di ghiaccio alla deriva li hanno costretti più a sud a raggiungere gli insediamenti sulla costa sud-occidentale insieme al Canada.
Nel 1300 Bardsson ha scritto: " Nel mare ci sono scogli chiamati Gunbiernershier. Quello era il vecchio tracciato, ma ora il ghiaccio è venuto dal nord, così vicino alle scogliere che nessuno può navigare nel vecchio percorso senza rischiare la vita. "
Verso il 1500 dC, il Papa ha lamentato che nessun vescovo era stato in grado di visitare la Groenlandia per 80 anni a causa del ghiaccio.
La sua congregazione in Groenlandia era già morta!
Le tombe e le rovine mostrano che il freddo e la mancanza di nutrimento hanno trasformato la vita groenlandese media "con un storpia, contorta e malata dal 1400.

Anche l'Islanda ha avuto nel medesimo periodo della Groenlandia un periodo in cui era estremamente più calda rispetto ai tempi attuali.
Si suppone che prima degli insediamenti umani del X secolo, gli alberi coprissero circa il 30-40% dell'isola, ma oggi gli unici esempi di foresta di betulle sono a Hallormstaðarskógur e Vaglaskógur.
Quando i vichinghi arrivarono prima in Islanda durante l'anno 874, tutte le pianure islandesi erano coperte di superfici forestali, anche se solo di betulla, sorbo e salice, la copertura forestale era di circa il 25-40%.
Durante gli anni 800 dC - 1200 dC, la Groenlandia e l'Islanda sono state conquistate e abitate dai Vichinghi, proprio per il fatto che in quel periodo esisteva un clima di gran lunga più caldo dell'attuale.
Il "Periodo Caldo Medievale" ha permesso questa grande migrazione a fiorire.
Uno dei fattori che contribuì nel corso dei secoli a decimare la superficie forestale e la popolazione dell'Islanda tuttavia non furono solo l'abbassamento delle temperature e l'avanzata dei ghiacciai, maggiori oggi di quanto furono in passato, ma piuttosto la sua stessa caratteristica come i grandi episodi vulcanici.
I maggiori fenomeni vulcanici conosciuti in Islanda sono i fenomeni di rifting dove ciclicamente, trovandosi sulla sporgenza emersa della Dorsale Nord Atlantica, sono i principali fenomeni di espansione del fondale marino dove tramite la formazione di vaste fratture con lunghezze che possono raggiungere diverse decine di chilometri producono estesi fenomeni eruttivi che possono coprire enormi aree sotto spessi strati di lava basaltica.
Questo è il medesimo fenomeno che porta alla formazione di nuova crosta terrestre man mano che le placche si allontanano, determinando l'insorgere di vasti bacini di magma.
Per qualche ragione sembra che la produzione di questi fenomeni avvenga proprio nei periodi di bassa attività solare (Grandi Minimi Solari) facendo un'attenta cronologia storica ci accorgiamo che i fenomeni sono estremamente legati tra loro.

Eldgjá è il più grande canyon vulcanico del mondo, di 40 km di lunghezza, 270 m di profondità e 600 m di larghezza nell'estensione più grande.
Fu scoperto da Þorvaldur Thoroddsen nel 1893. La prima eruzione documentata risale al 934 (o 939) questa è stata la maggiore inondazione di basalto nel tempo storico.
L'estensione spaziale della lava è di circa 800 km2. Circa 18 km 3 di magma emessi dalla terra.

Questo fenomeno eruttivo avvenne nel periodo noto come Dark Ages.
Questa grande eruzione ebbe luogo durante un periodo quanto cubo della Storia conosciuto come Dark Age, un'altro periodo di raffreddamento climatico iniziato e terminato attorno al periodo AD 450-950.

Un'altra fase di rifting in Islanda avvenne nel 1477, durante il Minimo Solare di Spoerer, dal 1450 al 1550, quando una frattura si propagò da Veidðivötn e si estese fino al Torfajökull (causando un'eruzione lì) e causando anche un'eruzione di categoria VEI-6 nella caldera del Bárðarbunga.
In questo periodo il vulcano Bardabunga, in Islanda, ebbe una colossale eruzione.

Nel febbraio del 1477, il Bárðarbunga eruttò con una combinazione catastrofica di una eruzione fessura regionale, con un'eruzione subglaciale esplosiva, un 'imponente flusso piroclastico, esplosioni freatiche e colate di lava che hanno inflitto gravi danni in Islanda. Con un indice di esplosivo di 6, questa è stata una delle eruzioni vulcaniche più grandi del mondo.
Questo evento ha prodotto la più grande conosciuta colata lavica durante gli ultimi 10.000 anni sulla Terra (più di 21 chilometri cubi di volume).
Nello stesso periodo avvenne l'eruzione del vulcano Torfajökull e consistette nell'emissione della più grande area di roccie effusive al silicio in Islanda.

Un'altra fase eruttiva di rifting avvenne nel 1783-1784 con la fase eruttiva del Laki-Grimsvotn, i Fuochi Skaftár, che è accaduto nella sequenza di spaccature del vulcano Grimsvotn.
Nel corso degli otto mesi che hanno accompagnato la serie di vaste eruzioni, fu espulsa attraverso le spaccature qualcosa come 15 chilometri cubi, sufficienti per seppellire l'intera isola di Manhattan fino alla cima del Rockefeller Center.

Questa fase eruttiva coicise con l'inizio del noto Minimo di Dalton.
L'eruzione del sistema vulcanico Laki-Grismvotn, avvenne un decennio prima del Minimo di Dalton, nel 1783, un lasso di tempo talmente breve da far comprendere che l'attività solare era già in declino, se quantifichiamo il fatto che il mondo in quel periodo di trovava già in una fase di raffreddamento nel corso del periodo Piccola Età del Ghiaccio, 1250-1913.
Nel 1783, Benjamin Franklin in Francia nella sua lettera a Percival, Franklin descrive l'evento:

Un'immagine della nebbia che avvolse l'Islanda durante l'eruzione del vulcano Bardarbunga nel 2014-2015
Durante alcuni mesi estivi dell'anno 1783, quando l'effetto dei raggi del sole per scaldare la terra in queste regioni settentrionali dovrebbe essere stato più grande, esiste una nebbia costante in tutta Europa e gran parte dell'America settentrionale. Questa nebbia era di natura permanente; era asciutta e i raggi del sole sembrano avere scarso effetto verso la sua dissipazione, rispetto una nebbia umida, derivante dall'acqua. Essi erano davvero resi così deboli nel passare attraverso di essa, che quando venivano raccolti al centro di una lente bruciante, avevano scarso effetto nell'accendere una carta marrone. Naturalmente, il loro effetto estivo nel riscaldamento della terra è stato estremamente ridotto. Quindi l'aria divenne più gelida e i venti più freddi. Quindi forse l'inverno del 1783-4 era più grave di tutto quello che era accaduto per molti anni.
Sembra inoltre che l'effetto del rifting vulcanico del vulcano Laki si sia diffuso fino all'area della Penisola di Reykjanes.

Un episodio vulcanico-tectonico nel Sud dell'Islanda nel XVIII secolo è stato iniziato con terremoti e eruzioni lungo la fessura di Laki di 30 km lungo la Zona Volcanica Orientale (EVZ) e un'eruzione a Reykjanes Ridge nel 1783, formando l'isola di Nýey.
Gravi terremoti all'interno della zona sismica sud dell'Islanda (SISZ) seguirono nel 1784. La sequenza terminò nel 1789, con un evento sismico di rottura nel sistema vulcanico Hengill, situato all'incrocio della zona vulcanica occidentale (WVZ).
Si può vedere come gli eventi di rifting non solo si evolvano nel corso degli anni su aree anche estremamente lontane tra loro, ma sono in grado di produrre episodi eruttivi di notevole intensità in più sistemi vulcanici, in questo caso non fu solo l'area del Laki-Grimsvotn a eruttare con grande intensità ma bensì anche il vulcano Reykjanes Ridge.

Il penultimo evento di rifting invece avvenne nel periodo del 1875 quando avvenne una grande eruzione di frattura del vulcano Askja.
Nel 1874 e nel 1875 si è attivato il vulcano centrale di Askja durante un episodio di rottura maggiore.
Questo riversamento ha portato ad un'eruzione di fessura di 0,3 km 3 magma basaltico nell'area di Sveinagja, 50-70 km a nord di Askja e successivo collasso della caldera Oskjuvatn all'interno della caldera principale di Askja. Cinque settimane dopo il crollo iniziale, si è verificata un'esplosione di magma sul vulcano Askja.

