LA GRANDE MIGRAZIONE RIPORTA LO SPETTRO DI NUOVE EPIDEMIE


Circa 50.000 migranti hanno raggiunto l'Europa dal Mar Mediterraneo dall'inizio dell'anno, ha dichiarato in una dichiarazione l'Organizzazione internazionale per la migrazione.
"L'IOM, l'Agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni, riferisce che nel 2017 fino al 7 maggio 49.310 migranti e rifugiati entrarono in mare in Europa, con la grande maggioranza che arrivano in Italia e in Grecia, Cipro e Spagna, rispetto a 187.569 arrivi fino al 7 maggio 2016, "Ha letto il comunicato stampa.
Secondo la dichiarazione, oltre 41.000 migranti sono arrivati ​​in Italia, circa 5.560 in Grecia e 133 in Cipro. L'organizzazione ha anche detto che 1.309 migranti sono morti.
L'Europa sta attraversando una grave crisi migratoria ed è costretta ad ospitare centinaia di migliaia di migranti che tentano di entrare negli Stati membri ricchi dell'UE attraverso varie rotte, tra cui anche la Turchia, l'Italia e la Grecia.
Il problema è che la stragrande maggioranza di essi non arrivano da Paesi in guerra ma piuttosto sono stati messi in moto da fattori che hanno più a che fare con le necessità dell'Europa di contenere il declino demografico, senza tenere conto da parte della incompetente Comissione Europea delle principali esigenze dei Paesi in crisi e della crescente opposizione cittadina al fenomeno dilagante che sta realmente mettendo in pericolo non solo la sicurezza dei cittadini europei dove dalla Germania alla Svezia si stanno registrando picchi di criminalità come aggressioni e abusi sessuali da parte di richiedenti asilo.
Ma addirittura malattie prima diventate rare in Italia, principale Paese europeo che si è accollato tale irresponsabilità, come il Morbillo stanno diventando nuovamente fenomeno comune.

«Siamo in piena epidemia di morbillo, il mondo ci guarda interdetto e con allarme». Non usa giri di parole il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, per commentare i dati del ministero della Salute che registrano 385 casi ad aprile, cinque volte tanti quelli contati lo stesso mese dello scorso anno, quando di contagiati se ne contarono 800, mentre ad oggi, in cinque mesi, i casi sono già 1920..
La stragrande maggioranza dei clandestini che stanno affluendo sulle nostre coste non arrivano da Paesi in guerra, ma da Paesi dove la presenza del morbillo è una patologia diffusa.
Facciamo un esempio.
Tutti ricordiamo il ragazzo ucciso da uno scafista per il fatto che non voleva dargli il suo beretto, quel ragazzo era un 21 enne che arrivava dalla Sierra Leone.
La guerra civile in quel Paese è finita da anni sebbene ci sono ancora elevati tassi di criminalità, tuttavia dal momento che non si tratta di un Paese in guerra cosa ci faceva su quel barcone?

La realtà è che qualcuno ha messo in moto una campagna mediatica o di informazioni per spingere intere popolazioni in povertà a muoversi in direzione dell'Europa.
Tale migrazione di massa non porta con se solo la minaccia della criminalità e del terrorismo ma porta con se anche quella delle epidemie come il morbillo.

Come si evince dai colori scuri della mappa soprastante la peggior percentuale di casi di morbillo si trova direttamente nell'Africa sub-sahariana, area dalla quale si è messo in moto la stragrande maggioranza dei clandestini in arrivo sulle nostre coste.
Di conseguenza è ingenuo accusare il calo delle vaccinazioni per il maggior numero di casi di morbillo in Italia, ma piuttosto dal momento che il nostro Paese è in prima linea per l'accoglienza la causa certamente si può imputare alla sconsiderata accoglienza della crisi migratoria.

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