Sulla base della chimica corrispondente, dell'attività sincrona e dei paralleli con altri vulcani centrali, gli eventi di Askja e dello sciame di lissure sono attribuiti all'aumento del magma basaltico in un bacino magmatico superficiale nel vulcano centrale.

Questo fenomeno coincise con l'ultimo Grande Minimo della Piccola Età del Ghiaccio, il Minimo di Damon (1880-1920 oppure 1890-1913).
Infine arriviamo tra il 20° e il 21° secolo dove in un periodo di sempre più bassi cicli solari si è avuta una nuova sequenza di rifting in Islanda che sono iniziati dal vulcano Krafla e si sono propagati fino all'area del vulcano Bardarbunga.

Tra il 1975 e il 1984 c'è stato un episodio vulcanico all'interno del vulcano Krafla. Ha coinvolto nove eruzioni vulcaniche.
Durante questi eventi è emersa una grande camera del magma. Questo è stato identificato analizzando l'attività sismica.
La sua ultima eruzione risaliva tra il 1724-29.
L'attività che si è svolta è stata definita un episodio di rottura, dove una forte attività sismica accompagnò la formazione di una rapida sequenza di fratture dove avvennero gli episodi eruttivi.
Un nuovo processo eruttivo di questo fenomeno di rifting avvenne nel 1996 quando una frattura si aprì sotto il ghiacciaio Vatnajokull tra il vulcano Grimsvotn e Bardarbunga producendo un breve ma intenso episodio eruttivo che sciolse grandi quantità di ghiaccio.

Il tutto si è alla fine concluso nel 2014-2015 con l'eruzione del vulcano Bardarbunga-Holuhraun dove venne emessa la maggiore quantità di lava dai tempi del Laki-Grimsvotn.
Come è già stato spiegato il fenomeno sta accelerando e coinvolge diversi apparati vulcanici soggetti a espansioni dei propri bacini magmatici. (Seguire il link sopra)

Il fenomeno di per se sta evolvendo ulteriormente verso qualcosa di più interessante per essere un semplice evento isolato relativo solamente al vulcano Bardarbunga o al ghiacciaio del Vatnajokull.
E' molto importante sommare i dati più recenti:
1)
-Cerchio Blu.
L'area Herdubreid-Upptyppingar è stata soggetto della fusione di due bacini magmatici accumulatisi nel corso degli anni sotto due grossi complessi vulcanici che non producevano eruzioni dalla fine dell'ultima glaciazione, almeno 10.000 anni, in base alle datazioni.
Un'aumento dell'attività sismica so è avuto nel 2014 e anche nei mesi scorsi evidenziando come nell'area sotto Herdubreid si è composto un vasto bacino magmatico in aumento dalla quale i vulcanologi islandesi si aspettano un'eruzione nei prossimi mesi o poco oltre.
La capacità eruttiva di una simile area è simile o superiore a quella dell'eruzione del Bardarbunga nel 2014.
-Cerchio Rosso.
L'ultima eruzione di Askja è stata nel 1961.
La caldera principale del vulcano è occupata dal lago Öskjuvatn, quanto resta dell'ultima eruzione.
Negli ultimi anni l'attività sismica del vulcano è andata aumentando evidenziando che il sistema vulcanico si sta preparando per un nuovo processo eruttivo.
Tale conferma è avvenuta quando nel 2012 il lago che riempie la caldera si è liberato dal ghiaccio in pieno inverno, un fenomeno davvero insolito, evidenziando un aumento dell'attività geotermica sul fondale.
Le frecce all'interno del cerchio evidenziando sequenze di sciami sismici in tutto il perimetro della caldera, questo fenomeno è indice che risalite o intrusioni di magma stanno avvenendo lungo i bordi della caldera, molto probabilmente legate al fatto che l'area riempita dal lago si presenta più densa forse a causa di un collasso avvenuto in passato durante la sua ultima eruzione oppure durante l'eruzione del 1875.
E' tuttavia piuttosto evidente che anche l'area del vulcano Askja si sta preparando per una nuova eruzione.
-Cerchio Giallo.Una delle aree maggiormente attive è proprio l'area di Holuhraun-Dyngjujökull, le frecce indicano le aree dove sciami di attività sismica evidenziano la presenza di importanti intrusioni di magma, lo sciame sismico più a nord (escluso dalle frecce) evidenzia invece il sito dell'ultima eruzione 2014-2015, denominato appunto Holuhraun.
Tutti e tre gli sciami sismici rappresentano un'unica area di frattura formatasi appunto dal processo di fratturazione causato da un'importante risalita di magma su una vasta area dal Bardarbunga a Holuhraun.
L'area in questione è la stessa che ha accompagnato il potente sciame di terremoti di magnitudo tra 3.0 e 4.0 che precedette l'eruzione del 2014-2015.
La causa di questi sciami di terremoto è piuttosto semplice, nuove intrusioni di magma stanno avvenendo in tre distinte aree la più grande delle quali e quasi la più spesso attiva è quella più a sud, dove è piuttosto evidente l'accumulo ormai consolidato di un grande bacino magmatico lungo l'area della spaccatura.
In quella località c'è una formazione di una nuova camera magmatica che si sta costruendo negli ultimi anni con un leggero aumento dell'attività attorno a quell'area che sta facendo parlare di sé, creando piccoli terremoti sciami nel processo.
Ciò che è evidente dai dati dei terremoti negli ultimi anni è che è profonda, scende a una profondità di almeno 25 km.
Le dimensioni correnti suggeriscono che è già grande e contiene una grande quantità di magma.
L'importo è difficile da stimare, ma i dati suggeriscono che la quantità di magma in questa diga è già alta.
-Cerchio Verde.
Il Bardarbunga è ormai risaputo che si sta nuovamente espandendo sotto la crescente pressione di un sempre più grande sistema magmatico.
L'attività sismica di magnitudo 3.0 e altri sciami sismici minori sono legati in questo processo, tuttavia dopo il collasso della caldera con un'abbassamento della sommità del vulcano di oltre 35 metri sembra che la camera magmatica si sia spostata più a nord del sistema vulcanico, questo sarebbe confermato dal fatto che gli sciami sismici dell'area avvengono più nell'area settentrionale che in quella meridionale.
E' tuttavia evidente che il suo ciclo eruttivo è tutt'altro che concluso.
-Cerchio Nero.
L'area del vulcano Loki-Fögrufjöll-Hamarinn è estremamente fertile per una grande eruzione, specialmente dopo le ripetute intrusioni di magma che si sono registrate nel corso degli ultimi pochi anni.

L'area coperta da questi sciami sismici evidenzia la presenza di almeno due importanti camere magmatiche nell'area del Loki-Fögrufjöll-Hamarinn.
E' risaputo che il vulcano possiede una camera magmatica superficiale e già in passato si è assistito ad un'aumento dell'attività geotermica con crescente aumento del livello dei fiumi a causa dello scioglimento del ghiacciaio.
-Grimsvotn.
Il vulcano Grimsvotn rappresenta di per se un pericoloso innesco del processo di rifting.
Nel corso del periodo 2016-2017 l'attività sismica è tornata a crescere segno di nuovo processo di ricarica della camera magmatica.
Durante il periodo sismico che precedette l'eruzione del Bardarbunga nel 2014 il vulcano Grimsvotn ha subìto un estremamente rapido processo di inflazione legato ad una rapida crescita dal volume di magma in profondità, anche se successivamente tale inflazione si è calmata.

2)
Il 20 maggio una nuova forte sequenza di terremoti ha fatto tremare il vulcano Bardarbunga.
Due dei più grandi terremoti avevano la magnitudo di 3,9 3,8 altri terremoti più piccoli in magnitudine si sono verificati nel vulcano. Questa attività è anche diversa dall'attività storica del 1970 e verso il 1994 (eruzione di Gjálp), quando un terremoto di magnitudo 5 avrebbe luogo nel vulcano Bárðarbunga una volta due volte all'anno.
L'attività corrente suggerisce che il magma gonfia il vulcano Bárðarbunga ad un tasso veloce che nel periodo tra il 1970 e il 1994.
3)
L'attività geotermica nella penisola di Reykjanes è aumentata di differenti sorgenti termali.

L'attività nei siti geotermici sulla penisola di Reykjanes è in crescita negli ultimi mesi.
Una delle sorgenti termali più conosciute della regione, Gunnuhver alla punta meridionale della penisola, sta attualmente mostrando una maggiore attività che in qualsiasi momento nel passato recente. Numerosi grandi eventi sismici sono stati registrati sulla costa di Reykjanes, indicando una crescente attività geologica.
Reykjanes è tra le regioni più vulcanicamente attive dell'Islanda.
Un portavoce del Geopark di Reykjanes ha detto al quotidiano locale Morgunblaðið che tutti i fori e le sorgenti termali nelle aree geotermiche della penisola stanno mostrando crescenti livelli di attività negli ultimi mesi.
Colonne di vapore alte si alzano da geyser e buche geotermiche.
I geofisici che hanno parlato con Morgunblaðið hanno dichiarato che l'attività crescente non è necessariamente un segno di un'eruzione imminente, in quanto le aree geotermiche mostrano frequentemente diversi livelli di attività. Tuttavia, sono stati recentemente osservati grossi terremoti nelle estremità opposte della cintura vulcanica di Reykjanes.
Quest'anno, tre forti terremoti sono avvenuti i sul crinale di Reykjanes, a ovest dell'isola di Eldey, e la terra ha tremato anche a est del vulcano Hengill, a sud del parco nazionale di Pingvellir.
Questo ricorda molto il fenomeno che avvenne durante l'eruzione del Laki-Grimsvotn, quando il processo di rifting coinvolse anche un episodio eruttivo del vulcano Reykjanes.
4)
In Islanda l'attività sismica e vulcanica nell'area del vulcano Bardarbunga fino all'area del vulcano Askja sta mostrando un'aumento della frequenza di terremoti legati ad intrusioni magmatiche e recenti misurazioni CGPS confrontate con quelle di alcuni anni fa hanno mostrato una maggiore inflazione sia nell'area del vulcano Katla sia nell'area del vulcano Bardarbunga, confermando che l'Islanda è coinvolta in un processo di diffusione della Dorsale Nord Atlantice.
nord nell'area del vulcano Askja.

Velocità e accelerazioni da 62 stazioni CGPS ​​in Islanda. Il colore indica il valore e la dimensione dei cerchi indica la precisione (maggiore è migliore). I valori indicati sono per il 2014.

Da Compton, Bennett e Hreinsdóttir (2015). Inflazione GPS da tre stazioni. Sinistra: misurazioni. Medio: dopo la sottrazione di inflazione annuale e lineare (linea retta). Destra: dopo sottrazione di un termine di accelerazione. 

Sommati nel loro insieme tali dati evidenziano che l'Islanda è entrata in un nuovo periodo di instabilità geologica, forse legata ad una maggiore attività tettonica, vale a dire un maggiore movimento della placca eurasiatica.


L'Africa Orientale si Spacca


L'Islanda non è l'unica area coinvolta in un processo di rifting, il medesimo fenomeno si sta ripetendo su scala assai maggiore nel continente africano orientale già a partire dal 2005.
Nel 2005 in Etiopia, durante un'intensa attività sismica si è aperta un'enorme frattura.

I geologi sono rimasti davvero sorpresi di quanto velocemente si è sviluppata, una spaccatura lunga 60 chilometri si è aperta in Etiopia.
Il fenomeno si è verificato nel corso di un paio di giorni, nel 2005, e la spaccatura è ancora in espansione.
Cynthia Ebinger, un geologo presso l'Università di Rochester a New York, non poteva credere a quello che si diceva dai deserti dell'Etiopia.
E 'stata un impiegato presso una società Mineralogia - e ha riferito che il famoso vulcano Erta Ale nel nord-est dell'Etiopia è stato in eruzione.

Ebinger, che ha studiato il vulcano per anni, è stata colta alla preso alla sprovvista.
Il cratere del vulcano era sempre riempito da una massa ribollente di lava argento-nero, a decenni dalla sua ultima eruzione.
La terra è in subbuglio nel nord-est dell'Africa, e la regione sta cambiando rapidamente. Il pavimento del deserto trema e si frattura.
In Africa, i ricercatori sono certi, si sta dividendo oltre ad un tasso raramente visto in geologia.
Ma nella depressione della Dancalia, nella parte settentrionale della valle, l'oceano potrebbe arrivare molto prima.
Lì, basse colline, a 25 metri (82 piedi) sono l'unica cosa che trattengono le acque del Mar Rosso.

"Le colline potrebbe affondare nel giro di pochi giorni," afferma Tim Wright, un ricercatore presso l'Università di Leeds 'Scuola di Terra e Ambiente, in una conferenza organizzata dalla American Geophysical Union (AGU) a San Francisco.
Negli ultimi anni, la trasformazione geologica del nord Africa ha "accelerato in modo drammatico", dice Wright. Infatti, il processo va molto più veloce di quanto molti avevano previsto.
I geologi avevano misurato pochi millimetri di movimento ogni anno. "Ma ora la terra si sta aprendo al metro", dice Loraine Field, studioso presso l'Università di Bristol che ha anche partecipato alla conferenza.
Scosse telluriche causano profonde fessure nel deserto e la terra in Africa orientale sconvolgendola come vetro rotto.
I ricercatori nel Golfo di Tagiura, che si protende nel Gibuti dal Golfo di Aden, hanno registrato una raffica di scosse sismiche. "I terremoti stanno accadendo sulla dorsale medio-oceanica", riferisce Ebinger.

Negli ultimi mesi del 2005 periodo il tremore nel Golfo di Tagiura è stato sempre più vicino alla linea di costa.
Come spiega Ebinger, la scissione del fondo oceanico si estende progressivamente alla terra ferma.
Questo è già il caso lungo alcune linee di faglia nel deserto etiope, creando uno spettacolo geologico che può altrimenti essere assistito solo in profondità sotto la superficie dell'oceano.
Anche il modello di terremoti supporta la conclusione che il paesaggio del deserto sta trasformando il fondale marino profondo, secondo un recente articolo sul Journal of Geophysical Research pubblicato da Zhaohui Yang e Wang-Ping Chen, due geologi presso la University of Illinois a Urbana- Champaign.
I ricercatori hanno registrato diversi terremoti forti a bassa profondità nel nord-Africa, simili a quelle che sono altrimenti visibili solo su dorsali medio-oceaniche in alto mare.
Negli ultimi mesi, i ricercatori hanno anche registrato una forte sequenza nell'attività vulcanica.
In effetti, i geologi hanno scoperto eruzioni vulcaniche vicino la superficie della terra in 22 posti nel triangolo di Afar nel nord-est dell'Africa.
Il magma ha causato crepe fino a otto metri (26 piedi) di larghezza nel terreno, riporta Derek Keir presso l'Università di Leeds.
Mentre la maggior parte del magma rimane sotto la superficie, in luoghi come Erta Ale ha raggiunto la superficie.
L'intera regione somiglia sempre di più ad un fondo dell'oceano - senza acqua.
Il nuovo scoppio di attività è iniziata nel 2005, quando una frattura di 60 chilometri improvvisamente si è formata nella Depressione di Afar.
Da allora, circa 3,5 chilometri cubi di magma sono scaturiti, secondo Tim Wright - sufficiente a coprire l'intera area di Londra per l'altezza di una persona media.
Dal punto di vista geologico, la velocità con cui il magma sta spingendo avanti è sorprendente.
Sta incanalando la sua strada attraverso la roccia sotto la superficie della terra a velocità fino a 30 metri al minuto, riporta Eric Jacques presso l'Istituto di Fisica della Terra di Parigi.
Le misurazioni satellitari attestano le conseguenze: in un tratto di 200 chilometri che zampilla con il magma, il terreno si presenta come l'asfalto in una calda giornata estiva.
Il magma in quel periodo si è anche spostato sotto il vulcano Dabbahu nel nord dell'Etiopia, afferma Lorraine Campo da San Francisco.
In effetti il vulcano in quel periodo ha prodotto la sua prima eruzione storica, dal momento che l'ultimo periodo eruttivo risaliva all'inizio al periodo olocenico. (9000 anni fa).


I dati satellitari hanno anche dimostrato che un'area molto più grande è stata segnato da fratture di quanto precedentemente supposto, dice Keir.
Correnti sotterranee di magma hanno anche portato le temperature del suolo a picco in Egitto orientale, afferma una squadra di geologi da Istituto Nazionale di Ricerca in Egitto di Astronomia e Geofisica in Sismologic Research Letters. Alla conferenza AGU, della Columbia University James Gaherty ha riferito che le eruzioni di magma hanno strappato un taglio di 17 chilometri nel pavimento del deserto nella parte settentrionale del Malawi e che la pressione laterale ha anche sollevato la terra circostante fino a 50 centimetri (20 pollici) in alcuni punti.

L'ultima volta che avevano visitato la parte meridionale dell'Est Africa Rift, stavano reagendo ad una serie insolita di terremoti nel dicembre 2009 che scosse il Malawi settentrionale.
Le faglie responsabili di questi eventi non avevano prodotto storici terremoti, e così tutti rimasero sorpresi. L'inaspettata presenza di terremoti su queste faglie evidenzia la scarsa comprensione generale di come il continente africano stia lentamente espandendosi e spezzandosi.

L'impennata più violenta di magma in questi ultimi anni, però, è accaduta in un luogo inaspettato.

Nel maggio 2009, un vulcano sotterraneo, si è risvegliato in Arabia Saudita, il suo nome è Harrat Lunayyir.
Fino al 2009
il campo vulcanico era stato considerato inattivo poiché non era stata individuata alcuna evidenza di attività recenti.
Poi, tra aprile e giugno del 2009, uno sciame di oltre 30.000 terremoti si è verificato sotto il campo vulcanico e una fessura di circa cinque miglia di lunghezza si è aperta a una larghezza di circa tre metri.
L'enorme numero di terremoti era una causa di preoccupazione. Circa venti terremoti hanno superato la grandezza 4 e un terremoto di magnitudo 5.4 il 19 maggio 2010 ha danneggiato gli edifici danneggiati nella città di Al Ays. Questi terremoti più forti hanno spinto il governo arabo a ordinare evacuazioni e 40.000 persone che hanno lasciato le loro case. Sono stati autorizzati a tornare nelle loro case nell'agosto, due mesi dopo l'attivazione del terremoto.
L'area vulcanica di Harrat Lunayyir si trova lungo la Rift del Mar Rosso dove si è attivato questo processo di rifting tra la penisola araba e l'Africa.
Si conferma che l'attività sismica e il rifting del 2009 è il risultato di intrusioni di magma nell'area di Harrat Lunayyir.
David Ferguson dell'Università di Oxford prevede un considerevole aumento eruzioni vulcaniche e terremoti nella regione nel prossimo decennio.
Essi, dice, "sarà di sempre di più grande intensità."
Il fenomeno di rifting in Africa orientale ha continuato ad evolversi nel corso degli anni.
Nel 2011 un vulcano in Eritrea chiamato Nabro ha prodotto la sua prima eruzione storica eruttando un grande campo lavico di notevole spessore ed espellendo dense colonne di cenere nell'atmosfera.
Successivamente tra il 2011 e il 2013 il Mar Rosso ha assistito alla nascita di addirittura due nuove isole vulcaniche.

Nel 1700 e 1800, l'arcipelago Zubair aveva già ospitato una serie di eruzioni, le uniche registrate nel Mar Rosso.
Nel 2007, e si verificarono nuove eruzioni.
Tocca attendere fino al 2011 e poi nel 2013 per assistere a un gran numero di eventi, ma questa volta la forza è stata tale da spingere fuori dal fondo del mare due nuove isole.
Ulteriori cambiamenti invece sono iniziati quest'anno nel vulcano Erta Ale quando vaste masse di magma sotterraneo hanno iniziato a produrre una nuova fratturazione del sistema vulcanico portando alla tracimazione del lago di lava che conteneva.

Erta Ale è stato attivo per più di 100 anni, ha cominciato a fratturasi quando la lava nei suoi laghi fusi ha cominciato a salire.
Le immagini della NASA hanno rivelato che nuove spaccature hanno iniziato serpeggire nella loro strada attraverso il terreno vulcanico portando alla risalita dei flussi lavici.
Le fratture ora stanno cominciando a lacerare il terreno vulcanico e gli scienziati locali della Università di Addis Abeba stanno ora studiando le crepe per capire il fenomeno.

Nuovi Supervulcani dal Sud America?

In diverse aree del Sud America vaste porzioni di territorio vulcanico indipendenti tra loro stanno manifestando un sollevamento del sottosuolo causato dalla risalita e dall'espansione di bacini di magma sotterraneo.

L'area del vulcano Laguna del Maule, Argentina, è un sistema vulcanico che è sottoposto ad una forte deformazione iniziata tra il 2004 e il 2007, il terreno nel campo vulcanico si sta sollevando.
Questa deformazione ha attirato l'attenzione della comunità scientifica mondiale dopo che è stata rilevata dall'interferometria radar .
Fra gennaio 2006 e gennaio 2007 sono stati misurati un aumento di 18 centimetri all'anno con un'accelerazione nel 2012, pari a circa 28 centimetri l'anno.
Tra il 2007 e il 2011 l'allargamento ha raggiunto quasi 1 metro.
Una variazione della forma di deformazione si è verificata nel 2013 in occasione di un terremoto in gennaio 2013.
Come previsto nel 2016, il tasso di deformazione è stato di 25 centimetri all'anno.
Il sollevamento è uno dei più forti in tutti i vulcani che non sono in eruzione.
Laguna del Maule non ha prodotto eruzioni da migliaia di anni.

Il vulcano Cordón del Azufre, confine Argentina-Cile, anch'esso non ha eruzioni storiche.
Le osservazioni di questo vulcano e del confinante Lastarria indicano che fanno parte di un sistema attivo in deformazione, nominato da Pritchard e Simons (2002), il sistema Lazufre con una lunghezza d'asse di 70 chilometri.
Il centro della deformazione modellato è più vicino ad Azufre rispetto a Lastarria.
A volte anche il Cerro Bayo Gorbea è associato a questo complesso.
Questa inflazione è iniziata alla fine degli anni '90 ed è probabilmente dovuta all'accumulo di un bacino magmatico sotto il sistema vulcanico.
La data precisa in cui il sollevamento è iniziato non è chiaro, perché l'osservazione satellitare della zona è scarsa.
Tra il 1998 e il 2000 l'asse lungo della deformazione ammontava a 35 km, con un aumento successivo a 50 km.
Nel 2008 l'area aveva già raggiunto un diametro di 45 chilometri e superficie di 1.100 chilometri quadrati.
Nel 2015 sono state osservate deformazioni su una superficie di 2.000 chilometri quadrati, a profondità di 2-18 chilometri e con velocità di 3 centimetri all'anno fino al 2010.
Questa incertezza è in gran parte perché le stime scambiano tra la profondità, la pressione e la forma della deformazione.
La ricerca nel 2016 ha indicato che la cupola di sollevamento ha un diametro di 60-70 chilometri.
Dal 2005 sono state osservate velocità di salita di 3,5 centimetri all'anno con il satellite InSAR e si è dedotto un tasso di flusso magma di 14.000.000-17.000.000 metri cubi all'anno.
Altre ricerche hanno indicato un tasso di inflazione di 12.500.000-148.000.000 metri cubi all'anno.
Una stima nel 2009 ha indicato una profondità di 12-15 chilometri.
Un'altra stima nel 2016 ha indicato una profondità della camera di 18 chilometri.
La ricerca nel 2009 ha indicato che l'area di deformazione è aumentata di circa 8 km all'anno lateralmente e ha coperto quasi 800 chilometri quadrati.
Uno studio nel 2014 ha indicato che la fonte della deformazione è probabilmente ellittica e ha un volume di 400 chilometri cubi.
Questo sistema di deformazione è tra i più grandi sulla Terra.

È stato paragonato a deformazioni che si verificano al vulcano Uturuncu, in Bolivia, il quale anch'esso sta manifestando un notevole tasso di inflazione.
A partire dal 1992, e crescendo nel 1998, una regione circolare di circa 70 km intorno al vulcano Uturuncu si è deformata a un tasso di 1-2 cm all'anno.
La ricerca ha indicato che le fonti devono essere profonde per creare un'inflazione terrestre su larga scala.
Un anello di sospensione circonda l'ascesa ed espande la dimensione dell'area deformata ad un diametro di 150 km.
Le misurazioni satellitari mostrano che la collina è stata in aumento di oltre un centimetro l'anno per quasi 20 anni, suggerendo che il vulcano,che l'ultima volta ha eruttato più di 300.000 anni fa,è in costante gonfiaggio.
"La dimensione e la longevità del sollevamento è senza precedenti", ha detto Shanaka de Silva, un geologo della Oregon State University che ha studiato Uturuncu dal 2006.
Nel loro insieme ad altri una nuova ricerca, ha proseguito, l'inflazione significa che "potremmo assistere allo sviluppo di un nuovo supervulcano".
Ogni giorno si stanno verificando delle deboli scosse, arrivando ad oltre mille per anno. “La dimensione e la longevità del sollevamento è senza precedenti. E’ circa 10 volte più veloce rispetto al tasso normale di crescita di una camera magmatica di grandi sistemi vulcanici “, ha detto de Silva.

Il vulcano Cerro Blanco, in Argentina, anch'esso si tratta di un ampio sistema vulcanico che ha manifestato una significativa inflazione.
Il piano della caldera si sta abbassando dagli anni '90 in base alle immagini satellitari.
Il diametro della regione di deformazione è inferiore a 30 chilometri e la deformazione avviene a profondità inferiore a 4,8 chilometri.
La velocità di deflazione è diminuita da oltre 2,5 centimetri all'anno tra il 1992 e il 1997 su 1,8 centimetri all'anno tra il 1996 e il 2000 e 1,2 centimetri all'anno tra il 2003 e il 2007 a 0,87 centimetri all'anno (0,34 nell'anno) tra il 2005 e il 2010.
Questa deformazione è centrata tra la caldera di Robledo e Cerro Blanco ed è accompagnata da un sollevamento a nord-ovest.
La deflazione è stata interpretatadipendere da una camera di magma con un diametro di 17 chilometri ma è improbabile che sia causata dal ritiro di magma o dall'espansione tettonica.
Nel corso del 2007 e del 2009 è stato rilevato uno sciame sismico a profondità di 15 chilometri.
Due possibili scenari di un'eruzione sono la formazione di colonne di eruzione pliniane o una serie di eventi piroclastici.
L'area del sistema vulcanico Hualca Hualca rappresenta un episodio interessante di attività recente legata alle fasi eruttive del vulcano Sabancaya.
Hualca Hualca è un vulcano di tipo stratovulcano nel sud del Perù. Si trova nella Ande a 6.025 metri sul livello del mare, nel dipartimento di Arequipa . È il più vecchio di un complesso vulcanico che comprende altri due vulcani vulcano: L'Ampato e Sabancaya.

Il sistema vulcanico nel corso degli anni '90 ha manifestato una decisa inflazione in una vasta area il quale ha successivamente rallentato dopo le potenti fasi eruttive del vulcano Sabancaya.
Dopo oltre 200 anni di dormienza, i satelliti hanno rilevato un aumento delle emissioni termiche nel luglio 1986 e un'intensa attività ripresa nel dicembre di quell'anno, con diversi cicli eruttivi nei prossimi due anni, producendo una cupola di lava nel cratere.
Il periodo di attività più intenso ha avuto inizio con delle eruzioni esplosive il 28 maggio 1990 e ha proseguito per oltre otto anni.
Il ciclo eruttivo è stato valutato come un VEI di 3, con più di 25 milioni di metri cubi di flussi di lava e tefra prodotte in quel periodo. All'altezza dell'attività nel 1994, le eruzioni che producono grandi nubi di cenere si sono verificate ogni due ore. Sebbene le mappe topografiche pubblicate non siano state rivedute a partire dal ciclo eruttivo, si sospetta che il cono possa essere cresciuto a poco più di 6.000 metri in quel periodo.
Altre eruzioni le si sono verificate nel 2000 e nel 2003 e continuano ancora al giorno d'oggi.

L'eruzione di Nishinoshima dal Giappone

L'isola di Nishinoshima rappresenta per il Giappone, una delle più longeve eruzioni laviche degli ultimi anni.

Prima del 1974, Nishinoshima formò una piccola isola verde che non aveva avuto eruzioni negli ultimi 10.000 anni.
L'isola era solo la punta di un vulcano sottomarino di circa 3.000 m di altezza e di 30 km largo alla base.

Il suo ultimo periodo di attività era stato dal tardo Pleistocene all'Olocene.

Il vulcano prende la forma di una caldera, con l'originale Nishinoshima e alcune rocce vicine che fanno parte del crinale nord-ovest di una caldera di circa 1 km (0,6 mi) di diametro.
Nel novembre del 2013, un'eruzione ha creato una nuova isola a sud-sud-est dalla costa dell'isola originale.
Nel dicembre 2013 l'isola è salita di 20-25 m sul livello del mare, con una superficie di 56.000 metri quadrati.
L'isola era considerata abbastanza grande per mantenere una presenza sul livello del mare per almeno diversi anni.
Durante il luglio e agosto 2014, il flusso di lava è aumentato, causando l'espansione dell'isola verso est.
Tra il settembre e il dicembre, il flusso di lava è aumentato ulteriormente verso nord, quasi completamente superando l'isola preesistente.
Il 27 dicembre 2014 le autorità giapponesi hanno dichiarato che l'isola aveva raggiunto dimensioni di circa 2,3 km 2 e si stima che sia aumentato a circa 110 metri sopra il livello del mare e che il vulcano fosse ancora attivo .
Un cono piroclastico si è formato intorno alle aperture che hanno aumentato ulteriormente l'isola a circa 135 metri entro il 23 febbraio 2015.

Dopo essersi calmato nell'agosto 2015, l'attività eruttiva riprese in modo vigoroso nel aprile di quest'anno 2017 con diversi grandi flussi di lava diretti verso la costa.
Due nuovi crateri si sono aperti segno che una grande attività potrebbe presto diffondersi sull'isola vulcanica che ha nuovamente ricominciato ad espandersi.

Cicli Glaciali e Cicli Eruttivi

Sintetizzare in un'unico articolo l'elevato numero di fenomeni vulcanici avvenuti nel solo corso degli ultimi due decenni da parte esclusivamente di complessi che non hanno prodotto eruzioni per centinaia o migliaia di anni è estremamente difficile, figuriamoci suddividerli in categorie tra le centinaia e le migliaia di anni.
Si può però concludere che i dati riportati si possono osservare anche senza l'aumento delle stazioni sismiche attorno ai vulcani, di conseguenza le informazioni che sono riportate non sono derivanti dall'aumento del monitoraggio ma da una comparazione dei fenomeni che si stanno verificando dall'Africa all'Islanda al Sud America al Giappone.
Osservare da se un sistema vulcanico che non produce episodi eruttivi da qualche secolo o millennio entrare in eruzione, rappresenta un fenomeno locale ed isolato.
Osservare invece la somma di tali eventi su una scala globale tra i continenti del suo insieme rappresenta una tendenza e un fenomeno.
Significa che su scala mondiale ci sono condizioni simili che hanno determinato l'insorgere degli stessi fenomeni che avvenivano migliaia o centinaia di anni fa.

In questo grafico sottostante, ricavato in base ai dati delle carote di ghiaccio in Groelandia, si evidenza come nelle ultime migliaia di anni nonostante l'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera, le temperature abbiano continuato progressivamente ad abbassarsi sempre di più.

Ricostruzione dell'attività solare in 11,400 anni.

Sembra che il Sole stia giungendo con l'attuale Grande Minimo, non solo ad una semplice Piccola Età del Ghiaccio, ma ad una vera e propria avanzata dei ghiacciai.
Innanzi tutto bisogna osservare se ci sono prove di un ciclo di 10.000 anni nel vulcanismo e nelle glaciazioni.
"Nuovi vulcani sottomarini si formano ogni 10.000 anni."scrivono gli scienziati Allan Cox e Rovert.
Gli scienziati John E Katherine Imbrie affermano "Durante gli ultimi 2 milioni di anni nessun periodo glaciale è durato più di 12.000 anni.
In termini statistici l'attuale periodo interglaciale è alla fine,malfermo su gambe vecchie ormai di 10.000 anni."
Nelle formazioni del Triassico,Italia settentrionale,sono state trovate prove di un ciclo di 10.000 anni nelle variazioni del livello dei mari.
Esistono "prove evidenti di un ciclo regolare di 10.000 anni nell'oscillazione del livello marino" affermano d'accordo con i colleghi gli scienziati Bosellini e Goldhammer.(Earth Planetsci.Lett 1991)
Anche il vulcanismo condivide il medesimo ciclo.
Le argille nere della fine del Cretaceo contengono picchi di Iridio prodotti dal vulcanismo a intervalli di 10.000 anni, dice Rober Rocchia della Commissione Francese per l'Energia Atomica.
Anche i basalti del fiume Columbia sono stati prodotti da un ciclo eruttivo di 10.000 anni,dice Tony Irving,Università di Washington.
Lo stesso vale per la regione vulcanica di Eifel in Germania.
Inversioni a intervalli di 10.000 anni sono state rilevate nei Deccan Traps di 65 milioni di anni fa,dice il vulcanologo Vincent Courtillot.
"Intervalli di 10.000 anni di lave di polarità opposta si osservano frequentemente."

Altri sistemi vulcanici che non eruttano da migliaia di anni.

L'ultima eruzione del Chaiten, in Cile, risvegliatosi nel maggio del 2008, risale a 9000-10.000 anni fa;
Il vulcano Nabro, in Eritrea, era ampiamente creduto essere estinto da migliaia di anni, invece nel giugno del 2011 entrò in eruzione scaricando grandi quantità di anidride solforosa nell'atmosfera e prodigiose colate laviche dallo spessore di diversi metri;
Il vulcano Helgafell, in Islanda, eruttò per la prima volta in 5000 anni nel 1973, con grandi fontane di lava e colate laviche che furono arrestate con potenti idranti sfruttando l'acqua di mare per raffreddare la lava;
Il vulcano Grabuna, in Papua Guinea, era considerato estinto, in quanto la sua ultima eruzione risaliva a 1700 anni fa, tuttavia nel 2005 si è riattivato con una serie di esplosioni freatiche sulla sommità del cratere e l'emissione di vapore, ma nel 2008 la sua attività è ulteriormente aumentata accompagnata da l'emissione di nubi di cenere ed espulsione di lava;
Il Fourpeked, in Alaska, era anch'esso considerato estinto, in quanto la sua ultima eruzione risaliva a 10.000 anni fa, si è risvegliato nel settembre del 2006, con esplosioni freatiche e moderata emissione di cenere;
Il vulcano Uturuncu, in Bolivia, è a 6.000 metri di altitudine, il tetto della montagna sorge su una superficie dieci volte più grande del lago di Costanza, il vulcano Uturuncu è stato sino ad ora addormentato, tanto che l’età delle sue colate laviche rivelano che l’ultima eruzione risale a circa 300.000 anni fa.
Ora il gigante si muove di circa 1-2 cm l’anno da circa 20 anni, e sembra risvegliarsi. Ogni giorno si stanno verificando delle deboli scosse, arrivando ad oltre mille per anno.
“La dimensione e la longevità del sollevamento è senza precedenti. E’ circa 10 volte più veloce rispetto al tasso normale di crescita di una camera magmatica di grandi sistemi vulcanici;
I Colli Albani, in Italia, non eruttano da 20.000 anni, tuttavia è stato evidenziato che l'area circostante l'apparato vulcanico si sta lentamente sollevando a causa della crescente pressione del volume di magma nella camera magmatica.
La più precisa misura del sollevamento dell’area è stata fatta dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e ha dato come risultato una media di 4 millimetri l’ anno.
Precedenti studi del nostro Istituto avevano accertato che nel periodo 1950-1990 questa area si era già sollevata di 30 cm, con un tasso di crescita di circa 7 millimetri l’ anno.
Il fenomeno era culminato con la lunga crisi sismica del 1989-90, spiega il sismologo Stefano Salvi, dirigente di ricerca dell’Ingv.
Nell'anno 2013 l'area nei dintorni dell'apparato vulcanico è stata soggetta ad un'incremento dei fenomeni di vulcanismo secondario, dei quali si fa riferimento a diverse scosse di terremoto e alla formazione di due vulcani di fango, due nell'area del aeroporto di Fiumicino, e uno al largo della costa;
Long Valley, California, questa caldera dal diametro di 30 chilometri gli scienziati descrivono la Long Valley come una caldera “in continua attività” e “in forte crescita”.
L’inquietudine geologica della Long Valley cominciò nel 1978 e poi aumentò improvvisamente due anni dopo con sciami di scosse sismiche.
Il più violento di questi sciami iniziò nel maggio del 1980 e incluse quattro forti scosse di terremoto di magnitudo 6, tre delle quali si succedettero nello stesso giorno.
Misure effettuate provarono che il centro della caldera dopo decenni di stabilità si era sollevato di 30 centimetri dall’estate del 1979.
Questo continuo innalzamento,che ora raggiunge i 60 centimetri e interessa un area di 250 chilometri quadrati è prodotto da nuovi flussi di magma che risalgono sotto la caldera; le ultime eruzioni di questo vasto complesso vulcanico datano da 57.000 a 12.000 anni fa;
Tungnafellsjökull, Islanda, non è il vulcano più conosciuto, inoltre, non ha eruttato negli ultimi almeno 10.000 anni.
Normalmente questo vulcano non ha nessun terremoto e rimane veramente tranquillo. L'ultima attività di terremoti era nel 1996 in relazione all'attività del vulcano Bárðarbunga e nel vulcano Grímsmvotn in quell'anno, tuttavia tra il 2012 e il 2013 nuove scosse di terremoto causate da intrusioni magmatiche hanno cominciato a essere registrate, segnale di una possibile futura ripresa dell'attività del vulcano;
San Pedro-Pellado, Cile, il SERNAGEOMIN ha tenuto sotto controllo uno sciame di centinaia di terremoti in pochi giorni, il governatore regionale della zona è stato citato quando diceva che "si tratta di terremoti vulcanici" ed aveva emanato un'allerta.
Il vulcano non ha sperimentato eruzioni in 10.000 anni, quindi se eruttasse sarebbe la prima potenziale attività nota storicamente.
Sotara, Colombia, negli ultimi anni la sismicità è in aumento in questo lungo vulcano dormiente.
Il vulcano Sotara sul bordo occidentale della Columbia ha iniziato a mostrare segni di intrusioni magmatiche, in quanto i livelli di gas e terremoti sono in aumento, questo è stato definito un po insolito per un vulcano che non ha attività storica.
Un'inflazione della superficie stata in corso nell'area SE del vulcano.
A causa dell'aumento di sismicità, il livello di allerta era stato elevato a "Giallo (III)" su una scala 1-5;
Laguna del Maule, Cile, questo complesso di vulcani a cavallo del confine tra Cile e Argentina prende il nome dal lago che riempie gran parte di una grande caldera 15x25 km, nel corso dei primi mesi del 2013, la sismicità è in ripresa a Laguna del Maule, con più sciami sismici entro i primi 10 km della crosta sotto Laguna del Maule.
Ciò che è più interessante è la deformazione che viene notata in tutta la zona - nella parte centrale del lago, la terra è in aumento di 1,40 cm / mese, mentre sul lato ovest del lago, la terra è in aumento a 0,64 centimetri / mese, l'ultima eruzione risale a 3000 anni fa;
Chiliques, Cile, il vulcano, che è stato sospeso per almeno 10 mila anni, ora sta mostrando segni di vita. Il 6 gennaio 2002, ore notturne l'immagine nell'infrarosso termico da ASTER ha rivelato un punto caldo nel cratere vertice così come molti altri lungo i fianchi superiori dell'edificio del vulcano, indicando una nuova attività vulcanica. L'esame di una immagine termica infrarossa nella prima notte dal 24 maggio 2000, non ha mostrato tali punti caldi;
Apoyeque, Costarica, la laguna Apoyeque è stata formata dal vulcano Apoyeque.
Questo vulcano ha eruttato per l'ultima volta 2050 anni fa.
Nel 1988 la temperatura della laguna ha iniziato ad aumentare come i livelli dei gas crescenti dell'odore di zolfo, tremori vulcanici nel settembre 2012 hanno portato il vulcano nicaraguense in allerta verde. Questo vulcano si trova a nord-ovest della capitale nicaraguense Managua e ora viene continuamente monitorato per tremori vulcanici;
Cuicocha, Ecuador, la caldera è stato creata da una massiccia eruzione freatica circa 3100 anni fa, che ha espulso circa 5 chilometri cubi di materiale, la temperatura del lago continua ad aumentare ad un ritmo di 0,1 gradi C per anno. I subacquei hanno osservato afflusso idrotermale di acqua calda a zona di profondità di 78 metri, nella parte occidentale del lago.
Questo indica una potenziale futura attività presso il vulcano, in particolare eruzioni;
Mt Gambier, Australia, secondo l’analisi fatta dai geologi Australiani, erutterebbe in media ogni 2000 anni, mentre attualmente il complesso vulcanico è quiescente da ben 5000.
A destare l’allarme sono state una serie di scosse sismiche che sono state avvertite dalla popolazione a Melbourne gli anni scorsi.
Attualmente gli esperti stanno monitorando l’area a rischio per valutare se le ripetute scosse possano essere legate ad una ripresa dell’attività vulcanica. Le principali scosse hanno avuto intensità 3.7, 4.3, 3.3 sulla scala Richter e sono durate dai 10 ai 15 secondi;
Campi vulcanici Eifel, Germania, nel quartiere Renania della Germania occidentale SW della città di Bonn sono un gruppo dominante risalente Pleistocene di 240 edifici vulcanici di scorie, maar, e stratovulcani minori con una superficie di circa 600 kmq.
Nel Eifel Oriente solo il Laacher See ha eruttato in una colossale eruzione 12900 anni fa.
Dal 1975 fino al gennaio 2013 oltre 1180 terremoti locali sono stati segnalati dalla stazione sismica Bensberg (Università di Colonia) con una certa frequenza aumentata negli ultimi anni;
Iron Hurka, Repubblica Ceca, il cui ultimo periodo eruttivo risale tra i 450-900.000 anni di età e 170-400.000 anni fa inizio Quaternario.
I resti di quell'attività vulcanica sono numerose sorgenti di acque minerale e le emissioni di anidride carbonica (CO2).
Lo sciame di terremoti più forti fu tra il 1985/1986 fu sentito in sciami sismici il 21 dicembre 1985 con un magnitudo 4,6 sentito in quasi tutto il territorio della Repubblica Ceca situato ad una profondità di circa 10 km, di origine magmatica.
Dal 6 ottobre 2008 a l'attività sismica nella Boemia occidentale ha subito un nuovo un aumento.
Il 6 ottobre dalle 16:00 fino al 10 novembre ore 18 sono stati registrati strumentalmente circa 5000 terremoti.
Questo sciame sismico è la più potente attività sismica nella Boemia occidentale, dal 2000.
Nel estate del 2011, verso fine agosto, il fenomeno si è ulteriormente intensificato.
"Negli ultimi giorni, l’Europa centrale è teatro di uno sciame sismico davvero preoccupante. In Boemia, la Regione occidentale della Repubblica Ceca, si sono verificate quasi 10.000 scosse sismiche tra martedì sera e stamattina, nel corso di 4 giorni."
Il vulcano sotterraneo sta causando centinaia di lievi scosse sismiche da metà Agosto, permettendo alla terra di tremare anche a 100 chilometri dall’epicentro. Secondo le testimonianze dei residenti, il pavimento delle abtiazioni trema come se fosse transitato un camion;
Hakone, Giappone, l'ultima eruzione della caldera risala a 2900 anni fa, un bollettino dell'Organizzazione meteorologica giapponese afferma che un aumento della sismicità dal 11 gennaio 2013 nei pressi della intra-caldera cupola Komagatake sta cominciando a preoccupare gli scienziati, circa la possibilità di una nuova attività.
Questo aumento delle sismicità è accompagnato da deformazione (inflazione) rilevato dalla fine del 2012;
Zvezdnoye Ozero, Russia, si crede abbia eruttato l'ultima volta circa 600 000 anni fa in una caldera formata dall'eruzione quando che prodotto le ignimbriti Chirinda.
Il vulcano è stato fino a poco tempo considerato completamente estinto.
Alla fine di settembre uno sciame persistente e lungo (27 giorni) di terremoti, è stato costituito da più di 4 000 terremoti distinti fino a 3,1 sulla scala di magnitudo locale.
Scienziati provenienti dal KVERT sotto la leadership del Dott. Igor Kurchatov si sono spostati in questa zona molto remota a collocare attrezzature essenziali per ordine del Gko (Gosudarstvennyj Komitet Oborony).
Dalla terza settimana di ottobre fino a metà febbraio hanno misurato un bradisismo con un sollevamento di 190 centimetri.
Poi un secondo sciame è iniziato il 17 ° di febbraio 2012.
Durante gli ultimi giorni si sono intensificati i livelli di tremore sismico in combinazione con un'elevata lettura di SO2 nel vulcano Zvezdnoye Ozero.
Il lago ha avuto 30 C° da marzo diventando molto acido e l'acqua era scesa di nove metri.
L'attività intensa ha portato il Presidente Putin a ordinare l'evacuazione di 53 nomadi che vivono nella zona.
I primi rapporti dicono che l'insorgenza dell'eruzione era altamente esplosiva, dopo la prima relazione al Comitato interno di sicurezza dello Stato, nessun ulteriore rapporto è venuto dagli scienziati o dei nomadi evacuati per il vicino villaggio, in quanto successivamente l'attività è andata calmandosi.
Per quanto?
Panarea, Italia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, infatti, riferisce che il vulcano Panarea “si deforma” con variazioni di “alcuni millimetri” l’anno in senso orizzontale e verticale, ma e’ gia’ dal 2002 che gli scienziati hanno verificato che il vulcano che sembrava tranquillo non era affatto spento.
Quella notte del 2002, si verifico’, ricorda l’Ingv, “un’intensa attivita’ di degassamento in prossimita’ degli isolotti di Lisca Bianca e Bottaro. L’attivita’ esalativa ha avuto inizio con 5 zone di forte emissione gassosa a profondita’ variabili da 8 fino a circa 30 metri. L’emissione di gas e’ stata cosi’ intensa che l’odore di acido solfidrico (H2S) era percettibile a grandi distanze”.
L'ultima eruzione di Panarea risale a 10.000 anni fa;


Terremoti in aree inattive da Secoli

-Il terremoto di magnitudo 6,1 in Emilia, nel maggio 2012 è stato il più forte da 5 secoli, quella regione era classificata non sismica;
- la scossa di 5.2 gradi, nel maggio 2011, che ha colpito verso le 19:00 la Murcia, in Spagna, e’ il piu’ forte registrato nella Spagna del sud-est da ”almeno 500 anni”;
-il terremoto di 9.0 in Giappone, nel marzo 2011, è stato il più forte da 140 anni; 
-il terremoto di Haiti nel 2010 di 7 gradi Richter è stato il più forte da 200 anni;
-il terremoto dell'Aquila in Abruzzo di 6,3 nel 2009, era il più forte dal 1915;
-lo scorso marzo 2012, in Australia, un'area propriamente non molto nota per avere dei forti terremoti, si è registrata una forte scossa di terremoto di 6.1 gradi sulla scala Richter, il ministro federale responsabile per l'assicurazione, Bill Shorten, dice di aver capito che è il più grande terremoto nella zona "in 109 anni".
Anche la distanza di tempo tra un forte terremoto e l'altro si sta accorciando rispetto al passato.
1985: Città del Messico terremoto di magnitudo 8.8 - 2003: Hokkaido, in Giappone terremoto di magnitudo 8,0, 18 anni.
2003 : Hokkaido, Giappone, terremoto di magnitudo 8,0 - 2004: Oceano Indiano terremoto di magnitudo 9.0 terremoto, 15 mesi.
2004: Oceano Indiano terremoto di magnitudo 9.0 - 2008: Sichuan, Cina terremoto di magnitudo 8,0 quattro anni
2008 : Sichuan, Cina terremoto di magnitudo 8.0--- 2010: Haiti terremoto di magnitudo 7.0, due anni
2010 : Haiti terremoto di magnitudo 7.1 ------- 2010: Cile terremoto di magnitudo 8,8 1 mese
2010 : Cile terremoto di magnitudo 8.8 2010: Canterbury, NZ terremoto di magnitudo 7.1, sette mesi
2010 : Canterbury, NZ terremoto di magnitudo 7.1 ;--- 2011: terremoto in Giappone 9.0, sei mesi
2011 : Giappone terremoto di magnitudo 9,0 ----- 2011 : Kermadec terremoto di magnitudo 7.6 4 mesi.



Vulcani tornati attivi dopo Secoli 


-In Messico, il vulcano El Chichon che non eruttava dal 1360 si è risvegliato con un botto mostruoso nel 1982, con drastici effetti climatici;
-Negli Stati Uniti, nel 1980 il vulcano Saint Helens si risveglio anch'esso con una fortissima eruzione dopo oltre un secolo di quiescienza;  
-Nel 1991, il vulcano Pinatubo, nelle Filippine, entrò in eruzione dopo 500 anni di inattività, anch'esso con drastici effetti climatici;
-Nel aprile del 2007, in Columbia, si risvegliò con una forte eruzione il Nevado del Huila, inattivo da 500 anni;
-nell'agosto 2008 entrò in eruzione il vulcano Kasatochi, nella Aleutine, la cui ultima eruzione risaliva al 1899;
-Nell'aprile 2010 entrò in eruzione, in Islanda, il vulcano Eyjafjallajökull, dopo 187 anni di silenzio;  
-Alle Canarie, l'eruzione sottomarina di El Hierro del 2011-2012, è stata la prima dal 1793, esattamente 219 anni che non eruttava; Il Baekdu, tra la Corea del Nord e la Cina, non erutta dal 1903, tuttavia "segni insoliti",tra cui minori tremori armonici, hanno cominciato ad emergere nel giugno 2002;
-Three Sisters, Oregon, l'ultima eruzione risale a 1900 anni fa, quest'area da oltre 15 anni denota una costante inflazione del suolo, con una camera magmatica di 100 milioni di metri cubi;
-Fujiama, Giappone, non ha eruttato dal 1707, tuttavia secondo una relazione del 2012 si sono formati nuovi crateri fumarolici, il più grande 50 m di diametro, il rapporto menziona anche una maggiore attività dalle fumarole a 1500 m;  
-Cerro Machin, Colombia, la sua ultima eruzione risale al 1180, non aveva registrato alcuna attività fino al 2000, quando ha cominciato a registrare attività sismica che ha continuato a intensificarsi: nel 2004 ci sono stati 96 terremoti , nel 2005 il numero è salito a 316 nel 2006 ha raggiunto 787 e nel 2007 la percentuale era di 1014 terremoti, il più forte è stato registrato il 28 dicembre di 3 gradi sulla scala Richter , insieme ad altri 139 terremoti che sono stati registrati anche nello stesso giorno, nel 2008 il picco di tensione si è verificato nel mese di novembre, quando alcuni forti terremoti sono stati rilevati causando il panico;  
-Il Pacaya, in Guatemala, è stato in sospeso per un secolo, si è risvegliato violentemente nel 1965, rimanendo in costante attività da allora;  
-Sabancaya, in Peru, a seguito di più di 200 anni di letargo, si è risvegliato nel luglio 1986, il periodo più prolungato di attività ha avuto inizio con eruzioni esplosive il 28 maggio del 1990, e continuò per più di otto anni, attualmente è ancora pienamente attivo;
-El Misti, Peru, l'ultima eruzione risale tra il 1450 e il 1470, il vulcano ha vissuto 143 terremoti tettonici e vulcanici nel 2011, che sono stati causati dalla fratturazione di roccia all'interno del vulcano;  
-Arenal, Costarica, il 29 luglio del 1968, dopo un forte terremoto il vulcano ha iniziato a eruttare dopo circa 400 anni di silenzio e da allora è sempre rimasto molto attivo;  
-Turrialba, Costarica, dopo la sua ultima eruzione nel 1866, segni di agitazione, iniziarono nel 2006 e nuova attività freatica iniziò il 4 gennaio 2010;
Sitkin Little, Isole Aleutine, nell'agosto 2012 una serie di sciami di terremoti ha spinto i ricercatori a innalzare il livello di allerta per il vulcano, l'eruzione più recente risale al 1900;
Ekarma, Isole Aleutine, la vetta dell'isola si è formata da una cupola di lava, che si è formata nella prima storica eruzione del Ekarma tra il 1767-1769, da allora fu silenzioso finchè un'eruzione è stata osservata il 24 maggio 1980;
-Churchill, in Alaska, la sua ultima eruzione risale al anno 843 dC, con importanti effetti climatici su vasta scala, nell'agosto 2013 un potente sciame di terremoti è stato registrato in prossimità del vulcano;
-Newberry, Oregon, da ormai diversi mesi il sistema vulcanico Newberry è interessato ad una nuova serie di scosse di terremoto, ricercatori dell'Usgs degli Stati Uniti l'hanno definita sicuramente la sismicità più interessante della catena della Cascades da molto tempo, la sua ultima eruzione risale al 680 dc;  
-Salton Sea, California, l'ultima eruzione avvenne tra il 940 e il 0 aC, il sistema vulcanico ha manifestato frequenti sciami di terremoti tra il 2012 e il 2013, gli abitanti nelle zone urbane circostanziali avevano a loro volta segnalato la presenza di odore di uova marce, che tipica delle emissioni di zolfo, "Quando si arriva a questi sciami, è spesso un indicatore di un movimento verso l'alto di magma..se il magma viola la superficie, si dispone in un una eruzione vulcanica." ha riferito uno scienziato;  
-Kolbeinsey Ridge, Islanda, un'eruzione sottomarina a Kolbeinsey Ridge nel 1999 è stata identificata nei sismografi da un sciame sismico a 180 km a N di Grimsey, quest'eruzione è stata la prima dal 1755; -Theistareykjarbunga, Islanda, il vulcano si trova nel nord dell'Islanda, a 26 km dalla costa e la sua ultima eruzione risale al 750 aC, a causa della frequente attività sismica che ha coinvolto la zona negli ultimi decenni una fitta rete separata di stazioni GPS sono state collocate nel 2006, l'anno successivo un sollevamento continuo è iniziato sul Theistareykjarbunga con un sollevamento massimo di 30 millimetri all'anno, gli interferogrammi Envisat hanno confermato un sollevamento circolare direttamente sotto il sistema vulcanico, è confermata l'inflazione del sistema magmatico voluminoso con una profondità di circa 6,5 ​​km verso il basso, che copre una superficie di più di 70 chilometri;  
-Krafla, Islanda, nel corso del 1970 e del 1980, è diventato famoso per le sue eruzioni con vaste fontane di lava da un sistema di fessure all'interno della caldera Hige, le sue precedenti eruzioni risalivano al 1724-1729; 
-Oraefajokull, Islanda, l'ultima eruzione risale al 1728, tuttavia nel agosto-settembre 2011 forti sciami di terremoti hanno cominciato a farsi registrare nella zona catturando l'attenzione degli scienziati che si sono chiesti se fosse in procinto di eruttare, "In un periodo di quattro giorni dal mese prima, 21-24 Agosto 2011, otto terremoti minori sono stati raccolti in cima al cratere del vulcano, il più grande dei quali era di 2.2 sulla scala Richter;  
-Krísuvík, Islanda, l'ultima eruzione ha avuto luogo durante nel 14 ° secolo, pochi anni fa anche questo sistema vulcanico sembrava a causa dei frequenti sciami sismici e l'inflazione del suolo a causa del magma, pronto a entrare in eruzione, tanto che è stata osservata un'inflazione del suolo di 10 centimetri a causa della spinta del magma sottostante che successivamente si è lentamente calmata;  
-Jan Mayen, Artico, una grande eruzione è avvenuta a Jan Mayen, nel 1970 accompagnato da forti terremoti, l'eruzione è descritta come inaspettata è stata la prima eruzione del vulcano in 120 anni, la lava ha eruttato da una lunga frattura di 6 km a 600 m sul livello del mare;  
-Sinabung, Indonesia, il vulcano era rimasto inattivo per quattro secoli, tuttavia nell'agosto 2010 tornò ad eruttare con forte emissione di cenere, il fenomeno si è ripetuto anche negli ultimi mesi del 2013;  
-Agam, Indonesia, il vulcano non ha evidentemente eruttato dal 1839, tuttavia dal gennaio del 2013 sta manifestando segnali di rinnovata attività con aumento dell'attività sismica e attività geotermica;
-Guntur, Indonesia, tra il 1840 ed il 1847 il Guntur è stato l’artefice di un’eruzione quasi distruttiva nell’area dove ci furono centinaia di feriti e diverse vittime, da allora non ha più eruttato, nel aprile 2013 a causa dell’elevata velocità con cui aumentava di minuto in minuto l’attività sismica dell’area, aveva impostato un piano di evacuazione della zona, fortunatamente il vulcano in seguito si è calmato;  
-Rangitoto, Nuova Zelanda, il vulcano è silenzioso da 600 anni, tuttavia nuovi studi in merito hanno confermato che potrebbe eruttare seguendo un ciclo più lungo, effettivamente a incentivare questi studi è stata una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 registrata 10 km a est di Auckland, nel marzo 2013 invece un'altra scossa di 3.9 era stata registrata accanto al sistema vulcanico, dopo un'altra di magnitudo 3;
-Tongariro, Nuova Zelanda, nel agosto 2012, dopo 115 anni di silenzio, il vulcano si è risvegliato con una forte eruzione esplosiva, seguita da un'altra pochi mesi dopo.

Contrariamente alle aspettative questi fenomeni rappresentano un fenomeno comune nella scala geologica terrestre, di conseguenza se molti hanno ipotizzato che le glaciazioni fossero causate da variazioni dell'attività solare è altrettanto probabile che l'aumento degli importi nevosi sulle catene alpine e nei Circoli Polari Antartici e Artici siano stati fenomeni sincronizzati tra la bassa attività solare e un'elevata attività vulcanica.


















Commenti

  1. Gran bell'articolo, ben documentato e convincente.
    Peccato non si sia parlato anche delle risalite di magma sul fondo degli oceani sempre che se ne abbia conoscenza.
    Comunque parrebbe di dedurre dalla lettura che la Terra sia tornata ad avere le doglie. Chissà cosa partorirà. C'è chi afferma che il tempo dell'Umanità del Quarto Sole stia volgendo al termine.
    Tocchiamo ferro! :-)

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  2. http://expianetadidio.blogspot.it/2016/11/idrotermia.html

    Fenomeni geologici comuni anche su altri pianeti probabilmente.

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